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MENSILE - N. 319 - NOVEMBRE 2012

TECHNO A CHI CONVIENE IL NUOVO iPHONE 5 IT 4,50 euro

N. 319 NOVEMBRE 2012 www.class.it

Allegato redazionale a Class N. 319 - Novembre 2012

Il primo magazine al servizio dell’uomo

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Speciale Orologi 2013

r

ALESSANDRO GASSMANN PIÙ DECISO NEGLI AFFARI. PIÙ ATTENTO NEI SENTIMENTI. PIÙ OTTIMISTA PER IL FUTURO. MA ANCHE PIÙ SANO, PIÙ SVEGLIO, PIÙ SEDUCENTE

OROLOGI 2013

SPECIALE TESTIMONIAL

Perché le più importanti maison scelgono celebri attori e grandi campioni dello sport per comunicare i propri valori

BOUTIQUE TOP

Eleganti e sportivi. Classici e complicati. I migliori 100 modelli selezionati e raccontati in ogni dettaglio tecnico ed estetico

In tutto il mondo aumentano i negozi monomarca. In Italia hanno un

indirizzo: via Montenapoleone a Milano

100 OROLOGI IN REGALO

LA GUIDA

LA PRIMA GRANDE RICERCA PER

COMPRENDERE

COME ESSERE

UOMO

OGGI

PIÙ

L’ESCLUSIVA MAPPA/SONDAGGIO SUI 90 PERSONAGGI DELL’ATTUALITÀ

Weekend 7 romantiche fughe d’autunno Sicurezza Difendere la casa con i sistemi digitali Moda Piumini e trench contro il freddo Filosofia Platone e Socrate insegnano a Londra


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Dai tessuti di pregio all’alta orologeria, l’evoluzione Zegna è High Performance. zegna.com


LE ALTRE COPERTINE DI CLASS Novembre

IL MANAGER BARTOLO CONTE

LA MODELLA GEORGIA MAY JAGGER

L’AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI ANZANI

L’ARTISTA GIORGIO BROGI

LO SPORTIVO ESTREMO FELIX BAUMGARTNER

IL MUSICISTA DAVIDE DI CHIO

IL PRESIDENTE CHRISTIAN DEYDIER

LA FOOD BLOGGER GIULIA MARELLI

IL MANAGER JEAN-CLAUDE MOSCONI


LE ALTRE COPERTINE DI CLASS Novembre L’AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI ANZANI

«Già punto di riferimento nel settore, la Vitaldent continua a espandersi». La conferma viene dal vice presidente della catena di centri odontoiatrici Bartolo Conte, collaboratore decennale della casa madre e in carica, in Italia, dal 2010. Con 90 centri aperti entro dicembre 2012 e altre nuove 20 sedi entro marzo 2013, il network arriva a coinvolgere 600 collaboratori (230 assunzioni sono state effettuate nell’ultimo anno) e oltre 580 professionisti medici odontoiatri. E il fatturato si allinea, con una previsione di chiusura molto promettente (+16%).

Tosta come papà Mick, il frontman dei Rolling Stones, bellissima come la mamma, la modella Jerry Hall. Georgia May, 20 anni, già modella dell’anno nel 2009 ai British Fashion Awards, è stata scelta come volto del profumo Just Cavalli for Her. Agli occhi del designer Roberto Cavalli è una «vivace tentatrice» e la scelta perfetta per incarnare la nuova fragranza, che sarà in vendita a partire da febbraio. Dalla loro collaborazione sono nati uno spot pubblicitario del regista Jonas Akerlund e una campagna stampa del fotografo Mario Sorrenti.

Classe 1950, è presidente e amministratore delegato di Poliform spa e Poliform Usa, per cui si è sempre occupato dell’attività di comunicazione e organizzazione aziendale. Insieme ai due cugini Alberto e Aldo Spinelli, rappresenta la seconda generazione dell’azienda, fondata dai padri nel 1942. La produzione riguarda tutto l’arredo domestico, dai mobili per la zona giorno e la zona notte alle cucine (dopo l’acquisizione nel 1996 del marchio Varenna). È presidente di Assarredo ed è appena stato nominato vicepresidente del Cosmit.

L’ARTISTA GIORGIO BROGI

LO SPORTIVO ESTREMO FELIX BAUMGARTNER

IL MUSICISTA DAVIDE DI CHIO

La sua arte vanta molte esposizioni in Italia e all’estero. Dalla Biennale d’Art Contemporain de Lyon, a Palazzo Reale a Milano e al Museo Madre di Napoli. Il suo progetto più recente, dal titolo Un passo indietro, è stato allestito nella Villa Bottini di Lucca. Nato a San Miniato nel 1955, l’artista toscano presenta qui pitture, videoproiezioni ambientali e performance ispirate all’idea di compiere un passo indietro, ripensando costantemente il presente attraverso la materia, i mezzi, il colore e il luogo di cui vive l’arte stessa.

Per chi non ha visto in diretta il primo sbarco sulla Luna, l’impresa compiuta il 14 ottobre dal paracadutista estremo austriaco è stata l’emozione più vicina a quel 20 luglio 1969. Il suo volo in caduta libera da una capsula ascesa a 39.045 metri d’altezza sopra i cieli del New Mexico è stato seguito da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Tra i principali primati ottenuti dal salisburghese sponsorizzato RedBull spicca quello della velocità massima raggiunta da un uomo in caduta libera: 1.342,8 km/h, 1,24 volte la velocità del suono.

Combattere l’ansia da spread componendo musica e pubblicando un disco. Questa è la scelta di Davide Di Chio, 41 anni, nato a Bari, dove si è laureato in economia con lode. Oggi è quadro direttivo della Bnp Paribas; si occupa di finanziamenti real estate e, da poco, ha pubblicato l’album Aprile dedicato ai temi della famiglia e della casa, con alcune citazioni da Johann Sebastian Bach a Bill Evans, i musicisti che ammira di più. Il suo strumento è la chitarra classica ed è accompagnato da un quartetto dalle sonorità color pastello.

PAUL DRINKWATER / GETTYIMAGES

COURTESY JUST CAVALLI

LA MODELLA GEORGIA MAY JAGGER

FILIPPO BRANCOLI PANTERA

IL MANAGER BARTOLO CONTE

IL MANAGER JEAN-CLAUDE MOSCONI

«Il nostro settore è un mercato che conosce un solo tipo di crisi: la mancanza di oggetti», ha dichiarato Christian Deydier, 62 anni, presidente del Syndicat National des Antiquaires e finissimo sinologo, alla chiusura della Biennale des Antiquaires di Parigi. Lo spazio al Grand Palais curato da Karl Lagerfeld, la presenza di 111 espositori e 10 maison di gioielleria e le vendite da record lo confermano. Un esempio? La Galleria Tornabuoni ha realizzato con Skull di Jean-Michel Basquiat 8,65 milioni di euro già alla prima sera.

Dalla moda al food design. Giulia Marelli, milanese, classe 1985, ha scoperto il mondo della cucina dopo una laurea in Bocconi, dieci anni di esperienza da buyer per marchi noti come Dolce & Gabbana e il diploma a Parigi alla prestigiosa scuola Cordon Bleu. Così nel 2011 realizza l’idea di Arnalda Gourmet, un blog ricco di contenuti con ricette, indirizzi golosi e tutte le novità dell’universo gastronomico. E, ora, l’esperta di food espande la sua attività ed è chiamata a esibirsi in showcooking accanto a chef pluripremiati.

Con la carica di Head of artistic & cultural advisory collabora con UniCredit da oltre cinque anni e ne cura la gestione del patrimonio artistico (la Collezione d’arte UniCredit). Nato a Puteaux, vicino a Parigi, 66 anni, un passato da direttore della comunicazione di varie imprese ed ex campione di nuoto e di triathlon, celebra dieci anni di partnership con Artissima, in occasione dell’ultima edizione della Fiera dell’arte di Torino, con la mostra di opere di Francesco Jodice, Claudia Losi e David Reimondo, presenti nella collezione del gruppo.

SUSANNA ARTICO

LA FOOD BLOGGER GIULIA MARELLI

LUC CASTEL

IL PRESIDENTE CHRISTIAN DEYDIER


Editoriale

di Antonio Orlando

dentro

Guardarsi allo specchio per capirsi

G

esti sempre uguali e sempre differenti. Ogni mattina milioni di uomini compiono gli stessi gesti. Non importa se per vanità, necessità, convenzione o convinzione. Sono gesti semplici e arcaici. E, al tempo stesso, sempre attuali come fare il nodo a una cravatta o farsi la barba. Gesti che sono utili occasioni sia per controllare quello che vedono gli altri, che per guardarsi dentro e cogliere ciò che è noto solo a se stessi. Radersi, poi, è un gesto ancora più maschile poiché lo si compie con un’arma in mano, piccolo surrogato di spirito bellico. Ma è anche un atto di democrazia psicologica, è il primo passo di un’autoanalisi comportamentale, il fondamentale checkout di autodeterminazione della propria identità maschile profonda. In quei pochi minuti non si può fingere, perché davanti allo specchio non c’è nessun tribunale superiore al quale appellarsi, nessuna deroga e nessun rinvio. Tutto è lì, nudo e crudo sotto i propri occhi. Meglio allora sfruttare quegli attimi di intimità attiva per iniziare una riflessione sul nuovo mondo di questa maschilità, come la chiamano i sociologi, in trasformazione accelerata e disordinata. Gli ultimi  mesi, poi, hanno registrato un cambiamento radicale, hanno portato sulla scena protagonisti con nuovi profili psicologici, slanci piccoli e grandi, e qualche inevitabile paura. Tra i doveri dell’essere uomo c’è anche quello di pensarsi, e ripensarsi, come uomo. Proprio partendo da quei gesti semplici che si ripetono da secoli e secoli.

***

Puntuale come ogni anno, a novembre, arriva la nuova edizione di Orologi di Class, la guida che fa il punto sulla produzione - con una selezione ragionata dei modelli più belli e innovativi di quello strumento tecnologico per eccellenza che è anche espressione di stile e di personalità. Personalità squisitamente maschile, appunto. Alessandro Gassmann, 47 anni, attore e direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni per il quale, nel 2013, dirigerà e interpreterà il Riccardo III di William Shakespeare.

CLASS NOVEMBRE 2012

5


Sommario N. 319 - Novembre 2012

Copertina

Le firme di

68

8 10 12 14

66

ALISON BALSOM

La tromba ha voce da donna

ALEX ATALA

La cucina è come l’Amazzonia

MARIO BOTTA

Vivere la città è un monologo

JOE JACKSON

L’anima nella musica del Duke

PRIMA 18

36

Speciale Orologi 2013

r

32

Allegato redazionale a Class N. 319 - Novembre 2012

103

23 78 27 32 36 40

NEL MONDO

Okinawa. Il primo resort Ritz-Carlton in Giappone Enologia. Israele, il vino ha la sua terra promessa

FILOSOFIA

A scuola di classici

COSÌ LA CASA È PIÙ SICURA

Lo smartphone fa la guardia

È MONICA LA SORELLA PIÙ BELLA

Il lato sexy della piccola Cruz

IPHONE 5

OROLOGI SPECIALE TESTIMONIAL

6

113

56 66 68 73 78 86

SALUTE

Defibrillatore, istruzioni per l’uso

BOUTIQUE TOP

Eleganti e sportivi. Classici e complicati. I migliori 100 modelli selezionati e raccontati in ogni dettaglio tecnico ed estetico

In tutto il mondo aumentano i negozi monomarca. In Italia hanno un indirizzo: via Montenapoleone a Milano

Autobiografia, rughe comprese, di un uomo fiero

2013. L’ERA DEGLI UOMINI A PIÙ DIMENSIONI Nuove figure stanno emergendo. E tu che tipo sei?

Anima&Corpo

Quasi un cronografo svizzero

2013

Perché le più importanti maison scelgono celebri attori e grandi campioni dello sport per comunicare i propri valori

42 46

ALESSANDRO GASSMANN

94 103 113

IN CAMMINO VERSO SANTIAGO

Un viaggio a piedi. Per sfida, avventura, religione, curiosità

LA FORMULA UNO DELL’ARIA

Il nuovo re dei velivoli acrobatici

CHE COSA INSEGNA BACH OGGI

La lezione del pianista Bahrami

LAVAGGI IN CORSO

Manuale del più complicato oggetto hi-tech: la lavatrice

IL FASCINO CLASSICO DEL TRENCH

Intramontabile, si abbina a tutti gli stili. E se indossato da lei...

COCCOLATI DAL CIOCCOLATO

Un peccato di gola che fa bene

PAD CHE MUSICA QUESTI WEEKEND

La guida del paroliere Mogol per un fine settimana nella natura

CALDISSIMI, SOFFICI, LEGGERISSIMI

I piumini di ultima generazione

UNA GUIDA DA FORMULA 1

Al volante con Mark Webber

OROLOGI 2013 ELEGANTI, SPORTIVI, COMPLICATI. I MIGLIORI 100 MODELLI DELL’ANNO, SELEZIONATI E RACCONTATI IN OGNI DETTAGLIO TECNICO ED ESTETICO. CON UN FOCUS SUI LORO TESTIMONIAL ECCELLENTI

CLASS NOVEMBRE 2012


Le firme di

LA TROMBA HA VOCE

DA DONNA Alison Balsom

HUGH CARSWELL / COURTESY EMI CLASSICS

Spesso si ha un’idea sbagliata della tromba, si pensa alla fatica, alla potenza. Non è un caso che sia da sempre considerata uno strumento maschile. Io ne ho una visione diversa, credo che la natura del suo suono sia più simile a quella di un violino che di uno strumento a fiato. Nel mio approccio allo spartito non sono tanto interessata al puro aspetto virtuosistico, quanto alla musica che devo suonare e a come poterla interpretare nel modo migliore, e in questo senso mi preoccupo di far cantare lo strumento in maniera più simile possibile alla voce umana, facendo attenzione alle minime sfumature espressive. Non credo esistano barriere invalicabili tra repertori antichi e musica contemporanea: è solo una questione di qualità ed è questo che vado cercando in egual misura tra le opere dei compositori del passato e del presente. Devo però dire che più si scava nel profondo della storia e più si scoprono le meraviglie di un mondo artistico che può portare nuova luce sull’arte dei giorni nostri. Nelle musiche dell’epoca barocca, per esempio, tutto sembra così apparentemente strutturato e rigoroso, ma ogni sequenza di note è carica di una libertà assoluta e trabocca di emozione e di bellezza. Amo tantissimo il jazz, anche perché trovo che i suoi principi fondanti non siano poi così lontani da quelli dello stile barocco; si tratta infatti di una musica che deve sempre risultare viva e spontanea, e funziona veramente solo quando si riesce a rendere nello stesso tempo la raffinatezza e l’immediatezza comunicativa,

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la semplicità e la complessità necessarie a creare uno stile esclusivo e inconfondibile. Non a caso, uno dei miei grandi idoli musicali è proprio il trombettista Dizzy Gillespie. In un mondo globalizzato, in cui mancano confini precisi e si è incessantemente alla ricerca di forme di espressione sempre più originali e individuali, non mi sorprende il fatto che si registri la tendenza a ritornare all’arte del passato. La sfida che ho intrapreso nel mio disco, Sound the Trumpet, è stata quella di scegliere alcune pagine musicali di Purcell e Händel e portarle a nuova vita attraverso la voce del mio strumento; composizioni senza tempo che, come i capolavori letterari di Shakespeare, risultano così assoluNELL’ULTIMO CD tamente moderne, perché sanno UTILIZZO UNA TROMBA descrivere in modo sublime i senNATURALE, SENZA timenti eterni dell’animo umano. PISTONI, CHE Abbiamo vissuto troppo a lunRICHIEDE GRANDE CONTROLLO E go nella convinzione che il proIMPEGNO, MA RIPAGA gresso tecnico rappresenti semCON UN pre un elemento positivo in sé, SUONO UNICO ma il repertorio barocco ci insegna un’altra verità: il lato più autentico ed espressivo di questa musica si può solo raggiungere attraverso il recupero degli strumenti antichi e delle loro prassi esecutive. Per le mie ultime registrazioni ho utilizzato una tromba naturale, senza pistoni, uno strumento estremamente difficile da suonare, che richiede un grande impegno e controllo, ma che ripaga con la naturalezza del suo suono, assolutamente unica e incomparabile. Sono considerazioni che alla fine valgono per ogni tipo di invenzione: a un certo punto si raggiunge la perfezione e da quel livello in poi si possono sviluppare alcuni elementi, a discapito però di altre qualità specifiche». (A cura di Andrea Milanesi)

CLASS NOVEMBRE 2012

JASONBELL

L’espressività al posto della pura potenza, la fatica al servizio dell’interpretazione. Così riesco a far cantare il mio strumento come un violino. E a rendere moderni i classici barocchi come il jazz


Classe 1978, da oltre dieci anni la trombettista inglese Alison Balsom si esibisce in tutto il mondo come solista; premiata nel 2010 e nel 2011 come British Female Artist of the Year, ha appena pubblicato per Emi Classics il cd Sound the Trumpet.

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Le firme di

AMARE LA CUCINA È COME UN’AVVENTURA IN AMAZZONIA Alex Atala Voglio valorizzare l’identità brasiliana anche a tavola. Per questo uso solo ingredienti che arrivano dalle foreste pluviali, lavorati da piccoli produttori artigianali sensibili all’ecosistema A noi cuochi spesso chiedono che cosa significhi cucinare. Ecco, per me stare in cucina ha gli stessi ingredienti di un’avventura nella foresta amazzonica: adrenalina e controllo. Ed è al viaggio, il mio primo in Europa, quando avevo  anni e una discreta fama come dj, che si lega l’incontro fatale con la cucina. Ero in Belgio, per ottenere il permesso di soggiorno mi iscrissi alla scuola alberghiera. La necessità mi ha fatto scoprire una vera e propria passione, che ho poi trasformato in D.O.M, il mio ristorante a San Paolo. La pressione è forte quando si diventa il º miglior ristorante al mondo. Non hai il tempo di godere della bellezza di cucinare. Ma stare dietro ai fornelli per me resta un atto di pura creatività. Alex Atala, 44 anni, è il più famoso cuoco brasiliano. Il suo ritorante D.O.M. è a San Paolo. www. domrestaurante. com

Siamo degli artigiani con la possibilità di fare arte, come i più grandi del lusso Prada, Gucci, Hermès. E così noi: lavoriamo gli elementi naturali, sta poi alla nostra abilità trasformare una semplice ricetta in un piatto eccezionale. La tecnica è importante ma va usata con il cuore. In questo mi ispiro alle fotografie in bianco e nero di Ansel Adams, un concentrato di tecnica ed emozioni. Al contrario, però, i miei piatti sono a colori, i colori di un Brasile che sta vivendo uno dei momenti migliori per l’economia e lo sport, tra i Mondiali di calcio che ci saranno nel  e le Olimpiadi nel . Mi sto preparando a questi eventi allenandomi, come sempre, sugli ingredienti: quelli che porto in tavola arrivano dal Rio delle Amazzoni e dalle foreste pluviali. Se dovessi darle un ritmo direi che la mia cucina è una bossanova speziata, un po’ piccante, più che un samba. Sono sedotto da cuori di palma, piprioca, umbù, bacurí e tucupi. Il piatto cult al D.O.M. sono le fettuccine di cuore di palma. Ci sono sapori che con un solo morso hanno il potere di farti sentire in Marocco, in Messico, in Giappone; alla mia tavola ci si deve sentire in Brasile. La regione amazzonica è un universo di aromi, che non finisco mai di scoprire. Valorizzare e scommettere sull’identità brasiliana e i prodotti amazzonici è di grande importanza per salvare foreste ed ecosistemi. Significa anche fornire nuove fonti di reddito a regioni e comunità. Sto lavorando con i nativi dell’Amazzonia, piccoli produttori artigianali, un tempo impiegati nelle miniere, oggi convertiti in tante piccole comunità che producono all’insegna dell’eco-sostenibilità. Mi piace pensare che dietro ogni mio piatto si nascondono cammini, storie e vite». (A cura di Stefania Cubello)

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Le firme di

VIVERE LA CITTÀ È UN

MONOLOGO Mario Botta

La città europea contemporanea si basa su un fiume, né sulle rive di un lago. Non potendo dialogare con eleprincipio diverso rispetto a quella americana. Men- menti naturali, è obbligata a fare dei monologhi. Bisogna che tre Oltreoceano si demolisce e ricostruisce da zero, questi monologhi siano densi di significato perché non si crei della semplice periferia, che non è città. Milano, ancor più che nel Vecchio continente non si può altre realtà urbane, ha bisogno di densità e reinterpretazione: prescindere dagli edifici preesistenti, tracce connon ha più terreno circostante su cui espandersi e può al concrete della nostra identità culturale. In Europa tempo sfruttare i preesistenti impianti elettrici, fognari e stral’architettura ha il compito di reinterpretare il pasdali. Ci si deve concentrare più sulla creazione di spazi sato, rendendolo abitabile dai cittadini di oggi. abitabili che di volumi, più sul vuoto che sul pieno, Quello che abbiamo fatto nell’antica sede come se i monologhi dovessero essere caratterizzati della Campari a Sesto San Giovanni è un da lunghe pause. Le antiche città di provincia itaarchetipo di questo processo. C’erano già liane, seppur da un punto di vista tecnico-funziotutte le caratteristiche di un’area urbana: nale siano un disastro, offrono come nessun altro un isolato completo, quattro strade, un posto al mondo la possibilità di un’identificaparco, la villa della famiglia Campari. zione storico-culturale, necessità insopprimibiAbbiamo demolito i capannoni periferici le dell’uomo, e sono quindi antidoti contro il e mantenuto intatta la palazzina centrale, potere banalizzante della globalizzazione. Ma, adibita a galleria d’arte, costruito due torvisto che il centro storico di una metropori residenziali in cui i pieni e i vuoti dei li non può accogliere tutti, bisogna che balconi suggeriscono una figura stilizzata, anche le aree decentrate della Grande che richiama la centralità dell’uomo e si Milano rispondano a questo bisogno di ispira a un disegno di Fortunato Depero, condivisione della memoria. grande futurista che collaborò con l’azienMARIO Ormai il real estate s’è accorto che sul da. Si è scelto di usare il mattone rosso, caratBOTTA lungo periodo l’architettura, intesa teristico dei complessi industriali primo-noveL’ARCHITETTO SVIZZERO come qualità degli spazi, paga. Penso centeschi, per ribadire il legame con l’idenHA CURATO IL che costruire bene valga sempre la pena tità storica del luogo. RECUPERO DELLO e spero che il progetto, nato dalla colNella Grande Milano la responsabilità STABILIMENTO laborazione con Moretti Real Estate, dell’architettura è ancora maggiore rispetCAMPARI DI SESTO testimoni questa rinnovata consapevoto alle altre aree metropolitane europee. È un’eccezio- S. GIOVANNI lezza». (A cura di Enrico Dal Buono) ne perché non è sorta vicino al mare, né a un grande

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CLASS NOVEMBRE 2012

LEONARDO CENDAMO / BLACKARCHIVES

L’intervento che ho firmato nell’antica sede della Campari mi ha permesso di reinterpretare il passato rendendolo abitabile ai cittadini d’oggi. Così l’architettura può mettere in scena la condivisione della memoria


Le firme di

TROVO L’ANIMA NELLA MUSICA DEL DUKE Joe Jackson Nel mio nuovo album ho voluto celebrare l’arte di Ellington. È un modello di riferimento ancora vivo e stimolante che resisterà, proprio come le opere di William Shakespeare, anche nei secoli a venire prodotto una discografia sterminata, trascendendo generi o confini. Non gli piaceva neppure che la sua musica fosse definita jazz, diceva che si trattava semplicemente di una forma d’arte americana. Potresti passare tutta la vita a esplorare il suo lavoro, trovando ogni volta qualcosa di nuovo. Ecco perché ho voluto dedicare a questo grande compositore e pianista il mio ultimo album, The Duke (Edel). Non un viaggio sentimentale, però, ma un album con la mia personale visione di Ellington. Lo considero fra gli immortali maestri di stile e di musica, come George Gershwin, la cui opera, al tempo tanto criticata, ha ancora successo a Broadway. Credo sia impossibile afferrare fino in fondo il fascino del Duca. È come spiegare la grandezza di Shakespeare. Non è una popstar che puoi riassumere in poche parole. E non solo per la vastità del repertorio che ha prodotto. Aveva una personalità complessa, era un dandy e un musicista formidabile, un bon vivant e uno che doveva fare i conti con i preconcetti razzisti dell’epoca. È sempre stato un modello per me, per l’atteggiamento eclettico e la visione d’insieme che tiene conto dei vari elementi, così come faceva Frank Zappa. In questo contesto, ho ritenuto perfetto chiamare Iggy Pop, che nell’album canta nel brano It don’t mean a thing (If you ain’t got that swing): volevo una voce che uno non si aspetterebbe in un lavoro del genere. Con lo stesso criterio ho coinvolto musicisti come la violinista Regina Carter, il chitarrista Steve Vai, le cantanti Sussan Deyhim e Sharon Jones. Quando mi dedico a un nuovo progetto non ho mai delle aspettative, agisco secondo l’istinto così come ho fatto con il precedente album di studio Rain, registrato a Berlino dove ora vivo, o con Jumpin’ Jive o ancora Night and Day, del mio periodo newyorkese. Ma spero che The Duke serva alla generazione . per avvicinarsi all’universo sofisticato e unico del Duca». (A cura di Stefania Cubello) FRANK VERONSKY

In un mondo oggi così frammentato come quello della musica pop, dove il mainstream passa attraverso poche grandi star, per un artista come me è difficile cogliere nuovi stimoli. Mi sono chiesto che cosa custodisse un’anima talmente grande, immortale, da poter essere un modello di riferimento anche fra  anni. La risposta l’ho trovata nel repertorio classico, in particolare in Duke Ellington. Ho iniziato ad appassionarmi a lui da adolescente. Mi piaceva il suo talento così eclettico, l’eleganza naturale e il carisma per cui fu soprannominato Duca. Come compositore e arrangiatore, ancora oggi è universalmente riconosciuto genio assoluto. Non è stato solo un grande jazzista, ma fra i musicisti che hanno inventato il jazz. E ha

Il musicista inglese Joe Jackson, nato nel 1954 nello Staffordshire, è stato nominato cinque volte per i Grammy Award. Il suo ultimo album, The Duke, è un omaggio al grande Duke Ellington.

CLASS NOVEMBRE 2012


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Patologie (diabete, ipertensione, ecc)

25%

25%

Prostatectomia

23%

Stress

20%

17,5%

Fumo

15%

10%

QUELLA DISFUNZIONE NON È PIÙ UN TABÙ Solo per il 9,5% degli uomini che ne sono afflitti è ancora un tabù. Per tutti gli altri, invece, la disfunzione erettile può essere considerata una malattia come un’altra. C’è anche questo dato nella ricerca sul cambiamento di percezione della patologia più temuta dagli uomini, ricerca condotta da Datanalysis per Lilly Italia su un campione di mille pazienti, 600 loro partner e 800 medici di cui 200 uro-andrologi. Rispetto al 2001, inoltre, cala il numero di chi si rivolge al medico di base (6,6%) mentre crescono gli specialisti interpellati: per molti di essi (34,2%), internet è ormai il principale divulgatore di informazioni su sintomi e terapie. MOLTO

13,5%

5%

PER NULLA

30%

5% 1%

Altro

200 ANDROLOGI RISPONDONO Quanto è frequente che un uomo con disturbi erettili venga da lei in compagnia della propria partner?

51,5% POCO

FONTE: DATANALYSIS PER LILLY ITALIA

Alcolismo

5%

ABBASTANZA

0%

ALLE ORIGINI DI UNA DÉFAILLANCE CLASS NOVEMBRE 2012

Nel 74,7% dei pazienti la soluzione dei disturbi erettili è farmacologica, mentre negli altri casi si preferisce ricorrere alla psicoterapia (22,8%) o a terapie alternative (1,1%).

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PRIMA

Nel mondo MODA

UN INVERNO IN GIACCA MA DI VELLUTO Che cosa non può mancare quest’inverno nel guardaroba maschile? Esquire non ha dubbi: una giacca di velluto. Da Burberry Prorsum e Hugo a Ermenegildo Zegna, gli stilisti hanno ridato unanimemente nuova vita a questo capo così versatile da poter essere indossato sia di giorno sia di sera. Le novità? La linea è diventata più aderente e il tessuto è sempre più morbido e ricercato. E, come optional, la scelta va dalle toppe al gomito ai bottoni preziosi.

RESORT

OKINAWA, UN’OASI TRA OCEANO E BIODIVERSITÀ Ritz-Carlton ha inaugurato il suo primo resort di lusso in Giappone, a Okinawa (www.ritzcarlton.com). Circondata dalle 18 buche del campo da golf del Kise Country Club, direttamente affacciato sull’oceano e situato sull’isola principale dell’arcipelago, la struttura ricalca la tradizionale architettura Ryukyuan con 97 lussuose camere panoramiche aperte sul Mar Cinese Orientale e sulla penisola di Motobu. Nei quattro risto-

ranti e tre bar si serve cucina giapponese, italiana e occidentale, con la possibilità di fare pic-nic sulla spiaggia privata. Ma il luogo più suggestivo di questo lussuoso resort è sicuramente la Spa, secondo Robb Report: le sue dieci sale si dividono tra l’oceano e la Yanbaru Forest, la cui biodiversità annovera 1.200 specie di alberi e ospita più di 3.700 specie di animali, tra cui molte endemiche come il picchio di Okinawa.

tedesche, a cui poi si aggiungeranno partecipanti spagnoli e britannici, ha avuto da subito scopo di competere ad armi pari con i giganti dell’aeronautica statunitense. Nel 1988, Airbus lancia l’A320, il primo aereo civile dotato di fly-by-wire, ovvero di un sistema di pilotaggio digitale, e il

primo vero concorrente del Boeing 737, leader per i voli a medio raggio dal 1960. Nel 2000, poi, viene avviato il progetto che porterà nel 2007 alla consegna del primo A380, vero gigante dei cieli che stabilisce un record imbattuto quanto al numero massimo di passeggeri trasportabili.

ANNIVERSARI

AIRBUS, 40 ANNI DI SFIDE INTERCONTINENTALI Nel 1972 decollava per la prima volta un Airbus nei cieli europei. Si trattava dell’A300. Airliner World, rivista specializzata sul mondo delle linee aeree, traccia la storia di questa azienda in occasione del 40º anniversario del battesimo del volo. Nata nel 1969 a Tolosa (nella foto) con il nome di Airbus Industrie e come consorzio di imprese francesi e

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PRIMA

Nel mondo PESCA D’ALTURA

PANAMA NUOVA MECCA DEL BIG GAME FISHING Dimenticate i Caraibi e la Cuba di Hemingway. Se pescare un black marlin da 4 quintali è il vostro sogno, ora potete farlo anche nel Pacifico. Una compagnia canadese del British Columbia, la West Coast Fishing Club, ha infatti messo il Golfo di Panama e l’arcipelago de Las Perlas sulla mappa delle migliori mete dove praticare la pesca d’altura. Acque relativamente vergini, dove, giura Collection, praticare il big game fishing è un’esperienza entusiasmante per ogni angler.

MOSTRE

IL MONDO DELL’ARTE DECRETA: OK, PRICE È GIUSTO «Ogni tanto il mondo si sveglia», chiosa il settimanale Time, «e decide che un artista in giro già da tempo, magari anche abbastanza ammirato, è diventato qualcosa di più: un artista di cui non si può fare a meno» (e le cui quotazioni, ovviamente, salgono alle stelle...). Qualcosa del genere accadde con Lucien Freud 25 anni fa. E sta accadendo adesso con Ken Price, artista californiano morto in febbraio a 77 anni e cui il Lacma di

Los Angeles dedica fino al 6 gennaio una mostra-evento che poi andrà a Dallas e a NewYork. Un’occasione per scoprire le sue misteriose ceramiche astratte (sopra, da sinistra, Venus, 2000, L.Blue, 1961, e L.Red, 1963) che, anche per l’originale tecnica impiegata, hanno ridefinito la scultura contemporanea. Opere coloratissime e molto sensuali: Price, del resto, s’era dedicato parecchio anche all’arte esplicitamente erotica.

ENOLOGIA

ISRAELE, IL VINO HA LA SUA TERRA PROMESSA Politicamente e geograficamente Israele sarà anche un paese del Medio Oriente, ma i suoi vigneti e i suoi vini sono assai mediterranei, tanto che vi attecchiscono benissimo vitigni come Syrah, Grenache, Mourvèdre e Viognier. Così la prestigiosa rivista inglese Decanter consacra uno dei paesi emergenti nel panorama enologico mondiale, i cui vini fanno razzia di premi ai

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concorsi internazionali proprio perché non somigliano neppure lontanamente a quelli con cui si ubriacava Noè, e neppure a quelli pionieristici del barone de Rothschild. Zone maggiormente vocate (in verde nella cartina) sono l’alta Galilea, le colline della Giudea e persino il deserto del Negev.

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L’arte del vetro Kosta Boda alla Biennale di Venezia

Kosta Boda presenta la mostra NINE ROOMS che ospita oltre 60 opere di Bertil Vallien, maestro svedese del vetro d’arte. L’esposizione è allestita presso Palazzo Cavalli Franchetti a Venezia e testimonia cinquant’anni di creatività di un artista che rappresenta il meglio della produzione di Kosta Boda, vetreria svedese fondata nel 1742. Nel cuore delle foreste nasce la passione per esplorare la possibilità di realizzare opere in vetro con tecniche innovative, la cui originalità è riconosciuta in tutto il mondo. In occasione della mostra veneziana, Morandin home Art, negozio e galleria espositiva di Treviso, ospita l’extension KOSTA BODA from SAND _to SPIRIT, evento che espone le opere dei più importanti maestri svedesi, realizzate presso la Manifattura Kosta Boda. Distributore per l’Italia: Messulam S.p.A. Via Rovigno 13, 20125 Milano - tel. +39 02.283851

Morandin home Art ha creato uno spazio permanente dove è possibile acquistare le opere realizzate da Kosta Boda.

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PRIMA

Filosofia

RILEGGERE I CLASSICI PER AFFRONTARE L’ATTUALITÀ I filosofi di ieri al servizio dei problemi di oggi. Questa è l’intuizione dello scrittore Alain de Botton che a Londra ha fondato una speciale scuola dove si insegna ad attualizzare i grandi pensatori. Perché la modernità è anche in un’opera di Platone di Emily Stefania Coscione

gnanti, incomprensioni familiari, problemi di natura sessuale, idee politiche, fino alla scelta della vacanza ideale o del libro da acquistare. Individuato l’enigma che tiene svegli di notte, qui è facile trovare un corso serale o un weekend di riflessione, una vacanza di gruppo o un pranzo con conversazione brillante, un sermone a tema o una sessione psicoterapeutica one-to-one, in grado di aiutare ad acquisire quegli strumenti indispensabili per individuare buona strada. Il tutto liberando da stress inutili e pericolosi per la salute.

Alain de Botton, uno dei fondatori della scuola, è tra i suoi ccarezzate l’idea di cambiare lavoro? Meglio leggere insegnanti più ricercati, tanto che i suoi corsi a numero chiuprima Platone. State ricercando l’anima gemella? È conso possono raggiungere in poche ore il numero necessario di sigliabile compulsare Tolstoj. Il tran-tran della vita di tutti i gioriscritti. «Uno dei paradossi della società consumistica attuani abbatte il morale? Nietzsche è a completa disposizione. le», spiega a Class il filosofo svizzero naturalizzato britannico, Proprio sugli insegnamenti di grandi filosofi, artisti e scrittori «riguarda il fatto che esistono migliaia di attività commerciali della storia si basa il successo della School of Life di Londra. che dichiarano di vendere il caffè o il capo di abbigliamento Ma le sembianze da semplice negozio non inganperfetto, ma pochissime che si propongono di nino: dietro la facciata poco memorabile del offrire strumenti che possano redere beneficio Alain de Botton, 42 anni, numero 70 di Marchmond Street, nello storico alla nostra mente. Per questo ho voluto dare iniquartiere di Bloomsbury, si nasconde infatti uno ha scritto Le consolazioni zio a un’istituzione educativa come la School of della filosofia e dei centri intellettuali più attivi del paese. E una Life, assieme a colleghi che intendono fermaCome Marcel Proust può scuola che si dice in grado di offrire una soluziomente rendere l’apprendimento più adatto alla cambiarvi la vita ne permanente a qualsiasi problema che impesocietà moderna. La scuola offre corsi non astrat(Guanda). In alto, la disca di vivere felici e contenti. ti, ma ideati per incoraggiare riflessioni su temi School of Life di Londra. Nata nel 2008 dall’idea di un gruppo di intelletquotidiani. Parliamo sì di Aristotele e Platone, tuali britannici (come Sophie Howarth, già curama mostriamo anche come possono risolvere trice della Tate Modern), la School of Life ha in i problemi che affliggono ogni essere umano». calendario corsi molto e ben frequentati, che si propongono di risolvere dubbi esistenziali su Scrittore raffinato e autore di best seller interogni aspetto della vita quotidiana: carriere stanazionali tra i quali Come Marcel Proust può

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Filosofia

PRIMA Una delle sale della School of Life di Londra: i libri sono ovunque, anche nelle illustrazioni alle pareti.

cambiarvi la vita e, ultima fatica letteraria, Del buon uso della religione. Una guida per i non credenti, il 42enne de Botton rivela che, nei suoi quattro anni di attività, la scuola ha individuato due aree esistenziali che necessitano di maggiore aiuto. «Per noi le esigenze emotive dell’individuo sono essenziali e quelle che sembrano richiedere interventi più frequenti sono l’amore, con riferimento a rapporti di coppia, tra genitori e figli, o tra amici; e il lavoro, che include il rapporto con il denaro e con la condizione sociale. Particolare successo hanno i nostri sermoni, che hanno lo scopo di entusiasmare e ispirare, non solo quello di condividere cognizioni».

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Per molti, però, la filosofia è ancora un argomento elitario, basato su idee, scuole di pensiero e libri piuttosto complicati. Com’è riuscita la scuola a superare l’ostacolo? «Le persone si rivolgono a noi per ricevere aiuto su questioni di una certa urgenza, cercando risposte che le scuole normali non sono in grado di offrire. Tipo come vivere, come diventare una persona migliore. Le università contemporanee nascono originariamente da istituzioni religiose, il cui scopo era proprio quello di insegnare in termini pratici come salvare la propria anima. Ma evolvendosi, la società ha respinto sempre di più l’idea della saggezza e oggi l’individuo non sa più come utilizzare al meglio gli insegnamenti di chiese, moschee, sinagoghe. Per questo spetta alla cultura colmare il vuoto: arte, filosofia e storia possono guidarci proprio come la Bibbia. La cultura è la nuova religione».

Ma l’approccio da self-help non rischia di sminuire l’importanza e l’impatto intellettuali della filosofia? «Quella del self-help è una parolaccia», reagisce THE de Botton. «Oggi, se si vuole rovinare con un SCHOOL OF LIFE 70 MARCHMONT unico colpo le proprie credenziali intellettuali, STREET, basta ammettere di leggere libri di self-help. LONDRA - WC1N 1AB. TEL. +44.20.78331010 Ma è anche vero che, per migliaia di anni, la Bibliotherapy. Iniziativa rivolta a chi è WWW. filosofia si è basata proprio su questo genere. THESCHOOLOFLIFE. indeciso sul prossimo libro da leggere: Basti pensare ai filosofi dell’antichità: Epicuro COM dopo un incontro con un biblioterapeuta, scrisse tomi su soggetti come amore, giustizia, ecco consegnato un accurato piano di lettura vita umana. La lettura del De Ira di Seneca è consiper il futuro. I libri possono essere acquistati gliabile ancora oggi. E le Meditazioni di Marco Aurelio? È anche presso il bookshop della scuola. vero: allora la leggeva un imperatore che vedeva il suo impeLa School of Life organizza anche pranzi e cene ro disintegrarsi davanti ai suoi occhi, ma oggi è da consigliaper incoraggiare gli studenti a perfezionare l’arte della conversazione con persone appena conosciute. re anche a un normale individuo con problemi economici». Mumsnet Philosophy Club. Una serie di incontri a tema organizzati in collaborazione con Mumsnet, popolare sito internet britannico, specializzato in consigli pratici per mamme e papà bisognosi di aiuto. Costo: 35 sterline.

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PRIMA

Vita digitale

Un tocco per impostare le reazioni a suoni e movimenti, un altro per direzionarle, un altro ancora per vedere le immagini in diretta. Con i modelli più evoluti di videocamere Ip si può gestire a distanza un sofisticato sistema di sorveglianza dal display di telefonini, tablet o pc

di Davide Fumagalli

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chi non è capitato di chiedersi con apprensione se si è dimenticata la porta del frigorifero aperta prima di partire per il weekend, o se la finestra lasciata aperta ha provocato un allagamento della camera da letto allo scoppiare del temporale? Dubbi che possono ora essere sciolti semplicemente sfiorando il display del proprio smartphone grazie alle soluzioni di videosorveglianza di ultima generazione, che hanno ridotto drasticamente costi e difficoltà tipiche di questi dispositivi, sino a poco tempo fa appannaggio di sistemi aziendali. La soluzione messa a punto dal produttore asiatico di dispositivi di networking D-Link, attualmente la più evoluta e semplice sul mercato, è basata su tecnologia cloud, che permette così di fruire del servizio indipendentemente dal tipo di videocamera, che spazia da quelle base a sistemi di tipo professionale. Il nuovo modello di punta, la Ip-Camera Dcs-

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UNA CASA PIÙ SICURA CON LO SMARTPHONE DA GUARDIA 5222L, offre infatti caratteristiche di tipo professionale, conservando al tempo stesso la semplicità d’uso e di installazione degli altri modelli compatibili con la piattaforma mydlink.com. Punto di forza della Dcs-5222L è la presenza di un sistema di controllo motorizzato, che permette così di telecomandare la camera sia in senso orizzontale, sia in senso verticale. In questo modo è possibile tenere sotto controllo ogni tipo di ambiente pur collocando la camera in un punto qualsiasi della stanza, e agendo poi da remoto attraverso i comandi software delle applicazioni per smartphone e tablet o dalla pagina web. La camera dispone, inoltre, di un sensore abbinato a quattro led infrarossi per catturare video HD e immagini in bianco e nero anche in totale assenza di luce e di un microfono per ascoltare quanto avviene attorno alla camera, che può anche essere programmata per

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PRIMA

Vita digitale

MA LA BABYSITTER NON SI PUÒ VIDEOSORVEGLIARE Luogo inviolabile da un punto di vista legale, la casa diventa anche luogo di lavoro per babysitter e collaboratori, che devono quindi essere avvertiti della presenza di sistemi di videosorveglianza. La legge italiana vieta, infatti, l’uso di sistemi in grado di sorvegliare da remoto i dipendenti, che devono dunque essere avvertiti per evitare conseguenze legali.

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inviare immagini via mail al verificarsi di movimenti sospetti o registrare i video su di una scheda di memoria. Semplicissimo, come nel caso degli altri modelli che compongono la gamma di camere di sorveglianza, il setup del dispositivo: grazie alla compatibilità con la tecnologia Wps basta premere il pulsante sulla Ip-Camera e sul router domestico per connettere la Dcs-5222L a internet tramite wi-fi in tutta sicurezza, evitando l’intralcio dei cavi e facilitando la collocazione del dispositivo in casa o in ufficio: l’unico collegamento indispensabile è quello a una presa di corrente per l’alimentazione. La presenza all’interno della camera di un processore e un sistema operativo, che gli consentono di funzionare senza bisogno di un pc collegato da lasciare acceso, permette inoltre di configurare il dispositivo attraverso qualsiasi browser web, come se si trattasse di una qualunque casella di posta elettronica. Il sistema messo a punto da D-Link permette anche di impostare le reazioni ad alcune sollecitazioni, come movimenti o rumori sospetti. Al verificarsi di queste, la camera invia automaticamente al

proprietario un’email con un breve video o una foto allegata, che permettono così di verificare che cosa sta succedendo in casa. Caratteristiche, queste ultime, comuni all’intera gamma di videocamere, che comprende due modelli privi di controllo motorizzato e disponibili a un prezzo molto accessibile, sotto i 100 euro. L’Ip-Camera Dcs-942L dispone infatti di led a infrarossi che permettono di visualizzare che cosa accade nell’ambiente monitorato anche in assenza di luce, mentre la Dcs-930L, il modello base, offre tutte le funzioni software della gamma senza però la visione nottur-

na. Comuni a tutti i modelli anche le app per iPhone, iPad e smartphone e tablet Android, scaricabili dai negozi digitali di Apple e Google, che consentono di visualizzare e ascoltare in tempo reale che cosa succede a casa o in studio, orientando se necessario la camera (nel modello Dcs-5222L). Anche in questo caso il setup dell’applicazione è pressoché istantaneo e ricalca quello della camera stessa: basta in pratica inserire l’indirizzo email indicato in fase di registrazione e la password impostata, mentre l’interfaccia sfrutta al meglio il display touch di smartphone e tablet.

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PRIMA

Collezionismo

NUOVE SFIDE PER L’ARTE ANTICA

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Nella prima edizione, Paris Tableau aveva ottenuto il consenso di collezionisti, curatori di musei e di un pubblico di appassionati. Ora il Salon parigino presenta tele di raro valore selezionate da 21 celebri antiqu ari, una mostra sui Gobelins e un festival sulla grande pittura protagonista al cinema

di Mariateresa Cerretelli

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on è una fiera generalista ma un salone dedicato alla pittura antica. Già nella prima edizione del 2011, Paris Tableau ha registrato quasi 6mila visitatori e la vendita di ben 60 dipinti in soli cinque giorni. Gli ideatori di questo evento, dieci mercanti d’arte francesi di levatura internazionale, da Maurizio Canesso a Bertrand Gautier, da Giovanni Sarti a Claude Vittet, si presentano per la seconda edizione al Palais de la Bourse, fino al 12 novembre, con una ricca selezione di opere che testimoniano l’estetica di diverse epoche, dal Medioevo al Secondo impero. E, agli antiquari organizzatori, si affiancano, quest’anno, anche 11 antiquari internazionali, da Charles Beddington di Londra a David Koetser di Zurigo, per offrire ai collezionisti, ai conservatori dei musei e agli appassionati di ogni paese del mondo, tele rare e preziose. I galleristi espongono la pittura attraverso le scuole. Tra gli esempi di scuola italiana spicca l’erotismo rinascimentale della composizione su pannello di Bernardino Campi dal titolo Venere, Eros e Anteros (1545-1555-Galerie Canesso). O l’intenso Memento mori, olio su tela di Giovanni Martinelli (1630 circa) della Galerie Giovanni Sarti. La scuola francese s’incontra in opere come Schiava al Cairo, 1872, di Jean-Léon Gérôme alla Galerie Jean-François Heim o Trio di musicisti di Nicolas Tournier (Galerie Jacques Leegenhoek). La Galerie Caylus di Madrid espone la scuola spagnola con un olio su tela secentesco firmato da Bartolomé Estéban Murillo: La visione di Sant’Antonio da Padova. E per gli amanti della scuola del Nord ci sono rarità come Buffone che guarda da una finestra con inferriata, olio su pannello,1600 circa (Kunsthandel P.de Boer Gallery). 2 Sempre negli stessi giorni Paris Tableau inaugura anche Ciné d’hier, un festival del cinema dedicato ai film sulla pittura antica, tema caro a molti registi internazionali. Da Rembrandt di Charles Matton a La ragazza con l’orecchino di perla di Peter Webber.

TELE DA COLLEZIONE 1.Trio di musicisti. Olio su tela di Nicolas Tournier, Galerie Jacques Leegenhoek, Parigi. 2.Visione di Sant’Antonio da Padova. Olio su tela di Murillo, Caylus Gallery, Madrid. 3. Venere, Eros e Anteros. Olio su tavola di Bernardino Campi, Galerie Canesso, Parigi.

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Inoltre una mostra prestigiosa completa l’evento. Sarà intitolata Tesori ritrovati di Gobelins, una ventina di quadri e cartoni dipinti appena restaurati e scelti tra le opere della collezione di proprietà di Le Mobilier National di Parigi. Un’esposizione mai vista dal pubblico che comprende i cartoni preparatori per arredi firmati da Friedrich Starke (1802-1872) e illustra il legame tra l’opera dipinta e la sua traduzione nel tessile.

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Eros

Per uscire dal cono d’ombra prodotto dalla bella Penelope, era necessario mostrare doti davveri straordinarie. Così, la piccola della famiglia Cruz ha valorizzato il suo lato più sexy per il marchio di lingerie più provocante. E il risultato non lascia dubbi

Monica Cruz, 35 anni, ballerina, cantante, attrice e modella per Agent Provocateur.

di Stefania Cubello

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BALLERINA DI FLAMENCO PROFESSIONISTA, MONICA HA GIRATO IL MONDO PER ANNI NELLA COMPAGNIA DI JOAQUÍN CORTÉS

a più famosa in famiglia è Penelope, talmente bella da far sembrare Super Mario l’idraulico baffuto più desiderabile anche dagli uomini nella nuova campagna Nintendo per New Super Mario Bros 2. Ma Monica Cruz, più piccola di tre anni, non sembra da meno. È lei, infatti, il nuovo volto, e soprattutto il corpo, della campagna autunno-inverno di Agent Provocateur, di cui vi proponiamo alcune immagini. La maison di lingerie francese, famosa per i completini trasgressivi, ha preferito infine la ballerina e attrice 35enne a Paz de la Huerta, anche lei suprema bellezza di Spagna, per anni testimonial del marchio d’intimo. Come dimostrano gli scatti, un concentrato di trasgressione e seduzione nello stile di Agent Provocateur, la piccola Cruz si rivela, se possibile, perfino più provocante e sensuale della Penelope vista in Nine, il remake del felliniano 8½. Il suo corpo così morbido e sinuoso, forgiato da anni di danza, non a caso ha sedotto e ispirato anche uno come Tim Pope, leg-

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gendario regista di video musicali per personaggi come David Bowie, Neil Young e The Cure, che l’ha diretta nello short movie a sostegno della nuova campagna della maison d’intimo, Wilhelmina: Show Your True Self. Ambientato in una Londra vittoriana particolarmente gotica e misteriosa, all’interno della House of Detention di Clerkenwell, una vecchia prigione oggi in disuso, il filmato mostra il lato caliente di Monica, a suo agio negli stuzzicanti completini dal mood bondage, tra pizzi, lacci e catene. La piccola Cruz, ça va sans dire, conquisterà tutti, uomini e donne. Per lei, d’altra parte, questa è la grande opportunità di mettersi in mostra uscendo dal cono d’ombra dell’ingombrante sorella, considerata una delle donne più belle di Hollywood e con tanto di premio Oscar (per Vicky Cristina Barcelona, di Woody Allen, nel 2009). Eppure, giurano le Cruz sister, non ci sono rivalità o risentimenti latenti fra loro, al contrario di quanto si potrebbe credere dopo aver visto altri casi celebri, come quel-

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IDENTIKIT Nome: Monica Cruz Nata: il 16 marzo 1977 a Madrid, Spagna. Attività: ballerina di flamenco, attrice di cinema e tv, cantante e modella. Amori: riservatissima sulla sua vita privata, dopo la rottura con l’attore Alex Gonzalez non ha svelato ancora il nuovo flirt. www.agentprovocateur.com

PIRATA PER CASO

IN ALCUNE SCENE DELL’ULTIMO PIRATI DEI CARAIBI MONICA HA SOSTITUITO LA SORELLA PENELOPE, INCINTA

lo di Dannii e Kylie Minogue. Dopo tutto, fino a ieri Penelope era una star internazionale, mentre Monica un volto noto essenzialmente in Spagna dove per anni è stata protagonista della serie tv Paso adelante. «Sono stata educata ai valori e all’unione della famiglia», protesta Monica. «Con Penelope non abbiamo mai litigato, anzi, siamo molto affiatate. Delle due, lei è sempre stata quella iperattiva, io la più tranquilla. Almeno lo sono stata fino ai 16 anni», afferma. È infatti giovanissima quando, catturata dalla passione per la danza che, come Penelope, pratica sin da bambina, decide di interrompere la carriera scolastica e dedicarsi anima e corpo al flamenco. Quello di Monica è un talento innato, che la porta dritta nella compagnia di Joaquín Cortés, con cui per sette anni, fino al 2001, gira in tournée nei teatri di tutto il mondo, dalla Royal City Music a New York al Palau Sant Jordi a Barcellona. Il primo passo nel cinema è a fine anni 90 con la partecipazione nel film Pasión gitana, ma la carriera in seguito decolla in tv. A dissipare definitivamente idee di rivalità fra le due sorelle, talmente identiche da sembrare gemelle, nel 2010 Monica lavora alle riprese del film Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare, sosti-

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tuendo Penelope, in dolce attesa del piccolo Leonardo, il figlio avuto dal marito Javier Bardem. Con la sorella condivide anche la passione per la moda, coltivata sin da ragazzine, quando sfogliavano avidamente i servizi di Vogue nel salone di bellezza della madre, parrucchiera; un esempio sono le collezioni che hanno disegnato per Mango, e la collaborazione con il brand svizzero Charles Vogele. E le sorelle compaiono anche nel video musicale Cosas que contar del fratellino Eduardo, cantante rock, la cui relazione con Eva Longoria è stata a lungo chiacchierata e paparazzata. Se il corpo è flessuoso, sulle questioni private Monica diventa estremamente rigida. Non le piace, infatti, mettere sotto i riflettori la vita privata. Meglio il corpo allora, così perfetto a incarnare sogni proibiti, da Agent Provocateur.

L’IDRAULICO BAFFUTO SI FA SEXY Il carattere spumeggiante di Penelope Cruz, 38 anni, ha portato la musa di Almodóvar a indossare i panni di Super Mario nella nuova campagna di Nintendo per il videogame Mario Bros. L’interpretazione più bizzarra della sua carriera. Con lei, anche la sorella Monica.

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a lente antigraffio in zaffiro che protegge la fotocamera posteriore dell’iPhone 5 non è l’unico punto in comune che il nuovo smartphone di Apple ha con l’alta orologeria. Il livello qualitativo raggiunto è infatti paragonabile a quello di un cronografo svizzero, con una precisione misurabile in micron. Basti pensare che, per abbinare i componenti, Apple ha messo a punto un sistema che ne fotografa il bordo e calcola la miglior combinazione tra oltre 250 pezzi, alla ricerca dell’accoppiamento perfetto. L’ulteriore salto di qualità si percepisce impugnandolo: più leggero e sottile del 20% rispetto al precedente, nonostante il display Retina abbia ora una diagonale di 4 pollici e una risoluzione di 640x1.136 pixel. Immutata invece la larghezza a beneficio dell’ergonomia, perfetta per l’uso con una sola mano, e della compatibilità con le oltre 740mila applicazioni. Il nuovo processore A6 garantisce inoltre prestazioni al top, con una capacità di calcolo e grafica doppia rispetto al precedente chip, pur abbassando i consumi e contribuendo così ad aumentare l’autonomia, che arriva senza alcun problema al traguardo della giornata anche con un uso intenso. Già pronto per le reti di quarta generazione, iPhone 5 si dimostra però velocissimo anche su quelle attuali con il pieno supporto alla tecnologia Hsdpa e su quelle Wi-Fi. La presenza di tre microfoni, inoltre, migliora non ITÀ QUAL solo la qualità complessiva delle riprese effet10 tuate con la fotocamera da 8 megapixel, ma anche telefonate e videochiamate attraverso un sistema di soppressione elettronica dei rumori di sottofondo.

Forte di una qualità costruttiva ineccepibile, prestazioni al vertice della telefonia, peso e spessore ulteriormente ridotti nonostante il display di maggiori dimensioni, l’iPhone 5 di Apple è un nuovo punto di riferimento nel settore

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Ai comandi di uno dei suoi jet o dei numerosi altri aerei che possiede, John Travolta interpreta ogni giorno un ruolo che è soltanto suo: quello di un pilota eccezionale che vanta oltre 6000 ore di volo e l’abilitazione per otto diversi tipi di aerei. Quest’uomo che ama appassionatamente tutto quanto incarna l’autentico spirito dell’aeronautica porta al polso un Breitling Navitimer, famoso per il suo regolo calcolatore ideato proprio per i piloti. Un oggetto di culto per tutti gli innamorati e i professionisti della conquista dei cieli, che oggi ospita il Calibro Breitling 01, probabilmente il miglior movimento cronografico automatico. Per John Travolta, semplicemente il più leggendario dei cronografi. GARANZIA BREITLING DI 5 ANNI

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Televisione

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l di là delle diverse disponibilità di portafoglio, la crisi obbliga un po’ tutti a farsi qualche domanda su come spendere meno e meglio. Informare per sapere che cosa si compra e come e quanto si spende, è l’obiettivo del Tg della Convenienza, la prima guida multimediale al risparmio, in onda su ClassTv Msnbc (canale 27 del digitale terrestre), realizzato in partnership con Risparmiosuper.it, il portale che aggrega tutte le offerte della grande distribuzione confrontando i prezzi dei prodotti in promozione nei principali supermercati. Inserendo nel carrello virtuale i prodotti che si ha intenzione di acquistare, il sito calcola, di settimana in settimana, dove si spende meno per tutto il paniere di beni, tenendo conto anche delle carte fedeltà possedute. A richiesta, inoltre, invia automaticamente un’e-mail o un sms con le promozioni in corso sui prodotti scelti. Il Tg della Convenienza, in onda dal lunedì al venerdì alle 10.30 e alle 20.30, e il sabato con due speciali alle 8.30, è condotto da Manuela Donghi e curato da Adolfo Valente e Mimmo Stolfi. A Emmanuela Anderle è affidato uno spazio all’interno della trasmissione, ricco di news dal variegato mondo del risparmio, curiosità e aggiornamenti last minute, mentre Barbara Labate, fondatrice del sito Risparmiosuper.it, regala una pillola quotidiana sui segreti della grande distribuzione che va in onda anche nei circuiti outdoor tv di Class Editori, all’interno delle metropolitane di Milano e Roma. Grazie agli esperti in studio e ai servizi dell’inviato low cost Edoardo Calcagno, i telespettatori scoprono anche i meccanismi economici che regolano l’offerta di prodotti e servizi. Un aiuto che li mette in condizione di fare una spesa ragionata, sensata e utile, valutando la qualità di un prodotto e l’effettiva convenienza di un prezzo o di uno sconto.

Il Tg della Convenienza è in onda da lunedì a venerdì, alle 10.30 e alle 20.30, e il sabato con due speciali alle 8.30.

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Che cosa acquistare, dove e quando farlo. Il Tg della Convenienza, in onda tutti i giorni su ClassTv Msnbc, aiuta i consumatori a districarsi nella giungla di sconti, offerte e promozioni. Per riempire il carrello di qualità e spendere meno e molto meglio di Giulio Pessina

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I puntuali consigli proposti dal Tg della Convenienza intercettano le reali opportunità di risparmio e permettono di scartare quelle mistificanti. Qualche esempio? Non tutti sanno che spesso scatole di biscotti, pacchi di pasta o bottiglie di latte vengono confezionati per il supermercato da marchi famosi con un imballaggio, una grafica e, quel che più conta, un prezzo diversi. Il prodotto è identico a quello che inonda di spot giornali e tv ma si paga fino al 50% in meno. Per risparmiare qualche migliaia di euro l’anno, non spiccioli, non resta che puntare il telecomando su ClassTv.

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PRIMA

Salute

DEFIBRILLATORE, UNO STRUMENTO PREZIOSO In caso di arresto cardiaco, per ogni minuto che passa senza intervenire diminuisce del 10% la possibilità di salvezza. Adesso però, finalmente, un decreto della Sanità impone a società e strutture sportive di dotarsi di sistemi d’emergenza. Ecco come funzionano di Daniela De Vecchis

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E

ra il 14 aprile scorso quando, nel corso della partita Pescara-Livorno, il cuore di Piermario Morosini, calciatore 25enne del Livorno, si fermava. La diagnosi dopo l’autopsia: cardiomiopatia aritmiogena, ovvero un difetto genetico del cuore. La sentenza circa un mese fa: omicidio colposo a carico di tre medici per il mancato uso del defibrillatore. E come Morosini, tanti altri prima di lui, meno noti, non solo calciatori o sportivi di professione, ma anche dilettanti, utenti di palestre e piscine. In ogni caso, persone a cui il defibrillatore avrebbe, forse, salvato la vita. Il decreto Sanità del ministro Balduzzi, dunque, perlomeno nel punto in cui introduce l’obbligo per le società e strutture sportive, amatoriali e non, di dotarsi di sistemi d’emergenza come i defibrillatori, ottiene il plauso di tutti. «Un importante passo avanti nelle pratiche di soccorso, di cui si sentiva veramente il bisogno», commenta Attilio Parisi, direttore del Centro per l’apprendimento permanente presso l’Università di Roma Foro Italico, l’unica in Italia e tra le poche in Europa dedicata interamente alle scienze motorie e allo sport, «e che, tuttavia, non giunge inaspettato. È del 2008, infatti, un progetto di legge analogo bloccato poi per mancanza di fondi. Per capire l’importanza di questa misura, basta pensare che, quando una persona va in arresto cardiaco, per ogni minuto che passa si perde il 10% delle possibilità di farla rinvenire. Avere sul campo, quindi, uno strumento come il defibrillatore aumenta di molto le chance di salvare vite. Ne esistono di due tipi: quelli automatici, in cui lo strumento fa tutto da solo, decide se il soggetto è in arresto cardiaco

e fa partire la scarica che, però, può colpire anche chi sta intorno. Invece quelli semiautomatici fanno prima il check e poi, se è il caso, si mettono in modalità d’avvio». L’introduzione del defibrillatore non è tra le norme immediatamente esecutive del decreto, ma tra quelle per la cui attuazione è necessario l’intervento di altri soggetti, quali regioni, sindaci ecc. «Questo probabilmente perché occorre attrezzarsi, sia economicamente, sia dal punto di vista del personale. Ci deve essere, per esempio, un responsabile del defibrillatore che si occupi della sua manutenzione, e ovviamente chi lo sappia usare. Non necessariamente personale medico: corsi brevi, di un paio di giorni, hanno proprio la finalità di addestrare personale laico. A mio avviso, la presenza del defibrillatore dovrebbe essere allargata a tutti i luoghi particolarmente affollati».

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Copertina

AUTOBIOGRAFIA TOTALE,

RUGHE COMPRESE,

UOMO FI

DI UN

Non solo al cinema, ma anche in famiglia, nella società e, soprattutto, in politica, tutti cercano nuovi ruoli e nuove identità. Su questo punto, però, Alessandro Gassmann, il frontman del teatro italiano, non ci sta. E in questa intervista esclusiva offre la propria visione della crisi, presunta, del maschio contemporaneo di Emanuele Elli - foto di Claudio Porcarelli

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debutti lo attendono: prima regia di un classico con il Riccardo III, in scena per il Teatro Stabile del Veneto di cui è direttore, e prima regia cinematografica con Razzabastarda, remake sul grande schermo del successo teatrale Roman e il suo cucciolo, al Festival internazionale del film di Roma il prossimo  novembre e nelle sale nel . Trascorrere un’ora chiacchierando con lui sul tema dell’identità maschile nel  è come mandare in centrifuga la propria autostima. Se è un capo delicato si distrugge, se resiste ne esce rinnovata. Due prime volte a  anni, cosa significano? È una doppia laurea. Un passaggio di crescita. L’affermazione professionale è ancora così

Attore e regista, romano, 47 anni, Alessandro Gassmann è il terzo figlio di Vittorio. Sposato con Sabrina Knaflitz, ha un figlio, Leo, di 14 anni.

PHOTOMOVIE

G

assmann, con due enne». Lo fa notare subito, Alessandro. Da qualche giorno, almeno sul passaporto, il celebre cognome è tornato alla sua forma originaria. «L’ho fatto per recuperare la storia familiare. Mia nonna era ebrea, lo cambiò per precauzione in anni pericolosi». Baffi appena accennati, capelli e occhiali entrambi scurissimi, look rilassato, Gassmann appare di ottimo umore mentre racconta, nella spettacolare intimità della terrazza del Portrait Suites, gioiello romano della Lungarno Collection del gruppo Ferragamo, l’inizio della sua nuova età professionale. Due prossimi

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ERO UN FIGLIO, LEO, 14 ANNI 38 FILM, 1 DA REGISTA DIRETTORE DEL TEATRO STABILE DEL VENETO

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Copertina determinante nella definizione di una personalità maschile? Secondo me, sì. Io mi sono sentito maturo, uomo e non ragazzo, quando ho sentito di avere in mano le redini della mia carriera, ho potuto decidere quali lavori fare e con chi. Certo, anche diventare padri è un momento importante. Si cresce di più con la nascita di un figlio o con la morte di un genitore? Più con la nascita di un figlio. Il genitore rimane con sé, si diventa in qualche modo il genitore. Tutti noi, poi, a un certo punto della nostra vita, diventiamo genitori dei nostri genitori. Soprattutto se si attraversa un passaggio doloroso, fatto anche di malattia, come è capitato a mio padre, gli ultimi anni sono proprio il passaggio di un testimone. A proposito di passaggi, suo figlio ha  anni. L’ha già scalzata dal piedistallo? No, però ci sta provando. Il fatto è che lui è quasi cintura nera di jujitsu e dunque, quando questo accadrà, temo sarà anche fisicamente doloroso. Già ora, nelle sessioni di lotta casalinga, lui sta per prevalere. I miei rientri a casa ricordano quelli dell’ispettore Clouseau, con il servitore Kato che gli tende agguati da qualunque angolo. Per il resto, però, sono contento; è un ragazzo molto equilibrato, e questo è merito del lavoro fantastico che ha fatto mia moglie. Perché quello della madre è un lavoro. Quello del padre? Anche. Però fino ad ora è stato meno faticoso. Avendo un maschio di  anni, capisco che adesso ha bisogno di confrontarsi con me e devo dunque assumere il mio ruolo che, prima di tutto, è quello di rappresentare la legge, e poi di accompagnarlo nel lato ludico della vita, girando in skate con lui, andando al cinema, portandolo in viaggio. La settimana scorsa ho fatto la fatidica seduta di spiegazioni

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figli che esistono delle regole indiscutibili, dei paletti invalicabili oltre i quali c’è solo un muro contro il quale schiantarsi. È faticoso, ma questo li renderà uomini più forti. E allora sapremo che siamo stati buoni padri. Il recente avvicendamento alla guida del Paese ha evidenziato due modelli di leadership al maschile differenti. Secondo lei, questa nuova fase può suggerire il tramonto definitivo, su più larga scaPROFUMO la, di un certo machismo? di Se per machismo intendiamo SUCCESSO tracotanza o ostentata sicurezza di sé, speriamo di sì. QuanSul set, testimonial di to alla politica, mi sembra che Attimo per gli scandali non siano dimiFerragamo Parfums nuiti. E, tra l’altro, sono semsessuali perché è il momento che sappia pre gli uomini a uscirne peggio. È l’ora di un capo del governo donna? tutto... per evitare sorprese. Lo chiede a uno che vorrebbe Emma BoniL’ha trovato preparato? Sapeva già tutto. Anzi, mi ha anche aggior- no presidente della Repubblica... Stereotipi maschili: quanto le corrisponnato su alcune cose... Ha sempre raccontato di essere stato un de l’immagine dell’uomo... forte? figlio ribelle e che l’ha salvata la severità Credo che essere forte, nel senso di sicuro di suo padre. È un modello educativo che di sé, sia ancora un obiettivo maschile. Non funziona più l’idea dell’uomo che non ha oggi è possibile replicare? Credo di sì, si deve anzi! Tanto più che in debolezze o difficoltà. Non ci si crede più. Italia il rispetto delle regole non è molto fre- Riservato. quentato. A cominciare da chi ci governa. Non ho Facebook e non amo i social netE allora chi ha la fortuna di non avere altre work. Uso la rete per informarmi sul monpreoccupazioni maggiori deve insegnare ai do, non sulla vita degli altri. Faccio parte di

GASSMANN DIRIGE GASSMANN. PER LA SECONDA VOLTA Per vedere al cinema un Gassmann attore che recita sotto la direzione di un Gassmann regista bisogna risalire al 1982, anno del film Di padre in figlio, debutto di Alessandro sul grande schermo con la regia di papà Vittorio. Questa volta, però, per il suo secondo debutto, quello dietro alla macchina da presa, Alessandro fa tutto da solo e dirige anche se stesso nel film

Razzabastarda, adattamento cinematografico dello spettacolo teatrale Roman e il suo cucciolo che ha fruttato nel 2010 molti riconoscimenti all’attore italiano, tra cui anche il premio Ubu. Il film sarà presentato al prossimo Festival internazionale del film di Roma e sarà poi nelle sale il 28 febbraio 2013. Prima, proprio in questi giorni, esce invece Viva l’Italia, commedia

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una generazione pre-rete che sarà pure meno aggiornata, ma anche meno angosciata. Silenzioso. Assolutamente. Ho scelto il mestiere dell’attore, essendo di natura introverso, proprio per parlare d’altro, per scaricare attenzione sui personaggi, sulla rappresentazione... Cacciatore. A me la vita ha riservato la fortuna di incontrare una persona con la quale c’è complicità e dunque vivo la fedeltà in maniera naturale. Però non per questo mi sento di stigmatizzare gli amici scapoli che a  anni hanno ancora una vita amatoriale sfrenata. Immagino possa capitare... Escluderebbe nella sua vita di ricorrere alla chirurgia plastica? Sono  anni che lavoro per avere le rughe e che faccio? Me le cancello? No, dai. Io mi appresto a interpretare ruoli di padre, poi spero di nonno, di bisnonno... E poi osservo che, mentre nelle donne non si nota nulla, gli uomini ritoccati si vedono subito. Ha fatto da testimonial ad alcuni classici consumi maschili: whisky, auto, camicie, orologi. Oggi è il volto di Attimo, il profumo di Ferragamo. Che cosa definisce il profumo nello stile di un uomo? I profumi cambiano a seconda di chi li indossa e questo fa in modo che uno si riconosca in un’essenza. Io, per esempio, amo i profumi molto maschili, semplici, senza troppi retrogusti, riconoscibili ma discreti. Purtroppo ho un solo problema con il mio profumo preferito, che mio figlio me lo ruba in continuazione...

con la regia di Massimiliano Bruno e un cast d’eccezione che comprende, oltre a Gassmann, Michele Placido, Raoul Bova, Ambra Angiolini, Rocco Papaleo (immagini qui accanto). «È la storia di un politico che dice sempre la verità», riassume Gassmann. «Un sogno, in teoria, di molti. In pratica, un disastro che crea situazioni paradossali e divertenti».

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Direttore del Teatro Stabile del Veneto dal gennaio 2010, Gassmann non disdegna i ruoli in tv: il 25 dicembre sarà su Sky Cinema con Natale con i fiocchi.


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N. 319 NOVEMBRE 2012 www.class.it

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r

ALESSANDRO GASSMANN PIÙ DECISO NEGLI AFFARI. PIÙ ATTENTO NEI SENTIMENTI. PIÙ OTTIMISTA PER IL FUTURO. MA ANCHE PIÙ SANO, PIÙ SVEGLIO, PIÙ SEDUCENTE

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L’ESCLUSIVA MAPPA/SONDAGGIO SUI 90 PERSONAGGI DELL’ATTUALITÀ

Copertina

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Inizia l’era degli

UOM NI a più dimensioni

Gli ultimi 12 mesi hanno intaccato molte certezze, modificando la percezione che il maschio ha di se stesso. In politica è in atto la rottamazione dei vecchi leader. Nell’attualità e nell’imprenditoria stanno emergendo inedite figure. Perfino 007 non è più quello di un tempo. Una grande inchiesta di Class alla ricerca della nuova identità maschile di Arnaldo Spallacci

E tu che tipo sei? Class e Doxa hanno elaborato i quattro profili psicologici maschili dominanti oggi abbinandoli ad altrettanti animali che definiscono simbolicamente le tipologie, o cluster. Un panel qualificato ha successivamente collocato 90 personaggi dell’attualità italiana e internazionale, selezionati da Class, in una griglia definita da quattro poli valoriali: corpo e mente, anima e stile. Il risultato è una straordinaria ed esclusiva IdentiMAP, realizzata in collaborazione con Virgin Active: un utile e inedito strumento che il lettore può utilizzare per riconoscersi e definirsi.

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SCOPE UK / MILESTONE MEDIA

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embra proprio che il vecchio sia passato di moda. Ciò che è classico riesce ancora a tenere le posizioni, come nella moda, ma il vecchio proprio no, non lo vuole nessuno. Più che naturale, e inevitabile, in un paese nel quale la durata media di un cellulare arriva a pochissimi mesi. Così, stanno subendo attacchi duri e ripetuti anche tutte le certezze che avvolgevano, e sostenevano, i valori e la sostanza della figura maschile. La crisi economica, ultima espressione di certezze virili secolari, sta dando l’ultima spallata. Addio maschio alfa, va bene, ma chi c’è all’orizzonte? Class ha deciso allora di effettuare in queste pagine un check-up approfondito sullo stato di salute di quella metà del cielo che proprio in una situazione di crisi è chiamata a ritrovare slancio e consapevolezza. Antonio Orlando

BOND, SEMPRE BOND

Sono passati 50 anni e l’agente 007 al servizio di Sua Maestà britannica non è più il punto di riferimento in fatto di virilità forte, elegante e vincente. Il mondo intorno è cambiato, sono cambiati gli attori in cartellone (Daniel Craig, oggi, per Skyfall), sono cambiate armi e tecnologie. Immutate sono la regina Elisabetta e la determinazione di Bond a schierarsi dalla parte del Bene pur facendo lui stesso sempre più fatica a distinguere quale sia veramente questo Bene.

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on è indispensabile partire dalla sociologia o dalla antropologia o da altre discipline accademiche per parlare di quel continente misterioso costituito dagli uomini, intesi come maschi. Spesso più che i saggi scientifici, i cenacoli accademici, le discussioni politiche, per parlare delle cose della vita, in questo caso del maschile, è meglio rifarsi a suggestioni che dalla vita stessa hanno origine. Come i romanzi, oppure, ancora meglio, i film che ormai da decenni offrono eroi con i quali immedesimarsi, cattivi da disprezzare o personaggi con i quali confrontarsi. Dal travolgente James Bond al solitario John Wayne, dal logorroico Woody Allen al fascinoso George Clooney: c’è sempre un modello maschile che offre la battuta pronta, l’espressione esatta e anche un modo di vestire o di muoversi che fa tendenza. Utili sono anche le canzoni e i cantanti, grande esempio di cultura pop che arriva ovunque e parla a tutti. E non solo i cantanti uomini o le canzoni da loro cantate. Anche la creatività femminile è un’ottima occasione per iniziare una riflessione. Un esempio: Gli uomini non cambiano, una canzone magistralmente interpretata da Mia Martini al Festival di Sanremo nel , consegna una rappresentazione dei caratteri maschili diffusa nel-

Fino a ieri nell’identità maschile gli opposti potevano convivere in un equilibrio non solo accettato ma spesso auspicato

la sostanziale insensibilità emotiva maschile), sia come caratteristica collettiva. Gli uomini, in quanto uomini, secondo questa visione tacciono, non dicono: torri di avorio inespugnabili in un mondo che attorno a loro muta vorticosamente. Gli uomini, appunto, non cambiano.

 ANNI DI STUDI E DI RAPPRESENTAZIONI Si deve qui riconsiderare come si è sviluppato il discorso sugli uomini, specie negli ultimi  anni. Ovvero come si parla mentalità odierna, specie femminile: la di uomini nel mondo dei media, nella la immutabilità degli uomini, la loro sot- discussione politica, nella letteratura, specialistica e divulgativa, che trazione quindi alla legge negli ultimi anni ha dedicasociale e culturale, che preto molta attenzione al tema vede il cambiamento, l’evodel maschile. Degli uomini luzione di ogni essere, umai bambini maschi infatti si tratta frequenteno e animale. nati nel 2011 mente secondo opposte rapIl discorso sugli uomini è (51,4% del totale) presentazioni, riferite a un un terreno colmo di aspeDati estratti da modello comunque tradirità: suscita curiosità e inteL’Italia in cifre 2012, zionale, che affonda le sue resse, ma anche conflitto: la radiografia in numeri del territorio e della radici nella storia, anche spesso chi ne parla si cimenpopolazione italiana, recente. Perché, come afferdisponibile sul sito ta nel tratteggiare giudizi, www.istat.it mano molti studiosi (Georsoffermandosi su ciò che ge Mosse, L’immagine delnegli uomini è giusto o sbagliato, su come debbono cambiare, su l’uomo, Einaudi, ), per lungo temquanto ancora non sono (siamo) cam- po nelle società occidentali, specie in biati. Un leit motiv è quello del silenzio quella europea, è esistito un ideale maschidegli uomini, sia come connotato indi- le, una rappresentazione convenzionale viduale (si tratterebbe del mutismo, del- che ha costituito l’esemplare di uomo, al quale tutti (specie la borghesia, principalmente i maschi, ma non solo) si ispiravano: un punto di riferimento universale, quindi. Un modello che in estrema sintesi potrebbe condensarsi nella metaMolte ricerche e analisi convergono verso risultati omogenei nel definire i cambiamenti in atto nell’universo maschile. Quindi sono tre i modelli di uomo oggi prevalenti, come risulta fora: ufficiale e gentiluomo. Forza, rispetintrecciando la figura della maschilità con quella della figura paterna: li riporta il sociologo tabilità, passione, razionalità, serenità, Spallacci riferendosi alle ricerche di Zajczyk e Raspini del 2008 e di Ventimiglia del 1994. autocontrollo, volontà. Il fatto che in UNA MASCHILITÀ DIFENSIVA che con dei rapporti con la donna e del proprio ruoaltri strati sociali il modello proposto fosdiversi accenti propone il modello della lo nell’ambito familiare e professionale. se a volte un altro (il cacciatore, il lavovirilità e della paternità tradizionali, vivendo UNA MASCHILITÀ INNOVATIVA che approratore, il cowboy) non andava a incrinadrammaticamente l’attuale fase di transiziova il cambiamento e la critica integrale re lo stereotipo maschile, in quanto anche ne, spesso in opposizione alle donne. del ruolo tradizionale, assume il nuovo prol’uomo rude appariva connotato da eroiUNA MASCHILITÀ IN TRASFORMAZIOtagonismo femminile come riferimento del smo, sacrificio, rispettabilità. Ed era all’inNE, che ha compreso e accettato, talora proprio orizzonte, sconta la frantumazione di sieme di queste doti (che in verità nesforzosamente, le sfide del mutamento, e si un’identità rifiutata e l’assenza di una nuova propone una ridefinizione (talvolta parziale) identità sostitutiva della precedente. sun uomo reale può racchiudere tutte in sé) che i nostri genitori, specie le madri,

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RIPARTIRE DA TRE PER CERCARE UN UOMO NUOVO

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EROE CERCASI MA DI TIPO NUOVO

Bene comune? Politicamente corretto? Solo tentativi per dare finta sostanza a concetti che hanno trasformato gli uomini, «diciamo la verità... in una generazione di femminucce». Parola di Clint Eastwood, ripresa all’inizio del suo libro Sfortunato il paese che non ha eroi (Ponte alle Grazie) dal filosofo Simone Regazzoni. Qualcosa di più che una semplice provocazione, perché, spiega l’allievo di Jacques Derrida, «il neutralizzare qualsiasi connotazione dell’icona maschile perché bassa, volgare, pericolosa…», ha portato unicamente ad avere «dei soggetti completamente persi, che non hanno più dimestichezza con quelle che comunque sono delle loro caratteristiche fondanti». Meglio allora il macho decisamente stereotipato di una volta? No, il cowboy alla John Ford ha fatto il suo tempo. Però alcuni aspetti di quell’eredità di maschio occidentale, che oggi pare in crisi,

andrebbero ripresi e declinati in termini contemporanei. Nel suo libro cita l’ispettore Callaghan, Dr. House, persino Kung Fu Panda. Tutti personaggi non reali. Uso elementi della fiction perché la mia non è un’analisi della realtà, ma un esercizio etico di costruzione di un nuovo soggetto. Un soggetto che parte da ciò che è, e porta fino in fondo quello in cui crede. Anche a costo di tradire le aspettative dell’altro. Ma c’è un leader, oggi, che incarna questo aspetto della virilità? Barack Obama, quando fa fuori Bin Laden, è un ottimo esempio di riscrittura di un certo machismo politico che rompe con il politicamente corretto: quando si è trattato di decidere, non l’ha catturato e processato, cosa su cui nessuno avrebbe avuto da ridire, ma è andato fino in fondo, senza coprire l’azione in termini di giustificazioni democratiche

e assumendosi la responsabilità della decisione. Attenzione: non dico che sia giusto o sbagliato, dico che è importante ci siano dei soggetti in grado di fare questo. Anche Zanardi, a un altro livello, ne è un formidabile esempio. In che senso? Perché le aspettative della società verso qualcuno che ha subito un dramma come il suo sono quelle della commiserazione. Lui, invece, le ha prese e le ha stracciate, andando alle Olimpiadi non per dar testimonianza, ma per continuare a fare con le braccia quello che prima faceva con un volante. Un eroe non nel senso classico, che fa qualcosa in nome di un fine superiore, ma perché capace, quando viene il momento, di essere fedele a se stesso, di non cedere sul proprio desiderio puro, assoluto; su quello che io chiamo il proprio godimento. (Francesco Elli)

natori, per lenire la fatica del persegui- re in un equilibrio non solo accettato, mento di un modello ideale, di fatto irrag- ma spesso auspicato, in una rappresengiungibile, che comportava per gli uomi- tazione mitizzata dell’uomo. ni costi, psichici e fisici, spesso insoste- Che cosa è successo a quel modello, a quel riferimento unitario, che per nibili. Quindi gentiluomo, lungo tempo ha informato ma anche canaglia: eroe e di sé le società occidentali? anche fellone. Nella identiPerché oggi raramente si tà maschile, fino a ieri, gli sente pronunciare l’esortaopposti potevano conviveL’età media degli zione «sii uomo»? Una volsposi maschi ta sia chi pronunciava quel(era 32,1 nel 2000) la frase, sia chi avrebbe dovuto raccoglierla, aveva in testa un certo modello, Un tempo, per molti secoli, erano i romanzi cavallereschi a fornire i modelli di riferimento utili alla formazione dell’identità maschile. Poi è arrivato il cinema e il Corsaro Nero è stato mandato in pensione dagli eroi dei film western. E non solo. unico, di uomo, e quindi essa appariva a entrambi Tutta la serie dei film di James Bond a partire dal del cinema attuale sia un orsacchiotto di peluche la dice piena di senso. Mentre oggi primo, Licenza di uccidere del 1962. lunga sulla crisi di identità attraversata oggi dagli uomini. chi dice «sii uomo», a quaIl mucchio selvaggio (1969) di Sam Peckinpah. Uno American Gigolò (1980) di Paul Schrader. Titolo molto dei 10 migliori film western della storia e selezionato per importante, anche più della sua specifica qualità filmica. le uomo si riferisce? All’ufessere conservato nella cineteca del Congresso americano. Ha avuto il merito di fotografare perfettamente un periodo ficiale, al gentiluomo, al e il sorgere di un nuovo tipo di maschio (Richard Gere) Un mercoledì da leoni (1978) di John Milius. cowboy, al macho? palestrato e attento alla moda. Straordinaria storia di educazione sentimentale e culturale Tutto ciò è indice di un di un gruppo di amici appassionati di surf in attesa della Batman: il ritorno del Cavaliere Oscuro. fenomeno evidente: sfida contro la grande onda. (2012) di Christopher Nolan. il modello maschile Pellicola bella e tenebrosa, Ted (2012) di Seth MacFarlane. Che il unitario si è disgreanche i supereroi hanno maschio più simpatico, di maggior successo gato. E che c’è al suo al box office e più politicamente scorretto bisogno di un psicoanalista... pensavano nel proferire l’esortazione, una volta comune, rivolta al figlio: «Sii uomo». Un essere uomo che prevedeva da una parte la disposizione delle doti positive dell’ideale maschile, ma tollerava dall’altra anche il suo contrario: quasi una compensazione, una licenza che la società generosamente riconosceva ai maschi, intesi in quel tempo come domi-

35,1

ALLA RICERCA DEL MODELLO GIUSTO IN CELLULOIDE

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Copertina posto? Il nulla, come affermano i maîtres à penser, approssimativi, scettici, nichilisti, onnipresenti nel mondo dei media? Non è così, perché nella vita reale altre figure maschili sono comparse da anni all’orizzonte, ma nessuna si impone, come modello, come tipo ideale, nell’immaginario. Non una sola figura, non una Gli uomini sedentari, sola cultura, ma molti che non svolgono modelli: si parla oggi di sport né attività fisica policultura maschile, o di maschilità liquida, secondo l’analisi della modernità del sociologo Zygmunt Baumann. Il percorso del cambiamento maschile è contrastato, incerto. In un contesto sociale nel quale si stanno ridisegnando i confini delle identità di genere, le biografie femminili appaiono più definite di quel-

RICCARDO MUTI

35%

Altre figure maschili sono comparse da anni all’orizzonte, ma nessuna si impone, come modello, come tipo ideale le maschili: aumento dell’istruzione, forte propensione a investire nella vita professionale, minore tendenza al matrimonio e alla procreazione hanno rappresentato caratteri diffusi nell’esperienza delle donne in Occidente, e oggi, anche oltre; mentre le biografie maschili appaiono più incerte, frammentate, sospese fra tradizione e rinnovamento. Se è vero però che certi uomini si attestano oggi nella difesa della virilità e della paternità tradizionali, altri, forse la maggioranza, hanno compreso e accettato il cambiamento; e se alcuni, fra disorientamento è passività, si sono

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FERNANDO ALONSO

LUCIANO LIGABUE

ROGER FEDERER SERGIO MARCHIONNE

VOLTI E NOMI PER UNA LEADERSHIP Forte come un leone o furbo come una volpe o agile come una gazzella. Da sempre la zoologia aiuta a tracciare le psicologie dell’uomo. Ora un sondaggio esclusivo di Doxa attualizza la mappa di questi caratteri

di Vilma Scarpino e Clara Salmeri

rispettivamente Managing director e Qualitative research manager di Doxa

D

isegnare i profili dei tipi umani, come sono. Quali sono i set di valori in nella complessità degli scenari e cui si disegnano, quali sono i bisogni che dei profondi e rapidi cambiamen- li muovono, quale modo di sentire li spinti sociali di oggi, è una sfida impor- ge a essere ciò che sono e di che cosa è segno tante. Perché non è più sufficien- ogni loro espressione. te distinguere, sulla base dell’età, i consu- Gli strumenti forniti dall’interpretazione analitica classica e mi, gli atteggiamenti e quelli messi a disposizioi comportamenti che Doxa nasce nel 1946 ne dalle applicazioni al mette in atto chi si muointroducendo le ricerche di mercato in marketing delle neurove in questo mondo e in Italia. Ha seguito le tappe scienze, insieme con la questo paese. Oggi, più dell’evoluzione del paese, misurazione su campioche mai, è importante monitorando e interpretando ni estesi, sono una rispodisegnare tipologie umai cambiamenti. Leader grazie alla costante innovazione sta a questa diversa ottine che profilano le pere all’acquisizione di ca, anche antropologica, sone sulla base non solo nuove competenze, di riconoscere e disegnadi chi sono e che cosa è il cuore del gruppo di cui re in tipologie differenfanno, ma piuttosto di fanno parte: Duepuntozero, Doxa Marketing Advice, Doxametrics, Doxapharma e Connexia.

Continua a pag. 

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Copertina Segue da pag. 

ti gli uomini d’oggi. Questo tipo di approccio, infatti, individua che cosa contribuisce a disegnare ciascun tipo descritto. Ci suggerisce anche come i diversi elementi si combinano e cosa esprimono, cosa vogliono. Un colore, la scelta di un mezzo di trasporto, la musica, i suoni, e molto altro. Ecco allora che, disegnata una tipologia, ognuno può riconoscersi e riconoscere e in qualche modo capire, interpretare chi ci sta intorno. Va da sé che le applicazioni per il marketing sono molteplici ed efficaci. Ovviamente, nessuno di noi appartiene solo a una tipologia, ciascuno ha, insieme, caratteristiche qualche volta anche

MEGLIO SAPERE PER PREVENIRE MEGLIO

Qualunque sia la tipologia di uomo alla quale si appartiene (vedi indagine Class/Doxa), la conoscenza delle cause di morte maschile aiuta ad adottare adeguati stili di vita utilizzando le migliori tecniche di prevenzione. (Elaborazione dell’Ufficio di statistica dell’ISS sui dati di mortalità ufficiali dell’Istat)

11,2

Altre cause

1,7

Disturbi psichici e comportamentali

1,7

Malattie dell’apparato genito-urinario

Disegnata una tipologia, ognuno può riconoscersi, valutare e interpretare chi ci sta intorno

34,1

Malattie del sistema circolatorio

messi alla finestra nell’attesa di improbabili segnali di certezza provenienti dal mondo esterno, altri hanno soggettivamente reagito, sperimentando una pluralità di esperienze, comportamenti, modelli che comprovano l’immagine dell’uomo a più dimensioni.

contraddittorie tra loro. In diversa misura, qualcuno è un po’ orso e un po’ delfino, leopardo ma anche falco, qualcuno NUOVI PADRI è proprio «all’incrocio dei E VECCHI TIMORI pali». È questo d’altronde che I nuovi padri ne costituiscoci rende unici. Tuttavia, no l’esempio più diffuso, ognuno, sempre, se si legge visibile, positivamente accetattentamente, è prevalenteTasso di occupazione tato e veicolato, spesso enfamente riconducibile e riconomaschile tizzato, anche dai media. scibile in una tipologia piut(15-64 anni) Ovvero l’esperienza di una tosto che in un’altra. paternità innovativa, che Quindi, qualcuno è più leosignifica trasformazione di costumi e pardo, qualcuno più falco e qualcun altro, ruoli nella famiglia, e soprattutto, per pur potendo alla fine essere un delfino, se il nostro discorso, sovvertimento delle ci si sofferma è di fatto un orso. Si può genealogie maschili, di padre in figlio, provare. Basta leggere la descrizione con nei valori e atteggiamenti. I padri attuaattenzione, pensare un attimo a se stessi li, figli loro stessi che poco si riconoe senza prendersi del tutto sul serio, chiescono negli insegnamenti che i padri dersi: «Ma io, che razza di animale sono?».

67,5%

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34,5

Tumori maligni e benigni

7,9

Malattie dell’apparato respiratorio

4,9

Cause violente

4,0

Malattie dell’apparato digerente

hanno loro impartito, sono tenuti a confrontarsi con partner dotate di ampia autonomia e determinazione, ovvero madri che nella famiglia tendono ad assumere un ruolo prevalente. Cosicché l’attenuazione della figura tradizionale del pater familias può trasformare

DA MARILYN A PITT

È l’uomo più sexy ma anche il più furbo. Brad Pitt ha incassato 7 milioni di dollari per essere il primo uomo a fare da testimonial di un profumo femminile. E non uno qualsiasi, ma il mitico Chanel n. 5 che Marilyn Monroe indossava la notte come pigiama. Esempio di uomo a più dimensioni, come spiega il sociologo Arnaldo Spallacci in queste pagine: padre amorevole, marito affettuoso, attore di successo. E ottimo businessman.

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Copertina PETTO SEMPRE IN FUORI

Ciclicamente il cinema riprende la tematica del corpo maschile, macho e scolpito. È successo con American Gigolò negli anni Ottanta, poi con gli ironici personaggi di Full Monty nei Novanta. Infine, Hollywood ha sfornato di nuovo una pellicola dove il vero protagonista è l’addominale maschile, tonico e depilato: si tratta di Magic Mike diretto da Steven Soderbergh e interpretato da Matthew McConaughey e Channing Tatum, alla cui vita il film è ispirato. È proprio la sua esperienza giovanile di spogliarellista a dar vita a questo progetto che è costato appena 7 milioni di dollari e ha superato negli Usa i 100 milioni di incasso con il 73% del pubblico composto da donne.

44,3% oggi il padre in semplice sione delle nuove riviste Uomini sovrappeso amico del figlio (specie se maschili del men’s help, (over 18 anni) maschio): processo a dopdove poco si parla di donpia faccia, che genera allarne e motori, per nulla di me in chi vede sperdersi l’autorità (e l’au- armi e guerra, e molto di cura di sé, di torevolezza) paterna, ed encomio in chi consumi e di relazioni interpersonali. apprezza la riscoperta di affettività e pros- Manifestazione tutto ciò di narcisismo, simità paterna verso la prole. ma al contempo anche di incertezza, due facce ineliminabili dell’uomo oggi. Il cirSOGGETTI O OGGETTI DEL PROPRIO ESSERE? Il narcisismo e la cura di sé, del proprio corpo, la sfida ad esporsi allo sguardo e L’autore dell’articolo di queste pagine è al giudizio femminile. Si pensi agli uomiArnaldo Spallacci, sociologo, membro ni che si esibiscono spogliati: una prima del Csge (Comitato organizzativo del Cenrappresentazione nel film Full Monty, già tro studi sul genere e l’educazione) presnegli anni , e oggi, in un diverso conso il dipartimento di Scienze testo, nel recentissimo Magic Mike. Riendell’educazione dell’Università di Bologna. È autore del tra in questo scenario la disponibilità a recente saggio Maschi (Il modificare, curare, intervenire sul corpo Mulino, 2012) e sta scrivendo rompendo così la tradizione che voleva il seguito, del quale l'articolo il body male naturalmente perfetto e di Class costituisce una veloimmodificabile, attraverso la chirurgia ce e, al tempo stesso, approfondita sintesi. estetica maschile, la cosmesi, il fitness. Connessa a questo fenomeno è la diffu-

IL PENSIERO DEL SOCIOLOGO

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cuito commerciale e della pubblicità è entrato decisamente in questa nuova dimensione maschile, condizionandone a sua volta l’ evoluzione. La figura dell’uomo metropolitano, talvolta definito metrosexual, prodotto delle trasformazioni del lavoro, del livellamento professionale fra uomo e donna specie nel settore dei servizi; è un uomo che, nella descrizione del suo primo codificatore, il giornalista britannico Mark Simpson, nulla ha da spartire con la virilità del maschio alfa. Manifesta un’identità, il metrosexual, non legata a precisi orientamenti sessuali, è fortemente diretto ai consumi moderni, del corpo, della moda, del digitale, è spesso single, a volte dandy. Qualcuno ne ha ravvisato un primo esemplare in Richard Gere, male escort nel curatissimo guardaroba disegnato da Giorgio Armani, in American Gigolò (). Un uomo liberato, quindi, dalle costrizioni della mascolinità tradizionale, ma

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Copertina anche dagli stereotipi moderni, che prescrivono il coming out dell’orientamento sessuale (etero contro gay), o l’impegno consapevole a fianco di donne. È l’individualismo, in certa misura benvenuto, del mirror man, che guarda se stesso senza imbarazzo, e si lascia guardare (Maria Luisa Fagiani ed Elisabetta I laureati Ruspini, Maschi alfa, tra la popolazione beta, omega; Franco maschile over 15 Angeli, ).

10,6%

Mad men è la serie tv americana ambientata negli anni 60 (a destra, il protagonista Jon Hamm) che ha riproposto un modello di uomo cinico, arrivista, spietatamente seduttore e fumatore. Con grande successo anche in Italia.

79,4

lizzare, discutere, pregare, Gli uomini in movimento, giocare, come aristocratici, infine, quelli che si sono sportivi, militari, monaci, impegnati culturalmente e qui per la prima volta si politicamente, che hanno Attesa di vita per i maschi sono ritrovati e organizzati parlato, sono usciti dal silennati nel 2011 per un progetto in quanto zio del quale sono accusati; uomini, per dare una rispohanno costituito gruppi di padri, di mariti, di appartenenti a etnie sta ai problemi che il mondo poneva loro particolari, con istanze di liberazione, di con crescente intensità. cambiamento o di ritorno all’antico: la Gli uomini, infine, cambiano davvero, e politica della maschilità. È un altro ele- molto. Una trasformazione continua. Ma mento di novità: se spessissimo nella sto- si devono avere occhi aperti per registraria gli uomini si erano riuniti per socia- re le loro trasformazioni.

AMICI MASCHI, AUTODIFENDIAMOCI COSÌ

Ha perso dignità e valore in nome di un ingentilimento metro-sessuale che lo ha reso scevro di quell’alone misterioso e burbero tipico di personaggi come Humphrey Bogart o Sean Connery. Che cosa resta oggi? Una domanda decisamente annosa, alla quale risponde, con un’ironia degna di Woodhouse, Paul de Sury nel suo nuovissimo Manuale di autodifesa per maschi (Fazi Editore), un anti-galateo barricadero. Class ha incontrato l’autore. (Alex Pietrogiacomi) Maschio. Animale perduto o animale dimenticato? Animale a forte rischio di estinzione. Il complotto tra femmine, stilisti gay e nazisti delle SS (salute e sicurezza) mira a ridurlo a un cicisbeo azzimato da utilizzare solo a fini riproduttivi fino al momento in cui una banca mondiale del seme consentirà a 4 miliardi di femmine di farsi ingravidare tutte da Brad Pitt.

Dove sono finiti i piaceri maschili? Criminalizzati dalle maestrine del bon ton e dagli eco-citrulli che ci vogliono vietare il fumo, l’alcol, la carne, il piacere del corteggiamento. La soluzione al problema è la misoginia? No, è la nascita di un movimento di resistenza di cui questo manuale costituisce il libretto rosso. Per riappropriarsi della propria identità ci voleva questo libro o ci vorrebbe un po’ di volontà? La volontà. Fumare in casa, rifiutandosi di uscire sul terrazzo. Imporre la partita di calcio sulla telenovela colombiana. Eliminare le candele al patchouli, il Tofu e le tisane di malva. In poche parole, opporsi alla femminilizzazione della società. Il manuale può contribuire, con utili consigli su come comportarsi in molte delle situazioni della vita. Che cosa ne pensa della pubblicità di Chanel con Brad Pitt? Io, uomo, dai gusti noiosamente ortodossi, preferisco identificare Chanel n. 5 con Marilyn Monroe.

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In cammino verso

SANT Per avventura, sfida, religione, curiosità o cultura. Ogni anno in migliaia affrontano gli 800 km del pellegrinaggio a Compostela. Come ha fatto l’autore di questo articolo quando, dopo 57mila km in moto, ha deciso di partire a piedi alla ricerca del silenzio Testo e foto di Marco Deambrogio

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Anima & Corpo Esperienze

IAGO P L’altopiano della Meseta, il tratto più duro lungo gli 800 km del Cammino che porta a Santiago de Compostela.

er  anni ho vissuto libero come il vento a cavallo della mia moto, da solo con i miei pensieri e sogni di eterno ragazzo. La sete d’avventura mi ha portato a fare il giro del mondo, partendo da Milano e percorrendo mila km in solitaria: ho raggiunto Kabul, sfidando la sorte e la morte, per portare aiuti a favore di Emergency; ho seguito le orme di Marco Polo lungo l’antica Via della Seta, fino a Pechino; ho attraversato i deserti australiani e l’Africa. Poi è arrivato il momento di far decantare un po’ le grandi emozioni on the road. Lascerò per un po’ la mia amata moto in garage, per trovare una nuova dimensione fatta di pace e silenzio interiore. Ho la sensazione che il Cammino di Santiago di Compostela mi stia chiamando a sé, e sento il desiderio di mettermi in cammino verso la Spagna, verso occidente. Non riesco a dare una spiegazione razionale a questa sensazione profonda, ma ormai ho deciso, partirò tra due giorni. Sarò in grado di percorrere a piedi, con un pesante zaino sulle spalle, gli  chilometri del

tragitto? Non ho alcun allenamento e da un anno e mezzo soffro di un’infiammazione ai tendini della pianta dei piedi, a fatica riesco a camminare per - minuti. Le ho provate tutte: antinfiammatori, visite ortopediche, trattamenti laser. Ma il dolore è ancora forte. È da incoscienti mettersi in viaggio in queste condizioni, ma una voce mi sussurra di mettermi in cammino e di aver fiducia. E così farò. Ho acquistato uno zaino, scarpe da trekking e da ginnastica, un poncho antipioggia, e il giorno seguente all’alba sono partito con la mia auto, in direzione Francia e monti Pirenei, destinazione SaintJean-Pied-de-Port, da dove parte il Cammino francese di Santiago di Compostela. Il primo giorno di cammino il dolore è forte e più di una volta valuto l’idea di tornare indietro, ma poi mi faccio coraggio, percepisco che l’energia del Cammino mi aiuterà nel mio intento, riparto a passo di tartaruga fino a raggiungere Roncisvalle, ho percorso i primi  chilometri in  ore... Sono distrutto, mi fa male dappertutto e i piedi non li sento più dal dolore,

un percorso per cuori e anime forti Santiago de compostela

roncisvalle

Lugo

leon Ponferrada

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saint-Jeanpied-de-port

Burgos

PUENTE LA REINA

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055 COMMUNICATION | PH. ANDREA VARANI

Distribuito da: Beach Company S.r.l. - numero verde 800.477155 - info@beachcompany.it


Esperienze

Da sinistra, Tomas, l’eremita che si definisce l’ultimo dei Templari, a Manjarin; il medievale Castillo de los Templarios, a Ponferrada; una vetrata e poi la facciata della cattedrale di Santiago de Compostela, punto d’arrivo del pellegrinaggio.

domani non so se riuscirò a proseguire. Decido di entrare nella chiesa di Roncisvalle e assisto alla messa in cui il parroco impartisce la benedizione ai pellegrini; era dai tempi del catechismo che non varcavo più la soglia di un sagrato per pregare. Nei giorni seguenti la salute migliora, mi sento bene e in armonia con la natura, decido di staccare il telefono che per tutta la durata del viaggio rimarrà nello zaino (solo qualche sms a fine giornata ai miei cari), di computer e mail non voglio nemmeno sentire parlare. Il pellegrinaggio non è un viaggio con motivazioni di curiosità, turismo o avventura; chi nei secoli passati ha iniziato questa via era spinto a raggiungere una meta sacra che gli avrebbe facilitato il contatto diretto con il divino. Io farò altrettanto, mi

incamminerò fiducioso lungo la mia strada spirituale affidandomi alla fede che avevo perso e che ho ritrovato, fiducioso negli incontri che farò lungo il cammino. Nella tasca dei miei pantaloni conservo la Credenziale del Pellegrino, il documento che ho ritirato alla partenza, che mi permette di usufruire degli Albergues, le strutture ricettive per i pellegrini. Risalgo i Pirenei e le prime giornate di marcia sono molto faticose perché devo valicare le montagne e poi scenderle, ma quasi non me ne accorgo e percorro i primi  km in dieci giorni. Finché, a Terradillos de los Templares, entro nella terra dei Templari, l’ordine religioso militare che pro-

CONSIGLI PER INTRAPRENDERE IL PELLEGRINAGGIO Il Cammino si può effettuare in ogni stagione dell’anno ma i periodi migliori sono tra maggio e giugno e tra settembre e ottobre, in quanto il clima è ventilato e c’è una minore affluenza di pellegrini. Chi invece si mette in viaggio in luglio e agosto, deve prepararsi ad affrontare il caldo e un alto tasso di umidità. Data l’escursione termica, sui Pirenei è consigliabile portare capi che proteggano dal freddo. La via da percorrere è segnalata da frecce

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gialle e dal simbolo del Cammino: la conchiglia. Il percorso è per lo più sterrato e pietroso, ma ci sono anche alcuni tratti asfaltati. Per l’intero tragitto occorrono almeno 5-6 settimane. Chi ha poco tempo, in 5-7 giorni può percorrere gli ultimi 115 chilometri, partendo dalla città spagnola di Sarria. Prima di iniziare il Cammino bisogna procurarsi la Credencial del peregrino rilasciata in Italia dalla Confraternita di San Jacopo di Com-

teggeva dagli attacchi dei briganti e dei musulmani i rari pellegrini che nel  si addentravano in quelle terre remote. Giorni fa ho effettuato una deviazione dal Cammino di  chilometri perché volevo visitare il Santuario di Santa Maria de Eunate, costruito nel XII secolo dall’ordine cavalleresco su disegno del Tempio di Gerusalemme. La chiesa è un luogo unico, imperdibile per chi transita in questa zona, ideale per raccogliersi in preghiera, e al tempo stesso gratifica l’occhio per i suoi simboli misteriosi scolpiti nella pietra. Alcuni studiosi ritengono che in questa terra sia nascosto il Santo Graal, il calice sacro da cui Gesù avrebbe bevuto durante l’Ul-

postella (www.confraternitadisanjacopo.it), o nei punti canonici del cammino. Lungo il tragitto si può pernottare negli Albergue e negli ostelli (da 4 a 15 euro per un letto in camerata comune), o in piccole pensioni e hotel (dai 40 ai 100 euro per una doppia). A Santiago, accanto alla cattedrale, c’è il lussuoso Parador de Santiago de Compostela, struttura a 5 stelle ricavata da un convento del XVI secolo (doppia dai 150 ai 300 euro).

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Esperienze tima cena con gli apostoli. La temperatura è salita a  gradi e marciare sotto il sole cocente mi procura strani giramenti di testa ma sono molto motivato. A ogni passo percepisco un’energia vitale a me sconosciuta, a fine giornata sono stanco, ma la notte fatico a prendere sonno, non vedo l’ora di rialzarmi per continuare il cammino. L’arte del camminare è ormai il mio pane quotidiano, mi godo ciò che sta intorno, non avevo mai camminato così a lungo in vita mia; tutti i problemi diventano relativi, si affievoliscono, mi sento al centro della creazione e in armonia con la natura. La mia gioia traspare dagli occhi ed è contagiosa. Anche i miei compagni di viaggio trasmettono energia positiva, accumulano come magneti terrestri forza e fiducia in se stessi. La carovana umana procede a rilento, in simbiosi e come un corpo unico: ogni volta che reincontro un amico è una festa, ci abbracciamo e ci raccontiamo le novità; il tam-tam verbale funziona come una radio, i nostri cuori e cervelli sintonizzati sulla stessa frequenza. L’arte del camminare dovrebbe essere insegnata nelle scuole ai bambini, servirebbe a curare la voragine del deficit della nostra Sanità: se tutti camminassimo di più, forse ci sarebbero meno malati da curare. Migliaia di uomini e donne affluiscono sul sentiero di terra e rocce che attraversa la rotta Jacobea. Molti affrontano la strada per puro divertimento sportivo, altri per moti-

vazioni spirituali, altri ancora alla ricerca di se stessi e di un momento di riflessione, uniti da un unico obiettivo: raggiungere la cattedrale di Santiago di Compostela, per onorare le reliquie del santo apostolo Giacomo. Nessun viaggiatore solitario soffre di solitudine, in quanto dietro a ogni curva trovi sempre qualcuno disposto ad ascoltarti, e sembra strano ma con ogni pellegrino ci si confida, come se ci si conoscesse da una vita; ci si racconta anche i particolari più intimi della propria esistenza in una sorta di seduta psicologica collettiva, riaffiorano i ricordi più nascosti delle proprie esperienze, le gioie e i dolori. Molti viandanti mi confidano di piangere lungo la strada. Anche a me capita di lasciarmi andare e dopo sto molto meglio, mi sento come purificato, rinato. Ho attraversato la Meseta, un altopiano arido e spoglio sul quale picchia un sole impla-

TUTTE LE IMPRESE DI UN SOLITARIO DELLE DUE RUOTE

Marco Deambrogio, 46 anni, viaggiatore solitario e scrittore, è autore de Il Giro del mondo in moto. I miei 57.000 chilometri in solitaria e Destinazione Afghanistan. In moto da Milano a Kabul per portare un messaggio di pace, editi entrambi da Sperling & Kupfer. Viaggiatore instancabile, Deambrogio ha toccato gli angoli più remoti del pianeta (nella foto qui a destra, è a Kabul sulla sua moto). Fra le altre sue imprese più note, Venezia-Pechino in moto sull’antica Via della Seta, l’attraversamento dell’Oceania e dei deserti australi, Missione Africa in motocicletta e il raid Caucaso Expedition. Deambrogio sta ora completando il suo nuovo libro che racconterà la sua esperienza sul Cammino di Santiago de Compostela e sta valutando con quale editore pubblicarlo (www.marcodeambrogio.com).

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cabile, senza neppure un albero sotto cui rifugiarsi, mentre un forte vento spira dall’Oceano Atlantico e rallenta la mia andatura. Sto seguendo le orme lasciate dai pellegrini medioevali, rivedo san Francesco che toccò queste terre nel , san Guglielmo da Vercelli che nel , a  anni, raggiunse Santiago a piedi scalzi. Questa terra benedetta mi accoglie tra le sue braccia, le mie preghiere mi accompagnano fino alla città di León. I miei piedi hanno già macinato  km e decido di fare una sosta di due giorni, per riposare e ammirare la magnifica cattedrale gotica, che da sola vale il viaggio. Riparto, la temperatura è scesa a  gradi e fa freddo, giungo a fatica fino a . metri d’altitudine dove è deposta la Cruz de Hierro, la croce di ferro, da secoli luogo simbolico del Cammino: secondo l’usanza, ogni pellegrino colloca una pietra ai piedi della croce, recitando una preghiera per sé e per i propri cari. Raccolgo le ultime energie e mi lascio trasportare a valle, attraverso pianure sconfinate. Il mio corpo ormai si è abituato a percorrere  km al giorno, e anche i  chili dello zaino non sono più un problema. I miei piedi stanno bene, ma molti pellegrini spesso sono costretti a lunghe soste per curare gli acciacchi alle ginocchia e le vesciche ai piedi. Mi addentro nei boschi incantati della Galizia, altre montagne da scalare e interminabili discese da affrontare. Gli ultimi  chilometri del Cammino sono molto affollati in quanto molti pellegrini percorrono solo quest’ultimo tratto, non avendo il tempo o le energie per farlo dall’inizio. Quasi non mi accorgo dei giorni volati via e già sfila al mio fianco il cartello «Santiago». Ce l’ho fatta: ho percorso  chilometri a piedi in  giorni di viaggio. Un’esperienza straordinaria che mi rimarrà per sempre nel cuore.

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Anima & Corpo Storie di successo

Cielo, come è verde

volare

Riduzione delle emissioni, utilizzo di biocarburanti, smaltimento dei rifiuti. Così NetJets Europe, la prima compagnia di aviazione d’affari, oggi è leader anche nella riduzione dell’impatto ambientale di Enrico Dal Buono

A

ridosso del centodecimo anniversario del primo volo della storia, effettuato dai fratelli Wright nel , l’aviazione mondiale ha davanti a sé uno scenario di sfide cruciali. Con oltre  miliardi di passeggeri annui, secondo l’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) il settore è responsabile del ,% del cambiamento climatico antropocentrico globale. L’aviazione d’affari contribuisce appena per lo ,% alle emissioni totali del mercato aereo, e tuttavia una compagnia come NetJets Europe ha lanciato sin dal

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Con un’autonomia di oltre 3.700 km e una velocità massima di 800 km/h, l’Hawker 750 (sotto), gioiello della flotta NetJets, può portare otto passeggeri da Londra a Mosca.

 il programma Real Difference, teso a ridurre drasticamente l’impatto ambientale. «Ora siamo a un passo dall’obiettivo “carbon neutral”, ma quando l’iniziativa fu promossa», spiega Eric Connor, presidente e ceo di NetJets Europe, «molti ritenevano un paradosso che un’azienda coinvolta in un settore così inquinante potesse fare

da apripista nella direzione della sostenibilità. Per di più, gli operatori della business aviation non percorrono rotte fisse e interagiscono con svariate tipologie di aeroporti, il che rende ancor più complesso introdurre pratiche di rispetto ambientale». Certo, NetJets, che ha da poco commissionato  jet alla canadese Bombardier e alla statunitense Textron e garantisce, solo in Italia, mila movimenti l’anno in entrata e in uscita, non è una compagnia d’aviazioni d’affari come le altre.

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Storie di successo

Due le alternative ai combustibili fossili: i biocarburanti basati su oli vegetali e quelli basati sulle biomasse «Nonostante la crisi», racconta Monica poteva esimersi dallo svolgere un ruolo Agusta, vicepresidente di NetJets per l’I- decisivo pure nella riduzione delle emistalia, «le richieste di aerei a cabina gran- sioni. Anche perché, commenta Connor, de, quelli utilizzati dai clienti corporate, «siamo consapevoli che le nostre dimencontinuano ad aumentare». La compa- sioni determinino importanti responsagnia, fin dalla fondazione nel , ha bilità e grande influenza». La società ha svolto un ruolo pionieristico per la pro- quindi subito aderito allo schema Ets prietà frazionata: ogni cliente può acqui- (European Union emission trading schestare un certo numero di ore di volo da me), introdotto dall’Unione europea in spendere su tutta la flotta NetJets, o acqui- gennaio, secondo il quale i settori industriali con alti livelli di sire la quota di un aereo consumo energetico che rimarrà a sua dispodovranno acquistare il sizione, in tutto il monpermesso di emettere do, entro  ore dalla anidride carbonica. Nel p re n o t a z i o n e . « L a concreto, l’iniziativa nostra Private Jet Card», Real Difference si articontinua la vicepresicola in diverse soluziodente, «costituisce una ni, dalla riduzione del valida alternativa alla In alto, un Hawker 750 NetJets consumo di carburanproprietà frazionata, in Norvegia, a Nolde. te all’impegno di comspecialmente per chi Qui sopra, l’interno di un pensare tutte le proprie vola meno di  ore Dassault Falcon 7X. emissioni, dallo smaltiall’anno. È la soluzione mento dei rifiuti alla ideale per testare un entry-level prima di comprare una quo- ricerca tecnologica e all’utilizzo di comta». I clienti pagano solo un certo nume- bustibili a basso contenuto di carbonio. ro di ore di volo (a partire da ), in assen- Al momento, le sole due alternative ai za di costi di acquisizione. «In Italia», con- combustibili fossili che hanno ricevuto clude la Agusta, «il % dei nostri clien- un’approvazione a livello tecnico sono i ti è proprietario di una carta, gli altri sono biocarburanti basati su oli vegetali (Hefa) e quelli basati sulle biomasse. «Per ora», titolari di una quota di proprietà». Date tali premesse, NetJets Europe non spiega Maritta von Bieberstein, fondatri-

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ce e presidente di Earth e portavoce dell’Environmental advisory board di NetJets Europe, «l’unica opzione disponibile in commercio è Hefa, ma siamo consapevoli dei suoi limiti e stiamo valutando altre opzioni per il futuro». La ricerca sui biocarburanti viene effettuata da NetJets Europe in collaborazione con una società di consulenza esterna, Spring Associates, che ha un’expertise specifica nel mercato dei biocarburanti e nella sostenibilità. «Spring Associates», continua la portavoce, «aiuta NetJets Europe a modellare e mettere in pratica queste strategie, sotto la supervisione del nostro Environmental advisory board». E se le congiunture economiche costituiscono di certo un ostacolo all’innovazione tecnologica, «tuttavia», commenta Maritta von Bieberstein, «crediamo fermamente che la sostenibilità non debba escludere la profittabilità. Un’azienda d’eccellenza come questa dovrà sempre più da una parte assicurarsi che il business funzioni e dall’altra garantire che tutte le attività siano svolte nella maniera più sostenibile. Prima o poi, dal momento che è assurdo pensare che in futuro la gente smetta di volare, tutte le compagnie aeree si troveranno di fronte alla necessità di cercare carburanti alternativi. E noi abbiamo sempre scelto di guidare, non di seguire».

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Magia


Anima & Corpo Storie di successo

La Formula uno

oltre a garantire sicurezza e prestazioni, consente di utilizzare l’aereo con meno restrizioni, nonché di pagare un’assicurazione parecchio inferiore rispetto ai prototipi non certificati. Già, perché lo Sbach non è pensato unicamente per i campioni di volo acrobatico, ma anche per appassionati e collezionisti che, invece che in una Ferrari o in uno yacht, il massimo del lusso lo ricercano in cielo. Questo è l’unico aereo certificato, appartenente alla massima categoria del settore, la Unlimited (l’equivalente della Formula uno o della Moto Gp), disponibile mila euro,  cavalli: con mille l’attenzione per l’estetica», commenta Dario anche nel modello biposto, l’XA. Tra i euro a cavallo, dal prossimo autun- Costa, il capo istruttore di volo acrobatico  Sbach già venduti in Germania, Usa, no, si potrà acquistare anche in Ita- che è il riferimento per XtremeAir in Italia, Sud Africa, Regno Unito, Russia, molti lia la Formula uno dell’aria, l’Xtre- «sono caratteristiche che rendono lo Sbach sono stati personalizzati, a seconda delle esigenze del cliente. «Un miliardario sudameAir Sbach. L’ideatore, Philipp Steinbach, un po’ l’iPhone degli aerei». designer di aerei e campione di volo acro- Non è un caso allora che, ai prossimi cam- fricano», spiega, divertito, Steinbach, «l’ha batico, ha pilotato per anni i predecessori pionati mondiali (Texas, ), saranno  voluto zebrato e lo utilizza per spostarsi durante i safari. Un imprendidello Sbach. «Mi sono reso contore inglese l’ha invece richieto che ogni modello aveva presto completamente argentato, gi e difetti», spiega Steinbach, con la riga della Rolls-Royce attualmente Head of Design intorno e gli interni in pelle». Organisation dell’XtremeAir. «Ho quindi immaginato un nuoNella sede di Hecklingen, a vo velivolo, che condensasse i un’ora di macchina da Berlipregi ed eliminasse i difetti dei no, i tecnici della XtremeAir precedenti aerei acrobatici». impiegano ben dieci giorni per Lo Sbach ha infatti la capacità realizzare un’ala completa. A illimitata di manovre caratteriun privato, tuttavia, sono sufstica del Sukhoi, fiore all’occhielficienti due ore per smontare lo dell’aviazione acrobatica rusle stesse ali: l’immediatezza sa, prodotto dal  fino a qualdell’utilizzo è un’altra caratteche anno fa e che compete ancoristica che rende lo Sbach così Sopra, l’XtremeAir Sbach durante una manovra acrobatica. ra ad altissimi livelli. Ma il suo appetibile sul mercato. «Il mio In alto, il pilota e istruttore Dario Costa. motore è di facile gestione, prosogno», conclude Steinbach, prio come quello del tedesco «è di realizzare in pochi anni Extra. per molto tempo unico velivolo che su  i piloti a utilizzare quest’aereo. «L’Ex- un modello elettrico. Ciò consentirebbe con il Sukhoi era in grado di gareggiare. tra, l’unico competitor dello Sbach ancora di eliminare i due ostacoli principali alla Per di più lo Sbach è il solo aereo acrobati- in produzione, non subisce modifiche pro- diffusione di questa passione: il rumore co realizzato totalmente in fibra di carbo- gettuali da  anni», continua Steinbach. e i costi della benzina. Bisogna però aspetnio, il che gli conferisce una leggerezza, a «Per questo il nostro prodotto offre una pre- tare che vengano messe a punto batterie parità di solidità, senza precedenti. «La linea cisione nelle manovre impareggiabile». in grado di accumulare, in tempi ragiosemplice ed essenziale, il fatto che la scocca Nel marzo scorso Philipp e compagni han- nevoli, la carica sufficiente a volare per sia in pratica formata da un unico pezzo, no ottenuto la Certificazione europea che, qualche ora». (Enrico Dal Buono)

dell’aria Si chiama XtremeAir il nuovo re dei velivoli acrobatici. Tutto in fibra di carbonio, piace anche ai piloti normali

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Bach insegna oggi

Che cosa

La musica può essere uno scudo contro la violenza, spiega in esclusiva a Class il celebre pianista Ramin Bahrami. E, in particolare, la polifonia del compositore tedesco è una tregua fra i contrasti di Andrea Milanesi

RAMIN BAHRAMI è nato a Teheran, Iran, il 27 dicembre 1976. Ha studiato piano al Conservatorio di Milano e ha scelto l’Italia come paese d’adozione. È oggi uno dei pianisti di maggior prestigio, richiesto in tutti i festival internazionali.

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tudia la musica di Bach; non ti lascerà mai solo»: così l’ingegnere Parvi Bahrami scriveva al piccolo figlio Ramin in una lettera spedita dal carcere dove, per via del suo passato filo-occidentale, era stato rinchiuso dagli uomini dell’ayatollah Khomeini all’indomani della rivoluzione islamica e dove riuscì a resistere sette lunghi anni, prima di arrendersi a uno di quegli arresti cardiaci così frequenti nelle prigioni dei regimi totalitari. Oggi Ramin Bahrami ha  anni ed è diventato un pianista classico di fama internazionale. Gira il mondo per tenere concerti e ha firmato un contratto in esclusiva con Decca, ma non ha mai dimenticato il consiglio paterno: la musica di Johann Sebastian Bach è diventata la sua dimensione naturale, una necessità primaria imprescindibile che lo accompagna già dai suoi primi ricordi d’infanzia. A soli a tre anni saliva in piedi sul tavolo per dirige-

re le sinfonie di Brahms e Beethoven, ma la vera folgorazione avvenne poco più tardi: l’incontro con un disco del grande Glenn Gould alle prese con la bachiana Partita n. . «Lo ascoltai in una bellissima giornata autunnale, a Teheran, a casa di un’amica persiana; sulla copertina dell’ellepì il pianista canadese era ritratto di fronte al mare, seduto da solo su una panchina. Quando poi sentii le prime note della Toccata rimasi letteralmente estasiato dalla meraviglia che emanava questo pezzo. Restai scioccato sia dalla musica che dall’interpretazione: Bach e Gould erano due giganti che si incontravano nello stesso momento, in quel brano e in quel disco. Fu una rivelazione, lì è nato il mio amore per la musica». Sono stati proprio i capolavori del compositore tedesco quelli che Bahrami ha suonato quando i missili cadevano sulla capitale iraniana, durante la guerra con l’Iraq («uno scudo contro la violenza, un

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Anima & Corpo Esperienze

VERSO UNA FORZA PIÙ GRANDE Ed è in questa prospettiva che l’artista rilegge anche il viaggio virtuale compiuto nel suo ultimo disco, dedicato alle Suites Inglesi: «In questi brani assolutamente sublimi si ritrova idealmente riunito l’intero Parlamento europeo musicale: tra le indicazioni di movimento e le danze provenienti da Italia, Francia e Germania, ma anche le influenze ispano-arabe e addirittura latino-americane, come la Sarabanda. Un magico caleidoscopio sonoro, straordinario, così sorprendentemente vicino alla nostra società multietnica attuale, in cui Bach riesce a realizzare una meravigliosa sinergia molto meglio di quanto non sia in grado di fare qual-

GETTYIMAGES

sollievo per non sentire la ferocia delle bombe e liberare la forza delle note») e nello studio approfondito di quelle partiture il giovane pianista ha trovato un messaggio di pace universale: «La polifonia di Bach rappresenta una tregua fra i contrasti; non è che non ci siano le tensioni, ma si risolvono sempre in meravigliose consonanze, situazioni di serenità ed equilibrio. Uno dei motivi per cui mi sono avvicinato in maniera così sensibile a questa musica è stata proprio la necessità di recuperare il significato ultimo di queste disarmonie e dissonanze, ma soprattutto la sua capacità di mettere d’accordo gli elementi più differenti».

UN GENIO SEMPRE ATTUALE Johann Sebastian Bach (16851750) è uno dei padri fondatori della musica occidentale. Autore di un immenso repertorio, le sue opere sono studiate e interpretate dagli artisti di ogni generazione.

Nelle Suites Inglesi è riunito tutto il Parlamento europeo con musiche di Italia, Francia e Germania. Un caleidoscopio di suoni magici

TRE INTERPRETAZIONI PER COGLIERE VARIAZIONI GOLDBERG L’esordio discografico di Bahrami per Decca porta impresso il sigillo ideale di Glenn Gould e del sommo capolavoro che il maestro canadese ha elevato a icona assoluta, rinnovando i fasti del genio bachiano.

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siasi uomo politico; sempre fedele a se stesso e alla sua identità artistica, ma testimoniando come le differenze rappresentino ricchezze e non limiti». Ma la lezione bachiana, secondo Bahrami, non finisce qui: «Viviamo in un mondo che brucia tutto, le mode, le passioni, i sentimenti; la rivoluzione digitale sembra aver annullato le barriere tra il desiderio e il suo immediato ottenimento. La musica di Bach ci chiede di tornare a dare valore al tempo; richiede attenzione e impegno nell’ascolto, ma poi ci ripaga restituendoci un tesoro inaspettato». Ed è questo bene prezioso che il pianista iraniano («persiano», come sottolinea lui), si sforza di rivelare al mondo intero, con le sue apprezzate incisioni discografiche e organizzando grandiose kermesse musicali come la manifestazione World Bach-Fest, che lo scorso marzo ha trasformato per tre giorni Firenze in una Woodstock della musica barocca, o in veste di divulgatore d’eccellenza in tv come ospite della trasmissione L’infedele di Gad Lerner. Ma che cosa riceve Bahrami da Bach in cambio di questa dedizione assoluta? «Il mondo che non c’è, il tempo che non ho, la calma, il bello, l’assoluto, l’eterno, il richiamo a una dimensione ultraterrena; io non so come chiamare questa forza più grande di noi, ma sono sicuro che esista e che la musica di Bach ne sia la migliore realizzazione sulla terra».

IL SENSO DEL SUONO

CONCERTI PER TASTIERA Queste straordinarie partiture rappresentano il punto d’incontro tra il pianista iraniano, il direttore Riccardo Chailly e la storica orchestra del Gewandhaus di Lipsia, 300 anni fa guidata dallo stesso Bach.

SUITES INGLESI Il nuovo doppio cd dedicato a quella che il pianista ha definito la composizione più democratica di Bach, dove l’andamento stilizzato di antichi tempi di danza si sposa con le geometrie assolute del contrappunto.

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Anima & Corpo Vita domestica

g a v g a i L

o r c s o n i Manuale

pratico

di gestione del più complicato (per un uomo)

oggetto

tecnologico.

La lavatrice di Cristina Lantone

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i sono divertito di più con questo elettrodomestico che con tutti gli oggetti hi-tech che ho usato negli ultimi anni». Con queste parole Steve Jobs spiegò al giornalista Tim Scannell, che lo intervistava, perché avesse impiegato molto tempo alla ricerca di una lavatri-

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ce che lo soddisfacesse e perché fosse così affascinato da questo apparecchio casalingo. Naturalmente, si sa, Steve Jobs non era un uomo come tutti gli altri, non solo per il suo genio e il suo carisma, ma anche per la propensione all’uso di un mezzo tecnologico così poco attrattivo per la maggior parte

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L’immagine degli anni 50 mostra due tecnici impegnati in un test di lavaggio degli orsetti Teddy Bears. Foto di Orlando, Collezione Hulton Archive, Gettyimages.

del genere maschile. Di recente, una ricerca condotta da Samsung e Human Highway su un campione di . casi italiani, ha confermato, per l’appunto, che la lavatrice è ancora un mistero per la maggior parte degli uomini: la differenza tra un lavaggio a º e uno a º, ma anche tra un prelavaggio e un programma delicato, sembra essere misteriosa per l’% dei single che si affida piuttosto alle cure amorevoli della mamma per smacchiare polsini e camicie. Del resto, nell’% delle famiglie è sempre la donna a occuparsi del bucato. Insomma, la lavatrice avrà

anche cambiato il mondo più di internet, come sostiene l’economista coreano HaJoon Chang, ma non ha cambiato l’uomo che non riesce a coglierne gli aspetti squisitamente tecnologici. Che, pure, sono tantissimi, essendo macchine sempre più avveniristiche, pratiche e veloci. «Non è più sufficiente che lavino bene, ma che diano una serie di informazioni, che consumino poco e che abbiano una serie di funzioni impensabili fino a qualche tempo fa», spiega Alessandro Covi, a. d. di Miele Italia. Eppure, «per un uomo occuparsi della propria casa significa pren-

dersi cura della moglie e dei figli, è una manifestazione d’amore che trova nei gesti quotidiani la sua realizzazione», spiega la psicosessuologa Bianca Fracas. Non è, infatti, un caso che «le coppie dove la gestione familiare è condivisa funzionano meglio, i coniugi sono più soddisfatti e l’intesa sessuale ne giova». Non resta che rimboccarsi le maniche e provare a cimentarsi con cestelli e detersivi. LE FASI DEL BUCATO PERFETTO Prima regola: guardare l’etichetta dei tessuti. Cinque simbolini in fila indicano il Dna di ogni capo (vedi la pagina accanto), dalla tipologia di tessuto alla resistenza all’acqua, alla stiratura ecc. Non tutto, infatti, può essere lavato in lavatrice, anche se ormai esistono programmi avanzatissimi in grado di trattare anche il cashmere e i tessuti più preziosi. «Un errore che spesso commettono gli uomini è quello di mescolare tra loro i colori», spiega Stefano Olivati della Tintoria Caroli di Milano. «Anche usando i prodotti acchiappacolori non è certamente garantita una tenuta totale della tinta. In più, con i capi colorati va usato solo il lavaggio a º». Il secondo passo, dunque, è quello di dividere il bucato per colore e tessuto, prov-

CON IL GIUSTO TOUCH ANCHE IL LAVAGGIO DIVENTA IPER TECNOLOGICO Motori silenziosi, dosatori automatici di detersivo, programmi anti-macchia e trattamenti a vapore in grado di favorire la stiratura. Con le nuove lavabiancheria e lavasciuga, anche i più imbranati e pigri possono dedicarsi al bucato. E, per chi ha poco tempo, bastano anche solo 15 minuti...

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Vita domestica chiatore per pretrattavedendo a selezionare il prore polsini, colli e macgramma più delicato. Per il chie ostinate può essebianco, invece, la raccomanPrima di infilare un capo nel cestello bisogna controllare l’etichetta. Qui sono re sempre utile», continua Olidazione più importante riportate tutte le informazioni utili per un corretto lavaggio, dal programma vati. Ma attenzione a non riguarda l’uso del detersivo. di lavaggio all’asciugatura. lasciare i capi in ammollo per Non deve essere mai troppo LAVAGGIO IN ACQUA. La vaschetta fornisce indicazioni sultroppo tempo, potrebbero aggressivo e soprattutto bisola temperatura massima alla quale va lavato il capo. Se compare una manina, vuol dire che va lavato a mano. stingere. Per chi ha poco temgna assicurarsi che non conpo a disposizione, l’asciugatenga sbiancanti ottici. «Si CANDEGGIO. Il triangolo si riferisce al candeggio. Se compare una croce sul simbolo, l’indumento non può essere trice potrebbe essere d’aiuto: tratta di sali che si depositaassolutamente candeggiato. riduce le pieghe e sottrae temno sul tessuto e vengono poi STIRATURA. Significa stirare con ferro da stiro. I punti al po alla stiratura. In più, spea contatto con la pelle, genecentro del disegno indicano la temperatura da uno (freddo) cialmente con gli asciugamarando, in alcuni casi, anche a tre (molto caldo). ni, assicura un surplus di morallergie», continua Olivati. LAVAGGIO A SECCO. Fornisce informazioni per la pulizia probidezza, anche senza usare «Meglio allora utilizzare professionale. La lettera indica quali solventi possono essere utilizzati e quali no. l’ammorbidente. dotti biologici che puliscono più in profondità e in modo ASCIUGATURA. Il simbolo significa asciugare nell’asciugatrice. Se non ci sono punti all’interno, non ci sono restrizioni per QUALCHE più salutare». la temperatura. Due punti indicano asciugatura normale. TRUCCHETTO IN PIÙ Per lenzuola, federe e camiSrotolare le maniche e chiucie candide è sufficiente impostare la temperatura a º (non è neces- a non eccedere con il detersivo: potrebbe dere le cerniere e le fibbie può evitare di sario ricorrere ai º), ma, se si vuole un lasciare residui sui capi. La quantità da rovinare i capi. Allo stesso modo lavare i bianco perfetto, invece di usare un deter- usare dipende, certo, dalle condizioni dei jeans a rovescio può evitare che si scolosivo liquido generico è meglio optare per capi, ma anche e soprattutto dalla durez- riscano o si formino delle striature. Se, uno in polvere (sempre senza sbiancanti za dell’acqua. In media, servono  ml invece, si notano delle strisce chiare sui ottici), in grado di pulire più a fondo». per lavaggio, che diventano  con mol- pantaloni scuri, vuol dire che si è usato Un’alternativa? «La lisciva: totalmente to sporco e acqua molto dura, e scendo- troppo detersivo e va effettuato un ultenaturale, non contiene stabilizzanti e va no a  con acqua dolce e poco sporco riore lavaggio. Per evitare, inoltre, che si quindi inserita direttamente nel cestello (sulle etichette dei prodotti c’è anche la formino odori sgradevoli, è opportuno invece che nella vaschetta». Occhio anche dose consigliata). «Avere in casa uno smac- tenere l’oblò aperto subito dopo il lavag-

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Vita domestica che va pulito ogni tanto per evitare la formazione di cattivi odori. Anche caricare troppo il cestello e non rispettare il volume di carico può essere pericoloso: meglio frazionare il bucato.

Uomini alle prese con il mistero delle lavatrici, fin dagli anni 50. Questo scatto è di Harry Kerr, Hulton Archive, Gettyimages.

gio per evitare la formazione di umidità all’interno. Mai lasciare i capi lavati e bagnati nel cestello: potrebbero creare muffa e deteriorare i tessuti. PREZIOSA MANUTENZIONE Le lavatrici di ultima generazione sono quasi dei robot, ma un minimo di manutenzione è sempre richiesta. Usare l’anticalcare una volta l’anno è semplicissimo e richiede poco stress (basta una semplice pastiglia). In più, attenzione al filtro,

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PER NON BUCARE IL BUCATO

Anche gli uomini possono gestire bene la lavatrice. Basta seguire cinque pratici consigli forniti a Class da Stefano Olivati della storica Tintoria Caroli di Milano.

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Colori. Tenere sempre separati i colori e i tessuti. Meglio non fidarsi dei prodotti acchiappacolori che non garantiscono la tenuta totale del colore. Usare una temperatura massima di 30º.

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Bianco. Usare prodotti senza sbiancanti ottici che possono provocare allergie. Usare preferibilmente detersivi naturali e biologici. La temperatura 60º è perfetta se il tessuto è naturale.

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Detersivo. Non usare un detergente liquido generico per tutto. Con la polvere si ottengono risultati migliori su camicie e federe in cotone. Ottima la lisciva, completamente naturale, da inserire direttamente nel cestello.

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Mai smacchiare cravatte in seta con le bombolette spray di fortuna: mangiano irreparabilmente il colore instabile dei tessuti preziosi.

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È preferibile azionare la lavatrice nel momento in cui la si carica e ricordarsi di usare la pastiglia anticalcare una volta all’anno (e secondo la durezza dell’acqua).

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Anima & Corpo Delizie

Coccolati dal

CIOCCOL Antiossidante, nutriente e nemico del colesterolo cattivo. Ma soprattutto gourmand. Il cibo degli dei è un’irrinunciabile delizia per molti. E, per una volta, i peccati di gola fanno anche bene al corpo e alla mente di Cristina Lantone - foto di Gianni Ummarino

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e bastano pochi grammi, anche un quadratino soltanto, e il mondo cambia colore. Non è, infatti, solo una leggenda che il cioccolato sia una panacea per i mali dell’animo, oltre che un’autentica delizia per le papille gustative. «Nove persone su dieci amano il cioccolato; la decima mente», diceva lo scrittore John Tullius, per sottolineare che difficilmente si resiste a quel coacervo miracoloso di sensazioni che una tavoletta è capace di suscitare. Ma quale

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prodigio nasconde un cioccolatino fondente? Come mai già annusarne il profumo manda in estasi? E perché molti non riescono a farne a meno? LE VIRTÙ DEL CIOCCOLATO «Il cioccolato è un toccasana, per la quantità di sostanze antiossidanti che contiene, in particolare per la presenza della teobromina», spiega il nutrizionista Rosario Coppola (www.ilnutrizionista.eu). «Ne contiene tre volte di più del tè verde e in quantità doppia rispetto al vino rosso».

Queste virtù rendono il cioccolato un vizio alla portata di tutti o quasi: «Il consiglio è di optare soprattutto per quello fondente, ma se vogliamo deliziare lo spirito ben vengano anche la versione al latte o il gusto che si preferisce». Naturalmente, occhio alla quantità. «Gli sportivi o chi conduce una vita dinamica possono bruciare più facilmente, quindi potranno consumare cioccolato fondente anche quotidianamente; chi, invece, ha uno stile di vita più sedentario dovrà fare più attenzione e accontentarsi di un

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ATO cioccolatino ogni tanto», spiega il nutrizionista. La dose aurea? - grammi, il giusto quantitativo per fare il pieno di benefici: «Dilatazione dei vasi coronarici e periferici, stimolazione della respirazione, aumento della diuresi sono solo alcuni dei buoni effetti di questa delizia», e non è tutto. Il cioccolato abbassa la pressione arteriosa, rilassa i muscoli lisci e aiuta, persino, chi soffre di mal di testa. Ma l’effetto di gran lunga più interessante del prezioso cibo degli dei è quello sull’umore. «Stimola le endorfine (sostanze dal-

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le proprietà analgesiche prodotte dal cervello). Ma al di là degli alcaloidi presenti, dei polifenoli, lipidi, carboidrati e proteine che contiene, la cioccolata è, soprattutto, un modo per stare insieme e ritrovarsi, e questo è il suo valore aggiunto più grande». Naturalmente, non è il caso di ripetere le gesta dell’imperatore azteco Montezuma che, come leggenda narra, poteva berne fino a  tazze al giorno (per riuscire a soddisfare tutte le donne del suo immenso harem), ma se proprio si vuole esagerare sarebbe meglio scegliere il fon-

dente. «Nel cioccolato al latte, ma soprattutto in quello bianco, le sostanze alcaloidi e i polifenoli diminuiscono, per cui vengono a mancare le attività antinfiammatorie che vanta il dark chocolate». Quest’ultimo, invece, grazie alla presenza di lipidi, acido stearico, palmidico e oleico è in grado anche di bloccare il colesterolo cattivo; in più con il cioccolato bianco e al latte si assumono anche tante calorie e grassi saturi derivanti dal latte», conclude il nutrizionista. Un mito da sfatare, infine, riguarda la comparsa dei brufoli associata al consu-

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LA PERLA DI TORINO Puro cioccolato extra bitter senza zucchero con il 75% di cacao minimo. Senza grassi estranei al cacao, è una tavoletta perfetta per fare il pieno di polifenoli e antiossidanti, senza eccedere con gli zuccheri. L’azienda di Sergio Arzilli seleziona ingredienti di primissima qualità e si contraddistingue per il packaging dedicato alla storia di Torino. www.laperladitorino.it

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mo di cacao. «Di solito, la causa di queste infiammazioni è una particolare situazione ormonale in atto, non certo una scorpacciata di cioccolata». Mentre, attenzione alla carie: «La presenza di zuccheri, per quanto limitata nel fondente, è comunque una base ottima per i batteri, quindi è necessario lavare i denti entro un’ora per essere sicuri di non produrre danni», aggiunge Coppola. DAL CACAO ALLA TAVOLETTA Materie prime di alta qualità, lavorazione artigianale, unione perfetta di forma e

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DOMORI Un’esplosione di dolcezza con il cioccolato extra dark Chuao di Domori, cacao criollo 70%: una rarissima varietà di cacao criollo coltivato in Hacienda San José, a partire dal 2002. Le fave, completamente bianche, conferiscono al cioccolato una grande dolcezza e rotondità con note di crema di latte, miele e frutta secca. Fa parte della collezione Criollo: sei varietà con aromi caratteristici della piantagione di provenienza. www.domori.com Per un dessert da intenditore, in abbinamento a un buon rum.

sostanza: il cioccolato migliore è questo. Ma come si fa a riconoscerlo? «Visivamente, deve essere brillante e lucido, rivelando un buon temperaggio (sistema di lavorazione iniziale)», spiega Guido Gobino, uno dei più importanti artigiani del cioccolato. «La tavoletta deve poi produrre un rumore particolare nel momento in cui si spezza: uno snap deciso rivela che la cristallizzazione del burro di cacao è avvenuta nel modo corretto». Segue, poi, la fase degustativa organolettica: «Non devono essere presenti odori strani, come muf-

ARMANI DOLCI Da Armani Dolci una selezione per scoprire la forza del cioccolato amaro, la dolcezza del cioccolato al latte, la morbidezza del cioccolato bianco e il sapore inconsueto di un cioccolato sabbia. Un packaging ricco e sofisticato, chiuso da un nastro in gros-grain in tinta. La tipologia di praline può variare a seconda della disponibilità del prodotto. armanidolci.com Per chi ama provare gusti sempre nuovi.

fe, date da difetti del cacao, odore di sacco o cartone bagnato (umidità interne del cacao) e, in ultimo, l’odore surtostato caffettato (tostatura non ben fatta)». A questo punto l’esame passa alle aromaticità del cacao, che sono diverse secondo la varietà della fava utilizzata. «L’eccessiva acidità può essere data da un cattivo concaggio (fase terminale nella quale si mescolano tutti gli ingredienti)». Molto dipende anche dalle materie prime utilizzate: non tutti i cacao presentano lo stesso grado di acidità (l’indonesiano è più tanni-

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MAGLIO Da piantagioni selezionate, un cioccolato che porta il nome della sua terra d’origine, Equador, in minitavoletta da 6 grammi. La collezione prevede nove specialità diverse di varie origini, in un’unica scatola. Il cioccolato fondente 70% può essere degustato in compagnia per un piacevole viaggio nel mondo del cacao più pregiato. Ma anche in accompagnamento a frutta secca o fresca di stagione per un dessert speciale. www.cioccolatomaglio.it Per i più meditativi e riflessivi.

VENCHI Tavoletta extra fondente 75% cacao Centro-Sud America a bassa acidità. Fa parte della collezione di tavolette Venchi: dal bianco con mix frutta secca salata alla ripiena cuor di cacao o all’arancia. L’azienda piemontese usa solo cacao delle migliori piantagioni di Criollo proveniente da America Latina e Africa ed evita in modo assoluto i coloranti, mono e di-gliceridi degli acidi grassi, additivi o aromi chimici. www.venchi.it Per una merenda golosa prima dello sport.

T’A SENTIMENTO ITALIANO Il gusto delle migliori fave di cacao Trinitario provenienti dal Venezuela, fuso con le note dolci-amare della liquirizia italiana. La tavoletta di cioccolato fondente 66% del marchio di Tancredi e Alberto Alemagna è solo una delle specialità della casa, che realizza delizie con metodi artigianali. www.tamilano.it Delicato e dolce nello stesso tempo, è perfetto per un surplus di energia a metà mattina.

GUIDO GOBINO Le note calde e persistenti del caramello, accompagnate da quelle fresche e dolci del latte. La tavoletta Guido Gobino Latte finissimo con il 35% di cacao minimo fa parte di una collezione di tavolette in un nuovo formato dal design accattivante. Tra le varietà, l’immancabile Gianduja, realizzata unicamente con le migliori nocciole piemontesi. www.guidogobino.it Per rendere unico il momento della prima colazione.

PRALINE DI SALUTE 1

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MARIA BEDACHT / GETTYIMAGES

co del latino-americano). «Infine, si può verificare l’aromaticità, avvertendo gusti di frutta secca, frutti rossi, banana, ananas, arancia candita o tabacco», continua Gobino. I più pregiati? « I caraibici e i centro americani: gli originari di Equador, Guatemala, Messico, Venezuela. Come quello proveniente dal Madagascar, anche se non è facilmente reperibile». Certo, non è facile innovare se gli ingredienti a disposizione sono sempre due: cacao e zucchero. «Per il cioccolato fondente si possono cercare abbinamenti particolari

ANTIOSSIDANTE. Un consumo moderato di cacao diminuisce l’ossidazione delle proteine responsabili della formazione delle placche ateromatose. Molti studi hanno riscontrato la presenza di polifenoli, in grado di prevenire i tumori. COMBATTE IL COLESTEROLO. Grazie alla presenza di acido stearico, palmidico e oleico, è in grado di bloccare il colesterolo cattivo. MIGLIORA L’UMORE. Il cioccolato fondente stimola le endorfine, sostanze dalle proprietà analgesiche prodotte dal cervello, generando un senso di benessere profondo.

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e interessanti per il palato. Si parte dai cacao aromatici, per poi andare alla ricerca di associazioni curiose: rosmarino, petit grain, nocciola, mandorla, pistacchio (frutta secca)», continua Gobino. «E se si va sul cioccolato gianduja (pietra miliare per il Piemonte), anche con zucca candita, zafferano, sale, olio d’oliva». Ogni cioccolatiere, insomma, usa la propria fantasia e impronta. «L’importante è però sempre rispettare la tradizione, cercando di interpretare il cioccolato e le sue qualità, al di là delle mode».

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Anima & Corpo Artigianato

Che caldo con la

stufa

in ceramica e su misura A Molina di Fiemme una lunga tradizione di piccole botteghe mantiene viva l’arte dei fumisti. Un maestro artigiano coltiva la passione ideando nuovi modelli e rivela i segreti per restaurare i capolavori di ieri di Raffaella Beltrami - foto di Pierluigi Orler

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e austriache Stilöfen e Biederme- to allora a realizzare stufe di ceramica e desideri del cliente per poi rielaborarli da ier, ma anche le italianissime Bor- in muratura ad accumulo calorico, cuci- un punto di vista tecnico ed estetico adatmioli, Cavosi e Tomazzoli. Parlia- ne a legna e camini-stufa. Ma non ho tandoli anche all’ambiente e alla zona in cui verrà collocata la stufa stessa. Ho semmo di stufe, quelle antiche, ricer- voluto fermarmi solo alla tradizione». pre cercato di coniugare l’appartenenza cate e rare. Veri gioielli d’epoca, alla cultura e alla tradizione locale con il realizzati e restaurati da abili artigiani SU MISURA E SOSTENIBILE che prendono il nome di fumisti. A Moli- Infatti Defrancesco costruisce stufe solo contesto contemporaneo, senza dimenna di Fiemme, nell’omonima valle tren- ed esclusivamente su misura e solo dopo ticare di avere costantemente un occhio tina, una lunga tradizione di piccole bot- una progettazione personalizzata. «Ciò di riguardo per la salvaguardia dell’amteghe di ceramiche per stufe ha formato significa che, prima di disegnare una stu- biente attraverso l’impiego di tecniche e fa, cerco di capire a fondo le esigenze e i materiali innovativi». maestri dal forte senso artistico. «Da ragazzo mi appasE POI IL RESTAURO sionava molto osservaIl fiore all’occhiello di re questi artisti al lavoquesta attività è il restauro», racconta Lauro Nato dall’idea di mostrare a un pubbliriunite a segnare una sorta di percorro: le stufe antiche venDefrancesco. «Così, nel co di appassionati il particolare mondo so, di crescita professionale e persogono smontate e rimon, dopo aver militadelle stufe di ceramica, Tepore & Gusto nale, di sogno realizzato», dichiarano è scritto a due mani dai fumisti Lauro gli autori. Il volume lega questa attività tate dopo aver realizzato nella squadra nazioDefrancesco e Carlo de artigianale all’alta cucina, to a crudo i pezzi mannale di sci di fondo, ho Bernardo. «Più di una volproponendo un itinerario canti con materiali nascelto di dedicarmi a ta ci siamo trovati a penche si snoda attraverso turali. «Nel  ho tempo pieno alla mia sare di realizzare un libro rinomati ristoratori delle costruito il mio laboraprofonda passione per nel quale le stufe più belprovince di Belluno, Bolle o interessanti fossero zano e Trento. torio con annessa una queso mondo antico e sala mostra che, con il affascinante. Ho inizia-

IN VIAGGIO TRA CUCINA E GIOIELLI D’EPOCA

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A lato e sotto, Lauro Defrancesco con alcune delle stufe restaurate ed esposte nella sua sala mostra a Molina di Fiemme (Tn).

tempo, è diventata un’ampia esposizione di stufe, restaurate o ricostruite con cura certosina, appartenenti a varie epoche e stili, e firmate da grandi artigiani». Defrancesco ne espone un centinaio, realizzate tra la fine del ’ e il ’, di varie derivazioni: modelli del neo-barocco, provenienti dall’Austria e dall’Ungheria, opere liberty dell’Ottocento, ritrovate in Germania, le Stilöfen e Biedermeier austriache, le stufe del ’ di Molina di Fiemme, le signorili Bormioli di Trento, le classiche Cavosi di Sfruz in Val di Non, le Tomazzoli di Cles e diverse altre splendide Baroköfen e stile impero. «Ho affrontato molti sacrifici, ma è impagabile la soddisfazione di avere una collezione unica in Italia, perché nessun fumista ha avuto non

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tanto l’idea, quanto la passione di indagare il passato e farlo poi conoscere ai propri clienti». Acquirenti raffinati e colti, che scelgono di arredare una casa moderna con un pezzo originale antico che, tra l’altro, se ben restaurato, riscalda proprio come una stufa nuova. OGNI STILE UN DETTAGLIO Per individuare il periodo e lo stile di costruzione può essere utile osservare la

torricella posta nella parte superiore: nello stile gotico viene coronata da guglie e piccoli pinnacoli, nel barocco la si ricopre con un capolino e si aggiungono colonnine tortili e figure come guerrieri, putti e cariatidi. Si trasforma e si modella seguendo i gusti più svariati e originali con il periodo rococò: la pianta ottagonale arriva a influenzare anche la base e, spesso, viene elaborata a forma di mobili e monumenti. Successivamente, durante il periodo impero, la stufa perde ogni decorazione superflua e ritorna ad avere una linea sobria ed elegante. «Gli esemplari più quotati sono quelli dipinti con paesaggi, ma sono molto difficili da trovare perché spesso sono esposti nei musei», conclude Defrancesco. «Per scovare pezzi pregevoli giro un po’ ovunque in Europa, ma cerco esclusivamente da privati, perché quando ne trovo uno voglio essere io a smontarlo: ci sono pezzi particolari che bisogna numerare e poi rimettere esattamente al loro posto. Non potrei fidarmi di un acquisto fatto da un antiquario, perché non so chi possa aver messo mano su quelle preziose ole».

A lato, una stufa in muratura decorata in foglia d’oro, progettata e realizzata su commissione. Informazioni: www. laurodefrancesco.it

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Per chi conserva con cura i vecchi album. E anche per chi continua ad acquistarli, visto che molti musicisti pubblicano preziose edizioni limitate in vinile. Per tutti loro arriva al momento giusto questo giradischi RP1 di Rega, importato in Italia da Adeus, con una base di forte impatto visivo caratterizzato dalla Union Jack e quindi ideale per ascoltare, ma non solo, la collezione di dischi di Beatles, Rolling Stones (50 anni di attività) e Who (questi ultimi rilanciati dalle serie tv di Csi a Miami e New York). Il piatto è in resina fenolica che migliora la stabilità, il cambio di velocità è manuale per evitare oscillazioni che potrebbero compromettere il suono. Prezzo: 440 euro. Info: www.suonoecomunicazione.com

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Fondamentale per chi ama ascoltare il vinile storico. Il libro bianco dei Beatles di Franco Zanetti (Giunti, 19,19 euro) contiene la storia, l’analisi e le curiosità dell’intero repertorio dei Fab Four. Da tenere vicino al giradischi. CLASS NOVEMBRE 2012

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PAD UMBRIA VALLE DELLA LOIRA ROMANIA ALTA VALSESIA PARCO DEL TICINO MONTENEGRO HAMPSHIRE

CHE MUSICA QUESTI WEEKEND NELLA Chi l’ha detto che l’autunno è triste? Non certo Mogol, il paroliere più famoso d’Italia, che apprezza particolarmente questo periodo e suggerisce ai lettori di Class alcuni luoghi per un fine settimana ricco di sapori e colori. Cullati da una selezione ad hoc delle sue canzoni, rese celebri dalla voce di Lucio Battisti di Enrico Dal Buono

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ta accompagnando Bernardo Bertolucci all’automobile. Hanno appena ascoltato il nuovo inno da lui scritto, sulla musica di Oscar Prudente, per la Serie B e la Lega Pro di calcio. «La tua gente è quasi pronta, anche se sottovoce ancora canta», recita il testo rivolto all’Italia. «E l’autunno», spiega Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più noto paroliere italiano, «è proprio la stagione del sottovoce, quel che nella musica classica viene definito pianissimo». Nella Tenuta dei Ciclamini di Avigliano Umbro, dove Class ha incontrato l’autore, si sente solo un lontano frusciare di foglie secche. Mogol indica il borgo in stile medievale: «La

struttura esprime le sue massime potenzialità tra ottobre e novembre». È immersa nei boschi di castagni e querce, qui prosperano i funghi, l’asparago selvatico e una fauna medievale caratterizzata da cinghiali, volpi, istrici, tassi. «L’autunno è il rigoglio del bosco», spiega il famoso compositore. «Il bosco è stato fondamentale per tutta la mia vita. Ho imparato ad apprezzarlo fin dall’infanzia e quando, qualche hanno fa, ho sofferto di sindrome da fatica cronica, un grande medico quale il compianto Paride Santini mi consigliò di passeggiare spesso nei boschi, di abbracciare gli alberi perché la legna viva sprigiona un’energia rigeneratrice». Mogol si fa

FUGHE

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Viaggi

MAURIZIO RELLINI / SIME

NATURA quasi sognante... «Il glicine, per esempio, ha una forza che storce il ferro, pur rispettando il legno. Possono sembrare esagerazioni, ma vi assicuro che alla seconda camminata tra i castagni sono guarito, ed era proprio ottobre». Seduto nel teatro dove si tengono alcune lezioni del Cet, l’Università della Musica da lui fondata nella tenuta, assicura che quella non è stata l’unica volta in cui la natura l’ha fatto guarire. «Sono stato pure vittima di una malattia autoimmune chiamata polinevrite e ho deciso, sempre in autunno, di diventare la cavia di me stesso. Mi sono curato solo con uno stile di vita in armonia con quanto qui mi circondava. Mangiavo sano, dormivo quando diventava buio e mi svegliavo con l’alba, che in questa

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stagione è delicata come una carezza. Quando il sole era alto, rimanevo esposto alla sua luce, perché in autunno non è pericolosa come in agosto, anzi è una benedizione». Mogol sorride: «Ovviamente facevo, anche in questo caso, lunghe passeggiate nei boschi». Questo è stato l’inizio delle ricerche che Mogol da vent’anni conduce nel laboratorio del centro, assieme a esperti qualificati, sugli oli essenziali ricavati proprio dalla vegetazione boschiva. Ha ottenuto, così, topici anti-invecchiamento, antinfiammatori e prodotti che, uniti a uno stile di vita sano e naturale, sembrano in grado di combattere le malattie autoimmuni. «Il presidente del comitato di ricerca è

NELLA CAMPAGNA UMBRA TRA CAVALLI E CICLAMINI Il Cet di Mogol, ad Avigliano Umbro, ospita il relais nature 4 stelle Tenuta dei Ciclamini (www. iciclamini.it). Camere e suite, due piscine, un centro ippico, una chiesa in stile medievale, campi da calcio, cucina regionale a km zero. Circondata da una flora e una fauna rimaste intatte da secoli, la sua posizione strategica la rende meta ideale per un weekend: in meno di un’ora sono raggiungibili Spello, Perugia, Gubbio, Assisi, Norcia e l’incontaminata Val Nerina.

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PAD

Il suo rapporto simbiotico con la natura silvestre, il paroliere lo riassume così: «Anche per quanto riguarda i miei testi, non sono io ad avere fantasia, è la natura stessa ad averla. È la vita che è poetica, e io devo scrivere stando vicino alla vita autentica». Per esempio, una delle ultime canzoni che Mogol ha scritto al Cet in collaborazione con Gianni Bella, che verrà incisa nei prossimi mesi da un interprete per ora segreto, s’intitola proprio Magico autunno e racconta di un uomo che si perde volontariamente nel bosco. «Magico autunno, coi suoi colori», canticchia i versi il paroliere, sulla musica registrata, dolce e malinconica come questa stagione. «L’aria intorno a me odora di muschio e libertà. Adesso capisco perché sono nato, perché sono maschio e tu una donna. Magico autunno», continua, «coi suoi profumi di nebbia, funghi e anche un po’ di te». Ma questo bosco, che lo accompagna nelle passeggiate e che racconta e sembra voglia ascoltare rispettoso il suo parlare muto, gli ha ispirato pure una raccolta di aforismi, in prossima uscita, dal titolo Ciliegie e amarene. «Le ciliegie sono dolci e una tira l’altra», spiega Mogol. «Mentre le amarene sono, appunto, amare».

VALLE DELLA LOIRA (FRANCIA)

Quando si viene sorpresi dalle piogge autunnali, ci si può rifugiare nei gioielli della Loira, dove poter canticchiare con Lucio Battisti «Le mura di un castello hai alzato intorno a noi» (Questo inferno rosa, 1973)... Il castello più famoso è quello di Chambord, che offre la possibilità di alloggiare nel vicino Grand Saint-Michel (www.saintmichel-chambord.com). Uno dei migliori ristoranti della regione è La Chancelière del giovane chef Olivier Arlot a Tours (www.lachanceliere.fr).

MARAMURES (ROMANIA)

FUGHE

Alcune stoccate colgono perfettamente l’essenza dell’autunno poetico che ha in mente l’autore. «Il silenzio del bosco è vivo», legge. «Il frullo di un passero, lo scatto di una lucertola sulle foglie cadute: non sono rumori, è musica». Se poi gli si chiede se la stagione

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La regione, situata nella Romania settentrionale, è ricca di bellezze culturali ma è anche un vero paradiso per i micofili, ambiente ideale per i Boletus edulis e Pinophilus, che non possono non evocare La luce dell’Est (1972): «La luce si diffonde ed io questo odore di funghi faccio mio». Da poco la compagnia romena Blue Air ha avviato i voli diretti dal Nord della Romania verso l’Italia settentrionale (Venezia e Torino). Per info, visitare il sito in inglese, www.visitmaramures.ro.

BRUNO MORANDI / SIME

Luca Montagnini, ma godiamo dell’appoggio, fra gli altri, di Ignazio Marino e Girolamo Sirchia. Fino a ora abbiamo conseguito 14 recessioni che, sul numero dei nostri pazienti, è una percentuale altissima».

ALESSANDRA ALBANESE / SIME

Viaggi

ALTA VALSESIA (PIEMONTE) Lo sguardo panoramico dall’alto è una tecnica spesso utilizzata da Mogol, come testimonia «planando sopra i boschi a braccia tese», il verso de La collina dei ciliegi (1973). Un’idea per guadagnare la stessa visuale è cimentarsi nel parapendio nell’area protetta più alta d’Europa (il massiccio del Monte Rosa raggiunge i 4.634 metri). Info al sito www.atlvalsesiavercelli.it. Nel cuore della valle si trova il Relais di Charme San Rocco (www.relaissanrocco.it) e a pochi km, a Soriso, potrete cenare Al Sorriso (3 stelle Michelin, www.alsorriso.com).

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PAD

Viaggi ŽABLJAK

(MONTENEGRO)

JOHANNA HUBER / SIME

Il massiccio del Durmitor, il tetto dei Balcani, dal 1952 è un parco naturale e rimane una delle zone più selvagge della vecchia Europa. Il canyon, percorso dal fiume Tara per 80 km, è il secondo al mondo e dà ai visitatori l’impressione che «boschi abbandonati e perciò sopravvissuti vergini si aprono, ci abbracciano» (Il mio canto libero, 1972). La cittadina di Žabljak, alle pendici del monte a 1.465 m, è la principale stazione turistica del parco (www.newmontenegro.eu).

PARCO DEL TICINO (LOMBARDIA)

FUGHE

Mogol, nel 1970, partì da una brughiera lombarda per la sua celebre cavalcata con Lucio Battisti. All’interno del parco della Valle del Ticino si estende la brughiera più bella dell’Europa del Sud, ideale per cavalcare: «Uscir nella brughiera di mattina dove non si vede un passo e ritrovar se stesso» (Emozioni, 1970). A Casorate Sempione, si trova il Centro ippico Parco del Ticino (www.raynolds.eu). A soli 5 km, nella villa liberty dei Borgomaneri di Gallarate, c’è l’Ilario Vinciguerra Restaurant (una stella Michelin, www.ilariovinciguerra.it).

HAMPSHIRE (INGHILTERRA)

«Che ne sai di un viaggio in Inghilterra?». Domanda l’autore in Pensieri e parole (1971). In uno dei luoghi più classici per gli appassionati dell’ippica, si può alloggiare nelle campagne dell’Hampshire, in una country house del ’600, il Lainston house hotel (www.lainstonhouse.com). Nella verde Meon Valley, si trova la Woodgate Farmhouse, uno splendido agriturismo con maneggio (www.woodgatefarmhousebandb.co.uk).

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non implichi anche una certa tristezza, la vecchiaia, il tramonto della vita, lui risponde leggendo un altro aforisma: «Le rughe delle persone amate parlano d’amore», e staccando gli occhi dalla pagina, «le foglie gialle e rosse, i rami spogli, sono le rughe della natura». Passeggia fino al maneggio della tenuta, che comprende pure un hotel quattro stelle, con 70 camere, 14 suite, due piscine e chef di prima qualità. La scuderia ospita 24 cavalli allevati a soma dolce, accuditi da un gaucho e da un indiano, che possono essere utilizzati dagli ospiti della struttura per l’ippica da campagna. «Oltre ai profumi del bosco, ciò che si può assaporare al massimo durante l’autunno è il rapporto con il proprio cavallo», commenta guardando verso gli animali. «Come avevo fatto nel 1970 in compagnia di Lucio Battisti, nel 2005 ho di nuovo cavalcato da Milano a Roma con mia moglie. Questa volta ho valicato gli Appennini, percorrendo quindi 1.500 chilometri invece dei 750 della prima volta. Posso quindi affermare con una certa esperienza che questi animali, pur non dimostrando il proprio affetto in maniera eclatante, lo esprimono intensamente con la semplice condotta. Le quiete atmosfere delle brughiere autunnali, con i loro suoni ovattati, l’assenza del brusio degli insetti estivi, permettono di godere al massimo del rapporto di intimità col cavallo, del quale si arriva a sentire il respiro. Senza dimenticare che l’animale è un mezzo di trasporto energeticamente economicissimo». Citando a memoria uno dei suoi aforismi, Mogol continua: «Se un aeroplano avesse lo stesso rapporto di consumo che ha una mosca con un barattolo di marmellata si coprirebbe la tratta Roma-New York». E, ridendo, conclude: «Altro che Milano-Roma!».

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PAD

BIANCHE EMOZIONI D’ALTA QUOTA Piste, impianti di risalita, hotel, offerte di soggiorno... Dalle Alpi alle Montagne Rocciose, dall’Europa al Canada, la prossima stagione invernale porterà con sé tante novità. Da scoprire in sei località al top di Enrico Maria Corno

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tazioni sciistiche che inaugurano nuove piste e installano impianti di risalita sempre più moderni ed efficienti; località che rinnovano hotel e filosofia dell’ospitalità. Operatori che abbassano persino i prezzi degli skipass o che organizzano e sperimentano nuovi eventi e servizi per attirare il maggior numero di sciatori nella stagione invernale. Per l’inverno imminente, ecco le novità in anteprima di sei località in Italia e nel mondo.

1. CERVINIA Il meglio della Valle d’Aosta, in fatto di piste e per il livello di ricettività. Non c’è di meglio che sciare in pista su 360 km fino a Zermatt, o in fuoripista giù dal Plateau Rosa, soggiornando in residence (www. sainthubertusresort.it) e hotel (www.bucanevehotel.it) fantastici. www.cervinia.it 2. MADONNA DI CAMPIGLIO Dopo tanti anni, la Coppa del mondo di sci

torna sulla 3Tre il 18 dicembre. E dopo essersela goduta in tribuna, gli appassionati possono apprezzare il nuovo collegamento con le piste di Pinzolo, inaugurato durante la stagione scorsa. www.campigliodolomiti.it 3. VALTELLINA Oltre a 9 skiaree, 436 km di piste da discesa, 128 impianti di risalita, località di livello internazionale come Livigno,

SETTE ACCESSORI PER SLALOM PERFETTI Non solo abbigliamento tecnico. Per la montagna sono disponibili soluzioni sempre più innovative, dai pantaloni idrorepellenti allo zaino con Abs incorporato per salvare dalle valanghe lo sciatore fuoripista. Fino ai formidabili sci con stabilizzatore, per salti spettacolari sulla neve fresca. MIXED GUIDE PANTS PATAGONIA Guscio esterno e pantaloni idrorepellenti, caldi e traspiranti, con tasche a chiusura ermetica, facilmente raggiungibili anche in neve alta. 300 e 350 euro, www.patagonia.com

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Sciare Snowboard da vertigini sulle piste sopra Innsbruck. A sinistra, heliski vicino a Banff, in Canada.

4. INNSBRUCK Dallo scorso inverno, la regione più sciistica dell’Austria, appena oltre il Brennero, è stata invasa da nostri connazionali in cerca di piste fuori dal comune e di prezzi anche un terzo più bassi che in Italia. www.tirolo.com 5. ST. MORITZ Nonostante il franco svizzero, quest’inverno a St. Moritz si scia al risparmio. Chi dorme almeno due notti in albergo ha lo skipass giornaliero a 21 euro anziché 60! Tutto ciò anche per gli ospiti di strutture quali il Kulm (www.kulmhotelstmoritz.ch), lo storico albergo aperto nel 1856, che offre pure lezioni di sci gratis ai bimbi dai 4 ai 12 anni. www.engadin.stmoritz.ch

NEVE

Bormio, Madesimo, Aprica o la Valmalenco, la Valtellina garantisce anche 12 mesi ininterrotti di sci, senza un giorno di pausa. E il rilancio dello sci in Lombardia passa anche attraverso eventi come la Peak to Creek di gennaio (la gara di sci aperta a tutti più lunga del mondo) e il Freeride Festival, una tre giorni per provare il fuoripista. www.valtellina.it

CASCO DAINESE V-JET TOUCH Nuovo concetto di casco sci con calotta esterna in Abs e visiera mobile e removibile. Ottimo per chi porta occhiali da vista, pesa 600 g., 169 euro, www.dainese.com

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C’È UN ANGOLO DI SVEZIA IN VALLE D’AOSTA Quest’anno c’è un motivo in più per scegliere la Valle d’Aosta per sciare. A Quart, alle porte di Aosta e collegata all’Hotel Village, è da poco aperta Björk, la prima brasserie svedese in Italia con interni e sapor i ispirati al design e alla cucina nordici. L’idea è di Giuliana Rosset, già fondatrice di Napapijri, e del designer Nicola Quadri. Ispiratore culinario è Mattias Sjöblom, giovane chef svedese. Immersa tra le betulle (björk, appunto), la nuova brasserie vuole essere un’ambasciata del gusto del Nord e delle sue tecniche di cucina, tipica quella a bassa temperatura che lascia intatti tutti i sapori degli alimenti. Informazioni: www.biork.it

6. BANFF Il fuoripista e l’heliski sono nati in Canada, sulle Montagne Rocciose. Perciò ogni inverno ormai tanti appassionati europei varcano l’oceano per fare un’esperienza di sci, natura e cultura come solo la British Columbia e l’Alberta sanno regalare. www.banfflakelouise.com

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In barca

Yacht ormeggiati a Fethiye

MAMMA LI TURCHI! DA PIRATI A CUSTODI DEI MARINAI La posizione geografica felice, il clima gradevole, ottimi servizi a buon mercato. Così, in breve tempo, la Turchia è diventata il paradiso dei diportisti, con 110 approdi, 15mila ormeggi e una media di quattro nuovi marina all’anno di Bruno Cianci

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entodieci approdi, di cui 65 specificamente attrezzati per il diporto, per un totale di 15mila ormeggi per imbarcazioni e navi da diporto lunghe fino a 70 metri; una media di quattro nuovi marina inaugurati ogni anno nell’ultimo triennio, con tre nuove strutture pronte a operare entro la seconda metà del 2012. Sono queste le cifre prodigiose della portualità turca, riflesso di un paese così dinamico da avere, stando alle stime più recenti, un tasso di crescita secondo soltanto a quello registrato dalla Cina.

Situata a cavallo di due continenti e bagnata da quattro mari (Mediterraneo, Egeo, Mar di Marmara e Mar Nero), la

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Turchia rappresenta una delle destinazioni preferite dai diportisti, velisti in primis, in virtù della felice posizione geografica, il clima gradevole, la relativa economicità dei servizi offerti e, dulcis in fundo, la buona cucina mediterranea. La vicinanza con molte isole greche, non soltanto quelle del Dodecaneso, ma anche le Cicladi, con Mykonos distante appena 75 miglia dalla costa anatolica e Santorini, altra perla ellenica dell’Egeo, 100 miglia, fanno di Çes¸me, Didim e della penisola di Bodrum delle autentiche basi per affrontare una vacanza in barca nel Mediterraneo orientale.

Il marina di Didim

I litorali turchi, in particolare dalla citata Bodrum (di fronte all’isola greca di

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In barca

Il nuovo porto di Yalova

Kos) a Fethiye, passando per Datça e Marmaris (quest’ultima situata a 25 miglia da Rodi), sono semplicemente incantevoli. L’aspetto distintivo di questo lungo tratto di costa è la macchia mediterranea, conservatasi intatta per chilometri anche grazie a un’edilizia equilibrata, diventata invasiva solo in alcuni punti. È certamente il caso della caotica, ma pur suggestiva, cittadina di Bodrum: la sua tozza penisola rimane un gioiello dove, se si dispone di una barca, staccare la spina è molto facile. Sono tre i marina principali di questa regione: Palmarina Yalikavak, Turgutreis (del gruppo Dogus¸) e Bodrum città. Quest’ultima struttura, che è la più datata, si trova a due passi da una fortezza che per qualche tempo ha ospitato i Cavalieri di Malta nel corso del loro lungo

peregrinare da oriente a occidente. La baia di Göltürkbükü, nella parte settentrionale della penisola, è un centro rinomato per la vita notturna. Spostandoci a sud-est, Datça, Marmaris e l’esclusiva baia di Göcek sono altri paradisi per i diportisti, dal momento che presentano molte calette riparate nelle quali è possibile dare fondo all’ancora, godendosi così la vacanza senza dover necessariamente ormeg-

giare in un porto. A scanso di equivoci, a Marmaris si concentrano alcuni tra i più ricettivi porti turistici della Turchia, con oltre 2mila ormeggi complessivi disponibili in strutture private, senza contare quelli messi a disposizione della municipalità disponibili per i transiti. Spostandoci ancor più a levante, vanno segnalate altre località dotate di porti: Fethiye, Kas¸ (situata di fronte a Kastellorizo, la celebre isoletta greca del film Mediterraneo), Finike, Kemer, Antalya e Alanya, quest’ultima viatico verso Cipro. In questo tratto di costa è largamente presente il gruppo industriale Koç che, per mezzo della controllata Setur, gestisce complessivamente otto porti turistici, con una percentuale sulla ricettività dell’intero paese pari al 28%. Altri marina del-

Molo a Kalamis, Istanbul

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QUALE FUTURO PER IL VOSTRO PATRIMONIO? Quando la pressione fiscale s’inasprisce, quando la recessione incombe, quando i rendimenti dei titoli obbligazionari sono deludenti, i vostri risparmi diminuiscono. Questa crisi deve essere combattuta su più fronti. Ora più che mai, bisogna riconciliare rendimento e gestione del rischio. Da oltre 20 anni, proponiamo ai nostri clienti una soluzione di investimento fondata su convinzioni che permettono di valorizzare il capitale investito nel lungo termine. Negli ultimi cinque anni, il nostro fondo Carmignac Patrimoine ha registrato una performance cumulata del +34% rispetto al +24% dell’indice di riferimento. La nostra missione e la nostra competenza sono: impegnarci al massimo per proteggere il capitale dei nostri clienti nel lungo termine. Carmignac Patrimoine è un FCI di diritto francese. Questo OICR non è a capitale garantito e l’orizzonte temporale minimo consigliato per l’investimento è di 3 anni. I rendimenti pubblicati sono al netto delle commissioni di gestione. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Non vi è garanzia di uguali rendimenti e questi ultimi non sono costanti nel tempo. Per ulteriori informazioni in merito ai rischi e alle commissioni si rimanda al Key Investor Information Document (KIID) degli OICR disponibile sul sito internet www.carmignac.it o a Carmignac Gestion mediante semplice richiesta. Tutti i rendimenti pubblicati si intendono sempre al lordo degli oneri fiscali applicabili. Per ulteriori informazioni: Carmignac Italia S.R.L. Soc.Unipersonale - Piazza Luigi Cadorna n. 4 - 20123 Milano - P.IVA, Codice Fiscale, iscrizione al Registro Imprese di Milano n. 07927710967 - REA Milano n. 1991236 - Capitale sociale € 10.000 i.v.

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In barca La fortezza di Bodrum

Attracco alla baia di Göcek

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lo stesso gruppo si trovano ad Ayvalık, Çes¸me, Kus¸adası, Marmaris e Istanbul. Nella metropoli del Bosforo, sulla sponda asiatica, si trova il più grande porto turistico turco, con una capacità di 1.291 posti barca: il Setur Kalamıs¸-Fenerbahçe. A questi ormeggi occorre aggiungerne altrettanti, ripartiti tra Ataköy e Pendik (Istanbul CityPort). Nel frattempo, nella vicina città di Yalova, è stata inaugurata da pochi mesi una struttura da 240 ormeggi che offre ancora prezzi lancio.

In una metropoli da 16 milioni d’abitanti, dove si concentra il 20% della popolazione del paese e la gran parte della ricchezza generata, la portualità è in autentico fermento. Prima della fine del 2012 vedranno la luce, infatti, Marina Istanbul e Atabay, per un totale di circa 700 nuovi ormeggi. Le municipalità istanbuliote, inoltre, hanno recentemente manifestato l’intenzione di realizzare alcuni marina minori lungo le sponde del Bosforo e del Corno d’Oro privatizzando alcune aree demaniali.

L’Istanbul City Port

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PER UNA GUIDA DA FORMULA 1 Gregario di lusso per molte squadre, riservato e pacato nei modi, determinato quanto rispettoso in pista, Mark Webber è il meno divo tra i piloti del circuito. Dunque, il più affidabile al quale chiedere consigli per dare il meglio di sé al volante di Enrico Maria Corno Si può definire normale un pilota di auto da corsa che sfiora i 350 km/h sul rettilineo a Monza? Uno che corre in Formula uno da più di dieci anni, affrontando curve a velocità folli con la stessa flemma con cui il resto del mondo esce dal garage di casa? Uno tanto duro che lo scorso anno ha corso tre Gran premi con una spalla rotta? Eppure Mark Webber, seconda guida del team Red Bull, australiano del Nuovo Galles del Sud, è l’uomo più pacato e apparentemente “normale” di tutto il circus della Formula uno.

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Pacifico, saggio, sembra quasi un uomo, e un pilota, d’altri tempi. Lui, alto, bell’uomo, fascinoso, mascellato e fisicato al punto giusto, per esempio, ha

Mark Webber, 36 anni, è uno dei due piloti del team Red Bull in Formula uno (l’altro è il campione del mondo Sebastian Vettel). Sopra, sulla sua monoposto, in Ungheria.

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una moglie inglese di ben 15 anni più grande, un paradosso in questo mondo dove i piloti cambiano compagne e modelle più velocemente di quanto facciano con gli pneumatici della monoposto. La lista di coloro che si stupiscono e arrivano a chiedergli senza pudore perché sta con una donna che «appare di una bellezza non esplosiva» si allunga senza sosta di giorno in giorno, ma lui ormai non ci fa più caso, nemmeno se qualcuno, di fronte a questa sua olimpica noncuranza, risponde insinuando una sua latente omosessualità. Niente di più comune con le logiche da star system, eppure niente più lontano dal vero. Mark semplicemente non è stato cambiato dai milioni di euro che

Nella pagina seguente: LE CINQUE REGOLE PRINCIPALI PER GUIDARE SICURI secondo MARK WEBBER

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Un altro paradosso in uno sport dove i piloti portano in dote i soldi degli sponsor? Mark è venuto dalla gavetta, crescendo per gradi, vincendo nelle gare di kart e ben figurando nelle formule minori in Australia, salendo sul podio in due campionati di Formula 3000 inglese e mettendo insieme undici staNON SARÀ IL PIÙ gioni in Formula uno, VELOCE DEL MONDO, MA senza infamia e con WEBBER È UNO qualche discreta lode. DEI PILOTI PIÙ Dopo anni nei team AFFIDABILI. HA RACCOLTO PUNTI minori e piazzamenti IN 51 DEGLI oltre il decimo posto, ULTIMI 57 GP ED È sono arrivate nove vittoUN OTTIMO COLLAUDATORE rie e undici pole position, messe tutte insieme da quando è al team Red Bull. Non è certo il pilota più veloce del mondo, ma ora forse è il più affidabile (è andato a punti in 51 degli ultimi 57 Gp), con un’ottima fama di esperto collaudatore. Vogliamo dire che è il miglior secondo pilota del mondo? Tutti i team (a partire dalla Ferrari) ogni anno lo cercano per affiancare la prima guida e lui rimane fedele al team di Chris Horner. E non è poco. Fuor di polemica, quanti pensano che se la Rossa di Maranello quest’anno lo avesse al posto di Felipe Massa, ora avrebbe già in tasca il titolo mondiale per costruttori?

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SE IL VIAGGIO SI VINCE AI PIT STOP

Allenare gli addominali per sostenere la schiena, fare una sosta ogni due ore, tenere sotto controllo le gomme. Il pilota australiano della Red Bull detta il suo manuale di guida sicura. Perché le differenze tra gareggiare in pista e godersi il piacere di sedersi al volante non sono poi così tante

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er chiedere qualche consiglio marsi sempre ogni due o tre ore, anche utile alla guida di tutti i giorni, solo per passeggiare cinque minuti in nessun pilota del circuito è meglio di un’area di sosta, interrompendo la conMark Webber. Agenti di commercio centrazione e lo sforzo alla guida». che attraversano l’Italia su auto potenLa manutenzione della vettura è altretti, tassisti, camionisti di lunga tratta, tanto importante: «Soprattutto quella Webber sembra che abbia fatto tutti degli pneumatici. Bisogna controllare questi mestieri insieme… «Vorrei proogni tanto lo stato del battistrada e la vare a dire qualcosa di non banale e pressione, prima di ogni viaggio lungo. non scontato», esordisce Mark di fronAl di là del fatto che con buoni pneumate alla domanda, «anche se alla fine la tici si risparmia carburante, ne va sopratsicurezza è sempre solo questione di tutto della sicurezza in caso di brusca buon senso da parte di chi guida». frenata, ancor più sull’asfalto bagnato». Cominciamo col dire che, per chi guiC’è altro? «Beh. Mi piacerebbe vedere da per lavoro, è fondamentale essere l’auto giusta sulla strada giusta. Niente in buona salute: «Per i piloti i muscoli grandi Suv in centro città, i tassisti con più importanti sono quelli del collo e un’auto ibrida per non inquinare, niente quelli delle spalle, oltre agli adduttori auto sportive ribassate in montagna con degli avambracci. Un tassista non deve la neve. E niente sorpassi sulla destra in necessariamente andare in palestra autostrada. Non c’è niente di più pericoper lavorare, ma potrebbe fare un po’ loso. Lasciatelo fare ai piloti in pista...». di addominali per sostenere la schiena ed evitare i dolori lombari la sera quando torna a casa. E poi, al di là del fatto che non si dovrebbe mai bere un solo goccio d’alcol prima di mettersi alla guida, bisogna anche imparare a mangiare poco e spesso». Meglio un boccone all’ora per quattro ore piuttosto che un pasto 1. DORMIRE. Riposare bene a lungo prima di partire. pantagruelico a una stazione di servizio in 2. MANGIARE POCO E MAI BERE. Fare piccoli pasti frequenti, autostrada. «Un pranniente abbuffate e niente alcol. zo appesantisce sempre. Noi piloti mangia3. DUE PASSI SALVAVITA. Ogni 2/3 ore di viaggio, fermarsi, muovere mo qualcosa fino a 90 le gambe e distrarre lo sguardo. minuti prima di entra4. MANUTENZIONE. Attenzione re nell’abitacolo: possoprattutto agli pneumatici. so suggerire poi di ferGETTY IMAGES / RED BULL CONTENT POOL

ha messo in banca, né dalle opinioni altrui, né dalle protesi al silicone che circolano nei paddock. È un uomo equilibrato, che a domanda risponde senza peli sulla lingua, ma per natura resta estremamente riservato (da non confondersi, in questo mondo, con modesto). Al punto da non includere sul suo sito personale alcuna informazione sulla sua vita privata, niente che non vada oltre il suo impegno ambientale: organizza, per esempio, una gara di triathlon in Australia per difendere i Diavoli della Tasmania dall’estinzione.

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COSÌ LA SOSTA HA PIÙ GUSTO Dal Nord al Sud, con alcune tappe anche all’estero, 75 grandi chef italiani sono riuniti in un’associazione che vuole valorizzare qualità e tradizione della cucina italiana. Ora racchiusa in una super antologia del gusto di Cesare Pillon - foto di Francesca Brambilla e Serena Serrani

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arà pur vero che gli italiani, troppo individualisti, non sanno fare sistema, ma è una regola che comporta qualche eccezione: una, clamorosa, è costituita dall’associazione Le Soste, che riunisce 75 ristoratori di altissimo livello, i migliori della penisola, ed essendo nata nel 1982 ha avuto il tempo necessario per dimostrare che i suoi membri, generalmente considerati delle primedonne, invece di farsi la guerra come vorrebbe questo stereotipo hanno creato un gruppo che silenziosamente, senza esibizionismi, ha contribuito in misura determinante al successo della cucina italiana nel mondo. Le Soste sono in questo momento alla ribalta perché, per

celebrare degnamente i 30 anni di età appena compiuti, hanno dato alle stampe, in collaborazione con la casa editrice Giunti, un libro in cui ciascuno dei 75 locali propone la ricetta di uno dei piatti che l’hanno reso famoso. Il titolo del volume, interminabile come quello dei film di Lina Wertmüller, ne racconta diffusamente il contenuto: Grandi ristoranti & Grandi Chef. Locali d’eccellenza, cucina d’autore. Creatività, tecnica, passione. Nessun’altra associazione di ristoratori di qualità, nel mondo, era riuscita finora a pubblicare un’opera come questa, imponendo ai propri iscritti di adeguarsi alle esigenze editoriali per realizzare un ricettario di reale utilità, equa-

mente suddiviso tra antipasti, prime e seconde portate, dessert. «Tutti hanno accettato di buon grado», spiega Antonio Santini, patron del ristorante Al Pescatore di Canneto sull’Oglio, che dell’associazione è il vicepresidente, «perché Le Soste è stata fondata proprio allo scopo di unire in rete un gruppo di amici. A progettarla fummo in sei, una sera a cena da Gualtiero Marchesi, in via Bonvesin de la Riva, a Milano. L’idea da cui partimmo fu questa: stampiamo un biglietto da visita collettivo per consigliare reciprocamente i nostri ristoranti ai clienti che ci chiedono suggerimenti».

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Ingredienti toscani per una ricetta che segue i lenti ritmi della cucina tradizionale, con tecniche che mirano alla sublimazione del sapore. Qui l’ospite vive emozioni gustative figlie di una qualità che non si discosta mai dalla perfezione. LORENZO - Lorenzo e Chiara Viani, Chef Gioacchino Pontrelli Via Carducci, 61/63 - 55042 Forte dei Marmi (Lu). Tel. 0584.89671 www.ristorantelorenzo.com

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Sapori Il libro Grandi ristoranti e grandi chef. Creatività, tecnica e passione è curato dall’associazione Le Soste presieduta da Claudio Sadler (a sinistra). Giunti Editore, 360 pagg, 35 euro.

Scopo dell’associazione? «La valorizLa selezione è molto rigorosa ma non zazione e la diffusione nel mondo delriguarda lo stile della cucina, sottolila cultura gastronomica italiana». Per neano Sadler e Santini: dell’associazioselezionare gli aderenti che si identifine fanno parte tutte le anime della ristochino davvero in questo ideale, alle razione. L’unica caratteristica che tutti i Soste non ci si iscrive: si viene coopmembri hanno in comune è una forte tati su proposta di tre membri che si personalità, un carattere autentico. Posfanno garanti del loro pupillo. «Quansibile che non si verifichino mai frizioni, do vi sono stato accolto, nel 2000, è non serpeggino rivalità? Otto di loro hanstata per me la realizzazione di un no il ristorante in un territorio piuttosto sogno», racconta Claudio Sadler, che oggi ne è il presidente. «All’epoca della fondazione ero un ragazA zotto alle prime armi, convinTAVOLA CON I to che mai sarei riuscito a far MIGLIORI parte di quei protagonisti delL’ASSOCIAZIONE LE SOSTE È STATA la ristorazione». FONDATA DAI RISTORATORI NEL 1982. WWW. LESOSTE.IT

ristretto, la Penisola sorrentina: come fanno ad andare d’accordo? «Merito della straordinaria ricchezza della cucina italiana», spiega Gennaro Esposito, chef e patron della Torre del Saracino a Vico Equense, che fa parte del direttivo dell’associazione. «Ognuno di noi esprime un pensiero, una linea diversa, ma siamo amici. Tra di noi c’è spazio solo per una sana competizione». Anche questo spiega perché il loro libro di ricette non è solo un ricettario: è un’opera che segna i confini a cui è giunta la cucina d’autore in Italia. Chiunque vorrà capire, in futuro, quale ne è stata l’evoluzione non potrà fare a meno di consultarlo.

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I SUONI DEL MONDO PULSANO IN JAZZ È nato a Barcellona, fa base a New York e viaggia per tutto il mondo con accento israeliano. Arriva a Milano il gruppo Third World Love & Friends, originale proposta multiculturale che intreccia tradizioni musicali differenti senza dimenticare lo swing

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arà un’eccezionale prima monalla particolare fusione proposta tra fondiale. Una grande occasione per damentali rigorosamente jazz (come cogliere il fermento creativo che sta attra- suggerisce la strumentazione: tromba, versando il jazz internazionale. Domenipiano, contrabbasso e batteria) e l’inneca 25 novembre il cartellone di Aperiti- sto di suggestioni di musica etnica. vo in Concerto al Teatro Manzoni di Milano prevede infatti il concerto di Third Il più celebre musicista di questo World Love & Friends, ovvero del più ensemble è il trombettista Avishai celebre gruppo israeliano nato dieci anni Cohen, 35 anni, agilissimo nel frasegfa a Barcellona per iniziativa di quattro gio secondo lo stile hard bop, titolare musicisti e oggi diventato un di una lunga discografia e supergruppo che sperimeninstancabile animatore di Domenica 25 novembre 2012 ta nuove formule e schieraprogetti. Cohen ha studiato ore 11 menti. modificando quindi al Berklee College of Music THIRD WORLD LOVE l’impatto sonoro. Per questo di Boston e ora è di base a & FRIENDS (Prima mondiale) appuntamento milanese, ai New York, dove suona spesquattro fondatori (Avishai so nei club della città e dove Cohen, Yonatan Avishai, Omer Avital e nei mesi scorsi ha vinto molti sondagDaniel Freedman) si aggiungeranno Greg gi tra i critici che lo hanno eletto a loro Tardy, Jason Lindner e Nadav Remez. Il pupillo (tra questi, il prestigioso Down quartetto originale si era formato quasi Beat Pool). Lo si può ascoltare in ottiper caso per pochi concerti ma veloce- ma forma nel cd Triveni II, suonato in mente la loro popolarità è montata in trio con l’amico Omer Vital che sarà con tutta Europa e in Israele, grazie anche lui anche sul palco di Milano.

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In Galleria LIBRI

30 ANNI ALLO SPECCHIO RITRATTO DI UN ITALIANO Pochi scrittori italiani hanno la facilità di racconto, l’arte affabulatoria e l’ironia, anche autocritica, di Gaetano Cappelli. L’ultimo libro dell’autore lucano, dal solito, infinito, titolo (Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi), si concentra su uno scrittore, Giulio Guasso, diventato tale per amore della bella Elena e arrivato a sfiorare quel Nobel che «dopo la manica di buzzurri che ultimamente l’hanno preso... non è più lo stesso». Nella prima parte, il romanzo è molto cinematografico, con scene e situazioni che han fatto parlare la critica (e non è certo la prima volta) di commedia all’italiana: in una famiglia del Sud, numerosa e soffocante, ma aperta alle possibilità che sembrano regalare gli anni 60, inizia la storia di Giulio, studente di pianoforte per volere della mamma e seguace degli insegnamenti di zio Sgiascì, carabiniere sciupafemmine. Da qui, in un continuo saliscendi di picchi e rovinose cadute, la narrazione prosegue in un gioco di storie a incastro che si aprono l’una dentro l’altra, percorrendo una vicenda personale, artistica e amorosa sullo sfondo di 30 anni di storia. L’impressione è che la verve dell’autore sia inesauribile, e che la storia potrebbe continuare all’infinito tra battute e situazioni surreali, ma la bravura maggiore di Cappelli è proprio quella di saper rallentare al momento giusto la fantasia irrefrenabile del cantastorie, per concedersi un finale in cui i fili del destino, dopo mille intrecci, sembrano poter trovare una trama definitiva. Almeno fino al prossimo racconto. (Francesco Elli) Gaetano Cappelli, Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi, Marsilio, 239 pagg., 16 euro.

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In Galleria MUSICA

EVENTI

Bentornata a casa, Joss! A quasi dieci anni dal debutto discografico che l’ha catapultata, appena sedicenne, sull’Olimpo dello star system con l’album The Soul Sessions, Joss Stone ritorna alle origini di quella sua «magnifica ossessione» per la soul music e oggi, dopo aver venduto oltre 11 milioni di dischi, si concede un immancabile «volume due», sequel che rischia di rinnovare i fasti del primo episodio. La tracking list si compone di canzoni che hanno radici, sound e cuore nel rhythm’n’blues degli anni 60 e che rappresentano lo splendido esempio di come si possa parlare di fantasia e creatività anche per un album di sole cover; la definitiva consacrazione di un’artista che ha calcato le scene prima di Adele e di Amy Winehouse, che ha duettato con il leggendario James Brown, con Mick Jagger, Sting, Stevie Wonder e che ora dà l’impressione di non fermarsi più di fronte a niente e nessuno, neppure davanti al confronto con le teste coronate della black music, a cui la Stone rischia di usurpare trono e reame. Proprio lei, incantevole ragazza bionda, bianchissima e per di più inglese, con la sua strepitosa voce profondamente nera; ma, si sa, la musica dell’anima non fa distinzione di colori o passaporto. (Andrea Milanesi)

La cultura non come costo, ma come investimento. È lo slogan di Florens 2012, la Biennale internazionale dei beni culturali e ambientali, giunta alla seconda edizione, che si svolge a Firenze sino a domenica 11 novembre con un ricco calendario di appuntamenti, convegni, tavole rotonde, eventi e installazioni urbane. Organizzatrice è la Fondazione Florens (ideata da Giovanni Gentile), nata nel 2010 per essere un laboratorio permanente di economia dei beni culturali e ambientali. Perno della Biennale è il Forum internazionale dei beni culturali e ambientali, dall’8 al 10 novembre, affi-

IL RITORNO DI JOSS REGINA BIANCA DEL SOUL

Info: Joss Stone, The Soul Sessions Vol. 2, S-Curve Records (Warner). http://warnermusic.it

A FIRENZE LA CULTURA È INVESTIMENTO

FOTOGRAFIA

DA VENEZIA PASSANDO PER IL MONDO Ha pubblicato a oggi oltre 70 volumi di fotografia. Il più famoso è Essere Venezia che ha vinto nel 1978 il Grand Prix come miglior libro fotografico ai Rencontres di Arles e ha venduto oltre 700mila copie nel mondo. Lui è Fulvio Roiter, nato a Meolo (Venezia) nel 1926. La sua carriera artistica nasce per caso dall’incontro con il Circolo fotografico La Gondola di Venezia. «È un assoluto autodidatta ma possiede già un forte senso estetico e un gusto particolare per l’inquadratura», scrive Roberto Mutti nel suo volume dedicato proprio al fotografo veneziano. Con la sua fotocamera, Fulvio Roiter ricerca la realtà più autentica dei paesi del mondo, che si tratti dell’Italia, della Costa d’Avorio o del Messico, e insegue con sapienza tecnica e una poetica spiccata nuovi confini espressivi. Il suo metodo? «Prima di partire leggo molto perché non si può andare a caso e bisogna innanzi tutto tentare di cogliere le atmosfere che poi si troveranno sul luogo. Poi, quando comincio a scattare, penso già al risultato finale, perché per raccontare un paese bisogna sapere alternare l’analisi e la sintesi, cogliere i particolari ma ampliare la visione». (Mariateresa Cerretelli) Info: Roberto Mutti, Fulvio Roiter, Bruno Mondadori, 2012, 17 euro. www.brunomondadori.com

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dato alla direzione culturale di Mauro Agnoletti, esperto di pianificazione del territorio e del paesaggio, all’archeologo Andrea Carandini e all’economista Walter Santagata. Come sottolinea il presidente Gentile, «Florens è un tavolo di confronto che periodicamente fa il punto sui temi fondamentali della cultura. Nell’attuale momento di crisi gli investimenti per il patrimonio ambientale sono assolutamente insufficienti e i recenti tagli impoveriscono e penalizzano il settore. Il futuro è dei privati, gli unici che potranno investire per salvaguardare le nostre ricchezze architettoniche», conclude Gentile, «ma le imprese industriali possono essere sensibilizzate solo se la fiscalità e la burocrazia daranno un apporto positivo». (Cristiana Vianello) Info: www.fondazioneflorens.it

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AL CRISTAL PALACE HOTEL IL NATALE ARRIVA SUGLI SCI Complice il ritorno a Madonna di Campiglio della Coppa del Mondo di sci alpino, in grandi e bambini torna la voglia di volare sulla neve emulando i campioni: per non perdere l’occasione, l’albergo campigliano propone tre pacchetti ad hoc

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opo sei anni di assenza, il 17 e 18 dicembre ritorna a Madonna di Campiglio, nella suggestiva cornice naturale delle Dolomiti, la gara di Coppa del Mondo di sci alpino sulla stessa pista che ha visto scrivere alcune tra le pagine più spettacolari della storia dello sci. E assieme alla 3Tre torna, per i grandi ma soprattutto per i bambini, la voglia di mettere gli sci ai piedi per emulare i campioni del “circo bianco”. La Coppa del Mondo diventa così l’occasione per un soggiorno indimenticabile al Cristal Palace Hotel di Madonna di Campiglio, dove la magica atmosfera del Natale con i suoi suoni, le luci e i colori si fonde e amplifica la magica aura che avvolge la struttura, che sorge nel cuore della Perla delle Dolomiti con una vista mozzafiato su tutta la vallata e un comodo accesso alle piste da sci. Dalla rinomata cucina che propone agli ospiti sapori e profumi capaci di soddisfare anche i palati più fini al ristorante panoramico che si affaccia proprio sulla pista della 3Tre, il Cristal Palace Hotel offre in un’atmosfera sognante e ovattata tutti i servizi irrinunciabili per una struttura quattro stelle superior, con in più il miniclub per i più piccoli, il piano bar serale e il rinomato centro benessere Cristal Energy SCIARE CON BABBO NATALE Un’iniziativa speciale concepita per i piccoli che vogliono imparare a sciare, regalando al tempo stesso un’esperienza indimenticabile agli adulti, è il pacchetto “Primi passi”: un soggiorno di 5 notti in mezza pensione dal 21 al 26 dicembre che per i bambini comprende tra l’altro, oltre a 4 giorni di corso di sci e al noleggio dell’attrezzatura completa, la partecipazione allo speciale Coro di Natale organizzato con il miniclub e una sorpresa da parte di Babbo Natale. Per adulti e bambini, invece, il programma speciale prevede 4 giorni di skipass, una suggestiva gita per tutta la famiglia con i cani da slitta e il cenone di Natale. Incluso è il pacchetto “Speciale Benessere”, con accesso illimitato alla “Cristal Energy Spa” e un accesso alla zona Vip con hammam privato e bagno di latte e miele in idromassaggio matrimoniale.

Spa, dove l’esclusivo massaggio “Cristal Stradivari Emotions” - su un lettino brevettato, costruito con gli stessi legni utilizzati da Antonio Stradivari per i suoi violini – regala un viaggio straordinario nel totale relax di mente e corpo. UNA VACANZA DA CAMPIONI Tre giorni di sci, divertimento e relax con la possibilità di vivere la Coppa del Mondo di sci alpino, il pacchetto “3Tre Ski World Cup” dal 16 al 19 dicembre e comprende 3 notti al Cristal Palace Hotel, 3 giorni di skipass, l’accesso a bordo pista, il pass per l’evento 3Tre e i 3Tre Gadget.

NATALE A MISURA DI BAMBINO A chi agli sci predilige il totale relax è invece dedicato il pacchetto natalizio dal 21 al 26 dicembre, un soggiorno di 5 notti in mezza pensione che per i bambini prevede, tra le altre cose, la partecipazione allo speciale Coro di Natale del miniclub, una sorpresa da parte di Babbo Natale, la magica gita per tutta la famiglia con i cani da slitta e, sempre per tutta la famiglia, un’escursione con le ciaspole nel meraviglioso parco naturale Adamello-Brenta. La parte di programma dedicata agli adulti comprende invece, oltre al cenone di Natale, l’accesso illimitato alla “Cristal Energy Spa” e un accesso alla zona Vip con hammam privato e bagno di latte e miele in idromassaggio matrimoniale.

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UN SOGGIORNO ANNI CINQUANTA Il Westin Palace cambia look. Coronando un processo di rinnovamento cominciato nell’estate del 2012, l’hotel presenta le 92 camere completamente rinnovate. La designer Irene Pansadoro (Residential & Contract Interior Design) si è ispirata agli anni 50, epoca alla

quale risale il primo restyling del Westin Palace: una palette di colori soft ed eleganti accoglie gli ospiti in un’atmosfera di lusso senza tempo. Non solo gli arredi nuovi, ma anche i motivi geometrici, l’uso del grigio e dell’oro, si ispirano dichiaratamente a uno stile che richiama, nei dettagli, la golden age italiana del secondo dopoguerra. Fu in quegli anni che nacque il concetto del made in Italy, il marchio riservato ai prodotti frutto della creatività nazionale che divenne poi, per antonomasia, sinonimo di grande qualità ed eleganza. Info: Westin Palace Milan, www.westinpalacemilan.it

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www.zegna.it ERRATA CORRIGE Segnaliamo il nome corretto della giovane azienda umbra Veitha, il cui marchio è stato citato sul numero di ottobre, a pag. 110, all’interno delle pagine dedicate ai migliori capi artigianali realizzati in cashmere. LE FOTO DI CLASS Foto di Claudio Porcarelli / Photomovie (copertina). Le foto del poster pubblicato tra le pagine 50 e 51 sono di Francesco Allegretti, GettyImages, ImagoEconomica, Mondadori Portfolio / Electa Sergio Anelli, Laurent Lecat, Leemage, Olycom, Photomasi e Sintesi. L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. È ovviamente a piena disposizione per l’assolvimento di quanto occorra nei loro confronti.

TRADIZIONE ED ELEGANZA SU MISURA Eleganza, attenzione ai dettagli e alta qualità dei materiali. La sartoria Rossi, nata nel 1979 dai genitori dell’attuale titolare, Riccardo Falcai, nelle colline toscane della Valdichiana aretina, è uno dei marchi rappresentativi del made in Italy. Nel corso degli anni, Sartoria Rossi ha aperto 13 punti vendita in 11 città italiane, sempre nelle vie centrali dello shopping o in pieno centro storico. L’ultima boutique è stata inaugurata, per esempio, l’11 novembre 2012, in via d’Azeglio 2, a Bologna, con ingresso principale e due vetrine in Piazza Maggiore. La concezione, per tutti i negozi, è quella del retail inteso allo stato puro: tutte le boutique sono gestite in maniera diretta e il prodotto non è mai affidato al canale terziario. L’offerta è suddivisa in due categorie, ready to wear e su misura, entrambe nel pieno rispetto della tradizione sartoriale. Info: Sartoria Rossi, via Molino 2/B 52047 Marciano della Chiana (Ar), www.sartoriarossi.it

a cura di


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LE MUSE DEL WELLNESS L’estetica come elemento di benessere: Lifeclass lancia la Collezione Museum: una linea di pezzi unici firmati da artisti e integrati all’ambiente wellness, per un piacere dei sensi e dello spirito

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na nuova tendenza si affaccia nel mondo del wellness: la contaminazione tra arte e benessere, che si integrano come elementi di uno stesso ambiente, dedicato alla bellezza e alla cura di sé. Ne è portavoce Lifeclass, marchio emergente nel mondo della progettazione di centri benessere che in ogni sua realizzazione punta a creare contesti pensati come vere e proprie opere d’arte, sia in ambito contract (spa suite, hotel, grandi navi, centri wellness) sia nelle soluzioni per piccoli contesti. Nelle ambientazioni firmate Lifeclass il lavoro dell’artista si inserisce in modo armonico a valorizzare il design, mentre le soluzioni tecnologiche, cardine di ogni progetto, restano invisibili, lasciando che il centro dell’attenzione si fissi sulle contestualizzazioni, sempre più preziose. Il benessere è inteso come piacere sensoriale ed estetico insieme, secondo una concezione olistica della persona, nelle sue componenti inscindibili di corpo e spirito. Da questo concept nasce la più recente “Collezione Museum”, una serie limitata di pezzi pensati per dare un tocco di raffinata esclusività all’ambiente wellness. La cabina doccia e la sauna si

IL CONNUBIO CON GLI ARTISTI Sin dal suo debutto ufficiale, la primavera scorsa, Lifeclass ha integrato l’opera di designer con quella di artisti, chiedendo loro di interpretare i contesti di sauna e bagno turco. Per l’evento di presentazione della partnership commerciale con Tylö, azienda svedese leader mondiale per la produzione di stufe per saune e bagni turchi e generatori di vapore, che Lifeclass distribuisce in Italia, Moreno Panozzo ha realizzato in esclusiva una gamma di oggetti per il viaggio e il wellness: borse da viaggio e candele profumate che si trasformano in olio da massaggio. Althea Amarante, architetto e designer, ha composto un mosaico pavimentale in pietra bianca di Vicenza, che si integra al bagno turco permettendo di esperire il piacere tattile del contatto con un materiale naturale e tipico del territorio.

vestono delle immagini ritratte dall’obiettivo di Robert Feld, fotografo di crescente notorietà in ambiente internazionale che sa cogliere in un dettaglio un’intera atmosfera. Si tratta di composizioni ispirate agli elementi della natura, dai fiori all’acqua alla foresta, in grado di trasformare il bagno in un’oasi di relax o di energia.

Di tutt’altro carattere le strutture firmate Moreno Panozzo. L’artista, che avrà l’onore della copertina del prossimo Catalogo dell’Arte Moderna - Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi (Ed. Giorgio Mondadori), porta nel mondo del wellness la sua interpretazione originale di oggetti industriali recuperati, come container, tralicci di ferro e muri in cemento, riletti come stimolo per la creazione artistica, materia da plasmare perché diventi espressione dell’anima. Pezzi d’arte esclusivi, pensati anche per la dimensione dell’home wellness, come elemento di un lusso particolarmente ricercato. Certo non per tutti, ma per ogni vero intenditore del bello.

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Direttore ed Editore Paolo Panerai (02.58219209) Vicedirettore Antonio Orlando (02.58219783) Caporedattore Giorgio Angeletti (02.58219376) Redazione Raffaella Beltrami (02.58219717); Mariateresa Cerretelli (photo editor, 02.58219252); Roberto Copello (caposervizio, 02.58219211); Emanuele Elli (02.58219804); Andrea Fiano (New York); Cecilia Gargioni (02.58219264); Cristina Lantone (02.58219353)

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TUTTE LE MIE RICETTE DI MODA HOBBY Lo sci è una passione che coltiva dall’infanzia. Usa Wally, ideali per i fuoripista in neve fresca. www.wally.com

Amministratore delegato di Leaf Italia, Giorgio Boggero, 43 anni, torinese, esordisce all’estero in varie aziende specializzate in beni di largo consumo lavorando nei settori marketing e commerciale. Dal 2010 è responsabile della filiale italiana di Leaf, azienda multinazionale di prodotti dolciari che annovera tra i suoi marchi Sperlari, Saila e Dietor. Vive a Milano con la moglie e il figlio Ludovico di dieci anni. «Lo stile per me è uno stato d’animo. Scelgo un abbigliamento che abbini serietà e comfort senza alcuna ostentazione».

Foto di Laila Pozzo

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ODONTOIATRIA E OSTEOPATIA, L’ACCOPPIATA VINCENTE! IL BITE E LA TECNICA OSTEOPATICA CRANIO-SACRALE

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tudi recenti hanno evidenziato come il giusto combaciamento dei denti, sia alla base di un perfetto equilibrio psico-fisico e posturale! Una cattiva chiusura dentale o il digrignamento dei denti, può determinare stati di sofferenza, a livello della bocca e spesso generare problematiche del tipo cefalee, cervicalgie, lombalgie, vertigini, senso di malessere diffuso, fino ad interessare, in alcuni casi, la sfera viscerale. Il trattamento odontoiatrico integrato a quello osteopatico, permette di ottenere risultati terapeutici sorprendenti!

Sebbene la collaborazione DentistaOsteopata sia sempre più frequente, personalmente ritengo che ogni Dentista dovrebbe possedere un personale bagaglio culturale osteopatico che permetta di impostare un adeguato piano di trattamento globale, rivolto al paziente in cura. A tale scopo è fondamentale per il Medico Dentista, possedere solide basi nel campo della gnatologia e dell’osteopatia. Atteggiamenti posturali errati, spesso causati da attività lavorative intense (uso prolungato del computer, lunghe percorrenze in auto o in aereo, attività

sportive agonistiche frequenti, surplus di impegni intellettuali di tipo manageriali), traggono notevoli benefici da tale trattamento combinato. Se l’obiettivo è l’equilibrio posturale, esso viene raggiunto attraverso la costruzione di un bite personalizzato, eseguito con tecniche osteopatiche, cioè nel pieno rispetto del meccanismo cranio-sacrale, pilastro fondamentale di tutte la tecniche osteopatiche! In questo ambito, byte e tecnica cranio-sacrale rappresentano la chiave del successo!

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LE NOVE SCELTE DI CLASS Novembre LA MAGLIA L’EROICA LE COQ SPORTIF

L’AUDIO DOCK DA-E750 SAMSUNG

IL RASOIO F5800 REMINGTON

Per gli appassionati del genere è un appuntamento ormai imperdibile: è la cicloturistica d’eccellenza L’Eroica, nata nel 1997 per far conoscere le bellezze della Toscana. Per accompagnare l’evento (che si tiene sempre a ottobre), Le Coq Sportif ha lanciato queste maglie che si ispirano alle tenute dei ciclisti degli anni 60: in lana merinos lavorata a maglia, hanno un collo da ciclista a coste, zip tradizionale, tasche con bottoni sulla schiena e larghe strisce in contrasto. Info. 105 euro, www.lecoqsportif.com

Design sofisticato e cuore tecnologico. Il nuovo audio dock di Samsung DA-E750 è dotato di amplificatore valvolare integrato, permette di inviare e ricevere i contenuti in modo semplice grazie alla modalità wireless che supporta il Bluetooth 3.0 e i codec Audio APTx per garantire una trasmissione audio via BT di qualità premium. La funzione AllShare Play consente, poi, la condivisione con i dispositivi Samsung Galaxy, mentre AirPlay permette il collegamento con i dispositivi Apple. Info. 699 euro, www.samsung.com

Pelle sempre liscia e aspetto curato ogni giorno e in qualunque momento. Questo promette il nuovo rasoio Remington F5800 dotato dell’esclusiva tecnologia X System, che combina quattro caratteristiche avanzate funzionali a una rasatura veloce e precisa: lamine oscillanti indipendenti, triple flessibili, ad alta precisione e angolo di taglio avanzato, per una barba uniforme e accurata, senza irritazioni. Grazie al sistema Flex & Pivot, inoltre, si possono raggiungere facilmente anche i punti difficili. Info. 71 euro, it.remington-europe.com

IL WHISKEY JACK DANIEL’S

IL CASCO MT-X AGV

IL PROFUMO CAPODIMONTE E. MARINELLA

Pochi sanno che Jack Daniel, oltre a produrre il whiskey più venduto al mondo, è stato nel 1892 il fondatore di due famosi locali e il White Rabbit Saloon a Lynchburg nel Tennessee è il più celebre. Oggi, per celebrare lo storico locale, costretto a chiudere durante l’epoca del proibizionismo, nasce in edizione limitata una bottiglia commemorativa, la Jack Daniel’s White Rabbit Saloon, un’etichetta mitica per sorseggiare lo spirito ambrato, prodotto ancora seguendo il metodo antico e originale. Info. 20,90 euro, www.jackdaniels.com

Colore e grafismi in primo piano per i nuovi caschi della collezione Off Road AGV. L’MT-X, in particolare, rappresenta il primo passo nel rinnovamento della famiglia, grazie alle nuove linee e ai particolari tecnici. Qualche esempio? Il sistema di ventilazione IVS (Integrated Ventilation System) con ampie canalizzazioni ricavate direttamente nella calotta (in resina verniciata) e il tessuto Dry Comfort con trattamento igienizzante. Gli interni, invece, sono removibili e lavabili. Info. 139 euro, www.agv.com

Una passeggiata nel «bosco di Napoli», dove i sentori della vegetazione mediterranea si mescolano a quelli di rare piante esotiche. È Capodimonte, la nuova fragranza di E. Marinella, prodotta in esclusiva da Mansfield. Il profumo fa parte della linea di sei fragranze E. Marinella, rinnovata nel packaging firmato dal designer Mario Bottiglieri, che si è ispirato all’archivio storico di casa Marinella, riprendendo texture degli anni 40 e 50. I profumi sono disponibili nei formati 75 ml e 125 ml. Info. 84 euro (75 ml), www.marinellanapoli.it

IL TROLLEY FERRAGAMO TRAVEL

GLI OCCHIALI DA SOLE BULGARI

LA FOTOCAMERA NIKON D600

Il design all’avanguardia e i materiali tecnologicamente avanzati incontrano l’artigianalità e la tradizione del made in Italy. Questo è Ferragamo Travel: la prima linea interamente dedicata al globetrotter contemporaneo, con la quale la maison rivoluziona le regole del Luxury Travel. Al suo interno, i trolley a quattro ruote sono disponibili sia da check-in (68x47x26,5 cm) che da cabina certificato IATA (57x39x21 cm), ma non mancano i borsoni e accessori soft, dalle trolley bags ai camera case. Info. www.ferragamo.com

Praticità e stile insieme. Nella nuova collezione di Bulgari spicca il primo modello di occhiali da sole pieghevole della maison, concepito all’insegna di eleganza, comfort e praticità. L’uso di snodi e aste flessibili garantisce montature flessuose e al contempo dotate di estrema resistenza, mentre i richiami vintage e gli inserti metallici Tubogas, tradizionali del marchio, rendono gli occhiali perfetti per uno stile di vita dinamico. Sono disponibili in vari colori: verde foresta, avana, grigio antracite, blu e nero. Info. 230 euro, www.bulgari.com

Compatta e leggera, è perfetta sia per i professionisti sia per i fotoamatori. Perché, soprattutto, la nuova Nikon D600 è una reflex digitale in grado di raggiungere nuovi livelli di profondità di immagine e di dettagli, in modo ancora più semplice e intuitivo. Sensore di immagine CMOS formato FX, 23,4 megapixel effettivi e sensibilità Iso da 100 a 6.400 la rendono un assistente perfetto per scatti sempre precisi, in qualsiasi situazione di luce. Info. 2.150 euro (solo body, con SD da 8 Gb Premium Lexar), www.nital.it


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Class Novembre 2012