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ICONE

il quotidiano dei mercati finanziari

QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO

DA GIO PONTI A BRUNO MUNARI E ACHILLE CASTIGLIONI, I GRANDI MAESTRI E I NUOVI INTERPRETI

Numero 134- Aprile 2012

TASTE SPECIALE VINITALY 2012 PAG. 108

I CONSORZI, DAL VENETO ALLA TOSCANA BOLLICINE, LE ETICHETTE TOP PAG. 114

PAG. 118

ELEGANZA

> ABITI, IN LINO VERITAS > TENDENZE, TORNA IL PREPPY > SCARPE, PASSI COLORATI > PROFUMI, CLASSICI O ROCK?

MOTORI

PAROLA D’ORDINE, ROSSO. DA GINEVRA, BERLINE, SPORTIVE E CONCEPT. 10 NOVITÀ DA CONOSCERE

TALENTI ITALIANI

L’AMBASCIATORE

DESIGN DEL

Progetta grattacieli, ville, resort in tutto il mondo. In cui inserisce pezzi d’arredo, suoi e di altri autori, prodotti da Molteni, Poltrona Frau, Matteo Grassi e dalle più importanti aziende del settore. Così Matteo Nunziati porta ovunque la qualità del made in Italy

Matteo Nunziati, 40 anni, fotografato per Gentleman da Cristian Castelnuovo.


GUARDA IL VIDEO DI JAMES FRANCO SU GUCCI.COM

“ALL THE WORLD’S A STAGE” GUCCI MADE TO MEASURE - IL SERVIZIO SARTORIALE PERSONALIZZATO DI LUSSO PER IL GENTLEMAN MODERNO. ORA DISPONIBILE NEI NEGOZI SELEZIONATI.


Il designer olandese Marcel Wanders, 48 anni, a cavallo della sua scultura The Lucky One. Foto di Hubert Fanthome.

capitali far east manila, tra las Vegas de l

e l’aVana

passione

vela

Dalle regate storiche all’america’s cup, inizia una granDe stagione

speciale salone Del mobile

AutOrI EMErGENtI dA SEGuIrE NOvItà dA ScEGLIErE cucINA hI-tEch AL MASchILE

Marcel Wanders

IL MIO SEGNO EMOZIONALE Olandese, fondatore del marchio Mooi, collabora con B&B, Poliform, Cappellini, Moroso, Christofle e i più importanti marchi dell’arredo. Il suo stile: anti-minimalista

abitare al maschile

a casa Di luca bombassei, tra innoVazione e memoria


La collezione è disponibile su misura VIA MONTENAPOLEONE, 4

MIL ANO

R A LPH L AU R EN . COM


EDITORIALE

Dallo spazio architettonico all’arredo di design, dalla tecnologia alla cucina, non c’è più luogo, modo o stile di abitare che non interessi (e appassioni) gli uomini. Insomma, ecco…

La casa al maschile «L’

uomo non si interessa granché alla casa perché ha accesso all’universo intero e perché può affermare se stesso nei suoi progetti», scriveva simone de Beauvoir alla fine degli anni 40 a Parigi. lo scenario oggi è completamente cambiato: la donna cerca (e afferma) se stessa nei suoi progetti, l’uomo è il nuovo attento, esigente, colto protagonista della casa. sia che progetti il suo rifugio privato, la casa su misura, sia che condivida con la famiglia gli spazi, sempre di più sceglie i materiali, che sono la radice di una bella casa e che, unendo tecnologia e design, stuzzicano i suoi interessi; sceglie i pezzi del grande design, che fanno parte della memoria collettiva e che ama; ha sempre l’ultima parola sulle tecnologie, dall’impianto home theatre alla cucina, nuovo polo d’attrazione e di divertimento, ormai emancipato dal cliché della casalinga anni 50 (pag. 162). la casa dunque è protagonista a milano con il salone internazionale del mobile (17-22 aprile) e su Gentleman con due copertine dedicate ai designer contemporanei: matteo nunziati (pag. 44) che, con Ferruccio laviani, Paolo ullian e lorenzo Damiani, forma il gruppo dei talenti italiani del settore, e marcel Wanders (pag. 52), il maestro olandese, anticonformista e antiminimalista. un esempio concreto di casa al maschile? l’appartamento milanese di luca Bombassei, architetto e fondatore di skitsch (pag. 152), che racconta a Gentleman come ha mescolato arte e design, arredi anni 30 con pezzi contemporanei, inserendo alcuni capisaldi del

design di sempre. continua il focus sull’abitare, con le anteprime del salone del mobile proposte dai grandi nomi del made in italy (pag. 159), da Poliform a Poltrona Frau, da cassina a Venini, e con un servizio d’evasione sul mercato immobiliare in Bretagna: manoir sul mare, case in pietra sui fiordi e antichi presbiteri per un viaggio nel tempo. a londra, nei primi tre mesi del 2012, gli italiani sono i primi per gli acquisti di immobili di prestigio (pag. 159): che cosa offre il mercato della capitale britannica? una selezione è su classlife.it, il portale di lifestyle di class editori. grandi viaggi, una guida al guardaroba maschile di primavera, con le tendenze scarpe, lino, occhiali, lo speciale taste (pag. 107), dedicato al Vinitaly di Verona (dal 25 al 28 marzo), e molti altri temi arricchiscono questo numero. Buona lettura. (Giulia Pessani)

* * * a proposito di classifiche, Gentleman ha un nuovo sito internet, ClassLife-GentlemanLife, che nasce dall’esperienza e dalla collaborazione delle redazioni dei mensili Class e Gentleman. un sito di lifestyle, con tutto il meglio in classifica, dalla moda agli accessori, dai vini ai musei, dai teatri dell’opera agli chef. tutti i temi presenti nei magazine della carta stampata vengono riproposti nelle classifiche del sito. Vi aspettiamo, dunque, anche su www.classlife.it

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classlife.it

stile on-line

Per essere sempre aggiornati sulle novità dal mondo del lifestyle, della moda, dei sapori. Ma anche per conoscere le ultime tendenze. L’indirizzo da digitare è ClassLife/GentlemanLife, il sito che raccoglie tutto il meglio in classifica

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UALI SONO I PIACERI DELLA VITA? Un buon libro, un bicchiere di vino, un viaggio. Ma anche scoprire indirizzi segreti dove poter gustare piatti unici o acquistare oggetti introvabili. Tutto ciò, e molto altro ancora, è racchiuso in ClassLife/GentlemanLife, il sito di Class Editori dedicato al piacere di vivere. On-line, il meglio del lifestyle in classifica, diviso per tematiche: dai viaggi ai sapori, dall’high tech al design, dal wellness ai motori, dalla moda al cinema, dalla cultura all’arte. Per ogni scelta, effettuata da esperti o ottenuta incrociando i giudizi delle più importanti guide mondiali, una scheda approfonditiva: il lettore così può trovare in un click tutte le informazioni che cerca, e anche qualche curiosità, cercando nel canale video della tv di ClassLife o sfogliando i magazine presenti sul sito: Class, Gentleman, Ladies e Case&Country. Un’esperienza a 360 gradi.

http://www.classlife.it/

www.classlife.it CLASSIFICHE Tra swing e relax

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Per non trovare brutte soprese...

Un weekend da podio a Londra

1. Verdura Golf & Spa Resort, Sciacca (Ag)

1. Pasticceria Besuschio, Abbiategrasso (Mi)

1. Charlotte Street Hotel

2. Palazzo Arzaga Spa & Golf Resort, Calvagese della Riviera (Bs)

2. Guido Castagna, Giaveno (To)

2. Savoy Hotel

3. Albereta Relais & Châteaux, Erbusco (Bs)

3. Pasticceria L’Antica di Ernst Knam, Milano

3. Durrants Hotel

4. Grotta Giusti Natural Spa Resort, Monsummano Terme (Pt)

4. Pasticceria Biasetto, Padova

4. W Hotel

5. Argentario Golf Resort & Spa, Porte Ercole (Gr)

5. Mirco Della Vecchia, Loc. Paderno (Bl)

5. One Aldwych

6. Riviera Golf Resort, San Giovanni in Marignano (Rn)

6. Andrea Slitti, Monsummano Terme (Pt)

6. 45 Park Lane

7. Donnafugata Golf Resort & Spa, Ragusa

7. Pasticceria Bar Cavour 1880, Bergamo Alta

7. Mandarin Oriental Hyde Park

8. Terme di Saturnia Spa & Golf Resort, Saturnia (Gr)

8. Andrea Bianchini - La Bottega del Cioccolato, Firenze

8. St. Martin’s Lane

9. Masseria S. Domenico Spa Thalasso&Golf, Savelletri di Fasano (Br)

9. Gay-Odin, Napoli

9. Dukes Hotel

10. Masseria Torre Maizza, Savelletri di Fasano (Br)

10. Viganotti, Genova

10. Browns Hotel

Al mare, in montagna, immersi in un bosco o circondati dal verde della campagna: i migliori indirizzi di Golf Resort per chi, terminate le 18 buche, desidera rilassarsi in una Spa o degustare una cena stellata. Sul sito, tutte le schede e i consigli sulle cose da sapere e da non perdere.

Trovare l’uovo di Pasqua può essere un’impresa, ma grazie alla selezione di ClassLife/GentlemanLife si possono mettere a confronto le dieci migliori pasticcerie artigianali italiane: on-line, le specialità, gli indirizzi e tutto quello che può servire per scegliere il meglio.

Si avvicinano le Olimpiadi di londra e la caccia ai biglietti va di pari passo con la ricerca di un albergo: la City, infatti, offre svariate soluzioni. Per andare sul sicuro, la top ten dei migliori hotel, con descrizioni e info principali, scelti (e provati) dagli esperti della redazione viaggi.


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Resistere nel tempo. Il designer Marcel Wanders svela a Gentleman i suoi sogni. Come progettare una moschea

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Note classiche...o rock? Sentori agrumati o essenze esotiche come zafferano, ginger e ambra. Ovvero gli evergreen della profumeria maschile o le proposte più nuove

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In lino veritas

Il più fresco dei filati, simbolo di primavera, impreziosisce gli abiti destrutturati o i doppiopetto. E si abbina a polo, camicie con stampe floreali e rigate, e coppole rétro

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Alzare lo sguardo

Gli occhiali da sole completano il look, ma sono anche un accessorio che svela la personalità di chi li indossa. Ecco una guida completa per sceglierli

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40 anni da icona

Nel 1972, il design innovativo del Royal Oak di Audemars Piguet ha cambiato la storia dell’orologeria. Per l’occasione, la Triennale di Milano ospita una mostra celebrativa

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Smettere di fumare, controllare i livelli di zuccheri nel sangue, tenere sotto controllo il cuore. Il medico arriva sul telefonino con le app e, addirittura, si può indossare

A dare inizio ai giochi è l’America’s Cup, ma il calendario delle sfide per mare nel Mediterraneo è fitto e vario. Da aprile a ottobre, da Portofino a Saint-Tropez

Parola d’ordine: rosso. Questo il colore must delle auto di quest’anno, secondo il salone svizzero. Tra crossover e concept, ecco i modelli più belli e innovativi

La 46ª edizione di Vinitaly, a Verona, dal 25 al 28 marzo, punta quest’anno sugli operatori del settore, il cui afflusso è in continua crescita

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Quattro grandi designer e un gioco. Farsi ritrarre come i loro miti. Sono Ferruccio Laviani, Paolo Ulian, Lorenzo Damiani e Matteo Nunziati

La storia, ma anche una guida completa allo stile dell’Ivy League. Un modo di vestire classico rivisitato che non bada al diktat della moda ma alla personalità

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Il 19 aprile s’inaugura l’Antigua Classic Regatta, prima tappa del Panerai Classic Yachts Challenge 2012. Le protagoniste sono le vele antiche più affascinanti del mondo a partire da Eilean, ketch del 1936

Tornano le suole amate dalle star del punk. Ma questa volta si abbinano a scarpe dalle fogge classiche. Derby o francesine. Con motivi a coda di rondine o a doppia fibbia. È la nuova giovinezza delle scarpe maschili

Alla salute dell’app

Soggetto oggetto

Belles d’époque

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Sulla cresta dell’onda

It’s preppy style!

Passi elevati

Ginevra: dieci con lode

Pregustare il futuro

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IL DONO DEL TEMPO

Giacca incrociata in seersucker di cotone e seta. Camicia-giubbotto e pantaloni in popeline di cotone. Per informazioni: 800 54 81 55 Hermes.com


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Il Mobile World Congress di Barcellona ha svelato i dispositivi più innovativi e multimediali. Intanto, da San Francisco Apple presentava il nuovo iPad

Una dimora d’inizio del 1900 arredata con importanti pezzi di design e d’arte. Così, Luca Bombassei, nel suo appartamento milanese, ha creato un mix di stili perfetto

Hi tech!

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La sua identità culturale è un mix fra tradizione e influenze spagnole e americane. Tra mall ed edifici coloniali, ecco lo spirito della capitale filippina

Materiali preziosi, tecniche di lavorazione rinascimentali ed elementi da edilizia. Così i progetti del Salone del mobile di Milano raccontano la casa del futuro

Manila Cocktail

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In 20 anni la Sicilia è passata da una produzione in quantità a una realtà imprenditoriale basata sulla qualità. Come racconta Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto del Vino e dell’Olio

Le tante vite di Marcello Cambi. Prima a Firenze, poi in Inghilterra, ora a Genova. Dove ha fondato una casa d’aste, creato un caffè e ridato vita a una confetteria dell’800. Mentre punta sulle aste on-line

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Coppa Italia

Non più solo Franciacorta e Trentino. Le bollicine uniscono la Penisola sotto il segno dei vitigni autoctoni. Gentleman ha selezionato le migliori 13 bottiglie e ha studiato gli abbinamenti perfetti

Il design in 15 pezzi

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Incanto al Castello

Speciale Taste dedicato al vino Le novità del Vinitaly, una rassegna delle bollicine italiane e un’intervista esclusiva con Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto regionale del Vino e dell’Olio di Sicilia

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Paradiso integrale

Viaggio alla volta di Lake Tahoe, sul Rubicon Trail, seguendo le orme di indiani e pionieri diretti a Ovest. Partenza da Georgetown e poi su per la Sierra Nevada. Come? A bordo di una solida Jeep

108 VIGNE DEL SOLE

Intervista a Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto regionale del Vino e dell’Olio

112 VINITALY

Novità e prospettive del vino nella più importante manifestazione del settore

118 COPPA ITALIA Gettyimages

Tra le vigne del sole

Progetto continuo

Dalla Franciacorta alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia, i 13 campioni azzurri del perlage

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32 guidare:

mettere la quinta

Stile, prestazioni e comfort per la quinta generazione della Bmw M5. E Mazda rivoluziona la sport utility

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I migliori luoghi e i segreti della pesca a mosca secondo Massimo Giuliani, artigiano fiorentino specializzato

Se la classica 24ore va solo con l’abito formale, lo zaino è un passe-partout. Poi, il servizio di personalizzazione di Gucci

20 pedalare:

38 visitare:

Le biciclette sono eco non solo nella sostanza, ma anche nella forma

22 aggiudicare:

giochi da rimirare

Rarissimi poster all’asta a Londra e arte mediorientale a Dubai. A Parigi, la protagonista è la collezione Hebey

24 indossare:

full fashion jacket

In gabardine, tessuto idrorepellente o ispirata ai dipinti della Rivoluzione. Torna la field-jacket, un must metropolitano

26 ascoltare:

note ben definite

Eco e ipertecnologici. Intelligenti, innovativi e di design. Sono gli elettrodomestici che verranno presentati a FTK, vetrina di Eurocucina dedicata a questo settore

Case di pietra sui canali, antichi presbiteri e manoir sul mare. Proprietà così ricche di fascino si trovano solo in Bretagna. G.R.E. ne ha selezionate dieci vicine all’acqua

Provar gusto per la tecno Tra fiume e mare

working class

c’era una volta in Italia La vita e i piaceri degli americani che, tra ’800 e ’900, sceglievano la Toscana. Li racconta una mostra a Firenze

179 agenda

di aprile

Gli scatti di Lucas a Genova e il Photofestival di Milano con Maggie Taylor. Klimt a Venezia e giovani autori a Udine. Molti gli appuntamenti del mese

184 distinguersi:

proverbia volant

Uno studioso tedesco ha scritto ben 100 libri su origine e significato dei motti tradizionali. Così amati, così snobbati...

I Blu-ray con le incisioni dei Wiener Philharmoniker delle Sinfonie di Beethoven. E l’omaggio di McCartney alla musica che amava da bambino

28 scegliere:

i sogni in tasca

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Gentleman Real Estate. L’arte e il design della casa di Milano di Luca Bombassei e le anteprime del Salone del mobile. Le più belle cucine hitech e una selezione di dieci dimore affacciate su mare e fiumi della Bretagna, Francia.

Cartier presenta un capolavoro di grande complicazione, che rivisita l’orologio da taschino. Swarovski presenta il primo modello maschile e Hamilton vola alto

Case, Dimore, Ville, UffiCi & Design Di prestigio

top five london

online su

w w w. c l a s s l i f e . i t Da Mayfair a Chelsea, le più belle proprietà in vendita nelle cinque zone gettonate della City.

30 leggere:

i sogni in tasca

Tre vicende narrate in prima persona raccontano l’Italia. Poi, la biografia di Nikola Tesla e l’evoluzione del Texas Hold’em

dolce vita a londra C’ agli italiani piace la capitale britannica. e si vede

è stato un tempo in cui Londra Frank, che registra un 7,3% di immobili di sembrava un Far West per i russi che, prestigio comprati da italiani, seguiti da russi capitanati dal magnate Roman Abra- (7,2%), francesi (5,2%), indiani (4,4%) e greci movich, investivano le loro ricchezze (3%). Lo scorso anno, la classifica era invece impressionanti nel semi-imperturbabile mer- russia, india, usa, Francia e italia. a detercato immobiliare di lusso della città. il 2012, minare tale cambiamento ha influito la crisi invece, ha decretato un twist nel trend, come dell’eurozona, che ha portato greci e italiani direbbero gli inglesi, con una grande sorpre- a investire in un mattone sicuro come quelsa: nel primo bimestre, gli stranieri lo londinese. ancor più sicuro oggi, che più hanno comprato immobili In alto, un tipico palaz- rilevano gli studi di settore, perché di alto livello (prezzo medio 3,7 zo bianco con il colon- si stima che i prezzi degli immobili milioni di sterline, pari a 4,4 milio- nato a Belgravia, una nel centro della capitale britannica delle zone centrali e di ni di euro) a Londra sono stati gli grande prestigio di Lon- sono cresciuti dell’11,6% negli ultimi italiani. Lo dice lo studio condotto dra scelte dai comprato- 12 mesi e dell’8,9% rispetto al picdall’agenzia immobiliare Knight ri stranieri. co che si registrava nel marzo 2008,

prima del crollo della Lehman Brothers. prezzi che riflettono la vivacità di un mercato il cui volume di acquisti è salito dell’85% nell’ultimo anno. «merito della sterlina debole, della volatilità dei capitali, l’aumento della ricchezza globale», afferma Liam Bailey, a capo del settore ricerche di Knight Frank. Le zone predilette sono le stesse di sempre, dalla fascinosa e candida Belgravia a chelsea (peraltro da sempre luogo amatissimo dagli italiani che vivono a Londra), dalla centralissima Knightsbridge alla verde Kensington, dalla prestigiosa mayfair alla mondana e colorata notting Hill.

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arte e design a casa di luca bombassei - le anteprime del salone del mobile - investire in bretagna - la cucina è hi-tech

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Argentina, Terra del Fuoco. Qui c’è uno dei campi da golf più belli del Sud America. Si trova al Llao Llao Golf Resort & Spa

36 abbinare:

nel segno del legno

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swing in Patagonia

19 scoprire:

pescare nel limpido

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Pescare nel limpido

scoprire

Si pratica soprattutto nei fiumi e obbliga il pescatore a entrare in armonia con la natura. È la pesca a mosca. Massimo Giuliani racconta i segreti delle preziose canne da pesca in bambù che produce artigianalmente di ilaria de bartolomeis

Le cose da sapere a destra, alcune canne da pesca a mosca (sotto, un momento) in bambù. Le due centrali sono state realizzate da Massimo Giuliani, la prima a sinistra dall’americano Glenn Brackett.

«I

l dry fly, la pesca a mosca secca, è la più emozionante, ma anche la più difficile», racconta massimo Giuliani, fiorentino che, dopo aver lavorato per una vita nel mondo delle banche, oggi è un esperto rodmaker (costruttore di canne da pesca in bambù). «Tre sono i tipi di pesca a mosca: a ninfa, che prevede il lancio dell’amo sul fondo del fiume per pescare i pesci alla ricerca di ninfe (le larve degli insetti) nascoste tra i sassi; sommersa, che intercetta i pesci a caccia di larve che stanno risalendo la superficie del fiume, con lo scopo di raggiungere l’aria per trasformarsi in insetti. E poi, appunto, c’è il dry fly, in cui il pescatore cattura i pesci nel momento in cui rompono la pellicola

dell’acqua (in gergo, la bollata) per raggiungere le ninfe che a loro volta hanno appena raggiunto l’aria per schiudersi. È in questo momento che il pescatore, con la sua mosca artificiale, imita lo sfarfallamento dell’insetto e fa abboccare il pesce. Questa fase avviene in tempi brevissimi e il divertimento, per il pescatore, è proprio di inserirsi con la propria mosca in questo naturale processo della vita dei fiumi e riuscire a catturare i pesci». È un tipo di pesca appassionante perché obbliga l’uomo a entrare in armonia con il ciclo della natura per non sconvolgerne l’equilibrio. «Il mese di maggio è il migliore per dedicarsi a questo sport, anche se già ad aprile si possono avere buone soddisfazioni. In primavera, infatti, i fiumi sono nel pieno della loro vitalità e la maggior parte delle trote e dei temoli si spinge sulla superficie dell’acqua per alimentarsi. Se in Italia, questi sono i due pesci nobili, in Slovenia, invece, si pescano gli Hucho Hucho, ossia i salmoni del Danubio». Per quanto riguarda gli strumenti, le canne da pesca a mosca più affascinanti sono quelle in bambù, realizzate a mano da laboratori artigiani come quello di Massimo Giuliani, in cui, per realizzare ogni canna, sono necessarie dalle 60 al-

le 100 ore di lavoro e sono utilizzati materiali di alta qualità come il bambù, appunto, che è molto apprezzato per le sue caratteristiche di resistenza ed elasticità, l’agata per gli stripping guide e i fili di seta per le legature. «Le canne per la pesca a mosca si rifanno a quelle inglesi, con il mulinello, ma in Valsesia si trovano ancora modelli senza mulinello, inventati proprio in quei luoghi. Per quanto riguarda le mosche, ne esistono moltissime in commercio, ma si può anche imparare a costruirle. E i materiali utilizzati solitamente sono, oltre all’amo, frammenti di penne e piume di volatili come galli, aironi e germani». www.giulianirods.it

I N GA MBA si chiamano waders gli stivali a salopette in neoprene che si indossano per la pesca a mosca, quando i fiumi sono carichi di acqua. Per le situazioni meno estreme, invece, si possono scegliere modelli alla coscia (a destra), di gomma, con suola antiscivolo (175 euro, aigle.com).

Per praticare la pesca a mosca in acque pubbliche è necessario avere la licenza di pesca. In molti casi, le acque pubbliche sono date in gestione a enti o associazioni che si fanno carico anche del ripopolamento. In questi casi, è necessario farsi fare un permesso specifico (non sempre a pagamento) che dà dei vincoli al pescatore limitando, per esempio, il numero dei pesci pescabili, o imponendo il no kill (ossia l’obbligo di rilasciare i pesci in acqua dopo averli pescati) o, ancora, vieta l’uso di esche siliconiche. In altri paesi, come in Slovenia, invece, spesso i tratti di fiume sono gestiti da associazioni di pescatori, presso cui è necessario ottenere permessi giornalieri o settimanali per pescare. Dove praticare la pesca a mosca in Italia. VALTELLINA (Lombardia): lungo le rive dell’Adda. VALSESIA (Piemonte): nelle acque del Sesia. Qui, la pesca a mosca è consentita solo con la coda di topo, ossia senza mulinello. FIumE NErA (umbria). FIumE VELINo (Lazio): è un affluente del fiume Nera. In FrANcIA: fiumi Doubs e Le Loue. In SLoVENIA: fiume Soča, fiume Sava, fiume unec. www.pescarenelmondo.it

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pedalare

Nel segno del legno

La tendenza a usare materiali naturali nel design invade il mondo del ciclismo. Perché bambù, rovere e fibra di canapa aumentano prestazioni, stabilità e ammortizzazione. Con un tocco di eleganza green di valeNtiNa valota

stile libro Ci sono oggetti per i quali si sviluppa un amore viscerale. Perché, nonostante siano inanimati, fanno parte dell’essenza di una persona e partecipano ogni giorno alla sua vita. Per il vero ciclista, lo è la bicicletta, degna di protezione, cura, affetto. Per lui, abbandonarla di notte legata al palo per strada o sotto la pioggia in cortile è insopportabile. Così, c’è chi la ripara in garage e chi se la porta addirittura a casa. Ecco perché Byografia ha creato BookBike, una libreria di legno, dotata di gancio e canalina d’appoggio d‘alluminio, dove appendere la propria preziosa amica a due ruote. In bianco o grigio, misura 205x88x40 cm. Costa 2.865 euro. www.byografia.com

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3 1. plinio il giovane

2. pandurban max

3. calfee bamboo pro

4. pedalò

Ha telaio, cerchi, pedali e manubrio in legno di rovere assemblati tramite sofisticati incastri. Offre grande stabilità anche sui pavé cittadini. Da 690 euro. www.plinioilgiovane.it

Nebbia e buio no problem con la bici ultraleggera in bambù laminato con Led che si attivano pedalando e restano accesi al semaforo. Da 1.950 dollari (1.480 euro). www.renovobikes.com

Struttura in fibra di carbonio e bambù e giunture in fibra di canapa permettono estrema manovrabilità e ammortizzazione. Da 5mila dollari (3.800 euro). www.calfeedesign.com

Ha manubrio di legno, sella Brooks e pedali da corsa in stile rétro la bici realizzata da Fonderie Bici per Brandina. Costa 1.250 euro. www.brandinatheoriginal.it

la moda corre...

...su due ruote

Prima l’attenzione viene catturata dalla bellezza: l’eleganza del bianco, la perfezione del triangolo del telaio e la grazia del cuoio. Poi si nota la firma, il nastrino verde-rosso-verde che non può che essere Gucci. E si capisce tutto. Nasce dall’incontro tra la maison fiorentina e Bianchi, storica azienda produttrice di biciclette, la linea da ciclismo in stile Gucci, composta da due bici, la single-speed da città (a destra, 3.800 euro) e la urban/off-road nera in fibra di carbonio (8.500 euro), caschetto (sopra, 600 euro), guanti e borraccia. Per una «nuova estetica cosmopolita», come l’ha definita Frida Giannini. www.gucci.com

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TO BREAK THE RULES, YOU MUST FIRST MASTER THEM. PER ROMPERE LE REGOLE BISOGNA DOMINARLE. L’ O R O L O G I O C H E H A I N F R A N T O T U T T E L E R E G O L E , RICREATO PER IL 2012. NEL 1972, IL ROYAL OAK ORIGINALE HA SCONVOLTO IL MONDO DELL’OROLOGERIA COME PRIMO OROLOGIO SPORTIVO D’ALTA GAMMA A TRATTARE L’ACCIAIO COME UN METALLO PREZIOSO. OGGI LA NUOVA COLLEZIONE ROYAL OAK RIMANE FEDELE AGLI STESSI PRINCIPI FISSATI A LE BRASSUS TANTI ANNI FA: «CORPO D’ACCIAIO, CUORE D’ORO». NELLA SUA ESTETICA INCONFONDIBILE E MODERNA PULSANO OLTRE 130 ANNI D’ARTE OROLOGIERA, MAESTRIA E C U R A D E L D E T TA G L I O ; L’ A R C H I T E T T U R A S E M P R E RISOLUTA DEL ROYAL OAK DECLINATA ORA IN 41 MM DI DIAMETRO. IL ROYAL OAK AUDEMARS PIGUET CELEBRA 40 ANNI.

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aggiudicare

Giochi da rimirare

In attesa delle Olimpiadi di Londra 2012, va all’incanto da Christie’s un poster del 1908 in tema. La stessa casa organizza a Dubai la vendita di arte mediorientale. Mentre da Artcurial è in asta un bel disegno di Victor Hugo di stefano cosenz

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iran e siria, sfida ad arte Dal 17 al 18 aprile, all’Emirates Towers Hotel di Dubai, Christie’s organizza l’attesa vendita primaverile di arte moderna e contemporanea araba, iraniana e turca. Top lot è una monumentale opera calligrafica dell’artista iraniano Nasrollah Afjehe, Wave del 2010 (foto 6), raffigurante il movimento e l’energia dell’onda che si scontra con le parole scritte in modo ermetico, stimata 80/120mila dollari (59/89mila euro). Siriano è invece Saad Yagan: il suo The Newspaper Seller (foto 3), raffigurante un astratto venditore di giornali che si scontra con le diverse idee socio-politiche del paese, ha una valutazione di 6/8mila dollari (4.400/6mila euro). A Torino, fino al 28 aprile, è aperta presso la Galleria L’Arte Antica di Silverio Salomon un’interessante mostra-mercato di stampe originali di Joan Miró, che produsse più di 2mila lastre in tutta la sua carriera: Femme au Miroir, litografia a colori appartenente alla prima edizione del 1956, impressa da Mourlot Frères, è quotata 3.600 euro (foto 4), mentre Le Bélier fleuri, una litografia a colori del 1971, impressa da Arte Adriaen Maeght, è valutata 800 euro.

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www.artcurial.com www.bonhams.com www.christies.com www.kollerauctions.com www.tajan.com www.drouot.com www.lempertz.com www.salomonprints.com

rimavera d’aste tra Europa e Medio Oriente. A Zurigo, Koller organizza una serie di vendite dal 26 marzo al 2 aprile con argenti, porcellane, libri, tappeti. La vendita del 30 marzo comprende anche prestigiosi dipinti antichi: un piccolo olio su rame di Roelant Savery del 1612, Natura morta in un vaso di vetro con una lucertola e una farfalla nella nicchia, è stimato 2,8/3,8 milioni di franchi svizzeri (2,3/3,1 milioni di euro). Arte tribale da Lempertz, a Bruxelles il 31 marzo: una figura Uli alta 123 cm di New Ireland (Papua Nuova Guinea), che risale al XIX secolo e proviene dalla collezione del pittore Otto Dix, vale 700/900mila euro. A Parigi, da Drouot, Camard & Associés disperde la collezione di arte moderna di Pierre e Geneviève Hebey, tra cui un olio su tela di Marc Chagall, L’Écuyère. Disegni e dipinti antichi sono in scena ad Artcurial, il 28 marzo, tra cui la collezione di Jacques Thuillier, storico dell’arte. Souvenir de Belgique, disegno a inchiostro, acquerello e gouache di Victor Hugo è valutato 100/150mila euro (foto 1). Il 4 aprile è la volta di Tajan, con reperti archeologici tra cui una statua egiziana in bronzo, raffigurante la gatta Bastet, stimata 8/10mila euro. A Londra, da Bonhams, il 29 marzo vanno all’asta design e arte contemporanea: la Poltrona di Proust (foto 7), creazione post-modernista di Alessandro Mendini, vale 25/35mila sterline (29/42mila euro). Il 18 aprile la stessa casa propone uno dei più antichi capolavori in porcellana bianca inglese, provenienti dalla fabbrica di Chelsea, raffigurante una Testa di fanciulla (foto 2), con realizzo atteso di oltre 200mila sterline (235mila euro). Da Christie’s, il 17 aprile, vanno all’incanto manifesti d’epoca e olimpici: un raro poster del 1908 delle Olimpiadi di Londra, disegnato da Alfred Edwin Johnson, Olympic Games, fourth international Olympiad (foto 5), ha una valutazione di 12/18mila sterline (14/21mila euro).

I top lot e le top auction sono su Classlife.it, il portale di lifestyle di Class Editori


indossare

Full fashion jacket

In gabardine di cotone, in tessuto idrorepellente, ispirata ai dipinti della rivoluzione culturale cinese. Torna la field-jacket, rubata al mondo militare e ormai diventata un vero must metropolitano di simonetta de pasca - still liFe di roberto sorrentino

orologio tra i divi Anteprima indimenticabile per il nuovo orologio Senator Observer, della manifattura sassone Glashütte Original (nella foto, 9.500 euro), brand di alta orologeria del gruppo Swatch. Co-partner, per il secondo anno, del Festival del cinema a Berlino (quest’anno Glashütte ha finanziato la sezione per registi tedeschi emergenti), il marchio ha allestito la presentazione al Glashütte Original Lounge, al 24° piano del berlinese Kollhoff Building. Tutto bene, se l’edificio non fosse stato anche la meta preferita di divi del calibro dell’ex Matrix, Keanu Reeves, e del premio Oscar Meryl Streep, che la stessa sera sarebbe stata insignita anche dell’Orso d’oro alla carriera. Onestamente, difficile concentrarsi solamente sulle lancette... glashuette-original.com

Scarpe da sbarco

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1-VINTAGE 55 Field-jacket in gabardine di cotone, stone washed, con collo alla coreana e coulisse in vita (300 euro, vintage55.com). 2-ALLEGRI Giacca in twill di cotone e lino, con collo a camicia, bavero antivento, tasche a soffietto e coulisse in vita (520 euro, al-

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legri.com). 3-PIERO GUIDI In nylon con collo alla coreana, cappuccio a scomparsa, zip e bottoni con dettaglio in cuoio (360 euro, pieroguidi.com). 4-FAY In cotone, con chiusura a zip e bottoni, tasche a soffietto con pattina e coulisse in vita (575 euro, fay.com).

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Una collaborazione iniziata un anno fa che ha colpito nel segno. si tratta di quella tra sebago, brand calzaturiero che dal 1946 ha sempre tratto ispirazione dalla cultura della nautica del new england, e di Filson, il marchio nato nel 1897 che realizzava i famosi capi per minatori ed esploratori che passavano molto tempo nelle terre aspre tra alaska e lo stato di Washington. da questo incontro fra terra e mare è nata una capsule collection di accessori avventurosi ma dallo spirito cittadino, firmata sebago by Filson. oltre al primo modello osmore, lo scarponcino alto e stringato in pelle e tessuto, ad ampliare la gamma si affiancano le versioni docksides media e alta, con suole in gomma Vibram e tomaia in tessuto Filson e pelle. www.sebago.com

Da tempo LIBERO e da CITTà

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Osmor e

Stringato alto, in pelle e tessuto (288 euro).

Knig ht

In pelle testa di moro o verde oliva e tessuto Filson (175 euro).

5-PIRELLI Field-jacket in tessuto idrorepellente, collo alla coreana, cappuccio a scomparsa e bottoni in gomma (360 euro, pzeroweb.com). 6-HERNO Field in tessuto mano pesca, con collo camicia, 4 tasche con soffietto e polsino con doppio bottone

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(610 euro, herno.it). 7-MUSEUM In nylon idrorepellente e con collo a listino (360 euro, museumtheoriginal.com). 8-AQUARAMA Con collo alla coreana, mostrine sulle spalle e tasche chiuse da bottoni automatici (488 euro, aquarama.com).

D ock sid es

Da barca in pelle verde oliva con tessuto Filson (145 euro).


ascoltare

Altissima definizione Un’edizione tutta da gustare: i Blu-ray con le incisioni dei Wiener Philhamoniker delle Sinfonie e dei Concerti per pianoforte di Beethoven. E poi, il grande Paul omaggia la musica che ascoltava da bambino di AndreA milAnesi

mccartney guarda indietro O adesso o mai più. Alla vigilia del suo settantesimo compleanno, Paul McCartney ha deciso giunto il momento di guardarsi indietro e rendere omaggio ai grandi standard della tradizione americana, che ascoltava con suo padre quando era ancora bambino. È nato così l’album Kisses on the Bottom (MPL Comunications/Universal), prodotto dal gigante Tommy LiPuma e marchiato a fuoco dalla raffinata impronta jazz impressa dagli arrangiamenti e dalla guida musicale della pianista Diana Krall (con i cammei di Stevie Wonder

all’armonica a bocca e di Eric Clapton alla chitarra in due delle tre canzoni originali del disco). L’effetto nostalgia è scongiurato dalla strepitosa performance vocale dell’ex Beatles, che riesce a personalizzare con il suo originale sigillo britannico anche i pezzi più classici dei Songbook d’Oltreoceano.

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Sopra, in Blu-ray i cinque Concerti per pianoforte di Beethoven con i Wiener Philharmoniker guidati da Rudolf Buchbinder. Accanto, il cofanetto con le Sinfonie di Beethoven dirette da Christian Thielemann.

L’

alta definizione è una verità assoluta che riguarda le più alte sfere della tecnologia. Una questione che si declina in sofisticati processi che mirano al raggiungimento della perfezione e della massima fedeltà nella riproduzione audio e video. Rispetto al tradizionale Dvd, un supporto Blu-ray garantisce una risoluzione mediamente fino a sei volte superiore in termini di qualità dell’immagine (1.080x1.920 pixel, cioè con 1.080 linee di 1.920 pixel ciascuna) e del suono (fino a 7.1 canali Surround). Ed è proprio su questo terreno hitech che si gioca una delle ultime sfide lanciate dai leggendari Wiener Philharmoniker, che nei 170 anni della loro gloriosa carriera si sono attestati in cima all’Olimpo delle più illustri compagini orchestrali del pianeta per il livello d’eccellenza delle loro esecuzioni. Giocando in casa, tra gli stucchi dorati della sala del Musikverein, i professori viennesi hanno infatti realizzato le incisioni integrali (in Full Hd) delle Sinfonie e dei Concerti per pianoforte di Ludwig van Beethoven (CMajor/Ducale, disponibili anche in Dvd-

Video), sotto la guida impeccabile di due illustri maestri come Christian Thielemann e Rudolf Buchbinder (seduto a uno Steinway Gran Coda nella duplice veste di direttore e solista). Monumenti inamovibili, sacri totem scolpiti in nome della più elevata espressione dell’arte e dello spirito, queste partiture hanno rappresentato i parametri di riferimento per intere generazioni di interpreti, studiosi e appassionati ascoltatori. E a chi rischia di rimanere insensibile di fronte a un’ennesima registrazione di questi grandi capolavori non resta

che ricordare le parole che lo scrittore francese André Gide (già premio Nobel per la letteratura nel 1947) ha affidato al suo Trattato di Narciso: «Tutte le cose sono già state dette; poiché, però, nessuno ascolta, occorre sempre ricominciare…». E le opere di Beethoven sono ancora lì ad attendere l’ascoltatore, sempre pronte ad aprire ulteriori domande e a regalare risposte inattese, rivelando il loro profondo messaggio estetico e metafisico a ogni nuova esecuzione: grazie alla più alta definizione della loro impronta creativa.

ritmi scatenati C’erano una volta il latin Jazz e due mitici artisti che hanno portato questa musica nei teatri e nelle sale da ballo di tutto il mondo: il percussionista Chano Pozo e il trombettista dizzy Gillespie. la loro lezione è rimasta sempre viva e ha ispirato due prodi alfieri come Poncho sanchez e Terence Blanchard, che nel nuovo disco Chano y Dizzy! (Concord Picante/egea) hanno omaggiato i due grandi artisti e si sono scatenati tra ritmi indiavolati, sound caliente e una miscela esplosiva di bebop, mambo, rumba e salsa.


scegliere

I sogni in tasca

Cartier presenta un capolavoro di grande complicazione, in soli 15 esemplari, che rivisita e aggiorna l’orologio da taschino. E poi, nasce il primo maschile di Swarovski. Per Hamilton, una collaborazione molto aerea dI paco guarnaccIa

il cigno con la cravatta Con questo modello Swarovski segna una tappa fondamentale nella sua storia, creando il primo segnatempo pensato esclusivamente per il polso maschile. Il nome scelto è Piazza Grande, che si ispira al precedente Piazza, un bestseller presentato nel 2009 (anno in cui fu lanciata la prima collezione di orologi firmati dalla maison) che ha una cassa in Pvd oro rosa del diametro di 42 mm con due elementi decorativi sul lato destro in ceramica nera, lo stesso

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modelli storici/2 orologio da tasca creato nel 1919 con una cassa in platino con un quadrante argentato con numeri romani e lancette in acciaio.

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materiale che ritorna anche sulla corona. Il quadrante è di colore nero e presenta in luogo degli indici dei cristalli Jet Hermatite applicati, ad eccezione delle ore 12 dove si trova il logo del brand a forma di cigno. Il movimento è al quarzo Swiss made. Costa 666 euro. www.swarovski.com

modelli storici/1 Modello da taschino del 1905 con una cassa in oro con decorazione in smalto. Quadrante argentato con numeri romani.

opo l’invenzione, circa 150 anni fa, dell’orologio da polso, il modello da tasca (amichevolmente chiamato cipolla) ha avuto vita dura, simbolo di un modo di leggere l’ora lento ed elegante, poco adatto al frenetico progresso. Eppure, questo tipo di orologio può regalare ancora grandi emozioni. Compresa una certa dose di curiosità perché, quando un appassionato di orologeria vede una catenella che ciondola da un gilet o da una cintura, non può fare a meno di chiedersi che cosa si nasconda in quelle tasche. Per questo, il desiderio di creare nel 2012 un orologio da taschino significa certamente la volontà di attuare un progetto straordinario. E Cartier lo ha dimostrato con il modello Grande Complicazione Scheletrato calibro 9436 MC, prodotto in soli 15 esemplari. La cassa ha dimensioni importanti (59 mm di diametro) ed è disponibile in oro bianco (10 pezzi) e in oro bianco con diamanti taglio baguette e brillanti (5 pezzi). Il cuore pulsante dell’orologio è un mo-

vimento meccanico a carica manuale inserito al centro della griglia delle ore, costituite da numeri romani scolpiti nell’oro bianco della cassa. Questo movimento è un sofisticato calibro costituito da 457 componenti, tutti rifiniti a mano, che la scheletratura dell’orologio permette in gran parte di vedere. Tra le complicazioni presenti ci sono un tourbillon, un cronografo monopulsante e un calendario perpetuo. Quest’ultimo presenta le indicazioni

Indicazione del mese datario Indicazione del giorno della settimana Tourbillon

a ore 12 (data), a ore 3 (giorno) e a ore 9 (mese), e tiene conto anche del 29 febbraio, che aggiunge una volta ogni quattro anni in una finestrella posizionata a ore 10. Insieme all’orologio, Cartier offre una catenella in oro bianco e un piedistallo in cristallo di rocca e ossidiana, per trasformarlo in oggetto da tavolo. La riserva di carica è di otto giorni. Costa 605mila euro. www.cartier.it

il tempo vola

Hamilton presenta il Khaki Flight timer, un orologio creato insieme ad air Zermatt, famosa azienda di elisoccorso svizzera. Pensato per gli appassionati di aeronautica, questo modello ha un quadrante con indicazioni digitali e analogiche con le funzioni di calendario perpetuo e di diario di bordo digitale (da attivare premendo il pulsante a posizionato a ore 10) che registra diversi dati utili al pilota come il tempo di decollo o il tempo di atterraggio. costa 1.045 euro. www.hamiltonwatches.com


Leggere

La storia sono loro

Tre vicende narrate in prima persona raccontano l’Italia recente meglio di saggi e manuali. Dalla Palermo del dopoguerra alla Milano degli anni di piombo. E poi la biografia romanzata di Nikola Tesla e l’evoluzione del Texas Hold’em di nanni deLbecchi

tre secoli al tavolo verde Tutto cominciò sui battelli che, alla fine del ’700, solcavano il Mississippi; saloon galleggianti affollati di cowboy, avventurieri e bari. La Storia del poker di Franck Daninos (Odoya, 20 euro) è avvincente come ci si aspetta dal gioco che in due secoli ha conquistato il mondo. Dopo il periodo western, le cattive compagnie continuano con la fondazione di Las Vegas a opera dei boss mafiosi. Ma nel nuovo millennio la versione texana a sette carte riesce

incanto PieTRO GROSSi Mondadori, 19 euro

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a capovolgere l’immagine del vecchio poker. Con l’aiuto di tv e internet, l’ultimo avatar del sogno americano assomiglia sempre più a uno sport, e i suoi proseliti (tra cui c’è anche Barack Obama) sono sempre più star mediatiche. Oggi in Italia lo giocano in 4 milioni; la fortuna non è mai stata tanto democratica.

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la legge dell’odio aLbeRTO GaRLini einaudi, 22 euro

così in terra daVide enia dalai editore, 17,50 euro

a storia recente si comprende meglio se la si guarda negli occhi, ovvero se ci viene narrata in prima persona; e tre romanzi italiani appena usciti ce ne danno la riprova. Davide Enia, nel suo Così in terra (Dalai Editore), sceglie di raccontare cinquant’anni del nostro paese (dal 1942 al ’92), attraverso l’epopea di Davidù, un bambino che, dopo aver perso il padre pugile, sale per la prima volta sul ring all’età di nove anni. In una Palermo da romanzo criminale, violenta e corrotta, si muovono accanto a lui una serie di personaggi a forti tinte: il compagno di giochi Gerruso, il maestro di boxe Franco, il tenente D’Arpa, la nonna Provvidenza... I loro caratteri e le loro gesta compongono il quadro di una società in guerra permanente, dove la ferocia è l’altra faccia della sensualità. Il fiorentino Pietro Grossi ambienta invece Incanto (Mondadori) partendo dai colli senza tempo della Toscana, per arrivare a Glasgow e a New York. All’inizio degli anni 90 nasce l’amicizia di tre compagni di scuola accomunati dalla passione per i motori e dalla voglia

di scoprire il mondo. Da questa griglia di partenza comune, il destino li porterà a compiere percorsi completamente diversi: Biagio diventa un campione di motociclismo, Jacopo frequenta una prestigiosa università britannica, mentre Greg si dedica all’alta finanza. Occorreranno vent’anni per ritrovarsi; e per scoprire il mistero che per vent’anni li aveva separati. Infine, Alberto Garlini, con la sua Legge dell’odio (Einaudi), ci consegna un romanzo alquanto scomodo sugli anni 70, usando l’insolito punto di vista

di un terrorista nero. Siamo nel maggio del 1985: nel tribunale di Milano Franco Revel, capo di Lotta nazionale, accusato di aver ucciso il camerata Stefano Guerra, subisce un interrogatorio. Seguendo la sua deposizione, si ripercorre la storia di Stefano Guerra e delle trame neofasciste in Italia negli anni dal ’69 al ’72: una storia che corre a ritroso, dal disincanto alla rabbia e dalla rabbia all’illusione. Sullo sfondo, il fallimento di una generazione e di tutti i suoi sogni, al di là di ogni fazione politica.

vite geniali Un’altra biografia immaginaria sulla corda tesa tra verità storica e invenzione pura. Un altro eroe eccentrico. Un altro genio al confine con l’autismo. dopo averci raccontato il maratoneta olimpionico emil Zatopeck e il compositore Maurice Ravel, Jean echenoz descrive in Lampi (adelphi, 17 euro) la vita movimentata del «fisico bestiale» nikola Tesla. Pioniere dell’elettromagnetismo, collaboratore di edison e Westinghouse, inventore della corrente alternata, Tesla è una misteriosa via di mezzo tra il matematico e il rabdomante. energia ideale per il fuoco freddo, la poesia esatta della scrittura di echenoz. biO


Con il suo design dalle linee pure e architettoniche, la collezione Hampton, da donna e da uomo, possiede un’eleganza decisa e uno stile di vita per eccellenza. www.baume-et-mercier.com

numero verde 800 330 084


Mettere la quinta

Muoversi

Stile e prestazioni, comfort da business class e passione per la velocità. La quinta generazione di Bmw M5 è da provare sia in strada che in pista. E poi, la compatta Mazda CX-5, che rivoluziona le sport utility di nicola d. bonetti

il fior fiore di lotus Non solo un marchio dall’elevatissimo contenuto emotivo, nomi di piloti le cui gesta evocano l’Olimpo stesso delle corse: nel primo libro in italiano sulla storia Lotus, ci sono tutti gli ingredienti per accedere all’esclusivo fascino. Potrebbe bastare l’evocazione di Colin Chapman, mito al centro di quest’universo, nel quale si muovono stelle come Stirling Moss, Graham Hill, Jim Clark, Jochen Rindt, poi da Fittipaldi a Peterson e Andretti, volando fino Senna e Hakkinen. L’opera di Paolo Ferrini,

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escrivere la nuova Bmw M5 potrebbe condurre a elencare una serie di numeri, dati e specifiche tecnologiche: proporzionali alle prestazioni, da sempre eccellenti, della berlina sportiva. O meglio, sportiva berlina. Perché M5, soprattutto in quest’ultima versione, è prima di tutto una vettura da pista. Ragione per la quale Gentleman

Leggera come una Lotus (editore Media Consultants, 144 pagine, 25 euro con spedizione gratuita), sintetizza entusiasmo e competenza, stile e rigore storico, ripercorrendo la leggenda del marchio britannico Lotus attraverso innovazione e competizione, per andare forte, sempre: come il genio di Chapman.

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l’ha provata a Misano Adriatico, con la scuola Guidare-Pilotare al Simoncelli International Circuit, riportando una serie di sensazioni concentrabili in una semplice espressione: tecnologia facile, pur con quattro porte e cinque posti (di lusso, per altro). Abbandonati i purismi di un tempo, la quinta serie di M5 spinge con due turbine che soffiano in modo diffe-

CON UNA MARCIA IN PIÙ piccolo grande suv

CX-5, la prossima sport utility compatta di Mazda, elabora nella categoria più richiesta nuove tecnologie e stile molto personale: skyActive per le prime e Kodo design per il secondo, dalla linea scolpi-

ta pur in 4 metri e mezzo, con andamento sportivo. l’etichetta hi-tech concentra invece le molteplici soluzioni che rendono avanzata la meccanica, dalle sospensioni ai motori: annunciati a gasolio (2.2 da 150 e 175 Cv) e benzina (2.0 da 165) con spiccata efficienza, abbinati a cambi manuali e automatici a sei marce, con trazione anteriore o integrale. Prezzi ipotizzati da 22 a 30mila euro, con arrivo in aprile. www.mazda.it

GRinta & RaFFinateZZa. Sopra, un’immagine del trequarti anteriore della nuova bmw M5. Monta un motore V8 da 560 cv che la spinge a 250 km/h (305 nella versione M driver’s Package). accanto, alcuni dettagli della vettura.

renziato, offrendo un’erogazione che consente di andare a spasso silenziosi e tranquilli, oppure di scatenare la belva come si conviene in pista. Doppia personalità, come negli interni in stile assolutamente business class senza alcun sacrificio di dotazioni e senza vistosi esibizionismi di quella grinta che è sempre a portata del piede. E del volante: oltre la funzione primaria dell’eccellente sterzo, i pulsanti M Drive richiamano istantaneamente le configurazioni personali di assetto, erogazione e assistenza alla guida, fino alle prestazioni estreme. Inevitabilmente, qualche numero: motore 4.4 litri V8 con TwinPower Turbo e Valvetronic da 412 kW/560 Cv stabili da 6 a 7.000 giri, coppia di 680 Nm da 1.500 giri (e non è un refuso), scatto 0-100 in 4,4 secondi e in 13,0 da 0 a 200, velocità di 250 km/h (oppure 305 con M Driver’s Package), consumo medio di 9,9 l/100 km (non meno sorprendente dei precedenti), al prezzo di 106.631 euro. www.bmw.it


colpire

Uno swing in Patagonia Argentina, Terra del Fuoco. Ai piedi delle Ande, tra grandi foreste e specchi d’acqua, sorge il Llao Llao Golf Resort & Spa. Accanto ai ristoranti e al centro benessere, vanta uno dei campi da golf più belli del Sud America di marcella magliUcci

le gare da non perdere

il percorso del llao llao golf resort si snoda tra foreste di larici e cipressi del Parco nazionale di Nahuel Huapi. Si tratta di un 18 buche par 70, dove gli appassionati possono cimentarsi anche nel cross golf, da giocare con ferri normali e una palla ovale da orientare verso una porta simile a quella del rugby.

24 marzo coPPa gaggia 18 buche Stb, 3 cat. golf club garlenda via del golf 7 - P.tta galleani garlenda (Sv) tel. 0182.580012 www.garlendagolf.it 25 marzo World caribbeaN golf cHalleNge 18 buche Stb, 3 cat. zoate golf club via g. Verdi 8 zoate di Tribiano (mi) tel. 02.90632183 www.golfzoate.it 31 marzo golf card amex 2012 18 buche Stb, 3 cat. golf club milano viale mulini S. giorgio 7 Parco reale di monza tel. 039.303081 www.golfclubmilano.it 14 aPrile rolex golf 2012 18 buche medal, 3 cat. golf club bergamo l’albenza via longoni 12 almenno S. bartolomeo (bg) tel. 035.640028 www.golfbergamo.it 15 aPrile HeNry coTToN’S golf cuP 18 buche Stb, 3 cat. golf club carimate via airoldi 2, carimate (co) tel. 031.790226 www.golfcarimate.it

www.classlife.it Per chi vuol conoscere i percorsi migliori del mondo.

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35 chilometri dalla città di Bariloche, incastonato nello spettacolare paesaggio naturale della Patagonia, e più precisamente nel Parco nazionale di Nahuel Huapi, il Llao Llao Golf Resort&Spa è un bellissimo cinque stelle lusso incorniciato dalle cime delle Ande e dagli specchi d’acqua del Lake District. Affacciato su un tracciato 18 buche delicato e affascinante, si snoda tra foreste secolari di larici e cipressi. Indirizzo di prestigio e ritrovo esclusivo del jet set internazionale, il resort fu inaugurato nel 1940 e porta la firma del celebre

architetto alejandro bustillo che fece realizzare 162 stanze (tra cui 11 studio e 12 suite), integrandole perfettamente con la natura circostante. Collegate da un ponte panoramico alla costruzione originale ci sono oggi altre 43 suite superior e deluxe, dislocate nell’ala chiamata Lago Moreno, elegante costruzione eco-compatibile inaugurata a fine 2007. Oltre all’oasi di benessere e rémise en forme, il resort vanta ristoranti sopraffini, tra i quali Asador, famoso in tutto il paese per le specialità a base di carne argentina. Il Llao Llao è un pun-

un weeken d da gara Villa Crespi, dimora moresca sulle sponde del Lago d’Orta, si prepara a ospitare la 2ª tappa del Trofeo Relais&Châteaux Golf 2012, che si terrà il 25 marzo presso il Golf des Iles Borromées, affacciato sul Lago Maggiore. Per l’occasione, offre un pacchetto speciale che comprende una notte in doppia o suite, colazione biologica, aperitivo con premiazione al lounge bar, massaggio sportivo o cena firmata dallo chef stellato Antonino Cannavacciolo e green fee per il torneo da 290 euro a persona. www.villacrespi.it

e diStrict faNNo le aNde e i lagHi del lak golf reSort&SPa. da corNice al llao llao

to fermo anche per i golfisti a caccia di nuove sfide grazie al suo Golf Course, spettacolare tracciato par 70, considerato tra i più belli del Sud America. Ostacoli d’acqua, saliscendi improvvisi e alberi che delineano fuori limite insidiosi obbligano anche i giocatori più esperti a esprimere un gioco controllato e ben calibrato che coniughi colpi potenti a precisione e strategia. Oppure si può provare il cross golf, che si gioca con gli stessi ferri del golf ma con una palla ovale e, al posto del green, la meta è una porta simile a quella del rugby. Il pacchetto golf con pernottamento, prima colazione, due green fee per stanza al giorno e libero accesso alla Spa costa 265 dollari (200 euro) per un’elegante Mountain room, fino a raggiungere i 2mila dollari (1.500 euro) per una sensazionale Lake suite. www.llaollao.com


abbinare

Working class

Se la classica 24ore, con porta-computer e porta-iPad, va solo con l’abito formale, lo zaino è un passe-partout, e si sceglie sia in un ambiente di lavoro formale che casual. E poi, il servizio di personalizzazione firmato Gucci di simonetta de pasca -still life di roberto sorrentino

a misura d’uomo «Le sensazioni sono i dettagli che compongono la storia della nostra vita», diceva Oscar Wilde. Ma vale anche il contrario, ossia i dettagli sono le emozioni che compongono la storia della nostra vita. Ed è quello che deve aver pensato Gucci quando ha messo a punto Made to Measure, per offrire ai propri clienti un servizio di personalizzazione di abiti, camicie e calzature. La casa fiorentina mette a disposizione dei propri clienti, infatti, una vasta gamma di tessuti, tra lane, cashmere, mohair, sete e velluti (sotto, una cartella colori) per la realizzazione di abiti e capispalla, di cui è possibile scegliere anche dettagli e rifiniture a seconda del proprio gusto. Tutto questo, per ora, è attivo in 11 boutique Gucci (da Milano a New York, da Hong Kong a Londra, per citarne alcune). Ma l’obiettivo è quello di estendere il servizio Made to Measure a tutte le boutique della maison. Dal momento dell’ordine, la consegna è prevista in quattro/sei settimane. www.gucci.com

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1-MANDARINA DUCK Con scomparto por-

ta-computer, ha due tasche a soffietto sul davanti (399 euro, mandarinaduck.com).

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2-GIORGIO FEDON 1919 Con due scomparti e

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doppia chiusura, ha una tasca sul retro (450 euro, piquadro. com). 3-PRADA In pelle saffiano, ha un doppio soffietto (1.650 euro, prada. com). 4-PIQUADRO Ha il comparto porta-computer e quello porta-iPad. La chiusura è a calamita (318 euro, piquadro.com).

4 ArmAni

bottegA venetA

cAvAlli

zegnA

cAnAli

1-THE BRIDGE Di pelle

martellata, con porta-iPad interno (286 euro, thebridge. it). 2-A.TESTONI Con ampia tasca sul davanti, ha le bretelle regolabili (650 euro, testoni.com). 3-GUCCI Di pelle con banda di cordura a contrasto (prezzo su richiesta, gucci.com). 4-FON-

dsquAred2

gucci

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TANA MILANO 1915

Di cuoio vegetale palmellato, ha due tasche sul davanti e chiusura con due fibbie (1.350 euro, fontanamilano1915.com).

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hermès


visitare

C’era una volta in Italia La vita e i piaceri degli americani che, tra ’800 e ’900, sceglievano la Toscana. I paesaggi e le letture sulle sponde dell’Arno. Insomma, un’epoca. Raccontata dal pittore John Singer Sargent e da altri impressionisti, in mostra a Firenze dI beba marsano

il ritorno del rito del tè

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1904-1906 circa; olio su tela; 60,9 x 44,4 cm. Collezione privata.

La c am e ra d’aL be rg O

a TOrre g aL L I : S I g N Or e I N g Ia r dI N O

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Le chiamavano Scorpioni per il loro umorismo sottile, pungente, spesso velenosissimo. Erano brillanti signore della high society anglo-americana che, nella Firenze degli anni 20, si ritrovavano ogni pomeriggio per il tè al Parco delle Cascine, poi al Gran Caffè Doney di via Tornabuoni. Oggi il Four Seasons Hotel ripropone quell’antica consuetudine con Afternoon Tea in Florence. Una parentesi di golose raffinatezze che, ogni giorno dalle 16 alle 18, nell’atmosfera di ovattata eleganza del cinquecentesco Palazzo della Gherardesca, mette in scena un autentico rito. Miscele da intenditori si accompagnano alle delicatezze dello chef pâtissier Domenico Di Clemente (famosi i suoi macaron al caramello) per un momento di autentica felicità che coniuga perfezione estetica e delizia dei sensi. www.fourseasons.com/ florence

1910; olio su tela; 71,10 x 91,50 cm. Londra, The royal academy of arts.

1906; olio su tela; 70 x 53,5 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi, Corridoio Vasariano.

IN Le TTU ra SU L m are

stato uno dei ritrattisti più pagati e corteggiati dal jet set internazionale. Ma John Singer Sargent (1856-1925), americano nato in riva all’Arno e cresciuto nella Parigi di Monet, fu anche raffinato paesaggista e sensuale pittore di frammenti di quotidianità. Ritrasse interni domestici, giardini fioriti e le abitudini di quell’eccentrica, sofisticata colonia di artisti e intellettuali d’Oltreoceano che, tra Otto e Novecento, elesse Firenze a luogo deputato di vita e ispirazione. A raccontarlo è la mostra Americani a Firen-

1910 circa; olio su tela; 130 x 228 cm. Collezione privata.

ze. Sargent e gli impressionisti del Nuovo Mondo che, a Palazzo Strozzi, dispiega un centinaio di capolavori superbi, firmati soprattutto dal Gruppo dei Dieci (Ten), in cui la luce sembra trasformare la realtà in un’ininterrotta proiezione del desiderio. In questi dipinti, che hanno diffuso nell’immaginario statunitense il mito della Toscana, si ritrovano i luoghi e le atmosfere di quell’élite cosmopolita legata a una Firenze defilata e segreta che la rassegna invita a scoprire. Casa Guidi, residenza dei poeti inglesi Elizabeth Barrett e Robert

Browning. Il Cimitero degli Allori, vero e proprio Pantheon degli artisti a stelle e strisce. Il Museo Horne, scrigno della collezione d’arte toscana del XIV e XV secolo di Herbert P. Horne, antiquario e consulente del Metropolitan Museum di New York. Il Museo Stibbert, dimora dell’inglese Frederick Stibbert, famosa per l’armeria, le scenografiche raccolte orientali e il grande parco romantico. La mostra è aperta, fino al 15 luglio, tutti i giorni dalle ore 9 alle 20, giovedì fino alle 23. www.palazzostrozzi.org


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I

l ritmo del cuore è captato da un cerotto e la concentrazione di zuccheri nel sangue si osserva sul proprio tablet. ormai il medico, grazie alle tecnologie avanzate, si può addirittura indossare. Per l’uomo che non ha tempo e per quello che non vuole perdere tempo, per chi sente il tempo e per coloro che sono in corsa contro il tempo, i dispositivi hi-tech stanno rivoluzionando il modo di curarsi. telefoni con connettività bluetooth e applicazioni per smartphone accessibili gratuitamente o con pochi centesimi di euro possono aiutare a smettere di fumare (come nel caso della nuova applicazione della Fondazione Veronesi denominata No smoking be hAPPy), control-

Smettere di fumare e controllare i livelli di zuccheri nel sangue, tenere sotto controllo il cuore e avere un personal trainer sempre con sé. Il medico arriva sul telefonino e addirittura si può indossare

lare i valori se si è diabetici, grazie per esempio alla piattaforma iBGStar di Sanofi-Aventis, ma anche misurare il proprio stato d’ansia con l’app Ansiometro. Non solo, la tecnologia portatile permette di avere un personal trainer sempre accanto mentre si fa jogging: miCoach Running di Adidas fornisce, infatti, consigli sulla corsa, così come l’app Sveglia intelligente regola l’allarme mattutino in base ai cicli del sonno. Fra i centri pionieri della telemedicina, spicca come un faro la mayo clinic del minnesota, dove da tempo è stato avviato un monitoraggio a distanza dei pazienti con scompenso cardiaco attraverso un dispositivo di ultima generazione che permette di rilevare in tempo

reale i dati su frequenza respiratoria, pulsazioni cardiache e attività fisica. il sistema si avvale di un cerotto dotato di sensori e di una piccola antenna trasmittente da portare addosso. Nell’era dell’informazione, infine, la comunicazione e lo scambio di dati diventano utili per una second opinion medica. Questo approccio permette di fornire una diagnosi clinica a distanza grazie al collegamento telematico tra i diversi reparti specialistici e consente di ampliare lo sguardo sulla persona, creare insomma un circuito virtuoso di indagine, per rendere la cura davvero su misura. come un abito sartoriale. fondazioneveronesi.it, mayoclinic.com

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a cura di Andrea Milanesi

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44


linee del cuore

I

l design visto dalla parte dei protagonisti. Gentleman ha intervistato quattro progettisti italiani, diversi fra loro per stile e scelte, ma accomunati dalla passione per la progettualità. si raccontano attraverso le loro storie e i loro nuovi lavori. le risposte a tre domande, uguali per tutti, svelano invece il loro lato più nascosto. e tutti si divertono, con ironia, nella scelta di un personaggio-icona del passato, da riproporre in uno scatto fotografico d’eccezione.

Da sinistra, i designer Paolo Ulian, Ferruccio Laviani, Matteo Nunziati e Lorenzo Damiani, ritratti nel negozio Skitsch di via Monte di Pietà 11, a Milano.

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FERRUCCIO LAVIANI

J a c q u e s Ta t i

L’oggetto che avrei voluto progettare

non esiste a priori. deve ogni volta nascere dentro di me un’eccitazione, un

desiderio

e una curiosità, allora sì che nasce la voglia di sviluppare un progetto. L’oggetto perfetto Olycom

Ferruccio Laviani, 52 anni, celebre per il suo stile fatto di emozioni e non solo di ragionamento, sceglie come personaggio di riferimento il regista, attore, mimo e sceneggiatore francese Jacques Tati, di cui apprezza l’ironia e le scelte architettoniche che caratterizzano i suoi film. www.laviani.com

amo molto il cibo e la tavola,

pesto e il sugo pomodoro e basiLico. entrambi, con

e trovo perfetti il

pochi elementi semplicissimi, mi provocano sempre forti emozioni. Luogo del cuore

La mia casa, circondato dagli affetti familiari.

Sembra una virgola la lampada Taj in plastica disegnata per Kartell (www.kartell.it) da Ferruccio Laviani. In alto, un piatto di pasta pomodoro e basilico, «un oggetto perfetto», secondo il designer.

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linee del cuore Ferruccio Laviani, 52 anni. il suo segno progettuale è sospeso fra moda, architettura e design, con uno stile fatto soprattutto di emozioni e non solo di ragionamento. Progetta per diverse aziende, tra cui abet Laminati, Memphis, olivetti, Molteni, Dada. Dal 1991 è direttore artistico di Kartell. collabora con Foscarini, Moroso, Fontana arte, Flos, Swarovski, Snaidero, cassina. Dal 2001 disegna per Dolce&Gabbana, creando il concept dei corner, gli interni del nuovo quartier generale di Milano e l’interior design delle boutique in tutto il mondo. «Progettualmente mi piace cambiare, avere un segno che non sia necessariamente riconoscibile subito. Quest’anno ho curato l’allestimento di Kartell in Fiera. È una mostra dei progetti, dove vengono esposte le nuove lampade ma anche la storia della loro produzione, gli schizzi, le parole del designer. L’intento è di evidenziare la cultura del progetto che aziende come Kartell portano avanti da anni, e che fa la differenza. un allestimento strutturale, severo, senza orpelli. all’opposto, per ego presento una linea di mobili con reminiscenze rinascimentali, dalla forte componente decorativa. Perché la mia progettualità non è monodirezionale. Per Kartell ho disegnato la lampada Taj, una semplice virgola in plastica, ma sto lavorando a un’illuminazione a pavimento molto décor».

Paolo Ulian, 51 anni, Menzione Compasso d’oro 2011, riconosce in Bruno Munari il suo maestro, per lo straordinario stile semplice, asciutto, ma non serioso. Altro elemento che li accomuna è l’importanza che assume l’etica in un progetto. www.paoloulian.it

PaoLo uLian, 51 anni. Dopo aver frequentato l’accademia di Belle arti di carrara, si è diplomato in industrial design. alla fine del 1990 ha iniziato a lavorare con enzo Mari. È rimasto con lui fino al 1992, per poi tornare in Toscana. i suoi primi progetti sono stati per Driade e Bieffeplast. nel 2000 ha partecipato al Salone Satellite, dove ha vinto il Design report award. Ha iniziato a collaborare con Droog Design e con alcune aziende italiane come Fontana arte, Luminara, Zani e Zani, BBB Bonacina, Sensi&c, coop, azzurra ceramiche, Skitsch. il lavoro di Paolo ulian è caratterizzato da oggetti semplici ma sempre con piccoli particolari che ne fanno la differenza, come il cesto per la frutta disegnato per Danese, realizzato con un disco d’acciaio tagliato al laser. il disco, bidimensionale, può essere modificato dall’acquirente prendendo forme e funzioni diverse: cesto portafrutta, piatto o vassoio. Preziosi e belli i tavoli in marmo per Le Fablier, composti da piccole piastrelle di marmo con un disegno a labirinto ottenuto con una speciale tecnologia che permette di non avere scarti. «credo che il principio base della mia progettazione sia l’aspetto etico. cerco, attraverso la semplicità delle forme, d’inviare quasi un messaggio subliminale. non so se poi arrivi veramente, ma il mio intento è di promuovere prima di tutto principi

L’oggetto che avrei voluto progettare

La

bicicletta. Un mezzo

beLLissimo e UtiLe che da secoLi ha risoLto in maniera essenziaLe e sempLice iL probLema deLLo spostamento. L’oggetto perfetto

L’ ago per cUcire. iL più piccoLo oggetto che L’occhio Umano possa vedere, fUnzionaLe e UtiLe. Luogo del cuore

La montagna. soLo Lì ritrovo Accanto, il tavolino Wabi, disegnato da Paolo Ulian per Le Fablier (www. lefablier.it) è un labirinto di piccole piastrelle di marmo tagliate a laser. Sopra, l’ago per cucire, oggetto perfetto secondo il designer.

pa o l o u l i a n

me stesso e La confidenza con La

natura. È La mia atmosfera ideaLe, La città mi offre

tanti stimoLi ma non La serenità.

Bruno Munari

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Lorenzo Damiani, 40 anni, campione del minimalismo, ad aprile si troverà a confrontarsi con il lavoro del suo mito Achille Castiglioni. Infatti, 15 oggetti del suo percorso progettuale saranno esposti alla Fondazione Castiglioni (www.achillecastiglioni.it). L’idea della mostra è nata dall’incontro tra il giovane designer e i figli di Achille Castiglioni. www.lorenzodamiani.net

L’oggetto che avrei voluto progettare

Qualsiasi oggetto

semplice,

utile e Quasi anonimo. Come il

rasoio bic usa e getta. e il normalissimo pennello per dipingere Che ho progettato, alla Cui base del maniCo ha un dente metalliCo, per ovviare a un eterno problema: aprire e valori sani. Senza abusare di termini come sostenibilità o ecologia, troppo spesso presenti in maniera impropria. La mia attenzione al progetto è pura, la materia si delinea nella sua semplicità ed essenza. Che poi il mio progetto abbia un corso di produzione attraverso una forma artigianale, un’autoproduzione o un percorso seriale di tipo industriale per me non ha importanza».

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Sopra, la lampada Luci Argento in ottone nichelato, disegnata da Lorenzo Damiani per Skitsch (www.skitsch.it), ha forma di candelabro. A destra, la Stanza dei Tecnigrafi, nella Fondazione Achille Castiglioni.

Lorenzo Damiani, 40 anni. Ha un segno puro e minimalista. Ha esposto i suoi lavori in numerose mostre collettive. La sua consolle da muro Flex è nella collezione permanente del Museo di Chicago. Ha collaborato con aziende come Campeggi, Cappellini, montina, Firme di Vetro, acqua di Parma, abet Laminati, omnidecor, Coop, illy Caffè, iB rubinetterie, Sphaus, BBB Bonacina e Skitsch. «nel progettare, sviluppo sempre una grande attenzione per l’oggetto, non in quanto forma ma come funzione. amo la semplicità e il riciclo è un tema che mi appassiona. in aprile, 15 oggetti del mio percorso progettuale saranno esposti presso la Fondazione Castiglioni. Poi, ho in programma due tappeti per nodus. Uno sviluppa nel decoro una trama ortogonale con tessitura di fili elastici. L’altro, dal significato più concettuale, è un tappeto tondo in cui una grande mano, quasi un logo, diventa simbolo di aiuto reciproco, perché ognuno di noi metta in pratica il riutilizzo delle risorse dismesse, argomento che mi sta molto a cuore. Ho disegnato una poltroncina per Campeggi che prosegue la mia

un barattolo di verniCe senza avere un CaCCiavite a portata di mano. L’oggetto perfetto

non Credo Ci possa essere un oggetto perfetto. avrà sempre delle

imperfezioni ,

magari il suo smaltimento. Luogo del cuore

Qualsiasi luogo visto dalla mia

moto mentre viaggio.

ChiC+kitsCh fAnno iL design skitsCh

Nato nel 2009 grazie a una cordata di imprenditori (Alberto e Luca Bombassei, Alberto e Maria Giuseppina Barcella, Giuseppe Cornetto Bourlot, Private Equity Hat Spa), Skitsch si è subito proposto come un design concept store in grado di raccogliere la creatività e l’originalità di grandi designer. Oltre ai monomarca di Milano e San Paolo, oggi la grande sfida del marchio è l’on-line. www.skitsch.it

LORENZO DAMIANI

Achille Castiglioni

linee del cuore


Ritratto di Giovanni Gastel

LO STILE CI GUIDA Philip Watch e Matteo Marzotto insieme a sostegno della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus. Cruiser, cronografo, fondello e corona a vite, finiture oro rosa, lunetta in ceramica, vetro zaffiro antiriflesso. Swiss Made.

Matteo Marzotto, Vicepresidente della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica

www.fibrosicisticaricerca.it

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Gio Ponti Archives

M AT T E O N U N Z I AT I

Gio Ponti

linee del cuore Matteo Nunziati, 40 anni, specializzato nella progettazione di luxury hotel, ammira Gio Ponti per «la sua multidisciplinarietà da bottega rinascimentale nell’affrontare con la stessa qualità architettura, disegno industriale, decorazione e grafica. M’interessa, inoltre, l’equilibrio che trovò fra innovazione e legame con il passato». www.matteonunziati.it

L’oggetto che avrei voluto progettare

la

lampada arco dI achIlle e pIer

GIacomo castIGlIonI. unIsce funzIonalItà ed estetIca. InnovatIva con un rIchIamo alla tradIzIone ItalIana GrazIe all’uso del marmo dI carrara. L’oggetto perfetto

fiore. Bellezza estetIca che commuove (la natura

Il

poI è perfetta). fIore anche come pollIne, InsettI, rIproduzIone... Luogo del cuore

casa In cuI, con mIa moGlIe, mI rIfuGIo In toscana, a castellIna la

marIttIma, fra terra e mare.

idea di oggetti che possono cambiare funzione. In questo caso, la poltroncina diventa un treppiede, un piccolo sgabello sempre utile in casa». Matteo NuNzIatI, 40 anni. Collabora da anni con aziende del settore come Poliform, Matteograssi, Molteni & C, Poltrona Frau, Fontana arte, I 4 Mariani, La Murrina, teuco, Listone Giordano. Si è specializzato nella progettazione di luxury hotel, wellness center, Spa e residenziale. Nel 2004 ha disegnato un luxury wellness centre di 2mila mq a Milano. a Dubai ha realizzato due hotel residence in torri di 20 e 40 piani e disegnato gli interni di 50 ville. Ha in corso progetti in Italia, Svizzera, Polonia, emirati arabi, Qatar, arabia Saudita, Kuwait, Maldive, Cina. «Nasco come product designer, conosco le aziende, i processi produttivi, il marketing e le campagne pubblicitarie. Da anni il mio studio si occupa di interior design e di architettura. È stato per me naturale unire le varie competenze. Nella torre in Qatar, a Doha (50 piani per 388 appartamenti), ho imposto un arredamento made in Italy, realizzato dalle aziende con cui collaboro, per la sua qualità. Diventa una sfida, in un mondo sempre più globale, scegliere il meglio. Per una grande Spa a Londra cerco di convincere gli investitori a preferire marchi italiani, anche se quelli cinesi costano il 50% in meno. Così, organizzo tour nelle realtà produttive in Italia, per far toccare con mano l’eccellenza artigiana. Perché come lavoriamo noi, non lavora nessuno al mondo».

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Sotto, il divano Chimera, disegnato da Matteo Nunziati per I 4 Mariani (www.i4mariani.it). A sinistra, l’oggetto che il designer avrebbe voluto progettare: la lampada Arco di Achille Castiglioni.


neobarocco

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Il suo sogno? Progettare una moschea. Il suo stile? Ori, broccati e misure extralarge. Il suo rifiuto? La tendenza all’essenzialità. Il suo obiettivo? Che le sue creazioni vivano per sempre. È Marcel Wanders, il mago del design DI Lauretta COz - fOtO DI hubert fanthOMMe/ag. vOLPe

E

clettico e mai scontato. eccentrico e istrionico. marcel Wanders, 48 anni, designer olandese di fama mondiale, ha da poco presentato a Parigi il suo ultimo progetto. christofle lo ha scelto per disegnare una nuova linea per la tavola, in argento inciso. «con il mio lavoro voglio emozionare la testa e il cuore, creare oggetti che saranno un legame fra le diverse generazioni, da nonna a nipote. creare oggetti duraturi». il suo studio di amsterdam è composto da 30 collaboratori, una fucina di idee e progetti. tanti per i brand stranieri: B&B

italia, Poliform, moroso, magis, alessi, swarovski, Boffi, Bisazza, Klm, Puma, cappellini e, dal 2000, anche per la propria casa di produzione moooi. Progetta dal trolley alla scultura in foglia d’oro esposta all’ingresso del suo studio. si presenta molto elegante: completo nero senza cravatta, camicia bianca, scarpe di vernice rossa e, al collo, la leggendaria collana-talismano. Gentleman. a gennaio ha presentato a maison&objet di Parigi, per christofle, un servizio di posate d’argento. Marcel Wanders. come si è svolta questa

In questa foto, Marcel Wanders, 48 anni, geniale designer olandese, fondatore del marchio Moooi nel 2000, a cavallo della scultura in foglia d’oro The Lucky One, serie One Minute Sculpture, 2008, nel suo studio-atelier di Amsterdam.

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neobarocco

a sinistra, la scultura The Tree of Life, 2009, e le abat-jour big Shadow e eye Shadow. In basso, il team di Wanders 0al lavoro nello studio e, sotto, la lampada bell (Personal editions) e il tavolo new antique (cappellini.it).

me. Se io donassi a mia figlia tredicenne un regalo in un pacchetto senza nastro, con la scritta Less is More (frase molto alla moda ispirata all’architettura di Mies van der Rohe), come risultato, mia figlia penserebbe che non la amo più. Questa tendenza odierna all’essenzialità è il risultato di un secolo e mezzo di educazione dogmatica, non è una vocazione naturale. Io spero che i paesi in via di sviluppo sapranno, nella loro riqualificazione industriale, saltare questa tappa! G. Il suo primo progetto è stata la Knotted Chair (la sedia in corda e fibra di carbonio, annodata a mano e indurita con un trattamento a base di resina), per Droog Design nel 1996, poi editata da Cappellini, ora diventata un’icona del design, battuta all’asta per i collezionisti. Il segreto del suo successo? «si può ridere di tutto. se non si ha senso dell’umorismo, non si può trasmettere la bellezza del proprio operato»

collaborazione? Lentamente! Mi ci sono voluti tre anni per realizzare qualche pezzo. Riflessioni e ripensamenti continui. Era Christofle ad avere ragione, basta osservare la bellezza del risultato. Se, oggettivamente, questo tipo di progettazione non sembra adatto alla nostra epoca, credo sia necessario preservarla come specie rara. Nella collezione Giardino dell’Eden l’incisione è stampata, la foglia d’argento è posta sui pezzi del servizio e battuta delicatamente dall’artigiano per ottenere la decorazione. Un vero lavoro da orafo. G. Spesso il suo design è definito barocco... M.W. La gente non sa quello che dice. Non ci sono più gli artigiani né i mezzi per fare del barocco oggi. Ma se il barocco è design, è décor, e la casa diventa terreno di gioco, perché no? Una cosa è certa, non mi sento di appartenere al mio tempo! La mia sensibilità è l’esatto opposto dello stile di vita dominante, che mette al primo posto la tecnologia, la scienza e il razionalismo. Non è così, per

Sopra, un trumeau d’epoca nello studio di Marcel Wanders, che spesso nelle sue creazioni s’ispira ai mobili antichi. altra sua caratteristica è l’ironia, come si nota dal vaso The Killing of a Piggy bank (in alto), della collezione Delft blue, realizzato con la manifattura royal Delft.

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neobarocco

a sinistra, Marcel Wanders posa insieme a parte dei suoi collaboratori sotto un suo ritratto. Tutti i mobili sono stati disegnati da lui. In basso, un prototipo della collezione Target nello studio creativo di amsterdam.

«amo gli oggetti che non passano di moda e durano per sempre. nulla invecchia più velocemente delle novità»

il design è servito - quando la tavola è un giardino fiorito Quattro designer per quattro collezioni speciali per la casa. Sono Stéphane Parmentier, eugeni Quitllet, Fred Pinel e, naturalmente, Marcel Wanders, che hanno interpretato per christofle l’argenteria da tavola. La linea firmata Wanders si chiama Jardin

d’eden ed è un omaggio alla natura e alla poesia, con fiori e foglie, dorate o ricamate, che decorano piatti, vassoi e posate (in basso), per trasformare la tavola in un giardino da sogno. www.christofle.com

M.W. La Knotted Chair è un’interpretazione contemporanea del macramé fatto a maglia delle nostre nonne. Grazie a questo progetto sono riuscito a mettere insieme la tecnologia e l’artigianato. Dall’hi-tech al low-tech. Ognuno dei mei oggetti ha un riferimento al passato più o meno leggibile. Vorrei che le mie creazioni non fossero datate, per non passare di moda. Amo gli oggetti che durano per sempre, che passano di generazione in generazione. Nulla invecchia più velocemente delle novità. G. Il suo studio, nel cuore di Amsterdam, si trova in una vecchia scuola di 5.500 mq che lei ha ristrutturato. Com’è nata l’idea? M.W. Desideravo un ambiente orizzontale e non verticale, cosa rara ad Amsterdam. Westerhuis si sviluppa su quattro piani che io ho completamente decorato. La sede di Moooi, la casa di produzione che ho creato nel 2000 e di cui io sono direttore artistico, è al piano terra. All’ultimo, ho installato la mia collezione d’arte contemporanea, dove le opere di Jeff Koons e di Takashi Murakami sono esposte con le mie. Per me è come un teatro. Ideale per creare, ricevere e sistemare una parte della mia collezione. Io disegno e scolpisco, da anni, oggetti in edizione limitata. G. Il suo look è molto elegante, spesso si fa fotografare così, collana di perle compresa, anche se poi, come logo, usa il suo viso con un naso da clown. M.W. Mi piace, come designer, non rimettere in discussione ogni giorno la mia immagine e sapere ogni mattino che cosa posso indossare senza sbagliare. Per quanto riguarda la collana, ne ho due, che porto da otto anni, tutte false, una l’ho realizzata io stesso utilizzando pietre differenti che ho collezionato nel corso di viaggi e collaborazioni. Per esempio, a Murano, da Baccarat e da Bisazza. Per il naso da clown, avevo improvvisato durante una seduta fotografica. È rimasto poi come logo del mio lavoro. Mi piace come immagine, non è un clown, è il buffone del re, il solo che può ridere di tutto perché la sua lealtà è fuori discussione. Io svolgo il mio lavoro seriamente, ho ideali, una passione. Partendo da questo si può ridere di tutto. Se non si ha senso dell’umorismo, non si riesce a trasmettere la bellezza del proprio operato. G. Quale progetto le piacerebbe realizzare? M.W. Progettare una moschea. Non solo per la forma e i particolari decori, ma soprattutto per il desiderio di poter unire con il design culture diverse. Spero di trovare qualcuno che voglia affidarmi un lavoro così importante, ne sarei onorato. www.marcelwanders.com, www.moooi.com

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tempo di mare Un momento del panerai Classic Yachts Challenge a mahon, isola di minorca, Spagna. La barca con il numero 8 è moonbeam iV, ricordato come lo yacht della luna di miele tra il principe ranieri di monaco (che ne fu proprietario tra il 1950 e il 1959) e Grace Kelly.

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belles

D’ Il 19 aprile parte l’Antigua Classic Yacht Regatta, prima tappa del Panerai Classic Yachts Challenge 2012. Protagoniste le vele antiche più affascinanti del mondo dI IRene sAdeRInI

I

l legame tra Il mare e OffIcIne PaneraI è indiscutibile, ed è proprio in onore della storica liaison che da anni viene promossa la cultura delle barche a vela d’epoca, tramite la sponsorizzazione del circuito internazionale Panerai classic Yachts challenge. fondata nel 1860 a firenze come laboratorio, negozio e scuola di orologeria, Officine Panerai ha fornito per anni strumenti di precisione alla marina militare italiana, cercando di soddisfare le esigenze dei corpi speciali subacquei. I progetti sviluppati in quel periodo, come gli orologi radiomir e luminor, sono stati per anni coperti dal segreto militare e il loro lancio sul mercato è avvenuto solo in seguito all’acquisizione del marchio da parte del gruppo richemont nel 1997.

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tempo di mare stata, però, una cerimonia, sotto una pioggia battente che in qualche modo riportava all’atmosfera umida della Scozia. Si può ben dire che le tre generazioni di Fife, di nome William I, William II e William III, hanno progettato alcune tra le più belle imbarcazioni del mondo ancora naviganti come il Cambria del 1928, il Tuiga del 1909, Moonbeam III e Moonbeam IV del 1912, e Latifa del 1936 tra le più note. Ora il destino porta Eilean a tornare da dove era venuta, per la prima volta nell’isola caraibica che per quasi 30 anni l’ha vista protagonista, partecipando all’Antigua Classic Yacht Regatta (19-24 aprile), prima tappa del Panerai Classic Yachts Challenge 2012. Dopo i Caraibi, la stagione 2012 del Panerai Classic Yachts Challenge si sposterà come da tradizione in Europa, dove tra giugno e fine settembre si svolge il Circuito mediterraneo della Pcyc, formato dai raduni di Antibes (Francia), Porto Santo Stefano (Italia), Mahon (Minorca, Spagna), Imperia (Italia) e Cannes (Francia). Tra agosto e settembre, l’attenzione si sposta nelle acque dell’East Coast degli Stati Uniti per il Circuito Nord Americano, di cui fanno parte gli appuntamenti di Marblehead, Nantucket e Newport. Queste vecchie signore del mare non hanno perso la verve esibizionistica che le ha rese famose e c’è da scommettere che nel corso dei Giochi olimpici 2012, quando tutti gli occhi degli appassionati di vela saranno puntati sulle rive inglesi della Manica, ci saranno anche loro a farsi ammirare mentre accolgono a bordo gli ospiti della Panerai British Classic Week (7-14 luglio), la regata classica che ogni anno si svolge al largo dell’Isola di Wight e che da due anni completa il calendario internazionale del Panerai Classic Yachts Challenge. www.paneraiclassicyachtschallenge.com

il

restauro

bermudiano

di del

eilean, 1936,

ha

richiesto

40mila ore di lavoro nei cantieri

Sopra, Kipawa, sloop marconi o bermudiano di 10 metri del 1938 e restaurato nel 2003 dai cantieri tecnomar di Fiumicino (roma). a destra, eilean, il cui nome in gaelico significa piccola isola. in basso, la marina di porto rotondo e il suo celebre Yacht Club.

Tra le iniziative marittime, la più importante è senza dubbio l’aver restaurato e riportato al mare Eilean, un ketch bermudiano del 1936 costruito nei leggendari cantieri Fife di Fairlie, in Scozia. Lunga 27,70 metri, Eilean è stata ritrovata in pessime condizioni ad Antigua più di cinque anni fa da Angelo Bonatti, amministratore delegato di Officine Panerai, e da quel momento in poi è stata una vera e propria storia d’amore. Lui se ne invaghisce e coinvolge l’azienda per avviare il recupero storico di Eilean che, dopo 40mila ore di lavoro, verrà consegnata nel rispetto della cultura marinaresca: essendo già stata varata nel 1937, un secondo varo non si può fare. In onore di Eilean c’è

Panerai classic Yachts challenGe

CALENDARIO 2012

antigua ClaSSiC YaCht regatta (Antigua, Caraibi) 19-24 aprile 2012 leS VoileS d’antibeS (Antibes, Francia) 30 maggio-3 giugno 2012

60

argentario Sailing WeeK (Porto Santo Stefano, Italia) 14-17 giugno 2012 panerai britiSh ClaSSiC WeeK (Cowes, Isola di Wight, Regno Unito) 7-14 luglio 2012 Corinthian ClaSSiC YaCht regatta (Marblehead, Stati Uniti) 10-12 agosto 2012 opera houSe Cup (Nantucket, Stati Uniti) 16-19 agosto 2012

iX Copa del reY de barCoS de epoCa (Mahon, Minorca, Spagna) 28 agosto-1 settembre 2012 muSeum oF YaChting ClaSSiC YaCht regatta (Newport, Stati Uniti) 31 agosto-2 settembre 2012 Vele d’epoCa di imperia (Imperia, Italia) 5-9 settembre 2012 régateS roYaleS (Cannes, Francia) 25-29 settembre 2012

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vele & trofei

Sulla

Cresta dell’ Onda A dare inizio ai giochi è la tappa napoletana dell’America’s Cup World Series, ma il calendario delle prossime sfide per mare nel Mediterraneo è fitto. E vario. Da aprile a ottobre, da Portofino a Saint-Tropez, dai superyacht alle regate storiche di irene saderini

L’

ItalIa sI è accaparrata una tappa delle america’s cup World series per il 7 aprile a Napoli e, al momento, i challenger sono artemis, Etnz e luna rossa. Mentre nella città partenopea fervono i preparativi, gli appassionati di vela attendono con ansia anche le regate storiche. la costa smeralda è sempre una garanzia e apre con il Trofeo Challenge Alessandro Boeris Clemen, il 19 e 20 di maggio. Una regata velica nata in memoria dell’ex presidente di Mondadori, Mario Formenton, che mantiene con vivacità la formula originaria di Festa della Vela per tutti: barche da crociera, Vele bianche (armate di sola randa e fiocco per chi ha un equipaggio amatoriale), barche da regata e d’Epoca, così come le Vele latine, categoria che porta la tradizione marinaresca di queste splendide imbarcazioni al Trofeo Formenton con un percorso dedicato, posizionato tra porto rafael e la spiaggia della sciumara-palau, con la roccia dell’Orso sullo sfondo. Dopo l’antipasto, si comincia in

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pompa magna, il 4 giugno, con la Loro Pia- continua a registrare i soliti illustri partecipanna Superyacht Regatta, l’evento che apre ti con presenze di tutto rispetto, a cominciare la stagione dei superyacht in Mediterraneo. dalle regate Pirelli a santa Margherita ligupochi giorni dopo, tra l’11 e il 16 giugno, re, il 28 aprile. l’11 maggio, impressionanti J si continua, il 22 giugno, con la Sardinia class, i 12 e gli 8 metri stazza InternazionaCup e con la coppa Europa smeralda 888, la le affolleranno il porticciolo di portofino per classe che appassiona diversi personaggi del il Rolex Trophy. Mentre, sempre sulla scia mondo della finanza. a porto cervo delle barche di una volta, i Dinghy Sopra, un momento quest’anno arriverà anche la flotta scenderanno in acqua la settimana della scorsa Coppa dei Melges 32 per il Campionato successiva. Il 10 giugno c’è la clasAmerica. Quest’aneuropeo, dal 28 giugno ai primi sica delle classiche, la Giraglia Rono, una tappa della di luglio, e, sull’onda delle serate lex Cup fra saint-tropez e Genova. competizione sarà più social, dal 6 luglio si replica la chi può, rimanga sur la côte perché, ospitata a Napoli, formula invitational con gli Smecome ogni anno, spetterà ai cugini il 7 aprile. ralda 888, evento che prevede di della société Nautique chiudere la ospitare a bordo un personaggio del mondo stagione con Les Voiles de Saint-Tropez, tra dello spetacolo o dello sport purché estraneo il 29 settembre e il 7 ottobre. a quello della vela. come ogni anno, saranno tutte le date e gli aggiornamenti sul sito della i Maxi a darsi battaglia all’Isola delle Bisce, nei coppa america, www.americascup.com/it, olprimi giorni di settembre, e sarà la flotta degli tre a quello dello Yacht club costa smeralda, swan 45 a giocarsi il titolo mondiale, a parti- www.yccs.it, dello Yacht club italiano, www. re dal 10 settembre. anche la stagione degli yci.it, e della société Nautique de saint-troeventi orchestrati dallo Yacht Club Italiano pez, www.societe-nautique-saint-tropez.fr


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lifestyle

la stoRia, ma anche una guida comPleta al-

lo stile dell’ivy league. un modo di vesti-

Re classico Rivisitato che non bada ai diktat

della moda, ma alla PeRsonalità e alla tRadiZione di samantha PRimati

getty images

L

adies and Gentlemen, aprite i vostri guardaroba, frugate nei bauli alla ricerca di maglioni di shetland color pastello, papillon e mocassini molto consumati: lo stile preppy è tornato. ma che cosa significa esattamente la parola preppy? il termine lo ha pronunciato per la prima volta ali macGraw nel film Love Story (1970). in questa pellicola l’attrice, che interpreta Jennifer Cavalleri, una studentessa di origini italiane, bolla il suo boyfriend Oliver Barret iV (Ryan O’neal) come «un dannatissimo e stupido preppy». È il battesimo ufficiale dei preppy, ovvero quei giovani americani appartenenti a un’élite educata nelle prestigiose scuole secondarie, come la Roxbury latin school a Boston, nel massachusetts, o la st. Paul’s school a Concorde, nel new Hampshire, per prepararsi (infatti si chiamano pre-

a sinistra, nicholas hilton, figlio di nick (al centro), e norman hilton, fotografati da slim aarons a Princeton, new Jersey, nel 1989.

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lifestyle

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Sp erry T o p SId er Le originali scarpe da vela in pelle da indossare nel tempo libero, perfette anche nella versione senza stringhe (60 euro, sperrytopsider.com).

Lorenzo Nencini è responsabile del progetto US Polo Assn.

fred perry Polo in piquet di cotone slim fit, con collo double e polsi rigati. Perfetta per tutte le occasioni (89 euro, www. fredperry.com).

« n e l b e n e o n e l m a l e t i h o i n q u a d r at o , sei un tipo princeton»

F. Scott Fitzgerald

docker S Si chiamano Alpha Khaki, sono i classici Chinos in versione invecchiata dal tempo (99 euro, www. dockers.com).

U.S. p o lo aSS n. Blazer destrutturato (179 euro), polo a maniche lunghe(99 euro), pantalone (124 euro), pullover in cotone a righe (124 euro, www.uspoloassn.com).

Allan Scherer e suo figlio in tenuta da polo, Argentina, dicembre 1990.

Francesco Allegretti

fay Biking jacket in puro lino gommato, di rigore per la vela o per il tempo libero in alternativa al trench (695 euro, www.fay.it).

Slim Aarons/Gettyimages

paratory school) ad accedere ad autorevoli università come Yale, Princeton e Harvard. Che sono poi quelle che compongono la famosa Ivy League (la federazione atletica delle otto storiche università private fondata nel 1954 negli Stati Uniti). Ed è proprio durante gli anni 20 del ’900 che nei salotti dei club di questi campus affonda le sue radici lo stile preppy. Qui i giovani studenti Wasp (White anglosaxon protestant) inventano un nuovo modo di abbigliarsi rilassato, mixando capi rubati alle divise sportive con classici del guardaroba maschile. Questi nuovi abiti venivano poi accessoriati con cravatte, cappellini di paglia, enormi cappotti di pelliccia e stemmi. Il risultato era uno stile un po’ freak e ironico ma elegante con nonchalance. Le ragioni di tutto questo? Semplice: elaborare un codice di abbigliamento così da sentirsi parte di un gruppo esclusivo. Non a caso, questi universitari erano ossessionati dai dettagli. Dibattevano su quanto dovessero essere larghi i revers di una giacca o su quanti bottoni dovesse avere il polsino di una camicia. Anche lo scrittore Francis Scott Fitzgerald (princetoniano, classe 1917 e appartenente al Cottage Club) racconta, nel suo primo romanzo Di qua dal Paradiso, quanto sia importante l’abbigliamento per definire uno status. Ristretti in un paradiso ricco e snob fino al midollo, gli antesignani dello stile preppy hanno fissato i pezzi forte e l’identità di questo modo di vestire: blazer blu, scarpe stringate (le classiche Oxford di foggia sportiva, prese dal mondo del golf), pullover e mocassini Penny loafers. Negli anni 30, poi, il marchio Brooks Brothers asseconda le esigenze degli studenti e disegna nuovi capi che in breve tempo diventano un must have. Tra i tanti, la camicia di cotone Oxford button-down, il cappotto doppiopetto con i bottoni in madreperla e la giacca seersucker (fatta di un fresco tessuto di cotone a righe proveniente dall’India). Così l’America del Secondo dopoguerra in cerca di ottimismo è sedotta dallo stile di vita esclusivo di John e Jackie Kennedy, dalla bellezza di Paul Newman, Steve McQueen, Cary Grant e Grace Kelly. E li elegge eroi immortali ed esempi a cui riferirsi per un


Le vere brEtELLE hanno

i bottoni b r oo ks bro th Ers La camicia button-down in puro cotone no iron è un must have nel guardaroba del perfetto preppy (108 euro, www.brooksbrothers.com).

Un altro celebre scatto di Slim Aarons, 1986 a Porto Ercole, in Toscana.

Slim Aarons/Gettyimages

j ac ob c ohËn Pantalone cinquetasche in lana a quadretti, fit asciutto e fondo gamba stretto con risvolto (300 euro, www. jacobcohen.it).

toM My hi Lf igEr Giacca, pantloni, camicia e penny loafers, tutto in perfetto stile prep. Il papillo è un’alternativa alla cravatta (prezzo su richiesta, eu.tommy.com).

« n o n d e s i d e r at e u n a v i ta fa c i l e , m a d i e s s e r e d e g l i u o m i n i p i ù f o rt i »

John F. Kennedy

M a n uE L r i t z Giacca due bottoni in cotone verde pistacchio con bottoni multicolor sulle maniche (prezzo su richiesta, www. manuelritz.com).

b r ook s fiEL d Giacca (prezzo su richiesta), camicia (105 euro), cravatta (85 euro), pantaloni (147 euro, www.brooksfield. com).

L’attore Ed Westwick a New York sul set del telefilm Gossip Girl, di cui è protagonista.

Ag. Gettyimages

M a r i n E LLa Cravatta fatte a mano in twill di seta con microdisegni, (120 euro, www. marinellanapoli.it).

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lifestyle

segue a pag. 72

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h erno Giacca-camicia leggera in cotone e lino dal taglio sartoriale. È prodotta nelle versioni tinta unita, madras, vichy o mélange (430 euro, herno.it).

Slim Aarons/Gettyimages

L’attore Roger Wagner fotografato da Slim Aarons nel 1970 a Palm Springs.

r a l ph l au ren Blazer in cotone (395 euro), camicia in cotone (145 euro), gilet in lana (250 euro), bermuda in lino (95 euro, www.ralphlauren.com).

altea Bermuda in puro cotone. Si possono indossare con giacca e cravatta, ma mai in città, a meno di essere a Bermuda (128 euro, www.altea.com).

« P e n s at e c h e s i a q u e s t i o n e d i c l a s s e o d e n a r o ? n o , h a a c h e fa r e c o n i s o g n i »

Ralph Lauren c .p. c ompa n y Chinos in puro cotone. Perché siano doc devono avere quattro tasche e l’orlo un po’ sgualcito dal tempo (172 euro, www.cpcompany.com).

fedeli Polo a mezza manica in piquet di cotone con colletto a contrasto e dettagli realizzati con tessuti camiceria (120 euro, www.fedelicashmere.com).

c hur c h’s Monkstrap effetto vintage. Il modello si chiama così perché la fibbia ricorda i sandali dei monaci (700 euro, church-footwear.com).

Nell’armadio non deve mai mancare il blazer blu

Ag. Corbis

perfetto stile prep. Quando si parla di preppy, allora, non si parla più di semplice abbigliamento, ma di un autentico approccio alla vita. È un lifestyle consumato fra tornei di polo e regate in barca a vela, nei club esclusivi, nelle ville sulle spiagge degli Hamptons, sui campi da golf e da tennis. E questo ideale fa così tanti proseliti che, negli anni 70, un giovanissimo Ralph Lauren, ex venditore di Brooks Brothers, fonda il suo brand Polo e disegna un guardaroba preppy adatto a tutta la famiglia, cane e casa compresi. E quel che fa la differenza sono poi le sue campagne pubblicitarie: tutte raccontano, attraverso il perfetto stile di vita classico chic, l’universo preppy. Gli 80, invece, sono gli anni in cui questo stile si ripropone in versione dopata. Sono i tempi degli yuppies del lusso ostentato, dei soldi fruscianti. Oggi questa tendenza torna più che mai, grazie anche alla penna ironica della scrittrice Lisa Birnbach, autrice del saggio True Prep. It’s a Whole New Old World e prima ancora di The Official Preppy Handbook. Una descrizione ironica, ma molto dettagliata, del pensiero e del modo di vivere preppy. Ma anche una guida per abbracciare lo stile a 360 gradi. Insomma, per dirla con Tommy Hilfiger, uno dei più influenti interpreti dello sportswear americano elegante, «il preppy è ovunque e fa tendenza, il preppy è un’aspirazione». Ma perché questo stile trova tanto consenso ciclicamente nel tempo? «È un modo di vestire rassicurante. Fatto di capi pratici, semplici e non troppo impegnativi, che si possono indossare in quasi tutte le occasioni. Ma è anche un concentrato di vitalità, di positività. Perché riporta alla mente quell’entusiasmo tipico dei giorni spensierati passati durante l’università. E oggi più che mai una giusta misura di ottimismo è quello che ci vuole», spiega a Gentleman Lorenzo Nencini, responsabile del progetto U.S. Polo Assn. e testimonial italiano del preppy style. E l’Italia non è poi così lontana dal sogno americano, visto che la tradizione preppy ha una sua storia anche qui. I riferimenti sono gli stessi, la differenza sta nei tagli, nella vestibilità. «Gli italiani sono più esigenti e prestano attenzione a come una giacca scivola sul

David Lauren, figlio di Ralph, con la moglie Lauren ad Amagansett, Hamptons.

La classifica dei migliori Chinos è su Classlife.it, il portale di lifestyle di Class Editori


o ld & n ew- 1 Una camicia vecchia con collo e polsini consunti è molto più confortevole di una nuova. E dà un tocco di classe.

Slim Aarons in un autoscatto con la figlia Mary nel giardino della sua casa di Bedford, New York, 1970. Aarons, l’autore delle foto storiche di questo servizio, è egli stesso testimonial dello stile preppy.

old & n ew- 2 L’orlo di un paio di Chinos più è deteriorato, più assomiglia a un vecchio amico di cui ti puoi fidare.

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r e fr ig i we a r Camicia a mezza manica in cotone con collo a punta e allacciatura con bottoni in metallo (120 euro, www. refrigiwear.it).

Corbis

lifestyle

Un gruppo di diplomarti della storica Deerfield Accademy classe1961. La prestigiosa preparatory school del Massachussett fondata nel 1797.

« l o s t i l e d i v i ta c h e p r o p o n i a m o è inclusivo, non esclusivo»

Tommy Hilfiger cruciani Cardigan con collo sciallato in puro cashmere (755 euro, www.cruciani. it). Versione contemporanea di quello con l’iniziale del campus cucita.

Tommy Hilfiger ritratto davanti al suo negozio di Los Angeles.

Si può indossare la felpa di Harvard solo se si è frequentata harvard 70

tod ’s Penny loafer in pelle con fondo in cuoio (370 euro, www.tods.com). I mocassini non devono mancare nel guardaroba di un perfetto preppy.

Ag. Gettyimages

p t0 1 Chinos Colour (da 185 euro, www. pt01.it). Versione colorata dei classici Nantucket Reds, i pantaloni rossi icona dello stile casual chic.

ga nt Button-down perfettamente rifatta sul modello originale usato nei campus di Yale negli anni 60 (95 euro, us.gant.com/).

ch ic f l essibil e Lo sportswear permette di passare con nonchalance da un campo di polo a un evento social senza cambiarsi.


Orologio con indicatore lineare della riserva di carica, cassa in titanio grado 5 con vetro zaffiro. Movimento CORUM a baguette realizzato in titanio.

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lifestyle continua da pag. 68

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aq u aram a Giacca in diamantina di cotone leggerissima (458 euro, www.tomascollection.it). Un’alternativa al blazer blu da usare nel tempo libero.

g ant Chinos in puro cotone con scimmiette ricamate, nati da un’idea del designer Michael Bastian (298 euro, us.gant.com).

L’icona di stile Steve McQueen si rilassa con la moglie Neile Adams durante un picnic al mare in California.

« t u t t i v o l e va n o e s s e r e c o m e s t e v e , G l i u o m i n i d e l l’ h i G h s o c i e t y e i b i k e r . . . »

Ali MacGraw C .P. C omPa n y Cardigan in cotone (172 euro, www. cpcompany.com). Il cardigan blu è un pezzo chiave da avere anche in cashmere per l’inverno.

fa l Con er i Polo in piquet di cotone con dettagli in tela jeans. Dal sapore vintage con cuciture a contrasto (78 euro, www. falconeri.com).

ga n t Blazer seersucker(320 euro), il più indossato nella stagione estiva, camicia Oxford (95 euro), Chinos in cotone (164 euro, us.gant.com).

Ag. Corbis

Paul Popper /Gettyimages

corpo o a come veste un paio di pantaloni. E U.S. Polo li accontenta», continua Nencini. Ma quello che più si ama dello stile preppy è che è conveniente e senza tempo. «Un capo si acquista e dura per sempre», conclude Nencini. Il segreto per un buon look preppy sta proprio nel comprare anche pochi pezzi di marchi storici come Gant (che quest’anno ripropone in esclusiva la button-down indossata dagli studenti a Yale negli anni 60), Ralph Lauren, Dockers, U.S. Polo, Tommy Hilfiger, Fred Perry, Tod’s. Classici intramontabili rimangono il blazer blu, la camicia di Oxford, i pantaloni kaki e i pullover di cotone o di pura lana. Senza dimenticare ovviamente i mocassini e la giacca di tweed. La ricetta per indossarli correttamente? Usarli, stropicciarli, fare in modo che si consumino sul corpo. Poco importa se l’orlo dei Chinos preferiti si è deteriorato o il collo della camicia è liso. Perché ogni singolo pezzo più è consumato, più è affascinante. Ciò che conta è rifuggire la perfezione ma piuttosto cercare uno stile personale, pensato appunto per la vita di tutti i giorni. Vietatissimo sovraccessoriare il look, che invece va personalizzato con un gusto unico. E i colori devono essere pochi, possibilmente pastello, abbinati ai primari come il rosso o il blu. Ben vengano infine i capi vintage abbinati a quelli comtemporanei: una scelta sempre vincente. E se si avessero ancora dei dubbi su come vestire, basta sbirciare le icone di oggi e il gioco è fatto. William d’Inghiltrerra, Kate Middleton o i loro corrispettivi americani David Lauren e Lauren Bush. Ma anche star del cinema come Anne Hathaway, Ed Westwick, il perfido protagonista del telefilm Gossip Girl, offrono tutti un vero e proprio manuale vivente su come dovrebbe abbigliarsi un perfetto preppy. Ma non bisogna trascurare nemmeno la versione inglese del preppy contemporaneo Chris Martin con la sua splendida compagna e Gwyneth Paltrow. Chi volesse saperne ancora di più e avere aggiornamenti continui sul prep-mondo, non deve far altro che consultare il blog unabashedlyprep.com, fondato dal fotografo e designer Fred Castleberry. Una bibbia del preppy-to-be.

William e Kate durante la loro visita in Canada nel 2011.


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Tormano le suole amate dalle star del punk. Ma questa volta si abbinano a scarpe dalle fogge classiche. Derby o francesine. Con motivi a coda di rondine o a doppia fibbia. Così le calzature maschili conoscono una seconda giovinezza

e l e vat i

Di DaniLa torCoLi - stiLL Life Di roberto sorrentino

1 CuCituRA n o r v e g e s e

1. intRECCi Derby in vitello della linea Amedeo Testoni di A.Testoni con intreccio sulla mascherina. La lavorazione norvegese del fondo è caratterizzata da un profilo a treccia sul bordo della scarpa, ottenuto grazie a due cuciture: la prima lega la tomaia al sottopiede, la seconda alla suola. Costano 850 euro. testoni.com

2. DOPPiA MAnDAtA l av o r a z i o n e

b l a k e 2

3

costruzione

Goodyear

Il modello di Sergio Rossi, con doppia fibbia e suola di gomma, è caratterizzato dalla lavorazione Blake in cui suola, sottopiede e tomaia sono assemblati con un’unica cucitura a catenella. Questa viene fatta passare all’interno di un canaletto praticato nella suola che ha la funzione di isolarla dal suolo. Costano 440 euro. sergiorossi.com

3. DARSi DEi tOni Ispirato al golf, il modello Church’s è realizzato secondo il metodo Goodyear, in cui il guardolo viene cucito al sottopiede, fissando insieme anche tomaia e fodera. Poi viene cucita la suola. 385 euro. church-footwear.com

4. tRA LE RiGHE Sono firmate Prada le scarpe con il decoro a coda di rondine ispirate alla calzoleria inglese. Il fondo multicolore è composto da più strati di cuoio e gomma. Prezzo su richiesta. prada.com

top ten

francesine online su

w w w. c l a s s l i fe. i t Le migliori scarpe formali da uomo. Da portare di giorno o di sera, a seconda del colore. Come vuole la tradizione. 4 fOnDO m u l t i

s t r ato

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walk of fame

5. INGLESISMI Sneakers Hogan di pelle con lavorazione a coda di rondine e suola di gomma bianca. 255 euro. hogan.com

5 SUOLA

di gomma

bianca

6. NUOVI CLASSICI Dal blu al grigio sono i toni della suola multistrato del modello proposto da Prada. Ha tomaia lavorata con motivo a coda di rondine. Prezzo su richiesta. prada.com

7. BLUE JEANS Francesine di Sergio Rossi con tomaia in denim e suola in para microporosa giallo fluorescente. Il guardolo è di cuoio e le cuciture sono fatte a mano. 370 euro. sergiorossi.com

p A R A MICRO

sughero 8

p o r o s a

A V I S TA

6

7 FONdO m u l t i

s t r ato

8. NATURAL STYLE Scarpe stringate di Burberry Prorsum con tomaia di pelle e mascherina in rafia intrecciata. La suola è realizzata in sughero a vista. Le cuciture sono rinforzate. 495 euro. burberry.com

9. FLUO Scarpe stringate modello Derby di 308 Madison NYC by Paciotti. La tomaia è di vernice gialla ed è montata su un fondo in micro gomma. 252 euro. cesare-paciotti.com

Blu o testa di moro. Ma anche gialle. In pelle, in denim o con dettagli in rafia. Lo stile da giorno non passa inosservato

9 VERNICE

e

m i c r o

gomma

smacchiare Lozione per togliere le macchie della pelle, pulire i residui di polvere e di lucido. Si utilizza prima della nuova lucidatura, per preparare la pelle.

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nutrire Crema colorante (tono Rosebronze) dall’azione nutritiva e levigante. Contiene microgranuli che colmano solchi e segni della pelle.

colorare Cofanetto di 10 creme colorate per esaltare le sfumature della pelle. Nella composizione è presente anche cera ad azione nutriente.

Le regole d’oro per pulire le scarpe 1. Con una spazzola togliere la polvere. 2. Rimuovere i residui di lucido con una lozione specifica. 3.Togliere le stringhe e stendere la crema con un panno, anche nella zona delle asole. 4. Passare le scarpe, prima con la spazzola e poi un panno pulito. 5. Spruzzare uno spray impermeabilizzante. 6. Passare il tacco e il bordo della suola con una tintura apposita. 7. Passare sulla suola l’olio di visone. A sinistra, alcuni prodotti del marchio giapponese Boot Black (bootblack.jp).


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opo il bianco dello scorso anno, il rosso è il tema del 2012 e non solo per il cavallino: molti marchi hanno presentato auto scarlatte, creando un ambiente meno algido e più frizzante. in un salone come Ginevra, senza costruttori locali rilevanti, nessuno gioca in casa: par condicio che permette di valutare anche salute e tendenze industriali, secondo vari indicatori. per esempio, discernere tra liste infinite di novità, senza considerare i restyling, o ammirare dall’alto gli spazi occupati dai brand esaminando i modelli esposti. oppure notare l’assenza di costruttori cinesi, indifferenti al mercato europeo, ma ansiosi di vedere le nuove proposte che

saranno presentate in aprile a pechino, perché è lì che molte di esse saranno costruite. Tra le migliaia di giornalisti e compratori, cresce la presenza di russia ed est europa. a fronte di diversi segnali di buona salute del settore, i pochi di crisi si concentrano in Giappone, lasciando prevedere che purtroppo qualcuno sparirà. sotto gli occhi di un pubblico affascinato, l’insieme di queste nuove auto tanto belle e impossibili quanto logiche e praticabili, ha creato un’atmosfera quasi fatata, lontana dalla difficoltà del settore. perché, non si può negare, quando a un salone di tale rilevanza l’auto più eccitante è una nuova Ferrari che riscopre il nome di Berlinetta.

FERRARI F12 BERLINETTA Sportiva assoluta, la rossa stradale più potente mai costruita ha 740 Cv, pesa solo 1.525 kg e consuma 15 l/100 km. Stile innovativo e classico, è elegantissima con prestazioni estreme: oltre 340 km/h e 0-200 in 8,5”. Da settembre, a 272mila euro. ferrari.com

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CITROËN C4 AIRCROSS 2 Stile elegante e compatto (4,34 m), mobilità con una vera trazione integrale, grande abitabilità e bagagliaio, notevole personalità: la nuova sport utility ha stop&start di serie, motori da 1.6 e 1.8 diesel e benzina da 110 a 155 Cv, consumi da 5,4 l/100 km. In maggio, da 23.200 euro. www.citroen.it

GINeVRA è Il SAlOTTO DOVe S’INCONTRA ChI CONTA A lIVellO MONDIAle Nel SeTTORe, DAI fRATellI elkANN A RATAN TATA

Innovativa nel design, che alterna linee tese e concave, interpreta in modo attuale il tema classico Ferrari delle sportive con motore anteriore. Offrendo dettagli e richiami particolarissimi, come il ritorno della presa d’aria superiore sul cofano, la grande T che al posteriore ricorda il supporto di un alettone da Formula 1 e la luce retronebbia a led, altro evidente riferimento alle corse della massima serie. Ma un altro peso invece scende: quello della Lamborghini Aventador J, scoperta estrema realizzata in esemplare unico (one-off, come si dice in gergo), che grazie al carbonio è più leggera della versione chiusa, una rarità che dimostra le straordinarie tecnologie della casa di Sant’Agata Bolognese. Non solo supercar, anche se ce ne sarebbero molte altre. Tra le protagoniste del Salone, la simpatica Fiat 500L che già anticipa una 500 Suv, la Peugeot 208 affiancata da una concept che ne annuncia la Gti come per le antenate. In grande evidenza le compatte tedesche, Audi A3 e Mercedes Classe A: tutte nuove, con visioni diverse attaccano il segmento in modo frontale. Per le berline, la sfilata va da Bmw Gran Coupé a Lexus Gs e Mercedes Classe E ibrida, con sarabanda di nuovi motori per le germaniche, fino all’elettrizzante Opel Ampera fresca di titolo Car of the year 2012, o alla Rolls-Royce celebrativa con livrea bicolore che ne alleggerisce l’imponenza. Per le crossover, ecco Volkswagen Cross Coupé, Nissan Hi-Cross, SsangYong XIV-2 e persino Range Rover Evoque Cabrio, che si farà solo se piacerà ai clienti. Al centro di mille discussioni di stile, è la monumentale concept Bentley EXP 9 F, curatissima nei dettagli e con interni come solo a Crewe sanno realizzare, racchiusi nelle giunoniche forme esterne. Sul fronte delle sport utility com-

ASTON MARTIN V12 ZAGATO 4 I 50 anni di sodalizio tra l’atelier milanese e il marchio britannico vengono celebrati con una GT da 6 litri e 510 Cv, costruzione e finiture artigianali. Gioiello da poco meno di 400mila euro, tasse escluse, con inizio della produzione in estate. www.astonmartin.com

3 AUDI NUOVA A3 La terza generazione di un’auto che nel 1996 ha creato le compatte premium conserva lo stile del design e innova nella tecnologia: una versione consuma 3,8 l/100 km e un’ibrida è allo sviluppo. Da 122 a 180 Cv, è ordinabile da maggio, con prezzi da definire. www.audi.it

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brusselsairlines.com/experience


belle&possibili

p e uge ot 208 5 Progetto ricco di brevetti (52 per i motori) per una cittadina realizzata con idee nuove, anche stilistiche: diesel e benzina da 1.0 a 1.4 con potenze da 68 a 155 Cv, e una versione che consuma 3,4 l/100 km. Dotata di park e hill assist, è disponibile entro la primavera, da 12.300 euro. www.peugeot.it

si nota l’assenza di costruttori cinesi, ansiosi, invece, di vedere le novità che saranno presentate a pechino

patte, sono molte le proposte già pronte per la produzione, come la disponibile Citroën C4 Aircross e l’irraggiungibile (non arriva in Italia) Peugeot 4008, una Ford Kuga tutta nuova, una Mitsubishi Outlander cambiatissima e anche ibrida, la minima Opel Mokka e tante altre. Ed ecco le brand new wagon, tutte filanti e sportive: dall’entusiasmante Jaguar XF Sportbrake, slanciata e capiente, alla media Volvo V40, fino alla compatta Kia Cee’d, solo per ricordarne alcune. In calo, invece, le scoperte, dove spiccano però la Porsche Boxster e la Mercedes SL (anche Amg), entrambe a breve sul mercato, la versione definitiva di Lancia Flavia Cabrio e le spicy british Lotus Exige S e la Morgan Plus E. Stupiscono, come sempre, i carrozzieri italiani, con Pininfarina che lancia l’ipertecnologica Cambiàno (dal nome della località in cui ha sede), Italdesign che presenta Brivido, ricca di soluzioni per la guida quotidiana e affollata di display (almeno otto, compreso l’immancabile iPad), funzionante e con meccanica ibrida integrale del gruppo VW, esposta addirittura in livrea Martini Racing, per un’ulteriore emozione. Cognome e nome: Bertone Nuccio, concept impossibile da riassumere, coinvolgente per i contenuti, entusiasmante per i richiami alla storia del marchio, del quale ricorre il centenario, da Carabo a Stratos Zero. Studiata per essere funzionante con tanto di motore V8, andrà presto in Cina, dove si definirà una piccola serie ispirata ai desideri di collezionisti dal palato fine. Sempre da Torino arriva l’ultima realizzazione degli studenti della work experience al Master of Arts in Transportation Design dello Ied, chiamata Cisitalia 202 E, un modello che denota le loro ottime potenzialità, come già successe con i Ferrari Awards. Pensata per un V8 anteriore, è in equilibrio tra la storica 202 del 1947 e l’au-

6 Fiat 500l La 500 da famiglia, spaziosa e modaiola in soli 414 cm, evidenzia la capacità di Fiat di realizzare auto innovative per forma e sostanza. Disponibile dall’autunno con motori da 900 a 1.400 cc e potenze comprese tra 75 e 105 Cv. Consumi e prezzi non noti. www.fiat.it

BMW gran coupé 7 Versione allungata a quattro porte della nuova Serie 6, sportiva ed elegante. Due motori 6 cilindri: diesel da 313 Cv (5,5 l/100 km) e benzina da 320, più il V8 da 450 Cv, trazione anche integrale. Da giugno, con prezzi in definizione. www.bmw.it

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VW CR OS S COUP é 8 Manifesto dell’efficienza energetica, la concept ibrida plug-in è racchiusa in forme filanti, equilibrate e seducenti, al punto che sono molti i delusi dall’esclusione della produzione. Motore Tdi più due elettrici per 305 Cv, consumo di 1,8 l/100 km e autonomia complessiva di 1.287 km. www.volkswagen.it

StUPISCONO, COME SEMPRE, I CARROzzIERI ItALIANI, DA BERtONE A PININFARINA, CON LE LORO StRAORDINARIE CREAzIONI

to attuale che dovrebbe rinascere in Argentina. Un altro omaggio al passato viene da Touring Superleggera: Disco Volante 2012 ricorda Alfa Romeo C52, veste meccanica 8C Competizione ed è destinata alla piccola serie. E poi c’è la completezza di Aston Martin V12 Zagato, che, da concept, si è trasformata in realtà in serie limitata a 150 esemplari realizzati artigianalmente, coniugando nelle forme e nella sostanza il duplice ruolo di auto che partecipava ai concorsi di eleganza e alle gare. Infatti, la V12 ha sfilato a Villa d’Este (premio Concept e Prototipi) e ha corso alla 24 Ore del Nürburgring, nello spirito della DB4 GT Zagato, costruita in soli 19 esemplari dal 1960 al ’63. La nuova V12 seduce con arte italiana, fino ai particolari di tutti i rivestimenti interni cuciti a mano, cielo del padiglione compreso, con un effetto che si avvicina alle dune del deserto. Design sportivo per la concept Honda NSX che si presenta affinata per l’Europa, e raffinatezza d’alta scuola per Infiniti Emerg-e, disegnata in Inghilterra, che è elettrica con piccolo motore termico e ha una forma elegante, sinuosa e cattiva. Appare pronta alle corse con il musetto basso e affilato e l’aerodinamica essenziale: talmente apprezzata da ipotizzare qualche spiraglio su scenari produttivi, secondo i primi commenti. Perché Ginevra è il salotto dove chi conta a livello mondiale nel settore spesso commenta informalmente i modelli, anche altrui: s’incontrano personaggi leggendari come Ferdinand Piëch e Ratan Tata, i fratelli Elkann e Montezemolo, e tutti, ma proprio tutti, i più famosi designer. Tra queste righe, infatti, varie opinioni provengono da illustri osservatori. Naturalmente, riservate ai lettori di Gentleman. www.salon-auto.ch

PININFARINA CAMBIANO 10 Tecnologia in forme slanciate: è il progetto per una berlina di lusso a propulsione elettrica che combina futuro e arte. All’avanguardia per design e ingegneria, ricorda Florida II del 1957, icona di stile. Quattro motori elettrici, uno per ruota, per 600 kW. www.pininfarina.com

9 MERCEDES CLASSE A Rivoluzione: cambia aspetto, dimensioni (lunga 429 è più bassa di 18 cm) per una grande importanza frontale. Motori da 109 a 211 Cv, è la prima del segmento con radar di serie che previene le collisioni, in vendita in settembre, anche integrale 4Matic. www.volkswagen.it

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imasto immutato nel tempo, il Bar magenta di milano (set fotografico di questo servizio) ha festeggiato il suo centenario nel 2007 e si è mantenuto un punto di riferimento costante per la città. i suoi muri e l’arredamento déco, il bancone circolare e gli specchi hanno assorbito la cultura e lo stato d’animo di tutti coloro che qui hanno sostato per un drink. all’angolo tra via Carducci e corso magenta, a due passi dall’università Cattolica, il locale ha ospitato generazioni di giovani, guadagnandosi un posto importante nel cuore dei milanesi. Nel continuo evolversi della storia, tra un happy hour e un vecchio juke box, i frequentatori hanno trovato in questo locale un luogo dove rifugiarsi dai malumori della vita di ogni giorno. aperto dalla mattina alla sera per un caffè, un panino o un drink dopo teatro, il Bar magenta è uno dei pochi locali a non chiudere neppure durante i periodi di festa.

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tessuti senza tempo un drink a tono A sinistra, giacca doppiopetto in lino e lana (960 euro) e cintura intrecciata in pelle (150 euro), tutto CAnAli (www.canali.it); camicia in cotone effetto washed, Reds (139 euro, www.redsdistribution. it); pantaloni in cotone, PT01 (205 euro, www.pt01.it); coppola in cotone, BARBisio (63 euro). Tronchetto in suède con fondo in cuoio, Tod’s (398 euro, www.tods.com). A destra, abito in cotone doppiopetto, l.B.M. 1911 (a partire da 530 euro, www.lubiam.it); camicia in popeline di cotone, BARBA nAPoli (160 euro, www.barbanapoli.it; cintura in pelle, eRMenegildo ZegnA (prezzo su richiesta). scarpe stringate in canvas e pelle, Fratelli Rossetti (320 euro, www.fratellirossetti.com).

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righe con gusto Qui accanto, gilet in lana e seta, con abito (1.650 euro) e cravatta in seta (100 euro), tutto di ETRO. Camicia in cotone e nylon di CyClE (120 euro, www.cyclejeans.it); occhiali da vista, GiORGiO ARmAni (200 euro, www.armani.com).

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tessuti senza tempo look pomeridiano Qui accanto, driving coat in lino e cotone, FAY (798 euro, www.fay. it); camicia in seer sucker, CorneliAni (a partire da 150 euro, www.corneliani.com). occhiali da vista, GiorGio ArmAni (210 euro).

Casual per tutte le ore nella pagina accanto, da sinistra, abito doppiopetto in lino e seta, Tombolini (1.047 euro, www. tombolini.it); camicia in lino principe di Galles, lAniFiCio Colombo (circa 240 euro, www.lanificiocolombo.it); scarpe stringate in pelle, AlberTo GuArdiAni (298 euro, www.albertoguardiani.com). Al centro, abito in lino e polo in cotone, SAlvATore FerrAGAmo (prezzi su richiesta, www.ferragamo.com); scarpe stringate coda di rondine bicolore, SAnToni (535 euro, www.santonishoes.com). A destra, giacca in seer sucker di seta, orAzio luCiAno (1.500 euro, www.laverasartorianapoletana.it); camicia in cotone, bAGuTTA (132 euro). Pantaloni in cotone, PT01 (200 euro); scarpe stringate, moreSChi (370 euro, www.moreschi.it).

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tessuti senza tempo naturalmente eleganti Accanto, da sinistra, camicia in lino maniche corte, SAlvAtore FerrAgAmo (prezzo su richiesta); pantaloni in lino e cotone, All41 mArco PeScArolo (220 euro, www.all41collections. com). Bretelle elastiche, tino coSmA (70 euro, www.tinocosma.it). Al centro, giacca in lana e seta, Brioni (a partire da 2.500 euro); camicia cotone con ricamo, BoSS orAnge (146 euro, www. hugoboss.com). coppola in cotone, BArBiSio (63 euro). A destra, giacca in lino e cotone monopetto, luigi BiAnchi (a partire da 510 euro, www.lubiam.it). giacca pigiama e pantaloni in seta gessata, louiS vuitton (prezzo su richiesta, www. louisvuitton.com).


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pensanDo aLL’estate Abito doppiopetto in seta e cotone, CorneliAni (1.500 euro); camicia con chiusura a lacci in cotone, SAlvAtore FerrAgAmo (prezzo su richiesta). Bretelle gStAr (www.g-star.com).

Si ringrazia il Bar Magenta (www.barmagenta.it) per la disponibilitĂ . Assistente moda Stefano Spinetta Grooming di Maurizio Lucchese @ mauriziolucchese.tumblr.com

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Dalla forma tondeggiante alla Andy Warhol, squadrati come quelli di John F. Kennedy o ispirati agli Aviator di Robert Redford. Ecco una guida per scegliere gli occhiali giusti per l’estate sAmAnthA pRimAti

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e lenti scure servono per proteggersi dal sole, ma non solo. Hanno un aspetto magico da ricercare nelle loro origini. nell’antica cina, infatti, li indossavano i giudici per nascondere le espressioni del viso. e oggi più che mai un paio di occhialoni scuri inforcati sul naso esprime il desiderio di anonimato, nasconde lo sguardo dal resto del mondo e permette a chi li indossa di guardare senza essere osservato. sarà per questo che i divi di Hollywood amano indossarli dentro e fuori set. Ma in un mare magnum di proposte, quali forme scegliere? Quest’estate domineranno tre stili di montature che strizzano gli occhi a tre archetipi. rotondi: come quelli da cui non si separavano mai Andy Warhol e Arthur Miller, per creare un look da intellettuale distratto. Quadrati: come quelli amati da John Fitzgerald Kennedy, cary Grant e il mitico John Belushi, un vero classico. e a goccia: come quelli di tom cruise in Top Gun e dell’indimenticabile Robert Redford nei Tre giorni del condor. Attenzione, però: per non sbagliare nella scelta, bisogna osservare bene i propri lineamenti e optare per modelli che si armonizzano con il viso. Per il resto, spazio alla fantasia.

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tati con una speciale finitura a cera (400 euro, www.feb31st. it). 4-PAUL SMITH ispirati ai grandi rocker britannici degli anni 70 (235 euro, www.paulsmith.co.uk). 5-TOMMY HILFIGER eyewear by Safilo in spirito country club con montatura effetto legno (120 euro, eu.tommy.com).

Credito foto

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1-PRADA aviator con doppio ponte rigato, richiama modelli vintage anni 70 (197 euro, www. prada.com/it). 2-LA MARTINA Cuero by Allison in acetato bicolore con logo in metallo applicato sulle aste (150 euro, www.allison.it). 3-PERSOL con sistema Meflecto con tre cilindri a forma

arcuata e freccia Supreme sull’asta (192 euro, www. persol.com) . 4-TOM FORD reinterpretazione degli occhiali Jasper in acetato dallo stile aviator (238 euro, www.marcolin.com). 5-TOD’S montatura in metallo e dettaglio in pelle intrecciata sulla stanghetta (280 euro, www.tods.com).

Corbis

Robert d Redfor

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Nel 1972, il design innovativo del Royal Oak di Audemars Piguet ha cambiato la storia dell’orologeria. Per l’occasione, la Triennale di Milano ospita, dal 17 al 22 aprile, durante il Salone del mobile, una mostra celebrativa in cui è possibile ammirare la sua storia in 100 modelli DI PaCo guarnaCCIa

touRbillon Scheletrato e con tourbillon, questo segnatempo ha cassa e bracciale in platino ed è disponibile in soli 40 pezzi. Costa 289.800 euro.

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oyal oak 40 years from avantGarde to Icon: è il titolo della mostra che si tiene alla triennale di milano, dal 17 al 22 aprile, durante il salone internazionale del mobile. Un evento irrinunciabile per gli appassionati di orologeria, ma anche per chi ama il design. Infatti, proprio con il modello royal oak, 40 anni fa audemars Piguet ha mostrato al mondo delle lancette una strada nuova, oltrepassando per la prima volta lo stile canonico della forma tonda. Il royal oak è il primo orologio sportivo di alta orologeria ed è caratterizzato da una lunetta ottagonale fissata sulla cassa da altrettante viti (che ricordano il casco dei palombari) e dal bracciale integrato nella cassa, che lo hanno reso unico e tuttora un’icona nell’affollato panorama dei segnatempo. Un successo, quello di royal oak, che è continuato negli anni, tanto da farne uno degli orologi più conosciuti e desiderati al mondo. celebra, dun-

que, l’importante compleanno di questo modello l’esposizione della triennale che, prima di milano, ha toccato new york (in marzo) e che, nel corso dell’anno, proseguirà per Parigi, Pechino, Singapore e Dubai. In mostra, oltre a 100 bellissimi e unici esemplari, anche l’angolo dell’orologiaio, dove i visitatori potranno osservare gli artigiani della maison al lavoro. Progettata dall’agenzia newyorkese ma3, la mostra presenta, inoltre, alcune immagini che il fotografo Dan Holdsworth ha scattato nella vallée de Joux, dove si trova le Brassus, il paesino svizzero in cui, dal 1875, ha sede la manifattura di audemars Piguet, e un’installazione dell’artista multimediale Quayola che, passando attraverso diversi stili artistici, magnifica il rapporto tra l’uomo e la materia. tutte le mostre sono aperte gratuitamente al pubblico. www.audemarspiguet.com

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108 vigne del sole

Intervista a Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto regionale del Vino e dell’Olio

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Novità e prospettive del vino nella più importante manifestazione del settore Gettyimages

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Dalla Franciacorta alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia, i 13 campioni azzurri del perlage

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VENI, VIDI, VINI

P r e g u s t a r e

FuturO

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La 46ª edizione di Vinitaly, a Verona, dal 25 al 28 marzo, punta quest’anno sugli operatori del settore, il cui afflusso è in continua crescita. Così come l’export, salito del 13% rispetto al 2010. E aziende e consorzi lavorano per rilanciare al meglio il mercato interno DI CESARE PILLON

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Un’immagine dei 223 ettari della tenuta di Badia a Passignano, di prorietà di Antinori. Al centro, un antico monastero, simbolo di amore per i segni storici in una terra vocata al vino. L’azienda è di recente rientrata a far parte del Consorzio Chianti Classico.

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er chi non è mai stato a Verona al Vinitaly, il salone dei vini più importante del mondo (www.vinitaly.com), è difficile capire perché quest’anno, giunta alla sua 46ª edizione, la manifestazione abbia cambiato programma e si svolga da domenica 25 a mercoledì 28 marzo, anziché dal giovedì al lunedì successivo com’era consuetudine da molti anni. Il cambiamento segna in realtà un’autentica svolta nell’impostazione della rassegna, che adesso apre le porte ai normali visitatori soltanto la domenica, giorno dell’inaugurazione, mentre nelle successive tre giornate feriali si indirizza prevalentemente

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VENI, VIDI, VINI agli operatori professionali, il cui afflusso è in continua crescita: l’anno scorso ne arrivarono quasi 156mila, 48mila dei quali provenienti dall’estero (il 3% in più del 2010). Sulle ali dell’export. La scelta di facilitare gli incontri d’affari dei buyers provenienti dai paesi stranieri sfoltendo la presenza dei winelovers italiani negli oltre 4mila stand della fiera si spiega con la crescente importanza che il vino ha assunto nell’export italiano, quanto mai preziosa in periodo di recessione. Secondo un’analisi della Coldiretti, lo scorso anno le vendite al di là delle frontiere sono cresciute del 13% rispetto al 2010, arrivando a totalizzare oltre 4 miliardi di euro: un successo che va consolidato e possibilmente accresciuto. Gli strateghi della Fiera di Verona non hanno però rinunciato al pubblico di consumatori e appassionati che nelle precedenti edizioni affollavano i padiglioni il sabato e la domenica: per loro hanno organizzato alla sera il Vinitaly for you, un fuori-salone nel centro di Verona, al Palazzo della Gran Guardia, dov’è possibile degustare i vini con sottofondo di musica dal vivo. Per non scontentare quel pubblico, il loro obiettivo dichiarato è di assicurarsi «la collaborazione delle aziende, delle associazioni di categoria, del sistema città e territoriale» al fine di moltiplicare il numero degli eventi che tradizionalmente attirano i non addetti ai lavori, organizzandoli in città nei giorni precedenti l’inaugurazione, a cominciare dal venerdì, quando è più facile per loro intervenire. È significativo che il più importante di questi eventi sia stato quest’anno la colossale degustazione dei Top 100 vini italiani selezionati dalla rivista americana Wine Spectator. Prologo ufficiale del Vinitaly, celebrato sabato 24 marzo nella prestigiosa cornice del Palazzo della Ragione, è il primo Grand Tasting che l’influente mensile Usa (3 milioni di lettori nel mondo) abbia finora organizzato in Italia.

a verona va in scena il fuorisalone con degustazioni di vino e musica È un’iniziativa che promuove in modo piuttosto efficace l’immagine del vino italiano su scala internazionale: non a caso a prenderla è stata la Fiera di Verona, che da parecchi anni sviluppa lo stesso tipo di promozione nel mondo con il Vinitaly Tour (www.vinitalytour.com), organizzando incontri dei produttori italiani con operatori professionali e giornalisti nei principali paesi d’esportazione.

Il ruolo dei Consorzi. La recente eliminazione di Buonitalia e dell’Ice, Istituto per il commercio estero, ha creato un vuoto istituzionale nella promozione del made in Italy, che ha lasciato i produttori soli con se stessi proprio nel momento in cui a tirare è esclusivamente l’esportazione, mentre il mercato interno sente profondamente il momento difficile. Ancor più importanti sono diventate quindi, in questo frangente, le iniziative dei Consorzi di tutela. I più intraprendenti soQui accanto, da sinistra, no sempre stati quelli Albiera, Allegra, Piero e toscani: gli assaggi in Alessia Antinori in occasioanteprima delle anne dei trent’anni del loro nate giunte a maturaprimo SuperTuscan. Sopra, un brindisi tra Leozione, organizzati per il nardo, Vittorio, Bona e FerChianti Classico, il Brudinando Frescobaldi. nello di Montalcino e il Nobile di Montepulciano e coordinati in collaborazione dai tre Consorzi, rappresentano da anni un appuntamento imperdibile per tutti i wine-writer italiani e non solo. Quest’anno li ha preceduti una novità: il 16 febbraio, alla Stazione Leopolda di Firenze, si è svolto Buy Wine, un incontro di business e comunicazione con cantine e buyer esteri. Nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, che l’ha organizzato per mezzo di Toscana Promozione, dovrebbe essere l’embrione di un evento unico a favore di tutti i territori vitivinicoli, ma solo se produttori e Consorzi sapranno trovare la strada dell’unità. In questa direzione, nonostante la Toscana sia la regione a più alto tasso di litigiosità, qual-

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VENI, VIDI, VINI

con i social network il chianti si rintraccia nei luoghi più insoliti

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Reagire con fantasia. Il mercato interno è invece in difficoltà: attanagliati dalla crisi, preoccupati dall’etilometro, allarmati dalle pulsioni proibizioniste, i consumatori bevono meno, anzi, il timore è che si stiano progressivamente allontanando dal vino. Dai numerosi convegni svolti nel corso del Vinitaly per affrontare questo problema scaturiranno probabilmente iniziative nei prossimi mesi. Ma alcune sono già state prese per riaccendere l’interesse ver-

Sime

che segnale confortante è da registrare: dopo 38 anni di assenza, per esempio, la Marchesi Antinori è rientrata nel Consorzio del Chianti Classico, che così rappresenta adesso, come ha annunciato il presidente Marco Pallanti, il 94-95% delle aziende. Ancor più positiva, l’azione del Consorzio del Brunello di Montalcino, che sotto l’abile presidenza di Ezio Rivella è riuscito a far dimenticare rapidamente l’ombra gettata su questo vino glorioso dalle indagini giudiziarie di quattro Qui accanto, vigneti di Monteriggioni. In alto, da anni fa per il manca- sinistra, bottiglie di Chianti to rispetto del discipli- e Marco Pallanti, presidennare. Che lo scandalo te del Consorzio Vino Chiansia stato cancellato dal- ti Classico. Sotto, Stevie la memoria collettiva è Kim, coordinatrice generisultato chiaro anche rale del Vinitaly presso Veronafiere, e Gianni Bruno, grazie a un sondag- responsabile dei progetgio svolto da Renato ti speciali di Veronafiere. Mannheimer per conto dei Marchesi de’ Frescobaldi: per il 24% degli 800 interpellati, rappresentativi dell’intera popolazione, il Brunello è il vino italiano di maggior pregio, paragonabile alla Ferrari fra le auto. Su scala internazionale la percezione di questo vino dev’essere evidentemente la stessa, visto che nel 2011 la sue vendite sono aumentate del 10% rispetto all’anno prima, con un giro d’affari passato da 140 a 155 milioni di euro.

so il vino. Hanno tutte qualcosa in comune: la fantasia. A cominciare dal wine-game Stick it & Shoot it, lanciato on-line dal Consorzio del Chianti Classico, che consente agli appassionati di segnalare su Facebook i luoghi più insoliti in cui hanno avvistato il simbolo del Gallo Nero. Un altro Consorzio, quello dei Colli Berici e Vicenza, ha invece trasformato il suo stand in un’osteria, l’Osteria dei Mario. «Dobbiamo recuperare la gioia di un bicchiere di vino da bere in compagnia», ha spiegato il coordinatore Andrea Monico, «riportare questa bevanda al centro della tavola». Mario è il consumatore medio, che non riconosce l’oggetto del suo desiderio nelle astruse descrizioni delle guide e dei sommelier, per lui il vino «s’è bon» o «no s’è bon», punto e basta. Chiamati a raduno domenica 25 marzo nella loro Osteria, tutti i Mario che hanno prestato giuramento intingendo il dito pollice nel vino hanno ricevuto una Mario card che li farà entrare di diritto, il prossimo 11 maggio, nella giuria popolare della Rassegna enologica Le Vigne del Palladio, concorso in cui i vini vengono giudicati senza voti, stelle, grappoli o bicchieri, unicamente in base alla loro piacevolezza. In fondo a questa bizzarra iniziativa non è difficile intuire che l’aspirazione a vini semplici e piacevoli nasconde la reazione al prezzo delle bottiglie, che in epoca di vacche magre appare troppo caro. Infatti, si sta diffondendo nei ristoranti di tutto il mondo la tendenza a ordinare il vino non più a bottiglia ma al bicchiere. La novità è che negli Stati Uniti questa tendenza è arrivata anche sul web. Qualche mese fa il sito Tastingroom.com aveva proposto kit di degustazione con sei campioncini da 50 millilitri. Il successo è stato tale che adesso ha messo in vendita minibottiglie da 100 millilitri, la quantità media di un bicchiere. A rendere prezioso quel bicchiere è il contenuto: vini di Napa Valley che in bottiglia costano 100 dollari. Che sia questo, il futuro del vino? Lo diranno i prossimi Vinitaly. www.vinitaly.com


Simephoto, Jurij Gallegra

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Dario Cartabellotta, 42 anni, direttore generale dell’Istituto regionale del Vino e dell’Olio, l’ente che è stato motore della riqualificazione dell’enologia siciliana negli ultimi vent’anni. Nell’altra pagina, un vigneto alle pendici dell’Etna, uno dei territori più rinomati per la produzione di uva.


ISOLE DEL TESORO

Tra le

In vent’anni la Sicilia è passata da una produzione in quantità di vino sfuso a una solida realtà imprenditoriale basata sulla qualità. Come, lo spiega il direttore dell’Istituto regionale del Vino e dell’Olio

Vigne del Sole

I

DI CESARE PILLON

L PRIMO PADIGLIONE che i visitatori del Vinitaly incontrano alla loro destra, appena superati i varchi d’ingresso, ospita da sempre i vini della Sicilia. È una posizione privilegiata che ha finito per assumere un valore simbolico: la Sicilia è la regione del Sud che con maggior determinazione ha rivendicato negli ultimi 20 anni il diritto a comparire tra le zone a più alta vocazione enoica d’Italia. Fino a che punto è riuscita a ottenerlo? L’ultima vendemmia, quella del 2011, con 4 milioni 260mila ettolitri di vino prodotto, ha segnato per l’isola un calo del 25% rispetto all’anno precedente ed è stata la più avara che si ricordi. Però la diminuzione non è stata provocata soltan-

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isole del tesoro to da un calo fisiologico: quel che ha pesato di più è stato l’abbandono di molti vigneti, stimolato in buona parte dagli incentivi comunitari. «Ma questo arretramento quantitativo non va letto necessariamente con una valenza negativa, anzi: per me vuol dire che l’isola si è messa in condizione di produrre meno per produrre meglio». Ad affermarlo è Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto regionale del Vino e dell’Olio, l’ente che della riqualificazione dell’enologia siciliana è stato il motore. Però, non tutti la pensano alla stessa maniera: un produttore di qualità come Alessio Planeta ha detto invece: «Ogni ettaro di vigna in meno è una sconfitta per tutti noi: è paesaggio in meno, è lavoro in meno, è la fine di uno stile di vita e di una cultura millenaria». «Io sono assolutamente d’accordo con lui», replica Cartabellotta, «quando, però, scompare una vera vigna. Gran parte dei vigneti abbandonati, invece, non erano coltivati per produrre vino, bensì per lucrare gli aiuti dell’Unione Europea con la distillazione agevolata. Ecco perché considero positiva la loro scomparsa. Comunque, nonostante gli espianti, la Sicilia è rimasta la regione con la maggior estensione di terreno vitato: siamo passati da 120mila ettari (teorici) a 90mila effettivi. Ma sono 90mila ettari di vigneti finalmente orientati esclusivamente al mercato». È un bel risultato, per una vitivinicoltura che ancora 20 anni fa era finalizzata quasi esclusivamente a una produzione quantitativa di vino sfuso. La rivoluzione fu innescata dall’enologo Giacomo Tachis che, appena nominato consulente dell’Istituto regionale della Vite e del Vino (così si chiamava allora), la prima cosa che fece fu di rimproverare i vignaioli: «Ma perché continuate a regalare ai francesi il vostro vino? Imbottigliatelo e vendetelo voi stessi». Ad accettare il rimbrotto e a seguirne il consiglio, in quella prima fase, furono una decina. «Oggi», dice Cartabellotta, «sono quasi 300 coloro che si sono promossi imprenditori e vinificano in proprio mirando alla qualità. È stata un’esperienza dalla quale abbiamo appreso che i risultati più concreti si ottengono investendo nel capitale umano. Ed è proprio quello che ci sforziamo di fare». Da alcuni anni, l’Istituto promuove infatti la formazione di giovani enologi ed export manager per mezzo di stage retribuiti presso le più importanti aziende vitivinicole degli Stati Uniti. Per realizzare questa iniziativa ha stretto un’intesa con la filiale italiana della Caep, la più grande società del mondo che, fin dal 1984, si occupa di scambi culturali internazionali per l’agricoltura. Obiettivo dell’operazione è offrire ogni anno a 25 giovani siciliani laureati in enologia un’esperienza di quattro mesi di lavoro in vigna e in cantina durante la vendemmia in una delle regioni viticole americane più importanti, come California, Oregon o Missouri. Lo stage può essere successivamente ampliato con altri due mesi da vivere, invece, nel mondo del commercio, a

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La Doc unifica una realtà tanto varia da sembrare frammentata stretto contatto con buyer e distributori di vino anni i vini prodotti nelle terre in cui il vino si siciliano. E in questa fase l’Istituto regionale del era storicamente affermato, e di cui la Sicilia è Vino e dell’Olio, utilizzandoli per qualche ini- il baricentro, perché il loro stampo mediterziativa promozionale negli Stati Uniti, li spinge raneo è più moderno, vario e accattivante a imparare sul campo e contemporaneamente rispetto al gusto che è prevalso finora, con la può sperimentare le loro attitudini. massificante ma anche monocorde egemonia Poiché lo scopo è di internazionalizzare il vi- del Cabernet e del Merlot». no siciliano, è prevista anche l’operazione op- Nel promuovere l’esportazione, l’Istituto reposta, cioè il tirocinio retribuito di cinque gionale diretto da Cartabellotta ha concentragiovani enologi stranieri in altrettante azien- to la propria azione soprattutto verso le nuode dell’isola, che così possono conoscere le ve frontiere del Bric (Brasile, India e Cina), i tecniche di lavoro e i modi di cui mercati sono in fortissima operare in vigore nelle azienespansione. Particolarmente de del Nuovo mondo. «Per promettente è l’accordo biin alto, Alessio Planeta, mezzo di questi stage», spiega laterale stretto con l’Hong 45 anni, amministratore Cartabellotta, «intendiamo forKong Trade Development e responsabile tecnico nire informazioni e competenCouncil, l’ente che si propodell’azienda di famiglia che vanta 363 ettari ze necessarie alle aziende per ne come piattaforma di busidi vigneti suddivisi in sei agire con successo sul mercaness con la Cina, in seguito tenute sparse per la regione, to internazionale, migliorando alla visita compiuta nel luglio da Menfi a Noto, da Capo il tasso di qualità dell’export dell’anno scorso da un folto Miiazzo all’etna (a destra). vinicolo siciliano». gruppo di operatori profesUn grosso contributo all’esporsionali che hanno verificato tazione, secondo lui, lo darà la la qualità della produzione siDoc Sicilia recentemente istituita, valorizzando ciliana, manifestando grande interesse. l’identità territoriale dei vini con il fascino delle «In questi paesi il compito è facilitato dall’imattrattive naturali dell’isola e la singolarità della magine dell’Europa, che è vista come un faro sua storia, ma soprattutto unificando con un di civiltà. Ma talvolta godiamo a nostra insamarchio di prestigio una produzione talmente puta di vantaggi supplettivi che rischiamo di variegata che potrebbe apparire frammenta- sprecare», sostiene Cartabellotta. «In India, per ria. «La Sicilia è una ma sono tante», dice, esempio, dove abbiamo svolto un tour promo«e questo non è un difetto, è una ricchezza, un zionale all’inizio dell’anno, abbiamo scoperto valore aggiunto che dobbiamo far percepire. che gli hotel, per essere rinomati, debboCi conforta la previsione espressa da Robert no disporre di due cose: il centro benesParker, il più famoso critico enologico del sere e la cucina italiana. E l’abbinamento mondo, al Vinexpo di Bordeaux: secondo lui, alla cucina è sempre stato la carta vincente nel mercato globale emergeranno nei prossimi per ogni tipo di vino».


Fotografie Roberto Patti

Magia Podere San Leonardo,15 - Santa Margherita di Pula 09010 - Cagliari Tel. +39.070.9259019 - Fax +39.070.9245449 - www.medusaluxury.it e-mail: info@medusaluxury.it - ristorante@medusaluxury.it - degustazioni@feudidellamedusa.it


d’origine spumeggiante

Coppa ItalIa Franciacorta e Trentino, certo. Ma le bollicine uniscono tutta la Penisola. Sotto il segno dei vitigni autoctoni di Marco Gatti foto di roberto Sorrentino

zonin Via borgolecco 9 Gambellara (Vi); telefono 0444.640122 ProSecco brUt cUVÉe 1821 Giallo paglierino chiaro, luminoso, ha spuma bianca e perlage molto sottile. intenso al naso, è fruttato, aromatico con note di fiori di glicine e mela renetta. fresco e armonico, ha un finale ammandorlato. da abbinare con pesce crudo. 9,80 euro.

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on un po’ di fantasia, i pubblicitari non potrebbero forse rappresentare l’italia come una gioiosa coppa di spumante? Con il nord che, dal piemonte al friuli, è la coppa appunto. il Centro, lo stelo. il sud, la base. a lungo gli italiani hanno masticato amaro, invidiando i cugini francesi per un prodotto: lo Champagne. Oggi, non più. Cresce l’orgoglio per la produzione spumantistica nazionale. da qualche tempo, dalla Valle d’aosta alla sicilia, cantine di valore producono spumanti d’eccellenza, che non hanno nulla da invidiare ai migliori prodotti d’oltralpe. Con una peculiarità tutta italiana: anche per questa tipologia di vini, autoctono è bello. non c’è regione in cui non ci siano vignaioli che si dedicano alla produzione di spumanti. Ma le bollicine che uniscono l’italia salendo dal Meridione su su per gli appennini fino alle alpi non nascono solo da pinot nero e chardonnay. sono figlie anche di ribolla, passerina, inzolia, piuttosto che di prié blanc, bianchetta genovese, bombino. Certo, i campioni azzurri del perlage hanno avuto, e hanno, il coraggio di lanciare la sfida ai cugini francesi cimentandosi con i vitigni più famosi, ossia con quel pinot nero e quello chardonnay nella cui lavorazione i transalpini sono maestri. È il caso dei quattro moschettieri della nostra spumantistica, ossia Bellavista, Ca’ del Bosco, Guido Berlucchi e ferrari. Hanno cantine e vigneti in Lombardia, e più precisamente in franciacorta e in trentino. Con i loro prodotti d’eccellenza (gioielli come Riserva Vittorio Moretti, Cuvée anna Maria Clementi, franciacorta Brut Extreme palazzo Lana, Riserva Lu-

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collavini Via della Ribolla Gialla 2 Corno di Rosazzo (Ud); telefono 0432.753222 RiBolla Gialla BRUT Giallo paglierino intenso, ha spuma ricca, naso invitante con profumi di fiori di zagara, pesca gialla, sentori speziati. Ha gusto armonico e persistente. con primi e secondi di pesce. 30 euro.

franco M. Martinetti Via San francesco da Paola 18, torino; tel. 011.8395937 QUarantatrÉ brUt Giallo dorato, ha perlage finissimo, profumi persistenti di crosta di pane, note di erbe aromatiche, fiori bianchi, mela cotogna. di buona struttura, elegante. con crostacei. 29 euro.


nelli, piuttosto che Franciacorta Gran Cuvée, Franciacorta Dosage Zéro, Franciacorta Brut Cellarius, Trento Perlé Nero) sono alla testa di quel plotone di produttori dei loro territori che, fattosi di anno in anno sempre più folto, nel segno del metodo classico, vinificando in modo sapiente pinot nero e chardonnay, appunto, realizza bollicine in grado di farsi largo sui mercati internazionali, dando del filo da torcere anche ai produttori del nobile e blasonato Champagne. Stesso discorso in Piemonte e in Toscana, regioni regine della Penisola innanzitutto per i loro sommi rossi, dove quei pochi grandi produttori che si cimentano anche con gli spumanti lo fanno nel segno dei vitigni internazionali. Di formidabile caratura il Quarantatré di Franco Martinetti, Brut che per eleganza e personalità non sfigura al fianco dei più nobili Champagne, come di recente ha dimostrato tenendo testa, in una degustazione alla cieca, a uno Champagne del calibro della Cuveé Sir Winston Churchill di Pol Roger. E anche l’Asya Extrabrut Rosé Nature del Podere Forte di Castiglione d’Orcia, nel Senese, è una novità clamorosa che sta

bellavista via bellavista 5, erbusco (bs); telefono 030.7762000 FRaNCiaCORta GRaN CUvÉe Di colore giallo paglierino luminoso, ha perlage fine e persistente, profumi di frutta esotica, con note di ananas e cedro, sentori di crema pasticcera, sorso morbido ed equilibrato. Con pesci al forno. 35 euro.

GUiDO beRlUCChi  loc. borgonato, piazza Duranti 4, Corte Franca (bs); tel. 030.984381 FRaNCiaCORta bRUt CellaRiUs Giallo paglierino, spuma abbondante, perlage fine, naso con note agrumate e di lieviti e crosta di pane, al palato è setoso e fresco. Con secondi piatti di mare. 20 euro.

FeRRaRi via Ponte di Ravina 15, trento; tel. 0461.972311 tReNtO PeRlÉ NeRO Giallo oro, ha perlage ricco ed elegante, naso intenso, con profumi di crosta di pane, vaniglia, tostato, sorso ampio, generoso, equilibrato. Con carni bianche. 56 euro.

Ca’ Del bOsCO via albano Zanella 13, erbusco (bs); tel. 030.7766111 FRaNCiaCORta DOsaGe ZÉRO Per chi ama i Franciacorta senza compromessi. Giallo paglierino, ha spuma abbondante, perlage fine, sentori floreali e note di pesca e albicocca, di frutta tropicale, gusto secco e fresco. Con primi di pesce. 34 euro.

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d’origine spumeggiante conquistando esperti e intenditori in virtù della sua rara e affascinante complessità aromatica e gustativa. Ma se un produttore come la Tenuta Montemagno di Montemagno (all’esordio in questi giorni con un Brut da uve barbera e chardonnay, l’eccellente TM Brut) è un’autentica mosca bianca perché finora piemontesi e toscani, per le bollicine, non hanno creduto nel potenziale di nebbiolo, barbera, sangiovese, nelle altre regioni, invece, è in crescita il numero di produttori che sta cercando una via italiana alla bollicina d’autore. Tra gli alfieri di questa nuova tendenza, al Nord, la Cave du Vin Blanc di Morgex et La Salle di Morgex (Ao), cantina che con la sua viticoltura eroica, di montagna, produce un Brut da uve 100% prié blanc che sorprende per i suoi profumi di fiori ed erbe alpine, per il suo sorso fresco e armonico, per la sua viva personalità. In Veneto, Zonin firma quel Prosecco Brut Cuvée 1821 che,

PALtriNieri via Cristo 49, Sorbara (Mo); telefono 059.902047 groSSo da uve lambrusco di Sorbara 100%, ha colore rosso rubino chiaro, spuma rosea, naso con note intense di violette e profumi di frutti di bosco, mentre al palato è secco, caldo, persistente. Con salumi. 36 euro. CAve dU viN BLANC di MorgeX et de LA SALLe Chemin des iles 31 La ruine, Morgex (Ao); telefono 0165.800331 BrUt da uve 100% prié blanc, ha colore paglierino, perlage fine, profumi di lillà, mimosa, glicine, al palato è cremoso, morbido, fresco, con un finale minerale. Con crostacei e aragosta. 13 euro.

Podere Forte Località Petrucci 13 Castiglione d’orcia (Si); telefono 0577.8885100 ASYA eXtrABrUt roSÉ NAtUre rosa damascato, ha spuma abbondante, profumi di piccoli frutti con note di fragoline di bosco; in bocca è morbido, di grande struttura. Con carni bianche.

Molti produttori oggi cercano una via autoctona alle bollicine d’autore da uve glera in purezza, rappresenta il bicchiere da aperitivo per eccellenza e accompagna i piatti a base di crudo di pesce in maniera impeccabile. In Friuli, Collavini, autore di una versione di Ribolla spumantizzata a dir poco strepitosa, irresistibile, se bevuta a tutto pasto con piatti delicati di pesce. Tra i produttori dell’Italia centrale, impossibile non citare Paltrinieri, che con Grosso ha fatto fare al Lambrusco un ulteriore passo in avanti sulla strada che porta a restituire al vino-simbolo dell’Emilia Romagna la dignità che merita, smentendone la fama di wine-Coca-Cola, attraverso un’interpretazione di assoluto valore, elegante e superba, figlia di una geniale lavorazione con Metodo Classico. E occorre citare anche Angela Velenosi, celeberrima produttrice marchigiana, nota in tutto il mondo

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d’origine spumeggiante

D’ARAPRi Via Zannotti 30 san severo (Fg); telefono 0882.227643 BRUT Da uve bombino bianco e pinot nero, ha colore paglierino con spuma candida, profumi di fiori bianchi, note di nocciola. in bocca è fresco, sapido, cremoso, con finale ammandorlato. Con tempura. 14 euro.

MilAZZo Campobello di licata (Ag); telefono 0922.878207 MilAZZo MeToDo ClAssiCo Da uve inzolia verde e chardonnay, ha colore paglierino, note di lieviti e di crosta di pane, sentori di nocciola, palato morbido, fresco, sapido. ottimo da aperitivo, bene si accompagna a minestre leggere, piatti di pesce, formaggi di media stagionatura.

per i suoi bianchi e rossi, che, in omaggio alla sua terra, non ha rinunciato ad avere tra i suoi vini anche una piacevole Passerina Brut, ottenuta con Metodo Charmat, che per le sue caratteristiche è ideale da aperitivo. Al Sud? Interessanti i prodotti di due cantine, la pugliese D’Araprì e la siciliana Milazzo, realtà che stanno percorrendo una via ancora diversa, visto che realizzano spumanti con uve di vitigni sia internazionali sia autoctoni. I risultati, anche in questi casi, sono più che interessanti. Di grande eleganza, equilibrio, armonia, il Brut della cantina di San Severo che, grazie al marriage tra uve bombino e pinot nero, ha profumi fini e di buona persistenza di agrumi e frutta a polpa gialla, carattere, sorso di buon spessore, caratteristiche che ne suggeriscono l’abbinamento a piatti di pesce

Alle eccellenze di Franciacorta e Trentino si uniscono le altre realtà locAli

Velenosi Vini Via dei Biancospini 11 Ascoli Piceno; tel. 0736.341218 PAsseRinA BRUT Paglierino chiaro con riflessi verde acqua, ha spuma ricca, naso invitante, con note floreali di acacia, sentori fruttati di pesca e cedro, sorso fresco e sapido. Da aperitivo o con frittura di pesce. 9,50 euro

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e carni bianche. Di vitalità mediterranea, invece, il Metodo Classico della cantina di Milazzo, ottenuto da uve inzolia verde e chardonnay, che si esprime con un corredo aromatico molto caratteristico, di grande finezza, con note di lieviti e di crosta di pane, sentori di nocciola, e che conquista con il suo proporsi al palato morbido, fresco, piacevolmente sapido. Ottimo da aperitivo, ben si accompagna a minestre leggere, piatti di pesce e formaggi di media stagionatura.


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sOLChi radiCi sOGni i vini Ciù Ciù. Espressione autentica del territorio.

L’azienda vitivinicola, biologica Ciù Ciù, di proprietà della famiglia Bartolomei, si trova nelle colline picene, ad Offida (AP), nel cuore dell’area di produzione del Rosso Piceno Superiore e si estende su di un’area di circa 130 ettari. Fondata nel 1970 dai coniugi Natalino ed Anna l’azienda è oggi gestita dai fratelli Massimiliano e Walter con tutta la passione ed il bagaglio di saggezza del papà Natalino. La filosofia produttiva che muove l’azienda è maturata dalla convinzione che il vino debba essere l’espressione più autentica del territorio di origine. Da qui la cura scrupolosa per i dettagli ed i sistemi di coltivazione dei vigneti biologici che hanno portato i vini Ciù Ciù a quei vertici di qualità che li hanno resi famosi sia nel mercato nazionale che in quello internazionale. L’azienda vanta un’importante selezione di vini bianchi e rossi, tra questi Merlettaie, Offida Pecorino DOP che nell’agosto 2010 ha ricevuto 90 Parker dalla rivista Wine Advocate, Oppidum Marche IGT Rosso (diploma di merito al concorso enologico del Vinitaly 2010), Esperanto Offida Rosso (diploma di merito al concorso enologico del Vinitaly 2011) e Gotico, pregiato rosso piceno superiore DOC. Inoltre, nel 2011 Ciù Ciù ha siglato un importante accordo di li-

cenza con Loriblu, brand leader nel settore delle calzature di lusso per donna e uomo, per la produzione e distribuzione a livello mondiale di una selezione di vini esclusivi tradizionalmente appartenenti alle Marche e denominata Loriblu Vini Collection. In occasione della prossima edizione di Vinitaly (Verona, 25 – 28 marzo 2012) il più importante salone internazionale dedicato al vino, Ciù Ciù presenterà una serie di prestigiose novità che andranno ad ampliare la vasta gamma di vini attualmente prodotti. L’azienda sarà inoltre presente con un’immagine totalmente rinnovata che ha interessato tutte le aree della comunicazione a partire dal restyling del logo, delle etichette e degli imballi sino al sito ed alla fan page su facebook a dimostrazione dello spirito giovane ed intraprendente dell’azienda.

Walter e Massimiliano Bartolomei

Merlettaie Offida DOCG Pecorino

Società Agricola Ciù Ciù - località S. Maria in Carro - C.da Ciafone, 106 - 63073 Offida AP - ITALIA tel. +39 0736 810001 - fax +39 0736 889772 - www.ciuciuvini.it - info@ciuciuvini.it Ciù Ciù Azienda Agricola


arte di vivere

incanto Quante vite ha vissuto Marcello Cambi? Almeno tre. Originario di Firenze, ha vissuto in Inghilterra e, ora, a Genova. Dove ha fondato una casa d’aste, acquistato un maniero, creato un caffè e ridato vita a una confetteria dell’800. E ora è pronto per la quarta, con le aste on-line

al castello

DI CrIstIAnA rIzzO - FOtO DI DAnIElE bArrACO

C

oincidenze, luoghi e fatti lontani fra loro, ma legati da un filo invisibile. Sullo sfondo, italia e inghilterra, piazza Santa Maria del carmine a firenze e i caruggi di genova, gli affreschi di Bernardo Strozzi e l’esordio dell’architetto gino coppedé. la vita di Marcello cambi è una storia avventurosa, tessuta con un intreccio da far invidia ai tappeti più pregiati: definirlo antiquario, infatti, sarebbe riduttivo. e in una storia come si deve non può mancare un castello. giacca in tartan, aplomb british, cambi guida gli ospiti, instancabile, su e giù per le stanze ricche di lampadari, mobili, quadri e vetrine, da cui ammiccano gioielli antichi e oggetti in argento. e illustra con passione i dettagli, le boiserie, le pavimentazioni che in questi dieci anni ha restaurato e che ogni giorno, senza sosta, richiedono attenzione. dopo aver rilevato e restaurato il castello Mackenzie, progettato da un giovane gino coppedé a genova, e averne fatto la sede della casa d’aste che porta il suo nome, Marcello cambi ha da poco aperto il cambi café, nel duecentesco Palazzo Branca doria. e, nel caruggio accanto, in via david chiossone, ha ridato vita alla tradizionale confetteria genovese Antica Vedova Romanengo, nata nel 1805 nella storica sede di Palazzo Salvago, in via orefici. accanto a lui, nella gestione della casa d’aste, ci sono i tre figli, Matteo, 42 anni, Sebastian, 39 (che l’hanno fondata nel 1998 insieme al padre e si dedicano rispettivamente agli aspetti artistici e di comunicazione, e a quelli amministrativi e commerciali), e giulio, 31, che si occupa degli aspetti grafici ed editoriali. «Sono nato 68 anni fa, il 16 luglio, giorno di Santa Maria del carmine, nell’omonima piazza di firenze», racconta cambi, con un accento che ne fa intuire i natali e certe inflessioni che ne rivelano la città d’adozione. dunque, ha vissuto almeno due vite: una a firenze e poi a genova, dove si è trasferito per amore all’inizio degli anni 70, subito dopo aver sposato anna. in mezzo ci sono stati anche otto anni di spostamenti fra Italia e Inghilterra, dove ha svolto il lavoro di antiquario, come suo padre. «ho iniziato occupandomi di mobili antichi e stoffe», dice, «poi ho lavorato in una casa d’aste e infine ne ho aperta una tutta mia». e dopo una vita dedicata all’arte, da dove nasce l’idea di riaprire una confetteria storica, che era stata chiusa due anni prima, e di affiancarle una caffetteria?

in alto, Marcello Cambi, 68 anni, fondatore dell’omonima casa d’aste a Genova e imprenditore che ha creato il Cambi Café (a sinistra) e ridato vita alla storica confetteria antica vedova romanengo.

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arte di vivere

«L’importante è

L’oggetto

che corrisponda a quanto promette» Sopra, uno scorcio interno del Castello Mackenzie. dal 2002, appartiene a Marcello Cambi, che l’ha ristrutturato e trasformato in affascinante sede della sua casa d’aste. a destra, il bancone del Cambi Café, che si trova nel duecentesco Palazzo Branca doria, in vico Falamonica 1/r, a Genova (cambicafe. com), e alcuni cocktail che vengono serviti.

«I proprietari di Antica Vedova Romanengo», spiega, «avevano contattato la nostra casa d’aste perché ne acquistassimo gli arredi, ma poi è emerso che erano vincolati dalla Soprintendenza e quindi abbiamo declinato l’offerta. Dopo un po’, invece, abbiamo iniziato a carezzare l’idea di rilevare anche la licenza e infine ci siamo decisi». Dato che non era possibile riaprire la confetteria nella sua sede storica, è partita la ricerca della sede giusta, durata più di un anno: «Non era facile trovare un luogo di carattere, né troppo grande né troppo piccolo, che restituisse l’atmosfera elegante e la tradizione dell’antico locale. Alla fine l’abbiamo trovato e ce ne siamo innamorati». In effetti, la pasticceria frequentata da personaggi come la principessa Sissi, Giuseppe Verdi e il conte di Cavour sembra essere sempre stata lì. E tutto torna. L’arte e l’ospitalità, le due passioni di Cambi, si agganciano e chiudono il cerchio: il locale Antica Vedova Romanengo, infatti, è affiancato dal Cambi Café, che si trova al primo piano di Palazzo Branca Doria, con le pa-

castello mackenzie

4mila mq di storia e di storie

Diviso su quattro piani, più i fondi e le grotte, il Castello Mackenzie dispone di 85 stanze su una superficie di 4mila mq. Sedi della casa d’aste sono il piano terra, dove c’è l’atrio d’onore, e il primo piano, in cui si trovano, fra l’altro, la cappella sconsacrata e la biblioteca. Al secondo e terzo piano ci sono le stanze abitate dalla famiglia Cambi. In cima, la torre, con tanto di merli, che domina tutta Genova e che ospitò, nella Camera dantesca, una collezione di edizioni della Divina Commedia, dalla

seconda metà del ’400 al secondo decennio del ’900, appartenuta a Evan Mackenzie. Da questi, il castello è nel tempo passato di mano in mano: da una società immobiliare all’esercito tedesco, dalle truppe alleate ai carabinieri. Negli anni 60 e 70 è stato sede di una società di ginnastica e, tra il 1986 e il ’95, è stato acquistato dal mecenate americano Mitchell Wolfson jr., allo scopo di ospitarne il primo Museo del Novecento. Nel 2002 è entrato in scena Marcello Cambi. castellomackenzie.it

reti ricoperte dagli affreschi del 1618 di Bernardo Strozzi. Ma quando le coincidenze sono tante si può anche parlare di destino: quegli affreschi, un tempo, erano coperti dai robusti tendaggi di tartan del negozio di abbigliamento inglese che il palazzo ospitava, e Cambi ha frequentato per anni l’Inghilterra per lavoro. Poi quei locali, prima di essere abbandonati, sono diventati la sede di un antiquario. Per il principio in base al quale le cose ben riuscite non sono mai figlie dell’improvvisazione, occorre dire che la competenza di Cambi nella ristorazione e nell’ospitalità ha radici lontane. «Gli anni 70 sono stati quelli della Begudda (in genovese, gozzovigliare, ndr), un ristorante che avevo aperto a Genova», prosegue Cambi. «Quella della ristorazione è un’attività che ho sospeso da più di 40 anni ma che ora, rimessa in moto, sta dando i suoi frutti», racconta. Fra l’una e l’altra esperienza, Cambi si è, infatti, tenuto in allenamento «con l’apertura di Casa Cambi, un alberghetto a Castelvecchio di Rocca Barbena (Savona), di cui si occupa mia moglie. Questa esperienza, che dura da circa 15 anni, è servita per decidere l’avventura del Cambi Café e della Vedova. È stato un insieme di tasselli che, quasi da soli, si sono disposti nel modo giusto». Le coincidenze e i legami incrociati nella vita di Cambi non finiscono qui. Anche Evan Mackenzie, assicuratore, appassionato di oggetti antichi e fondatore, a fine ’800, del castello che Cambi ha acquistato nel 2002, era fiorentino, e le sue origini scozzesi lo portavano a dividersi fra l’Italia e Oltremanica. «Oggi ci dedichiamo soprattutto all’antiquariato, all’arte dell’800 e del ’900, ai gioielli e ai tappeti», conclude Cambi. «La clientela è italiana e internazionale (Cina, Usa, Svezia, Gran Bretagna...). L’importante è che l’oggetto corrisponda a quanto promette, per questo c’è sempre più bisogno di specialisti». L’attività, comunque, è sempre più diversificata, tant’è che al castello si è svolta recentemente un’asta di yacht, mentre il 24 aprile è la volta dell’arte moderna e contemporanea. «Uno dei settori che intendiamo sviluppare è quello delle aste on-line. Si tratta di aste più semplici, ne abbiamo fatte già tre e vorremmo continuare anche in questa direzione». Prossime mosse, l’apertura di un ufficio a Milano, ad aprile, e poi uno a Londra. www.cambiaste.com, www.cambicafe.com, www.casacambi.it

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esidenze private, accommodation di lusso. Respiro internazionale, cultura nordafricana. Rispetto del paesaggio, soluzioni di pregio. È questa la doppia anima di Domaine Royal Palm Marrakech, l’esclusivo progetto residenziale, firmato Beachcomber Hotels, per vivere il cuore nascosto del Marocco. Sorge nel nuovo polo turistico di Marrakech, a 10 minuti dall’aeroporto e 10 dalla Medina, con una vista incantevole sulla catena dell’Atlante, dove si racconta che Zeus costrinse il più possente dei titani a sostenere il peso del mondo sulle sue spalle. «Marrakech è a pochi minuti dalle montagne, dove d’inverno si può andare a sciare; è a pochi chilometri anche dalle più vicine spiagge e alle sue spalle ha il deserto per emozionanti escursioni nelle splendide oasi. È una meta davvero senza paragoni», spiega Sheila Filippi, direttore Italia di Beachcomber Hotels. Il progetto, che si sviluppa su una proprietà di 231 ettari, prevede la costruzione di un’area residenziale (89 ville di proprietà esclusiva), un country club (Royal Palm Golf & Country Club), un campo da golf 18 buche Par 72 (riservato ai proprietari delle ville e agli ospiti dell’hotel; disegnato da Cabell B. Robinson, si estende su 6.730 metri, e punta a diventare uno dei migliori di Marrakech), oltre a un resort a cinque stelle, il Royal Palm Marrakech (con 135 suite), il tutto corredato da servizi come conciergerie, sicurezza, un piccolo shopping centre, una farm che produce prodotti bio... L’opera architettonica sta sorgendo tra le radici di un antico oliveto (gli alberi sono stati conservati e protetti), dove crescono palme, limoni, aranci, mandorli, melograni, in un ambiente che conserva lo spirito rurale di una terra ricca di tradizioni. E che mantiene vivi i contatti con la sofisticata cultura del paese. Il Domaine Royal Palm, infatti, è costruito ad appena 12 chilometri a sud dal centro storico

il sogno di una Villa di pregio

alle porte di

marrakech

Ville di lusso, con una Vista mozzafiato sulla catena dell’atlante, e a poca distanza dai centri europei della finanza e dell’economia. domaine royal palm marrakech, il progetto con cui BeachcomBer hotels apre le porte del marocco segreto. ma solo per pochissimi, esclusiVi clienti


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di Marrakech: solo poche ore dai principali aeroporti europei. Nell’area residenziale nove diverse tipologie di ville extra-lusso (tra i 200 e gli 800 metri quadrati di superficie). Elemento decisamente unico a Marrakech, tutte le ville si sviluppano su un unico piano e si affacciano su giardini immensi completamente recintati, garantendo la massima privacy. Ogni villa, consegnata ai proprietari con una scelta di finiture decisamente ampia (il capitolato parte dai materiali tipici del territorio, fino a quelli per soddisfare qualsiasi desiderio) e il giardino piantumato, possiede una piscina privata, un gazebo e terrazze ombreggiate per godere al meglio degli spazi all’aperto. Il design si ispira all’architettura tradizionale berbera, che privilegia linee minimal e forme cubiche: un incrocio perfetto di sapere antico e gusto moderno nato dalle matite di Karl Fournier e Olivier Marty, dello studio di architettura KO. La loro esperienza in tema di eco-sostenibilità e la profonda conoscenza delle tradizioni locali hanno permesso di trasformare questo progetto in una perla di eleganza indiscutibile, perfettamente fusa con il territorio circostante, profondamente rispettosa delle sue note ed esigenze. Le ville del resort sono costruite nel più totale rispetto dell’incantevole territorio marocchino. tutto è stato realizzato secondo i principi di un’eco-consapevolezza rigorosa. È stato privilegiato il ricorso alle energie rinnovabili e all’ottimizzazione di tutti i consumi: raccolta dell’acqua piovana, contributo finanziario all’impianto di raccolta delle acque della città di Marrakech per l’irrigazione del campo da golf, produzione di concime organico all’interno della proprietà, coltivazioni bio, energia solare, regolazione naturale degli impianti di riscaldamento, impegno sociale e progetti di formazione per la popolazione locale LA CONVENIENZA DEL LUSSO ■ Domaine Royal Palm fa capo a Beachcomber Hotels

che, nel rispetto della filosofia imprenditoriale che da sempre lo caratterizza, è proprietario degli hotel che gestisce, senza eccezione anche per il nuovo progetto marocchino di cui è costruttore e in futuro gestore al 100%. Questo approccio decisamente peculiare permette al gruppo di adattarsi a un mercato in continua evoluzione mantenendosi estremamente competitivo rispetto alla concorrenza, e per i potenziali acquirenti delle ville questa scelta conferma senza dubbio la garanzia di investire su un progetto di indiscussa stabilità. Il brand, pioniere e leader del settore alberghiero mauriziano, raggruppa gli hotel (oltre a quello marocchino, otto hotel a Mauritius e un’isola-resort alle Seychelles) di

New Mauritius Hotels Ltd, società quotata in borsa che quest’anno festeggia il 60° anniversario, dopo aver consolidato negli anni la sua indiscussa forza a livello internazionale con una serie di importanti investimenti: 130 milioni di euro nel 2010 per il Trou aux Biches Resort & Spa, 3,5 milioni nel 2009 per rinnovare il Dinarobin Hotel Golf & Spa, 7,5 milioni nel 2008 per il restyling del Sainte Anne Resort & Spa, solo per menzionare i più recenti (più del 17% dei profitti viene reinvestito annualmente negli hotel e prodotti del gruppo). ■ Domaine Royal Palm è nato dal desiderio da parte di Beachcomber di posizionarsi più vicino ai suoi tradizionali mercati europei. Il Domaine è stato chiamato come la proprietà del gruppo che a Mauritius rappresenta la sua punta di diamante. Il nome Royal Palm racchiude i più alti standard della più raffinata hôtellerie internazionale: esperienza, eleganza e ospitalità. Scegliere di essere associato a questo famosissimo hotel rappresenta per

il Domaine Royal Palm un obiettivo molto ambizioso: diventare uno dei resort più conosciuti al mondo e l’indirizzo più esclusivo di Marrakech. ■ Le soluzioni esclusive, 89 abitazioni di pregio, del Domaine Royal Palm vengono proposte a prezzi decisamente competitivi. Si parte da 490mila euro per le unità più piccole («appena» 200 metri quadrati, disposti su un unico piano, più giardino con piscina), fino a superare il milione per le ville da 800 metri quadrati (con piscina e giardino privato di circa 3mila metri quadrati). Un investimento reso ancora più attrattivo grazie ai numerosi vantaggi riconosciuti dal sistema fiscale marocchino (dettagli consultabili sul sito www.domaineroyalpalm.com).


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■ I proprietari delle ville potranno beneficiare di tutti i servizi del Domaine e dell’hotel 5 stelle Royal Palm Marrakech, tra cui diventare automaticamente soci del country club con condizioni preferenziali per giocare a golf. E potranno contare su un servizio concierge dedicato, attivo h 24, per qualsiasi tipo di richiesta o esigenza: dall’organizzazione/prenotazione di voli, escursioni e trasferimenti, alla manutenzione e pulizia della villa e del giardino, alla ricerca di personale di servizio. Un valore aggiunto per poter gestire la propria casa a distanza in assoluta libertà, con la certezza della più totale privacy e accuratezza del servizio. ■ Domaine Royal Palm è più di una tenuta immobiliare top

level. La sua atmosfera unica ed esclusiva lo rende il luogo perfetto in cui decidere di vivere (o trascorrere le proprie vacanze) in Marocco. La sicurezza è totale, con un controllo che parte fin dall’entrata, costantemente monitorata, la presenza di un servizio di vigilanza a piedi, oltre a un sistema di sorveglianza video di ultima generazione.


residente nei douar limitrofi, sono solo alcune delle aree su cui il progetto si sta concentrando. Ultimo ma non meno importante, il domaine garantisce inoltre un impatto a bassa densità abitativa creando le migliori condizioni per lo sviluppo naturale della vegetazione endemica. Il progetto è, attualmente, in avanzata fase di realizzazione. Facendo tesoro della decennale esperienza maturata a Mauritius e alle Seychelles, Beachcomber Hotels segue da vicino la costruzione e la gestione della nuova proprietà in Marocco. Per gli acquirenti questa è un’ulteriore garanzia di investire su un progetto di indiscussa stabilità. Un esempio per tutti? La certezza delle date. Il gruppo ha reso noto che la consegna delle esclusive ville e l’apertura ufficiale del golf, del Country club e dell’Hotel Royal Palm Marrakech avverranno entro la fine del 2013, e che tutti i lavori finiranno in quella data. «Le ville verranno consegnate solo quando sarà finito l’intero complesso: non ci saranno nel modo più assoluto ancora cantieri aperti», assicura Sheila Filippi. Si tratta, effettivamente, di uno dei più interessanti progetti della città, e sicuramente di una delle occasioni immobiliari più attraenti della vivace realtà marocchina. In una location d’eccezione. Per mettere a frutto l’investimento, si può anche scegliere di affittarla, ma in ogni caso occorre affrettarsi: 25 ville sono già state vendute e per un piacere che non ha pari. «Marrakech è una destinazione magica, avvincente. Gli abitanti sono accoglienti, generosi. Si può andare in Marocco da gennaio a dicembre, il clima è eccezionale tutto l’anno», conclude Sheila. «Un vero e proprio paradiso per i golfisti. A gennaio e febbraio le temperature di notte scendono a 3-4 gradi, ma di giorno ritornano a 21. È una destinazione ideale per giocare sempre». UNA TERRA UNICA ■ Per le sfumature della sua caratteristica terra ha meritato il soprannome di città rossa. Questo il colore dei palazzi, delle case e della Medina. Agli ospiti offre l’incanto di piazza Jemaa El Fna, l’esplosione di colori e suggestioni dei souk, la compostezza della moschea Ben Youssef, l’eleganza di Villa Majorelle e dei giardini Menara. Benvenuti a Marrakech, cuore del Nord Africa, separato soltanto da poche ore di volo dai centri europei della finanza e degli affari.

Maggiori informazioni per l’acquisto delle ville: Beachcomber Hotels Italia tel. 035 236656 www.domaineroyalpalm.com


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Viaggio alla volta di Lake Tahoe, sul Rubicon Trail, seguendo le orme degli indiani e dei pionieri diretti a Ovest. Partenza da Georgetown e poi su per la Sierra Nevada. Come? A bordo di una solida Jeep che non teme sentieri sconnessi, acqua e rocce di NiCOLA d. bONeTTi

L

ake Tahoe, il maggior da per raggiungere Lake Tahoe lago alpino negli Usa con da Georgetown, è ritenuto il 116 km di coste e quasi percorso fuoristrada più famo500 kmq di superficie, si so e più impegnativo al mondo, trova a quasi 2mila metri di al- il Rubicon Trail. Il nome stesso tezza tra Nevada e California. sottintende come l’espressione Chiamato «il lago nel cielo», è di Cesare nel passare il Rubicouna lussuosa località di vacan- ne conservi anche qui il signiza distante un’oretta da Reno e ficato di non poter più tornare 300 km da San Francisco, dove indietro. Non solo ai tempi dei il clima consente un’estesa sta- pionieri: anche oggi, percorrergione estiva, adatta al golf co- lo è una vera avventura. me agli sport acquatici, mentre Da quando, nel 1953, fu orgal’abbondanza di neve permette nizzato il primo jeepers jambodi sciare per il resto dell’anno. ree, raduno spontaneo di centiLa zona è radicata nell’immagi- naia di appassionati, la località nario americano per diverse ra- ha sempre attratto gli entusiasti gioni: famosa per aver ospitato di offroad estremo che, prima le olimpiadi invernali a Squaw con le essenziali Jeep ex miliValley, ha un fascino tari, poi con veicoesclusivo per le raffinali sempre più preRocce, pendenze e te costruzioni attorno parati o addirittura alberi sono gli elementi al lago. Realizzate con auto-costruiti, privi che affascinano i più diversi stili, daldi carrozzeria per nel paesaggio lungo il Rubicon Trail, lo chalet minimalista evitare i danni da ma anche gli ostacoli in legno alle ville dalurti contro rocce e che rendono eccitante le grandi vetrate, sono alberi, si riuniscola gita su Jeep accomunate dai prezzi, no per affrontare Wrangler e Unlimited. mai inferiori al milione in comitiva qualdi dollari. e le darsene che giorno di avper ricoverare i pregiati moto- ventura, secondo lo spirito dei scafi non sono meno curate. pionieri, nella natura. accettaneppure, nei boschi dell’el Do- do di rispettare l’ambiente e di rado National Park non è raro seguire precise regole di sicuincontrare orsi d’aspetto meno rezza. Lungo il tracciato non c’è rassicurante di quello rappre- alcuna manutenzione: se cade sentato sulla bandiera della Ca- una pianta (anche con tronchi lifornia Republic. Quello che un da 2 metri di diametro) si detempo fu il passaggio obbliga- ve segarne la parte necessaria to di indiani e pionieri diretti a al transito, oppure aprire un ovest, valicando la Sierra Neva- passaggio alternativo. opera-

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r id u totopreer

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ni s o s p ents eio a

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zioni che prevedono capacità e attrezzature, energia e anche un’intera giornata: tutti sono organizzati per la notte, qualcuno lavora di verricello o motosega, altri preparano il fuoco, allestiscono il campo, pescano e suonano la chitarra o il banjo. Gentleman ha cercato l’avventura con stile, interpretando il percorso come occasione per ricordare i 70 anni di un mito americano come Jeep: guidando da Lake Tahoe la fuoristrada più estrema della serie Wrangler, chiamata appunto Rubicon. Due versioni, a passo corto con due porte per la massima agilità, e la più ospitale Unlimi-

ted, lunga e con quattro porte, ma non meno adatta all’offroad duro e puro. Entrambe sono appena state proposte con il nuovo motore sei cilindri a benzina 3.6 da 284 Cv, dotato di cambio automatico a cinque rapporti di serie. Il cortissimo riduttore permette di centellinare l’avanzamento sugli ostacoli, l’escursione delle sospensioni può essere aumentata sganciando la barra stabilizzatrice in modo che le ruote possano seguire le asperità del fondo senza perdere aderenza, e, in casi estremi, i bloccaggi manuali di entrambi i differenziali, sono le caratteristiche peculiari dell’allestimento a prova di percorsi come questo. Trail rated, dichiarano orgogliosi in casa Jeep, sottintendendo il nome del tracciato per antonomasia, identificando così le 4x4 in grado di affrontare percorsi di livello estremo senza alcuna preparazione specifica, con l’auto completamente di serie come esce dal concessionario, e senza riportare danni. L’avventura non è solitaria, già avvicinandosi alla zona più montana s’incontrano spesso veicoli in piccoli o grandi grup-

pi in senso contrario: il bello è I rischi sono sempre presenti che nessuno corre, tutti sorri- dove la natura non cede il pasdono e salutano: stanno conclu- so, principalmente le forature dendo la loro escursione soddi- per i contatti con rocce e rasfatti e sanno cosa ci attende. dici, ma, guidando con circoOssia la natura vera, dove tut- spezione e fiducia in chi fornito è come ai tempi dei primi sce indicazioni da terra su dove abitanti di questo selvaggio mettere le ruote, si possono eviWest più montano tare. La situazione più e meno desertico. rischiosa si nasconde Anche le acque di un L’approccio è con nelle inclinazioni latelaghetto celano sterrati e pietrarali, specie quando sia rocce sulle quali le ie, il fondo è semindispensabile salire Wrangler Rubicon esprimono capacità pre sconnesso, poi con le ruote di un lato incredibili di avanzare sono le rocce e le su qualche roccia, alla senza perdere contatto onnipresenti radici. ricerca degli equilibri con il fondo, benché Conviene appogpiù avanzati. Fondasia difficile e sconnesso. giare saldamente mentale rendersi conto la caviglia destra al dei limiti imposti dalla tunnel per mantenere il piede fisica, perché quelli dimostrapiù fermo possibile, proceden- ti dalle Jeep appaiono lontani, do con acceleratore costante. rendendole quasi inarrestabili. Più il gioco si fa duro, più è Valicato un primo passo, donecessario aumentare la dolcez- ve la vista può spaziare verso za di guida, rilasciando frequen- orizzonti che spaziano sulla temente il gas per superare gli Sierra, inizia una lunga disceostacoli più ostici con abbrivio. sa, che non sempre è più faci-

l a n atu r a è com e a i te m pi

del selvaggio west 137


molto fuoristrada

c o m fiolri ttà

e fac d i g u i da

su strada

le, tra pendenze e tratti espo- steak dalle dimensioni inquiesti a mezza costa, lungo pareti tanti sono rigirate in continuarocciose che non avremmo im- zione. Allegria e sorrisi, bagni e maginato, per la progressione docce, tende singole dotate di della salita. Il percorso cambia brande, rendono confortevole il in continuazione, ci si avvicina pernottamento, non prima d’aal fondovalle dove scorre il tor- ver svuotato ogni traccia di cibo rente (non manca l’occasione di dalle Wrangler per evitare visite qualche guado), alle cui sorgen- di una mamma orsa. Mentre la ti si trova il campo, nel notte stellata è preluogo in cui, ai tempi ceduta dal grande Emerald Bay è un dell’epopea western e falò. gioiello incastonato nel con la scoperta di giaLa mattina, dopo Lake Tahoe ed è stato cimenti minerari, Rubiuna colazione coimmortalato in vari film. La baia con l’isoletta con Springs era l’unico me se fossimo pioal centro è uno scenario luogo talvolta abitato nieri e dovessimo che rappresenta lungo le 22 miglia del bruciare le medeil relax di una vacanza percorso. sime calorie, parin questi luoghi. Oggi è una struttura tenza, nuovamenche ospita i fuoristrate con le ridotte, disti con il calore e l’entusiasmo per il secondo tratto del viagdi chi è animato dalla vera pas- gio, non meno tecnico e affasione: accolti da un pianista che scinante. nella radura tra i boschi suona Quando, invece, alla conclusiomusica country sotto la ban- ne dell’avventura, percorriamo diera americana, mentre fumi silenziosamente, grazie al fascie profumi dilagano dalla gri- no del sei cilindri a benzina, la glia sulla brace di legna, dove strada attorno al Lago Tahoe,

l’unico rischio è di for are

le ruote sulle rocce 138

ammirando la particolare bellezza della natura (da vedere Emerald Bay), poco prima degli incantevoli campi da golf del Resort Squaw Creek, non possiamo fare a meno di notare, dietro grandi vetrate, una decina di scafi Riva d’epoca. Giusto per completare con stile il indian resort

fascino di Lake Tahoe: perché se per essere un vero jeeper bisogna aver percorso il Rubicon Trail almeno una volta nella vita, per una vacanza da queste parti, una sola potrebbe non essere sufficiente. www.jeep-official.com

- in stile con il paesaggio

Squaw Creek è isolata e tranquilla, pur essendo vicinissima a Lake Tahoe, e fa parte del comprensorio di Olympic Valley, che ospitò i Giochi invernali nel 1960. Il resort è costruito con uno stile in armonia con il paesaggio e consente di apprezzare il lusso funzionale di un luogo di montagna, dove a pochi passi dalla camera si trovano gli im-

pianti di risalita e le piste da fondo. Nella stagione estiva, qui si praticano escursioni in mountain bike e si gioca a golf sulle 18 buche disegnate da Robert Trent Jones jr. nella maestosità delle montagne. Piacevoli le suite con caminetto, anche per famiglia, la piscina riscaldata e la Spa. www.squawcreek.com


!

hi

E

ra prevista ed è puntualmente arrivata: al recente Mobile World Congress (MWC) di Barcellona, la tanto attesa ondata di smartphone e tablet ha portato con sé una serie infinita di novità che nei prossimi mesi faranno la loro comparsa anche sul mercato italiano. Dispositivi sempre più avanzati, in grado di rispondere alle esigenze di connettività e multimedialità degli utenti in termini di design, funzionalità e performance (con i nuovi processori dual e quad core in pole position); i sistemi operativi android continuano a farla da padrone (anche se in fiera Microsoft ha presentato una preview del nuovo Windows 8), mentre sul fronte dei brand si registra il definitivo distacco di sony da ericsson e il ritorno sul mercato europeo di un grande marchio di tradizione come panasonic. Unica assente dalla kermesse catalana era, come sempre, apple, che ha saputo comunque imporre, come sempre, tutto il peso della sua presenza virtuale: mentre era in pieno svolgimento la fiera di Barcellona (e proprio durante la conferenza stampa del presidente di Google, eric schmidt), ha annunciato la data di presentazione del nuovo ipad, che è stato poi lanciato il 7 marzo (meno di una settimana dopo la chiusura del MWC), attirando su di sé l’attenzione dell’intero circuito mediatico del pianeta. potenza del marketing... alcatel

Motorola

buone nuove

Il Mobile World Congress di Barcellona ha svelato i dispositivi più innovativi che strizzano l’occhio a connettività e multimedialità. E mentre in Spagna sfilavano Sony, Ericsson, Rim e Panasonic, Apple da San Francisco rubava la scena con il Nuovo iPad DI ANDREA MILANESI

apple new ipad

Piattaforma iOs 5 con iCloud, display Retina da 9,7”, processore dualcore A5X, fotocamera iSight da 5 Mp (video Hd 1080p), connessione WiFi+3G/4G, versioni da 16/32/64 Gb (da 499 a 829 dollari). www.apple.com/it

Huawei Mediapad 10FHd

Piattaforma Android 4.0, display multi touch da 10” ad alta definizione, processore quad-core K3 a 1.5 GHz, memoria Ram da 2 Gb, fotocamera posteriore da 8 Mp con autofocus (in vendita da maggio, prezzo da definire). zwww.huaweidevice.it

Sony

Samsung

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Onda

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3.xperia p

4.galaxy ace 2

5.padFOne

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Android 2.3 (Gingerbread), display Lcd da 4,3” full touch, fotocamera da 5 megapixel, video HD, microSD (fino a 32 Gb), modulo A-Gps (279 euro). www.alcatelonetouch.com

Android 2.3, display touch screen da 4”, processore a 800 MHz, fotocamera da 8 megapixel con zoom 4x , Hsdpa 7.2 Mbps, servizi di localizzazione Gps (299 euro). www.motorola.com

Android 2.3 (aggiornabile a 4.0), display Reality da 4”, processore dual-core a 1 Ghz, fotocamera da 8 Mp (foto panoramiche 3D), video HD (399 euro). www.sonymobile.com

Android 2.3, display da 3,8”, dual-core a 800 MHz, fotocamera da 5 Mp, microSD (fino a 32 Gb), connettività Hspa 14.4 Mbps (da maggio, costo da definire). www.samsung.com/it

Android 4.0, schermo HD da 4,3”, processore dual-core, fotocamera da 8 Mp, PadFone Station opzionale per adattamento a tablet da 10,1”(prezzo da definire). www.asus.it

Android 2.3, display touch da 3,5”, processore a 800 Mhz, fotocamera da 3,2 Mp, connettività WiFi/Bluetooth, Gps (da giugno, circa 200 euro). www. ondacommunication.com

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Android 4.0, display da 7”, processore dual-core a 1 Ghz, doppia fotocamera (posteriore da 3 megapixel), network Hspa (21 Mbps), microSD (fino a 32 Gb), modulo A-Gps (da maggio, prezzo da definire). www.samsung.com/it

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Piattaforma BB PlayBook OS 2.0, processore dualcore a 1 Ghz, display Lcd multi touch HD da 7”, doppia videocamera HD, connettività Wi-Fi+3G/4G, versioni da 16/32/64 Gb (da 479 a 679 euro). http://it.blackberry.com

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Android 4.0, display HD da 10,1” retroilluminato a Led, processore dual-core a 1.5 GHz, connettività Wi-Fi+3G, versioni da 16/32/64 Gb, docking per tastiera opzionale (da settembre, prezzo da definire). www.lenovo.com/it

Android 4.0, display HD multi touch da 10,1”, processore quad-core a 1.2 Ghz, connettività 3G/4G, doppia fotocamera (posteriore da 8 Mp), Mobile Dock con tastiera Full Qwerty opzionale (prezzo da definire). www.asus.it

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Android 3.2, display HD da 10,1”, processore dual-core a 1.2 GHz, fotocamere frontale da 1,3 Mp e posteriore da 5 Mp, audio 3D Virtual Surround, memoria interna da 32 Gb estendibile con microSD (479 euro). www.motorola.com

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Android 2.3, display Oled da 4,3”, design ultra-slim, finiture waterproof e processore dualcore da 1 GHz. Fotocamera da 8 Mp (da aprile, prezzo indicativo 450 euro). www.panasonic.it

Piattaforma BlackBerry 7, display touch screen da 2,45”, processore da 1 GHz, fotocamera da 5 Mp, memoria da 8 Gb, slot per microSD fino a 32 Gb (499 euro). http://it.blackberry.com

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di massimo morello - foto di andrea pistolesi

Contrasto

La capitale filippina ha una particolarità: il camaleontismo. Per questo la sua identità culturale è un mix fra tradizione e influenze spagnole e americane. Tra enormi mall ed edifici coloniali, ecco lo spirito di una città che guarda a Est e Ovest

anila è intraducibile», scrive Miguel Syiuco, giovane autore filippino nel romanzo Ilustrado, divenuto un caso letterario. il libro è un mix di stili e formule letterarie per raccontare la storia filippina, la città di Manila, sogni e realtà degli ilustrado. coloro che un tempo erano gli istruiti e che, oggi, Syiucu definisce i bodhisattva, gli illuminati, ma cristiani, dell’era digitale, espatriati privilegiati rientrati in patria o sulla via di farlo. come lui, che passa dalle Filippine al canada, agli Stati uniti. «come questo paese cerca la sua identità, il suo autore cerca se stesso», ha scritto un critico. la ricerca dell’identità è una costante filippina, nazionearcipelago popolata da 92 milioni di persone, il più grande stato cristiano, anzi, cattolico, dell’asia (e col più alto tasso di nascite), colonia americana per mezzo secolo, sino al 1946, dopo 400 anni di dominio della Spagna, che aveva relegato le Filippine a dipendenza dal Vicereame del Messico. il che spiega l’impianto della zona di intramuros, la città fortificata di fronte alla baia, costruita dai conquistadores nel XVi secolo, così come la sua emarginazione. le Filippine sono rimaste pressoché ignote, se non per i lavoratori all’estero. Ma oggi stanno diventando la next destination per molti occidentali, in quel continuo spostarsi verso Oriente che proprio qua diviene un altro Occidente. A Manila i coloratissimi mezzi di trasporto locali ciò accade perché la nuova ammisono i jeepney, ossia le nistrazione del presidente benigno jeep che gli americani «ninoy» aquino iii sembra ottenere usavano durante la Seconda discreti risultati sia in termini di staguerra mondiale e che, bilità e consolidamento democra- una volta lasciato il paese, tico, sia economici, guadagnando hanno venduto ai filippini. la fiducia dei mercati grazie a una crescita che si mantiene oltre il 5%. il governo, inoltre, sta cercando di attrarre investitori esteri con riduzioni fiscali e incentivi finanziari. il presidente è figlio di corazon aquino, che nel 1986 guidò la pacifica rivoluzione che segnò la transizione alla democrazia, dopo vent’anni del regime autocratico di Ferdinando Marcos, e di benigno aquino, esponente dell’opposizione assassinato nel 1983. la peculiarità asiatica dei cicli dinastici qui deriva anche da uno specifico locale: una classe intellettuale che affonda le sue radici nella tradizione europea. «trovi gente che come livre de chevet tiene un saggio sulla storia russa», dice luca tettoni, fotografo che ha realizzato libri su tutti gli style dell’asia, oggi folgorato sulla via di Manila. tutte queste complicazioni, contraddizioni, identità latenti compongono quello che è stato definito il «Manila Vice», il vizio di Manila: il camaleontismo. Quella che negli anni 30 era conosciuta come «la perla dell’Oriente», la camera di decompressione (o compensazione) tra est e Ovest, oggi appare lontanissima dall’asia, un mix tra los angeles e l’avana, ma rivendica il suo ruolo tra le capitali dell’asean, l’associazione delle nazioni del Sudest asiatico. «Siamo consumati camaleonti. Per secoli siamo stati la porta dell’asia e il mondo veniva da noi. adesso siamo in tutto il mondo. Siamo lavoratori emigrati, viaggiatori senza paura», dice Syiuco. «noi non esercitiamo la nostra identità, forse perché nella dimensione di un arcipelago è più difficile da identificare. e così siamo divenuti camaleonti», conferma, con vena critica, Patis tesoro, stilista che riprende i ricami e lo stile coloniale. «dobbiamo riscoprire le nostre tradizioni: solo così possiamo staccarci dagli stereotipi». Patis incarna una tendenza in voga. lo dimostra la riscoperta del pittore Fernando cuerto amorsolo (1892-1972): il ritratto di Margarita rebullida de araneto in abito da sposa è il racconto di un’alta società filippina del XX secolo che sembrava

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La capitale filippina in 11 scatti. 1. La piscina e il giardino del Peninsula Hotel. 2. La cucina dello Spiral Restaurant, nel Sofitel Plaza Hotel. 3. La siesta di un guidatore di mezzi di trasporto locali. 4. Uno scorcio notturno della nuova Global City. 5. Un bar all’aperto nel quartiere commerciale. 6. La sala dei vascelli nell’Ayala Museum, fondato da una delle più potenti famiglie filippine al fine di riaffermare l’identità del paese. 7. La fabbrica di sigari Flor de la Isabela. 8. Una prospettiva del quartiere di Makati. 9. Un negozio di tessuti tradizionali. 10. Una scultura posta in una strada ancora del quartiere di Makati. 11. L’interno della Borsa di Manila.

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ASIA FELIX

negli anni 30, manila era conosciuta come la perla d’oriente. oggi è un mix tra los angeles e l’avana

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non superare lo choc dei nuovi tempi. È stato esposto in una mostra allestita all’Ayala Museum, fondazione di una delle più potenti famiglie filippine, che in questa moderna struttura vuole riaffermare un’identità culturale, perduta o negata, con collezioni tematiche a carattere storico, etnografico, artistico. Il museo è una struttura di vetro e cemento progettata dallo studio Leandro V. Locsin Partners, che ha ridisegnato buona parte della nuova Manila coniugando il funzionalismo nordico con il naturalismo asiatico. Non a caso, il museo è al centro del Central Business District di Manila, più noto come Makaty, attraversato da una via definita la Wall Street delle Filippine, che anch’essa prende il nome dalla famiglia Ayala. È una vera e propria città oltre la città, che comprende i più alti grattacieli, come il PBCom Tower (259 metri) e il G.T. International Tower (217), disseminata di caffè, ristoranti, hotel di lusso, centri commerciali. Si trova qui il Greenbelt, lo shopping mall più lussuoso di Manila, con un giardino che fa da corona a quella che forse è l’unica chiesa interna a un mall, la Greenbelt Chapel, consacrata al Santo Nino de Paz. Sin troppo facile, per molti, definire Makati un getto di lusso estraneo al corpo della capitale, dai suoi barangay, l’unità socio-politica di base, dove milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà. Ma se c’è possibile soluzione, questa, sostengono gli analisti dell’Escap, la commissione delle Nazioni Unite per l’economia e i problemi sociali nell’area asiatica, passa per lo sviluppo che s’innesca in città nella città come Makati. Così, per esempio, sta prendendo forma il Century City Development, altra città all’interno di Manila, disegnata da due archi-star come I.M. Pei e Jon Adams Jerde (artefice del complesso di Roppongi Hills a Tokyo) e, all’interno di questo, la nuova Global City, la città della speranza, dove sono costruite le residenze acquistate dagli emigranti tornati in patria. Alla ricerca dell’identità di Manila, attraverso tutti i centri di questa megalopoli, dove ci si riferisce alle altre zone come a «un’altra città», si comincia a comprendere perché Manila è intraducibile: bisogna capire di quale città si parla e in che lingua. «La storia delle Filippine è nelle sue parole», dice Carlos Celdran, «un uomo che sta cercando di cambiare il modo di vedere Manila», come si definisce questa guida turistica poeta e filosofo. «Gli indio giocavano sulle astrazioni. Gli spagnoli hanno portato la concretezza, gli americani i marchi che sono divenuti parole». È vero: nel contemporaneo taglish (tagalog, il filippino, mixato all’inglese), fotografare si dice Kodak. «Noi metabolizziamo tutto. È il concetto dell’halo-halo», dice Carlos, riferendosi al dessert-icona dei filippini: un mix di ghiaccio zuccherato, flan, fagioli dolci, frutta e gelato colorato. «Non è solo un dolce, è uno stile di vita». Questa capacità di assimilazione ha fatto sì che una città intraducibile come Manila stia diventando la capitale mondiale delle traduzioni. O meglio: dei call center in inglese. Negli ultimi anni questo business si è spostato qui dall’India con una crescita annua dal 25 al 30%. Le multinazionali Usa preferiscono impiegare i giovani filippini, cresciuti nel brodo di cultura americano e dall’inglese molto meno contaminato da bizzarre inflessioni. E così è sorta un’altra città, Eastwood City, dove hanno affittato o costruito i loro centri società come AT&T, JPMorgan Chase, Expedia, Ibm

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ASIA FELIX

GUIDA PRATICA

manila dalla a alla zeta

in taglish (tagalog+english, il filippino mixato all’inglese) fotografare si dice kodak e Dell, che a loro volta hanno determinato l’apertura di McDonald’s, Starbucks e bar dove l’happy hour è alle sei del mattino, per gli operatori che hanno finito il turno di notte. I call center sono una parte di quello che sta diventando il motore dell’economia filippina: il Bpo, il Business process outsourcing, sistema di ricorrere ad altre imprese per lo svolgimento di alcune fasi del processo produttivo, spesso nei servizi, che sta generando quasi il 5% del prodotto interno lordo. «Dobbiamo parlare inglese, ma non dobbiamo avere l’Occidente come unico punto cardinale, dobbiamo guardare un po’ a Ovest e un po’ a Est», dice Trinidad «Trina» Y. Kalaw, presidente della finanziaria First Orient Securities ed ex presidente dello Stock Exchange filippino. «Ma non dobbiamo accelerare troppo il cambiamento, come hanno fatto altri paesi, creando nuovi problemi. Noi siamo così: dobbiamo muoverci con andamento lento». Allo stesso modo, con lentezza, bisogna muoversi per il resto di Manila. Sorseggiando un green mango shake (il mango filippino è tra i più buoni dell’Asia), sulla promenade che si In alto, Manila è distende sul Mar della Cina (qui Mar una città che cresce delle Filippine). Dove si alternano velocemente, con nuovi grattacieli nell’abbandono le architetture colo- in costruzione, e si niali-americane, grandi boulevard e proietta sempre più costruzioni moderniste come il gi- nell’economia mondiale. gantesco Ccp, il Convention Center of the Philippines, una delle opere volute da Imelda Marcos. Oltre che per la sua collezione di scarpe, a onor del vero, Imelda andrebbe anche ricordata per la sua vocazione edificatrice. In questa stessa zona, Reclamation perché reclamata al mare, la sua opera è stata continuata negli anni 2000 con la costruzione del Mall of Asia, il terzo mall dell’Asia per grandezza, concepito per lo shopping di un’ancora incerta classe media. Un po’ meno lentamente, ma solo perché in kalesa, carrozzella, si compie il giro della città coloniale, definita «un microcosmo della nazione», per l’alternarsi di ricchezza e povertà, nobiltà e decadenza, residui pagani e immanenze cristiane. Nella cinquecentesca cattedrale riposa la salma di Cory, prima santa laica ad avere questo onore. Nella splendida chiesa di San Agustin, tra statue di Santos e ma-

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InformazIonI. Ambasciata delle Filip-

pine: tel. 06.39746621. Sito del Dipartimento del turismo filippino: www.wowphilippines.com.ph. Sito d’informazioni turistiche: www.philippinesinsider.com. Per un tour personalizzato rivolgersi a Carlos Cedran (tel. 0063.2.4844945; www.carlosceldran.com). alberghI. Sofitel Philippine Plaza (tel. 0063.2.5515610; www.sofitel.com/gb/hotel6308-sofitel-philippine-plaza-manila. Da 150 euro per notte; foto a sinistra). Hotel-resort sulla spiaggia, accanto alla zona congressi e nelle vicinanze del centro storico. Famoso per il suo buffet, uno dei più ricchi dell’Asia. La domenica al tramonto è allestito uno splendido cocktail bordo piscina. Makati Shangri-la (tel. 0063.2.813 8888; www.shangrila.com/en/property/manila/ makatishangrila. Da 180 euro; foto sotto). Al centro di Makati (e breve distanza dall’aeroporto), una delle sistemazioni ideali per chi è in viaggio d’affari. Funzionale health club. Ottimo ristorante giapponese, l’Inagiku, con piatti preparati dal maestro del sushi Wataru Hikawa. Mandarin Oriental Manila (tel. 0063.2.7508888; www.mandarinoriental. com/manila. Da 95 euro per la junior suite, da 138 per la club-deluxe). Nell’area di Makati. Come tutti gli hotel di questa catena, si caratterizza per comfort discreto ed efficiente. La Spa è una delle migliori di Manila. Piacevole coffee-shop e bel cigar bar. Ottimo rapporto qualità/prezzo. rIstorantI. La Cocina de Tita Moning (315 San Rafael Street, San Miguel District, tel. 0063.2.7342146; www.lacocinadetitamoning.com; foto sotto). Nello storico quartiere di San Miquel, nei pressi del Malakanian, il palazzo presidenziale, in casa della fa-

miglia Legarda, ha tavoli apparecchiati con posate di famiglia. Locale-museo in stile Art déco, che prende nome da Tita (zia) Moning (soprannome di Ramona), che ha dettato le sue ricette. Sala Bistro (Locsin Building, 6752 Ayala Avenue corner Makati Avenue, Makati City, tel. 0063.2.750 1555; http://salabistro.com; foto sotto). Uno dei locali di ritrovo di espatriati e viaggiatori d’affari. Cucina continentale, décor moderno-rilassato. Accanto a questo, sempre di Colin Mackay, chef innovatore della scena di Manila, si apre il People’s Palace, che propone cucina thai. Seafood Paluto Restaurant (Makapagal Boulevard, quartiere Reclamation). Non uno, ma tanti ristoranti. Paluto è traducibile con «porta e fai cucinare» e si riferisce all’uso di far cucinare la spesa del vicino mercato del pesce. Si ordina anche al tavolo: consigliamo il lapu lapu, la cernia. shoppIng. Il punto focale è il complesso di Greenbelt (Ayala Center, Makati City; foto sotto), composto di due edifici e spazi esterni. Segnaliamo Greenbelt 4 e 5 con gli showroom dei migliori marchi filippini. Tra le più interessanti e preziose possibilità d’acquisto sono le perle, comunque da ammirare nella gioielleria Jewelmer (701 National Insurance BuilDing, 6762 Ayala Avenue, Makati, tel. 0063.2.8100266; www.jewelmer. com). Di grande interesse una visita all’atelier di Patis Tesoro (169 Wilson Street, San Juan City, tel. 0063.2.7252686; www.patistesoro.com), disegnatrice d’abiti e tessuti ricamati in stile ispanico-coloniale rivisitato. volI. Cathay Pacific collega Manila con voli giornalieri da Roma e Milano. Da circa 850 euro (numero verde 199747340; www.cathaypacific.com). organIzzazIone. Viaggi del Mappamondo (www.mappamondo.com) programma Manila con tour da catalogo Fantastico Oriente e custom made.

cabre reliquie, si celebrano i matrimoni dell’alta società e si girano le popolari telenovelas. La Casa Manila, sorta di museo coloniale, è stata fatta costruire da Imelda nel 1970 e decorata con pezzi donati dalle più ricche famiglie della capitale, cui era stata fatta una richiesta che non potevano rifiutare. Ma per riuscire a tradurre Manila bisogna anche azzardare un giro nei quartieri più popolari. Come quello di Binondo, dove si ritrovano case dalle strutture arabescate in stile neo-mudéjar, imitazione del moresco aragonese. Per concludere nella piazza di Quiapo, di fronte alla basilica del Nazareno, tra chiromanti e bancarelle di santi, santini, fiori e candele. Rosse per l’amore, rosa per la salute, marrone per la fortuna, pesca per lo studio, nere per capire gli altri (ma anche per fargliela pagare), verdi per i soldi.


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è stato un tempo in cui Londra Frank, che registra un 7,3% di immobili di sembrava un Far West per i russi che, prestigio comprati da italiani, seguiti da russi capitanati dal magnate Roman Abra- (7,2%), francesi (5,2%), indiani (4,4%) e greci movich, investivano le loro ricchezze (3%). Lo scorso anno, la classifica era invece impressionanti nel semi-imperturbabile mer- russia, india, usa, Francia e italia. a detercato immobiliare di lusso della città. il 2012, minare tale cambiamento ha influito la crisi invece, ha decretato un twist nel trend, come dell’eurozona, che ha portato greci e italiani direbbero gli inglesi, con una grande sorpre- a investire in un mattone sicuro come quelsa: nel primo bimestre, gli stranieri lo londinese. ancor più sicuro oggi, che più hanno comprato immobili In alto, un tipico palaz- rilevano gli studi di settore, perché di alto livello (prezzo medio 3,7 zo bianco con il colon- si stima che i prezzi degli immobili milioni di sterline, pari a 4,4 milio- nato a Belgravia, una nel centro della capitale britannica delle zone centrali e di ni di euro) a Londra sono stati gli grande prestigio di Lon- sono cresciuti dell’11,6% negli ultimi italiani. Lo dice lo studio condotto dra scelte dai comprato- 12 mesi e dell’8,9% rispetto al picdall’agenzia immobiliare Knight ri stranieri. co che si registrava nel marzo 2008,

prima del crollo della Lehman Brothers. prezzi che riflettono la vivacità di un mercato il cui volume di acquisti è salito dell’85% nell’ultimo anno. «merito della sterlina debole, della volatilità dei capitali, l’aumento della ricchezza globale», afferma Liam Bailey, a capo del settore ricerche di Knight Frank. Le zone predilette sono le stesse di sempre, dalla fascinosa e candida Belgravia a chelsea (peraltro da sempre luogo amatissimo dagli italiani che vivono a Londra), dalla centralissima Knightsbridge alla verde Kensington, dalla prestigiosa mayfair alla mondana e colorata notting Hill.

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La grande sala della casa milanese di Luca Bombassei è arredata con pochi pezzi, ma importanti, come il lettino Barcelona (qui sotto) disegnato, nel 1930, da Mies van der Rohe per Knoll (knoll.com) e il tavolo Saarinen Dining (nell’angolo) di Eero Saarinen per Knoll. Sul passaggio per la sala da pranzo, un’opera di Claire Fontaine. Sulla parete di sinistra, un camino d’epoca in marmo rosso di Verona e, di fronte, un lavoro di Costa Vece dalla serie Revolución-Patriotismo.

progetto continuo Una dimora di inizio ’900 arredata con importanti pezzi d’arredo e d’arte contemporanea. Così Luca Bombassei, architetto e fondatore di Skitsch, il primo design concept store italiano, nel suo appartamento milanese, ha creato un perfetto mix di stili

di maria CriStina didero - foto di SerGe anton/LiVinG inSide/PHotodePartmentS

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na casa mai finita può essere perfetta? sì, e lo dimostra Luca Bombassei, classe 1966, ideatore del design concept store skitsch, ma anche architetto e fondatore, con simona traversa, dello studio Blast architetti. Lo fa aprendo a Gentleman la sua casa milanese, a due passi da Porta Venezia, che ha ristrutturato e arredato personalmente. Lui, appassionato del bello e della ricerca, ha fatto del suo appartamento un luogo d’incontro tra passato e presente; tra architettura classica, quella d’inizio ’900, e design; tra arredi d’autore

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Carlo Ciraudo& Max Majola

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sopra, Luca Bombassei, 45 anni, architetto, fondatore dello studio Blast architetti (blastarchitetti.com) e ideatore del marchio skitsch (skitsch.it), il primo design concept store italiano che vende pezzi come la lampada 2d Led (nella foto). a sinistra, il corridoio della sua casa con l’originale pavimento in graniglia. sotto, un gioco di specchi in un angolo dell’appartamento.

«frequento le biennali d’arte di venezia per scoprire nuovi talenti» e opere d’arte. Il risultato è un susseguirsi di ambienti che sembrano definitivi, ma che, invece, sono perfettamente trasformabili dal punto di vista dell’arredamento, come in un progetto in continuo divenire o in un non finito michelangiolesco. Si rimane colpiti dal bianco delle pareti che contrasta con il legno scuro dei parquet a lisca di pesce. In questi spazi immacolati, perché lasciati così come erano stati pensati all’epoca della costruzione dell’edificio, sono ospiti le firme del palcoscenico internazionale del design contemporaneo, progetti self-made dell’architetto e pezzi in vendita da Skitsch (skitsch.it), il primo design concept store italiano che ha negozi, oltre che a Milano, a Londra, e a San Paolo, e prossimamente anche a Brasilia e Salvador de Bahia. Gentleman. Come definisce la sua casa milanese? Luca Bombassei. È una casa di contrasti: del palazzo dei primi del

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’900, molto tradizionale, borghese, non ho toccato nulla, né infissi né porte, ho voluto rispettarlo il più possibile. Ho giocato invece con gli arredi che sono un mix di epoche diverse; per esempio il grande tavolo anni 30 della sala da pranzo è abbinato a sedie disegnate pochi anni fa da Konstantin Grcic, le Chair One di Magis. Cerco sempre di lavorare sull’equilibrio tra passato e presente. G. Quali sono i pezzi della sua casa che ama di più? L.B. La poltrona viola di Arne Jacobsen in camera da letto, una vecchia Egg Chair comprata in Danimarca appena laureato. È un pezzo simbolico, perché credo sia la sintesi di tutto il design scandinavo. E poi la libreria a parete, l’ho disegnata io: sembra fatta di soli libri impilati poiché non è visibile la struttura di metallo che li sorregge. In questo progetto ho voluto dare più importanza al contenuto che al

contenitore. E credo che il messaggio sia chiaro; infatti, più di una persona mi ha chiesto di poterne avere una, ma per ora non è in produzione. Poi chissà. Per quanto riguarda l’arte, sono molto affezionato alla fotografia di Andres Serrano della serie degli incappucciati, che tengo sopra alla vasca da bagno. G. Che cosa vuol dire per un architetto disegnare la propria casa? L.B. È stata un’esperienza intensa e stimolante. Non avendo committenti, mi sentivo libero da qualsiasi vincolo: una situazione privilegiata ma, al tempo stesso, ero sempre in lotta con me stesso perché la mia casa, in realtà, non è mai finita e credo mai lo sarà. Mi riferisco, ovviamente, all’arredamento. La casa di un architetto è lo specchio della sua identità, non solo professionale, e quindi non si può mai considerare davvero finita. Vivendola si ha sempre l’esigenza di cambiare qualche cosa.


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«nelle scelte d’arredo ho cercato l’equilibrio tra passato e presente» G. Qual è la sua stanza preferita? L.B. La cucina perché è dove mi trovo con gli amici a cena. Cucinare mi piace molto, sono un bravo cuoco. La cucina è un ambiente informale, che mi fa divertire. Funziona come luogo di aggregazione, e ripeto, c’è meno formalità e più amicizia, tipico di quando si condivide il cibo. Ma a casa, sto bene dappertutto. Leggo molto, si vede dalla libreria. Ho più angoli dove mi rifugio a leggere. G. Qual è la casa perfetta? L.B. Io mi divido tra Milano e Venezia. Ho una casa sull’Isola della Giudecca a cui sono molto affezionato perché apparteneva ai miei nonni. Se Milano significa lavoro e gli spazi sono tagliati per lavorare, ma anche per ricevere, per confrontarmi con le persone, Venezia è un luogo unico, in cui l’antico può essere riletto in chiave contemporanea, e soprattutto mi dà la possibilità di evadere dal quotidiano.

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Sono due luoghi così diversi anche se hanno caratteristiche simili come la costante presenza dell’arte e del design. Insomma, questa è una formula perfetta. G. Come vive la casa di Milano? L.B. Vivo solo, ma il mio appartamento è il luogo per incontrare soprattutto gli amici. Ovviamente organizzo anche delle cene di rappresentanza perché trovo divertente avere persone intorno a me. G. Che cosa manca alla sua casa? L.B. A Milano ho dei piccoli balconi ma non c’è un terrazzo, uno spazio all’aperto. A Venezia ne ho uno molto grande da cui si può godere dello spettacolo della laguna cenando. Ecco, alla mia casa di Milano manca il terrazzo. G. Dove le piace viaggiare? L.B. Per ragioni di lavoro sono costretto a viaggiare tantissimo; per fortuna è una cosa che amo fare e quindi sono sempre felice di partire. Mi piace molto il Brasile dove ul-

sopra, in senso orario, la sala da pranzo con il tavolo anni 30, circondato dalle chair One di Konstantin Grcic per Magis (magisdesign. com). sul tavolo, i vasi Imperfetti disegnati da dovetusai studio per skitsch; una vista della camera da letto e la poltroncina egg chair, disegnata da arne Jacobsen per Fritz Hansen (fritzhansen.com), che Bombassei ha posizionato di fronte al letto; l’angolo della vasca da bagno con un’opera di andres serrano; uno scorcio del bagno con, sullo sfondo, la libreria disegnata da Luca Bombassei.

timamente ho occasione di andare spesso per lavoro, sia per le nuove aperture di Skitsch, sia per seguire dei progetti del mio studio di architettura. È un luogo dove riesco anche a rilassarmi, oltre che lavorare. G. Come intende il design e l’arte? L.B. Il design e l’arte sono due cose per me molto diverse. Con il design ci lavoro. L’arte, invece, è puro piacere. Durante la Biennale d’arte di Venezia, per esempio, mi piace fare scouting. Sono momenti di esplorazione, di scoperta e di sfida. Mi pia-

ce acquistare pezzi di giovani artisti ancora poco noti. È stimolante pensare che questi giovani un giorno saranno esposti nei musei. G. Un progetto che vorrebbe aver disegnato lei? L.B. Il Kilometro Rosso di Jean Nouvel. Ho lavorato lungo tempo al suo fianco, mi sono fatto le ossa in qualità di local architect. Ho poi avuto l’opportunità di costruire all’interno del parco scientifico del Kilometro Rosso due edifici miei. Ma devo confessare che avrei voluto avere io quella genialità e immaginare l’intero master plan. G. Qual è il momento migliore per progettare? L.B. Le ore in cui sono in giro per le città, guardo facce e vivo quello che succede intorno a me. È fondamentale uscire dai propri confini, si possono trovare fonti di ispirazione ovunque, da un piccolo vicolo del Brasile a uno sconosciuto inedito angolo della Giudecca.


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«i dettagli non sono dettagli. i dettagli sono il progetto» Charles eames

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a sinistra, una foto del 1933 che ritrae William Rhinelander Stewart mentre si prepara la cena sulla cucina della sua casa, nel Greenwich Village di New York. la sua famiglia è strettamente legata a questo quartiere di Manhattan, poiché fece edificare, nei pressi di Washington Square, tra il 1888 e il 1889, un complesso di sei edifici chiamato rhinelander Historic District. I rhinelander Stewart, inoltre, nel 1889, si fecero carico della costruzione, prima temporanea, in legno, e poi permanente, in marmo, dell’arco dedicato a George Washington in Washington Square Park.

Corbis

«N

la tecno Provar gusto per Intelligenti, innovativi e di design. Ma anche a risparmio energetico o realizzati con tecnologie brevettate dalla Nasa. Sono i nuovi elettrodomestici che verranno presentati, dal 17 al 22 aprile, a Milano, all’interno di FTK, la vetrina di Eurocucina dedicata alle tecnologie del settore DI aNDrEa MIlaNESI E IlarIa DE barToloMEIS

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on mi considero un uomo elegante. non faccio nessuno sforzo per esserlo. mi piace solo indossare cose che gli altri non indossano. come le calze colorate», diceva William rhinelander stewart, erede della famiglia di banchieri e immobiliaristi che tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 ha risanato e trasformato il Greenwich Village di new York. Amante della vita notturna, trascorreva le sue nottate nei club della città, tra serate fra amici e feste. oggi il suo stile spigliato si coglie nelle foto che lo ritraggono, come quella, scattata nel 1933 (a sinistra), in cui sfoggia tutta la sua eleganza in un impeccabile smoking, mentre è intento a prepararsi una cena frugale nella cucina della sua casa, nel Greenwich Village. William rhinelander stewart si muoveva in questo ambiente domestico con grande disinvoltura, nonostante all’epoca fosse relegato a mera stanza di servizio. da allora, la cucina è forse l’ambito della casa che ha conosciuto il mutamento più radicale dal punto di vista tecnologico, diventando una delle stanze da esibire, in cui accogliere i propri ospiti e dove esprimere la propria personalità estetica e creativa. A questi temi è dedicato FTK - Technology For The Kitchen: il salone delle tecnologie da cucina dall’alto contenuto di design (nato da una costola di eurocucina), in scena a milano, dal 17 al 22 aprile, in concomitanza con il salone internazionale del mobile. con quest’iniziativa,


uomini ai fornelli

InSInkerator

Il dissipatore per rifiuti alimentari Evolution 200 si applica sotto al lavandino, collegandolo con lo scarico e permette di distruggere qualunque resto alimentare (dalle verdure alle ossa di pollo). I residui dissipati vanno direttamente nella rete fognaria. www.insinkerator.it

Sub zero

Frigorifero ICBBI 36R (da 90 centimetri) e freezer ICCBI 36F (da 90 centimetri) con sistema di air purification: un brevetto studiato dalla Nasa per la conservazione dei cibi degli astronauti. È una tecnologia che riduce batteri, odori e gas etilene, responsabile dell’alterazione del sapore dei cibi a causa della rapida maturazione. www.frigo2000.it

franke

Cappa Maris dotata di comandi touch control, sistema di aspirazione perimetrale (con riduzione del 25% della rumorosità) e funzione filtrante (per rimettere in circolo aria pulita). È disponibile in due dimensioni (da 60 e da 90 cm) con superficie in cristallo nero o bianco. www.franke.com

WhIrlpool

linea di elettrodomestici GreenKitchen in grado di dialogare tra loro per garantire la massima efficienza energetica; si compone del forno Sesto Senso Fusion, del piano cottura a induzione Symbiose e del frigorifero Fresch Control collegato alla lavastoviglie Sesto Senso. www.whirlpool.it .it

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uomini ai fornelli

irin ox

SiemenS

elica

Smeg

Si chiama Freddy l’abbattitore di temperatura che garantisce cicli di raffreddamento (da 90° C a 3° C) e di surgelazione dei cibi appena cotti (da 90° C a -18° C) . Permette inoltre di impostare temperature di conservazione personalizzate e funzioni di scongelamento controllato. www.irinoxhome.com

Design vintage e cuore tecnologico per la cappa 35CC nata dall’intersezione di due gusci a C, uno esterno colorato e un altro in acciaio. Le due scocche così assemblate formano un cubo di 35 cm che offre la scelta d’installazione sia per la modalità filtrante che aspirante. www.elica.it

Il forno HB78GB590 della Serie 7, con efficienza energetica in classe A-30%, presenta 14 funzioni di cottura con regolazione precisa della temperatura (da 30-300° C) e si avvale di un display a matrice attiva ad alta risoluzione. www.siemens-home.com

gaggenau

Piano cottura a induzione CX 480 con tecnologia Full Induction che consente di utilizzare l’intera superficie della piastra in vetroceramica (2.800 cm²) per spostare liberamente le pentole in qualunque punto mantenendo memorizzate e inalterate le impostazioni di cottura. www.gaggenau.it

Forno multifunzione H 5241 B dotato di funzione di cottura con aggiunta di vapore, di controllo elettronico della temperatura anche attraverso otto differenti modalità preimpostate e di un vano con capacità di 76 litri con cinque livelli di inserimento. www.miele.it

Il piano cottura a gas P755 disegnato da Marc Newson ha griglie di ghisa, bruciatori a fiamma verticale, con un rendimento del 65% superiore ai sistemi tradizionali, che consente un risparmio energetico. Disponibile anche in blu, giallo, verde, bianco, nero. www.smeg.it

Cosmit, l’ente fieristico milanese che nel 1961 ha dato vita al Salone del mobile (www.cosmit.it), ha coinvolto le aziende del settore chiedendo loro di esporre i prodotti più interessanti e innovativi, i prototipi e i concept di quelli che saranno gli elettrodomestici del futuro. Tutti prodotti

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miele

che tengono conto dello stile di vita contemporaneo, in cui sempre più gli spazi abitativi sono senza soluzione di continuità. Filo conduttore delle proposte di FTK è il tema ecologico, con una particolare attenzione all’efficienza energetica e all’impatto ambientale.


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per chi ama l’eccellenza.

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L a

b r e t a g n a

t r a

fiumee

mare

B

retagna, luogo dell’immaginario, dove sembra che nell’aria aleggi il tempo della leggenda. dove re artù e mago merlino rivivono nelle foreste ancora incantate, dove i dolmen e i menhir riportano a civiltà magiche e lontane, il tutto ritmato dalle immense maree, dalla dolcezza asprigna del succo di sidro e dalla musica ipnotica delle arpe celtiche. Qui, fra terra e mare, Gentleman Real Estate è andato alla ricerca di dimore in vendita, scegliendo quelle che sono vicine all’acqua. Ce ne sono alcune che si affacciano sul mare, che cambia colore a ogni ora del giorno, altre sui canali

navigabili interni, dove il silenzio è rotto solo dal fruscìo delle barche, oppure vicino agli stagni, che spesso sono enormi bacini d’acqua immobile. Sono luoghi dove la storia e la leggenda si confondono, in un mistero che è difficile svelare. Se ancora si rimane affascinati dal mito di tristano e isotta o del Santo graal, solo qui si può percepire la forza di una terra che rivendica una sua autonomia, con una lingua, molto differente dal francese, e con la sua bandiera gwenn-ha-du (bianco e nero, in bretone) che sventola ovunque. Forse il modo migliore di conoscere la Bretagna è quello di partecipare alle tante feste

Case di pietra sui canali, antichi presbiteri e manoir con giardino che degrada verso il mare. Proprietà così ricche di fascino quasi fatato si trovano solo in questo angolo di Francia. G.R.E. ne ha selezionate dieci, tutte vicino al dolce fluire dell’acqua

TESTO E FOTO DI laurETTa COz E MaSSIMO CaruBEllI

La casa aLLa fine deL fiordo Prezzo: trattativa riservata A Lehon, a circa 1 km da Dinan, lungo il canale navigabile Rance, è in vendita una proprietà in pietra che si trova a pochi minuti da un paese che è stato classificato tra i più bei villaggi di Francia. La casa risale ai primi anni dell’800 ed è in buono stato di conservazione. Piccolo giardino che si apre sulle rive del canale. Olivier Verger-Hiard, tel. 0033.2.96832010, olivier.verger-hiard@notaires.fr

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vive la france

suL canaLe di dinan Prezzo: 520mila euro Lungo il percorso fluviale che dal mare sale verso Dinan, celebre per il suo castello, immersa nel verde si vende questa villa moderna. La superficie interna misura 220 mq e dispone di Spa e piscina coperta. Compreso, un terreno di 600 mq. Immo-Ouest, tel. 0033.2.96878840, www.immo-ouest.com

dimore sui canaLi navigabiLi interni, dove iL siLenzio è rotto soLo daL fruscio deLLe barche

L’antico presbiterio Prezzo: 426mila euro Nel centro di un villaggio bretone tradizionale, a poca distanza dal canale navigabile, è in vendita questa casa che, in origine, era un antico presbiterio del XVII secolo. La superficie interna misura 220 mq circa con un giardino di 3.500 mq e una dépendance di 50 mq. Patrice Besse, tel. 0033.1.4288084, www.patrice-besse.com

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locali, dalle fest-noz (feste della notte), che d’estate ogni villaggio organizza, ai grandi concerti di musica celtica. A fine aprile, lungo il porto di Saint-QuayPortrieux si svolge la Fête de la coquille St-Jacques, la festa della capasanta. Tre giorni di festa, con degustazione e vendita di coquilles, diventate simbolo dei pellegrini di tutto il mondo. Fra mercatini artigianali e antichi canti di marinai, si può affrontare un’uscita in mare sulla barca dei pescatori (28-29 aprile; saintquayportrieux. com). Mentre, dal 17 al 28 maggio, tutta la regione festeggia Saint-Yves, il santo patrono. È una festa coinvolgente che si svolge ovunque, dai villaggi di campagna alle piccole città incastonate sulle rocce di granito di fronte al mare. Concerti, fest-noz, spettacoli da strada, musica e balli tradizionali, dolci tipici come il kouign-amann (una sfoglia al burro) e birra bretone (fetedelabretagne.com). Il 2012 in Bretagna è l’anno del Giappone, protagonista di un susseguirsi di mostre e incontri. Tante le proposte, c’è la visita ai giardini con boschetti di bambù del Parc botanic de Haute-Bretagne, fra romantici ponticelli in legno rosso e lanterne di


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Un MAnOIR sUl MARe Prezzo: 1,48 milioni di euro Affacciato sul Golfo di Morbihan è in vendita questo piccolo manoir del XV secolo, circondato da un giardino che degrada verso il mare. Perfettamente conservati gli elementi architettonici originali. La superficie interna è di 350 mq circa. Il terreno, molto soleggiato, è di circa 5.600 mq. France Châteaux, tel. 0033.6.50148379, www.france-chateaux.com

d’estAte, OgnI vIllAggIO ORgAnIzzA fest-nOz (feste dellA nOtte) e cOnceRtI dI MUsIcA celtIcA

Il cAstellO A sAInt-MAlO Prezzo: trattativa riservata A poca distanza da Saint-Malo, a 2 km dal mare della baia di Mont Saint-Michel è in vendita questo castello che risale al 1750 perfettamente ristrutturato. La superficie interna complessiva è di 1.500 mq e la proprietà comprende anche due edifici di 300 mq, uno stagno privato e un parco di 27 ettari circa con alberi secolari. France Châteaux, tel. 0033.6.14040442, www.france-chateaux.com

pietra che creano atmosfere zen (parcfloralbretagne.com). Oppure si può scegliere d’imparare dagli chef bretoni la cucina con le alghe frequentando i corsi della Cusine Corsaire a Cancale (cuisine-corsaire. fr) o ammirare l’eleganza e la perfezione di centinaia di tele con soggetto ittico, dipinti con la tecnica Gyotaku al Museo della pesca di Concarneau (musee-peche.fr). Ma è sempre la musica a dominare la scena, con festival epici e tanti indirizzi di nicchia, dove si balla con i ritmi tradizionali. Come la Taverne du Roi Morvan a Lorient (rue Poissonnière 26, tel. 0033.2.97642547), dove si danza mentre il cuoco, davanti al fuoco di una grande griglia, prepara stinchi di maiale e andouillette degni dell’appetito di Obelix. A metà luglio, poi, tutti gli amanti del mare si ritrovano a Brest. Per circa una settimana, migliaia di marinai e centinaia di barche di tutte le dimensioni partecipano alla festa marittima Les tonnerres de Brest 2012, espressione che evoca il rombo dei cannoni della città. In mare, dai grandi velieri alle riproduzioni storiche, dalle unità di lavoro alle yole, dal canotto ai maestosi tre alberi, dai rimorchiatori ai piroscafi. Lungo

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affacciata sul golfo Prezzo: 2,1 milioni di euro Immersa nel verde e affacciata sul Golfo di Morbihan, un porto naturale chiamato in bretone Ar Mor Bihan (piccolo mare), è in vendita questa villa inizio secolo. La superficie interna è di circa 320 mq con un giardino di proprietà di circa 2.500 mq. È perfettamente ristrutturata. France Châteaux, tel. 0033.6.50148379, www.france-chateaux.com

in bretagna, questo è l’anno del giappone e sono molte le iniziative legate a questa celebrazione la marina ci saranno dal mozzo al vecchio lupo di mare, dal capitano di vascello allo skipper professionista. Tutte le marine e i marinai s’incontrano sui moli di Brest per un grande momento di condivisione, scoperta e scambio. Nella pura tradizione della gente di mare, lo spettacolo sarà ovunque, a terra come in acqua, di giorno come di notte. All’imbrunire, il porto brillerà di mille luci. In programma, ogni sera, un grande spettacolo: parate navali e fuochi d’artificio. Spettacoli, cabaret, una scenografia da fiaba con alberi e sartie illuminati. Si potrà ammirare, mentre veleggia imponente, la riproduzione della Étoile du Roy, la fregata corsara Malouine del 1745 con tre alberi e 20 cannoni per 240 uomini d’equipaggio, maestosa, fra le più grandi navi francesi, e ci sarà anche Renard, la Volpe, nave del 1821 appartenente al celebre corsaro Robert Surcouf, originario di Saint-Malo, la città bretone più piratesca di tutte. È un cutter a controranda, con dieci cannoni, iconica testimonianza di storie di uomini e mare (lestonnerresdebrest2012.fr). Per chi ama il mare, altro appuntamento imperdibile è la Volvo Ocean Race, che passerà a Lorient e si terrà dal 17 giugno

la longère in campagna Prezzo: 770mila euro Vicino a Dinan, all’ombra delle leggende bretoni, è in vendita questa longère, un’architettura in origine a uso agricolo perfettamente ristrutturata e trasformata in maison de charme. La proprietà si sviluppa su un terreno di 4.300 mq e la casa, che ha una superficie interna di 230 mq, è circondata da un giardino, con una dépendance e un garage. Immo-Ouest, telefono 0033.2.96878840,www.immo-ouest.com

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LA VILLA ImmersA neL Verde Prezzo: trattativa riservata Bella proprietà in vendita a poca distanza dal mare nel Nord della Bretagna, in aperta campagna. Perfettamente conservata, ha una superficie interna di 560 mq oltre a un meraviglioso parco di proprietà di 34 ettari, un giardino d’inverno e un fiabesco stagno privato. France Châteaux, tel. 0033.6.50148379, www.france-chateaux.com

Arredare, dormire, mangiare...

la bretagna in 12 indirizzi top ■ Per chi ama l’eleganza da marina, in questo laboratorio si trova di tutto: dagli antichi strumenti nautici ai mobili in stile coloniale. Non mancano bellissime gouache inizio secolo con antichi velieri (foto 1). TALAOS, Zac De Kerfontaine, 30 rue Denis Papin, Pluneret (Auray), telefono 0033.2.97290415, www.talaos-antiquites.fr ■ Mobili del XIX secolo, in prevalenza di origine francese, in legno chiaro. Il proprietario Jacques Léguillon consiglia accostamenti e abbinamenti. ANTIQUITÉS PORT MARIA, 12 rue de Port Maria, Quiberon, tel. 0033.2.305373. ■ Vasta scelta di vasi del XVII secolo, porcellane della Compagnia delle Indie, servizi di piatti Napoleone III e bellissimi bicchieri in cristallo di Saint-Louis o Baccarat del secolo scorso. LUC DE LAVAL ANTIQUITÉS, 2 rue Brizeux, Vannes, telefono 0033.2.97012777, www. antiques-delaval.com ■ Uno studio di progettazione di giardini famoso in tutta la Bretagna, specializzato nello stile giapponese e zen. Creano spazi sobri, eleganti, esotici e raffinati. AN ORIENT PAYSAGE, Za

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Kerstran 2, Impasse de la Lande Brech, telefono 0033.2.97566617, www.an-oriant-paysage.com ■ Brocante con uno spazio di oltre mille mq, specializzato in mobili provenienti da negozi e uffici. Dai banconi da bar in zinco del secolo scorso alle scrivanie da ufficio con decine di cassetti, fino alle sedie da bistrot originali anni 20. MARJOLAINE, La Croix Piguel, St-Martin-surOust, telefono 0033.2.99915575. ■ Grande scelta di oggetti recuperati da navi dismesse (foto 2). Dall’oblò in bronzo agli strumenti di navigazioni in ottone, dalle lampade in opaline delle cabine alle ciambelle di salvataggio originali, fino ai modellini di transatlantici famosi. Tutto dal mare. AU COEUR DU TEMPS, Ferme du Menguen, Sarzeau, www.aucoeurdutemps.fr ■ Un magazzino dove si lavorano la pietra, il granito e il marmo. Restauri di vecchie pietre, con la bellezza e i segni del tempo, utilizzando tecniche d’avanguardia. JEAN-PIERRE ROPARS, 56 rue du Questel, Plougonven, telefono 0033.2.98787062. ■ Plume au vent (foto 4) è una maison de char-

me per pernottare vicino ai siti megalitici. Consigliata la camera Alta Marea, che si distingue per l’arredo elegante e raffinato, mentre Bassa Marea è il nome che la proprietaria Elisabeth Rabot ha dedicato allo spazio relax, arredato con lo stesso spirito delle cabane in riva al mare. Camera doppia 80 euro. PLUME AU VENT, 4 venelle Notre Dame, Carnac, tel. 0033.6.169834 79, www.plume-au-vent.com ■ Un tempo La Maison de Flore era un’antica casa dei doganieri ormai in rovina, ora è un indirizzo di grande charme. All’interno, sei camere arredate con mobili antichi, stile francese anche nei colori scelti dalla padrona di casa sui toni del beige e del grigio perla. Poco distante dal centro di Carnac. Camera doppia da 80 euro. LA MAISON DE FLORE, Village de Cloucarnac, Carnac, tel. 0033.6.74537037, www.lamaisondeflore.com ■ Un viaggio sulla Belle Île è un tuffo nella natura selvaggia. All’Hotel Castel Clara, l’ospitalità si arricchisce con trattamenti thalasso nei mille metri quadrati di Spa con un panorama

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mozzafiato sul faro e le scogliere di Goulphar, dove andava a dipingere Monet. Camera doppia 188 euro. Forfait thalasso, tre trattamenti al giorno e mezza pensione, 300 euro al giorno a persona. CASTEL CLARA, Goulphar, Bangor, Belle-Île-en-Mer, telefono 0033.2.90848030, www.castel-clara.com ■ A circa mezz’ora da Rennes, Château du Bois Glaume è un castello immerso nella campagna. L’atmosfera è il lusso discreto del Settecento francese: molto bella la suite Rose Tremiere (più di 100 mq) che si affaccia sul giardino, o la camera Blanche Hermine dalle delicate tonalità. Camera doppia da 95 euro. ChâTEAU DU BOIS GLAUME, Poligne, telefono 0033.2.994383, www.chateau-du-bois-glaume.com ■ Due in uno: un indirizzo dove acquistare il pesce affumicato e le conserve di pesce e, accanto, il ristorante, dove gustare le specialità del mare con prezzi a partire da 15 euro. Décor marino e crostacei a volontà (foto 3). MAISON LUCAS, 10 quai de l’Océan, Port Maria, Quiberon, telefono 0033.2.97305309, www.maisonlucas.net


vive la france

fra megaliti e Dolmen Prezzo: 1,3 milioni di euro Affacciata sul Golfo di Morbihan, a poca distanza da Carnac, noto per il suo complesso megalitico, è in vendita questa villa moderna con il mare e la spiaggia che lambiscono la proprietà. Ha una superficie interna che misura circa 230 mq ed è circondata da un giardino di proprietà di circa 5mila mq. Demeures du Littoral, tel. 0033.2.96230986, www.demeuresdulittoral.com

sui moli Di brest s’incontrano antichi velieri e fregate corsare Dei tempi Della compagnia Delle inDie al 1° luglio, la più grande corsa attorno al globo in equipaggio. La Volvo Ocean Race è un evento velico internazionale talmente importante da essere secondo solo all’America’s Cup. I sei equipaggi, partiti da Alicante il novembre scorso, arrivano dopo nove mesi a Galway, in Irlanda (volvooceanracelorient.com). La manifestazione porterà 15 giorni di festa al porto di Lorient, da cui si assiste alle regate. Questa città ha un nome particolare, inestricabilmente legato al mondo della nautica. Lorient, infatti, deriva da una nave, Le Soleil d’Orient, che era l’ammiraglia della Compagnia delle Indie Orientali, leggendaria società marittima del ’600. Oggi, dove un tempo c’erano il cantiere del grande vascello e le botteghe delle maestranze, dal maestro d’ascia ai cordai, c’è la fortezza di Saint-Louis che ospita un interessante museo che raccoglie le storie di mare. A rappresentare l’esotismo dell’epoca sono esposti preziosi tessuti, carte geografiche con confini di un mondo che non c’è più e dipinti di straordinarie avventure lungo la Via della seta. Per informazioni: Atout France, via Tiziano 32, Milano, numero verde 899.199072, www.franceguide.com

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casa lungo il canale Prezzo: 470mila euro A Lanvallay, dopo Dinan, lungo il corso del canale Rance, navigabile, che come un fiordo inizia dal mare, è in vendita questa proprietà in pietra del 1836, perfettamente conservata. Grande salone, cucina abitabile, tre camere, servizi e garage. Terreno di circa 3mila mq. Annonce Immobilier Notaires, telefono 0033.6.10899928, www.annonces-immobilier-notaires.com


agenda

aprile

LONDrA Alighiero Boetti. Game Plan Fino al 27 maggio Tate Modern, Bankside, London SE1 9TG www.tate.org.uk/modern Approda a Londra (dal 1° luglio al 1° ottobre, al Moma di New York) la più completa retrospettiva di Alighiero Boetti, artista emblema dell’arte povera, che in sei anni ha triplicato le sue quotazioni. Tra i lavori esposti, 14 prestati dalla Tornabuoni Art Gallery e l’opera Aerei, venduta alla Carmignac Gestion Enterprise a un prezzo record finora mai raggiunto dall’artista.

BELLINZONA (svIZZErA) Cronache della vita moderna. Tutto andrà meglio Fino al 3 giugno Museo Villa dei Cedri, piazza San Biagio 9, tel. 0041.91.8218520 www.villacedri.ch Un’importante retrospettiva rende omaggio ad Hans Steiner, esponente di primo piano della fotografia europea del XX secolo e autore di una delle pagine più ricche del fotogiornalismo elvetico. Oltre 200 opere, fra tirature originali d’epoca e recenti, presentano il ritratto di una Svizzera fuori dai cliché raccontandone l’evoluzione del costume (a destra, Schaad e Fritz Schreiber dopo il nuovo primato di volo a vela).

MILANO Leo Ferdinando Demetz. La rinascita Fino al 13 aprile Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, via Cadolini 27, tel. 02.58314940 www.galleriabiancamariarizzi.com Un intenso viaggio nell’umanità angosciata, imprigionata, a tratti feroce e irriverente, dell’artista altoatesino. La mostra presenta 25 sculture in legno, aggettanti dai muri come anime inquiete ansiose di liberarsi. A partire dal legno di tiglio, Demetz fonde forma e tradizione, ritraendo persone comuni, colte nell’attimo in cui la passione emerge con la sua forza. vitshois Milambwe Bondo Fino al 27 aprile Primo Marella Gallery, viale Stelvio 66, tel. 02.87384885 www.primomarellagallery.com Il corpo umano, mutilato, frammentato e ricomposto sulla tela, si fa pretesto per riflettere sul corpo sociale e su quello politico. Figura di spicco della pittura africana, l’artista congolese presenta collage che spingono lo spettatore a confrontarsi con il caos dell’attuale situazione (a sinistra, Untitled, 2011-12). Tullio Pericoli. Moby Dick. Dipinti 2008-2012 Fino al 5 maggio Cartiere Vannucci - Magazzini dell’arte, via Atto Vannucci 16, tel. 02.58431058 www.cartierevannucci.com Tullio Pericoli torna in mostra con circa 40 tele (in alto, a sinistra, un particolare di Moby Dick) dedicate ai temi cari del ritratto e del paesaggio: volti e geografie in un magma pittorico che agita la superficie delle tele, come gli abissi

COLOrNO (Pr) Nel segno del Giglio Dal 27 al 29 aprile Parco della Reggia Ducale, tel. 0521.282431 www.artourparma.it La XIX edizione della mostra-mercato del giardinaggio di qualità punta, oltre al biologico, sul biodinamico o più semplicemente sull’agricoltura veramente naturale: concimi home-made, semi autoctoni, varietà antiche adatte al territorio. A confronto esperienze come quella dell’orto condiviso secondo le tecniche di Rudolf Steiner o quella del vivaio Ciancavarè, che si trova vicino a Imperia. GENOvA Uliano Lucas/Migrazioni. Il lungo viaggio Fino al 20 maggio Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9, tel. 010.5574071 www.palazzoducale.genova.it In circa 70 scatti, uno dei più grandi fotoreporter italiani racconta per immagini le grandi migrazioni al Nord: quelle degli anni 50-60, di connazionali in partenza verso le fabbriche tedesche, svizzere e le nuove miniere in Belgio, fino all’ondata di nuove migrazioni dal Sud del mondo (qui accanto, Immigrato sardo davanti al grattacielo Pirelli).

solcati dal mostro marino citato nel titolo dell’esposizione. Marina Abramović. The Abramović Method Fino al 10 giugno Pac, via Palestro 14, tel. 02.54915-02.88465931 www.theabramovicmethod.com Nel nuovo lavoro, firmato dall’icona di tutte le forme di espressività legate al corpo, sarà il pubblico, guidato dall’artista, a sperimentare le installazioni interattive e a interagire con opere impreziosite da quarzo, ametista, tormalina. Un percorso fisico e mentale che trasforma gli spazi del Pac in un’esperienza di buio e luce, assenza e presenza, dove espandere i sensi, osservare, ascoltare e ascoltarsi. Maggie Taylor. Wonderland Dal 5 aprile al 12 maggio Spazio Rem, via Pola 6, tel. 02.603628 www.spaziorem.it Impalpabili atmosfere ricche di fascino e mistero svelano, in occasione del Photofestival 2012, il mondo fiabesco dell’artista Usa che, attraverso sofisticate tecniche digitali, trasforma scatti storici in immagini oniriche, che catapultano lo spettatore nella sua visione surreale e leggera della realtà.

A Palazzo Ducale di Genova si ricostruisce la storia dei migranti attraverso gli scatti di Lucas. Al Photofestival di Milano va in scena il mondo fiabesco di Maggie Taylor

Alessandro roma Il sole mi costrinse ad abbandonare il giardino Dall’11 aprile al 24 maggio Brand New Gallery, via Farini 32, tel. 02.89053083 www.brandnew-gallery.com Un nucleo di grandi quadri, insieme con sculture in terracotta e piccoli collages, immerge in un percorso onirico che restituisce la duplice forma del paesaggio e del giardino. Le opere evocano luoghi indefiniti ma, se scrutate attentamente, svelano alberi, sentieri, figure: spazi mentali e prospettici si aprono nella moltiplicazione dei diversi punti di fuga. Green Island Dal 17 al 22 aprile Quartiere Isola, tel. 02.6071623 www.amaze.it Al Fuori Salone batte un cuore verde. Dopo il Frutteto urbano di Tom Matton, i Giardini mobili di Lois Weinberger e il primo giardino di erbe spontanee in città, la decima edizione del progetto firmato aMAZElab porta nell’atrio della Stazione Garibaldi un grande e allegro Tappeto fiorito, sulla scia dell’antica tradizione orientale legata alla decorazione dei tappeti. Il progetto coinvolge negozi, designer e architetti con installazioni site-specific.

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aprile

agenda Francia (31 marzo-10 giugno), e, dal 16 giugno, alla Fattoria di Celle, con opere di Cecchini, Mainolfi, Mendini e Morris, commissionate ad hoc. POSSAGNO (TV) Canova e la danza. La danza nella scultura e nella pittura di Antonio Canova Fino al 30 settembre Museo Antonio Canova, via Canova 74, tel. 0423.544323 www.museocanova.it Una mostra dedicata alle danzatrici, muse bellissime, che Canova creava come antidepressivo o antidoto al male di vivere. Tre le traspose in marmo (Danzatrice con i cembali, Danzatrice con le mani sui fianchi, Danzatrice con dito al mento), molte altre si limitò ad abbozzarle, a disegnarle o a dipingerle a tempera (in basso, Donna che toglie il velo).

La favola di Amore e Psiche rivive a Roma. Mentre, a Pistoia, la raccolta d’arte ambientale della Collezione Gori festeggia i suoi 30 anni con installazioni create ad hoc

PAVIA Rembrandt Incidere la luce. I capolavori della grafica Fino al 1° luglio Scuderie del Castello Visconteo, viale XI Febbraio 35, tel. 0382.403726 - 538932 www.scuderiepavia.com In mostra la produzione grafica del grande pittore olandese, ma soprattutto geniale incisore che, attraverso una grande varietà di soggetti, straordinaria perizia tecnica e un inconsueto utilizzo della luce, realizzò circa 300 stampe di forte impatto emotivo. Esposte una quarantina di incisioni che fanno parte della Collezione Malaspina, in gran parte mai presentate, più tre opere di Albrecht Dürer, per mostrarne l’influenza su Rembrandt. PISTOIA Fattoria di Celle: 30° anniversario Dal 1° aprile al 30 settembre Fattoria di Celle, Santomato (PT) www.goricoll.it, www.fondationmaeght.com Una raccolta d’arte ambientale fra le più ricche al mondo: oltre 70 installazioni (fra gli altri, di Burri, Kiefer, Long, Paladino e Vedova), in 45 ettari di parco e 3mila mq di edifici storici. La Collezione Gori festeggia i suoi 30 anni con una mostra alla Fondation Maeght a Saint-Paul-de-Vence,

Strangers. Tra Informale e Pop dalle collezioni Gam Fino al 10 giugno

ROMA Marcello Maloberti. Blitz Fino al 6 maggio Macro, via Nizza 138, tel. 06.0608 www.macro.roma.museum Ideate per gli spazi della sala Enel, due interventi dell’artista italiano in cui si confrontano e intrecciano in modo spettacolare forza e distruzione, resistenza e velocità, ordine e disordine. Altrettante installazioni animate da performer completano la più complessa e ambiziosa mostra fin qui realizzate da Maloberti.Infine, una scelta di video documenta le sue precedenti performance. Omar Galliani-Omar. Roma. Amor Fino all’8 maggio Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, viale Fiorello La Guardia, tel. 06.0608 www.museocarlobilotti.it Il titolo è giocato sull’anagramma e unisce il nome dell’artista alla metropoli che celebra, esplicitando il sentimento d’amore che lo lega a essa. Omar Galliani rende omaggio a Roma con un enorme disegno, realizzato a matita su tavole di pioppo. In mostra anche disegni preparatori (in alto, a sinistra, Nuovi Fiori) e dieci opere richiamate in Italia dalle città che hanno ospitato le sue recenti esposizioni. La favola di Amore e Psiche. Il mito nell’arte dall’antichità a Canova Fino al 10 giugno Museo di Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello 50, tel. 06.32810 - 6819111 www.poloromano.beniculturali.it Narrata nell’Asino d’oro, la favola di Apuleio ha ispirato numerosi capolavori dall’antichità fino a oggi, con particolare concentrazione nell’alto Rinascimento e nel Neoclassicismo. L’esposizione romana prende avvio dal ciclo di Perin del Vaga che decora il fregio di una delle salette dell’appartamento di Paolo III a Castel Sant’Angelo e, attraverso dipinti, sculture, incisioni, arazzi, illustra i patimenti dell’anima nella ricerca di Amore divino (a destra, Psiche alata, II secolo d.C.). Miró! Poesia e luce Fino al 10 giugno Chiostro del Bramante, Arco della Pace 5, tel. 06.68809036 www.chiostrodelbramante.it Oltre 80 lavori del genio catalano, per la prima volta in Italia, tra cui 50 oli di grande formato, ma anche terrecotte, bronzi e acquerelli, danno conto dell’intera produzione artistica di Miró, con particolare attenzione alle opere create nei 30 anni di permanenza a Maiorca dal 1956 fino alla morte, nel 1983.

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TORINO Meraviglie di carta. Devozioni creative dai monasteri di clausura Dal 4 aprile al 2 settembre Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, via Nizza 230, tel. 011.0062713 www.pinacoteca-agnelli.it Riuniti per la prima volta circa 120-150 tra i più raffinati esemplari di paperoles (ossia reliquiari in carta, realizzati con tecniche artigianali da suore di clausura, arricchiti da elaborate decorazioni) di tipologie e periodi differenti, appartenenti a collezioni private, come quella della fotografa americana Nan Goldin, che presenterà scatti inediti, appositamente pensati per la mostra.

Gam, Exhibition Area, via Magenta 31, tel. 011.4429518 www.gamtorino.it In mostra 60 opere acquisite dalla Collezione Gam a partire dal secondo dopoguerra, con l’apertura a una visione internazionale: dalla Scultura di silenzio Corneille di Hans Arp (1942) alla consistente presenza Informale (tra le altre, opere di Masson, Wols, Bissiere e Hartung), dalle ricerche ottico-geometriche di Beverly Pepper al nucleo di Pop art americana, annesso negli anni Sessanta, che comprende Orange Car Crash (1963) di Andy Warhol e 11 serigrafie di autori statunitensi come Lichtenstein e Rosenquist, o inglesi come Jones e Phillips. Joan Miró. Stampe originali Fino al 28 aprile L’Arte Antica - Silverio Salamon, via A. Volta 9, tel. 011.5625834 - 549041 www.salamonprints.com Nel corso della sua vita l’artista spagnolo ha prodotto oltre 2mila lastre e molte delle sue opere nacquero come litografie e acqueforti pubblicate su edizioni correnti, spesso affiancate da una seconda edizione destinata al mercato specialistico dei collezionisti: firmata, numerata e stampata su carta pregiata. In esposizione 115 fogli della sua produzione grafica, tutti documentati con riferimenti tecnici e bibliografici in un catalogo a colori.


DirETTorE ED EDiTorE Paolo Panerai DirETTorE Giulia Pessani (02.58219219, gpessani@class.it)

ufficio cEnTralE Stefano Ardemagni (art director, 02.58219266, sardemagni@class.it); Marco Mereghetti (caporedattore centrale, 02.58219272, mmereghetti@class.it)

agenda

aprile

rEDazionE uniTà organizzaTiva rEDazionalE gEnTlEman - laDiES&g - mf/pErSonal - caSE&counTry Gioia Carozzi (fashion editor, 02.58219270, gcarozzi@class.it), Cristina Cimato (02.58219566, ccimato@class.it), Nicoletta Costa Novaro (02.58219210, ncostanovaro@class.it), Ilaria De Bartolomeis (02.58219722, idebartolomeis@class.it), Giuliana Di Paola (magazine editor, 02.58219473, gdipaola@class.it), Alessandra Oristano (02.58219242, aoristano@class.it), Valentina Valota (02.58219286, vvalota@class.it)

grafica: Cinzia Minafra (02.58219295, cminafra@class.it), Monica Palmeri (02.58219601, mpalmeri@class.it), Consuelo Ogueta (02.582192760, cogueta@class.it), Loredana Poggi (02.58219262, lpoggi@class.it), Camilla Truong (02.58219780, ctruong@class.it) SEgrETEria: Alba Pedata (ricerca iconografica, 02.58219375, apedata@class.it), Paola Pigozzi (02.58219278, ppigozzi@class.it)

uniTà organizzaTiva rEDazionalE mulTimEDia gEnTlEman - laDiES&g - claSS Giada Barbarani (02/58219330, gbarbarani@class.it), Laura Pizzardello (02/58219364, lpizzardello@class.it), Samantha Primati (02/58219489, sprimati@class.it), Lorenzo Sesini (grafica, 02/58219768, lsesini@class.it) hanno collaBoraTo: Sara Balzanelli (grafica), Nicola D. Bonetti, Chiara Cantoni, Maruska Colantoni (beauty consultant), Andrea Conti (revisore), Marianna Corte, Stefano Cosenz, Claudio Costa, Lauretta Coz, Nanni Delbecchi, Luca Delli Carri, Simonetta De Pasca, Maria Cristina Didero, Claudia Fenili Carravetta (grafica), Marco Gatti, Paco Guarnaccia, Martina Lodetti, Mariangela Mariani (grafica), Beba Marsano, Eles Medici (segreteria; ladies@class.it), Andrea Milanesi, Massimo Morello, Cesare Pillon, Cristiana Rizzo, Irene Saderini, Galeazzo Santini, Danila Torcoli, Sandra Varisco immagini: Serge Anton/Living Inside/Photodepartments, Daniele Barraco, Christopher Burke (illustrazioni), Cristian Castelnuovo/M. Sestini, Carlo Ciraudo & Max Majola, Contrasto, Corbis, Cuboimages, Hubert Fanthomme/ParisMatch/Volpe, Jurij Gallegra, Lucio Gelsi, Gettyimages, Andrea Pistolesi, Giò Ponti Archives, Olycom, Simephoto, Roberto Sorrentino

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gESTionE

EDiTorialE:

Carlo ParPinelli

–––––––––––––––––––––––––– claSS EDiTori Spa

prESiDEnTE: ViCtor UCkmar vicE prESiDEnTE E a mminiSTraTorE DElEgaTo: Paolo Panerai vicE prESiDEnTi: PierlUigi m agnasChi, lUCa Panerai a mminiSTraTorE DElEgaTo: Vittorio terrenghi conSigliErE DElEgaTo: gabriele CaPolino DirETTorE gEnEralE E r ESponSaBilE EDiToria off-linE: a ndrea m attei conSigliErE gEnEralE: giorgio trombetta-Panigadi

–––––––––––––––––––––––––– concESSionaria puBBliciTà: claSS puBBliciTà

Spa

Direzione generale: via Burigozzo 8, 20122 Milano Telefono 02.58219500. Sede legale e amministrazione: 20122 Milano - via Burigozzo 5 - Telefono 02.58219.1 ExEcuTivE chairman: a ndrea m attei chiEf ExEcuTivE officEr: Fabrizio m asini DEpuTy chairman DigiTal: gianalberto zaPPonini chiEf m arkETing officEr: domeniCo ioPPolo group puBliShEr pErioDici: m arina lemessi B. uniT finanza-a SSicurazioni-EnErgia: steFano m aggini B. uniT faShion-luxury-coSmESi: m aUrizio rUggiero B. uniT l argo conSumo: gioVanni rUsso B. uniT SpEciali: danilo a ltenbUrger B. uniT DESign-EDilizia-auTo -nauTica: donata Casati B. uniT cEnTri mEDia-agEnziE: diego oliVelli B. uniT puBBlica a mminiSTrazionE: Carlo bassi coorDinamEnTo roma E SuD iTalia: r enato m anzari coorDinamEnTo norD iTalia: steFano Castellani aree di vendita • lombardIa Class Pubblicità, via Burigozzo 8, Milano, tel. 02.58219500, fax 02.58219560 • PIemonte e Valle d’aosta c.so Galileo Ferraris 129, Torino, tel. e fax 011.5805411. Paolo Casalotto Cossu, 335.5208237, paolo@pccossu.it; Andrea Filippi, 328.2714533, andrea-filippi@libero.it • l IgurIa RB Media, via Amerigo Vespucci 45/2, Genova, tel. e fax 010.6978126. Riccardo Maestri, 347.5865515, r.maestri@rbmedia.it • trIVeneto, trentIno alto adIge e mantoVa via Savonarola 217, Padova, tel. 049.8235927, fax 049.8722703. Stefano Castellani, 339.6983620, scastellani.agenti@class.it; Stefano Camporese, 347.3522153, scamporese.agenti@class.it; Elisabetta Manfrin, 348.5223604, emanfrin.agenti@class.it; Filippo Capuzzo, 328.6936919, fcapuzzo.agenti@class.it • emIlIa Class Pubblicità, Via Garibaldi 7, Bologna. Rita Padovano, tel. e fax 051.227050, 335.265514, ritapadovano@errepipubblicita.it; Daniela Pace, 335.6954315, danielapace@fastwebnet.it • romagna e m arche Anna Barchi, Strada Boncio 87, Pesaro, tel. e fax 0721.901313, 331.7171309, barchi.anna@gmail.com • toscana e umbrIa via del Poggio Imperiale 22, Firenze, tel. 055.2335460, fax 055.2309011. Andrea Conforti, 347.4354770, aconforti.agenti@class.it; Nicola Montaini, 329.4590770, nmontaini@yahoo.it; Andrea Amitrano, 335.5961232, aamitrano.agenti@class.it • l azIo e sardegna Classpi, via Santa Maria in Via 12, 00100 Roma, tel. 06.69760855, fax 06.6781314 • a bruzzo e molIse Enrico Caporale, via del Santuario 180, 65125 Pescara, 347.8565715, ecaporale.agenti@class.it • PuglIa e basIlIcata Nunzio Aprile, via Abate Gimma 59, Bari, tel. 080.5282658, fax 080.5730624, 335.6493388, n.aprile@marketingitalia.it • camPanIa Stefania Moretti, via Bernardo Cavallino 61, Napoli, tel. 081.7704980, 347.2730533, smoretti.agenti@class.it • sIcIlIa Altocontatto di Nicolò Asaro, via Quarto dei Mille 6, Palermo, tel. 091.586066, fax 091.6111305, 334.3763203, nicolo.asaro@altocontatto.it Milano Finanza Editori spa - Direzione, redazione: via Marco Burigozzo 5, 20122 Milano Telefono 02.58219.1 (30 linee) - Telefax 02.58317429 Amministrazione, abbonamenti: via Marco Burigozzo 5, 20122 Milano Numero verde: 800.822195 - Fax verde 800.822196 Registrazione al Tribunale di Milano n. 657 del 25/11/02 Distribuzione Italia: Erinne srl - via Marco Burigozzo 5 - 20122 Milano - Tel. 02.58219.1

UDINE Matteo Bergamasco/ William Marc Zanghi Dal 31 marzo al 20 maggio Villa Manin, Esedra di Levante, Passariano di Codroipo www.villamanin-eventi.it In mostra circa 40 opere dei due artisti italiani, accomunati dalle tonalità di colore presenti negli interni fatati di Bergamasco, che aprono la mente a mondi surreali e bizzarri, quasi esoterici, e negli esterni di Zanghi (a destra, Cool water), che ritrae panorami al limite tra il fantastico e il reale. VENEZIA Gustav Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione Dal 24 marzo all’8 luglio Museo Correr, San Marco 52 www.mostraklimtvenezia.it, www.correr.visitmuve.it Nel 150° della sua nascita, un ciclo di dipinti, disegni rari, mobili e gioielli, elaborate ricostruzioni e documenti storici, raccontano l’evoluzione dell’opera di Klimt e della Secessione viennese, che ebbe tra i suoi protagonisti Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser e Josef Hoffmann, mostrando la fertile liaison di questi pionieri del Moderno, per i quali architettura, pittura e arti applicate si mescolarono fino a diventare tra loro inscindibili.

Through my Window Dal 23 marzo al 24 aprile Magazzini del Sale, Dorsoduro 262, tel. 041.5205630 Proposta la prima volta al Grand Central Terminal di New York, la mostra del coreano Ahae, impegnato fin dagli anni 70 nella tutela dell’ambiente, approda in Laguna con una selezione di 114 forografie scattate dalla finestra del suo studio. Ogni scatto evoca e racconta un’esperienza unica.

I n t er nat Iona l ne t wor k Spagna Progresa

Julián Camarillo, 29B - 1ª planta, 28037 Madrid Telefono: 0034.915.386.104 www.progresa.es

grEcia Naftemporiki Newspaper

205 Lenorman str., Athens, 10442 Telefono: 0030-210-5198000 www.naftemporiki.gr

Turchia Dünya Gazetesi - Globus Dünya Basinevi, Kavacik Mahallesi, Balamir Sokak, no: 7 Beykoz, 34813 Istanbul Telefono: 0090.216.681.18.00 www.dunyagazetesi.com.tr

Bulgaria Economedia

9 Ivan Vazov Str., 1000 Sofia Telefono: 00359.293.76.122 www.economedia.bg

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resPonsabile dati Personali Class Editori spa, via Burigozzo 5 - 20122 Milano

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Composizione e fotolito: Adda Officine Grafiche spa, via delle Industrie 18 24030 Filago (Bg) - Telefono 035.4938958 Stampa: Elcograf Industrie Grafiche, via Nazionale 14 22050 Beverate di Brivio (Lc) - Telefono 039.5320931 –––––––––––––––––––––––––– Spedizione in A.P., art. 1, c. 1, L. 46/04 - DCB Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 657 del 25/11/02 È un giornale

ESTonia AS Äripäev

Pärnu mnt 105, 19094 Tallinn Telefono: 00372.667.0111 www.aripaev.ee

A Udine i vibranti colori delle tele di due giovani autori aprono lo sguardo verso mondi surreali e bizzarri. Venezia celebra Klimt nel 150° della sua nascita con opere, mobili, gioielli e documenti che ripercorrono la sua evoluzione artistica e quella della Secessione viennese A CURA DI CHIARA CANTONI Per segnalazioni: agenda@class.it

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Proverbia volant

DISTINGUERSI

Molti li definiscono saggezza popolare. Altri li snobbano. In ogni caso, è molto interessante scoprire l’origine e il vero significato dei motti tradizionali. Come ha fatto uno studioso tedesco, che sull’argomento ha scritto 100 libri di galeazzo santini

motto continuo

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«Il proverbio dice: “La volpe sa molte cose, ma il porcospino ne sa una in più”. Vuoi saperla?»

W

Charles Barsotti/The New Yorker

I proverbi costituiscono una forma letteraria immortale e si prevede che non spariranno in futuro. Al massimo saranno sostituiti da altri detti più nuovi o, come nel caso di Bertolt Brecht, manipolati e trasformati. Questo perché sono formule facili e immutabili come buongiorno o arrivederci. I detti popolari sono molto importanti e i politici lo hanno sempre saputo bene, da Abramo Lincoln a Bismarck, da Hitler a Churchill. Attualmente, la cancelliera Merkel ne usa molti nei suoi discorsi e lo stesso vale per il presidente Obama , almeno finché, di recente, non ha cambiato la persona che gli scrive i discorsi. Dal fatto che negli Stati Uniti esistono molti proverbi che si riferiscono al tempo e al denaro non si può concludere che gli americani siano materialisti. È essenziale stabilire sempre il contesto in cui viene usato un detto popolare e capire se si tratta di una domanda, un’ironia o un consiglio. E analizzare sempre tre cose: funzione, significato e concatenazione.

olfgang Mieder, 67 anni, professore di lingua tedesca all’Università del Vermont (Usa), è il più grande conoscitore di proverbi del mondo e ha scritto più di 100 libri sull’argomento. Ha così scoperto, per esempio, che «il mattino ha l’oro in bocca» risale al XVI secolo quando, al posto dell’oro, c’era la parola pane. Un detto popolare che nel 1670 apparve poi in Inghilterra come «l’uccello mattiniero acchiappa il verme». Ma come diventa popolare un proverbio? Per prima cosa, possibilmente non deve comprendere più di sette parole, deve avere un bel ritmo, suonare bene e, nella dizione, fluire facilmente. In quanto poi al fatto che i detti popolari siano ricolmi di saggezza, il professor Mieder avanza molti dubbi. Non costituiscono verità universali, spesso non hanno (o non hanno più) senso compiuto e non hanno a che fare con la filosofia. Si riferiscono a situazioni particolari e noi spesso sbagliamo ad attribuire loro un significato universale. Nel corso del tempo si sono avuti periodi

favorevoli alla loro diffusione come nel XVI secolo in Europa. Se si pensa ai quadri dell’olandese Pieter Brueghel e ai romanzi di Cervantes, in Spagna, si scopre una miniera di proverbi. Senza contare Shakespeare, massimo artista di questa forma letteraria, che oggi si è trasferita nella pubblicità e negli slogan politici come il famoso «Yes we can» di Barack Obama. Spesso, infatti, i proverbi caratterizzano un evento storico. Come quando, agli inizi degli anni 80, Yurij Vladimirovic Andropov salì al potere in Urss e venne chiesto a Ronald Reagan se sarebbe andato d’accordo con il nuovo inquilino del Cremlino. Il presidente Usa rispose: «Well you know: it takes two to tango» (lo sapete: bisogna essere in due per far funzionare una coppia). Difficile stabilire com’è nato un proverbio se non lo si attribuisce a un individuo preciso. Spesso però ci si sbaglia, come per il detto tedesco «Chi non ama vino donne e canti è uno sciocco per tutta la vita», il cui inventore è considerato Martin Lutero, mentre è stato coniato nel 1755 dal molto meno famoso Johann

Heinrich Voss. Secondo il professor Mieder, esistono tre fonti principali di proverbi: quelli dell’antichità, della Bibbia e del Medioevo in latino, tradotti letteralmente in quasi tutte le lingue europee. Dall’antichità derivano «Il pesce grosso mangia quello piccolo», «Una rondine non fa primavera» e «L’amore è cieco». Dalla Bibbia hanno avuto origine «Non si vive di solo pane», «La superbia viene prima della caduta» e «Chi scava una fossa per un altro finisce per cascarci dentro». Dal Medioevo arrivano, invece, «Battere il ferro finché è caldo» e «Non è tutt’oro quel che luccica». Occorre però fare attenzione al mutamento del significato dei proverbi, anche se da secoli le loro parole sono rimaste inalterate. Così, «Tutte le strade conducono a Roma» non ha nulla a che fare con l’antica Roma, perché questo detto medievale significa che Roma è il centro della Chiesa cattolica. Infine, occorre risolvere anche il problema del perché alcuni proverbi muoiono, mentre altri sono immortali, come, per esempio, «Una mano lava l’altra».


Gentleman 134 - Aprile 2012  

aprile 2012

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