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Da abbinare obbligatoriamente ed esclusivamente nei giorni indicati: venerdì 18 novembre solo con Mercati Finanziari a euro 3,50 (2,30+1,20); martedì 22 novembre solo con ItaliaOggi di a euro 3,50 (2,30+1,20). In tutti gli altri giorni Gentleman a euro 3,50.

il quotidiano dei mercati finanziari

QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO

Il mensIle per glI uomInI che amano la vIta

GENTLEMAN PIù LADIEs

Numero 133 - Marzo 2012

Larry Page, 39 anni, fondatore di Google.

W e b

L i f e s t y l e

Larry page Sì, SONO uN

Super

NOrMAL Carisma al massimo. Guadaroba minimal. Oltre il formalismo, verso l’essenza delle cose. Prima i sogni, poi i dollari. Lo stile di vita e di lavoro dell’inventore di Google

Oriente da scoprire

Nel cuore della BirmaNia

AUTO REPORT Dal sarto?

NO, A MARANEllO PER lA FERRARi sU MisURA una porsche?

NO, il MAggiOlissiMO la lexus e le supercar che non ti aspetti


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Cronografo tachimetro automatico creato in Svizzera negli Ateliers Horlogers Louis Vuitton In vendita unicamente nei negozi esclusivi Louis Vuitton e su louisvuitton.com. Tel. 800 30 89 80


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)

Botteghe eCCellenti, la top ten della Carne Chef, allievi&maestri mazara del vallo, il re del pesCato

Il mensIle per glI uomInI che amano la vIta

Jeff Rudes, 54 anni, inventore del supermarchio di jeans JBrand, fotografato da Dario Orlandi per Gentleman.

Eco vacanze Real Estate I RESORT DEL FUTURO

D U E C h ÂT E a U I n F R a n C I a

JEFF RUDES

MAGO IL

DENIM DEL

In otto annI da zero a 100 mIlIonI dI euro. tutta Hollywood vuole I suoI jeans. ecco percHé sono sexy

speCiale orologi CLIvE OwEn

sCoprire il watCh appeal GInEvRa

le novità da Collezionisti MODa

per uomini di polso


GUIDA TV VS GUIDA SPO La Nuova BMW Serie 3 sa vincere ogni sfida. Da quella dello stile, con un design innovativo che rende le sue linee slanciate e sportive, passando per quella della performance, con prestazioni da vera leader anche in termini di efficienza, fino a quella dell’innovazione, grazie alle sue avanzate dotazioni tecnologiche, come i sistemi BMW Connected Drive e l’Head-up display a colori. La sportività è sempre la scelta vincente.

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Piacere di guidare


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evenTi d‘arTe

zionisti Grandi colle ti, e a p pa s s i o n a tricht tutti a Maas

Il mensIle per glI uomInI che amano la vIta

Changkun Park, 55 anni, vicepresidente esecutivo di Cheil Industries, divisione fashion di Samsung, fotografato per Gentleman da Christian Castelnuovo/M. Sestini.

Tecno gadgeT design culT

una sorpresa per tutti

p e z z i i n s o l i t i fat t i a M a n o

Global fashion

saMsung un

in

guardaroBa Da 50 anni nel tessile. Da 30 nella moDa. e poi anche nell’hi-tech. pochi sanno che, in corea, la più importante azienDa tessile È Del gruppo samsung. che ora È pronto a sbarcare in italia e in europa con un marchio. e a comprarne altri


EDITORIALE

Hanno idee vincenti, carisma da vendere, eppure disdegnano le apparenze. Ma non il lusso di scegliere le cose belle della vita. Si chiamano Larry Page (Google), Mark Zuckerberg (Facebook), Jack Dorsey (Twitter). Insomma...

Arrivano i SUPERnormal O

ltre il formalismo. Diretti alla sostanza delle idee e delle cose. senza perdere carisma ed eleganza. anzi, diventando archetipi-modelli di stile di vita. eccoli, i superNormal, da Bill Gates (microsoft) a mark Zuckerberg (facebook), da larry ellison (oracle) a Jack Dorsey (twitter), fino a Larry Page (Google, pag. 46): perché tutti i grandi protagonisti che hanno modificato la vita comune attraverso la tecnologia sono i più impermeabili alle seduzioni della moda? Della moda, ma non del lusso, se si sgancia il lusso dal concetto di costoso e lo si riporta alla capacità di scegliere il meglio e di apprezzare il lato bello della vita. il segreto non c’è. o meglio, è nella personalità di questi grandi innovatori, che hanno fatto tutt’uno del loro stile di vita e di lavoro. i superNormal, come li ha chiamati l’architetto Italo Rota in una delle sue eccentriche, intelligenti e profonde analisi della società contemporanea dei consumi, sono un club di uomini di successo dalle scelte di vita integrali. seguendo il filo rosso dell’innovazione assoluta, come si viaggerà nel futuro (pag. 56)? Ninfee, ecopolis galleggianti, suite galattiche, resort nello spazio saranno le vacanze a impatto zero del 2030. mentre, per spostarsi, le concept car (pag. 76) puntano tutte sui motori ibridi. il nuovo, la tecnologia, i superNormal e i resort del futuro sono una conferma di uno straordinario valore, che Gentleman ha sempre cercato, inseguito, proposto: la secolare

sapienza tecnica (e non è un caso che, nell’antica Grecia, tèchne significasse tanto processo di fabbricazione quanto il suo risultato estetico). Ci sono prodotti, come il vino, fino ad arrivare a un tessuto, a una borsa femminile o a un paio di scarpe maschili, a un profumo, che si presentano apparentemente semplici, mentre nascondono procedimenti estremamente complessi. in questo numero, ars tramandi (pag. 102) racconta come nasce un tessuto maschile, gli intrecci di trama e ordito che rendono un country tweed, un denim, un cavalry twill più secco, più morbido, più nervoso... Che cosa può mai mettere insieme insieme i superNormal, un SuperTuscan, uno shetland? il linguaggio della passione. Che cosa vi appassiona, gentili lettori? andate a cercarlo nel vostro giornale. Buona lettura a tutti. (Giulia Pessani)

* * * a proposito di classifiche, Gentleman ha un nuovo sito internet, ClassLife-GentlemanLife, che nasce dall’esperienza e dalla collaborazione delle redazioni dei mensili Class e Gentleman. Un sito di lifestyle, con tutto il meglio in classifica, dalla moda agli accessori, dai vini ai musei, dai teatri dell’opera agli chef. tutti i temi presenti nei magazine della carta stampata vengono riproposti nelle classifiche del sito. Vi aspettiamo, dunque, anche su www.classlife.it.

9


S

E

R

V

I

Z

64 Nel cuore

76 Una buona

Un paese che finalmente si sta aprendo al mondo e che il mondo può (ri)scoprire. Un pezzo di Asia dove il viaggio nel tempo acquista il suo pieno, magico significato

Al Salone di Detroit, la realtà prevale sui sogni, ed è sempre più ibrida. Lì, dove il salvataggio dell’America automobilistica passa in buona parte da Europa e Oriente...

70 Il giubileo

85 Arriva

birmano

il Maggiolissimo

73 Formula

88 Il mago

Che cosa c’è di più unico di una Ferrari? Una Ferrari Tailor-Made. Succede in un laboratorio sartoriale ad hoc, a Maranello, con la consulenza creativa di Lapo Elkann

Le star ne vanno matte. Da Penelope Cruz a Matt Damon. Sono i jeans di J Brand, che, con il loro fit, sono diventati un mito. Come il suo creatore, mister Jeff Rudes

Lapo

Disegnata da Ferdinand Porsche, in 70 anni ne ha combinate di tutti i colori. L’Auto del popolo ora è alla terza generazione. Più sportiva, quasi coupé

del denim

64

52 Il colosso in guardaroba Coreano, leader dell’abbigliamento formale, il marchio Galaxy, del gruppo Samsung, sbarca in Italia con il brand Gx 1983

43 nel nome

70

del Dragone

Significato sotteso, assonanza e allure occidentale. Questi i tre principi secondo cui i marchi occidentali vengono tradotti in cinese da società specializzate. È così che Coca-Cola si trasforma in Gusto-Allegria

46 Larry, Mark, Bill: 56 Un’ecovacanza i SuperNormal

10

ripresa

dell’arte

Compie 25 anni Tefaf Maastricht (16-25 marzo), la più importante fiera di antiquariato del mondo. Tra dipinti e design, eccone un’anticipazione

La sua azienda, Google, è al primo posto della classifica di Fortune sulle 100 migliori compagnie dove lavorare. È Larry Page, il cui stile informale ha contribuito al suo successo. Un SuperNormal come Zuckerberg, Gates ed Ellison, per citarne alcuni

I

nel futuro

Aerostati alimentati a idrogeno ed ecopolis galleggianti a forma di ninfea. Come si viaggerà nel 2030? Scegliendo soluzioni a impatto zero. Gentleman ha selezionato i progetti più interessanti


123 S

E

R

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I

Z

Speciale Taste Un ristorante siciliano dove scoprire il vero sapore del mare. La carne e gli insaccati più pregiati d’Italia. Maestri e giovani chef a confronto. Per una declinazione del gusto in ogni sua forma

I

56

92 Watch

92

appeal

Clive Owen, dal vivo, è un uomo dal fascino carismatico e l’eleganza discreta. L’ambasciatore ideale del nuovo gioiello della maison Jaeger-LeCoultre

98 Ars

118 Il gusto

Tweed, covert, tropical, mohair... Un viaggio di Gentleman alla scoperta dei tessuti artigianali più pregiati. Come quelli di Vitale Barberis Canonico

Ginevra, Salon International de la Haute Horlogerie. Con un aumento di visitatori dall’Asia, sono state proposte le ultime novità dei brand più importanti del mondo

del tempo

di gola

102 Per uomini

124 Di chef

135 Senso

Dallo chef Carlo Cracco a Massimo Carraro, ceo di Morellato & Sector. Otto uomini diventano per Gentleman ambasciatori della moda p/e 2012

Due grandi maestri, Gualtiero Marchesi e Annie Féolde, e due grandi giovani, Riccardo Agostini e Paolo Lopriore, per fare il punto sulla cucina made in Italy

tramandi

di polso

88

in chef

131 Pescati Per anni imbarcato sui pescherecci, Pietro Sardo ha portato a terra il sapore del mare. Siciliano. Dove? Nel suo ristorante La Bettola, a Mazara del Vallo

di polpa

Eredi di un’antica tradizione, non temono la globalizzazione. Dalla Toscana al Piemonte, i macellai italiani sono custodi di straordinarie prelibatezze


“Sono Elliott Erwitt, e lo sono da un certo numero di anni.�

show room: galleria del corso 2, milano - tel. +39.02.76318496


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40 Per celebrare il primo quarto di millennio di attività della Maison Creed, il Maestro Profumiere Olivier Creed ha creato 250 Years Anniversary. Un omaggio ad un glorioso passato e una promessa per la creatività dell’attuale e delle prossime generazioni. La preziosa fragranza è custodita in un flacone finemente lavorato a mano, autografato da Monsieur Creed e numerato. Prodotto in soli mille esemplari, il suo stampo è stato poi distrutto. È un Millesime che esalta le essenze più amate dall’artista e protagoniste di alcune delle più belle ed indimenticabili fragranze della Maison. Tra queste il Bergamotto del superbamente classico Bois de Portugal, l’Iris dell’intramontabile eleganza di Green Irish Tweed e il corposo e persistente Neroli del corroborante Neroli Sauvage. Nel fondo l’Ambra Grigia, protagonista indiscussa di tanti capolavori tra cui il cristallino ma solido Silver Mountain Water e il Musk Tonkino che spicca tra le note del prezioso Millesime Imperial. Il risultato della sapiente formula che si avvale di questi ed altri superbi ingredienti quali Pompelmo, Narciso e Scorze d’Arancia, è un profumo agrumato con una bellissima anima floreale ed una solida e carnale nota di fondo che rende questa creazione un armonioso classico, rassicurante e robusto, con accenni originali che lo rendono inaspettatamente intrigante.

34 aggiudicare:

piccole ma grandi

Sono le opere di dimensioni ridotte firmate da maestri contemporanei in asta a Milano. Poi, Chagall a Parigi e monete antiche spagnole a New York

36 innovare:

un gadget per tutto

La borsa che canta, il drone che filma, l’iPod che misura la pressione, il coltellino con la memoria... Tra le novità hi-tech ce n’è per ogni necessità

38 visitare:

città in mostra

23

40 arredare:

il bello dell’intreccio

Progettati da designer acclamati, ma realizzati con antiche tecniche manuali, per lo più africane. Sono i nuovi pezzi d’arredo, ormai oggetti di culto

140 agenda

di marzo

24 ascoltare:

questione d’etichetta

Con artisti del calibro di Sean Jones e Gerald Wilson, la giovane label Mack Avenue ha una solida reputazione nel mondo della musica afro-americana

Degustare Una selezione di cinque eccellenti bianchi e rossi provenienti dal Lazio

26 investire:

30 benessere:

Due château francesi. Uno nel Bordeaux e uno in Provenza. Una peculiarità in comune: i vigneti. Poi, una nuova società che aiuta ad affittare le seconde case

Evitare scottature, attenuare i segni della stanchezza, facilitare la rasatura. Sono le parole d’ordine per mantenere la pelle del viso idratata e protetta

28 colpire:

32 leggere:

Fiore all’occhiello del Cap Juluca Resort di Anguilla, The Temenos Golf Course è stato disegnato da Greg Norman su più livelli, con vista splendida sul mare

I cani sono una fonte inesauribile d’ispirazione per racconti di ogni genere. Mentre Alberto Ongaro indaga a Singapore

castelli diversi

swing a ostacoli

w w w. c a l e . i t numero verde 800.301006

Il Museo Guggenheim ha fatto conoscere Bilbao al mondo. E le sue esposizioni, come Brancusi-Serra, sono un ottimo motivo per scoprire la città

una bella faccia tosta

I gioielli dei Gonzaga a Mantova, Hayez e Fontanesi a Reggio Emilia, le avanguardie del ’900 a Vercelli... Ecco gli appuntamenti del mese

144 distinguersi:

settimo, ruba pure...

...così lo svedese Bob Arno, di mestiere illusionista, studia le tecniche di rapina per poi raccontarle alla polizia. Per questo, da 40 anni, si lascia derubare dai ladri

a quattro zampe

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shop at albertoguardiani.com


Il nettare dei Castelli

Degustare

A lungo liquidati come vinelli da acquistare sfusi o in fiasco, i bianchi e i rossi del Lazio si sono nobilitati grazie a produttori illuminati. Ecco una selezione di cinque eccellenze. E il Ritual Box per brindare al top dI marCo gattI - stIll lIfe dI roberto sorrentIno

U

n bianco beverino, presente in ogni osteria di Trastevere, da bere gustando bucatini cacio e pepe e cantando stornelli romani. Questo, fino a pochi anni fa, il «vino de li Castelli». Nell’immaginario collettivo, niente più che un vinello, una sorta di bicchiere folkloristico, da acquistare sfuso o, nella migliore delle ipotesi, nei caratteristici bottiglioni di vetro trasparente con tappo a vite. Le cose sono cambiate. Oggi i vini bianchi del Lazio sono diventati sinonimo di eccellenza. Il merito è di quei produttori illuminati che, orgogliosi del potenziale della loro terra, non si sono accontentati di fare quantità, ma hanno perseguito, con tenacia e talento, la qualità. È il caso di quella Malvasia Casal Pilozzo che quest’anno è stata scelta come miglior vino d’Italia, risultando l’etichetta più emozionante tra i cento vini che hanno ottenuto il premio Top Hundred del club di Papillon. Dopo aver riposato nelle suggestive grotte di tufo della cantina, nel bicchiere, questo bianco dalla straordinaria capacità d’invecchiamento (bottiglie di 15 o 20 anni sono impeccabili) ha colore giallo paglierino, che con il tempo vira all’oro antico, naso fine, con piacevole nota aromatica, sentori floreali e di nocciola, sorso fresco, minerale, persistente. Ideale con crostacei e pesce crudo. Tra le altre eccellenze. Affascinante il Donna Paola di Colle Picchioni, cantina che è stata apripista sulla strada della qualità. Giallo oro brillante, ha profumi suadenti di fiori di acacia e mela golden, mentre al palato è secco, sapido, di lunga persistenza. Si accompagna a zuppe, risotti, pesci in salsa. Interessante il Frascati Superiore Regillo Etichetta Nera di Pietra Porzia. Di colore giallo dorato, sorprende con le sue note di frutta

rituali effervescenti

Poggio le volPi Via Colle Pisano 27, monte Porzio Catone (rm), tel. 06.9426980. frascati superiore epos 2010; 5,25 euro.

casale cento corvi Via aurelia km 45,5, Cerveteri (rm), tel. 06.9903902. lazio rosso giacchè; 25 euro.

colle Picchioni Via di Colle Picchione 46, frattocchie, marino (rm), tel. 06.93546329. lazio bianco Igt donna Paola; 10,50 euro.

tropicale, tra cui spicca l’ananas, con i profumi di zafferano e cedro, e con sapidità e struttura. Da abbinare a carni bianche. Di bella personalità, infine, il Frascati Superiore Epos di Poggio le Volpi. Giallo paglierino con riflessi verdolini, ha profumi intensi di agrumi, note di frutta bianca, sentori di mandorla, gusto morbido, sapido ed equilibrato. Con antipasti di mare

casal Pilozzo Via Pilozzo 17, monte Porzio Catone (rm), tel. 06.9449113. lazio malvasia Casal Pilozzo 2004; 28 euro.

tenuta di Pietra Porzia Via di Pietraporzia 60, frascati (rm), tel. 06.9464392. frascati superiore regillo etichetta nera; 6 euro.

Stappare una bottiglia di Champagne è da sempre un rito, che si tratti di un’occasione particolare o di un brindisi del tutto improvvisato. E perché anche il secondo caso sia curato come il primo ci ha pensato G.H. Mumm con il Ritual Box (sotto; prezzo su richiesta). Disponibile solo su ordinazione e realizzato a mano con otto settimane di lavorazione nel laboratorio artigianale Domeau & Pérès, il kit contiene infatti tutto l’occorrente (e anche di più) per degustare a regola d’arte una magnum di Brut Cuvée Privilège. Nei cubi di pelle e feltro, infatti, sono custoditi un secchiello e sei flûte, ma anche piatti e posate, candele e portacandele, e persino uno speaker per lettore Mp3 e un paio di cuscini di pelle. Perché tutto sia spontaneo, ma nulla sia lasciato al caso. www.mumm.com

e formaggi di media stagionatura. E i rossi? Anche qui, le eccellenze non mancano. Uno per tutti, il Giacchè rosso. Ottenuto grazie al sapiente recupero di un antico vitigno, ha colore rubino profondo, complessità, profumi di amarene, visciole, prugne, gusto caldo, minerale, persistenza: caratteristiche che lo rendono adatto ad accompagnare la selvaggina.

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ASCOLTARE

Questione d’etichetta

Label relativamente giovane, Mack Avenue si è costruita una solida reputazione nel mondo della musica afro-americana. E, oggi, ha in scuderia artisti del calibro di Sean Jones, Gerald Wilson e Christian McBride di andrea milanesi

dialoghi tra anime

Nell’introduzione al nuovo libro-cd Mare Nostrum (Alia Vox / Jupiter, 36 euro), Jordi Savall affida alle parole dello scrittore libanese Amin Maalouf la propria dichiarazione d’intenti: «Per ridare alla nostra umanità disorientata qualche segno di speranza, bisogna andare ben al di là di un dialogo delle culture e delle credenze, verso un dialogo delle anime; tale è, in questo inizio del XXI secolo, la missione insostituibile dell’arte». E come un moderno Ulisse musicale, in due dischi e in un elegante volume di 460 pagine, il maestro catalano parte alla volta delle grandi civiltà nate e fiorite lungo le coste del Mar Mediterraneo e guida i fidi compagni di viaggio dell’ensemble Hesperion XXI alla scoperta di antichi repertori medievali e delle tradizioni orali sefardite, berbere, greche, arabe, ebraiche e spagnole.

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F

ondata nel 1999, Mack Avenue è un’etichetta relativamente giovane nella lunga storia del jazz ma, disco dopo disco, si è costruita una più che solida reputazione in un ambiente un po’ ruvido e selettivo come quello della musica afro-americana. La label di Detroit ha saputo ritagliarsi una fetta di mercato sempre crescente grazie all’originalità e all’alta qualità delle proposte (lo dimostrano le quattro recenti nomination ai Grammy 2012) e, come i soci di un club esclusivo, i suoi artisti si incontrano e si ritrovano per condividere una passione: il loro playground naturale è rappresentato dai repertori più diversificati e di frontiera, che spaziano dall’intramontabile swing al new-bop e alla fusion, in un ricco catalogo di progetti discografici in cui i grandi solisti spesso si riuniscono in piccole formazioni di all-star o suonano al fianco delle big band. E intanto la scuderia Mack Avenue si allarga a dismisura e può contare su autentici pezzi da 90 come il vibrafonista Gary Burton, i chitarristi Kevin Eubanks e Stanley Jordan, il pianista Danilo Pérez, il sassofonista Kenny Garrett, il contrabbassista Christian McBride, la gloriosa Count Basie Orchestra e gli intramontabili Yellowjackets.

Il rItorno... ...del genio di Leonard

No Need for Words è il sesto album targato mack avenue per il trombettista dell’Ohio e racchiude otto pezzi originali che rendono omaggio alla grande scuola di Wynton marsalis & Co.

non è difficile ipotizzare che Conversations with Christian risulterà uno dei dischi più belli dell’anno, grazie anche agli irresistibili duetti con sting, angélique Kidjo e Chick Corea.

nel quartetto del vibrafonista americano c’è spazio anche per l’astro nascente delle sei corde, il giovane Julian lage, che apporta la sua firma d’autore al nuovo cd Common Ground.

Ogni disco di Leonard Cohen rappresenta un evento, nel senso più artisticamente elevato del termine: un appuntamento lungamente atteso, destinato a richiamare l’attenzione dell’intero establishment culturale e a cambiare per l’ennesima volta gli orizzonti della canzone d’autore. Così è anche per Old ideas (Columbia / Sony), il nuovo cimento con cui il songwriter canadese riveste di melodie scarne ed essenziali quei testi che, come ha sottolineato il romanziere Tom Robbins, «sanno sbucciare la mela dell’amore e la pesca della lussuria con un coltello che affonda la sua lama fino al mistero».

nell’album Legacy, la grande orchestra capitanata da Wilson si muove tra una suite dedicata alla città di Chicago e le rielaborazioni jazzy di musiche di stravinskij, Puccini e debussy.

il funambolico chitarrista raccoglie in studio d’incisione un manipolo di amici/ colleghi e nel cd Friends fraseggia con mike stern, Charlie Hunter, russell malone e Bucky Pizzarelli.


investire

Castelli diversi

Due château francesi. Uno nel Bordeaux e uno in Provenza. Una peculiarità in comune: i vigneti da cui si ricavano vini pregiati. Poi, una nuova società che aiuta a creare il sito web perfetto per affittare la propria seconda casa di stefano Cosenz

consulenza: mai più senza Windows on Europe, holding fondata da Salvatore Ferragamo e Pietro Martani, specializzata in affitti brevi nelle località più affascinanti del mondo (nella foto, appartamento nella City di Londra, 1.900 euro circa a settimana), ha dato vita a una nuova società, HomeLtd, che offre a operatori professionali e singoli proprietari di case, una serie di strumenti e servizi personalizzati per migliorare la gestione e la

locazione di unità abitative per brevi periodi. Per i privati, in particolare, è previsto il servizio Rental Site Maker, che offre i template adatti a un sito web immobiliare, dove pubblicizzare la casa in affitto. Costa 3,90 euro al mese, più attivazione a 27 euro. Per facilitare le prenotazioni, poi, si può avere il software BookingDom, che consente di prenotare on-line (gratuite le prime cinque prenotazioni, poi 0,90 euro a clic). www.homeltd.com windowsoneurope.com

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ornano a essere considerati un ottimo investimento i grandi vigneti grazie alle basse quotazioni (20mila euro per un ettaro di vigneto di Bordeaux Superiore). Nei pressi di Bordeaux, appunto, è proposto lo Château de Seguin, un castello del 1780 con 172 ettari di terreno, di cui 93 coltivati a merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, i restanti coperti da bosco, pascoli e un piccolo lago. Il castello comprende sette camere da letto un appartamento indipendente, e, all’esterno, una piscina. Altre strutture attorno a un cortile centrale comprendono cantine per la fermentazione del vino, aree per lo stoccaggio e perfino un museo. Prezzo: 11,235 milioni di euro. Spostandosi a sud, in Provenza, ecco il magnifico Château de Sannes, situato ai piedi del Luberon. Esteso per circa 55 ettari e famoso per i suoi giardini disegnati nel ’600 da André Le Nôtre, autore dei giardini di Versailles, comprende frutteti e oliveti, nonché 32 ettari coltivati a vigneto per la produzione di vino denominato Château de Sannes. Il castello è stato superbamente ristrutturato. Al piano terra, uno spazioso salotto, due sale da pranzo, uno studio, una biblioteca, una cucina con soffitto a volta. Nei tre piani superiori, sette camere da letto e un salone. Due le piscine, una all’aperto con due padiglioni e una coperta per le stagioni fredde. La proprietà comprende anche una casa colonica del XVIII secolo, con sei camere da letto e una piscina, una guest house, due cottage per il personale e la casa del guardiano. Infine una colombaia e un mulino a vento. Prezzo: 25 milioni di euro circa. Château de Seguin: Maxwell Storrie Baynes, telefono 0033.557.840882. Château de Sannes: Belles Demeures de France, telefono 0033.685.824770. www.christiesrealestate.com

1 2

CHÂTEAU DE SEGUIN Bordeaux

2. La veranda

permette di pranzare o rilassarsi al sole anche d’inverno.

1. Uno dei salotti dello Château de seguin. elegantemente arredato, presenta ancora antichi stucchi restaurati.

1. La piscina esterna (ce n’è anche una

coperta) è dotata di zona relax con chaise-longue sotto l’antico portico.

CHÂTEAU DE SANNES Provenza

1 2

2. Una delle sale da bagno con travi a vista, boiserie e marmi pregiati, bella come un salotto.


colpire

Swing a ostacoli

Fiore all’occhiello del Cap Juluca Resort di Anguilla, nei Caraibi, The Temenos Golf Course è stato disegnato da Greg Norman su più livelli, con una vista mozzafiato sul mare. E nel campo pratica ci sono anche i green galleggianti di marcella magliucci

le gare da non perdere 25 febbraio Is MolAs ResoRt CoMPetItIon 18 buche Stb, 2 cat. S.S.195, Loc. is Molas, S. Margherita di Pula (Ca), telefono 070.9241006, www.ismolas.it 3 Marzo CIRCuIto ItIneRA stunuRt ItAlIA By uPlInk 18 buche Stb, 2 cat. Golf Club Punta ala via del Golf 1, Punta ala (Grosseto), tel. 0564.922121, www.puntaala.net/golf 3/4 Marzo BABA touR 18 buche Stb, 3 cat. (sabato i e ii cat.; domenica iii cat.). Parco di roma, via dei Due Ponti 110, roma, tel. 06.33653396, www.golfparcodiroma.it 10 Marzo 17° GRAn PReMIo MultIGolf 18 buche Stb, 3 cat. Circolo degli Ulivi Sanremo, via Campo Golf 59, Sanremo (imperia), telefono 0184.557093, www.golfsanremo.com 11 Marzo VII tRofeo GAlARdInI sPoRt 18 buche Medal, 3 cat. Golf Club Tirrenia, viale San Guido, Tirrenia (Pi), tel. 050.37581, www.golftirrenia.it

www.classlife.it Per chi vuol conoscere i percorsi migliori del mondo.

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Sopra, una vista panoramica della buca 18 del Temenos golf course. Sotto, la club house e uno scorcio del campo al tramonto.

P

alme che lambiscono le acque del Mar dei Caraibi e la spiaggia che, a perdita d’occhio, corre verso l’infinito. Bella, affascinante e a tratti selvaggia, Anguilla è ancora capace di stupire. Come il sofisticato Cap Juluca Resort, elegante cinque stelle lusso di charme, affacciato sulla costa sud-ovest dell’isola e circondato dalle spiagge della Maundays Bay. Il resort mette a disposizione dei propri ospiti 58 stanze deluxe e suite e ben 12 ville (sei delle quali con piscina privata) realizzate in stile moresco e immerse in 72 ettari di vegetazione tro-

picale. Quattro rinomati ristoranti ispirati alle diverse cucine del mondo, una spa, campi da tennis, scuola di diving sono solo alcuni degli atout di questo resort che ha il suo punto di forza nella gestione del the temenos Golf Course, capolavoro di 18 buche par 72 firmato Greg norman. disegnato su più livelli e con una vista mozzafiato su st Marteen e sul mare, è caratterizzato da numerosi ostacoli d’acqua salata che entrano in gioco in ben 13 buche su 18. the temenos è adatto a soddisfare i giocatori di ogni li-

vello, particolarmente bella e tutta da giocare, la buca 1 è un lungo par 4 che si apre con un tee sopraelevato e panoramico e si chiude con un green sospeso sul mare che le è valsa la definizione di «risposta caraibica alla buca 18 di Pebble Beach». delicata e molto scenografica anche la buca 16, lunga 430 metri e con un green circondato dall’acqua e protetto da profondi bunker. Pensato per realizzare i desideri di ogni golfista, dà la possibilità di provare anche i green galleggianti del campo pratica che, posizionati nella laguna a diverse altezze, richiedono un’ottima padronanza dell’arte dell’approccio. Per informazioni dall’Italia: Mariapaola negrini, tel. 02.33105477; mpnegrini@graceexecutive.com www.capjuluca.com

per per UN UN COLpO COLpO DA DA CAMpIONI CAMpIONI Eleganti come uno smoking e precisi come la lama di un rasoio, i Razr X Tour di Callaway incorporano il meglio della tecnologia e del design prodotto della celebre casa inglese. Pensati per i golfisti che vogliono passare da un hcp medio-alto a un single digit, questi ferri, con il centro di gravità posizionato più in basso e un design dalla faccia sottile e versatile, incorporano la capacità di far compiere grande distanza alla palla perdonando gli errori, nonostante il loro look ricordi molto da vicino i set

dei campioni del Tour. Realizzati in carbonio 1.200 forgiato, garantiscono un buon controllo di palla e un maggiore spin. I Razr X Tour sono disponibili sia in acciaio (set a partire da 700 euro circa), sia in graffite (set a partire da 850 euro circa). Disponibili sia per uomo che per donna. Per informazioni: www.callawaygolf.com


ben essere

Una bella faccia tosta

Evitare scottature, attenuare i segni della stanchezza, facilitare la rasatura. Sono le parole d’ordine per mantenere la pelle del viso idratata e protetta, al mare o sulla neve. Ecco i prodotti specifici. E poi, una Spa affacciata sul Monte Rosa di marUska colantoni - ha collaborato cristiana rizzo

alta quota di wellness

Da

alla

Sette edifici costruiti fra il ’600 e l’800, in pietra e legno, affacciati sul Monte Rosa. È l’antico villaggio Walser di Mascognaz (a 4 chilometri da Champoluc) che la Breithorn (società che possiede l’omonimo albergo di Champoluc e lo storico Grand Hotel des Alpes di Chamonix) ha trasformato in un albergo diffuso che, tra camere e case-vacanza, offre 50 letti. Uno dei punti di forza è il centro benessere, dotato di piscina, sauna, bagno turco, Jacuzzi e bagni Kneipp (che alternano acqua calda e fredda). Offre anche programmi specifici per l’uomo, come massaggi decontratturanti con trigger point, per un assetto posturale corretto, l’idrofangoterapia per drenare l’addome, massaggi pre e post-gara e gli ubtana, maschere anti-age per il viso. Camera doppia da 230 euro a notte d’inverno e da 180 euro d’estate. Trattamenti da 50 a 140 euro. www.hotellerie demascognaz.com

RivieRa Da sinistra, locandina del Royal Hotel & Winter Palace di Gstaad, 1913, venduta a gennaio da Christie’s (Londra, 27mila euro); litografia Riviera di Levante, inizio ’900, battuta a dicembre 2011 da Bolaffi (Torino, 3mila euro).

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Gstaad

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Una sfida estrema. Il suo orologio.

«Solo i migliori a bordo!» Portoghese Yacht Club Chronograph Edition «Volvo Ocean Race 2011– 2012». Ref. 3902: i «velisti della domenica» possono anche voltare pagina. Qui, infatti, si parla di una delle regate più impegnative al mondo: la Volvo Ocean Race. Oltre 39 000 miglia nautiche, onde alte più di 30 metri e venti che possono raggiungere i 110 km/h. Una sfida durissima da affrontare con l’orologio giusto: il Portoghese Yacht Club Chronograph Edition «Volvo Ocean Race 2011–2012», con funzione flyback e piccoli secondi con dispositivo di arresto. Chi se ne intende non segue l’onda, la cavalca. IWC. Engineered for men.

Movimento cronografico meccanico di manifattura IWC (foto) | Funzione flyback | Sistema di carica automatica a doppio cricchetto IWC | Datario | Vetro zaffiro antiriflesso | Fondello in vetro zaffiro | Cassa in titanio | Quadrante in carbonio | Impermeabile 6 bar | Spessore cassa 14,5 mm | Diametro 45,4 mm

Su w w w.iwc.com l’elenco dei Rivenditori Autoriz zati abilitati al rilascio della Garanzia Inter na zionale IWC, la cui at tiva zione è validata on-line al mome nto dell’acquisto. Per infor ma zioni : + ( 39 ) 02 3026642 – iwc.italia @ iwc.com – w w w.iwc.com


LEGGERE

Scritti a quattro zampe I migliori amici dell’uomo sono anche una fonte inesauribile d’ispirazione per racconti di ogni genere, dalla favola al saggio. E l’indagine su un’enigmatica sparizione porta Ongaro a Singapore. Sulle orme di Conrad di nanni delbecchi - Still life di roberto Sorrentino

segui il cuore... di tenebra «Alexander Blackmouth scomparve giovedì 12 luglio 1972 dopo aver ricevuto un’enigmatica telefonata». Un uomo alto vestito di bianco (sotto, Piemme, 15,50 euro) ha l’attacco folgorante che i lettori dei romanzi di Alberto Ongaro ben conoscono. Il mistero inizia alla prima riga e s’infittisce pagina dopo pagina. Che cosa c’è dietro la sparizione di Alexander? Una doppia vita perfettamente occultata? Una vendetta della mafia cinese? Una grande storia d’amore? Tutte le ipotesi portano a Singapore, e per la precisione al leggendario Raffles Hotel, il luogo dove, da Conrad in poi, l’avventura ha stabilito la sua residenza. Il narratore capisce di avere un ruolo in quella storia e parte con il primo volo: quando il destino dà un appuntamento, non è il caso di arrivare in ritardo.

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un Inverno con baudelaIre

harold cobert elliot, 16 euro

I

cani sono i migliori amici degli uomini ma anche delle nuove tendenze editoriali, che li vedono protagonisti di ogni genere di racconto. Andrea Scanzi nel suo I cani lo sanno (Feltrinelli) spiega che la sapienza dell’istinto parte dallo sguardo. Quello umano è proiettato in avanti, teso a selezionare e calcolare; mentre quello canino, così rasoterra, sa trovare tesori prima ancora di aver cercato. L’autore parla per esperienza diretta: insieme alle sue labrador Tavira e Zara ci accompagna in un viaggio nelle eccentricità della razza umana, che solo nei casi più risolti si scopre «felicemente animale». Infelice è infatti il protagonista del romanzo di Harold Cobert, Un inverno con Baudelaire (Elliot).

I canI lo sanno

solo con un cane

andrea Scanzi feltrinelli, 9,99 euro

beatrice maSini fanucci, 9,90 euro

Philippe conduce un tranquillo ménage da impiegato, ma all’improvviso si trova senza lavoro e la sua esistenza diventa simile a quella dei tanti clochard che vagano per Parigi, finché arriva il giorno in cui incontra Baudelaire, un cane che lo «adotta» proprio perché il suo padrone è randagio come lui. Come diceva Elsa Morante (peraltro celebre gattara), i veri angeli custodi sono gli animali. Beatrice Masini conferma con la favola Solo con un cane (Fanucci), le avventure del piccolo Tito e del suo fido Miro destinate a trovare fan anche tra i lettori adulti. Ma se volete delle prove scientifiche di quanto abbiamo detto finora, buttatevi su La naturale superiorità del cane sull’uomo

la naturale superIorIta del cane sull'uomo

john bradShaw rizzoli, 19 euro

(Rizzoli) di John Bradshaw. Un elenco puntiglioso dei pensieri sbagliati che i cosiddetti «padroni» fanno sui loro compagni al guinzaglio. Che siano affettuosi ma autonomi, che tengano compagnia ma che sappiano dileguarsi al momento giusto, che abbiano pensieri strategici quando non ne sono capaci, perché vivono soltanto nel presente. Ed è inutile sgridarli: ci sono precise ragioni evolutive per cui rispondono meglio alle ricompense che alle punizioni. Dopo vent’anni passati a studiarli, Bradshaw sovverte la maggioranza dei luoghi comuni a quattro zampe. Con un’ eccezione: rimangono i nostri migliori amici. E Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno, di questi tempi.


AGGIUDICARE

Piccole ma grandi

Sono le opere di dimensioni ridotte firmate da maestri contemporanei, come Licini e Pistoletto, in asta a Milano. E, mentre Chagall incanta Parigi, a New York sarà battuta la più grande collezione di monete antiche spagnole di stefano cosenz

il valore dei soldi A New York, l’8 marzo Sotheby’s venderà in unico lotto la più importante collezione di 37.895 monete spagnole, di proprietà della Hispanic Society of America. Il realizzo atteso è di 25/35 milioni di dollari (19/26 milioni di euro). La monumentale raccolta testimonia la storia della Spagna e della sua espansione coloniale, dal 5° secolo a.C. al 20° secolo. Molte le rarità. Ecco qualche esempio: la moneta da 1 e ½ Shekel cartaginese raffigurante il dio Melkaart prima dell’invasione romana nel 3° secolo a.C.; il denaro delle Idi di Marzo, fatto coniare da Bruto per commemorare l’assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C.; e l’unico esemplare esistente da 50 Excelentes (foto sopra), moneta coniata nel periodo di Ferdinando e Isabella di Spagna, e delle spedizioni di Cristoforo Colombo in America, dal peso di oltre 140 grammi d’oro. A Hong Kong il 26 febbraio Antiquorum disperderà un insieme di orologi da polso: un rarissimo Patek Philippe in oro, ref. 5131J, del 2007, World-Time, con quadrante smaltato, ha stima 1/1,2 milioni di dollari di Hong Kong (9,8/1,17 milioni di euro).

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on solo arte moderna e contemporanea, ma anche design e arte decorativa. Questo offre la stagione delle aste. A partire da Milano, dove, il 23 febbraio, la Galleria Poleschi proporrà una selezione di piccole opere dei più importanti artisti moderni e contemporanei: una matita su carta di Osvaldo Licini, Angelo ribelle, ha stima 4/5mila euro (foto 3), mentre un acrilico su specchio di Michelangelo Pistoletto, Frattali, è valutato 5/5.500 euro. A Roma, il 21-23 febbraio, arte moderna, contemporanea e decorativa del XX secolo presso la Casa d’Aste Babuino: Vaso di fiori di Carlo Carrà ha stima 20/25mila euro (foto 4), mentre un raro Modigliani, Ritratto di fanciulla, 1904, ha stima 130/160mila euro (foto 2). A Firenze, il 23-24 febbraio, da

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PER SAPERNE DI PIù:

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Maison Bibelot arredi e dipinti provenienti da un’elegante dimora bolognese: una coppia di oli con cornice coeva, Trionfi di fiori, ha stima 4/6mila euro (foto 8), mentre un cassettone a ribalta con alzata in noce, Veneto, XVIII secolo, ha stima 4/6mila euro. A Parigi, da Tajan, arti decorative del XX secolo, il 6 e 7 marzo, con opere del designer Marcel Coard: un tavolo da pranzo con piano in quercia e base in ferro battuto dorato (60/80mila euro; foto 6). Ancora da Tajan, l’8 marzo, impressionisti e arte moderna: Amour di Marc Chagall del 1958, ha stima 15/20mila euro. A Londra, il 14 marzo, Sotheby’s disperderà la prestigiosa collezione di porcellane europee, di arti decorative e dipinti veneziani del ‘700 e un gruppo di Libri d’Ore miniati, proveniente dalla resi-

www.dorotheum.com www.tajan.com www.sothebys.com www.maisonbibelot.com www.bruun-rasmussen.dk www.astebabuino.it www.swanngalleries.com www.poleschicasadaste.com

denza ginevrina dei celebri produttori di pasta Giovanni e Gabriella Barilla: un gruppo in porcellana di mangiatori di spaghetti della Commedia Italiana del 1770, modellato da Giuseppe Gricci (30/40mila euro; foto 1), mentre un olio su tela del ‘600 di Marco e Sebastiano Ricci, Un capriccio di rovine classiche romane, ha stima 150/200mila sterline (180/240mila euro; foto 5). A New York, l’8 marzo, Swann Galleries disperderà stampe, disegni e libri d’artista del XIX e XX secolo: una litografia del 1930 di Edvard Munch, SelfPortrait with a Bottle of Wine (40/60mila dollari; 30/45mila euro; foto 7). A Vienna, il 29 febbraio, Dorotheum disperderà 170 lotti di storia austriaca del design: un carrello da tè del 1935 di Oswald Haerdtl ha stima 4/8mila euro (foto 9).


innovare

Un gadget per tutto

La borsa che canta, il drone che filma, l’iPod che misura la pressione, il coltellino con la mega-memoria... Tra le novità hi-tech, ce n’è davvero per ogni necessità. Anche per chi vuole ricevere gli sms sull’orologio di andrea milanesi

made in smart italy È marchiata made in Italy una delle novità di maggior successo presentata al recente Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la più importante fiera di settore al mondo, dove l’azienda veneta i’m Spa ha lanciato la linea di orologi ipertecnologici i’m Watch. Si tratta di smartwatch da polso in grado di dialogare con qualsiasi tipo di smartphone (dotato di connessione Bluetooth) e di visualizzare sul display multi-touch le info provenienti dal telefono, garantendo la possibilità di gestire Sms e di rispondere alle chiamate direttamente dall’orologio. La gamma spazia tra i modelli i’m Colour (299 euro) e i’m White Gold & Diamonds (14.999 euro), passando per i’m Titanium (599 euro) e i’m Carbonium (999 euro, nella foto). www.imwatch.it

The house of Marley

Bag of Rhythm Borsa in cotone con inserti in legno, docking station per iPod/iPhone e cinque speaker (da aprile, 350 euro). www.houseofmarley.com

TreksTor

i.geaR lumio mini-proiettore a led per iPhone 4/4s con diagonale fino a 130 cm, altoparlante integrato, peso 103 g (229 euro). www.trekstor.it

aR.DRone 2.0 Quadricoptero in plastica e fibra di carbonio con videocamera Hd, comandabile da smartphone e tablet (prezzo su richiesta). www.parrot.com

Bang & olufsen

Beolit 12 sistema musicale portatile con tecnologia wireless apple airPlay, diffusori e amplificatore da 120 watt (699 euro). www.beoplay.com

Medisana

VitaDock accessori per iPad/ iPhone/iPod per rilevare i parametri di pressione, glicemia, temperatura e peso (da 80 euro). www.vitadock.com

gopro

hD heRo2 Videocamera indossabile con sensore da 11 mp, risoluzione Hd, formato 16:9, angolo di ripresa di 170° (289 euro). www. fgdistribuzione.com

alpine

icS-X8 app link station da auto con interfaccia multimediale compatibile con la piattaforma smartphone nokia (799 euro). www.alpine.it

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parroT

saMsung

Da-e750 audio dock con amplificatore valvolare, connessioni allshare, apple airPlay e Bluetooth (da aprile, 699 dollari). www.samsung.com

VicTorinox

SecuRe Coltellino multiuso con chiavetta Usb removibile e memoria ssd fino a 1 terabyte (prezzo su richiesta). www.victorinox.com


visitare

Città in mostra

Il Museo Guggenheim firmato da Frank Gehry ha fatto conoscere Bilbao al mondo. E le sue esposizioni, come il dialogo Brancusi-Serra, sono un ottimo motivo per andare alla scoperta della città e della gastronomia basca di silvana rizzi

di pintxos in pintxos È indispensabile andare a piedi, per scoprire il Casco Viejo, il centro più antico di Bilbao, con Las Sietes Calles, le sette vie che l’attraversano, la Plaza Nueva, animatissima la sera. Qui ci si dà appuntamento in uno dei tanti bar, come Bertone e Victor Montes (sotto), per gustare i pintxos, le tapas in basco, a base di gamberetti e polpa di granchio. Dopo un caffè da Iruna, il bar moresco più famoso della città, si attraversa il ponte sul fiume per tuffarsi tra la folla della Gran Via, il bel quartiere ottocentesco della città: si trovano negozi, bar e ristoranti a ogni angolo. Per cena, si può scegliere il raffinato e stellato Nerua, in avenida Abandoibarra 2, o l’originale Pizarra, in Calle

1. L’esterno del Guggenheim Museum di Bilbao è rivestito in titanio. Il progetto del 1997 di Frank Gehry ha rilanciato la città basca come meta turistica. 2. Il Palazzo de lo Ayuntamiento, il municipio, è opera di Joaquin Rucoba ed è stato inaugurato nel 1892. 2

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simile a una nave ancorata sul fiume, il guggenheim e cambia a seconda della luc

I de Juan de Ajuriaguerra, o ancora El Perro Chico, in Calle Arechaga 2. Per dormire, è ottimo il design-hotel Esperia, quasi di fronte al museo Guggenheim. www.esperi-bilbao.com

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l grande richiamo di Bilbao, il Museo Guggenheim, ospita fino al 15 aprile la mostra BrancusiSerra, in un dialogo suggestivo tra l’americano Richard Serra e il rumeno Costantin Brancusi, che tanto affascinò il primo da illuminarlo sulla via dell’arte. Difficile, forse, per gli inesperti comprendere a fondo il rapporto tra gli spazi e le proporzioni dei due artisti, ma l’eleganza, l’equilibrio e la sensazione di perfezione degli uccelli e delle teste femminili di Brancusi dominano lo spazio quanto le possenti sculture in bronzo di Serra. Una sosta per colazione al Bistró del museo, permette di gustare un ottimo

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baccalà, il piatto forte della cucina basca. La mostra è un’occasione per visitare Bilbao. Indiscutibile il fascino del celebre Guggenheim, firmato Frank Gehry, monumentale opera in titanio, simile a una nave ancorata sul fiume, che si illumina e cambia colore secondo la luce del giorno, le nuvole in cielo e i raggi del sole. Oltre al Guggenheim, ad attirare a Bilbao il viaggiatore curioso sono le sue architetture d’avanguardia, che hanno contribuito a riconvertire la città da industriale a turistica. Tra le più celebri, lo Zubizuri, il ponte in vetro firmato Calatrava, le torri di Isozachi o, ancora, le entrate della metropolitana in metallo e acciaio,

3. Alcuni pintxos, il termine basco per tapas. I bar più frequentati si trovano attorno all’animatissima Plaza Nueva. 4. Le facciate dei palazzi di Ensanche, il quartiere ottocentesco del centro storico dove si trovano le strade dello shopping più esclusivo, come la 4 pedonale Gran Via.

chiamate fosteritos, in omaggio all’architetto Norman Foster. L’ultima novità è la trasformazione dell’antico magazzino del vino, l’Alhondiga, in uno spazio pubblico per la cultura e il tempo libero, secondo il progetto del celebre architetto Philippe Stark. Vale la pena di scoprirlo, se non altro per l’originalità della piscina dal pavimento in vetro che offre a chi entra la vista di un gioco geometrico di corpi in movimento liberati dal peso corporeo, quasi un’installazione surrealista. Brancusi-Serra, aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 22, www.guggenheim-bilbao.es www.bistroguggenheimbilbao.com


ARREDARE

Il bello dell’intreccio

Progettati dai designer più acclamati. Realizzati con materiali inusuali e antiche tecniche manuali, per lo più africane. Sono i nuovi pezzi d’arredo, diventati oggetti di culto. E poi, l’iPad-case di Barack Obama DI ILaRIa DE baRtoLomEIS

raccOgliere le iDee

bonacina vittorio

Lampada Orbita disegnata da tomoko mizu per vittorio bonacina. È in rattan ed è disponibile in tre misure. Prezzo su richiesta. www.bonacinavittorio.it

z a n o t ta

Divano Club, di Prospero Rasulo per Zanotta, ha struttura d’acciaio e seduta in nastri elastici. 3mila euro. www.zanotta.it cappellini

È uscita l’edizione 2011 dell’Adi Design Index (sopra; 320 pagine, 32 euro; adidesignindex.com), l’annuario compilato dall’Adi (Associazione design italiano; adi-design. org) che raccoglie i progetti più interessanti dell’anno che siano già entrati in produzione e che siano stati progettati da designer o aziende italiane. Sono oltre cento i pezzi pubblicati quest’anno, tra arredi, come la seduta Robo di Luca Nichetto per Offect; macchinari ed elementi per il lavoro, come il contenitore per impiantologia dentale disegnato da Valdimir Božanić per Geass; progetti di design per l’ambiente, come Lola, il lampione a risparmio energetico di Metalco (tanto per citare alcune delle categorie in cui è diviso l’annuario). Ogni tre anni, i contenuti dei Design Index diventano la base su cui lavora la giuria del Compasso d’oro per assegnare il premio, creato nel 1954 da La Rinascente e in seguito affidato ad Adi.

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La seduta KnottED cHaIR è un progetto di marcel wanders per cappellini. La struttura è costituita da un intreccio di corde con l’anima in fibra di carbonio. Un rivestimento in resina epossidica (un polimero termoindurente) rende la seduta stabile. 2.400 euro. www.cappellini.it

diallo design

tavOlinO WOO disegnato dal designer malinese cheick Diallo per Diallo Design e realizzato con una struttura di ferro tubolare rivestita di filo di nylon (lo stesso materiale utilizzato per la pesca). 1.500 euro. www.diallo-design.com

driade

La poltrona Pavo REaL che Patricia Urquiola ha disegnato per Driade ha struttura in alluminio e intreccio in materiale plastico. adatta anche per esterni. 1.500 euro. www.driade.it

moroso

Da un intreccio di fili di plastica realizzato da maestri artigiani africani è nata la poltrona SHaDowy. Il progetto è di tord boontje per moroso. 1.476 euro. www.moroso.it

gadget presidenziali Ha fatto il giro del mondo la foto (qui a destra) che ritrae Barack Obama seduto alla sua scrivania nello studio ovale, durante il giorno del Ringraziamento, mentre fa gli auguri telefonici alle truppe americane impegnate all’estero. E insieme ha fatto il giro del mondo anche il nome di Dodocase. L’iPad del presidente degli Stati Uniti, in-

fatti, è custodito nella cover per il tablet realizzata a mano a San Francisco, che vuol essere un omaggio all’arte della rilegatura dei libri, destinata a estinguersi. La parte esterna è realizzata in eco pelle, l’alloggio dell’iPad in bambù ed è chiusa da una fascetta elastica. Da 64 euro, si compra sul sito www. dodocase.com


www.cruciani.net


brand new

nel nome del

dragone

significato sotteso, assonanza e allure occidentale. Questi i tre principi secondo cui i marchi occidentali vengono tradotti in cinese da società specializzate. È così che coca-cola si è trasformata in Gusto-allegria

Di valentina valota illustrazione Di chris burke

È

finita una dura giornata di lavoro. il cittadino medio di Shanghai finalmente torna a casa. toglie le scarpe sulla soglia e si libera della morsa dell’abito da ufficio. È stata proprio dura, oggi. un solo desiderio: andare al pub a farsi una bella Felicità-Potenza ghiacciata, oppure una dolce gusto-allegria. S’infila un paio di comode Passi veloci, corre giù in garage e mette in moto il suo Cavallo prezioso. in Cina poesia e saggezza, è vero, s’insinuano in ogni antro della vita. Ma, nonostante le apparenze, qui si sta parlando di puro business, perché i marchi sopracitati non sono altro che la traduzione in cinese di celebri brand occidentali, che hanno varcato la frontiera orientale e nel passaggio hanno cambiato nome. Sono, nell’ordine, Heineken, Coca-Cola, Reebok e Bmw. in Cina, il significato sotteso al nome del prodotto è determinante. Si pensi all’attenzione che viene posta nella scelta dei nomi dei bambini, il cui futuro, si crede, possa essere determinato dal modo in cui si viene registrati all’anagrafe. Con una crescita dei consumi del 13% annuo (e del 25% per i beni di lusso), nel Celeste impero il nome può veramente fare la differenza. logica conseguenza, un fiorire di aziende il cui lavoro è proprio tradurre i brand occidentali in cinese, un’arte che deve tener conto del significato e del suono, cioè del messaggio e, possibilmente, dell’assonanza tra il nome originale del brand e il suo alter ego cinese. Paradigmatico il caso di Coca-Cola, Kekoukele in cinese, che suona simile all’inglese e allo stesso tempo narra le virtù della bibita, il gusto e l’allegria. lo stesso vale per reebok, rui bu (Passi veloci), o nike, nai ke (durevole e deciso) e Colgate, gao lu jie (rivelatore di pulizia superiore). Ma società di consulenza come la Brand Union di Pechino e la Labbrand Consulting Company di Shanghai, le due più importanti del settore, spesso devono aggiungere un altro ingrediente perché un prodotto scateni l’acquolina: l’allure straniera. «i fonemi devono essere usati in modo che il brand sia immediatamente identificabile come occidentale», spiega Monica lee, managing director di Brand union. Così un nome si fa metafora del ponte tra oriente e occidente. www.thebrandunion.com, www.labbrand.com

In cinese, bmw diventa bao ma (Cavallo prezioso); reebok, rui bu (Passi veloci); Coca-Cola, Kekoukele (Gusto-allegria).

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miliardari in jeans

Mattew Staver/Gettyimages

 p u n to s u c h i s ’ i n n a m o r a

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di un progettoÂť


Larry, Mark,BiLL... ECCO i

supErnOrMaL Così li ha definiti l’architetto Italo Rota. Sono (o potrebbero essere) gli uomini più ricchi del mondo, ma continuano a sembrare degli studenti universitari: pieni di speranze, prima che di dollari. E lo dimostrano a partire dal look, minimale e ricercatissimo dI LuCa dELLI CaRRI ANDy WArHOl L’onnipresente dolcevita nero del padre della Pop art è passato agli annali tanto quanto i suoi barattoli di zuppa Campbell. JAMES DEAN Scomparso mezzo secolo fa a soli 24 anni, rimane un’icona immortale della Gioventù bruciata ma anche dello stile casual.

StEvE JOBS In jeans e scarpe da ginnastica lo è sempre stato, ma il pull nero a collo alto è diventato la sua divisa dal 1996, al suo rientro in Apple. BIll gAtES Il fondatore di Microsoft è una delle poche eccezioni che conferma la regola: a volte ha indossato la giacca e persino la cravatta.

StEvE McquEEN Non tutti sognano una vita come la sua, come nella canzone di Vasco Rossi, ma la maggior parte prende spunto dal suo look.

rOBErt rEDFOrD Jeans e giacca di tweed: i suoi costumi di scena per il film I tre giorni del condor sono un perfetto esempio del casual ricercato.

I

l sEGRETo è sEmPRE sTATo lì, davanti agli occhi di tutti. www.google.com: una pagina bianca con lo spazio per scrivere una stringa di testo. Era il 1998, il mondo del web si affannava per alleggerire pagine troppo pesanti, quindi lente, per le connessioni del tempo, e larry Page e sergey Brin (entrambi classe 1973 e, all’epoca, studenti di stanford) inventarono un motore di ricerca iperefficiente basato sull’analisi matematica delle relazioni tra siti web, con un’interfaccia che era come loro: semplice ed efficace, elegante e senza fronzoli. Fast, easy, cheap and modern. Veloce, facile, economico e moderno. Qualcosa d’innovativo ma anche di molto americano. «Andy Warhol pensava che tutto dovesse essere sempre intrattenimento, che bisognasse essere fast, easy, cheap and modern. se dovevamo decidere

SErgEy BrIN Nato a Mosca e naturalizzato cittadino statunitense, il co-fondatore di Google veste più american style del suo socio Larry Page.

MArk ZuckErBErg Noto per girare in ciabatte da piscina, il creatore di Facebook non rinunica alle sue T-shirt nonostante la quotazione in borsa. lArry EllISON Si vede spesso in giacca il fondatore e ceo di Oracle, ma rigorosamente abbinata a un pull o a una maglietta.

di fare una cosa, doveva essere così. Altrimenti l’abbandonavamo», mi ha raccontato Bob Colacello, per tutti gli anni 70 e i primi 80 braccio destro dell’inventore della Pop art e dei 15 minuti di celebrità per tutti. Google oggi possiede una quota del 90% del mercato dei motori di ricerca. Ed è il miglior luogo di lavoro del mondo, l’azienda in cui si vive meglio, prima classificata nella lista delle 100 Best Companies to Work For redatta da Fortune nel 2012, dopo che già era risultata la migliore nel 2007 e 2008 (unica azienda al mondo a brillare tre volte in questa classifica). Ed è anche il marchio con la miglior reputazione del mondo, secondo il Global Rep Track, il più importante studio annuale sull’argomento, redatto dagli esperti del Reputation Institute che hanno intervistato 48mila consumatori di 15 paesi.

Blackarchives, Contrasto, Gettyimages (6), Lapresse, SteveMqQueen by William Claxton-ed. Taschen

JAck DOrSEy Il creatore del social network Twitter e di Square, sistema di pagamento tramite cellulare, alterna stile formale e informale.

lArry PAgE Nell’altra pagina, il co-fondatore di Google, 39 anni il 26 marzo, è figlio d’arte: il padre era un professore di informatica e la madre un’insegnante di programmazione.

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miliardari in jeans

secondo gli esperti del reputation institute, è il brand con la migliore reputa zione al mondo PARCO LAVORO Sopra, la sede centrale di Google a Mountain View, Silicon Valley, a 40 minuti d’auto da San Francisco. Le immagini spiegano meglio delle cifre perché, per tre anni, l’azienda è stata decretata il miglior luogo di lavoro del mondo nella classifica di Fortune sulle 100 Best Companies to Work For.

Un successo annunciato? Come forse tutti i veri successi, sì. Perché il segreto non c’è, è nella personalità e nello stile dei fondatori, che è diventato lo stile dell’azienda. Il Google style. Ancora, qualcosa di strettamente americano, capace di andare oltre il formalismo e di arrivare al succo delle cose, senza però perdere carisma, eleganza. Una nuova eleganza, dunque. Figlia della California, della qualità della vita, del surf, della Silicon Valley e di tutta quella zona della Baia di San Francisco in cui si è scritta la storia dei personal computer (e dove hanno sede Apple, eBay, Facebook, Intel, Microsoft, Oracle, Sun Microsystems, Yahoo! e, naturalmente, Google), dei garage nei quali s’inventano oggetti che cambiano le abitudini delle persone (come a Cupertino hanno fatto Steve Jobs e Steve Wozniak con il primo Apple, nel 1976), del venerdì senza cravatta, dei miliardari in jeans e maglioncino (jeans di marca e maglioncino di cashmere, ovvio). Del culto di The Dude, ovvero Drugo, il protagonista del film Il grande Lebowski dei fratelli Coen interpretato da Jeff Bridges nel 1998 (proprio mentre nasceva Google), ozioso e irresistibile giocatore amatoriale di bowling, con il carisma al massimo e il guardaroba al minimo, che

in America è una celebrità perché rappresenta una parte dell’essere americani. L’architetto Italo Rota, cercando una definizione, li ha chiamati Supernormal. Ristretto club di uomini di successo dalle scelte di vita integrali, capitanato, oggi che Jobs non c’è più, dal più carismatico di loro, Larry Page, co-fondatore e presidente di Google. Vi fanno parte il socio di Page, Brin, poi il creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, l’inventore di Twitter, Jack Dorsey (unico non miliardario del lotto, per ora) e le icone del mondo delle new company: Bill Gates di Microsoft e Larry Ellison di Oracle, che, nonostante siano da anni ai vertici di gruppi industriali enormi, quando possono si concedono un look very casual, per quanto ricercato. T-shirt e scarpe da tennis, tutto costoso ma minimale, snob al contrario, eleganza destrutturata, vocazione basic, puntare all’essenza, all’autenticità. Più che una Rolls-Royce, una tavola da surf in esemplare unico, costruita e decorata a mano (o un superyacht a vela, certo). Citazioni: Steve McQueen, fornito di Red Wing, Persol e golfini Ballantyne, Andy Warhol e i maglioni neri a collo alto, poi ripresi dal Jobs seconda versione al rientro in Apple, nel 1996, le magliette

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mILIaRdaRI In jEans Lapresse

bianche e aderenti di James Dean, la giacca di tweed a due bottoni di Robert Redford nei Tre giorni del Condor (ma indossata senza camicia, su una maglietta girocollo). Insomma, il bello dell’America. «Quando scelgo una persona per lavorare con me, applico la regola che ho imparato quando studiavo all’università: punto su chi ha più voglia di realizzare il progetto. Svegliarsi la mattina eccitato per il tuo lavoro è la regola numero uno per avere le più alte possibilità di successo», spiega Larry Page. Con oltre 18mila dipendenti non dev’essere facile, ma evidentemente funziona, visti i risultati di Google e la sua reputazione non solo sul mercato ma tra i dipendenti. «Quello che cerco di ottenere», dice ancora Page, «è di far considerare Google una famiglia per chi vi lavora e continuare a dare a tutti la possibilità di esprimersi, di avere opportunità di crescita, di contribuire al successo della compagnia. Per quanto grande diventi, Google deve continuare ad avere un’atmosfera da piccola azienda». Una filosofia semplice, tutto sommato. Se a un altro manager chiedessero perché la società ha sede proprio in quel luogo, magari spiegherebbe i benefici economici, le sinergie. Invece Page, della California, dice: «È un posto carino per viverci, infatti quando dico a qualcuno di venire a lavorare per noi, è sempre molto contento di trasferirsi». E il bello è che non è demagogia, ma un life style che cerca di coincidere con il working style. Quasi 15 anni dopo l’esordio, Google è cresciuta a dismisura, ma la sua homepage è rimasta la stessa: bianca e semplice, come all’inizio, nonostante il logo nel tempo sia diventato interattivo (tra l’altro, dal settembre 2009 il design minimalista della home page di Google è brevettato, ed è forse l’unico caso del web, finora). Un’esemplare fedeltà alle idee, sottolineata dallo stile di vita di Page, che nonostante sia diventato uno degli uomini più ricchi del mondo continua a sembrare uno studente di Stanford: pieno di speranze, prima che di dollari.

SEMPRE IN LINEA Sui rollerblade, i pattini in linea, così i due fondatori di Google (da sinistra, Larry Page e Sergey Brin) si sono presentati, due anni fa, alla conferenza stampa di presentazione del G1, il loro primo cellulare. Prodotto dalla taiwanese Htc, è stato sviluppato in collaborazione con la compagnia telefonica statunitense T-Mobile.

« P E r Q u A N TO G r A N D E D i v E N T i , Q u i S i D E v E R E s P I R a R E u n ’at m O s F E R a D A P i c c O L A A Z i E N D A »

HIGH PROFILE Per quanto low profile possano cercare di essere, i SuperNormal legati al web hanno creato enormi fortune e alcuni le gestiscono ancora di persona. Ecco il loro patrimonio aziendale secondo Forbes. Bill Gates, 56 anni, fondatore ed ex presidente di Microsoft (43 miliardi di euro); Larry Ellison, 67 anni, fondatore e ceo di Oracle (30 miliardi di euro); Larry Page, 39 anni, fondatore e ceo di Google (15,2 miliardi di euro); Jeff Bezos, 48 anni, fondatore e ceo di Amazon (13,9 miliardi di euro); Mark Zuckerberg, 27 anni, fondatore e ceo di Facebook (10,3 miliardi di euro). Quest’ultima è l’unica società non quotata in borsa per ora. Ma lo sarà entro l’anno. Anche Jack Dorsey, 35 anni, presidente di Twitter, non è entrato a Wall Street e, per il momento, è l’unico non miliardario (499 milioni di euro).

56 miliardi di dollari BILL GATES

39,5 miliardi di dollari LARRY ELLISON

19,8 miliardi di dollari LARRY PAGE

18,1 miliardi di dollari JEFF BEZOS

13,5 miliardi di dollari MARK ZUCKERBERG

650 milioni di dollari JACK DORSEY

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C

ompleto grigio chiaro, cravatta marrone a pois bianchi e blu, changkun park arriva con un sorriso fiammante seguito da una mezza dozzina di assistenti, giovani, belle e votate alla causa. lui è il vicepresidente esecutivo di cheil industries, colosso coreano del gruppo Samsung nel campo del tessile, che è diviso in due unità. la prima è alle sue dirette dipendenze ed è quella che gli europei stanno imparando a conoscere, perché nel prossimo autunno uno dei suoi brand, gX 1983, verrà distribuito in italia. park è a milano per il debutto della collezione, che come obiettivo ha l’espansione in Europa. la giornata è molta impegnata, «ma è anche importante», esclama. «È il giorno in cui un marchio di moda coreano sbarca in italia. rimarrà nella nostra storia». Gentleman. perché ora? Changkun Park. Negli ultimi trent’anni abbiamo avuto successo con il brand galaxy che, in corea e in cina, è il marchio simbolo per l’abbigliamento maschile formale; ed è giunto il momento di espanderci in nuovi mercati. Questo è il primo passo nel mercato occidentale. abbiamo scelto un nuovo nome, gX 1983, per A destra, Changkun Park, 55 anni, vicepresidente Samsung Cheil Industries, tra i suoi collaboratori.

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global fashion

Leader nell’abbigliamento formale e funzionale in Corea, il marchio Galaxy, in autunno, sbarca in Italia con il brand GX 1983. Il tutto fa parte della galassia Samsung, perché la tecnologia è arrivata dopo il tessile, spiega il vicepresidente Changkun Park DI LUCA DELLI CARRI foto DI CRIStIAn CAStELnUovo/m. SEStInI

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GALASSIA GALAXY fondata nel 1954, la divisione tessile di Cheil industries, negli anni, si è sviluppata in una galassia fashion. Una storia di successo cominciata dalla creazione, nel 1983, di galaxy, primo marchio di moda uomo, oggi leader nell’abbigliamento maschile in asia. negli anni, poi, la multinazionale coreana è arrivata anche in Europa con acquisizioni e collaborazioni con storici brand. Dalla maison parigina nina Ricci al marchio italiano Pal Zileri, fino alla partnership con il concept store milanese 10 Corso Como per l’apertura a seul. È stato appena annunciato, invece, l’acquisto del 100% della pelletteria Colombo Via della spiga.

ricordare la data del nostro debutto nella moda dopo anni di industria tessile. G. E perché l’Italia? C.P. L’Italia è il luogo perfetto per farsi conoscere nella moda. Noi la consideriamo la porta di accesso al mondo intero. G. Qual è la strategia? C.P. Abbiamo una visione con tempi molto lunghi. Sarà dura, ma abbiamo la convinzione di riuscirci. Sappiamo dove vogliamo andare e intendiamo procedere passo dopo passo, senza commettere errori. Il primo passo è entrare sul mercato nel modo giusto, quindi stiamo parlando con i negozi più importanti. È fondamentale raggiungere i giusti consumatori. G. Dove venderete la collezione? Nelle grandi città o anche fuori, nelle località di vacanza? C.P. Vogliamo essere presenti nelle grandi città, perché la nostra linea si rivolge a una clientela business, anche se abbiamo capi sportivi. G. Perché si dovrebbe comprare un vostro capo? C.P. Decliniamo il valore dei nostri prodotti in diverse direzioni. Offriamo un taglio classi-

«In Corea siamo ossessionati dalla qualità, dalla perfezione» co mai disgiunto dalla funzionalità, questo prima di tutto. I nostri capi appaiono formali ma hanno sempre qualcosa che li distingue, che li rende estremamente pratici. Noi cerchiamo di offrire abiti che soddisfino diverse esigenze. Poi bisogna tener conto che siamo un ibrido: design italiano, tecnologia tessile coreana. Oso dire che offriamo il meglio di entrambe le eccellenze. G. C’è anche qualcosa dell’anima coreana, nella vostra linea? C.P. Certamente. Definirei l’anima coreana come l’aspirazione, la tensione alla perfezione. Dunque, sì, i nostri capi sono decisamente coreani, perché cercano di essere perfetti. In Corea siamo ossessionati dalla qualità, come anche dalla precisione e dalla perfezione. Da noi, la qualità viene prima di tutto. Cheil Industries opera da 50 anni nel tessile e da 30 nella moda, quindi ha sviluppato una grande esperienza. G. Con quali designer italiani avete collaborato? C.P. Non posso ancora dirne i nomi. Comunque sono due e molto conosciuti. Abbiamo anche un

Alcuni capi della collezione autunno/inverno 2012 di GX1983, che sarà in vendita in selezionati negozi multimarca italiani. In alto, il vicepresidente Changkun Park gioca a golf.

team di designer coreani che si occupano più da vicino di trasferire le idee alla produzione. G. La collezione sarà venduta anche in Europa? C.P. Per il momento solo in Italia, Corea e Cina, ma stiamo guardando al resto d’Europa e all’America, che sono altri due nostri obiettivi. G. Fasce di prezzo in Italia? C.P. Avremo prezzi competitivi rispetto ai grandi brand italiani, circa il 10% meno, per posizionarci sul mercato nel modo giusto e farci conoscere. Una giacca dal taglio classico, per esempio, costerà circa 600 euro. G. Chi sono i vostri clienti in Corea e in Cina? C.P. Hanno fra i 40 e i 50 anni, sono persone di successo, imprenditori e liberi professionisti, uomini che nei loro settori fanno tendenza. G. Come si arriva alla moda da un’azienda che produce schermi Lcd e telefonini? C.P. Dovrebbe farmi la domanda opposta: come si arriva dal tessile all’elettronica? Perché Samsung è nata operando in tre settori: tessile, commercio e raffinazione dello zucchero. Pochi lo sanno, ma Cheil Industries, il comparto tessile, è stata la madre di tutto il colosso Samsung. G. Quindi tessile e moda sono il vostro pane quotidiano... C.P. Direi di sì, dato che l’ultimo fatturato del comparto fashion di Samsung è stato di 1,5 miliardi di dollari Usa (1,13 miliardi di euro). G. Che cos’è la moda, per lei? C.P. Fashion is passion! È qualcosa che ami, che costruisci giorno per giorno. Il tuo stile è qualcosa che si forma con te. G. Come fa a mantenersi così in forma? C.P. Il mio hobby sono gli sport: golf e sci alpino. Poi pratico lo yoga, ma non quello indiano. G. Dove lo trova il tempo per fare sport? C.P. La mia to do list è molto precisa, ottimizzo i tempi, non perdo tempo, in modo da riuscire ad andare a casa verso le sette di sera. G. Che per gli standard coreani non è male. C.P. In effetti il nostro è uno dei paesi in cui si lavora di più al mondo. G. Farebbe la felicità degli imprenditori italiani. C.P. Per ora speriamo di farli felici con la nostra collezione (e scoppia in una risata, ndr). www.cii.samsung.co.kr

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imPatto zeRo

1

solus4

1.centro ricerca marina bali Ricalca la sinuosità delle onde il progetto del Centro di ricerca marina di Bali, dove ci sarà anche un albergo. Parte del complesso sarà sott’acqua e sarà alimentato grazie all’energia generata dalla corrente marina. www.solus4.com

aerostati alimentati a idrogeno che ospitano alberghi. ecopolis galleggianti a forma di ninfea. Resort nello spazio. alberghi mimetizzati nell’erba. Come si viaggerà nel 2030? Scegliendo soluzioni a impatto zero. Da Bali al Montenegro, ecco i progetti più interessanti DI valentIna valota

un’ecovacanza 56


solus4

F

iori. NiNfee e fiori di loto, aerostati arborescenti in fibra di carbonio e di vetro, ricoperti di pannelli solari o mimetizzati sotto l’erba, ondulati e semoventi, aerei o galleggianti, sospesi sui canyon o orbitanti nello spazio, ma, prima di tutto, a zero emissioni di Co2. i resort del futuro sono fior di progetti che prendono le mosse dalle piÚ angoscianti previsioni sul futuro della terra conseguenti ai cambiamenti climatici; sono strutture architettoniche esteticamente stupefacenti che rispondono a un mondo che viaggia e vuole viaggiare sempre di piÚ, per cui sono gli stessi tour operator che si mettono una mano sul cuore (anche per non doverla

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impaTTo zero

2

Vincent Callebaut

3.galactic suite space resort Con una base di lancio su un’isola tropicale, Galactic Suite sta lavorando a un resort nello spazio. Tre notti nel resort dovrebbero costare 4,4 milioni di dollari. galacticsuitespaceresort.com 4.hydrogenase, il bio-aerostato Concepito dall’architetto Callebaut, è un aerostato ispirato alle forme della natura e alimentato a bioidrogeno derivato dalle alghe, adatto a essere un eco-hotel.

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mettere al portafoglio) e riflettono su che cosa proporre ai loro clienti che sia il meno impattante possibile dal punto di vista ecologico. Ma la domanda è: come sarà la vacanza nel 2030? Per sicurezza, uno dei maggiori tour operator inglesi, Thomson (www.thomson.co.uk), lo ha chiesto a The Future Laboratory (www.thefuturelaboratory.com), l’agenzia veggente che studia il futuro per le aziende che al futuro vogliono arrivare preparate. Ne è uscito un report, Sustainable Holiday Futures, che prima di tutto definisce le caratteristiche del viaggiatore medio inglese nel 2020. Un viaggiatore che: 1. Proverà la vergogna dell’acqua, e sarà disposto a pagare per l’acqua durante il suo soggiorno (ma pretenderà wi-fi ed entertainment gratuito in camera). 2. Collaborerà con gli hotel e i resort a limitare le emissioni di carbonio in cambio di punti spendibili per gite, trattamenti della Spa, cene e così via. 3. Sarà un Carbotourist: confronterà le emissioni di CO2 delle diverse compagnie aeree prima di scegliere con chi volare su siti come www.jpmorganclimatecare.com. 4. Farà Philanthro-trips, ossia vacanze in cui ci si paga giorni o servizi extra, dedicando un po’ di tempo ad attività di aiuto alla comunità locale. 5. Abbraccerà la filosofia dello Slowtopianism, cioè lunghi piacevoli viaggi a bordo di lenti aeromobili alimentati da biocarburanti o idrogeno. 6. Farà vacanze su isole galleggianti a impatto zero che possono muoversi da un luogo esotico all’altro, producendo il proprio cibo e la propria acqua senza emettere CO2. Insomma, sarà profondamente consapevole dell’incidenza delle proprie scelte sul futuro del pianeta. Saprà quello che

un weekend in una suite

nello spazio

costerà 3,3 milioni di euro

3

magari non sa ora, ossia che una famiglia di quattro persone produce 11,9 tonnellate di CO2 per una vacanza in yacht di due settimane nei Caraibi contro le 2,2 tonnellate di un pacchetto vacanza in Costa Blanca (Spagna) e le 15,8 tonnellate per un hiking tour in Cile... Visto che la differenza la fa la lunghezza del viaggio aereo, in attesa che si sviluppino velivoli alimentati a energia solare (che gli scienziati ritengono possibili dopo il 2030), i progettisti hanno cercato il matrimonio tra utile e dilettevole, l’albergo nel mezzo di trasporto. Un esempio è Hydroge-

Olycom

2.lilypad, l’ecopolis galleggiante L’architetto Vincent Callebaut ha ideato una città galleggiante e autosufficiente per far fronte alla vita dopo l’innalzamento degli oceani. vincent.callebaut.org


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l’architettura del

futuro sfida

i limiti della natura

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Michael Jantzen

Atkins

imPAtto zero

nase dell’architetto Vincent Callebaut. Si tratta di una specie di aerostato spiraleggiante alimentato a idrogeno, generato dalla fotosintesi clorofilliana delle alghe marine che si trovano alla base di appoggio dell’aerostato. Ispirato alle forme della natura, ha una struttura arborescente leggerissima in fibra di vetro e carbonio e si eleva grazie a palloni gonfiati a idrogeno ed elio. Lento (sette volte meno veloce di un aereo) e silenzioso, è pensato per il trasporto di missioni umanitarie o azioni di sorveglianza dei mari territoriali e, naturalmente, come eco-resort volante. Sempre a firma Callebaut è Lilypad, un’ecopolis galleggiante che dovrebbe far fronte al problema delle terre ingoiate dall’innalzamento degli oceani e ai suoi rifugiati: entro il 2100 potrebbe essere sommerso il 6% dell’Olanda e il 17,5% del Bangladesh. Per dire. Lilypad con la sua delicata forma di ninfea ha una struttura ricoperta di fibre di polyestere e di strati di diossido di titanio capace di assorbire l’inquinamento atmosferico. Abbastanza ampio da ospitare 500mila persone, è concepita per sviluppare sui suoi petali una biodiversità di flora e fauna animati da una laguna posta nel calice e piena di acqua piovana purificata. È alimentata tramite fotovoltaico, geotermico ed eolico, così come l’arco gigante che l’americano Michael Jantzen vedrebbe sospeso su una gola del fiume Colorado, in pieno deserto. Un ecoresort di lusso appoggiato sulla vertigine del canyon dentro il quale ci si può calare grazie a due navicelle appese alla base. E a emissioni zero vuole essere la nuova città della cultura e del divertimento che nascerà sull’Isola di Zira, nel Mar Caspio, davanti a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Le classiche fonti di energia pulita sono alla base di tutti i progetti futuristici analizzati dal report del Furure Labo-

5.Songjiang Shimao hotel A cura dello studio inglese Atkins, l’hotel sorgerà in una cava abbandonata nei pressi di Shanghai. Parte dell’hotel sarà sott’acqua. atkinsglobal.com 6.colorado river bridge hotel Un arco sospeso su una gola del fiume Colorado ospiterà un hotel di lusso con cento camere e ristorante. Sarà alimentato a energia solare, eolica e idrica. michaelhantzen.com


IMpatto Zero

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7.zira zero island, baku, azerbaijan Si trova nel Mar Caspio, di fronte a Baku, l’Isola di Zira, ex base navale che sarà trasformata in una città della cultura e del divertimento a impatto zero. 8.galije, montenegro Un resort ecosostenibile mimetizzato nella natura è in progetto su una costa selvaggia del Montenegro. Il resort sarà ricoperto di erba. mvrdv.nl

ratory. E tutti questi progetti hanno la velleità di sfidare i limiti posti dalla natura. Così, succede che una cava abbandonata nei pressi di Shanghai diventerà un hotel a 5 stelle dell’Intercontinental Group, lo Shimao Intercontinental Songjang, e avrà qualche livello sommerso, con stanze acquario, mentre una delle pareti della struttura recettiva sarà la stessa roccia della cava scrosciante della sua cascata. Un palazzo di 400 stanze dedicato agli amanti dell’arrampicata e del bungee jumping. O che sulle coste del Montenegro, a Galije, a 2 km dal paesino marinaro di Sveti Stefan, uno studio olandese abbia disegnato un resort che si mimetizzi completamente con l’ambiente. Le strutture, infatti, saranno ricoperte di manti erbosi, per preservare l’unica e irripetibile selvaticità di un luogo in cui il cemento è e deve restare, lui sì, ospite indesiderato. Qualcuno invece ha colto la tremenda bellezza di disastrosi fenomeni naturali e l’ha replicata nell’architettura, come lo studio Solus4 che, nel disegnare la silhouette del nuovo Centro di ricerca marina di Bali, Indonesia, ha ricalcato la ciclopica sinuosità delle onde dello tsunami. Un centro di ricerca che sarà anche albergo, per vacanzieri assetati di sole e di imparare che cosa mai accadrà nel buio degli abissi. Questo restando sulla terra ferma. Lanciandosi in voli pindarici si può arrivare invece nello spazio. L’architetto spagnolo Xavier Claramunt, in collaborazione con la Foundation for Space and Lunar Exploration, è sempre più vicino a poter offrire un pacchetto weekend nel suo Galactic Suite Space Resort: tre notti in una suite a 500 km al di sopra della superficie terrestre, che dovrebbe costare la modica cifra di 4,4 milioni di dollari (3,3 milioni di euro). Spazio,

dopo lo slow food, ecco

lo slowtopianism,

il viaggio diventa lento

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desideratissimo spazio, se si tiene conto che Virgin Galactic ha già raccolto 450 prenotazioni per un viaggio nella galassia pur non avendo ancora iniziato il servizio... Forse non proprio superecologico, ma di certo imperdibile. Fiori. Fiori architettonici che germogliano dal terrore che se non si cambiano le abitudini, nel 2045 ci si ritroverà con un aumento delle emissioni di CO2 e di diossina nell’aria del 130%... Ma un refolo di fiducia giunge, ha la voce di Fabrizio De André... «Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...».


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◆ N e l

un paese che finalmente si sta aprendo al mondo e che il mondo può (ri)scoprire. un pezzo di asia dove il viaggio nel tempo acquista il suo pieno significato. da vivere su una nave, tra misticismo e modernità

È

l’AsiA di 50-60 Anni fA, con molti squarci cronologici ancora più antichi e qualche sprazzo affiorato dal Medioevo. Capanne di bambù intrecciati e paglia, senza neppure una di quelle lamiere ondulate che hanno infestato le campagne del Terzo mondo, greggi di capre e zebù condotti all’abbeverata da ragazzini festosi, donne che versano l’acqua negli orci di terracotta o lavano panni colorati e pescatori, su barche scavate nei tronchi d’albero, che lanciano i giacchi, le antiche reti a raggiera, disegnando cerchi perfetti nell’aria. Ogni tanto si profila sulla riva uno stupa (monumento buddista) con la cuspide dorata o un monastero o una pagoda dalle guglie rosse seminascosta in un boschetto di alberi secolari.

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c u o r e

di claudio costa foto di andrea pistolesi


profondo orIente

Una vista panoramica dei templi abbandonati, a Bagan, antica capitale e oggi la piĂš mistica cittĂ  della Birmania. Qui si ergono ancora 2mila monumenti buddisti dei circa 13mila costruiti durante il XIII secolo.

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profondo oriente Usata e abusata fino alla noia, qui sull’Irrawaddy, l’idea del viaggio a ritroso nel tempo riprende finalmente il suo autentico significato. Il fiume, che nasce sulla catena dell’Himalaya e si getta nel Mare delle Andamane dopo 2mila chilometri, è l’arteria vitale della Birmania. Lungo il suo corso, attraverso i secoli, hanno fondato e distrutto capitali, combattuto guerre, trafugato tesori, diffuso arti e religioni. E ancora oggi, nel paese più arretrato del Sudest asiatico dove le autostrade sono fantascienza, l’Irrawaddy è la via di collegamento preferita dalla popolazione. Costeggiarne le rive a bordo della Road to Mandalay è davvero l’occasione privilegiata per esplorare l’anima della Birmania, più ancora di quanto può capitare sul Nilo per l’Egitto o il Mekong per il Vietnam. Lunga 100 metri, bassa di chiglia per la navigazione fluviale, la nave è arrivata dalla Germania (dove incrociava le acque gelide dell’Elba) traversando il Canale di Suez e l’Oceano Indiano su una portacontainer tutta per lei. L’Orient Express Company l’ha aggiunta alla propria collezione di ospitalità mobile (la versione nautica accanto ai mitici treni Venice-Simplon, British Pullmann, Royal Scotman ed Eastern & Oriental), trasformandola in hotel di charme galleggiante con una ristrutturazione da 6 milioni di dollari. Piscina, Spa, piano bar, biblioteca, boutique, enormi cabine ispirate all’impeccabile stile coloniale britannico con un tocco d’oriental chic, nugoli di camerieri impegnati a coccolare un massimo di 82 passeggeri, per non dire di un grande chef malese, Tony Mak Chee Fai, capace di stupire Est e Ovest passando dal foie gras alla chutney e dal salmone ai dim sum con mano perfetta. Forse è proprio il contrasto tra il lusso sofisticato e cosmopolita della Road to Mandalay e il mondo che la circonda ad acuire sensibilità e percezioni. Ecco perché anche il viaggiatore più disincantato può abbandonarsi a brividi d’emozione quando, ancorato per la notte in mezzo all’Irrawaddy, da un villaggio invisibile nel buio arrivano le note di cembali e cori salmodianti che si mescolano a quelle My baby just cares for me di Nina Simone, diffuse sul deck. È un clash of civilization, uno scontro di civiltà, molto diverso da quello immaginato da Samuel Huntington. È una specie di corto circuito pacifico, benevolo, perfino struggente. Meditativo come il single malt con cui si brinda a quel villaggio nelle tenebre, chiedendosi se la modernità di tipo occidentale lo renderà davvero più felice. DIPLOMAZIA VERSO LA SVOLTA Le discussioni fra post-pasoliniani e neo-ecologisti da un lato e post-marxiani e neo-liberisti dall’altro sono sempre in agguato fino alla noia quando si tratta di Birmania. Un travolgente sviluppo economico (temuto dai primi e auspicato dai secondi) potrebbe investire il paese rimasto paralizzato per mezzo secolo da una dittatura militare non troppo diversa dalla Corea del Nord. Minerali e pietre preziose, legname, petrolio e soprattutto 510 miliardi di metri cubi di gas, la più grande riserva esistente in tutta l’Asia meridionale, sono la posta in palio per una svolta che non pare troppo lontana. Proprio in

L UNGO IL F IUME IRRAWA DDY, A RTER IA VITA LE BIRMANA, S I V IAGGIA I N UN TEMPO R EMOTO questi ultimi mesi sono apparsi i primi segni di Il viaggiatore cinico o scettico o soltanto indifdisgelo. La leader dell’opposizione Aung San ferente sa benissimo che esotismo, colori locali, Suu Kyi, The Lady, com’è chiamata dal popolo identità culturali (e, perché no?, anche i prezzi che l’adora, parteciperà con una sua lista alle bassissimi, dalle giade alle sete, dalle lacche agli prossime elezioni (sempre che i generali non argenti sbalzati) tenderanno all’uniformità della cancellino i risultati come fecero nell’89, quando globalizzazione quando la molla scatterà. AlloThe Lady vinse, stravinse e finì agli arresti do- ra niente più viaggi a ritroso nel tempo. Postmiciliari...). Gli Stati Uniti (che insieme a quasi pasoliniani e neo-liberisti dovrebbero quindi ritutto l’Occidente hanno mantenuto contro la mandare la discussione e visitare tutti insieme Birmania un embargo simile a quello contro la Birmania al più presto, prima che diventi una Cuba) hanno riallacciato relazioni diplomatiche. tigre asiatica come le altre. E soprattutto i capi militari, alla seconda e terza generazione, con molta voglia di godersi le ric- BELVEDERE SU DUEMILA STUPA chezze accumulate, cominciano a considerare la Tra le escursioni offerte dalla Road to ManCina, partner commerciale-finanziario privilegia- dalay ce n’è una che da sola varrebbe l’inteto, un vicino troppo ingombrante e sempre più ro viaggio: il sito di Bagan, una delle antiche esigente. I 50 milioni di abitanti, che hanno un capitali, con 2mila stupa e templi semi-abbanreddito medio di 3 dollari al giorno, sono una donati nella pianura e rimasti ancora in piedi molla economica compressa prondei 13mila che furono costruiti nel ta a scattare non appena verranno in alto, il Governor’s re- XIII secolo. Non è una città morta, sidence a Yangon (o ranconcesse la democrazia politica e goon), dimora in stile co- ma in animazione sospesa: monula connessa libertà di intraprendere. loniale risalente agli anni menti di ogni dimensione (da non Basta girare per le strade di Rango- 20 del novecento. Con ve- mancare la visita al tempio Ananon, osservare la gente nel formicolio rande e poltrone in teak, da Patho, un riassunto archeologidei suoi poverissimi ma efficien- questo hotel di orient-ex- co dell’epoca) affiorano tra campi tissimi traffici, l’abilità artigianale, press offre comfort mo- di arachidi e sesamo, palme e taderni e antiche atmosfere. la tenacia, l’ingegno con cui sanno nell’altra pagina, Shwe- marindi, con qualche contadino o riciclare e usare al meglio strumen- dagon pagoda a Yangon, pastore perduto nell’immenso paeti considerati obsoleti in Occidente. con lo stupa alto 90 metri. saggio fiabesco, nessun edificio mo-

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profondo oriente

I m a e sto sI t e m p l i a p p ol l aI at I s ul l e col l I ne str ega ron o k ipli ng derno in vista per miglia e miglia. È semplice- la basilica di San Pietro. La vita quotidiana in mente una delle meraviglie del mondo, sintesi di Myanmar (così i generali hanno ribattezzato storia, bellezza e solennità come Petra o Anghor il paese che ostinatamente i nativi chiamano Wat, la Città proibita di Pechino o Machu Picchu. ancora Burma) è un caleidoscopio vertiginoso Frutto del delirio religioso concentrato in due di esotismi, a cominciare dal longy, il costume secoli da una dinastia innamorata di Gautama nazionale, ossia la sottana annodata in vita (come se tutte le cattedrali, chiese che tutti, uomini e donne, indossaSopra, road to Mandalay, e cappelle dell’Europa medievale la nave che orient express no con fierezza. Ma sono i luoghi e fossero state costruite in 42 chilo- Company ha aggiunto alla i monumenti buddisti a imprimere metri quadrati), Bagan fu abbando- propria collezione di ospi- nel viaggiatore l’impronta indelenata dopo l’invasione dei Mongoli talità mobile, trasforman- bile dell’identità nazionale, «ragionel 1287. Sulle terrazze della pagoda dola in hotel di charme ne dei suoi sorrisi e testimoniandi Ta Yoke Pyay, i pochi turisti che con Spa, biblioteca e cabi- za delle sue lacrime», come scrisse ne per 82 passeggeri. guardano il sole tramontare all’orizRudyard Kipling incantato dai birzonte sulle centinaia di pinnacoli stanno in si- mani. Non solo Bagan, ma i templi appollaiati lenzio e scattano fotografie con l’aria furtiva di sulle colline di Sagaing; le ciclopiche rovine, chi sta commettendo un sacrilegio. Sì, Bagan a Mingun, di quella che doveva diventare la può suggerire anche a un materialista a che cosa più grande pagoda dell’Asia (hubris e nemesi assomiglia un’esperienza spirituale. funzionano a qualsiasi latitudine); l’ex palazzo reale, una specie di merletto ligneo trasformaA SpASSO COn BUDDHA to in monastero, a Mandalay; il complesso di Come in Occidente, anche in Oriente la reli- Shwedagon, a Rangoon, con lo stupa alto 98 gione è stata per secoli il più importante vei- metri coperto da 30 tonnellate di foglia d’oro colo d’arte e cultura sia popolare, sia aristocra- puro. E dovunque file di monaci e monatica. Qualche nozione sommaria di buddismo che questuanti vestiti con ieratica eleganza. è quindi consigliabile per chi vuol capire qual- Si tratta del solito viaggio a ritroso nel tempo, cosa in più della Birmania, così come alcune quando il divino accompagnava l’umano giorinformazioni sul cristianesimo possono essere no per giorno, fondendo mistica ed estetica utili per apprezzare la cattedrale di Chartres o per incantare ancora oggi lo straniero.

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SUllA StRADA D ’ACQUA Una poesia ispirata a Kipling dal suo breve soggiorno in Birmania nel 1892 è diventata un classico (blandamente colonialista) della letteratura inglese e ha suggerito il nome della nave OrientExpress (oltre una canzone di Frank Sinatra). Recita il ritornello: «Come you back, you British soldier; come you back to Mandalay/Come you back to Mandalay/where the old Flotilla lay: can’t you hear their paddles chunkin’ from Rangoon to Mandalay? On the road to Mandalay». La strada per Mandalay era l’Irrawaddy, la strada d’acqua, l’unica davvero praticabile fino all’avvento dei piccoli turboelica che oggi fanno la spola con Rangoon e Bagan. Ma Kipling aggiunse altre righe sulla visita in Birmania: «Quando morirò voglio rinascere birmano», scrisse nelle sue memorie, «con trenta yarde di seta regale avvolte intorno al corpo e una ragazza dalla pelle color mandorla che camminerà, riderà e scherzerà con me... Lei non si coprirà la testa con un sari quando gli uomini la guarderanno né camminerà tre passi dietro di me, perché questi sono costumi dell’India... E guarderà il mondo dritto negli occhi...». Pensieri dal romanticismo sfrenato. Ma la Birmania, oggi come ieri, può fare questo magnifico effetto. www.orient-express.com


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il Giubileo

alcune opere proposte dalle gallerie presenti al tefaf. 1. Filippo parodi, Busto di filosofo, 1660 circa; antichità alberto di castro (dicastro. com). 2. Grand Baroque Set, collier e orecchini d’oro e perle di Gianmaria Buccellati (buccellati.com). 3. angelo caroselli, Giovane che suona l’organo, 1625 circa; Galleria silvano lodi&Due (lodiedue.com). 4. Rosello di Jacopo Franchi, Vergine e Bambino in gloria tra San Paolo, San Giovanni Battista, San Bartolomeo l’Apostolo e Santa Caterina d’Alessandria, 1376-1456 circa; Moretti (morettigallery.com).

dell’

ARTE Compie 25 anni Tefaf Maastricht (16-25 marzo), la più importante fiera di antiquariato del mondo.Tra pezzi antichi, dipinti e design, ecco che cosa presenteranno le grandi gallerie italiane

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Di sTefano Cosenz

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giovani, maestri e auto

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l’appuntamento olandese è la meta dei collezionisti e attira sempre di più le economie forti, come cina e brasile 70

armatura da samurai di Myochin Muneakira (1723).

Uno spazio speciale, il Tefaf Showcase, sarà dedicato alle più interessanti gallerie emergenti che potranno partecipare, almeno una volta, a questo imperdibile evento. Tra queste, la galleria milanese Giuseppe Piva (giuseppepiva.com), specializzata in arte giapponese, esporrà un’importante armatura da samurai di Myochin Muneakira del 1723, proveniente dalla Fondazione Kozu di Kyoto. Saranno inoltre organizzate due mostre molto diverse tra loro. La prima, The Director’s Choice: Master Drawings from the Fondation Custodia in Paris, è dedicata ai disegni dei più grandi maestri della storia, grazie alla concessione della Fondazione Custodia di Parigi e selezionati dal suo direttore Ger Luijte, con capolavori raramente ammirati, come Studio sui tessuti di

Leonardo da Vinci, Studio di fanciullo nudo di Cristo Bambino seduto sulle ginocchia della Vergine di Guercino e la Guarigione della suocera di San Pietro di Rembrandt. La seconda è il Bmw Art Car project, ideata nel 1975 dal corridore automobilistico Hervé Poulain che ha chiesto all’artista americano Alexander Calder di realizzargli un prototipo per le 24ore Le Mans. Dopo Calder, altre Bmw Art Cars sono state realizzate da grandi artisti come David Hockney, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Andy Warhol e Jeff Koons. L’automobile originale di Calder sarà esposta al Tefaf, mentre i suoi preziosi mobili astratti (sculture di arte cinetica) saranno proposti in vendita da numerose gallerie, come la splendida The Amoeba offerta da Hammer Galleries di New York (hammergalleries.com).


è

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7 5. Musicista a cavallo, Cina, Dinastia Tang, tardo 17° secolo; Ben Janssens Oriental Art (benjanssens.com). 6. Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1956; Tornabuoni Art (tornabuoniart.fr). 7. Canaletto, Venezia, Piazza San Marco, 18° secolo, Cesare Lampronti (cesarelampronti.it). 8. Giò Ponti, Progetto collage su carta per un edificio, 1971; Rita Fancsaly Gallery (ritafancsaly.com). 9. Giuseppe Maggiolini, coppia di cassettoni con cartigli rappresentanti Bacco e Cerere, 18° secolo; Piva&C (pivaec.it).

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l’appuntamento più prestigioso al mondo nel settore dell’antiquariato, dall’archeologia ai dipinti, i disegni e le sculture antiche, dagli arredi rinascimentali al design del XX secolo, dall’arte orientale ai gioielli, per arrivare all’arte moderna e alla fotografia. il tefaf maastricht, che si terrà nella città olandese dal 16 al 25 marzo, quest’anno celebra il suo 25° anniversario e sarà visitato da collezionisti e curatori di musei di tutto il pianeta, attirando sempre di più le economie forti, come la Cina e il Brasile. presieduto dal 2007 da Ben Janssens, celebre gallerista londinese nel settore dell’arte orientale (nel suo stand ci sarà una ceramica cinese di Dinastia tang, tardo Vii secolo, raffigurante un musicista a cavallo), è una manifestazione ai vertici della qualità, accuratamente selezionata da un comitato scientifico. tra i galleristi italiani presenti, la palma va senz’altro a Buccellati, che vi partecipa fin dal 1992. proporrà quest’anno un collier di perle barocche e foglie di vite in oro creato per celebrare non solo il giubileo della manifestazione, ma anche la riunificazione dei due rami della famiglia di gioiellieri sotto lo stesso marchio. la galleria milanese Silvano Lodi & Due debutta a maastricht nel 1996 con dipinti antichi (proporrà un olio del 1625 di angelo Caroselli, Giovane che suona l’organo). Da roma, Alberto Di Castro, gallerista di antichità, presente dal 1996 (proporrà una scultura genovese in marmo del 1660, Busto di filosofo) e Cesare Lampronti, dal 1998, specializzato in dipinti del XVii e XViii secolo (esporrà un magnifico Canaletto, Venezia, Piazza San Marco). Con gallerie a milano e londra, Robilant+Voena proporrà una Veduta di Dolo sul Brenta del Canaletto. Dal 2001 Piva&C di milano è presente con antichi arredi e arte decorativa. Dal 2002, si ammirano da Altomani&Sons antichi dipinti e sculture (tra cui una tempera del ’400 di antonio da pesaro, il Miracolo di San Biagio). Dal 2003, fondi oro e dipinti rinascimentali sono il cavallo di battaglia presso la Galleria Moretti Fine Art di Firenze (come una tavola del ’400, Vergine con Bambino e Santi di rosello di Jacopo Franchi). Dal 2010 Rita Fancsaly di milano propone design del XX secolo (come un Progetto collage su carta per un edificio di giò ponti), mentre, dal 2011, è presente Longari Arte Milano specializzata in sculture lignee e oggetti d’arte medievali e rinascimentali (una scultura lignea del primo ’500 lombardo, Cristo in Pietà con angelo è attribuita a giacomo e giovan angelo Del maino). nel 2012 debuttano Filippo Benappi di torino con sculture e dipinti antichi (proporrà una tavola di scuola lombarda del 1420, Vergine con Bambino e Santi) e Tornabuoni Art di parigi (con sede a Firenze), diretta da michele Casamonti, che anche per questa sua prima dedicherà lo spazio a una mostra di lucio Fontana (ben 30 le opere proposte in vendita). www.tefaf.com

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strettamente personale

Corbis

lapo elkann, 34 anni, consulente creativo del programma Ferrari tailor-made, e un esemplare blu scozia.

Formula p a L o Che cosa c’è di più unico di una Ferrari? Una FerrariTailor-Made, realizzata su misura per il cliente. Succede a Maranello, con la consulenza creativa di Lapo Elkann. Qui, in un laboratorio sartoriale ad hoc, si può personalizzare il proprio Cavallino. Tra cashmere, denim e nobili ispirazioni di anTonio vELLani

R

acconta a Gentleman Luca di MontezeMoLo, da 20 anni presidente della Ferrari, che nel luglio del 2000, alla vigilia del suo matrimonio sui colli bolognesi con Ludovica andreoni, ricevette dalla famiglia agnelli un’immensa guantiera d’argento. chiamò torino per ringraziare. Rispose l’avvocato: «Sì, ma quello è il dono di Marella. il mio t’aspetta alla Fiat di Bologna». Fiondatosi là, Lucky Luca s’estasiò nella contemplazione: apposta per lui, su misura per lui, Gianni agnelli aveva disegnato, e per 270 milioni di lire fatto realizzare da Pininfarina, una F360 Modena Barchetta d’uno strepitoso grigio perla nuziale, senza parabrezza né cristalli laterali, foderata di cordura albicocca chiaro, libertaria ed esuberante. «capii allora che la capacità creativa e la sensibilità per il bello, se sono spiccate e squisite com’erano nell’avvocato, possono aggiungere sontuose valenze estetiche persino alle macchine Ferrari, già così glamour nello standard di nascita. ovvero, possono personalizzare una dreamcar impreziosendola molto più di quanto si riesca pescando nella pur eccitante gamma convenzionale degli optional». Se vogliamo, a lui poi la prima idea d’una Ferrari su misura venne nel 2005. avrebbe voluto regalarla a Barrichello, che penava nella Formula 1. «Jean», propose a todt, il capo della scuderia, «e se mettessimo tre motori nell’auto di Rubens?». ovviamente, il progetto abortì. Molto meglio va quello nuovo, che discende più direttamente dalla lezione di agnelli: si chiama Ferrari TailorMade, essendo un programma sartoriale d’adattamento della vettura al singolo cliente, alla sua personalità, al

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strettamente personale suo stile. Haute couture automobilistica: e infatti anche gli abiti c’entrano. O, almeno, i tessuti dell’alta moda. Spiega a Gentleman Lapo Elkann, il talentoso e sbrigliato nipote dell’Avvocato, che di Ferrari Tailor-Made è il consulente creativo: «Ho passato l’ultimo anno a visitare i produttori di velluti, tartan, cashmere, lini, lane eccetera che nel mondo combinano al livello più elevato la tradizione con l’innovazione. Il meglio di queste élite figura adesso nella mazzetta delle stoffe che proponiamo per la personalizzazione dei sedili e dell’abitacolo». Nel campionario ci sono capolavori di Loro Piana, Ermenegildo Zegna e Ballantyne. Oltre al denim giapponese Kubose: «Lo Château Margaux del jeans», certifica Lapo. Per il resto della supercar custom made, ecco i teak amati dagli yachtman di massimo cabotaggio, ideali per il baule, i cuoi a mano delle pelletterie aristocratiche, per il cockpit, le ruote antiche Borrani 1922 e la modernità del carbonio in fibra o lamina. Infine, una tavolozza d’arte di vernici rare e inchiostri dagli effetti speciali. Include il glorioso scottish blue Ferrari, però in una radicale traduzione opaca, e il grigio Ingrid, ossia quello incipriato d’oro che sublimava l’esclusività della livrea della 375 Mille Miglia donata nel 1954 da Roberto Rossellini a Ingrid Bergman. Nell’atelier di Ferrari Tailor-Made, ritagliato nell’ala nobile della sede di Maranello proclamata dal Financial Times «the best workplace in Europe», i ferraristi sicuri, come Lapo, che «il lusso vero sta nella personalizzazione, nell’unicità e non nello status», scelgono i materiali, i colori e le finizioni capaci di rendere la loro macchina

1 2 1. nel campionario per la personalizzazione degli interni delle Ferrari tailor-made ci sono stoffe, velluti, tartan e cashmere di grandi marchi, come loro piana, Ballantyne ed ermenegildo Zegna. 2. sedili in pelle scamosciata, tessuto losangato e plancia in fibra di vetro di una 458 spider personalizzata.

«Ho visitato i produttori di velluti, tartan, cashmere, lini e lane che, nel mondo, combinano al livello più elevato la tradizione con l’innovazione», racconta Lapo Elkann trionfalmente fuoriserie. Sono assistiti da un personal designer: li aiuta a non tradire il Dna del Cavallino, cioè a scansare il rischio di deragliare nel cattivo gusto. «L’ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, faceva dipingere le sue Ferrari di rosa: il top della cafonaggine», esemplifica impietosamente Luca di Montezemolo. Uno scanner materico consente di visualizzare in anteprima la vettura compiuta, un unicum assoluto che costerà chiavi in mano da 200mila euro a 6 milioni oltre il listino onorando i canoni d’una delle tre linee previste: Classica, che s’ispira agli stilemi e al décor delle Gt di Maranello, Scuderia, che attinge al versante corsaiolo, e Inedita, che apre alla sperimentazione, al denim giapponese e a pelli sgargianti, preconizzando la classicità prossima ventura. Ovvero, come vuole Lapo, «il cutting edge». «Contiamo di appagare nel 2012 alcune decine di ferraristi assetati di unicità. In seguito, alcune centinaia all’anno», pronostica Enrico Galliera, direttore commerciale della Casa, che soprintende al programma insieme con Andrea Perrone, direttore del brand Ferrari, e Flavio Manzoni, direttore del centro stile. Pur se il motore di Tailor-Made è e resterà Lapo Elkann. Che somiglia al fratello John, sobrio presidente di Fiat Spa, meno d’un cugino di settimo grado. E invece come una goccia d’acqua a nonno Gianni: il primo creativo degli Agnelli, genialmente scapigliato, strepitosamente iconico nell’unicità del suo stile. www.ferrari.com, http://tailormade.ferrari.com

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3. Un esempio di configurazione degli interni di California (linea Inedita), giocati su denim, carbonio e pelle. 4. elementi disponibili per la personalizzazione della linea Classica. 5. luca montezemolo, presidente di Ferrari. 3 4

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TO B E ONE OF A KIND

B RIONI.C OM


UNABella

Al Salone di Detroit, la realtà prevale sui sogni. Meno spettacolarizzazione. Avanti tutta con le ibride. Il salvataggio dell’America automobilistica, che ama sempre berline e Suv, passa da Europa e Oriente. Che portano sul mercato Usa una buona dose di concretezza, anche stilistica

DI nICOlA D. bOnEttI

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car expo SPORT

D l e x us l f l c con ce p t Stupisce e ha il fascino del mistero. Premiata come miglior prototipo, non dichiara alcun dato tecnico, salvo la motorizzazione Advanced Lexus Hybrid. Particolare lo studio degli interni, con focalizzazione attorno al posto di guida: dietro ai sedili c’è anche un piccolo spazio aggiuntivo da 2+2.

etroit è una città capace di mettere in crisi l’orientamento: collocata sullo stretto tra i laghi St. clair ed eire di fronte alla città di Windsor, si trova nella curiosa posizione, per gli States, di avere il canada a sud. La storia della città, fondata da cacciatori di pellicce francesi, presenta nomi come cadillac e Pontiac, rievocati dall’industria automobilistica concentrata in quest’area, sino a renderla il simbolo stesso dell’auto. La crisi del settore ne ha disorientato l’identità ma, a fronte di un Salone che solo un paio di edizioni fa pareva essere l’ultimo, ha trovato la via del riscatto. il 2012 ha indicato che la ripresa c’è: meno spettacolarizzazioni, sostegno dalla forza sui mercati mondiali per Ford, mentre General Motors si regge sulla globalizzazione dei marchi e

chrysler recupera grazie a Fiat e Jeep. Dove invece il nuovo corso mostra un Salone disorientato è per le sensazioni derivanti dalle proposte ecosostenibili. Va detto che le auto più interessanti provengono da oriente e occidente: infatti, le principali novità, a prescindere dai marchi, sempre meno identificativi, hanno origine in asia ed europa, anche perché l’america non è più il primo mercato mondiale. La reginetta della festa, premiata per il design, è la concept car LF-Lc, estrema eppur fedele alla Lexus-finesse, ibrida, con forme aggressive. L’abitacolo 2+2, con ampie superfici vetrate e interni studiati attorno al posto di guida, è quasi celato dall’importanza dell’anteriore a freccia, mentre il posteriore è cortissimo. L’insieme è stilisticamente addolcito negli spigoli rispetto a LF.

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car expo sport

m er ced e s sl 201 2 La sesta generazione della scoperta di classe, vera icona dell’automobile, ritorna alle origini: sportiva e leggera, con alluminio e tecnologia, sicurezza e prestazioni con motori 350 V6 da 306 Cv e 500 V8 435. Introduce il tetto ripiegabile in 20”. Da 98mila euro.

Anche in un clima di normAlizzAzione c' e chi si distingue per scelte di stile

hond a a cur a n sx Concept che anticipa il ritorno della classica NSX (nel 2015), presentata con il marchio di lusso di Honda. Compatta e molto bassa (è lunga 4,33 m e alta solo 1,33), sarà integrale con formula Sport Hybrid SH-AWD e motore V6 posteriore. Linea seducente, sebbene più contemporanea che avveniristica.

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Dal punto di vista stilistico, per capire il senso di questo Salone, occorre ricordare come, generalizzando, si rischi di apparire superficiali o di essere smentiti: però a Detroit 2012 le linee guida del design tra auto di prossima produzione e concept già realizzabili sono terribilmente omologate. Cofani spioventi, fiancate a cuneo, padiglioni più arcuati davanti e meno verso i posteriori sempre alti, dove si concludono in modo quasi classico, inducendo il sospetto che lo stile da coupé Bmw abbia fatto scuola. Superfici con prevalenze ancora tondeggianti che non celano del tutto nuovi tagli più netti: il passaggio è ancora in corso e non siamo al ritorno delle linee tese da anni 90; nel frattempo, qualche incertezza diventa avvolgente. Tra una berlina Ford Fusion (sarà la prossima Mondeo) che ammicca troppo agli ex gioielli del gruppo, Jaguar e Aston Martin, e qualche altra yankee il cui abito non appare definito, fino a Chrysler 700C, concept monovolume al cui aspetto mancherebbero solo il colore nero e un numero per partecipare alle corse per carri funebri. Fortunatamente, c’è chi si distingue realmente con stile, come la leggerezza della nuova Mercedes SL, protagonista di nuovi valori di design, espressione di continuità nel segno dell’eleganza, e non meno rivoluzionaria per tecnologia costruttiva dell’antenata corsaiola del 1952. Inaspettamente, la Stella ha rimandato la presentazione di CLS Shooting Brake, la cui eccentricità è esempio di netta seduzione in un’auto possibile, che appare già classica: se non è stata portata a Detroit, sarà riservata a Ginevra (8-18 marzo) oppure ai Saloni cinesi? È necessario citare la pulizia di Bentley Continental GT, downsized al motore V8 senza rinunce di potenza e prestazioni, come la classicità di Porsche 911 Cabriolet, bella senza tempo. La prossima Honda NSX, presentata sotto le sembianze di concept Acura (atteso ritorno di un’auto che fu tra le migliori del suo tempo), colpisce il pubblico ma, ben osservata, segue la via già esplorata dalle prossime Lotus: come in gara, vincerà chi arriva primo. Ben più provocatoria la Beetle EBugster, da (psico-)analizzare per contenuti e design: concept elettrica a due posti, le cui volute sproporzioni ricordano le prime ipotesi di Porsche su base Maggiolino, fino alle Speedster con capote chiusa. Un punto appare fermo: finisce l’era di macchinone e big-foot, persino l’immaginario yankee è ridimensionato dalla realtà.

bentley g t v 8 Downsizing con stile: da W12 a V8 con cilindrata ridotta da 6 a 4 litri ma i cavalli sono ben 507 e supera i 300 km/h, perché una Bentley è sempre all’avanguardia, persino nei consumi (-40%). Più leggera e dinamica, precorre la GT2 per le corse. Anche Convertibile, da 136mila euro più le tasse.


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car expo SPORT uTiliTy smart for us Il coraggio di osare: concept di pick up urbano (da 3,5 m e 120 km/h) con trazione elettrica per un nuovo modo di intendere la mobilità, è predisposto per trasporto e ricarica delle biciclette elettriche Smart. Scaricabili dal portello ad azionamento motorizzato, magari per accedere alle zone pedonali.

Negli Usa, i Suv li chiamano light trUck. guardando la kubang vien da dire: non scherziamo

Tra le proposte del North American International Auto Show 2012 (la cui lunghezza del nome rischia di superare l’elenco dei produttori rimasti a Detroit e dintorni), l’affollamento relativo si conferma tra le categorie, sempre in auge, di Suv e berline. Che qui chiamano rispettivamente light truck e sedan, con la prima definizione che da noi ne opacizzerebbe il fascino. Anche perché Maserati Kubang, in prima per gli Usa dove probabilmente sarà costruita, magari con il nome Cinqueporte, non si può assimilare a un camioncino: con quel Tridente sulla calandra ovale, non scherziamo. Come invece si può fare sull’interessante idea di Smart For Us: ipotizza un compattissimo pick-up elettro-urbano che ispira immediata simpatia, inducendo la considerazione su come un giocattolo possa essere anche piacevolmente utile; hanno persino pensato alla docking station per ricaricare le biciclette elettriche. Altre sport utility quasi agli estremi dell’alfabeto conservano sembianze tradizionali, interpretando diverse visioni. Audi presenta una variante molto sportiva di Q3 (è già la seconda, ci pensano davvero molto): potentissima e praticabilissima, è integrata da soluzioni interessanti per uso sciistico. Volvo, invece, punta sull’ibrido ricaricabile alla presa di corrente, per estendere l’autonomia: XC60 per gli States è a benzina e con abbondante cavalleria; per l’Europa, già nel corso dell’anno, sarà a gasolio con prestazioni flessibili, ad ampio raggio solo elettrico. Tecnologicamente, passa in secondo piano l’euforia per le auto elettriche, anche se i profeti si affannano a ribadire che sarà l’anno decisivo per il settore: proclama che si sente ripetere da un po’, e che ricorda un po’ Felipe Massa prima dell’inizio di ogni Mondiale F1. Prende peso, anche in senso figurato, il settore

mas e r atI k ub an g Forse chiamata Cinqueporte, sarà prodotta in America, con motore Maserati V8 costruito a Maranello e cambio automatico a otto rapporti. Annunciata per il 2013, adotta il pianale Grand Cherokee e avrà interni con materiali e finiture secondo il gusto e lo stile del Tridente. V oLV o XC 6 0 HYbrID auD I Q3 Va I L La crossover più compatta dei Quattro anelli si presenta in forma sportiva. Vail è un concept dedicato allo sci con innovativi gadget per il freddo (torce scaldamani, tappeto del bagagliaio estraibile e riscaldato) con motore 2,5 a 5 cilindri Tsfi da 314 Cv, per filare a 262 km/h, scattando da 0 a 100 in 5,5”.

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In arrivo nel corso dell’anno, in America ha mostrato i muscoli con benzina da 350 Cv, in Europa sarà a gasolio. Con sistema ricaricabile da rete (in tre ore e mezzo), ha autonomia di 45 km effettivi solo elettrica, mista fin quasi 1.000 km. Opzioni anche di potenza o integrale Awd.


car expo concept clean h yun d ai ve l os te r tur b o Provocazione compatta con tre porte asimmetriche, la coraggiosa coreana scoprirà le carte (prezzi compresi) a Ginevra. Per ora si sa che supera i 200 km/h con motore 1.6 a iniezione diretta di benzina e turbocompressore twin-scroll. Con interni curati e cambio anche automatico.

e evidente l'impegno, soprattutto dei brand tedeschi, verso auto con doppia motorizzazione d odG e d ar t Multietnica: pianale Fiat per la prossima Giulia, motori 1.4 MultiAir turbo da 160 Cv (6 l/100 km), due Chrysler da 2.0 e 2.4 litri (e magari un’Alfa da 300 Cv), sarà costruita anche in Cina, da dove potrebbe arrivare in Europa. Nuova interpretazione del frontale Dodge, svela già un padiglione Alfa.

b m w a ct ive h y b r id Variante prestazionale dell’elegante berlina media Bmw, la Serie 5 ibrida integra il 535i turbo modulo ibrido da 340 Cv complessivi (0-100 in 5,9”), razionalizzando consumi (6.4 l 100/km) ed emissioni. Batteria per 4 km in guida urbana fino a 60 km/h. Costa 64.400 euro.

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ibrido, grazie a scambi planetari di tecnologie tra chi ci ha creduto per anni e chi arriva adesso ma ha già reti di vendita e mercati. Nessuno può sottrarsi alla scelta, a parte Fiat e consociate, impegnate verso i bassi consumi dei motori piccoli, una conquista per il Nuovo mondo, nonché sostenitrici dell’esiguità della quota di mercato ibrido. Eppure, l’impegno per le auto a doppia motorizzazione è palese con l’assalto europeo di Mercedes che differenzia la Classe E, vera world sedan del marchio, con l’americana E 400 a benzina e l’europea E 300 Bluetech a gasolio. Non si fanno attendere altre teutoniche, più compatte: Bmw raddoppia con ActiveHybrid su Serie 3 e Serie 5, mentre Volkswagen presenta Jetta. La globalizzazione dei mercati, causata dall’impossibilità di ipotizzare vetture senza pensare al primo mercato tra tutti, il cinese, che richiede berline a tre volumi, rende difficile identificare le scuole stilistiche dei marchi non premium. Dodge Dart, americana che nasce su base italiana, è pensata anche per la Cina, da dove tornerà in Europa; in questo giro del mondo, lo stile si è stemperato, non apparendo troppo dissimile da un’avanzata linea coreana o da una concept giapponese. Toyota, pioniere del genere, espone NS4 Hybrid, sorta di berlina-coupé non diversamente definibile, la cui tecnologia è ricca di esperienze. Salone di transizione, Detroit dimostra però la capacità tutta americana di rimboccarsi le maniche e riprendere a lavorare, con auto pratiche e praticabili. Seducente per alcune proposte, rimanda molte certezze a Ginevra, dove l’Europa mostrerà le armi per la seconda metà dell’anno. audi.it, bentleymotors.com, bmw.it, dodge.it, honda.it, hyundai-motor.it, lexus.it, maserati.it, mercedes-benz.it, smart-italia.it, toyota.it, volvocars.com/it

t oy ota ns 4 c on ce pt Prefigurazione di un’ibrida plug-in del 2015, si presenta con forme filanti sul padiglione, portato all’estremo come su una monovolume, mantenuto invece basso e filante da coupé su linea di cintura alta e per contrasto, quasi massiccia. Annuncia tecnologia e connettività dal futuro.


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MaggiolissiMo

Il

Disegnata da Ferdinand Porsche, in 70 anni ne ha combinate di tutti i colori. L’Auto del popolo è diventata un modello da guerra, poi macchina dei signori e simbolo hippy. Senza dimenticare la parentesi tutta matta cinematografica. Ora tocca alla terza generazione. Sportiva, quasi coupé. Quasi una Porsche, appunto Di LucA DeLLi cArri

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TAVOLTA HANNO FATTO LE COSE DAVVERO IN GRANDE. Un’anteprima mondiale, «intercontinentale», come l’hanno definita: in contemporanea a Shanghai, Berlino e New York. Poi la presentazione: in Italia addirittura ripetuta due volte, a Roma e a Milano. Fuori del coro rispetto alle solite presentazioni automobilistiche: fumi, luci, ospiti di riguardo e qualche effetto speciale. L’occasione lo richiedeva. L’occasione era la rinascita del Maggiolino, la più celebre tra le Volkswagen, una delle automobili più vendute di tutti i tempi: 21 milioni e mezzo di unità in circa 70 anni. E, appunto, la storia parte da lontano.

Il Maggiolino, nel senso dell’automobile, è un Moloch della storia delle quattro ruote. Tutti importanti i nomi coinvolti nella sua creazione: da Adolf Hitler, che nel 1934 chiede un’auto del popolo (da cui, letteralmente, Volkswagen, la casa automobilistica appositamente fondata per produrla) all’altezza delle sue utopie, a Ferdinand Porsche, il futuro fondatore dell’omonima casa automobilistica, che ricevette il compito di studiare un’auto che rispondesse a poche ma precise esigenze: trasportare cinque persone o tre soldati e una mitragliatrice (il capitolato è stato steso da Hitler stesso, e si vede), viaggiare a 100 km/h consumando una media di

dna di una Volkswagen contemporanea, tratti distintivi del maggiolino: parafanghi sporgenti e fari anteriori circolari. due gli allestimenti proposti: design (nella foto) e sport.

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GrAnDi ritorni 7 litri per 100 chilometri, avere un prezzo non superiore a mille reichsmark, pari a dieci volte lo stipendio di un operaio. Grazie al genio di Porsche, nacque un’auto che non aveva nulla di militare né di triste: una bella carrozzeria tondeggiante con i parafanghi smontabili e il parabrezza piatto, motore posteriore raffreddato ad aria a quattro cilindri con architettura boxer, ovvero a cilindri contrapposti. Debuttò al Salone di Berlino del 1939. Con fantasia tutta tedesca venne battezzata Typ 1 e così venne chiamata fino al modello 1968, che fu ribattezzato Der Käfer (lo scarabeo, da cui il popolare maggiolino) perché così era stato definito in una brochure pubblicitaria dell’agosto 1967. Dalla nascita, ne ha fatte di tutti i colori. È stata auto di guerra nella versione Kübelwagen e nell’anfibia Schwimmwagen, è stata l’auto dei signori degli anni 50 (con la Typ 2 nata nel 1950) e poi l’auto dei figli dei fiori e forse l’auto simbolo degli anni 60 e dei giri intorno al mondo. Soprattutto, con Citroën 2Cv, Renault 4, Fiat 500 e Mini, è diventata ciò che pochissime auto nella storia sono riuscite a essere: un’icona. Icona dell’Automobile con la A maiuscola. È per questo che, ancora oggi, le versioni di un tempo mantengono il loro valore sul mercato e i modelli più rari sono contesi dai collezionisti senza esclusione di prezzi. Dal punto di vista tecnico, il Maggiolino non è mai cambiato granché. Dopo avere prestato il suo quattro cilindri boxer alla Porsche per la 356 e la 912 (un affare in famiglia, si può dire, anche se Ferdinand era morto nel 1951, lasciando le redini al figlio Ferry), nel 1970 comparve il motore 1.600 che trasformò il Maggiolino in Maggiolone (nome ufficioso; in codice si chiamava 1.302). L’unica cosa che cresceva erano i consumi, inaccettabili soprattutto alla luce della crisi petrolifera che incombeva sul mercato dell’auto modificandone i costumi e anche il profilo. Il disegno del Maggiolino, in compenso, non è mai cambiato: la foggia dei fanali, la forma e la dimensione

C’è chi sa andare avanti guardando indietro: i giocatori di rugby, per esempio. Volkswagen, la cui storia spazia fra innovazione e tradizione, attinge da questa filosofia per realizzare una concept car coraggiosa e coinvolgente, dai contenuti avanzati e con estetica che ricorda addirittura le celebri Speedster. Lo dice anche il finale del nome (ster), preceduto dall’identificativo elettrico E, seguito dal nomignolo Bug, con il quale è nota in America. Evidenza di quanto VW tenga allo sviluppo di tutto ciò che ruota attorno alla nuova Beetle, E-Bugster ha due soli posti, è solo elettrica con autonomia di 180 km, si ricarica in soli 35’ alle colonnine stradali, oppure da rete domestica, o frenando come le ibride. Bassa e larga

i modelli più rari del maggiolino sono contesi dai collezionisti, senza esclusione di prezzi La linea Sport è riconoscibile da elementi distintivi come i cristalli oscurati, gli specchietti retrovisori e le modanature laterali verniciati in colore nero (sopra). All’interno (a sinistra), massimo comfort grazie alla strumentazione di bordo al centro del cruscotto, volante multifunzionale, sistema di radionavigazione con lettore Cd/ Dvd, display touchscreen, hard disk da 30 Gb e pedaliera in alluminio.

con cerchi da 20”, la Beetle dall’apparenza più sportiva, con il motore anteriore da 86 kW, raggiunge i 100 km/h in 10,9 secondi: non un fulmine, perché non emette alcun rumore, sprizzando tanta, istintiva e inarrestabile simpatia. (Nicola D. Bonetti)

del parabrezza e del lunotto, ma nulla più. Comparve anche la versione cabriolet, molto amata perché, al contrario delle spider inglesi e italiane, aveva quattro posti veri. Ma 40 anni dopo la presentazione, il mercato ne era saturo e forse stanco, e il Maggiolino uscì di produzione in Europa (nel 1976; la cabrio nel 1980), trasferendosi in Messico e Brasile, dove venne prodotto l’ultimo esemplare, nel luglio 2003. In quello stesso anno, senza che nessuno si tagliasse le vene, uscì di produzione anche la New Beetle, la seconda generazione del Maggiolino, comparsa nel 1998 sulla base della Golf (anche se non ha convinto mai del tutto, ha venduto 1 milione di unità). Ora il Maggiolino è tornato. Con tutta l’enfasi dovuta a un’icona. La terza generazione


Con 21 milioni e mezzo di modelli in circa 70 anni, il Maggiolino (nelle foto, alcuni modelli storici) è una delle auto più vendute di tutti i tempi. A sinistra, eccolo sulle strade di New York.

Sopra, il primo luglio 1949 viene presentato un modello a scocca aperta. A sinistra, nel 1950 esce dalla catena di montaggio di Wolfsburg, in Germania, il centomillesimo Maggiolino.

è più sportiva, virile e spaziosa che mai. E questo un po’ spaventa, perché è tutto ciò che il Maggiolino non era. Il Maggiolino old style, lo sanno bene gli appassionati, era lento come un treno a vapore, rumoroso come un trattore, con una cronica mancanza di spazio (come tutte le auto pensate per i giovani) e, soprattutto, irresistibilmente femminile. Il modello 2012, decisamente maschio, deve stare al passo con i tempi. Quindi ecco il motore anteriore, per esempio, prestazioni quasi quasi sportive e una carrozzeria che cita il glorioso passato ma è nuova. L’ha firmata Walter de Silva, il raffinato numero uno dello stile del gruppo Volkswagen, assieme a Klaus Bischoff, responsabile del design della marca VW. Hanno dichiarato di essersi ispirati alla prima versione del Maggiolino, quella origi-

naria. I parafanghi sono muscolosi, le carreggiate sono larghe. «Sembra una coupé, quasi una Porsche, quando la si guarda da dietro», ha detto de Silva. I motori sono tutti turbo e abbinabili a cambi automatici a doppia frizione Dsg. Tre quelli a benzina: 1.2 Tsi da 105 Cv, 1.4 Tsi da 160 Cv e 2.0 Tsi da 200 Cv (e 223 km/h di velocità massima). Due i turbodiesel: 1.6 Tdi (105 Cv) e 2.0 Tdi (140 Cv). Quello che consuma meno è il modello 1.6 TDI: 4,3 litri di gasolio per cento chilometri. Tre sono i livelli di allestimento: Beetle, Design e Sport. Il prezzo di listino parte da 19.700 euro (versione 1.2 Tsi Design) e arriva a un massimo di 28.050 euro (versione 2.0 Tsi Dsg Sport). Per confermare l’impressione di trovarsi al volante di una piccola coupé, le prime versioni ad arrivare sul mercato sono proprio quelle dotate

dei motori più potenti. Sono state presentate anche due serie speciali, dall’impronta molto spinta e con ruote addirittura da 19 pollici: Black Turbo e White Turbo. Non siamo del tutto nel clima della Golf Gti, soprattutto prima versione, ma insomma la sportività non manca. In ogni caso, grazie a una carrozzeria tondeggiante con le misure giuste (lunghezza di 4,28 m) e a due porte ampie (solo due, come tradizione pretende), il Maggiolino può ospitare quattro persone con tutti i comfort, come si conviene alle auto di oggi. Il responsabile del marketing Volkswagen, Luca De Meo, l’ha riassunta così: «È un’alternativa alla Mini». Magari sarà anche di più. Perché di solito buon sangue non mente. it.volkswagen.com

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made in usa Jeff Rudes, 54 anni, fondatore e ceo di J Brand (100 milioni di euro di fatturato), marchio specializzato in jeans maschili e femminili, famosi per il fitting, cioè la vestibilità. alcuni sono disegnati da stilisti come Hussein Chalayan, Proenza schouler e Christopher Kane.

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Le star ne vanno matte. da Penelope cruz a naomi Watts, da matt damon a colin firth. sono i jeans di J Brand, che con il loro fit sono diventati un mito. come il suo creatore, Jeff rudes di Luca deLLi carri - foto di dario orLandi/m. sestini

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uperjeans per superstar. Lo slogan è banale ma l’idea vincente. Infatti, ha consentito a jeff rudes, 54 anni, di inventare un marchio ( j Brand), creare un’azienda e dopo sette anni arrivare a fatturare 100 milioni di euro. nel frattempo rudes, fisico macho, pelle abbronzata, sorriso vincente e una passione per l’Harley-Davidson, ha fatto anche un’altra cosa: ha venduto parte dell’azienda allo star avenue Capital, mantenendo la carica di ceo e i ruoli di ispiratore e ambasciatore. La sua storia si intreccia con quella del denim. negli anni 70 lancia il suo primo marchio, paris 2000. poi si trasferi-

sce da new York a Los angeles e nel 2004 fonda j Brand. Cerca un jeans dal fit perfetto che si adatti alla figura femminile e interpreti la donna del 2000, tutta grinta e stile. percorre vie nuove: all’inizio, j Brand viene distribuito in esclusiva presso il jeans bar di ron Herman a Melrose place, e fin dall’inizio cerca di imporsi tra le celebrities di Hollywood. Ci riesce, grazie al modello skinny, che piacendo alle star, piace a tutte. Da penelope Cruz a rihanna, e poi jennifer Lopez, Charlize theron, Katie Holmes, jessica alba, naomi Watts, eva Longoria, elle Macpherson... Lo star system ama j Brand, che ricambia, visti gli ottimi

riscontri commerciali. Oggi il marchio è distribuito anche in europa e asia e dal 2008 ne esiste anche una collezione uomo (mood vintage) che, per il piacere delle fan, incornicia i celebri fondoschiena di Matt Damon, Zac efron, Colin Firth, Gerard Butler, jeff Bridges, Chris evans, Ben affleck, Lenny Kravitz, adrien Brody. Quest’anno, per la prima volta, j Brand ha partecipato a pitti uomo. rudes ama portare i jeans (j Brand modello Kane in raw, dice), accostandoli a t-shirt prevalentemente bianche da indossare con o senza giacca. Quando guida l’Harley calza stivali da cow-boy e gli orologi

colorati e appariscenti sono l’unico vezzo consentito da un look tutto sommato austero. usa l’ipad, beve molto caffè, non resiste davanti a una baguette fresca e, da vera star 2.0, non fuma. Gentleman. Ma dove vive un guru del denim? Jeff Rudes. sulle colline di Hollywood, in una casa contemporanea, contraddistinta dal minimalismo anni 50, con vista su Los angeles. all’interno ci sono pezzi d’arte sparsi ovunque: alcuni scatti originali di Bert stern tratti dalla Last sitting di Marilyn Monroe, pochi pezzi di grandi dimensioni di jamali, alcune litografie originali di

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made in usa Parigi inizio ’900 firmate Gesmar, Rougemont e Lautrec. Io amo l’arte che esprime un’emozione. G. Infatti usa quei pezzi d’arte su due ruote che sono le Harley. J.R. Alcune persone amano volare, altre guidare macchine da corsa. Io amo andare in moto. Nel cuore sono un vero biker. La ritengo la più terapeutica e serena delle attività. G. Altri mezzi di spostamento. J.R. Il mio truck Chevy Suburban. Lo uso ogni giorno. G. È un caso se J Brand è nato in California? J.R. No! Non è una coincidenza. È nato qui perché LA è la capitale moderna del jeans premium. G. Com’è arrivato a fondare l’azienda? J.R. L’ispirazione è stata creare un jeans minimalista per le donne pensando a una donna che ama la moda, che vuole essere magnifica quando indossa i jeans. G. Definisca J Brand. J.R. Primo, moderno. Ci consideriamo un marchio di moda. Ci prendiamo cura dei nostri collaboratori e loro si prendono cura di J Brand. Loro amano quello che fanno. G. Dico moda, lei? J.R. Moda è uno stile di vita. È indossare un abito, viaggiare, cenare, divertirsi, ma è anche la propria casa, gli amici e la famiglia. G. L’America è stata la patria dei jeans. È ancora così? J.R. I jeans sono americani e rappresentano un’icona della nostra cultura. Il denim ha espresso differenti periodi della storia americana: gli anni 70, gli 80... Oggi il denim non è più soltanto un capo d’abbigliamento ma è parte del nostro modo di esprimerci. G. Quanto c’è degli ideali americani nel denim?

quando i jeans

Ampi e comodi, i jeans J Brand scelti da Robert Twilight Pattinson per viaggiare.

La grande passione di Jeff Rudes sono le Harley-davidson. appena può, si fa un bel giro in moto.

J.R. Sono funzionali e affidabili, semplici e ben fatti, con una qualità che dura nel tempo. Quindi sono tipicamente americani. G. Cosa significa fit perfetto? J.R. Che qualcuno, indossando i J Brand, si sente e sta benissimo. G. Lei ha preso lo star system per il taglio giusto, quello del pantalone. Ha puntato da subito sugli attori per bucare lo schermo? J.R. Sì, è un onore averli come fan, ma alla fine anche loro sono clienti che amano il nostro prodotto. G. Perché solo nel 2008 ha creato la collezione Uomo? J.R. La verità è che in passato io ero nel business del jeans femminile e soltanto dopo avere costruito il brand e averlo portato a un certo livello ho potuto dedicarmi al jeans maschile.

G. Come sta andando il mercato? J.R. Lo sviluppo del jeans maschile in Usa è incredibile. I nostri jeans stanno diventando il must nei negozi più raffinati. Anche il business internazionale dà buoni risultati. G. E in Italia? J.R. I nostri piani sono di continuare a vendere nei negozi migliori e di continuare a dare ai clienti i prodotti che tanto amano. G. Come scegliete i punti vendita? J.R. Solo i migliori. In America, Barney’s New York, Bergdorf Goodman, Jeffrey, Ron Herman a Los Angeles. In Italia, J Brand a Milano è venduto da Biffi, 10 Corso Como e Antonia; a Roma, da Luisa Via Roma e Gente; a Mosca da Tsum; a Londra da Harvey Nichols, Selfridges, Harrods e Browns; a Parigi da Colette, L’Eclaireur e Montaigne

conquistano Hollywood

Modello skinny, ballerine e giacca verde militare: è il look casual di Charlize Theron.

Ben Affleck, con il suo nuovo look barbuto, opta per uno stile T-shirt con jeans slavati.

Denim sì, ma viola. Non rinuncia al colore Freida Pinto, e lo abbina alla giacca di pelle.

Chris Evans, Torcia umana dei Fantastici quattro, ama i pantaloni con i tasconi laterali.

Market... L’apertura di monomarca non è in agenda, per il momento, ma teniamo gli occhi aperti. G. Che cosa significa? J.R. Guardare il mondo con il grandangolo, pensare alla vita con un’abbondanza di possibilità, creatività e amore per essa. G. Qual è l’ultima cosa che ha fatto per gli altri? J.R. Parlando di beneficenza, abbiamo donato 750mila dollari alla City of Hope (ricerca sul cancro) e ora stiamo raccogliendo denaro per l’organizzazione City Year. Parlando in generale, ogni giorno mi sforzo di far sorridere le persone. G. Lei come si definirebbe? J.R. Appassionato, ispirato, amo le persone, sono grato per ogni cosa che ricevo. Adoro i miei figli, Sean e Sasha, e la donna della mia vita, Terre. E ovviamente i nostri tre piccoli cani, che dormono nel letto con noi e spargono amore per la casa. Mi piace trascorrere il tempo con le persone che amo, ma non trascuro i miei hobby, che sono guidare la moto, come ho detto, e poi il golf, il buon cibo, i grandi Barolo e Bordeaux, divertirmi con gli amici e non fare nulla sulla spiaggia. G. Come si vede tra dieci anni? J.R. Con un sacco di tempo libero per viaggiare con la mia famiglia e gli amici, e con la stessa passione che ho oggi per il mio lavoro. Voglio continuare a godere di ogni cosa che amo. E possibilmente avere una villa in Italia. www.jbrandjeans.com

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W at c h Appeal

Nell’immaginario collettivo, Clive Owen è l’incarnazione del maschio alfa, bello, vincente e persino spietato come il suo personaggio nel film Closer. Dal vivo, l’attore inglese è un uomo solido, dall’eleganza discreta e dal fascino carismatico. Per questo è l’ambasciatore ideale del nuovo gioiello di casa Jaeger-LeCoultre DI LUCA DELLI CARRI

A sinistra, il Duomètre à Sphérotourbillon. è a carica automatica ed è disponibile sia in oro rosa che in platino, solo nelle boutique Jaeger-LeCoultre. A ore 2 si trova il pulsante flyback dei piccoli secondi. Cinturino in alligatore cucito a mano. Da 200mila euro.

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uccede: rimanere imprigionato in un personaggio. ciò che per un comune mortale sarebbe un sogno, per un attore diventa un incubo. Ogni volta, essere ricordato per quello. ma se «quello» è un’interpretazione perfetta che dallo schermo si è trasferita direttamente all’immaginario collettivo, e se «quello» sei o sembri proprio tu, allora non hai scampo. così, forse, è meglio non indugiare con clive Owen su Closer, il film di mike nichols (2004) che gli ha fruttato una nomination all’Oscar e un Golden Globe come miglior attore non protagonista. ma come pensare a clive Owen senza pensare al Larry di Closer? Perché lui è Larry, il maschio alfa, quello che alla fine vince: bello, elegante e solido, ma anche rozzo e spietato quando serve. e non basta il sorriso quasi dolce che indossa per il ruolo di ambasciatore JaegerLecoultre, fasciato in un abito scuro di pura eleganza anglosassone che lo rende soprattutto iconico: lo guardi e vedi Larry il dermatologo ascoltare anna che gli chiede perché il sesso per lui sia così importante. e lui risponde: «Perché io sono un cavernicolo». classe 1964, natali britannici (coventry), quarto di cinque figli e infanzia ruvida, come lui stesso l’ha definita, causa abbandono del padre quando aveva tre anni. a 20, poi, è entrato all’accademia d’arte drammatica, da cui è uscito splendido attore shakespeariano, prestandosi a lungo al piccolo schermo per film e serie televisive. nel 2004, appunto, il successo con Closer, film tratto dall’omonima pièce di Patrick marber interpretata a teatro da Owen ma (e c’è


Clive Owen, 47 anni, dopo l’exploit con Gosford Park, diretto da Robert Altman (2001), ha trovato il successo mondiale con il film Closer di Mike Nichols (2004), che gli è valso un Golden Globe.

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foto di Luca Petraroli - uni-verso.com

Groovy Shoes B Y R O B E R T O C AVA L L I


Promotion

Questa stagione la nuova shoe-collection di Roberto Cavalli si arricchisce con loafers da giorno, sneakers in materiali pregiati come nabuk e lizard e suole in gomma studiate anche per mocassini piÚ formali. Design esclusivo, finiture artigianali, leggerezza e creatività. Ed è subito scacco matto


gente di StoffA

Come il vino, il tessuto è un prodotto solo all’apparenza semplice, ma nasconde una secolare sapienza tecnica. Quasi un’opera d’arte da indossare. Eccone storia, tecniche e suggestioni di Claudio Costa

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A PAROLA MAGICA È: MANO. Gli appassionati di vini cercano di comunicare le loro sensazioni olfattivo-gustative parlando di bouquet e di corpo, di eleganza, fragranza, austerità, morbidezza, sentori floreali, speziati, fruttati e persino di goudron (che altro non è, se non la nobile percezione di catrame suggerita da Baroli molto invecchiati...). Gli appassionati di tessuti attingono a un vocabolario altrettanto pratico-poetico quando vogliono esprimere la sensazione tattile di un tessuto, palpandolo, carezzandolo e stropicciandolo amabilmente con la mano. Perciò parlano di una mano morbida piuttosto che ruvida, compatta, scorrevole, calda, elastica, voluminosa, asciutta. Ma anche rustica, dolce, sensuale, nervosa e via aggettivando. I grandi tessuti, come i grandi vini, sono un’opera d’arte frutto di secolare sapienza tecnica (non è un caso che, nell’antica Grecia, tèchne significasse tanto il processo di fabbricazione quanto il risultato estetico)

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e ispirano il linguaggio della passione. Alla pari del buon vino, anche la buona stoffa si presenta come un prodotto apparentemente semplice, mentre nasconde procedimenti estremamente complessi. Con tutta la miglior volontà, il cultore di tessuti (a meno che non mastichi di chimica e meccanica) dovrà accontentarsi di poche nozioni base oltre alle squisite sensazioni tattili. Certo conoscerà l’elementare distinzione tra pettinati e cardati. Saprà che le armature (gli schemi con cui si intrecciano ordito e trama) sono fondamentalmente due: la tela e la saia, detta anche diagonale o twill. Avrà qualche nozione di finissaggio, tra cui quella specie di infeltrimento controllato che è la follatura (tipica, per esempio, delle flanelle). Ma per il resto, meglio accontentarsi di una cultura generale circa le materie prime. Sapere, per esempio, che il vello di vicuña, cashmere, cammello, merino e altre lane pregiate è tanto più costoso quanto

Sopra, lo stabilimento Vitale Barberis Canonico negli anni 40. L’immagine, come le altre del servizio, è tratta dal volume Storia di una famiglia e di un’azienda dal Seicento a oggi (Umberto Allemandi & C), dedicato all’azienda biellese.


SHETLAND

COUNTY TWEED

DENIM

È un batavia di medio peso. Il suo aspetto rustico è bilanciato dalla sua luminescenza. Perfetto per vestiti per il tempo libero, preferibilmente da confezionare con mezza fodera.

Uno dei 200 motivi con cui si indica il District Check. In questo caso si tratta di quello tipico della contea di Bute, nelle Highlands scozzesi, un tipo di quadri noto anche come Gun Club.

Si tratta di una saia. Sul dritto, l’ordito indaco passa due volte sopra, mentre sul rovescio è la trama bianca a prevalere. Per questo i jeans hanno l’esterno più scuro dell’interno.

MOHAIR

FOULE PIN STRIPE

SCOTTISH ESTATE

Ce n’è già traccia nella Bibbia e pare sia il vello d’oro che cercavano gli Argonauti.Tessuto su un ordito di filati in lana, è perfetto per abiti estivi di grande presenza, comfort e durata.

In pratica, una flanella da filati pettinati con classica armatura a levantina. Ma il pelo è cimato e per questo conferisce al tessuto una mano più asciutta e una buona lucentezza.

Questa tipologia di tweed appartiene sempre al District Check. Si chiama Lawers ed è uno dei motivi relativi a una proprietà privata. Disegnato e introdotto nel 1973.

CAVALRY TWILL

COVERT

TROPICAL

Viene da filati pettinati a due capi e si trova in pesi diversi, ma mai molto leggeri. Abbastanza elastico, ha un’eccellente tenuta ed è adatto alla confezione di pantaloni da viaggio.

Pettinato d’indole estroversa adatto a pantaloni e soprabiti tra lo sportivo e l’informale. Di solito armato a batavia, con peso dai 400 grammi in su e una mano rasata e compatta.

Pettinato leggero da filati a due capi con disegni tipo principe di Galles. Resistente alle pieghe e aerato, è un tessuto estivo. Versatile, si adatta ad abiti formali, informali e sportivi.


Gente DI StoFFA più è piccolo il diametro delle fibre che lo compongono. Si oscilla dagli 11-12 micron della vicuña ai 18 dei cosiddetti Super 100. Ed è bene tener presente che, se un cashmere d’alta gamma sta fra i 12 e i 13 micron, quelli più commerciali raggiungono i 16-17 (cosa che li rende inferiori a un buon merino e, insieme alla scarsa lunghezza delle loro fibre, spiega la formazione dei dannatissimi pallini...). D’altra parte, a complicare le cose, la finezza da sola non basta, occorrono altre analisi microscopiche sulla resistenza e la struttura omogenea della fibra per renderla davvero preziosa. A volte può persino nascere qualche pasticcio lessicale: per esempio, la capra turca da cui viene ricavata la lana mohair viene chiamata anche capra d’Angora, creando confusione con il pelo dell’omonimo

In alto, a sinistra, Vittorio De Sica indossa un completo in tessuto di peso non troppo elevato, adatto ai viaggi. In alto, a destra, Fred Astaire in un doppiopetto di flanella cardata, un classico dell’abbigliamento formale. A sinistra, Giovanni Agnelli con un abito in Solaro, pettinato armato a levantina con effetto cangiante. A destra, Winston Churchill in Chalk Stripe, ossia riga di gesso, una flanella cardata.

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A sinistra, Francesco Barberis Canonico mostra alcuni gessati dell’azienda di famiglia (www. vitalebarberiscanonico. it), la più antica fabbrica tessile biellese. Il lanificio Vitale Barberis Canonico, infatti, è stato fondato nel 1663.

coniglio (Angora sta per Ankara, zona d’origine per entrambi). Passando dalle fibre animali a quelle vegetali, qualche sarto più anziano ricorderà con rimpianto i meravigliosi cotoni egiziani Giza coltivati nelle terre lungo il Nilo e filati in Europa. Ormai i drill (diagonali) di Giza sono diventati una rarità tessile e chi li ha indossati una volta non ne dimentica più la brillantezza, luminosità e mano setosa che miglioravano col tempo. Così come si rimpiangono inutilmente certi lini irlandesi artigianali, leggeri ma molto ritorti, con i fili a volte riannodati, un po’ primitivi, che davano a chi li indossava in Estremo Oriente la sensazione d’essere un personaggio di Conrad. Ed è questa, in fondo, la vera magia dei tessuti, più ancora dello stesso taglio dell’abito: esprimono il gusto, lo stile, la cultura e persino i sogni inconfessati di chi li indossa. Materiali e disegni si fondono perfettamente per creare i classici della drapperia. Orgoglio della moda maschile, i disegni (tartan, principe di Galles, grisaglie, spigati, gessati e così via) nascono dai colori dei filati e dall’armatura del telaio anziché dalla stampa, come avviene quasi sempre per i tessuti femminili... Chi può procurarsi un rarissimo Barathea per lo smoking si sentirà dandy quanto il duca di Windsor. L’ormai introvabile Cheviot ricorderebbe al fortunato possessore gli intellettuali degli anni 30-40. Le flanelle cardate o pettinate e quel genere cangiante di covercoat noto come Solar evocheranno subito i fasti di Giovanni Agnelli, indimenticabile e indimenticato arbiter del Novecento. Qualsiasi tweed (Harris, Scottish o Donegal poco importa) ricorderà brughiere, partite di caccia e pesca, dimore georgiane e vittoriane affondate fra querce secolari; insomma, il mondo autunnale della gentry pronto a riconvertirsi in seersucker, shantung e finissimi lini irlandesi al primo apparire della buona stagione. E via così, alternando tradizione conservatrice a brand recenti e innovativi, dalla mano robusta dei Thornproof o degli Whipcord a quella eterea dei Tropical o dei Tasmanian, per scegliere il tessuto in cui sentirsi non solo fisicamente ma anche psicologicamente a proprio agio. Quasi per mostrare agli altri e a se stessi di che stoffa si è fatti...


smartcomunicazione.it

entreamis.it


Otto uomini per otto ritratti d’autore. Ambasciatori di stile come il super chef Carlo Cracco; Massimo Carraro, ceo del gruppo Morellato & Sector; Fawaz Gruosi, presidente di De Grisogono. Per Gentleman hanno interpretato la moda della primavera-estate, abbinata a orologi classici, sportivi...

Di CriStiAnA rizzO - StylinG Di DAnilA tOrCOli FOtO Di eFreM rAiMOnDi

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moda a tempo GIANLUCA BASILE «2005, finale di scudetto. Un tiro vincente, a tre decimi di secondo dalla fine della partita ha fatto la differenza». Con questo esempio, Gianluca Basile, 37 anni, campione europeo di pallacanestro ed ex azzurro, riassume che cos’è per lui il tempo. E prosegue: «Nello sport, il tempo è tutto. Attimi che in una vita non contano nulla, in campo possono determinare il risultato di un’intera stagione». Ambasciatore del marchio elvetico di orologi di lusso Eberhard, papà di tre bambine, fuori dal campo è un gigante buono, che sottolinea quanto sia importante essere disponibili con i fan e con le persone intorno a lui. In campo viene fuori quella che, secondo lui, è la sua qualità più grande: la tenacia. «Porsi degli obiettivi, e andare fino in fondo finché non li ottieni, è fondamentale nello sport quanto nella vita di tutti i giorni», dice. L’oggetto a cui è più legato è la palla da basket e ha un concetto originale di eleganza che applica alla pallacanestro: «Se nel tempo libero l’eleganza è sentirmi a mio agio con ciò che indosso, sul lavoro vuol dire padronanza tecnica del gesto e, allo stesso tempo, fluidità nei movimenti».

perfezione informale Giubbino in nylon con tasca interna per ripiegare il capo, Club des sports (98 euro); maglia in cotone a coste, lanifiCio Colombo (395 euro circa); t-shirt in cotone, intimissimi (19,90 euro); pantaloni 5 tasche, pt05 (221 euro); cintura di pelle, ballantyne (130 euro); scarpe da basket alte, nike Jordan (su richiesta).

«Attimi che nella vita non contano nulla, nello sport sono tutto. Anche tre decimi di secondo»

eberhard & Co. Cronografo meccanico a carica automatica, dispositivo eberhard & Co., con 4 contatori in linea, cassa in titanio, lunetta girevole, unidirezionale (5.950 euro).

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moda a tempo JACOPO CORVO «Non è importante essere belli, ma aver cura dei dettagli. Mani curate, scarpe pulite, abito impeccabile». Jacopo Corvo, 28 anni, erede della dinastia Corvo (distributori esclusivi in Italia di sofisticati orologi elvetici di alta qualità), pur appartenendo alla schiera dei belli, non fa dell’avvenenza la chiave di volta dell’estetica e dell’eleganza declinate al maschile. Ambasciatore, per questo servizio, del marchio Harry Winston, uno dei brand di segnatempo che distribuisce nei suoi negozi GMT (Great Masters of Time) in corso Magenta a Milano e a Porto Cervo, ha frequentato l’Accademia di Belle arti e tiene molto al legame del design con la tecnologia perché, dice, «l’orologiaio è prima di tutto un artigiano e un artista». L’oggetto cui è più legato? «Un Reverso di Jaeger-LeCoultre che mi ha regalato mio padre quando ho compiuto 18 anni e che mio nonno regalò a lui. È uno dei primi Reverso che sono stati rifatti, da mio nonno, nel 1973, quindi è molto significativo per me». Jacopo si occupa del marketing ed è entrato nel 2007 nell’azienda, fondata dal nonno Giorgio nel dopoguerra e guidata dal padre, Michele, presidente di Corvo&Co Spa.

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upper casual Giacca in cotone lavorato, con revers impunturati, sartoria la torre (480 euro); camicia button down in lino, eton (156,60 euro); pantaloni in denim 4 tasche, entre amis (130 euro circa); cintura di camoscio, Gallo (105 euro).


Harry Winston L’ocean sport Chronograph monta una cassa in Zalium (lega di alluminio e zirconio, esclusiva di Harry Winston). Ha un movimento automatico con funzioni di cronografo e datario. Cinturino in caucciÚ nero. Costa 23.850 euro.


moda a tempo MASSIMO CARRARO «L’eleganza è armonia ed equilibrio. Passare inosservati». Parola di Massimo Carraro, 53 anni, amministratore delegato del Gruppo Morellato & Sector, di cui fa parte il marchio Philip Watch. «L’oggetto a cui sono più legato», racconta, «è un orologio Philip Watch che mio nonno mi regalò quando avevo dieci anni. Un modello degli anni 40, con un quadrante in ceramica rarissimo e incisioni fatte a mano». Un oggetto prezioso come il tempo, la cui misurazione è, per Carraro, «una delle dimensioni dell’intelligenza dell’uomo». Grande viaggiatore e appassionato d’arte, in particolare dei grandi pittori del Settecento veneziano come Canaletto, Luca Carlevarijs e Marco Ricci, considera la felicità riuscire a fare ciò che desiderae lavorare a contatto con la bellezza. Nato nel 1858, Philip Watch è il più antico brand di orologi Swiss made presente in Italia e nel 2008 ha festeggiato i 150 anni con la riedizione in limited edition dell’orologio da tasca. Nel 2011, ha reinterpretato il fortunato modello Caribbean.

due bottoni Abito in fresco di lana gessato, con giacca a due bottoni e pantaloni a tasca piatta, brioni (4.200 euro); camicia oxford, bAguttA (132 euro); cravatta di seta a microfantasia, SAlvAtore FerrAgAmo (120 euro). nella foto sotto, al polso sinistro, massimo Carraro indossa un Philip Watch d’epoca, regalo del nonno.

«Misurare gli istanti è una dimensione dell’intelligenza dell’uomo. Il tempo è un oggetto prezioso»

PhiliP WAtCh orologio meccanico automatico regulateur, della storica linea Sunray, con visualizzazione centrale dei minuti e cinturino in alligatore (1.980 euro).

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Hublot Modello big bang Gold Ceramic con cassa in oro rosso di 44 mm di diametro, quadrante in carbonio, cinturino in gomma nera e movimento a carica automatica. 25.600 euro.


moda a tempo CARLO CRACCO Per Carlo Cracco il tempo è un ingrediente in più. Che va dosato con attenzione, in quantità precise e dev’essere di ottima qualità, cioè impiegato nel modo giusto. «Il tempo è ciò che scandisce i momenti di una ricetta e determina gli attimi che non si possono oltrepassare, se si desidera un risultato perfetto», racconta lo chef stellato, 47 anni, ambasciatore in queste pagine del prestigioso marchio svizzero Hublot, che fa della combinazione di materiali diversi la sua cifra stilistica. Nonostante l’eclettica combinazione di tradizione e innovazione, tipica delle sue invenzioni, Carlo Cracco, che è stato fra i protagonisti dell’edizione italiana del programma tv MasterChef, è un amante delle cose semplici. «La felicità per me è svegliarsi al mattino e fare colazione», dice. «Il piatto che avrei voluto inventare? Gli spaghetti al pomodoro». Quali sono le cose più preziose, nella vita? «Quelle che si fa più fatica a ottenere o quelle che non si ottengono mai». Quindi, progetti e sogni che rimangono avvolti nel mistero. Mentre la classe, per Cracco, è un concetto che ha a che fare prima con la sostanza che con la forma. «Star bene con se stessi è la più alta forma di eleganza».

lino d’autore driving Jacket in lino e cotone, 2 bottoni con tasche con battente, Fay (798 euro); camicia in lino, Corneliani (da 150 euro); pantaloni in cotone rigato, at.P.Co (104 euro); calze in filo di Scozia, Sozzi (18 euro); francesine in pelle, tod’S (380 euro). Sgabello Mr.B in metallo martellato, CaPPellini (775 euro).

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moda a tempo FAWAZ GRUOSI Il lusso è «la facoltà di disporre del proprio tempo in completa libertà», secondo Fawaz Gruosi, 59 anni, fondatore e presidente della maison di alta gioielleria e orologeria De Grisogono, nata nel 1993 a Ginevra. «Il tempo, invece, è qualcosa che mi mette continuamente alla prova, perché in una giornata non riesco mai a fare tutto quelche mi prefiggo di fare sin dal mattino». Creativo appassionato, noto per l’originalità e l’audacia delle sue creazioni di gioielleria e orologeria, per Gruosi il fulcro della felicità risiede, oltre che nella libertà, negli affetti. L’azienda ha festeggiato nel 2011 il 15° anniversario del lancio del diamante nero, l’innovazione che le ha donato fama internazionale. Dodici anni dopo il debutto del primo orologio, Instrumento N. Uno, con la novità del cinturino in galuchat (pelle di squalo gattuccio), Fawaz Gruosi si distingue come uno dei primi creativi del lusso ad aver reso il nero protagonista delle sue creazioni, conferendo loro un’anima misteriosa e glamour, ben presto divenuta caratteristica inconfondibile della maison. Un successo che De Grisogono celebra oggi con una collezione di orologi emblematici del marchio, rivisitati in black.

rasata eleganza abito in tessuto super 200 raso turco, zilli (5mila euro); camicia, BarBa napoli (160 euro); cravatta in seta micro-fantasia, Corneliani (da 90 euro); gemelli in oro rosa, De grisogono (4.400 euro).

«Il tempo mette continuamente alla prova. Il più grande lusso? Disporne in completa libertà»

De grisogono orologio instrumento grande n. 11, della collezione Black Forever, in acciaio annerito opaco, con movimento automatico e cinturino in caucciù (11.100 euro).

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Tag Heuer Cronografo automatico calibre 16, Tag Heuer aquaracer 500M, impermeabilitĂ  fino a 500 metri (2.700 euro).

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moda a tempo SIMONE GESI «La tecnologia nel mio sport è fondamentale. I piloti automatici ci permettono di dormire e di fare la regolazione delle vele, mentre la barca va. Anche se l’uomo gioca sempre un ruolo fondamentale. Senza queste componenti, in solitaria, si va poco lontano», dice Simone Gesi, velista, 42 anni, ambasciatore del marchio svizzero Tag Heuer. Gesi ha attraversato l’oceano in solitaria, dalla Francia al Brasile, a bordo di Dagadà che, racconta, «ha le iniziali dei miei figli, Daniele di nove anni e Gabriele di cinque». Il tempo per lui è «ciò con cui, durante le traversate, mi confronto ogni giorno, è il vero avversario», ma anche un alleato, per uno come lui che ha fatto della sua passione, e quindi del suo tempo libero, una professione. Che cosa vuol dire essere eleganti? «Riuscire anche a essere sportivi con disinvoltura».

profondo blu Giacca con cappuccio in tessuto tecnico, Salvatore ferraGamo (800 euro); girocollo in cotone profilato a contrasto, Canali (160 euro); pantaloni in denim 5 tasche, JaCob Cohën (320 euro).

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moda a tempo UMBERTO VERGA «Ogni minuto che passa dev’essere un minuto da ricordare. E ogni volta che vivo un’esperienza piacevole, mi ricordo dell’orologio che avevo al polso». Parola di Umberto Verga, 49 anni, ambasciatore di Patek Philippe, titolare dell’Orologeria Luigi Verga insieme al padre Valerio e la sorella Valeria. Fondata nel 1947 dal nonno di Umberto, distribuisce i più prestigiosi marchi dell’alta gamma dell’orologeria elvetica, attraverso due punti vendita a Milano, in via Mazzini e in corso Vercelli. «Il tempo è l’unico sistema per scandire la nostra vita», spiega. «A volte può essere un tiranno, dettato da orari impossibili o scadenze, a volte avere un segnatempo amico ti aiuta a vederlo passare in maniera più piacevole». L’eleganza, per Verga, è qualcosa di strettamente personale: «Non esiste un criterio di eleganza canonico», afferma, «altrimenti saremmo tutti uguali. Se c’è una regola, è indossare qualcosa con cui ci si trova a proprio agio, al di là delle mode del momento». C’è un suo orologio ideale, che non è ancora stato realizzato? «Sì, ma non posso rivelarlo».

taglio sartoriale abito in fresco di lana rigato: giacca doppiopetto con revers a lancia e pantaloni tasca piatta con risvolto, ermenegildo Zegna (2.090 euro); camicia in cotone oxford, Corneliani (da 150 euro); cravatta in seta micro fantasia, Caruso (85 euro); pochette in cotone, marZullo (da 45 euro).

«L’orologio che si indossa può corrispondere a un minuto piacevole, un’esperienza da ricordare»

Patek PhiliPPe orologio nautilus Calendario annuale, in acciaio, con cinturino di alligatore e movimento meccanico a carica automatica (32.490 euro).

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moda a tempo GIOVANNI RESTIVO «We must do it now. Mai rimandare». In altre parole, il tempismo è fondamentale per Giovanni Restivo, 49 anni, distributore di gioielli e orologi con i suoi esclusivi punti vendita presenti nel Sud Italia (in corso Italia a Catania, in corso Umberto I a Taormina, in corso Vittorio Emanuele a Lipari, in corso Matteotti nell’isola di Ortigia) ed erede di una tradizione iniziata con il primo punto vendita, a Enna, nel 1922. Ambasciatore, in questo servizio, di Chopard, Restivo rivela che la felicità per lui è strettamente legata alla sua terra, oltre che agli affetti: «Alzarsi la mattina, guardare il mare, il sole e avere accanto persone a cui vuoi bene». Il suo portafortuna è un cornetto (che si vede nella foto), che porta sempre con sé. «Lavorare con pietre preziose e orologi ancora mi emoziona», racconta. Il tempo per lui è qualcosa che «mi fa correre sempre e guardare sempre l’orologio», mentre essere eleganti «è sinonimo di semplicità». Nel 2011, accanto alla gioielleria di Catania, è nata la nuova Orologeria Restivo, che ospita top brand a livello mondiale.

gessaTo Con brio abito in fresco di lana gessato con giacca a due bottoni, CanaLi (1.300 euro); camicia con collo all’italiana, XaCUs (120 euro); cravatta in seta con micro-fantasia, hermès (145 euro); gemelli in oro rosa con pietra di luna, Chopard (2.320 euro).

«Felicità è alzarsi e guardare il mare. Lavorare tra pietre preziose e orologi mi emoziona sempre»

Chopard orologio L.U.C. Xp Tonneau, in oro bianco, con movimento automatico certificato Cosc, quadrante argentato a raggiera e cinturino in alligatore (13.290 euro).


ustodeltempo fondente passione

il

Il Salon International de la Haute Horlogerie, a Ginevra, ha visto un un aumento del 6% di visitatori dall’Asia. Qui sono state presentate le novità di alcuni tra i più importanti brand del mondo. Irresistibili dI PACO GuArnACCIA fOTO dI rOberTO SOrrenTInO

parmigiani

vacheron constantin

tonda calendario annuale retrogrado

malte petite seconde

Tra i diversi movimenti creati da Parmigiani, mancava il calendario annuale. Lacuna colmata con questo modello con cassa in oro bianco o rosa e cinturino in alligatore firmato Hermès con fibbia in oro. Costa 28.100 euro. www.parmigiani.ch

Sobrietà è il termine giusto per descrivere questo modello, che mostra tutta la sua eleganza in una cassa tonneau in oro rosa e un quadrante argenté. Il movimento è manuale. Costa 20.100 euro. www.vacheron-constantin.com

piaget altipiano automatico squelette

Specializzata in orologi ultrasottili, Piaget presenta il modello scheletrato più sottile al mondo (5,34 mm) e un movimento automatico altrettanto da record: 2,40 mm. In oro bianco. In vendita in esclusiva nelle boutique Piaget. Prezzo su richiesta. www.piaget.com

montblanc grand rÉgulateur nautique

Questo orologio fa parte di un set che include un ultra complicato cronografo da polso e un cronometro marino da installare su qualsiasi yatch. Otto esemplari in oro bianco e altrettanti in oro rosso. Costa 290mila euro. www.montblancitalia.it

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PaNerai luminor 1950 tourbillon gmt ceramica

Cassa in ceramica con tourbillon e funzione di lettura di un secondo fuso orario. Il movimento è meccanico a carica manuale, mentre l’impermeabilità è fino a 100 metri. Costa 95mila euro. www.panerai.com cartier rotonde de cartier tourbillon

Lettura di ore e minuti decentrata per questo modello con cassa in oro bianco del diametro di 46 mm e movimento a carica manuale con riserva di carica a 50 ore. Con tourbillon. Costa 115mila euro. www.cartier.it

D

iciotto maison tra le più importanti del panorama orologiero si sono date appuntamento come ogni anno a Ginevra, dove, dal 21 al 25 gennaio, ha avuto luogo la 22ª edizione del salon international de la Haute Horlogerie, un evento a inviti al quale hanno partecipato più di 13mila visitatori provenienti da ogni continente. con un incremento del 6% di presenze dai paesi asiatici, l’alta orologeria ha dunque dimostrato di godere ottima salute. si sono viste rivisitazioni di modelli celebri, come il Royal oak di audemars Piguet (che festeggia i suoi primi 40 anni), mentre, tra i materiali, oro bianco e rosa continuano a farla da padroni. in decisa ascesa (come ha mostrato Panerai) la ceramica. tra le complicazioni, gran sfoggio di tourbillon e calendari, annuali o perpetui.

a.laNge & sÖHNe lange 1 tourbillon calendario perpetuo

Questo modello unisce due complicazioni diverse: il tourbillon e il calendario perpetuo. La cassa può essere in platino (solo 100 esemplari) o in oro rosa. Costa 274.500 euro. www.alange-soehne.com

audemars Piguet royal oak extra-piatto

Scocca il quarantennale di un orologio che ha segnato la storia di questo settore: il Royal Oak. La nuova versione è un extrapiatto con cassa e bracciale in acciaio e movimento automatico di manifattura. Costa 18.350 euro. www.audemarspiguet.com

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fondente passione

girard-perregaux 1966 ripetizione minuti

Il tempo, in questo complicato orologio, viene scandito anche dalla suoneria della ripetizione minuti, azionata tramite una leva posizionata sulla parte sinistra della cassa in oro rosa. Costa 225.500 euro. www.girard-perregaux.ch

jeanrichard

ralph lauren

diverscope

sporting

Orologio sportivo con cassa in acciaio di 43 mm e movimento meccanico a carica automatica. L’indicazione della riserva di carica lineare è posizionata in corrispondenza del numero 12. Costa 8.050 euro. www.jeanrichard.com

Modello con funzioni cronografiche che si caratterizza anche per avere una cassa in acciaio spazzolato a finitura canna di fucile. Il cinturino è in tela, mentre il movimento è a carica automatica, realizzato da Jaeger-LeCoultre. Da 7.400 euro. www.ralphlaurenwatches.com

richard mille rm050

Scenografico segnatempo con quadrante scheletrato costruito per il campione di Formula Uno Felipe Massa. Edizione limitata a dieci esemplari con tourbillon e funzioni cronografiche. Costa 755mila euro. www.richardmille.com


van Cleef & arpels

roger dubuis Pulsion

midnight Poetic wish

Con una cassa in titanio nero e un cinturino in caucciù, questo modello si caratterizza anche per avere le funzioni cronografiche. Ha un vetro zaffiro che si allunga fino ai lati della cassa. Costa 34.400 euro. www.rogerdubuis.com

Spettacolare segnatempo che raffigura, in una cassa in oro bianco, una stella e, in piedi su una delle torri di Notre Dame, un giovane. Entrambi si muovono al ritmo del tempo. Sullo sfondo si vede la torre Eiffel. Prezzo su richiesta. www.vancleef-arpels.com

iWC Big Pilot’s watch calendario PerPetuo toP gun

Il 2012 è per Iwc l’anno dedicato agli orologi da aviatori. Questo modello monta la complicazione del calendario perpetuo protetta da una cassa in ceramica, con un movimento automatico. Costa 34.600 euro. www.iwc.com

greubel forsey gmt

baume&merCier caPeland

Capeland è una delle collezioni di punta di Baume & Mercier, che presenta una versione con cassa e bracciale in acciaio e funzioni di cronografo, tachimetro, telemetro e datario. È automatico e costa 3.450 euro. www.baume-et-mercier.it

Orologio ultracomplicato creato da Greubel Forsey che questa volta si focalizza sulla complicazione Gmt, ossia sulla lettura di un secondo fuso orario con un globo volante e un tourbillon. Costa 510mila euro. www.greubelforsey.com

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F

igurado e Forti. a ernest Hemingway i sigari piacevano così. Per questo la famiglia Fuente ha dedicato allo scrittore una linea di doble figurado, Hemingway appunto, di cui a primavera arriveranno due novità: Work of art (121x22 mm; 15 euro al pezzo; nella foto, 5) e Best Seller (115x21 mm; 12 euro; 3). Con ripieno dominicano e capa camerunense, sono corposi, con ricchi sapori di terra e finale speziato. da degustare con il pregiato caffè dominicano el Cibao. della stessa famiglia, tre nuovi rosado Sungrown Magnum r, dal filler dominicano e wrapper dell’ecuador: Fifty-two (130x20 mm; 11,50 euro; 1), Fifty-Six (145x21 mm; 13 euro; 4) e Fifty-eight (133x22,5 mm; 13,50 euro; 2). eleganti ed equilibrati, hanno sentori di legno con leggera nota di cuoio e finale dolce. Si sposano con l’aromatico cacao arriba dell’ecuador. www.lubinski.it

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pescati di gola

Il sapore del mare siciliano sbarca a terra. Nel ristorante La Bettola di Mazara del Vallo. Ai fornelli, l’ex marinaio e chef Pietro Sardo

135 senso di polpa

Dalla fiorentina al salame di coscia, al Culatello amato dal principe Carlo. Eredi di antiche tradizioni, ecco le dieci macellerie eccellenti italiane 3

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Roberto Sorrentino

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generazioni di stelle

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La lezione di maestri come Gualtiero Marchesi e Annie Féolde si è tramandata a giovani cuochi, come Paolo Lopriore e Riccardo Agostini. Che delineano il panorama della nuova cucina d’autore italiana

Chef Foto di Riccardo Marcialis

di MARiAnnA CoRte

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Crêpe di ricotta, fave di tonka e misticanza di finocchi e mango: è una delle ricette per cui è famoso lo chef romagnolo riccardo agostini.

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i sono i buongustai che apprezzano solo la cucina tradizionale e altri che analizzano le ricette alla ricerca dell’ingrediente esotico. C’è chi percorre chilometri per assaggiare un piatto famoso e chi accetta solo la cucina a chilometro zero. il culto della buona tavola affonda le radici nel passato ma è esploso negli ultimi anni, contribuendo, questo è indubbio, al rilancio della cucina italiana. artefici di questo successo sono stati prima di tutto i cuochi che stanno riscrivendo la storia della gastronomia, dopo aver riletto e alleggerito i piatti e aperto la strada a quello che è diventato un imperativo: tradizione e innovazione, a tavola, devono convivere. grandi maestri che, proprio come è accaduto nella Francia dei fratelli troisgros, di Paul bocuse, alain Ducasse, e poi nella spagna di Ferran adriá, hanno avuto il merito di far crescere allievi altrettanto bravi. uno dei nomi più rappresentativi è senz’altro Gualtiero Marchesi, classe 1930, un catalogo di onorificenze alle spalle, come il Grand Prix

Mémoire et Gratitude dato nel 2002 dall’accademia internazionale della gastronomia, e poi le tre stelle Michelin avute nel 1985. il ristorante che aveva a Milano, in via bonvesin del la Riva, è stato il primo in italia a ottenerle. Marchesi ha accettato onorificenze e stelle, ma le ha anche rifiutate. È accaduto nel 2008, all’apertura del suo ultimo locale a Milano, il Marchesino - teatro alla scala, per il quale ha dichiarato di non voler alcun punteggio sulle guide. una provocazione da parte di chi ha portato in italia la nouvelle cuisine, compiendo una rivoluzione. Del mutamento di stile, d’altronde, gualtiero Marchesi è stato pioniere fin dalla fine degli anni 70 quando, primo in italia, dichiarava di sentire forte «il bisogno di modernizzare e alleggerire la cucina, riavvicinandola al sapore e alla semplicità della materia prima». E oggi più che mai quel comandamento rimane un punto fermo, anche senza riconoscimenti formali. Ma la cucina italiana è ancora forte anche grazie a chi quelle stelle le rivendica. Co-


Francesca Brambilla

Nella foto, Riccardo Agostini, 42 anni, cuoco e patron del Piastrino a Pennabilli (Rimini).


generazioni di stelle

Annie fÉolde

L’uLtimo trend ceLebra La cucina scandinava per La sua sempLicità, e va bene così. ma sarebbe sbagLiato voLerLa copiare, perché ogni paese deve mantenere La propria identità me l’Enoteca Pinchiorri di Firenze di Annie Féolde e Giorgio Pinchiorri, due nomi che campeggiano tra i portabandiera di un’ideale squadra italiana di chef. Una storia lunga 40 anni e una cantina che ospita circa 100mila bottiglie hanno reso l’Enoteca un indirizzo sicuro, conosciuto a livello mondiale. Nata, come Gualtiero Marchesi, in una famiglia di albergatori e ristoratori, Annie Féolde è arrivata dalla Francia a Firenze alla fine degli anni 60, a soli 24 anni e per mantenersi serviva ai tavoli dei ristoranti. Un lavoro che le ha fatto incontrare Giorgio, con il quale, alla fine degli anni 70, ha acquistato l’Enoteca. Annie è stata la prima donna ad avere le tre stelle in Italia e la seconda in Europa. Agli esordi, per essere all’avanguardia, dichiarava di voler creare un menù toscano con tecniche francesi e un pizzico di stile esotico. Insieme a Giorgio Pinchiorri ha saputo creare una ristorazione concreta e non solo creativa, capace di confermarsi negli anni. Sempre grazie a un lavoro di squadra, in cui Annie, con precisione e umiltà, è riuscita a trasmettere le

sue conoscenze. Queste sono le radici della meritata fama del made in Italy in cucina. Guardando all’oggi e al futuro è interessante andare alla scoperta di alcuni dei molti giovani cuochi che sono in grado di rappresentare al meglio la tradizione di qualità. Come, per esempio, Paolo Lopriore e Riccardo Agostini. Il primo, del ristorante Il Canto dell’Hotel La Certosa di Maggiano, a Siena, è forse uno dei più marchesiani tra i maghi dei fornelli di ultima generazione. Nato nel 1973 a Como, Lopriore ha una storia professionale senza incertezze: ha iniziato, quasi bambino, al Sole di Ranco per poi passare, a soli 17 anni, al Ristorante Gualtiero Marchesi di Milano, dov’è stato dal 1990 al 1992. Un periodo che l’ha segnato profondamente, tanto che parla di quel luogo come di «una delle tappe più significative di tutta la storia della cucina italiana». Entrato come chef di cucina al Canto nel 2002, da marzo 2009 ne è diventato patron. Oggi Lopriore, che riconosce in Marchesi il proprio maestro, porta avanti quell’insegnamento con coerenza, preparando piatti

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a sinistra, annie Féolde, compagna di vita e di lavoro di giorgio Pinchiorri. in alto, uno dei piatti che ha fatto la storia dell’enoteca, i gamberoni avvolti nella pancetta con crema di granfarro. Qui sopra, un momento in cucina e, in basso a sinistra, un geometrico zuccotto.

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generazioni di stelle

nella foto sotto, gualtiero Marchesi, 82 anni, pioniere della cucina d’autore in italia. accanto, dripping di pesce, una creazione di Marchesi realizzata con seppioline e il loro nero. a destra, il ristorante Marchesino - teatro alla scala, a Milano. in basso, da sinistra, la sala del ristorante il Canto, dell’Hotel la Certosa di Maggiano, e Paolo lopriore, chef e patron.

somiglia un poco a quel Gianfranco Vissani con cui ha lavorato dieci anni, si sta facendo ben notare anche dalla critica, visto che, anche grazie al suo cotechino di coniglio al vapore, crema di piselli, radici e balsamico, ha ottenuto una stella Michelin. E il suo talento, unitamente al prestigioso riconoscimento, ha reso il Piastrino un altro dei luoghi da tenere d’occhio, anche per la grande convivialità in cui Agostini è maestro. Perché è vero che ogni chef deve eccellere in bravura, ma dev’essere anche in grado di portare in tavola l’emozione. Ossia il più difficile degli ingredienti. Enoteca Pinchiorri, via Ghibellina 87, Firenze, tel. 055.242777, www.enotecapinchiorri.com; Il Canto, Hotel Certosa di Maggiano, strada di Certosa, Siena, tel. 0577.288182, www. certosadimaggiano.com; Il Marchesino -Teatro alla Scala, via Filodrammatici 2, Milano, tel. 02.72094338, www.ilmarchesino. it; Il Piastrino, via Parco Begni 5, Pennabilli (Rimini), telefono 0541.928106, www.piastrino.it

Il cuoco è grande se non dImentIca maI le proprie origini. un rIstorante è perfetto se rIspetta Il luogo che lo ospIta

Francesca Brambilla

paolo lopriore

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dove il protagonista indiscusso è solo il gusto, nella sua accezione più pura. Un cuoco schietto e schivo che, in controtendenza rispetto ai colleghi, è convinto che i paesi emergenti in campo gastronomico siano «quelli senza una reale cultura culinaria, perché lì tutto viene affrontato con entusiasmo». Una provocazione, come provocatorio è un suo giovane collega, Riccardo Agostini, 42 anni, romagnolo, chef e patron del Piastrino di Pennabilli, in provincia di Rimini, «un posto dove non capiti per caso», come sottolinea lo chef, orgoglioso della sua provincialità. Agostini è convinto che «l’entusiasmo nel creare nuovi piatti, straordinari nella loro semplicità, si ritrova proprio lontano dai grandi centri, in quella provincia difficile da far emergere, dove i critici si spingono raramente e poi, quando arrivano, vorrebbero avere le etichette più prestigiose, altrimenti le stelle non arrivano». Eppure Riccardo Agostini, che in cucina as-


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gusto in porto

Pescati Per anni imbarcato sui pescherecci, Pietro Sardo ha portato a terra tutto il sapore del mare siciliano. Vero protagonista del suo ristorante di Mazara del Vallo, La Bettola

di

di Maria Laura creSciManno - Foto di JuriJ GaLLeGra

I

l volto è quello di un marinaio, scolpito dal sole e dal mare. Il mare duro e pescoso del Canale di Sicilia che segna la vita del mazaresi. la storia di Pietro Sardo, da 13 anni patron e chef del ristorante la Bettola, nel centro di Mazara del vallo, un santuario della cucina del pesce tra i più rinomati in Sicilia, è un romanzo da scrivere. Per lunghi anni imbarcato in un peschereccio, il destino l’ha riportato a terra, ma resta legato a doppio filo con il mare. Da questo momento inizia una vita dedicata a cucinare il pesce, utilizzando tutta la sua esperienza maturata a bordo. Dal 1996 ha messo radici nella sua piccola Bettola (il nome non tragga in inganno, il ristorante, a gestione familiare, è di sobria eleganza e molto ben gestito), in un vicolo nei pressi della stazione della cittadina conosciuta per aver riportato alla luce dal fondo degli abissi, nel 1998, il Satiro danzante, il bronzo greco recuperato da una rete di pescatori e ora esposto nella chiesa di Sant’egidio. Nei suoi piatti dai profumi e dall’equilibrio inconfondibili, segnalati dalla guida dell’Espresso, si ritrovano tutti i segreti del pescato. Pietro ne conosce le diverse provenienze e pezzature, il San Pietro, la spatola, il gronco, le uope, che in tavola arrivano appena dorati, con una leggera frittura al forno, mai stravolti nel gusto. una summa della sua maestria sono il carpaccio di crudi e l’insalata di aragosta. Nessun eccesso per stupire gli occhi, lui punta al palato. I sapori restano intatti, il tonno, la ricciola, il pesce spada e l’aragosta... I gamberi mazaresi rossi di nassa e gli scampi a crudo sono conditi soltanto con un filo dell’insuperabile olio

A sinistra, pietro sardo, da 13 anni chef e patron della Bettola, a Mazara del Vallo. insieme con lui, in cucina, c’è la moglie giusi, grande esperta di pasticceria siciliana, che ha recuperato le ricette della tradizione.

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gusto in porto 2

1. gli spAgHEtti Con lE trigliE si sposano bene con peperoni e pinoli. 2. polpEttinE Di pEsCE su un letto di radicchio e finocchietto selvatico. 3. ZuppA Di rAnA pEsCAtriCE servita con patate al vapore e crostini. 4. lA BEttolA: l’interno del locale di via Franco Maccagnone, a Mazara del Vallo (trapani). 5. ArAgostA Agli AgruMi condita solo con un filo d’olio e semi di papavero.

locale, succo d’agrumi (arance e pompelmi), serviti con semi di papavero e sale. Non può sfuggire al palato la forza dell’olio novello di Nocellara prodotto dalle vicine campagne di Castelvetrano, il sale grosso di Mozia, i vini del Trapanese, tra cui fanno la parte del leone Gorghi Tondi, tra i bianchi preferiti dallo chef. Soprattutto il raffinato Passito secco da tavola, da provare sul pesce e da acquistare nelle vicine cantine che portano il nome della Riserva naturale nei pressi di Torretta Granitola. Il primo consigliato si chiama La Bettola, sono spaghetti fatti in casa con grano duro e conditi con gamberi, scampi, carciofi e pomodoro. In cucina c’è la famiglia Sardo: la moglie Giusi, una maestra di pasticceria siciliana, recupera antiche ricette di casa realizzandole solo con prodotti naturali provenienti dalla vicina Marsala. Con amore e passione ha ricreato la cassata alla ricotta come si faceva in casa, realizzando con le sue mani persino il colorante, estratto dagli spinaci, per dare il verde brillante alla pasta di mandorle. Non è da meno il parfait con mandorlato e pistacchi di Agrigento, ricoperto da cioccolato fondente, una delizia che ben si sposa ai sapori del pesce. www.ristorantelabettola.it; telefono 0923.946422

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Il nome non deve trarre in inganno, è un locale di sobria eleganza che esalta i prodotti del territorio, dal sale di Mozia ai pistacchi di Agrigento 5

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tagli eccellenti

Eredi di un’antica tradizione, non temono la globalizzazione. Dalla Toscana al Piemonte, i macellai italiani sono custodi di prelibatezze, dalla fiorentina al salame di coscia

di polpa Di marco gaTTi

A

Riccardo Marcialis

nche se li vedi alzare mezzene che pesano quintali come fossero piume e maneggiare mannaie ciclopiche neanche fossero coltellini, macellai e allevatori sono persone miti e hanno una caratteristica in comune: il sorriso. hanno bicipiti poderosi, per la consuetudine alla fatica; guance bianche e rosse, per l’abitudine a stare all’aria aperta e a entrare e uscire dalle celle frigorifere. sono giganti buoni, cui nemmeno la crisi economica, il proliferare dei fast food e l’arrivo in italia di carni spagnole, irlande-

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tagli eccellenti si, argentine o provenienti dalla Nuova Zelanda ha tolto il gusto di sorridere. Il motivo di questa loro serenità è presto detto. L’eccellenza delle carni delle razze autoctone di bovini, ovini e suini è senza eguali, e i titolari di macellerie e allevamenti sono i migliori del mondo. Infatti, i giovani che desiderano cimentarsi con vitelli, oche, maiali e con l’arte della loro trasformazione, vengono da ogni parte del pianeta per imparare i segreti dai nostri campioni. Il primato è confermato dal mercato, visto che tra le attività artigiane che si possono considerare mestieri del futuro ci sono proprio i lavori che hanno a che fare con carne e dintorni. In questi settori non solo non si è interrotta quella preziosissima trasmissione di saperi di padre in figlio che costituisce il segreto di ogni attività artigiana, ma si è addirittura potenziata. Sono tanti i giovani che proseguono l’opera di padri, nonni, e in molti casi addirittura dei bisnonni. Sono sempre di più coloro che, raccolta l’eredità

dei propri avi, invece di limitarsi a ripetete quanto fatto da chi li ha preceduti, provano a interpretare in modo creativo il loro ruolo, cercando di inaugurare formule innovative capaci di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori. I fuoriclasse appartengono a due zone vocate, il Piemonte e la Toscana, che si contendono la palma della regione regina del gusto. Il primato non è conteso solo dal vino, quindi, ma anche dalle razze Piemontese e Chianina, salami d’oca e di cinta senese, battuta al coltello di fassone e fiorentina. Tra i protagonisti piemontesi di questa sfida, svetta Lauro Micco, storico macellaio di Moncalvo (Asti), che dai bovini di razza Piemontese (per oltre l’80% del suo allevamento) ottiene diversi tagli di carne, ossia bistecche di vitellone, bollito, testina, svizzera farcita, i Quajeti (involtini della nonna) e che, in inverno, propone quell’autentica eccellenza che è sua maestà il bue grasso. Non è da meno il Corsaro del gusto, al secolo Edoardo Bresciano, che

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La qualità delle carni autoctone è senza eguali e i segreti dei migliori macellai si tramandano di padre in figLio. un’eredità di fatica e sorrisi 4

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nella sua azienda agricola, Cascina Peschiera a Savigliano (Cuneo), alleva oche e anatre, e con un’attenta lavorazione, attraverso una filiera produttiva che consente la tracciabilità degli animali e dei prodotti lavorati, produce specialità come salamini crudi, petti affumicati, prosciuttini, petti stagionati e salamini d’oca sott’olio extravergine d’oliva. Tra i toscani, gli alfieri della fiorentina sono Dario Cecchini, autentico poeta della ciccia, visto che è solito vendere i suoi prodotti declamando versi di Dante, ed Da sinistra, Sergio è famoso per aver Motta della Macelleria e inventato nel 2001, Ristorante Motta. accanto, quando la Ue avei fratelli veneti giorgio e gian Pietro Damini. va decretato che la Sotto, Dario cecchini, fiorentina doveva che ha difeso la Fiorentina sparire dai bane vende la carne chi di macellerie declamando Dante, e e mense italiane, Stefano Bencistà, titolare l’evento dal titolo della Macelleria Falorni, con un furgone d’epoca. In memoria della Bistecca alla Fiorentina, prematuramente scomparsa il 31 marzo 2001. Un’iniziativa che, con lo slogan Ridotta invalida preferì la morte e con la messa all’asta di 200 bistecche, grazie anche al coinvolgimento di personaggi del calibro di Mick Jagger, Sting, Elton John, contribuì in modo significativo a scongiurare la fine del simbolo del gusto toscano. All’appello non mancano Stefano e Lorenzo Bencistà, allevatori e macellai da otto generazioni, titolari di quell’Antica macelleria Falorni di Greve in Chianti (Firenze), dove, dal 1729, è possibile procurarsi specialità della norcineria locale, che vanno dall’imperdibile Prosciutto saporito di Greve alla Finocchiona e al Salame nobile di Greve in Chianti, realizzato con le parti nobili del maiale, o al Salame al Chianti Classico, fino all’immancabile bistecca alla Fiorentina. In Veneto l’eccellenza porta il nome dei fratelli Damini, giovani il cui locale è macelleria, ma anche boutique del gusto, con le migliori eccellenze dell’agroalimentare del nostro paese, oltre a luogo di ristoro, visto che nello spazio-lounge è possibile gustare i piatti preparati con le stesse materie prime in vendita nel negozio. È vanto dell’agroalimentare nazionale l’Antica Corte Pallavicina, dove Massimo e Luciano Spigaroli, con le carni di razze suine autoctone (Borghignana, Nera parmigiana e Mora romagnola) allevate allo stato brado, nei loro campi e nelle loro ghiandaie producono quel Culatello che ha conquistato il principe Carlo d’Inghilterra, che ha voluto come consulenti della casa reale i fratelli Spigaroli, ed è vera bandiera del gusto d’Italia. Maggiore antagonista dello strapotere toscopiemontese è la Lombardia, che sul tappeto cala un autentico poker d’assi. Il D’Artagnan dei macellai lombardi è Carlo Casati di Sartirana (Pavia), interprete romantico del


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tagli eccellenti La top ten Macelleria Micco Piazza Garibaldi 8, Moncalvo (At), telefono 0141.917936 Cascina Peschiera Strada Santa Scolastica 9, Suniglia di Savigliano (Cn), telefono 335.6761765 Antica Macelleria Cecchini Via XX Luglio 11, Panzano (Fi), telefono 055.852020 Antica Macelleria Falorni Piazza Matteotti 69, Greve in Chianti (Fi), telefono 055.854363 Macelleria Damini Via Cadorna 31, Arzignano (Vi), tel. 0444.452914 Antica Corte Pallavicina Via Sbrisi 2, Polesine Parmense (Pr), telefono 0524.936539 Da Pinuccio di Carlo Casati Fraz. Sartirana, via Cavour 7 Merate (Lc), tel. 039.9902798 La Corte dell’Oca Via F. Sforza 27, Mortara (Pv), telefono 038.498397 Macelleria Franco Cazzamali Piazza di Rauso 1, Romanengo (Cr), telefono 037.372101 Motta Ristorante e Macelleria Strada Padana Sup. 90, Bellinzago Lombardo (Mi), tel. 02.95784123; via Matteotti 8, Inzago (Mi), telefono 02.9549220

pasta di salame crudo snervata e non insaccata, capace da sola di nobilitare un aperitivo o un antipasto, se servita semplicemente spalmata sul pane. Dà invece un’interpretazione che è evoluzione della vecchia cara macelleria di paese, affiancando alla bottega luoghi di degustazione, Gioachino Palestro di Mortara (Pavia), cui va il merito di avere riscoperto un’antica tradizione della Lomellina, il salame d’oca. È un gioiello l’Ecumenico, salame crudo di pura oca, realizzato facendo tesoro dell’antica tradizione cittadina iniziata nel XV secolo, su richiesta della comunità ebraica, dopo il divieto di consumare carni suine. Franco Cazzamali, di Romanengo (Cremona), è specializzato nel servizio alla ristorazione e fornitore ufficiale di grandi ristoranti dalle Alpi alla Sicilia. Il segreto? «Taglio la carne in modo tale», dice, «che loro non devono fare altro che metterla in padella». Sergio Motta, alla sua for-

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mestiere, un po’ sarto e un po’ liutaio, che nel segno di «qualità, solo qualità», macella animali di piccoli allevamenti a pochi chilometri dalla sua bottega, e produce chicche come il Salame di sola coscia, quella bresaola che Gianfranco Vissani e il figlio Luca, noncuranti dei 600 chilometri di distanza, hanno scelto per i loro clienti, e quella borroeula che, specialità della casa, è

midabile macelleria di Inzago (Milano), ha affiancato non un piccolo spazio di assaggio, ma addirittura un ristorante di altissimo livello, un autentico paradiso della carne dove le eccellenze sono rappresentate dal bollito misto, a base di bue piemontese, e dalle carni cotte allo spiedo, un capolavoro derivato dalla lenta cottura e dalla giusta distanza dalla brace.

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MARZO

agenda della pittura lombarda del Seicento, scelte tra quelle più rappresentative del suo catalogo. I dipinti, provenienti dalle più importanti istituzioni museali italiane e straniere, da chiese del territorio e da collezioni private, toccano tutti i temi esplorati dal maestro bergamasco, dal ritratto al soggetto sacro. COMO Italian Newbrow Fino al 25 marzo Pinacoteca civica Palazzo Volpi, via Diaz 84, tel. 031.269869 www.museicivici.comune.como.it Sedici artisti restituiscono uno spaccato rappresentativo della giovane arte italiana. Una pluralità di voci e modi espressivi che incrocia iconografie di oggi (dal fumetto all’illustrazione, dal graphic design alla pubblicità, alla musica), con quelle di ieri, in una zona di confine tra globale e locale, fatta di ironia e irriverenza, influssi neo-gotici e suggestioni folk, citazioni punk e cultura popolare (qui a sinistra, Vanni Cuoghi, Sei pensieri di primavera).

A Firenze si incontrano il Vecchio e il Nuovo continente grazie al rapporto degli Impressionisti americani con l’Italia. A Forlì, le opere di Adolfo Wildt dialogano con quelle del Bramante e di Fontana

AMENO (NO) Duplice paesaggio Dal 25 marzo al 3 giugno Spazio Museale Palazzo Tornielli, piazza Marconi 1, tel. 0322.998534 www.cuoreverdetraduelaghi.it Le opere a tema paesaggistico di artisti attivi alla fine dell’800, da Carlo Fornara a Giovanni Segantini, da Antonio Fontanesi a Giovanni Fattori, si intrecciano e si amplificano nell’analisi degli sguardi contemporanei di Franco Rasma, Robert Gschwantner, Arthur Kostner, Marcovinicio, Gioberto Noro e Paola De Pietri. ARCO (TN) Roberto Floreani. Composizioni astratte Fino al 10 giugno Museo Alto Garda, Palazzo dei Panni (sede della Galleria civica G. Segantini), via Segantini 9, tel. 0464. 583653 Intrecciate sulle superfici materiche, le figure di Floreani (30 opere dalla fine degli anni 90) combinano progettualità e originalità nel profilo quasi calligrafico di segni concentrici, circolari e squadrati (a destra, Flag). Correda il percorso una sala sulla scomposizione dinamica delle forme di derivazione futurista. ASCONA (SVIZZERA) Il Mar Baltico delle Avanguardie (1886-1945) Dall’11 marzo al 10 giugno Museo Comunale d’Arte Moderna, via Borgo 34, tel. +41 (0)91.7598140 www.museoascona.ch Sulle sponde del Lago Maggiore tornano a riunirsi i protagonisti dei movimenti di inizio ’900, dagli Espressionisti ai Dada. Per la prima volta, 60 opere di maestri quali Lyonel Feininger, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rotluff, Marianne Werefkin, Alexej Jawlensky e altri, ricostruiranno la storia della singolare stazione turistica sul Mar Baltico, ex meta delle avanguardie del secolo scorso. BERGAMO Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione Dal 10 marzo al 24 giugno Museo Adriano Bernareggi, via Pignolo 76, e Accademia Carrara/GAMeC, via San Tomaso 53, tel. 035.218041 La mostra presenta 90 opere di uno dei protagonisti

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FERRARA Sorolla. Giardini di luce Dal 17 marzo al 17 giugno Palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d’Este 21, tel. 0532.244949 www.palazzodiamanti.it La prima mostra italiana dedicata a Joaquín Sorolla, noto ritrattista accanto a Sargent e Boldini, nonché straordinario interprete dell’arte spagnola tra ‘800 e ‘900, segnata dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste. In mostra, gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione per il tema del giardino e dall’incontro con l’Andalusia (sotto, Il giardino di casa Sorolla, 1920).

Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro, tel. 02.43353520 www.mostrawildt.it La più grande retrospettiva mai realizzata su Wildt mette a confronto, in una sequenza di capolavori mozzafiato, il genio del ‘900 italiano con artisti del passato che lo ispirarono, da Fidia ad Antonello da Messina, da Bramante a Michelangelo, da Bernini a Canova. In mostra anche i moderni che a lui guardarono, fra cui Rodin, Klimt, De Chirico e Fontana. LOCARNO (SVIZZERA) Locarno camelie Dal 28 marzo al 1° aprile Parco delle Camelie, lungolago, viale Respini, tel. +41 91.7910091 www.ascona-locarno.com Per il 15° anno consecutivo, la cittadina svizzera sul Lago Maggiore ospita una delle maggiori esposizioni a livello mondiale dedicate alla camelia, che attira visitatori da tutto il mondo (oltre 10mila nel 2011). Fulcro della rassegna è la mostra scientifica, che presenta oltre 300 varietà recise, suddivise in diverse specie (japonica, reticultata ecc.), ibridi e cultivar. Numerosi, come sempre, gli eventi collaterali. LUGANO (SVIZZERA) Tony Cragg

FIRENZE Americani a Firenze. Sargent e gli Impressionisti del Nuovo mondo Dal 3 marzo al 15 luglio Palazzo Strozzi, piazza Strozzi, tel. 055.2645155 www.palazzostrozzi.org A 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci, Firenze celebra i legami fra Vecchio e Nuovo continente, illustrando il rapporto degli Impressionisti americani con l’Italia e in particolare Firenze, a cavallo fra il XIX e il XX secolo: dai precursori come John Singer Sargent o Mary Cassatt ai Ten American Painters, tra cui William Merrit Chase o John Henry Twachman. FORLì Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt Fino al 17 giugno Dal 31 marzo al 12 agosto Villa Ciani, via Giacomo e Filippo Ciani, tel. +41 0588667214 www.mdam.ch Tra i più importanti artisti viventi, Tony Cragg supera la divisione tra ciò che è naturale e ciò che è prodotto, interpretando fenomeni invisibili all’occhio, come i principi di crescita organica o la dimensione atomica della materia. Circa 40 assemblaggi e sculture e 100 fra disegni e incisioni ne ripercorrono l’evoluzione dalla fine degli anni 70 alle opere più recenti. Giorgio Morandi Dal 10 marzo al 1° luglio Museo d’Arte, Riva Caccia 5,


agenda tel. 0041.(0)58 866 7214 www.mda.lugano.ch Dalle prime prove agli ultimi lavori, l’intero percorso creativo di Morandi è protagonista di una mostra che raduna 100 opere, capaci di documentare le tecniche e i temi con cui si è cimentato nel corso della sua carriera. Sono presenti le nature morte, i fiori, i paesaggi e il suo più importante autoritratto del 1924. Oltre ai dipinti a olio, si possono vedere disegni, acquerelli e incisioni che permettono di apprezzarne la capacità di rendere i volumi, la luce e l’atmosfera fino a raggiunger un’arte che trascende la realtà rappresentata.

Torna, per XXVI edizione, una delle mostre mercato di alto antiquariato più apprezzate d’Europa. Nei suoi tre saloni, articolati su 20mila mq, 200 gallerie restituiscono un affresco completo dell’arte antica: dalla rassegna di pittura Excelsior, dedicata alla produzione dell’800, alle antichità per esterni di Petra, fino ai gioielli e i mobili più rari di Modenantiquaria.

Children’s Tour Dal 16 al 18 marzo ModenaFiere, viale Virgilio 70/90 www.childrenstour.it Un salone dedicato alle vacanze dei piccoli, da 0 a 14 anni, e al turismo formato famiglia: oltre 150 espositori, proposte MANTOVA a misura di bambino, i dati dell’Osservatorio nazionale sul Vincenzo Gonzaga. Il fasto del potere turismo giovanile e un padiglione sulle green holidays nei Dal 18 febbraio al 10 giugno parchi, dove i giovani visitatori possono avere un assaggio Museo Diocesano Francesco Gonzaga, piazza Virgiliana 55. delle loro prossime vacanze. Palazzo Ducale, piazza Sordello 40, tel. 0376.320602 www.museodiocesanomantova.it, REGGIO EMILIA www.vincenzogonzaga.it Incanti di terre lontane. Hayez, Fontanesi e la pittura In mostra tutta l’oreficeria superstite dei Gonzaga: 80 italiana tra Ottocento e Novecento opere, tra gioielli, dipinti, armature, incisioni, tessuti, per Fino al 29 aprile lo più inediti, tratteggiano la figura del duca di Mantova Palazzo Magnani, corso Garibaldi 29, tel. 0522.454437 e del Monferrato dal 1587 al 1612, la cui corte si misurava www.palazzomagnani.it per magnificenza con le maggiori d’Europa. In appendice, All’inizio fu la seduzione degli harem, dei minareti, dei deserti la reggia di Palazzo Ducale aprirà tutti gli ambienti e delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò dell’appartamento di Vincenzo I. oltre, più lontano. Il primo è l’Oriente mediterraneo di Hayez (sotto, Ruth), non vissuto ma evocato. Il secondo è il Giappone MILANO di Fontanesi. Intorno ai due, i molti orientalisti italiani che, Ori Gersht. Still and forever nell’800, hanno descritto la malia di luoghi ignoti. Dal 1° marzo al 4 aprile Brand New Gallery, via Farini 32, tel. 02.89053083 ROMA www.brandnew-gallery.com Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri Scenari sublimi che diventano inquietanti, istanti di suspense Dal 27 marzo al 1° luglio resi dalla fotografia in stop-motion e dal film al rallentatore: Palazzo Cipolla, via del Corso 320, tel. 06.6786209 fermare l’attimo per renderlo percettibile è la prerogativa di www.fondazioneromamuseo.it Ghersht. In mostra i lavori della serie Blow up, che si rifà alle Un’esposizione inedita, dedicata a due grandi collezionisti: opere di Fantin Latour, e Big Bang, ispirata dal pittore Juan Paola Santarelli, nome di spicco Sánchez Cotan. Chasing Good Fortune è invece realizzata in nel mondo imprenditoriale, e il critico Federico Zeri. Giappone durante la fioritura dei ciliegi. In mostra, molti per la prima volta, circa 90 pezzi scolpiti, legati alla storia di Roma e raggruppati Marlene Dumas in unità tematiche: ritratto di età romana, ritratto Dal 13 marzo al 17 giugno rinascimentale e barocco, statuaria e grandi Fondazione Stelline, corso Magenta 61, tel. 02.45462411 frammenti, bassorilievi, piccoli frammenti, www.stelline.it campionari di marmi colorati di Età imperiale. L’ultima grande scultura di Michelangelo, la Pietà Rondanini, conservata al Castello Sforzesco, ispira la riflessione ROVIGO di Marlene Dumas sui temi della compassione e della Il divisionismo. La luce del moderno condizione umana. In mostra opere recenti e inedite, frutto di Dal 25 febbraio al 24 giugno un’autonoma ricerca, ma anche omaggio alla storia artistica Palazzo Roverella, via Giusppe Laurenti 8, di Milano. telefono 0425.460093 Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven Fino al 6 maggio Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, telefono 02.7740.6302/6381 www.klimtmilano.com Milano celebra il 150° dalla nascita di Klimt con la riproduzione in scala 1:1 dello straordinario Fregio di Beethoven (in alto a destra, particolare dell’opera), affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione di Vienna, accompagnata da 15 manifesti, realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba. Completano alcuni numeri della rivista Ver Sacrum, firmata dagli artisti secessionisti. MODENA Unica Fine Art Expo Dal 18 al 26 febbraio ModenaFiere, viale Virgilio 70/90 www.unicaexpo.it

marzo

www.palazzoroverella.com Sotto la lente il periodo tra il 1890 e l’indomani della Grande guerra. Mentre in Francia Signac e Seraut punteggiano il Neo impressionismo, anche in Italia si sperimenta, in modo originale, l’uso diviso dei colori complementari. Da Vittore Grubicy de Dragon o Plinio Novellini, attivo tra Toscana e Liguria, icona delle diverse dimensioni territoriali del movimento, ai grandi: Previati, Segantini, Pellizza da Volpedo, fino a Balla, Boccioni, Severini, Carrà e la Secessione Romana. SALUZZO (CN) Venti per una 20 regioni per 1 Italia, 20 artisti per 1 mostra Dal 25 marzo al 20 maggio Piazza Castello, Castiglia,

tel. 011.19781500 (Igav) www.igav-art.org Venti giovani artisti emergenti o affermati, provenienti ciascuno da una diversa regione, espressione di una realtà che concorre alla composizione della complessa identità italiana, riflettono sulla particolare natura dell’arte: linguaggio universale che pure attinge in modo profondo e singolare al contesto culturale, sociale e antropologico in cui viene prodotto. TORINO Play with food 3. La scena del cibo Dal 28 marzo al 1° aprile Luoghi vari, tel. 346.8588717 www.playwithfood.it, www.cuochivolanti.it Un festival di arti visive e performative interamente dedicato al cibo, che raccoglie le proposte di teatranti, performer, artisti, fotografi, danzatori disposti a confrontarsi in modo creativo con il tema dell’alimentazione: una rassegna multidisciplinare che riporta il food al centro di una riflessione artistica, politica e filosofica, senza trascurare il gioco e il divertimento. Josef Koudelka / Traces Fino all’8 aprile Fondazione Merz, via Limone 24, tel. 011.19719437 www.fondazionemerz.org La Fondazione Merz e Magnum Photos, agenzia fotografica che da anni opera per proteggere la trasparenza di informazione, insieme per presentare il lavoro di Koudelka attraverso una selezione di 12 fotografie di grande formato, scatti in bianco e nero, tre video che raccontano i grandi

Mantova riluce con i gioielli dei Gonzaga. A Reggio Emilia rivivono le immagini di terre lontane attraverso Hayez e Fontanesi. A Milano, l’opera di Marlene Dumas si lascia ispirare dalla Pietà Rondanini

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DireTTore eD eDiTore Paolo Panerai DireTTore Giulia Pessani (02.58219219, gpessani@class.it)

ufficio cenTrale Stefano Ardemagni (art director, 02.58219266, sardemagni@class.it); Marco Mereghetti (caporedattore centrale, 02.58219272, mmereghetti@class.it)

agenda

MARZO

reDazione uniTà organizzaTiva reDazionale genTleman - laDieS - mf/perSonal - caSe&counTry Gioia Carozzi (fashion editor, 02.58219270, gcarozzi@class.it), Cristina Cimato (02.58219566, ccimato@class.it), Nicoletta Costa Novaro (02.58219210, ncostanovaro@class.it), Ilaria De Bartolomeis (02.58219722, idebartolomeis@class.it), Giuliana Di Paola (magazine editor, 02.58219473, gdipaola@class.it), Alessandra Oristano (02.58219242, aoristano@class.it), Valentina Valota (02.58219286, vvalota@class.it)

grafica: Cinzia Minafra (02.58219295, cminafra@class.it), Consuelo Ogueta (02.582192760, cogueta@class.it), Loredana Poggi (02.58219262, lpoggi@class.it), Camilla Truong (02.58219780, ctruong@class.it) SegreTeria: Alba Pedata (ricerca iconografica, 02.58219375, apedata@class.it), Paola Pigozzi (02.58219278, ppigozzi@class.it)

uniTà organizzaTiva reDazionale mulTimeDia genTleman - laDieS - claSS Giada Barbarani (02/58219330, gbarbarani@class.it), Laura Pizzardello (02/58219364, lpizzardello@class.it), Samantha Primati (02/58219489, sprimati@class.it), Lorenzo Sesini (grafica, 02/58219768, lsesini@class.it) hanno collaBoraTo: Sara Balzanelli (grafica), Nicola D. Bonetti, Chiara Cantoni, Maruska Colantoni (beauty consultant), Andrea Conti (revisore), Marianna Corte, Stefano Cosenz, Nanni Delbecchi, Luca Delli Carri, Simonetta De Pasca, Claudia Fenili Carravetta (grafica), Claudio Costa, Marco Gatti, Paco Guarnaccia, Mariangela Mariani (grafica), Eles Medici (segreteria; ladies@class.it), Andrea Milanesi, Nicola Ostano, Cristina Pradella, Silvana Rizzi, Cristiana Rizzo, Galeazzo Santini, Danila Torcoli, Antonio Vellani immagini: Francesca Brambilla, Chris Burke (illustrazioni), Corbis, Jurij Gallegra, Gettyimages, Lapresse, Riccardo Marcialis, Olycom, Dario Orlandi/M. Sestini, Andrea Pistolesi, Efrem Raimondi, Roberto Sorrentino

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group puBliSher: m arina Lemessi geSTione eDiToriale: carLo ParPineLLi

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Presidente: Victor Uckmar Vice Presidente e a mministratore deLegato: PaoLo Panerai Vice Presidenti: PierLUigi m agnaschi, LUca Panerai a mministratore deLegato: Vittorio terrenghi consigLiere deLegato: gabrieLe caPoLino direttore generaLe e r esPonsabiLe editoria off-Line: a ndrea m attei consigLiere generaLe: giorgio trombetta-Panigadi

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Direzione generale: via Burigozzo 8, 20122 Milano Telefono 02.58219500. Sede legale e amministrazione: 20122 Milano - via Burigozzo 5 - Telefono 02.58219.1

Presidente: domenico ioPPoLo Vice Presidente: gianaLberto Z aPPonini a mministratore deLegato: fabriZio m asini Vice direttore generaLe sPeciaLi: daniLo a LtenbUrger direttore commerciaLe moda, LUsso e design: m aUriZio rUggiero direttore commerciaLe finanZiaria e finanZa: stefano m aggini direttore commerciaLe centro sUd itaLia: r enato m anZari coordinamento commerciaLe a rea nord itaLia: stefano casteLLani

progetti Invasion (1968), Gypsies (1975) e Chaos (1999) e, infine, una selezione dei più importanti libri pubblicati nella sua carriera. VENEZIA Avere una bella cera. Le figure in cera a Venezia e in Italia Dal 10 marzo al 26 giugno Palazzo Fortuny, San Marco 3958, tel. 041.5200995 www.museiciviciveneziani.it Per la prima volta in mostra, la quasi totalità delle sculture esistenti nel Belpaese, realizzate in cera a grandezza naturale nel XVIII e XIX secolo: dai calchi funebri di dogi veneziani ai volti di santi e criminali; dai tre busti di Remigio Lei, unici esempi italiani di ritratti antropologici, al vero e proprio ritratto di personaggi. VERCELLI I giganti dell’Avanguardia. Miró, Mondrian, Calder e le collezioni del Guggenheim Dal 3 marzo al 10 giugno Arca, Chiesa San Marco, piazza San Marco 1, tel. 199.151.123

Milano Finanza Editori spa - Direzione, redazione: via Marco Burigozzo 5, 20122 Milano Telefono 02.58219.1 (30 linee) - Telefax 02.58317429 Amministrazione, abbonamenti: via Marco Burigozzo 5, 20122 Milano Numero verde: 800.822195 - Fax verde 800.822196 Registrazione al Tribunale di Milano n. 657 del 25/11/02 Distribuzione Italia: Erinne srl - via Marco Burigozzo 5 - 20122 Milano - Tel. 02.58219.1

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Calder, con entrambe le componenti, riflesso dell’immaginario artistico dei due pittori. La maggior parte dei lavori proviene dalla Peggy Guggenheim Collection e dalla Solomon R. Guggenheim Foundation.

I n t er nat Iona l ne t wor k

Aree di vendita • lombardIa Class Pubblicità, via Burigozzo 8, Milano, tel. 02.58219500, fax 02.58219560 • PIemonte e Valle d’aosta c.so Galileo Ferraris 129, Torino, tel. e fax 011.5805411. Paolo Casalotto Cossu, 335.5208237, paolo@pccossu.it; Andrea Filippi, 328.2714533, andrea-filippi@libero.it • l IgurIa RB Media, via Amerigo Vespucci 45/2, Genova, tel. e fax 010.6978126. Riccardo Maestri, 347.5865515, r.maestri@rbmedia.it • trIVeneto, trentIno alto adIge e mantoVa via Savonarola 217, Padova, tel. 049.8235927, fax 049.8722703. Stefano Castellani, 339.6983620, scastellani.agenti@class.it; Stefano Camporese, 347.3522153, scamporese.agenti@class.it; Elisabetta Manfrin, 348.5223604, emanfrin.agenti@class.it; Filippo Capuzzo, 328.6936919, fcapuzzo.agenti@class.it • emIlIa Class Pubblicità, Via Garibaldi 7, Bologna. Rita Padovano, tel. e fax 051.227050, 335.265514, ritapadovano@errepipubblicita.it; Daniela Pace, 335.6954315, danielapace@fastwebnet.it • romagna e m arche Anna Barchi, Strada Boncio 87, Pesaro, tel. e fax 0721.901313, 331.7171309, barchi.anna@gmail.com • toscana e umbrIa via del Poggio Imperiale 22, Firenze, tel. 055.2335460, fax 055.2309011. Andrea Conforti, 347.4354770, aconforti.agenti@class.it; Nicola Montaini, 329.4590770, nmontaini@yahoo.it; Andrea Amitrano, 335.5961232, aamitrano.agenti@class.it • l azIo e sardegna Classpi, via Santa Maria in Via 12, 00100 Roma, tel. 06.69760855, fax 06.6781314 • a bruzzo e molIse Enrico Caporale, via del Santuario 180, 65125 Pescara, 347.2730533, ecaporale.agenti@class.it • PuglIa e basIlIcata Nunzio Aprile, via Abate Gimma 59, Bari, tel. 080.5282658, fax 080.5730624, 335.6493388, n.aprile@marketingitalia.it • camPanIa Stefania Moretti, via Bernardo Cavallino 61, Napoli, tel. 081.7704980, 347.2730533, smoretti.agenti@class.it • sIcIlIa Altocontatto di Nicolò Asaro, via Quarto dei Mille 6, Palermo, tel. 091.586066, fax 091.6111305, 334.3763203, nicolo.asaro@altocontatto.it

Con un nucleo di circa 40 opere, tra dipinti e sculture, la mostra ripercorre la carriera artistica di tre giganti dell’Avanguardia: Joan Miró con il suo poetico Surrealismo (qui sotto, Personaggio, cane, uccello, opera del 1946), Piet Mondrian con la pura astrazione, e la scultura di Alexander

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Palazzo Fortuny, a Venezia, ospita importanti cere a grandezza naturale, realizzate nel XVIII e XIX secolo. Vercelli dà spazio a tre grandi esponenti delle avanguardie del Novecento: Miró, Mondrian e Calder

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A CURA DI CHIARA CANTONI Per segnalazioni: agenda@class.it

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Settimo: ruba pure...

DISTINGUERSI

...così lo svedese Bob Arno, che di mestiere fa l’illusionista, può studiare le tue tecniche di rapina e poi raccontarle alla polizia. Lo fa da 40 anni e, per raccogliere il maggior numero di informazioni possibile, si è lasciato derubare infinite volte di galeazzo Santini

L Nel corso degli anni, Bob Arno si era reso conto che, per uno studio approfondito, limitarsi a osservare i sistemi di furto non bastava. Occorreva farsi spiegare le tecniche più raffinate dagli stessi ladri. Così, Arno si è fatto consciamente derubare un’infinità di volte. Riempiva il portafogli di carta da giornale e lo metteva in una tasca esterna. Appena il portafogli gli veniva sfilato, avvertiva il ladro dicendogli: «Guarda che facciamo lo stesso mestiere!». Poi, approfittando della sorpresa, sottraeva al collega un paio di occhiali o una penna, che restituiva in cambio del portafogli. A questo punto, tra i due si stringeva amicizia e, seduti al bar, il vero ladro confidava le tecniche più interessanti e i colpi meglio riusciti. Nella sua continua ricerca, Arno unisce l’utile al dilettevole. «La mia attività ha un solo difetto», ha recentemente confessato. «Mi ha reso diffidente nei confronti di tutti, perfino i vecchi amici».

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David Sipress/The New Yorker

difficile fidarsi

o svedese Bob Arno, 71 anni, svolge da quando era giovane un lavoro che non ha un nome. Da oltre 40 anni, spesso assieme alla moglie, osserva e studia il comportamento dei ladri di tutto il mondo. Si mantiene come illusionista, improvvisando spettacoli teatrali basati sulla piccola criminalità da strada, ma la sua principale attività è l’individuazione delle tecniche ladresche che comunica gratuitamente alla polizia. Figlio di un giudice, ricorda che fin da bambino era affascinato dalle tecniche usate per i furti più strani. Poi, da ragazzo, ha girato per tutta Europa alla ricerca di materiale per le sue ricerche. Ultimamente, grazie alla diffusione delle carte di credito, uno dei sistemi ladreschi più usati è quello di avvicinarsi il più possibile e memorizzare il codice di chi sta attivando il bancomat. Poi seguire la vittima, rubarle il portafoglio e usare la carta rubata. Certo, è molto comune anche il furto con destrezza di chi strappa dalle mani della vittima il portafoglio o lo smartphone e corre via velocissimo. Questo, però, giudica Arno, è un metodo troppo banale e privo di eleganza, una qualità che Arno apprezza molto, come dimostra un esempio osservato a Mosca. Un signore esce da una banca dopo aver riempito di banconote il portafogli che poi infila nella tasca interna della giacca. Il ladro gli si avvicina e lo urta leggermente sulla spalla. La giacca per un istante si apre, quanto basta perché il ladro alzi il portafoglio verso l’alto della tasca interna. È questione di un paio di minuti: i semplici movimenti della vittima che cammina tranquillamente fanno cadere il portafoglio dalla tasca.

«Sono un eco-rapinatore» A San Pietroburgo si preferisce, invece, il trucco della carta topografica. Due compari, che si fingono turisti smarriti, la stendono davanti alla vittima e la pregano di indicar loro un dato percorso. Ognuno di essi tiene la mappa stradale con una mano e con l’altra tastano e trovano l’oggetto da rubare. Ma ogni paese ha la sua specialità ladresca. In Spagna si schizza sull’abito della vittima qualcosa che sembra il ricordino lasciato da un piccione e si aiuta il malcapitato a pulire la macchia sul vestito, grazie anche a una bottiglietta d’acqua improvvisamente disponibile. Naturalmente la rapida smacchiatura consente di sfilare il portafogli. La stessa tecnica è usata in Brasile, con la differenza che la macchia viene schizzata sulle calzature e pulita da un paio

di giovanissimi lustrascarpe. Con il vantaggio che, se il colpo non riesce, si ottiene sempre la mancia dalla vittima. Arno definisce molto eleganti anche i sistemi usati in Italia nei luoghi affollati, come la pesca al ristorante, ovvero l’uso di una specie di amo con cui avvicinare una borsetta lasciata incautamente a terra presso il tavolino, per poi passare all’azione. I ladri tengono a volte una giacca sul braccio, per stenderla vicino all’oggetto da rubare. Le vittime sono molto spesso turisti distratti e i luoghi più pericolosi sono i tunnel delle stazioni ferroviarie e il tragitto dall’aeroporto al centro città. Qui bisogna fare soprattutto attenzione a uomini sui 35 anni dall’aria svagata che spesso lavorano in coppia e comunicano con il complice schioccando le dita o emettendo strani sibili.


Gentleman 133 - Marzo 2012  

marzo 2012

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