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meNsILe - N. 329 - seTTembre 2013

auto 5 crossover a confronto IT 4,50 euro

N. 329 seTTembre 2013 www.class.it

Il primo magazine al servizio dell’uomo

luca zingaretti

F 8,00 euro - PTE CONT 6,50 euro - CH CT 12,70 Chf - A.P. art. 1 c.1 L. 46/04, DCB Milano

Attore, 51 anni. Celebre per l’interpretazione del commissario Montalbano in tv. A destra, nella nuova fiction Il giudice meschino

FINITE LE VACANZE, SI TORNA ALLA NORMALITà.

pER SupERARE LA CRISI È NECESSARIO FORMuLARE

uNA NuOVA AGENDA pER LA FAMIGLIA pERCHé QuESTO SIA DAVVERO uN…

settembre di svolta

Predisporre un piano di investimenti per i propri eredi

tenere sempre la vista sotto controllo

dare un futuro ai figli riscoprire il piacere e il dovere di essere padre

Speciale cocktail

tramandare l’eleganza della cravatta

45 bar top nel mondo dove si beve di qualità


Le aLtre copertine di cLass Settembre

il presidente stefano quercetti

l’imprenditore callisto fedon

la cantante kylie minogue

il regista giovanni calamari

il tennista fabio fognini

l’amministratore delegato luca bacherotti

il ceo vincenzo coccoli

la curatrice sara vitali

il musicista dave gahan


Le aLtre copertine di cLass Settembre l’imprenditore callisto fedon

la cantante Kylie minogue

A.d. della Quercetti, famosa fabbrica torinese di giocattoli da 60 anni specializzata in giochi educativi come il mitico chiodino, è ora anche il nuovo presidente di Assogiocattoli, cui aderiscono 180 aziende italiane. Suo compito, portare l’industria del settore a risultati sempre migliori, promuovendo il made in Italy. «Produrre in Italia comporta costi più alti e tanta burocrazia in più», dice l’ingegner Quercetti, «ma consente il controllo dell’intera filiera, di mantenere competenze e know how in Italia, e di limitare la possibilità di essere copiati».

Nonno Giorgio, il fondatore, ebbe l’idea di iniziare l’attività nel 1919 in Cadore specializzandosi nel settore ottico. Oggi alla guida del Gruppo Fedon è Callisto, esponente della quarta generazione, che al valore della tradizione ha aggiunto la spinta all’internazionalizzazione, come ha dimostrato l’apertura di un flagship store a Pechino, base operativa per le operazioni nel Far East. Nell’ultima edizione di Pitti Uomo a Firenze, Fedon ha lanciato Award, collezione di borse e custodie per computer dallo spirito particolarmente dinamico.

Il tumore sconfitto sei anni fa sembra lontano mille anni: a 45 anni, Kylie Minogue ha esibito per tutta l’estate forma smagliante e fisico strepitoso, sia che si tuffasse a Portofino in bikini leopardato, sia che si mostrasse a Londra perfettamente avvolta in un vestito corto di Roberto Cavalli. Oltre che della musica, così, la bellezza australiana si conferma regina del fashion system. In attesa che entro fine anno esca il suo nuovo cd, con l’etichetta del rapper (e marito di Beyoncé) Jay-Z, nonché la probabile collaborazione di Rihanna.

il regista giovanni calamari

il tennista fabio fognini

l’amministratore delegato luca bacherotti

Il regista dei registi. Un appellativo che Giovanni Calamari, 43 anni, deve al recente documentario Filming Marco Bellocchio, girato a Bobbio mentre l’autore de I pugni in tasca effettuava le riprese di un piccolo film. Calamari ha realizzato anche cortometraggi su papa Benedetto XVI e su Umberto Ambrosoli, già candidato governatore della Lombardia. E, in un periodo in cui si parla molto di start-up, è singolare notare che, in tempi non sospetti (2001), il primo documentario di Calamari avesse come titolo Apeople - vita da startup.

Per gli italiani, da 34 anni superare la posizione numero 18 della classifica Atp di tennis rappresentava un tabù. Finché, in luglio, il ligure Fabio Fognini ha vinto due tornei consecutivi (ed è andato in finale nel terzo), salendo niente meno che alla 16ª posizione, il miglior risultato maschile italiano di tutti i tempi dopo Panatta, Barazzutti e Bertolucci. Testimonial di Adidas, il venticinquenne Fognini ormai non è più solo una speranza ma una realtà per il tennis italiano che da anni cercava un atleta in grado di competere con i migliori del mondo.

Il primo colpo lo ha messo a segno rinnovando, a tempo di record e fino ai prossimi Giochi olimpici di Rio 2016, la collaborazione fra Asics e le Federazioni italiane di atletica leggera e di pallavolo. Nato a Genova, 52 anni, sportivo attivo (windsurf e motociclismo), Bacherotti ha alle spalle una lunga esperienza professionale in Levi’s, dove ha raggiunto la posizione di general manager per l’Italia. Nel febbraio scorso, poi, è passato come a.d. in Asics, brand giapponese leader nel settore dell’abbigliamento e della calzatura sportiva.

il ceo vincenzo coccoli

la curatrice sara vitali

il musicista dave gahan

Non più code, ma tutti liberi di scegliere anche all’ultimo minuto musei, impianti di risalita e parcheggi, con un solo strumento di pagamento. L’idea di offrire per la prima volta in Italia più servizi su un’unica scheda associata alla propria carta di credito è di Vincenzo Coccoli, napoletano, 44 anni, che ha realizzato la start-up KeyFast (www.keyfast.it), sponsor anche di Aperitivi ad Arte a Firenze. Per vedere, per esempio, fino a settembre, senza fila, le nuove sale della Galleria degli Uffizi, con aperitivo sulla terrazza della Loggia dei Lanzi.

La sua sfera d’azione ha toccato diversi campi, dallo sport al turismo, dall’arte all’enogastronomia. Sara Vitali, nata a Bellano nel 1962, per più di 20 anni si è dedicata all’ufficio stampa di aziende. Con Leonardo Castellucci, nel 2010, ha fondato Cinquesensi, editore di libri illustrati inerenti alla cultura artistica e al gusto. Tra i progetti in corso, la collana iVitali che unisce la scrittura di Andrea Vitali e l’arte di Giancarlo Vitali, pittore di fama consolidata, padre di Sara. Con otto titoli. Il nono, Enigma di ferragosto, è ora in libreria.

Momento d’oro per i Depeche Mode e per Dave Gahan, 51 anni, inglese, cantante del gruppo pop-rock che, 30 anni dopo l’esordio, sta conoscendo un nuovo successo. Lo confermano i due recenti affollati concerti italiani a Milano e a Roma, nei quali il brand orologiero Hublot è stato charity partner con il modello Big Bang Depeche Mode in edizione limitata. Parte del ricavato dalla vendita dei 250 esemplari sarà destinata a Charity: Water!, organizzazione che porta acqua potabile nei paesi in via di sviluppo.

COURTESy ROBERTO CAVALLI

il presidente stefano quercetti


Editoriale

di Antonio Orlando

vacanze

Anche Ulisse oggi tornerebbe dalle

N

Gianmarco chiereGato / Photomovie

oi siamo nell’epoca del tramonto irreversibile del padre, ma siamo anche nell’epoca di Telemaco; le nuove generazioni guardano il mare aspettando che qualcosa del padre ritorni. Ma questa non è un’attesa melanconica. Le nuove generazioni sono impegnate, come farà Telemaco, nel realizzare il movimento singolare di riconquista del proprio avvenire, della propria eredità». Sono parole tratte da Il complesso di Telemaco, il più recente saggio dello psicoanalista Massimo Recalcati (Feltrinelli), dedicato a genitori e figli nel tempo della crisi. È un testo utilissimo per comprendere, o almeno provarci, quel senso di sgomento, di perplessità, forse perfino di smarrimento, che avvolge di questi tempi uno dei rapporti più forti di sempre: quello tra i padri e i propri figli. Un rapporto più razionale e più convenzionale, cioè legato a convenzioni mutevoli nel tempo, di quello tra madri e figli, decisamente più istintivo e passionale. Proprio in questa fase storica nella quale sono oscurate le coordinate di base, non c’è nulla di male nel vivere un rapporto familiare in modo razionale, circoscrivendo (non rifiutando) l’istinto ma riuscendo allo stesso tempo a trovare una rotta razionale per raggiungere l’obiettivo. Cosa che non sempre a Ulisse riuscì, affrontando tante avventure, certo, trascurando però l’avventura di essere padre. Ma oggi le fughe alla Ulisse si chiamano semplicemente vacanze. E quando queste terminano, è necessario ritornare in azione, rimboccarsi le maniche per tanti buoni motivi e per un’ottima ragione. Dare, o ricominciare a dare, un futuro a Telemaco.

Luca Zingaretti, 51 anni, attore. Il suo ruolo più famoso è quello del commissario Montalbano. Sposato con Luisa Ranieri, è padre di Emma, 2 anni.

Class settembre 2013

9


Sommario N. 329 - Settembre 2013

Le firme di

36 49

12 14 16

cristiano chiarot

La storia di Venezia aiuterà i giovani

sergio Perez

Velocità e determinazione da campione

massimo garon

Vorrei ballare con l’eleganza di Paul Newman

PRIMA

60 22

18 20 22

nel mondo

San Francisco, ristoranti casual e conto da record

collezionismo

Kate Moss, da modella di stilisti a musa d’arte

test-à-test

Crossover, sport utility, suv compatti: grande sfida nella giungla urbana

Copertina

24

20

10

29 33

Personaggio

Questo è il futuro per i figli secondo Luca Zingaretti

finanze

Curare un figlio dalla culla al master

Psicologia

Alla ricerca dell’autorità

36 40

salute

Lucio Buratto, l’oculista che ha fatto sognare 40mila persone a occhi aperti

stile

Cravatta. E il dovere si trasforma in piacere

Anima & Corpo

42 45 49 54

60 67 70 78

tecnologia

Check-up al polso con i pc da indossare

benessere

Come rimettersi velocemente in forma dopo le deroghe estive

moda

Passare dal meeting di lavoro alla fuga in campagna. Appunti di stile per un weekend

gusto

Rivoluzione cocktail con il fenomeno speakeasy

PAD weekend

Haute cuisine da collezione nei musei di Parigi

in giardino

Attenzione alla pianta. Può mordere

galleria

Quando il violino fa vivere la musica

uomini di stile

Vesto classico ma informale

14 ClAss setteMbRe 2013


Le firme di

LA STORiA di VENEZiA

AiUTERà i GiOVANi Cristiano Chiarot

MICHELE CROSERA

Da quando sono sovrintendente alla Fenice, la mia priorità è aiutare i nuovi talenti a inserirsi in un mondo difficile, ma affascinante Il Teatro La Fenice di Venezia è un marchio esempio, nell’ambito di un progetto con l’Accademia di Belle internazionale per vocazione, che raccoglie il arti, gli studenti compartecipano alla realizzazione di costumi, meglio della scena teatrale sia da un punto di vista musiche e scene di cinque farse composte da Gioacchino Rosdella proposta culturale che da quello del pub- sini, offrendo in questo modo la possibilità di inserirsi in un blico cui si rivolge. Ci muoviamo dunque nell’ambito di uno mondo difficile, come quello del teatro, che possono toccare scenario mondiale, dove i nostri principali competitor sono con mano in una realtà di eccellenza come la nostra. Invece Londra, Parigi, New York, Mosca. Ma dalla nostra parte abbia- con la Iuav, l’Università di architettura di Venezia, abbiamo mo qualcosa di unico e speciale che gli altri non hanno né avran- dato vita a un progetto legato alla musica contemporanea. E sempre in tema di valorizzazione dei giovani, va no mai: la città di Venezia e la sua storia artistica. Cristiano Chiarot, sottolineato come il Teatro Fenice stia puntando Insieme con il direttore artistico Fortunato veneziano, 61 anni, molto su figure di direttori come il 29enne DieOrtombina, cerchiamo di sviluppare un modellaureato go Matheuz, che fanno di bravura, competenza, lo di teatro che consenta di raggiungere il princiin storia e filosofia, professionalità e splendido rapporto con l’orchepale obiettivo che ci siamo posti, e cioè costruire è stato giornalista stra i loro punti distintivi. un’impresa culturale che funzioni più giorni posprofessionista e dirigente d’azienda. È su queste basi che dal 2010, anno in cui ho sibile durante il corso dell’anno, offrendo un ampio È sovrintendente della preso l’incarico di sovrintendente, cerchiamo spettro di proposte culturali di altissima qualità Fondazione Teatro di sviluppare il nostro progetto, che da un lato che, oltre al cartellone, preveda anche alcuni evenLa Fenice di Venezia. deve necessariamente far fronte a un contenimenti speciali di grande richiamo. Uno degli aspetti essenziali del nostro lavoro è senza dub- to dei costi dovuto alla difficile congiuntura economica di cui bio la valorizzazione e il coinvolgimento dei giovani. Intenzio- anche il nostro settore soffre, dall’altro deve puntare su invene che si raggiunge in diversi modi. In primis, nostro obietti- stimenti mirati alla qualità dell’offerta. Si tratta di un modelvo è portare i giovani a teatro, attraverso agevolazioni e pro- lo che fino ad ora ha funzionato ma che stiamo perfezionangrammi specifici studiati per le scuole. Poi, diamo lavoro ai do, e che ci porterà nel 2014 a presentare il considerevole numeragazzi mediante collaborazioni con altre realtà della città. Per ro di 120 opere». (A cura di Yuri Calliandro)

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Class settembre 2013


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Le firme di

veloCità e determinazione da

CamPione Sergio Perez Per diventare pilota ho rinunciato a molte cose, ma la sensazione che dà guidare una Formula 1 è la più bella del mondo Lo spirito della corsa vive re sempre in forma. Poi sei sempre sotto nella mia famiglia. Mio l’occhio dei media: può essere strano e padre era un pilota e mio difficile, ma è quello che ogni pilota di fratello maggiore corre nel- Formula 1 deve affrontare. la Nascar, in Messico. Gli sport motori- Le qualità che deve avere un pilota di stici sono molto popolari in Messico, cer- Formula 1 sono la determinazione, la contamente anche grazie alla famosa e affa- centrazione e la velocità. Molti pensano scinante Carrera Panamericana, che ha che per essere un pilota da Gran premio ispirato la collezione di orologi Tag Heuer basti solo essere veloci. Certo, è importanche indosso abitualmente e che ha appe- te, ma alla fine passi poco tempo in macchina e non basta essere brana compiuto 50 anni. vi a guidare per avere sucAbbiamo molti link con la Messicano, 23 anni, cesso: devi imparare a lavoFormula 1: Pedro e Ricardo Perez è un pilota rare con il team, motivare le Rodriguez erano piloti della McLaren. Enfant prodige della persone, interagire con i famosissimi in patria e il Formula 1 è anche partner e parlare con i media. Gran premio del Messico ambasciatore della Se non avessi fatto il piloera in calendario addirittumaison Tag Heuer di ta, forse mi sarebbe piaciura dal 1962. cui indossa un orologio to fare il calciatore, ma chi Sono onorato di rappreCarrera Calibre 1887. può dirlo? La verità è che sentare il mio paese in Forho sempre voluto essere un pilota, anche mula 1. Ho fatto molti sacrifici per diventare pilota. Ho lasciato casa quando ave- perché il mio idolo era Ayrton Senna: il vo solo 15 anni per andare a correre in miglior pilota di Formula 1 di tutti i temEuropa. Ci sono molte cose a cui devi pi, un eroe per milioni di persone e una rinunciare per diventare professionista: grande fonte d’ispirazione per me. Guiquando i miei amici andavano alle feste, dare una macchina di Formula 1 è la senio ero sempre via per correre. Devi esse- sazione più bella del mondo. Quando re molto attento a quello che mangi e non sentirò più questo piacere smettebevi. E lavorare duro in palestra per esse- rò». (A cura di Paco Guarnaccia)

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COPPA “AMERICA”? NON PER MOLTO OMEGA supporta con orgoglio Emirates Team New Zealand nella propria spedizione a San Francisco 2013, con l’obiettivo di sottrarre all’America l’omonima Coppa, il più famoso trofeo velico di sempre. Di fatto, l’ultima volta che l’America’s Cup venne contesa in acque californiane, il successo andò con facilità proprio a Team New Zealand di Sir Peter Blake. Quest’estate, però, la sfida tra i nuovi maxi-catamarani AC-72 preannuncia la più veloce ed emozionante America’s Cup di sempre. E, tra gli sfidanti, un team è particolarmente impaziente di riportare la Coppa ad Auckland.

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Le firme di

Vorrei ballare con l’eleGanza di Paul newMan Massimo Garon Quando mi chiedono chi è il mio modello di stile, penso all’attore americano. Forse perché mi appassionano le biografie di personaggi forti. Così riesco a danzare meglio per regalare un sogno più grande agli spettatori Danzare è tecnica, magia, vita. Ricordo che il mio Al Teatro alla Scala, dove lavoro da 11 anni e dove dal 2012, insegnante Boris Brigvadze, con cui ho studiato dopo lo spettacolo Excelsior in cast con Roberto Bolle, sono staperfezionamento all’Accademia Vaganova di San to nominato solista del corpo di ballo, ho incarnato ruoli signiPietroburgo dove fui invitato ad andare dopo il ficativi, principi (il mio sogno di sempre) e cattivi, come Siegfridiploma alla Hamburg Ballettschule, mi diceva sempre che il pub- ed nel Lago dei cigni, Espada nel Don Chisciotte di Nureyev, il blico va a teatro per dimenticare le brutte cose della vita. È quin- James della Silphide, o Mercuzio in Romeo e Giulietta. Mi piacciono tutti i balletti che ho fatto, alcuni mi hanno permesso di di mio dovere ballare bene, per regalare un sogno. Desidero scandagliare parti della mia personalità che non pensavo danzare da sempre, da quando ero un bambino. Mi affadi avere. Ma quando mi chiedono chi è la mia icona di scinavano soprattutto i ballerini russi per la tecnica e il riferimento, rispondo: Paul Newman. Mi piacerebrigore, li ammiravo per la sicurezza e la disinvoltura be apparire in scena con l’eleganza e lo stile che aveche trasmettevano. Sognavo un giorno di diventare va lui al cinema. E mi appassionano le biografie di come loro, e di andare a studiare a San Pietroburgo, personaggi forti, come la medaglia olimpica Jury cosa che poi ho fatto. Non è stato facile scegliere la Chechi o il grande cestista Michael Jordan. danza, soprattutto quando ero ancora piccolo: a scuola i compagni e gli insegnanti avevano un atteggiaOggi il pubblico va più a teatro a vedere il balletMassimo Garon, mento discriminatorio nei miei confronti. Ma l’a- 31 anni, nato a Padova, to. Questo grazie anche al ruolo divulgativo che ha è uno dei migliori more per la danza in me era superiore. Nel corso delavuto la televisione e i programmi come i talent danzatori italiani. la carriera, cominciata a Padova, la mia città, dove a show, e grazie anche ai social media e alla rete che È entrato nel 2002 nel dieci anni iniziai a prendere lezioni di danza sotto la permettono di postare in tempo reale immagini e corpo di ballo del guida di Donatella Chibbaro, ho avuto la fortuna di video. Hanno avvicinato le persone alla danza, dimoTeatro alla Scala, con interpretare personaggi importanti, con storie molstrando quanto questo sia un mondo vitale ed emocui si è esibito nei più to belle da raccontare. famosi teatri del mondo. zionante». (A cura di Stefania Cubello)

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prima

Nel mondo hi-fi

la qualità svizzera amplifica il sound Da 60 anni la svizzera Nagra Electronics s’è imposta come un marchio apprezzatissimo dagli audiofili di tutto il mondo. Realizzati artigianalmente, i suoi prodotti (come l’amplificatore Nagra 300p visto su Robb Report, 20 W per canale di uscita, circa 13mila euro), sono vere opere d’arte e garantiscono un sound pulito, preciso come quello del movimento meccanico di un orologio d’alta gamma. Del resto, anche questi amplificatori sono Swiss made...

mete

l’ultima thule delle isole britanniche Mai sentito parlare di St. Kilda? Se la vostra risposta è no, non preoccupatevi: pare che neppure gli scozzesi (o almeno, gran parte di essi) conoscano questo loro piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, al largo delle Ebridi esterne. Eppure le sue isolette costituiscono uno dei quattro siti scozzesi che l’Unesco ha inserito nell’elenco del Patrimonio dell’umanità. Ma il fatto è che sono tanto remote e ostiche da essere quasi inaccessibi-

li: in tutta la Gran Bretagna non c’è un punto più occidentale dello scoglio di Soay, né scogliere più alte di quelle di Hirta, l’isola principale, né un faraglione alto come l’impressionante Marilyn Stac an Armin (nella foto), che sui suoi 196 metri di strapiombi ospita le maggiori colonie al mondo di uccelli marini. «Ci sono molte isole scozzesi remote», commenta Esquire UK, «ma una sola St. Kilda, vera ultima Thule delle isole britanniche».

san francisco

ristoranti casual e conto da record La California da tempo è l’avamposto americano di cibo organico, alimenti bio e prodotti a km zero. Una cultura del genuino della quale San Francisco, con i suoi mercati del contadino, è la capitale. In vista del Golden Gate, i ristoranti ormai fanno a gara a proporre piatti sani e poco elaborati, dove più che la ricetta conta la freschezza del singolo ingrediente. Nulla di strano allora se, mentre la qualità (e i prezzi) aumen-

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tano, i ristoranti propongono un’atmosfera sempre più casual, anche quando sono di livello elevato. Wine Spectator suggerisce in particolare tre nuovi indirizzi gourmet, sorti in zone gastronomicamente vergini della città: la St. Vincent Tavern and Wine Merchant, il Rich Table e il costosissimo Saison, dove per un menù di 20 assaggi con vini abbinati si pagano più di 500 dollari, un record per gli Usa.

La braciola con mela, cavolo, spoonbread e miele della St. Vincent Tavern and Wine Merchant.

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PrimA

Collezionismo

I

l bianco e nero di Kate, copertina glamour di Vogue Francia 2005, firmata da David Sims, parte da una stima di 10-15 mila sterline. L’opera di allen Jones, del 2013 invece, che ritrae il corpo della modella inglese, icona di moda e di stile, plasmata in una scintillante corazza bronzea, è valutata dalle 20 alle 30mila sterline. Kate Moss - The collection, l’asta prevista da Christie’s a Londra per il 25 settembre, si annuncia come uno dei maggiori eventi mediatici della prossima stagione autunnale. Non solo per la preziosa selezione in palio tra i ritratti fotografici già noti, pezzi unici ed edizioni limitate, realizzati da tanti nomi eccellenti tra i quali irving Penn, albert Watson o annie Leibovitz, o i dipinti e le sculture creati ad hoc da artisti internazionali come Chuck Close, sir Peter Blake o Chris Levine. a curare la vendita è un nome noto che appartiene al gotha dell’arte. si tratta di gert elfering, collezionista tedesco, gallerista, un’autorità nel campo delle foto di Fine art.

DA MODELLA Di stilisti A MUSA D’ARTE Con il suo corpo e i suoi occhi da cerbiatta, Kate Moss ha rivoluzionato i canoni della bellezza e dello stile. Ora Christie’s di Londra invita il mondo del collezionismo a un’asta dedicata alla top model britannica ricercata dai più grandi maestri della fotografia

di Mariateresa Cerretelli

20

Dopo 25 anni di carriera, Kate Moss, 39 anni, 1,70 cm scarsi di altezza, continua a mietere successi ed è fra le top model più richieste al mondo come testimonial 2 di moda, make-up e campagne pubblicitarie. dice di lei gert elfering: «ha cambiato la percezione della femminilità nel mondo incoraggiando le donne a sviluppare stile personale e libertà espressiva». Ormai assunta a icona vivente, Kate incarna lo splendido soggetto di un’antologia iconografica oltre a essere la novella musa del contemporaneo che ha ispirato ad artisti di fama mondiale opere di grande forza artistica». dice Philippe garner, direttore della fotografia da Christie’s: «The Collection è un evento unico, appetibile sia per i fini collezionisti di fotografie, sia per gli intenditori di arte contemporanea». ed elfering aggiunge: «Nei prossimi anni vedremo le immagini di Kate moss nei maggiori musei e nelle collezioni più importanti del mondo». Un investimento per il futuro. Christie’s images Limited 2013

1

Kate Moss the collection Curata da Gert Elfering, l’asta si svolgerà a Londra, da Christie’s, il 25 settembre 2013, alle 17. www.christie’s.com

1 David Sims, Kate, French Vogue cover, 2005. Archival pigment print, 137,3x111,6 cm. , 10-15mila sterline (11.500-17.500 euro circa). 2 Allen Jones, Kate Moss (bronze glitter), 2013. Dye-destruction print, 108,6x108,6 cm, 20-30mila sterline (23.000-34.000 euro circa).

CLASS settembre 2013


T H E D. L A C E C O L L E C T I O N

DA M I A N I . CO M


PriMa

grande sfida nella giungla urbana Crossover, sport utility, suv compatti... comunque le si chiami sono le vetture più apprezzate. Nate per conciliare asfalto e sterrati, divertimento e famiglia

1

opel

2

MINI

mokka 1.4 turbo ecotec 4x2 S&S

countryman 1.6 cooper all4

Piccola ma grintosissima, aspira a essere un fuoristrada ma con linee, motori e dettagli da sportiva (fari a Led, cerchi da 18"). Nasce con motori 4x4, ma forse dà il suo meglio in termini di consumi/prestazioni con la nuova versione 4x2.

La più grande delle Mini (la prima oltre i 4 metri, a 4 porte e 4 posti) è un successo consolidato. Tantissime le varianti possibili, ma la novità è la trazione integrale All4 abbinata ai motori benzina 1.6 già omologati alla normativa Euro 6.

4,28 m x 1,80 m x 1,66 m; 1.260 kg benzina, turbo, 1.364 cc, 4 cil., traz. ant. manuale 6 rapporti 103 kW/140 cv 193 km/h 9,9 secondi 53 litri 5,9 (misto), 7,4 (urbano) litri/100 km 139 CO 2 g/km, Euro 5 356 - 1.372 litri

4,10 m x 1,79 m x 1,56 m; 1.340 kg benzina, 1.598 cc, 4 cil., traz. integr. manuale 6 rapporti 90 kW/122 cv 184 km/h 11,9 secondi 47 litri 6,9 (misto), 8,4 (urbano) litri/100 km 160 CO 2 g/km, Euro 6 350 - 1.130 litri

Allestimento Ego: assist. partenza in salita; Aux-in; Bluetooth; cerchi in lega 18"; clima manuale; cruise control con limit. di velocità; ecoFLEX drive assist; Esp plus; volante in pelle 3 razze con comandi radio; fendinebbia ant.; radio CD/Mp3 con 6 altoparlanti; Start&Stop; Immobilizer; Usb.

Allestimento di serie: Aux-in; barre portatutto; Brake energy regeneration; cerchi in lega 16"; clima manuale (vano refrigerato); controllo elettronico trazione; Dynamic stability control; Immobilizer; Mini Mobility System; radio CD/Mp3 con 6 altop.; scarico cromato; Start&Stop.

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di Emanuele Elli

Dati tecnici Dimensioni e peso motore e trazione cambio potenza velocità max accelerazione 0-100 km/h Serbatoio consumi emissioni volume bagagliaio Dotazione

il giuDizio eStetica Spazi / comfort preStazioni / conSumi valore nel tempo

il prezzo

22

21.500 euro

25.000 euro


3

renault

4

nissan

Test-à-test 5

peugeot

la sc e DI Cl lta vERS ass

ATILE COMP E LE DI 22M TA, A MENO ILA Eu RO. SI PARTE CO A pag N LEI . 49 È l’ultima arrivata e ha già tut-

captur 1.5 DcI s&s

Juke 1.5 DcI s&s

Modaiola, strizza l’occhio a giovani fuori dagli schemi. Bella fuori (da prendere bicolore), è bellissima dentro e full optional. Il 1.2 benzina è vivace ma consuma, viceversa il 1.5 diesel è un po’ seduto ma molto parsimonioso. Per ora non c’è il 4x4.

La sua estetica divide, ma chi vi è salito ne è sceso conquistato. Spazi buoni per l’abitacolo, ma poco per i bagagli. Senza il 4x4 resta un’auto più cittadina che altro. Nuovo l’allestimento N-tec, con ricca dotazione hi-tech e qualche dettaglio chic.

4,12 m x 1,78 m x 1,57 m; 1.170 kg diesel, turbo, 1.461 cc, 4 cil., traz. ant. manuale 5 rapporti 66 kW/90 cv 171 km/h 13,1 secondi 45 litri 3,6 (misto), 4,2 (urbano) litri/100 km 95 CO 2 g/km, Euro 5 350 - 1.388 litri

4,14 m x 1,77 m x 1,57 m; 1.295 kg diesel, turbo, 1.461 cc, 4 cil., traz. ant. manuale 6 rapporti 81 kW/110 cv 175 km/h 11,2 secondi 46 litri 4,2 (misto), 4,8 (urbano) litri/100 km 109 CO 2 g/km, Euro 5 251 - 830 litri

4,16 m x 1,74 m x 1,56 m; 1.180 kg diesel, turbo, 1.560 cc, 4 cil., traz. ant. manuale 6 rapporti 84 kW/115 cv 188 km/h 10,4 secondi 50 litri 4,0 (misto), 4,7 (urbano) litri/100 km 106 CO 2 g/km, Euro 5 350 - 1.000 litri

Allestimento Energy R-Link: tinte opache bi-tono; acc. autom. fari/sensori pioggia; Bluetooth; cerchi in lega 17"; fari a Led; fendinebbia cornering; navig. Europa; clima autom.; comandi al volante; controllo elettr. trazione; cruise control; Easy Access System; Tablet touch 7" e comandi vocali; Start&Stop.

Allestimento N-tec: Bluetooth; cerchi in lega 18"; clima autom.; Cruise control e limit. velocità; interni sportivi (volante/cambio in pelle); navigatore touch 5,8" e Google search; Nissan Dynamic Control System; quadro display Lcd; retrocamera; ricon. vocale; Start&Stop; vetri post. oscurati.

Allestimento Allure: acc. autom. fari; barre al tetto; Bluetooth; cerchi in lega 18"; clima autom. bi-zona (vano refrig.); computer di bordo; controllo elettr. trazione; fari diurni a Led; fendinebbia cornering; radio con 6 altop.; volante in pelle con comandi; sensori ostacolo post.; spoiler post.; Start&Stop.

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20.100 euro

21.800 euro

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Copertina

Questo è il

futuro secondo

lUca famiglia Finanze ....................... pag. 29 Psicologia................ pag. 33 Salute .............................. pag. 36 Stile ..................................... pag. 40 Tecnologia ............... pag. 42 Benessere ................... pag. 45

In alto, Luca Zingaretti, in una scena della fiction tv Il giudice meschino tratta dal romanzo di Mimmo Gangemi.

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V

di Antonio Orlando

oglio una fabbrica piena di luce e di bellezza». È una delle frasi chiavi della nuova fiction dedicata all’imprenditore, innovativo e illuminato, Adriano Olivetti che la Rai trasmetterà in autunno. E a dare volto e corpo, parole ed emozioni a Olivetti è lui, Luca Zingaretti, molto più di un attore: una presenza amica nelle case italiane, non solo un personaggio ma soprattutto una persona che piace. Per il suo modo di fare, per il profilo basso adottato nella vita privata e, soprattutto, per le scelte professionali che compie puntualmente: lo dimostra Montalba-

no, il commissario ideato dallo scrittore siciliano Andrea Camilleri, interpretato con particolare passione da Zingaretti, e trasmesso dalla Rai in replica con straordinaria frequenza e sempre con grande successo. Spiega l’attore a Class: «Amo scegliere le storie da raccontare tra le storie che mi piacerebbe ascoltare. Io non sono un intellettuale, io racconto le storie delle persone. Come attore prediligo personaggi caratterizzati da forti chiaroscuri, che devono attraversare situazioni contraddittorie». E in effetti, sotto questo punto di vista, la carriera di Zingaretti è un’apoteosi di

Class settembre 2013

courtesy ufficio stampa

agenda

Molto più di un attore, Zingaretti è un uomo di questo tempo, una figura di riferimento. Come artista di successo è consapevole delle sue scelte anche per poter offrire una prospettiva migliore alle nuove generazioni. Come? Facendo tutti meglio il proprio lavoro


Un attore totale

gianmarco chieregato / photomovie

Luca Zingaretti (Roma, 11 novembre 1961) è famoso soprattutto per l'interpretazione del commissario Montalbano, il personaggio creato dallo scrittore siciliano Andrea Camilleri. Ha lavorato molto per il teatro e per il cinema con registi come Luca Ronconi, Peter Stein, Mario Martone, Silvio Soldini, Pupi Avati. In autunno, dopo le riprese di un film in Francia, sarà in scena con La torre d'avorio di Ronald Harwood sulla complessa figura del musicista Wilhelm Furtwängler.

toni chiaroscuri: di Montalbano quasi è inutile parlare, tanto burbero quanto generoso; di Giorgio Perlasca, l’italiano che riuscì a salvare migliaia di ebrei dai campi di sterminio nazista, Zingaretti ha offerto un’interpretazione magistrale nel 2002. Ora è sul set de Il giudice meschino, tratta dal romanzo di Mimmo Gangemi: «È la storia di un magistrato che ha deciso di abbandonare la propria etica, che si domanda perché continuare a essere l’unico a lottare contro la malavita organizzata. Contemporaneamente vive un dramma come uomo e come padre, con un

Class settembre 2013

figlio piccolo che vede raramente». Quello delle nuove generazioni è un tema caro all'uomo Zingaretti, da un paio d'anni padre di Emma avuta con la moglie, l'attrice Luisa Ranieri: «Per il momento a Emma racconto le storie classiche, le fiabe, tutti archetipi che hanno resistito nei secoli e andranno benissimo per altri secoli. Con lei, piuttosto, mi sono posto il problema della qualità del tempo che le dedico, più ancora della quantità, perché è vero che siamo un po’ tutti distratti se prendiamo come riferimento il lavoro svolto dai nostri genitori».

Un’autocritica generazionale? «In parte, forse chi ha oggi intorno ai 50 anni, come me, non ha mai preso in considerazione veramente l’opportunità di diventare adulto, siamo stati stretti tra il ’68 e la fine delle ideologie. Solo adesso inizio a vedere qualcuno nei ruoli chiave: Barack Obama negli Stati Uniti, Enrico Letta in Italia e pochi altri molto preparati». Lui non lo dice ma tra questi altri c’è anche Nicola, suo fratello, 47 anni, brillante e stimato politico, oggi presidente della Regione Lazio. «Ma con Nicola si parla poco di politica, molto di famiglia e moltissi-

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fabrizio di giulio / usfoto

immaGini di successo e di famiGlia 1. Luca Zingaretti con la moglie Luisa Ranieri, attrice. 2. Nicola Zingaretti, fratello di Luca, presidente della Regione Lazio. 3. Il suo ruolo più celebre, il commissario Montalbano. 4. Nelle vesti di Adriano Olivetti.

così possiamo dare un futuro ai nostri figli, mo di cinema, lui è un vero esperto». Insomma, un Zingaretti normale, una o almeno provarci seriamente». persona lontana dal personaggio? «Ma E come lo vede questo futuro prossimo certo che sono una persona normale, per la piccola Emma? «Spero che sia serenormalissima. E come tutti avverto la na con se stessa, con la propria cosciencomplessità del momento. C’è in giro za, vorrei fortificarla sulla certezza di essemolta paura perché manca il lavoro, per- re amata e capita, anche se al tempo stesché nel mondo ci sono guerre, terrori- so so bene che le castagne dal fuoco poi smo; c’è un senso generale di insicurez- dovrà togliersele da sola». E in termini za. In questi casi basta un niente per peg- pratici come si fa a raggiungere questi giorare le cose, per fare precipitare tut- obiettivi? «Direi offrendole più strumento; sono le situazioni ideali per i furbet- ti possibili, dandole la capacità di espriti che se ne approfittano. Però è anche mersi in almeno altre due lingue oltre l’iun’occasione esaltante perché c’è molto taliano, per essere cittadina di un monda fare, perché quando si tocca il fondo do più ampio. E vorrei che frequentasse non si può che rimbalzare e ripartire». le scuole pubbliche. D’altra parte, mi piace pensarmi come E quindi, che cosa si un tradizionalista può fare? Un sospiro innovatore». e la voce si fa ancora più profonda: «In questi momenti non esistono regole auree o formule magiche. O meglio, io ne conosco una sola: ognuno deve fare il proprio lavoro al ciak. Due scene de Il giudice meglio e così non ci meschino, regia di Carlo Carlei, sarebbe bisogno di che la Rai trasmetterà nel 2014. superuomini o di Zingaretti recita a fianco della supergoverni. Solo moglie Luisa Ranieri, a destra.

courtesy ufficio stampa (2)

usfoto

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Insegnare l’economIa aI bambInI

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getty images

imagoecoNomica

1

Guadagni facili, speculazioni e mala finanza. La crisi economica iniziata nel 2008 ha fornito argomenti forti per convicere i genitori a dotare i figli di strumenti di comprensione su questo argomento. Paesi come l’America, l’Olanda, India, Canada, Australia e Gran Bretagna partecipano al programma di alfabetizzazione finanziaria dell’Ocse, e hanno inserito l’economia come materia nella scuola dell’obbligo, in America addirittura fin dalle elementari. L’obiettivo è di crescere persone più informate, capaci di proteggersi dalle insidie della mala finanza, ma anche di formare una nuova generazione di innovatori. E in Italia, che cosa si sta facendo? Paolo Manasse, economista e professore all’Università di Bologna, racconta a Class che esistono progetti interessanti: «In alcune scuole elementari alcuni miei colleghi stanno sperimentando un gioco semplice da fare con i bambini per illustrare gli elementi fondamentali del mercato, per esempio che cosa è la moneta e come si determinano i prezzi. In pratica, si distribuiscono ad alcuni giocatori dei foglietti di carta con su scritto 10 o 5 euro e ad altri dei beni da vendere e si lasciano i bambini liberi di contrattare e di determinare gli scambi. È un gioco educativo utile per far capire che l’economia, alla fine, non è altro che l’incontro di persone, produttori, distributori, venditori e consumatori, e che l’interazione tra queste parti crea il mercato». Manasse spiega anche che tra gli economisti va di moda l’economia sperimentale, un metodo che, con un gioco di strategia, valuta il comportamento individuale: «È un modo di educare i ragazzi ai principi della cooperazione perché attraverso il gioco si può capire se si è più propensi alla collaborazione oppure all’individualismo». (Alessandra Gaeta)

Class settembre 2013


Copertina

Curare un figlio

master

dalla culla al

L’asilo, la scuola, i vestiti, lo sport. Sostenere un figlio è un impegno. Ma con 25mila euro e un po’ di tempismo si può gestire la sua crescita

Ian Jones / allpIx press / photomasI

F

famiglia

Scuola Nido

Voce Retta comunale (annua) TOTALE 3 ANNI

◆ 3-5

Infanzia

◆ 6 - 10

Primaria

L’importanza di programmare con efficacia

f i n a n z e

Le spese di istruzione

Età ◆ 0-2

Da € 3.160,00 € 9.480,00

Media € 3.590,00 € 10.770,00

A € 4.020,00 € 12.060,00

Materiale didattico Mensa Contributi volontari TOTALE 3 ANNI

€ 70,36 € 300,00 € 2,00 € 1.117,08

€ 86,33 € 675,00 € 51,00 € 2.436,99

€ 102,30 € 1.050,00 € 100,00 € 3.756,90

Materiale didattico Mensa Libri (media) Contributi volontari TOTALE 5 ANNI

€ 81,38 € 300,00 € 29,00 € 2,00 € 2.061,90

€ 126,39 € 675,00 € 30,45 € 51,00 € 4.414,20

€ 171,40 € 1.050,00 € 31,90 € 100,00 € 6.766,50

◆ 11 - 13

Secondaria Materiale didattico Libri (media) I grado Internet Contributi volontari TOTALE 3 ANNI

€ 57,36 € 160,50 € 276,00 € 1,50 € 1.486,08

€ 88,93 € 178,33 € 606,00 € 107,50 € 2.942,29

€ 120,50 € 196,17 € 936,00 € 213,50 € 4.398,50

◆ 14 - 18

Secondaria Materiale didattico Libri (media) II grado Internet Gita Contributi volontari Tasse iscrizione/freq. TOTALE 5 ANNI

€ 77,85 € 190,20 € 276,00 € 304,00 € 5,00 € 18,15 € 4.356,00

€ 88,30 € 250,70 € 606,00 € 394,00 € 132,50 € 18,15 € 7.448,25

€ 98,75 € 311,20 € 936,00 € 484,00 € 260,00 € 18,15 € 10.540,50

◆ 19 - 24

Università

Tasse Libri (media) Trasporti (media) Affitto Spese per casa Spese alimentari TOTALE 5 ANNI

€ 1.222,10 € 387,00 € 162,00 € 2.446,20 € 1.177,20 € 1.778,40 € 35.864,50

€ 2.520,55 € 420,50 € 180,00 € 2.718,00 € 1.308,00 € 1.976,00 € 45.615,25

€ 3.819,00 € 454,00 € 198,00 € 2.989,80 € 1.438,80 € 2.173,60 € 55.366,00

Costo corso I livello Costo corso II livello TOTALE CORSO DI STUDI MEDIA ANNUA

€ 500,00 € 700,00 € 55.565,56 € 2.057,98

€ 13.250,00 € 13.350,00 € 100.226,98 € 3.712,11

€ 26.000,00 € 26.000,00 € 144.888,40 € 5.366,24

di Paola Valentini

ar crescere un figlio dalla culla fino all’università costa. E non poco. Soprattutto se per il pargolo si sogna un percorso di istruzione che lo porti a far carriera. Non solo; in Italia, a differenza che nei paesi anglosassoni, i figli in media escono di casa dopo i 30 anni e quindi le spese lievitano ulteriormente. Secondo le elaborazioni di Progetica, socie-

agenda

Kate e William con il piccolo George Alexander Louis, principe di Cambridge, il cui patrimonio è già stimato in un miliardo di sterline. ◆ 25-oltre Master

Elaborazione Progetica su varie fonti: Indagine Cittadinanza Attiva (2010), Federconsumatori (2011 e 2010), Dati Miur (2010-2011). Ipotesi: Famiglia residente nel Nord Italia. Iscrizione a scuole pubbliche tranne università (privata), frequentata fuori sede.

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tà indipendente di consulenza finanziaria, crescere un bimbo dalla nursery fino a quando sarà indipendente costa oltre 500mila euro. A partire dalle spese per il primo anno di vita, che oscillano tra 14 e 24mila euro, con una media di 19mila euro. Va poi considerato il costo dell’istruzione: dall’asilo nido fino al master universitario si spendono almeno 100mila euro (si veda grafico a pagina 29), importo destinato a lievitare considerevolmente se al posto delle scuole di padre in figlio pubbliche (solo Will Smith ha assicurato l’università è stail futuro del figlio Jaden Smith, 15 anni, ta considerata insegnandogli il proprio mestiere: i due infatti hanno recitato in coppia in più film, compreso l’ultimo. After Earth.

G. AvrAmenko / epsilon / Getty imAGes

Copertina privata) si opta per quelle private, magari anche all’estero. A ciò si devono aggiungere i costi per mantenere il figlio, per un totale di oltre 400mila euro, pari a 12mila euro l’anno per 34 anni (questa è infatti l’età media a cui in Italia i giovani lasciano la casa dei genitori). Si arriva così a superare i 520mila euro. Le esigenze In base alle elaborazioni effettuate da Progetica, le esigenze economiche connesse alla nascita di un figlio possono essere quantificate nel primo anno in 19mila euro, «a cui si aggiungono le spese per l’iter educativo, su un arco temporale di 26 anni, che si possono stimare in 106mila euro a potere di acquisto costante», spiega Gaetano Megale di Progetica. Il totale delle esigenze ammonta quindi a circa 125mila euro. soLuzione di investimento Le esigenze del primo anno dovranno essere soddisfatte mediante un capitale prontamente disponibile pari a 25mila euro. «Oltre a ciò, sarà necessario allocare un risparmio aggiuntivo pari a 3.600 euro annui,

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Andare lunghi con i Btp I rendimenti dei Btp acquistabili sul mercato al 26 luglio 2013

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1 settembre 2040

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1 settembre 2044

31 anni

5,11%

2,38%

ovvero 90mila euro dal 2014 al 2038», aggiunge Megale. Il totale delle risorse necessarie sarà quindi pari a 115mila euro. La strategia «Il capitale disponibile, 25mila euro, va allocato in liquidità per il 76%, al fine di sostenere i costi del primo anno», suggerisce Megale. Il 24% va investito in un profilo di rischio basso. «Successivamente il risparmio va investito nei profili di rischio indicati per ciascun anno che consentono di ridurre al minimo il rischio di perdita in conseguenza di eventuali shock di mercati in prossimità dell’impiego delle risorse», conclude Megale.

Polizze e BtP lunghi, così si Pensa alla dote

L’ultima Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo conferma che in questa fase di crisi la vera prio-rità del risparmio dei baby boomer, i nati tra il 1951 e il 1976, è la protezione dei figli: si risparmia per lasciare loro un’eredità, per l’istruzione e per aiutarli nei primi anni di vita autonoma. Secondo una stima empirica, un figlio pesa per circa il 20% sul reddito familiare con spese crescenti nel tempo e per periodi sempre più prolungati: circa il 60% dei giovani dai 25 ai 29 anni e poco meno di un quarto di quelli da 30 a 34 anni vive in famiglia. Al di là del finanziamento della spesa corrente, come può un genitore (o un nonno) investire a beneficio del futuro dei propri figli (o nipoti)? La prima tappa è quantificare le spese. Oltre ai canonici vitto e alloggio, va considerata la formazione, al di là del percorso scolastico in senso stretto. Il passaggio successivo è l’analisi del bisogno: voglio un capitale per finanziare il ciclo di studi a una certa scadenza, voglio dotare i figli per il futuro matrimonio, intendo precostituire la quota per acquistare una casa? Tappa successiva, la quantificazione delle risorse finanziarie: ho già una somma a disposizione, voglio risparmiare nel tempo e, se è così, quanto posso mettere da parte? (Carlo Giuro)

Class settembre 2013


foto Lorenzo Borgianni

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collezione ETHOS

design Antonio Pascale

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Copertina

alla

ricerca dell’autorità

famiglia

Se i figli restano bamboccioni, spesso è colpa di padri che rinunciano al proprio ruolo. E alla propria virilità

psicologia

agenda Quando un papà troppo tenero vieta di crescere

di Andrea Porta

D

ue milioni e mezzo di bambini italiani vivono in famiglia senza un padre, come conseguenza della separazione dei genitori: lo dice l’annuario Istat L’Italia in cifre 2012. Un numero in crescita, anche se lontano dagli Usa dove i piccoli senza genitore maschio sono uno su tre. Secondo dati del Centro studi sul diritto di famiglia, in Italia il 49 per cento dei separati e il 33 dei divorziati hanno almeno un figlio minore. Ma se le separazioni per cui il giudice ha stabilito l’affidamento congiunto toccano l’89,8 per cento, in realtà nel 92 per cento dei casi a occuparsi del figlio è di fatto solo la madre. Non sappiamo più essere padri. I padri sembrano scomparsi dal mondo occidentale. In Italia il fenomeno è ancora più sottile: quelli italiani spesso ci sono, ma non fanno i padri. E così, figli di una cultura mediterranea, e di madri iperaccudenti, i bambini vivono una vera emergenza. Il pedagogista Daniele Novara, del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei confitti, non usa mezzi termini per parlare di una situazione che definisce drammatica: «Il fenomeno prosegue da 15 anni ma ha subito un’accelerazione negli ultimi cinque: i papà hanno condiviso molti aspetti del codice materno come la tenerezza, ma così facendo hanno perso di vista le loro specificità». I problemi nascono da adolescenti. Se la condivisione materiale degli impegni familiari ha avuto un impatto positivo (un son-

class settembre 2013

UN’ODISSEA MODERNA «Genitori e figli dopo il tramonto del padre» è il sottotitolo del nuovo saggio di Massimo Recalcati Il complesso di Telemaco (Feltrinelli, pagg. 160, 14 euro). Significativa è la scelta di recuperare la figura di Telemaco, che nell’Odissea parte alla ricerca del padre Ulisse per colmare l’assenza della figura paterna.

daggio condotto dallo stesso Novara nel 2000 aveva rilevato che ormai pressoché tutti i papà sanno cambiare i pannolini), un’educazione impartita quasi solo da madri e da padri che hanno perso il coraggio di mettere in campo la loro virilità ha conseguenze sul lungo termine. Lo fa notare anche Massimiliano Stramaglia, docente di pedagogia sociale e della famiglia all’Università di Macerata e autore de I nuovi padri. Per

una pedagogia della tenerezza (Eum): «I genitori maschi sono materni nei riguardi del neonato, ma non sanno come coniugare la tenerezza con la necessaria fermezza nei confronti del figlio divenuto adolescente». Essere sponde. Nel descrivere il ruolo ideale del padre, gli psicologi amano usare la metafora della sponda, come confine normativo ma anche come punto sicuro da cui partire per prendere il largo. Senza sponde, i figli rischiano di essere eterni bamboccioni: lo testimonia quel 68 per cento di allievi delle scuole medie che, secondo i dati forniti dall’osservatorio del Centro psicopedagogico di Daniele Novara, va ancora a scuola accompagnato dai genitori. Rinunciando anche simbolicamente a prendere il largo. Non se ne può fare a meno. Del resto, che il ruolo paterno sia fondamentale allo sviluppo neuropsichiatrico è dimostrato da diversi studi. Quest’anno è uscito per Il Mulino Genitorialità. Fattori biologici e culturali dell’essere genitori, un volume che ne presenta alcuni. Gli autori, Marc H. Bornstein e Paola Venuti, spiegano che «la presenza del padre è un elemento fondamentale per il sano sviluppo del bambino: l’avere un padre presente in casa rispetto a un padre assente, durante i primi tre anni di vita, comporta un minor numero di problemi comportamentali e una migliore crescita del bambino tra i 4 e i 6 anni». Paura di essere maschi. Perché allora molti padri rinunciano al loro ruolo? Per paura.

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Copertina tre MODi Di eSSere

Pedagogista e mediatore familiare, Federico Ghiglione si occupa di paternità e tiene corsi all’Istituto Gaslini di Genova. A suo parere, i cattivi papà di oggi sono essenzialmente tre: il mammo, che fa il papà imitando la mamma e non sviluppa uno stile paterno virile. il giocoso, presentissimo dal punto di vista ludico ma incapace nel dare regole educative. l’antagonista della mamma, con cui non sa condividere un progetto educativo comune. Il buon padre? Lo delinea invece Massimiliano Stramaglia: «È quello che libera il figlio e la figlia dall’attaccamento alla madre, che sa dare loro le ali per spiccare il volo e gli strumenti per scegliere in autonomia cosa fare della propria vita».

Per gli esperti, i maschi di oggi hanno dovuto sopportare due riscatti sociali: dalla figura del padre padrone che alzava le mani, e da quella del marito maschilista e misogino. «Abbandonata una visione di virilità negativa, i padri italiani non hanno saputo fare di meglio che rifugiarsi nella morbidezza eccessiva, annullando la loro stessa specificità», aggiunge Novara. Così i papà diventano dei peluche, capaci di tenerezze materne ma non di dare regole utili a crescere. Da adulti, difficoltà di coppia. Se il padre non pone un limite alle loro spinte egocentriche, i figli possono divenire insicuri, ansiosi o depressi: «Non sviluppano il controllore interno: la voce interiorizzata del padre che, nel porre un piccolo veto, fa da contenitore alla paura di crescere», prosegue Stramaglia. Inevitabili le conseguenze da adulti, come nelle relazioni di coppia, sempre più mordi e fuggi: «Non abituati a confrontarsi con la norma paterna», conclude Novara, «i nuovi adulti evitano i contrasti che naturalmente derivano da un rapporto di coppia profondo». Preferendo legami superficiali che non vanno oltre il sesso e qualche coccola.

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felicità è vivere all’aria aperta

Torna in ottobre a Rimini il SUN, il Salone internazionale dell’esterno. Un appuntamento unico per conoscere le ultime tendenze dell’outdoor design. Utile anche per chi deve passare un pomeriggio con il figlio... Di primo acchito, potrebbe apparire difficile trovare un legame fra l’outdoor design e l’essere un padre separato. Finché non ci si trova, appunto, a sperimentare la condizione del genitore che, un weekend sì e uno no, ha il diritto (o il dovere) di prendersi cura del figlio «lasciato libero» dalla ex moglie. E non c’è come un pomeriggio passato al mare o in città, in un centro commerciale o in un parco divertimenti, in campeggio o ai giardini pubblici, per far capire la differenza tra un ambiente accogliente, piacevole, moderno, e uno sciatto, scomodo, magaflare ri persino degradato. Pronicola Cerasa prio al meglio delle tendene raul frollà ze nella progettazione, l’arredamento e gli accessori per l’esterno è dedicato il 31° SUN, il Salone internazionale dell’esterno che, ospitato dal 6 all’8 ottobre in dieci padiglioni di Rimini Fiera, è ormai un’insostituibile vetrina sulle ultime tendenze dal vivere all’aria aperta. Sarà anche per via della crisi, ma quest’anno il Salone punta a proporre soprattutto un outdoor design che sia occasione di socialità e antistress collettivo, in grado di favorire la condivisione di azioni, spazi, esperienze e interessi. Come? Per esempio, progettando arredi sostenibili e in colori neutri; valorizzando le terrazze e i balconi trasformandoli in giardini mediterranei; rivalutando i centri storici sino a farne dei «centri commerciali naturali». Temi su cui si sono cimentati anche i giovani designer under 35, vincitori del contest «L’animale sociale» (in questa pagina, i progetti di due dei 14 vincitori). Ma a Rimini proprio chi ha figli apprezzerà che, in contemporanea, si svolgano anche il Giosun, il 28º Salone intersun nazionale del giocattolo e dei giochi all’aria aperIl 31º Salone ta (che propone le novità dai gonfiabili ai labirininternazionale dell’esterno ti, dai piccoli natanti alle attrezzature per i giochi (progettazione, di squadra), e il 5º Camping & Village Show (con arredamento, accessori) si svolge tutto su verande per campeggi, case mobili e a Rimini Fiera dal attrezzature per la vita open-air). 6 all’8 ottobre. www.sungiosun.it

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Class settembre 2013


Sovrappeso e obesità Conoscere per cambiare

Sovrappeso e obesità, nell’adulto come nel bambino, sono reali patologie spesso sottovalutate. È fondamentale riconoscere la problematica modificando stile di vita e scelte alimentari. In questo percorso può essere di valido aiuto l’impiego di nuovi complessi molecolari vegetali che intervengono sui meccanismi fisiologici alla base del problema. Cambiare si può.

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L’EVOLUZIONE DELLA FITOTERAPIA


Copertina

In 40mila lo sanno già: quest’uomo può far sognare a

occhI apertI...

U

Dalle prime sostituzioni di cristallino all’impiego del laser a femtosecondi, Lucio Buratto ha cambiato l’oculistica in Italia. E ora, nel suo Centro a Milano, ha avviato l’ennesima rivoluzione di Roberto Copello - foto di Claudio Gallone

n pioniere, un innovatore, un divulgatore. Lucio Buratto dagli anni 70 a oggi ha cambiato l’oculistica in Italia, facendole fare un salto tecnologico verso il futuro. Per esempio, nel 1978 fu il primo a divulgare in Italia le tecniche di facoemulsificazione inventate dall’americano Charles Kelman che hanno rivoluzionato il modo di asportare la cataratta, frammentandola con gli ultrasuoni, per poi sostituirla con una protesi intraoculare, ovvero un cristallino artificiale. Buratto ha un curriculum stermi-

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nato, fra pubblicazioni scientifiche e divulgative, trattati di chirurgia oculare, brevetti, interventi a congressi, cariche ricoperte e premi ricevuti, come quello dell’American Academy of Ophtalmology, il massimo che ci sia. E ha aperto tante nuove strade in Italia, presto percorse anche dai colleghi più diffidenti se non polemici («Un famoso cattedratico torinese», spiega a Class nella sede del suo Centro Ambrosiano Oftalmico, a Milano, «era solito dire: mi siederò sulle rive del Po e vedrò passare tutte le lenti intraoculari impiantate da Buratto»). In realtà, è rimasto seduto ad

aspettare inutilmente. Precursore, poi, Buratto lo è stato e continua a esserlo nell’utilizzo del laser, sia per la correzione della miopia (con il laser a eccimeri nel 1989 e con quello a femtosecondi nel 2003) sia per la cataratta (dal 2011), tecniche con cui ha eseguito 40mila fra interventi di cataratta e di chirurgia refrattiva per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia. Una straordinaria avventura resa possibile dall’aver fatto da sé, liberandosi dalle pastoie del pubblico e proponendosi come leader nell’oftalmologia privatistica. Incapace di fermarsi, il dottor Burat-

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Il dottor Lucio Buratto, autoritĂ  mondiale nella correzione dei difetti visivi, ha pubblicato 67 trattati di oftalmologia e ideato 148 ferri per la chirurgia oculare. Dirige a Milano il Centro Ambrosiano Oftalmico.

agenda

famiglia Tempo di sottoporsi a un check-up specialistico

s a l u t e Class settembre 2013

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Copertina «Il Centro Ambrosiano Oftalmico era un ambulatorio chirurgico, ora è diventato un Day Surgery per tutta la chirurgia oculistica»

to oggi avverte il bisogno di dare una nuova svolta anche organizzativa al suo lavoro, alla sua missione... «Fino a un anno fa», dice, «il mio Centro era un ambulatorio chirurgico, ora l’ho trasformato in un vero Day Surgery privato specifico per la chirurgia oftalmica, il primo del genere in Italia, attrezzato anche per gli interventi in anestesia generale, ove si può fare tutta la chirurgia oculistica, persino i trapianti di cornea... Una struttura pri-

Le dodici visite dell’obbligo A questA età... 1

Nei primi mesi di vita

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Tra i 2 e i 3 anni

Ricercare difetti visivi potenzialmente responsabili dell’occhio «pigro»

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Verso i 6 anni

Prima di mandare il piccolo a scuola, ricercare difetti rifrattivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia)

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Verso i 12-14 anni

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Verso i 18 anni

Una visita per prepararsi a patente o lavoro

6

Verso i 40 anni

Una visita per la correzione della presbiopia o per la secchezza oculare

7-8-9 10-11-12

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...si può fAre questo Diagnosticare eventuali malattie congenite

Ricercare la miopia

Una visita per prevenire malattie come Verso i 50 anni (ogni 3-4 anni) glaucoma, cataratta e altre Dai 60 anni (ogni 2-3 anni)

Ricercare la degenerazione maculare senile, la cataratta, il glaucoma

vata deve offrire ai pazienti più di una pubblica, altrimenti che senso avrebbe di esistere? Ciò vale dal ricevimento degli ospiti al disporre delle migliori apparecchiature. E infatti abbiamo recentemente investito parecchie centinaia di migliaia di euro per dotarci di un secondo laser per la cataratta oltre che di altre sofisticate attrezzature chirurgiche. Siamo un team di 16 persone, fra cui quattro chirurghi per coprire tutte le branche della chirurgia oftalmica, ma ora, ampliando l’attività, servono altri giovani oculisti disposti a lavorare con noi. Solo così, promuovendo il Centro Ambrosiano Oftalmico, quella che era un’attività proiettata su un singolo chirurgo diventerà realmente una struttura multifunzionale e multichirurgica. Anche per questo abbiamo aumentato l’attività di promozione, producendo video e libri, oltre che una serie di e-book didattici I difetti della vista, disponibili gratuitamente sui più importanti app store per iPhone/iPad, Android e Kindle. C’è persino un opuscolo su occhio e nutrizione, con tanto di ricette scritte da me». E che cosa occorre mangiare per conservare una vista efficiente? «Pesce. E poi tanta frutta e verdura, soprattutto ben colorate». Ma perché è così importante far conoscere al grande pubblico i problemi dell’occhio? «Perché i difetti refrattivi sono in forte crescita», chiarisce Buratto. «Venti milioni di italiani hanno un difetto visivo potenzialmente correggibile con un trattamento laser, ma recenti studi dicono che i difetti refrattivi sono in aumento soprattutto fra i giovani. E se un occhio sano è come una macchina fotografica digitale da 14 megapixel, l’occhio di un miope forte si riduce a 8 mega, o a 5... Ogni anno nella nostra penisola in 450mila si operano di cataratta, in 150mila ricorrono al laser per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia. Ma non tutti conoscono i progressi sensazionali che la tecnologia consente in oculistica. Chi ricorda che 30 anni fa ancora non si poteva sostituire un cristallino opacizzato dalla cataratta? Oggi con il cristallino artificiale, oltre che ridare la vista a chi ha la cataratta, si possono contempo-

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raneamente eliminare i difetti visivi e di conseguenza l’uso dell’occhiale». Come mai i difetti refrattivi sono in aumento? «L’uomo è un animale adattivo, si adatta all’ambiente, si è evoluto proprio per questo. Il problema è che per milioni di anni è andato a dormire appena faceva buio e s’è svegliato alle prime luci del giorno, senza usare quasi mai gli occhi per leggere, né tanto meno per guardare lo schermo di un pc o di uno smartphone. Poi le cose sono cambiate, molto rapidamente, in pochi anni. Prima con l’invenzione della stampa, poi con l’arrivo della luce artificiale, che consente di lavorare 24 ore al giorno, sottoponendo gli occhi a un affaticamento permanente. Se l’esistenza dell’uomo sulla Terra si potesse racchiudere in 24 ore, solo gli ultimissimi secondi della giornata vedrebbero l’uomo usare gli occhi così tanto da vicino e con la luce artificiale. L’uomo insomma era abituato a guardare lontano, ha dovuto abituarsi in fretta a vedere da vicino. E così ha perso diottrie, è diventato miope. In più, la medicina consente di vivere più a lungo. E così i problemi visivi sono aumentati». Per fortuna è aumentata anche la tecnologia a disposizione... «È una rivoluzione continua: iniezioni intravitreali, chirurgia sulla retina, test genetici per valutare il rischio di degenerazione maculare... Si sta sperimentando l’occhio bionico, con l’impianto di microchip. E già irrompono le nanotecnologie, presto le micropillole libereranno i farmaci gradualmente a livello oculare, evitando per esempio la somministrazione di gocce in chi soffre di glaucoma. L’ultimo ritrovato è stato il laser a femtosecondi, che siamo stati i primi a installare in Europa, nel 2011. In pratica, è un bisturi di luce, che frammenta la cataratta in 45 secondi con impulsi di un miliardesimo di secondo, riducendo l’uso delle vibrazioni ultrasoniche della facoemulsificazione. Con questo laser si effettua, in diretta, una sorta di Tac dell’occhio, ottenendo informazioni utilissime per aumentare la sicurezza dell’operazione. Una parte di questa resta chirurgica, ma il laser consente maggior precisio-

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«Venti milioni di italiani hanno un difetto visivo correggibile. Ma non tutti conoscono i progressi della tecnologia»

Miopia: chi può fare il laser è stanco di portare gli occhiali o le ❏ Chi lenti a contatto.

❏ Chi ha un difetto stabilizzato ❏ Chi ha più di vent’anni. ha un difetto rifrattivo in un solo ❏ Chi occhio. ha una consistente differenza tra ❏ Chi un occhio e l’altro.

❏ Chi non tollera più le lenti a contatto.

ne di esecuzione e un decorso post operatorio più rapido, un migliore inserimento della lente intraoculare e persino la riduzione o l’eliminazione dell’astigmatismo. Fra l’altro, il cristallino artificiale è una soluzione ideale non solo in caso di cataratta, ma anche per correggere una miopia troppo forte per essere trattata con il laser. In questo caso il cristallino artificiale viene solo aggiunto in quanto il cristallino naturale è in buone condizioni e quindi non deve essere rimosso; la lentina intraoculare fornisce un’ottima qualità visiva, senza dover più dipendere da occhiali o lenti a contatto». Insomma, oggi non bisogna proprio aver paura di farsi operare. «No, non serve neppure più un’anestesia totale, bastano poche gocce di collirio».

❏ Chi ha la cornea di spessore normale. ha gli occhi sani (cioè chi è senza ❏ Chi problemi oculari di salute). desidera migliorare la qualità della ❏ Chi sua vita. ha una vita attiva e non vuole ave❏ Chi re i condizionamenti dell’occhiale o delle lenti a contatto.

vuole avere maggiori possibilità nel ❏ Chi lavoro, nella vita affettiva e personale

❏ ❏ ❏

in generale. Chi svolge un’attività in cui l’occhiale o la lente a contatto può compromettere la propria sicurezza personale o quella degli altri. Chi desidera essere libero da condizionamenti nella guida, nello sport e nel tempo libero. Chi vuole dare una svolta, cioè un miglioramento qualitativo, alla propria vita e vista.

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La si indossa meno, forse, ma proprio per questo la tradizionale striscia di tessuto al collo va selezionata con cura. E con la consapevolezza di esibire un fondamentale dello stile maschile di Gianni Cerutti

CrAvATTA

Gianni Cerutti, 26 anni, ha fondato Passaggio Cravatte con la socia Marta Passaggio, attuando un radicale ripensamento nella produzione di cravatte su misura, partendo dalla ricerca di tessuti vintage. Info: www. passaggiocravatte.com

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D

overe e piacere nel mondo della cravatta e dell’eleganza sono molto influenti. Il motivo? Semplice. Se al tempo dei nostri nonni la cravatta era una buona azione quotidiana di tutti, oggi non lo è proprio più. E così i nipoti dei nostri nonni si sono concessi la libertà di creare un loro concetto di esteriorità, fondato più sulla comodità che non sulla perfezione estetica, e per loro la cravatta non può che essere un dovere. Fortunatamente però, tra quei nipoti, perlopiù trentenni, c’è anche chi, magari apprezzando gli antichi guardaroba di famiglia, ha voluto riscoprire l’antico valore della cravatta. Cioè quello di potersi contraddistinguere con uno dei pochi

accessori capace di riflettere il proprio Io. Ma la cravatta è rimasta a guardare? No! Ha provato, e sta provando, a essere al passo con i tempi. Hermès ha abbandonato gli storici animaletti per dare spazio ai più attuali simboli digitali e l’italianissimo Marinella ha preferito introdurre nuovi colori, dai gialli agli arancio e dai verdi ai fucsia. Poi però c’è anche chi, come Passaggio Cravatte, ha scelto di andare oltre al moderno concetto di fare cravatte, imperniato intorno alle sete attuali, alle collezioni stagionali, alle boutique e alle cravatte pronte. L’idea che ha dato vita a Passaggio Cravatte si fonda sull’estremizzazione del concetto di su misura con servizio a domicilio, sulla continua ricerca di sete antiche stampate a

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Claudio Gallone

E il dovErE si TrAsForMA iN PiACErE


Copertina

Cinque eCCellenze da annodare Stefano bigi 100 euro bigicreavatte.it

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agenda

famiglia mano moltissimi anni fa e sulla realizzazione di cravatte in un unico pezzo di seta mentre tutte le cravatte presenti sul mercato invece sono l’unione di tre pezzi di seta. Per noi questo modo standard di fare cravatte è sembrato troppo commerciale ed estremamente povero di esclusività e ricercatezza in materiali, colori e fantasie. Passaggio Cravatte punta anche a uscire dal vincolo del negozio come istituzione commerciale. In che modo? Incontrando i suoi clienti in hotel come il Park Hyatt di Milano. Il più elegante concetto estetico maschile per Passaggio Cravatte è ancorato tra il 1920 e il 1940, quando l’elegante era anche dandy. Il nostro sogno è far rivivere, nei prossimi anni con tutte le nostre sete antiche, una cravatta protagonista come nei primi anni del 1900; con gli stessi concetti di differenza estetica, a livello di colori e fantasie, trovando magari nuovi arbiter elegantiae al livello del Duke of Windsor o dell’elegantissimo conte Giovanni Nuvoletti.

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Da padre in figlio si tramanda un gesto di identità

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Una fase finale nella lavorazione artigianale della collezione di Passaggio Cravatte.

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Anima & Corpo Tecnologia

check-up Al polso Si chiamano Jawbone Up e Withings Pulse. Due pc da indossare che registrano ogni attività. Per migliorare il proprio stile di vita di Davide Fumagalli

I

n attesa che il Tricorder di Star Trek, un elegante braccialetto privo di display il computer portatile che misurava e altri comandi, ma dotato di una serie i parametri vitali dell’equipaggio di sensori e componenti in grado di monidella nave stellare, si trasformi in torare e registrare ogni movimento, che realtà, rivoluzionando tempi e invasivi- sarà poi elaborato dall’applicazione per tà della diagnostica medica, oggi ci si smartphone e tablet abbinata. può già dotare di un computer indossa- Le informazioni raccolte dall’acceleromebile, indispensabile per migliorare facil- tro a tre assi integrato vengono immagazmente il proprio stile di vita e, quindi, zinate nella memoria interna e poi scaricate su iPhone inserendo il jack coperto la propria salute. I wearable pc, ovvero i pc pensati per dal cappuccio stagno nella presa audio essere sempre portati con sé, sono infatti capaci di monitorare costantemente le attività quotidiane e fornire report preziosi per eliminare le brutte abitudini e incoraggiare uno stile di vita più salutare. Due dei più interessanti quanto a potenzialità ed efficacia sono l’Up di Jawbone e il Pulse di Withings, due veri e propri assistenti digitali concentrati Withings Pulse. Display touch, accelerometro in pochi grammi di e persino misuratore di pressione cardiaca, racchiusi peso. in dispositivo da indossare in ogni momento grazie Up si presenta come al peso di 8 grammi e alle due settimane di autonomia.

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dello smartphone. I dati vengono utilizzati dall’app per ricostruire nei minimi dettagli il numero di passi e le distanze percorse durante la giornata, così come gli effettivi minuti di sonno, distinto addirittura in leggero e profondo. Filosofia simile per Pulse, che si presenta invece come un microscopico registratore capace di rilevare non solo i movimenti, ma anche la variazione di altitudine e la frequenza cardiaca di chi lo indossa. Basta metterlo in tasca, fissarlo al sostegno per cintura e indumenti o fissarlo al polso con il bracciale in dotazione per poi vedere una sintesi dei dati sull’elegante display touch. Withings ha integrato in Pulse anche una scheda Bluetooth per collegare senza fili il dispositivo a iPhone e smartphone Android per un’elaborazione completa dei dati. Proprio attraverso lo smartphone è inoltre possibile con entrambi i dispositivi inserire in dettaglio cibi e bevande assunti nel corso della giornata, scrivendone i nomi all’interno dell’applicazione oppure, nel caso di alimenti e bibite confezionati, scansionando con

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JAWBONE Up Il design elegante e colorato di Up cela una batteria con dieci giorni di autonomia, un chip e una serie di sensori che raccolgono i dati in tempo reale e li memorizzano.

wi-fi in volo: chi, dove e come

la fotocamera il relativo codice a barre. In questo modo i programmi elaborano i dati sommando calorie, carboidrati, zuccheri, fibre, grassi saturi e insaturi, sodio e colesterolo. Anche sonno e attività sportive, così come i battiti cardiaci nel caso di Pulse, vengono parametrati ai valori consigliati dalla comunità scientifica, con la possibilità di variare i parametri prefissati. Nel caso di Up si possono anche registrare allarmi intelligenti: dopo un numero di minuti impostato di inattività, il braccialetto può vibrare leggermente per ricordare di muoversi per qualche minuto, così come emettere una leggera vibrazione al mattino per fare passare dolcemente dalla fase di sonno profondo a quella di riposo leggero qualche minuto prima della sveglia, per alzarsi nelle migliori condizioni.

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Sono pochi i servizi che cambiano veramente la qualità di un volo aereo, soprattutto se di lungo raggio. E il wi-fi a bordo sarebbe uno di quelli. «Sarebbe» perché, nonostante gli aggiornamenti quotidiani, non sono molte le compagnie che offrono la connettività a bordo. E meno ancora quelle che lo fanno gratuitamente. Quest’ultime sono solo tre: Norwegian (sui Boeing 737800 operanti in Europa), Turkish Airlines (sui B777-300ER con destinazioni Stati Uniti e Asia e in arrivo su A300-300) e Hong Kong Airlines (A330-200 Londra-Hong Kong). Per il resto, quando la rete è disponibile, le tariffe sono piuttosto alte e non sempre mettono al riparo dalle sorprese legate ai costi del roaming internazionale, soprattutto se si naviga con lo smartphone. Nei cieli Usa il 38% dei voli ha connettività. American, United, Virgin, offrono da tempo questo servizio ma la flotta più vasta abilitata al wi-fi è quella di Delta Airlines (foto a destra), che copre oltre 800 aeromobili e tutta la rete domestica. A partire dal 2014, Delta replicherà l’offerta sulle rotte internazionali attraverso il provider GoGo (www.gogoair.com) con un costo di 14 $/giorno o 50 $/mese. Un’altra compagnia con una lunga storia in questo senso è Emirates (foto in alto). Dopo i servizi di e-mail, sms personali sul proprio schermo e la telefonia mobile, dal 2011, cominciando con gli A380, Emirates offre il servizio wi-fi con il provider OnAir a partire da 2,75 $/h con cellulare e 7,50 $/h con portatile. Sugli A330 di Oman Air si acquistano invece voucher per smartphone (da 5 $/3 Mb a 15 $/l0 Mb) o computer e schermo di bordo (da 15 a 40 $). In Europa la compagnia più attrezzata è Lufthansa. La sua Flynet a banda larga, è disponibile in tutte le classi sul 90% dei voli a lungo raggio (Sky 1h 10,95 euro o 3.500 miglia, Sky 24h 19,95 euro o 7.000 miglia. Attenzione però al cosiddetto principio del parchimetro: il conteggio inizia al primo login e non conta le sconnessioni...). Fra gli altri player continentali, Air France/Klm ha avviato una prima fase sperimentale su due B777-300 (e prevede tariffe da 10,95 euro/ora o 19,95 euro/tutto il volo), Iberia ha annunciato il wi-fi per il 2014 su A330 e A340 e British Airways consente la navigazione all’interno del Club World London City, la business Londra-New York. (Emanuele Elli) CHEWIFI! Sulla scia di 4sqwifi (iOS) eVenue Spot (Android) è nata CheWifi!, l’app di CheFuturo! che offre, a chi si connette in mobilità in Italia, una mappa degli hotspot nelle vicinanze.

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NELLA PARTITA DEL SONNO IL CUSCINO FA LA DIFFERENZA.

Magn Ma gn nifle iffle lex x sa ch he e per e trovare il ri ripo poso oso per erfe fett tto è necessario combina n re il mate ma tera te rass ra ss so agli acc cces esso sori ri giu iust s i, come i gu guan anci cial ali, i, che ven engo gono no pro opo ostii in una lin inea ea com o pleta per risp spon onde dere re alllle diverse esigenze di ognuno. Eventuali dist stur urbi bi pos ostu tura ralili sono così prevenuti o alleviati e il riposo diventa un’e un ’esp sper erie i nz n a curata in ogni dettaglio, per garantire il massimo del comfort. Cerca il rivenditore autorizzato più vicino a te su magniflex.com. Showroom: FIRENZE, BOLOGNA, MILANO, VIAREGGIO e ROMA. Nuove aperture a Milano in Viale Piave 8 e a Torino in via Torino 364, Nichelino.

DORMIRE È IL PIACERE PIÙ IMPORTANTE.


Anima & Corpo Benessere

Come rimettersi velocemente

in

forma

Le deroghe estive alle regole alimentari e all’allenamento lasciano il segno sul fisico. Ecco allora alcune semplici regole per rientrare nei ranghi. E recuperare la linea

L

di Maria Rita Montebelli

e vacanze sono un anti-stress formidabile. Così come lo sono l’anarchia dei regimi alimentari, le ore di sonno sacrificate fra serate in discoteca o alle chiacchiere tra amici, drink dal tramonto all’alba, spaghettate di mezzanotte, gelati golosi e chi più ne ha più ne metta. Certo un grande divertimento per ritemprare mente e spirito, ma uno shock, per quanto piacevole, per il fisico. E così ci si ritrova a settembre appesantiti da 3-4 chili, invisibili sotto il camouflage dell’abbronzatura e delle camicie di lino morbide, ma pronti a fare spietata mostra una volta rientrati in modalità giacca-e-cravatta. È dunque arrivato il momento di adottare una veloce ed efficace strategia di remise en forme.

DORMIRE, DORMIRE. Riprendere un ritmo di sonno regolare, andando a letto presto la sera è un buon punto di partenza. A tutti sarà capitato di provare una fame insaziabile il giorno dopo una notte insonne. Non è per nervosismo o per stanchezza che si continua mangiare senza riuscire a sentirsi sazi; la colpa è di due ormoni, la ghrelina e la leptina, che in condizioni di privazione del sonno impazziscono e mandano al cervello segnali sbagliati. La mancanza di sonno fa salire i livelli di ghrelina, l’ormone del-

Sotto, due ambienti dell’Hard Candy Fitness di Roma, la palestra della pop star Madonna che aprirà a settembre.

ALLENARSI CON MADONNA

Arriva a Roma Hard Candy Fitness (www.hardcandyfitness.com), quinta sede mondiale (dopo Città del Messico, Mosca, Sydney e Santiago) degli esclusivi fitness center fondati dalla pop star Madonna, attesa nella capitale in ottobre per il taglio del nastro. Uno spazio di 1.200 mq su tre piani, in zona Colosseo, attrezzature all’avanguardia e programmi fitness basati sulle tecniche di allenamento (conosciute come Addicted to Sweat), messe a punto dalla regina del pop con la sua personal trainer Nicole Winhoffer. Una rivoluzione del fitness, per la quale sono stati selezionati 30 istruttori italiani, allenati da tre M-trainer di tutto rispetto: Donna Cyrus, coreografa molto nota a Broadway; Craig Smith, direttore artistico, coreografo e ballerino di New York e Bethany Lyons, ballerina e insegnante di yoga e fitness. (Daniela De Vecchis)

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Benessere BODY BALANCE ENErgEtiC Kit per armonizzare il peso, il laboratorio di Biontologia di chenot propone questa linea di alimenti a base di proteina Hp con vellutate, bevande e yogurt liofilizzati. kit 6 giorni, 300 euro. www.laboratoriobiontologia.com

rEpAiriNg Night CrEAm trattamento riparatore ultra penetrante con formula tri-molecolare, arricchita in attivi idratanti, rigeneranti e protettori. tubo da 75 ml, 66 euro. www.eisenberg.com

la fame, e fa scendere quelli di leptina, l’ormone della sazietà. Risultato: si continua a mangiare in maniera compulsiva, senza sentirsi mai sazi.

tainment support, che consente di interfacciare il tablet o lo smartphone sul display dell’attrezzo e dal sistema Cpr per monitorare il battito cardiaco.

MANGIARE MEGLIO. Piatti e porzioni light, APPLICAZIONI FITNESS. Da provare Nike con pochi condimenti. Pane e pasta con modera- Training Club, che offre workout di diversa durazione, preferibilmente integrali, proteine da carni ta (15, 30, 45 minuti) e con diversi obiettivi (tonimagre, pesce, legumi e latticini, frutta di stagione e ficazione, perdita di peso, muscolazione ecc.). My verdure a volontà. Bere in abbondanza, ma solo Fitness Pal è invece una delle applicazioni più complete per tenere il conto delle calorie ed è acqua, spremute fresche e centrifugati. I dunque utile per qualunque tipo di vini, meglio lasciarli in cantina, così dritti dieta. RunKeeper è un’app per gli come è bene dimenticare per un po’ alla meta amanti della corsa e delle attività cocktail e superalcolici. Attenzioporsi traguardi piacevoli aiuta outdoor; grazie al Gps segue il ne alla trappola degli aperitivi, che a sopportare percorso effettuato e misura, abbondano di calorie e non nutroi sacrifici della settimana. un estrapolandole in base alla velono. Se proprio ci si trova coinvolweekend al mare, cità di corsa, le calorie perse. Spoti, meglio ordinare centrifugati o per esempio, fa tify o applicazioni come Cruise succo di pomodoro e accompadigerire tutti gli sforzi Control corredano il tutto con una gnare con delle cruditées. colonna sonora personalizzata. RIPRENDERE LO SPORT. Approfittare delle giornate ancora belle per riprendere a cor- RICORDARSI DI GRATIFICARSI. Il regime rere è un buon modo di iniziare. Ma il fai da te non da rientro, duro da accettare soprattutto nei primi basta, soprattutto laddove la motivazione vacilli. giorni, si sopporta meglio se si trova spazio anche Affidarsi a un buon personal trainer può fare la dif- per qualche gratificazione. Un massaggio rilassanferenza. Per chi preferisce attrezzarsi in casa, la linea te o una seduta di reflessologia plantare aiutano a Forma di Technogym propone tapis roulant (anche sentirsi coccolati. Un weekend al mare o alle terpieghevoli), cyclette e Synchro per allenare in modo me possono rappresentare il degno traguardo di fluido braccia e gambe. Il tutto corredato da enter- una settimana di sacrifici.

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peugeot 2008 Derivato dalla nuova 208, è un crossover pensato per la città ma con spiccata vocazione per il fuoristrada, come si deduce dal design e dall’altezza da terra.

Anima & Corpo Moda

brunello cucinelli Borsa in vitello, modello postino, con tracolla regolabile e due tasche frontali con fibbie. Prezzo: su richiesta. www.brunellocucinelli.com

aquarama Giacca in tessuto tecnico, con sottobavero a contrasto, fodera-pochette e bottoni rossi che richiamano i tappi del bitter. Prezzo: 455 euro. www.aquaramasportswear.it

Appunti

di stile per un

weekend Dal traffico urbano ai percorsi sterrati. Ecco com’è passare dal meeting di lavoro direttamente alla fuga in campagna. Senza cambiare auto, né giacca, né borsa di Emanuele Elli e Paola Messina

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Moda

C’

era una volta la seconda auto. Quella piccola, da battaglia e quasi sempre destinata a una guida femminile. Oggi il concetto è stato cancellato, dal mercato e dalle abitudini del traffico urbano, e alle nuove vetture è richiesto di fare da prime e seconde, da cittadine e fuoristrada, da sportive e parsimoniose. La Peugeot 2008 è figlia di questa generazione dal Dna ibrido. Forme, motori, prestazioni, tutto è mobile. Ma non più la donna. Perché in questa trasformazione è compreso anche il fatto che un uomo possa mettersi alla guida di un’auto del genere assorbendone un’appagante soddisfazione estetica, pratica e prestazionale. Il nuovo crossover, o sport utility, di casa Peugeot è una

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motori top, prezzi low La Peugeot 2008 è disponibile con motori benzina (1.2 da 82 cv e 1.6 da 120) e diesel (1.4 da 68 cv, 1.6 da 92 e 115 cv), eventuale cambio robotizzato a 6 marce. Prezzi da 15.100 a 21.650 euro.

rimowa Il trolley ultraleggero della collezione Salsa Air ha guscio in policarbonato e sistema Multiwheel che consente alle ruote di girare a 360°. Prezzo: 309 euro. www.rimowa.de

208 rialzata e alla quale il design ha conferito una maggiore grinta. In 4,16 metri di lunghezza c’è tutto il necessario, e anche di più, per la quotidianità di una famiglia di quattro persone e il tempo libero di una giovane coppia. Piacevole da guidare, immediata nei comandi, con una giusta dose di hi-tech nella strumentazione (touch screen centrale da 7 pollici), un bagagliaio adeguato, offre, come optioblauer nal (350 euro), il sistema di conCappotto in lana sfoderato, trollo di trazione Grip Control, color nocciola, con interno in con cinque modalità di guida penneoprene verde militare. Chiusura con zip e alamari. sate per i fondi stradali difficili Prezzo: 449 euro. (neve, fango, sterrati, pioggia, erba), www.blauer.it in abbinamento a un set di pneumatici M&S, buoni per tutte le stagioni.

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piero guidi Sahariana in micro-tela ottoman con spallone a sbieco e asola in pelle con targhetta di metallo. prezzo: 485 euro. www.pieroguidi. com tuMi Borsone da viaggio morbido, con rifiniture in pelle, della linea Astor. prezzo: 695 euro. www.tumi.com

feLisi 24ore in coccodrillo selvaggio, lavorato a mano, con zip, manici e tracolla. prezzo: su richiesta. www.felisibag sandbelts.it

L.B.M. 1911 Giacca due bottoni in pura lara vergine, con sottocollo, stringigola e toppe in tinta unita. Bottoni e spilla in madreperla. prezzo: 362 euro. www.lubiam.it

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Moda generosa con occhi cattivi Molto spaziosa al suo interno, la Peugeot 2008 ha mantenuto alcuni dettagli della 208, come i piccoli fari anteriori. www.peugeot.com

herno Effetto tricot per la giacca, con collo a scialle, in pregiata alpaca mélange con imbottitura in piuma d’oca. Prezzo: 850 euro. www.herno.it

roy rogers È ispirata agli anni Cinquanta la giacca destrutturata Spirit Rugged Quadro, realizzata in tessuto inglese. Prezzo: 413 euro. www.royrogers.it

PIQUADro Chatwin è la borsa weekend, in pelle e tessuto con taccuino e tracolla, della capsule collection creata per il brand da Antonio Marras. Prezzo: 880 euro. www.piquadro.com

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SPEAKEASY

Rivoluzione

Negli anni 30 si chiamavano così negli Usa i bar che servivano alcolici illegalmente.

cocktail Ingredienti sempre più rari, ricette vintage, esperti internazionali. Oggi hanno successo i bar di eccellenza. Meglio se un pò nascosti...

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francesco aresta

O

ggi, proprio come ieri, individuarne l’ingresso è un’impresa che richiede occhio. Soprattutto bisogna esserci già stati almeno una volta, introdotti da un amico che la sa lunga. Perché non hanno insegne vistose o luci al neon a segnalarli, ma vetrine anonime, a volte neppure quelle. Vi si accede attraverso passaggi segreti, che pos-

di Stefania Cubello sono celarsi anche dietro vecchie cabine telefoniche installate in fast-food di hot dog, come nel caso del Please Don’t Tell a New York; o sono mimetizzati nel retrobottega di quello che in apparenza sembra una pizzeria ristorante cinese da pochi euro, come è per il milanese 1930. Alla fine, entra solo chi ha la password. Quando in America sono nati gli spea-

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Margaret Bourke White / tiMe & life pictures / getty iMages

Anima & Corpo Gusto


Flavio angiolillo

Oggi che nascondersi non serve più, gli speakeasy sono il nuovo culto social dei gourmet del bere bene e altamente selezionato

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Ambasciata del bere di qualità è il 1930, speakeasy di Milano al quale si accede solo su prenotazione. (www.1930milano.com). 1. Milla Street, cocktail a base di Campari, camomilla, Carpano rosso, rye whisky servito su un letto di camomilla. 2. Flavio Angiolillo, bartender. 3 e 4. Gli ambienti eleganti che rendono omaggio alla New York anni Trenta.

keasy, tra gli anni 20 e 30, questo clima teso e di mistero alla Boardwalk Empire, la serie tv ideata da Martin Scorsese, era indispensabile se si voleva bere alcol fuori casa, senza incorrere nelle retate del Proibizionismo, l’epoca durante la quale in Usa venne imposto il totale divieto di produzione, commercializzazione e consumo di alcolici.

francesco aresta (3)

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RICERCANDO GLI INGREDIENTI Oggi che nascondersi non serve più, il nel Lower East Side di Manhattan, è ben fascino dei bar clandestini dell’epoca è il nascosto dietro un’anonima porta grigia nuovo culto social fra i gourmet del bere che si apre accanto a una vetrina in stato da adulti, rilanciato anche dall’ultima ver- di semiabbandono con la scritta Tailors sione cinematografica de Il grande Gats- M&H Alterations. Ma individuarne l’inby che proprio in uno speakeasy ambien- gresso non basta. Si entra solo se referenta un’animata sequenza. E la figura del ziati e su prenotazione, chiamando un numero che cambia in mixologist, ovvero del continuazione. Più bartender, è tornata originale ancora, il centrale, un po’ come PDT si trova nel retroun moderno medici«Felicità è trovare due olive nel tuo Martini, quando sei affamato», disse bottega del fast food ne man che sa ascoltauna volta Johnny Carson, celebre preCrif Dogs, nell’East re e curare con spirisentatore tv americano. Ovvero: in un Village: si entra attrato. «Il pubblico ha cocktail, se ben pensato e ben misceverso la porta a scatto gusti sempre più evolato, si può sperare di trovare tutto il mondo che serve a un uomo. O almedi una cabina telefoluti. Anche nel bere no, il suo miglior surrogato: il sogno. nica installata in fonvuole ricercatezza, do alla sala, dopo avequalità e stile», spiega a Class Flavio Angiolillo, mixologist del re recitato la parola d’ordine. 1930. A far germogliare la tendenza, negli Una volta all’interno, si viene accolti in ultimi anni a New York, è stato Sasha un mondo a parte, piccolo e raccolto, Petraske, cocktail artist e noto entrepre- fuori dal tempo e dal clamore della folla neur di locali. Il suo Milk & Honey è leg- come un esclusivo menclub d’altri temgenda: aperto nel retro di un’ex sartoria, pi (dove il gentil sesso è però ammesso),

sogno in un bicchiere

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e dall’allure che in tutto e per tutto, dagli arredi al dress code, dal flair bartending al tono della voce sussurrata (da cui speakeasy, letteralmente «parla sottovoce», come era d’ordine nei parleur illegali per non destare l’attenzione delle autorità), evocano immagini amarcord di un’America di bulli e pupe, Al Capone ed Eliot Ness, gli Intoccabili e Nemico pubblico. A Milano, superata l’entrata, una pizzeria che passa del tutto inosservata ma con una doppia porta mimetizzata nel muro, il 1930 accoglie in un ambiente del tutto inaspettato, un salotto con arredi originali degli anni 30, dal tavolo da poker alle poltrone e divani in pelle, orologi e vetrine, lampade e il banco bar, che arriva dall’India. Nasce come spin off per l’élite del Mag Café, cocktail bar sui Navigli che ha introdotto la cultura del buon bere presso il più ampio pubblico. L’indirizzo resta un segreto, per essere ammessi bisogna rivolgersi agli alchimisti mixologist del Mag.

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Anima & Corpo Gusto

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New York: Please Don’t Tell, 113 St Marks Place, pdtnyc.com Chicago: The Violet Hour, 1520 North Damen Av, theviolethour.com Roma: Jerry Thomas, vicolo Cellini 30, thejerrythomasproject.it San Francisco: Bourbon & Branch, 501 Jones St, bourbonandbranch.com Londra: Milk & Honey, 61 Poland Street, mlkhny.com Parigi: Little Red Door, 60 rue Charlot, lrdparis.com Shanghai: Senator Saloon, 98 Wuyuan Lu, senatorsaloon.com

Courtesy of Warner Bros. PiCtures

TOp SpeAKeASy

UN COCKTAIL DA OSCAR

Oscar Quagliarini, romano, 35 anni, è bartender professionista e ambasciatore di Domain de Cantone. Ha lavorato, tra gli altri, per i locali Pravda e Grazie. Ora è al bancone del nuovo Gocce a Parigi, nel 9º arrondissement. Qual è il segreto per un cocktail? Innanzitutto non si può prescindere da un’ottima conoscenza dei classici. Ma la ricerca è indispensabile per inventare qualcosa di originale. Negli ultimi anni ho viaggiato dal Benin al Messico per scoprire e studiare fiori e spezie dai quali ricavare nuovi sapori. Qual è l’occasione perfetta? Il bello dei cocktail è che sono adattabili e multifunzionali. Non ci sono regole, è questione di gusti. Diciamo, in linea di massima, che il gin è ideale per un aperitivo, perché apre lo stomaco, mentre un drink a base di whiskey, così avvolgente, è perfetto per il dopocena. Il suo è un lavoro da consigliare? È un lavoro di sacrificio. Anche trovare una donna che accetti il tuo costante impegno notturno non è facile. Ma ti permette di conoscere il vero piacere del bere bene che è una parte imprescindibile del vivere bene. Il barista, prima che un buon tecnico, deve essere un intrattenitore.

I cinque migliori bar che ha visitato? Il Tippling di Singapore, lo Schumann’s di Monaco, l’Hemingway del Ritz di Parigi, il Death & Co e l’Amor y Amargo di New York. E i cinque cocktail top? Il Martini cocktail, il Manhattan, l’Old Fashion, il Moscow mule e il Julep. Ma io bevo sempre Cuba Libre perché la Coca-cola mi tiene sveglio durante le interminabili nottate di lavoro. (Enrico Dal Buono)

Oscar Quagliarini

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Una scena de Il grande Gatsby, con Leonardo DiCaprio, ambientato in uno speakeasy a New York.

«Abbiamo voluto creare un ritrovo più appartato, riservato ai nostri clienti selezionati con una lista dei cocktail davvero speciale». Nel menù, non semplici drink ma piatti alcolici, e una scelta fra i 2 e 3mila cocktail, dai più classici ai più innovativi. Nei moderni speakeasy, la differenza sta soprattutto nel contenuto del bicchiere, e nel bicchiere stesso: non più tazze da tè che si usavano per ingannare i federali americani, ma appropriati bicchieri old fashioned di vetro cristallino, per gustare già in trasparenza il drink. Esportato dall’America al resto d’Europa, inclusa l’Italia, il fenomeno speakeasy oggi è la nuova frontiera del bere di qualità. Il Proibizionismo fu la vera epoca d’oro dei cocktail. Alcuni dei drink più esotici inventati in quegli anni, dal Bloody Mary al Gimlet, sono bevuti ancora con la differenza che adesso, in una stagione che ha sperimentato il cocktail molecolare, i prodotti usati sono di altissima qualità, spesso rari. «Di speakeasy all’estero ne ho visti tanti, da Berlino a Parigi, all’Australia. Personalmente li cerco perché so di trovare buoni cocktail, al contrario di quanto invece servono nei locali aperti a tutti», dice Angiolillo.

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Manuel Wouters

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AllA scopertA di ricette vintAge

andrea forlani (2)

«Il modo di bere sta cambiando, il pubblico è più attento e preparato. Vuole emozioni e qualità, essere guidato e sperimentare». La lista dei cocktail proposta al 1930 è più che sofisticata, spazia da Il Mare, con whisky affumicato e spuma di acqua salata che richiama, appunto, il sapore del mare, al Sushi con vodka, salmone, sake e sferificazione di uova al salmone, a La Flippata, piatto alcolico con cognac alle noci solidificato, gelato alla vaniglia e uovo servito con noce moscata. «In generale, oggi c’è molta più ricerca e attenzione nel bere. Un po’ merito anche del fenomeno creato in cucina dagli chef, che ha reso il pubblico più partecipe e ha fatto riscoprire la passione per l’ingrediente», afferma Gianni Merenda, fra gli organizzatori di SuperBar, il primo bar show internazionale a Milano (dal 30 settembre al 3 ottobre). Accanto alla ricerca più avanzata, l’old style è tornato di moda, con il recupero di ricette e metodi originali dell’8/900, dell’epoca del Proibizionismo, anche di prodotti storici del made in Italy come lo Strega e il Punt e Mes, e di stili esotici come i tiki fatti con frutta fresca, niente di chimico ma prodotti a km 0».

Sembrava una sfida persa: aprire un cocktail bar nella patria della birra, il Belgio. L’idea di Manuel Wouters, invece, è stata vincente. Il Sips ad Anversa (Gillisplaats 8, www.sips-cocktails.com, di fronte al FoMu, Museo della fotografia, nel quartiere trendy di Zuid) oggi è uno dei luoghi top al mondo per il bere serio. I 12 anni di servizio sulla Queen Elizabeth II si vedono appena si entra nel piccolo locale, arredato come la prua della famosa nave. E si apprezzano nei suoi cocktail. Dal menù Ony for happy few si scelgono fra più di 20 drink vintage degli anni 20 e 30 che Wouters ha recuparato dall’oblio: dal mitico Martinez al Turf, proprio come lo preparavano al Taj Mahal di Bombay. Il menù classico offre una selezione sterminata: gli intramontabili Manhattan, Martini e Gimlet con rari brand di alta qualità. Wouters ha collaborato con il gruppo di chef Flemish Primitives e con Massimo Bottura; ha realizzato cocktail gourmet, a base di Bourbon aromatizzato alla pancetta, vermouth, caramello e coriandolo, ma pure l’aperitivo con indivia di Brussels, succo di melograno e miele, perfetto per preparare lo stomaco alla cena.

lounge & bAr dAl mix eccellente

NEL MONDO Londra Savoy, fairmont.com/savoy-london Connaught Bar Londra, www.the-connaught.co.uk The Bar With No Name, ww.69colebrookerow.com

New York

Barcellona

Raines Law Room, www.raineslawroom.com

Ohla Boutique, www.barohlahotel.com

Death & Co, deathandcompany.com

Madrid

Dutch Kills, www.dutchkillsbar.com

The Zetter, thezettertownhouse.com

Tokyo

Parigi

Bar High Five, www.barhighfive.com

Le Forum, www.bar-le-forum.com Candelaria Parigi, candelariaparis.com

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Bellovisto Tokyo, ceruleantower-hotel.com

Copenaghen Ruby, www.rby.dk

Le Cabrera, ecabrera.com Helsinki A21, www.a21.fi Sydney

Amsterdam Door 74, www.door-74.com Berlino Stagger Lee, www.staggerlee.de Anversa Sips, www.sips-cocktails.com

Baxter Inn, ww.thebaxterinn.com

Los Angeles The Varnish, thevawww.rnishbar.com

Palmer & Co, merivale.com.au/ palmerandco

Singapore 28hks, www.28hks.com

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Anima & Corpo Gusto

Un festival del

drink

Per la prima volta in Italia si riuniscono i maestri del cocktail

U

n cocktail fatto ad arte distilla sapori ed emozioni. Ma anche creatività e cultura, storie di uomini e leggende, ricordi lontani e stili futuri. L’occasione per i cocktail lover di soddisfare il proprio piacere e conoscenza del bere miscelato arriva con SuperBar, il primo bar show internazionale mai realizzato in Italia, che dal 30 settembre al 3 ottobre si svolge negli spazi di Superstudio Più a Milano. SuperBar vuole essere la più grande vetrina dedicata al mondo bartender aperta anche al pubblico, dove scoprire novità, tendenze e le innovazioni del beverage di

In ITALIA Milano Bar Basso, www.barbasso.com Nottingham Forest, www.nottingham-forest.com Bamboo Bar, www.armanihotels.com The Park Bar, milan.park.hyatt.com Il Bar, www.bulgarihotels.com

Roma Micca Club, www.miccaclub.com Stravinskij Bar, www.hotelderussie.it Freni e Frizioni, www.freniefrizioni.com Venezia Harry’s Bar, cipriani.com

qualità sulla scia di manifestazioni analoghe del settore food. La quattrogiorni sarà scandita da oltre 100 appuntamenti tra spettacolari contest, workshop, incontri con le aziende nell’Academy, master. «Il cuore di SuperBar è il Central Point, dove di giorno si tengono i contest e di sera diventa una piazza aperta al pubblico, con eventi, concerti e dj set», spiega l’orSuperbar si svolge a Milano ganizzatore Gianni dal 30 settembre Merenda. Protagonisti al 3 ottobre 2013, c/o Superstudio Più, assoluti sarno celebri via Tortona 27. mixologist internazioInformazioni: nali come Peter Dorelwww.superbar.it li, Salvatore Calabrese, Beach Bum Berry e Shingo Gokan. Si potranno anche scoprire prodotti rari premium d’eccellenza, nuovi distillati di erbe e spezie, alchimie d’avanguardia, per esempio a base di salvia e ginepro, e approfondire la storia dei cocktail, imparare nuove tecniche dall’Asia, Giappone, Sudamerica.

Skyline, molinostuckyhilton.it

Bolzano

Torino

Trieste

Smile Tree, smiletree.it

Caffè degli Specchi, caffespecchi.it

Bologna

Lecce

Nu Lounge, nuloungebar.com

300mila Lounge, www.300mila.com

Laurin Bar, laurin.it

Genova

Bari

Firenze

Centrale, caffecentralevenezia.

Murena Suite, www.murenasuite.it

Rivalta Café, www.rivaltacafe.it

PG’s Bar, palazzinag.com

Dona Flor, donaflorbari.it

Verona

Cagliari

The Fusion Bar, lungarnocollection.com

Gran Caffè Quadri, alajmo.it

Enoteca Zero 7, enotecazero7.it

Antico Caffè, anticocaffe1855.it

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Pad

Non solo quadri e statue da ammirare: nei musei di Parigi anche la gastronomia è un’opera d’arte da gustare. Al Louvre, al Beaubourg e in altre istituzioni sono attivi ristoranti di qualità nei quali il visitatore può regalarsi una pausa di eccellenza di Vilma Sarchi

arà pur vero che Parigi è la capitale del lusso, ma sono soprattutto i musei ad attirare quel flusso interminabile di turisti che affollano le vie della città. Dal Louvre al Beaubourg, dal Musée du quai Branly al Grand Palais, o ancora dal Musée d’Orsay all’Orangerie passando per l’Institut du Monde Arabe, a Parigi le mostre si susseguono a ritmo intenso, in una sorta di frenesia intellettuale. E dopo una totale immersione nella cultura, che cosa c’è di più piacevole che concludere con una pausa gourmande? Dopo tutto non si dice che la cucina è un’arte? Ecco dunque quattro musei che offrono, oltre a notevoli mostre e collezioni d’arte, ristoranti e caféterie con curiosità gastronomiche o terrazze panoramiche da cui poter godere una meravigliosa vista di Parigi.

Musée du quai Branly Imperdibile per gli amanti delle arti primitive e per i cultori dell’arte non occidentale. Qui non si visita, si esplora. A breve distanza dalla Tour Eiffel, il museo è stato progettato da Jean Nouvel in collaborazione con il paesaggista Gilles Clément che l’ha dotato di una facciata interamente vegetale e di un giardino con collinette e corsi d’acqua. Le collezio-

cyril lenoir, les ombres

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doNALd vAN dEr puTTEN

Haute cuisine da collezione

s

doNALd vAN dEr puTTEN

pIErrE moNETTA

RestauRant Les OmbRes Sul tetto del Musée du quai Branly, e in vista della Torre Eiffel, propone raffinati piatti dei cinque continenti, in linea con la missione culturale del museo stesso.


Weekend

RestauRant Les geoRges Fra il minimalista e l’industrial-chic, il ristorante all’ultimo piano del Centre Pompidou non è frequentato solo dai visitatori del museo ma è ideale anche per pranzi d’affari e cene romantiche.

ni provengono da Oceania, Asia, Africa e America, in un mix d’arte e cultura che si scopre grazie a un percorso geografico in cui sono sapientemente distribuiti 3.500 oggetti provenienti dai quattro angoli del mondo. Diverse le mostre a tema. Fino al 22 settembre si segnala Charles Ratton, l’invenzione delle Arti primitive, ovvero le collezioni di questo celebre mercante d’arte che fin dagli anni 30 ha largamente contribuito alla scoperta e alla valorizzazione delle arti non occidentali. Dal 17 settembre al 17 novembre, poi, la IV Biennale des Images du Monde «Photoquai» mette in mostra foto inedite provenienti dal mondo intero. www.quaibranly.fr RestauRant Les OmbRes

Sulla terrazza all’ultimo piano del museo è situato il ristorante Les Ombres, cui si accede direttamente dal giardino. Da qui si gode una vista indimenticabile di Parigi, con la Tour Eiffel proprio di fronte e il Sacro Cuore all’orizzonte. La gastronomia fa il controcanto alle differenti culture del museo, in un inedito e moderno dialogo gastronomico. I menù degustazione sono serviti esclusivamente la sera (da 95 a 145 euro), ma si può tranquillamente scegliere un piatto dalla carta e la cifra si fa subito più modesta. A pranzo vengono anche serviti menù a 38 euro, che includono tre portate. www.lesombres-restaurant.com

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beaubOuRg Situato tra le Halles e il Marais, il Beaubourg o Centre Pompidou è un’istituzione policuturale, dove ogni espressione d’arte moderna e contemporanea (libri, cinema e design inclusi) ha un ruolo di primo piano. Ospita una delle collezioni di arte moderna e contemporanea più importanti al mondo, visitata ogni anno da oltre 6 milioni di persone. Tutti i principali movimenti artistici dall’inizio del Novecento (cubismo, astrattismo, Dada, surrealismo) sono rappresentati. Da aprile è aperto un nuovo spazio dedicato ai movimenti artistici dal dopoguerra agli anni 60. Fino al 4 novembre il museo dedica un’ampia mostra a Roy Lichtenstein, uno dei grandi della Pop art americana. www.centrepompidou.fr RestauRant Les geORges

All’ultimo piano, una terrazza ospita il ristorante Les Georges che del Centre Pompidou ha voluto conservare l’ispirazione artistica negli arredi, in un mix di futurismo e surrealismo dominati dal bianco. Un’esplosione di design. Forme morbide e geometriche conferiscono a questo luogo atipico una strana bellezza accentuata dalla vista a 360º su Parigi. Menù fusion con piatti interessanti e ben presentati. Cucina e prodotti di prima qualità. I prezzi alla carta variano secondo la scelta. www.beaumarly.com

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SERgE RAMELLI

PaD

Weekend

hotel o

Musée du Louvre Il primo museo del mondo per numero di visitatori (10 milioni lo scorso anno) fino al 16 settembre ospita la mostra Da Dürer a Van Dyck, un tedesco alla corte di Luigi XIV. Fino al 30 settembre, nell’adiacente Jardin du Carrousel du Louvre, c’è la mostra promenade dedicata al 400º anniversario della nascita di André Le Nôtre, il grande architetto paesaggista cui Luigi XIV diede l’incarico di ideare il giardino delle Tuileries. www.louvre.fr restaurants du Monde

Poiché i suoi visitatori arrivano da ogni parte del pianeta, al Louvre si è pensato di creare uno spazio dove servire specialità gastronomiche da tutto il mondo, a prezzi contenuti, in un immaginario giro del mondo in 80 piatti. È il Restaurants du Monde e si trova nel mezzanino del Carrousel du Louvre. Sotto la pagoda decorata con bambù sono concentrati tutti i sapori colorati e profumati dell’Asia. Da Soï la scelta è tra la cucina indonesiana, i dim sum, i ravioli al vapore della Cina o ancora i sushi e sashimi giapponesi. La ricchezza della cucina francese, abbinata alla finezza dei suoi vini, la si scopre invece da Beaudevin. Ottime le quiche e il celebre coq-au-vin, proposti con una varietà di carni arrostite. E poi, prosciutto all’osso, salumi delle varie regioni, i celebri formaggi e ottimi dessert. Con la sua atmosfera da bodega, Mira invece rievoca la Spagna, fra originalissime tapas, un’appetitosa paella presentata in un trionfo di scampi, cozze, pollo e chorizo su un riso giallo smagliante. Una cucina marocchina e berbera fatta di colori, di sapori forti e speziati, è prooposta da Salam: pastillas, tajines, cous-cous, pasticceria tradizionale a base di miele. Dall’italiano Tazio, la pizza è regina. E poi fusilli, maccheroni, spaghetti, ma anche gnocchi e lasagne, fino

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QUANDO L’OspitALità è techNO zeN Ideato dal designer francese Ora-Ito, 36 anni, l’Hotel O è situato nel cuore delle Halles, a pochi passi da Place des Victoire, tempio della moda giovane, e a dieci minuti a piedi dal Louvre e dalle Tuileries. Atmosfera zen per le 29 camere in stile contemporaneo e tecnologico. Ogni camera ha una sua personalità ispirata dalla declinazione del colore del pavimento. I prezzi variano tra 160 a 230 euro. Dall’ingresso minimalista sulla strada si accede alla minuscola hall su cui si affaccia il bar che affascina per la vivacità dei colori, per le curve maestose degli arredi e per la decorazione futurista. In questa sala al mattino viene servita la prima colazione. Un’ampia varietà di prodotti invitanti e gourmand sono esposti sul buffet. Nel pomeriggio questa sala si trasforma in bar. Raphaël Garcia, esperto barman, prepara cocktail a base di sciroppo, spezie e alcolici di qualità. Rhum, vodka, cognac, whisky, tequila sono diligentemente esposti dietro il banco in un’elegante struttura colorata dalle linee essenziali. Ogni mese il barman crea cinque nuovi cocktail. Tra i più richiesti, Le O’Sud, un mix di Minuty Réserve Rosé, Vodka Russian Standard e sciroppo di tè verde e il Cointreau Fizz, a base di Cointreau, limone verde, infusione di zenzero, rosa e vaniglia. Info: www.hotel-o-paris.com

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PaD

Weekend

hotel prince de galles

a ghiotti tiramisù e panna cotta. Infine Mëltem, ristorante che prende il nome dalla brezza che soffia sulle coste della Turchia, della Grecia e del Libano, fa scoprire le golosità dei paesi del Mediterraneo orientale: melanzane farcite, spiedini d’agnello, mezzé, kebab e falafel. Specialità che invitano alla gourmandise, in un turbinio di sapori e colori. www.restaurantsdumonde.fr InstItut du Monde ArAbe L’Institut du Monde Arabe è una famosa istituzione culturale parigina nel cuore della Parigi storica. Disegnato da Jean Nouvel, il museo riprende sulla facciata i temi storici della geometria araba esaltati da 240 moucharabiehs, le griglie tipiche dell’architettura islamica che si aprono e chiudono a seconda dell’intensità della luce. Le collezioni permanenti d’arte islamica coprono un ampio periodo, dal primo millennio a.C. al XX secolo. E fino all’8 settembre, la mostra Le Théorème de Nefertiti presenta pezzi egiziani d’epoca faraonica, copta e islamica. www.imarabe.org Le ZyrIAb by nourA

Al 9º piano dell’Institut du Monde Arabe, il ristorante panoramico Le Zyriab offre una vista straordinaria sulla Senna, Bastiglia, Notre-Dame, fino a Montmartre. Tutte le specialità libanesi sono presenti. La cucina è leggera e gustosa e si declina tra celebri mezzé che includono il celebre tabbouleh a base di prezzemolo e l’hummus, delicata crema di ceci (una trentina di antipasti tra i 10 e i 12 euro ciascuno), gli spiedini di carne o pesce grigliati in un forno a legna (sui 22 euro) e i tipici dessert (sui 10 euro). www.noura.com

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tradizione rinnovata nel segno dell’età del jazz Gli hotel sono come scatole del tempo, testimoni silenziosi che hanno visto transitare storia, uomini di potere, mode e modi, il bel mondo di ogni epoca. L’Hotel Prince de Galles a Parigi ne è l’emblema. Sin dall’apertura, nel 1928 (l’età del jazz celebrata ne Il grande Gatsby), ha ospitato volti e vicende, da Winston Churchill a Marlene Dietrich. Con la recente riapertura, dopo due anni di restauro, l’hotel che si affaccia su Avenue George V è tornato a nuovo splendore. Nella lobby, nel bar salotto aperto alla città Les Heures con il famoso Patio, nelle 115 camere e 44 suite con accento contemporaneo, i designer francesi Pierre-Yves Rochon e Bruno Borrione hanno ricreato l’atmosfera Art déco originale scandita dai mosaici originali, le decorazioni in ebano Macassar e marmi neri, i candelabri lavorati a mano di Delisle, le stampe di Tamara Lempicka, tessuti e dorature. Il ristorante La Scène è uno scenario a parte guidato dalla 31enne Stéphanie Le Quellec, stella in ascesa dell’alta gastronomia francese, vincitrice di Top Chef. Il restyling del Prince de Galles fa parte del piano di rinnovamento di alcune delle più lussuose strutture Starwood, che di recente ha riguardato anche il Gritti Palace a Venezia. (Stefania Cubello) Info: www.princedegallesparis.com stéphanie le quellec

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Tutto quello che serve per un’estate in mare

NAVIGARE LUNGOCOSTA NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA

NAVIGARE LUNGOCOSTA 1 Toscana e Arcipelago, Corsica orientale NAVIGARE LUNGOCOSTA 2 Dalla Calabria a Malta

NOVITÀ NAVIGARE LUNGOCOSTA 3 Dall’Argentario a Santa Maria di Leuca NAVIGARE LUNGOCOSTA 4 Da Bocca di Magra a Marsiglia NAVIGARE LUNGOCOSTA 5 Corsica e Sardegna NAVIGARE LUNGOCOSTA 6 da Santa Maria di Leuca al delta del Po

L’unico portolano che si legge come un libro, con tutte le rotte già tracciate, i calcoli fatti e tutte le notizie utili e interessani sulle località raggiunte.

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pad

In giardino

attenzione alla pianta. può mordere Alcune sciolgono le vittime nel nettare, le altre le soffocano, qualcuna usa una colla per bloccare l’insetto finché non muore. Sono le piante carnivore, i predatori più affascinanti del mondo vegetale. Tanto letali quanto belle da vedere e da collezionare

UNA VENERE TAGLIENTE Chiamata Dionea o Venus acchiappamosche, la Dionaea muscipula è la pianta carnivora più nota. Facile da coltivare, si acquista per 5-10 euro. È l’unica pianta al mondo con trappola a tagliola: un meccanismo formato da una foglia modificata in modo da chiudersi a scatto sull’insetto che vi si posa sopra, intrappolandolo, soffocandolo e digerendolo nei giorni seguenti.

di Elisabetta Berrè

M

anager, di sesso maschile, possiedono rettili, per lo più serpenti, e sono collezionisti di fumetti. Questo è l’identikit degli appassionati delle cosiddette piante carnivore, piante falloformi, predatori temibili in natura e che rappresentano (non a torto) nell’immaginario comune, potere, controllo, calcolo e spietatezza. In tutto il mondo ne esistoQUI SI POSSONO ACQUISTARE Giardino Carnivoro Via Vegra 16/32, 35013 Cittadella (Pd) www.giardinocarnivoro.it Floricoltura Novaflora Via Passo del Brennero 8, 25136 Brescia www.floricolturanovaflora.eu Un Angolo di Deserto Loc. Rapille 14/b C, Castel Focognano (Ar) www.piantegrassevasi.com

DRosERA RoTUNDIfoLIA

Info: in Italia è attiva l’Associazione italiana piante carnivore (Aipc), dedita allo studio, conservazione e coltivazione, che sostiene i cultori di queste creature misteriose e meravigliose.

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no circa 600 specie, distribuite dal Sud Africa al Canada del Nord. In Italia ce ne sono 16, raggruppate in tre generi: Drosera, Pinguicula e Utricularia. Vivono sia sulle Alpi che sugli Appennini; sono piante che mangiano animali per necessità, in quanto vivono in ambienti particolarmente poveri dei nutrienti necessari alla crescita, e dunque si possono trovare più facilmente in ambienti sterili e inospitali, spesso contraddistinti dalla presenza di acque ferme, come paludi, rocce spoglie, tronchi di altre piante, ma anche sott’acqua. Le carnivore si nutrono per lo più d’insetti, ma anche di piccoli animali come rane e topi. D’altra parte, se alcune sono piccole come la punta di uno spillo, altre possono essere lunghe diversi metri. Gli appassionati di queste piante sono un po’ dei feticisti del genere, sempre alla ricerca delle specie più rare, o intenti alla sperimentazione incrociando due varietà diverse. Le piante carnivore sono senza dubbio ricche di fascino: rappresentano i predatori più spettacolari del mondo vegetale e la loro coltivazione regala grandi soddisfazioni a chi vi si cimenta. Anche dal punto di vista este-

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In giardino

PaD tico ce n’è per tutti i gusti: verdi e spoglie o appariscenti e coloratissime, acquatiche, terrestri, sotterranee.

Una delle caratteristiche più affascinanti di queste specie è che presentano modificazioni morfologiche ideate per espletare le funzioni vitali: attrazione, cattura e uccisione della preda; digestione, simile a quella umana, che comprende nella fase iniziale anche una paziente e letale sorta di deglutizione, e poi l’assorbimento come un samurai La sua forma ricorda delle sostanze nutritive. Alcune sono dotail profilo dei guerrieri giapponesi. Ma la te di trappole a tagliola, altre di tubi ripieni tecnica della Nepenthes, di liquido digestivo, altre ancora ricoperte di pianta del Sudest asiatico, è molto più colla acida. Hanno foglie imbevute di nettasubdola. Con il profumo re per attirare l’insetto, che così muore ebbro attira le vittime, per poi annegarle e scioglierle di quella dolcezza fatale; foglie a forma cilinnel liquido nettare. drica con coperchio sollevato e zac, non appena un moscerino s’infila dentro a curiosare, il coperchio si chiude per poi riaprirsi solo a digestione avvenuta. Oppure sono foglie appiccicose e pelosissime: basta che una zanzara si appoggi e non riesce più a rialzarsi in volo. E non solo. Oltre che di colori accesi e nettari deliziosi a disposizione per attirare le prede, si è scoperto di recente che le piante carnivore sono anche dotate di una particolare SI COLTIVANO COSì bioluminescenza, invisibile all’occhio umano ma non ai malEcco alcune regole base per la coltivazione delle più capitati insetti. La più popolare e affascinante tra tutte è la comuni piante carnivore. Dionaea grazie alla sua singolarità: chiude la foglia a scatto TerreNO. Usare sempre torba acida di sfagno, una volta intrappolata la preda ed è tra le poche che si muomescolata con perlite in parti uguali (proporzione 50/50). vono quando catturano l’insetto. È una pianta che insieme POSIzIONe. Quasi tutte le piante carnivore adorano alla Saracenia è facile da coltivare: si adatta bene alle condistare in pieno sole o comunque in una posizione ben illuminata. Molte specie hanno bisogno di essere lasciate zioni climatiche del nostro paese, vive bene all’esterno e riposare all’esterno, durante l’inverno, a temperature non all’interno, ed è particolarmente resistente.

1 2

superiori a 5-10 °C.

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ACquA. Gran parte delle specie carnivore proviene da zone umide o paludose. Per simulare questi ambienti naturali si posizionano i vasi all’interno di un sottovaso che deve contenere sempre almeno un paio di centimetri d’acqua. L’acqua va versata direttamente nel sottovaso, da dove salirà per capillarità, attraverso i fori sul fondo dei vasi stessi, fino a raggiungere le radici. Si deve sempre fare uso di acqua demineralizzata, non profumata (si trova nei supermercati), o da osmosi inversa (in negozi d’acquari), o d’acqua piovana.

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CONCIme. È assolutamente nocivo concimare le piante carnivore.

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Le carnivore sono tutte perenni. Se coltivate adeguatamente, possono vivere a lungo: hanno bisogno soprattutto di acqua in abbondanza, quasi in immersione, di molta luce, sole diretto, e di un terreno di torba. Richiedono acqua distillata o piovana mediamente una volta ogni due giorni. Se tenute in appartamento, hanno bisogno di lampade a Led. Tra i pasti idesarracenia ali, quando gli insetti scarseggiano, gradiscono un frullato di pollo e latte o il sangue di bue, somministrati con siringa o cucchiaino. E se il manager deve andare in trasferta, niente paura: esistono specializzate nursery che ospitano le carnivore più comuni per 5-15 euro fino a centinaia di euro per le rarità.

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ENPA riNgrAziA PEr quEsto sPAzio.

Il tuo cane farebbe dI tutto per non lascIartI solo.

con enpa l’amore per gli animali non conosce sosta, neanche durante le vacanze.

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A cAcciA di spie sognando il ritiro

Quando il VioliNo Fa ViVeRe la MusicA A Cremona si inaugura la prima edizione di un festival lungo un mese dedicato ad Antonio Stradivari, il più celebre liutaio del mondo, nel nuovo museo a lui dedicato

U

n mese di concerti, workshop, come l’esibizione del 5 ottobre di Dan convegni e mostre. Un mese inte- Zhu all’interno del meeting Friends of ramente dedicato al violino nella patria Stradivari. E come il concerto di Renaud del violino: Cremona, la città nella qua- Capuçon (foto sopra). le l’arte liutaia trovò in Antonio Stradivari (1644-1733) il Maestro assoluto. E poi mostre, convegni, dibattiti, workStradivariFestival vuole celebrare il gran- shop sul restauro. A ospitare gli appunde artigiano i cui preziosi e inimitabili tamenti di StradivariFestival è lo spettacolare Auditorium Giovanmanufatti sono ancora oggi StradivariFestival ni Arvedi all’interno del nuoprotagonisti tra le mani dei si tiene a Cremona vo Museo del Violino: una più grandi violinisti. Promosdal 14 settembre al 13 ottobre. sala acusticamente perfetso dalla Fondazione Museo info: www. ta che nella sua struttura del Violino Antonio Stradimuseodelviolino.org architettonica ricorda la forvari di Cremona, nel corso di un mese il festival offrirà così al pub- ma di un violino. In questo modo, Creblico la possibilità di godere di occasio- mona vuole ribadire la propria centralini uniche. Come il concerto del 21 set- tà e unicità nell’universo musicale, tertembre con il giovane Stradivari Quar- ra di talenti della liuteria (oltre a Straditet (Xiaoming Wang, Sebastian Bohren, vari, anche Giuseppe Guarneri del Gesù) e di una tradizione arrivata fino a oggi. Lech Antonio Uszynski e Maya Weber);

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Torna e colpisce nel segno, il maestro della spy story Daniel Silva. L’autore americano, 53 anni, è un maestro nei thriller intrisi di spionaggio e intrighi internazionali: pochi fronzoli, ritmi serrati, personaggi precisi e ben delineati sono i suoi marchi di fabbrica, che si ritrovano anche nell’ultimo Ritratto di una spia. Il tutto unito a un contorno di storie personali e ambientazioni che spaziano dalla Cornovaglia al Medio Oriente, calibrate per dare respiro alla narrazione in un sapiente mix che paradossalmente, invece che rallentare il ritmo, contribuisce a serrare le fila del racconto. La sensazione che comunica è quella di chi sa perfettamente lasciare i lettori in apnea, ma conosce anche l’arte, quando è giusto e piacevole, di concedere una boccata d’ossigeno. Il protagonista del romanzo è sempre Gabriel Allon, agente dei servizi segreti israeliani che ambirebbe a ritirarsi nel suo cottage in Cornovaglia a restaurare quadri antichi, ma che viene coinvolto nella caccia agli ideatori di una serie di attentati che stanno sconvolgendo l’Europa. Allon è così costretto a richiamare la sua squadra di sempre, e a doversi affidare alla donna a cui lui stesso, anni prima, ha ucciso il padre. Se si può fare un appunto al libro, è quello di ripetere un po’ i meccanismi già visti ne Il caso Rembrandt, precedente grande successo di Silva, con il coinvolgimento di una donna, esterna ai servizi segreti, che diventa indispensabile per portare a termine la missione. Ma è un peccato veniale, che certo non disturba una lettura che piacerà non solo agli appassionati del genere. (Francesco Elli) info: Daniel Silva, Ritratto di una spia, Giano, traduzione di Raffaella Vitangeli. 479 pagg.; 15,90 euro. www.gianoeditore.it

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Quando una regione è cultura del gusto

davvero non vuole terminare mai l’estate, nelle Marche. E così per tutto il mese di settembre si prolungano la vocazione all’ospitalità e il piacere della tradizione, dell’arte e del gusto. Tante le proposte: dalla mostra «Da Rubens a Maratta» sulle meraviglie del barocco nelle Marche, a Osimo, alle tante sagre e fiere dedicate al pane, all’uva, al brodetto, al vino e al tartufo. Non solo: la programmazione prosegue anche in autunno. Perché Regione Marche è una ragione di vita e di cultura del bello. www.turismo.marche.it

Gioielli

italiani nel mondo

prosegue con impegno e creatività il programma di ampliamento della rete distributiva di Calgaro, brand di gioielleria made in Italia recentemente acquisito da Chimera Glamour, l’azienda di Arezzo di proprietà della famiglia Anselmi. Il rilancio di Calgaro, famoso in tutto il mondo per le creazioni in oro e argento filato, è partito dalla conferma della sua presenza nelle più importanti città italiane, e ora punta al mercato internazionale grazie a importanti accordi con i colossi del lusso Mercury (Russia) e Paris Gallery (Emirati Arabi). E a settembre sarà la volta di Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Germania. www.calgaro.it

Un secolo di qualità ittica

un secolo di storia e sempre l’entusiasmo del primo giorno. Nata nel 1913, la calabrese Giacinto Callipo Conserve Alimentari spa (sopra, un’immagine del primo stabilimento dell’azienda nel 1923 a Pizzo Marina) è da sempre all’avanguarda nella produzione di tonno e conserve ittiche di alta qualità. Oggi, sotto la guida del presidente Pippo Callipo (a sinistra), l’azienda conferma la leadership nel settore lanciando sul mercato nazionale e internazionale quattro nuovi prodotti per soddisfare le nuove abitudini alimentari di consumatori sempre più esigenti in fatto di qualità e praticità. www.callipo.com a cura di

MUsica

a sorpresa ritorna un dylan dylaniato Un incidente in moto e tutto, o quasi tutto, cambiò. Il 29 luglio 1966 Bob Dylan era il più importante, ascoltato, visionario, riverito e cantore della sua generazione. In pochi anni e con una manciata di canzoni aveva rinnovato il repertorio della canzone di protesta, aveva modificato lo scenario sonoro intrecciando folk e rock, aveva scardinato la storia della letteratura americana. Poi, quel giorno, perse il controllo della sua moto (una Triumph Tiger T100) e tutto cambiò. Poco si sa delle cause dell’incidente e pochissimo degli anni fino al 1970, quando ricominciò a farsi vedere e ascoltare regolarmente, trascorsi lontano da tutti, forse persino da se stesso. In quel periodo pubblicò dischi sghembi e controversi come Self Portrait (1970), considerato uno dei suoi peggiori, in realtà testimonianza di un periodo di confusione e di ricerca durante il quale Dylan mise tutto in discussione, perfino la propria vocalità così personale. Proprio quel disco ritorna ora di attualità tra dylanologi e dylaniati, perché viene riproposto in una versione che comprende anche una serie di registrazioni inedite rimaste fino allo scorso anno sepolte in fondo a un cassetto della casa discografica. A differenza del disco originale qui le canzoni si possono ascoltare nella loro versione originale, senza le sovrincisioni realizzate al tempo, e con la presenza qui e là del Beatle George Harrison e degli amici musicisti Al Kooper e David Bromberg. Il disco contiene anche quattro canzoni dell’esibizione di Dylan con la Band all’isola di Wight nell’estate del 1970. Un gioiello nascosto ritrovato e rispolverato per scatenare malinconie. (A.O.) info: Bob Dylan, The bootleg series, vol. 10 - Another Self Portrait (19691971), Sony Music. www.bobdylan.com

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mparare a vivere è lo scopo finale di ogni processo educativo”. In questa frase di Heinrich Pestalozzi si concentra la filosofia didattica dell’Institut auf dem Rosenberg. A San Gallo, nel cuore della Svizzera, l’Istituto, fondato nel lontano 1889, mette a disposizione dei giovani un ambiente immerso nella natura, tranquillo e capace di stimolare la concentrazione e lo studio, oltre a garantire un’equilibrata offerta di sport e tempo libero. Gli allievi, che provengono da circa 40 Paesi diversi, sono chiamati ad interagire in un contesto multiculturale e ad un uso quotidiano e intensivo delle lingue straniere. Sezione Italiana Liceo linguistico e liceo scientifico. La Sezione Italiana è una scuola paritaria, riconosciuta dallo Stato italiano. I titoli, conseguiti in quattro anni, permettono l’immatricolazione alle università svizzere ed europee e sono del tutto equivalenti a quelli quinquennali conseguiti in Italia. Le piccole classi consentono l’insegnamento personalizzato in un clima disteso e familiare. L’ambiente internazionale del Collegio offre, inoltre, la possibilità di praticare quotidianamente le principali lingue straniere. Dal 2010 la sezione italiana fa parte delle scuole associate all’UNESCO. Sezione Internazionale Preparazione alle Università statunitensi, SAT, TOEFL, ACT, AP. Formazione scolastica britannica per l’accesso alle Università del Regno Unito ESLProgram. Sezione Tedesca Maturità tedesca (Abitur). Sezione Svizzera Dalla scuola elementare al Ginnasio. Maturità Svizzera.

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Internazionale dal 1889 fra le Alpi e il lago di Costanza Per informazioni Preside Camilla Cafagna - Direttrice Monica A. Schmid Höhenweg 60 • 9000 St. Gallen - Switzerland Tel. +41 71 277 92 18 Fax +41 71 277 92 32 Corsi di lingua: www.ariana.ch

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Direttore ed Editore Paolo Panerai (02.58219209) Vicedirettore Antonio Orlando (02.58219783) Caporedattore Giorgio Angeletti (02.58219376) Redazione Raffaella Beltrami (02.58219717); Mariateresa Cerretelli (photo editor, 02.58219252); Roberto Copello (caposervizio, 02.58219211); Emanuele Elli (02.58219804); Andrea Fiano (New York); Cecilia Gargioni (02.58219264); Cristina Lantone (02.58219353) @ L’indirizzo e-mail dei redattori si ottiene con l’iniziale del nome seguita dal cognome e da @class.it

Segreteria di Redazione Stefania Bianchi (02.58219208)

U.O.R. Redazione Multimedia Giada Barbarani (02.58219330); Laura Pizzardello (02.58219364); Samantha Primati (02.58219489); Lorenzo Sesini (02.58219768) Hanno collaborato a questo numero Elisabetta Berrè, Yuri Calliandro, Gianni Cerutti, Andrea Conti (revisore), Stefania Cubello, Enrico Dal Buono, Daniela De Vecchis, Francesco Elli, Davide Fumagalli, Carlo Giuro, Paco Guarnaccia, Paola Messina, Maria Rita Montebelli, Andrea Porta, Vilma Sarchi, Paola Valentini Gestione Editoriale Carlo Parpinelli

Class Editori spa Presidente Vice Presidente e Amministratore Delegato Vice Presidenti Consigliere Delegato Direttore Generale Consigliere Generale

Victor Uckmar Paolo Panerai Pierluigi Magnaschi, Luca Panerai Gabriele Capolino Andrea Mattei Giorgio Trombetta-Panigadi

Responsabile Dati Personali Class Editori spa, via Burigozzo, 5 - 20122 Milano Concessionaria Pubblicità Class Pubblicità spa Direzione generale: 20122 Milano, via Burigozzo, 8 - Tel. 02.58219522, fax 02.58219560 Sede legale e amministrazione: 20122 Milano, via Burigozzo, 5 - Tel. 02.582191 Class Roma: 00187 Roma, via Santa Maria in Via, 12 - Tel. 06.69760855, fax 06.6781314 Executive Chairman Andrea Mattei VP Sales Gianalberto Zapponini Chief Marketing Officer Domenico Ioppolo Direttore Commerciale Stefano Maggini Per informazioni commerciali mprestileo@class.it

Class Editori spa - Direzione, redazione: 20122 Milano, via Burigozzo, 5 - Tel. 02.58219.1 (30 linee) - Telefax 02.58317429 Amministrazione, abbonamenti: 20122 Milano, via Marco Burigozzo, 5 - numero verde 800.822195 - fax verde 800.822196 Prezzo per copia: Italia euro 4,50 - Canton Ticino 12,70 CHF - Svizzera 13,00 CHF - Austria euro 8,80 - Germania euro 9,90 - Portogallo euro 7,70 - Principato di Monaco euro 8,00 - Spagna euro 7,50. A.P. art. 1 c. 1 L. 46/04, DCB Milano. Copie arretrate: comporre il numero 800.822195. Risponderà un’incaricata dell’ufficio abbonamenti. Ai non abbonati è richiesto l’invio anticipato del doppio del prezzo di copertina a Class Editori, preferibilmente mediante francobolli, o a mezzo assegno. La richiesta sarà evasa entro 30 giorni. Tariffe abbonamenti: Italia, annuale (12 numeri) euro 40,50; semestrale euro 21,60. Se interessati a ricevere Class in abbonamento, consultare le pagine del giornale con le offerte speciali. Estero, via superficie, annuale euro 73,14; semestrale euro 37,09. Registrazione al Tribunale di Monza n. 542 del 15/3/86. Registrazione al Tribunale di Milano n. 210 del 19/4/86. Per la spedizione via aerea chiedere all’ufficio abbonamenti la sovrattassa da versare. Composizione e fotolito: Adda Officine Grafiche spa, via delle Industrie, 18 - Filago (Bg) - Tel. 035.4651011. Stampa: Elcograf spa, via Mondadori, 15 - 37131 Verona. Distribuzione Italia: Erinne srl, via Marco Burigozzo, 5 - 20122 Milano - Tel. 02.582191. Distribuzione estero: Johnsons International News Italia spa, via Valparaiso, 4 - 20144 Milano. Periodico iscritto alla Federazione Italiana Editori Giornali

Accertamento diffusione stampa: certificato n. 7398 del 10/12/2012

Direttore Responsabile: Paolo Panerai

Telefono: 02.582191 - Indirizzo internet: www.classlife.it - E-mail: class@class.it È un giornale


La Natura all’origine della nostra storia. Dal 1973.

Da 40 anni Specchiasol diffonde la cultura del benessere. Con passione e coerenza abbiamo creato un sorprendente connubio fra natura, tradizione e ricerca scientifica, attingendo da questi tesori la saggezza necessaria per trasformare la secolare sapienza erboristica nella moderna fitoterapia. La maggior parte delle nostre materie prime proviene da coltivazioni biologiche. I processi produttivi sono sottoposti a rigorosi controlli di qualitĂ . Il tutto per tutelare la vostra salute.

Giuseppe Maria Ricchiuto (Presidente e fondatore del Gruppo Specchiasol)

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Uomini di stile: gian luca petrelli

vesto classico ma informale Amministratore delegato di BeMyEye. Milanese, 40 anni, si è laureato in Economia aziendale all’Università Bocconi. Dopo due anni in Motorola e otto anni alla guida de Il Rosmarino, l’azienda di famiglia produttrice di olio d’oliva, ha fondato nel 2010 BeMyEye. La società dispone di una rete capillare con migliaia di rilevatori in grado di fornire, in poche ore e a costi contenuti, dati, immagini e video dal territorio, attraverso l’omonima app per iPhone e il proprio sito internet. «È una società assolutamente innovativa per l’Italia; i nostri committenti sono i brand e i grandi retailer che, grazie a noi, possono ottenere dati in tempi molto rapidi», dice Petrelli. «Nel mio tipo di attività c’è poca formalità, il mio abbigliamento è classico e forse un po’ abitudinario».

beauty «Non uso profumi né prodotti cosmetici. L’unico vezzo è acquistare uno shampoo Kerastase quando vado dal parrucchiere».

occhiali È un modello classico di Vogue. «Non sono di norma un patito dei modelli da sole, mi piacciono le linee di Oakley». www. vogue-eyewear.com

Foto di Laila Pozzo

camicia «Acquisto lini e cotoni da Clerici a Milano e, per la confezione su misura, mi affido a una camiciaia da anni. Per l’estate, scelgo i colori più tenui e le fantasie». www.camiceriaclericipaolo.com

pantaloni È un modello di Outrage, uno dei marchi che predilige. Sceglie spesso anche i jeans di Diesel e Vintage 55. www. tomasoni.com (per Outrage).

Scarpe «Sono un fan di Sebago. Oppure indosso per la loro grande comodità i mocassini, i modelli di Pantofola d’Oro o le Polo Ralph Lauren». www.sebago.com

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UNA VENTATA di rinnovamento VALENTINA PICCA BIANCHI RACCONTA CON EMOZIONE IL SUCCESSO DELLA WHITERICEVIMENTI Emozione. Incessante nel tempo dei preparativi, crescente nel giorno della festa e durevole nei ricordi. Accenderla, stimolarla, custodirla e proteggerla. Il risultato inequivocabile quando la Passione incontra il Gusto attraverso la continua ed inesorabile Ricercatezza e la costante Professionalità. L’ emozione ha un colore: è WHITE. Valentina, 36 anni, sposata e con una figlia di otto. Laureata in Scienze della Comunicazione, sembra uscita da una rivista di economia anni ‘80’, quando si ipotizzava la donna manager... sarà che allora lei era proprio una bambina, sarà stata qualcosa nell’aria a plasmarla, ma eccola qui, materializzata a Latina l’irraggiungibile ipotesi dell’epoca rampante. Attiva nel gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Latina e componente del Comitato Imprenditoria Femminile in Camera di Commercio. Tra i soci fondatori dell’associazione WIP Wedding Italian Professionals ricopre il ruolo di vice presidente. Da sempre affascinata dall’arte del Ricevere, decide di unire la passione per la buona cucina con l’esperienza maturata nel settore dell’organizzazione eventi, dando vita alla Whitericevimenti, in pochi anni diventata sinonimo per eccellenza del ricevere “emozionando”...un’innovativa sede aziendale dove favole e fiori si intrecciano tra uffici e produzione, dove Valentina - con i suoi collaboratori - non perde un secondo mentre più che raccontare “interpreta la sua vita”. La Whitericevimenti - dinamica e versatile - esprime il suo stile nel Wedding e Food Design, nonchè nel Banqueting for Business, estendendo i suoi servizi e le sue consulenze su tutto il territorio nazionale e oltre. www.whitericevimenti.it

CREAZIONI UNICHE E PERSONALIZZATE Rigore ed eleganza nella gestione degli eventi aziendali per clienti di pregio: Moda, Automotiv, Fiere ed Expo, Associazioni di categoria, Camera di Commercio, Enti Provinciali e Comunali. Whitericevimenti seleziona le più prestigiose location per wedding e bussiness event.

«... qualunque sia l’occasione matrimoni o meeeting aziendale, puoi lavorarci sopra un anno ma tutto si risolverà in poche ore senza diritto di replica...ogni volta il pubblico e le richieste saranno diverse... la grande capacità sta nell’interpretare i desideri, saperli mediare, renderli al meglio, avere intuito per dettagli ed esigenze estetiche e logistiche» È DIFFICILE? «...per me è un gioco bellissimo, risponde Valentina, lavoro senza tregua e continuo ad emozionarmi...amo costruire progetti sobri ed eleganti che possano restare vivi negli anni»


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Strumento prediletto dei migliori fotografi, e protagonista dei primi scatti dell’Apollo 11 nello spazio, Hasselblad debutta sul mercato degli appassionati con Lunar, una fotocamera con le funzionalità più avanzate, design e materiali del tutto inediti. Il gioiello svedese è una macchina a obiettivi intercambiabili, sensore da 24 mln di pixel, Iso 100-16mila, display da 7,5 cm, ma soprattutto è un’opera d’arte per ergonomia, peso ed estetica. Disponibile in cinque varianti, è personalizzabile fino all’ultimo dettaglio. Info. www.hasselblad-lunar.com

Per i lunghi viaggi o per una sola giornata, per il bagaglio di un giovane sportivo o per ospitare un abito formale senza stropicciarlo. Il trolley Overhaed da 35 litri di The North Face è versatile, compatto, dotato di solide ruote, con un comparto principale e una tasca esterna più piccola con zip per gli effetti personali, oltre a un comparto secondario con tasche organizer e custodia imbottita per laptop. Può essere utilizzato anche come bagaglio a mano. Info. Prezzo consigliato 205 euro. www.thenorthface.com

Non solo i celebri accendini prodotti artigianalmente a Faverges, in alta Savoia, o le artistiche stilografiche e le borse che negli anni sono sempre più belle. Nel repertorio di S.T. Dupont c’è anche un’ampia selezione di accessori per l’eleganza maschile come questi gemelli reversibili in lacca blu con finiture in cromo. Fondata a Parigi nel 1872 da Simon Tissot-Dupont per costruire carrozze di lusso ma specializzatasi poi in prodotti in pelle di alta qualità, l’azienda è oggi guidata da Alain Crevet. Info. 70 euro. www.st-dupont.com

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Riccardo Scamarcio è stato l’ambasciatore dell’iniziativa benefica per l’associazione Emergency con la quale la maison orologiaia Jaeger-LeCoultre finanzierà la ristrutturazione del pronto soccorso e della radiologia del centro chirurgico e pediatrico nei sobborghi di Freetown, in Sierra Leone. La serata celebrativa dell’evento si è svolta il 29 agosto, durante la Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia; in quell’occasione l’attore ha indossato un modello speciale di Reverso, poi donato a Emergency. Info. www.jaeger-lecoultre.com

Farsi guidare in auto dallo smartphone è più semplice con l’Hud (Head-Up Display) di Garmin. Il dispositivo riceve via Bluetooth le indicazioni dal telefono (con app Garmin StreetPilot o Navigon) e le proietta sul parabrezza in corrispondenza dello sguardo di chi guida. Fornisce indicazioni su velocità, limiti, tempi d’arrivo, carreggiata più idonea da occupare, rallentamenti e autovelox, regolando la luminosità e continuando a fornire le informazioni anche se lo smartphone fosse impegnato nelle chiamate. Info. 149 euro. www.garmin.it

Il jeans va su tutto. Devono averla pensata così anche i creativi di VaVeliero che hanno realizzato cover in denim per alcuni prodotti Apple, soprattutto iPhone e MacBook. Estremamente sottili, leggerissime, realizzate in materiale plastico e antiurto, le cover proteggono con stile, originalità e in massima sicurezza. In particolare il suit per MacBook Pro da 13’’ è dotato di innovativi elastici posizionati negli angoli interni e una zip di chiusura che rende possibile utilizzare il pc senza rimuoverlo dalla custodia. Info. 49,99 euro. www.vaveliero.com

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Per chi vuole il massimo della rapidità e per chi non riesce a fare a meno della tastiera. Il Q5, ultimo nato della famiglia BlackBerry 10, soddisfa tutti, appassionati di design e businessmen sempre connessi. Disponibile in nero, bianco e rosso, offre tutte le funzionalità della piattaforma BlackBerry 10, compreso l’Hub, la possibilità di gestire più attività senza interromperne alcuna e di tracciare sullo schermo movimenti senza soluzione di continuità. Con in più la tastiera Qwerty e un touchscreen da 3.1”. Info. 399 euro. www.blackberry.com

Ice Impérial, lo Champagne estivo di Moët&Chandon da gustare rigorosamente on the rocks, celebra il suo successo con un sofisticato baule da viaggio che, all’occorrenza, si apre rivelando un elegante bar-à-porter. Dentro all’Ice Summer Trunk c’è tutto quello che occorre per creare il perfetto sunset cocktail con lo Champagne: freddo, on the rocks e personalizzato con menta, lime, frutti rossi o ginger. Info. Limited edition, costa 5mila euro e comprende 20 bottiglie Ice Impérial, 24 bicchieri, 2 secchielli e 3 portaghiaccio. www.moet.com

Da semplici accessori per ascoltare musica e parlare al cellulare in libertà, a oggetti must-have, indispensabili per enfatizzare il proprio look. È il percorso compiuto in questi anni dalle cuffie e al quale Sennheiser contribuisce con la nuova linea Momentum On, in quattro colori (blu, avorio, rosa e verde), archetto e padiglioni in Alcantara, e un design slim e unisex. A questo si aggiunge la qualità del suono, sempre brillante, garantita dalla casa tedesca. Info. Cuffie stereo a dinamica chiusa. 199 euro. www.exhibo.it


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IMPLANTOLOGIA: TRA BUSINESS E TERAPIA L’implantologia, oggi, non è più solo una branca dell’odontoiatria con le sue specifiche modalità d’intervento. Dietro di essa esiste una forte spinta commerciale. Come spiega l’esperto

S

olo in Italia esistono più di duecento marchi di impianti, spesso tutti diversi e spesso incompatibili fra loro per forma, dimensioni e componentistica. “E a volte, l’elevato guadagno legato a questa terapia porta a trascurare che prevenzione e diagnosi precoce di carie e piorrea possono garantire la salute dei denti ed evitare l’implantologia” rivela Emilio Vittorio Berneri, odontoiatra e protesista dentale a Milano. Cioè? Si “spinge” verso l’implantologia? Sì. Invece, anche quando mettere un impianto è la cosa migliore da fare, è necessario prendere in esame un piano di trattamento che tenga conto di tutte le variabili in gioco fra cui le possibili alternative terapeutiche, le esigenze specifiche di ogni paziente e garantire non solo la buona riuscita dell’intervento ma anche la durata nel tempo della protesi e l’aspetto estetico a lungo termine.

sito d’impianto c’è carenza di osso e la parte mancante non viene rigenerata. Inoltre spesso vengono propinate con troppa leggerezza e senza sufficiente esperienza, terapie chirurgiche decisamente complesse quali il carico immediato, esponendo maggiormente ai rischi citati. Qualora si concretizzassero, il paziente si troverebbe in una situazione difficile da recuperare dato che estrarre un impianto è una pratica invasiva.

Differenza tra un risultato implantologico di pessimo livello con un lavoro molto ben eseguito.

A cosa fare attenzione nell’applicare un impianto e quali sono i possibili rischi? Anzitutto alla quantità e qualità d’osso cui ancorare la vite e di gengiva “aderente” che fa da protezione all’impianto. Trascurare questi aspetti aumenta le probabilità di infezione, perdita d’osso, comparsa di inestetismi, fino alla perdita dell’impianto. Altri problemi quali denti storti o di dimensioni inadeguate, difficoltà a masticare o a pronunciare alcune parole, sono dati a volte dall’errato posizionamento degli impianti: questo accade se nel

Quali informazioni dovrebbe ricevere un paziente dal proprio dentista? Credo sia fondamentale informarlo sia delle possibili alternative terapeutiche che di vantaggi e svantaggi insiti in ciascuna di esse, diffidando di chi propone l’impianto come unica soluzione. Qualora si scelga di mettere un impianto, questo deve essere dotato di adeguata certificazione. Ogni dentista è tenuto a documentarne provenienza e garanzia in cartella clinica. Questo aspetto non va sottovalutato poiché esistono molte “fabbriche” non certificate che producono sottocosto impianti di serie B. Solo un’adeguata informazione permette alle persone di scegliere con cognizione di causa ed evitare il più possibile spiacevoli imprevisti. Dr. Emilio Vittorio Berneri via XX Settembre, 9 - Melzo (Mi) - t 02 95713395


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