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CJOSUL mensile friulano di informazione sportiva

AGOSTO 2018 N.17

VOLLEY A2 Ufficiali le rivali della Libertas Martignacco

UDINESE

SKY SPORT, MARINA PRESELLO: IL CALCIO VISTO DA BORDOCAMPO

Football americano INIZIA LA STAGIONE DEL FLAG PER LEONI E REFOLI

APU GSA PAROLA DI MICALICH: “Questa squadra può garantire spettacolo”


CJOSUL Par furlan, cjosul e je chê peraule che si dopre cuant che ti mancjin lis peraulis.

Alberto Zanotto alberto.zanotto@cjosul.it Alessandro Poli alessandro.poli@cjosul.it Cristian Trevisan cristian.trevisan@cjosul.it Enrico Arcolin enrico.arcolin@cjosul.it Francesco Paissan francesco.paissan@cjosul.it Gianmaria Monticelli gianmaria.monticelli@cjosul.it Marco Michielis marco.michielis@cjosul.it Marzio Paggiaro marziopaggiaro@gmail.com Mattia Meroi mattia.meroi@cjosul.it Simone Narduzzi simone.narduzzi@cjosul.it Tommaso Montanari tommaso.montanari@cjosul.it Tommaso Nin tommaso.nin@cjosul.it Valentino Riva valentino.riva@cjosul.it Graphic design Veronica Duriavig veronica.duriavig@gmail.com www.veronicaduriavig.it Copyright titolare dei diritti 2018

Un attrezzo, una pietanza, un pennarello oppure un libro. Cjosul è quel termine che in friulano può assumere diverse connotazioni a seconda della situazione in cui esso viene impiegato. Nel nostro caso, Cjosul è una rivista, una rivista digitale a cadenza mensile che si propone di raccontare lo sport dagli occhi di chi lo vive in prima persona e in tutte le sue sfaccettature: calcio, basket, cinema o fumetti. Ogni aspetto della nostra vita può essere toccato dallo sport che amiamo. Ogni aspetto della nostra vita può diventare Cjosul. La redazione di Cjosul è composta in gran parte da studenti che vogliono avvicinarsi al mondo del giornalismo sportivo e lo vogliono fare all’interno di un ambiente giovane, in cui ogni proposta è accolta con entusiasmo. Rodato o ancora acerbo, ogni aspirante giornalista è il benvenuto in Cjosul. Il nostro obiettivo? Una crescita del gruppo che comporti inevitabilmente la maturazione professionale di ogni singolo partecipante.


SOMMARIO

agosto 2018 CJOSUL

fischio d’inizio

UNA ZEBRA A POIS 04

MARINA PRESELLO: “QUAGLIARELLA BELLA IDEA PER UDINE, IMPRESSIONATA DA GASPERINI”

IL RAMARRO RAMPANTE 06

SI (RI)PARTE CON IL PIEDE GIUSTO

di Alessandro Poli

FOCUS SERIE A 08

LA ROULETTE DEI PORTIERI di Enrico Arcolin

di Tommaso Nin

NEW ROSTER, NEW LOGO, NEW AMBITIONS di Gianmaria Monticelli

18 A TUTTO VOLLEY

di Mattia Meroi

SQUADRE B: RIVOLUZIONE MANCATA?

14 SOLO COTONE

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UNO SGUARDO OLTRECONFINE 12

EUROPEI U19: PORTOGALLO CAMPIONE, ITALIA COL CUORE, DELUSIONI INGHILTERRA E FRANCIA

di Alberto Zanotto

VALIGIE ALLA MANO, DESTINAZIONE SALVEZZA! di Simone Narduzzi

20 SPORT FVG

DI ROSA ED AZZURRO: IL PRIMO GIRO DI SARA CASASOLA di Simone Narduzzi

22 100 YARD PER LA GLORIA EVERY HARD SUNDAY di Marzio Paggiaro

26 LE DONNE, I CAVALLIER, L’ARME, I MOTORI HAMILTON E MARQUEZ, LA STORIA NON CAMBIA di Francesco Paissan

30 MAGIC IN THE AIR

IL QUIDDITCH NEL POST-WORLD CUP SI RIORGANIZZA E SI PREPARA AL NUOVO di Tommaso Montanari

Di Rosa ed azzurro: il primo Giro di Sara Casasola


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UNA ZEBRA A POIS

di Mattia Meroi

mattia.meroi@cjosul.it

"QUAGLIARELLA BELLA IDEA PER UDINE, IMPRESSIONATA DA GASPERINI"


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A

bordocampo è tutto più bello. Vedere le gare, sentire le indicazioni degli allenatori, avvertire tensioni, emozioni, gioie e delusioni a pochi passi dai grandi protagonisti della Serie A e raccontarle. Tra i tanti, questo è il principale compito di Marina Presello, giornalista friulana di Sky Sport. Le interviste prima e dopo la gara sono il modo migliore per raccontare le sensazioni a caldo dei protagonisti. Marina riesce a renderle al meglio e, dopo aver fatto la gavetta nelle emittenti di casa nostra fra Telefriuli e Free, da anni vive e lavora a Milano. Tuttavia, non si scorda le sue origini, anzi, le visite in Friuli sono frequenti e sempre piacevoli. Tra poco si riaccendono i motori del campionato e Marina non vede l'ora di tornare "in campo" per quella che si prospetta essere una stagione molto interessante.

Marina, come si vive a Milano? “Molto bene da un lato perché ci sono tutte le comodità delle grandi città, un po' meno se confrontiamo il traffico milanese con quello di Udine e il paesaggio lombardo con quello delle colline moreniche friulane. La nostra è una terra speciale in cui ritorno sempre con grande entusiasmo”.

Spesso i tifosi dell'Udinese si lamentano per la scarsa attenzione dei media nei confronti della società friulana. Cosa ne pensi al riguardo? “È normale che i media riservino più spazio per le squadre più blasonate. Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli hanno un enorme seguito. Non è qualcosa di voluto contro l'Udinese. Nessuno ha nulla contro i bianconeri”.

Passiamo al campo. L'Udinese dove può arrivare quest'anno? “Sinceramente è difficile dirlo, è una squadra con tanti giocatori di nazionalità diverse e l'allenatore nuovo è al primo anno in Serie A, direi che come obiettivo ci si deve concentrare sulla salvezza. I quaranta punti sono sempre la priorità anche visto quello che è successo lo scorso anno. Una volta raggiunta quella quota, i calciatori potranno alzare l'asticella”.

Che cosa manca nella rosa a disposizione di mister Velazquez?

interviste difficili. Ormai calciatori, dirigenti, allenatori sono tutti preparati quando vanno davanti ai microfoni”.

“Un italiano di esperienza. Penso a quando in rosa c'erano Di Natale, Domizzi, Pinzi. Un leader italiano in spogliatoio sarebbe utile”.

Domanda delicata. L'anno scorso sei stata testimone di una vicenda tragica, quella di Davide Astori. Dev'essere stato difficile il tuo mestiere in quella circostanza.

In questo senso Fabio Quagliarella potrebbe essere una soluzione? “Assolutamente sì, Fabio ha lasciato un bel ricordo a Udine ed è un giocatore di valore ed esperienza”.

Cristiano Ronaldo cosa rappresenta per la Serie A e per chi svolge il tuo mestiere? “Qualcosa di incredibile. Seguendo la vicenda che lo ha portato in Italia si era creato fermento e aspettativa ovunque, anche in redazione a Sky Sport. Ronaldo fa notizia sempre e il fatto che abbia scelto la nostra Serie A, fa acquistare maggior valore al nostro campionato”.

Arriviamo quindi ai pronostici. Chi vincerà la Champions League? Il campionato? Quale squadra sarà la sorpresa della stagione? “Chiedete alla persona sbagliata. Sono un’imbranata nei pronostici, ma ci provo. Per quanto riguarda la Champions League spero un'italiana. È troppo tempo che non siamo protagonisti ai massimi livelli in Europa, a parte la Juve degli ultimi anni. In Italia la squadra di Allegri parte da vincente e da favorita quindi è la candidata principale per lo Scudetto. La sorpresa potrebbe essere la Fiorentina, ma anche la Sampdoria può giocarsi le sue carte. Sono indecisa tra queste due”.

Parliamo ora della tua professione. Chi è stato il personaggio più divertente da intervistare e quello con cui hai trovato maggiori difficoltà? “Di divertenti ce ne sono tanti, specialmente in Serie B, però se devo fare dei nomi più noti dico Bobo Vieri e Antonio Cassano. Sono due senza peli sulla lingua e spesso ti strappano un sorriso. Sinceramente non ricordo

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“Il ricordo di quelle giornate non mi abbandonerà mai, perché devi fare il tuo lavoro e farlo al meglio, ma avevo il cuore che piangeva per Davide e per la sua famiglia. Non è stato facile e mi ha cambiato molto dentro”.

Da bordocampo come si vivono le gare? Ci sapresti indicare il nome di un allenatore che ti ha colpito durante la partita? “Si vivono da vicino con la possibilità di sentire e vedere quello che succede in panchina. Ogni tecnico è diverso, ma se devo farti un nome dico che Gasperini mi ha impressionato per la quantità di suggerimenti che impartisce ai suoi giocatori”.

Il Chievo ha rischiato la retrocessione in Serie B per la questione delle plusvalenze fittizie. Ti abbiamo visto spesso inviata a Verona. È una buona notizia anche per te la permanenza in A della squadra di Campedelli. “Sì. Spesso sono al Bentegodi. Ormai il Chievo è una realtà consolidata, è in A da tanti anni. Il fatto che non sia stata retrocessa è una cosa positiva per i suoi tifosi più che per me”.

Un'altra realtà che hai spesso raccontato è Venezia. Che tipo di squadra è e che ambizioni ha? “Di ambizioni ne ha molte. È una società che sta crescendo tantissimo, il progetto del nuovo stadio è la prova lampante. Il prossimo anno potrebbe provare a salire in A, ma questo dipende da tanti fattori. Tacopina è un presidente ambizioso che vuole arrivare in alto. Inoltre in società lavora Poggi, una vecchia conoscenza...” CJOSUL | AGOSTO 2018


IL RAMARRO RAMPANTE

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Nella vittoria ottenuta nel primo turno di Coppa Italia si ritrova tutta la forza e la determinazione con cui i ramarri, e in primis il neoallenatore Attilio Tesser, hanno voglia di ripartire per rimediare a una passata stagione non entusiasmante. La trasferta all’Atleti Azzurri d’Italia contro l’Albinoleffe è risolta da un gol allo scadere di Bombagi, che concretizza il passaggio del turno dei neroverdi e concede loro la possibilità di affrontare domenica 5 agosto il Pescara per il secondo turno. Il tecnico di Montebelluna afferma di sentirsi a suo agio con le direttive di Lovisa, da lui definito ottimo uomo di calcio, e concorda con la volontà di portare in B i ramarri entro due anni, in tempo per festeggiare il centenario dalla fondazione del club. Dall’altra parte si rende però conto della difficoltà di un girone dove sono molte le pretendenti al primato. Il mercato è anche per questo ancora in gran fermento, dato che lo stesso Tesser vorrebbe completare la rosa soprattutto per quanto riguarda la porta, dove si è prudenzialmente provveduto a prolungare il prestito di Mazzini, in proprietà dell’Atalanta, e la difesa, dove bisogna reperire un valido sostituto di Formiconi, ceduto ai cugini della Triestina. A centrocampo è stato ufficializzato il ritorno di Semenzato dopo l’esperienza a Catania e si è deciso per l’ingaggio di Davide Gavazzi, ex Avellino che conta anche sette presenze in Serie A con la Sampdoria. Anche fra gli attaccanti, dopo il saluto definitivo di Raffini, ceduto al Ravenna, si è puntato in alto con l’acquisto di Leonardo Candellone, di proprietà del Torino ed ex Ternana e Sudtirol. L’obiettivo sarà ora affiatare i volti nuovi e le conferme per cercare di puntare più

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in alto possibile, recuperando quella determinazione dimostrata a Bergamo e mancata a tratti nella scorsa stagione.

LE ALTRE FORMAZIONI FVG Anche la Triestina si candida a lottare nelle posizioni più alte nella prossima stagione. Dopo la conferma dell’iscrizione al prossimo campionato, messa in dubbio da una falsa fideiussione, gli alabardati escono però ai rigori dalla Coppa Italia dopo uno scontro combattuto col Pisa. Tra gli acquisti di questo mercato spicca Giovanni Formiconi, sicurezza difensiva del Pordenone, oltre ai vari Malomo, Steffè e Miraglia. Nel Campionato carnico procede lo scontro al vertice tra Mobilieri e Cavazzo, a due punti l’uno dall’altro, ma con i campioni in carica, ancora imbattuti, che travolgono l’ultima classificata Fusca per 11-1 e mordono dunque le caviglie alla squadra di Sutrio. In Coppa Carnia siamo giunti al momento della finale, che vedrà scontrarsi Real I. C. – vittorioso in semifinale proprio contro il Cavazzo – e Ovarese.

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IL RAMARRO RAMPANTE Alessandro Poli

alessandro.poli@cjosul.it


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FOCUS SERIE A Enrico Arcolin

enrico.arcolin@cjosul.it

Sinora il calciomercato si è dimostrato senz’altro pirotecnico. Questa finestra ci ha dimostrato ancora una volta come in ogni sessione tutto rientri nella sfera del possibile: ne è l’esempio il trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Molti sono stati i giocatori che hanno scelto di cambiare maglia, ma in particolare sono stati i portieri a scatenare un ciclone di trasferimenti, con molte squadre, del campionato italiano e non solo, che hanno visto cambiare guardia fra i pali della propria porta. Impossibile non citare il caso Alisson, arrivato a Roma, sponda giallorossa, solamente due estati fa e pagato fior di quattrini dal Liverpool per portarlo alla corte di Jürgen Klopp. Se la sua prima esperienza si era consumata all’ombra dell’attuale estremo difensore della Juve Wojciech Szczesny, nel corso dell’ultimo campionato il brasiliano

ha saputo consacrarsi come il migliore fra i lupacchioti nonché – molto probabilmente – quale più forte portiere dell’intero campionato italiano. Grazie alle sue prestazioni – spesso anche nelle vesti di difensore di movimento aggiunto, visti i suoi piedi raffinati – Alisson si è trasferito ai Reds per 62 milioni più dieci di bonus, diventando così il portiere più pagato nella storia del calcio. Il Ds Monchi, come erede del numero uno verdeoro, ha scelto lo svedese Olsen, protagonista di un gran Mondiale con la sua Svezia, arrivata sino ai quarti di finale della competizione. Un altro estremo difensore è stato inoltre acquistato dai giallorossi, vale a dire Antonio Mirante, il quale con ogni probabilità ricoprirà il ruolo di viceOlsen. L’eterno e instancabile Gianluigi Buffon invece, data la sua inesauribile voglia di mettersi in gioco, è passato al Paris Saint-Germain per rincorrere il trofeo da lui più ambito ma ancora mai vinto: la Champions League. In casa Vecchia Signora, preso atto dell’addio del numero uno della Nazionale, Marotta e Paratici, protagonisti anche di questo

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calciomercato, hanno deciso di fare affidamento su Mattia Perin: al Genoa 12 milioni più tre di bonus. Già dalle prime amichevoli il portiere romano ha fatto intendere di non voler restare a guardare il titolare Szczesny, iniziando a dimostrare di poter giocare le sue carte per un posto in prima linea. A Napoli è iniziata l’era Carlo Ancelotti e, con l’approdo di Reina in rossonero, i partenopei hanno dovuto restaurare il proprio reparto portieri. De Laurentiis ha deciso di fare la spesa in casa Udinese prelevando sia Alex Meret che Orestis Karnezis e affidando loro le chiavi della porta azzurra per la stagione 2018/19. I friulani, dal canto loro, hanno scelto come sostituto il classe ’94 Juan Musso dal Racing de Avellaneda, pagato quattro milioni. Una rivoluzione quella che è avvenuta dunque fra i pali delle squadre di Serie A, con tanti nuovi nomi interessanti pronti a stupire. Perché non solo dribbling e rovesciate rendono straordinario il calcio, ma anche parate al limite dell’impossibile e salvataggi in extremis sulla linea di porta. CJOSUL | AGOSTO 2018


FOCUS SERIE A

FOCUS SERIE A Tommaso Nin

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tommaso.nin@cjosul.it

LA NOVITÀ DELLE SECONDE SQUADRE, PRO E CONTRO, OPPORTUNITÀ E SCETTICISMO NELL’ORA DELLA RICOSTRUZIONE DEL NOSTRO CALCIO CJOSUL | AGOSTO 2018

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vrebbero dovuto essere l’asso nella manica dei nuovi vertici del calcio italiano all’indomani della sconfitta contro la Svezia che ci chiuse le porte dei Mondiali in Russia; si stanno rivelando, almeno per ora, un parziale fallimento dopo aver incontrato l’indifferenza della vastissima parte dei club di Serie A. Di cosa parliamo? Delle squadre B, o seconde squadre. Nelle intenzioni della rinnovata dirigenza federale, Fabbricini e Costacurta su tutti, succeduti alla discussa gestione Tavecchio, le seconde squadre rientrano in un più ampio progetto di valorizzazione del talento giovanile. I nostri giovani calciatori maturano troppo tardi e approdano sui palcoscenici del calcio che conta in ritardo rispetto ai loro coetanei in altri paesi: per quali ragioni? C’è chi ha parlato di scarsa propensione degli allenatori a schierare giocatori giovani, laddove il risultato è più importante della crescita di un potenziale talento; chi di scarsa competitività del campionato Primavera, divenuto un vero e proprio parcheggio per calciatori in erba che il più delle volte, terminato l’apprendistato con i grandi club, iniziano un lungo tour delle categorie minori, vedendo sempre più lontana la possibilità di approdare in A. È in direzione opposta che va l’idea di permettere alle formazioni del massimo campionato di schierare squadre B in Lega Pro. Si pensa, sul modello di realtà come quella spagnola, che una terza serie professionistica sia più formante di un semplice campionato Primavera. In una ipotetica Serie C un giovane potrà confrontarsi con giocatori più anziani, di maggior esperienza, in un contesto agonistico più accentuato e con una grande concorrenza e competitività tra i club, impegnati nella lotta promozione o nella lotta salvezza. Lo scopo è quello di rendere più veloce il processo di crescita di un giovane, regalandogli la possibilità di accumulare una certa esperienza ad un certo livello rimanendo però nel club che lo ha cresciuto. Questo evitando quella giravolta di prestiti che tanto gola fanno a procuratori e società minori ma che forse penalizzano proprio i diretti interessati, bisognosi di un ambiente più familiare per potersi esprimere,

oltre che di un contesto tattico chiaro e definito introiettato con costanza negli anni dell’academy. Il regolamento per le seconde squadre, così come sono state pensate dai nuovi dirigenti federali, prevede anche la possibilità, per una seconda squadra di una società di Serie A, di partecipare sino al campionato di B, con la regola per cui vi deve sempre essere almeno una categoria di differenza tra due squadre del medesimo club. Nel migliore degli scenari un giovane talento potrebbe disputare il campionato di Serie B con la seconda squadra, per poi esordire ed essere adoperato dalla prima squadra in A fino a un massimo di cinque presenze, oltre le quali non potrà più essere “prestato”. La possibilità di partecipare ad un campionato competitivo nella prospettiva di approdare in Serie A nella medesima stagione potrebbe rivelarsi una soluzione interessante. Potranno essere iscritte seconde squadre già a partire da questa imminente stagione 2018/2019, ma al momento solo la Juventus pare presenterà una propria formazione all’avvio della prossima Lega Pro. Presentate come il fiore all’occhiello della nuova dirigenza Figc, hanno fino ad ora incontrato le resistenze di tutti i club di Serie A, a eccezione della Vecchia Signora. Il poco tempo per allestire una squadra, la difficoltà nel reperire calciatori, l’introduzione tardiva del nuovo regolamento da parte della federazione hanno scoraggiato anche le società più virtuose a livello giovanile: l’Inter, il Milan, la Roma, l’Atalanta.

investimento conveniente. Lo stesso De Laurentiis ha preferito rilevare il Bari, società storica andata in fallimento, e tentare la risalita dalla Serie D. Perché non provare a investire quel denaro in una seconda squadra? Le resistenze non coinvolgono solo le società di A. Gli stessi club abbonati a categorie minori come la Serie C, espressione spesso di piazze storiche ma decadute, vedono nelle seconde squadre un ostacolo alla propria sopravvivenza e al proprio prestigio: quasi unanime è stata la levata di scudi dei club di Lega Pro e assai scettico si è dimostrato il presidente Gravina. Pro e contro si accumuleranno in questo anno di preparazione e di dibattito sulle squadre B. Il percorso di rinnovamento voluto da Fabbricini e Costacurta appare pieno di ostacoli, ma la determinazione è molta e la volontà di proseguire nel rinnovamento è ferma. In una situazione storicamente difficile per il nostro calcio, in cui anno dopo anno sempre più squadre fanno fatica ad iscriversi ai campionati per via di manifeste difficoltà economiche, la soluzione delle seconde squadre potrebbe rappresentare una ventata di aria fresca, un modo per ripopolare le categorie minori, aumentare la competitività e soprattutto permettere al talento di crescere, rafforzarsi ed affermarsi in breve tempo a quei vertici del calcio europeo da cui siamo, ormai da troppi anni, ancora distanti.

È forse troppo presto per parlare, come alcuni hanno fatto, di fallimento delle squadre B. Sarà interessante osservare quale sarà la situazione tra un anno, quando nella stagione 2019/2020 la novità delle seconde squadre dovrebbe essere introdotta a pieno regime. Fanno però pensare dichiarazioni come quelle del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che ha definito le squadre B “un assist alla Juventus che non sa come piazzare i suoi 45 giocatori che ha in più”. Semplice battuta ad effetto a cui spesso ci ha abituato il presidente azzurro? Sì, ma non solo. La percezione abbastanza diffusa tra alcune società di A è che non si possa trattare di un

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UNO SGUARDO OLTRECONFINE

UNO SGUARDO OLTRECONFINE Alberto Zanotto

alberto.zanotto@cjosul.it

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on una finale al cardiopalma, si sono conclusi gli Europei U19 in Finlandia. I nostri azzurrini ci hanno fatto sognare arrivando a un passo dalla vittoria, salvo poi doversi arrendere in finale contro il Portogallo, che trionfa dopo una partita spettacolare terminata ai tempi supplementari con il risultato di 4-3. Vittoria che si può definire giusta quella dei lusitani visto quanto messo in mostra da Trincão e compagni nell’arco della competizione. Squadra solida e piena di qualità dal centrocampo in su, infatti, i giovani portoghesi sono riusciti ad andare a segno ben 17 volte in cinque partite, nessuno ha fatto meglio di loro. Non a caso il capocannoniere, anzi i capocannonieri, del torneo sono state le due punte di diamante della squadra allenata da Helio Sousa, ovvero l’esterno mancino dello Sporting Braga Trincão e il fantasista del Benfica Joao Filipe, con cinque reti ciascuno, una media di un gol a partita. Niente male per due classe ‘99. Sul primo, non a caso, si sono subito fiondati i dirigenti della Juventus che, con un offerta da 7 milioni, sembra stiano cercando di accaparrarsi il talentino portoghese. Non sono stati da meno però i nostri azzurrini, in grado di battere – nella seconda giornata dei gironi – e poi di portare fino ai supplementari nella finalissima i futuri campioni lusitani. È loro poi lo scalpo della Francia, favorita per la vittoria all’inizio della competizione. Trascinati dai gol di Moise Kean e di Gianluca Scamacca, la squadra di Paolo Nicolato ha dimostrato di essere un team molto compatto ma allo stesso tempo duttile e pieno di talento, pronto ad affrontare, l’estate prossima, i Mondiali U20 conquistati proprio una settimana fa grazie alla semifinale raggiunta e poi disputata contro la Francia. Nel gruppo azzurro sugli scudi anche il centrocampista Nicolò Zaniolo, appena passato alla Roma dall’Inter in virtù dell’affare Nainggolan e autore di una rete all’esordio contro la Finlandia.

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Insieme a lui va poi citato il compagno di reparto Sandro Tonali, classe 2000, regista del Brescia che nel centrocampo di Nicolato ha dimostrato di essere adatto sia in fase di impostazione che in quella difensiva in veste di incontrista. Il ds giallorosso Monchi ha già bussato alla porta del Brescia per provare a portarlo a Trigoria e accontentare un Di Francesco voglioso di giovani talenti da far sbocciare. Un buonissimo europeo è stato giocato anche dal portierino del Milan Plizzari, che nonostante la tenerissima età – è anche lui un 2000 – ha fatto vedere grandissime cose, dimostrandosi pronto per un ruolo anche in prima squadra. Hanno deluso invece l’Inghilterra e la Francia campione in carica, due delle squadre più forti della competizione e ai blocchi di partenza favorite per la vittoria finale. Gli inglesi iniziano bene con una vittoria contro la Turchia all’esordio. Successivamente arriva un pareggio con l’Ucraina, match nel quale Brereton e compagni cominciano a far vedere qualche acciacco fisico. Nell’ultima partita del girone arriva il crollo: sconfitta per 5-0 contro la Francia e qualificazione sfumata. Nell’ultima partita, valida per il pass ai Mondiali U20 contro la Norvegia, i Tre leoni non si vedono in campo: tre gol per gli scandinavi e altra qualificazione sfumata. Ovvio, la rosa ha subito un mutamento rispetto alle più liete uscite passate – non c’è più il trascinatore Dominic Solanke – ma sicuramente ci aspettavamo molto di più dalla nazionale di Paul Simpson. I francesi invece hanno esagerato in quanto a presunzione, arrivando alla semifinale contro l’Italia troppo convinti dei propri mezzi. Per i Bleus l’uscita a un passo dal filo di lana potrebbe considerarsi immeritata, una colpa tuttavia da spartire con la grinta e la bravura dei ragazzi di Nicolato. Bernard Diomède e compagni non iniziano nel modo migliore l’Europeo, uscendo sconfitti dall’Ucraina per 2-1 all’esordio. Ma Gouiri, Maolida e Guitane si prendono poi in spalla i galletti e li portano fino alle semifinali grazie a due 5-0 consecutivi ai danni di Turchia e Inghilterra. Oltre a questo trio che ha fatto sognare i tifosi francesi a suon di gol, in mezzo al campo

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si è fatto ben notare il classe ‘99 Guisance del Borussia Mönchengladbach, regista dal mancino delicato già accostato alla Juventus ma, a quanto pare, deciso a rimanere in Germania per il suo grande senso di appartenenza alla squadra che l’ha portato a questi livelli. Molti i giocatori che son riusciti a mettersi in mostra in questo breve ma intenso Europeo. Diverse le sorprese, altrettante le delusioni. Noi ci siamo divertiti, i talenti sono sbocciati: chi riuscirà ora ad accaparrarseli?


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PORTOGALLO CAMPIONE, ITALIA COL CUORE, DELUSIONI INGHILTERRA E FRANCIA 13

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SOLO COTONE

Gianmaria Monticelli

gianmaria.monticelli@cjosul.it


La situazione in casa Apu raccontata a 360° dal gm Davide Micalich


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opo un campionato super da parte dell’Apu Gsa, una stagione in cui i bianconeri hanno sfiorato l’impresa di arrivare in semifinale playoff al secondo anno di A2, il trio composto dal presidente Alessandro Pedone, il gm Davide Micalich e il nuovo allenatore Demis Cavina si è subito messo al lavoro per dare alla luce un gruppo al livello dei migliori team del campionato. La Gsa ha quindi radicalmente mutato il roster secondo le volontà ed il credo tecnico di coach Cavina. Si è poi rinnovato il logo così come si è intrapreso un percorso di rilievo assieme a un top gamma fra gli sponsor tecnici: nientemeno che la Nike. Per non parlare delle voci a proposito di un progetto per il nuovo palazzetto del basket friulano, un sogno per la realizzazione del quale sono coinvolti gli imprenditori Pedone ed Ennio Fattori. Gli ingredienti per una grande stagione ci sono tutti. Ne abbiamo voluto parlare con il gm bianconero Davide Micalich. Con lui siamo dunque andati a toccare tutti i fattori che ad oggi ruotano attorno all’universo Apu. Ecco le sue risposte. Davide, siete contenti del mercato che siete riusciti a fare? “Per quanto riguarda l’impostazione del team siamo contentissimi, abbiamo costruito la squadra che volevamo, cercando di dare un’impronta totalmente nuova. Ciò non vuol dire il rinnegare quanto di buono era stato fatto nella passata stagione – che comunque era tanto, anzi tantissimo – ma significa provare ad alzare l’asticella proponendo qualcosa di diverso per la gente udinese che ci segue sempre con grande affetto ed entusiasmo. Appena finito il campionato abbiamo fatto un ‘elenco della spesa’. Abbiamo rispettato tutti quelli che erano i nostri obiettivi, a partire da Cortese, che era un vecchio pallino, e i due americani, che sono di livello altissimo. In particolare abbiamo preso il miglior americano della Legadue, Marshawn Powell. Come playmaker invece abbiamo ingaggiato il miglior giovane del campionato, che è Lorenzo Penna. Con lui ci siamo anche affidati a Marco Spanghero, così da avere una coppia di play molto affidabili e intercambiabili fra

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loro. Questo penso dia un’idea di quello che è stato il nostro mercato. La squadra quindi ci piace un sacco e sono molto soddisfatto perché l’abbiamo costruita come l’avevamo sognata. Sotto questo aspetto la gente si divertirà perché il roster, a mio avviso, può garantire spettacolo. Tutta l’opinione pubblica, i siti specializzati e la stampa in generale ci accreditano come una delle squadre meglio costruite. Ad esempio, un recente articolo della Gazzetta dello sport mi ha gratificato molto. Per me è stato come una linfa vitale per andare avanti, perché questo ruolo è impegnativo, ci vuole tantissima passione. Con quell’articolo è come se la Gazzetta ci avesse detto che avevamo intrapreso la strada giusta e questo ti invita a rinnovare il tuo sforzo. La squadra è stata costruita bene, poi però come sempre la parola passa al campo. L’abbiamo costruita a dimensione del nostro coach Cavina, perché è fondamentale che l’allenatore si identifichi nella propria squadra, così come peraltro era stato un anno fa per Lardo. Cavina è contento e non vede l’ora di iniziare. Di conseguenza, non posso che essere contento anch’io”. Come procede abbonamenti?

la

campagna

“La risposta della gente è stata entusiasmante, oserei dire incredibile. Il feeling che si è creato con questa città e con il territorio è sotto gli occhi di tutti e ci spinge a fare sempre meglio. La gente ci supporta, e se questi sono i presupposti il palazzetto sarà sempre pienissimo e traboccante di persone. Ci sono tutti i presupposti per vivere una magnifica stagione. Il nostro compito sarà quello di non rompere questa magia. Occorre che questa empatia sia duratura nel tempo, senza brusche frenate. Capiteranno durante l’arco della stagione momenti belli e momenti meno belli, ma l’importante è fare in modo che questo entusiasmo non cali mai, indipendentemente dal fatto che la squadra vinca o perda. L ‘obiettivo non è quello di vincere il campionato, ma quello di divertirsi tutti assieme per andare forte. Poi se c’è una squadra migliore della nostra capita, si tornerà a provare a vincere l’anno seguente. Provando a

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vincerle tutte sei sicuro che quella magia di cui parlavo non verrà persa. Poche volte ho visto qualcosa di analogo. C’è fiducia reciproca. Questo status ce lo siamo guadagnati lavorando alacremente sul campo. Il nostro con la tifoseria è un rapporto sincero e schietto. E poi le testate giornalistiche ci menzionano tra le prime due o tre squadre del Girone est: questo non significa che vinceremo per forza, ma intanto questa è già formalmente una vittoria”. A proposito Davide, tu che sei esperto nel settore, ti sei fatto già un’idea su quali potranno essere le squadre che insidieranno Udine per lo sprint finale e quali invece potrebbero essere le sorprese? “In un campionato complesso come la Serie A2 di quest’anno mi pare di poter dire che ci sono delle squadre che possono sembrare un po’ più forti delle altre: parlo di Udine, Treviso, Bologna e Verona. Per me alla fine della stagione regolare uno di questi quattro team salirà direttamente in A1. Un gradino poco più sotto potrebbe esserci Forlì, poi Montegranaro. Attenzione a squadre come Ravenna, che hanno messo nel motore giocatori del calibro di Adam Smith, uno in grado di vincere le partite da solo”. Per quanto riguarda i giocatori che non sono stati rinnovati, si sa già quale sarà la loro squadra di appartenenza nella prossima stagione agonistica? “Capitan Ferrari è andato a giocare a Padova in Serie B. Diciamo che più che cessioni si è trattato di scelte anche sotto l’aspetto tecnico. Bushati era un giocatore su cui credevamo molto, ma ha fatto fatica ad ambientarsi qui a Udine e abbiamo fatto insieme la scelta di non continuare: è andato a giocare a Roseto, forse per lui una scelta legata anche al post carriera. Gli Usa hanno scelto di andare via per provare un gioco diverso, Benevelli e Raspino non fanno più parte della squadra perché non ritenuti affini al gioco di Cavina: sono andati rispettivamente alla Fortitudo Bologna e a Mantova. Quindi le decisioni sono state frutto di scelte principalmente tecniche”.


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Riguardo al pianeta giovanile, un argomento poco dibattuto, cosa ci puoi dire? “Quando abbiam preso in mano l’Apu abbiamo incominciato anche il percorso di ricostruzione delle giovanili, ripartendo praticamente da zero. Posso dire senza alcuna ombra di dubbio che rilanciare il progetto delle giovanili è molto più difficile rispetto al rilancio della prima squadra. Sembra un paradosso, ma ci vuole moltissimo tempo. Da quando non c’è più il cartellino è diventato molto più complesso investire nel settore giovanile di una squadra. Una volta il cartellino del giocatore aveva un valore e sapevi che quel valore era effettivo. Adesso non è più così e questo lo si evince dal fatto che non ci sono più tante società che investono sul settore giovanile, mentre quelle che puntano su tale ambito non investono sulla prima squadra. Noi siamo attaccati anche alla nostra città e stiamo provando a dare un senso al nostro settore giovanile. Si vede che i ragazzini indossano la maglia dell’Apu con molto orgoglio ed è una cosa bellissima. È tornata la voglia di vestire la canotta della Gsa. Inoltre la nostra sinergia cittadina che unisce Apu, Laipacco, Ubc e Cbu funziona benissimo. Abbiamo creato questo piccolo modellino, siamo ancora indietro, ci sono ampi margini di miglioramento, ma qualcosa inizia a vedersi in quanto qualche ragazzo sta venendo fuori”. Passiamo alle domande extra-campo. Cosa mi puoi dire sul nuovo logo dell’Apu? “È stato pensato questo nuovo logo per far vedere che anche la comunicazione stava cambiando. Era finito un ciclo e se ne riapriva un altro molto diverso da quello precedente. A me piace moltissimo questo logo rinfrescato. Poi abbiamo cambiato sponsor tecnico passando da Macron a Nike. È tutta una cosa collegata, nel senso che il logo è stato studiato anche per essere abbinato ad uno sponsor tecnico quale la Nike. Quindi era ora di dare una rinfrescata a 360°”. Come mai proprio lo sponsor tecnico Nike? “Penso sempre a quando siamo partiti. Step by step siamo arrivati alla situazione attuale passando dal Benedetti a Cividale

e da Cividale al Carnera. Vittoria dopo vittoria, sconfitta dopo sconfitta, siamo diventati una società quotata. Proprio questi passaggi, questa sinergia con il pubblico, con la città, con l’ambiente e questa magia che si sta creando attorno alla squadra hanno fatto sì che ci rendessimo appetibili alla Nike, da cui siamo stati avvicinati, e non viceversa. Nike ci ha chiesto se volessimo diventare una loro squadra ed io con orgoglio ho risposto di sì. È stato un matrimonio che si è concretizzato subito. Loro si sono identificati da subito nella nostra società, che ha anche valori morali e sociali oltre che sportivi”. Sull’argomento palazzetto cosa ci puoi svelare? “Lì l’argomento è un po’ un terreno minato. Udine per crescere ancora ha bisogno di un palazzetto adeguato. Questo non significa avere un palazzo da 6000 posti, ma più che altro avere una struttura con i comfort che si possono avere nel 2018 e che comunque un appassionato richiede. Noi siamo stati bene al Benedetti, a Cividale, al Carnera, ma sono tutti palazzetti che sentono il peso degli anni. Quindi se vogliamo un’ulteriore crescita c’è bisogno di un palazzetto che sia pari all’ambizione che Udine ha come tifoseria, come società, come squadra. I tempi sono maturi, certo, però bisogna anche lasciare che la situazione faccia il suo percorso. Per

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fare un palazzetto c’è bisogno di grandi sforzi economici e non solo. Ci si addentra per questo in un terreno minato, come dicevo prima. Intanto parliamone e poi proveremo a realizzarlo”. Un pensiero sugli Europei di basket femminile Under 18? “Udine è entrata in un livello europeo. A Udine si sono giocati quattro Europei, un Mondiale, delle finali nazionali Under 20 e Under 18. Ogni anno qui si giocano competizioni importanti. Ci sono stati fior di giocatori e giocatrici nel corso degli anni che continuano a venire a Udine volentieri. Questo fa sì che il marchio di Udine sia importante a livello non solo nazionale ma anche europeo e mondiale. Questo deve essere motivo di orgoglio per tutta la città”. Davide, cosa ne pensi dello striscione alabardato recentemente avvistato sui cieli di Lignano? “Lo prendo come va preso, con il sorriso sulle labbra. L’ho vista anche come mossa di marketing, visto che la campagna abbonamenti di Trieste sarebbe iniziata il lunedì successivo. Evidentemente avevano bisogno dei ‘contadini friulani’ per lanciare il loro prodotto (ndr, ride). Mi auguro e spero veramente che Trieste in A1 faccia bene, si consolidi, vinca molte partite e ci apra la strada verso il nostro obiettivo, che è quello di rincontrarli presto in quella categoria”.

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foto: Alessandro Sain

A TUTTO VOLLEY

Simone Narduzzi

simone.narduzzi@cjosul.it

VALIGIE ALLA MANO,

destinazione salvezza! CJOSUL | AGOSTO 2018

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Da Pinerolo a Soverato, senza passare per Cutrofiano. Questo parte del responso emerso dall’Assemblea delle società aderenti alla Lega Pallavolo Serie A femminile dello scorso 16 luglio. Quanto sperato alla fine è avvenuto: sulla base delle squadre iscritte al prossimo campionato di A2, il CdA ha convenuto alla spartizione dei club in due gironi da nove squadre. Fra queste la neo-promossa Polisportiva Libertas Martignacco, senza dubbio favorevole alla decisione presa in seguito agli esami condotti dalla Commissione ammissione sulle società facenti domanda di iscrizione ai tornei della stagione 2018/19. Grazie a questa divisione, infatti, aumentano le possibilità di salvezza del club presieduto da Bernardino Ceccarelli, con diciotto giornate di regular season seguite da ulteriori dieci in cui tener stretto il posto in categoria. Nell’ultima decina di incontri, in particolare, la formula prevede la composizione dei playoff promozione – la prima classificata verrà direttamente ammessa in A1 – e la condanna invece dei club retrocessi in B1. Il campionato di Serie A2 inizierà il 7 ottobre per concludersi il 19 maggio.

GIRONE A

GIRONE B

LPM PALLAVOLO MONDOVÌ

POLISPORTIVA A. CONSOLINI S.G. MARIGNANO (RN)

VOLLEY SOVERATO PALLAVOLO A.Z. ZAMBELLI ORVIETO POLISPORTIVA DUE PRINCIPATI VOLLEY BARONISSI (SA)

TRENTINO ROSA (TN) CUS COLLEGNO VOLLEY (TO) TEODORA CASADIO RAVENNA

VOLLEY HERMAEA OLBIA

UNIONE VOLLEY MONTECCHIO MAGGIORE (VI)

POLISPORTIVA LIBERTAS MARTIGNACCO (UD)

WEALTH PLANET PERUGIA VOLLEY

PALLAVOLO PINEROLO (TO)

GIUSEPPE CESARI CUTROFIANO (LE)

VOLALTO 2.0 CASERTA

VOLLEY ACADEMY SASSUOLO (MO)

VOLLEYGROUP ROMA

MARSALA VOLLEY (TP)

Per le friulane si prospetta un’annata intensa, con trasferte lungo l’intero stivale della penisola italiana.

Con il completamento del roster biancazzurro e la definizione dell’“Atleti Azzurri d’Italia” quale sede per le partite casalinghe, dunque, le ragazze guidate da coach Marco Gazzotti possono guardare con fiducia a un calendario – pubblicato il 2 agosto scorso – che le vedrà esordire proprio in casa, avversaria la Golden Tulip Volalto 2.0 Caserta. Per la prima trasferta, invece, le friulane dovranno aspettare la fine di ottobre: la 4a giornata, infatti, le vedrà ospiti della Zambelli Orvieto. Di seguito la composizione dei due gironi di Serie A2 per la stagione 2018/19, con la Libertas Martignacco inserita nel Girone A:

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sport targato Fvg. Tra le strade di casa, infatti, a portare a termine il Giro, vi è stata un’atleta azzurra di soli diciotto anni. È nata il 29 novembre del 1999 Sara Casasola, ciclista nata a Majano e cresciuta a pane e due ruote. Dagli inizi per gioco ai successi nazionali: specialista nel ciclocross, dal 6 al 15 luglio la biker nostrana ha vissuto forse la sua più grande esperienza su strada vestendo i colori del team Servetto Stradalli Alurecycling di Asti. Al primo anno da Élite, Sara si è quindi subito lasciata alle spalle gli esami di maturità vissuti nei giorni precedenti l’avvio del Giro buttandosi in quest’esperienza insieme ai mostri sacri del ciclismo mondiale. Lei che è reduce da un sesto posto ai Campionati Mondiali Under 23 di Valkenburg, in Olanda; lei che, nel 2015, ha partecipato agli Europei Juniores a nemmeno 16 anni compiuti. Sara era la più giovane allora, in quel di Huijbergen, non ha pertanto voluto esser da meno in un Giro che le è servito a maturare esperienza preziosa. Ha corso la ciclista majanese, riuscendo ad aver ragione persino del temibile “Kaiser”, quel monte Zoncolan affrontato per la prima volta dal gruppo femminile sulla salita del versante di Ovaro: 10 chilometri con pendenza media del 12% e punte del 22%. Fatica e soddisfazioni, gomme e attrito d’asfalto: tutto fa crescere, tutto trasforma. Tutto, a suon di chilometri, porta a creare un atleta vincente.

L

a più giovane in pista, e vedeste che razza di pista! O meglio strade, sentieri, salite arzigogolate, tracciati in sella a inseguire le numero uno al mondo. Si è concluso da pochi giorni il Giro d’Italia femminile internazionale, versione in rosa dell’omonimo trofeo maschile, competizione divisa in tappe disseminate in tutto il Paese. È stata una 29esima edizione segnata dal dominio incontrastato dell’olandese Annemiek Van Vleuten, regina del Nord sui picchi dello Zoncolan, sugli scudi anche nell’ultima tappa di Cividale, gara vinta in solitaria con un vantaggio di 27’’ sulle dirette avversarie. Conclusione trionfale quella della ciclista orange, epilogo però “adombrato” da un risultato altrettanto esaltante, almeno per lo

Fra le fatiche vissute prima dell’inizio del Giro potremmo annoverare gli esami di maturità. Come sono andati? È stata dura portare avanti i due impegni? “La maturità è andata molto bene, sono molto felice, non potevo pretendere di meglio. È passato tutto molto serenamente. I risultati li ho saputi dopo la prima tappa, risultati che ho atteso con ansia. La fatica degli esami è stata il non potersi allenare molto nelle settimane precedenti. Mi è un po’ dispiaciuto perché stavo portando avanti un certo lavoro che ho dovuto ridurre. Quando ho saputo l’esito? Sono stata molto contenta, ma essendo molto concentrata sulle gare ho posticipato i festeggiamenti al mio ritorno a casa”. Dallo studio alla strada. Che giudizio dai a questo tuo primo Giro Rosa?

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“Il giudizio è molto positivo. Non ero sicura di quante tappe sarei riuscita a fare, se sarei arrivata in Friuli. Ogni giorno c’era il dubbio di andare incontro al ritiro. Quindi direi che è andata veramente molto, molto bene, sono felicissima”. La fatica più grande vissuta nel corso della competizione? “Penso le prime tappe – la seconda in particolare, che era la prima in linea – e l’ultima. Ecco, nell’ultima tappa ho fatto molta, molta fatica. Faceva caldo, ma poi in questa tappa ero finita. Nella prima mi son staccata nella salita affrontata a metà gara. Il gruppo si è spezzato e ho fatto 70 chilometri un po’ da sola e un po’ in gruppetto. Quella è stata un po’ un’Odissea (ndr, ride)”. Quale, invece, il momento maggiore esaltazione?

di

“La penultima tappa, quella dello Zoncolan, dove tra l’altro son passata davanti a casa mia. Tutti i vicini avevano appeso striscioni, cartelloni, e poi sullo Zoncolan è venuta la mia famiglia a fare il tifo. Hanno pure dipinto qualche scritta sull’asfalto, è stato veramente bello!” Insieme a Elena Cecchini – Canyon Sram – hai fatto gli onori di casa nelle tappe svolte in Friuli. Hai percepito il calore della tua gente in questa parte finale del Giro? “Sì, è stato veramente bellissimo. A Tricesimo per esempio, dove siam partite per la penultima tappa, c’era una festa pazzesca. A Cividale, l’ultimo giorno, ancora di più. Non credevo potesse esserci una tale bolgia al seguito del Giro Rosa, di una gara femminile: è stato proprio bello”. E adesso? Si pensa al futuro? “In questo mese farò qualche corsa in Triveneto, mentre a settembre avrò qualche gara ancora in giro per l’Italia. Se tutto va bene parteciperò anche a una corsa in Francia. E poi si riparte col cross, con la squadra di Daniele Pontoni (ndr, due volte campione del mondo di cui Sara è allieva), un team nuovo, friulano. A livello di studi, a breve mi immatricolerò all’Università di Udine. Penso che farò matematica: essendo in zona, il corso mi permetterà di affrontare con maggiore tranquillità gli allenamenti”.

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100 YARD PER LA GLORIA Marzio Paggiaro

marziopaggiaro@gmail.com

EVERY HARD SUNDAY CJOSUL | AGOSTO 2018

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CJOSUL

A

nche questo mese Cjosul vi parlerà del football giocato all’interno delle nostre realtà locali. Terminati i campionati di football americano, allora, senza un attimo di sosta passiamo a narrarvi le vicende della stagione di flag appena cominciata.

0rario team casa

12:50 X MEN CORREGGIO vs DUCKS LAZIO 19:21 12:50 LEONI UDINE vs RAIDERS ROMA 38:25 14:00 ITALIA ACADEMY vs BLACK SHARKS 19:31 14:00 65ERS ARONA vs CUS ANCONA 42:12 14:00 RED TIGERS ORTONA VS AQUILE FERRARA 18:31 La terza e ultima gara della prima giornata del campionato vede vittoriosi i Refoli contro i Raiders per 41 a 32. Buona la prova dei giuliani: con questo successo arrivano a un totale di sei punti in tre partite.

LEONI UDINE RAIDERS ROMA RED TIGERS ORTONA REFOLI TRIESTE WARRIORS BOLOGNA X MEN CORREGGIO

Per i Leoni invece c’è la sfida ai Ducks Lazio, ex Marines Lazio, vincitori dello scorso campionato e quindi detentori del titolo. Difficile la partita del Basiliano a causa di tre infortuni rimediati nel corso della giornata. Senza la possibilità di effettuare cambi alcuni, alcuni fra i giocatori friulani hanno dovuto giocare sia in attacco che in difesa per tutta la partita contro un avversario che non ha concesso sconti. La partita è finita così 46 a 30 in favore dei Ducks. Per i Leoni, in questo avvio, un pareggio, una vittoria e una sconfitta per un totale di quattro punti.

Per le nostre compagini la giornata si è aperta alle 11.40: Leoni subito opposti ai 65ers di Arona, contro i quali gli archivi testimoniano una durissima semifinale tenutasi lo scorso anno, gara da cui i friulani erano peraltro usciti sconfitti. La partita non delude le attese e rimane in equilibrio fino alla fine, tant’è che il punteggio, al fischio finale, registra un pareggio per 25 a 25. E i supplementari? Con la nuova formula sono stati eliminati: per tale motivo ai due team viene assegnato un punto ciascuno. I Refoli invece affrontano l’Italia Academy di coach Mondin, che sotto la maglia azzurra della nazionale raduna i migliori giovani talenti del paese. Partita anche questa molto tirata, che i triestini portano a casa per un solo punto, 32 a 31.

0rario team casa

vs team ospite

risultato

12:50 WARRIORS BOLOGNA vs REFOLI TRIESTE 39:28

Domenica 1 luglio, come vuole il nuovo regolamento, le squadre partecipanti al campionato di prima divisione si sono radunate all’impianto sportivo Mike Wyatt Field di Ferrara per dare l’avvio alla stagione. Tappa questa della durata di un solo giorno, dove ogni singola squadra è stata chiamata ad affrontare tre partite. Come spiegato nell’articolo del numero di luglio, quest’anno il campionato è diviso in due serie: la nostra regione viene rappresentata da altrettanti team – Leoni Basiliano e Refoli Trieste – entrambi in prima categoria. Le 12 squadre sono:

65ERS ARONA AQUILE FERRARA BLACK SHARKS CUS ANCONA DUCKS LAZIO ITALIA ACADEMY

vs team ospite

risultato

10:30 AQUILE FERRARA vs CUS ANCONA 20:19

0rario team casa

vs team ospite

risultato

15:10

AQUILE FERRARA

vs BLACK SHARKS

32:30

15:10

RAIDERS ROMA

vs REFOLI TRIESTE

32:41

15:10

RED TIGERS ORTONA vs 65ERS ARONA

12:28

16:20 DUCKS LAZIO

vs LEONI UDINE

46:30

16:20 X MEN CORREGGIO

vs WARRIORS BOLOGNA 22:20

16:20 ITALIA ACADEMY

vs CUS ANCONA

25:32

Al termine della prima giornata la classifica vede i Refoli terzi a sei punti e i Leoni quarti a quattro punti.

10:30 WARRIORS BOLOGNA vs BLACK SHARKS 40:12

Sabato 28 e domenica 29 luglio, sempre a Ferrara, si è giocata la seconda giornata di campionato, una due giorni veramente intensa dove in totale ogni squadra ha giocato cinque partite.

10:30 X MEN CORREGGIO vs RAIDERS ROMA 34:20 11:40 RED TIGERS ORTONA vs DUCKS LAZIO 7:37

Nel primo turno i Leoni battono, non senza difficoltà, i ragazzi dell'Italia Academy per 48 a 33, mentre i Refoli incappano nella loro seconda sconfitta stagionale contro gli Arona 65ers. Il tabellino sorride infatti a questi ultimi: 41 a 36.

11:40 LEONI UDINE vs 65ERS ARONA 25:25 11:40 ITALIA ACADEMY vs REFOLI TRIESTE 31:32 Nella seconda partita i Refoli si scontrano contro i Warriors Bologna uscendo a pancia vuota in virtù del 39 a 28 finale. Bologna, in veste di mina vagante, è spesso protagonista di gare dall’esito incerto. In campo schiera giocatori di grande esperienza, fisici, quasi “illegali”. Non molto veloce, sa essere però decisamente concreta quando riesce a fare il suo gioco.

0rario team casa

vs team ospite

risultato

11:00 LEONI UDINE

vs ITALIA ACADEMY

48:33

11:00 REFOLI TRIESTE

vs 65ERS ARONA

34:41

11:00 RED TIGERS ORTONA vs WARRIORS BOLOGNA 36:20

I Leoni se la vedono con i Raiders, una compagine romana che ha vinto il penultimo titolo della lega: squadra esperta, molto fisica, un mix di giovani e veterani arrivati a questa prima tappa un po’ con la coperta corta visti i pochi elementi presenti nel roster. La partita termina 38 a 25 per i friulani, che si aggiudicano così la prima vittoria del campionato.

23

12:10

DUCKS LAZIO

vs BLACK SHARKS

33:6

12:10

AQUILE FERRARA

vs X MEN CORREGGIO

20:31

12:10

CUS ANCONA

vs RAIDERS ROMA

33:44 CJOSUL | AGOSTO 2018


100Y PER LA GLORIA >> SEGUE Nella seconda partita assistiamo al riscatto di Trieste, vittoriosa sui Black Sharks per 32 a 25. Per i Leoni ancora una vittoria, seppur di misura contro gli X-Man Coreggio: 25 a 20.

0rario team casa

vs team ospite

Arriviamo infine al quinto e ultimo turno di questi gironi. Non si fermano i Leoni Basiliano, che contro le Aquile padrone di casa portano a casa il bottino pieno grazie a un bel 33 a 14 finale. Anche Trieste è vittoriosa: batte il Cus Ancona per 48 a 31.

risultato

13:20 LEONI UDINE vs X MEN CORREGGIO 25:20 13:20 65ERS ARONA vs RAIDERS ROMA 40:28

0rario team casa

13:20 WARRIORS BOLOGNA vs ITALIA ACADEMY 14:34

14:00 LEONI UDINE vs AQUILE FERRARA 33:14

13:20 RED TIGERS ORTONA vs CUS ANCONA 26:33

14:00 RED TIGERS ORTONA vs X MEN CORREGGIO 18:34

13:20 REFOLI TRIESTE vs BLACK SHARKS 32:25

14:00 DUCKS LAZIO vs ITALIA ACADEMY 33:27

13:20 DUCKS LAZIO vs AQUILE FERRARA 19:18

15:10 RAIDERS ROMA vs WARRIORS BOLOGNA 46:24 15:10 REFOLI TRIESTE vs CUS ANCONA 48:31 Nella classifica generale di fine luglio vediamo i Leoni Basiliano secondi e i Refoli Trieste terzi (tabella a destra). Per il momento questo campionato ha già regalato un gran numero di gare interessanti ed equilibrate. A parte alcune esternazioni dovute al malcontento – giustificato o meno – nei confronti di determinate scelte arbitrali rivedibili, possiamo dire che la nuova formula sembra offrire turni di gioco con partite dal risultato mai banale. Forse è troppo presto per annunciare il successo del cambiamento voluto in Federazione? Lo scopriremo assieme nei prossimi mesi sui campi da gioco.

Le partite giocate il 28:

vs team ospite

risultato

15:10 BLACK SHARKS vs 65ERS ARONA 39:33

L’ultima partita del sabato vede Trieste avversaria dei campioni in carica, i Ducks Lazio. La formazione giuliana mette in scena una grande prestazione e, seppur sconfitta, può dirsi soddisfatta del divario di soli cinque punti maturato a fine partita: 38 a 33. Ancora una vittoria invece per i Leoni di Basiliano, che battono i Black Sharks per 27 a 19. I friulani anche in questa stagione si dimostrano quindi particolarmente indigesti per gli squali di Roma, nonostante qualche punto in più concesso da parte della difesa nostrana.

0rario team casa

vs team ospite

risultato

15:40 AQUILE FERRARA vs RAIDERS ROMA 18:25 15:40 BLACK SHARKS vs LEONI UDINE 19:27 15:40 DUCKS LAZIO vs REFOLI TRIESTE 38:33 Le partite giocate il 29:

0rario team casa

vs team ospite

risultato

10:30 RED TIGERS ORTONA vs ITALIA ACADEMY 25:16 10:30 X MEN CORREGGIO vs CUS ANCONA 35:25 10:30 WARRIORS BOLOGNA vs 65ERS ARONA 0:28 Nel quarto turno vittoria risicata e in zona “Cesarini” – se vogliamo usare un termine calcistico – per i Leoni contro i Red Tigers Ortona. Il punteggio finale, complice forse un arbitraggio discusso, recita 19 a 18. Importante poi la vittoria dei Refoli contro gli X-Man per due soli punti di vantaggio: 35 a 33 lo score per i giuliani al termine del match.

vs team ospite

risultato

foto: FB Refoli Trieste - Flag Football Team

0rario team casa

11:40 AQUILE FERRARA vs WARRIORS BOLOGNA 26:7 11:40 RED TIGERS ORTONA vs LEONI UDINE 18:19 11:40 DUCKS LAZIO vs 65ERS ARONA 20:25 12:50 RAIDERS ROMA vs ITALIA ACADEMY

27:13

12:50 CUS ANCONA vs BLACK SHARKS 24:25 12:50 REFOLI TRIESTE vs X MEN CORREGGIO 35:33 CJOSUL | AGOSTO 2018

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CJOSUL

Team

 PG  

W

D

L

 PF  

 PS  

 DP  

Punti

Marines Lazio

8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8

7 6 6 5 5 4 4 3 2 2 2 1

0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0

1 1 1 3 3 4 4 5 6 6 6 7

247 262 245 228 283 247 179 162 209 160 164 195

165 170 200 184 270 241 182 240 265 215 232 242

82 92 45 44 13 6 -3 -78 -56 -55 -68 -47

21 19 19 15 15 12 12 9 6 6 6 3

65ers Arona Leoni FVG X-Men Correggio Refoli Trieste Raiders Roma Nador Ferrara Black Sharks Roma Paccasassi Ancona Tigers Ortona Taz30 Bologna Academy Italia

25

% 88% 75% 75% 63% 63% 50% 50% 38% 25% 25% 25% 13%

CJOSUL | AGOSTO 2018


>> SEGUE foto: https://www.essentiallysports.com/wp-content/uploads/Lewis_Hamilton_2016_Malaysia_1.jpg

CJOSUL

Hamilton e la storia no

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foto: https://i.pinimg.com/736x/4a/14/76/4a1476c5ccc61ea91ad8006aff160316--mac-marc-marquez.jpg

CJOSUL

LE DONNE, I CAVALLIER, L’ARME, I MOTORI Francesco Paissan

e Marquez, on cambia 27

CJOSUL | AGOSTO 2018


CJOSUL >> SEGUE

“Don’t ever underestimate the heart of a champion!”. La frase con cui coach Rudy Tomjanovich passò alla storia del gioco del basket nel 1995, anno in cui vinse il titolo Nba con Houston, rimane ad oggi una delle frasi più usate e abusate della comunicazione sportiva. Impossibile, però, non ricorrere di nuovo a queste parole guardando alla stagione che sin qui stanno disputando Lewis Hamilton e Marc Marquez, i due volti che hanno monopolizzato le rispettive competizioni da qualche anno a questa parte.

Mai come quest’anno l’ago della bilancia è andato a pendere dalla parte della scuderia di Maranello. La Mercedes ha dovuto addirittura mostrare una faccia da “cattiva perdente” dopo la vittoria di Vettel a Silverstone, in cui Hamilton è stato danneggiato nel primo giro da Kimi Raikkonen, l’altro pilota Ferrari. Ad alimentare ulteriormente le polemiche ci ha pensato poi la Pirelli, l’azienda che fornisce gli pneumatici alle scuderie di F1, con la quantomeno discutibile decisione di abbassare i battistrada delle gomme a Mondiale in corso dopo aver ricevuto delle lamentele riguardo a problemi di cosiddetto blistering – ovverosia un danneggiamento delle gomme dall’interno verso l’esterno causato da bolle d’aria che si formano per via del surriscaldamento della gomma. Un problema, questo riscontrato soprattutto dalla Mercedes: ecco dunque perché la decisione della Pirelli è sembrata così strana ai tifosi della rossa. Anche perché, a voler fare i maligni, con l’abbassamento del battistrada dello

foto: https://s1.ibtimes.com/sites/www.ibtimes.com/files/styles/embed/public/2018/06/15/lewis-hamilton.jpg

Eppure qualcuno ha provato a mettere alle corde i due campioni mondiali. Parliamo in particolar modo della Formula 1, dove la Ferrari, dopo anni

di egemonia Mercedes, ha finalmente trovato la quadratura del cerchio con la sua SF71H, monoposto performante, forse addirittura superiore – all’altezza senz’altro – rispetto all’ultima creazione dei rivali tedeschi. Tedesco, ovviamente, è anche il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel, vincitore dei primi due Gran Premi della stagione.

pneumatico sembra che la Mercedes sia tornata a volare. La vittoria in Gran Bretagna aveva aperto uno scenario meraviglioso per Vettel e la Ferrari che, nella gara successiva in Germania, sembravano poter mettere in tasca un altro prezioso successo. Poi la pioggia, un lungo di Vettel al 52º giro, il ritiro del tedesco e la vittoria di Hamilton. In quel momento il fin qui divino Vettel è stato ridisegnato nelle sue fattezze più umane e Lewis Hamilton, in difficoltà tanto quanto – se non di più – durante l’ultimo anno con Rosberg come compagno di scuderia, è tornato leader reale ed emotivo del Mondiale. Delle due versioni, quale? L’ultimo Gp, disputato in Ungheria, ci ha dato qualche risposta interessante. Vettel aveva di nuovo una grossa chance tra le mani, aveva solo bisogno della pole position per partire davanti a tutti su un circuito dove è fondamentale farlo. La pioggia durante le qualifiche ha certamente scombinato le carte, eppure il giro veloce lo ha piazzato Hamilton, un Hamilton che sembra vincere le corse mentalmente prima ancora che in pista. Continuerà a far discutere il personaggio al di fuori della macchina, ma nella sua monoposto Hamilton è ancora l’uomo da battere, l’uomo che sbaglia meno di altri e per questo vince le gare. Tra parentesi, Hamilton ha poi vinto il Gp d’Ungheria mentre Vettel è arrivato secondo, condannato dalla pessima qualifica e da un pit-stop troppo lento. Il Gp d’Ungheria è stato anche il Gran Premio in cui è stato ricordato Sergio Marchionne, scomparso il 25 luglio scorso dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate in seguito ad un intervento chirurgico. La Ferrari ha corso col lutto per il suo ex presidente, l’uomo che ha guidato la scuderia di Maranello alla ripresa sia nelle competizioni sia nel mercato dell’auto.

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Fa discutere, eccome se fa discutere, l’altro protagonista presentato inizialmente assieme a Lewis Hamilton. Marc Marquez non è, e non ha mai fatto nulla, per essere un campione di simpatia – provate a chiedere ai tifosi di Valentino Rossi per ulteriori chiarimenti. Arrivati al Gran Premio di Germania, l’ultimo prima della sosta di due settimane, al comando troviamo sempre lui, sempre Marquez, che già vanta un +46 sul nº46, il sempiterno Valentino Rossi. Quest’anno sembrano però essere venute meno le rivali, prima fra tutte la Ducati, che non ha saputo tradurre in risultati i passi in avanti fatti nello sviluppo della moto. Nonostante la vittoria di Dovizioso in Qatar, nonostante la doppietta rossa al Mugello, in una gara dove si è finalmente rivisto un Jorge Lorenzo combattivo e grintoso che ha poi bissato la vittoria nella gara successiva in Catalogna, la Ducati soffre soprattutto dal punto di vista del consumo degli pneumatici. L’altra rivale, la Yamaha, non ha mai nascosto i problemi – legati i particolar modo all’elettronica – che hanno afflitto la prima parte del Mondiale di Rossi e Viñales, apparentemente in

crescita comunque nelle ultime due gare. Sarà soprattutto dopo il Gp di domenica 5 agosto a Brno che la Yamaha potrebbe introdurre delle novità tecniche. Il pericolo, purtroppo, è che oramai sia troppo tardi. Troppo tardi perché Marquez sembra aver intrapreso un cammino di crescita ulteriore, fatto di maggiore attenzione alla strategia di gara e alla preparazione per la stessa, sapendo benissimo di avere comunque un passo migliore rispetto ai propri rivali. Sembra sempre strano parlare di maturità quando si parla di Marquez, un pilota che, anche quest’anno, ha sempre guidato al limite delle sue possibilità e del rispetto verso gli altri piloti, fattori questi che hanno causato molte cadute portandolo a inimicarsi colleghi e tifosi. In fin dei conti sta proprio qui il vero margine di miglioramento di Marquez: riuscire a frenare quell’irruenza che non pochi danni ha già provocato.

sta mettendo bene in mostra. Abbiamo un Francesco Bagnaia in testa alla Moto2 e voglioso di rifarsi a Brno dopo un difficile Gp di Germania e Marco Bezzecchi, che in Moto3 insegue a poca distanza il leader della classifica Jorge Martin.

Attenzione però anche a quello che sta succedendo in Moto2 e Moto3, dove la nuova generazione di piloti italiani si

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MAGIC IN THE AIR Tommaso Montanari

tommaso.montanari@cjosul.it

foto di Anica and Florian Neumann

Il quidditch nel post-World Cup si riorganizza e si prepara al nuovo

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MENTRE ASSISTIAMO A UN RICAMBIO DI VOLONTARI NELL’INTERNATIONAL QUIDDITCH ASSOCIATION, DAL FRONTE UNITED STATES QUIDDITCH EMERGE UN NUOVO REGOLAMENTO, COMMENTATO PER CJOSUL DA MICHAEL CLARK-POLNER.

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foto di Anica and Florian Neumann

MAGIC IN THE AIR

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MAGIC IN THE AIR >> SEGUE

L

a chiusura dei lavori della IQA World Cup 2018, che ha visto il coronamento del sogno americano per la corsa all’oro, ha lasciato dietro di sé una fervente attività dell’International Quidditch Association (IQA), che accanto a una significativa riorganizzazione dei suoi volontari, deve continuare il suo lavoro. Questi ultimi mesi sono stati particolarmente intensi, visto che è in preparazione il nuovo regolamento del quidditch, il quale verrà rilasciato entro il prossimo 15 di agosto e avrà una durata triennale – come il precedente – a partire dalla stagione sportiva 2018/2019. È stato sofferto l’addio di Rebecca Alley, che ha annunciato il ritiro dalla sua posizione di direttore esecutivo dell’IQA poco prima dell’apertura dei Mondiali, congedo che avrà effetto a partire dal prossimo 31 agosto. Nel frattempo, mentre l’IQA ha aperto le candidature per ricoprire il ruolo lasciato vacante dalla Alley, Andrew Marner ricoprirà il ruolo di direttore esecutivo ad interim. Marner è fiduciario dell’IQA dal gennaio 2017 e ha fondato e diretto per ben tre anni la testata online “The Quidditch Post”, la prima a divulgare comunicati e articoli riguardanti questo sport. Sarah-Louise Lewis è stata direttore delle risorse umane per quasi un anno e ora ha ceduto il testimone a Betsy LewinLeigh, un volto noto nel panorama anglosassone per essere assistente del direttore esecutivo della Quidditch Premier League dallo scorso agosto. La Lewis non abbandonerà del tutto l’IQA, ma assumerà una posizione con meno responsabilità per motivi personali. L’IQA piange anche il ritiro di Nicole Hammer, che dopo essere stata assistente del direttore esecutivo IQA per il 2016, è entrata nel gruppo dei fiduciari nel 2017. La passione che Nicole ha apportato all’IQA è stata fondamentale per lo sviluppo di questo ente e non verrà di certo dimenticata. Dopo aver servito egregiamente il suo ruolo di direttore del gameplay e aver collaborato a ben due World Cup e all’edizione 2017 degli European Games come direttore degli ufficiali di gara, anche la belga Pauline Raes è costretta a salutare i suoi colleghi dell’IQA per ragioni personali. Ultimo abbandono è quello del segretario IQA Marco Ziegaus, che ha ricoperto tale

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ruolo da dicembre 2016. Il richiamo verso la sua squadra in Germania e la necessità del suo intervento nel panorama tedesco del quidditch hanno spinto Ziegaus a ritirarsi dal suo ruolo nell’IQA per concentrarsi a livello locale. Accanto a questi abbandoni, il reparto del regolamento si è dato da fare alacremente per rivedere la nuova edizione del regolamento IQA, che verrà rilasciata entro questo mese. Tuttavia, sono stati battuti sul tempo dalla United States Quidditch (USQ), che ha pubblicato la dodicesima edizione del suo regolamento di quidditch poche settimane fa. I regolamenti USQ e IQA presentano numerosi punti d’incontro e condividono quindi molti aspetti, ma ci sono alcune sfaccettature che differiscono tra i due compendi. La dodicesima edizione del regolamento USQ ha introdotto tante novità importanti per il quidditch statunitense che hanno sollevato molta curiosità da parte degli atleti e dei volontari di tutto il globo, i quali si chiedono se anche l’IQA applicherà queste innovazioni nel suo nuovo regolamento. Ovviamente, Cjosul non è rimasto in disparte a guardare, ma è stato contagiato dalla curiosità generale ed è andato ad ascoltare il parere di Michael Clark-Polner, che in USQ è il direttore del progetto USQ Rulebook 12th edition, al quale hanno collaborato altri sette volontari. Una delle novità più eclatanti del nuovo regolamento statunitense è la variazione della forma del campo da gioco, che passa quindi dalla sua tradizionale forma “a pillola” – con un’area centrale rettangolare fiancheggiata da due semicerchi rappresentanti le aree del portiere – ad una rettangolare. Questa decisione è stata accolta con entusiasmo da gran parte dei giocatori anche all’infuori degli Stati Uniti, ma ha sollevato perplessità e criticità da quelli più attaccati alla forma consueta. ClarckPolner ci spiega così cosa è successo al riguardo: “quando si decide di passare a un singolo confine fisico (ndr, vedere avanti), sono stati valutati numerosi fattori per decidere la forma e la dimensione che il campo dovrà avere. Siamo consci del desiderio di molti giocatori di mantenere la forma a pillola – che ha già sostituito la primissima forma ad ovale di ispirazione potteriana. La valutazione ha preso in considerazione anche la facilità di

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officiare da parte di arbitri e altri ufficiali di gara e l’accuratezza della marcatura del campo, che per la maggior parte è realizzata con coni anziché con vernice bianca o gesso come accade nei campi da calcio o rugby. Questi, uniti ad altri fattori, hanno rimpinguato la lista dei pro di un campo rettangolare, che si è rivelata vincente sulla forma a pillola”. A proposito del campo, il nuovo regolamento ha rimosso la linea d’inizio sulla quale si posizionano gli atleti durante la fase di avvio della partita, che era posta a metà strada tra la linea degli anelli e quella della zona del portiere. Con questa novità, il “brooms up!” si svolgerà semplicemente sulla linea della zona del portiere, con un guadagno di un paio di metri per gli atleti che scattano per il possesso dei palloni all’inizio della partita. Questa scelta ha quindi mantenuto pressoché invariata la tradizionale procedura d’inizio di una partita, nonostante più volte diversi atleti e volontari l’abbiano messa in questione perché, a loro avviso, si tratta di una procedura potenzialmente pericolosa che ha provocato diversi infortuni nel momento in cui gli atleti delle due squadre si scontrano sulla linea di metà campo a contendersi il possesso dei palloni. Clark-Polner ci ha spiegato che “l’eliminazione della linea di partenza e il suo posizionamento in coincidenza con la linea della zona del portiere è stata fatta meramente per ridurre la laboriosità nel preparare il campo, nulla di più. Non dà alcun indizio sul futuro della procedura d’inizio della partita, quindi non possiamo prevedere se in futuro verrà conservata o modificata”. Ma ora entriamo nel dettaglio del gameplay: come accennato prima, l’area di gioco delle partite americane sarà limitata dal solo confine del campo. Questa disposizione elimina il vecchio sistema, attualmente ancora in vigore per il regolamento IQA, secondo cui il gioco può proseguire anche al di fuori dei confini del campo, purché non invada l’area degli spettatori e rientri al più presto possibile nei limiti del terreno di gioco stesso. Un altro aggiornamento importante riguarda la gestione del terzo bolide e il famigerato guarding, ossia l’insieme delle azioni che uno o due battitori della stessa squadra in possesso di un bolide ciascuno mettono in atto per impedire


che un battitore avversario entri in possesso di un bolide vacante. Con il rinnovo di questa sezione, USQ ha messo diversi puntini sulle i per rendere le regole più fruibili agli atleti e agli arbitri e limitare in campo azioni da parte dei battitori considerate erroneamente lecite. Secondo le nuove indicazioni, i battitori in possesso di bolide che limitano le azioni dei battitori avversari sul terzo bolide devono tornare ai propri anelli e cedere entrambi i loro bolidi alla squadra avversaria: un provvedimento molto più serio rispetto al solo ritorno agli anelli imposto dalla precedente edizione del regolamento. Michael Clark-Polner ci ha chiarito esaustivamente anche questi punti, che saranno cruciali in termini di evoluzione del gameplay durante una partita. “Entrambe queste decisioni (ndr, limitazione dell’area di gioco al solo confine del campo e revisione delle regole sul terzo bolide) sono state prese perché giudicate migliori per il futuro del nostro sport. Certamente queste

decisioni influenzeranno il modo in cui gli atleti disputeranno le loro partite, ma non sono state prese per incoraggiare o scoraggiare un particolare stile di gioco. Con l’eccezione delle regole circa ritardo d’azione e del reset (nrd, il lancio dei palloni verso l’area del proprio portiere con un obiettivo che non è il passaggio diretto a un altro giocatore della propria squadra), in genere non facciamo regole allo scopo di incoraggiare o scoraggiare stili specifici o velocità di gioco. Le modifiche delle regole sul terzo bolide mirano a semplificare le stesse, rendendole di più facile comprensione e rispetto per i giocatori e di più facile applicazione per gli arbitri. Il precedente ventaglio di regole sul guarding era semplicemente un insieme di linee guida che dovevano essere giudicate in base alla situazione. Molti giocatori e ufficiali non hanno nemmeno realizzato che erano delle linee guida, portandoli a credere che determinate azioni erano legali semplicemente perché non erano

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esplicitamente indirizzate in queste linee guida. Anche lo stesso termine ‘guarding’ è stato rimosso dal nuovo regolamento, in quanto fonte di confusione. Il passaggio a un unico confine per l’area di gioco ha eliminato il sistema a doppio confine, incoerentemente imposto nonostante risulti confusionario. A ciò consegue la rimozione delle panchine delle squadre dall’area di gioco e di tutti gli accorgimenti precedentemente necessari per la sicurezza degli spettatori”. A noi di Cjosul non rimane altro che ringraziare Michael Clark-Polner per le risposte alle nostre curiosità e restare in attesa dell’uscita del prossimo regolamento IQA, con l’incognita se il team IQA abbia effettivamente attinto da alcune di queste novità per rinfrescare il proprio set di regole.

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Ottavo numero del 2018 del mensile digitale sul mondo dello sport, friulano ma non solo. In copertina:Micalich e la nuova APU pronta a stupi...

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