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CJOSUL

SETTEMBRE 2018 N.18

mensile friulano di informazione sportiva

BASKET A2

LA SITUAZIONE IN CASA APU E DELSER

Flag football LEONI BASILIANO INARRESTABILI

AS NEVER BEFORE

A Lignano i Mondiali di powerchair hockey!

LIBERTAS MARTIGNACCO Intervista a coach Gazzotti


CJOSUL Par furlan, cjosul e je chê peraule che si dopre cuant che ti mancjin lis peraulis.

Alberto Zanotto alberto.zanotto@cjosul.it Alessandro Poli alessandro.poli@cjosul.it Cristian Trevisan cristian.trevisan@cjosul.it Enrico Arcolin enrico.arcolin@cjosul.it Francesco Paissan francesco.paissan@cjosul.it Gianmaria Monticelli gianmaria.monticelli@cjosul.it Marco Michielis marco.michielis@cjosul.it Marzio Paggiaro marziopaggiaro@gmail.com Mattia Meroi mattia.meroi@cjosul.it Michela Trotta michela.trotta95@gmail.com Simone Narduzzi simone.narduzzi@cjosul.it Tommaso Montanari tommaso.montanari@cjosul.it Tommaso Nin tommaso.nin@cjosul.it Valentino Riva valentino.riva@cjosul.it Graphic design Veronica Duriavig veronica.duriavig@gmail.com www.veronicaduriavig.it Copyright titolare dei diritti 2018

Un attrezzo, una pietanza, un pennarello oppure un libro. Cjosul è quel termine che in friulano può assumere diverse connotazioni a seconda della situazione in cui esso viene impiegato. Nel nostro caso, Cjosul è una rivista, una rivista digitale a cadenza mensile che si propone di raccontare lo sport dagli occhi di chi lo vive in prima persona e in tutte le sue sfaccettature: calcio, basket, cinema o fumetti. Ogni aspetto della nostra vita può essere toccato dallo sport che amiamo. Ogni aspetto della nostra vita può diventare Cjosul. La redazione di Cjosul è composta in gran parte da studenti che vogliono avvicinarsi al mondo del giornalismo sportivo e lo vogliono fare all’interno di un ambiente giovane, in cui ogni proposta è accolta con entusiasmo. Rodato o ancora acerbo, ogni aspirante giornalista è il benvenuto in Cjosul. Il nostro obiettivo? Una crescita del gruppo che comporti inevitabilmente la maturazione professionale di ogni singolo partecipante.


SOMMARIO

settembre 2018 CJOSUL

fischio d’inizio

UNA ZEBRA A POIS 04 PICCOLI PROGRESSI?

17 INIZIA LA STAGIONE IN CASA APU E DELSER

di Mattia Meroi

IL RAMARRO RAMPANTE 06

SERIE C: QUIETE DOPO LA TEMPESTA? di Alessandro Poli

VESTIRE LA PASSIONE

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SOLO COTONE 14

LA GSA È PRONTA A STUPIRE: PRECAMPIONATO DI ALTO LIVELLO di Gianmaria Monticelli

LINEA VERDE LIBERTAS: ECCO IL NUOVO ROSTER TARGATO DELSER

24 A TUTTO VOLLEY

di Simone Narduzzi

26 SPORT FVG

IL MONDIALE DELLA PORTA ACCANTO

di Francesco Paissan

di Tommaso Nin

di Valentino Riva

SALE L’A-TTESA, COACH GAZZOTTI: “SIAMO PREPARATI”

FOCUS SERIE A 08

PURGATORIO ITALIA

PAROLA AI PREPARATORI ATLETICI!

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di Michela Trotta

Inizia la stagione in casa Apu e Delser Parola ai preparatori atletici!

di Simone Narduzzi

30 EVERY BADASS SUNDAY

LA MARCIA DEI LEONI CONTINUA di Marzio Paggiaro

32 RICORRENZE SPORTIVE

AL GENOA SCRIVEREI UNA CANZONE D’AMORE: UN CLUB E LA SUA TRADIZIONE di Marco Michielis


PICCOLI PROGRESSI? UNA ZEBRA A POIS

Le idee di mister Velazquez non sono ancora tradotte appieno sul campo dalla

Mattia Meroi

mattia.meroi@cjosul.it CJOSUL | SE T TEMBRE 2018

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piccoli passi. Ci si muove, si intravede un tentativo di fare qualcosa di diverso, di proporre una nuova filosofia. Julio Velazquez in queste prime settimane ha provato a spiegare alla squadra cosa vuole, i suoi diktat, il suo modo di intendere il calcio. Le incognite c’erano, i timori sono riaffiorati in seguito alla sconfitta in Coppa Italia contro il Benevento. Ma nel momento in cui contava, l’Udinese tutto sommato c’è stata. Dopo tre gare di campionato, i bianconeri hanno ottenuto quattro punti. Alla prima il pari nel primo scontro diretto per la salvezza contro il Parma, la vittoria all’esordio contro la Sampdoria al Friuli e la “solita” sconfitta a Firenze.

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UNA ZEBRA A POIS

e potenzialità della squadra bianconera. Parma. L’avvio nel campo di una neopromossa è sempre un pericolo. L’entusiasmo per il ritorno in Serie A del Tardini si è fatto sentire. L’Udinese è partita con poca convinzione in un primo tempo quasi tutto di targa emiliana. Il vantaggio di Inglese è stato uno scherzo del destino. Quasi tutti gli obiettivi di mercato che sfumano dalle mani dei Pozzo trovano nei bianconeri una vittima perfetta per metterla dentro. È stato così anche per il centravanti gialloblù, che ha approfittato di una leggerezza della coppia centrale Ekong-Nuytinck non ancora rodata. Il difensore nigeriano era tesserato solo da pochi giorni al pari di Teodorcycz. Il fatto che siano stati spediti subito in campo fa capire che l’allenatore era in difficoltà a livello di organico e che forse la programmazione della sessione estiva non è stata impeccabile. Il 2-0 di Barillà, con la complicità di Scuffet, sembrava aver tagliato le gambe agli uomini di Velazquez. Il rigore causato dal mani di Grassi è stato un crocevia importante per la gara. Ha permesso di accorciare le distanze e di far ritrovare coraggio ai bianconeri, che hanno cambiato atteggiamento, hanno raggiunto il pari con Fofana e hanno rischiato di vincere la partita con l’occasione sciupata da Lasagna. Dal doppio svantaggio al rischio colpaccio in pochi minuti con una reazione veemente e rabbiosa. Questo è il calcio.

squadra, il gioco si è visto a sprazzi, ma l’identità c’è. La sensazione è che i lavori siano ancora in corso, ma nel frattempo conquistare punti è fondamentale per proseguire sulla strada tracciata dal tecnico spagnolo. Partire meglio dello scorso anno – quando le sconfitte in avvio contro Chievo e Spal incanalarono la stagione friulana su binari pericolosi – non era difficile. Il vero e proprio tour de force comincia dopo la sosta per le nazionali. Il calendario dice Torino e Lazio in casa intervallate dalla trasferta di Verona con il Chievo. Tuttavia, dopo 180 minuti è possibile tracciare un bilancio. Le prime tre giornate sono un mini-campionato in cui, con una condizione fisica non ottimale, si cerca di raccogliere più punti possibili. Sono state tre gare completamente diverse l’una dall’altra in cui sono emersi limiti

Sampdoria. È stata la gara più convincente di questo inizio di stagione. L’inizio pimpante che ha scaldato il pubblico è stato uno dei migliori approcci alla gara delle ultime stagioni. Alta intensità, grinta, belle trame… I primi minuti hanno lasciato intravedere che questa squadra può esprimere un bel calcio e far divertire la sua gente. Oltre a raccogliere punti e salvarsi con tranquillità, che è la cosa più importante. La nota più particolare il gol di De Paul su azione: è fondamentale che il numero 10 entri nel tabellino dei marcatori non solo dal dischetto. La sofferenza nel finale è comprensibile. Non si può pensare di vincere le partite in Serie A passeggiando. La colpa dei bianconeri è quella di non aver chiuso prima la pratica concretizzando le occasioni avute per portarsi sul doppio vantaggio. Bisogna saper soffrire e reggere l’urto dato che in campo ci sono anche gli avversari. Urge avere un portiere che faccia la parata decisiva che

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salva il risultato proprio come ha fatto Scuffet sul tiro di Barreto. Fiorentina. Il campo maledetto. Con che spirito può andare una squadra a giocare in uno stadio dove negli ultimi undici incontri è uscita sempre sconfitta? Velazquez ha raccomandato ai suoi di mettere da parte il passato e di giocarsi la gara senza timore. La Fiorentina è la squadra più giovane della Serie A e una di quelle con maggiore talento e qualità. Benassi, Gerson, Chiesa, Simeone, Pjaca, oltre allo squalificato Veretout. Ai bianconeri va dato merito di aver concesso pochissimo a un avversario che solo una settimana prima ne aveva fatti sei al Chievo. È mancata la malizia in occasione del gol subito da un calcio d’angolo a favore. Una volta ripartito Chiesa, Machis avrebbe dovuto fermarlo con una trattenuta e prendersi un giallo per fallo tattico e permettere ai propri compagni di riposizionarsi. Una ammonizione a volte evita di subire gol. Quel gol che è stato decisivo perché l’Udinese non si è fatta vedere molto in area viola. Lasagna è stato innescato poco, Teodorcycz quando è entrato ha provato, ma con scarsi risultati. Una sconfitta onorevole in un campo che dice sempre male. Promossi e rimandati. Il Fofana degli ultimi minuti di Parma e quello visto all’opera contro la Sampdoria ricorda quello brillante di due stagioni fa prima che si infortunasse al perone. Larsen dietro si è dimostrato il solito soldatino che esegue alla perfezione il compito, rischia pochissimo e talvolta spinge. Behrami provvidenziale nella vittoria casalinga contro i blucerchiati e abbondantemente sopra la sufficienza nella trasferta di Firenze. Machis ha lasciato intravedere buone cose; rapido nell’uno contro uno e a giocare nello stretto. Le due note leggermente stonate sono quelle di casa nostra. Gli italiani Mandragora e Lasagna sono chiamati al riscatto. Il primo, decisivo a Parma in occasione del gol del pari, ha saltato l’ultima gara per squalifica. Il secondo, autentico trascinatore della scorsa annata, è partito col freno a mano tirato. Velazquez dovrà studiare la soluzione per renderlo meno solo là davanti. La marcia verso la tranquilla permanenza in Serie A prosegue. In attesa di arrivare al top della condizione, i bianconeri hanno dimostrato che in positivo qualcosa si sta muovendo. Con cautela e a piccoli passi. CJOSUL | SE T TEMBRE 2018


IL RAMARRO RAMPANTE >> SEGUE

IL RAMARRO RAMPANTE Alessandro Poli

alessandro.poli@cjosul.it

B

isogna risalire addirittura a fine luglio per trovare il bandolo di una inestricabile matassa che ha confuso insieme ben tre categorie calcistiche e provocato una valanga di conseguenze tale da determinare, in ultimo, il reiterato rinvio dell’inizio di Serie C e D – che partiranno una volta per tutte domenica 16 – e una modifica di dubbia liceità al regolamento di Serie B. Procedendo dunque con ordine e srotolando per il momento il solo filo del girone B della Serie C, nel quale militano Pordenone e Triestina, il punto di partenza è rappresentato dal 20 luglio. In quel giorno infatti la giustizia sportiva dichiara fallite per bancarotta, assieme all’Andria, Mestre, Reggiana e Vicenza, mentre viene risparmiata e ammessa al campionato la Triestina, colpevole di aver pagato con ritardo la quota d’iscrizione. Anche i vicentini riescono rapidamente a rimettersi in sesto grazie a un cambio repentino di proprietà e la fusione col Bassano Virtus. Questa operazione condanna tuttavia i bassanesi che, nonostante nella scorsa stagione se la fossero cavata molto meglio del Vicenza, si vedono costretti a ricominciare con una nuova società dai livelli dilettantistici. Successivamente sono i ripescaggi di Serie D, avvenuti il 3 agosto, a colmare uno dei tre posti rimasti vacanti, dichiarando ammissibile alla promozione, oltre alla Cavese, l’Imolese, e respingendo invece tra le altre il Santarcangelo, sconfitto proprio dal Vicenza negli scorsi play-out. Per sopperire invece alle altre mancanze si è semplicemente provveduto a spostare di girone alcune squadre lombarde che avevano portato in sovrannumero l’organico del girone A. L’intera Serie C ha tuttavia corso il rischio di non cominciare quando, sempre a inizio agosto, il presidente Gravina ha dichiarato di volersi confrontare col Collegio direttivo della Lega Pro per decidere se far partire il campionato malgrado la forte incertezza in cui tuttora versa il calcio italiano a causa del commissariamento della

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Figc. Dall’incontro, fissato per il 22 del mese, scaturisce però l’unica decisione di posticipare la prima giornata dal 26 agosto al 9 settembre. Un ulteriore ma fortunatamente ultimo rinvio è poi determinato dal caos che si era venuto a creare nel filo parallelo della Serie B. La stessa sentenza del 20 luglio registrava infatti tra i club falliti anche Bari e Cesena, costrette quindi a ripartire dalla Serie D assieme all’Avellino, che aveva mancato di iscriversi al campionato nei tempi previsti. Alla corsa per i ripescaggi si sono presentate ben cinque squadre – Catania, Novara, Robur Siena, Pro Vercelli e Ternana – ma il 10 agosto un colpo di mano del Commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini elimina, in ottica di rinnovamento del format del campionato, ogni possibilità di ampliamento della Serie B, che comincia dunque a fine agosto con 19 squadre. Questa decisione scatena un putiferio tra i club della Lega Pro e viene tacciata di abuso di potere dallo stesso Gravina, che chiede e ottiene per il 7 settembre un ricorso al Collegio federale, a cui partecipa, oltre alle rappresentative già nominate, anche la Virtus Entella, passibile di riammissione per la questione plusvalenze. La sentenza del Collegio si fa attendere per cinque giorni concludendosi con un nulla di fatto, e anche il ricorso al Tribunale Federale Nazionale del giorno successivo ha come unica decisione l’esclusione dell’Entella, mentre ogni altra causa è rimandata al 28 settembre. Matassa dunque completamente dipanata? Non ancora, data l’apertura del TFN e la possibilità di ricorsi, se non altro risarcitori, dinanzi alla giustizia ordinaria, ma la tempesta di quest’estate sembra ormai essersi ridotta a qualche sporadico piovasco. E Serie C e D, per il sollievo di calciatori e tifosi delle nostre rappresentative regionali, che senza alcuna colpa hanno dovuto attendere per quasi un mese, possono finalmente cominciare.

IL PUNTO SULLE FORMAZIONI FVG Pordenone e Triestina, a mercato concluso ormai da due settimane, hanno solamente potuto ingannare il tempo attraverso allenamenti e amichevoli, avendo abbandonato, rispettivamente al secondo e al primo turno, la Coppa Italia maggiore. I ramarri, dopo aver sconfitto

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l’Albinoleffe, si sono infatti arresi ai calci di rigore contro il Pescara, mentre gli alabardati, sempre ai tiri dal dischetto, hanno avuto la peggio contro il Pisa. In Serie D, aspettando il campionato, è il Tamai che si conferma squadra più in forma nella Coppa Italia dilettanti, battendo nel primo turno il Chions e nel secondo il Cjarlins Muzane – che aveva precedentemente sconfitto 3-0 il San Donà – con l’identico risultato di 2-1. L’avventura del team di Brugnera si conclude però nel turno successivo, che registra la sconfitta per 4-2 contro la Union Feltre. Nel Campionato Carnico continua a cinque giornate dal termine la lotta scudetto a pari punti tra i campioni in carica del Cavazzo e la rivelazione Mobilieri, che hanno distaccato di ben venti punti la terza in classifica Villa. Nonostante ormai si sia agli sgoccioli, non si ha ancora nessuna certezza aritmetica neanche nelle altre due categorie.


DOPO UNA SERIE INFINITA DI RICORSI E CONTRORICORSI C E D POSSONO FINALMENTE COMINCIARE, MA IL CAOS INTERNO ALLA FIGC CONTINUA A ESSERCI E A FARSI VEDERE. 7

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Vestire la passione FOCUS SERIE A

Francesco Paissan

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francesco.paissan@cjosul.it

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e estati degli appassionati di calcio sono da sempre periodo di brevi amori e grande frustrazione. Non si va più allo stadio, non ci sono più partite alla televisione, il calciomercato occupa ormai il 90% del palinsesto dei programmi televisivi sportivi con tutte le sue fugaci suggestioni. L’estate però è anche un momento di attesa. Si attendono le prime amichevoli stagionali, si attende quell’attaccante promesso dal presidente, si attendono le prime parole del nuovo allenatore straniero, magari anche per giudicare come se la stia cavando con la nuova lingua. Ma la vera attesa forse è quella per vedere le nuove divise da gara, per le quali certi tifosi possono provare una affezione quasi morbosa. L’abbigliamento sportivo ha ormai assunto una importanza considerevole nell’immaginario di tifosi e addetti ai lavori. Una divisa ben riuscita in effetti può essere equiparata a un buon calciatore acquistato. È vero anche il contrario, nel senso che l’acquisto di un campione come Cristiano Ronaldo può essere ammortizzato dalle vendite – record nel caso della Juventus – di magliette originali. La proiezione di guadagno delle sole magliette di CR7 fa già impressione, avvicinandosi ai 65 milioni di euro. Ma se non tutte le ciambelle riescono col buco, ecco allora che anche le aziende produttrici di magliette possono fallire, specialmente con le cosiddette “terze maglie”, alcune delle quali si sono trasformate in autentici freak come la terza maglia dell’Inter del 2016, ben più simile a una lattina di Sprite che ad una divisa da indossare a San Siro. Guardando alla squadra regina della nostra regione, l’Udinese ha provato a dimenticare la deludente stagione appena passata cambiando lo sponsor tecnico, passando da HS a Macron, una azienda italiana, così come la precedente, che veste anche altre quattro squadre della Serie A come Bologna, Cagliari, Lazio e SPAL. Macron quest’anno ha deciso di affiancare ai classici colori della squadra allenata da Velazquez, il bianco e il nero, un terzo colore che, se non altro, vuole auspicare il migliore dei futuri alla compagine friulana: questo colore è l’oro. Inserti dorati sono presenti

sulla divisa da indossare in casa, tutta d’oro è addirittura la divisa da trasferta: insomma, per i primi bianconeri d’Italia – come recita d’altronde la scritta sull’interno del colletto – si è voluto puntare sul più glorioso dei colori, che però non trova spazio nella terza divisa, interamente blu navy con tutte le scritte in giallo fluo, molto simile alla terza divisa della Juventus, a voler essere pignoli. Per i bianconeri di Torino, primi se non altro in classifica nelle ultime stagioni, proprio la terza divisa è diventata un interessante argomento su cui trattare. La Juventus, vestita da Adidas dal 2015, ha sposato il progetto Parley Ocean Plastic Program, movimento sponsorizzato proprio dalla casa di abbigliamento tedesca grazie al quale, tramite il riciclo e dunque il riutilizzo delle plastiche raccolte negli oceani, vengono prodotti indumenti e accessori sportivi di prima qualità. Questo materiale interamente riciclato quindi compone la terza divisa della Juve, accompagnata in questa scelta ecologica anche dal Manchester United, dal Bayern Monaco, dal Real Madrid e dalle squadre della MLS, la lega nazionale americana. Se da una parte lo sviluppo tecnico sembra scoprire strade nuove, dall’altra anche la lotta al merchandising non ufficiale continua, qualche volta purtroppo con esiti discutibili. È il caso di quanto successo a Dimaro, sede della preseason del Napoli di Ancelotti, quando è apparso, affisso davanti all’official store dei partenopei, un cartello che informava i tifosi della possibilità di ricevere autografi solo e soltanto sulle divise ufficiali della nuova stagione. Un nuovo metodo di lotta ai prodotti non ufficiali? Una forma di merchandising estrema? Un inciampo comunicativo – non il primo – della società napoletana? In un modo o nell’altro pure l’autografo, uno degli atti che più avvicinano il giocatore al tifoso, rischia di essere limitato, in questo caso, dall’acquisto di una maglietta dal costo ogni anno più elevato. Meno male che ci pensano i calciatori a garantire la loro presenza tramite la loro disponibilità ad autografi e foto anche al di fuori del campo di allenamento.

calcio è che anche un non appassionato può giudicare la bellezza o meno delle maglie indossate dai calciatori, anche perché la stessa maglietta, vuoi per i colori che sposano il gusto di una determinata persona, vuoi per la riuscita estetica, può essere comprata non solo dai tifosi di quella formazione ma da chiunque segua o meno il calcio. Marca, un quotidiano sportivo spagnolo, si è cimentato nella difficile impresa di stilare una classifica delle migliori maglie della stagione. Ovviamente, essendo quello di Marca un sondaggio proposto ai suoi lettori, non stupisce vederci al suo interno molte squadre iberiche, eppure figurano anche quattro club italiani come la Roma (13ª), il Milan (10º), l’Inter (7ª) e la Juventus (5ª). A vincere il sondaggio è il Palmeiras, società brasiliana che storicamente veste del colore verde, di una tonalità scura. In fin dei conti sembrano azzeccate le parole che appaiono nel video di presentazione della nuova divisa dell’Udinese, “New soul, new skin, new power, new heart” – nuova anima, nuova pelle, nuova forza, nuovo cuore. Ogni anno il tifoso deve in qualche modo innamorarsi ancora della sua squadra del cuore, sia dei suoi giocatori, vecchi e nuovi, sia dell’iconografia, nuova maglia in primis. Dopo il “Daremo l’anima” della passata stagione, slogan sfortunato non per demeriti nel contenuto quanto per lo scarso contenuto tecnico proposto dalla squadra durante l’anno, il nuovo slogan porta già con sé una piccola verità accompagnata da una scintilla di speranza. Anche perché per ri-trovare l’amore dei tifosi bisogna dare loro una squadra e una maglia da amare.

Il bello dell’abbigliamento da gara nel

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FOCUS SERIE A Tommaso Nin

rgatorio Italia L’INIZIO DIFFICILE DELLA NUOVA STAGIONE CALCISTICA: TRA DIRITTI TELEVISIVI, NUOVI BRAND, FASCE DA CAPITANO, AULE DI TRIBUNALE E DELUSIONI “AZZURRE”, IL NOSTRO CALCIO STA AFFRONTANDO IL DIFFICILE CAMMINO DELLA RICOSTRUZIONE

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tommaso.nin@cjosul.it

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Ha vissuto un inizio piuttosto turbolento il nostro calcio, all’alba di questa nuova stagione. Nelle orazioni dei politicanti del football nostrano questo deve essere l’anno della ricostruzione dopo l’epocale assenza al Mondiale di Russia, quello stravinto in finale da una nazionale francese giovane, rampante e multietnica, l’anno del riscatto e della rinascita del nostro movimento. L’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus in un blitz che farà la storia del calciomercato, le ottime campagne acquisti di Roma e Inter, la rinnovata dirigenza milanista che ha favorito il rientro in società di bandiere come Maldini e Leonardo, e infine il ritorno di Ancelotti nel nostro campionato, avevano improvvisamente riacceso l’appeal e l’entusiasmo verso una lega, la Serie A, che negli ultimi anni non è stata in grado di tenere il passo di Premier e Liga, né sul piano finanziario e del marketing né soprattutto su quello tecnico e del gioco. Ma si è forse trattato di un grande fuoco di paglia, di una semplice cotta estiva? Roma, Milan e Inter faticano a trovare equilibrio, Ronaldo non ha ancora trovato la via del gol dopo le prime tre giornate, mentre un’atmosfera di nostalgia sarriana pare diffondersi tra le vie di Napoli. Il campionato è appena iniziato, e tutti questi dati saranno forse presto ribaltati; ma l’anno zero del calcio italiano non sta al momento assicurando quelle certezze che aveva promesso, in balia di faide e lotte politiche su chi debba guidarlo ai più alti vertici federali, con la questione diritti tv che pare essersi momentaneamente risolta anche se con troppe domande rimaste prive di risposta. Insomma, se CJOSUL | SE T TEMBRE 2018

a ciò aggiungiamo il caos che regna nei campionati professionistici minori e le desolanti prestazioni dell’era Mancini, la rinascita auspicata sarà un cammino lento e in salita. L’opera di rilancio messa a punto dalla Lega Serie A passa attraverso un nuovo logo, che mira a diventare un vero e proprio brand con cui il nostro campionato possa essere conosciuto in tutto il mondo. Lo scopo è quello di dare a tutti i contenuti prodotti dalla Lega un aspetto immediatamente riconoscibile. Ciò dovrebbe garantire una maggiore e migliore occupazione del web e delle piattaforme social, con l’obiettivo di rendere il nostro campionato una sorta di prodotto multi-piattaforma accessibile da ogni parte del mondo, specie in quelle aree, soprattutto il nord-America, dove la Serie A non è ancora riuscita a ritagliarsi una fetta importante di mercato. In quest’ottica, quella dell’espansione della propria visibilità, va compresa la complicata partita dei diritti tv, che ha distratto i giornalisti sportivi per lunga parte dell’estate, per poi trasferirsi anche nelle aule di tribunale. La Lega aveva inizialmente accolto la maxiofferta della società catalana Mediapro, che si sarebbe così aggiudicata l’esclusiva sull’intero torneo. Il tribunale ha però accolto il successivo ricorso dei broadcaster concorrenti, Sky in primis. La visione delle partite è stata allora redistribuita tra Sky e l’outsider Dazn, servizio streaming di eventi sportivi già presente in altri paesi ma al debutto in Italia. Il servizio offerto da Dazn ha incontrato all’inizio non piccole difficoltà di natura tecnica e le perplessità dei tifosi: ma va anche detto che è questa la direzione, specie negli Usa, che stanno prendendo i servizi di trasmissione sportiva. È sulla via del tramonto l’epoca in cui un singolo abbonamento televisivo consentiva di guardare tutto l’offerta calcistica. La tendenza ora è quella di costruire offerte disponibili solo online, ma estremamente varie, acquistabili in pacchetti personalizzabili e a prezzi più accessibili, allargando il bacino di pubblico e l’area geografica di diffusione. Seppur tra rallentamenti, sentenze di

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tribunale e non poche polemiche, la Lega pare aver voluto dare un segnale con queste ultime decisioni economiche: dare una svolta al prodotto che essa offre, divenuto nell’ultimo decennio assai poco appetibile e desueto per le richieste del mercato. La strada imboccata sarà quella buona? Il tempo ce lo dirà, ma le intenzioni sono sacrosante e condivisibili. Se sul versante del marketing la ricostruzione del nostro calcio si è avviata, quando guardiamo al campo di gioco le incognite sono davvero molte, e l’estate turbolenta sta cedendo il passo ad un autunno non meno difficile. Lega serie A, Serie B e Lega Pro sono in rapporti tesissimi: è risaputo che la madre di tutte le dispute sia stata quella sulle squadre B, le seconde squadre dei club di Serie A da introdurre nelle


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categorie professionistiche minori. Solo la Juventus, l’unico club convinto davvero dalla proposta, ha assemblato una rosa che è stata iscritta in Lega Pro, mentre i dirigenti della vecchia serie C e le storiche piazze del campionato minacciavano l’Aventino di fronte allo spettro di un futuro sempre più difficile e distante dal calcio di conta. A ciò si devono aggiungere i fallimenti di società storiche come il Bari, che sotto la nuova gestione De Laurentiis dovrà ripartire dalla Serie D. Non sorprende come negli ultimi anni sempre più squadre abbiamo dovuto rinunciare all’iscrizione al campionato per motivi economici: i costi sono troppi, sempre più insostenibili. E le ricadute sono anche tecniche, perché il livello dei campionati diminuisce con la concorrenza.

Fallimenti, ripescaggi, ricorsi e rinvii hanno gettato le nubi sul campionato di Serie B e rinviato l’inizio di quello di C. Il torneo cadetto inaugurerà un’inedita formula a 19 squadre, tre in meno rispetto alle consuete 22, mentre i vertici della terza serie, Gravina in pole, non nascondono la loro stizza per una questione, quella dei ripescaggi, che ha impegnato i tribunali federali, e minacciano nuovi ricorsi. Venendo infine al calcio giocato, la Juve ha già confezionato la prima mini-fuga della stagione, mentre le avversarie stanno cercando ancora la quadra. La nota più dolente arriva però dalla pausa per le nazionali. La linea verde scelta dal ct Mancini, che ha accusato i club di non far giocare a sufficienza i giovani italiani, non ha pagato. Le prime due partite della neonata Uefa Nations

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League hanno portato un solo punto e alcune tristi certezze: l’incapacità della nazionale di fare gol e la generale povertà di talento che lamentiamo già da troppi anni. È un clima infuocato quello che ci aspetta alla ripartenza del campionato, tra delusioni azzurre e attese delle nostre big per l’esordio prossimo in Champions League. Ecco che a placare l’ennesima polemica è saggiamente giunta la decisione della Lega, che consentirà alla Fiorentina l’utilizzo della fascia da capitano dedicata ad Astori, in deroga a quella nuova, modello unico recante il logo della serie A, fornita a tutti i club d’ufficio. Insomma, un gesto simbolico di concreta distensione, e di questa c’è davvero bisogno se si desidera aiutare il calcio italiano a tornare ai quei vertici che storicamente ha occupato.

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SOLO COTONE

Gianmaria Monticelli

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LA GSA È PRONTA A STUPIRE: precampionato di alto livello CJOSUL | SE T TEMBRE 2018

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l 19 agosto, con l'arrivo alle ore 18.30 a Gemona del Friuli per il raduno precampionato, si è alzato il sipario sulla nuova stagione 2018-2019 della nuovissima Apu Gsa Udine guidata dal neo tecnico Demis Cavina. Alte le ambizioni quest’anno per il club del presidente Pedone, complice anche il recente incremento di squadre a cui verrà concesso il salto promozione in primavera: a salire in A1 saranno infatti le vincitrici dei rispettivi gironi oltre al team che emergerà dallo scontro ai playoff. L’obiettivo primario è senz’altro migliorare il posizionamento playoff dello scorso anno arrivando quindi a giocarsi tutte le carte nella durissima fase a eliminazione. Per fare questo gli acquisti sono stati molti, tre sole invece le riconferme tra i senior: Pinton, eletto capitano dopo la partenza di Ferrari, e la coppia di centri MortellaroPellegrino. Nel ruolo di play sono arrivati il giovanissimo Lorenzo Penna, l'anno scorso premiato come miglior giovane di A2, e l’ex Trento Marco Spanghero. Nel ruolo di ala i bianconeri si sono assicurati le prestazioni di Riccardo Cortese, insignito del premio di miglior giocatore della passata stagione, dell’esperto tiratore Salvatore Genovese e di Stefan Nikolic, ottimo difensore ed elemento fisicamente dotato. Come guardi ecco Travis Simpson, dinamismo ed energia made in Usa, mentre per lo spot di ala grande la scelta è ricaduta sul pezzo da 90 Marshawn Powell, ex tra le altre di Treviso e Montegranaro. A livello di squadra certamente la società ha fatto tutto il possibile per allestire una squadra in grado di far battere i cuori degli oltre 2000 abbonati registrati in questi mesi estivi – cifra record per la tifoseria di Udine, maggiore anche rispetto alle esperienze arancioni dei tempi della Snaidero. Insomma, l'Apu-mania sta rispondendo alla grande. Questo entusiasmo sempre crescente nei confronti della squadra viene ben visto anche dalla dirigenza che, tuttavia, pur non parlando mai direttamente di promozione, ci tiene a far sapere che questa Gsa entrerà in campo per provare a vincere tutte le partite. I presupposti per farlo, a nostro parere, ci sono. Per ingranare al meglio già dalla prima di campionato la Gsa ha imbastito una preseason di tutto rispetto, con amichevoli di fronte a squadre importanti. Si è cominciato

il 28 agosto a Gemona del Friuli, in un palazzetto traboccante di tifo per i bianconeri con l'amichevole tra Apu Udine e Virtus Padova degli ex Ferrari e Piazza. La partita è terminata con un roboante 108-59 per i bianconeri di Cavina. Ottime nella fattispecie le prove di Genovese, 14 punti, Cortese, 18 punti per lui, Simpson 16, Spanghero 15 e Powell 20+12 rimbalzi. Per quelli che ancora avevano titubanze sul potenziale di questa squadra, la Gsa il 31 agosto e il primo settembre ha partecipato al Lignano Basket. Qui coach Cavina chiedeva semplicemente un concetto: giocare di squadra riuscendo a far tirare il giocatore meglio posizionato per il tiro. Parole e musica già dal venerdì. Nel derby contro Trieste, in un clima reso piuttosto caldo dal pubblico misto triestino-forlivese, Udine dimostra di non avere alcun timore reverenziale verso una squadra che ben figurerà nel prossimo campionato di Serie A1. Perde per 84-97 ma dopo tre quarti di gara dove aveva letteralmente dominato la compagine giuliana tenuta su dalle giocate di Cavaliero e da un ottimo Giga Janelidze. Udine gioca molto bene, crea i presupposti per una vittoria che fino a cinque minuti dalla fine sembrava potesse materializzarsi, poi il calo fisico e le palle perse, anche per l 'esperienza di Trieste, han fatto sì che Udine crollasse nel finale senza però sbracare. Per Udine ancora buone le prove di Cortese, 16 punti, Simpson, 20 punti, Powell 16 e Pellegrino 10. Il sabato Udine se l’è vista contro Forlì, squadra di buon livello per la A2 che verrà. I friulani scendono in campo determinati, vogliosi, fanno girare la palla benissimo e alzano il pressing a tutto campo. Il risultato è una splendida vittoria per 86-61 che vale il terzo posto nel torneo poi vinto dall'Umana Reyer Venezia. Cortese 22 punti, Pellegrino 12 e Powell 28: questi i mattatori di giornata. Per esaminare ancora meglio la pasta di cui è fatta questa Gsa, lo scorso 4 settembre a Pieve di Soligo è andata in scena un’amichevole – ed è proprio il caso di dirlo visto il bel rapporto che lega le due tifoserie – contro Treviso. Le due squadre hanno lo stesso obiettivo stagionale, la vittoria. Udine è già in clima partita da due settimane, Treviso inaugura il basket giocato pur senza tre pedine fondamentali come Tessitori, Tomassini e Lombardi. Ma la Gsa non perdona.

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Stessa concentrazione, ottimo pressing, tanto talento e minuti dati anche al giovane Nikolic. Ben sfruttati. Udine anche qui vince per 82-68. Ottime le prove di Nikolic appunto, Simpson 13 punti, Spanghero 15 e il solito Powell, 21 punti. Nonostante tutto sembra che la Gsa possa ancora migliorare tanto sia a livello offensivo che a livello difensivo. Sabato 8 settembre, per la partita contro i campioni d’Austria dei Bulls Kapfenberg – che parteciperanno di diritto all'Euro Cup – coach Cavina chiede ai suoi di migliorare i concetti difensivi provati in allenamento. Anche qui i ragazzi sono encomiabili: bel gioco, azioni pulite… e tanti recuperi palla sia con infrazioni di otto secondi che di 24 secondi. Ma tanti sono stati anche gli scippi e le palle sporcate da parte delle avanguardie Penna, Spanghero e Pinton. Anche in questa occasione sono tanti i minuti concessi al giovane Nikolic e non manca la gloria per Raphael Chiti, il classe ‘99 a cui sono stati concessi tre minuti e più di gioco, conditi anche da giocate importanti. Quattro punti per lui e lo scippo di un rimbalzo alla difesa ospite con grande mestiere e senso dell'anticipo. Mortellaro 10 punti, Cortese 10 punti, Simpson 14 e Powell 22. Il risultato finale recita 87-66 Udine. A livello di basket giocato le gare sono state fin qui numerose. Da questi incontri si è potuto osservare uno stato di forma già smagliante per la Gsa. I prossimi impegni saranno il 15 settembre a Pistoia contro la The Flexx Pistoia, il 18 settembre a Caorle contro il Bamberg. Il 22 e 23 dello stesso mese sarà poi tempo di Summer League in quel Monfalcone: avversari Skrljievo, Treviso e Trieste. Il 26 poi tutti a Spilimbergo per la gara contro l'Orasi Ravenna, mentre il 28 e 29 settembre il Memorial Pajetta vedrà i nostri impegnati contro Virtus Bologna, Pistoia e Varese. Insomma, c'è ancora un succulento pre-campionato da gustare con tanta carne al fuoco. Nel mentre sabato 15 settembre la squadra verrà presentata alla città nell'ambito della manifestazione enogastronomica Friuli Doc. Il 20, invece, al Carnera si terrà un evento benefico di sensibilizzazione per donare fondi ad attività finalizzate all’integrazione di persone con disabilità. Appuntamento nell’impianto udinese alle ore 19.30 per la prima edizione di “Basket nel Cuore”.

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LINEA VERDE LIBERTAS:

ecco il nuovo roster targato Delser CJOSUL | SE T TEMBRE 2018


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SOLO COTONE TITOLO

di Michela Trotta

SOLO COTONE

Michela Trotta

michela.trotta95@gmail.com

La Libertas Basket School, targata Delser, si prepara alla nuova stagione di serie A2 femminile. Ma la squadra che ha concluso il campionato a fine maggio ha subito dei cambiamenti importanti durante il periodo estivo. Fatta eccezione per il main sponsor “Delser”, che per il quinto anno consecutivo rimarrà al centro delle casacche di gioco della società udinese, le novità principali riguardano staff tecnico e roster. Cominciando dalla panchina, il presidente Leonardo

de Biase, dopo aver interrotto la collaborazione con coach Amalia Pomilio, ha affidato la guida della formazione senior a un altro allenatore di grande esperienza, Francesco Iurlaro, che, reduce dall’anno trascorso alla Reyer Venezia (società di A1) come assistente di Andrea Liberalotto, è stato recentemente head coach della Nazionale femminile U18 agli Europei di Udine di inizio agosto. Coach Iurlaro ha sempre lavorato con gruppi di ragazze giovani e così avverrà anche con la Delser, decisamente ringiovanita rispetto alla scorsa stagione. Infatti, oltre alle riconfermate Caterina Bianco, Eva Da Pozzo, Elisa Pontoni, Vanessa

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Sturma, Carlotta Rainis, Isabel Romano e capitan Debora Vicenzotti, alle partenze di Elisa Mancabelli, Ivana Blazevic, Alessandra Mio e Matilda Ciotola sono seguiti tre acquisti importanti. Da Battipaglia (A1) è arrivata Elena Vella, guardia classe 2000 e capitano della Nazionale U18 che ha disputato gli Europei di Udine. La giocatrice di origini siciliane, nonostante la giovane età, ha maturato numerose esperienze in giro per l’Italia e approda in Friuli per fare un ulteriore passo in avanti nella sua carriera sportiva. Dall’Interclub Muggia (serie B), invece, è arrivata Giulia Ianezic, anche lei tra le protagoniste del gruppo azzurro U18: l’atleta triestina è uno dei giovani prospetti di maggiore interesse, non solo in regione. Nell’ultima stagione Ianezic, a soli 17 anni, ha trascinato Muggia fino alla finalissima per la promozione in A2, poi persa contro Moncalieri, fatturando ben 14,1 punti di media a partita. Insomma, la coppia Vella-Ianezic, già ampiamente collaudata, per la Delser rappresenta un colpo di mercato importante per incrementare la qualità del reparto esterne e per rinforzare – visto il nuovo regolamento che permette l’inserimento di tre giocatrici fuori quota – la formazione U18. L’ultima new entry della Libertas Basket School è la straniera ex Castelnuovo Scrivia Ana Ljubenovic: un centro sloveno di 185 cm che può essere impiegato anche come ala e che nell’ultimo campionato ha mandato a referto, in 31 partite, 11,7 punti di media con 6,3 rimbalzi e 1,4 assist. Nelle ormai sei stagioni giocate in Italia – Muggia, Virtus Cagliari, Astro Cagliari, San Salvatore Selargius –, Ljubenovic ha fatto stropicciare gli occhi agli amanti delle statistiche, collezionando numeri importanti: in Italia l’atleta di Lubiana ha scollinato sempre la doppia cifra in punti segnati, con un high di carriera nella stagione 2015/2016 (18 punti di media). Infine, al gruppo senior si sono aggregate anche alcune under: Claudia Zanelli, Josipa Ivas, Aida Thiam e Seye Anta Badiane (entrambe classe 2002), e Erika Bric (2001) proveniente dall’AIBI Fogliano. CJOSUL | SE T TEMBRE 2018


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CARTA D’IDENTITÀ

GIACOMO

SOLO COTONE

BRAIDA

valentino.riva@cjosul.it

nome: ........................................................................................ cognome: .................................................................................

51 anni

età: .............................................................................................

INSEGNANTE DI

professione: ...........................................................................

EDUCAZIONE FISICA E

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PREPARATORE ATLETICO.

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Basket maschile Serie A2 Apu Gsa Udine

CARTA D’IDENTITÀ

TOMMASO

nome: ........................................................................................

MAZZILIS

cognome: .................................................................................

23 anni

età: .............................................................................................

PROFESSORE DI

professione: ...........................................................................

Valentino Riva

INIZIA LA STAGIONE IN CASA APU E DELSER PAROLA AI PREPARATORI ATLETICI!

PALLACANESTRO AL LICEO SPORTIVO “A. VOLTA” E PREPARATORE ....................................................................................................... ATLETICO DELLA LIBERTAS BASKET ....................................................................................................... SCHOOL UDINE. ....................................................................................................... .......................................................................................................

Basket femminile Serie A2 Libertas Basket School Udine

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S

iamo a settembre e il campionato ormai è alle porte. Il basket friulano è in fermento. I tifosi scalpitano e, già da alcune settimane, la maggior parte delle squadre sta affrontando il periodo di preparazione, in vista dell’imminente inizio della stagione sportiva. Tra queste, vi sono anche le formazioni udinesi dell’Apu Gsa e della Libertas Basket School, che parteciperanno ai rispettivi campionati A2 di basket maschile e femminile, affermandosi nuovamente come le realtà cestistiche più importanti del nostro territorio. In questo articolo cogliamo l’occasione per conoscere meglio i preparatori atletici dell’Apu e della Delser, che abbiamo coinvolto in un’inedita “intervista doppia”. Oltre a spiegarci in cosa consiste la loro professione e il modo in cui viene gestita la preparazione atletica dei loro giocatori e delle loro giocatrici, tanto importante soprattutto in questa fase di pre-campionato, con loro faremo anche il punto della situazione per ciascuna delle formazioni, con particolare riferimento al loro stato attuale di forma e alle prospettive dell’annata sportiva che sta per iniziare. Li abbiamo incontrati al Palagym di Udine, in una breve pausa tra le sedute di allenamento delle due squadre. Ora andiamoli a conoscere. Giacomo Braida, udinese di nascita, è il nuovo preparatore atletico ingaggiato dall’Apu per la nuova stagione 2018/19. In arrivo dal Kleb Basket Ferrara, squadra che come l’Apu milita nel campionato di A2, Braida vanta un’esperienza invidiabile nella pallacanestro, dal momento che ha svolto il ruolo di preparatore con squadre del calibro della Tezenis Verona, anch’essa attualmente in A2, della Snaidero Basket Udine, e di varie nazionali, come Egitto, Emirati Arabi Uniti e Repubblica di Macedonia. Tommaso Mazzilis è il giovane e intraprendente preparatore atletico della Libertas Basket School Udine. Oltre alla prima squadra della Delser, con la quale è impegnato dalla scorsa stagione 2017/18, segue anche il settore giovanile della stessa. In passato è stato assistente allenatore e preparatore del settore giovanile della Pall. Tolmezzo e ha collaborato nella preparazione atletica in un progetto che univa i settori dell’Apd Tricesimo, del Tarcento Basket e del Gemona Basket Asd. Nella scorsa stagione ha supportato occasionalmente gli allenamenti delle formazioni giovanili maschili della rappresentativa regionale Fvg di pallacanestro.

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QUAL È LA TUA STORIA NEL MONDO DELLO SPORT? Giacomo: La mia storia nello sport nasce da lontano. Ho iniziato come giocatore di pallacanestro. Ho fatto le giovanili a Udine, poi ho peregrinato in varie squadre di serie B e serie C in tutta italia. Nel 1997 ho intrapreso la carriera di preparatore atletico. Tommaso: Ho giocato a pallacanestro fino a 18 anni nelle file della Cbu, del Laipacco e della Dgm Campoformido. Ho avuto la soddisfazione di essere stato convocato nella Nazionale Italiana Under 16, che ha rappresentato il mio massimo risultato a livello giovanile. Terminato il liceo, mi sono iscritto al Corso di Laurea in Scienze Motorie all’Università di Gemona, dove ho appreso la professione di preparatore atletico.

DESCRIVI IN POCHE PAROLE LA PROFESSIONE DEL PREPARATORE ATLETICO. Giacomo: Il preparatore atletico sta diventando una figura sempre più importante nel mondo dello sport. Il basket, evolutosi nel tempo, ha visto un progressivo miglioramento nelle performances dei giocatori, soprattutto dal punto di vista fisico. Per questo motivo, dopo quello dell’allenatore, il lavoro del preparatore atletico è fondamentale per il miglioramento delle prestazioni sia del singolo giocatore che della squadra. Un altro importante obbiettivo che il

preparatore atletico si pone è la prevenzione degli infortuni. L’aumento dell’agonismo e del numero di impegni nella stagione sportiva espongono fortemente i giocatori a questa problematica. Si pensi ad esempio che attualmente in una stagione regolare di Nba le partite disputate sono ben 82. Anche per questo è quindi necessaria una gestione ben ponderata degli allenamenti per poter affrontare tanti impegni tempisticamente molto ravvicinati. Questo, come anche nel calcio, sta avvenendo in tutti gli sport. Tommaso: Lavorando con le donne, oltre all’ottimizzazione delle performances, all’atletizzazione e al potenziamento generale, è necessario prestare molta attenzione alla prevenzione degli infortuni. Infatti, lo sport della pallacanestro, su questo frangente, è ad alto rischio. In aggiunta, le donne, rispetto che agli uomini, presentano delle caratteristiche antropometriche e muscolari, che favoriscono una maggiore insorgenza di infortuni. Le parti del corpo più soggette a questi traumi sono le articolazioni, in particolar modo quella del ginocchio. Il mio compito è fondamentalmente quello di prevenire questi inconvenienti, curando la sfera dell’atleta a tutto tondo, dall’attivazione nel pre-allenamento alla fase di defaticamento, dal lavoro in sala pesi all’allenamento metabolico.

COSA TI APPASSIONA DI QUESTA PROFESSIONE? Giacomo: Quanto tempo abbiamo? Potrebbe servire mezza giornata per parlarne! (ndr ride). Posso dire che la mia passione nasce in prima battuta dalla “genetica”, perché è una passione che ho ereditato da mio padre, che è stato insegnante e preparatore di atletica leggera, basket e volley. La mia passione è sicuramente qualcosa che nasce da lontano e da dentro. Quando vedo un giovane preparatore gli dico sempre: “quando apri la porta della palestra per andare a fare allenamento, che sia il campo di basket, la palestra pesi o che sia il campo di atletica, devi essere sempre felice e contento di farlo”... e io lo sono. Tommaso: La mia passione per lo sport è nata grazie ai miei genitori e a mio fratello, che mi hanno introdotto in questo mondo con la pratica delle più disparate attività sportive. Ciò che mi appassiona di più della mia professione di preparatore atletico è la cura dei dettagli, tanto importante e di gran lunga necessaria, soprattutto in uno sport così complicato come la pallacanestro. Non si tratta solamente di far correre o di far saltare delle giocatrici, ma di curare ogni loro aspetto di gioco, dallo scivolamento difensivo, fino al corretto angolo di lavoro del ginocchio nella fase di tiro. Capita spesso che mi venga detto, in tono sminuente: “ma sei davvero finito ad allenare le donne!?”. La

GIACOMO BRAIDA preparatore atletico APU Udine

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CJOSUL >> SEGUE verità, secondo me, è che sia dal punto di vista atletico, che mentale, le ragazze dimostrano molta più perseveranza ed impegno rispetto che alla controparte maschile.

CHE DIFFICOLTÀ SI POSSONO INCONTRARE? Giacomo: Molteplici. Se tu però hai la passione e la voglia di fare questo mestiere, le difficoltà si superano, non dico facilmente, ma le si possono superare. Tommaso: La maggiore difficoltà sta nel riuscire a “captare” i cambiamenti psicologici e di natura motivazionale che, nell’arco della stagione, le giocatrici possono vivere. Dobbiamo tenere ben presente che la maggior parte di loro studia o lavora. Allo stesso tempo, l’aspetto mentale è determinante nel successo di una stagione. Detto ciò, è sicuramente importante cercare di mantenere alto il morale di tutte loro, navigando sulla loro stessa lunghezza d’onda. Saperle motivare e indirizzare verso un obbiettivo comune è ciò che getta le basi per un buon inizio di stagione.

COME AVETE STRUTTURATO GLI ALLENAMENTI DI QUESTO PERIODO DI PREPARAZIONE, IN VISTA DELLA NUOVA STAGIONE? Giacomo: Nella prima settimana, l’obbiettivo primario era quello di valutare i giocatori e di riaccendere il loro “motore”, togliendo qualche scoria o qualche ruggine che magari potevano portarsi dietro dal periodo estivo. Devo dire però che i nostri giocatori si sono presentati in uno stato fisico buono e ciò ha fatto sì che questo periodo di ripristino durasse poco. Successivamente, abbiamo gradualmente aumentato i carichi di lavoro, sia sul campo, come capacità metabolica, sia in sala pesi, come sovraccarichi e pesi. Tommaso: Abbiamo un gruppo di giocatrici molto eterogeneo per quanto riguarda l’esperienza nel mondo della pallacanestro. Ci sono ragazze molto giovani e allo stesso tempo ci sono le veterane, che giocano nella Delser già da parecchi anni. Per questo motivo, l’organizzazione degli allenamenti è un lavoro abbastanza delicato.

Rispetto all’anno scorso, abbiamo preferito spingere gradualmente sull’”accelleratore” per quanto riguarda il carico di lavoro, soprattutto per evitare il ripresentarsi di problemi fisici che da tempo colpiscono alcune delle nostre giocatrici, tutte le stagioni. Dobbiamo infatti tenere ben presente che ciascuna giocatrice ha alle spalle una storia e una preparazione fisica, più o meno efficace, che viene trascinata dietro sin da quando militano nelle giovanili. Quest’anno, in aggiunta, abbiamo optato di concentrare l’allenamento metabolico in situazioni di gioco specifiche, curando sia la parte offensiva che difensiva.

QUALI SONO LE COSE DA EVITARE IN QUESTA FASE DI ALLENAMENTI? Giacomo: Bisogna evitare di standardizzare per 10 o 12 giocatori uno stesso tipo di programma di allenamenti. Il nostro compito di preparatori atletici è quello di cercare di costruire nel più breve tempo possibile un programma per ogni singolo giocatore, come fosse un abito da fargli indossare. Tommaso: Bisogna evitare di spingere più del dovuto. La stagione sportiva è lunga e uno degli scopi di questo periodo di preparazione è anche quello di mettere le giocatrici nelle migliori condizioni fisiche, affinché possano svolgere al meglio gli allenamenti che verranno loro proposti durante tutta la stagione. Si tende infatti a dimenticare che gli allenamenti svolti in corso di campionato sono estremamente importanti per mantenere la condizione fisica delle ragazze ed esse devono essere pronte sin dall’inizio della stagione per poterli affrontare positivamente.

TOMMASO MAZZILLIS preparatore atletico Libertas Basket School Udine

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QUAL È LO SPIRITO DELLA SQUADRA IN QUESTA FASE DI PRE-CAMPIONATO? Giacomo: Come tutti gli inizi di stagione, il morale è sempre alto. Questo perché tutti i giocatori, comunque sia, hanno voglia di ricominciare ad allenarsi dopo un periodo di inattività e hanno voglia di conoscersi. Magari qualcuno ritrova, anche dopo diverse stagioni, dei vecchi compagni di squadra. In vent’anni di esperienza lo spirito dei giocatori nella fase di pre-campionato l’ho sempre visto così. Poi, durante il campionato, il morale è molto inf luenzato dai risultati di squadra. Sarebbe bello mantenere lo spirito del pre-campionato il più a lungo possibile. Tommaso: Ci sono molto entusiasmo e voglia di lavorare. Al termine della passata stagione siamo usciti al primo turno dei playoff. Quest’anno vorremmo fare meglio dell’anno scorso e raggiungere una buona posizione in classifica per avere un percorso di playoff che sia il più agevole possibile. In questa stagione ogni giocatrice ha la possibilità di trovare motivazioni diverse per poter ottenere risultati positivi, sia a livello di squadra che a livello individuale.

COME VI SEMBRA IL ROSTER DELLA VOSTRA SQUADRA? COSA È CAMBIATO? Giacomo: Il roster sembra molto buono sia tecnicamente, sia fisicamente. È competitivo e lo si è visto in queste prime amichevoli. Il tutto poi va tarato sul campionato, perché è necessario vedere rispetto a chi si è più o meno forti o più o meno competitivi. Per esperienza mi sembra una buona squadra, poi, se qualcuno l’avrà fatta meglio, lo vedremo strada facendo. Tommaso: Quest’estate abbiamo dovuto salutare Ivana Blazevic, che era un “quattro” tattico ed era adatta a ricoprire più ruoli. Per la nuova stagione, abbiamo avuto la fortuna di ingaggiare Ana Ljubenovic, che è una veterana, sa giocare in più ruoli, tira da fuori, può giocare sotto canestro e fornirà alla squadra tante giocate di esperienza. Oltre a questo, abbiamo altri nuovi innesti come Giulia Ianezic, Elena Vella ed Erika Bric, le quali metteranno a disposizione della squadra tante energie e tanta qualità. Non c’è da scordare che Giulia ed Elena han-

no partecipato all’Europeo Under 18, svoltosi a Udine quest’estate, con la Nazionale italiana, che era allenata dal nostro nuovo coach Francesco Iurlaro. Globalmente abbiamo aggiunto molta qualità al roster. Ora spetta a noi dello staff amalgmare bene il tutto.

tati che si è posta come obbiettivo.

CHE TIPO DI SQUADRA VEDREMO IN CAMPO?

Ho molto apprezzato il tipo di lavoro che imposta e la passione che mette in palestra. Non posso che augurargli un ottimo lavoro con l’Apu che, senza dubbio, svolgerà.

Giacomo: Vedremo una squadra che corre, che salta, che lotta e che combatte. Sarà una squadra “molto offensiva”, sicuramente divertente da vedere. Questo, che già lo si sapeva sulla carta, lo stiamo vedendo sul campo in queste prime amichevoli. Speriamo che la stagione sia anche costellata da buoni risultati. Tommaso: Senza dubbio, rispetto all’anno scorso, cercheremo di portare un gioco offensivo più f luido, coinvolgendo tutte quante le giocatrici nella fase d’attacco, responsabilizzandole. Questo stile di gioco darà pochi punti di riferimento allo scouting avversario. In campo vedremo sicuramente una Delser divertente, pronta a mettere intensità, che cerca di giocare dei buoni attacchi e che propone delle difese efficaci.

COME SQUADRA, VI SIETE POSTI UN OBIETTIVO PER LA PROSSIMA STAGIONE? Giacomo: In genere quando partecipo a un campionato cerco di vincerlo, come tutti i giocatori. Il nostro obbiettivo è vincere, poi ci sono mille fattori che possono ostacolare questo nostro obbiettivo. Tommaso: Dobbiamo classificarci meglio rispetto al nono posto dell’anno scorso e dobbiamo soprattutto cercare di andare avanti il più possibile nei playoff. Ci sono parecchie squadre che si sono rafforzate e abbiamo un girone abbastanza difficile. Questo deve essere uno stimolo per noi, anche perché abbiamo i mezzi per poter fare meglio dell’anno scorso. Mantenere il giusto entusiasmo durante l’intera stagione sarà la chiave di tutto.

GIACOMO, FAI UN AUGURIO AL TUO COLLEGA TOMMASO E ALLA DELSER. Auguro a Tommy di costruire una stagione vittoriosa e di costruire non solo una prima squadra vincente, ma anche un settore giovanile vincente, visto che vi gioca anche mia figlia. Auguro alla Delser di ottenere i risul-

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TOMMASO, FAI UN AUGURIO AL TUO COLLEGA GIACOMO E ALL’APU Ho avuto la fortuna di lavorare con Giacomo Braida quest’ultima estate al Palagym di Udine.

Auguro all’Apu di ottenere dei buoni risultati, perché essa rappresenta uno dei “fari” della pallacanestro friulana.

ORA PUOI FARE UN SALUTO AI NOSTRI LETTORI DI CJOSUL E A TUTTI I TIFOSI FRIULANI. Giacomo: Invito i tifosi a venire in palazzetto, per vedere lo spirito di questa squadra e la sua spettacolarità. Dopo aver visto una o due partite i tifosi si innamoreranno di questa squadra, perché ha tutte le carte in regola per essere divertente, atletica e spettacolare. Tommaso: Vi invito a venire a vedere la Delser al Carnera perché ci sarà sicuramente da divertirsi!


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foto: Alessandro Sain

SALE L’A-TTESA,

coach Gazzotti: “Siamo preparati” A TUTTO VOLLEY

Simone Narduzzi

simone.narduzzi@cjosul.it

U

n nuovo inizio, fra innesti e riconferme. Quattro le nuove leve arruolate in casa Libertas, nove le veterane reduci dalla

scorsa campagna promozione. Per tutte l’appello è scattato con la fine del mese di agosto, quando agli ordini di coach Marco Gazzotti si è dato avvio alla preparazione in vista del campionato di Serie A2 2018/19. Il 20 la ripresa nella palestra di Martignacco: da lì sudate sessioni per giunger pronte alle gare di ottobre. Il 7, in particolare, è previsto l’esordio casalingo

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per capitan Caravello e compagne, quel giorno comincerà la nuova stagione dell’Itas Città Fiera Martignacco. La salvezza è l’obiettivo primario per le ragazze del club friulano, un traguardo da contendere in primis alle squadre di cui si compone l’agguerrito e variegato girone di appartenenza: dalla VolAlto Caserta – prima avversaria all’Atleti Azzurri d’Italia – al resto delle compagini distribuite fra nord e – soprattutto – centro-sud del Paese. Dopo un’estate fra acquisti e burocrazia,

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è giunta l’ora finalmente di lasciare la parola al campo. Per inquadrare dunque al meglio la situazione del team del presidente Bernardino Ceccarelli, abbiamo chiesto al primo allenatore del Martignacco Marco Gazzotti il suo parere sui temi più caldi in questa fase di attesa e duro lavoro.

Come arriva il gruppo a questa storica avventura in Serie A2? Quali sono le sue sensazioni alla vigilia del nuovo campionato?


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“Sono contento della partecipazione, dell’impegno e dell’abnegazione delle ragazze. Le sensazioni sono tutte positive. La squadra l’anno scorso si è meritata con una stagione straordinaria la possibilità di affrontare un campionato come quello della Serie A, la stragrande maggioranza delle ragazze è alla prima esperienza di questo tipo e quelle che hanno già calcato il palco della Serie A diciamo che non l’hanno fatto da protagoniste come magari possono farlo quest’anno. Per cui praticamente tutta la squadra è esordiente. L’entusiasmo e la voglia di far bene di conseguenza sono ovviamente percepibili in tutte le ragazze, quindi io mi aggrappo anche a questo e al fatto che il gruppo l’anno scorso è stato straordinario. Le sensazioni sono buone, siamo tutti preparati, sappiamo che affronteremo un campionato duro e difficile, che ci saranno squadre molto più attrezzate di noi, però lo spirito che ci ha contraddistinto l’anno scorso, l’entusiasmo e la voglia di far bene possono e devono essere armi a nostro favore”.

La squadra ha subito poche variazioni in termini di organico rispetto all’ultima stagione: può essere questo un punto di forza, soprattutto nelle prime battute della stagione? “Insieme alla società abbiamo fatto la scelta di confermare gran parte dell’organico. Questo un po’ perché la società non aveva l’intenzione di stravolgere la squadra e quindi di prendere tutte giocatrici nuove – anche per una questione economica – e un po’ perché dopo il campionato dell’anno scorso abbiamo pensato che smantellare un gruppo che aveva fatto così bene non potesse essere la decisione giusta. Sulla carta questo può darci un vantaggio iniziale, poi però è sempre il campo quello che decide. Sicuramente a una squadra nuova serve un certo periodo per amalgamare tutte le varie componenti e questo può portare a perdere un po’ di tempo. Questo però è valido solo ed esclusivamente in teoria, perché la pratica spesso e volentieri ti smentisce. L’anno scorso, per esempio, abbiamo cambiato dodici tredicesimi

della squadra e alla fine abbiamo vinto campionato e Coppa Italia. Noi abbiamo deciso così perché l’anno scorso si era creata un’alchimia all’interno della squadra che secondo noi ha decisamente contribuito a raggiungere questi risultati, nonostante non fossimo i più forti in assoluto. Abbiamo deciso di non sciogliere questa chimica perché magari non è così automatico ricrearne un’altra. Altre società hanno cambiato tanto, hanno preso giocatrici molto molto forti che da sole, senza alchimia, ti possono far vincere le partite. Lì vedremo chi avrà avuto ragione”.

Trasferte perigliose vi attendono in questa stagione. Sarete costretti a viaggiare molto visto che la vostra è l’unica squadra del nord-est. “È vero, la nostra posizione geografica sicuramente non ci aiuta, però siamo stati promossi in Serie A, la società ha voluto fare la Serie A, la Serie A comporta anche questo. Siamo in un campionato nazionale e queste secondo me son quelle situazioni che vanno accettate senza lamentarsi: abbiamo la bicicletta e adesso pedaliamo. Poi ovvio che la compilazione del calendario alle volte ti può aiutare ed altre ti può danneggiare. Quest’anno noi giochiamo sia a Natale che a Capodanno, Natale in casa, Capodanno fuori. Avremo sicuramente problemi nel non fare quei tre o quattro giorni di vacanza a Capodanno che

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vengono fatti da chi per esempio gioca in Serie B. Però a quel punto uno gioca in Serie B e Natale e Capodanno li passa alle Maldive. Se uno vuole giocare in Serie A, Natale lo fa in palestra”.

Un invito, infine, rivolto al pubblico friulano affinché il loro sostegno continui ad esser costante. “Quello che posso garantire a tutto il pubblico che vorrà venire a vederci è che l’entusiasmo, lo spirito, la volontà, la voglia, la grinta e la determinazione che ci hanno contraddistinto l’anno scorso verranno riproposti se non addirittura migliorati. Il nostro obiettivo è quello di far sì che la gente che verrà a Martignacco a vederci esca convinta e sicura che la squadra avrà dato tutto quello che può dare”.

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Il Mondiale della porta accanto SPORT FVG

Simone Narduzzi

simone.narduzzi@cjosul.it

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SPORT FVG

A LIGNANO VA IN SCENA LA POWERCHAIR HOCKEY WORLD CHAMPIONSHIP 2018. L’ITALIA CI SARÀ, E TU?

Predominio planetario nuovamente in discussione. Niente calcio questa volta: la Francia, per dirla tutta, è addirittura esclusa dai giochi. Se è vero infatti che i galletti hanno avuto la meglio nei Mondiali giocati in Russia, nel torneo al via da settembre il titolo sarà un affare fra l’Italia e le altre potenze del wheelchair hockey internazionale. Otto, in particolare, le nazionali che prenderan parte all’evento principe di una disciplina portata in auge a livello locale grazie alle imprese degli Alma Madracs Udine. Dopo la salvezza in Serie A1 conquistata dalle bisce neroverdi, allora, il Friuli diverrà palco, dal 24 settembre al primo ottobre prossimi, degli IWAS Powerchair Hockey World Championship 2018. Lignano Sabbiadoro la sede prescelta per lo

storico appuntamento, il Palazzetto dello Sport Bella Italia EFA Village la struttura in cui si consumerà ogni atto della competizione. Contenderanno il titolo agli Azzurri del bomber friulano Claudio Comino Canada, Olanda e Svizzera – inserite nel Gruppo A insieme alla nostra Nazionale – ma poi anche Australia, Belgio, Danimarca e Germania – Gruppo B per loro. Una sfida che prenderà concretamente il via il 26 settembre con il match inaugurale fra i padroni di casa italiani e la Svizzera, un piccolo antipasto prima della grande abbuffata di incontri che porterà in pochi giorni a decretare la squadra regina dell’hockey su carrozzina elettrica. Diverse le soprese più o meno annunciate per l’occasione, numerosi gli sponsor da cui è arrivato il sostegno dell’iniziativa. Abbiamo parlato di questo, del fervore per l’avvio imminente e di molto altro ancora in compagnia di Benedetta De Cecco, responsabile comunicazione e marketing della World Championship 2018 nonché capitana degli Alma Madracs Udine.

Benedetta, manca poco all’atteso inizio dei Mondiali di wheelchair hockey: a livello organizzativo in cosa consiste precisamente il tuo ruolo in questo evento? Quali sono le tappe che da qui conducono alla partenza? 27

“In quest’ultimo mese di avvicinamento tutte le cose pianificate fino adesso devono essere portate a termine. Io in particolare ho seguito e seguo tutti gli aspetti legati alla comunicazione e al marketing, dalla ricerca degli sponsor – per la quale siamo molto felici perché abbiamo trovato molte aziende, anche del territorio, che hanno deciso di sostenere questo evento – all’organizzazione del merchandising per i tifosi, del sito web, dei social media. Adesso in particolare ci stiamo concentrando sull’organizzazione delle cerimonie di apertura e di chiusura e su tutta una serie di attività di intrattenimento per il pubblico. Rispetto ad altre competizioni abbiamo deciso di puntare molto su questo aspetto di comunicazione e promozione per far conoscere il nostro sport anche da questo punto di vista. Ci saranno poi delle belle sorprese, come la appena annunciata partecipazione di Federica Pellegrini quale testimonial per la campagna di comunicazione del Mondiale”.

Pensi che l’organizzazione di una manifestazione di tale portata nel nostro Friuli possa favorire la diffusione del wheelchair hockey? “Sicuramente. Il nostro obiettivo è quello di dare grande visibilità anche al territorio. Per tutti gli eventi e le cerimonie per esempio stiamo cercando CJOSUL | SE T TEMBRE 2018


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di lavorare con artisti locali. Stiamo cercando anche di collaborare con le televisioni locali perché vengano a vedere l’evento. In ogni caso, come dicevo prima, un aspetto positivo è l’interessamento di molti sponsor friulani: l’80% è composto da aziende friulane che hanno sostenuto questo evento. Il pubblico sarà molto caloroso e speriamo che questo possa dare risalto alle attività e alle squadre di hockey del territorio”.

Scendiamo ora in campo: come si avvicina l’Italia a questo appuntamento? “L’Italia ha concluso la preparazione con l’ultimo raduno tenutosi l’8 settembre, giorno in cui è stato organizzato un evento dedicato agli sponsor del Mondiale, i quali hanno assistito a una dimostrazione pratica con i ragazzi della Nazionale. Sicuramente l’Italia

tiene molto a questo torneo perché un Mondiale in casa è una cosa abbastanza rara: avranno senza dubbio voglia di fare bene”.

Oltre all’Italia cosa puoi dirci sulle altre formazioni coinvolte nel torneo? “Tutte le squadre europee ormai si conoscono fra di loro, d’altronde sono già diversi anni che si fanno queste competizioni di tipo internazionale. Su tutte l’Olanda, che è la squadra più titolata, sarà sicuramente la formazione da battere. Anche le altre compagini in ogni caso si saranno rinnovate rispetto alle ultime competizioni. Ci sono poi gli australiani, che saranno un po’ una sorpresa perché partecipando solamente ai Mondiali li si vede soltanto ogni quattro anni: su di loro non si sa che tipo di progresso possano aver fatto.

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L’incognita più grande però è il Canada, che partecipa per la prima volta a una competizione internazionale”.

Dai Mondiali alla prossima stagione di A1, un pensiero sul tuo club di appartenenza: come procede la preparazione degli Alma Madracs per questo secondo anno in massima divisione? “A metà luglio abbiamo ripreso gli allenamenti. Sono stati poi svelati i gironi del nuovo campionato: abbiamo Monza, Varese, Venezia, Torino e Genova. Venezia è la squadra più forte, anche perché ha vinto gli ultimi due Scudetti, ma per il resto il girone è abbastanza equilibrato e ne siamo molto contenti. Rispetto all’anno scorso vogliamo dare qualcosa di più e ci stiamo già impegnando per questo”.

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EVERY BADASS SUNDAY Marzio Paggiaro

marzio.paggiaro@cjosul.it

La marcia dei Leoni continua

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Dopo la pausa estiva di agosto, ecco che riprende nuovamente il campionato di flag football di 1a Divisione, quella cioè che tocca più da vicino le compagini del nostro territorio: Leoni Basiliano e Refoli Trieste. Altro Bowl di due giorni quello andato in scena nuovamente a Ferrara, un appuntamento dipanatosi nel primo weekend di settembre che ha visto subito i nostri impegnati in un derby formato Fvg.

ORARIO 10:30 10:30 10:30 11:40 11:40 11:40

Nel match d’apertura dunque, Leoni e Refoli si scontrano in una gara le cui sorti rimangono sempre in mano al Basiliano, abile nel concedere poco agli avversari giuliani. Il risultato sorride allora ai friulani, vincitori per 53 a 27 in questo primo derby stagionale.

ORARIO 10:30 11:00 11:00 11:40 11:40 11:40

TEAM CASA Warriors Bologna X Men Correggio Aquile Ferrara Red Tigers Ortona Ducks Lazio Leoni Udine

VS vs vs vs vs vs vs

TEAM OSPITE Cus Ancona Italia Academy 65ers Arona Black Sharks Raiders Roma Refoli Trieste

TEAM CASA 65ers Arona Aquile Ferrara Cus Ancona Warriors Bologna Red Tigers Ortona Black Sharks

VS vs vs vs vs vs vs

TEAM OSPITE X Men Correggio Italia Academy Ducks Lazio Leoni Udine Refoli Trieste Raiders Roma

RISULTATO 27:32 36:41 39:45 6:45 37:6 53:27

ORARIO 12:50 12:50 12:50 14:00 14:00 14:00

TEAM CASA X Men Correggio Italia Academy Red Tigers Ortona Warriors Bologna Aquile Ferrara Leoni Udine

VS vs vs vs vs vs vs

TEAM OSPITE Black Sharks 65ers Arona Raiders Roma Ducks Lazio Refoli Trieste Cus Ancona

TEAM OSPITE Red Tigers Ortona Leoni Udine Italia Academy X Men Correggio Warriors Bologna Aquile Ferrara

RISULTATO 18:7 25:20 27:33 20:13 34:39 6:39

TEAM CASA Aquile Ferrara Black Sharks Cus Ancona Ducks Lazio Refoli Trieste Raiders Roma

VS vs vs vs vs vs vs

TEAM OSPITE Red Tigers Ortona Italia Academy 65ers Arona X Men Correggio Warriors Bologna Leoni Udine

RISULTATO 39:25 34:13 18:47 26:13 51:34 19:40

Nella terza e ultima gara della giornata c’è da annotare la storica vittoria dei Leoni di Basiliano contro i Ducks Lazio, un successo mai ottenuto prima d’ora che di certo va oltre i tre canonici punti guadagnati in classifica. La partita finisce 24 a 20 per i friulani: sfatato per loro un tabù che andava avanti da troppo tempo. I Refoli, nel frattempo, incappano nella quarta sconfitta di questa due giorni di campionato. I giuliani perdono di una sola meta contro i Raiders nell’ultimo impegno del weekend: 32 a 26 quanto recita il tabellone al fischio finale.

RISULTATO 45:33 53:25 7:70 18:47 25:32 38:19

ORARIO 15:10 15:10 15:10 16:20 16:20 16:20

L’ultima partita del sabato, nonché l’ultima del girone di andata, vede ancora una volta vittoriosa la compagine friulana, che contro il Cus Ancona prevale con lo score di 38 a 12. Per i triestini invece partita amara contro le Aquile Ferrara, incontro tiratissimo ed emozionante terminato con un solo punto a dividere le due formazioni. 47 a 46: questo il punteggio a favore degli emiliani.

ORARIO 15:10 15:10 15:10 16:20 16:20 16:20

VS vs vs vs vs vs vs

Nella seconda partita della giornata avviene il riscatto per entrambe le compagini regionali. I Refoli si sbarazzano dei Warrior Bologna con un bel 51 a 34, mentre i Leoni fanno terra bruciata dei Raiders Roma registrando un notevole 40 a 19.

I Refoli Trieste si rifanno subito nel match successivo contro i Red Tiger Ortona, dove riescono ad imporsi per 32 a 25. Altra partita, altra vittoria per i Leoni, che vincono anche contro i Warriors Bologna con un buon margine: 47 a 18 il punteggio finale.

ORARIO 12:50 12:50 12:50 14:00 14:20 14:20

TEAM CASA Ducks Lazio 65ers Arona Refoli Trieste Raiders Roma Black Sharks Cus Ancona

TEAM CASA 65ers Arona Cus Ancona Leoni Udine Warriors Bologna Refoli Trieste Black Sharks

VS vs vs vs vs vs vs

TEAM OSPITE Red Tigers Ortona Italia Academy Ducks Lazio X Men Correggio Raiders Roma Aquile Ferrara

RISULTATO 25:13 26:51 24:20 25:19 26:32 34:35

Dopo questo Bowl la classifica vede aumentare il distacco del gruppo di testa, con tre squadre che al momento sembrano essere le favorite per contendersi il titolo. I Refoli, nonostante un fine settimana avaro di soddisfazioni, rimangono ancora in corsa per i playoff, mentre i Leoni, seconda miglior difesa e terzo miglior attacco del campionato, si prendono in solitaria il terzo posto in classifica inseguendo a sole due lunghezze i Ducks Lazio e a tre i 65ers di Arona.

RISULTATO 26:24 34:66 28:26 41:42 47:46 38:12

La mattinata di domenica 2 settembre dà il via al girone di ritorno. Come all’andata i Leoni si ritrovano a vivere un match complicato di fronte ad Arona. I 65ers sono indigesti in questa occasione ai friulani, fermati a cinque lunghezze dagli avversarsi con il punteggio finale che recita 25 a 20. Anche per i Refoli la prima di ritorno non va granché meglio. Contro i “ragazzini terribili” dell’Italian Accademy il club di Trieste cede per 33 a 27.

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RICORRENZE SPORTIVE Marco Michielis

marco.michielis@cjosul.it

“Al Genoa scriverei una canzone d’amore, ma sono troppo coinvolto”. Sono parole di Fabrizio De Andrè, celebre e amato cantautore genovese, che non nascose mai la sua passione per i colori rossoblu. Una febbre divorante, si badi bene, e non del semplice tifo che non andasse oltre la simpatia e il sostegno alla squadra del Genoa. Quest’ultima è sempre stata una delle compagini più romantiche del calcio italiano, proprio per questo connubio tra l’essere il club più antico del Bel Paese e l’aver avuto tra i suoi più accesi sostenitori un artista del calibro di De Andrè. Il Genoa Cricket and Football Club nasce il 7 settembre 1893. Da poco se ne sono festeggiati i 125 anni di storia. Nasce come associazione sportiva per volontà di un gruppo di aristocratici inglesi del consolato, come del resto rivela anche il nome. Genova assumeva via via sempre più importanza come scalo commerciale e i britannici, che la frequentavano sempre in maggior numero, pensarono di trasportarvi i loro sport e di diffonderli. Così avvenne per il football.

dal fermarsi in segno di lutto, perlomeno per quanto riguarda le due società locali, il Genoa, per l’appunto, e la Sampdoria, le cui rispettive partite del primo turno della Serie A sono state rinviate. La tifoseria genoana, in ogni caso, è scesa in piazza per celebrare la ricorrenza, come si suole fare solo nelle piazze più calde. Il corteo si è fatto largo per le strade del centro del capoluogo ligure, alternando cori per la squadra e per i propri colori ad altri per la città tutta, con l’invito a rialzarsi, indomiti, dopo un evento drammatico che, come detto, ha segnato profondamente tutti, spingendo, inoltre, genoani e sampdoriani ad accantonare la secolare rivalità sportiva per stringersi attorno al cuore ferito della loro città. Un ulteriore esempio che ci porta a riflettere su come il calcio, e lo sport più in generale, resti uno dei migliori veicoli d’emozione che esistano, popolare e a disposizione di tutti. Così è il Genoa per i suoi tifosi e per molti appassionati che sono affezionati al Grifone e alla sua lunghissima storia, fatta, come ogni storia che si rispetti, di vittorie e di sconfitte, di successi e di cadute. Inutile e sciocco sarebbe chiedersi, allora, perché una volta, in occasione di uno dei suoi concerti De Andrè prima terrorizzò la platea annunciando di avere una malattia e poi, con nonchalance, estrasse una sciarpa dai colori rossoblu, dicendo: “si chiama Genoa”.

La storia del club genovese è una storia vincente, anche se datata. I Grifoni vantano ben nove scudetti e da anni i loro tifosi sognano di vincere il decimo, così come intonano nel loro inno, per potersi appuntare la stella sulla maglia. L’ultimo compleanno del Genoa, però, non è venuto a coincidere con un momento felice per la città e i tifosi. La tragedia del crollo del ponte Morandi ha scosso non solo Genova, ma tutta la nazione. Anche lo sport non ha potuto esimersi

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Al Genoa scriverei una canzone d’amore: un club e la sua tradizione

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foto http://www.genoaclubcarige.it/DipendentiCarige/img/tifoseria/tifoseria9.jpg

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Cjosul - Settembre 2018  

Nono numero del 2018 del mensile digitale sul mondo dello sport, friulano ma non solo. In copertina: I mondiali di powerchair hockey.

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