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mENSILE - N. 311 - marzo 2012

moto SEI NuovI modELLI aggressivi IT 4,50 euro N. 311 marzo 2012 www.class.it

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ViNi TOP iN

38 anni, ha interpretato l’intero arco di una vita nel film J. Edgar di Clint Eastwood.

golf i migliori green d’italia Viaggi di Pasqua galles, Finlandia e British Virgin islands

Le ricercHe deLLa scienza per stabiLire La vera età bioLogica. come combattere i fattori di stress. 10 aLimenti per essere più forti, più sani, più efficienti

guida al check-up ideale perché

per invecchiare c’è

tempo

GUIDA LA

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D’ITALIA

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La guida delle guide dei 1.000 vini - Supplemento a CLASS n. 311 - A.P. Art. 1 c.1 L. 46/04, DCB Milano

Il primo magazine al servizio dell’uomo

dOssiEr amEriCa’s CuP rEgOlE, sCaFi, sPONsOr Ed EquiPaggi. il CalENdariO dEl TrOFEO Più aNTiCO dEl mONdO


Le aLtre copertine di cLass Marzo

l’imprenditore ErnEsto colnago

l’artista angEla pintaldi

l’attore cEsarE Bocci

la Collezionista patriZia sandrEtto

il presidente giovanni cova

l’attriCe rosE Mcgowan

lo stilista scott stErnBErg

la sCenoGraFa MarghErita palli

il manaGer luciano Zaccour


L’attore CESARE bOCCI

Ha festeggiato i suoi 80 anni nel modo a lui più congeniale: creando una bicicletta speciale, la C59 Ottanta in carbonio con finiture dorate, naturalmente in edizione limitata di 80 pezzi. Perché le due ruote per Colnago sono molto di più dell’intuizione imprenditoriale avuta nel 1952 a Cambiago, in provincia di Milano. Da quel giorno con i suoi modelli, marchiati dal celebre logo dell’asso di fiori, hanno corso e vinto campioni come Fiorenzo Magni, Eddy Merckx, Giuseppe Saronni, Oscar Freire. E milioni di appassionati nel mondo.

È sempre stata attratta dalla creatività e dai suoi innumerevoli linguaggi, e i suoi gioielli raffinati le hanno assicurato una grande notorietà. Ma Angela Carrubba Pintaldi, nata a Siracusa sull’isola di Ortigia nel 1960, ha continuato il suo percorso sperimentando video e performance. E ora torna sulla scena milanese con nuovi lavori. Opere è il titolo della mostra allestita alla Galleria Rossana Orlandi (fino al 31 marzo) dove presenta una decina di tele fortemente materiche sviluppando un gioco di rimandi tra sacro e profano.

Teatro e televisione sempre di qualità. E una faccia virile fuori dai canoni di bellezza stereotipata che hanno successo oggi. Marchigiano, 54 anni, proprio nelle sue terre ha incontrato l’amore per la recitazione, in collaborazione con il celebre Teatro della Rancia, prima di interpretare ruoli importanti in fiction televisive, e poi tornare in teatro con La cage aux folles. Grazie a questo percorso artistico è nata la collaborazione con il brand Rodrigo che lo ha scelto come primo testimonial assoluto per una sua pubblicità.

CIRO ZIZZO

L’artista ANGELA PINTALdI

PHOTOMASI

L’imprenditore ERNESTO COLNAGO

iL presidente GIOvANNI COvA

L’attrice ROSE McGOwAN

Per Patrizia Sandretto Re Rebaudengo il 2012 è un anno di date da ricordare. Ad aprile la sua Fondazione, ideata a Torino per promuovere l’arte contemporanea, compirà 15 anni, mentre la sua collezione che annovera i nomi più in vista del panorama internazionale festeggia 20 anni di storia. E intanto l’attività espositiva continua con Press Play. L’ arte e i mezzi d’informazione, fino al 6 maggio in Fondazione. Una riflessione degli artisti sulla società dei media di oggi dove impera immediatezza, velocità e flusso continuo.

Fare business con lo spettacolo e dentro lo spettacolo, questa è la missione di QMI, azienda leader in Italia nell’entertainment marketing, della quale Giovanni Cova è presidente dopo averla fondata nel 2004. La sua specializzazione è il product placement all’interno di grandi produzioni, settore che in Italia nel 2012 varrà 133 milioni di euro. Una dimostrazione: il trolley Tumi, simbolo del film This must be the place di Paolo Sorrentino. Idea più recente: il portale Postepay Fun per l’acquisto di musica, film e games.

Pelle d’alabastro e sguardo enigmatico aiutano. Ma, per essere una perfetta dark lady, l’attrice statunitense Rose McGowan, 38 anni, ci ha aggiunto anche una storia, ormai archiviata, con il problematico cantante Marilyn Manson e la partecipazione a una serie di thriller, come Machete, il film splatter di Robert Rodriguez. In questo momento, è sugli schermi americani con l’horror Rosewood Lane, mentre in The Pastor’s Wife, film tv in programmazione nel 2012, interpreterà una casalinga assassina. Sarà lei la nuova Sharon Stone?

Lo stiLista SCOTT STERNbERG

La scenografa MARGHERITA PALLI

iL manager LuCIANO ZACCOuR

Decisamente controcorrente. Gli stilisti in tutto il mondo cercano visibilità. Lui, invece, rifugge le occasioni mondane, e di se stesso diffonde pochi autoscatti realizzati rigorosamente con una vecchia Polaroid, la stessa con la quale realizza le campagne pubblicitarie. Anche questo dettaglio aiuta a inquadrare il talento vivace di Sternberg, che dopo anni di lavoro per il cinema ha creato nel 2004, a Los Angeles, il brand Band of Outsiders, prodotto in Italia dalla veneta Pier, e ispirato all’heritage made in Usa. Anzi, made in Hollywood.

Ha costruito una mappa del tesoro con la rivisitazione di giochi tradizionali del secolo scorso trasformati in giochi teatrali. Margherita Palli, nata in Canton Ticino nel 1951, una delle più influenti scenografe del teatro e dell’opera italiana e internazionale, collaboratrice di registi come Liliana Cavani, Luca Ronconi o Franco Branciaroli, è l’ideatrice di Giochi teatrali, una mostra personale presentata di recente all’Istituto Svizzero di Milano: scenografie spettacolari, che riescono a ricreare la magica atmosfera del teatro.

Il suo obiettivo è innalzare il marchio Kundalini sempre più ai vertici del lighting design internazionale. Un risultato che Luciano Zaccour, 41 anni, nuovo vicepresidente operations dell’azienda, conta di poter raggiungere grazie alla sua già importante esperienza nel campo. Per quasi dieci anni, infatti, Zaccour, nato a Beirut nel 1970 e specializzato in marketing presso la Graham School of Management di Chicago, è stato direttore europeo per il settore illuminazione e materiale elettrico di Ikea.

EMAnUELE BIOnDI

La coLLezionista PATRIZIA SANdRETTO

GETTyIMAGES

Le aLtre copertine di cLass Marzo


Editoriale

di Antonio Orlando

stagioni Le diverse

di un uomo

È

che spesso, ormai, le parole continuano a esistere, a persistere, a rimbalzare nei discorsi, ma sono svuotate di significato, almeno di quello originale. Si appoggiano su una rinnovata consuetudine o adottano un codice che però non è stato ancora ufficializzato. Quindi le parole camminano in equilibrio tra il detto (e lo scritto) da pochi e il non compreso da molti. Quasi da tutti. Stagione è una di queste parole. Basta una nevicata un po’ più fuori della regola metronomica, basta un sole appena più caldo della media ed ecco scattare un nuovo, e quasi sempre azzardato, allineamento semantico che deve fare i conti con mille variabili. Nella moda, poi, le stagioni arrivano nei negozi sempre più in anticipo rispetto alle scansioni astronomiche (e alle percezioni del mercato). Nei modi di dire, che molti dicono davvero, non ci sono più le stagioni di una volta ma al tempo stesso aumenta il numero di chi si candida a essere l’uomo per tutte le stagioni. E poi si vorrebbe un’infinita, entusiasmante, eterna stagione di giovinezza nel cuore, nel fisico e nello spirito, perché anche le stagioni dell’uomo non sono più quelle di una volta. Giovanili settantenni, adolescenti maturi, sfigati quarantenni, emergenti di carriera e carrieristi mai emersi: nella commedia della vita i ruoli a disposizione aumentano con la potenza di un algoritmo impazzito. Con il risultato che o si è talmente bravi da saperli recitare tutti, come Leonardo DiCaprio, o ci si prenota per un approfondito check-up per meglio comprendere quale stagione, stagione vera, della propria esistenza si sta vivendo. Nella speranza che sia, sempre e comunque, primavera a tutte le età.

Leonardo DiCaprio, 38 anni, fotografato da Jay L. Clendenin con una tecnica che, mescolando aree a fuoco ad altre sfuocate, sottolinea le differenti età da lui interpretate in J. Edgar.

Class marzo 2012

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Sommario N. 311 - Marzo 2012

Anima & Corpo

Le firme di

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martin roth

Un museo è una sartoria d’arte

patricia schultz

Giro il mondo per capire meglio New York

enrico rava

È l’età dell’oro del jazz italiano

PRIMA 18

23 27 30

nel mondo

Superyacht. Lo Yas è pronto a prendere il largo Attrici. Gli occhi dolci del Bronx

in moto verso la primavera

I modelli più aggressivi per muoversi nella bella stagione

quel gran maestro di vita del clown

Come guidare i bambini alla comprensione dei pagliacci

eleganti velocipedi urbani

Sempre perfetti anche in sella

ora il business va in campagna

Dove e perché investire in agriturismi o hotel di charme

un’america’s cup da effetti speciali ingranare la dieta da grand prix

32

missione possibile: rallentare il tempo

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farsi un bel check-up per restare giovani

Invecchiare è inevitabile, controllare il processo si può. Basterà aspettare il 2015...

dieci alimenti per il risveglio di primavera

Ritrovare slancio a tavola con una dieta anti-age. Senza privarsi del sapore

ClAss MARzo 2012

com’è sexy lo shaker

30

44 82 106

90 44

Il cocktail torna di moda

la fiera che vale un tesoro

I gioielli del Tefaf di Maastricht

80 anni per leggere il futuro

Guanda debutta nell’e-book

lo swing impressionista del duca nero

La magia di Ellington in cinque cd

SPECIALE

Class ha provato lo screening completo del CDI di Milano

I crediti moda di questa foto sono a pagina 117

Da Basilea le novità per gli appassionati di orologi

PAD 90 93 97 102

64

alla fiera del tempo

quando il piacere sta nel non vedere

Copertina

41

53 60 64 73 79

viaggi

I Caraibi più snob e più british

93 53

auto

Quattro strade per il futuro

golf

Va in buca il made in Italy

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Le firme di

Un mUseo è Una

sartoria d’arte martin roth

Da direttore generale delle Collezioni statali d’arte di Dresda, in Germania, con la responsabilità di 12 musei, alle famose, enormi collezioni del Victoria & Albert Museum a Londra, il passaggio è stato piuttosto naturale. A parte le montagne di note, documenti, rapporti strategici, e il tempo che si passa in riunione, fa sempre piacere conoscere un nuovo team, il carattere e le idee delle persone con cui ti ritrovi a lavorare. Per esperienza so che occorre molto tempo per capire in dettaglio un’istituzione con una storia così ricca e interessante. Ma io ho lavorato a Parigi, a Berlino, ho cercato di trasformare Dresda in una città dell’arte e della cultura, ho passato sei anni a gestire l’Expo 2000, la prima fiera mondiale tedesca di Hannover. L’incarico al V&A per me è la sintesi di tutto questo. È stata mia madre, in un certo senso, a ispirarmi nella mia passione per i musei. Di mestiere faceva la sarta e proprio da lei ho imparato ad apprezzare stili e materiali diversi. Non buttava via mai nulla, tutto veniva riciclato. Un modo di fare completamente opposto a quello della società odierna, dove si producono capi che vengono gettati via dopo essere stati indossati una volta sola. Il mio interesse professionale è iniziato con un PhD sul ruolo e la funzione dei musei nelle nostre società.

Prima di trasferirmi conoscevo già Londra, grazie alle mie visite precedenti, ma la città si rivela del tutto diversa quando ci vivi permanentemente. Al mio arrivo, un architetto indiano, residente a Londra, mi ha detto: “Se ti apri alla città, la città si aprirà a te”. E aveva ragione! È il posto più eccitante in cui io abbia mai vissuto. Che cosa mi piace di questa città? La velocità, il ritmo! Spero che il V&A diventi forum dedicato al dibattito, un opinion leader per il futuro. Il museo sarà sempre più internazionale, perché arte e cultura sono importanti per mantenere in contatto società e popoli diversi se il dialogo politico si è smarrito. Tuttavia, arte e cultura, pur essenziali nelle relazioni umane e nella diplomazia, non possono mai sostituire la politica. Voglio lavorare sempre di più con l’Italia, il paese che ha dato i natali a stile e design. L’interessante mostra Postmodernismo - Stile e Sovversione, allestita al Mart di Rovereto fino al 3 giugno immediatamente dopo essere stata ospitata al V&A, sarà un’opportunità per creare nuovi canali di collaborazione. Il 2012, anno dell’Olimpiade a Londra, sarà celebrato dal V&A con la mostra British Design 1948-2012: Innovation in the Modern Age, dal 31 marzo al 12 agosto e con la mostra in svolgimento dedicata ai 60 anni di regno della regina Elisabetta. Il mio più grande desiderio? Organizzare una mostra di creazioni e opere dello stilista Alexander McQueen. Lo ammetto, ho iniziato a lavorarci anche prima di arrivare a Londra, e facendo telefonate fin dal primo giorno nel mio nuovo ufficio. La mostra che si è tenuta recentemente a New York ha avuto molto successo ma non si può ripetere un evento così eccitante senza finire con il fare la figura di chi arriva secondo. Quella del V&A dovrà essere una mostra diversa, e indimenticabile». (A cura di Emily Stefania Coscione)

Martin Roth, tedesco, 56 anni, nel settembre 2011 è diventato il primo direttore non britannico del Victoria & Albert Museum, prestigiosa istituzione fondata a Londra nel 1852.

Class marzo 2012

CECIL BEATON, QuEEN ELIzABETH II IN COrONATION rOBEs, JuNE 1953, COurTEsy VICTOrIA & ALBErT musEum

Da mia mamma sarta ho imparato ad apprezzare stili e materiali differenti. E a non buttare via nulla perché tutto ha un valore e perché la cultura può aiutare il dialogo tra i popoli


Queen Elizabeth II. A diamond jubilee celebration, con ritratti di Cecil Beaton, è la mostra aperta fino al 22 aprile al Victoria and Albert Museum di Londra (www.vam.ac.uk).

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Le firme di

giro il mondo Per caPire meglio new york Patricia Schultz Il Parco nazionale delle Blue Mountains in Australia; la pampa sterminata ai confini di Buenos Aires; le vibrazioni caotiche di Rio e Shanghai. Ma tra i 1.000 posti più belli del mondo, la mia città è sempre la prima Viaggiare apre le porte del mondo e cambia la vita. L’ho capito da bambina quando, seduta sul sedile posteriore della station wagon di famiglia in viaggio verso il mare per una vacanza estiva, ho scoperto con emozione che esisteva un intero mondo da visitare oltre la cittadina in cui vivevo a nord di New York. Quella stessa emozione mi ha guidato nei miei viaggi fino all’idea di scrivere 1.000 Places to see before you die anche se, lo ammetto, più approfondisco la mia conoscenza del mondo e più ritorno a New York, la città che amo e dove vivo, con occhi nuovi e con nuovi strumenti per comprendere questo straordinario mosaico costituito da 8 milioni di persone. Chi ha bisogno del passaporto se si ha la fortuna di vivere qui? Posso uscire per comprare il latte a mezzanotte o attraversare la città in metropolitana e ritornare poi a casa con tante storie del mondo da raccontare. Vivere a New York fa di me una viaggiatrice speciale. Certo, amo molto la natura e il silenzio di certi panorami ma ammetto di essere particolarmente attratta dal caos e dalle vibrazioni delle metropoli dove posso anche perdermi: Shanghai, Rio, Nairobi, New Delhi. Al tempo stesso so bene che una grande città può prosciugare una persona e quindi consiglio sempre di alternare le esperienze. Per Patricia Schultz, americana, esempio, io amo molto viaggiatrice per passione, Sydney ma è stato solo è autrice di libri e programmi tv. dopo un’escursione nel www.1000beforeyoudie.com

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Parco nazionale delle Blue Mountains con una guida aborigena, dopo un viaggio di due ore, che ho potuto apprezzare pienamente quella parte di Australia. E così mi è capitato per Buenos Aires: certo la Parigi del Sud America è magnifica, e non solo per i locali di tango e le steakhouse, ma perché poi quando finisce la città inizia la pampa, “il solo posto al mondo dove Dio può vagabondare senza limiti”, come ha scritto Jorge Luis Borges. È emozionante cavalcare in compagnia dei gauchos e poi tornare all’estancia, gustare del vino Malbec mentre si sta cuocendo l’asado. Nel periodo in cui stavo scrivendo la prima edizione di 1.000 Places to see before you die, più di dieci anni fa, mi domandavano spesso se nel mondo c’erano veramente 1.000 posti che meritavano di essere raccontati. A volte, nel mezzo della scrittura, ne dubitavo anch’io. Poi invece ho dovuto escludere dalla prima edizione luoghi straordinari come la Città bianca di Tel Aviv, il Tempio d’Oro di Amritsar nel Punjab. Ho creato allora un nuovo file nel mio iPad per tutti quei luoghi che ho inserito nella riedizione del mio libro, come il monastero bizantino sui monti Troodos a Cipro o le rovine monumentali di Baalbek in Libano. Quando le persone scoprono che lavoro faccio mi fanno sempre tre domande: qual è stato l’ultimo viaggio, quale sarà il prossimo e qual è il mio posto preferito. Nel mio ultimo viaggio sono stata nelle più appartate e struggenti Isole Ebridi a nord-est della Scozia. Il prossimo invece sarà a Turks and Caicos, Caraibi, per godere il piacere della spiaggia e del sole. E all’ultima domanda posso solo rispondere così: New York, perché non c’è nessun posto come casa tua».

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Le firme di

siamo nEll’Età dEll’oRo

dEl jazz italiano

AndreA BoccAlini

Enrico Rava

Quando ho cominciato, i grandi musicisti suonavano a New York. Oggi non faccio fatica a convincerli a venire in Italia, perché qui ci sono progetti di valore e tanti giovani di qualità. Ma non chiamatemi talent scout Il jazz italiano sta vivendo un momento di grazia. no dalla rivista Down Beat, la Bibbia del jazz. È il nostro periodo d’oro, sia per quanto riguarda il Suono con giovani musicisti, ma non sono mai stato un talent numero che la qualità dei nostri artisti, ma anche a scout. Nei miei gruppi chiamo jazzisti che hanno una visione livello di mercato. Potrà sembrare strano, ma oggi musicale simile alla mia: potrebbero avere 12 o 99 anni, per me sono tanti i musicisti americani che vengono a lavorare qui da noi fa lo stesso. Si dà il caso che, di norma, quelli della mia generaper il prestigio e il valore dei nostri progetti. Quando io mi sono tra- zione tendano a cristallizzarsi su quello che ha rappresentato il sferito negli States, dal 1967 al 1977, era tutto diverso: New York era momento di massima espressione della loro creatività, intorno ai un luogo quasi misterioso e io ero l’unico jazzista italiano (e uno dei 30 o 40 anni. Io ho invece sempre la necessità di guardare avanpochissimi europei) a lavorare nella Grande Mela, al fianco di quei ti e quindi parlo più facilmente lo stesso linguaggio di artisti molto più giovani che sono in continua ricerca. musicisti che fino a qualche mese prima consideravo Triestino, classe 1939, La libertà nasce dalla fiducia. Quando suono con delle divinità irraggiungibili. In effetti, credo di aver Enrico Rava è uno dei il mio quintetto, Tribe, gli stessi pezzi possono esseaiutato ad aprire una finestra sull’Italia, ma allora mi jazzisti italiani più re completamente stravolti a ogni concerto, perché sembrava di vivere un sogno: di essere lo spettatore di conosciuti e apprezzati nel mondo. È direttore c’è una libertà veramente totale; le indicazioni sono un film di cui ero io stesso il protagonista. artistico del Festival minime e si va dove porta la musica, che tutte le volPrima di essere un musicista, sono un grande appassionato di jazz e come direttore artistico del Bergamo Jazz 2012, che si te si muove verso direzioni diverse. L’importante è terrà dal 18 al 23 marzo. essere sempre in cammino con i compagni di viaggio Festival Bergamo Jazz ho voluto costruire un cartellone di concerti che io per primo andrei ad ascoltare, privile- giusti, con i quali si deve avere una fiducia del mille per cento. D’algiando i grandi nomi internazionali che non suonano spesso in tronde, Miles Davis ha realizzato uno dei massimi capolavori delItalia. Come lo straordinario trombettista Ambrose Akinmusire la storia del jazz, il disco Kind of Blue, portando in studio d’incio la cantante Buika, musa del regista Pedro Almódovar, ma anche sione per ogni brano la linea melodica, una successione di accordi, i pianisti Brad Mehldau e Jason Moran, eletto musicista dell’an- e poi tutto è nato lì, sul momento...» (A cura di Andrea Milanesi)

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PRIMA #TWEET TWEET HURRà! Filosofi, scrittori, cantanti, giornalisti, sportivi, politici. E più di 500 milioni di persone in tutto il mondo ogni ora, ogni minuto, ogni secondo si attaccano a Twitter per esprimere le loro opinioni, a volte anche molto banali. Una follia collettiva o un’occasione straordinaria di democrazia diffusa? Le risposte al quesito stanno tutte in un tweet

David letterman: «Ho usato la mia macchina da tweeter, come si chiama... il computer, per mandare messaggi fondamentali del tipo: “Hai l’odore di una bistecca ai peperoni”. E mi sono sentito un po’ come Charles Lindbergh che atterrava a Parigi dopo aver attraversato l’Atlantico». (Presentatore Usa)

500 milioni

Attilio Redivo: «È indubbiamente un canale di comunicazione di grande interesse, con una crescente base di utenti, ma che sia un canale efficace per la comunicazione commerciale è tutto da dimostrare. L’ipotesi è che un’azienda che twitta possa ricavarne gloria e lavorare sulla propria Brand image». (Docente di economia e tecnica della pubblicità alla Cattolica di Milano)

marco Belinelli: «Ho un account Twitter da qualche anno e m’impressionano le risposte immediate. È come mandare un sms contemporaneamente a migliaia di persone, e avere una risposta subito! I fan commentano, e soprattutto mi sostengono. Per me è interessante far partecipare i fan italiani alla mia vita negli Usa». (Giocatore di basket dei New Orleans Hornets) Benjamin Hubert: «Utilizzo Twitter per tenere informata sul mio lavoro la comunità del design. Ad aprile aggiornerò tutti sulle attività del Salone del mobile». (Designer inglese, 28 anni, a Milano presenterà il suo primo progetto per Cappellini) Tiziano Ferro: «Twitter? No grazie». (Cantante)

tutti a parlare, ma per dire che cosa? Il mondo in 140 battute di cinguettio, un tweet appunto: è stata l’intuizione dell’americano Jack Dorsey nella primavera del 2006. Twitter è diventato velocemente il secondo social network dopo Facebook con un valore stimato in 8,4 miliardi di dollari. E con conseguenze ancora inesplorate: nuovi confini della privacy, verifica delle notizie, tendenza all’allarmismo. Di sicuro, a oggi, il tamtam dei tweet e retweet è sempre più parte integrante dei nuovi costumi sociali.

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pRimA

Nel mondo gastronomia

lo sciroppo d’acero oRA è dA gouRmet In Canada, lo sciroppo d’acero è un’istituzione. Soprattutto nel Québec, dove sempre affollate sono le centinaia di cabane à sucre o sugar shack, in cui pancake e piatti a base di maple syrup appena bollito sono serviti in un’atmosfera casereccia. Da specialità rustica che era, però, lo sciroppo d’acero ora fa il salto di qualità per diventare una specialità da gourmet. A provar-

ci, come spiega Bon Appétit, è lo chef Martin Picard, titolare a Montréal del famoso ristorante Au Pied de Cochon, che ha aperto fuori città la Cabane à Sucre Au Pied de Cochon. Perché? Per reinventare sia la capanna sia lo sciroppo, servendo sui tradizionali tavolacci in legno raffinate zuppe di piselli al foie gras, pancake fritti nel grasso d’anatra e coperti di sciroppo d’acero prodotto dallo stesso Picard. Che nutre i suoi maiali e anatre con sciroppo d’acero, per ottenere una carne più dolce.

formula uno

Un simUlatore A tuttA velocità Diventare Fernando Alonso in casa propria? Oggi è possibile. Grazie al Motion Pro II, un simulatore di gare automobilistiche, presentato da Collection, che grazie ai tre schermi consente di vivere l’esperienza di un pilota da F1. Nel software sono caricate migliaia di auto e di circuiti, mentre il simulatore è personalizzabile, a seconda dei desideri del cliente. Con tutti gli optional installati, costa attorno ai 45mila euro (www.cxcsimulations.com).

le novITà Del 2012 1. YAS, cantieri ADM, 141 m 2.vAvA II, Devenport, 96 m 3.Y707, Oceanco, 87 m 4.roCkY, Lürsenn, 87 m 5.Y708, Oceanco, 85,6 m superyacht

lo YAs è pRonto A prendere il largo Si chiama Yas la new entry nella Top Ten degli yacht più grandi del mondo. Costruito dai cantieri Adm (Abu Dhabi Mar) che lo hanno direttamente ricavato dalla chiglia di una fregata della Marina reale olandese, e presentato in novembre nelle acque di Abu Dhabi (foto sopra), con i suoi 141 metri di lunghezza questa imbarcazione, sul punto di entrare in servizio, sarà

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infatti la sesta più lunga tra quelle private e seguirà di pochi metri leggende da Mille e una notte come l’Eclipse di Roman Abramovich (162,5 m) e il Dubai (162 m). Lo Yas, che (come racconta Boat) in origine doveva chiamarsi Swift 141, esteticamente è stato pensato dal designer Jacques Pierrejean come un maestoso signore dei mari con lo scafo dalla forma molto affusolata.

class mARzo 2012


fgf-industry.com / cpcompany.com


Prima

Nel mondo equitazione

è un baio francese il re del trotto Adesso che ha vinto, per la seconda volta consecutiva, il Prix d’Amérique, il mondiale del trotto, nell’ippodromo parigino di Vincennes, chi li tiene più i francesi? Il baio Ready Cash, nato nel 2005 in Francia, è celebrato da Le Figaro Magazine come il numero uno del trotto, essendosi imposto anche in tutte le principali gare di avvicinamento alla grande classica: Bretagne, Bourbounnais e Bourgogne. E con i 500mila euro del premio ha tenuto fede al suo nome...

attrici

kerry, gli occhi dolci del bronx Quello di Kerry Washington è un volto visto mille volte sul grande schermo eppure ancora difficile da associare al suo nome. Un adolescente, elenca il magazine Details, la riconoscerebbe come la ragazza cieca dei Fantastici Quattro, in Europa è la moglie dell’Ultimo re di Scozia, negli Stati Uniti ricordano le scene saffiche in Lei mi odia, di Spike Lee. Il 2012, tuttavia, potrebbe cambiare il destino della 34enne attrice newyorkese, cre-

sciuta nel Bronx nel mito di Jennifer Lopez, fissando nella Hall of fame i suoi occhioni brillanti e il fisico prorompente. In tv, infatti, debutterà come protagonista dell’attesa serie Scandal, mentre Quentin Tarantino avrebbe individuato in lei l’eroina di Django Unchained, il western che promette di rappresentare per la storia del Sud pre-secessione quello che Bastardi senza gloria è stato per la Seconda guerra mondiale.

interni concluso nel 2008, è raggiungibile solo via lago e questo le conferisce elementi di comfort, esclusività e privacy paragonabili a quelli di un’isola in mezzo all’oceano. Dotata di vetri oscurati, piscine nascoste agli sguardi e uno staff di dieci

persone (con formazione made in England), la Cassinella, sulla cui proprietà c’è molto riserbo (in zona il nome più sussurrato è quello del patron dell’impero Virgin, sir Richard Branson...), si affitta a un prezzo settimanale tra 72mila e 134mila euro.

ville

un’isola british sul lago di como Il mensile americano Robb Report l’ha inserita nelle isole private più belle del mondo, anche se il declivio che ospita Villa La Cassinella, sul Lago di Como, vicino a Lenno, è in realtà una penisola. La villa (www. villalacassinella.com), però, costruita nel 1926 e sottoposta dall’architetto inglese Maggie Austin a un lungo restauro degli

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Prima

Eros & psiche

Alludere è meglio che svelare. Lo sanno perfettamente le donne, che hanno un grande alleato nella loro strategia di seduzione: l’area del cervello maschile chiamata amigdala, che cattura le emozioni di Maurizio Bossi

DoctorDuepiù La trasmissione DeL professor maurizio bossi è su cLass tV (canaLe 27 DigitaLe terrestre) gioVeDì e Domenica aLLe 23.30.

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Le donne hanno capito da millenni dove si focalizza l’attenzione maschile e gli scienziati ci dicono oggi che anche i pubblicitari ben sanno che un cartellone promozionale con una donna in evidenza deve colpire una particolare zona del cervello a forma di mandorla: l’amigda- Marilyn Monroe, la.Quest’area diviene sede della raccol- seduttrice in Quando ta di emozioni ed è in grado, per frazio- la moglie è in ni infinitesime di secondo, di paralizzare vacanza (1955). in tutti noi ogni altra ideazione. In questa paralisi mentale s’insinua il colpo di fulmine di due occhi luminosi o di un bel seno protruso ad hoc. A proposito di quest’ultimo, è noto che fu interpellato un ingegnere strutturista per progettare il reggiseno di Jane Russell, famosa attrice americana del dopoguerra le cui scollature sono ormai storia della cinematografia e i relativi fermo-immagine sono scolpiti nelle circonvoluzioni cerebrali dei nostri padri. La storia del reggiphotomovIe

quando il piacere sta nel non vedere

A

vete mai sentito un maschio eterosessuale complimentarsi con una donna per la sua borsetta? Io no. Il discorso è diverso per quanto riguarda le calzature femminili sulle quali c’è di solito concordanza d’interessi, seppure non di giudizi. Si può parlare allora di un dimorfismo sessuale anche nella scelta dei capi d’abbigliamento e degli accessori? La risposta la forniscono gli studiosi di antropologia: tutto è iniziato quando la scimmia nuda, coperta solo di peli, ha inventato gli indumenti. Lì è mutato anche il comportamento seduttivo nel quale, grazie anche all’abbigliamento, si sono evidenziate due tendenze: l’enfatizzazione delle proprietà attrattive di parti corporee e il nascondimento dei propri, veri o presunti, difetti fisici. L’abito e talvolta gli accessori, occhiali per esempio, assolvono a questa duplice funzione: non solo dunque di copertura ma anche e soprattutto finalizzata al sexappeal. Sono divenuti la nostra coda di pavone, ancorché non biologica!

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PrIma

Eros & psiche

E allE donnE piacE così Il vedo - non vedo non è uno stimolo soltanto per il piacere maschile. Anche le donne sono stuzzicate dall’intravedere il corpo dell’uomo. Anzi, la maggior parte di loro trova perfino un po’ ridicolo il nudo di un uomo, mentre impazzisce nel vedere particolari del corpo esaltati magari da un abbigliamento adeguato. Uno dei must per l’eccitazione femminile è il sedere, specialmente se sottolineato da un paio di jeans.Prima ancora c’è il torace, a cominciare dalle spalle, per arrivare al petto, da lasciare intravedere grazie al primo bottone della camicia slacciato, e gli addominali, tanto più attraenti se ben scolpiti e fasciati da una maglietta aderente. A volte l’abito fa il monaco ma è il monaco che conta, e il profumo della sua pelle, soprattutto se pulita.

i celebri occhiali a forma di cuore indossati dall’attrice sue lyon nel film Lolita (1962) diretto da stanley Kubrick.

GETTyIMAGES

seno, potente strumento seduttivo, è nota, e in Sicilia i mosaici romani di Piazza Armerina sono un’eloquente testimonianza dell’immortalità di questo presidio. C’è ancora un rilievo, messo in evidenza da alcuni esperti di grafica, che ha fatto giocare psicologi e sessuologi sul valore dei simboli sessuali connessi con l’abbigliamento. Avete presente l’icona stilizzata del cuore? Rossa con due curve laterali ben evidenti che confluiscono in un angolo acuto inferiore? Ebbene, come è noto, non ha proprio nulla a che vedere con la morfologia del muscolo cardiaco che è anatomicamente del tutto differente. E allora perché quell’immagine universalmente è nota come simbolo dei sentimenti, dell’attrazione? Perché, secondo l’antropologo Desmond Morris, richiama un’ancestrale morfologia sessuale connessa alla postura coitale posteriore degli ominidi: le natiche! Gli indumenti intimi femminili enfatizzano del lato B proprio la piega interglutea e sottoglutea che, non a caso, sono esattamente simili a quelle che si vedono fra le mammelle e al di sotto di queste! Proprio così! I seni sono definiti i glutei anteriori dopo che la postura coitale nell’homo sapiens si è progressivamente modificata dall’originale da tergo (mores pecudum) ad anteriore (poi, impropriamente, definita posizione del missionario). La seduzione degli indumenti e la potenza del velo resta sempre un segreto da svelare. Chi potrà mai dimenticare Sharon Stone nel film Basic Instinct, quando, interrogata da un gruppo di agenti della polizia, accavalla le gambe nude lasciando intravedere per un istante il dorato rilievo? La faccia dei poliziotti è la più eloquente espressione di quanto fascino eserciti su un uomo il cosiddetto vedo-non vedo. Basti pensare ad altri due esempi: Marilyn Monroe con la sua gonna svolazzante per un soffio di vento; o il recente putiferio sollevato dallo spacco inguinale di Belén Rodriguez al Festival di Sanremo. Del resto, niente è più erotico di un’allusione. Il seno più bello esposto generosamente agli sguardi di bagnanti compiaciuti non susciterà mai la stessa eccitazione prodotta da una scollatura invitante e maliziosa. Nel campo della seduzione, è come se trionfasse la sindrome da Sabato del villagnel qr code gio, la poesia di Giacomo Leopardi che qui accanto il professor racconta l’incanto dell’attesa. Ma è una maurizio bossi capacità che stiamo perdendo, sopratripercorre, in un paio di minuti, tutto oggi che viviamo nel tempo in cui i consigli più importanti domina la cultura della non attesa. Infatespressi in ti, l’imperativo del raggiungimento immequeste pagine diato della felicità uccide spesso il desi-

derio, condannandolo a oscillare fra l’ansia del possesso e la frustrazione. E, non a caso, soffriamo poi del calo della libido! Come ogni brava professionista sa perfettamente, il segreto per uno spogliarello ben riuscito e di successo è proprio la lentezza: tutto ciò che rallenta, tutto ciò che annuncia un prossimo nuovo disvelamento è estremamente eccitante. Sigmund Freud affermò che la legge fondamentale dell’economia libidica, cioè del piacere e del desiderio, si fonda sulla proibizione o «castrazione». Soltanto con l’attesa del piacere si attiva il meccanismo del desiderio. Un velo è sufficiente per rendere un corpo più misterioso e quindi assai più desiderabile. Il cervello maschile predilige sempre una donna denudabile a una nuda donna. L’intravisto è più evocativo del visto perché la mente vede ciò che vuole! Noi infatti viviamo di percezioni più che di sensazioni. E così è più importante la promessa del vedere piuttosto che l’avvenenza di quanto si vede effettivamente. L’uomo è nato cacciatore e ancora oggi avverte il bisogno di entrare in azione per scoprire e catturare la sua preda. Trovarla già pronta e senza segreti non lo diverte né lo seduce davvero.

lezione in diretta

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prima

Classifiche

Bellezze in campagna Sui cartelloni per strada e nelle pagine dei giornali promuovono prodotti per ragazze di tutta l’età. Catturando anche lo sguardo ammirato degli uomini 1 Charlize theron

5 Jennifer Connelly

2 irina ShayK

6 Sharon Stone

3 tatiana MityuShina

7 Kate MoSS

4 aleJandra alonSo

8 natalie PortMan

I capelli biondi si accordano perfettamente al flacone dorato del profumo J’adore Dior. A 37 anni è sempre la testimonial più bella. Lanciata come modella mondiale di Intimissimi, ora rimbalza sui manifesti per i blue-jeans Replay. E lei si fa sempre ammirare. Una delle preferite da Class. Russa, 20 anni, un corpo per il peccato e un grande senso per gli affari. Scelta da Intimissimi. Nata a Valencia, 20 anni, ora vive a New York. Dotata di gambe lunghissime che l’hanno aiutata per la campagna Calzedonia.

A 14 anni Sergio Leone la volle in C’era una volta in America. A 42 è il volto di Shiseido.

«Più bella oggi che a 20 anni», recita la pubblicità della linea di creme Dior Capture Total. Non è proprio vero, però quasi... Passano gli anni, ora sono 38, ma l’inglesina rimane la più ricercata e pagata. Ora risplende sulle pubblicità della italiana Lju Jo. Dior Diorshow è un mascara che fa ancora più belli gli occhi. Lei, 30 anni, non ne ha proprio bisogno però è importante (far) sognare.

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ACeA / GILLeS MARtIN-RAGet

prima

Vela

un’america’s cup da effetti speciali Riparte da Napoli e Venezia lo spettacolare circuito dell’AC World Series: il banco di prova ideale per testare, con regate di flotta e match race, i multiscafi e gli equipaggi che nel 2013 si contenderanno a San Francisco la mitica Coppa di Chiara Cantoni

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ue nuove classi di barche. Percorsi brevi e pieni d’azione. Una copertura mediatica senza precedenti. Dopo 18 anni, la 34ª Coppa America nel settembre 2013 riporterà in acque statunitensi, nella baia di San Francisco, il trofeo velico più longevo della storia. Con un format che confermerà l’evento ai vertici dello sport. IL FORMATO. Mancano 18 mesi al grande evento, ma il countdown è partito da un pezzo, nell’agosto 2011, a Cascais, col primo appuntamento dell’America’s Cup World Series, il circuito di regate che, fino a metà 2013, porterà l’adrenalina da competizione in giro per il mondo. Obiettivo, consentire ai team di testare le proprie abilità in regate di flotta e match race, in vista della Coppa America. Preceduta, dal 4 luglio al 1° settembre 2013, a

San Francisco, dalla Louis Vuitton Cup (la serie di selezione dello sfidante, che nel 2013 festeggerà i suoi 30 anni). Di tutti gli eventi, Louis Vuitton sarà l’Official timekeeper. LE BARCHE. Fuori i monoscafi, dentro i catamarani. Il restyling del leggendario trofeo ricomincia da barche hi-tech più veloci e impegnative sia sotto il profilo tattico che atletico. Progettato dal design team di Oracle Racing, l’AC45 è il futuro in scala ridotta della Coppa America, sviluppato per consentire agli equipaggi di familiarizzare con l’ala rigida, in attesa dei più grandi 22 metri, in acqua dal 4 luglio 2012. Il battesimo di fuoco degli AC72 coinciderà con la prima sfida della LVC. Nel frattempo, il 45 piedi ha già dato un assaggio della svolta nel-

il programma delle regate aC World Series. 7-15 aprile 2012, Napoli 12-20 maggio, Venezia 23 giugno-1º luglio, Newport, Usa 11-19 agosto, San Francisco, Usa 27 agosto-2 settembre, San Francisco, Usa 20-28 ottobre, da definire 8-16 dicembre, da definire 13-21 aprile 2013, Venezia 11-19 maggio, Napoli louis Vuitton Cup. 4 luglio-1º settembre 2013, San Francisco, Usa america’s Cup. 7-22 settembre 2013

le prime tappe dell’AC World Series. In grado di risalire il vento a 30 nodi, il nuovo multiscafo si muove con agilità in percorsi di gara tattici e stretti. «Garantendo alte prestazioni in diverse condizioni», dice Ian Burns del design team di

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PrIma CHRIS CAMERON

Vela

mo sarà appagante quanto tifare in loco.

LUNA ROSSA. Sventola il guidone del Circolo della vela Sicilia sull’unica sfida I CAMPI DI REGATA. I tracciati divenitaliana, in rappresentanza di Luna Rostano più brevi e competitivi, da 30 minusa Challenge 2013. Patrizio Bertelli, patron ti a un’ora. «Già messi a dura prova dagli di Prada, ha sciolto le riserve a ottobre, AC72, gli equipaggi saranno spinti al quando il gruppo ha comunicato ai merlimite», dice Iain Murray, ceo dell’Amecati di Hong Kong (dov’è quotato in borrica’s Cup Race Management. I quattro sa) la sponsorizzazione per 40 milioni di percorsi muovono tutti da una partenza euro. Che il presidente del team morisalle portanti e da un primo lato molse dalla voglia di tornare nell’arena to corto, così da esaltare il è cosa nota. Che un ingresso lavoro di squadra lanciata tardivo lo avrebbe penalizluna in corsa per il sorpasso zato sugli altri equipaggi, rossa a fin dalle prime battute. al lavoro da tempo, pure. vele sciolte per il team di «La Vuitton Cup e la A meno di un coup de patrizio bertelli un Coppa America sono la théâtre: la mano tesa di catamarano molto competitivo. Grazie massima vetrina per un Emirates Team New Zeaall’alleanza con velista: gli atleti devono land, che ha firmato un emirates new zealand dare il massimo, anche in accordo con Luna Rossa termini di spettacolarità». per la condivisione di progetQuesto l’obiettivo: se non stutisti, cantieri e risultati dei test pire con effetti speciali, trasmettere al per tutto il 2012. La somma sul piatto pubblico speciali emozioni. Per consennon è nota, ma sufficiente alla costruziotire ai fan di vivere l’evento in prima fila, ne di un secondo catamarano kiwi. In i percorsi portano l’azione, un tempo in cambio, Prada avrà il suo AC72, identico mare aperto, lungo la costa, con ottimi al primo di Emirates, e l’accesso ai dati punti di osservazione da terra. Impodi quest’ultimo. «La collaborazione connente la macchina televisiva (120 persentirà a entrambi uno sviluppo più rapisone lavorano nella postazione tv al fiando ed efficace sia sul piano tecnico che co dei broadcaster di tutto il mondo): sportivo», spiega Bertelli. grazie a nuove tecnologie grafiche, esalAd Auckland, è già in cortate dalle telecamere e dai microfoni a so la preparazione conbordo, seguire la sfida sul piccolo schergiunta dei team.

GILLES MARTIN-RAGET

Oracle. In altre parole: «Le partenze non saranno influenzate dall’intensità del vento». Spettacolo garantito...

I PROTAGONISTI Vincitori dell’America’s Cup nel 1995 e nel 2000 e ora in testa alla classifica generale, daranno filo da torcere al defender Oracle Racing: al timone di Dean Barker, i veterani di Emirates Team New Zealand (in abbigliamento tecnico North Sail) dimostrano che l’esperienza e il talento non sono pari a zero. Anche nel confronto con l’ondata di giovanissimi olimpionici che, dato lo sforzo fisico imposto dai catamarani, ha svecchiato la 34ª edizione. Fra le new entry, il britannico Ben Ainslie, classe 1977, dopo l’estate alla guida del team Bar e insieme a Oracle per le finali di San Francisco; e Nathan Outteridge (26 anni), arruolato con Scott Giles (24) nel Team Korea. L’equipaggio più giovane? GreenComm Racing, il sindacato presieduto da Francesco De Leo che con un budget di 54 milioni lancia la sfida per il Real club nautico de Valencia (partner il Circolo vela Gargnano, con il sostegno di regione Lombardia).

REGATE ITALIANE. Si apre all’insegna del tricolore la nuova stagione 2012 dell’America’s Cup World Series, con due date napoletane e altrettante veneziane. «Le tappe che ospiteremo porteranno i riflettori internazionali su una città che vuol rinnovare la propria immagine». Così Paolo Graziano, presidente dell’Unione industriali di Napoli e amministratore unico di Acn srl, società di scopo costituita per la gestione dell’evento, ha salutato il passaggio del circuito in acque partenopee. Tramontata l’opzione iniziale del quartiere Bagnoli, il Villaggio regate animerà il lungomare in via Caracciolo, nel cuore della città. Anche in Laguna, dopo il sopralluogo del race officer, Harold Bennett, sfuma l’ipotesi Lido a favore del Canal Grande. Soluzione che porterebbe la gara a due passi da Piazza San Marco.

in alto, il team di emirates: da sinistra, il wing trimmer Glenn ashby, il tattico ray davies, lo skipper dean barker, il grinder winston macFarlane e il trimmer James dagg. a destra, l’ac45 di oracle.

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Prima

In forma

ingranare La DieTa Da grand prix di Paco Guarnaccia

U

n pieno di proteine. «Per essere un campione bisogna avere una vita regolare e tranquilla, soprattutto a tavola. Durante i weekend delle gare, per tutti e tre i giorni a colazione mangio uova, yogurt, noci, frutta e prodotti proteici. A pranzo tante proteine, pollo soprattutto, pesce, insalata e, a volte, formaggio. Alla sera un po’ di carboidrati e, quando sono in Italia, mi permetto una pizza».

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Attenzione agli zuccheri. «Il mio peso forma è di 70 chili, ma in realtà sono leggermente sovrappeso, di 2 chili. Durante i Gran Premi perdo circa 2 chili e mezzo, ma sono tutti liquidi che quindi cerco subito di recuperare bevendo moltissima acqua, integratori proteici e salini, e anche qualche bevanda zuccherata. Che però, purtroppo, mi fa aumentare di peso».

Scatta domenica 18 marzo la Formula 1 con il Gran Premio d’Australia a Melbourne. Tra i protagonisti anche quest’anno l’inglese Jenson Button, 32 anni, campione nel 2009, pilota McLaren e testimonial Tag Heuer. In esclusiva per Class, ha aperto le porte del motorhome rivelando i segreti della sua dieta nei weekend di gara per essere competitivo. E puntare al titolo 2012

Domenica sera. «A volte mi concedo, da buon inglese, un paio di birre, e magari anche un bicchierino di whisky: il mio preferito è il Johnny Walker King George, un’edizione limitata molto costosa ed eccezionale. Ovviamente, questo soltanto la domenica sera, quando con gli amici e con i meccanici commento la gara del pomeriggio e ho bisogno di rilassarmi».

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Copertina

Missione possibile: rallentare il

temp

Se invecchiare è inevitabile, molto si può fare per controllare il processo. Lo rivela a Class lo scienziato che sta elaborando l’algoritmo dell’età perfetta. Basterà aspettare il 2015...

U

n giorno ci si sveglia e davanti allo specchio si vede un’altra persona. Più stanca e grigia. Oppure, magari in coincidenza con la primavera, ci si sente all’improvviso più energici, più vitali. Insomma, più giovani. È un grande mistero, l’età. Un mistero che coinvolge tutti ogni giorno: un mistero legato al matematico trascorrere del tempo ma anche scandito dal naturale, e inevitabile, processo di invecchiamento. Un mistero al quale, da anni, dedica la sua ricerca il professor Enzo Grossi, advisor scientifico della Fondazione Bracco: «Non c’è un momento preciso in cui scatta una specie di relé. Si tratta di un fenomeno molto complesso e in continuum, che si pensa cominci molto precocemente, durante l’adolescenza o nella giovane età. Addirittura alcuni sostengono che si invecchi già nella fase feta-

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di Cristina Lantone

le». Insomma, inutile farsi illusioni, prima o poi tutti dovranno fare i conti con rughe, colorito spento e minor forza muscolare. Un recente studio effettuato dall’University College di Londra e dal Centro di ricerche epidemiologiche di Parigi, pubblicato sul British Medical Journal, ha confermato che, a partire dai 45 anni, il cervello comincia a perdere colpi: la capacità di memorizzare oggetti e parole diminuisce radicalmente, fino al declino della terza età.

A partire dai 45 anni, il cervello comincia a perdere colpi e la memoria diminuisce

Ma non ci sono, in questo iter, sentieri uguali per tutti. Non a caso, molte persone possono essere biologicamente più giovani rispetto a quanto riportato dalla carta d’identità. «Nel tentativo di oggettivare il concetto di età biologica, da più di 40 anni alcuni scienziati hanno cercato di stabilire quali fossero i biomarker dell’invecchiamento e sono andati alla ricerca di parametri che esprimessero l’efficienza di alcune funzioni che si perdono progressivamente nel tempo: quindi acuità visiva, udito, sistema respiratorio, alcuni indici di funzionalità polmonare, la variabilità della frequenza cardiaca, la forza muscolare». Resta però ancora un sogno riuscire a ottenere l’età biologica con un semplice test di laboratorio. «Negli ultimi 30 anni, si è cercato di mettere a disposizione sistemi di calcolo matematico per misurarla: conglobando una serie di indici che si sapeva fossero espressione di invecchia-

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Solo un attore può provare piacere nell’invecchiare. Come Leonardo DiCaprio che nel 1997, a 23 anni, diventò eroe planetario con Titanic (a sinistra). Oggi, a 38 anni, nel pieno della maturità, è protagonista di J. Edgar (1895-1972), film biografico su Hoover, potente capo dell’Fbi.

mento, si cercava di mettere in relazione lo stato di una persona con quello atteso in una popolazione di riferimento della stessa età. Ma questi indici sono derivati da esami funzionali molto onerosi. Il tentativo dai noi intrapreso presso il CDI è stato invece di sfruttare al massimo le informazioni che derivavano da semplici esa-

mi ematochimici di laboratorio, facili da eseguire a costi contenuti». Il progetto Realab, cominciato nel 1999, ha portato a una pubblicazione prestigiosa e a risultati sorprendenti: la creazione di un metodo di calcolo, l’algoritmo di Realage, efficiente nell’individuare l’età biologica nei soggetti di età com-

photomovie (3)

E la vEcchia lady conquistò l’oscar

Nel 2161 un’alterazione genetica permetterà all’umanità di vivere naturalmente solo fino a 25 anni; dopo quest’età, le persone dovranno comprare altro tempo oppure moriranno nel giro di qualche mese. Non solo, il tempo disponibile potrà anche essere trasferito da un individuo all’altro ed essere utilizzato per acquistare beni di lusso. Il tempo sarà denaro, letteralmente. Questa non è la previsione di una ricerca scientifica realizzata da qualche università americana, ma la trama di In Time, il film ora in programmazione, inter-

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presa fra i 35 e i 50 anni. «Purtroppo non è stato ancora possibile mettere a disposizione questo algoritmo per un utilizzo di routine, ma auspichiamo che sia possibile nel giro di qualche anno, magari per l’Expo 2015». Nel frattempo, però, rimboccarsi le maniche per arrivare più preparati alla soglia della

pretato da Justin Timberlake e Amanda Seyfried. Questo è solo l’ultimo titolo di una serie di film recenti nei quali lo scorrere del tempo e le considerazioni su di esso diventano l’elemento narrativo determinante. Se non avesse trascorso quasi 50 anni a capo dell’Fbi (dal 1924 al 1972) Edgar J. Hoover, interpretato da Leonardo DiCaprio, sarebbe diventato così potente? O era potente proprio a causa del suo lungo regno? E Margaret Thatcher, dopo aver lasciato un’impronta politica in Gran Bretagna, ha accompagnato all’Oscar Meryl Streep per l’interpretazione di The Iron Lady.

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biologica o anagrafica ma sempre sotto controllo

Il prof. Enzo Grossi, advisor scientifico della Fondazione Bracco, e autore di una ricerca sull’età biologica, spiega come interpretare gli anni che passano

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«L’età anagrafica dà un’informazione molto semplice: qual è la sopravvivenza di una persona al momento della rivelazione dei suoi anni»

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«L’età biologica è un concetto più articolato: presuppone che il modo in cui una persona invecchia non sia veloce per tutti allo stesso modo. Ci sono persone che invecchiano più rapidamente di altre»

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«Non c’è un momento preciso in cui scatta l’invecchiamento. È un continuum. In età giovanile il processo è impercettibile, è più difficile rilevarlo in modo preciso. Con l’avanzare dell’età anagrafica, si manifesta più chiaramente ed è più facile rilevarlo»

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Un futuro sempre più giovane 100.000 90.000

1970-72 2001

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110 anni Il grafico mostra come sia aumentata la prospettiva di vita nel corso dell’ultimo secolo. La rettangolarizzazione della curva di sopravvivenza appare, nel 2001, sempre più marcata, rispetto ai periodi precedenti.

quinta decade può rivelarsi molto utile. L’obiettivo? Un invecchiamento di successo. «Con questo termine si vuol indicare la possibilità di raggiungere una certa età senza disabilità. Che non significa senza malattie concomitanti, ma senza limitazioni nelle funzioni importanti per una vita normale e autonoma». Ebbene, se per molti è preferibile, come si suol dire, un giorno da leone a mille da pecora, attenzione agli eccessivi strapazzi, perché il fattore genetico conta solo per un quarto nel processo di invecchiamento. «Gli altri tre quarti sono determinati dallo stile di vita, dalle abitudini, dall’ambiente in cui si vive e

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dall’ambito culturale e sociale nel quale siamo immersi», continua Grossi. L’esercizio fisico, per esempio, migliora l’allenamento dei muscoli e, di conseguenza, il sistema cardio-circolatorio. In più mette in azione meccanismi metabolici che possono prevenire obesità e sovrappeso. Ma non è tutto. «Secondo importanti dati recenti, influenza il cervello. È stato dimostrato che in animali con attività fisica importante, il neurone è in grado di produrre ramificazioni che mettono in contatto i neuroni l’uno con l’altro e, attraverso queste sinapsi, il cervello funziona meglio». Essere attivi aiuta dunque a prevenire i fenomeni di

tutti i cambiamenti lunghi un secolo

Testimoniare le tante età della vita dell’uomo e della donna. Questo è l’impegno del fotografo tedesco Hans-Peter Feldmann, 71 anni, che lavora su un minuzioso progetto di catalogazione dei frammenti esistenziali nei quali la vita quotidiana viene fermata nella sua solo apparente banalità (a fianco e a destra, due immagini). L’insieme finale costituisce

Fonte: e.BarBi. il prolungamento della vita umana: realtà, prospettive, proBlemi

Copertina

un’enciclopedia della vita chiamata 100 Years, un progetto-installazione ideato nel 2001 e presentato, per la prima volta, a New York nel 2004. Ora 100 Years fa parte della più ampia mostra Da zero a cento, le nuove età della vita, aperta alla Triennale di Milano fino al 1º aprile. Ideata e prodotta dalla Fondazione Marino Golinelli, a cura di Giovanni Carrada e Cristina

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degenerazione del sistema nervoso centrale, come l’Alzheimer. La prevenzione, però, è soprattutto concedersi qualche check-up (vedi a pag. 36) e analisi dello stato di salute generale. «Se voglio essere in grado di cogliere sul nascere fenomeni che insorgono in modo subdolo e con lunga latenza è necessario ricorrere a verifiche e a visite di approfondimento», spiega il professor Grossi. «A volte, in questo modo, si evidenziano problemi di cui si era inconsapevoli. Il campanello d’allarme fa aumentare la motivazione a cambiare stile di vita». Ed è proprio questa la vera sfida: è davvero molto difficile sradicare qualcuno dalle proprie abitudini. «Per il futuro, oltre a incrementare questi monitoraggi, bisognerà tener conto che si avrà bisogno di una figura professionale che possa sostenere in questo progetto di cambiamento. In letteratura medica, si parla di motivational interviewing (intervista motivazionale), un colloquio importante tradizionalmente riservato al medico di base, che dovrebbe recuperare l’antico rapporto di fiducia con il paziente», chiosa il professore, che un test di prova, su di sé, l’ha comunque sperimentato. «Ho usato un algoritmo più semplice, e devo dire che biologicamente ho qualche anno in meno». E, con la matematica, di certo, non si può barare.

Perrella, indica una traccia di investigazione sul come e sul perché la generazione oggi attiva sul pianeta è differente da quella di 100 anni fa. La mostra è articolata su sei ambienti, uno per ogni età dell’uomo, allestiti da Iosa Ghini Associati, e parte proprio con la galleria dei ritratti di Feldmann, con l’obiettivo di rappresentare il dialogo continuo tra vicende personali e narrazioni universali. Info: www.dazeroacentolamostra.it

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così alleniamo la mente

Dopo secoli di mens sana in corpore sano abbiamo scoperto che è vero anche il contrario: se la mente è forte, il corpo diventa sano. Ecco, allora, cinque facili regole per mantenere giovane la creatività, dal lavoro all’amore, al sorriso. Parola di creativo

di Lorenzo Marini Uno. Smettetela di credere che bastino degli esercizi di memoria. È come se voi rimetteste in ordine il vostro armadio ogni giorno: questo non vi aiuterà di certo a vestirvi in modo più elegante. Non dovete fare le parole crociate, dovete iniziare a comporle voi. Non si tratta di percorrere schemi tracciati da altre menti, ma di inventarne di nuovi.

parole che nessuno ha mai scritto. L’amore è una palestra dove gli esercizi senza schemi sono molto ben accettati. QUaTTro. Tutte le persone di successo hanno una grande capacità di concentrazione. Nel mio lavoro di creativo pubblicitario ho conosciuto moltissimi imprenditori e moltissimi manager. Quelli di maggior successo conoscevano l’arte intuitiva della concentrazione. Concentrarsi vuol dire focalizzare l’attenzione su una ed una sola cosa per volta. Bisogna escludere tutto il resto. Anche quando prepariamo le fragole o laviamo l’insalata dobbiamo pensare solo a quello. Lavorare con umiltà sulle piccole cose aiuta ad affrontare meglio le grandi sfide.

DUe. Pensare creativamente. Ogni cosa che facciamo è una ripetizione inconsapevole delle abitudini annidate nel cerve l l o. Pe n s a re i n modo creativo vuol dire vedere lo stesso problema da un punto di vista differente. Blaise Pascal diceva che il vero viaggiatore non è quello che vede terre nuove ma Lorenzo Marini, creativo quello che vede terre pubblicitario e scrittore, CinQUe. Un maestro vecchie con occhi ha ideato la campagna BBurago indiano diceva che se nuovi. E dunque non (sopra, 2003) agganciandola accettate la divisione a tris, gioco di sveltezza mentale. leggiamo per un’ora dovremmo scrivere per creata dagli uomini tra poeti e ingegneri, tra razionali e artisti. due e meditare per tre. Questo aumenSiamo tutti creativi, specie in questa par- ta la facoltà raziocinante. Se, invece, siete portati per stili di vita più emotivi te di mondo chiamata Italia. ricordate che l’istinto è degli animali, Tre. Siate originali, sempre. Siccome la mentre l’intuizione è degli esseri supeNatura non si ripete mai (non esiste un riori. Una mente calma diviene più ricetfiocco di neve uguale a un altro ed è sta- tiva. Le buone idee raramente arrivano to scientificamente provato) ogni uomo sotto stress. Se siete stressati, sorridete. è unico e irripetibile. Abbiamo qualità Anche davanti allo specchio, da soli, a speciali per dire e fare cose che nessun costo di tirarvi la bocca con le due dita, altro ha mai fatto. Iniziate da un sms o fino a quando non riderete di voi stessi. da una lettera d’amore. Scrivete per lei In fondo, la vita è solo un sogno.

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Copertina Prevenzione

Farsi un bel

Check-up per restare giovani

Come le automobili, anche l’organismo umano ha bisogno di tagliandi periodici per verificare lo stato di salute. Scienza e tecnologia oggi offrono il massimo per uno screening accurato. Come dimostra quello provato da Class al CDI di Milano

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quanto è necessaria la prevenzione: all’atto pratico, oggi le indagini possibili sono così tante, e il tempo a disposizione così poco, che si rischia di finire con il non fare proprio nulla, dando retta a quel diavoletto interiore sempre pronto a sussurrare all’orecchio: «Se hai qualcosa, meglio non saperlo». Quasi che l’ansia possa essere un nemico più temibile di una malattia. E che una buona qualità della vita possa fare a meno di una corretta prevenzione e di affidarsi a bravi specialisti. Che fare, dunque? Un’ottima soluzione per ottenere il massimo con il minimo sforzo è concedersi un check-up come si deve. Consci che l’organismo umano, come le automobili, è soggetto a deteriorarsi. E che dunque un bel tagliando ser-

ve a mantenerlo in efficienza, anche quando il suo motore pare funzionare benissimo. Ovviamente, non si tratta di sottoporsi indiscriminatamente a ogni tipo di esame possibile, ma di valutare con un esperto dove indagare, in base ai fattori di rischio individuale, all’età, alla predisposizione genetica, alle abitudini di vita riguardo a cibo, sedentarietà, fumo, sonno, stress (vedi articolo a pag. 39). Da questo punto di vista, unico per completezza ed efficienza, e non solo nel panorama italiano, è il CDI-Check che il Centro diagnostico italiano (www.cdi.it) propone da anni nella sua sede di Milano, in via Saint Bon, struttura sanitaria che ospita oltre 50 specialità mediche e strumentazioni diagnostiche d’avanguardia. Si trat-

Class marzo 2012

massimo sestini

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icorda di misurare la pressione. Tieni sotto controllo il colesterolo. Verifica la glicemia. Prenota l’elettrocardiogramma. Ah sì, c’è anche da fare la spirometria per valutare il rischio di asma, bronchiti, enfisema. E la prostata? L’esame del Psa, forse da troppo tempo non lo fai. Ma quei nuovi marcatori tumorali di cui hai letto su internet, non sarà il caso di trovare il laboratorio che li sa già dosare? Poi ci sarebbe ancora da valutare, sorvegliare, accertare, vigilare su... Aiuto! Ma quanti esami sono davvero indispensabili per vivere tranquilli? E quanti ne occorrono per calcolare se hai davvero l’età che ti meriti (come spiega nelle pagine precedenti il prof. Enzo Grossi)? Perché si fa presto a parlare di

di Roberto Copello - foto di Cristian Castelnuovo


risonanza aperta, paziente più contento

La risonanza magnetica aperta del CDI di Milano e il dottor Bruno Restelli, responsabile dei check-up. A sinistra, un’apparecchiatura per le ecografie.

La ricerca dell’eccellenza tecnologica e clinica caratterizza da sempre il Centro diagnostico italiano, le cui 19 strutture lombarde servono 890mila pazienti l’anno in tutta la Lombardia. Come sottolinea il consigliere delegato Giuseppe Fraizzoli: «Sin dalla sua nascita, oltre 35 anni fa a Milano, il CDI ha offerto un servizio all’avanguardia dal punto di vista sanitario ma anche dell’esperienza del paziente. È il primo poliambulatorio certificato Joint Commission International e ha un’organizzazione presa a modello da tanti centri pubblici e privati. Naturalmente il CDI ha sempre ritenuto importante dotarsi delle apparecchiature diagnostiche più avanzate per metterle a servizio di prevenzione e diagnosi precoce. Solo negli ultimi tre anni ha investito oltre 30 milioni di euro in strumentazioni d’avanguardia come Cyberknife, l’apparecchiatura più innovativa nella radiochirurgia, e Ikoniscope, un microscopio robotizzato molto più efficace delle metodiche normali per la diagnosi precoce dei tumori. Nell’ottica di prevenzione, oltre ai check-up, effettuiamo ogni anno 4 milioni di esami di laboratorio e 150mila procedure diagnostiche utilizzando alcune delle apparecchiature più evolute, dalla Tac a 64 strati dual source alla risonanza magnetica aperta». Apprezzatissima, quest’ultima, dai pazienti più claustrofobici.

ta di un vero programma di prevenzione sanitaria ad ampio spettro, flessibile e personalizzato per ogni singolo paziente. In giornata, in un arco di tempo che va dalle tre alle sei ore, il paziente esegue dapprima gli esami di laboratorio di base, quindi si sottopone a una serie di ecografie e a visite oculistica, otorino, dermatologica, urologica. Molto accurate le indagini cardiovascolari, che prevedono ecocardiogramma, ecocolordoppler dei Tsa ed elettrocardiogramma da sforzo. E particolarmente apprezzati dai pazienti del CDICheck sono poi i servizi da hotel a cinque stelle. L’accoglienza avviene in un’area riservata, con concierge e hostess sempre a disposizione, che scortano i pazienti da un esame all’altro, evitando i tempi morti. Duran-

re al volo una Tac o una risonanza magnetica, o predisporre per una gastroscopia o una colonscopia, e che addirittura lascia al paziente il suo numero di cellulare per essere contattato in ogni evenienza, anche nei giorni successivi. Una figura indispensabile, dunque, per una prevenzione mirata il più possibile. «L’uomo è la macchina più perfetta ma anche più complessa che ci sia», spiega il dottor Bruno Restelli, responsabile del CDI-Check nonché del Poliambulatorio del Centro diagnostico. «Lo stesso farmaco dato a tre pazienti diversi ottiene tre risultati differenti. Per questo una corretta prevenzione non significa, riguardo a un soggetto maschile, cercare tutte le patologie possibili, ma individuare quelle più probabili e diffuse. Quali? Fondamen-

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Concierge e hostess a disposizione. Per poter concentrare gli esami senza perdite di tempo... te il check-up si indossano una comoda tuta e sandali ortopedici che a fine giornata si potranno portare a casa. A disposizione ci sono anche collegamento wi-fi, area ristorante riservata e docce. Ma ciò che più conta è la costante presenza del medico tutor, uno specialista che valuta in tempo reale l’esito degli esami, può fare effettua-

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25-44 anni

cerebrovascolari 2,4 eventi eventi coronarici 5,9

45-54 anni

cerebrovascolari 9,0 eventi eventi coronarici 20,6

55-64 anni

cerebrovascolari 27,3 eventi eventi coronarici 41,8

cervello e cuore, queste le statistiche

Nei diagrammi qui sopra, a confronto per fascia d’età i tassi di attacco (ogni 10mila italiani maschi) degli eventi coronarici e cerebrovascolari, secondo i dati del Registro nazionale degli eventi coronarici e cardiovascolari, avviato dall’Istituto superiore di sanità nell’ambito del Progetto Cuore (www.cuore.iss.it). È evidente come il rischio aumenti con il passare degli anni.

talmente quelle cardiovascolari e quelle tumorali (soprattutto riguardanti l’intestino, i polmoni e la prostata)». Le priorità, però, non sono sempre le medesime... «Per questo, quando si parla di check-up», continua Restelli, «occorre distinguere fra prevenzione primaria, secondaria e terziaria. La prima individua in un soggetto sano quei fattori di rischio (ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, sovrappeso...) che nel tempo potrebbero comportare problemi, e dunque mira a mettere in atto modifiche dietetiche e comportamentali. Con la prevenzione secondaria invece s’indagano patologie già presenti ma non ancora conclamate: si tratta in sostanza di diagnosticare precocemente quelle forme tumorali che al giorno d’oggi sono più facilmente curabili, garantendo al contempo anche

una migliore qualità della vita». E la prevenzione terziaria? «Quella riguarda le patologie ormai diventate croniche, come il diabete o la cirrosi epatica, che non necessitano più di essere oggetto di un checkup, ma che semmai entrano nella logica di un follow-up». Controllarsi, insomma, serve a vivere meglio e più a lungo. Ma perché proprio un checkup? Alla giusta prevenzione non dovrebbe pensare il medico di base? «Certamente. Se segue bene i suoi pazienti, è una figura fondamentale. Il CDI-Check però presenta enormi vantaggi per chi non ha tempo e può concentrare in poche ore gli esami fondamentali, senza diluirli in una serie di appuntamenti. Importanti anche le convenzioni con quelle aziende che offrono ai dipendenti la possibilità di un check-up

sempre molto gradito, oltre che utile in un quadro di prevenzione aziendale». A che età è dunque utile iniziare a sottoporsi a una serie di controlli di base? «L’indicazione parte dai 30 anni. Dopo i 40 si aggiungono esami in più, come l’elettrocardiogramma da sforzo e la visita dermatologica, e dopo i 50 la visita urologica e l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, indispensabile per valutare il rischio di ictus. Il 90% dei pazienti comunque se la cava in giornata: solo pochi devono tornare per un esame come la colonscopia, che necessita di una preparazione». Il CDI-Check in cifre, dottor Restelli? «Ne facciamo più di 3mila all’anno, di cui circa la metà aziendali. Il costo parte da una base di 1.5002.000 euro, ma è poi ovviamente legato agli approfondimenti necessari».

L’ANAMNESI

L’OCULISTA

Il CDI-Check inizia con un colloquio. Lo specialista internista visita il paziente, raccoglie i dati della sua storia clinica e definisce il percorso di esami diagnostici e visite specialistiche.

Il CDI, da sempre all’avanguardia per le problematiche oftalmologiche, dispone delle apparecchiature più avanzate (Oct, topografia corneale, Pentacam...) per valutare lo stato di cornea e retina.

in poche ore, tutti gli accertamenti necessari

Bastano da tre a sei ore (salvo eventuali approfondimenti) per ultimare il CDI-Check. La scaletta dei controlli prevede, oltre a quanto evidenziato qui a fianco, analisi di sangue e urine, visite urologica e dermatologica, spirometria, ecocardiogramma, ecocolordoppler dei tronchi sovraortici.

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Prevenzione

E attEnzionE a quEsti nEmici

Nutrirsi con attenzione. Fare attività fisica. Evitare fumo e alcol. Dormire fra sette e nove ore. Sorridere più spesso. Gli esperti spiegano come migliorare la qualità della vita. E della salute

di Daniela De Vecchis

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dell’Istituto superiore di sanità, «e raggiunge il cervello, dove intossica i neuroni. Senza considerare che l’alcol predispone al sovrappeso: ogni grammo contiene sette calorie». Come regolarsi? «Niente sigarette e non più di due bicchieri al giorno di vino o birra, a stomaco pieno e tenendo conto dei propri limiti». Dormire poco e male. «Il contributo del sonno nella medicina anti-aging è fondamentale», prosegue Scafato, «perché l’organismo deve a un certo punto interrompere tutte quelle attività che comportano un consumo di energia, per ricaricarsi. È di notte che le cellule si rinnovano, quando il metabolismo di base, ridotto al minimo, contrasta lo stress ossidativo, causa, quest’ultimo, dell’invecchiamento e della morte cellulare». Il consiglio: dormire tra sette e nove ore. Stress cronico. «Lo stress è il nemico numero uno del nostro sistema immunitario». Parola di Michael Bailey, dell’Ohio State University, che in un articolo su Brain, Behavior and Immunity ha dimostrato come l’eccessivo stress riduca la popolazione batterica intestinale da cui dipendono le nostre difese contro le infezioni. Spiega il prof. Fontana: «Lo stress cronico mette in moto una serie di meccanismi di infiammazione cellulare, di aumento della frequenza cardiaca e della pressione, che influiscono significativamente sull’invecchiamento». E allora, perché non provare a sorridere di più?

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Mangiare troppo. Un’alimentazione ricca di «calorie vuote», cioè di grassi e zuccheri, e povera di vitamine e sali minerali, fa male e fa invecchiare precocemente. Aumenta i rischi di diabete, ipertensione e placche nelle arterie, condizioni che precedono, spesso, l’insorgere d’infarto e ictus. Ne è sicuro Luigi Fontana, professore di Scienze nutrizionali presso l’Università di Salerno, dopo aver studiato per anni i membri della Caloric Restriction Society, praticanti un severo regime di dieta ipocalorica (1.800 calorie) e candidati, per questo, a vivere 40 anni di più. Semaforo verde dunque alla dieta mediterranea, ipocalorica in modo naturale e bilanciata di tutti gli elementi. Muoversi poco o niente. La mancanza di attività fisica aumenta il rischio di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e tumorali. Affloscia i muscoli, indebolisce le ossa, e favorisce ansia e depressione. «È indispensabile muoversi almeno mezz’ora al giorno, a giorni alterni», raccomanda Fontana, «fare una passeg-

giata a passo sostenuto, andare in bici, usare le scale al posto dell’ascensore, e praticare sport quali jogging e nuoto che, nel breve termine, consentono di bruciare il glucosio in eccesso e a lungo termine riducono il grasso addominale». Cattive abitudini. Non solo il fumo accorcia la vita, ma provoca tutta una serie di condizioni che ci fanno sembrare più vecchi di quello siamo: denti, unghie e polpastrelli ingialliti, rughe precoci, rischio di psoriasi. L’abuso di alcol non è da meno. «L’alcol in eccesso che non riusciamo a metabolizzare circola nell’organismo», spiega Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol

L’ECG SOTTO SFORZO

L’ECOGRAFIA ADDOMINALE

L’OTORINOLARINGOIATRA

Un semplice elettrocardiogramma a riposo non basta a individuare il rischio futuro di malattie cardiache. Dai 40 anni in poi, una corretta prevenzione richiede l’esecuzione di un ecg sotto sforzo.

Esame rapido e per nulla invasivo, l’ecografia addominale utilizza gli ultrasuoni per esplorare il fegato, la cistifellea e le vie biliari, la milza, i reni, il pancreas, lo stomaco, i grossi vasi sanguigni.

La visita orl conclude il CDI-Check. Una fibroscopia rinofaringolaringea è ideale per valutare lo stato di orecchi, naso e gola. Se l’otorino ha la mano leggera, il fastidio è minore di quanto si tema...

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Lo stress cronico mette in moto meccanismi di infiammazione che accelerano l’invecchiamento

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alimenti per il risveglio di

prımavera

Più forti, più sani e più efficienti. L’arrivo della nuova stagione è una grande occasione per ritrovare slancio anche a tavola seguendo le indicazioni anti-age degli esperti. Senza privarsi del piacere dei sapori

di Cristina Lantone

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te attivo, producendo perossido di idrogeno (acqua ossigenata); in più agisce meglio di un antibiotico di sintesi, la meticillina». Molto più che nutriente, dunque, questo nettare, ottenuto dall’albero di Ulmo, originario del Cile, è un autentico toccasana, scientificamente provato. In vitro, si è osser-

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urificazione è la parola d’ordine. Per prepararsi alla primavera, per dare una sferzata al metabolismo cellulare ed eliminare le tossine accumulate durante l’inverno. Il primo passo? Scegliere gli alimenti da portare in tavola, cercando di ridurre al minimo i grassi e i sistemi di cottura aggressivi. Ecco, dunque, la top-ten degli irrinunciabili alleati della dieta anti-age. 1. Miele di ulMo. Il miele è uno dei più venerabili rimedi della nonna e conta, tra le sue fila, anche un potente anti-ossidante, il miele di Ulmo. «Ricerche inglesi hanno dimostrato che, rispetto agli altri mieli, combatte in modo specifico alcuni batteri, tra cui escherichia coli e pseudomonas aeruginosa», spiega Elisabetta Macorsini, biologo nutrizionista. «L’hanno anche provato sulle ferite e si è rivelato estremamen-

I carciofi aiutano a purificare reni e fegato.

vato che inibisce la crescita di altri batteri patogeni quali candida albicans, salmonella typhi, enterobacter aerogenes, mentre le sue proprietà anti-ossidanti non hanno paragoni rispetto agli altri prodotti affini. 2. aMaranto. «Non fa parte delle graminacee, non è quindi un cereale, ma è un’ottima fonte di nutrienti», spiega la nutrizionista. «Contiene il doppio della lisina rispetto alla già ricca quinoa». Conosciuto in India come ramdana, ossia il buon grano, è una miniera di apporti nutritivi: fibre, proteine e ferro. In più, non contiene glutine e si può quindi usare in caso di celiachia. «Con l’amaranto in grani si pos-

olycom

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Copertina Alimentazione

Il tè verde è utilizzato in Cina da 3mila anni. Grazie alla presenza di polifenoli, è un potente anti-ossidante.

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Alimentazione

L’amaranto è una miniera di apporti nutritivi. Contiene il doppio della lisina rispetto alla già molto ricca quinoa.

in particolare, è ricco di Omega 3 e Omega 6», aggiunge la biologa-nutrizionista. 6. aGar aGar. «Quest'alga aiuta l’idratazione, rimane intatta durante il percorso nell’intestino, attirando acqua; e questo aiuta la regolarità intestinale e facilita l’eliminazione delle tossine». In più, essendo costituita per l’80% da fibre, si gonfia nello stomaco arrivando a triplicare di volume, smorzando così l’appetito. 7. carciofi. «Il carciofo è importante per la purificazione di fegato e reni». Alimento tonico e digestivo, contiene mol-

to ferro e, grazie alla cinarina, aiuta ad abbassare il livello di colesterolo. 8. Tè verde. Le sue proprietà benefiche sono conosciute in Cina da circa 3mila anni: ricco di polifenoli e catechine, ha un potente effetto drenante e anti-ossidante. 9. bacche di Goji. Questi piccoli frutti rossi provenienti da Cina e Tibet sono un concentrato di vitamina C, betacarotene e oligoelementi. Ne bastano 14 g al giorno. 10. kiwi. «Contiene più vitamine delle arance e pochissime calorie», un frutto prezioso e insostituibile.

Dal Tè verDe al picoTage. e la pelle non fa una piega

«Il passare del tempo non è una malattia da curare, ma un processo da accompagnare, con intelligenza e buon senso». Con queste parole il dermatologo Antonino Di Pietro spiega come affrontare l’invecchiamento senza ricorrere al botulino, la tossina sempre più usata per spianare le rughe, con effetti ancora non del tutto conosciuti e, in qualche caso, devastanti. Nel suo libro Botulin free (Sperling & Kupfer), sono anche spiegate tutte le ragioni per non ricorrere a queste punturine, ma soprattutto le alternative più soft offerte dalla dermatologia plastica rigenerativa. «Il peeling è un’esfoliazione accelerata e controllata della pelle con sostanze chimiche acide, che provocano una rigenerazione dell’epidermide, promuovendo la produzione di collagene». Tra i più comuni, ci sono quelli all’acido glicolico, sostanza di origine vegetale estratta dalla canna da zucchero che elimina le cellule morte; il peeling all’acido salicilico, utilizzato per le pelli grasse, data l’ottima azione sui comedoni e piccoli foruncoli; il peeling Tca, con l’acido tricloroacetico, utile per contra-

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stare le cicatrici post-acneiche. «ll laser è una sorgente di luce concentrata in uno spazio ultra-ridotto. In base ai vari tipi di luce emesse, può dare diversi risultati». Il neodimio Yag, per esempio, è un laser non ablativo, che non asporta gli strati cutanei, ma stimola il collagene, mentre il laser frazionato, creando piccole ma profonde lesioni termiche, è indicato per le piccole rughe e discromie. Un’altra valida alternativa al botox è l’acido ialuronico che «viene inserito lungo la ruga a pochi millimetri di profondità all’interno della pelle». Tra le principali tecniche, Di Pietro suggerisce il Picotage, «una metodica di biostimolazione cutanea che è in grado di ristrutturare e idratare la matrice cellulare e stimolare in modo eccezionale il fibroblasti, attraverso microiniezioni superficiali». Il rimage è utilizzato, invece, nei casi di rughe più marcate. Per chi ancora può prevenire più che curare, anche il dermatologo consiglia: «Stile di vita e alimentazione sana. La dieta anti-age è ricca di flavonoidi, vitamina C e polifenoli». Quindi via libera a tè verde, mirtilli e peperoni.

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sono preparare anche i pop corn», per gratificare il gusto, oltre che la salute. 3. crusca. «Le persone non sanno neppure che cosa sia, ma è importantissima», spiega la Macorsini. «L’involucro che ricopre i semi, in funzione della tipologia di crusca, di frumento, avena o orzo, può contenere un quantitativo variabile di fibre (quello di frumento è molto alto). Un apporto di nutrienti fondamentale per favorire il transito intestinale. «E di conseguenza per prevenire il tumore al colon, che si può tenere lontano, evitando la sovralimentazione e il sovraccarico dell’organismo». Dopo i 40 anni, si dovrebbe, in sostanza, mangiare meno e soprattutto aumentare il consumo di frutta, verdura e acqua per conservare il giusto grado di idratazione. 4. quinoa. «È una pianta erbacea proveniente dal Perù, ricchissima di antiossidanti». E non solo: buona fonte di fosforo, potassio, manganese, è ricca di proteine con aminoacidi essenziali, come la lisina, e contiene più calcio del latte. 5. canapa. Versatile, come ingrediente culinario, poiché entra in cucina in forme diverse (per lo più farina, foglie, semi o olio), è un sorprendente anti-age. «L’olio,


nei caraibi più s Ognuna diversa dall’altra, le Isole Vergini Britanniche hanno però molto in Testo di sTefania cubello

In pratICa

Come arrivare. Air France fa scalo a Parigi e a St. Martin (www.airfrance.it); Iberia a Madrid e a Puerto Rico (www.iberia.com); American Airlines, a New York e Puerto Rico (www.americanairlines.it). Voli da St. Martin e da Puerto Rico per Tortola con Liat (www.liatairline.com). Dove alloggiare. Little Dix Bay (www.littledixbay.com). Oil Nut Bay (www.oilnutbay.com). Biras Creek (www.biras.com). Peter Island (www.peterisland.com). Info. Ente del turismo delle Isole Vergini Britanniche, tel. 02.66714374 (www.bvitourism.it).

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SPECIALE vIAggI

nob. e più british

comune. Dalla natura inviolata alla privacy che garantiscono ai loro ospiti

U un tESoro dI ISoLA. Affacciata sul Sir Francis Drake Channel, Peter Island è la più esclusiva delle Vergini Britanniche.

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na delle frasi che si sente ripetere di continuo, come se fosse un mantra, alle Isole Vergini Britanniche, è: We are different. Da non scambiare per un indice di arroganza, sebbene questo territorio d’oltremare del Regno Unito sia la meta più snob dei Caraibi. Rivendica invece l’unicità di isole ognuna diversa dall’altra per conformazione, natura e stile: da Tortola, la principale, dove arrivano i voli da Saint Martin e che ha le maggiori compagnie internazionali di noleggio nautico, a Virgin Gorda, dove si concentra il maggior numero di marina e yacht club, ad Anegada, la più lontana e singolare, l’unico atollo corallino. Veleggiando fra le 60 isole che formano l’arcipelago compreso tra l’Equatore e il Tropico del Cancro, di cui solo 16 abitate, si comprende perché le BVI si fregiano del titolo di «piccoli segreti della natura». Sono un santuario di inviolata bellezza, un angolo dei Caraibi salvato dagli abusi edilizi e dai villaggi di cemento all inclusive. Si deve in parte a Laurance S. Rockefeller se questo paradiso delle Piccole Antille dagli anni 60 è il rifugio esclusivo del bel mondo internazionale. Il magnate americano nel 1964 scelse Virgin Gorda, all’epoca solo una comunità agricola isola-

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CHERVĂ’ TRADE S S.r.l - Strada Ninz, 61 - I-39030 La Villa in Badia (BZ) Tel. +39-0471-847.766 - Fax +39-0471-847.755 - chervo@altabadia.it


SPECIALE VIAggI 1

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1. La scenografica piscina a sfioro di Falcon’s Nest, la più spettacolare villa privata (2mila mq) di Peter Island, con vista sulla lontana St Croix. 2. Il Beach Club del resort Oil Nut Bay, all’estremità nordorientale di Virgin Gorda. 3. La White Bay Beach, la spiaggia più bella di Peter Island.

ta, per inaugurare il suo personale buen retiro, il Little Dix Bay, attratto dalla natura selvaggia e dal chilometro di spiaggia, una delle più belle al mondo, al centro di una baia a mezzaluna protetta dalla barriera corallina. Ancora oggi al resort, in un giardino tropicale di oltre 200 ettari e appena cento alloggi fra ville e suite (dal 1993 è gestito dal gruppo Rosewood), si ritrovano celebrità del jet set, della politica e dell’economia americana ed europea. E sul Sir Francis Drake Channel, in questo braccio di mare attraversato dagli alisei, anziché i pirati scorazzano velisti e magnati come l’Aga Khan, che ha da poco portato lo Yacht Club Costa Smeralda a Virgin Gorda, e come Richard Branson, che a Necker Island ha ricavato il suo nido privato, un’isola-resort off limits ai più, tranne che ospiti come Mick Jagger. Se ne può spiare il profilo dal Beach Club del resort Oil Nut Bay. Di recente apertura, con le sue 88 ville mimetizzate in oltre 120 ettari di vegetazione, raggiungibili in elicottero o yacht, è uno degli approdi più esclusivi al Caribbean Superyacht Regatta & Rendezvous, dal 14 al 17 marzo. Non meno idilliaco il vicino Biras Creek, storico Relais & Châteaux con 31 suite dall’aria un po’ blasé tipo londinesi old style, anche se il proprietario è un americano del Michigan, David V. Johnson, lo stesso dell’Oil Nut Bay. Quando si attracca qui, dopo meno di un’ora di barca da Tortola, approdando nel mare calmo e protetto del North Sound, alla reception è inutile chiedere le chiavi della stanza. Qui tutto è aperto, ci si chiude solo dall’interno. Fuori, un mondo da cartolina: spiagge dalla sabbia soffice e bianchissima, corone di palme, giardini e sentieri dove s’incontrano innocue iguana, acque trasparenti e calde dalle sfumature blu, turchesi, smeraldo, con tartarughe e miriadi di pesci colorati per snorkeling spettacolari. Virgin Gorda, «Vergine grassa», come la battezzò Cristoforo Colombo che nelle forme dell’isola vide la silhouette di una donna formosa sdraiata sulla schiena, custodisce anche un miracolo della natura unico al mondo: The Baths, all’estremità sud dell’isola, un paesaggio lunare di giganteschi massi morenici incastonati Class marzo 2012

nella sabbia bianca, che creano labirinti di grotte e piscine. In un paio d’ore di navigazione, a Tortola, si raggiunge un altro paradiso per pochi: Peter Island. Un tempo rifugio di pirati che seppellivano il bottino qui se non nella vicina Norman Island (quella de L’isola del tesoro di Robert Stevenson), oggi è un’isola-resort privata, fra le destinazioni top al mondo, per la natura rigogliosa e selvaggia, le spiagge ampie e isolate, dove ci si sente dei privilegiati Robinson Crusoe, e il rispetto serrato per l’ospitalità, riassunta nello slogan: «L’Inghilterra ha inventato il maggiordomo. Peter Island ha inventato l’ospite dell’isola». L’atmosfera elegante ma informale attira personalità in cerca di privacy. E c’è anche chi, per nulla sfiorato dalla crisi, affitta l’intera isola: 385mila dollari per quattro notti.

qUAttro IdEE PEr PASqUA (E dIntornI) Ecco alcuni suggerimenti per una rapida «fuga» pasquale. Una villa tutta per sé. Una villa privata del XVI secolo di mille mq, con affreschi, sei camere, chef privato, concierge, parco di 10 ettari e piscina. Villa Le Rose, di proprietà della famiglia Ferragamo, è sulle colline di Firenze e si può affittare per tre notti a 10mila euro, o per una settimana a 25mila (www.lungarnocollection.com). Stelle di Portofino. Sbarca all’Hotel Splendido la seconda tappa di «Dining with the stars», il viaggio di Orient-Express Hotels con chef stellati. Il 14 e 15 aprile si alternano ai fornelli Chicco Cerea (Da Vittorio) e Pino Cuttaia (La Madia). Due notti in suite, due cene stellate e una escursione, da 3.910 euro a coppia (www.diningwiththestar.com). golf e processioni. L’Hotel NH Almenara, a Sotogrande, sta in mezzo a un famoso campo da golf a 27 buche ed è la base ideale per assistere alle famose processioni spagnole della Semana Santa, come quella di Malaga. Doppia da 100 euro al giorno (www.nh-hotels.it). A tutto cioccolato. Il Principe Forte dei Marmi propone dal 1° al 10 aprile un pacchetto con corso di degustazione cioccolato e liquori, lezione per farsi l’uovo di cioccolato e un trattamento al cioccolato per due nella Spa. Due notti 837,50 euro (www.principefortedeimarmi).

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SPECIALE vIAggI

nEl GallES di dylan THomaS gettyimages (2)

Amava il suo paese, l’alcol e le donne. Da Swansea a Laugharne, un itinerario sulle tracce del grande poeta Testo di Emily STEfania CoSCionE

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rina dal carattere spericolato. Il poeta, come al soliissoluto, alcolizzato, ribelle. Dylan Thoto ubriaco, le chiese subito di sposarlo: l’unione, mas, il grande poeta gallese morto nel da cui nacquero tre figli, fu costellata da violenti 1953 a soli 39 anni, ebbe una vita turlitigi e tradimenti reciproci. A domarli non riuscì bolenta, segnata dalla riluttanza a seguire le regole. Gli aneddoti su di lui sono velati di AutorE mALEDEtto. Un ritratto di neppure la tranquillità di Laugharne, antico villagDylan Thomas. Sopra, la Boathouse gio sul mare, dove la coppia andò a vivere. I proleggenda. Come la bevuta con cui evitò la guerra, a Laugharne, dove visse dal ’49 al ’53. blemi finanziari, poi, costrinsero a numerosi campresentandosi alla visita medica in preda a convulbi di residenza, dalla deliziosa Sea View, in Market sioni causate da 18 whisky bevuti di fila; o le donne, inclusa l’attrice Shelley Winters, conquistate a Hollywood tra un Lane (oggi è un hotel-ristorante di lusso), a The Boathouse, in cui i seminario e l’altro nelle università californiane. Thomas, però, appar- due si trasferirono nel ’49: a picco sul fiume Taff, la casa conquistò il tiene al Galles del Sud-ovest, che ne ricorda in ogni angolo il genio e poeta, che s’innamorò del paesaggio quasi perso nel tempo («Sono la sregolatezza. E ne avrebbero di storie da raccontare le stradine a ciot- arrivato qui un giorno, per rimanerci un giorno solo, ma non me ne sono mai andato. Sono sceso dall’autobus, dimenticandomi di risatoli dove lui vagava, ubriaco e delirante, recitando a squarciagola. Tutto cominciò a Swansea, la città natale. Il numero 5 di Cwmdonkin lirci»). Anche questa casa oggi è un museo dove una vecchia radio Drive, dove passò la giovinezza, è di fronte al parco in cui Dylan gio- ripropone la voce del poeta ed è facile immaginarlo mentre si reca nel cava da bambino (lo ricordò nel poema Should Lanterns Shine). Si Writer’s Shed, il capanno per gli attrezzi dove ogni pomeriggio si chiuvisita questa casa vittoriana, e si può persino pernottare nella stanza, deva alla ricerca di ispirazione e dove scrisse Sotto il bosco di latte. con finestra sulla Swansea Bay, dove a due anni iniziò a recitare poe- Altri luoghi dylaniani? Il Brown’s Hotel, il suo pub preferito, che sie sotto la guida del padre. A Swansea, Thomas iniziò a lavorare come conserva ancora il tavolo di ferro battuto dove il poeta si sedeva. Il giornalista, scrivendo poesie nel tempo libero. La città lo ricorda con Castello di Laugharne, nel cui padiglione andava a scrivere. A New Quay, sulla Cardigan Bay, c’è invece una casetta, una mostra multimediale permanente nel Dylan la Majoda, che nel ’44 i Thomas affittarono per Thomas Centre e con un festival annuale in autun- In PrAtICA nove mesi: un periodo intenso per il poeta, che no. Al 23 di King Edward Road, il Dylan’s BookstoCome. Cardiff è raggiunta, con vi trovò l’ispirazione per molti dei suoi personagre è un tempio dedicato al poeta: tra una miriade uno scalo, da Alitalia (www. alitalia.com; tel. 892010) e KLM gi. Il paesino di Fishguard, sulla costa nord-ovest, di poster, cartoline, saggi e cd, si possono addirit(www.klm.com; tel. 892074). Per diventò invece il borgo di Llareggub nella versiotura acquistare le prime edizioni delle sue opere. Bristol dall’Italia c’è un volo ne cinematografica di Sotto il bosco di latte, del Dylan Thomas Square, sul lungomare, lo ricorda diretto Ryanair (www.ryanair. 1973, con Richard Burton, Liz Taylor e Peter con statue dello stesso poeta e di Captain Cat, percom; tel. 899.552589). Dove. Dalle stazioni di Cardiff O’Toole. Camminando per i suoi sentieri, rimasonaggio di Sotto il bosco di latte. Nei Mumbles, il Central e Bristol Parkway sti intatti, è facile far rivivere le vicende di Cappromontorio che si allunga verso la Swansea Bay partono treni frequenti per tain Cat, del suo amore Rosie Probet, della vedoe la Penisola di Gower, i pub frequentati da ThoSwans National Express (www. va Ogmore Pritchard, e della romantica Myfanwy mas (il preferito era il Marmaid), invece, sono stanationalexpress.com) che fermano a St. Clearsea. Price. A suggerirlo sono le tante visite guidate. ti sostituiti da bar e ristoranti di grido. Info. Da Swansea, car hire fino a Ma lui stesso, Dylan Thomas, non avrebbe affiLa vita di Thomas cambiò a Londra, nella primaLaugharne e New Quay (www. dato ad altri la sua vita. Quei luoghi, fosse stato vera del 1936: nel Wheatsheaf, un pub di Charlotnationalexpress.com). un turista, se li sarebbe visitati da solo. te Street, conobbe Caitlin Macnamara, una balle-

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SPECIALE vIAggI

vieni, c’è un mÖkki nel bosco Saune e design: il tipico cottage finlandese si rifà il look. In un wellness village Testo di Gianmario marras

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uga perfetta fra i boschi e le isole del Lago di Saimaa, in Finlandia, al centro del labirinto di acque dolci più vasto d’Europa, con 120 bacini lacustri collegati da canali navigabili fino al mare, e 14mila isole, rifugio della rara foca degli anelli. Arrivarci è una meraviglia: boschi prodigiosi, cieli cobalto, verdi magnetici che si tingono di rosso. Il posto giusto per dedicarsi al silenzio, all’armonia, al benessere? Una delle ville art&design del wellness village di Anttolanhovi, nel distretto di Mikkeli, circa 200 km a nord di Helsinki e a meno di 100 dal confine russo. Tredici ville, totalmente integrate nell’ambiente e realizzate solo con materiali naturali, ispirate alla filosofia abitativa del tipico cottage finlandese (il mökki) con tanto di sauna, pontile privato e una barca a remi ormeggiata sulla riva, adatta per brevi escursioni. L’idea di una serie di residenze in cui arte, design e tradizione si integrassero nella natura fra bosco e lago, cominciò a concretizzarsi nel 2006 in seguito a un bando dell’Università di Oulu, vinto dall’architetto Emma Johansson con il progetto «Nel cuore della natura», per sette ville da costruire lungo la costa del Lago Saimaa: basse costruzioni, con il tetto spiovente, quasi interrate sul lato nord, e, grazie alle grandi vetrate, aperte alla luce verso il lago. Le pareti sono in legno di betulla, i pavimenti in pietra, gli arredi di design firmati Aero, Iittala, Juuripuu, Otto. Tutti naturali i tessuti utilizzati: cotone, lino e lana. A impreziosire gli ambienti, le opere d’arte realizzate da una decina di giovani artisti e posizionate alle due estremità di ciascun edificio che ha la forma di una L. Lungo il declivio e sempre orientate verso il lago, altre sei ville completano il resort: il progetto è dell’architetto Timo Leiviska che le ha chiamate Lanterne, per l’effetto che producono quando vengono accese le prime luci sul calar della sera. Scriveva Thoreau nel suo romanzo Walden: «È una di quelle serate deliziose in cui tutto il corpo è un solo senso, e ispira felicità attra-

In PrAtICA

Come. Finnair (www.finnair.com) vola ogni giorno da Milano e Roma a Helsinki (a/r da 295 euro). Mikkeli è poi a due ore e 16’ di Pendolino. Dove. Wellness village di Anttolanhovi, Anttola, tel. +358(0)9.2017. 575200 (www.anttolanhovi.fi). Ristorante Kenkävero, Pursialankatu 6, Mikkeli, tel. +358(0)15.162230 (www.kenkavero.fi). Tertti Manor, Kuopontie 68, Mikkeli, tel. +358(0)15 176012 (www.tertinkartano.fi). Info. Tour operator specializzati: Sei Viaggi (www.seiviaggi.it), Vela Tour (www.velatour.it), Giver Viaggi (www.giverviaggi.com).

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SuI borDI DEL LAgo. Due esempi delle ville del villaggio di Anttolanhovi, realizzate di recente nel distretto di Mikkeli, 100 km a nord di Helsinki.

verso ogni poro. Vado e vengo nella Natura con una strana libertà e sono parte di essa... Ho il mio cielo, la mia luna e le mie stelle, e un piccolo mondo tutto per me». In quest’angolo di Finlandia, dopo qualche giorno ci si sente allo stesso modo, fra wilderness e relax, senza incontrare nessuno (se lo desiderate), ma godendo di un servizio a 5 stelle, con i pasti serviti o preparati direttamente in villa da uno chef e trattamenti estetici su richiesta, sempre a domicilio. Per una cena a pochi passi da casa, si può scegliere fra una degustazione di specialità locali preparate dallo chef Markus Maulavirta (una celebrità in Finlandia) al ristorante sul lago o fra quelle servite al Kota, in una tipica costruzione in legno a forma di grande capanna nel bosco, o preferire una tavola imbandita per una tradizionale cena russa, all’Hovi Manor. Cucina innovativa e tradizioni nordiche nel menù del ristorante Kenkävero, nei locali di un antico vicariato, circondato da giardini e botteghe artigiane. Raffinatezze gourmand anche nella storica residenza di Tertti Manor, a Mikkeli. Per mantenersi attivi, full immersion nella natura, con nuotate nel lago, escursioni a piedi, percorsi nordic walking e in bicicletta (bastoncini e biciclette in dotazione per gli ospiti in ogni villa), uscite in kayak e a vela fra le isole o su barche attrezzate per la pesca al persico, al luccio, al salmone. E ancora, benessere con trattamenti ayurvedici, massaggi decontratturanti, fanghi e la tradizionale sauna di fumo rigorosamente riscaldata da una stufa a legna. Class marzo 2012


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moto

Anima & Corpo Due ruote

In

verso la

primavera

Supersportiva o da turismo, spaziosa o di design... I sei modelli più aggressivi per muoversi nella bella stagione

M Una Ducati 1199 Panigale in pista. Class marzo 2012

di Monica Martini

obilità e passione sono due concetti spesso in antitesi se applicati alle due ruote. Oggi però, fra traffico, caro gasolio, parcheggi impossibili o aree ad accesso limitato, sempre più elementi spingono all’acquisto di una moto e le due scuole di pensiero finiscono per trovarsi sempre più spesso d’accordo. Quella che fino a ieri, insomma, era una passione un po’ folle e irrazionale, oggi è diventata una scelta logica, razionalissima, che convince anche i più scettici quando nella partita doppia costi-benefici gli

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Due ruote ultimi superano i primi di gran lunga. Complice l’attesa della primavera, questo è il periodo migliore per guardarsi intorno, passare in rassegna le proposte del 2012 e scegliere la due ruote che ci assomiglia di più. Alcune non sembrano pensate per fare la coda al semaforo, ma stiamo parlando di moto, e la passione ha sempre l’ultima parola... Per cuori forti. Da avvicinare col timore reverenziale che suscita ogni opera d’arte, la Ducati 1199 Panigale è una superbike estrema. Troy Bayliss, il pilota tre volte campione del mondo Sbk, di lei dice: «È fantastica, con una tecnologia mai vista su una moto di serie. Girare in pista con la 1199 Panigale è come guidare una delle migliori superbike da gara». Il motore, prima di tutto: un bicilindrico a L di 90º con rapporto superquadro tra alesaggio e corsa, che sviluppa 195 cavalli. Su un peso di 164 kg, immaginate le prestazioni? Tre Riding Mode modificano il carattere della moto e l’assetto delle sospensioni. Nella dotazione tecnologica ci sono anche Traction Control, ABS, Engi-

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ne Brake Control e Data Analyzer+. La Panigale, insomma, è una moto nata per correre, un mezzo perfetto per chi cerca emozioni forti e prestazioni eccezionali. Tre le versioni: base, S e Tricolore, con una livrea che celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia. Per turisti anticonformisti. L’Honda Crosstourer non è una moto convenzionale. Non lo è per il segmento adventure bike (per la prima volta introduce un quattro cilindri a V) né per le moto in generale. Ha un cambio sequenziale con più mappature che funziona anche in manuale, abbinato a un sofisticato controllo della trazione e a una frizione doppia. Il motore, di derivazione MotoGP, è un piacevole déjà-vu della VFR 1200 F. Sono 129 i cavalli per due allestimenti: la versione interamente manuale e quella DCT. Ricchissime le opzioni: dalle manopole riscaldate al kit di borse. Una moto versatile, dunque, contenuta come ingombro laterale, grazie alla forma stretta del motore, e che assicura una posizione di guida eretta, molto comoda, adatta a ogni

ducati

1199 panigale Lunghezza interasse: 1,44 m. Altezza sella: 82,5 cm. Serbatoio: 17 l. Peso in marcia: 188 kg. Motore: Superquadro, bicilindrico a L, raffreddato a liquido. Cilindrata: 1.198 cc. Note: omologata per due, ABS optional, garanzia 2 anni km illimitati. Prezzo: 19-24mila euro (29mila la Tricolore). Info: www.ducati.it

Class marzo 2012

honda

crosstourer Lunghezza: 2,28 m. Altezza sella: 85 cm. Serbatoio: 21,5 l. Peso in marcia: 275 kg. Motore: 4 tempi, 4 cilindri a V di 76º, raffreddato a liquido. Cilindrata: 1.237 cc. Consumo: su misto 16,1 km/l. Note: disponibile in 4 colori e due versioni: manuale e DCT a doppia frizione con cambio sequenziale. Prezzo: 14.200 euro. Info: www.hondaitalia.com/moto

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Due ruote

moto guzzi

V7

Lunghezza: 2,18 m. Altezza sella: 80,5 cm. Serbatoio: 22 l. Peso in marcia: 179 kg. Motore: bicilindrico a V di 90º, quattro tempi raffreddato ad aria. Cilindrata: 744 cc. Note: disponibile anche in versione Special, con verniciatura bicolore e cerchi a raggi, e Racer, prodotta in edizione numerata. Prezzo: 8mila euro circa. Info: www.motoguzzi.it

tipo di percorrenza. La Crosstourer promette di avere pochi limiti e di poter raggiungere agevolmente ogni meta, fosse anche solo il percorso quotidiano casa-ufficio. Per centauri urbani ma con stile. Il motore è nuovo, il design rinnovato, ma il fascino della Guzzi V7 è quello amarcord delle mitiche V7 sport e V7 750 Special degli anni 70, tutte sostanza e pochi fronzoli. La V7 2012 si riconferma così: elegante, bicilindrica (trasversale a V di 90º), accessibile, mai estrema. Una moto per godersi il viaggio senza fretta. Tradizione e modernità si intrecciano, telaio a doppia culla e trasmissione a cardano si abbinano a un moto-

mV agusta Brutale 675

Lunghezza: 2,03 m. Altezza sella: 81,2 cm. Serbatoio: 17,5 l. Peso a secco: 163 kg. Motore: tre cilindri, quattro tempi, 12 valvole.Velocità massima: 225 km/h. Note: centralina di controllo motore Eldor EM2.0; controllo di coppia con 4 mappe, 8 livelli di traction control. Prezzo: 8.990 euro. Info: www.mvagusta.it

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Class marzo 2012


re più potente. Ma questa moto non si sceglie per le prestazioni. La posizione in sella è sportiveggiante ma non estrema e, leggera e compatta com’è, ben si destreggia nel traffico. Divertente, dal fascino innegabile, è perfetta per chi vuole distinguersi senza confrontarsi con il cronometro. Per viaggiatori dai due volti. Trenta secondi: tanto basta alla nuova Harley-Davidson Dyna, la Switchback, per trasformarsi da touring con borse laterali e parabrezza a custom nudo e crudo. Senza fatica, senza attrezzi. Il fascino e lo stile sono rigorosamente Harley, ma è più leggera di quanto ci si aspetti (330 kg), e quindi più facile da

Class marzo 2012

harley-davidson dyna switchback

Lunghezza: 2,36 m. Altezza sella: 66,3 cm. Serbatoio: 17,8 l. Peso in marcia: 330 kg. Motore: Twin Cam 103 raffreddato ad aria. Cilindrata: 1.691 cc. Consumo: su misto 5.6 l/100 km. Note: tachimetro elettronico con contachilometri sul serbatoio, doppio contachilometri parziale azzerabile, 6ª marcia, ABS (optional). Prezzo: 17.700 euro (Vivid black), 18mila tutte le altre colorazioni. Info: www.harley-davidson.com

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Due ruote

bmw

C 600 Sport Lunghezza: 2,15 m. Altezza sella: 81 cm (78 cm il 650GT). Serbatoio: 16 l. Peso in marcia: 248 kg (258 kg il GT). Motore: bicilindrico in linea. Cilindrata: 647 cc. Consumo: 4,4 l/100 km a 90 km/h di media (4,8 l/100 km a 100 km/h). Prezzo: 11.100 euro. Info: www.bmw-motorrad.it

raduni on the road

honda in the city. Tour in 14 tappe e 14 città per provare la gamma di scooter e moto Honda. www.hondaitalia.it memorial marco simoncelli. In programma il 29 aprile, a Coriano (Rn). D’obbligo il 58 rosso sulla carena. BikerFest. Uno degli appuntamenti più importanti del mondo Custom, dal 10 al 13 maggio a Lignano Sabbiadoro (Ud). yamaha dolomiti ride canazei. Dal 15 al 17 giugno, in Val di Fassa. www.yamaha-motor.it world ducati week 2012. 21-24 giugno, presso il Misano World Circuit. www.ducati.it/world_ducati_week.do stelviointernational. 29-30 giugno e 1º luglio, percorso da Sondalo al Passo dello Stelvio. www.motoradunostelviointernational.com Bmw motorrad days. 6-7-8 luglio, a Garmisch (Germania). www.motorradclubitalia.it/it_garmisch_2012.html european Bike week Faaker see. Per fan di Harley-Davidson, ma non solo; 4-9 settembre, in Carinzia (Austria).

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guidare. La posizione in sella è comoda e il manubrio, un mini ape-hanger protetto nei lunghi tragitti dal parabrezza, non affatica schiena e braccia. Una moto intelligente, dunque, eclettica e che non lesina emozioni con il poderoso motore Twin cam da 1.690 cc, il sound garantito dallo scarico cromato e quelle «good vibrations» che accompagnano i viaggi di ogni harleysta. Per un debutto con grinta. Eccellenza ciclistica, raffinatezza meccanica, design unico e performances al top. Questa in sintesi la nuova MV Agusta Brutale, che ripropone in cilindrata ridotta, 675cc, il successo delle sorelle maggiori. Stesso motore 3 cilindri in linea montato sulla F3, la supersportiva di media cilindrata, però adattato all’uso stradale. L’elettronica è al top: la centralina consente di scegliere tra quattro mappature del motore (una addirittura personalizzabile) e il controllo di trazione ha otto livelli di intervento. Il telaio è tradizionale d’acciaio, con forcellone monobraccio. Bello lo scarico basso a triplo silenziatore, eredità, anche quello, della F3. Facile, leggera, intuitiva, si propone come una moto

entry level, ma è perfetta e divertente per ogni motociclista, anche il più esperto. Da usare in città, ma anche per le fughe nel weekend, meglio se da soli. Per guidatori casual, dentro e fuori porta. Bmw rientra nel segmento dei maxi scooter con un mezzo di qualità premium, prestazioni al top e classe. Anzi, i modelli sono due, C600 Sport e C650 GT, ma le soluzioni tecniche uniche. Il motore è un bicilindrico in linea da 647 cc con 60 cv che permette di raggiungere i 175 km/h. Il C600 monta un forcellone monobraccio e il telaio ha una struttura mista; la parte anteriore è in acciaio, mentre quella posteriore è in alluminio pressofuso. Aggressivo e sportivo nel design e nella posizione in sella, non rinuncia a soluzioni pratiche, come il sistema flex case che allarga il vano sottosella in modo da ospitare due caschi integrali. Caratteristica imprescindibile: estrema maneggevolezza e massima stabilità di guida, su ogni tipo di strada, a ogni velocità. L’Abs è di serie, ma con gli optional ci si può sbizzarrire: navigatore satellitare, manopole riscaldate, borse, top case.

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Anima & Corpo Figli

Quel gran maestro di vita del

Clown TUTTI IN pIsTa coN acrobaTI e leoNI La stagione primaverile degli spettacoli circensi si apre con un grande ritorno: il canadese Cirque du Soleil porterà in scena Saltimbanco al Palalottomatica di Roma, dal 15 al 18 marzo. (www.cirquedusoleil.com) Circo Maccheroni: la famiglia Togni fa rivivere le emozioni di un piccolo circo anti-

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co. www.circomaccheroni.it American Circus: il più grande complesso del mondo a tre piste, fino all’11 marzo a Genova, www.american-circus.com Circo di Medrano: fino al 12 marzo, al Palasport di La Spezia, www.medrano.it Boreal-Il Circo: www.circoboreal.com

Class marzo 2012


Rappresentano ordine e caos, paura e felicità. Così i pagliacci mettono alla prova le emozioni dei più piccoli. Ecco come guidare i bambini alla loro comprensione e a una risata liberatoria di Raffaella Beltrami - foto di Gianluigi di Napoli

Il clown italiano David Larible, sulla spiaggia di Galveston, in Texas, ritratto in una pausa della tournée con il Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus.

Class marzo 2012

A

crobati e cantanti. Romantici e sognatori. Stralunati e pasticcioni. Nella tradizione circense occidentale sono due le tipologie di clown. Maschere che si scontrano e che generano l’effetto comico: il Bianco, severo e autoritario, con abiti candidi e cappello a punta; e l’Augusto, dal naso rosso, il trucco eccessivo e gli abiti fuori misura come David Larible, protagonista di queste pagine. Sono i due personaggi che attirano

maggiormente l’attenzione e la curiosità dei bambini quando vivono l’esperienza del circo. Ma, al tempo stesso, sotto il velo del puro divertimento, sono i portatori di complessi significati che il genitore spesso non considera, avendo già interiorizzato le emozioni provate da bambino sotto il tendone. Con i clown, invece, entrano in scena, da una parte, l’ordine, la rigidità e l’istanza morale. Dall’altra, il caos. Temi che possono rimbalzare per tutta una vita nell’animo, come dimostrano i

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Figli «Il clown è un bambino che se la fa sotto, si ribella alla perfezione e anima una contestazione perpetua» (Federico Fellini) tanti artisti che non si sono mai affrancati dalla fascinazione subita. Federico Fellini, ne I clowns (1970), raccontava la distinzione tra Augusto e Bianco: il primo rappresenta «l’eleganza, la grazia, l’intelligenza e la lucidità». L’altro è «il bambino che si caca sotto, si ribella alla perfezione, si ubriaca, si rotola per terra e anima una contestazione perpetua». A quale età è consigliabile esporre un bimbo alle dinamiche che sottostanno alle gag dei pagliacci? E come i genitori possono aiutare i figli a goderne e divertirsi volgendo in positivo il possibile disorientamento? espressività senza linguaggio «Uno sketch tra pagliacci può esser compreso da un bambino che abbia almeno 4-5 anni», spiega Danilo Solfaroli Camillocci, psicologo e psicoterapeuta, autore del saggio Ridere, ridere, ridere ancora (Bollati Boringhieri). «E la sua reazione dipenderà dalle esperienze pregresse: se ha già assistito a un teatro di burattini oppure a cartoni animati che non hanno linguaggio, ma sono solo espressivi sul piano del vocalizzo e del movimento corporeo, ne potrà meglio coglie-

re l’essenza divertente e liberatoria». Se invece educato più rigidamente e sottratto a ogni stimolazione, potrà nascere qualche difficoltà, perché il linguaggio dei clown è esplosivo e contratto, potenzialmente difficile. la mediazione di un adulto «Se un bambino al circo si mette a piangere, forse predomina in lui la visione punitiva. Come l’adulto, è preda di momenti di furia distruttiva piuttosto violenti, ma ha meno risorse per farvi fronte», continua Solfaroli Camillocci. «Una semplice gag può evocare emozioni così forti da mettere in crisi nostro figlio. In questo caso la mediazione di un adulto è fondamentale, perché può rendere utile questa esperienza: se il genitore sa valorizzare questo momento di difficoltà, aiuta il piccolo spettatore a cogliere la dinamica finale del sollievo liberatorio». Quando i bambini manifestano paura nei confronti del clown Bianco, sperimentano che l’emozione provata non è così drammatica e, anzi, può finire pure nel comico. «Non bisognerebbe aver paura delle paure dei bambini», suggerisce Solfaroli Camillocci, «la paura è un nostro grande

E il dottor sorriso cura così

Ormai il nome di Patch Adams è conosciuto grazie anche all’omonimo e fortunato film del 1998 nel quale Robin Williams prestava il volto al celebre medico, attivista e scrittore statunitense che per primo ha creato una struttura clinica nella quale le teorie olistiche della clownterapia hanno la stessa dignità di ogni altra terapia. La tesi di Adams, che attribuisce al sorriso e alla risata un’importanza fondamentale nella guarigione fisica e psichica dei pazienti, soprattutto di quelli più piccoli, oggi è ripresa e diffusa da molte associazioni che a lui si ispirano. In Italia la più famosa è Dottor Sorriso (www.dottorsorriso.it), onlus nata a Milano nel 1996 su iniziativa della Fondazione Aldo Garavaglia. I suoi clown volontari

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Sopra, David Larible nel camerino, a Houston, dopo e prima del trucco. Più sotto, il clown con il figlio David jr.

amico, ci impedisce di fare scelte sbagliate, ci suggerisce i pericoli da evitare. Durante un numero di pagliacci, il bambino non vive una paura in senso stretto ma una grande emozione, connotata da elementi di inquietudine mista a speranza e divertimento. È come se si raccontasse una parabola dell’esistenza in termini fruibili a livello infantile». Pensiamo ai volti dei bambini che assistono al teatro dei burattini: si alternano l’ansia e il riso liberatorio. «Alla fine, Arlecchino e Pulcinella trionfano sempre, è la vittoria della vita. Anche nei clown si avverte questo: tra il clown poliziotto

lavorano attualmente in 27 strutture sanitarie di 14 province portando allegria a circa 1.200 bambini malati ogni settimana, migliorando la loro qualità della vita in ospedale, alleviando l’ansia dei genitori, contribuendo al successo delle terapie mediche e farmacologiche e creando un ambiente nel quale anche lo staff medico opera con maggiore serenità. Altre associazioni che operano con la stessa missione sono: Fondazione Theodora (www.theodora.it); VIP-Viviamo in positivo (www. clownterapia.it), attiva soprattutto nell’ambito della formazione; AVSAssociazione Veronica Sacchi (www.veronicasacchi.it); Federazione nazionale clowndottori (www.fnc-italia.org).

Class marzo 2012


un poeta che fa ridere di sÉ

David Larible è il clown italiano più famoso al mondo. Un fotografo lo ha seguito dai piccoli teatri di provincia al Garden di New York per raccontare con parole e immagini la sua irresistibile e comica ascesa

d e il pasticcione vince sempre chi è in grado di innovare e uscire dagli schemi». Ma come preparare allora un bambino allo spettacolo del clown? «Meglio non dire assolutamente nulla in modo da non caricarlo delle aspettative dei genitori. È importante che durante lo spettacolo i genitori siano vicini per aiutare il bambino a gestire le emozioni», risponde deciso lo psicoterapeuta. GioCare insieme al «Come se» Preoccuparsi in anticipo della loro reazione rischia di innescare una componente ansiogena: il fatto che i clown siano truccati e abbigliati in modo estremo non disturba tanto i bambini che, anzi, sono abituati al travestimento. «I genitori dovrebbero riflettere sulla dimensione giocosa del rapporto con i figli», sottolinea Solfaroli Camillocci. «Intendo non solo giocare con loro, ma per loro: per un bambino è affascinante l’idea, per esempio, di scambiarsi i ruoli. Penso alla femminuccia che cammina fiera sulle scarpe con il tacco o al maschietto che si diverte con la schiuma da barba: sta facendo come se fosse la mamma o il papà. È un gioco che permette ai bambini di divertirsi con l’ordine e con il caos. Nelle famiglie in cui è praticato il gioco del come se, ognuno può essere anche l’altro, senza per questo sfociare nell’indistinzione dei ruoli. Perché il tutto termina con una risata liberatoria che restituisce il mondo al suo ordine». Una risata innescata dall’arte antica, e a volte inconsapevole, di un caro vecchio clown.

Class marzo 2012

di Gianluigi di Napoli

odici anni al Circo Barnum. Più questa parte, troverei patetico mostrarprecisamente al Ringling Bros. and mi divertente 24 ore al giorno». Barnum & Bailey Circus, vale a dire Come è cambiato il pubblico da quanil circo più famoso del mondo. do hai iniziato? Basterebbe questo per qualificare David «Il circo ha il pubblico di sempre, molto Larible, ma il curriculum dell’italianissi- vario, di ogni età e ceto sociale. Adesso è mo (di Verona) artista vanta molti altri solo più smaliziato. Una volta portare un record. Come essere il primo clown a vin- elefante in una città bastava per creare stucere il Clown d’argent e il Clown d’or al pore, era un avvenimento e la gente iniFestival di Monte-Carlo, l’Oscar dell’u- ziava a parlarne molto tempo prima. Ci si niverso circense. Le sue performance interroga spesso sulla possibilità di sopravvivere del circo di fronte alla memorabili, naturalmenmodernità, però credo che te, sono infinitamente di l’anima del circo sia capace più perché lui è capace di di rimanere intatta, insieme divertire ed emozionare al suo valore sociale. Finché nell’intimità di un piccoci sarà gente disposta a stulo teatro così come davanpire, divertire, superare i ti alla platea di 20mila perpropri limiti, il circo contisone del Madison Square nuerà a esistere». Garden. Ho avuto la forAnche i tuoi figli si prepatuna di fotografare David rano a far parlare di sé in in molte occasioni, il risulA poet in action di questo mondo... Qual è il tato è quello raccolto nel Gianluigi di Napoli con testi di D. Larible vostro segreto? volume A poet in Action; (Damiani, 25 euro). Sicuramente i geni, di priogni volta che lo incontro, ma qualità! Poi credo che però, non posso evitare di interrogarmi sul mistero che trasforma ci sia una buona scuola; mio padre non quest’uomo massiccio, dalla faccia impor- mi ha insegnato a lavorare, ma ad amare tante e dal pensiero solido, in un’icona il mio lavoro e sto cercando di farlo anch’io coi miei figli, perché fare bene il proprio rotonda, leggera e piuttosto disneyana. «Non esiste un vero e proprio rituale di lavoro dona una forte opportunità di trasformazione, è un passaggio natura- cambiare l’umore di chi ci circonle», spiega lui. «Entro nel camerino e in da, oltre a portare al succesmodo naturale inizio a trasformarmi in so. Del circo amo tantisclown, che comunque è una parte diver- simo il fatto che sia sa di me. Il clown non recita una parte, impossibile bluffare: troil clown è quella parte... È un poeta in vi spazio in funzione di azione, come diceva Henry Miller, e por- quello che sai fare, non esita in scena se stesso, una parte buffa e stono raccomandazioni o nepodistorta di sé. Anche per questo non ho tismi. Non si sale su un trapezio facenscelto un nome d’arte. Questo non vuol dosi raccomandare, meglio imparare dire, però, che ami interpretare sempre molto bene a farlo davvero».

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Anima & Corpo Moda A destra, Trench, 700 euro, di Herno. Abito doppiopetto, a partire da 540 euro, di L.B.M. 1911. Camicia in cotone, 132 euro, di Bagutta. Cravatta sfoderata in seta, 100 euro, di M. Cilento & F.llo. Guanti in pelle e cotone, 90 euro, di Merola Gloves. Cappello, 140 euro, di Moncler. Ferma-pantaloni per bici in pelle, 20 euro, di Brooks England. Scarpe stringate in pelle, 320 euro, di Fratelli Rossetti. Calze in cotone, 20,50 euro, di Gallo. A sinistra, Parka in nylon, 520 euro, di Aquarama. Abito in cotone, 745 euro, di Boglioli. Camicia in lino, 122,50 euro, di C.P. Company. Cintura, 70 euro, di Messagerie. Cravatta in maglia, 98 euro, di Roda. Scarpe, 385 euro, di Church’s. Guanti, 90 euro, di Merola Gloves.

Bicicletta da pista, con il logo PZero nelle colorazioni delle mescole da Formula 1, a partire da 1.920 euro, di Pirelli PZero.

Eleganti velo

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Class marzo 2012


A destra, anorak in cotone, 245 euro, e papillon in cotone, 89 euro, tutto di Woolrich Woolen Mills. Camicia in cotone, 139 euro, di Blauer. Jeans cinque tasche, 125 euro, di Nichol Judd. Cappello in cotone, 44 euro, di Gant. A sinistra, giacca in nylon, 264 euro, di Gant Rugger. Camicia in chambry, 220 euro, di Roy Roger’s. Jeans cinque tasche con bretelle, 130 euro, di G-Star Raw. Cravatta tricot, prezzo su richiesta, di Brioni. Cappello con retina, 109 euro, di Woolrich Woolen Mills.

Doppiopetto o giubbino tecnico. Jeans o pantaloni. Ma anche giacche anti-pioggia e cappelli. Per essere sempre perfetti, in sella a una bicicletta di qualità

Bicicletta con contro pedale, manubrio in alluminio temperato con portagiornale a molla. Di Roy Roger’s. Sellino in pelle di Brooks England. Prezzo su richiesta.

cipedi urbani Class marzo 2012

Servizio di Tommaso Basilio - foto di Robert Zimmermann


Moda A destra, giacca tecnica, 286 euro, di Museum. Camicia con cappuccio, 85 euro, di Sundek. Chinos in cotone, 129 euro, di Woolrich. Sneakers in tessuto tecnico FiveFingers, 110 euro, di Vibram. Guanti in pelle e tessuto, 37,95 euro, di Gore Bike Wear. Cappello in cotone, prezzo su richiesta, di Rapha per Paul Smith.

Mountain bike SAPHIR di Frw con telaio con tubazioni a triplo spessore; è dotata di una forcella RockShox Recon Gold con PopLock (1.599 euro).

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A sinistra, giubbotto in cotone, 89 euro, di Tucano Urbano. T-shirt in cotone, 65 euro, di Pirelli PZero. Cargo in cotone, 129.90 euro, di G-Star Raw by Marc Newson. Sneakers in pelle e tessuto tecnico, 270 euro, di Y-3. Occhiali da sole, 134 euro, di Ray-Ban per Brooks Brothers. Calze in cotone, 20,50 euro, di Gallo.

Class marzo 2012


A sinistra, giacca tre bottoni in lana e seta, 1.245 euro, di Lanificio Colombo. Camicia in cotone, 100 euro, di Henry Lloyd. Cargo in cotone, 129,90 euro, di G-Star Raw by Marc Newson. Cravatta in maglia di seta, 97 euro, di Paul Smith Accessories. Sneakers, 290 euro, di ZZegna. Guanti, 75 euro circa, di Merola Gloves. Cintura, a partire da 110 euro, di Corneliani ID. A destra, mantella in nylon, 55 euro, di K-Way. Gilet, prezzo su richiesta, di ZZegna. Camicia, 94 euro, di Bagutta. Pantaloni, 120 euro, di Gant Rugger. mod. 1201140616. Papillon in seta di Calabrese. Sneakers, 340 euro, di Corneliani ID. Cintura in pelle, 70 euro, di Messagerie. Coppola in cotone, 63 euro, di Barbisio.

Bicicletta Velocino con telaio italiano in ferro, sella in cuoio, 500 euro, di Abici.

Class marzo 2012

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Moda A sinistra, gilet in cotone, 248 euro, e chino in cotone, 348 euro, tutto di Massaua. Camicia in cotone, 187 euro, di Boglioli. Cintura in pelle, 157 euro, di Gant. mod. 246857. Scarpe, 385 euro, di Church’s. Papillon di seta, 105 euro, di Paul Smith Accessories. Borsa in nylon, 60 euro, di Eastpak. Casco per bicicletta, 72 euro, di Giro Helmet per Paul Smith. Guanti tecnici, 35,99 euro, di Ziener.

assistente moda: stefano spinetta. GroominG: maurizio Lucchese per maurizio Lucchese.tumbLr.com

A destra, gilet in lino, 220 euro, di Pedaled. Camicia, 240 euro, di Boglioli. Chinos, 195 euro, di All41 Marco Pescarolo. Scarpe, 125 euro, di Cappelletti. Cravatta, 89 euro, di Woolrich Woolen Mills. Coppola, 63 euro, di Barbisio.

Bicicletta con telaio pieghevole e tutti i componenti in alluminio. Manopole e sellino in ecopelle. 660 euro, di Cigno Seventy.

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Class marzo 2012


A sinistra, giubbino in nylon, 99 euro, di Australian. Gilet in cotone, 72 euro, e camicia button down in cotone, 108 euro, tutto di Brooks Brothers. Chino in cotone, 200 euro, di PT Pantaloni Torino - PT01. Sneakers in pelle, 120 euro, di Geox Respira. Casco per bicicletta Sterling, 125 euro, e occhiali Hypermask performance, 165 euro, tutto di Rudy Project. Cravatta in seta, 90 euro, di Marzullo. Calze in cotone, 20.50 euro, di Gallo. A destra, giubbino in nylon, 209 euro, di Marina Yachting. Cardigan in cotone, 255 euro, di Moncler. Camicia in cotone, 139 euro, di Sonrisa. Chino in cotone con ricamo bici, 170 euro, di Paul Smith Jeans. Sneakers bespoke in suède con suola in cuoio, 320 euro, di Pirelli PZero. Occhiali da vista, 200 euro, di Dolce&Gabbana Eyewear. Cravatta tricot, 90 euro, di M. Cilento & F.llo. Borsa di teloni camion, 190 euro, di Freitag. Calze in cotone, 20.50 euro, di Gallo.

Class marzo 2012

Bicicletta senza cambio, da cittĂ , con telaio dal sapore vintage unito a materiali innovativi e performanti, 579 euro, di Wilier.

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Moda 2 1

Il vintage in

sella

Linee rétro e contenuti d’avanguardia. Dettagli realizzati a mano e alta tecnologia. Le biciclette più richieste del momento si ispirano al passato, per dettagli ricercati ed esclusivi

R

itti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle». A un secolo dalla comparsa del manifesto futurista, il culto della velocità rinasce in sella alle due ruote, al ritmo d’una pedalata. O anche no, basta il pensiero. Perché le biciclette su misura del laboratorio artigiano Italia Veloce celebrano la liturgia del movimento anche da ferme, esposte in salotto come pezzi di design. «La mobilità rimane l’obiettivo», dice Massimiliano Rabaglia, socio dell’atelier di Parma, insieme a Massimo Chiapponi e a Christian Grande. «Ma, ad aprile, con la nuova gamma, ci sarà anche una linea di porta-biciclette da terra e da muro». Fascino vintage, contenuti d’avanguardia: i primi modelli (Magnifica, Ribelle, Ruggente e Audace) 3 sono espressione di fattura manuale e cifra stilistica personale. Strizzano l’occhio al passato anche i modelli Cigno, marchio del

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i modelli al top

1. cigno. Prodotta in cento esemplari per ogni colore, la linea Special Edition (1.500 euro) esibisce accessori esclusivi. www.cignolabicicletta.it 2. italia veloce parma. Tubazioni Columbus, manubrio Freccia e componenti d’epoca a richiesta per la Magnifica, modello top di gamma. Fino a 3.800 euro. www.italiaveloce.it 3. montante cicli. Design ergonomico, manopole in pelle primo fiore con cuciture a vista e ricamo, il tandem Montantem Vintage rispolvera un pezzo di storia per una pedalata di coppia. Preventivo su richiesta. www.montantecicli.it

gruppo Bernardi, leader nel mercato dei ricambi per ciclo: assemblati a mano nel laboratorio di Forlimpopoli (Fc), i telai cromati anni 50 montano accessori di ultima generazione, insieme a chicche d’antan, come l’elegante porta-giornale, modellato sui brevetti originali. «Nel 2011, le vendite sono cresciute del 10%, trainate dal vintage su misura, forse in risposta all’anonimato della grande distribuzione», dice Gianluca Bernardi, titolare dell’azienda con il fratello Marco. «I committenti cercano un prodotto che li identifichi». Sulle due ruote vince l’oggetto di culto, inscritto nella dialettica fra tradizione e innovazione. Come la mitica Kalos degli anni 30, pietra miliare nella produzione Montante, immortalata dalla penna di Andrea Camilleri e già riproposta in chiave contemporanea (è la preferita da Montezemolo), con un surplus di altissima qualità artigianale. (Chiara Cantoni)

Class marzo 2012


Anima & Corpo Investimenti Palazzo di guardia De’ Conti, del XVII sec., tra Orvieto e Amelia, su tre livelli, già attività ricettiva. Grande terrazzo. Casaitalia International per 1 mln di euro.

Castello Coppedè. Villa storica circondata da 2,4 ha di parco, fra le colline e i vigneti di Gavi (Al). Da Casaitalia International per 2,8 milioni di euro.

Ora il business va in

campagna Il buon rendimento invita a scommettere su bed&breakfast e hotel di charme. Ecco a quali condizioni e dove

U

n casale circondato dal verde argentato degli ulivi, con vista mare, una casa-torre nel cuore di una città d’arte, un ex convento sulla cima di dolci pendii. Oppure una villa settecentesca sul lago, o ancora uno chalet a pochi passi dalle piste da sci. Tutti luoghi suggestivi, dove è piacevole trascorrere almeno un weekend. Luoghi in cui il business alberghiero fa rima con un’ospitali-

Class marzo 2012

di Elena Correggia tà ad alto tasso di personalizzazione, e dove aprire un accogliente bed&breakfast o un hotel di charme può rivelarsi un investimento indovinato, a patto di individuare la struttura giusta, senza sovrastimarne le potenzialità. Ma quanto costa e quanto è conveniente puntare su questa tipologia di attività ricettive? «Si tratta di esercizi che hanno registrato un buon andamento nell’ulti-

mo anno e rimangono competitivi rispetto agli alberghi», spiega Clara Garibello, direttore di ricerca di Scenari Immobiliari. «Il buon rapporto qualità/prezzo dei bed&breakfast soddisfa la domanda turistica degli ultimi tempi, che si caratterizza per soggiorni più brevi ma più frequenti». Se si decide di investire sia nell’immobile sia nella gestione, i costi dell’attività sono controllabili poiché si elimina-

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Investimenti Ex dimora nobile 600esca, nel cuore di Trevi (Pg): 31 camere con bagno, piscina, ristorante, terrazzo. Costa 3 mln di euro (Casaitalia International).

Trullo, composto da tre unità ristrutturate e indipendenti, 416 mq totali, ad Alberobello (Ba), costa 380mila euro (Immobiliare.it).

no le rilevanti spese per il personale e voce significativa è rappresentata dagli quindi i rischi dell’impresa risultano soste- oneri finanziari sul debito eventualmente contratto per l’acquisto dell’immobile nibili da una conduzione familiare. Sicuramente più ingente, l’investimento o dell’azienda. Infine, la differenza fra i in un hotel di charme riserva però valide ricavi e i costi è solitamente divisa in due: opportunità. «Oggi la richiesta di ospita- 50% al gestore e 50% in canone d’affitlità di lusso, soprattutto quella provenien- to, per la remunerazione del capitale. te da paesi emergenti come Cina, India «Nella decisione di acquisto di un hotel e Russia, si traduce in Italia in un turi- o di un b&b conta molto la qualità smo legato all’esperienza, al legame con dell’immobile in sé, che deve essere accoil territorio, alla tipicità», prosegue Gari- gliente e funzionale, raggiungibile senza bello. «Un tipo di servizio alla riscoperta difficoltà da più parti d’Italia», afferma delle tradizioni di un luogo che sicura- Guido Lodigiani, direttore dell’ufficio mente una piccola struttura di charme è studi di Immobiliare.it. «Bisogna consiin grado di offrire in modo più autentico rispetto a un pur valido albergo Valore di mercato a camera di una catena internazionale». nel 2011 (alberghi a 4 stelle) Il successo di un’impresa dipende però Hinterland Città Capoluogo (min-max) (min-max) in primis dall’attenta valutazione dei Bari 70-110 40-80 ricavi e dei costi annui che possono Bologna 130-210 80-120 derivare. Per una struttura ricettiva è Brescia 80-120 40-70 bene sapere che i costi incidono per il Catania 50-100 30-50 60-70% del fatturato annuo (ricavi al netto dell’Iva). Fra le spese, la più conFirenze 140-350 80-200 sistente riguarda il personale (il 45-50% Milano 170-400 130-250 dei costi), mentre il 10-12% è per le Napoli 80-130 40-70 commissioni alle agenzie, e il 5-6% Palermo 110-190 60-90 per pubblicità e promozione. Un’altra Roma 200-420 80-160

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Torino Venezia

90-170 250-530

derare anche la tranquillità del contesto circostante e studiare il bacino d’utenza prospettico. È molto importante poi che la struttura possa rimanere aperta per 12 mesi, in maniera da garantirsi una buona affluenza di clienti. È bene, inoltre, assicurarsi di avere una rappresentazione corretta dell’attività che si intende acquistare, sia in termini di fatturato atteso che di occupazione delle camere e di tipologia di struttura». Anche in merito alla clientela, è utile comprenderne subito le caratteristiche per rispondere meglio alle esigenze, verificando se risulta stagionale o continuativa, fidelizzata o meno. L’investimento iniziale deve tener conto anche dei costi eventualmente legati alla ristrutturazione dell’immobile e all’arredo. Si tratta di una spesa variabile a seconda dello stato della struttura. In genere, pesa più sul capitale investito nei piccoli centri rispetto a una spesa analoga sostenuta per un immobile in una metropoli, dove i prezzi al metro quadro sono più elevati. «Roma è la città italiana con la maggiore concentrazione di bed&breakfast, grazie alle sue peculiarità che richia-

60-90 90-240

fonte: scenari immobiliari su dati aica, trendmark italia

Class marzo 2012


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Investimenti Nella campagna senese, ex chiesa del 1100 diventata casa-vacanze, con cinque camere da letto con bagno, piscina e uliveto con 300 alberi. Proposta su Immobiliare.it a 800mila euro.

Country house immersa nel verde di una riserva naturale affacciata sul Lago di Vico, a un’ora da Roma. Si compone di due casali, giardino, piscina. Casaitalia International per 1.690.000 euro.

mano turisti da tutto il mondo, seguita dalle città d’arte e dalle località di villeggiatura, costiere e montane», continua Lodigiani. «In generale in tutta Italia non mancano occasioni di business in questo settore, per esempio a Milano e in altre città turistiche. La cifra per rilevare un’attività alberghiera in zone centralissime si aggira in media intorno a 50mila euro a camera, in zone meno centrali scende invece sui 30mila euro circa». Fra i centri particolarmente attraenti per aprire hotel di charme primeggiano alcune città d’arte e centri balneari come Firenze, Siena, Matera, Maratea, Gubbio, Olbia, Alghero, Cagliari, Catania, Taormina, Ragusa, Palermo. «Anche l’Italia dei borghi storici più autentici, penso per esempio a zone dell’entroterra di Puglia, Calabria, Basilicata, si presta bene a questo tipo di investimento, da sostenere però attraverso adeguate politiche di marketing e scegliendo centri non distanti dalle princi-

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pali vie di comunicazione», conclude Garibello. Ad accrescere il fascino di alcuni centri contribuisce oggi il fenomeno del cineturismo, ovvero l’attenzione dei viaggiatori per le location di set cinematografici e televisivi. «In questo senso potrebbe essere interessante puntare su Modica e Ragusa, celebri per la bellezza del Barocco locale ma anche per essere l’ambientazione dei libri e dei film del Commissario Montalbano», prosegue Lodigiani, «oppure orientarsi sulla Puglia narrata da Ozpetek». Infine, se il pur gettonato Lago di Como sembra già troppo caro e conosciuto dallo star system, si può scommettere su un albergo a Castellabate (Sa), nel Cilento, set del fortunatissimo Benvenuti al Sud. O ancora, su Bernalda, in Basilicata. Da quando ha ospitato il matrimonio di Sofia Coppola, figlia del regista hollywoodiano Francis Ford Coppola, il piccolo borgo lucano si è infatti candidato a diventare nuova destinazione del turismo vip internazionale.

Bed&Breakfast: istruzioni per l’uso

Nell’apertura di un bed&breakfast la burocrazia fa sentire il suo peso. Benché su scala nazionale sia entrato in vigore nel giugno scorso il Codice del Turismo (che aggiorna la normativa preesistente in materia), nei fatti ogni regione disciplina in maniera autonoma l’attività ricettiva. «Anche i comuni possono intervenire e in certi casi impongono limiti pesanti allo sviluppo di quest’attività», afferma il geometra Cesare Gherardi, consulente nazionale dell’Associazione nazionale bed& breakfast e affittacamere). Attualmente, per ogni comunicazione relativa al b&b, compresa l’apertura, l’iter è semplificato e fa riferimento allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del comune dove è situata la struttura ricettiva. L’attività può iniziare subito dopo la presentazione della Scia (Segnalazione certificata d’inizio attività), inviata al Suap solitamente per via telematica, attraverso la compilazione di appositi moduli accompagnati dalla planimetria dell’abitazione. I locali adibiti a uso ricettivo devono avere l’autorizzazione all’abitabilità e l’attività dev’essere esercitata nel rispetto delle prescrizioni in materia edilizia, urbanistica, di pubblica sicurezza, igienico-sanitaria e di destinazione d’uso dei locali. I prezzi minimi e massimi e il periodo di apertura devono essere comunicati al comune e/o alla provincia. Gli stessi enti devono essere informati mensilmente del movimento degli ospiti a fini statistici, mediante un modulo Istat. Occorre comunicare l’arrivo e la presenza di ciascun ospite all’autorità di pubblica sicurezza. Si parla di b&b a carattere familiare quando chi abita e gestisce la struttura offre ospitalità in modo saltuario. In questo caso non è necessario aprire partita Iva e ai fini fiscali è sufficiente rilasciare al cliente una ricevuta semplice. Il nuovo Codice del Turismo contempla inoltre i b&b imprenditoriali, strutture paralberghiere con obbligo di partita Iva. La loro licenza comprende la somministrazione di alimenti sia agli ospiti sia a clienti non alloggiati nel b&b. Infine, fra le novità, c’è l’estensione della classificazione con le stelle anche ad altri esercizi ricettivi come b&b, agriturismi, campeggi e villaggi turistici, per una più omogenea valutazione delle strutture.

Class marzo 2012


Prima esposizione annuale, 10 - 13 maggio 2012, Doha - Qatar Se vuoi accedere a nuovi mercati, perchè aspettare? connubio tra eccellenza e opportunità: l’eccellenza inconfondibile del design made in Italy e le opportunità di un mercato dinamico, che necessita proprio dei tuoi prodotti.

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breguet

Con il Tradition 7047, Breguet arricchisce la sua collezione Tradition aggiungendo un modello con tourbillon. Cassa in oro rosa di 41 mm di diametro e quadrante che offre la lettura del tempo decentrata a ore 7. Cuore pulsante di questo orologio è un movimento meccanico a carica manuale con indicazione della riserva di carica (50 ore) sul tamburo del bariletto. Info: www.breguet.com

Alla fiera del

tempo

In marzo, a Baselword, il più grande salone dell’orologeria, vengono presentate le novità destinate agli appassionati. Queste le anteprime selezionate da Class di Paco Guarnaccia

hublot

L’attore e campione di arti marziali Jet Li è testimonial di Hublot nell’Asia dal 2010. A lui è dedicato il modello in edizione limitata a 200 pezzi numerati Aero Bang Jet Li con un particolare quadrante scheletrato che ricorda parti di un tempio buddista del V secolo. Info: www.hublot.com Class marzo 2012

bulgari

Solo 99 esemplari per il Bulgari Papillon Voyager con la complicazione della lettura di un secondo fuso orario. L’ora locale è saltante e si trova a ore 12, una lancetta centrale segna la funzione Gmt. Il sistema di lettura dei minuti è brevettato. Cassa in oro rosa. Info: it.bulgari.com

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Orologi

cuervo Y sobrinos

Si chiama Historiador questo modello che celebra 130 anni di storia di Cuervo y Sobrinos. Un orologio in oro in serie limitata a 130 esemplari con movimento meccanico a carica manuale e un quadrante nero sul quale spicca l’indicazione dei piccoli secondi posizionata a ore 6. Cinturino con fibbia in oro. Info: www.cuervoysobrinos.com

tag heuer

Da anni Tag Heuer stupisce gli amanti dell’orologeria con la creazione di Concept Watch che utilizzano soluzioni tecniche completamente rivoluzionarie. Non tradisce le aspettative neanche con il Mikrogirder, il regolatore meccanico più veloce mai realizzato e preciso a 1/2000 di secondo. Info: www.tagheuer.com

chopard

tudor

Orologio dallo stile vintage ispirato a un vecchio modello degli anni 50, l’Heritage Black Bay è un subacqueo impermeabile fino a 200 metri di profondità. Ha cassa in acciaio e lunetta girevole unidirezionale per meglio segnare i tempi d’immersione. Info: www.tudorwatch.com

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La collezione LUC, acronimo di Louis-Ulysse Chopard (fondatore della maison), propone il Lunar One, un segnatempo con calendario perpetuo e funzioni di lettura di fasi lunari e un quadrante argentato satinato. Cassa in oro rosa e movimento a carica automatica. Info: www.chopard.com

Class marzo 2012


la terza età del giaguaro Quando, nel 1946, la Jaguar realizzava la SS 2.5 Saloon, l’India era, ancora per poco, una colonia britannica. Quattro anni fa la nemesi storica, con gli indiani del gruppo Tata che hanno acquistato da Ford la casa simbolo dell’auto made in Britain. Il concept C-X16 prefigura i prossimi modelli del Giaguaro, i primi , forse, a non avere più i motori Ford.

1946

Jaguar SS 2.5 Saloon

1

2012

Jaguar C-X16

quattro sTrad Ibride nel motore e nel design, nate su progetti globali ma rifinite su misura, differenti nelle linee ma identiche al 90% sotto la carrozzeria. Il dna delle auto di domani assomiglia sempre più a quello dell’animale più multitasking: l’ornitorinco Testo di emanuele elli

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C’

è un paradosso di fondo nel mercato dell’automobile. I dati delle vendite, soprattutto in Europa, sono negativi e a doppia cifra da diversi mesi. Eppure, l’universo automobilistico non è mai stato così vitale, percorso da piccole e grandi rivoluzioni che cambiano le proprietà, le architetture dei motori, i segmenti, le profezie del design, al punto che, senza vere e proprie svolte a gomito, ma percorrendo una lunga e rapida curva parabolica, arriveremo presto a guidare vetture geneticamente diverse rispetto a quelle attuali. Innanzitutto diverse per la storia che raccontano. Vere auto di rottura. Prendiamo un’auto mito come la Lancia Thema, ammiraglia tricolore che, quando debuttò sul mercato, nel 1984, seppe stravincere la concorrenza di Bmw e Mercedes. Oggi è rinata, rivestendo con l’eleganza di rifiniture made in Italy un’ossatura che è quasi in tutto e per tutto americana, quella della gemella Chrysler 300C, per altro nata quando la casa a stelle e strisce era ancora imparentata Class marzo 2012


SPECIALE Auto

nuovI modELLI Con doPPIo PASSAPorto Piattaforme universali, design condivisi, motori comuni, molte delle nuove auto hanno già la testa in un paese, il cuore in un altro, le mani in un altro ancora e nascono sotto mille bandiere diverse. Si moltiplicano, così, modelli che sotto carrozzerie differenti nascondono molte parti in comune. In due anni, per esempio, la fusione tra Fiat e Chrysler ha creato uno scambio reciproco di forme e tecnologie tra le due sponde dell’Atlantico. La Dodge Journey è rinata in Italia come Fiat Freemont, diventando la sette posti di maggior successo sul nostro mercato; la Lancia Thema ha le forme della Chrysler 300C, la Dodge Dart esporterà negli Usa la piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta. Solo la 500 resterà pressoché uguale, ma la piccola, si sa, è un’icona universale...

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Lancia thema

Alfa romeo Giulietta

Fiat Freemont

Fiat 500

Chrysler 300C

dodge dart

dodge Journey

Fiat 500

e per il Futuro alla Daimler. Il risultato finale è un’auto con la solidità e la geniale progettualità di una tedesca, gli spazi e le tecnologie di un’americana, il motore e il comfort di una berlina italiana. Oppure pensiamo alle prossime Jaguar sportive, prefigurate dalla concept car C-X16, che nasceranno sotto le nuove insegne della Tata. Una nemesi storica con la quale gli indiani hanno vendicato simbolicamente anni di colonialismo acquistando proprio il simbolo dell’automobilismo inglese e liberandosi anche della servitù dei motori Ford. A volerne cercare, di casi come questi, tra le vetture di oggi, ce ne sono molti. Perché l’auto del 2012 è quanto mai globale, frutto di economie di scala per le quali il cervello pensante è in un paese, il cuore pulsante in un altro e le mani che operano in un altro ancora. Ma è globale anche nel senso che sotto carrozzerie diverse nasconde strutture condivise, motori universali, componenti comuni. Proprio in queste settimane, per esempio, il gruppo Volkswagen, che nel 2011 è diventato il secondo costruttore monClass marzo 2012

diale dopo General Motors con 8 milioni 156mila vetture (+11% sul 2010), ha presentato un nuovo pianale modulare, l’MQB, che sarà la colonna vertebrale sulla quale si costruiranno oltre 60 dei prossimi modelli Volkswagen, Audi, Seat e Skoda, che monteranno dunque motori diversi ma nella stessa posizione e con lo stesso angolo. Le scelta d’acquisto, dunque, più che da partigianerie legate alle tradizioni e all’attrattiva di un marchio piuttosto che un altro, sembrano sempre più legate al motore, la vera discriminante per i clienti più attenti, oppure al design, mai così impegnato non solo nell’interpretare mode e costumi ma anche a creare sempre nuove nicchie di mercato al confine tra un segmento e l’altro (in realtà, in tutte le statistiche, la vera discriminante al momento della scelta è sempre il prezzo finale del veicolo). Non è un caso se molti dei modelli di maggior successo sono, dal punto di vista delle linee, degli ibridi: il suv coupé Range Rover Evoque, il crossover compatto Nissan Juke (a sua volta diversissimo

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SPECIALE Auto unA, nESSunA, CEntomILA Chi compra un’auto oggi non si accontenta di avere un’auto sola. Allo stesso modo sono poche le vetture che possono permettersi di accontentare un unico cliente. Nascono così modelli polimorfi, citycar rialzate e con il posteriore di una familiare, suv compatti ma con motori aggressivi, berline sportive con cinque porte e 300 cavalli. La nuova Bmw X6, per esempio, armonizza tra loro le linee rialzate di un suv con quelle filanti di una coupé e gli spazi di una comoda granturismo. Con in più il motore sportivo M nell’inedita versione diesel.

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dal crossover meno compatto Qashqai), la sport utility familiare Hyundai ix35 (gemella della Kia Sportage). Perché nessuno oggi quando entra in un salone vuole più veramente comprare una sola vettura e allo stesso modo poche auto possono permettersi di avere un’unica identità. Se è berlina dev’essere anche gran turismo e sportiva, se è city car però allarga il bagagliaio e diventa una piccola station, se è un suv però è compatto... L’auto, insomma, sembra assomigliare a un ornitorinco, il misterioso mammifero australiano mezzo anfibio che, però, depone le uova. Ma la frontiera più interessante per capire quale auto guideremo domani è quella dei motori. Negli ultimi 12 mesi le case hanno presentato novità radicali, e non solo sul fronte delle architetture ibride o dei propulsori elettrici. Bmw ha sollevato il velo, in rapida successione, sui primi modelli ultrasportivi M Performance spinti da un motore diesel (un sei cilindri in linea 3.0 con triplo turbo, capace di erogare 381 cv e dunque di aggiudicarsi il titolo di diesel più potente di sempre) e sulla ActiveHybrid 5, variante della Serie 5 nata per rivaleggiare con l’Infiniti M35h nella gara delle berline ibride con prestazioni da sportive. Interessante anche la rotta tracciata da Mazda, che con il progetto SkyActiv percorre la strada verso la riduClass marzo 2012

Suv + grAnturISmo + CouPé + PrEStAzIonI SPort + dIESEL = bmw x6 m50d

SALonE dI gInEvrA: A Loro gLI oCChI... Dall’8 al 18 marzo gli sguardi di tutti gli appassionati saranno rivolti alla grande vetrina internazionale del Salone di Ginevra. Ecco le dieci novità più attese tra gli stand e sul mercato nel 2012-2013. 1. Ferrari F620. Dovrebbe essere questa la sigla dell’attesissima erede della F599, la nuova V12 a due posti di casa Maranello. 2. bmw Serie 6 gran Coupé. La superberlina sportiva di Bmw unisce una coupé granturismo a una Serie 7. Con 450 cavalli... 3. maserati Kubang. Il suv del tridente inaugurerà un nuovo genere, al quale aspirano anche Bentley e Lamborghini. 4. Porsche boxster. La più piccola biposto di Stoccarda è alla terza generazione: pianale, carrozzeria, abitacolo e motore, tutti nuovi. 5. Fiat 500L. Al là del nome, la nuova multispazio compatta è una monovolume con dimensioni di una Punto e aspetto da micro suv. 6. Audi A3. La compatta premium che piace al mercato si rinnova, soprattutto negli interni con l’avveniristico sistema Audi Connect. 7. Aston martin v12 zagato. Solo 150 esemplari per la versione stradale della granturismo inglese ridisegnata dalla Z. 8. volvo v40. La nuova familiare sportiva mancava nella gamma Volvo: sarà più grande e completa dell’attuale C30 e più piccola e manovrabile dalla S60. 9. mercedes Classe A. La piccola somiglierà più a una coupé che a una multispazio per rivaleggiare con la Bmw Serie 1. 10. Peugeot 4008. Suv compatto 4x4 con tre modalità di guida, debutta insieme al gemello Citroën C4 Aircross.

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SPECIALE Auto duE motorI PEr trE modELLI

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Spesso nella storia dell’automobilismo è stato il design a dettare i grandi cambiamenti. In tempi di ricerca sui consumi e sulle energie alternative, invece, le novità davvero rivoluzionarie risiedono sotto il cofano. Tra i motori più attesi al debutto c’è il primo sistema ibrido-diesel al mondo, l’Hybrid4 che Peugeot lancia su una versione speciale del crossover 3008 (A) e che sarà replicato sia sulla prossima berlina 508 RXH (B) che sull’ammiraglia di casa Citroën, la nuova Ds5 (C).

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motorE ELEttrICo

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nuovo, nuovISSImo, AnzI vIntAgE Come nella moda e nel design, anche nell’automobilismo per guardare avanti spesso basta guardare indietro. Così, dopo gli esempi di successo delle nuove generazioni della Mini, della Fiat Cinquecento o del Maggiolino Volkswagen (foto sotto), altre icone del passato stanno per riaffacciarsi sulle strade di oggi, lanciate soprattutto dalle case europee ben consapevoli che nella forza del proprio heritage sta una delle chiavi per vincere la concorrenza di coreane, cinesi, indiane, giapponesi... Per restare in casa VW, per esempio, si attende il via ufficiale alla produzione del Bulli, reinterpretazione, in chiave super hi-tech, del mitico pullmino Transporter T1, vera icona degli anni Settanta. Fiat ha già prefigurato la nuova Topolino, Renault vagheggia l’erede della R4 (ma intanto ricorda i 40 anni di storia della R5), Citroën gioca a nascondino con i disegni della nuova 2CV. Persino Volvo potrebbe resuscitare la sua 760. Tra qualche anno potrebbe capitare di vederle tutte parcheggiate vicino lungo una strada; altro che déjà vu...

motorE dIESEL

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1. motore elettrico. L’utilizzo combinato dei due motori consente di portare i consumi sul misto a 3,8 l/100km. 2. Batteria ad alta tensione. 3. Supervisore elettronico. 4. retrotreno multi-link specifico.

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5. Cambio robotizzato a sei rapporti. 6. motore Diesel 2.0 Hdi Fap. L’insieme dei due propulsori, anche in modalità 4x4, sviluppa una potenza di 147 kW/200 cv. 7. Alternatore reversibile Stop & Start. 8. Avantreno pseudo McPherson.

zione dei consumi in senso inverso rispetto a tutti gli altri costruttori, ovvero riprogettando l’intera vettura a partire dalla scocca, irrigidita del 30% grazie all’uso di nuovi acciai, dal telaio alleggerito del 14%, da freni, sospensioni e sterzo ridisegnati, dal cambio più compatto e con gli innesti più corti. E naturalmente dai nuovi motori benzina e diesel che, attraverso nuove strategie di iniezione e componenti base ridisegnate, fanno registrare, per esempio sulla nuova Mazda 2, consumi di 5 litri il benzina e 4,2 litri il diesel per 100 km, senza diminuire le cilindrate. A parte questi exploit, la maggior parte delle novità si concentra sui motori ibridi, un settore che guadagna quote e comincia ad assumere una certa consistenza. Per Toyota, per esempio, che ha consegnato proprio due settimane fa la quattrocentomillesima ibrida in Europa, rappresenta già oggi il 10% delle vendite, e c’è da immaginare che, con il prossimo debutto di Yaris, la cifra sia destinata a salire. Alle porte, inoltre, c’è il primo diesel ibrido al mondo, quello che Peugeot sfoggia sulla crossover 3008 e che sarà declinato anche sulla berlina 508 e sull’ammiraglia Citroën Ds5. Ancora in fase di rullaggio, invece, i veicoli elettrici, che non conquistano per ora i cuori degli automobilisti. E pensare che basterebbe un giro su una Fisker Karma, una Tesla Roadster o persino un’Opel Ampera, per cambiare subito idea. Class marzo 2012


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sapore di cocktail Una mostra, nuove ricette, nuovi bar e nuovi liquori hanno rilanciano l’interesse per il bere miscelato. Pagina 90

CLAss mARzO 2012

tesori al tefaf Si apre a Maastricht la più importante Mostra d’arte e d’antiquariato, per fare affari con buon gusto. Pagina 93

azioni di borsa Per viaggiare, lavorare e fare sport. I migliori borsoni e porta-abiti per contenere il proprio mondo. Pagina 95

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Come è sexy lo shaker Bar dedicati, nuove ricette, ingredienti originali, antichi liquori riscoperti. In tutto il mondo il cocktail ha ritrovato pubblico ed entusiasmo. Perché il bere miscelato è prima di tutto una questione di raffinata cultura

di Francesco Elli

Winter Clementine Elisir, cocktail proposto dall’Hotel Four Seasons di Milano.

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a storia lo dimostra, niente è statico, i drink come le auto, i vestiti, le capigliature e tutto il resto subiscono l’influenza della moda. E i barman, come sarti provetti, adattano al gusto contemporaneo miscele che hanno visto la luce nel secolo scorso». Così Dario Comini, pluripremiato mixologist titolare del Nottingham Forest di Milano, unanimemente riconosciuto come uno dei migliori molecular bar del mon-

Salvatore Calabrese, barman di Salvatore, il lounge bar del Playboy Club nell’area di Mayfair a Londra.

do, fissa nell’introduzione del suo recente libro Mix & Drink il senso contemporaneo dell’arte del miscelare: tradizione, da una parte, come è inevitabile che sia per una parola, cocktail, comparsa per la prima volta ufficialmente agli inizi del 1800; e innovazione dall’altra, via obbligata da percorrere per andare incontro ai gusti e le esigenze di oggi. Una dimostrazione recente si è avuta a Miami, dove il 15 aprile si conclude-

qui il martini è in mostra Cocktail Culture è la mostra multimediale che Miami dedica al rito sociale del cocktail rilanciato recentemente dal telefilm Mad Men e presente in modo trasversale in cinema, musica, moda, design, pittura. A destra, il dipinto Summer Cocktail Party with English Butler (1961) di Larry Salk. La mostra rimane aperta fino al 15 aprile al Norton Museum of Art. Info: www.norton.org

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Bere social rà la mostra Cocktail Culture al Norton sperimentare ed è assetato di tre ricette Museum of Art. nuovi saperi». Un esempio prea tutto spirito Un mix, giusto per rimanere in tema, gevole, in questo senso, è la nuogold martini 24 k di Dario confermato anche da un assoluto numeva carta dei cocktail del Foyer bar del Comini (Nottingham Forest, ro uno del settore, quel Salvatore «The Four Seasons di Milano ideata da Luca Milano). ¾ di Tanqueray Gin, ¼ di maestro» Calabrese che, partito dalla Marcellin, classe 1982, assistente bar Sauternes, miscelare in mixing glass, Costiera amalfitana, oggi dirige il suo manager e head mixologist dell’hotel, versare in una coppetta ghiacciata, quindi spruzzare l’oro con lo spray. Salvatore al Playboy Club arrivato a Milano dopo a Londra che, insieme con tanta esperienza anche Winter clementine elisir di Luca Marcellin (Foyer bar New York, è la città di rifeall’estero, che ha seguidell’Hotel Four Seasons, Milano). rimento per il mondo dei to un’altra delle strade più Succo di clementine fresche, semi di cocktail. Spiega Calabrebattute dai mixologist di aneto, olio essenziale ricavato se: «La Cocktail Culture è oggi: quella dei cocktail dalla buccia del lime, zenzero fresco, vasta e davvero eterogegreen, ecologici, ottenuSt-Germain (liquore di sambuco). nea. L’unico trend è forse ti partendo da prodotti Tutto elegantemente completato che tanti locali si stanno organici e spesso creati con Prosecco. rifacendo a periodi preceintegrando le tecniche più Breakfast martini di Salvatore denti in termini di design proprie del bar con quelCalabrese (Salvatore at Playboy, Londra). 5 cl gin; 1,5 cl Cointreau; e stile: il vintage e il rétro le della cucina molecola1,5 cl succo di limone fresco, vanno sicuramente per la re. Racconta Marcellin: Mix & Drink fresh lemon juice, mezzo cucchiaino di Dario Comini maggiore. Comunque è «L’obiettivo è creare una di marmellata d’arancia. Shakerare (Kowalski, 304 sempre l’impronta del barpiccola esperienza all’ine versare in un bicchiere da cocktail, pagg., 14 euro). man a definire i trend. Per terno di un bicchiere; spremere una sottile scorza esempio, lo stile speakqualcosa non solo da d’arancia sopra e guarnire con sottili easy sta tornando in auge perché i barbere, ma con una spuma che si possa spirali d’arancia. man moderni stanno nuovamente esploassaggiare con un cucchiaino e che perrando i classici, a tal punto che molti metta al cliente di giocare e scoprire liquori che erano spariti dal mercato per nuovi sapori. Il tutto partendo solo da anni stanno riapparendo, come l’Old prodotti assolutamente di stagione, tantutto il meglio in classifica Tom Gin e il Rye Whisky». to che ogni due mesi l’offerta cambia moda cultura motori completamente». Per proporre i gusti nautica wellness hotel tendenze arte Non è un caso, quindi, rimanendo in più in tema con quel periodo dell’anno. cinema sapori viaggi tema di classici sempre attuali, che il (ha collaborato Alice Colombi) già citato libro di Comini dedichi il primo, lungo capitolo, al cocktail per eccellenza, il Martini, proposto in ben 101 ricette diverse, dalle più classiche fino agli estremi della versione ora anche la grappa si gusta mixata Gold, spruzzata di polvere d’oTra tutti i superalcolici, la grappa è quello che, tradizionalmenro a 24 carati. Ma se da un lato te, sembra meno vicino a palati giovani. La storica Nardini sta la riscoperta e la reinterpretaziocercando di accorciare la distanza, individuando proprio nei cocktail il modo per coniugare tradizione e stile contemporane delle combinazioni più conosciute neo. Nuovi sapori e accostamenti originali sono riassunti in è una strada quanto mai feconda, dall’alThe Grappa Handbook, firmato dall’esperto Marcin Miller, fontro è anche vero che i bartender sono datore di Whisky Magazine e scaricabile da www.ilovegrapsempre alla ricerca di idee innovative pa.com. A sinistra, il cocktail Soldato Peter Pan: 2 cl di Acquae ingredienti speciali. Continua Calavite di vinaccia Nardini, 3 cl di Acqua di cedro Nardini, 2 cl di brese: «Alcuni arrivano addirittura a proLiquore al melone, 1 cl di succo di lime, 2 cl di succo di kiwi. durre i loro brand di bitter, liquori e spiIl tutto shakerato con ghiaccio, filtrato in una coppa cocktail ghiacciata e guarnito con buccia di cedro e ribes rosso. rits. Il barista moderno non ha paura di

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arte e storia nella fiera che vale un tesoro

lalique (1903) Pendente con libellule in oro, diamanti e smalto con grande acquamarina.

Dal 16 al 25 marzo riaprono i padiglioni del Tefaf di Maastricht, la più importante mostra-mercato di antiquariato. Molte le rarità, dalle terrecotte cinesi alla gioielleria firmata, ai dipinti antichi. Ma gli affari migliori si fanno con i disegni preparatori di Elena Correggia

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efaf Maastricht spegne 25 candeline e inaugura un’edizione in cui il connubio arte e mercato si preannuncia più che mai brillante, sotto il segno di una creatività che vale nel tempo. In programma dal 16 al 25 marzo, negli spazi dell’Exhibition and Congress Centre di Maastricht, in Olanda, la prestigiosa fiera d’arte e antiquariato vanta come sempre un’ampia gamma di categorie merceologiche: dalle terrecotte cinesi alle commode intarsiate del Settecento, dalle porcellane Meissen all’argenteria, dalla gioielleria firmata alle sculture d’alta epoca, anche se la parte del leone è giocata dai dipinti antichi, con una particolare attenzione per i fondi oro. Fra queste opere si fa notare una tempera su tavola del fiorentino Rossello di Jacopo Franchi (1376-1456) raffigurante la Madonna col Bambino in mezzo a san Paolo, san Giovanni, san Bartolomeo e santa Caterina, proposta dalla galleria Moretti di Firenze, Londra e New York per 450mila euro circa. Il senese Guidoccio Cozzarelli (1450-1516/17) è invece l’autore della Madonna con Bambino

brueghel il giovane La mietitura (1621) in vendita da De Jonckheere.

e angeli, in eccellente stato di conservazione, esposta da Altomani&sons (Milano, Pesaro) e valutata 250mila euro. C’è ancora molto da scoprire anche nell’ambito dei disegni antichi, specie se preparatori di importanti dipinti. Tesori di elevata qualità avvicinabili a prezzi contenuti, come dimostra l’opera di Giovanni Domenico Tiepolo appartenente a un gruppo di disegni sul tema dei centauri, fauni, satiri e ninfe, presentato da Stephen Ongpin (Londra) con prezzo di 45mila euro circa. Raggiunge invece la valutazione di 90mila dollari un rarissimo autoritratto fotografico del pittore Edgar Degas, con valore di cimelio storico, proposto da Hans P. Kraus Fine Photographs di New York. L’immagine fu scattata nel 1895 quando l’artista si dilettava a sperimentare col mezzo fotografico riprendendo la vita quotidiana da inusuali punt i di vista. Il settore della gioielleria è ben rappresentato da fastosi collier d’oro settecenteschi, bracciali del XIX secolo in stile revival archeologico con pietre dure e fantasiose creazioni Art nouveau.

porcellana meissen Zuppiera, 1740, proposta da Michele Beiny (New York, Londra).

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Libri

80 anni per leggere Il futuro di Francesco Elli

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a Luzi alla Mastrocola. Da Pound a Sepúlveda. Dalla nicchia di poeti, diventati ormai dei classici, alle avanguardie della nuova letteratura di oggi e domani. Mondi lontani, non solo temporalmente, eppure fortemente uniti da un filo di continuità, fatto di qualità e ricerca, lungo 80 anni, con un capo annodato a Parma, nel 1932, da Ugo Guandalini, e l’altro saldamente nelle mani di Luigi Brioschi, alla guida della casa editrice, di cui oggi è presidente, da quando questa entrò a far parte del gruppo editoriale Mauri Spagnol, 25 anni fa. «Nell’arco di questi 80 anni di storia», racconta Brioschi a Class, «è cambiato tutto: la società, il mercato, la situazione culturale Guanda, però, ha sempre cercato di mantenere la sua qualifica di casa editrice scout, che ricerca, propone e valorizza gli scrittori in cui crede. E molto spesso le sue scelte si sono rivelate vincenti. Con diversi autori, vedi Luis Sepúlveda

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Luigi Brioschi è presidente di Guanda, casa editrice del gruppo Mauri Spagnol.

LeoNarDo CeNDaMo

Da1932 la casa editrice Guanda scopre, traduce e promuove i migliori scrittori internazionali. Oggi è pronta alla sfida del nuovo formato digitale. A condizione di restare fedele alla propria missione: la letteratura di qualità

I dIecI pIù ImportantI successI dI Guanda 1. almudena Grandes, Le età di Lulù (1990). Il primo grande successo della seconda fase della storia di Guanda. 2. Luis sepúlveda, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1993). Il successo mondiale di questo scrittore cileno adottato dal pubblico italiano per la sua vena di magica malinconia. 3. roddy doyle, Paddy Clarke ah ah ah (1994). La letteratura irlandese è da sempre uno dei caposaldi del catalogo Guanda. 4. nick Hornby, Alta fedeltà (1996). Il romanzo che ha contribuito a definire la nuova identità maschile sulle passioni del suo autore: rock e donne. Alla terza passione, il calcio, aveva già dedicato un romanzo di successo, Febbre a 90°. 5. roy arundhati, Il dio delle piccole cose (1997). Questo romanzo ha vinto il Boorker Prize e imposto la scrittrice come esponente del pensiero anti globalizzazione. 6. catherine dunne, La metà di niente (1998). Fortunato romanzo d’esodio di una irlandese dalla prosa raffinatissima. 7. alain de Botton, Come Proust può cambiarvi la vita (2003). Il più famoso dei libri dell’autore svizzero che scrive in inglese: un manuale di filosofia pratica basato sulla Recherche. 8. paola mastracola, Una barca nel bosco (2004). Con questo romanzo la scrittrice torinese ha vinto il premio Campiello. 9. Jonathan safran Foer, Ogni cosa è illuminata (2004). Romanzo d’esordio di un talento purissimo della nuova generazione di scrittori americani (è nato nel 1977). 10. Irvine Welsh, Trainspotting (2004). Opera di straordinaria ricerca stilistica, resa famosa da un fortunato film.

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Libri o Jonathan Safran Foer, la valorizzazione è stata immediata. Altre volte non è stato così: penso all’irlandese John Banville, un autore che abbiamo continuato a proporre, convinti, anche quando i primi libri non ebbero la risposta che ci aspettavamo. Non è vero, quindi, che oggi più che mai è il mercato a comandare? È chiaro che i conti devono tornare, ma se la propria vocazione è quella di essere editori di ricerca e di proposta, non ci si può far dettare tutte le regole dal mercato. Le case editrici devono produrre cultura, e questo può anche voler dire insistere nel proporre un autore in cui si crede fortemente. Come si trova un nuovo talento? In editoria non ci sono regole, ogni siamo editori autore ha una storia di proposta a sé, ogni libro è un e di ricerca. mondo. Per SepúlNoi di GuaNda veda, per esempio, NoN possiamo farci dettare rimasi colpito dal tutte le reGole titolo, letto sul fransolo dal cese L’Express, del mercato suo libro Il vecchio che leggeva romanzi d’amore. Non lo conoscevo per nulla, ma partendo da quella curiosità, me lo feci mandare, lo lessi in francese e decisi di pubblicarlo. Come cambia, con l’avvento del digitale, il ruolo di un editore? L’editore è stato finora, nei casi migliori, il garante della qualità, lo scopritore di talenti, di scrittori originali, capace anche di sfidare il mercato con proposte innovative. Ha avuto, insomma, un preciso ruolo culturale. Ora vedremo. Il processo, in Italia e in quasi tutta Europa, è molto lento, ma non si fermerà e può portare con sé rischi di confusione e di appiattimento nell’offerta. Sarà interessante osservare come l’editoria di qualità manterrà quella funzione, conservare quei valori, quei contenuti. È una nuova sfida. Ed è questo, al di là dell’innovazione in sé, che ci interessa.

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ORA MAiGRET iNVESTiGA iN diGiTAlE Che abbia ragione chi vaticina la fine della carta, o chi sostiene che mai la tecnologia potrà sostituire le sensazioni di un libro stampato, l’editoria digitale è ormai un dato di fatto. Il cammino delle nuove modalità di pubblicazione procede spedito, in termini di proposte, tecnologie e crescita di lettori, e anche se i numeri, in Italia, restano ancora contenuti, di sicuro il formato digitale si è già dimostrato uno strumento eccezionale sia per gli scrittori esordienti sia, all’estremo opposto, per dare nuova linfa ai classici della letteratura. In questo secondo aspetto un esempio, recentissimo, arriva da Adelphi, che ha avviato la prima edizione digitale al mondo collezionabile delle 75 inchieste del commissario Maigret di George Simenon: cinque titoli al mese, acquistabili sulle principali librerie on-line al prezzo di 4,99 euro l’uno. La collezione sarà completata nel marzo 2013, e senza ingombrare un centimetro di libreria… Ma per uno storico detective-gourmet che conquista nuovi orizzonti, c’è chi, da scrittore esordiente, compie il percorso inverso. Giuliano Pasini, trentasettenne emiliano partito come

uno dei 3mila iscritti alla prima edizione del concorso Io Scrittore, lanciato online dal gruppo Mauri Spagnol, e arrivato a essere uno dei finalisti che ha visto la propria opera venire pubblicata in versione e-book e finire subito in classifica, accanto a nomi come Wilbur Smith. Ma l’avventura non era che all’inizio: dopo il concorso, infatti, Pasini si è messo in cerca di un editore. Il più lesto è stato Fanucci, che ha puntato sull’esordiente inserendolo come unico italiano nelle prime uscite del nuovo marchio editoriale Time Crime. Spiega Pasini: «Il libro ha cambiato titolo diventando Venti corpi nella neve, e molto è stato modificato nel lavoro di editing», ma le due edizioni in dieci giorni hanno confermato anche sulla carta il talento nato digitale. Un talento che, pur dovendo tanto all’e-book, conferma che la soddisfazione vera è arrivata rigirandosi tra le mani la fisicità di un volume di 333 pagine: «È un po’ la differenza che c’è tra l’innamoramento e l’amore. La pubblicazione dell’ebook è stata la botta di adrenalina della cotta dei 14 anni. La carta, invece, è l’amore vero. E, per ora, vince ancora lei».

le più importanti web-librerie in italiano 1. bookrepublic. Iniziativa totalmente made in Italy alla quale ha aderito un elenco sterminato di editori, propone anche percorsi di lettura e bibliografie ragionate. Interfaccia grafica piacevole e facile da consultare. 2. amazon. Il colosso mondiale dell’editoria digitale offre quasi 20mila e-Book in italiano destinati alla lettura su Kindle. 3. ibs. Il più grande store italiano di libri in internet, attivo dal 1998, offre una grande selezione di ebook, anche con molte offerte e promozioni. 4. ibookstore. Dopo lo straordinario successo e l’esperienza fatta nel comparto musica, Apple apre ai libri, anche in italiano, per i lettori con iPad. 5. Ultimabooks. Il libraio Francesco Rigoli umanizza la scelta del libro e propone anche l’acquisto dei dispositivi di lettura offerti dal mercato.

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FAR TORNARE BELLO UN SORRISO È FACILE COME… SORRIDERE Una bocca trascurata inibisce persino le relazioni sociali. Ma le nuove tecniche odontoiatriche, in poco tempo, riportano i denti allo splendore originario

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e la bocca non è proprio in forma, sorridere di meno è istintivo, naturale, comprensibile. “Non solo. Chi ha la coscienza di non avere una bella dentatura tende anche a parlare meno e a frenare le relazioni sociali” avverte Luca Corradi, odontoiatra a Roma, specializzato in chirurgia odontostomatologica e con una formazione anche in ricerca psicologico-sociale. “Ma, soprattutto se il problema è causato solo da usura, fumo, carie, insomma, dal fatto di essersi semplicemente trascurati un po’, rimediare è semplicissimo”. Cosa si può fare allora per tornare a sorridere senza inibizioni? Far controllare se tutte le zone della nostra bocca sono in salu-

te, curare eventuali cause locali e sistemiche, e poi rinnovare ciò che è andato perduto, cioè, la funzione e l’estetica. Che tecniche esistono oggi per far tornare bello un sorriso? Siamo in grado di ridare ai denti un nuovo smalto traslucido simile a quello naturale, persino in caso di impianti che sostituiscono le radici perse. Pulizia, sbiancamenti, apparecchi anche invisibili ci aiutano poi a rendere belli i nostri denti senza soffrire e con risultati veloci e sicuri.

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RINOPLASTICA SENZA DOLORE NÉ CICATRICI. ADESSO SI PUÒ Un esperto ci spiega perché questo intervento è oggi così richiesto. E ci illustra l’evoluzione della pratica medica, sempre più efficace e indolore

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ndrea Garelli, vasta esperienza non solo in Italia ma anche all’estero, è un esperto in chirurgia maxillo-facciale. La rinoplastica, un intervento oggi tra i più richiesti in chirurgia estetica, per lui non ha segreti. Sono molte le richieste per interventi di rinoplastica? Il modellamento del naso è sicuramente tra gli interventi più desiderati. E non più solo per le donne: ho registrato un forte incremento di domanda da parte degli uomini negli ultimi anni. Tutto questo è dovuto anche al quasi totale abbandono dei vecchi pregiudizi legati alla chirurgia del naso, come il dolore o le cicatrici visibili. Cioè? I nuovi interventi non prevedono più cicatrici? Non sono più necessarie cicatrici esterne e visibili. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’intervento si esegue tramite incisioni effettuate direttamente dall’interno del naso, evitando così di lasciare tracce evidenti all’esterno. A tal punto che, dopo aver modellato il dorso togliendo la gobbetta, la deviazione o semplicemente ridimensionando la punta larga del classico “naso a patata”, le persone ignare dell’evento dicono ai miei pazienti: “Non avevo mai notato i tuoi occhi”. Oppure, “Hai uno sguardo diverso, più

solare!”. Questo vuol dire che l’operazione è perfettamente riuscita perché ha ridato armonia al viso senza rendersi manifesta. Come ci si prepara all’intervento? Prima dell’operazione vanno effettuate delle analisi cliniche e, se necessario, una radiografia del massiccio facciale. Non solo. È molto importante parlare con il chirurgo e spiegare, durante l’anamnesi e il colloquio, tutto ciò che si desidera venga modificato del proprio naso, quali potrebbero essere difetti respiratori, i traumi passati, le allergie, etc.. In questo modo, sia il chirurgo sia il paziente possono capire se l’obiettivo finale è comune oppure se è meglio non intervenire in quanto il risultato stimato non sarebbe pari alle aspettative. E l’intervento vero e proprio come avviene? Può avvenire in anestesia locale o generale e dura circa un’ora. Al termine vengono applicati dei piccoli tamponi nella zona interessata e una medicazione rigida esterna che viene rimossa dopo pochi giorni. Così la ripresa della vita sociale può avvenire al massimo dopo due settimane. www.andreagarelli.eu


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Concerti Domenica 25 marzo 2012, ore 11 Teatro Manzoni Milano. Abraham Inc. Funk meets Klezmer!

il Jazz del futuro legge la BiBBia Si chiama Abraham Inc. il gruppo di musicisti che mescola le pulsioni della musica afroamericana con i suoni della tradizione ebraica. Trovando così nuovi percorsi espressivi di Cristiana Vianello

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ltimo appuntamento per Aperitivo in concerto, la rassegna che ha riscaldato con la sua musica le domeniche mattine al Teatro Manzoni di Milano. A chiudere il calendario, il 25 marzo, è di scena Abraham Inc. con David Krakauer, Fred Wesley e Socalled. Il concerto prende il titolo di Funk meets Klezmer! ed è all’insegna dei ritmi e della melodia di tradizione ebraica. Il clarinettista e compositore David Krakauer è riconosciuto come uno dei maggiori interpreti al mondo della musica Klezmer,

anche se la sue composizioni e il suo orientale.Con Krakauer suonano Fred stile musicale richiamano molto le pas- Wesley al trombone e il dj SoCalled al sate frequentazioni jazz, rock e classi- sampler, fisarmonica, pianoforte, accomche. Klezmer, termine che pagnati da una formazione deriva dai vocaboli Yiddish di grande prestigio: il rapil termine kley e zemer, che insieme per C-Rayz Walz, il bassiklezmer DerIvA hanno un significato mol- DAI vocAbolI sta Jerome Harris (per lunto vicino a «strumento yIDDISh Kley e go tempo collaboratore di musicale», era l’accompa- zemer, che unITI Sonny Rollins) e il batteriInSIeme hAnno gnamento delle feste sta Michael Sarin che in Il SIgnIfIcATo DI nuziali e di altre celebra- STrumenTo passato ha suonato con zioni negli shtetl, i villaggi muSIcAle Dave Douglas, Thomas rurali ebraici dell’Europa Chapin, Ben Allison.

In alto, il clarinettista americano David Krakauer, 55 anni, tra i più famosi esponenti della fusione tra jazz e musica klezmer.

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Musica

LFI / SINTESI

Un giovane Duke Ellington (1899-1974) all’inizio della sua carriera di direttore d’orchestra, pianista e compositore.

lo swing impressionista del duca nero In cinque cd le principali tappe del percorso artistico e biografico di Ellington, dagli esordi nelle dance hall alla rielaborazione dello Schiaccianoci

vALENTINA mAzzoLI

di Andrea Milanesi

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i dice che Igor Stravinskij, non appena sbarcato per la prima volta a New York, volle essere accompagnato di corsa al Cotton Club per ascoltare quelle «magnifiche sinfonie jazz di Duke Ellington»; anche George Gershwin, compositore raffinato e particolarmente sensibile alle influenze della musica afro-americana, reputava il Duca uno degli artisti più geniali e originali del suo tempo. Ritmi sincopati, irresistibile senso dello swing, melodie sognanti e arrangiamenti quasi impressionistici sono gli elementi essenziali con cui Ellington ha marchiato a fuoco l’inconfondibile cifra stilistica delle sue opere, che hanno spopolato nelle dance hall, nei club e nei teatri di tutto il pianeta. Il sigillo di questa straordinaria e originale verve creativa è impresso in modo indelebile nei cinque cd del cofanetto The Complete Orchestral Suites 1931-1960 (United Archives / Jupiter), un lungo viaggio alla scoperta della dimensione più sinfonica del musicista di Washington, che prende avvio con la Creole Rhapsody del 1931 e si conclude con la Nutcracker Suite del 1960 (una selezione di brani rielaborati dal balletto Lo schiaccianoci di Ciaikovskij); all’interno, in ordine rigorosamente cronologico, tutte le tappe di un glorioso cammino (dalla Perfume alla Liberian Suite, passando per la variopinta Black, Brown and Beige), raccontate attraverso un prezioso booklet corredato di dettagliati dati discografici e accurate note storiche, per uno dei più sentiti omaggi musicali all’arte immortale di Ellington. una big band per i grandi del jazz Si apre con un doveroso tributo al maestro Ellington, ma prosegue con i capolavori senza tempo firmati Gillespie, Mulligan e Shorter, il disco Ron Carter’s Great Big Band (Sunnyside / Jupiter), in cui il contrabbassista americano mette il suo strumento al servizio del grande jazz. Orchestrale.

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Fotografie Roberto Patti

Medusa Luxury Relais & Spa è una “Dimora” dove Armonia e Felicità sono sintesi di luce, colori, profumi del luogo mescolate alla natura, creando un’ atmosfera mitica, dove sotto lo sguardo della Medusa, l’Ospite si perde.

Podere San Leonardo,15 - Santa Margherita di Pula 09010 - Cagliari Tel. +39.070.9259019 - Fax +39.070.9245449 - www.medusaluxury.it e-mail: info@medusaluxury.it - ristorante@medusaluxury.it - degustazioni@feudidellamedusa.it


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il piatto È come una tela da dipingere Pochi ingredienti, ma freschi e di ottima qualità. Tanta creatività e divertimento. La food teacher Enrica Rocca spiega come trasformare la cucina in arte di Stefania Cubello

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ucinare è una passione e una forma d’arte, un atto di creazione. Mi piace pensare alla pentola come alla tela bianca di un artista e agli ingredienti come ai colori di una tavolozza. Ma la prima regola che insegno agli appassionati che vengono da me a scoprire i segreti della cucina italiana è: pochi, pochissimi ingredienti ma di eccellente qualità». Enrica Rocca, creatrice gastronomica veneziana, le cui nobili origini di famiglia le hanno fatto guadagnare in Inghilterra, da parte del Financial Times, il titolo di cooking Contessa, è la mattatrice cinquantenne di un’affermata scuola di cucina, con sedi a Londra e Venezia, che Gourmet Magazine, la bibbia del settore, ha incluso tra le dieci migliori al mondo, frequentata da diplomatici, finanzieri, personalità del beau monde internazionale. «Cucinare, per me, significa anche saper accogliere e condividere la buona tavola con gli amici e gli ospiti, rendere felici le persone che ami», afferma Enrica Rocca. Chi ha già frequentato la sua scuola, sa che stare con lei ai fornelli è un’esperienza totalizzante, «una festa più che una lezione», come ha scritto The Independent, dove in più si viene contagiati dall’entusiasmo della sua personalità così spumeggiante e solare. Racconta di essersi appassionata alla cultura per il cibo, ma prima ancora all’arte dell’ospitalità, prestissimo, grazie a un’infanzia privilegiata, influenzata dal clima gioioso e conviviale che si creava in casa con i ricevimenti di famiglia che il padre amava

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organizzare quasi ogni giorno, per decine di amici e ospiti bon vivant da tutto il mondo. «In fondo è proprio questo lo spirito con cui si cucina, per il gusto della convivialità. Dopo gli studi superiori ho approfondito la mia vocazione alla scuola manageriale alberghiera di Losanna. Ma è in Sudafrica, a Cape Town dove ho vissuto per 11 anni, che ho trasformato la passione per la tavola in professione». A incoraggiarla è stata Marcella Hazan, figura leggendaria, una delle più autorevoli autrici di cucina italiana in lingua inglese, che ha avuto la fortuna di

a tavola sui tetti di milano Da quando, a dicembre, The Cube è atterrato sul tetto del Palazzo delle Generali, tra la Galleria Vittorio Emanuele e La Rinascente, a Milano il gusto ha raggiunto vette vertiginose. Il temporary restaurant, creato da Electrolux, propone soprattutto un’esperienza di altissima cucina, complice una squadra di nove chef italiani stellati Michelin, membri della prestigiosa associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, che si alterneranno nel deliziare gli ospiti: 18 in tutto, serviti intorno a un unico tavolo a scomparsa, e accolti in uno spazio di 140 mq. The Cube resterà sul cielo di Milano fino al 26 aprile, poi la struttura in vetro e alluminio tagliata al laser verrà smontata e riproposta, a Londra e Stoccolma. La prenotazione è necessaria e si effettua on-line sul sito www.electrolux.it/cube.

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Gastronomia

La food teacher Enrica Rocca ai suoi corsi. Qui accanto, al lavoro in cucina, e, più a sinistra, al mercato, mentre sceglie i prodotti.

conoscere, a Cape Town. «È così che sono finita col trasformare casa mia in un laboratorio del gusto, e ad aprire due ristoranti. L’avventura è poi continuata quando sono tornata in Europa, prima con la cooking school che ho aperto nella mia casaatelier di Londra, a Notting Hill, poi nella mia città, a Venezia, nel palazzo di famiglia, nel sestiere di Dorsoduro». Il successo della scuola di Enrica Rocca sta nell’offrire corsi lontani dai soliti schemi. Nella sua cucina si impara a sperimentare con il cuore, a conoscere e combinare gli ingredienti tra loro dopo un’accurata selezione. Per questo, i corsi iniziano al mattino presto, con il giro della spesa ai mercati di Borough e di Portobello, le mecche gourmet londinesi, e, a Venezia, al mercato di Rialto. Sotto la sua guida, si scopre sul campo come riconoscere la freschezza dei cibi e i banchi migliori. «A tutti insegno a conoscere, amare e improvvisare con il cibo. Suggerisco di non uscire mai di casa con la lista della spesa o una precisa ricetta, ma di lasciarsi guidare dalla scoperta. Per realizzare un buon piatto bastano pochi ingredienti ma di ottima qualità, dal pesce alla carne alla verdura, secondo i gusti. Nella mia cucina non mancano però mai pomodori freschi e ben maturi, basilico, olio extra-vergine e buon sale; amo anche erbe aromatiche come aneto e mentuccia». Dopo Londra e Venezia e Cape Town, Enrica Rocca sogna di portare la sua cucina in Asia. «Un continente che amo per la sua cultura. Ma sto anche studiando il lancio della mia linea di prodotti gastronomici, per fare arrivare in tutto il mondo la mia passione per il buon cibo».

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BAGNA CAUDA BATTE SUSHI

Non ha venduto frigoriferi in Groenlandia né termosifoni nel Sahara, ma la sua ultima performance commerciale non è da meno: nel 2011 ha smerciato in Giappone 200mila barattoli di bagna cauda, la salsa a base d’acciughe, aglio e olio d’oliva che in Italia invece non è mai riuscita ad affermarsi fuori dal Piemonte. Per riuscire in imprese come queste ci vuole fede. E Roberto Santopietro, creatore del Mongetto, piccola ma attivissima azienda di Vignale Monferrato, non ha mai dubitato che fosse possibile esportare la bagna cauda, e insieme a essa i sapori e la cultura della regione. Effettivamente, la bagna cauda è una ghiottoneria di insolite caratteristiche. Mantenendola calda sul fornelletto acceso vi si intingono tutte le verdure di stagione, dal cardo gobbo al topinambur, accompagnandola con pane e qualche sorso di vino rosso giovane: impensabile consumarla in solitudine, per sua natura è un piatto conviviale, socializzante, che si apprezza esclusivamente con una bella tavolata di parenti e amici. L’idea vincente arrivò dopo aver partecipato, a Pechino, a una manifestazione patrocinata da Gianni Agnelli e sponsorizzata dalla Regione Piemonte: tornando al proprio stand, lasciato per qualche ora in mano al personale cinese come era stato chiesto dagli organizzatori, ebbe la sorpresa di trovare i visitatori in fila per assaggiare proprio la bagna cauda. «I consumatori nipponici», spiega, «hanno confermato che in Oriente il sapore agliaceo è molto apprezzato, ma utilizzano la salsa in piccolissime dosi per aromatizzare i loro piatti. L’importatrice che ho a Tokyo, di fronte alla mia sorpresa, mi ha detto: ma voi non fate lo stesso con il tartufo? Neanche voi lo mangiate a tozzi, lo usate in sottilissime lamelle. Infatti i giapponesi comprano la bagna cauda esclusivamente a 40 grammi per volta, ma il numero dei barattolini che distribuisce la nostra importatrice è cresciuto di anno in anno in misura esponenziale». È dal 1981 che Roberto Santopietro, tradendo le speranze del padre che lo voleva avvocato, produce squisitezze con il fratello Carlo. Da subito, insieme con il Grignolino e il Barbera ricavati dai 16 ettari di vigneto, l’azienda esordì sul mercato con le confetture, la frutta sciroppata al naturale e la mostarda d’uva, da accompagnare al bollito misto. Poi sono venuti lo scalogno sott’olio, i peperoni alla contadina e in agrodolce, la ratatuia, i sughi di verdure, di carne, di funghi porcini, di pomodoro. «La tecnica della preparazione e delle cotture l’avevo imparata nella cucina del ristorante», racconta, «ma le ricette le ho trovate nei quaderni neri bordati di rosso della nonna materna. C’erano le quantità e le proporzioni giuste: aveva dieci figli, nonna Palmira, e faceva conserve e marmellate in quantità industriale». (Cesare Pillon)

OLYCOM

Cooking School Enrica Rocca Via San Domenico 568/A, Fondamenta delle Zattere (sestiere Dorsoduro), Venezia; Flat 1, 227 Ladbroke Grove, Londra; www.enricarocca.com

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riccardo del conte (2)

Francesco Molinari (qui sopra, e a fianco mentre gioca sul campo del Circolo Golf Torino), torinese, 30 anni, è uno dei protagonisti del successo del golf italiano con il fratello Edoardo e con il giovane Matteo Manassero.

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SPECIALE goLf

il GOLF va in Buca con il MadE in iTaly I campi più spettacolari, i percorsi più duri, ma anche i ristoranti migliori e le club house più belle. Tutto il meglio dei green nazionali, tra tecnica e piacere di vivere Testo di Enrico Maria corno

n

on c’è sport in Italia che negli ultimi anni abbia avuto una crescita così sensibile come il golf, sia nel numero dei praticanti che nei risultati agonistici a livello mondiale. L’obiettivo della federazione di presentare il golf non più solo come sport d’élite è stato quasi raggiunto e ha moltiplicato il numero di praticanti. Il resto lo hanno fatto le vittorie dei due fratelli Molinari, Edoardo e Francesco, nei circuiti più importanti, e l’esplosione della nouvelle vague italiana: Matteo Manassero, in primis, ma anche Lorenzo Gagli. In attesa che cominci a pieno titolo la stagione dei circoli e dei

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speciale golf cinque green dove è già estate Nell’attesa che la catena di alberghi di lusso Beachcomber apra all’inizio del 2013 i due attesi percorsi, nel Nord dell’Isola di Mauritius e vicino al nuovo resort di Marrakech, la primavera del golfista che non si rassegna al freddo punta verso nuove destinazioni all’estero. Chi è stanco del Club Med di Agadir, meta consueta degli italiani alla ricerca di temperature gradevoli, può provare le 18 buche del Cascade Golf & Country Club a Soma Bay, sul Mar Rosso egiziano, un percorso relativamente giovane e impegnativo e a costi contenuti, vicino al Kempinski Hotel (www.thecascades.com). Nuovo è il pacchetto «Play as much as you want» del Marbella Club Hotel Golf & Resort in Costa del Sol: a 170 euro al giorno si acquista il soggiorno nella lussuosa residenza disegnata dal principe Von Hohenlohe, green fee illimitati e champagne buffet breakfast (www.marbellaclub). La nuova destinazione più vicina può essere la Provence Verte, nell’entroterra della Costa Azzurra: il Barbaroux a Brignoles è un 18 buche di livello internazionale ancora poco frequentato dalla clientela italiana, pur essendo a pochi chilometri da Ventimiglia. E ora è collegato con voli low cost nel weekend da Milano (www.barbaroux.com). Chi vuole però provare le grandi novità del mondo del golf deve per forza guardare a oriente: la meta di riferimento è Dubai dove gli sceicchi stanno sfornando nuovi campi a getto continuo. Da un paio d’anni gli Emirati Arabi sono un punto di riferimento durante la brutta stagione europea: al The Els Club Dubai stanno ancora terminando i lavori della immensa club house, ma le 18 buche, molto tecniche e impegnative, sono già accessibili (www.elsclubdubai.com). Nell’Estremo Oriente invece, i cinesi non hanno mezze misure nemmeno quando si parla di golf: nell’Isola di Hainan, la più grande del paese, di fronte a Macao e quindi con temperature tropicali, sono appena stati realizzati dieci campi da golf (e altri 23 sono in fase di ultimazione) che faranno di Hainan il fulcro del movimento asiatico. Il più noto tra quelli appena aperti è il Blackstone dove, alla fine dello scorso novembre, si è già tenuto il primo torneo del Pro Tour (www.missionhillschina.com).

tornei per amatori, Class ha redatto una lista dei migliori golf club italiani. Per tutti i lettori che amano lo sport più verde del mondo.

il campo piÙ Bello

Va da sé che la valutazione, fatta in base alla complessità e alla varietà del percorso, alla sua manutenzione, all’equilibrio del disegno insieme alla suggestione degli scenari di cui si può godere dal campo, è assolutamente soggettiva. Detto questo, è altrettanto vero che l’opinione comune converge su pochi nomi, molti dei quali, per una questione di tradizione, di morfologia del territorio e di spazi, sono in Piemonte e, in particolare, nel Torinese, a Fiano, all’interno del Parco della Mandria. Uno è il Circolo Golf Torino - La Mandria (www.circologolftorino.it), un circolo all’inglese con due campi da 18 buche ciascuno: il percorso blu, disegnato nel 1924, è il più quotato e quello frequentato dai fratelli Molinari, che ne hanno fatto la propria casa. Ha una rigida esclusività dovuta a stretti vincoli e parametri che rendono complesso l’accesso al circolo in qualità di socio. Anche il vicino Royal Park I Roveri (www.royalparkgolf.it), sempre all’interno della riserva di caccia dei re sabaudi alle spalle della reggia di Venaria Reale, ha due percorsi da 18 buche: la 17ª, sul campo disegnato dall’architetto Robert Trent Jones sr, è considerata la buca più bella d’Italia ed è la preferita dal campioncino Matteo Manassero, che qui si allena molto spesso. Il prossimo settembre il circolo ospiterà gli Open d’Italia. Non vanno dimenticate Le Betulle (www.golfclubbiella.it), a Biella, un percorso estremamente tecnico (è un par 73 lungo 6.427 metri) molto rispettato dai giocatori. Negli anni 60 si era guadagnato la definizione di «campo da golf più bello d’Europa fuori dalle isole britanniche», in virtù del disegno su un terreno piuttosto ondulato con pendenze e una folta vegetazione. In quanto a qualità del campo, note di merito vanno assegnate al Golf Club Castelconturbia, in provincia di Novara, e a quello di Villa d’Este, vicino a Como.

il percorso piÙ difficile

Tutti gli esperti interpellati da Class a riguardo hanno nominato all’unanimità al primo posto il Golf Nazionale (www.golflequerce.it),

il campione si vede dal look Nell’attrezzatura del golf c’è tanta ricerca quanta nei motori di Formula uno: materiali e inclinazioni dei bastoni possono fare la differenza. E l’abbigliamento su un campo da golf è quanto di più personale (e colorato) ci sia nello sport

scarpa nike lunar control Pelle waterproof, sistemi per supporto, stabilizzazione e ammortizzazione del piede (199 euro).

driver titleist 910 d2 Il modello D2 può variare il proprio settaggio tra ben 16 posizioni diverse (399 euro).

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VERdURA GOLF & SPA RESORt. Uno degli spettacolari green del circolo alle porte di Sciacca (Ag), che vanta due percorsi da 18 buche ciascuno.

a Sutri, sulla Cassia, a nord di Roma. Le Querce, nome con cui il campo è ancora noto, è la sede dove si svolgono i corsi della Federazione italiana. È un percorso con numerosissime trappole e ostacoli d’acqua che non perdonano. La buca 4 è probabilmente la più difficile (e di certo la più dura d’Italia nei giorni di vento), un par 4 molto lungo con un ostacolo iniziale e un green difeso da una grossa quercia e due bunker. Secondo solo al Nazionale per difficoltà è il Bogogno Bonora (www.golfbogogno.com), vicino a Novara.

IL MIGLIOR NUOVO CAMPO

Anche in questo caso, tutti concordi nel nominare il Verdura Golf & Spa Resort (www.verduraresort.it), il più qualificato tra i nuovi circoli aperti recentemente in Sicilia. Voluto da sir Rocco Forte, ha due percorsi, East e West. Il primo ha frequenti cambi di direzione, mentre il secondo è più lineare, interrotto solo nelle quattro buche finali quando si interseca tra la parte centrale del resort e il mare. Entrambi hanno piena vista sul mare con olivi, ostacoli di sabbia e la brezza marina a influenzare i colpi.

LA CLUB HOUSE PIù ACCOGLIENtE

La rivista Il Mondo del Golf ha premiato come migliore d’Italia quella del Golf Chervò San Vigilio di Pozzolengo (www.chervogolfsanvigilio.it), a pochi minuti da Sirmione (Bs): qui un lungo viale alberato porta a una villa con una grande sala centrale e vista panoramica. Il percorso sul Garda ha sottratto lo scettro al Villa d’Este, nei pressi di Como. «La più caratteristica, tuttavia, è quella del Golf Club Varese (www.golfclubvarese.it) di Luvinate», sentenzia Maria Pia Gennaro, giocatrice e direttrice di Golf Today. «Sorge in un antico monastero del XII secolo. I recenti lavori di restauro ne hanno fatto un ambiente unico». La biblioteca del Golf Club Menaggio & Cadenabbia (www.menaggio.it), sul Lago di Como, è frequentata anche da George Clooney e considerata tra le più ricche al mondo, mentre la piscina accanto a quella del Golf Ugolino (www. golfugolino.it), nei dintorni di Firenze, è monumento nazionale.

IL GOLF REStAURANt PIù SAPORItO

«Il numero uno non può che essere quello del Golf Club La Mon-

SACCA PING HOOFER 2012 Uno dei modelli più classici e di successo di Ping si rinnova (209 euro).

PUttER MIZUNO KRAKAtOA LINE 90 Faccia del bastone modello Mallet e linee colorate per rendere facile allineamento e swing (99 euro).

CARRELLO IQ BIG MAX Carrello ultra compatto, meccanismo di facile apertura, pesa 6,5 kg (275 euro).


SPECIALE goLf uN dRIvE PERSoNALIZZAto Mazze da golf personalizzate con immagini e loghi richiesti da circoli esclusivi, privati, imprese, associazioni, una rete commerciale nei negozi e nei siti internet per i golfisti più esperti (www.golfus.it e www.golfitaliano.it), l’ambizione di diventare una realtà europea con una diffusione di vendita capillare. E, ora, perfino la possibilità di interagire da dove ci si trova con il configuratore web per disegnare dal proprio computer i colori e le immagini da applicare a legni, drive, rescue, ibridi e putter. Tutto questo si chiama Ucustom (www.ucustom.eu), l’azienda fondata a giugno del 2011 da due giovani neolaureati in economia. Andrea Marini, milanese, e Matteo Scaglia, torinese, non sono dunque né «sfigati» né «bamboccioni»: hanno 26 anni e vantano anche un master in management a Parigi e a Londra. La sede della società è a Torino, una delle città più importanti per gli appassionati di golf. E, forse anche per questo, durante le celebrazioni per il 150° anniversario della nascita della Repubblica, dalla ex capitale cavouriana d’Italia alla Ucustom sono arrivate tante richieste di materiale golfistico personalizzato con il tricolore nazionale. Con lo stupore divertito dei due titolari che stanno conquistando piccole fette di mercato anche per la personalizzazione di attrezzatura per altre discipline sportive come lo sci e di prodotti elettronici come l’iPad e i telefoni cellulari. (Marco Gregoretti)

tecchia (www.golfmontecchia.it), vicino a Padova», afferma la pro-player Veronica Zorzi. «È nella Club House, dentro un vecchio essiccatoio di tabacco». Il ristorante, premiato con la stella Michelin, è gestito da Erminio Alajmo, per anni patron de Le Calandre, che ora il figlio Massimiliano ha portato ad avere tre stelle. La famiglia segue anche il Bar&Grill, affacciato sul campo pratica e sul Putting Green, da quest’anno illuminato anche nelle ore serali, dove gli aperitivi a base di Prosecco sono un must.

LA mIgLIoRE goLf ACAdEmy

«Quelle italiane non sono di altissimo livello», ammette la Zorzi. «La migliore, secondo me, è la Eagle Academy al Golf Club Monticello (www.eaglegolf.it). Qui il giocatore può avere un’analisi completa di tutti gli aspetti del suo gioco, dalla tecnica alla condizione

gIACCA PEAK PERfoRmANCE SoLvAy Resistente all’acqua, antivento, leggera e poco ingombrante (225 euro).

SCARPA footJoy XPS-1 56003 Nuovissimo modello della linea 2012. Stabilità e massima sicurezza su ogni tipo di fairway (249 euro).

gARdAgoLf CouNtRy CLub. Il circolo sul versante bresciano del Garda ospita uno shop, gestito da Chervò, tra i più forniti in assoluto.

fisica, dall’approccio mentale alla valutazione dell’attrezzatura». Grazie alle registrazioni video analizzate da un software, si studia lo swing e il gioco corto, si fanno test di controllo motorio e articolare e l’analisi del rotolamento della pallina attraverso una tecnologia che tiene sotto controllo 28 parametri. Da segnalare anche la Reale Golf School del Club Villa Carolina (www.golfschool.it), a Capriata d’Orba (Al), dove si tengono corsi anche per juniores e clinic invernali in Marocco, per sorprendere gli amici in primavera. La Blue Kids School (www.bluekidsgolf.com) del Castello di Tolcinasco Golf & Country Club, a sud di Milano, è specializzata, invece, nell’avviare al golf i bambini fin dalla più tenera età.

IL NEgoZIo PRo-SHoP PIù foRNIto

Il pro-shop del Gardagolf Country Club (www.gardagolf.it), a Soiano del Lago (Bs), gestito da Chervò, è ampio, elegante e fornito. Tra quelli gestiti da Golf’ Us, il migliore forse è il pro-shop del Golf Club Pevero (www.golfclubpevero.com) di Porto Cervo (Ot).

IL mIgLIoR toRNEo PRo-Am

Il Pro-Am Vialli e Mauro Golf Cup (www.fondazionevialliemauro.com) è il più importante torneo a squadre nel quale un giocatore professionista gioca in coppia con un dilettante in una gara dallo scopo benefico per la ricerca contro il cancro e la Sla.

PANtALoNI CoLmAR mu 521 Un grande classico a quadretti, vistosi e comodi quanto basta (circa 100 euro).

oCCHIALI AdIdAS AdIvIStA 22 grammi di peso. Le nuove lenti Golf Mirror attenuano i cambiamenti di luce intensificando i contrasti (da 157 euro).


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Il diploma in 4 anni e un’esperienza indimenticabile in un ambiente protetto e molto esclusivo

STUDIARE IN SVIZZERA L’INIZIO DI UNA CARRIERA INTERNAZIONALE “I

mparare a vivere è lo scopo finale di ogni processo educativo”. In questa frase di Heinrich Pestalozzi si concentra la filosofia didattica dell’Institut auf dem Rosenberg, l’unico Collegio Internazionale in Europa con una scuola riconosciuta dallo Stato Italiano. A San Gallo, nel cuore della Svizzera, tra le Alpi e il lago di Costanza, l’Istituto, fondato nel lontano 1889, mette a disposizione dei giovani un ambiente immerso nella natura, tranquillo e capace di stimolare la concentrazione e lo studio, oltre a garantire un’equilibrata offerta di sport e tempo libero. Gli allievi, che provengono da circa 40 Paesi diversi, sono chiamati ad interagire in un contesto multiculturale e ad un uso quotidiano e intensivo delle lingue straniere. Sezione Italiana La Sezione Italiana è una scuola paritaria, riconosciuta dallo Stato italiano. I titoli, conseguiti in quattro anni, sono del tutto equivalenti a quelli quinquennali conseguiti in Italia e permettono l’immatricolazione alle università italiane, europee e svizzere. Le piccole classi del liceo linguistico

e del liceo scientifico consentono un insegnamento personalizzato in un clima disteso e familiare. L’ambiente inter nazionale del Collegio of fre, inoltre, la possibilità di praticare quotidianamente le principali lingue straniere. Sezione Internazionale Pre parazione alle Univer sità statunitensi, SAT, TOEFL,ACT, AP. Formazione scolastica britannica per l’accesso alle Università del Regno Unito ESLProgram. Sezione Tedesca Maturità tedesca (Abitur). Sezione Svizzera Dalla scuola elementare al Ginnasio. Maturità Svizzera. Programmi speciali In aggiunta alle ore curriculari, gli allievi di tutte le sezioni hanno la possibilità di frequentare corsi per il conseguimento dei più importanti diplomi di lingue. Corsi estivi in Svizzera e Austria Per bambini e ragazzi fra 6 e 20 anni.

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N

on è solo una questione di gameti. La difficoltà a ottenere una gravidanza spesso è legata a tante ragioni, fisiche e psicologiche. Indagare tutti i possibili ostacoli è il miglior modo per affrontare la questione e costruire un progetto. “Da noi le coppie vengono accolte e aiutate per prima cosa a capire i loro problemi di infertilità e solo dopo a essere curate e sostenute nel percorso terapeutico più adeguato” spiega la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa specializzata in riproduzione assistita e responsabile del Nike Medical Cen-

Un inquadramento multidisciplinare dunque? Sì, le figure di supporto, infatti, sono tante nel nostro centro. Sono presenti l’endocrinologo, l’andrologo, il gastroenterologo. E ancora lo psicologo, l’urologo, il nutrizionista, il poliabortivista. E per le tecniche di laboratorio, ci avvaliamo della competenza dei migliori embriologi dell’attuale panorama scientifico. Come è possibile oggi, in questo settore, integrare la tecnologia? La tecnologia dà migliori risultati se trova le condizioni migliori per intervenire. E queste si ottengono solo con un lavoro di analisi complesso. Che preveda, per esempio, una verifica del corretto funzionamento ormonale, come quello relativo alla tiroide, di eventuali problemi di tipo meccanico, come l’ostruzione delle tube, e persino di problemi che appartengono alla sfera dell’alimentazione. Proprio su questo tema, stiamo organizzando un convegno a Roma il 16 marzo. Il titolo è “La fertilità e i disturbi alimentari”: si parlerà per la prima volta in maniera approfondita di dismetabolismi, celiachia, obesità e altri disturbi dell’alimentazione che possono influenzare la fertilità. Eseguite tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita? Sì, siamo un centro di eccellenza della cosiddetta Pma e offriamo molti servizi a supporto, dallo studio della poliabortività alle analisi endocrinologiche. Ma iniziamo sempre da terapie non invasive: vogliamo soprattutto limitare l’esposizione delle coppie alle fatiche, fisiche ed emotive, della riproduzione assistita. Quindi, all’inizio, sono previsti semplici monitoraggi dell’ovulazione, ecografie e rapporti sessuali mirati. Sulla base dei risultati ottenuti viene poi stabilito il migliore percorso terapeutico.

ter di Roma, una struttura dedicata alla cura dell’infertilità. “Qui le coppie hanno a disposizione un’ampia scelta di metodiche specialistiche. E figure professionali che sono state selezionate anche per le loro attitudini nel relazionarsi positivamente con i pazienti. Così, siamo in grado di supportare la coppia non solo sul piano terapeutico, ma anche su quello psicologico per tutto il periodo del trattamento”.

Nike Medical Center Piazzale Metronio, 1 - 00183, Roma Tel. 06 70450143 www.nikemedicalcenter.it


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capelli più forti in un gesto I capelli sono un punto di forza indubbio del fascino maschile. Ma, dal momento che, per fattori genetici, si rischia di perderli con il tempo, è bene prevenire l’alopecia con una prevenzione accurata. Il primo e più semplice gesto per combattere la caduta è la detersione. Per una chioma forte e vigorosa dall’esperienza tricologica Giuliani nasce il nuovo Bioscalin® Intensiv Shampoo Energizzante con p-Fulvine®, l’innovativa molecola multi-azione che aiuta a proteggere la funzionalità del bulbo, riducendo gli stati microinfiammatori a livello del follicolo. Speciale per gli uomini di ogni età con capelli deboli e diradati, questo shampoo, grazie a un

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lusso in cascina Un frammento sospeso di tranquillità accanto al Castello Visconteo Le Rogge di Cusago. Questo è il Mulino Grande di Cusago, oggi trasformato in un eco-design hotel quattro stelle di 21 camere e suite, pensato come uno spazio di dialogo tra passato e presente. Realizzato dallo studio di architettura Tesei di Milano, la struttura ha mantenuto inalterate le sue origini, alle quali è stata aggiunta un’innova-

tiva componente tecnologica. Il risultato è un colpo d’occhio sorprendente: anche le camere, tutte con accessi individuali dall’esterno, mescolano materiali antichi con acciaio Corten e velluti rigati caldi e rigorosi. A completare il tutto, il Ristorante Il Magiono, che propone specialità regionali, e la Spa, con la possibilità di trattamenti personalizzati. Info: www.hotelmulinogrande.it

le foto di class Foto Jay L. Clendenin / Los Angeles Times / Contour by GettyImages (copertina). L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. È ovviamente a piena disposizione per l’assolvimento di quanto occorra nei loro confronti.

a cura di


class@class.it Direttore ed Editore Paolo Panerai (02.58219209) Vicedirettore Antonio Orlando (02.58219783) Caporedattore Giorgio Angeletti (02.58219376) Redazione Raffaella Beltrami (02.58219717); Mariateresa Cerretelli (photo editor, 02.58219252); Roberto Copello (caposervizio, 02.58219211); Emanuele Elli (02.58219804); Andrea Fiano (New York); Cecilia Gargioni (02.58219264); Cristina Lantone (02.58219353)

@ L’indirizzo e-mail dei redattori si ottiene con l’iniziale del nome seguita dal cognome e da @class.it

Segreteria di Redazione Stefania Bianchi (02.58219208) U.O.R. Redazione Multimedia Giada Barbarani (02.58219330); Laura Pizzardello (02.58219364); Samantha Primati (02.58219489); Lorenzo Sesini (02.58219768) Hanno collaborato a questo numero Tommaso Basilio, Maurizio Bossi, Chiara Cantoni, Andrea Conti (revisore), Enrico Maria Corno, Elena Correggia, Emily Stefania Coscione, Stefania Cubello, Daniela De Vecchis, Gianluigi di Napoli, Francesco Elli, Marco Gregoretti, Paco Guarnaccia, Lorenzo Marini, Gianmario Marras, Monica Martini, Andrea Milanesi, Cesare Pillon, Patricia Schultz, Stefano Spinetta, Cristiana Vianello Group Publisher Marina Lemessi Gestione Editoriale Carlo Parpinelli

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LE NUOVE PROTESI PER ANCA E GINOCCHIO Materiali che si integrano rapidamente, forme più anatomiche e interventi poco invasivi: un esperto ci spiega come anca e ginocchio tornano nuovi

O

gni anno in Italia vengono eseguiti 180.000 nuovi impianti di protesizzazione dell’anca o del ginocchio. “Oggi la tecnologia mette a disposizione ottime soluzioni” spiega Mario Tartarone, specialista in ortopedia e traumatologia. “Le protesi attuali sono realizzate in titanio e tantalio, materiali che consentono una rapida integrazione della protesi con l’osso. Anche struttura e design sono cambiati: i materiali ceramici e i polietileni altamente reticolati consentono uno scorrimento ottimale garantendo minor usura e maggiore durata. Le forme sono sempre più simili a quelle naturali e si sta cominciando a provare l’utilizzo di protesi su misura costruite in base alla morfologia del ginocchio del paziente”. Grazie allo sviluppo tecnologico (per esempio il navigatore che

consente di controllare e verificare intra-operatoriamente il posizionamento della protesi) accompagnato naturalmente da un’équipe specializzata nelle fasi pre-operatorie, intra-operatorie e postoperatorie, le tecniche di intervento sono diventate mini-invasive: piccola apertura, poco dolore, minima perdita di sangue, risparmio di tessuto osseo, immediata ripresa del movimento e ridotto bisogno fisioterapia. E quando la protesi fallisce, oggi è possibile revisionarla o sostituirla in maniera semplice e veloce. Un capitolo tutto nuovo è quello delle protesi di rivestimento. “Consentono di ricoprire solo una piccola parte dell’articolazione quando il danno è molto localizzato” spiega l’esperto. “Così si rispetta l’articolazione originaria e si evita che il danno iniziale, ampliandosi nel tempo, porti alla necessità di ricorrere a una protesi totale”. Mario Tartarone Clinica Paideia: Via V. Tiberio, 46 - Roma - Tel. 06 330941 Studio Medica Montesanto: Via Monte Santo, 52 - Roma Tel. 06 37515409 - mtartarone@libero.it

LA FORMULA PER PERDERE PESO? DIETA DEL SONDINO PIÙ MICRO-LIPOSUZIONE Ecco l’abbinamento vincente per dire addio ai chili di troppo e rimodellare il proprio corpo in modo sano

U

n sondino di appena 2 millimetri che va dal naso allo stomaco portando una speciale soluzione proteica: è la nuova terapia per perdere chili. “Una tecnica di alimentazione artificiale che evita di perdere quota muscolare” spiega Stefano Veneroso, medico e chirurgo estetico a Roma. “Una metodica sicura, senza rischi, che non richiede ricovero né riposo a casa e consente una normale attività sociale e lavorativa durante il trattamento che in genere dura dieci giorni”. Come viene posizionato il sondino? È semplice: si beve un bicchiere d’acqua mentre il sondino scivola nel naso delicatamente. È molto morbido, non provoca alcun disagio, quasi non si avverte. Quanti chili si perdono per ogni ciclo di terapia? In genere il 10% del proprio

peso in 10 giorni di terapia. Dopo aver rimosso il sondino si procede con una dieta di mantenimento di due settimane. E, se è necessario, dopo un mese si può ripetere il trattamento. Si possono abbinare altri trattamenti chirurgico-estetici? Molti decidono di effettuare un intervento chirurgico di micro liposuzione, per eliminare in maniera definitiva quelle adiposità localizzate alle quali prima del dimagramento non facevano tanto caso. Come viene effettuata la micro-liposcultura? In regime di day-hospital, in anestesia locale con sedazione, attraverso micro cannule e quindi micro incisioni che riducono al minimo il traumatismo locale. Così, nel giro di pochi giorni, si possono riprendere le normali attività lavorative.

Stefano Veneroso Specialista in Chirurgia Generale Casa di Cura Sanatrix Via di Trasone 61, Roma Tel. 06 86321981 - 339 6604084 www.stefanoveneroso.it


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Uomini di stile: luigi nusco

L’abito È un bigLietto da visita Amministratore delegato Nusco Spa. Nato a San Paolo Bel Sito (Na), 33 anni, dopo gli studi in economia, nel 2003 ha raccolto l’eredità paterna entrando nell’azienda, che produce porte e infissi, e ha puntato da subito alla ricerca e allo sviluppo dell’attività e del mercato. Tra gli obiettivi raggiunti, l’apertura recente dello showroom milanese, il progetto franchising e gli accordi di licensing con Swarovski per la realizzazione della linea Diamonds. «È un piacere curare la propria eleganza. Un modo per esprimere la mia personalità e nello stesso tempo una forma di rispetto nei confronti degli altri».

Foto di Narciso Miatto

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capelli «Mi affido da sempre al parrucchiere Martorelli di Napoli e, da poco tempo, ho adottato questo nuovo taglio».

camicia Modelli solo di sartoria su misura. Bianca o celeste, ma solo tinta unita. Preferisce il colletto alla francese. www.camiceriapiccolo.com

cravatta Possiede una collezione di cravatte di E. Marinella e, quando acquista, sceglie i modelli più classici. www.marinellanapoli.com

hobby «Il mare serve a compensare tutto il tempo trascorso alla scrivania e amo spaziare con la mia barca intorno alle belle isole del Golfo di Napoli».

orologio Ha una vera passione per Rolex e tutta la gamma di modelli della maison svizzera. Indossa un Explorer in acciaio. www.rolex.com

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abito In vicuña, in un tono del blu tendente al grigio. Giovanni Volpe, il suo sarto napoletano, è l’artefice dei suoi vestiti sempre con giacca monopetto, e spalle più importanti.

Class marzo 2012


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ALL’HOTEL ALMENARA PER GIOCARE A GOLF SULLA COSTA DEL SOL

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Lo spirito del viaggio è racchiuso in un flacone speciale. Si chiama Hommage à l’homme ed è la nuova eau de toilette maschile di Lalique che, con questa fragranza dagli accenti classici, ha voluto celebrare l’allure virile, arricchendolo di accordi floreali inusitati. La violetta e il pepe nero, in particolare, donano carattere al profumo, lasciando il passo ai legni orientali, che aggiungono sensualità al bouquet. Mentre il flacone in vetro è espressione di un’eleganza rigorosa e geometrica. Info. 87 euro (100 ml), www.lalique-parfums.it

Perfetto per i manager sempre in giro per la città con lo scooter o in bicicletta, lo zaino di Tavecchi in tessuto tecnico con inserti in pelle ed eleganti dettagli in nickel si può facilmente trasformare in shopping bag. Quando, infatti, le bretelle non servono più, si possono nascondere in una pratica tasca posteriore, in modo da utilizzare solo la borsa. Praticità ed eleganza si fondono, dunque, in una borsa funzionale, che può essere usata anche sotto la pioggia battente. Info. 159 euro, www.tavecchi.it

È solida, slanciata nella forma, e con il suo bagliore argenteo spicca come un’originale scultura al centro della tavola. Tancredi, la brocca firmata Vhernier De Vecchi Design, è realizzata in silverplate; è costruita con un comodo doppio beccuccio e misura 25 cm di altezza. Oggetto di pregio, frutto del sapere artigianale, ricchezza della tradizione italiana, nello stesso tempo, interpreta la nuova estetica contemporanea e la continua innovazione dell’arte della convivialità più esclusiva. Info. 750 euro, www.devecchi.com


Le nove sceLte di cLass Marzo

LA BOTTIGLIA RISERVA bISol

GLI OcchIALI poRSchE dESIgn p’8478

I pAnTALOnI pt pAntAlonI toRIno IRo

LA fOTOcAmerA nIkon d800

IL cd EmpoRIo ARmAnI cAffè 6

IL TeLefOnO ceLLuLAre conStEllAtIon QuESt fERRARI

IL prOfumO lAlIQuE hommAgE à l’hommE

LO zAInO tAVEcchI

LA cArAffA VhERnIER tAncREdI


MILANO - ROMA - FIRENZE

www.sartoriarossi.it


Class 311 - Marzo 2012  

marzo 2012

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