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Beauty

TUTTA LA VERITÀ SULLE MACCHIE

CAPPOTTONI, STILE TIROLO & PET-MANIA

In linea

Paola P aola CORTELLESI CORTELLES SI

QUANDO TI INNAMORI DI UN TOY BOY

ANIMALE A NIMALE a chi chi? i?

SE I NOSTRI CANI POTESSERO PARLA PARLARE

Migranti

IL FUTURO DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI: OMPAGNATI: In Sicilia con OXFAM e MARGHERITA BUY

DIMAGRIRE CON GLI ORMONI

Viaggi

IN VACANZA COI GORILLA

E ancora...

JENNIFER CONNELLY PIF GAEL GARCÍA BERNAL N°40 22/10/2016


ELLE. CHERCHEZ LA FEMME! Lo stile fresco e unico della rivista di moda più venduta al mondo.

Beauty

SUN N therapy

LEI&LEI GIOVANI

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CRESCONO. SENZA TABÙ

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Esotico CHIC

Asiia Asia ARGENTO

Conversazione ione sull’’AMORE sull Ewan n McGregor Una MOTO, 5 DONNE,

COSA VOGLIO DI PIÙ?

Coppia

COME FAR DURARE il MATRIMONIO (SI PUÒ!) N°26 26

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CREATIVITÀ SCOPRI I VINCITORI DEL PRIMO GIOIA! SMART AWARD

9/7/2016

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GIOIA! IL RESTO È NOIA! Ogni settimana moda, bellezza, attualità, passioni.

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GENTE, IL SETTIMANALE DELLA FAMIGLIA ITALIANA

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editoriale Il mio gatto si chiama Pepe (banale lo so, ma la spezia non c’entra, c’entra Garibaldi, lunga storia… ), il mio gatto dicevo si chiama Pepe e nella vita fa il gatto. Cioè miagola, si stira, defeca in una cassetta, dorme negli armadi e mangia crocchette, nella sua ciotola, per terra, non sulla tavola. Non ha velleità antropomorfe. Non è sostituto di un figlio mancato, non è detentore di una poltrona a lui dedicata, non ha diritti di sorta sul letto coniugale, non occupa la parte migliore del divano, non gestisce il telecomando e soprattutto non è mai stato da uno psicologo. È un gatto. Miao.

Per alcuni mesi ho frequentato lo studio di una psicanalista che pretendeva le raccontassi le smagliature del mio inconscio stando affondata in una vecchia poltrona di proprietà del suo enorme micio grigio. Il micio era molto peloso e molto malato. Assisteva ai miei sproloqui accoccolato in un angolo con sguardo torvo, in attesa di riprendere possesso del suo angolo di paradiso. Era imbarazzante. Non a caso ho concluso in 6 mesi un’analisi che nei protocolli junghiani poteva durare anni, riconciliandomi in un baleno col mio Es sperduto e ricucendo alla bell’e meglio traumi d’infanzia che forse non erano mai esistiti. Ero sorpresa di come una dottoressa tanto impenetrabile e brutale (pari livelli di soggezione credo di averli provati solo per la mia prof di greco al liceo), potesse manifestare una tale svenevole dolcezza col suo “amico a quattro zampe”. Lì ho capito che gli animali sono una cosa seria.

Cioè non il capriccio di un bambino che chiede con insistenza un cane a mamma e papà perché si è stufato del solito peluche. Non il gingillo ornamentale da portare al braccio che ha sdoganato Paris Hilton e nemmeno il manifesto progressista delle star socialmente impegnate o di certi intellettuali un po’ bohémien. Avevo un’amica a Barcellona che abitava in uno splendido appartamento Liberty colonizzato da gatti d’angora. Erano ovunque, sdraiati e sonnacchiosi a disseminare peli e sbadigli. La sera a cena li ho visti passeggiare sulla tavola imbandita e piluccare direttamente dai piatti della famiglia tutta, con noncurante avvallo e protezione dei presenti, intenti tra le chiacchiere a spostare con la forchetta il muso dell’invadente commensale per infilzare un broccoletto. Pur avendo un rapporto assai cordiale e disinvolto con i germi, ho preferito digiunare.

FOTO FEDERICA FIORI, ILLUSTRAZIONE SARA NOT

Quello che allora era follia oggi è zoomania. Esistono cafè ad hoc dove condividere con felini a scelta cappuccino e brioche. I cani vantano account Instagram più seguiti di quelli delle fashion blogger. E gli animali godono di tutti i comfort e privilegi che vogliono accordargli i loro padroni (che brutta parola!): viaggi, massaggi, vestiti firmati e strizzacervelli. Oltre che di un nuovo status: diversamente umani. Poi ci sono quelli che amano i quadrupedi davvero e li trattano da quadrupedi (o bipedi o pennuti o pesci o bisce o quel che sono). Cioè come un’altra razza, diversa dalla nostra ma con pari diritti e dignità. Degli uni e degli altri parliamo in questo numero. Ponendoci degli interrogativi, anche scomodi, ma che vanno affrontati. Perché è vero che sii può essere fanatici o solo equilibrati animalisti, ma se l’attenzione al mondo nd do do animale diventa fenomeno mainstream, con relativa impennata di amatori atto tor ori ri e business in crescita, vuol dire che qualcosa nella società sta cambiando, do, e do va indagato. Trattare le bestie come esseri viventi dotati di intelligenzaa e sensibilità, e condannare in modo irrevocabile maltrattamenti e abusi sii cr ccredo red re edo do sia un segno di civiltà. Al netto dei gattini che imperversano sui social al e dei al dei de ei racconti sulle eroiche gesta dei propri quattrozampe. Ché quelli li ho sempre sem emp mpr pre re trovati un po’ noiosi. Almeno quanto le apologie delle madri sui propri pri pr ri figli figgl fi fig glii geni. E per favore non ditemi che sono un mostro. Maria Elena Viola, direttore di GIOIA! Scrivetemi a: direttoregioia@hearst.it

«Tratt ttare gli ani animali imali con rri rispetto ispett tto è segno dii civiltà civiltà. à. Al netto nett tto dei gatt gattini t ini che imperversano sui social» 13


sommario 13 20 20 22 25

35 38 50 54 58 63 68

IN QUESTO NUMERO L’editoriale di Maria Elena Viola Posta per Gioia! Spillo di Lisa Corva Maleducazione sentimentale di Barbara Alberti Sette idee per la settimana di Federica Fiori

SE NE PARLA Future of fashion Taglia e cuci di Serena La Rosa L’opinione di Corrado Formigli Zoom di Stefania Miretti

ATTUALITÀ Jennifer Connelly. Una storia americana Gael García Bernal. Il mondo salvato dai poeti Animale a chi?

in copertina

68

AMICI A 4 ZAMPE

in copertina JENNIFER CONNELLY «LA BELLEZZA NON BASTA»

58

90 LE PERLE SONO TORNATE!

in copertina


63

GABRIEL GARCÍA BERNAL «LA POESIA CI SALVERÀ»

sommario MOTIVI GEOMETRICI

132

a t i n r e p o c in

74 76 78 85 90 98 101 106 113 116 119 123 124 132 134 148 152 154 156 158

a t i n o r e p c in

101

PAOLA CORTELLESI L’AMORE AI TEMPI DEI TOY BOY

16

Mondo cane! Spazio libero di Rosa Matteucci Amori bestiali Attori coi baff Perle di saggezza La terrazza di Guia Soncini Paola Cortellesi. Che noia le perfettine Ora che siamo arrivati fn qui Pif. Sono un pigro multitasking Stai Serena di Serena La Rosa Scritto a mano

MODA Quando arriva il freddo? Capp8 Il paltò... Tirolè Come lo metto? Sorvegliati speciali La camicia di jeans Il tweed: da lui a lei (sexy) I créole

a t i o n r e p c in

124 MA CHE FREDDO FA?


sommario 160 163 168

a t i n o r e p c in

174 200

182

CHARCOAL EYES

PELLE PERFETTA

173 174 180 182 184

Questione di famiglia Now new next di Angelica Carrara Michimood di Michela Gattermayer

BELLEZZA & WELLNESS Madre perla Senza macchia Un giro di perle Heavy liner Best of beauty

LIFESTYLE

189 Ormoni non calorie 194 Stasera indiano 200 Lo spazio bianco 204 La pappa pronta 206 La nostra Africa 218 Oroscopo

WHITE DESIGN

di Francesca Tumiati

211

PASSAPAROLA Libri. Cinema. Arte.

18

in copertina

a t i n o r e p c in

SAFARI A SENZA FUCILE

206

IL VELLUTO A COSTE

Le idee MODA

IL CAPPOTTO VESTAGLIA

VUOI AVERE IL NOSTRO LOOK?

Trench di velluto, maglia di cashmere, pants di suède, foulard di seta, handbag di pelle stampa cocco e stivali, tutto Trussardi. Foto Bruno Barbazan. Styling Monica Curetti. Ha collaborato Alessandra Gabbetta. Trucco Claudia Marchetti @ Greenapple using YSL Rouge Pur Couture. Capelli Valerio Sestito @ Freelancer using Bumble&Bumbleo

E IL MAKE UP?

Sul viso il fondotinta T-Zone Equalizer dal colore chiaro. Sguardo sensuale con il Mascara Extreme nero e l’Ombretto Duo 5 Secondi nel WR08 marrone. Tutto Euphidra.

I PANTA XL


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cose da fare, oggetti del desiderio e opinioni a cura di Gloria Ghiara

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Le tendenze make up, i nuovi hairstyle e le nail art più originali, le ispirazioni dalle sfilate e tanto altro ancora: tutti i nuovi trend li trovi su GIOIA.IT/BELLEZZA

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Nel prossimo numero...

Y CURVY URVY

pericolose Tutti gli outft che non avresti mai osato mettere

Il figlio che non ho avuto

Ringraziamo le molte lettrici che ci hanno scritto a proposito del servizio Il figlio che non ho (Gioia! 37). Per motivi di spazio, ne pubblichiamo solo due. Ma con una promessa: ne riparleremo! Il libro di Lisa Corva, Confessioni di un’aspirante madre, per me è stato un salvagente, mentre stavo affogando nelle mie lacrime dopo la prima Fivet fallita. Mi ha insegnato a sorridere nuovamente. E finalmente, dopo altri quattro tentativi, è arrivata mia figlia, ora in prima elementare. A volte mi sembra ancora impossibile che lei sia qui con me. Ma quella cicatrice, quel dolore non li ho scordati. Heidi Le cicatrici ci sono, ma portarle con orgoglio ci fa scoprire che ci hanno rese più forti. Mi commuove ancora il ricordo della mia amica B. Dopo l’operazione al seno, indossa abiti scollati con il portamento di una regina: una collana preziosa o una sciarpa di seta non avrebbero potuto renderla più bella. Claudia

Risponde Lisa Corva Ho esitato prima di raccontare la mia storia: la storia di un figlio mai arrivato, cominciata da un libro che ho scritto anni fa, Confessioni di un’aspirante madre. Ripensarci non è stato facile. Per quello ho citato la frase di Colette: «Una cicatrice è un’acquisizione, un segno che non avevi alla nascita». Così è, per me. E mi sono commossa leggendo le testimonianze arrivate. Non solo sulla “cicatrice” del figlio mai avuto, ma anche altre, il segno di un’operazione per un cancro al seno, ad esempio. Ogni donna, credo, ha delle cicatrici, nell’anima o sulla pelle. E forse saperne parlare è un modo per riconciliarsi con se stesse e con la vita.

Un errore da correggere Sul n. 38 di Gioia! abbiamo parlato dei resort La Bandita, Townhouse e Countryhouse di Pienza, pubblicando un sito Internet errato. Quello corretto è: www.la-bandita.com. Ci scusiamo con gli interessati e con le lettrici.

Lo spillo di Gioia!

DI LISACORVA.COM

Come avevano fatto a passare gli ultimi sedici anni a disimpararsi a vicenda? Come aveva fatto la somma di tutta la presenza a trasformarsi in assenza? (Jonathan Safran Foer)

Disimpararsi, la crudeltà degli addii.


maleducazione sentimentale

BARBARA ALBERTI SCRITTRICE. UNA SPIA DELL’AMORE

All’inizio non lo volevo, ma lui mi ha fatto una corte serrata, perfno all’antica, con invii di fori e poesie della buonanotte al telefono. Alla fne mi sono innamorata. E qui comincia l’inseguimento al contrario. Lui c’è, lui non c’è, mi dà appuntamento e lo disdice all’ultimo momento o addirittura mi dà buca. Poi di colpo mi tratta come una principessa. A letto a volte è svogliato, mi denigra, dice che sono fatta per ammazzare il desiderio. Altre volte è un demonio. Se usciamo con i suoi amici mi ridicolizza appena apro bocca, oppure mi fa stare zitta con delle battute al vetriolo, poi mi riconquista con gesti imprevisti. Io l’ho lasciato, ma lui mi ha ripresa con una tenerezza di cui non lo credevo capace. Mi ha portato un weekend a Malta, in un posto romantico, e una volta arrivati lì non ha fatto che firtare con una bella signora che per fortuna non se lo flava neanche un po’. Ora mi chiede scusa, è diabolico: diventa un altro quando vuole farsi perdonare. Che devo fare? Enrica Lo chiedi a me? È tutto così evidente, già disegnato come in un videogame. Lui è il dominatore odioso e strafottente, quello che dà e toglie a capriccio, che dispensa e nega, il furbacchione che tiene sveglio l’amore dell’altro stando ben attento a non dare niente ma a pretendere tutto. Come ti posso consigliare? Io uno così neanche mezz’ora avrei potuto sopportarlo, più per noia che per orgoglio. Una può andare anche col diavolo, ma dev’essere bello, anzi bellissimo, come Belzebù nella sua fammante gloria. Ma quanto sarà noioso questo geometra dell’amore, sempre occupato a misurare i confni del suo egoismo. Che duetto inutile. Non c’è che il volersi bene, che è una cosa immensa. Lui è una macchina per soffrire e tu ci viaggi sopra. Un tornaconto amoroso ce l’avrai pure, se no sei matta. Fa’ un esperimento. Prova tu per un po’ a fare la stronza e vedrai come lui farà fnta di cambiare per impriogionarti meglio. Una domanda: possibile che stimi la tua vita così poco da non poterci fare qualcosa di meglio?

«Quanto sarà noioso questo geometra dell’amore, sempre occupato a misurare i confini dell’egoismo!»

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Io non credevo che per me sarebbe mai tornato l’amore. Ho 67 anni, sono vedova con fgli e nipoti, stavo facendo tranquillamente la nonna. Poi arriva questo coetaneo bello e molto corteggiato, manda al diavolo una fdanzata più giovane per me, mi dichiara che mi cerca da una vita e, a poco a poco, risveglia i miei sensi e mi prega di tenere segreta la nostra storia. Ha molti problemi con i suoi fgli ma non me li fa pesare, mi sta vicino in tutto. Avevamo programmato un viaggio a Chamonix, mi ha detto: «Ti voglio regalare le montagne». Ma all’ultimo mi ha telefonato in ansia: «Scusami, mi sta cadendo il mondo addosso». È sparito per qualche giorno, non mi ha spiegato nulla: «Sappi solo che me la sono vista brutta, ma la cosa più brutta sarebbe perdere te». Io non ho chiesto, ma sospetto tradimenti, risvolti loschi. E mi torturo.

Giovanna Ti è capitata una grande luce, adesso non ti oscurare diventando sospettosa. È una storia bella, una storia vera e gentile. Un uomo e una donna, non più giovani, si incontrano e si amano. Non chiedere a me cosa devi sentire, sei tu che stai bene con lui e lui con te. Io credo che qualsiasi cosa accadrà sarà buona. Basta essere semplici. Non rovinare questo momento purissimo. Non sottrarti alla gioia: siete un uomo e una donna soli, in salvo dal mondo. Rifutare la felicità è un peccato imperdonabile.

Scrivete a Barbara Alberti all’indirizzo: maleducazione.sentimentale@hearst.it

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

Che devo fare CON questo maschio DIABOLICO?

Facevo la nonna poi ARRIVA LUI e mi dice che MI CERCA DA UNA VITA


!

Che e

Sette idee perla per la settimana

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Che ne dici di...

... una borsa affresco?

Perfetto (anche) per la volta dipinta di un elegante boudoir il motivo foreale scelto da Dolce & Gabbana per Lucia, la nuova it-bag lanciata in passerella a/i 2016-17. Non a caso, secondo gli stilisti, «la collezione prende spunto dal mondo delle principesse e delle fabe, antiche e moderne, reinterpretate in una visione contemporanea». Come resistere a un sogno che diventa realtà? F.Fi.

FIORI ROSSI PER TE PELLE A GRANA FINE, DOPPIO SCOMPARTO E SPALLACCIO REMOVIBILE, (€ 2.450). DOLCEGABBANA. COM

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3

sette idee

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... giocare al tomboy? ... un weekend in yurta (eco-chic)?

Una meta extralusso, un soggiorno unico, un prezzo low cost: sono almeno tre gli ingredienti garantiti per la tenda mongola di Jean Luc in Val-d’Isère, prenotabile su airbnb.com a partire da 70 euro a notte. Occhio però, i servizi sono spartani: l’elettricità è fornita dai pannelli solari e all’interno non c’è acqua corrente.

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Sguardo mascalzone, labbra e tailleur color prugna, Kristen Stewart in versione ragazzaccio “spacca”. Da copiare: i capelli biondo nichel e solo un ciondolo al posto della camicia (era dagli Anni 90 che non si vedeva!).

Secondo gli utenti che l’hanno provata, Tayasui Sketches è davvero la miglior app per disegnare. Per confermartelo, l’abbiamo testata anche noi: comandi facili e intuitivi, tratti moderni e, qualsiasi strumento di scrittura tu scelga di usare, i risultati saranno degni di un illustratore. In più, è gratis!

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... disegnare con un’app?


sette idee

5 Gioia! loves

... metterti nei panni di Felicity Jones?

Se ancora non lo sapessi, Felicity Jones (alias la dottoressa Sienna Brooks) è, insieme a Tom Hanks, la protagonista di Inferno, terzo episodio della saga dedicata da Ron Howard ai celebri l b i e omonimi i i libri lib i di Dan D Brown. B N l flm, Nel fl presentato ntato in anteprima mondiale a Firenze e appena arrivato nelle sale, l’attrice indossa un coat dell’italianissima Peuterey. Lo vuoi anche tu? Lo trovi, rieditato, negli store del brand e in alcunii multimarca selezionati. peuterey.com

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Cacao o pregiato, nocciole IGP e tre ripieni –all’arancio, ai frutti rossi e al peperoncino oncino – ricchi di molecole preziose se per il benessere. Il cioccolatino Perfetto, tto, appena creato da Odilla Chocolat, rispetta ta appieno le raccomandazioni sull’alimentazione mentazione della Fondazione Umberto Veronesi. esi. Se lo compri, una parte dei proventi verrà devoluta per la ricerca scientifca.

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... cioccolata anticancro?


7

sette idee

Che ne dici di...

segnare in agenda

dal 14 al 20 ottobre

a cura di Stefano Rejec

fotografia mercoledì 19

È la famiglia il filo conduttore di Umbria World Fest, fno al 6 novembre a Foligno. Perfetto dunque il titolo della mostra Gombe Family abum, con il reportage fotografco di Anup Shah e Fiona Rogers che hanno ritratto diversi gruppi familiari di scimpanzè (sopra, Tarzan, maschio, 12 anni) nel Gombe National Park, in Tanzania. umbriaworldfest.it

eventi sabato 15

festival lunedì 17

Se amate il jazz, è iniziato il Festival di Ferrara. In programma 70 appuntamenti, con concerti di protagonisti del panorama internazionale, serate dedicate a talenti emergenti (a destra, Ala.Ni) e novità discografche, tra avanguardia e tradizione. Fino a fne aprile 2017. jazzclubferrara.com

Una notte al museo in sacco a pelo. Succede al Palazzo Ducale di Venezia dove, dopo un’esplorazione notturna, insolita dell’edifcio e con molte sorprese, si pernotterà, ospiti di mille anni di storia e arte. Prezzo: 80 euro per nuclei familiari fno a 4 persone, prima colazione compresa. visitmuve.it

dischi martedì 18

È nei negozi il nuovo singolo di Vasco Rossi, Un mondo migliore, contemporaneamente al debutto in Rete del relativo videoclip uffciale. Il brano è uno dei quattro inediti che farà parte dell’antologia in uscita a novembre, per i 40 anni di carriera del rocker di Zocca. vascorossi.net

moda giovedì 20

Fashioniste? A Milano, a Villa Necchi Campiglio (via Mozart 14) apre La moda di carta di Isabelle de Borchgrave: 30 abiti interamente realizzati in carta (accessori compresi) creati dall’artista belga. Fino al 31 dicembre. fondoambiente.it

mostre venerdì 14

S’intitola La grande estate la mostra di Olimpia Zagnoli, ispirata dal paesaggio toscano, allo Spazio Mutty (via Guido Maifreni 54) di Castiglione delle Stiviere (Mn). Esposte fno al 15 ottobre le illustrazioni dell’artista, che lavora per testate come The New Yorker, Guardian, Le Monde. mutty.it

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food domenica 16

Quest’anno Milano Golosa si concentra su quello che mangiamo. Tre giorni (15-16-17 ottobre) di incontri, laboratori, ricette, show cooking per sottolineare l’importanza della qualità degli ingredienti, delle materie prime. Attenzione particolare per esempio al problema del glutine. Al palazzo del ghiaccio (via G. B. Piranesi 14). milanogolosa.it


seneparla a la

fatti, commenti e obiettivi della settimana

Sempre più futurista, quasi virtuale, con infuencer e blogger che rubano la scena alle modelle. Dalle passerelle di Parigi il messaggio è chiaro: la moda va veloce. Ma non si sa dove di Michela Gattermayer

GETTY

Come al solito Karl Lagerfeld riesce a sintetizzare in una sflata di Chanel tutto

quel che succede nel mondo della moda. Con una scenografa super tecnologica, che in fondo rappresenta il mondo di oggi che è una rete reale e virtuale, un infnito ammasso di informazioni che riempiono stanze intere del nostro cervello e dei computer. Oggi la grande questione che attanaglia il fashion system è il system appunto. Che deve trovare il modo di elaborarli tutti questi dati che sono poi creatività, crisi, individualismo, ma anche globalizzazione, velocità, noia, paura, tempi di produzione, eccesso di offerta, desideri da esaudire, aspettative, sapienza artigianale, costi di produzione... Insomma, come affrontare il futuro? Domandona a cui tutti danno risposte diverse. Chi sta provando con il see-now-buy-now ma non sempre funziona. Tommy Hilfger è convinto sia la via, ma

...

F

UTURE Eof ASHION N

CYBER STORY Alle sflate parigine appena concluse, Karl Lagerfeld ha trasformato il Grand Palais nello Chanel Data Center mandando in passerella modelle -robot.

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CHANEL

DRIES VAN NOTEN

...

ECCEZIONI Emporio Armani sfla a Parigi (qui uno scatto di backstage) in trasferta per il rilancio della boutique.

ha dovuto rinunciare a presentare in anteprima la prossima collezione p/e puntando su una testimonial come Gigi Hadid che frma una capsule andata esaurita, s’immagina grazie alle migliaia di follower che la prendono d’assedio. Del resto è l’unico modo per non essere copiati e non infazionare i trend. È recente la polemica scatenata da alcune giornaliste di Vogue America che si sono espresse contro il nuovo strapotere di blogger e infuencer, spesso solo belle ragazze il cui unico talento è quello di indossare bene i vestiti non più in passerella ma per la strada. Quindi molti non le vogliono più nel front row. Per altri, invece, sono loro il futuro. La verità è che non si riesce a capire se e chi di loro sposti realmente i consumi. E

il testimonial famoso? La caccia al volto giusto è sempre più agguerrita e si scontra con la teoria di chi preferisce puntare su donne e uomini “veri”. Poi ci sono le aziende del fast fashion, così veloci da riuscire a mettere nei negozi abiti tali e quali designer famosi hanno pensato e, loro malgrado, vedranno in vetrina mesi dopo. E che dire di chi rinuncia alla canonica settimana della moda e decide di sflare per i fatti suoi e senza stagione tanto i clienti vivono chi all’Equatore e chi al Polo? E tutti quelli che hanno annunciato l’unione maschi e

FACCE NOTE Qui sopra a sinistra, Carol Lim e Humberto Leon, direttori creativi di Kenzo che ha sflato tra sculture umane nude; a destra, Miuccia Prada per Miu Miu.

KENZO

SONIA RYKIEL

MIU MIU

seneparla

femmine in un unico show così da ottimizzare produzione e costi? E perché le collezioni estive sembrano invernali? Probabilmente perché sono nei negozi quando non ha ancora smesso di nevicare. La gente si è ormai abituata ad avere novità ogni giorno, ma la moda non è in grado di garantirle e sta tenendo botta contro tutti i boomerang lanciati con troppo entusiasmo. Milan Kundera sostiene che la velocità è la forma di e«C’è chi cerca stasi che la rivoluzione il testimonial famoso, tecnologica ha regalato all’uomo. Ma non era chi punta su donne che chi va piano va sano e uomini “veri”» e va lontano? G

IMAXTREE, GETTY IMAGES

ALEXANDER MCQUEEN

JUNYA WATANABE WATANA

MONCLER

VETEMENTS

HERMES

LOUIS VUITTON

MIU MIU

ATTRICI DA FRONT ROW Alicia Vikander e Catherine Deneuve alla sflata di Louis Vuitton.


seneparla

TRAGEDIA Haiti dopo il passaggio dell’uragano Matthew, la scorsa settimana.

Haiti, l’apocalisse dopo l’uragano

Un enorme telo bianco steso nel cuore di Palermo, il 30 ottobre, in piazza Ruggero Settimo, dove scrivere, disegnare, lasciare un segno contro la violenza di genere e il bullismo. Si chiama Pagina bianca ed è un’iniziativa della onlus Fare x bene supportata dall’azienda di salute e bellessere Bionike. Per rifettere sul tema, anche a Milano (piazza Duomo,

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il 5/11), a Firenze, Roma, Napoli eTrani (info: bionike.it). Secondo l’Istat, il 51,8 per cento delle donne ha subito violenze sessuali (il 30 per cento non ne ha mai parlato con nessuno, il 18 per cento non lo considera un reato). E oltre il 50 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 17 ha subito un episodio di discriminazione: c’è proprio bisogno di voltare pagina. R.C.

Taglia&cuci

Sono momenti decisivi per i sex symbol della mia generazione. Nelle ultime disperanti anti settimane abbiamo appreso che Johnny Depp è diventato un ubriacone sbattitore attitore di sportelli e Brad Pitt un lagnoso, molto “fatto” e poco paziente. Di Sean Penn,, invece, io conservavo ancora un’impressione ne di romantico tracollo: abbandonato da Charlize Theron proprio quando aveva a deciso di fare il maschio femminista, lo o immaginavo intento a ricostruirsi un’autostima, n’autostima, una qualche matura ferezza. za. Invece ha scelto l’antica tecnica della fdanzata giovane: Leila George ha 24 anni ed è la fglia di Vincent D’Onofrio (57)) e Greta Scacchi (56, come Penn). A che serve essere cresciuto ricco e famoso, d’altra ltra parte, se non puoi manco invecchiare come ome peggio ti pare.

IN COPPIA Sean Penn, 56 anni, e Leila George, 24.

GETTY IMAGES

Voltiamo pagina

Paola Maraone

L’ANTICA TECNICA DEL VIP IN TRACOLLO

DI SERENA LA ROSA

«Aiutateci o sarà l’apocalisse», dicono ora da Haiti, e non esagerano. Dopo lo sciagurato passaggio dell’uragano Matthew – inizialmente si era detto 900 morti, ma la conta è poi salita di ora in ora – i sopravvissuti hanno davanti uno scenario disastroso. Ci racconta Mariavittoria Rava, della fondazione Rava-Nph Italia, da anni in prima linea a Haiti, dove ha fondato ospedali e strutture: «Il terremoto del 2010 ha provocato una quantità folle di morti, 320.000 persone, e colpito soprattutto i palazzi della capitale, i centri di potere. Questo uragano invece, pur con un numero di vittime inferiore, spazza via la piccola sussistenza: gli orti, i capanni, le barche dei pescatori». Per padre Rick Frechette, americano, sacerdote e medico, militante di Nph a Haiti, il futuro è fosco: «Nel medio termine temo la catastrofe. Vedo persone bere dalle noci di cocco, cucinare carcasse di animali morti, bruciare sterpaglie per riscaldare bambini in ipotermia. Nemmeno gli alberi ci sono più e, in mancanza di acqua potabile, il colera è in agguato». Per restituire a una famiglia «una piccola casa e un orto servono 5.000 dollari», spiega, ma ogni donazione, anche piccola, può fare la differenza. nph-italia.org


seneparla

, 35

Promossi

Beyoncé, 35 anni, con Julius de Boer, 36, sua guardia del corpo dal 2008. A destra Adele, 28, con Peter Van der Veen, bodyguard dallo sguardo magnetico.

Bocciato

Kim Kardashian, 35 anni, con il bodyguard Pascal Duvier, 43, ex miltare e judoka.

Marcami stretto BODYGUARD

Come in un libro scritto bene, il personaggio di Pascal Duvier è stato introdotto con lungimiran-

te anticipo nella biografa itinerante di Kim Kardashian. È successo a Parigi, quando il solito cretino molestatore di celebrità si è avventato su Kim per baciarle il sedere – quale raffnata metafora – ed è stato abbattuto dall’energumeno all’uopo stipendiato. «Pascal is a G», ha twittato lei – “G” sta per Gangsta: un uomo che non deve chiedere mai – e io mi sono documentata: Pascal Duvier è un ex militare tedesco, judoka e padre, titolare di un’agenzia di sicurezza per famosi (e dei necessari profli social per vantarsene) dal 2012 al servizio della Kardashian Nation. Qualche giorno dopo Kim è stata derubata e Pascal Duvier è diventato la guardia del corpo che non c’era. Era in un locale, con un paio di Jenner, perché Kim a casa si sentiva al sicuro – dice. Ma poi si è scoperto che a custodire l’appartamento c’era solo un portinaio, neanche tanto affdabile. E pure che l’agenzia di Duvier è fallita un paio di mesi fa,

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lasciandolo pieno di debiti. Come un amante sfduciato, Duvier ha cancellato da Instagram e Twitter ogni prova della sua fama per prossimità – lasciando soltanto foto di tramonti – ed è tornato a Los Angeles coi Kardashian. «Ma non è insostituibile», recita un pizzino di famiglia a People. Non è la prima volta che una guardia del corpo evolve in co-protagonista (è qui che siete pregate di far partire la colonna sonora di The bodyguard). Di solito è una deriva sentimentale: se hai un fusto che di mestiere ti fa sentire protetta, innamorarsi è questione di tempo. Ma pure senza smancerie, la guardia del corpo è una costante scenografca: deve risultare autorevole da ogni angolazione. Come Julius de Boer, dal 2008 negli immediati (chiacchieratissimi) paraggi di Beyoncé. Oppure Peter Van der Veen, l’olandese di Adele, che da solo varrebbe un album di inni alla gagliardia. Certo: tanta appariscenza rischia di compromettere la sicurezza, come dimostra la Kardashian rapinata. La quale ha assunto veterani professionisti, a vigilare il vigilante.

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Se hai un fusto che di mestiere ti fa sentire protetta, può capitare che te ne innamori. A patto che non sia al bar mentre ti svaligiano la casa... di Serena La Rosa


seneparla

Scegliere i 500 liceali più dotati d’Italia e fnanziare i loro studi. È una proposta che potrebbe entrare nella prossima legge di Bilancio. Ma come si fa a decidere chi sono “i più bravi”? Primo: individuarli da piccoli. Secondo: non omologarli di Manuela Mimosa Ravasio

Scovare i geni Secondo molti esperti la valutazione del talento per trovare gli studenti più dotati dovrebbe essere fatta tra gli 11 e i 14 anni.

Talenti CERCASI

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La domanda del momento è: chi saranno i 500 fortunati scelti dal ministero dell’Istruzione che, tra i

super bravi degli ultimi due anni delle scuole superiori, saranno fnanziati per portare a compimento, tra master all’estero e formazione ad hoc, il loro piano di studi? Questo prevede lo Student act inserito nella prossima legge di Bilancio del Governo Renzi, ma come verrà attuato è ancora da capire. In dieci anni, il nostro Paese ha visto diminuire le immatricolazioni all’università del 20 per cento (dati Ocse), quindi un problema di accompagnamento allo studio esiste, ma restano da chiarire i criteri della selezione. I voti in pagella? La lode? Una particolare attitudine che solo un talent scout può scovare? Dal Miur

rispondono che ai criteri di scelta ci devono ancora pensare, anche perché, per ora, il programma è solo sulla carta. Quello che invece è nella realtà sono i dati della scuola italiana. Che ha una percentuale di studenti eccellenti inferiore alla media Ocse (uno studente su quattro è un low performer, cioè non è un brillante, nelle tre competenze di base, lettura, matematica e scienze) insieme a un tasso di dispersione scolastica del 15 per cento. A combattere contro l’abbandono degli studi ci sono le Scuole della seconda opportunità che consentono ai ragazzi dai 14 ai 17 anni di completare il percorso scolastico. A Milano una è presso l’Istituto di via dell’Arcadia e ha una collaborazione triennale con la Fondazione Bongiorno (fondazionemike.it), le altre sono

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seneparla

«I super bravi alla fne emergono,, ma è più facile che ciò iò avvenga in percorsi corsi extra scolastici» » Salto di classe In Italia è possibile saltare la quinta elementare solo nelle scuole che ospitano nello stesso istituto elementari e medie.

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gestite dalla Fondazione Sicomoro (fondazionesicomoro.it). E chissà se proprio tra quei ragazzi che la scuola si perde ogni anno non ci sia un talento nascosto. «Il talento sta nella qualità delle intelligenze e non nella misurazione del quoziente», spiega Daniela Lucangeli, vicepresidente dell’Associazione Gifted and talented education e ordinario di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Padova. «Spesso la scuola non è capace di individuare quella qualità, la stessa Organizzazione mondiale della sanità segnala proprio nei bambini dotati una maggiore sofferenza emotiva». E continua: «Un altro errore è scambiare il talento con il bel voto: non sempre infatti c’è coincidenza. O nel credere che il talento sia un evento eccezionale. In ogni classe ogni insegnante ha davanti a sé la stessa probabilità di avere ragazzi con diffcoltà o con sensibilità cognitive preziose». Il segreto sta nel farle emergere. Cosa che è successa grazie al progetto Education to talent (talentgate. it) della regione Veneto, oggi tra le poche con risultati in linea o superiori al Nord Europa. Infatti, esperti e psicologi si occupano di gifted children, bambini delle

elementari e medie, perché è quella l’età giusta per individuare un talentuoso in erba, dai 7 agli 11 anni, poi, è troppo tardi. Al liceo, temono gli esperti, il ragazzo che si annoia è già perduto. Per scovare i talenti nascosti, gli insegnanti che partecipano al progetto sono formati a usare sistemi inclusivi e la personalizzazione didattica, in modo che ciascun alunno apprenda dalle qualità dell’altro. Ci sono laboratori di musica, arte, robotica a cui tutti possono partecipare; dove si trovi un pensiero divergente, ovvero una strategia cognitiva diversa da quella insegnata, si deve valorizzare e non omologare. «L’alunno eccellente è l’alunno dal pensiero critico, che ha il coraggio di rompere gli schemi: ecco perché

spesso i “super bravi” emergono comunque, ma in percorsi extrascolastici», spiega Raffaele Mantegazza, professore di Pedagogia interculturale all’Università Milano Bicocca. «Sarebbe allora più utile progettare formazione diversifcata, con un anno all’estero e magari non pensando solo alla matematica, ma anche all’arte, allo sport. Cosa che stanno facendo già alcuni licei, ripensare l’ultimo anno delle superiori dando la possibilità di ottenere crediti frequentando corsi universitari. Anche i geni devono avere capacità di ascolto e relazione. Per eccellere davvero c’è bisogno di crescere armonicamente», conclude Mantegazza. E soprattutto, si deve lavorare sodo. Come diceva Thomas Edison, il genio è per l’un per cento ispirazione e per il 99 sudore. G

Back to the Fifties

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Spostare le lancette indietro di 60 anni? Sì, ma solo virtualmente. O meglio: solo in chiave moda, con un orologio concepito come gioiello oltre che come segnatempo. Lo ha appena lanciato Stroili, con la Glamour collection. stroilioro.com Lo

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La reg reginetta del Boss Se dietro a ogni uomo c’è una grande donna, dietro a Bruce Springsteen c’è la sua mamma, che occupa un posto speciale nell’autobiografa del celebre fglio. Al quale ha insegnato una regola fondamentale: è inutile cercare di capire le ragazze di Guia Soncini

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Le piccole fan di Bruce già sapevano che la donna di cui essere gelose era Adele Zerilli, la mamma, nata nel 1925 e ancora ogni tanto flmata mentre balla ai concerti del fglio: lei e le due sorelle fanno duecentocinquant’anni in tre, scrive Springsteen in Born to run, l’autobiografa uscita in tutto il mondo a fne settembre. Quello che non sapevamo, però, era che Adele è un caso da posta del cuore. Del padre già si sapeva: scorbutico, depresso, classe operaia. Quella in cui è cresciuto Bruce, anche con qualche vantaggio: «Ragazzini razzisti ne conoscevo, ma non ne ho visti che non erano disposti a giocare coi ragazzini neri fnché non sono incappato nella borghesia. Giù da noi, pigiati tutti assieme, non discriminavamo: troppa prossimità fsica, e serviva sempre uno in più per giocare a baseball». (A un certo punto il piccolo Bruce s’innamora di un’ebrea, «fnché una sera buttai lì la questione di Gesù, e fu come se avessi detto “cazzo”»). Insomma, la mamma. Che si era sposata con uno che «ti spiegava che le canzoni d’amore alla radio erano un complotto governativo per farti sposare e pagare le tasse». Come ci sei fnita con un irlandese, le chiese una volta Bruce. «Gli italiani erano troppo prepotenti, ero stufa di prepotenze». E quindi s’è sposata uno cupo e povero. «Mia madre era un mistero. Nata in una famiglia relativamente benestante, abituata alle cose belle, si sposò a una vita di semipovertà». La famiglia del padre è fatta di uomini che non si alzano da tavola, «la trattavano come una serva». E quando una delle zie dice a Bruce che da piccola la sorella non alzava un dito, «la chiamavano “reginetta” per quant’era viziata», il fglio non la riconosce nella descrizione: «Stiamo parlando della stessa donna?». Quindi ora sappiamo perché uno di quei maschi tutti chitarra e motori canta così bene le donne: ha imparato quanto sappiamo essere inspiegabili osservando la mamma.

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Bruce Springsteen

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Memorie Bruce Springsteen in un ritratto giovanile (ora ha 67 anni). A destra, Born to run (Mondadori, € 23), autobiografa del Boss uscita a fne settembre.


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Nobel 2

LA FORMULA DELLA FELICITÀ

Nobel 1

Facciamo PACE

dii Stefano Rejec

Dopo 218.000 morti, 177.307 civili, in più o meno 50 anni, il governo di Bogotà e le

Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) hanno messo via le armi e si sono dati la mano. Merito soprattutto del presidente Juan Manuel Santos, che per questo si è guadagnato il premio Nobel per la pace. Aveva capito che, riducendosi i proventi del narcotraffco (complice l’ascesa dei messicani), i guerriglieri si erano indeboliti e forse potevano essere ridotti a più miti consigli. E così è stato. Anche se il referendum popolare ha bocciato l’accordo.

Vola Vola l alto l Sulle ali di due fenicotteri scintillanti in smalto, metallo e strass, magicamente trasformati in choker. Ever Faith, su amazon.it

Due uomini delle Farc e, sotto, il presidente colombiano Juan Manuel Santos, 65 anni, vincitore del Nobel per la pace per aver favorito la riconciliazione tra governo e guerriglieri.

Premiato

Jean-Pierre Sauvage, 71 anni, uno dei tre vincitori del Nobel per la chimica 2016, con Fraser Stoddard e Ben Feringa.

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REUTERS/CONTRASTO, GETTY IMAGES

Cessate il fuoco

Il primo Nobel a essere assegnato quest’anno è stato quello della chimica; a conquistarlo tre ricercatori: Jean-Pierre Sauvage, Fraser Stoddard e Ben Feringa. Abbiamo chiesto a Piersandro Pallavicini, che insegna la materia all’Università di Pavia (oltre a scrivere romanzi: l’ultimo, appena uscito per Feltrinelli, s’intitola proprio La chimica della bellezza) di aiutarci a capire meglio il lavoro dei vincitori. Uno dei premiati, Jean-Pierre Sauvage, appare anche nel suo libro… Conosco e ammiro Jean-Pierre Sauvage. Mi ero sempre stupito che non gli fosse già stato dato un Nobel. E 20 giorni dopo l’uscita del romanzo... ha vinto il premio! Il riconoscimento è stato assegnato per le “macchine molecolari”. Cioè? Sono molecole complesse fatte di parti capaci di autoassemblarsi spontaneamente nel prodotto fnale, le più piccole possibili, perché fatte di atomi. Possono essere usate per entrare nelle cellule e modifcarne le proprietà o per aprirsi e dispensare farmaci nel corpo umano solo dove occorre. Chimica dell’amore, o della felicità. Si può riassumere con una formula? Potrei dare le formule del sildenafl e della triazolo-benzodiazepina, ma sarebbe una battutaccia da chimico-cinico: sono i principi attivi del Viagra e dello Xanax. La verità è che nemmeno una “macchina molecolare” ci può dare amore o felicità. Ci vuole l’uomo giusto o la donna giusta. O tutt’e due insieme, non precludiamoci alcuna possibilità! Lisa Corva


seneparla Faccia a faccia

Hillary Clinton, 68 anni, e Donald Trump, 70, durante il secondo dibattito elettorale a St. Louis.

l’opinione

CORRADO FORMIGLI GIORNALISTA, CONDUCE SU LA7 PIAZZAPULITA.

LIBERATECI DAL REFERENDUM

DONALD faccette toste

Il secondo dibattito elettorale tra Hillary Clinton e Donald Trump, domenica scorsa a St. Louis, è stato vinto dalla

camicia fucsia di Melania, la terza moglie. Nello specifco: una blusa di seta col focco, che in inglese si chiama pussy-bow. Ma pussy è anche l’organo genitale femminile – certe volte non dire parolacce è complicato – per il quale Trump sosteneva di poter afferrare tutte le donne, in virtù della sua irresistibile popolarità, in una conversazione fuori onda del 2005 resa pubblica qualche giorno prima, fonte di smodato sdegno bipartisan. E pure se una portavoce ha precisato che la coincidenza sartoriale non era voluta (sottinteso: Melania è scema così di suo), quel focco rappresenta con precisione la spudoratezza che serviva a Trump per disinnescare la trappola morale, arrestare il declino – persino il suo candidato vice si era twittato «offeso» – e arrivare a un mese dalle elezioni con poche probabilità di vittoria, ma un capitale politico impossibile da ignorare. «Sono discorsi da spogliatoio», ha detto (e ripetuto, e ripetuto, e ripetuto) a sua discolpa all’inizio dell’incontro. Cioè: non sono cose di cui vantarsi in pubblico, per carità, ma davvero pensate siano questi i problemi del Paese? E l’Isis, allora? E le bugie di Hillary? Ci vuole una conoscenza esatta del proprio elettorato per rendere credibile questa linea di difesa. Ma è un elettorato che esiste e prospera nel rifuto di legittimare le rivendicazioni altrui. Da lì in poi è stato tutt’un reciprocare colpi bassi e sguardi schifati, ma con gli insolenti funziona come con gli idioti: ti battono con l’esperienza. Serena La Rosa

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peccato che tutta questa energia politica e questo tempo spesi in tour propagandistici e sfde televisive non siano utilizzati per progetti più importanti. Fateci caso: viviamo mesi sospesi, nei quali la battaglia per un sì o per un no ha non solo monopolizzato l’opinione pubblica, ma congelato ogni altro tipo di dibattito politico. Perfno la Legge di stabilità, ormai nella fase fnale, sembra languire sullo sfondo. A prescindere da come si decida di votare, a me questo scontro infnito sul referendum pare soprattutto una grande occasione persa. Con la crescita economica a zero e una disoccupazione giovanile spaventosa – nel sud non lavora quasi un giovane su due – vorrei che nel mio Paese ci si accapigliasse su come e dove ridurre drasticamente il peso delle tasse, investire nella ricerca, avere una giustizia più veloce, tagliare gli sprechi e le spese improduttive. Per non parlare poi del sistema dell’accoglienza al collasso, dell’allarme terrorismo sempre alto e delle tante emergenze belliche che ci vedono coinvolti, dalla Libia all’Iraq. Problemi giganteschi che rischiano di lasciare l’Italia indietro, ruota di scorta fra le potenze occidentali. Ma i capi partito e i loro sottoposti, affetti dalla consueta miopia, si scannano sul voto del 4 dicembre. Che non ci porterà, nell’un caso o nell’altro, più occupazione, sicurezza e legalità. Vista dalla trincea dell’italiano medio che si sbatte per conservare il lavoro e arrivare a fne mese, del piccolo imprenditore che prova a pagare le tasse e non licenziare o dell’insegnante malpagato di una scuola pubblica fatiscente, la sfda sì-no sembra soprattutto una resa dei conti, l’ennesima occasione sprecata. L’ultima prova di immaturità dei politici italiani.

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Più lo scontro sul referendum costituzionale s’infuoca, più mi convinco che sia un


di Michela Gattermayer

Sfda sul ghiaccio Nel backstage

Milena Canonero dà gli ultimi ritocchi al costume indossato da Kiira Korpi (in basso).

Quattro premi Oscar vinti per i costumi di Barry Lyndon (1976), Momenti di gloria (1982), Marie Antoinette (2007) e Grand Budapest Hotel (2015) e cinque nomination. Non serve altro per essere fan sfegatati di Milena Canonero: il primo lavoro da costumista per Arancia meccanica di Stanley Kubrick (era il 1971 e le divise bianche dei drughi con bastone e bombetta fanno paura ancora oggi), l’ultimo per Intimissimi on ice: one amazing day che abbiamo appena visto all’Arena di Verona. «Ho accettato di farlo perché mi affascinava l’idea di disegnare per uno spettacolo di pattinaggio sul ghiaccio così creativo, innovativo, speciale», racconta la Canonero . «Non è stato facile combinare l’underwear, che è l’anima di Intimissimi, con i costumi e farli diventare parte integrante l’uno degli altri. Senza contare che gli artisti devono avere libertà di movimento, scivolare sul ghiaccio con la leggerezza di chi vola». Diffcile? «Sicuramente più complicato che fare costumi per un flm». Ma per una con la sua creatività ed esperienza non esistono sfde impossibili. E, stando alle immagini del making of, con il risultato fnale sulle pattinatrici che si sono esibite all’Arena, ci ha proprio messo anima e... spilli.

In pista

La preparazione dei costumi e (a destra) un momento dello show.

seneparla

Notte magica a Verona per Intimissimi on ice: one amazing day. Dove anche i costumi erano… da Oscar!

Lo show w

L’esibizione del tenore Andrea Bocelli. Nello spettacolo p anche gli olimpionici gli p Kiira Korpi, Evgeni Plushenko e Carolina Kostner.

Special guest

Arena sold out il 7 e 8 ottobre per la terza edizione del grande show su ghiaccio di Intimissimi on ice, che quest’anno, oltre ai numeri uno del pattinaggio, vantava l’esibizione di Andrea Bocelli. Tra gli ospiti (sopra, da sinistra) Chiara Ferragni, Joan Smalls, Irina Shayk, musa del brand dal 2007, e Barbara Palvin. E la tennista Ana Ivanovic, vincitrice del Roland Garros.


seneparla STEFANIA MIRETTI GIORNALISTA, STEFMIRETTI@ GMAIL.COM

CERIMONIE

Tobia, fglio di Nichi Vendola e del suo compagno Eddy Testa, nato in Canada con la tecnica della maternità surrogata, è

stato battezzato in Italia, in una parrocchia in provincia di Latina, con il benestare dell’Arcivescovo di Gaeta Monsignor Luigi Vari. Sempre in Italia, due militari dell’esercito si sono uniti civilmente e il generale Claudio Gabellini, già a capo della struttura che riunisce stormi da combattimento e Frecce tricolori, ha colto l’occasione per inviare una nota al comando delle forze da combattimento dell’Aeronautica e ricordare che la cosa è assolutamente legittima (mentre «sarà considerato illegittimo ogni commento o comportamento teso a denigrare e offendere la reputazione di detto p personale»). ) Infne,, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha celebrato l’unione dii due donne a Genova, «per ribadire quanto il governo sia fero della legge sulle uniionii civili». Auguri a tutte/i.

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i medici italiani over 55 che esercitano in Asl e ospedali. L’invecchiamento del personale medico sarebbe, secondo la Cgil, conseguenza del blocco del turnover e dell’aumento dell’età pensionabile. Il dato costituisce un record europeo: in Inghilterra la percentuale dei medici over 55 è del 13 per cento, in Spagna del 26, in Francia del 42.

ha dichiarato adottabile

il fglio di Martina Levato e Alexander Boettcher, entrambi in carcere, condannati rispettivamente a 28 e 37 anni di detenzione e noti alle cronache come “la coppia dell’acido”. A crescere il piccolo Achille, che nel primo anno di vita è stato ospitato in una casa famiglia e ha avuto contatti con i genitori biologici, sarà una coppia scelta tra quelle già selezionate come idonee all’adozione nazionale (Levato ha però detto di voler ricorrere). La sentenza divide e turba, almeno fintanto che se ne discute in astratto. Ma il “bene del minore” – ossia la costruzione d’un lieto fine per Achille – non è questione di principio; è piuttosto un concretissimo cammino, lungo una vita intera, che nessuna scelta può garantire a tavolino, non in nome del sangue e neppure in quello della legge. È il compito n di chi dovrà aiutare un bambino nel d percorso di costruzione dell’identità, p che è campo minato per tutti e figurarsi c per chi viene al mondo in circostanze p ttanto sciagurate. Costruire una storia per Achille, sminando giorno dopo giorno il terreno sul quale camminerà, è l’impegno vertiginoso che qualcuno sta per assumersi. Comunque la si pensi, impossibile non stare dalla parte di quella coppia. La “coppia dell’acido” Alexander Boettcher, oggi 31 anni, e Martina Levato, 24, ai tempi della loro relazione. Entrambi sono in carcere.

SINTESI, KARMA PRESS

I genitori di Tobia Nichi Vendola, 58 anni, con il compagno Eddy Testa, 38: i due hanno avuto un fglio, battezzato lo scorso 9 ottobre e nato con la tecnica della maternità surrogata.

Il bene di Achille Il Tribunale per i minori


intervista

Per fortuna è solo un flm di Carolina De Marco

è una delle cose che amo del mio lavoro: la possibilità di trascorrere del tempo con personaggi molto lontani da me. Per me è molto importante avere la possibilità di capire la prospettiva altrui. Perché?

Tra i tanti temi trattati dal romanzo, quello che mi ha colpito di più è il modo in cui si mescolano una visione soggettiva e oggettiva della storia e dei personaggi. Mi ha fatto pensare al modo in cui noi tutti giudichiamo gli altri e molto spesso li fraintendiamo, gli appiccichiamo un’etichetta e non cogliamo le sfumature, ma li vediamo in bianco e nero.

Le è mai capitato di dover dimostrare di non essere solo bella?

Lei ha tre fgli: Kai, 19 anni, nato dal fotografo David Dugan, Stellan, 13 e Agnes, 5, nati dal suo attuale marito Paul Bettany. Essere madre l’ha aiutata a interpretare questo personaggio?

Sinceramente no. E non credo di somigliare a Dawn: le nostre vite sono molto diverse. Ma proprio questa

È vero che il rapporto tra Dawn e Merry mi ha colpito molto: il loro legame è fortissimo ma è destinato

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CONTRASTO

«Talvolta capita alle persone di trasformarsi in qualcuno che rappresenta il proprio peggiore incubo». Jennifer Connelly spiega così il dramma del suo personaggio in Pastorale americana, flm tratto dall’omonimo romanzo di Philip Roth, un testo duro e complesso, per cui lo scrittore vinse il Pulitzer nel 1998. Il flm con cui l’attore Ewan McGregor ha scelto, con molto coraggio, di esordire alla regia e che uscirà nelle sale italiane il 20 ottobre. Protagonista lo stesso McGregor nei panni di Seymour, erede di una fabbrica di guanti, che negli anni ’50 sposa Dawn, interpretata da Jennifer Connelly. La coppia ha una fglia, Merry (Dakota Fanning), che alle soglie dell’età adulta si ribella ai genitori e si dà alla macchia, dopo essere stata accusata di aver compiuto un attentato dinamitardo, mentre l’America è dilaniata dagli scontri razziali e dalle proteste per la guerra in Vietnam. «Dawn è una donna che mi ha commosso molto», racconta l’attrice, che incontriamo al Zurigo Film Festival. «Dopo essere stata eletta Miss New Jersey, è costretta a lottare per tutta la vita con quel titolo, che crea una percezione di lei come una persona vuota; così cerca di provare di essere molto più che una reginetta di bellezza. È tragicamente ironico il fatto che la disgregazione della sua famiglia la porti a desiderare un intervento di chirurgia estetica, insomma a voler somigliare di nuovo a quel modello di donna».

Nella pellicola tratta dal romanzo cult di Philip Roth l’attrice, premio Oscar per A beautiful mind, si cimenta con un ruolo «da incubo»: è Dawn, madre di un’adolescente in rivolta contro i valori dell’American dream


Jennifer Connelly Il flm Jennifer Connelly, 45 anni, sarĂ al cinema dal 20 ottobre in Pastorale Americana, con Ewan McGregor, che frma anche la regia.


intervista

Mariti Mariti i i (o ( quasi) i) A sinistra, Jennifer Connelly con il marito Paul Bettany. Sopra, una scena di Pastorale americana, tratto dall’omonimo romanzo di Philip Roth, al fanco di Ewan McGregor.

ruolo mostrano un tale rispetto per la troupe e il cast. La cosa più divertente per me è stato provare le scene in solitudine, la mattina presto sul set, solo io e lui. Non mi era mai accaduto. A lei piace fare le prove? Molti attori pensano che così si perda la spontaneità del primo ciak.

Dipende dalla scena, ma quando provi non interpreti la parte come se fossi davanti alla macchina da presa. Invece esplori diverse possibilità: è come quando dipingo e prima di prendere i pennelli realizzo uno schizzo a matita. Cosa dipinge?

Oh, in realtà sono molti anni che non lo faccio, ma la mia passione sono i ritratti. Avrà capito che le persone mi interessano più di ogni altra cosa. a interrompersi tragicamente, per il rifuto di Merry nei suoi confronti. Mi sono immedesimata, ma non al punto di immaginare come sarebbe perdere un fglio in quel modo: credo sia il peggior incubo possibile per un genitore. In ogni caso non sono di quelle che pensa che avere fgli sia un requisito essenziale per interpretare una madre.

Sì, a un certo punto avevamo frmato per interpretarlo, ma poi come spesso capita in questo mestiere, le cose sono andate in modo diverso. Certo se avessi lavorato con Paul il flm sarebbe stato diverso.

Meraviglioso. Ho capito quanto fosse importante quel flm solo molti anni dopo, ma ricordo l’affetto di Sergio Leone e la sua fgura imponente. Mi mancano tante cose dell’Italia: non solo il cibo e la musicalità della lingua, ma soprat«Ho iniziato la tutto l’arte, la storia e l’architettura.

carriera con Sergio Leone. E oggi mi mancano tante cose dell’Italia: il cibo, la lingua, l’arte, la storia»

In che senso?

Quando ho recitato insieme a mio marito in A beautiful mind e Creation mi sono sentita a casa. Il nostro livello di intimità, quasi 14 anni di vita insieme, è stato fondamentale particolarmente quando mi ha diretto in Shelter: la parte di una senzatetto era talmente forte che avevo bisogno di esprimere la vulnerabilità che si può esprimere solo quando ci si fda completamente di qualcuno. Paul è il mio migliore amico, rispetto molto la sua opinione e spesso gli chiedo consigli sui miei ruoli. E lui li chiede a me. E l’esperienza con l’attore-regista Ewan McGregor come è stata?

Speciale, perché non tutti nel suo

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È vero che parla anche un po’ di italiano?

Faccio fnta, perché l’ho imparato stando nel vostro Paese, ma non l’ho mai studiato davvero. Che progetti ha per il futuro?

Mi piace creare, forse tornerò a dipingere. O magari debutterò alla regia, adoro raccontare storie. G

Icona di stile Jennifer Connelly in alcuni outft ultrachic frmati Louis Vuitton: è una delle muse di Nicolas Ghesquière, direttore artistico della Maison.

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È vero che questo flm avrebbe dovuto girarlo anni fa con suo marito Paul?

Lei ha iniziato la sua carriera in Italia con C’era una volta in America. Che ricordo conserva di quel periodo?


Gael García Bernal

intervista

Il mondo salvato dai poeti Al cinema con un film su Pablo Neruda, l’attore messicano ci spiega perché con le parole si può fare la rivoluzione. E cosa ne pensa di Donald Trump: «Non voglio neanche pronunciare il suo nome. Chi non sa agire con poesia, non è un politico vero»

EUGENIO MAZZINGHI

di Marco Consoli

IL FILM Gael García Bernal, 37 anni, è al cinema in Neruda, di Pablo Larraín.


intervista

SUL SET Gael García Bernal in una scena di Neruda, dove interpreta la parte di Óscar Peluchonneau, prefetto della polizia cilena ai tempi dell’arresto del poeta.

Recitare è davvero liberatorio, e se «Molte persone quando «Recitare è il modo per taluni può essere un lavoro hanno fgli diventano apprenmigliore per vivere molto superfciale, ho scoperto sive. A me la paternità ha reso più tante vite senza che è uno strumento per capire a idealista, ha dato una dimensione poprovare la delusione fondo gli archetipi della società, è litica al mio lavoro. E mi ha fatto rendi capire che quasi un gioco antropologico e dere conto di quante stupidaggini non si è tagliati sociologico. avessi fatto in passato». È rilassato e felice Gael Garcia Bernal, 38 anni da Qual è la grandezza di Pablo per fare tutto» compiere a novembre, quando lo inNeruda? contriamo per parlare del suo nuovo È stato il più famoso poeta del flm, Neruda (nelle sale), in cui interpreta un misterio- Ventesimo secolo, lo conosce anche chi non lo ha mai so sbirro sguinzagliato dal presidente cileno Videla per letto. Per me è importante perché ha contribuito a coacciuffare il poeta Pablo Neruda, membro del partito struire un’identità per tutta l’America latina, dopo il comunista e suo fero oppositore. «Per anni sono ve- periodo coloniale. Lui diede voce ai sogni più terribili nuto al festival di Cannes e c’erano le feste e le bevute e alle domande più scomode della gente comune, e con gli amici», prosegue l’attore mentre sorseggia un questo creò una speranza collettiva che si materializzò tè verde, perché il caffè, dice, lo agita troppo. «Quan- con il potere di Salvador Allende, poi ribaltato da quel do il successo mi è piovuto addosso (con Y tu mamá bastardo di Pinochet e dalla Cia. también, 2001, ndr) è stato divertente, ma per un po’ Lei quando ha incontrato le sue poesie? non ci ho capito niente, mentre Da ragazzo, e quando le ho lette mi ha colpito come ora riesco a godermi davvero fosse un uomo che difendeva la libertà, compresi gli questo lavoro». errori che tutti facciamo. Leggerlo permetteva di trovare se stessi. Cosa la appassiona del Ho soddisfatto quel sogno giovanile in cui pensavo che avrei potuto diventare qualsiasi persona. Ed è il modo migliore per vivere tante vite senza provare la delusione di capire che non si è tagliati per fare tutto. A SPASSO CON PAPÀ À Gael García Bernal con la secondogenita Libertad, cinque anni.

Quali sono le sue letture preferite?

Venti poesie d’amore e una canzone disperata, che ho letto e riletto molte volte. Le sue poesie sono bellissime ed erudite, intellettuali e sentimentali. Poi per prepararmi al flm ho affrontato il Canto general e la sua autobiografa, Confesso che ho vissuto. Neruda era celebre per le sue poesie d’amore. Lei ne ha mai scritte?

Sì, ma non per diventare un poeta. Per far colpo su una ragazza. Ma è andata male.

IPA

suo mestiere?


L’amore è strettamente legato alla poesia, perché la poesia è come l’energia misteriosa che si contrappone a ogni spiegazione razionale. Potremmo sostenere che l’unica maniera di lottare contro l’immensità della nostra insignifcanza, l’unica maniera di sopravvivere, è l’amore. Lo scienziato Carl Sagan è arrivato alla stessa conclusione: l’amore ha una funzione biologica e la poesia serve a trasformare l’amore in parole. Che sono parte di una bellissima equazione matematica dell’universo e con la loro musicalità risuonano dentro di noi. Della poesia c’è bisogno soprattutto adesso. Perché?

Perché oggi viviamo in un mondo in cui ci sono più domande che risposte e poche soluzioni a molti problemi da affrontare. A volte le soluzioni esistono, ma non riusciamo a trovare le motivazioni per attuarle. E la poesia è in grado di suscitare emozioni che possono trasformarsi in azioni. Neruda scrisse diverse poesie d’amore e romantiche, ma il suo romanticismo includeva la politica. L’arte include sempre la politica, ma purtroppo di questi tempi è la politica che non si preoccupa dell’arte. E quando parlo di arte non mi riferisco all’ultimo concerto di Madonna... Quale sarebbe per lei la politica ideale?

Una politica capace di includere l’immaginazione, i sogni e il potere delle parole capaci di unire i sentimenti e provocare discussioni. Come quella dell’ex presidente

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uruguaiano José Mujica o del Subcomandante Marcos nel mio Paese. In Messico tra l’altro c’è un fenomeno molto interessante, guidato dal poeta Javier Sicilia, che si chiama Movimento per la pace. Che ne pensa di Trump e dei suoi attacchi ai messicani?

Non voglio nemmeno pronunciare il suo nome. Mi piacciono i politici veri, che esercitano un certo grado di poesia nel loro agire. Tra poco interpreterà Zorro. Che effetto le fa?

Non le sembro un po’ basso per interpretarlo? (ride) A parte gli scherzi, non ci ho ancora pensato, prima devo leggere la sceneggiatura. Però non ho nessun attaccamento al personaggio: sarebbe come provare qualcosa per Batman! Magari ai miei fgli (Lázaro, sette anni, e Libertad, cinque, ndr) un giorno piacerà. Lei ha iniziato a recitare a dieci anni. Farebbe lo stesso con i suoi fgli? Ryan Gosling mi ha detto che non farebbe ripetere la propria esperienza ai suoi.

E ci credo! Ha iniziato col Club di Topolino! (ride) Però poi è diventato un attore eccezionale. Come vede il suo futuro?

Mi sento molto libero e mi piace recitare, ho un sentimento quasi romantico per i miei colleghi attori. E posso spaziare, passando dal cinema indipendente in spa«Anch’io da giovane gnolo, in cui mi sento più a mio ho composto dei agio, a una serie americana come Mozart in the jungle. Il bello però versi. Ma non per è che per essere attori internaziodiventare poeta: nali non c’è più bisogno di trasfeper conquistare rirsi a Los Angeles. G

una ragazza. È andata male»

GETTY IMAGES

Per lei cos’è l’amore?

intervista

QUE VIVA MÉXICO Gael García Bernal (secondo da sinistra) con i grandi registi del cinema messicano, che sta vivendo un momento d’oro: da sinistra, Alejandro Gonzáles Iñárritu (cinque premi Oscar per Birdman e Revenant), Guillermo Del Toro, Alfonso Cuarón (due Oscar per Gravity).


pet-mania

Animale Secondo Eurispes, nelle nostre case vivono 60 milioni tra gatti, cani, pesci, uccelli, criceti, tartarughe e specie esotiche. Che producono un giro di affari da 1.830.000 euro l’anno. Li portiamo dappertutto, li vestiamo, li trattiamo come umani. Mentre tra “noi” e “loro” si accorciano le distanze. Troppo? di Manuela Mimosa Ravasio

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Se anche l’edizione 2016 di Torino Spiritualità già dal titolo, D’istinti animali, ha deciso di rifettere sul rapporto tra il bipede più potente del pianeta e le altre specie viventi a lui vicine, signifca davvero che tra uomo e animale qualcosa è cambiato. Avremmo mai pensato di parlare di etica, intelligenza, persino giudizio (su di noi si intende) in riferimento a quei docili quadrupedi che di solito abitano le nostre case? Perché un conto è fare l’abitudine alla pet therapy, l’altro è considerare che gli animali abbiano una loro moralità, un’intelligenza complessa capace di mettere in atto comportamenti che prevedono gentilezza, compassione, pazienza, come suggerisce l’etologo olandese Frans De Waal nel suo saggio Siamo così intelligenti da capire l’intelligenza degli animali? (Cortina editore). “Io l’avevo già capito”, starà pensando qualcuno, ma qui si tratta dei maggiori esperti mondiali. Si tratta del saggista Richard C. Francis (in libreria con il nuovo Addomesticati, Bollati Boringhieri) che spiega come, in realtà, tra uomini e animali ci sia stata una sorta di mutua addomesticazione. Che questo processo evoluzionistico sia stato utile più a noi che a loro poco importa perché il risultato, a ben vedere, è una sorta di somiglianza, di comunione di istinti, che ha quasi cancellato la distanza tra animalità e umanità. È così che, quando apriamo la porta di casa, scriviamo al computer o ci concediamo un bagno caldo, c’è ormai sempre un essere peloso a condividere l’esperienza. La leggenda popolare vuole che animali e relativi padroni abbiano persino dei tratti comuni, morfologici e caratteriali. E d’altra parte, se all’inizio la comunicazione zoppica, siamo pure disposti a impararla.

YU TSAI/CONTOUR/GETTY IMAGES

a chi?


Fashion dog

La modella Kate Upton con il suo cane. Nella pagina precedente, Neville, il bull terrier dello stilista americano Marc Jacobs che vanta ben 200.000 follower su Instagram.

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pet-mania A scuola di convivenza

A destra, un’immagine del fotografo Christian Vieler, specializzato in ritratti canini. A sinistra, l’attrice Amanda Seyfried con Finn, il suo cane pastore australiano. Sotto, un gatto a una fera di felini.

GLI APPUNTAMENTI

Sarà ospitata presso la Factory del Macro Testaccio di Roma la prima rassegna nazionale di arte per i diritti degli animali organizzata dall’Enpa (info enpa.it). Festival #Animali, fno al 27 ottobre. Con opere d’arte, fotografe, conferenze, spettacoli, mostrerà gli animali come esseri senzienti e non in funzione della loro utilità per l’uomo. Al Lingotto di Torino invece, dal 14 al 16 ottobre, c’è A tutta coda: fattorie didattiche, dog e asin experience, battesimo dell’acqua per i cani da lavoro e avvicinamento alla sella per i più piccoli. Tutto, ovviamente, dalla parte degli animali (info atuttacoda.it).

Street art

Animalier Animalier i li

A sinistra, borsa a forma di gattino nero alla Milano Fashion week. A destra, abito Dolce & Gabbana a/i 2016-2017 e ballerine Kitty della nuova capsule collection #Emoticats di Charlotte Olympia.

Un graffto della campagna #DGFAMILY di Dolce e Gabbana, in cui i due stilisti compaiono con i loro animali. A sinistra, Jennifer Lawrence con il cane Pippi.

«Un tempo si andava dall’educatore per farsi obbedire, oggi l’80 per cento delle persone che viene da noi cerca un modo per costruire, nel rispetto reciproco, una nuova famiglia», dice la responsabile degli educatori Enpa Giusy D’Angelo. «A mettersi in gioco è più l’uomo che l’animale, che vuole essere informato sul modo migliore per nutrirlo, crescerlo, capirne la personalità. Da qualche anno inoltre, come già succede in Usa e Inghilterra, i centri di adozione e gli allevamenti migliori adottano quella che viene chiamata la pet match adoption: non è più la famiglia che sceglie il cucciolo, ma la struttura che, dopo averla valutata con test ad hoc, propone l’animale con la personalità a lei più idonea. Secondo il Rapporto Italia 2016 di Eurispes, nelle nostre case vivono circa 60 milioni di animaletti. Almeno una famiglia su due ha in casa, nell’ordine, gatti, cani, pesci, uccelli, conigli, criceti, tartarughe e animali esotici. E per loro generiamo, tra croccantini speciali, scatolette gourmet, ma anche shampoo, spazzole, ossi per la dentizione, accessori di bellezza, un giro di affari da 1.830.000 euro l’anno (dati Assalco Zoomark 2015). Senza contare che li vogliamo con noi negli hotel, sulle spiagge, nei ristoranti.

Umano, non umano Perché di fatto, l’umanizzazione dei nostri quadrupedi è un business. E anche, diciamolo, un’illusione. Siamo infatti così sicuri che ci capiamo? Che non siano, come scrivono la biologa Lisa Vozza e il neuroetologo Giorgio Vallortigara in Piccoli equivoci tra noi animali (Zanichelli), solo affettuosi malintesi? Forse siamo noi che proiettiamo su di loro le nostre emozioni, che attribuiamo azioni ed intenzioni perché, sia detto in modo scientifco, se il nostro bassotto ci avvicina quando siamo tristi, non è certo perché condivide l’emozione, ma perché ha imparato a riconoscere le espressioni della nostra faccia. E non è forse un presuntuoso equivoco prevedere Spa dove i poveri cani sono sottoposti a idromassaggi, percorsi rilassanti e dimagranti, impacchi con oli essenziali e massoterapia? A Londra, l’artista Dominic Wilcox ha persino inaugurato una mostra a loro dedicata. Quadri all’alttezza del collare, opere odorose, crocchette sparse

CHRISTIAN VIELER/FOTOSFREISCHNAUZE,OLYCOM, GETTY IMAGES

Quadrupedi


p pet-mania ovunque, installazioni a forma di prato e vasche oversize piene di palline. Un successone: ci si chiede solo se non era meglio una corsa al parco. Così come il tentativo spasmodico di attaccare loro la nostra gourmet-mania, con tanto di Ape Car che offre mini cupcake e snack proteici (a Milano, Dog sweet dog). I libri di ricette per cani poi, non si contano più, mentre a Trieste ha aperto un panifcio dedicato, HovHov (panifciopercani.it) dove acquistare gelati biscotto, torte a forma di cuore, palline alla spirulina e pretzel alla selvaggina fatti con ingredienti naturali.

Community a quattro zampe Viene da chiedersi di chi, e di cosa, si abbia bisogno. Certamente di compagnia. Intorno agli amici animali si stanno costruendo corpose comunità. È il pet sharing, versione a quattro zampe della sharing economy, con piattaforme di condivisione per darsi una mano quando si è in vacanza o si ha bisogno di ospitalità (animaliallapari.net e petsharing.it), motori di ricerca per pet-sitter (petme.it), ma anche iniziative come gli aperitivi della Lega del cane, o quelle delle associazioni che curano animali abbandonati, violati, malati. E anche se la Lav assicura che il randagismo è in miglioramento, è in cucce come quelle di ProgettoQuasi.it, che si occupa di far adottare cani disabili, anziani o maltrattati, o dell’Alpeggio delle Coccole in Val d’Intelvi (ingaia.it), in cui si recuperano esemplari sfruttati, che nasce un rapporto nuovo tra uomo e animale. Che poi le bestie vere sono dappertutto e non si distinguono dal numero delle zampe. G

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Affnità

Uno scatto del fotografo Elliott Erwitt, New York City 2000. Sopra a sinistra, lo stilista Karl Lagerfeld con la sua gatta Choupette, un birmano bianco (la foto è sul proflo Instagram di Choupette); in alto, un’immagine dal libro Neville Jacobs: I’m Marc’s Dog di Nicolas Newbold (Rizzoli); la K/Kocktail tracolla Choupette disegnata da Karl Lagerfeld (karl.com).

ELLIOTT ERWITT/MAGNUM PHOTOS/CONTRASTO

STIAMO ESAGERANDO?

Psicoterapeuta junghiano, già docente di Psicologia della formazione all’Università di Torino, Gian Piero Quaglino ha pubblicato per Raffaello Cortina Meglio un cane. Perché amiamo così tanto gli animali? Credo sia anzitutto il senso di colpa. Il mondo è stato prima loro che nostro: non abbiamo contraccambiato abbastanza e siamo in debito con l’universo animale. A cominciare dal primo cane che ha cacciato con l’uomo, per fnire con il primo cane che è andato nello spazio. L’altra ragione è che sentiamo di aver perso il contatto con la natura. Il nostro trasporto verso gli animali ha un carattere, per così dire, riparativo. Ci serviamo di loro per colmare un vuoto? Il vuoto dei fgli che non facciamo nascere, delle amicizie che perdiamo per strada? Certamente, gli animali danno consolazione: in qualche modo occupano uno spazio tra i pensieri della cura di sé e i sentimenti della cura del “creato”. C’è una fedeltà totale che solo gli animali sanno offrirci ogni volta che siamo provati dalla vita: delusioni, tradimenti, offese, ingiustizie, slealtà. E di fronte ai fallimenti, agli errori, agli insuccessi nessuno come un cane, per esempio, sa mostrarci quanto tutto vada preso con distacco. Non penso che gli animali riempiano “vuoti”, piuttosto ci fanno compagnia in quei vuoti, ci stanno semplicemente accanto. E poi ci ricordano ogni volta che sarà anche incolmabile quel vuoto, ma comunque non possiamo trascurare di preparare i loro pasti. Un formidabile esame di realtà. Il cane è una scuola di vita perfetta per l’uomo. O almeno potrebbe esserlo. Proviamo più empatia verso di loro che verso gli umani. Non è vero. Gli uomini si amano fn troppo. Chi si dedica agli animali si dedica a qualcuno di molto più inoffensivo dell’uomo. C’è un che di patologico negli eccessi di attenzione? Gli animali sono e restano animali. Ignorarlo non è patologico, ma ridicolo. Mi riferisco a una certa deriva consumistica che riguarda soprattutto cani e gatti: i cibi, gli abiti, i giochi. Per il resto direi che non solo non c’è patologia, ma non c’è nemmeno limite. L’uomo ha sempre diviso la sua vita con gli animali. Il limite casomai è quello della nostra conoscenza, non della dimestichezza nei loro confronti. Chi sa più oggi Ornella Ferrarini distinguere il canto degli uccelli?


controcorrente

Mondo Come vive l’attuale congiuntura di universale trasporto animalista chi non vuole un quattrozampe e odia accarezzare quelli degli altri? di Serena La Rosa

Il mio amore per gli animali ha la forma di un criceto stecchito nella gabbia una mattina di 35 anni fa. Il criceto era di mia sorella, povera bestia. E lei è ancora convinta che lo abbia ammazzato io – nella notte? Col veleno? Chissà: ero una bambina piena d’iniziativa. Non so che nome avesse: io lo chiamavo Insù, diminutivo di Insulso Animale. E non l’ho ammazzato, giuro. Ma vi pare normale piangere per un quasi-topo? Sarà che a me gli animali non sono mai piaciuti. I cani, poi. Tra tutte le maniere di complicarsi la giornata, accudire un rotolo a pelo caduco, reattivo come un bambino di due anni, mi sembra il più vanagloriosamente faticoso.

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GRAHAM JEPSON/ROSEBUD2, GETTY IMAGES

CANE!

Secondo India Knight, che ha pubblicato The goodness of

dogs (Penguin, si trova su amazon.com) – un manuale su come scegliere, allevare e amare un cane e diventare l’umana esaltata da un canide soddisfatto, o viceversa – c’è «qualcosa che non va nell’anima di chi non ama i cani», che invece sono «fatti di pura gioia». Per questo, forse, non è più socialmente accettabile rifutarsi di accarezzare il cane che ti si para davanti. Anzi: bisogna essere dei mostri senza cuore, per trovarne l’esistenza in vita meno che struggente. (Figuriamoci: vagamente minacciosa). Se Donald Trump vincesse le prossime elezioni, sarebbe il primo presidente degli Stati Uniti sprovvisto di animale domestico dai tempi di Harry Truman. Una nozione sicuramente in grado di convincere gli indecisi – in quasi la metà delle case americane c’è un pet, come in Italia – ma pure l’unico punto di contatto tra il mio stile di vita e quello dello sbruffone milionario milionario. È evidente che ap appartengo alla par parte sbagliata dell’umanità. Mentre posso ca capire la necessità per un capo di Stato di avere almeno una un creatura al mondo che lo trovi devotamente indiscutibile indiscut – e la regina Elisabetta non avrebbe resistito 60 anni an sul trono senza una scusa per uscire spesso a passegg passeggiare – non mi rassegno ai quadrupedi nei ristoranti, sugli aerei e persino negli uffci (o nelle redazioni di prestigiose prestigio riviste di moda), imposti con la stessa naturalezza che hanno i ciclisti quando ti scampanellano sul marciapiede come c a dire: sì, siamo invadenti e pure un po’ fuorilegge, ma m è così che sono fatti i buoni, bellezza.

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Sopra, la famiglia Obama con Bo, un cane da acqua portoghese; dal 2013 hanno anche Sunny, stessa razza. A destra, la scrittrice India Knight, che ha pubblicato di recente un manuale sui cani. A sinistra, la regina Elisabetta nel 1974 con i suoi amati corgi.


questa settimana

Sono tutte VITTIME INNOCENTI: UMANI e CANI

ROSA MATTEUCCI

SCRITTRICE. IL SUO ULTIMO LIBRO È COSTELLAZIONE FAMILIARE (ADELPHI). PROTAGONISTI: DONNE E CANI

Sono nata in casa. La levatrice umana era affancata da un cane (un bouledogue) di nome Gigia. Mia madre mi ha cresciuta ripetendo il mantra: «Chi non ama gli animali, non ama i suoi simili». Io li amo tutti, i cani in particolar modo, anche se il mio pensiero comprende in tale amore mucche, maiali, tacchini, conigli, agnelli e capre, ovvero tutti i passeggeri dell’Arca, a esclusione di scarafaggi e zanzare. Le voci sguaiate che si rincorrono sulla Rete, contrapponendo in una tenzone impropria l’idolatria e l’assurda antropomorfzzazione del «In alcuni Paesi cane, nell’ex opulenta società occidentale e la “il migliore strage degli innocenti, che da mesi si consuma amico dell’uomo” omo” in Siria e non solo, pone una questione merisubisce torture, ture, tevole. Ma parte da una prospettiva sballata, fglia del pensiero contorto e ipocrita di chi, abbandoni, doni, incapace di amare il suo prossimo, se la prenviolenze, o viene de con gli animali. I cani non sono dei priviucciso. Proprio prio legiati rispetto alle vittime di una guerra, semmai sono martiri innocenti al pari di quelli come gli ultimi ltimi siriani o afghani. Omicidi, torture, abbandodel mondo» ndo» ni, violenze non sono loro mai state risparmiate; creature destinate a non avere una tomba, perché erché non hanno avuto il tempo di avere una voce. Vittime mute e inermi. I cani ancora non hanno un ruolo defnito nella società civile; da millenni ci accompagnano, agli albori della civiltà come compagni di caccia, quindi nel fuire dei secoli ecoli e del progresso, da cacciatori e guardiani, sono diventati ati damine di compagnia, giocattoli e fgli eternamente neonati, nati, di cui si auspica l’inserimento nello stato di famiglia. Da un lato in certi contesti annoiati e fatui, congreghe fuori uori dalle analisi sociologiche per reddito e quoziente intellettuale, ettuale, gli “sventuratini” subiscono un orrendo processo di umanizzazione forzosa, a suon di accessori. I cagnetti delle socialites ocialites e dei cantanti hanno armadi quattro stagioni, il dietologo, il personal-trainer, ristoranti a loro dedicati e infne soffrono di molte delle patologie umane, tipo la depressione o gli attacchi di panico, dando linfa a un discutibile mercimonio imonio clinico-veterinario. Dall’altro, a milioni, nel silenzio omertoso mertoso delle multinazionali farmaceutiche, ogni anno vengono engono torturati e uccisi, cucinati in Estremo Oriente come spezzatini, pezzatini, fatti fuori da gentaglia nelle campagne rumene come ome in quelle del nostro Sud, il che li accomuna ai più poveri, diseredati e infelici fra gli umani. Fra i bimbi uccisi dai razzi in Siria e la muta schiera dei milioni di cani morti c’è un tratto di somiglianza: sono tutti innocenti angioletti.

Riflessioni, obiezioni, opin opinioni in libertà. Se avete qualcosa da dire, fatelo qui

DISEGNO DI ALESSANDRO SANNA, PITTORE E ILLUSTRATORE. IL SUO ULTIMO LIBRO SI INTITOLA CRESCENDO (GALLUCCI).

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real life

Lo sapevate che le capre sono intelligenti e i maiali amano le coccole? Sono sempre di piĂš gli italiani che scelgono specie insolite come animali da compagnia. Siamo andati a trovarli 78

di Gloria Ghiara - foto Diana Bagnoli


Ospiti speciali La maialina Bea, che l’associazione Animal SOS ha salvato da maltrattamenti, è a suo agio tra tappeti e poltrone. Come le alpaca Agostina e Agata (foto grande) nel salotto di Monica e Luciano.

«Capra, capra, capra!». Vittorio Sgarbi dovrà pensare a un nuovo insulto da rivolgere ai suoi antagonisti, se è vero che, come sostiene una ricerca della Queen Mary University di Londra pubblicata su Biological Letters, la capra è un animale tutt’altro che stupido. Anzi, è intelligente e affettuosa proprio come un cane. Già lo sapevano, però, i proprietari dei Nuovi animali da compagnia, perché oltre i cani e i gatti c’è di più. Ma partiamo dai numeri: secondo il Rapporto Italia 2016 di Eurispes, il 43 per cento di noi vive con un pet, o più di uno. I nostri compagni di vita preferiti sono i cani (60,8 per cento) e i gatti (49,3 per cento), e poi ci sono i Nac, (Nuovi animali da compagnia appunto). Un piccolo esercito peloso, alato, con le squame, le setole o gli zoccoli, di pet non convenzionali ma altrettanto capaci di instaurare un rapporto con noi. E di dare amore, anche oltre i pregiudizi. Come Bea, la maialina salvata da Animal SOS, associazione nata nel 2010 per la tutela degli animali senza distinzioni di specie: «È una dei tanti che abbiamo salvato: da maltrattamenti, ma pure da

Amori bestiali


real life

Il lettone dei conigli Chiara ai suoi conigli di razza Ariete nano che alleva come animali da compagnia non chiude le porte neppure della camera da letto: «Sono intelligenti e per niente paurosi», spiega.

Oca sarai tu Sotto, Nirvana con l’oca Letizia: nata da un uovo covato da una gallina, ama le coccole e farsi spazzolare le penne.

situazioni in cui l’animale non è più accettato e c’è chi se ne vuole disfare, anche mandandolo al macello», spiega l’attivista Lorena Ginevra Mansi. «La maialina inizialmente era diffdente, ma se sai approcciarti con pazienza e amore, l’animale lo sente e con il tempo si avvicina a te. Ho sempre accudito i maialini insieme ai miei cani, e mi ha sorpresa la semplicità con la quale si accettavano l’un l’altro. Gli animali che abbiamo salvato ci mostrano

Omaggi foreali I fori piacciono anche al caprone, animale intelligentissimo, come sostiene una ricerca della Queen Mary University di Londra pubblicata su Biological Letters.

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riconoscenza ogni volta che ci vedono: le galline ci accolgono aprendo le ali, i maiali ci corrono incontro, le pecore vengono a farsi coccolare». Il sogno di Animal SOS? Rilevare un terreno più grande per creare un santuario dove le persone possano rapportarsi con animali che sono abituate a vedere solo nel piatto (per aiutarli con donazioni e adozioni a distanza: animalsos.it e facebook.com/AnimalSOSonlus). E a proposito di luoghi comuni, le parole di Chiara Sgambati di Vigevano ne sfatano un altro: «I nostri conigli di razza Ariete nano sono tutt’altro che “paurosi come conigli”, sono intelligenti, interagiscono con le persone e ognuno di loro ha una propria personalità». E che dire delle oche? A guardare Nirvana, mamma di Chiara che ci racconta la storia, abbracciata a Letizia, ci si commuove anche un po’: «L’oca bianca di mia madre è nata da un uovo che abbiamo fatto covare a una gallina. Vive libera in giardino da quindici anni. Ha avuto un marito poi, un paio d’anni fa, è rimasta vedova. Ora è troppo anziana per un nuovo compagno, anche se è sempre in forma, così fa la capobranco delle anatre e quando mia mamma si siede nel prato lei le si accuccia accanto per farsi spazzolare le penne». La “vita con gli animali” di Chiara e del-


real life

Colleghi con le ali Nora, impiegata di Rivoli (TO), con il pappagallo Anita, uno dei tanti volatili (galline, oche, un tucano e altri pappagalli) che vivono liberi negli uffci della ditta di autodemolizioni in cui lavora. A destra: le papere di Chiara.

Tra noi Anfbi, rettili, uccelli. Anche la fauna urbana è varia. Quanto? Lo racconta l’etologo Danilo Mainardi nel libro La città degli animali (Cairo, 15 euro).

L’ora delle pappe Dario Garabello, fondatore dell’Oasi degli animali (oasideglianimali.it), parco faunistico di San Sebastiano Po (TO), accudisce come fosse una mamma i suoi agnellini.

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la sua famiglia è iniziata dalla passione di papà Andrea, che fa il veterinario e che dopo il matrimonio ha scelto di vivere in una grande cascina con moglie, due fglie e molti animali. Una vera famiglia allargata, dove i conigli, se vogliono, hanno accesso al lettone come fossero gatti e nessuno si scompone se l’oca zampetta in soggiorno. Una scelta simile, in tempi diversi, quella di Luciano e Monica, ex dirigenti che oggi hanno una società e vivono immersi nel verde nei dintorni di Mondovì (oasi che presto potrebbe diventare un’area naturalistica aperta alle visite in collaborazione con il Comune), nel Cuneese, proprio per realizzare un sogno: accogliere animali non “tradizionali” ma altrettanto capaci di stabilire un rapporto con l’uomo. Come l’alpaca Agostina, che ha perso la mamma a 10 giorni di vita ed è stata allevata da Monica: «Oggi ha due anni, ma quando sente la sua voce molla tutto e corre da me». A casa di Luciano e Monica e nel loro grande spazio verde coabitano cigni e caprette mohair, pecore di razze particolari, papere e bambi: ognuno ha il suo spazio, nel rispetto della sua natura, ma nulla vieta ad Agostina e a sua zia Agata di accomodarsi in salotto per farsi coccolare. G


A spasso con Bob

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Salvato da un gatto Una scena di A spasso con Bob, in sala il 9 novembre. Tratto dal bestseller autobiografco di James Bowen, ex tossico che cambia vita dopo aver incontrato il randagio Bob.

ATTORI COI BAFFI Sono teneri, buffi, veicolano buoni sentimenti e recitano benissimo: non c’è film con gli animali che non sia un successo di botteghino. Da qui a Natale, preparatevi a un’abbuffata

di Rebecca Sella

Un vecchio adagio del cinema recita: mai lavorare con bambini e animali. C’è da diventare matti. Ne sapeva qualcosa il regista Michael Anderson che nel 1956, dirigendo Il giro del mondo in 80 giorni, dovette reclutare 90 addestratori per governare qualcosa come 855 animali. Rischiò l’esaurimento nervoso ma si portò a casa cinque premi Oscar. Il pubblico, infatti, premia questo genere di fatiche, lo dice il successo strepitoso di Pets. Vita da animali, flm d’animazione in questi giorni nelle sale. Da sempre cani, gatti, maialini e leoni commuovono e fanno sorridere. A volte più degli umani. Basti pensare a casi come Io & Marley, campione di incassi nel 2008, con un labrador così

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Felini che la sanno lunga

I marciapiedi di Londra. Un ragazzo musicista, James Bowen, ex tossicodipendente in cerca di riscatto, trova sulla sua strada un gatto randagio dal pelo rosso che non lo molla più. Fino a farsi adottare, cambiargli la vita e diventare il soggetto del suo libro A spasso con Bob (Sperling & Kupfer), subito bestseller e ora flm (dal 6 novembre) diretto da Roger Spottiswoode, con l’attore inglese Luke Treadway. Mentre in Una vita da gatto (7 dicembre) Kevin Spacey, coinvolto in un misterioso incidente, si ritroverà nei panni del gattone di casa, adottato dalla sua famiglia, e vedrà le cose da un punto di

Who gets the d the dog? g

A chi tocca il cane? Se lo chiedono molte coppie in via di divorzio, come succede ad Alicia Silverstone e Ryan Kwanten nel flm di Hugh Botko, in sala a dicembre.

Il felino nella foto è Kevin Spacey, miliardario in confitto con la famiglia, che per un incidente si reincarna nel micetto regalato alla fglia. In uscita il 7 dicembre.

Stesso destino. Una scena del flm austriaco Abel, il fglio del vento, dei registi Gerardo Olivares e Otmar Penker, con Jean Reno (in sala). Lukas, orfano di madre, trova sui monti un aquilotto scacciato dal nido. Ed è subito amore.

Abel

tenero e affettuoso da far schizzare le vendite di quella razza. Oppure a un documentario del 2005 come La marcia dei pinguini, che commosse intere platee. Del resto per molti, anche nella vita vera, l’amico a quattro zampe resta sempre il compagno più fdato. Le cifre parlano chiaro: il 47 per cento degli americani ha un cane, il 37 per cento un gatto. Il business che ne consegue è cubitale e Hollywood cavalca l’onda. Ecco perché in questi mesi il grande schermo sarà invaso da pennuti, pesci e quadrupedi di tutti i tipi, compresa una mucca. E tra questi il protagonista di una storia bellissima e soprattutto vera.

Una vita da gatto

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Jacqueline la vache

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A Parigi g dall’Algeria g Fatsah Bouyahmed y e la mucca, protagonisti p g di q la vache, Jacqueline in arrivo prima p di Natale.

vista completamente diverso. Negli anni ’60, a tentare qualcosa di simile ci aveva provato la Disney in Fbi operazione gatto.

Non litighiamo per il cane

Se coi gatti il rapporto è più misterioso, coi cani è tutto più diretto, a parte gli alti e i bassi. In Paterson (27 dicembre), diretto dal grande Jim Jarmusch, Adam Driver, autista di autobus dalla vita tranquilla, scrive poesie e litiga spesso col bulldog Marvin, parlandogli come se fosse umano. Mentre in Who gets the dog?, commedia romantica appena uscita in America, ma che già fa parlare (in Italia a dicembre), il quadrupede Wesley riveste addirittura il ruolo di un fglio. E quando i due padroni – Alicia Silverstone e Ryan Kwanten – decidono di separarsi, si contendono la custodia del povero cane. Il quale, stressato da tanta aggressività, cade in depressione. A Natale torna Bruce Willis nei panni di un detective di Los Angeles che, in Going under, andrà alla ricerca del suo cane rapito da una gang di criminali. E, sempre aNatale, è in arrivo il flm d’animazione Rock dog, di Ash Brannon, in cui un cane tibetano con la passione per la chitarra va alla ricerca di un gatto inglese dio del rock. I fan di Jack London portino pazienza e nel 2018 potranno far vedere a fgli e nipoti la versione animata di Zanna bianca.

Pennuti, mucche & C.

Per non parlare solo di cani e gatti, è già nelle sale Abel. Il fglio del vento, girato in Austria, tra boschi

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e cime innevate, che racconta la tenera amicizia tra Lukas, un ragazzino orfano di madre, e un aquilotto abbandonato. Lukas gli insegnerà a volare e crescerà con lui. Meno didascalico il nuovo cartoon della Warner Cicogne in missione (20 ottobre), in cui i pennuti digitali consegnano pacchi per un sito di ecommerce e si ritrovano a consegnare per sbaglio una neonata. Tra le doppiatrici italiane c’è Alessia Marcuzzi. È uscito in Francia Jacqueline la vache: delicata storia sulla inutilità dei confni, racconta il viaggio del contadino Fatah e della sua obbediente e mite mucca Jacqueline dall’Algeria fno alle porte di Parigi per il premio della fera dell’agricoltura. A marzo 2017 esce negli Usa The zookeeper’s wife, tratto da Gli ebrei dello zoo di Varsavia di Diane Ackerman, con la bella Jessica Chastain pronta a salvare ogni esemplare dello zoo durante l’invasione nazista. Insomma ce n’è per tutti. Con un’anticipazione gustosa: nel fantascientifco disaster movie Colossal, per ora solo negli States, Anne Hathaway sarà mentalmente collegata con una lucertola. Opzione che forse la scienza sta prendendo in considerazione, ma che si spera non debba mai accadere. G

The zookeeper’s wife Emergenza zoo Jessica Chastain in The zookeeper’s wife, previsto per il 2017, che racconta dell’operazione di salvataggio degli animali dello zoo di Varsavia durante l’invasione nazista.


GETTY IMAGES, IMAXTREE.COM


tendenze Sempre di moda In questa pagina, Coco Chanel nel 1936: fu lei a sdoganare le perle fnte purché portate in tanti fli. Nella pagina accanto, le perle con le ruches secondo Alessandro Michele, direttore artistico di Gucci.

Chi l’avrebbe detto che saremmo tornate a desiderare il simbolo della buona borghesia? Eppure il filo, moltiplicato come lo portava Coco, è l’ultima moda da seguire. Consiglio giudizioso per trasformare in icona anche un maglioncino anonimo. Sarete in buona compagnia, come racconta un libro strepitoso di Roselina Salemi

PERLE

di saggezza


CHANEL

tendenze

Strong Per la moda le perle vanno sdrammatizzate: si usano come piercing chic o moltiplicate all’infnito.

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è il momento di esibirlo con disinvoltura. Il revival degli anni ’90, quando il flo di perle era il must have per le ragazze chic, incontra il bon ton dei ’50, ed ecco la tempesta perfetta. Quest’inverno piovono perle su guanti, calzini, camicie, scarpe. L’ha deciso Gucci, l’ha ribadito (ovviamente) Chanel e Marchesa ha lasciato tutti a bocca aperta con fastosi collier, falsissimi è chiaro, copiati dalle nobildonne rinascimentali. Perle sulle punte delle décolletées o incastonate nei tacchi scultura, sulle derby con piercing di Coliac, sulle ciabattine in eco-shearling di Miu Miu, sulle slingback di René Caovilla, sulle Mary Jane e sulle T-bar in camoscio di Gucci. Perle cucite sugli abiti di Dries van Noten, mescolate alla catena rock (Moschino), al collo e alla caviglia, usate come nastro per fermare il cappello sotto il mento da Chanel (ma anche nei surreali sautoir, grossi come i gioielli di una regina barbarica). È l’ultima frontiera del lusso democratico: lo status symbol diventa accessibile, ironico, divertente. Perché in fondo le perle sono sempre state la magnifca ossessione delle regine e delle frst lady, legate alla casta, alla ricchezza, al potere. E per rendersene conto basta sfogliare The pearl necklace, a cura di Vivienne Becker (da Assouline, dalla prossima settimana in libreria e online, ¤80) che racconta in 300 pagine e 200 immagini un mito, un desiderio di legittimazione sociale, una passione immutata,

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BLUESPIRIT

CHANEL

SALVINI

Se avete una collana di perle della mamma, della zia, della nonna, tiratela fuori. Se avete un bijoux esagerato,


DRIES VAN NOTEN

tendenze

Niente dà l’idea del lusso come le perle (Diana Vreeland)) Vreeland)

da Cleopatra a in poi. Da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ e’ Medici, granduca di Toscana e prima frst lady della storia, oria, in posa per il Bronzino (1545) a lady Gaga che si fa fotografare sul letto con la collana di perle tra i denti,, uno dei suoi tre gioielli preferiti. Da Maria Antonietta di Francia a Margherita di Savoia, è una gara a chi possiede de le collane più ricche, ma Elisabetta I, con le 600 perle ricevute dal favorito Robert Dudley, batte tutte. Oggi c’è la sceicca Mozah che, con ottimo gusto, si è comprata ta la maison Valentino e sfoggia perle dalla bellezza ineguagliabile, guagliabile, ma trionfano anche le regine dello star system. m. Una per tutte: Sarah Jessica Parker che le mescola ad altre collane per sdrammatizzarle. Mentre le prendeva molto sul serio Elizabeth Taylor, proprietaria della Pellegrina, egrina, la perla più grande e simmetrica del mondo, pegno no d’amore di Richard Burton nel 1969. Dopo le corti ti europee è stata l’America, in effetti, ad alimentare ill mito. Nelle istruzioni ai nuovi ricchi, Ge-

orge F. Kunz, nz, capo gemmologo di Tiffany dal 1879 al 1932 scrive: ve: «Le perle sono assolutamente necessarie, come le case, le auto e i cavalli». E con una simile prescrizione non si scherza. Industriali, banchieri e uomini d’affari cercano simboli aristocratici, sontuose dimore, dipinti, purosangue... e perle. Le più belle valgono quattro volte i diamanti. Si narra di una Mrs. Plant, capace, con un colpo di testa, di cedere la sua lussuosa dimora a Pierre Cartier in cambio di una collana valutata un milione di dollari. Poi ci sono

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La collana di perle è tra i miei tre gioielli preferiti (Lady Gaga)

CHARLOTTE OLYMPIA

CARTIER

LORENZO SERAFINI PER PHILOSOPHY

Superbe! p In alto a destra, Pearlmaker VI, 2011: olio e oro su conchiglia g di ostrica, opera p di Tabitha Vevers, The New Britain Museum of American Art. pearll La copertina p di The p necklace, Vivienne Backer, gc Assouline. Collier Magic Blanche di Cartier Magicien g in platino p con diamanti e 52 perle. p


Jackie forever

Con il filo di perle e il tailleur rosa, Jackie Kennedy è tornata. Al cinema. Nel film di Pablo Larrain la first lady americana è incarnata da una magnifica Natalie Portman: in tre giorni, con rabbia e devozione, costruisce il monumento a JFK, assassinato a Dallas, ed entra nel mito con lui. Jackie (in Italia all’inizio del 2017) racconta una donna controllata e tenace, una stratega, un’icona di stile, (indimenticabile la sfilata con favolosi abiti da sera poco prima di lasciare la Casa Bianca). Le perle l’accompagnano nei momenti felici e infelici, confermandosi l’accessorio imprescindibile delle first lady, comprese Hillary Clinton e Michelle Obama. Ma anche Robin WrightClaire Underwood in House of Cards. Dopo aver visto Jackie viene voglia di imitarla perché ci resti addosso un po’del suo glamour. A cominciare dalle perle, naturalmente.

Regalarsi perle è un atto di autostima

MIU MIU

(Sharon Stone)

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Il top degli acquisti è la Parigi degli anni ’20 invasa dai profughi russi in fuga dalla rivoluzione del 1917 che ven-

dono i preziosi di famiglia: leggendarie le perle nere del principe Felix Yusupov. La cantante Gaby Deslys è al centro di un mezzo scandalo. Re Manuel I del Portogallo le regala un flo da 70mila dollari, lei lo butta in mare durante una lite, lui per farsi perdonare gliene compra un altro identico e poi si scopre che era un trucco: quella fnita nell’Oceano era una copia. Nel frattempo è arrivato lo tsunami e pochi se ne sono accorti. Le perle (coltivate) stanno per diventare una dichiarazione di indipendenza femminile. Comincia a produrle negli anni ’20 il giapponese Kokichi Mikimoto, e in Europa si pone subito la questione se siano “vere”. In barba al dibattito, il nuovo potere d’acquisto delle donne decreta il loro inarrestabile successo. Una bella collana non è più una spesa che possono concedersi soltanto regine ed ereditiere. E toccherà a Coco Chanel rendere glam quelle false. Così la moda si impadronisce delle perle e le manda in passerella, ultimamente ovunque, meno che al collo, perché i creativi devono essere per forza spiazzanti. Il trend continuerà anche la prossima estate, da Ermanno Scervino che le usa come bottoni e le cuce sui revers delle giacche o da Salvatore Piccione che le semina sugli abiti 3D con stampe e ricami di conchiglie e sostiene il loro assoluto valore simbolico: gocce di rugiada cadute in mare nelle notti di luna piena, lacrime di angeli ribelli. Come potremmo farne a meno? G

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(Sarah Jessica Parker)

CRIVELLI

COLIAC

tendenze Confesso: ho passato la mania delle perle a Carrie C Bradshaw...

i matrimoni, luogo ideale per mostrare gli acquisti. A New York nel 1895, Consuelo Vanderbilt sposa Charles Spencer-Churchill, duca di Marlborough, e riceve dalla madre le perle appartenute a Caterina di Russia e all’Imperatrice Eugenia montate in una collana spettacolare che si incrocia sul seno e sulle spalle. Nel 1933 per le nozze di Barbara Hutton con il principe Mdivani di Gorgia, il padre miliardario compra 53 perle appartenute alla sfortunata Maria Antonietta i cui gioielli erano stati dispersi tra le vanitose dame della dinastia napoleonica per fnire con giri tortuosi alle cortigiane della Belle Epoque.


la terrazza

Com’era discreto IL SECOLO SCORSO

GUIA SONCINI GIORNALISTA E SCRITTRICE IL SUO ULTIMO LIBRO È QUALUNQUE COSA SIGNIFICHI AMORE (GIUNTI)

e rubarono i gioielli di mia madre, non esistevano le geolocalizzazioni, gli smartphone, i like. Semplicemente, un ladro che sapesse fare il proprio mestiere dava per scontato che a capodanno gli ospiti delle camere d’albergo fossero fuori e che la gente che pagava così tanti soldi per una stanza in un hotel fosse gente che viaggiava con roba di valore. Nessuno disse a mia madre che probabilmente i ladri sapevano dov’era perché aveva messo un video su Snapchat, come ha più o meno detto la polizia dopo che Kim Kardashian è stata aggredita e rapinata nella sua suite a Parigi. Non ho letto neanche un articolo che facesse la domanda giusta alla polizia parigina: ma davvero siete così fessi da pensare che, in mancanza di suoi autoscatti, la presenza di Kim Kardashian alle sflate parigine sarebbe passata inosservata?

Il capodanno novecentesco in cui i ladri entrarono nella nostra suite, in un albergo in Costa Azzurra,

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Il New York Magazine ha paragonato l’impicciarsi dell’identità di Elena Ferrante e la rapina di Kim Kardashian: donne alle quali viene fatta una qualche forma di violenza e poi viene pure detto che se la sono cercata. In effetti, secondo il giornalista che ha ritenuto prioritario informare il mondo delle transazioni bancarie di Anita Raja e della deduzione che fosse quindi lei la Ferrante, è lei che l’ha provocato. In La frantumaglia, ha spiegato stizzito, s’inventa un’identità che non è quella reale, un’autobiografa posticcia: mente ai lettori, puntesclamativo. Ma tu pensa. Romanzieri che mentono ai lettori. Che roba scandalosa, mai sentita, inaccettabile. E io che credevo si diventasse romanzieri per dire la noiosa verità, tutta la verbosa verità, nient’altro che la stucchevole verità. E io che credevo di farla franca coi miei ricordi di Simon e Yasmin: presto un’inchiesta svelerà che ero fan degli Spandau Ballet.

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

«Simon Le Bon scelse Yasmin da una foto e nessuno ebbe niente da dire. Oggi tutto è social: chiedete a Kardashian e Ferrante...»

Forse il problema è che crediamo di dover trovare criteri moderni per valutare fenomeni antichi. Mi è venuto in mente la settimana scorsa, guardando Yasmin Le Bon sulla copertina di Gioia!. Chiunque abbia l’età giusta per essere stata fan dei Duran Duran se lo ricorda: Simon la scelse come da un catalogo. Vide una foto e disse: mi piace questa. Gli organizzarono un incontro: nell’epoca in cui non esisteva Tinder, se eri la popstar del momento c’era qualcuno disposto a trovarti il numero di telefono d’una modella da copertina. Pensate cosa commenteremmo se, oggi, un personaggio pubblico dicesse d’aver selezionato quella con cui uscire da un catalogo di bellocce. Nel più blando dei casi si prenderebbe del superficiale; di media lo liquideremmo come uno che considera le donne degli oggetti decorativi; e qualche commentatrice particolarmente smaniosa di farsi notare sparandola grossa riuscirebbe persino a indicarlo come responsabile del tasso di femminicidi. Chissà se sarebbe mai diventato un matrimonio riuscito, in questi anni qui; se la storia di come l’aveva scelta lui l’avesse raccontata nell’epoca in cui azioni e dichiarazioni vengono dissezionate da chiunque abbia uno smartphone. Per loro fortuna era il Novecento: Simon e Yasmin stanno insieme da tre decenni e hanno avuto tre figlie; senza sapere niente del loro legame, azzardo che non si duri così a lungo solo perché lei era caruccia in copertina e lui carismatico sul palco.


Paola Co Cortellesi

intervista È precisa, puntuale, esigente: non a caso la chiamano “signorina Rottermeier”. Ma nel nuovo flm della Comencini si lascia andare, travolta da un incontro inaspettato e “contro le regole”. Una bella prova per una che è nata secchiona, ma sogna di vivere come una rockstar di Paola Casella foto Riccardo Ghilardi

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Che noia

LE PER FET TINE

AL CINEMA Paola Cortellesi (42 anni), nelle sale italiane con il flm Qualcosa di nuovo, di Cristina Comencini.

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intervista Ci incontriamo in un bar dall’atmosfera francese, in un angolo della Roma residenziale. Di fronte c’è una

bocciofla, di fanco una merceria che pare una capsu- AMICHE la del tempo, con quel cartello scritto a mano in vetri- Paola Cortellesi con Micaela Ramazzotti (37 anni) in na: «Si riammagliano calze». Paola Cortellesi si pre- Qualcosa di nuovo: due amiche senta con un paio di occhiali dalla montatura severa alle prese con le complicazioni sentimentali dei 40 anni. e il sorriso da ragazza, un incrocio fra serietà e dolcezza, postmodernità e nostalgia. E non c’è proprio niente di incongruente in questa donna che sa dare spazio in modo libero, dice lei, anche se in cuor suo cerca alle sue varie nature. «Tutte le donne sono tante cose, l’uomo ideale». e a volte per interpretare bene un ruolo si fnisce per Un disastro. esserne intrappolate», afferma. L’ultima donna in or- Appunto. In una delle sue serate Maria conosce un dine di tempo ad averla intrappolata è Lucia, prota- tipo. La mattina dopo, per quel poco che ricorda, lo gonista di Qualcosa di nuovo, flm di Cristina Comen- descrive come maturo e affdabile. Ma quando lei esce cini nelle sale: una single quarantenne che fa la can- di casa, io (Lucia), mi ritrovo davanti un ragazzo di tante jazz e ha costruito un muro nei rapporti con gli 19 anni che, non ricordandosi molto della sera preceuomini. «Al contrario della sua amica di sempre, Ma- dente, mi scambia per Maria. Per salvarla dall’ennesiria (Micaela Ramazzotti, ndr), mo errore mi fngo lei, ma questo che è una professionista divorragazzo è diverso dagli altri uomiziata con due fgli e vive il sesso ni che di solito caccio via: mi spiaz«Un ragazzo e comincio a rivederlo, riaprendi 19 anni ha ancora za domi al mondo maschile. Così la schiettezza, come lui benefcerà di un’educal’entusiasmo, la fantasia zione sentimentale col turbo.

e la voglia di ascoltare che è il desiderio di ogni donna»

Ai giovani manca davvero un’educazione sentimentale?

Manca un’educazione al rispetto dei generi, che dovrebbe cominciare già dalla scuola materna. E credo che questo causi disastri molto più profondi che i semplici scontri amorosi, per esempio il femminicidio, che fa numeri impressionanti per un Paese cosiddetto civile. Parte tutto dalla diseducazione al rispetto delle donne e delle diverse scelte sessuali.

Come fa una quarantenne a innamorarsi di un ragazzo di 19 anni?

Un diciannovenne non ha le sovrastrutture che hanno accumulato i miei coetanei, ha ancora la purezza, la schiettezza, la sincerità, l’entusiasmo, la fantasia e quella voglia di ascoltare che è il desiderio di ogni donna. Anche una “prima della classe” come lei ha bisogno di essere ascoltata?

Pensi che a scuola ero una capra, con rispetto parlando per le capre.

La prima della classe è quella che si prepara per fare bene, ma il termine comporta che qualcosa, di quella persona, ti stia antipatico. È una percezione con cui gioco, per esempio nel programma che ho condotto

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Sarà, ma ora la vediamo ballare, recitare, cantare, fare televisione benissimo.


intervista

A CASA Paola Cortellesi è sposata con il regista Riccardo Milani e ha una bambina, Laura, di tre anni e mezzo.

Una perfezionista?

«L’umorismo è importante per arrivare a tutti e far rifettere anche su cose indigeste, compresa la paura di sentirsi giudicati dagli altri»

Sul lavoro sì, ricerco la perfezione e sbaglio, perché la perfezione non esiste. Preferisco fare un’ora di prove in più che una in meno. In effetti, ora che mi ci fa pensare, un po’ prima della classe lo sono davvero. Anche come mamma e moglie?

No! E per fortuna. Altrimenti avrei già divorziato e mia fglia (Laura, di tre anni e mezzo, ndr) mi avrebbe abbandonata. Nella vita privata sono molto imperfetta, anche nel gestire le cose pratiche: mi perdo spesso in un bicchier d’acqua. Con mio marito (il regista Riccardo Milani, ndr) e mia fglia è cazzeggio libero. In Qualcosa di nuovo il suo personaggio non ha fgli. In Mamma o papà invece, la commedia diretta da suo marito in cui recita con Antonio Albanese e che uscirà nei prossimi mesi, è madre di tre ragazzi.

Mamma e papà è il remake di un flm francese di cui ho scritto l’adattamento insieme a Giulia Calenda e a Riccardo. Racconta di una coppia che divor-

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zia serenamente, d’accordo su tutto eccetto l’affdamento dei fgli. Ma la guerra non si scatena perché ognuno vuole tenere con sé i ragazzi, bensì perché vuole mollarli all’altro. La comicità serve a raccontare l’Italia di oggi?

La commedia all’italiana è il cinema con cui mi sono formata, quello dei grandi come Scola, Monicelli e Comencini, che hanno raccontato i vizi e le virtù del nostro Paese con ironia, ma anche cattiveria e sarcasmo. L’umorismo è importante per arrivare a tutti e far rifettere anche su cose scomode e indigeste. La comicità tocca sentimenti universali, compresa la paura di essere giudicati dagli altri o l’imbarazzo di sentirsi sbagliati. In Qualcosa di nuovo c’è una battuta: «Abbiamo bisogno di una vacanza da noi stesse». Vale anche per lei?

Per fortuna il lavoro mi aiuta a prendere numerose vacanze da me stessa. Dovrei farlo ancora di più anche nel privato, uscire di più dagli schemi. In quale ruolo folle vorrebbe calarsi?

Vorrei essere una rockstar: sregolatezza totale, cioè il contrario di quello che sono. E invece non ci riesco, amo proprio la logica. Che ci posso fare? G

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insieme a Laura Pausini. Ed è vero che mi preparo, che sono precisa e amo la puntualità: sul lavoro mi chiamano “signorina Rottermeier”.


ORA CHE SIAMO ARRIVATI FIN QUA Parlano i bambini: da gennaio sono 17.000 i minori migranti approdati in Italia da soli, dopo un terribile viaggio in barca e, prima ancora, un’odissea nel deserto. Ma quale futuro li aspetta? Con Oxfam e l’attrice Margherita Buy, che ne è ambasciatrice, siamo andati in Sicilia a scoprirlo di Paola Maraone- foto Diana Bagnoli

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reportage

Arrivano anche a 12 anni – l’età esatta in cui salvarlo. Ma che succede, dopo, a questi ragazzi? Siamo noi ci chiediamo se sia prudente, per i nostri fgli, andati in Sicilia, con Oxfam e Margherita Buy, che ne è andare a scuola da soli – dopo avere attraversato l’A- ambasciatrice, a scoprirlo. «Dopo gli sbarchi lasciano i frica ed essere chissà come sopravvissuti al deserto, alla centri di prima accoglienza e vengono qui, sperando di fame, all’inferno della Libia, al mare: degli 11.000 salvati proseguire verso nord e ricongiungersi per via informale la settimana scorsa in due giorni, nel canale di Sicilia, al- ai parenti. Fanno anche 50 km in bus o a piedi, al buio, lungo strade pericolose», ed è un miracolo che ancora nesmeno 1.000 erano minori non accompagnati. Come le onde i numeri salgono e scendono, ma il trend suno sia stato investito. L’unità mobile di Oxfam li interè comunque in aumento: «Sono strategie familiari», sin- cetta e distribuisce una guida ai diritti in inglese, francese, arabo, poi dei dignity kit con biancheria tetizza sul piazzale della stazione di Capulita, dentifricio, sapone, spazzolino. E tania Andrea Bottazzi, operatore socioAccolti una scheda telefonica da cinque euro, legale di Oxfam Italia per il progetto A sinistra, Modou, 17 anni, e Alieu, 19, con Margherita per chiamare a casa. Open Europe. Spedire un fglio al di là Buy, ambasciatrice di Vale per gli adulti e anche per i radel Mediterraneo può essere una forma Oxfam Italia, presso la sede gazzi, che la legge è chiamata a d’investimento o anche l’unico modo per di AccoglieRete a Siracusa. Sopra, di spalle, Yasmina, 16 anni, in una struttura per minori migranti a Scicli.

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reportage

Margherita Buy

LA VERA INTEGRAZIONE È QUI proteggere: «Dovrebbero stare nei centri di prima accoglienza per 60 giorni massimo e poi essere accolti in case-famiglia, invece il sistema è saturo e s’inceppa, così restano per mesi in un limbo senza istruzione, attività educative, servizi primari», ci spiega Salvatore Maio, coordinatore di Oxfam Italia in Sicilia. Secondo le statistiche ne spariscono 28 al giorno, 28 bambini senza documenti la cui storia nessuno racconta, nel migliore dei casi perché, sfuggiti alle maglie del sistema, sono riusciti a raggiungere i parenti rintanati da qualche parte in Europa, nel peggiore perché diventano vittime di tratta e, semplicemente, scompaiono. Sarebbe potuto succedere anche a Yasmina, scappata dalla Costa D’Avorio un anno fa, a 15 anni, per «evitare il matrimonio con un anziano cugino a cui i miei genitori mi avevano promesso». Yasmina invece oggi è stata accolta a Scicli, in provincia di Ragusa, nella Casa delle culture, struttura protetta sostenuta dalla Chiesa Valdese e da Oxfam, un luogo sicuro nel cuore della città. «Ospitiamo in media una trentina di ragazzi o madri con bambini, per qualche settimana, al massimo due mesi, in attesa

Margherita Buy, ambasciatrice di Oxfam in Italia e con noi di Gioia! durante il viaggio in Sicilia, fa notare: «Si parla sempre degli sbarchi e dei morti, ma poco di quanto, in tanti, si adoperino per la vita. Venendo qui ho capito che ogni storia è unica e che a questi ragazzi è impossibile e non affezionarsi». La Sicilia, con i siciliani, sta facendo un lavoro enorme. me. Mi colpisce come questa regione, bisognosa di aiuto di suo, sia poi in grado di offrirne tanto e riesca ad arrivare dove la legge e non c’è ed esiste solo il vuoto. L’integrazione è molto più semplice ce e immediata di quel che pensi, se davvero la vuoi fare. Oxfam fa la sua parte... La modalità dell’accoglienza diffusa, con partner locali, è vincente. Ora tocca all’Europa trovare gli strumenti necessari sari per gestire questa gigantesca crisi.

di trovar loro una sistemazione defnitiva», racconta Giovanna Scifo, la responsabile. «Fa male vedere che i tempi si allungano, che le case-famiglia non bastano mai. Alcuni privati si offrono, ma non è facile improvvisarsi genitori affdatari di un adolescente straniero in fuga dalla guerra o dalla carestia». Yasmina ha compiuto 16 anni e non è andata a scuola un solo giorno in vita sua. «Vendevo arance per strada», dice tormentandosi le lunghe treccine, «ma non potevo pensare di sposarmi con quell’uomo, sono scappata di notte con un’amica che aveva un po’ di soldi, così siamo andate a nord, verso il Mediterraneo, prendendo passaggi in auto in cambio di lavoretti. Ma in Libia sono stata imprigionata. In Libia ho conosciuto la sofferenza», sussurra. «Poi ho trovato una coppia che mi ha aiutato a fuggire, mi hanno anche pagato il passaggio fn qui sul barcone». Le storie di questi ragazzi si somigliano: la Libia ingovernata e corrotIn transito Alla stazione di Catania ta è l’inferno obbligato a cui nessuno c’è anche Happy, dalla Nigeria, scampa, si capisce dalla ragnatela di ciforzato a pilotare il barcone e catrici – tagli, bruciature – che hanno per questo arrestato in Italia.

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Sopra, Margherita Buy con i ragazzi della Casa delle culture di Scicli.


reportage

In famiglia

A sinistra Oumar, 16 anni, con Lorenzo e Michele, della sua famiglia affdataria. A destra Carla Fringuelli di AccoglieRete con Ahmed, 17 anni, di cui è tutore legale. Sotto, Alieu, 19 anni, arrivato qui a 16, ora studia e lavora.

sulle mani e sul volto. «Fanno tutti lo stesso percorso, che vengano da Senegal, Gambia, Niger, Etiopia o Eritrea», mi racconta a Siracusa Carla Frenguelli, del progetto AccoglieRete, che sostiene i minori nominando per loro tutori legali che li aiutino a destreggiarsi nella giungla dei documenti, a capire se hanno diritto all’asilo politico o se è meglio tentare di inserirsi nel mondo dello studio o del lavoro. «Sono protetti per legge fino ai 18 anni, poi finiscono nel baratro dell’incertezza. Quelli di 17 sanno benissimo di avere i tempi stretti, ecco perché partono prima, sempre prima», sospira Carla, che ne ha fin qui avuti in tutela 18. «Diventano per me come dei figli, ne ho quattro o cinque a pranzo ogni domenica. Non riesco a evitare terrificanti confronti, attraverso la vita dei miei figli biologici vedo come potrebbe essere la vita dei ragazzi migranti se fossero nati qua, e viceversa». Quasi tutti finiscono imprigionati in Libia per tre o quattro mesi, i maschi a far da manovali gratis e le femmine molto peggio, poi qualcuno paga per loro il viaggio sul barcone – è un business anche quello, e va alimentato – e li spedisce in Italia, liberando

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un posto da schiavo a chi arriverà. Per fortuna qualcuno, grazie anche a Oxfam e ai partner locali, può ambire a un destino diverso. Alieu viene dal Gambia, ha 19 anni, è partito che ne aveva 15. Oggi lavora part time in un ristorante di Siracusa e intanto studia da cuoco. Non vede i suoi da più di tre anni, ci ha messo un anno solo per arrivare in Libia, lavorando, chiedendo passaggi. Oggi per lui fidarsi di qualcuno è una sfida come lo è stato attraversare il deserto del Sahara: «Le gambe fanno male a stare rannicchiati tante ore nel cassone di un pick-up, ma se ti alzi rischi di cadere e nessuno ti raccoglierà». Modou ha 17 anni e viene dal Gambia, in Libia è rimasto quattro mesi a lavorare, «finché il mio padrone non mi ha messo sul barcone, ho pensato fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. La vita qui è tanto meglio, meglio in un modo che i miei fratellini rimasti a casa purtroppo non sanno neanche immaginare. Domani comincio la scuola. E sono felicissimo». Oumar ha 16 anni, viene dal Ghana, una famiglia di Villasmundo l’ha preso in affido alla fine del 2014: ora vive con loro, papà e mamma più Lorenzo e Michele, sette e quattro anni, «Io e il piccolo abbiamo imparato a parlare assieme». Dopo quasi due anni, ora si chiamano a vicenda fratelli. G


Sono un pigro multitasking

RICCARDO GHILARDI / CONTOUR / GETTY IMAGES

In prima linea Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, 44 anni, è regista e protagonista di In guerra per amore, dal 27 ottobre.

intervista

Che è indolente glielo dicono da quando era piccolo. E anche oggi continua a lavorare a letto. Ma in realtà “produce” moltissimo, in tv e al cinema, dove torna col suo secondo film. Ancora in Sicilia, dove ha già deciso di invecchiare. Con vista sulla spiaggia di Mondello di Ilaria Solari

L’ultima volta che ho visto Piefrancesco Diliberto detto Pif era il 2013. Stessa spiaggia stesso mare: gli

studi di Wildside, che ha prodotto il suo primo flm da regista, La mafa uccide solo d’estate, e a giorni (il 27 ottobre) il secondo: In guerra per amore. «Nel frattempo una serie di cose ha travolto la mia vita», mi ragguaglia. «Sull’onda lunga del successo del flm». Che ha reso l’ex Iena, l’autore un po’ stralunato delle videoinchieste in solitaria de Il testimone, una sorta di celebrity della lotta antimafa: «Mi metteva ansia il fatto che mi cercassero tutti, non voglio essere il leader della lotta, voglio solo partecipare». Un carico di responsabilità che non gli impedisce di fare una vita normale («Se no mi perdo qualcosa»), ma rischia di offuscare l’irresistibile aura da Candide televisivo che

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intervista è il marchio delle sue interviste: «In certe situazioni la mia presenza ormai fa la differenza». A togliergli il sonno ora c’è solo un doppio appuntamento: la serie tv tratta da La mafa uccide solo d’estate, dal 14 novembre su RaiUno, «per cui ho scritto il soggetto e farò la voce fuori campo», e il nuovo flm, in cui è un soldato innamorato. Qual è la prima immagine che ha visualizzato?

Io con la divisa americana seduto su una panchina davanti alla Casa Bianca. Come è entrata questa storia nella sua vita?

Volevo fare un flm sui partigiani, ma forse è un po’ presto per la mia breve carriera cinematografca. Ho pensato allora di dedicarmi a un aspetto di quella guerra più vicino a me: i giorni dello sbarco degli americani in Sicilia, è un evento poco raccontato, ma ha cambiato il destino della nostra nazione.

«Non sono molto capace di dire di no, ho sempre paura di dare un dispiacere a qualcuno. Ma forse è il momento di imparare a farlo»

partner... Ma magari di questo parliamo nella seconda seduta, dottore. Nella prima seduta, tre anni fa, si era sorpreso che non le avessi fatto domande sulla sua fdanzata (la conduttrice Giulia Innocenzi, ndr).

Me le facevano tutti. A questo giro non ha senso: ci siamo lasciati. Ci saranno un sacco di ragazze sollevate.

Non ne ho viste molte. La mia vita è meno rock di come pensate, per il lavoro ho sacrifcato esperienze importanti e, superati i quarant’anni, ci sono cose che rischio di perdermi. L’ho realizzato questa estate. In un momento preciso?

In che modo?

Gli alleati decidono di sbarcare in Sicilia per salire verso Berlino, in realtà fanno ciò che nella storia hanno sempre fatto: cercano chi comanda e negoziano alleanze. Così come in Afghanistan si sono alleati coi talebani, in Sicilia hanno trovato la mafa, il cui sostegno è durato fno alla caduta del muro di Berlino. Sempre Sicilia, sempre mafa, insomma?

Ma questa questa è una commedia, ambientata in un paesino di fantasia. Spieghi il flm come lo racconterebbe a un amico.

Sono un siciliano a New York, mi innamoro della nipote del proprietario del ristorante in cui lavoro, che l’ha promessa al fglio di un mafoso; decido di parlare al padre della ragazza. Per raggiungerlo, mi arruolo e parto con l’esercito alleato per la Sicilia.

Sì, lavoravo alle nuove puntate de Il testimone e mi sentivo come quando a scuola ero rimandato in latino: mi stavo perdendo il mare, i miei, mia sorella con le nipotine. Mi sono detto: ora mi posso permettere di fermarmi. Ma non sono molto capace di dire di no, non vorrei mai dispiacere a nessuno. Questo è un problema.

Sì ma c’è un momento giusto per tutto, questo forse è quello di rallentare, di godermi i frutti del mio lavoro. C’è posto in cui si sente a casa, a cuccia?

Quando sono a letto. Una volta dormivo tutta la mattina, ora mi sveglio alle otto, ma sono capace di indugiare tra le lenzuola fno alle tre. La sera prima mi piazzo intorno gli oggetti che mi servono: computer, hard disk, mi capita di andare avanti per ore. Quel che si dice una posizione ergonomica.

Pif, è diventato sentimentale?

Tiro fuori il lato romantico che nella vita non ho. Si defnisce anaffettivo, è diffcile crederle.

Non riesco a mostrarli, i sentimenti. Mi sono liberato. Lo farebbe, rischiare la vita per amore?

Che ne so. Fortunatamente non mi sono mai trovato in questa situazione. Anzi, più spesso mi sono dato priorità che non corrispondevano a quelle della mia

Ne risente un po’ la cervicale, ma ci sto bene. Mia madre mi ha detto che da piccolo, se mi mettevano seduto, mi accasciavo di lato. Mi portarono dal medico e lui disse: «Chista è lagnusia!». Sarebbe?

Pigrizia, in siciliano. Una fama che mi perseguita. In realtà immeritata, sono sempre qui che lavoro. Dove vorrebbe essere, invece?

Al cinema Pif con Miriam Leone, protagonista insieme a Stella Egitto e Andrea Di Stefano di In guerra per amore, storia d’amore ai tempi dello sbarco in Sicilia.

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È un periodo che ho una gran voglia di tornare a Palermo. E poi ho un sogno, per cui sono disposto a fare qualsiasi cosa: vorrei una villa a Mondello, non a Saint-Tropez o a Montercarlo, a Mondello. E non una casetta a schiera, proprio un villone. In stile Grande Gatsby? E per farci che?

Ci lavorerei, inviterei gli amici, magari è la volta buona che mi rilasso... Magari invecchio anche là. G


stai Serena

Cara Tori, essere MADRI non è così FOTOGENICO Aspetti il quinto fglio – inspiegabilmente dallo stesso padre, quel Dean McDermott col quale ti sei pubblicamente accapigliata e poi riconciliata un numero di volte superiore alla mia capacità di ricordarle – e pure nel caso sia conseguenza dell’amore e non della distrazione, troverei opportuna una gestazione di basso proflo. Mica perché ci sia qualcosa di inaudito nella maternità – plurima, attempata, sofferta, esibita: siamo pronte a tutto – ma tu hai fatto della famiglia il tuo mestiere e invece è necessario ricollocarsi: fare la mamma non è il lavoro più bello del mondo.

SERENA LA ROSA RO GIORNALISTA. LA SUA S PROFESSORESSA DI SCIENZE DICE DICEVA SEMPRE:«IL TUO NOME È UNA FRASE FRA DI SENSO COMPIUTO»

naturalmente, ma in un’intervista successiva Shonda Rhimes – che Scandal lo scrive e Cyrus Beene se lo è inventato – elaborava: «Chiamarlo “lavoro” valida la percezione di maternità come sacrifcio. Ma svegliarsi di notte per un neonato non è una cosa di cui vantarsi: è una rottura». E poi peggiora: aspettare sedicenni alzate il sabato sera è inevitabile follia.

Fare la mamma non è un lavoro. «È quello che sei. Un lavoro lo puoi mollare, essere madre è per sempre. Ed è incredibilmente diffcile: considerarlo un mestiere è svilente», diceva Cyrus Beene in una vecchia puntata di Scandal. Lo diceva perché in quella piega di sceneggiatura gli faceva comodo,

AVANTI UN ALTRO Tori Spelling, 43 anni, in attesa del quinto fglio, con il marito Dean Mc Dermott e gli altri ragazzi. Da sinistra: Stella, otto anni; Hattie, cinque; Finn, quattro; Liam, nove.

Ma questa è la parte facile. In questi giorni va in onda negli Stati Uniti lo spot elettorale di Donald Trump sulle politiche di sostegno alla maternità, all’inizio del quale Ivanka – 34 anni, tre fgli, nessuna occhiaia – proclama: «Il lavoro più importante di una donna è essere madre», e poi procede a magnifcare le misure che papà suo ha intenzione di attuare per aiutare le donne riprodotte – e solo le donne, ché gli uomini non si occupano di queste frivolezze. Qualche settimana di congedo, sì, ma perlopiù sgravi fscali e piani di risparmio: prima o poi smetteranno di lavorare, tanto vale capitalizzare quel che resta. Perché cosa c’è di meglio che fare la madre? Di più importante? Di più bello? Quando sarò imperatrice dell’universo, chiuderò il tuo account Instagram, Tori, e tutti quelli che gli somigliano. Proibirò alle madri di fotografarsi mentre sfornano dolcetti e pettinano marmocchie, ma pure patentano giovanotti e chiudono valigie a debuttanti fuori sede. Essere madre è prevalentemente memorabile, ma per niente fotogenico. Inoltre: non è retribuito. Il lavoro vero è là fuori: dalle nove alle sei (se ti va bene). E al contrario di quello che succede coi fgli, quando non sei capace, ti licenziano.

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT,@TORI_SPELLING/TWITTER.COM

«Basta postare foto di mamme che sfornano dolcetti e pettinano marmocchie» marmocchie


riscoperte

Basta tastiere!! Ridateci il brivido dell’inchiostro e della grafte che lasciano sulla carta qualcosa sulla di noi. La richiesta arriva da sempre più ar numerosi ricercatori nu e appassionati di calligrafa. Uniti da una certezza: usare penne e matite us è un piacere. Che migliora la vita di Manuela Mimosa Ravasio

Che J.K. Rowling, la madre di Harry Potter, scriva i suoi libri a mano, è cosa nota. Lo stesso facevano Truman Capote, Simone De Beauvoir e molti altri grandi. Ernest Hemingway sosteneva che scrivere a matita forniva almeno tre occasioni per dare al lettore il meglio: rilettura, riscrittura e controllo fnale. Una gran fatica, verrebbe da dire. Solo una formalità manieristica, ha più volte dichiarato Jonathan Franzen. Sta di fatto che la scrittura a mano è di grande attualità. C’è chi accetta l’inevitabile e progressivo abbandono di questa abilità e chi, armato di ricerche (le università di Portland, Princeton e della California ci lavorano da una decina d’anni), lancia l’allarme promuovendo il ritorno anche della calligrafa. E c’è chi, considerandola l’espressione che più ha segnato la storia dell’uomo, la vorrebbe includere tra i Patrimoni dell’umanità tutelati dall’Unesco. «Scrivere a mano è un’attività complessa ricca di implicazioni linguistiche, psicologiche, cognitive, nonché fonte di emozioni e benessere», sostiene Claudio Garibaldi, grafologo e promotore della Campagna per il diritto di scrivere a mano (pagina su Facebook). «Tutto è iniziato quando ci siamo accorti che, con l’avvento delle tecnologie digitali, il corsivo era in pericolo. Quindi abbiamo preso contatto con la statunitense Campaign for cursive (campaignforcursive.com) e stiamo cercando di istituire una Giornata nazionale della scrittura a mano». A sostenerli ci sono le università di Bologna e di Urbino, e il Laboratorio di pedagogia sperimentale dell’Università Roma Tre. In fondo, dietro questo gesto manuale c’è molto di più di quello che sembra.

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riscoperte

Arte antica

Pennelli cinesi da calligrafa. Le lettere sullo sfondo sono di Giovanni De Faccio, uno dei fondatori dell’Associazione calligrafca italiana.

Scrivo quindi penso nso

Tributo alla penna na

Di usare penna e matita, insomma, nsomma, si sente il bisogno. Tanto che il 1º ottobre, nell’area rea dell’ex flanda settecentesca dell’Abbazia di Stura, alla a periferia di Torino, ha aperto l’Offcina della scrittura, complesso che comprende museo, area espositiva, sale dii didattica nella sede dell’Aurora, l’azienda che dal 1919 produce penne stilografche e strumenti di scrittura. Oltre ai corsi di grafologia, calligrafa, scrittura creativa, nello lo spazio Scripta volant dal 15 gennaio 2017 si terrà la prima rima mostra con trenta artisti che hanno lavorato su scrittura ttura e segno. «La bella scrittura oggi è un valore aggiunto o riconosciuto», dice Francesca Biasetton, calligrafa e direttrice dell’Associazione calligrafca italiana (calligrafa.org). afa.org). «L’invito scritto a mano, il carattere personalizzato, zato, sono sinonimi di ricercatezza. Rispecchiano l’esigenza enza di rallentare i tempi, di creare una pausa di concentrazione. ntrazione. Mentre una volta

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partecipavano ai corsi donne di età medio-alta, oggi sono i giovani, anche uomini, a frequentare i seminari». E, vista la crescita della disgrafa, un disturbo della scrittura, a imparare a scrivere bene arrivano anche tanti bambini. «Molti ormai scrivono le lettere in senso orario, dinamismo tipico dello scarabocchio, a causa di una mancata educazione del gesto motorio», aggiunge frate Fermino Giacometti dell’Istituto grafologico internazionale Girolamo Moretti. Viene allora da chiedersi quale sarà il futuro della scrittura a mano, che poi è il titolo del primo convegno internazionale che l’Associazione calligrafca italiana terrà a Milano dal 25 al 26 novembre: calligraf, graphic designer, artisti, storici, professori, ricercatori che per la prima volta faranno il punto sull’utilità del segno. Che è culturale ed economica, certo, ma anche psicologica.

Scrivere rende felici

La verità è che quel segno lasciato sul foglio dice qualcosa di noi. «La grafa è una proiezione di sé», spiega Claudio Garibaldi. «Non a caso, noi grafologi siamo chiamati in ambito giudiziario, aziendale. Cresce anche il counselling grafologico, per capire le proprie inclinazioni, le potenzialità, persino la compatibilità di coppia». A Genova, l’Offcina letteraria dal prossimo anno attiverà un corso di scrittura di sé e per sé, tenuto dalla scrittrice Chicca Gagliardo, dall’attore di teatro Pino Petruzzelli e da Francesca Biasetton, che guiderà gli alunni a mettere per iscritto, a mano, la propria identità, così da avere un foglio in cui rispecchiarsi. Del resto, questa esigenza di manualità sconfna persino nei supporti digitali. Lo Smart writing set di Moleskine consente, tramite taccuini speciali dai fogli mappati, penna intelligente e un’app, di trasformare in testi e immagini digitali ciò che abbiamo scritto su carta. Lo stesso vale per la NeoSmartpen, nata per ridurre il gap tra carta e digitale, e l’app Hand handwriting input con cui si può scrivere direttamente sul display del telefono. Chissà se tutto questo risponde alla paura inconscia di riservare alla scrittura lo stesso destino delle fotografe, ormai sparite dalle case, e di non lasciare più alcun segno di noi. G

GETTY IMAGES, COURTESY OF ASSOCIAZIONE CALLIGRAFICA ITALIANA

Chi si occupa di neuroscienze, psicologia, educazione, ha ormai un’opinione unanime: scrivere rivere a mano migliora la motricità fne, legata alla capacità cità di ragionamento, apprendimento, memoria: il segno no creato con attenzione resta impresso nel cervello più a lungo. E proprio a fne ottobre esce il libro I bambini e la scrittura (Franco Angeli), che racconta la sperimentazione ione Nulla dies sine linea guidata da Benedetto Vertecchi, hi, docente di Pedagogia sperimentale all’Università Roma ma Tre. Ogni giorno 380 bambini hanno scritto quattro,, cinque o sei righe, a seconda che si trovassero in terza,, quarta o quinta elementare. I risultati hanno evidenziato to che chi si esercitava con la penna migliorava in linguaggio, gio, punteggiatura e ortografa. «La scrittura è un’attività tà strettamente legata alla nostra esperienza mentale e percettiva», cettiva», spiega Vertecchi. «Dà sicurezza, autonomia e ci consente di interagire con gli altri, ma quando si interrompe mpe il coordinamento tra attività mentale e motoria, cosa a che succede scrivendo al computer, c’è un progressivo impoverimento poverimento della qualità del pensiero, della padronanza della lingua e della produzione dei testi». Sono affermazioni zioni che fanno rifettere, come il fatto che Francia e Stati Uniti, che avevano abbandonato l’insegnamento obbligatorio atorio del corsivo, stiano facendo marcia indietro. Scrive sempre Vertecchi nel suo libro: «I dirigenti delle grandi di aziende della Silicon valley iscrivono i loro fgli alle scuolee Waldorf (steineriana) dove, fno all’adolescenza, si prediligono ligono il rapporto con la natura, le interazioni verbali, la manualità». Sarà un caso?


QUANDO ARRIVA il freddo?

cover moda STYLING CAMILLA ROLLA. FOTO MARCELLO JUNIOR DINO. TOTAL LOOK DOLCE&GABBANA.

Ditelo che non vedete l’ora di tirarlo fuori. Il grande classico d’autunno torna puntuale e fa sfracelli. Perché tutte quest’anno vorremo almeno UN PALTÒ: classico, maschile, bon ton. E per chi non sa scegliere…


di Monica Curetti - foto Bruno Barbazan


moda

Cappotto maschile in drap di puro cammello zibellinato € 1.500 e T-shirt in crêpe de chine di seta con paillettes € 600, Max Mara; collant Emilio Cavallini; décolletées di pelle, Jil Sander. Nella pagina accanto, cappotto trench di nappa craquelé, abito di tulle e leggings in maglia di viscosa, tutto Valentino; ballerine di nappa, Valentino Garavani.


In queste pagine, soprabito di gobelin stampa tulipani e maxigonna di denim, Miu Miu. BEAUTY Labbra in primo piano con il Rouge Dior n. 813 col. 5th Avenue, Dior.


Cappotto avvitato di suède, H&M Studio € 299; pants WR.UP di tessuto D.I.W.O., Freddy € 179; sneakers di nappa e tecno tessuto, Emilio Pucci € 420; calze vintage. Nella pagina accanto, trench di velluto € 1.880, maglia di cashmere, pants di suède € 2.300, foulard di seta € 295, handbag di pelle stampa cocco e stivali, tutto Trussardi.


Doppiopetto militare di lana con polsini ricamati di flo metallico e nastro oro â‚Ź 3.420 e abito in chiffon di seta, Etro; stivali di cuoio, Stuart Weitzman. Nella pagina accanto, coat in lana Principe di Galles con ricamo di patch, camicia di seta crĂŞpe de chine, pants di denim stretch, cappello con veletta, tracollina di pelle, calze e sandali di pelle metal, tutti Gucci.


Ha collaborato Alessandra Gabbetta. Trucco Claudia Marchetti @ Greenapple using YSL Rouge Pur Couture. Capelli Valerio Sestito @ Freelancer using Bumble&Bumble.


street stylist

il paltò... Nero dal taglio maschile, cammello da vera signora o fantasia quasi rock? Segui le dritte delle giornaliste di Gioia!

VALENTINA PEDERZINI CAPOSERVIZIO

CON LA TUTA NERA

Arricchita da pieghe morbide, Max&Co. (€ 165); la borsa a mano di pelle rossa per dare un tocco di colore, Fratelli Rossetti (€ 760); i booties con microborchie per aggiungere un po’ di grinta , Hogan (€ 550) e il bracciale di conchiglia, argento e perla per portare il tuo fedele amico sempre con te, Anna&Alex (€ 110).

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CON LA CAMICIA COL FIOCCO

Di seta color cipria, Seventy (€ 213); i pantaloni stampati per un revival look anni 70, True Royal (€ 345); le décolletées ultrafemminili di suède con tacco iper, Moreschi (€ 360) e, mai senza, un gioiello importante come l’anello d’oro giallo e diamanti, Collezione Cactus de Cartier.

ROSSELLA MOLTENI VICECAPOREDATTORE

FEDERICA FIORI CAPOSERVIZIO

SULLA FANTASIA GEOMETRICA

GETTYIMAGES, IMAXTREE.COM

Della tuta con cintura, Anonyme (€ 95); a contrasto con l’orologio dal cinturino rivestito di silicone total white, Swatch (€ 165), le sexy décolletées con fiocco laterale, Aldo (€ 89) e la tracolla preziosa di pelle con chiusura placcata oro, smalto, quarzo e onice, Collezione Serpenti Forever di Bulgari (€ 2.250).

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moda

Tirolè

Sapete cos’è un dirndl? Parola impronunciabile che definisce il tipico abito tirolese con camicia bianca, gonna balloon e grembiule. La moda si è impossessata dell’idea. Ecco cosa succede quando un classico della tradizione diventa un trend fashion

di Camilla Rolla - foto Laurence Ellis


Blazer di velluto con frange di mohair, Giorgio Armani € 2.500; abito tradizionale tirolese da Il Tirolo a Milano. Nella pagina accanto, corsetto con impunture a vista € 390 e gonna lunga gessata € 415, Pringle of Scotland; cardigan tricot con ricami, Koralline € 89; camicia Stefanel; longuette con borchie, Beatrice B € 189; cintura effetto maniche di camicia, Erika Cavallini; booties di velluto, Jimmy Choo € 850. In tutto il servizio, calze di alpaca a rombi, Prada; orecchino vintage.


Abito con applicazioni preziose, Dior; foulard di pvc, Christopher Kane; sandali di velluto bicolore, Prada. Nella pagina accanto, pelliccia Jil Sander; maxicamicia di popeline stretch, Brunello Cucinelli € 1.150; shorts di lana con risvolto, Moncler Gamme Rouge; “imbragatura” di pelle, & Other Stories; sandali di velluto, Sergio Rossi € 670.


Giacca di velluto, Pennyblack € 269; shorts ricamati con pettorina, Moncler Gamme Rouge; grembiule verde da ll Tirolo a Milano; sandali Prada. Nella pagina accanto, camicia di cotone, And Camicie € 69 circa; abito con bretelle e gonna a pannelli, Silvian Heach € 139; guanti di pelle a fori, Rochas. BEAUTY Con lo scrub corpo pelle di spalle e décollété morbida e luminosa con Talasso-Scrub Anti-AcquaSali Esfolianti e Zucchero di Canna di Collistar.


Pull girocollo di lana con ricami e applicazioni, N°21; camicia di cotone, United Colors of Benetton; gonna mélange a pieghe, ottod’Ame € 165; pettorina e handbag di montone e suède, Moncler Gamme Rouge; cintura effetto maniche di camicia, Erika Cavallini; sandali iper, Rochas. Nella pagina accanto, cardigan di lana con rose, Blugirl € 430 circa; camicia di cotone, Cédric Charlier; minigonna broccata, Space; gonna a ruota di panno, Anteprima € 450; cintura effetto maniche di camicia, Erika Cavallini; booties di velluto, Jimmy Choo.


Camicia di cotone con collo in piedi e bordi di passamaneria, NaraCamicie € 69; gonna a ruota di panno, Anteprima € 450; chocker Van Cleef & Arples; scialle con decoro ricamato, H&M € 49,99. Nella pagina accanto, abito di popeline ricamato con pannelli di denim ricamato, Prada. BEAUTY Ponytail voluminosa grazie a Phytodensia Sérum Repulpant Cheveux Affnés, Dévitalisés, Phyto Paris.


Cappotto in panno di lana, Stella Jean; maxigilet di ecopelliccia, TWINSET Simona Barbieri € 320; davantino di vernice, Moncler Gamme Rouge; camicia di cotone, Mariù De Sica; gonna pantalone in panno di lana, Sybylla. Nella pagina accanto, cardigan over con inserti di velluto, Philosophy di Lorenzo Serafni € 686; gilet bicolore da Il Tirolo a Milano; camicia di cotone, United Colors of Benetton € 29,95; gonna di panno, Les Copains € 371; sandali Rochas.


Cappa con mantellina doppiopetto, M Missoni € 697; camicia over con bottoni laterali, Stella McCartney; gonna lunga di moiré a fori, Miu Miu; grembiule verde da Il Tirolo a Milano. Nella pagina accanto, cardigan di lana merino con inserto fantasia, Philosophy di Lorenzo Serafni € 378; colletto bianco smerlato, Tsumori Chisato € 215; gonna asimmetrica con bottoni e cintura, Maryling; sciarpa di cashmere, Franco Ferrari € 151.


Ha collaborato Chiara Radice. Trucco Giulia Cigarini e capelli Loris Rocchi using Constructor by TecniArt By L’OrÊal Professionnel, entrambi per CloseUp.


shopping

Sopra blu sotto...

... ci sta benissimo un vestitino stampato di Manuela Troletti sfilate Imaxtree.com

A VESTAGLIA, DI TESSUTO DOUBLE, LORENA ANTONIAZZI (€ ( 1.500 CIRCA). )

DI PANNO, CON TASCHE APPLICATE,, CRISTINAEFFE (€ ( 399). )

BURBERRY

STILE MARINAIO, CON CINTURA, ELISABETTA FRANCHI (€ ( 629). )


VELLUTO RICAMATO,, CANNELLA (€ ( 119). )

STILE FOLK,, PEPE JEANS LONDON (€ ( 99). )

CON STAMPA CIGNI E SPILLA,, CRISTINAEFFE (€ ( 345). )

JACQUARD CON MOTIVO GEOMETRICO,, MARIA GRAZIA SEVERI (€ ( 488). )

LANA E COTONE CON RICAMI,, COMPAGNIA ITALIANA (€ ( 399). )

STELLATO,, YERSE ((€ 99,90). , )

RASO STAMPATO CON FIOCCO AL COLLO,, MARELLA (€ ( 159). )

FLOREALE CON ROUCHES,, MARIA GRAZIA SEVERI ((€ 335). )

CON GONNA A RUOTA,, FRACOMINA (€ ( 99,90). , )


come lo metto?

i l soprabi to zebrato Due stili: fantasy su fantasy o la leggerezza del non colore? di Manuela Troletti

AMPIO SCOLLO E PROFILI A CONTRASTO, GUCCI.

LAMINATA OTTOD’AME (€ 139).

CRÊPE DE CHINE STAMPATA, MARELLA (€ 169). )

CON PIEGHE CUCITE, RINASCIMENTO ((€ 89).

LAVORAZIONE MACRO TIE, TRUE ROYAL (€ 294). )

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PELLE EFFETTO CRAQUELÉ,, PAOLA D’ARCANO (€ 300). (€ )

CON MAXIFIBBIA,, JANET&JANET ( 249). (€ )

TECNO TESSUTO E SETA CON CINTURA DI GROS GRAIN, PIERRE-LOUISE MASCIA & HERNO ((€ 1.500). )

DI COCCODRILLO E RETTILE, COLOMBO VIA DELLA SPIGA.


identikit

SORVEGLIATI

speciali

Sono i nuovi anelli di Pandora, nella speciale lega Rose. Fascino da vendere e un tocco snob che ricorda i gioielli g di famiglia f g Data di nascita

di Federica Fiori

1° settembre 2016

Materiale Pandora Rose, una lega g di metalli p preziosi brevettata da Pandora, e zirconia cubica.

Perché ci piacciono Perché hanno un’allure vintage g che ricorda i gioielli g della nonna.

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Curiosità Gli anelli di q questa p pagina g vi ricordano qualcosa? q Niente di p più p probabile: Pandora ha scelto i suoi best seller, Fiocchi Scintillanti, Foglie g Luminose e Forever, per p rieditarli in q questa nuovissima lega g rosata.

Come abbinarli Come bbi li Con il tubino nero, risposta p ovvia. Per amplifcarne p l’effetto, alternateli con tanti mid fnger g ring g.

Prezzi Decisamente “girl-friendly”. g y Da sinistra, cuore (€ ( 59); ) veretta (€ ( 79); ) solitario (€ ( 89), ) intreccio ((€ 129). )


L MIU MIU

STELLA MCCARTNEY

come la metto?

MONOPETTO DI GOBELIN, P.A.R.O.S.H. (€ 431).

CON SPALLINE RICAMATE, DESIGUAL (€ 99,95).

È un passepartout per ogni stagione. Può essere barocca, romantica o rock

ZIPPATO LEVI’S VINTAGE CLOTHING ((€ 420).

ROBERTO CAVALLI

MIU MIU

di Manuela Troletti sfilate Imaxtree.com

DI PAILLETTES,, MOLLY BRACKEN (€ 59,95).

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PRINCIPE DI GALLES,, JECKERSON (€ ( 385). )


L CHANEL ERMANNO SCERVINO

MICHAEL KORS

ISABEL MARANT

prof. pro

il tweed: da lui a lei (sexy)

di Michela Gattermayer

Una rivoluzione femminista se si pensa alla storia di questo magnifco scozzese. Il tweed nasce nei centri tessili lungo il fume Tweed che segna il confne fra Scozia e Inghilterra. All’inizio venivano usati solo flati neri e grigi che disegnavano un motivo spigato. Poi si sono aggiunte varie fantasie: il pied de poule (houndstooth in gergo tecnico), i quadretti (checked), il fnestrato (overchecked). L’Harris Tweed, invece, ha una storia a sé. Lo volle nel 1846 la contessa di Dunmore che commissionò un mantello a un produttore dell’isola di Harris: il risultato fu così stupefacente per la qualità del tessuto che si decise di produrlo (dal 1909 è diventato un marchio registrato). La prima a usare il tweed per le signore fu Gabrielle Chanel negli anni Venti aggiungendo il colore. Da allora non c’è stata collezione che non l’abbia in catalogo. Dal 1998 è la Maison Lesage che produce in esclusiva per Chanel tweed colorati e costruiti tessendo non solo lana ma anche catene, plastica, piume, seta, denim...

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IMAXTREE.COM

È il tessuto maschile più famoso e elegante dell’inverno. Ovvio che le ragazze si siano fatte sedurre. Ricambiate.


revival

IRREGOLARI D’ARGENTO,, OTTAVIANI GIOIELLI ((€ 54 IL PAIO). )

DORATI CON CUORE, MILANO BIJOUX (DA € 18 IL PAIO). )

ORO ROSA PVD E CRISTALLI, SWAROVSKI (€ 99 IL PAIO).

Indimenticabili

Sopra, la sflata P/E del 1984 di Moschino; a destra, la celebre top model Iman nel 1991.

Si chiamano così gli orecchini a cerchio: grandi, in coppia o in solitario, sono tornati di gran moda BALENCIAGA

di Manuela Troletti

i créole BRONZO IN BAGNO D’ORO ROSA, REBECCA ((€ 79 IL PAIO).

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GETTYIMAGES, IMAXTREE:COM

TRATTAMENTO IP ROSE,, BREIL (€ ( 68 IL PAIO). )


gente di moda

Nicoletta Spagnoli

Questione di

famiglia

La bisnonna, Luisa

essere descritta?

ha riunito passato e presente

Tenace e determinata nel perseguire i miei obiettivi. Ma anche coraggiosa in certe scelte.

Spagnoli, aveva fondato (anche) la Perugina. Lei Il pezzo che non riesce a buttare? CHE STORIA! IN ALTO, A DESTRA, LA PISCINA AZIENDALE DI LUISA SPAGNOLI NEGLI ANNI ’40 E UN RITRATTO DELLA FONDATRICE. SOPRA, DALL’ALTO, UN BOZZETTO DELL’ULTIMA COLLEZIONE; ESTHER WILLIAMS CON UN PULL DEL BRAND; NICOLETTA SPAGNOLI; UNO DEI CONIGLI D’ANGORA DAL CUI PELO SI OTTENGONO I PREGIATI FILATI; DUE LOOK DELL’A/I 2016-17 LUISA SPAGNOLI; UN BOZZETTO E LE SCATOLE PERUGINA-LUISA SPAGNOLI APPENA LANCIATE.

Una gonna lunga anni ’70 in denim, di Fiorucci. Mio padre ne regalò una uguale a me e a mia sorella. Il pezzo che non manca mai nel suo guardaroba?

Una camicia off the shoulder. L’amuleto da cui non si separa mai?

Una tartaruga dorata. Il suo look salvavita?

Un tailleur maschile con giacca lunga. Cosa salverebbe, se la sua casa andasse a fuoco?

La mia pelle e soprattutto quella dei miei cari. La qualità che più apprezza in se stessa?

La volontà e la forza d’animo. Credo di averle ereditate dalla mia bisnonna Luisa. La qualità che le manca?

La diplomazia a volte. Lo considero un bene, oltre che un male. Un accessorio che evita?

I calzini corti con le stringate, le slip-on o addirittura con i sandali. Il valore aggiunto in quello che fa?

Passione ed entusiasmo. Un aggettivo con il quale vorrebbe

Il capo Luisa Spagnoli di cui va più orgogliosa?

L’abito rosso Sushi Florian che la duchessa Kate Middleton ha indossato ben tre volte. Un aneddoto di storia familiare.

Nasce dal nostro archivio storico, in Luisa Spagnoli. Quando abbiamo deciso, con la Perugina, di creare una linea e un packaging che celebrassero la fondatrice di entrambe le nostre realtà – mi riferisco a Luisa ovviamente – pensai di riprendere un bozzetto con un modello dal sapore vintage, anni ’50. Un grande successo. Una donna è elegante quando…

L’eleganza non dipende né dalla bellezza né dal ceto sociale: è una dote naturale, che ignora anche la moda. Essere eleganti signifca mantenere un equilibrio di tante cose, portamento, personalità. Certo, un bel vestito aiuta. Una donna perde punti quando...

Pur di inseguire le tendenze, indossa qualcosa che la rende ridicola. La qualità che più apprezza in un uomo?

L’intelligenza e la razionalità, imprescindibili. Federica Fiori


ultimissime

TRA LE RIGHE

Intuire ciò che uno scritto non esprime direttamente, ma tuttavia sottintende è un concetto caro a Herno che non ha mai avuto logo in vista ma che ha preferito puntare su un prodotto di qualità. Per presentare la nuova Rain Collection (appesa ad un gancio) ha commissionato tre video che esprimessero questa filosofia ai giovani registi Marco De Giorgi, Angelo Stamerra Grassi e Marco Bertani. Curiosi? Andateli a vedere negli store, herno.it.

Segni INDELEBILI

Non solo sulla pelle, il tatuaggio è anche un trend da borsa. La Double T di Tod’s si è fatta fare un gigante felino da Saira Hunjan, la tattoo artist più amata dalle celeb. Guardate il fashion movie con Suki Waterhouse che indossa la Double T Tattoo su tods.com. In limited edition.

Now new next

Idee da prendere al volo, novità imperdibili, tante curiosità e i must di stagione. E se avete una domanda... di Angelica Carrara

new talent

Giochi di GEOMETRIE

Federica Tosi, brand romano nato quest’anno, prende il nome dalla sua ideatrice. Abiti e bijoux che sono incastri e contrasti di forme. A giugno si è già aggiudicata il Premio Lancia (award dedicato ai migliori designer durante il salone White di Milano), federicatosi.it.

Federica Tosi


ultimissime

L’ADDIZIONE

Proprio come 1+1 fa 2 anche nelle visioni modaiole è tutto calcolato. Metti una giornata a fare trekking in montagna, aggiungi la raccolta del canonico mazzolin di fiori e il risultato è un must da scalata: la sneaker Stonefly Urban, stonefly.it.

+ = SIAMO DONNE...

...oltre alle gambe c’è di più! C’è tutto o un mondo intorno che esprime al meglio o la personalità di una femme. Pandora ha a voluto rendere omaggio allo stile singolare di ogni gni donna con una campagna innovativa: The look of you, chiedendo alle stylist Caroline Issa, Micaela aela Erlanger e Rebecca Corbin-Murray di creare eare tre look diversi per Ella, una donna ideale. Per scoprire oprire com’è andata e vedere cosa hanno pensato sato apposta per lei, guardate il video su pandora.net dora.net. Ma qual’è il mood che muove le scelte di Micaela Erlanger (stylist delle celeb del calibro alibro di Lupita Nyong’o e Winona Ryder)? Lo abbiamo biamo chiesto direttamente a lei: A cosa si ispira ra il tuo look? All’arte, ai viaggi, ai film e alle persone one che mi circondano. A tutto! A un sentimento, a un istante. Il tuo pezzo must per l’inverno? Il bedroom edroom look, pigiami, vestaglie e abiti lingerie. Un gioiello? ello? Tanti anelli. Cosa definisce una donna? Il self-confident. elf-confident.

Ci son DUE COCCODRILLI Uno sopra l’altro. Ce li ha messi Jean-Paul Goude, “l’artista delle arti grafiche” che, per l’annuale edizione Holiday Collector di Lacoste, ha reinterpretato il coccodrillo più famoso del fashion system. L’ispirazione? Le sue origini africane. P.S. Guardate il disegno sulla T-shirt: non vi ricorda la posa della celebre Grace Jones scattata da lui? Un vero cocco d’autore, lacoste.com.


ultimissime

IL PODIO della settimana: I NUOVI MUST

2

La giacca Guards

1

Ispirata alle uniformi dei soldati della regina d’Inghilterra, lamartina.com

Qualcosa di rosso

3

Cosa c’è di più sexy della scarpa open toe e con doppio laccio alla caviglia? aldoshoes.com

Un leopard touch

La borsa a secchiello o bucket bag all’inglese, con manico-bangle, stella mccartney.com

SOLO FILATI DAL PERÙ Nasce il Progetto Alpaca, tra LABO.ART e il Governo Peruviano. «Mi sono innamorata del mondo laggiù. Ho voluto che la mia collezione fosse prodotta con i filati delle donne andine secondo la tradizione Inca. Dopo la tosatura tingono l’alpaca con colori estratti da muschio, foglie e cortecce» dice la designer Ludovica Diligu, laboart.com.

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Eleonora Carisi

cara eleonora

Sono Samantha, ho 45 anni e ammetto di avere un look un po’ eccessivo ma a me piace così, calibro molto bene! Abbino paillettes, piume, borchie, pelle e animalier. In base a questo, cosa mi consigli per un matrimonio? @sam45 Ciao Samatha, mi fai sorridere! Non ti preoccupare l’importante è sempre sentirsi bene con se stessi. Chissà di che segno sei! Anche a me piacciono i look un po’ “eccessivi”, diciamo così, ma come dici tu è importante calibrarli bene per non uscire fuori dal contesto in cui ti trovi. Parliamo di questo matrimonio... avrei voluto sapere qualcosa di più, per esempio il periodo, ma provo a darti comunque più consigli validi, sia che tu debba andare ora o la prossima stagione. Ci sono alcune regole che dovrai seguire: no al nero, al bianco ovviamente e al rosso che può distogliere lo sguardo dalla vera protagonista del matrimonio. Potresti esprimere la tua creatività cercando un bel cappello a tesa larga, colorato nei toni del pastello, con dei dettagli tra piume o fiori di stoffa. Fatti ispirare dai famosi cappelli indossati dalla regina Elisabetta e il gioco è fatto. Parti dal tuo accessorio e sviluppa poi il vestito che indosserai: corto al ginocchio, una giacca elegante con camicia, un vestitino leggero con stampa o un cappottino con bottoni gioiello se dovesse fare più freddo. Scrivitemi! A gioiaposta@hearst.it.


michimood

IO CON IL MIO IPHONE 6S VESTITO DA MINION. OCCHIALI YAZBUKEY PER LINDA FARROW. MAPPAMONDO ALLA BIBLIOTECA CASANATENSE DI ROMA. MACCHINA DA SCRIVERE SU USBTYPEWRITER.COM.

Ho visto

cose...

di Michela Gattermayer

ALLESTIMENTO VISTO AL SALONE DEL MOBILE CITIZEN. SCARPE CHARLOTTE OLYMPIA. SANGUE: BAGNOSCHIUMA THINKGEEK E WALLPAPER PIXERS. CROSSPOINT WATERPROOF CREW SOCKS SU HICON SUMPTION.COM.

... che voi umani; é uno degli incipit più strepitosi di tutta la storia del cinema (sto parlando di Blade Runner). E non serve essere in un flm di fantascienza per trovarsi in situazioni assurde. Basta guardarsi in giro, aprire bene gli occhi e, se serve, attivare la fotocamera dello smartphone (il mio iPhone ha un’invidiatissima cover da Minion). A Roma sono rimasta schiacciata dall’enormità di un Mappamondo. A NY mi sono imbattuta in una mattacchiona che costruisce piccioni di stoffa, e c’è anche chi li compra. Del resto se c’è chi costruisce la casetta per i topi e poi arma il gatto per inseguirli... Quando ho visto i sandali con il platform a ingranaggi mi sono ricordata di una “tenda” fatta di migliaia di rotelline di orologio. E bisogna essere davvero pazzi per mettersi in casa la tappezzeria con schizzi di sangue. Suggeriamo calzettoni a prova di. P.S. Occhio agli occhiali e rivalutate la vecchia macchina da scrivere.

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beauty

TRUNKARCHIVE/CONTRASTO

MADRE PERLA Perfetta, liscia, luminosa. È la pelle che tutte sogniamo. Oggi realtà con cure hi-tech e nuovi sieri che trasformano l’incarnato in un gioiello

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viso

senza

macchia di Rachele Briglia - foto Thiemo Sanderr

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La percentuale di donne in Europa interessata dal fenomeno delle macchie brune? Il 48 per cento. Poco meno di una su due. Un

problema in aumento anche in Italia: circa il 33 per cento delle connazionali è attualmente alle prese con l’iperpigmentazione. Fortuna ci sono i progressi fatti dalla cosmetica e dalla medicina estetica, in grado di offrire, oggi, una risposta concreta. In che ch modo, do, lo spiegano gli specialisti che hanno h risposto sto alle nostre domande su cause, prevenzione e nuove cure: la dermatologa der Magda Belmontesi, Tom Mammone, M vicepresidente internazionale Ricerca e Sviluppo per Cliniinternazion que, e Daniela D Villa, responsabile laboratori Ricerca e Sviluppo de L’Erbolario. Ric

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Cosa sono, perché si formano, come si attenuano. Quando la pelle perde l’abbronzatura, le imperfezioni cromatiche tornano a essere un argomento “caldo”. Le soluzioni ci sono: dai principi più effcaci ai trattamenti di ultima generazione, scopri come liberarti dagli spot. Una volta per tutte


viso In polvere Intense Brightening Exfoliating Powder, Iluma (€ 38). Specifco Dark Spot Correcting Night Serum, Estée Lauder (€ 81,95). Dolce Intensive Anti-Spot Serum, Shiseido (€ 82,95).

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Cosa distingue una tipologia da un’altra? Le più diffuse sono lentigo e melasma. Le prime sono superfciali, compaiono su viso e dorso delle mani e hanno bordo circolare. Il melasma, invece, è una “lesione” più profonda e riguarda esclusivamente il viso, in particolare la zona dei baffetti, del contorno occhi e delle guance. Capitolo a parte spetta alle iperpigmentazioni infammatorie, fenomeni passeggeri dovuti a scottature, peeling eccessivamente aggressivi, acne, esiti cicatriziali...

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A che età il problema comincia a manifestarsi? Purtroppo già a partire dai 20 anni, a causa delle variazioni ormonali della pubertà.

Schiuma A3 Power Foaming Cleanser, Dr. Brandt (€ 15,70). Antiage Daily Power Defense, ZO Medical (€ 27,80). Riparatore Even Better Skin Tone Correcting Moisturizer SPF 20, Clinique (€ 49,99).

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Anche le lentiggini sono accumuli di melanina? Non esattamente: si tratta di piccoli segni connaturati tipici, in special modo, di chi ha la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi azzurri. In genere cominciano ad apparire intorno ai 3 anni, diventano più visibili in età puberale e spesso, intorno ai 30 anni,, si attenuano.

Esistono tipi di pelle più predisposti? Più a rischio, perché maggiormente vulnerabili, sono le pelli sensibili e sottili. Infuisce anche il fototipo: più scura è la pelle, maggiore la possibilità che, a partire da una certa età, sviluppi chiazze ambrate.

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Quanto conta il luogo in cui viviamo? È stato dimostrato che abitare in grossi centri urbani o nei pressi di strade molto traffcate traff è un fattore aggravante, a legato all’inquinamento atmosferico. all’i Lo smog ha il potere di attivare la produzione, a livello cellulare, di radicali liberi, a loro volta responsabili di compromettere il buon funzionamento dei meccanismi cutanei, non ultima la melanogenesi.

Quali sono le principali cause esterne della comparsa di macchie cutanee? I raggi ultravioletti sono i primi responsabili. E non si parla solo di esposizioni brevi e occasionali: il problema è rappresentato rapprese dall’accumulo d di Uv ottenuto nell’arco della vvita, che alla lunga determina una sovrapproduzione s di melanina d destinata ad accumularsi e divenire div visibile. Ma contribuiscono contribuisco anche lampade abbronzanti, abbronzanti assunzione di farmaci (tra cui anticoncezionali e ormonali or sostitutivi), inquinamento inquinam atmosferico.

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E quali, invece, le cause interne? La familiarità incide, così come la l predisposizione genetica.

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I raggi Uv sono insidiosi anche in inverno? Sì. Chi è predisposto alla formazione di macchie dovrebbe proteggere la pelle tutto l’anno, anche in caso di esposizione breve. Ideali le creme da giorno, BB o CC cream, dotate di fltri solari con indice di protezione non inferiore a 30.

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Che cosa sono realmente le macchie? Sono l’indice di una iperproduzione di melanina, il pigmento scuro prodotto dai melanociti.


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L’alimentazione infuisce? Certo, perché contribuisce al corretto funzionamento cellulare. In modo particolare, è d’aiuto mangiare frutta e verdura nelle giuste quantità, garantendo all’organismo, quindi anche ai tessuti cutanei, l’apporto corretto di vitamine, favonoidi e carotenoidi.

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È vero che chi fuma deve stare più attenta? Sì. Come l’inquinamento atmosferico, mosferico, anche la nicotina può ò mandare in tilt l’attività delle cellule, melanociti inclusi.

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In caso o di predisposizione, si può ò giocare d’anticipo, evitandone done la comparsa? La soluzione oluzione è fermare la trasmissione issione del pigmento scuro dagli agli strati epidermici profondi a quelli superfciali, dove diventa visibile. È proprio questa l’azione dei cosmetici ici antimacchie tecnologicamente mente più avanzati.

Intenso so Concentré Correcteur orrecteur Taches, Sisley isley (€ 115,95). 5). Rigenerante nte AgeLumina a Doppio Uso Crema rema detergente Maschera, chera, TeN (€ 33).

SE SONO OSTINATE

Pulisce 6.2 Pro White Mousse Detergente, Ibc (€ 38). Rigenera Pigment White Soin Illuminateur, Filorga (€ 62). Ripara Laser Fx Bright Serum, Dr. Brandt (€ 79,90).

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E una volta comparse, come attenuarle? Con esfoliazioni regolari e utilizzando un prodotto specifco antimacchie. La crema da giorno, per essere effcace, deve contenere schiarenti, un pool di antiossidanti e fltri anti Uv chimici, fsici o di entrambe la qualità.

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Quali sono i principi attivi più effcaci? Si trovano in creme e trattamenti di ultima generazione. A partire dalla vitamina C in forma pura o contenuta in estratti di achillea e liquirizia. Passando agli attivi vegetali quali verbasco e primula che “correggono” dal punto di vista ottico, perché in grado di attrarre l’energia solare e di rifrangerla. E mentre acido salicilico e acido idrossi fenossi propionico contrastano il trasferimento della melanina in superfcie, l’acido ellagico inibisce il lavoro dei melanociti. Infne, l’estratto di lievito: agisce sui fbroblasti e ne modera l’azione pro-melanogenica.

Per attenuarle, la medicina estetica offre due soluzioni Luce pulsata medicale

Disgrega gli accumuli di melanina, stimola la produzione di collagene e favorisce il ricambio cellulare attraverso l’applicazione locale di un fascio di luce ad ampio spettro. Si tratta di una procedura indolore, fatta salva una momentanea sensazione di calore. Info: dottor Vincenzo Colabianchi presso Studio Milano Guerra, Bologna tel. 051/228084. Costo a seduta: circa 300 euro.

Laser

Può essere di due tipi: Fraxel o Erbium Yag. Il primo è un laser frazionato non ablativo. Raggiunge il derma attraverso microforellini praticati sulla superfcie cutanea (ma invisibili a occhi nudo), dove elimina le cellule pigmentate. Poco invasivo e indolore, permette la ripresa immediata della propria routine. Il laser Erbium Yag, invece, è ablativo ed effettua una dermoabrasione che elimina lo strato più superfciale della pelle, “obbligandola” a rigenerarsi tout court. Effcace anche in caso di rughe, cicatrici e perdita di turgore, si effettua in ambulatorio e prevede alcuni giorni di convalescenza. Info: Dottor Antonino Di Pietro, Milano tel. 02/29523762. Da 250 euro a seduta.


Sono l’immagine simbolo di perfezione e bellezza. E anche gli ingredienti clou dei nuovi antiage: sieri con microperle incapsulate che regalano giovinezza immediata. Ricchi di attivi mirati per ogni tipo di pelle

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di Barbara Lalli

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Un giro di perle

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1. Illuminante La sua azione plumping è associata a quella schiarente grazie al mix di attivi (estratto di stella alpina bianca, vitamine B3 e C). Youth Pearl Essence, Linea 7 ioma regala un incarnato uniforme (€ 141). 2. Rigenerante Specifco per le pelli davvero mature, che hanno bisogno di più tono ed elasticità. Risveglia la capacità naturale della pelle di ristrutturarsi: Re-Nutriv Ultimate Lift Regenerating Youth Crème Gelée, Estée Lauder (€ 299). 3. Effetto booster Un siero morbido che, oltre a contrastare ben tre meccanismi di invecchiamento cutaneo, ha un potere illuminante notevole. Siero Perle di Giovinezza, Dibi (€ 89). 4. Antiossidante Superconcentrato notturno con estratto di perla nera tahitiana e plancton termale, Do not Age with Dr. Brandt Beauty Sleep Serum è un siero che elimina le tossine e leviga le rughe (€ 121). 5. Rassodante Agli estratti di caviale, contrasta i danni dell’età, ma soprattutto distende i tratti e rende la pelle super compatta. Skin Caviar Liquid Lift Siero anti-gravità, La Prairie (€ 430).

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make up

PRECISO OUT OF BONDS EYELINER PEN, KIKO MILANO (€ 8,90). (€ )

DI SPESSORE

Linea alta almeno un centimetro. Per ora è solo un’avanguardia stilistica vista alle sfilate, ma facile che presto diventi una tendenza mainstream. Complici gli innovativi applicatori dell’eyeliner sempre più performanti.

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SPAZIALE STAR TREK LIQUID Q EYELINER, MAC (€ ( 21). )

Dopo anni di linee grafche ecco i charcoal eyes. Creati con l’uso “pesante” dell’eyeliner, distribuito su tutta la palpebra. E con tante forme, facili da realizzare di Barbara Pellegrini

Vuoi giocare con l’eyeliner? Ecco una serie di esempi di forme esagerate, presi dalle sfilate. Scegli quella che ti piace di più e osa.

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TIPS DAL BACKSTAGE SE PIEGHI IL PENNELLINO A 30°, RENDI MOLTO PIÙ Ù FACILE L’APPLICAZIONE DEL PRODOTTO.

FELTRO GOLDEN OPULENCE EYELINER JET BLACK, ELIZABETH ARDEN (¤36). (¤36). )

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MULTI SHAPE

E siamo arrivati agli occhi effetto “carbone”, ossia neri che più neri non si può. Un passaggio lento e inesorabile cui abbiamo assistito sflata dopo sflata, passando da righe di eyeliner sottili a quelle sempre più spesse, fno ricoprire completamente la palpebra. Di sicuro, è una delle tendenze trucco più facili e divertenti. Primo, perché con le dovute citazioni al Goth e al Punk, ha un effetto teatrale. Secondo, non importa che le linee siano precisissime. Dopo anni di strumenti da geometra (ci sono tutorial che propongono l’uso di nastri adesivi per creare perfette simmetrie tra un occhio e l’altro) adesso si può “sbagliare” con più libertà. E poi, le forme: di ogni tipo. La parola d’ordine è sperimentare.


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Una palette dai colori scintillanti e dalle sfumature lunari. Con una superformula resistente sistente all’acqua e a lunga unga tenuta, che però sii toglie facilmente con n lo struccante quando ando è il momento ento di eliminare il makeup: Moonlight nlight Dust Eyeshadow, dow, Urban Decay y (in esclusiva da Sephora € 49).

BLUMARINE

Shine look Happy birthday, Kiehl’s. Per festeggiare i suoi 165 anni l’azienda ha creato, in collaborazione con il design brand Seletti, un packaging speciale del prodotto best seller Ultra Facial Cream: una edizione limitata con specchietto annesso (€ 50). Fino a fine anno nei punti vendita Kiehl’s e su www.kiehls.it.

Best of beauty

Make up e cosmetici da provare subito, ispirazioni e tendenze da copiare. Con le risposte ai tuoi dubbi di bellezza di Barbara Pellegrini

Spruzza!

Non è un tonico, ma un nuovo trattamento cutaneo che agisce contro lo stress ossidativo, la perdita d’idratazione e contrasta l’infiammazione: Superoxide Dismutase Saccharide, Sniod (€ 41 su deciem.it).

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Cosmoprof Worlwide Bologna porta a Milano il mondo dell’estetica: al Mico, Fiera Milano Congressi, dal 22 al 24 ottobre si svolge la sesta edizione di Esthetiworld by Cosmoprof, appuntamento dedicato al mondo dell’estetica, della dermatologia, delle nail e delle spa. Tra i vari eventi in concomitanza, On hair Milan edition, show con i migliori hairstylist internazionali, e il 37° Congresso italiano di estetica applicata. Torna anche Spa Symposium, con workshop dedicati ai temi più attuali della sensorialità. Info: www.esthetiworld.com

Virilità moderna

Un nuovo jus orientale e legnoso, firmato dal naso Alberto Morillas per la celebre maison di gioielli: note di rum, rosa e cuoio che lasciano una scia intensa e seducente, estremamente virile. Black Man Black Orient, Bulgari (€ 88).

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La fera delle vanità


alimentazione

Ormoni

non calorie

Se volete dimagrire dimenticate il conteggio calorico. E concentratevi sull’equilibrio ormonale. Secondo gli ultimi studi, per bruciare i grassi, attenuare la fame (e rallentare l’invecchiamento) tutto parte da lì di Manuela Mimosa Ravasio foto Travis Rathbone

TRUNKARCHIVE/CONTRASTO

I compiti sono stati fatti: abbiamo sommato le calorie fno al centesimo, preso i complimenti

dalla app ftness per aver compiuto i diecimila passi quotidiani e archiviato alla voce “lontani ricordi” il nostro dolce preferito. Eppure, il girovita non si restringe. E quello che prima sembrava passare come un bicchier d’acqua, ora si ferma inesorabilmente sui fanchi. Sembra un complotto, ma non lo è. Perché, a guardar bene, a regolare appetito, senso di sazietà e capacità di bruciare i grassi ci sono i cari, vecchi ormoni. Gli stessi che, da letteratura, ci catalogano a mo’ di compendio botanico: a mela, se il grasso è su addome, spalle e braccia; a pera, se le rotondità scolpiscono fanchi, glutei e cosce. Per riassumere, nel primo caso ci sono buone probabilità che dipenda da livelli di cortisolo alto al mattino, nel secondo dagli estrogeni.

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alimentazione

«Il cibo non ha solo un aspetto energetico, che noi “misuriamo” con quantità e calorie, ma determina anche una risposta ormonale che può condizionare il nostro metabolismo», spiega Paola Signorelli, medico specializzato in Scienza dell’alimentazione e dietetica. «Un’eccessiva secrezione di insulina, per esempio, favorita dalla genetica o dall’assunzione di troppi carboidrati e zuccheri semplici, aumenta la sensazione di fame e il desiderio di altro zucchero. Che, se in eccesso, viene recuperato dal fegato e trasformato in quel grasso che vediamo depositato su cosce, glutei e addome. Il cortisolo, invece, se a livelli bassi determina uno stato di debolezza, quando è alto favorisce l’accumulo dei grassi. Poi ci sono gli ormoni tiroidei che, come è noto, infuenzano le performance metaboliche del nostro corpo. È evidente che, per mantenersi in forma, è necessaria una perfetta sintonia ormonale. Sintonia che, soprattutto dopo i quarant’anni, va mantenuta aiutandosi con l’alimentazione». Il che signifca,

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sempre secondo Signorelli, assicurarsi un pasto equilibrato che preveda dalle cinque alle otto porzioni di frutta e verdura al giorno. E la presenza, nel nostro piatto, di un quaranta per cento di carboidrati (meglio una piccola porzione di cereali integrali, farro, avena oppure grano saraceno), di un trenta per cento di grassi prevalentemente essenziali e di un altro trenta di proteine possibilmente vegetali o derivate dal pesce. Semplice, no? Sì, se a regolare la fame e l’appetito fossero solo questi, di ormoni. Ma non è così.

Alla ricerca del ritmo perduto

Oltre ai già citati, e più noti, Signorelli suggerisce di non dimenticare la melatonina (ormone legato al ritmo sonno-veglia), la cui secrezione si riduce con l’età. Il riposo, infatti, almeno sette o otto ore per notte, è determinante nel controllo del peso: «Il mio consiglio è di dormire al buio, in modo che la ghiandola pineale produca quantità suffcienti di melatonina, e di prediligere cibi che ne sono ricchi,

TRUNKARCHIVE/ CONTRASTO

Quando i calcoli non contano


alimentazione LA FORMULA DELL’EQUILIBRIO

40 % 30 % 30 %

di carboidrati meglio se da cereali integrali

Una strategia che previene anche i danni dell’età

di grassi prevalentemente essenziali

di proteine possibilmente vegetali o derivate dal pesce

Il problema “peso” è quindi solo l’effetto visibile di un danneggiamento più profondo: «Gli sbalzi glicemici determinano la produzione di AGE (prodotti di glicazione avanzata) che disgregano la struttura delle membrane cellulari. Inoltre, l’eccesso di glicemia altera la struttura di tutte le proteine e, quindi, anche di collagene ed elastina. E questo spiega perché alcune persone invecchiano più velocemente di altre», dice Signorelli. Ma non bisogna arrendersi. Il corpo è anche nelle nostre mani, nell’educazione nutrizionale, nell’atteggiamento. L’invecchiamento si può modulare adattando stile di vita, abitudini alimentari e, quando fosse necessario, intervenendo a livello ormonale, con l’uso di ormoni bio identici. «Si tratta di ormoni che derivano dalle piante, resi uguali a quelli del corpo umano: una via di mezzo tra i ftormoni e quelli tradizionali, ma in dosi inferiori», spiega Polimeni. «Avvicinandosi alla menopausa, se si evidenzia uno squilibrio negli ormoni sessuali e si comincia ad accumulare chili, si può pensare di usare l’estrogeno, il Dhea, l’estradiolo o il progesterone bio identici. Per gli ormoni tiroidei (Tsh, T4 e T3 Revers, frazione di ormone tiroideo) la derivazione è suina, ma i benefci sono gli stessi», conclude Polimeni.

come riso, cereali germogliati e banana, evitare alcol e bevande eccitanti alla sera e, se è il caso, aiutarsi con integratori a base di calcio, magnesio, triptofano, niacina e vitamina B3». Altri ormoni dal ruolo chiave sono la leptina (ormone della sazietà) che, a buoni livelli, aiuta a regolare l’introito calorico, e l’adiponectina, che modula processi metabolici come la regolazione del glucosio e degli acidi grassi. Molto importante, per Ascanio Polimeni, medico specializzato in nutrizione, cronobiologia e medicina anti aging, è la valutazione dell’insulino-resistenza, che si ottiene usando un marker specifco, l’Homa Index: «L’alterazione della sensibilità insulinica si deve principalmente al grasso viscerale. Man mano che gli adipociti aumentano, si producono sostanze infammatorie che inducono le cellule a far sempre meno il loro lavoro. Una strategia Fu un famoso endocrinologo americano, Thierry effcace per migliorare la sensibilità Hertoghe, a fssare una dieta utile a stabilizzare la produzione degli ormoni essenziali per il benessere. insulinica, nonché tutti i parametri E ora è arrivato il nuovo manuale La Dieta dei 7 Ormoni biologici, è concentrare l’assunzione di cibo di Sara Gottfried (Sperling & Kupfer) che offre un piano in una fascia oraria più ristretta o limitare alimentare per riequilibrare i sette ormoni fondamentali le calorie almeno un paio di giorni a nella gestione del grasso (estrogeno, insulina, leptina, settimana: è dimostrato che nutrirsi in cortisolo, ormone tiroideo, GHA-ormone della crescita e testosterone). Così si scopre che per il GHA è meglio un modo ritmico resetta le funzioni cellulari e pasto proteico, che per il testosterone conviene ridurre controlla l’invecchiamento. L’aumento del grassi e zuccheri e aumentare le fbre, che per alcuni girovita, associato a perdita di massa ormoni tiroidei si consiglia di evitare alimenti ricchi di magra, non ha solo conseguenze estetiche. soia e crucifere (cavoli, cavolfori), e che l’eccesso di Il grasso viscerale crea un’infammazione estrogeni si combatte aumentando fbre e cibi ricchi di che è la “mamma” di tutte le malattie, vitamina B6, come spinaci e piselli. Non prima di aver individuato che tipo ormonale siamo. dall’ictus al tumore», dice Polimeni.

I MAGNIFICI SETTE

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cu cucina

Stasera

indiano

Dedicato a chi ama le spezie e le ricette profumate dell’Asia, ma ha poco tempo. Quattro piatti, etnici quanto basta, in versione facile. E da bere... a cura di Laura Savini - foto Lisa Linder

Caffè al cardamomo Ingredienti per 4 persone: 150 ml di latte; spezie 5‑6 capsule di cardamomo pestate; 80 ml di caffè appena preparato zucchero a piacere Scaldate il latte e le capsule di cardamomo in una casseruola, a fuoco medio-basso, per 44-5 minuti. Mescolate e sbattete per formare la schiuma. Fate riposare. Filtrate il latte e scaldatelo dolcemente. Versate il caffè caldo nelle tazze, dolcifcate e aggiungete il latte speziato caldo. Da sorseggiare durante o a fne pasto.

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Crostoni di funghi e piselli Ingredienti per 4 persone: 250 g di champignon 115 g di piselli cotti 3 spicchi d’aglio tritati 1 cm di zenzero 8 foglie di curry 3 cucchiai di panna acida 1 cucchiaino di semi di senape nera 1 grattata di noce moscata ¼ di cucchiaino di curcuma 1 cucchiaino di pepe nero ½ cucchiaino di mix di spezie garam masala ¼ di cucchiaino di paprica 1 cucchiaio di latte di cocco in polvere sale 100 ml di brodo 2 cucchiai d’olio pane a fette

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Mescolate la panna acida con il latte di cocco e la noce moscata. Scaldate l’olio a fuoco basso. Unite le foglie di curry e i semi di senape. Quando iniziano a sfrigolare, aggiungete l’aglio e gli champignon. Alzate leggermente la famma e cuocete per 5 minuti, fnché i funghi sono dorati. Unite i piselli, la curcuma, la paprica, il pepe, il garam masala e il sale e scaldate per 1 minuto. Incorporate panna acida e brodo. Riducete la famma e cuocete per 4-5 minuti. Guarnite con zenzero, coriandolo e peperoncino e servite su crostoni di pane leggermente tostato.


cucina Ceci chana masala

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Ingredienti per 4 persone: 1 cipolla 5 cm di zenzero 3 spicchi d’aglio ½ peperoncino verde 4 cucchiaini di panna acida 2 cucchiai di coriandolo 1 cucchiaino di spezie panch puran (nei negozi di cibo etnico) 1 foglia di alloro 2,5 cm di stecca di cassia 2 cucchiaini di foglie di feno greco 1 di curcuma 2 di spezie garam masala 2 cucchiaini di cumino in polvere spezie chat masala a piacere 760 g di ceci cotti 2 cucchiai di coulis di pomodoro 3 cucchiai di olio 1 cucchiaino di sale burro chiarifcato In 1 cucchiaio di olio rosolate cipolla, aglio, zenzero e peperoncino tritati, per 6-7 minuti. Frullate con 2 cucchiai di ceci, pomodoro, feno greco e 1 bicchiere d’acqua. Scaldate l’olio rimasto con panch puran, alloro e cassia. Unite l’impasto di ceci, sale, curcuma, garam masala e cumino. Rosolate. Incorporate i ceci rimasti e ½ bicchiere d’acqua. Coprite e cuocete per 5-6 minuti. Unite panna acida e coriandolo e fate addensare. Irrorate di burro e cospargete di chat masala.

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Il tipico pane sottile indiano roti si può preparare anche incorporando nell’impasto vari ingredienti. Per esempio daikon e cipolla affettati, peperoncino, zenzero, coriandolo fresco e spezie Pane roti al naturale Ingredienti per 6-8 pezzi: 225 g di farina con lievito 1 cucchiaio d’olio 125 ml di acqua fredda (o più) 1-2 cucchiai di burro chiarifcato Setacciate la farina autolievitante in un’insalatiera grande. Formate una fontana e versate al centro l’olio. Incorporate l’acqua fredda con la forchetta, lavorando fno a ottenere una pasta soffce ma non collosa (se mai aggiungete farina). Lavorate la pasta fnché

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è omogenea. Coprite e fate riposare per 20-25 minuti. Dividete la pasta in 6-8 parti uguali e formate delle polpette. Stendetele col mattarello creando dei dischi sottili. Mettete un disco di pasta alla volta nella padella calda. Cuocetelo da un lato, giratelo dall’altro e poi giratelo ancora, fno a quando appaiono delle macchie scure e inizia a gonfarsi. Cuocete così tutti i roti. Spennellateli di burro quando sono caldi. Servite subito.


cucina Best cook

ENERGIA CREATIVA

Le foto e le ricette in queste pagine sono tratte dal nuovo libro di Amandip Uppal, Cucina indiana, Guido Tommasi Editore (pp 256, € 30). La chef, giovanissima, reinterpreta i piatti della tradizione, insegnando a usare spezie e ingredienti tipici in modo semplice e veloce.

Ex stilista, scrittrice e redattrice di moda, la chef Amandip Uppal ha imparato a cucinare da mamma e papà a 7 anni. Indiana doc, ora vive a Londra, dove ha creato l’agenzia Lotus Food and Events, che organizza party esclusivi.

Per insaporire carni e riso, provate questo mix: fate tostare in padella, con due cucchiai d’olio caldo, cipolla, aglio e zenzero a fettine. Mescolate finché sono croccanti e dorati Pulao di pollo Ingredienti per 4 persone: 1 kg di pollo senza pelle, a pezzi ½ cipolla 6 spicchi d’aglio 2,5 cm di zenzero 2 cucchiai di yogurt 2 cucchiai di coriandolo tritato 6 chiodi di garofano 5 cm di stecca di cannella 4 foglie di alloro 10 capsule di cardamomo 1 cucchiaio di spezie garam masala 1 cucchiaino di cumino in polvere 1 di paprica 1 di peperoncino 1 di curcuma 250 g di riso basmati, ben lavato 2 cucchiaini di sale 450 ml di brodo 3 cucchiai di olio 1 limone verde a spicchi Pestate lo zenzero e l’aglio in un mortaio. Mescolate yogurt, brodo e metà del sale. Scaldate l’olio nella casseruola. Rosolate le spezie intere, unite la cipolla e cuocete fnché è dorata. Aumentate il fuoco e aggiungete il pesto di zenzero e aglio. Unite il pollo, le spezie in polvere e mescolate. Coprite e cuocete per 8-10 minuti. Incorporate metà del composto di yogurt, coprite e cuocete per 10 minuti. Unite riso e coriandolo, il sale e lo yogurt rimasti. Riducete la famma e cuocete per 16-18 minuti (l’acqua deve evaporare). Fate riposare, coperto. Cospargete di cumino e servite con il limone verde.

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design Col colore non colore non si sbaglia mai. Il trend è mescolarlo nelle sue infinite sfumature. E aggiungere pochi arredi sobri, tra etnico e industrial design. Per un effetto caldo, luminoso, tutt’altro che spoglio di Marta Mariani - foto Monica Vinella


LO SPAZIO bianco

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DOPPIO RELAX

Come vivere in piena libertĂ la zona giorno? Basta circondarsi di un rilassante total white e pochi colori neutri, poi aggiungere tante sedute facili (i tappeti sono inclusi!). Gli sgabelli industriali in ferro diventano tavolini jolly.

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design

Trasformare una casa per renderla più ampia e luminosa e, allo stesso tempo, far sì che ci assomigli diventando il rifugio dove ci si può quasi dimenticare di trovarsi in città. I due ingredienti essenziali: il bianco e le piante. È la ricetta di Laura Dragotti, ideatrice, tra l’altro, del bar, ristorante e concept store Riad Food Garden a Milano, dove il cibo si assapora tra suggestioni di viaggio. In queste pagine diamo spazio alla sua casa laboratorio, un’ex bocciofla della quale ha conservato l’impianto generale. I due grandi terrazzi sono stati trasformati in veri giardini, coperti da pergolati e straripanti di piante. L’appartamento è avvolto in un poetico color latte, ottenuto con una vernice bianca, ma calda, e passata ovunque: su sofftti e pavimento, pareti e mobili recuperati. Su questo fondale, l’attenzione è richiamata dai dettagli: il mobile in legno invecchiato restaurato, gli sgabelli industriali, le ceste e i tessuti etnici, i ricordi di viaggio, i giocattoli. Oggetti che riempiono, ma selezionati con cura e mai lasciati al caso. Per ammorbidire l’insieme, riaffermando la scelta del total white, anche i tessuti per divani, cuscini, tovaglie e copriletti sono chiari: in lino naturale, tinta unita light o a righe, come i tappeti artigianali marocchini. G

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SHABBY URBANO

In cucina si possono creare piacevoli mix abbinando mobili di famiglia, come il tavolino con cassetto, a oggetti etnici. I cestini marocchini (riadfoodgarden. com) sono riutilizzati come porta posate.

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ALLA LAVAGNA AVAGNA

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A TAVOLA

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Il grande terrazzo è trasformato in un giardino. Con piante di fcus, aloe, palme e un pergolato che ripara il tavolo con le sedie (fermob.com).

In tanto bianco, spicca ca un contrasto netto. o. Nella camera dei bambini ambini la parete, trattata attata con una vernice rnice speciale (maxmeyer.it), si trasforma asforma in una gigantesca antesca lavagna nera dove disegnare con i gessi. E ospita una cornice barocca in “abito” bianco.


I colori classici, come l’azzurro Oxford e il nocciola, rendono il bianco ottico accogliente. Righe e nappine aggiungono il tocco glam

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SCOTCH DECOR

La camera dei ragazzi creata nel sottotetto. Ancora bianco per il soffitto in legno, l’arredo e il letto in ferro di Cantori (cantori.it). Da copiare la raccolta di foto appiccicate all’interno della libreria.


animali

Un tour, una missione: portare agli amici pelosi che “abitano” nei canili (e gattili) di tutta Italia alimenti di qualità. Il Trainer Let’s help our friends tour è appena partito dalla sede di Nova Foods a Castelgomberto (Vi), e promette di toccare le strutture più serie e selezionate della Penisola. trainer.eu

Chi l’ha detto che anche i cibi per animali non possano offrire tentazioni gourmand? Dal sushi al pollo con frutta. Ed è solo l’inizio di Federica Fiori

pronta

Tropicana style

Gatti con p palati esigenti? Tentateli con uno squisito q petto p di pollo alla frutta (non ( trattata chimicamente)) della linea Monge g Fruits. Niente coloranti né conservanti e una salutare scorta di vitamine con fruttooligosaccaridi.

Quote Quote t latte l tt

Per una crescita rapida p e armoniosa dei gattini g non ancora svezzati c’è Babycat y milk di Royal y Canin: un latte in polvere p dalle caratteristiche quanto q più possibile p vicine a quelle del latte della gatta. Un toccasana!

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Crocchette o bocconcini? È questo il quesito amletico che prima o poi tocca a chiunque abbia un amico a quattro zampe per casa (o in giardino). Prima di valutare i pro e i contro – che, in entrambi i casi, si equivalgono – vale la pena ricordare le due regole base prescritte dai veterinari: 1) mai esagerare col cibo; 2) mai pensare che gli scarti della nostra tavola possano diventare la loro cena. Il decalogo completo? È su anmvioggi.it.

Fieno, che passione!

Ma c’è di più: focchi di cereali, avena nera, carrube e semi di girasole. Le più p salutari golosità per p cavalli (ma non solo)) su morando.itt

GETTY IMAGES

La pappa

Un pasto per tutti


Dalla straordinaria fauna del Botswana ai gorilla del Rwanda, l’epoca delle grandi esplorazioni rivive nei safari. Un’emozione che ti rimette in contatto con la natura, con le meravigliose creature che la abitano e con la parte più profonda di te di Sara Magro

AFRICA FRICA Insolito “cappello” L’autrice dell’articolo, Sara Magro, nel Botswana con una compagna di viaggio e un amichevole suricato sulla testa. Sopra, mamma zebra con il suo cucciolo nello Nxai Pan National Park, sempre in Botswana.

Apro un libro appoggiato su un vecchio baule nella mia tenda a Zarafa Camp, sulla laguna di Zibaianja, in Botswana. E leggo: «Il nostro mondo, la nostra esistenza, sono fatti per le scoperte, per le avventure, per vivere ogni secondo». Lo scrivono Dereck e Beverly Joubert, documentaristi famosi e proprietari del campo di Great plains conservation. Fa piacere immaginare che non sia fnita l’epoca delle grandi esplorazioni, ognuno ha tutta la sua vita per scoprire il mondo. E guardando con il binocolo centinaia di ippopotami, uccelli e impala che si abbeverano alla pozza, ti senti un po’ pioniere all’istante. Non ci dovrebbe essere bisogno dell’Africa per capirlo, però il safari innesca la miccia dell’avventura.

MAURIZIO PANCOTTI, GETTY IMAGES, REDUX/CONTRASTO, LUZ PHOTO

LA NOSTRA


viaggii Il riposo del leopardo Tutta la magia della natura nel Delta dell’Okavango, in Botswana: a sinistra, un leopardo riposa su un albero; a destra, gruccioni meridionali carminio in volo. Sotto, a destra, incontro ravvicinato con un elefante durante un safari.

Comanda la natura

Il fuoristrada è grande e pesante come un rinoceronte, ma non ha fnestrini né barriere. Un felino potrebbe salirci in un balzo, penso, mentre davanti si materializza una leonessa che avanza in cerca di cibo tra una distesa di salvia selvatica profumatissima. Bisogna concentrarsi per vedere quel che accade intorno. Su un albero vicino c’è un leopardo: è una femmina di vedetta su un ramo, che controlla il territorio mentre i cuccioli si allenano ad arrampicarsi sul tronco. Intanto, la leonessa ha catturato un facocero, che sbrana con tutta calma in un cespuglio. Poi, con la bocca sporca di sangue, sbadiglia e si addormenta. La scena è cruenta, ma c’è

un equilibrio insindacabile nella natura: è la vita, non il solito parco divertimenti! Devi cambiare mentalità e renderti conto che, se riduci i pochi centimetri che separano il tuo comodo posto sull’auto dagli animali selvatici, sei in pericolo anche tu. Devi imparare che alla sera ti puoi spostare solo accompagnato dal ranger perché potrebbe esserci un serpente o altro e che non devi andare nel panico se un ippopotamo sfora la tua tenda di notte. All’inizio non è facile, poi diventa normale. Anche l’elettricità a ore, l’acqua contingentata, il telefono che non prende, il wi-f inesistente. Non sei connesso, non puoi contare sulle tue solite sicurezze e, sorprendentemente, stai bene così. Tutti i volti del Botswana A sinistra, turisti accampati sotto un magnifco albero di baobab nel Nxai Pan National Park del Kalahari. A destra, tre leoni a caccia della preda nella Linyanti Reserve, nel nord del Paese. Sopra a destra, i primi effetti della globalizzazione tra gli uomini della tribù Batawana altea, che indossano occhiali da sole e abiti in stile occidentale.

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viaggi IN VACANZA PER PROTEGGERE Segnaliamo alcuni progetti di tutela a cui si può partecipare come volontari. Il fotografo Marco Garofalo organizza workshop in Sudafrica tra fotografa e antibracconaggio, marcogarofalo.com Per i rinoceronti: workingwithrhinos.org Contro il bracconaggio: legendaryexpeditions.com Per la tutela dei gorilla: gorilladoctors.org Per mammiferi, felini e altre specie non solo in Africa: goeco.org

L’ora degli avvoltoi

Balene e champagne L’Africa è anche un punto straordinario per vedere le balene, che fino a novembre popolano a decine le acque all’incrocio tra Atlantico e Indiano. Sono decine, tutte con i cuccioli nati in acque meno gelide prima di tornare al Polo Sud. Ci sono diversi modi per osservare questo spettacolo toccante di madri e figli vicini che saltano e giocano: su barche con il fondo trasparente, in elicottero oppure dalla terrazza della Champagne House di Grootbos, ecoresort sudafricano a cinque stelle con progetti di tutela ambientale, integrazione sociale e turismo responsabile (grootbos.com).

Che ti abitui facilmente lo capisci meglio proseguendo il viaggio sul Delta dell’Okavango e nel deserto di Makgadikgadi con Uncharted Africa. Ci accompagna Ralph Bousfeld, avventuroso come Indiana Jones, bello come un attore, istruito come un docente di Oxford. Ogni sera, attorno al falò, spiega nei dettagli quell’ecosistema straordinario. Racconta, per esempio, che gli avvoltoi cominciano a volare tardi, verso le nove del mattino, quando l’aria più calda li aiuta a sollevare il pesante corpo. Dove ci sono loro, ci sono una preda e un predatore – un leone, delle iene, un branco di licaoni – e il pasto del giorno. Il soffo della megattera Qui a lato, l’avvistamento di una balena in Sudafrica. In alto, a sinistra: un allievo dei workshop di fotografa, monitoraggio e lotta ai bracconieri del fotografo Marco Garofalo, sempre in Sudafrica. Il prossimo viaggio è previsto dal 25 ottobre al 5 novembre 2016 (marcogarofalo.com).

Tutto si ricicla, nulla si spreca, niente è casuale. Secondo Ralph, «il safari è un’esperienza fantastica, specialmente qui in Botswana, dove non c’è quasi il bracconaggio e si è sviluppato un modello di turismo responsabile, quindi gli avvistamenti sono più numerosi che altrove. Il safari è un viaggio nella mente tanto quanto lo è fsicamente. Prima c’è la meraviglia degli incontri con giraffe, elefanti, leoni, migliaia di zebre e gnu, uccelli e decine di altri animali. Poi inizia l’immersione profonda, il confne sottile tra ciò che vedi e ciò che senti». Ognuno ha le sue reazioni. Io ho sentito il cuore in gola e la bocca asciutta quando il bell’elefante che volevo fotografare da vicino mi ha puntato sbattendo le orecchie come a prendere la rincorsa. Poi si è calmato e ha cambiato strada. La paura è un campanello d’allarme, ti insegna ad adeguarti a quel mondo molto più forte di te, ma meraviglioso (info: Il ViaggioJourneys & Voyages, ilviaggio.biz).


MARCO GAROFALO, ROFALO, BENEDETTA MAZZINI/WILD PLACES SAFARIS, REDUX/CONTRASTO, MAURIZIO PANCOTTI

Occhi dolci A sinistra, un gorilla di montagna in Uganda. Questi animali si possono vedere anche in Rwanda e in Congo. Sopra a destra, la tenda del Selinda Explorers, uno dei campi del progetto di ecoturismo Great plain conservation.

Le regole del gorilla

Anche per Francesca Delogu, direttore di Cosmopolitan, vedere gli animali nel loro habitat è un’esperienza esistenziale, specie se sono a rischio di estinzione, come i gorilla di montagna nel Parc national desvolcans, Rwanda: «Capire come si comporta un animale che deve sopravvivere, le sue paure, le dinamiche di gruppo, ti pone davanti a uno specchio», ci racconta Francesca. «Con i gorilla sei di fronte alle tue radici, intuisci che sono tuoi parenti lontani e conservano caratteristiche che noi con l’evoluzione abbiamo perso, nel bene e

nel male». Vivono in comunità di 1012, con un maschio alfa dominante. «Per fortuna da questo lato ci siamo emancipate», ride Francesca. Per osservare i gorilla devi avvicinarti molto. Che effetto fa? «Un colpo al cuore, un’emozione forte come davanti a uno che ti piace tantissimo. Il gorilla ha un aspetto familiare, ma non lo è. Devi ricordarti che non ti ha invitato a casa sua, sei tu che ti sei intrufolato, devi stare alle sue regole». Si parte all’alba, fno a sei ore di cammino nella foresta pluviale. Se incontri i gorilla, hai un’ora per guardarli: «All’inizio sembra un tempo infnito, invece vola. Nel loro ambiente, capisci quanto male gli abbiamo fatto e senti il dovere morale e sentimentale di conservare il loro habitat. Anche i bambini dovrebbero vederli: è una lezione di vita» (info: Wild Places Safaris, wildplacessafaris.com). G Alla scoperta della savana Osservazione degli ippopotami in uno stagno del Botswana e due impala nel Chobe national park, nel nordovest del Paese. Sopra a destra, un branco di gnu: questi animali migrano periodicamente per cercare le erbe della savana delle quali si cibano. Nell’altra foto, Kobra, capo della tribù boscimana che collabora con Ralph Bousfeld, la “mente” di Uncharted Africa, che propone safari nel Continente nero.


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Tipa tosta

Cobie Smulders, 34 anni, dal 20 ottobre è al cinema a fanco di Tom Cruise, nel sequel Jack Reacher-Never go back. Appassionata di serie tv e di romanzi a fumetti, è madre dii due bambini dopo essere guarita da un cancro alle ovaie. aie.

Cobie Smulders

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MICHAEL FRIBERG/CONTOUR/GETTY

Supereroe anch’io! Occhi azzurri che si concentrano in uno sguardo letale, Cobie Smulders ha incontrato il successo vestita da Robin Charles Scherbatsky Jr, la giornalista canadese della sitcom How I met your mother (10 anni e 208 episodi). E poi lo ha consolidato nell’Universo Marvel, con indosso la divisa da agente di Maria Hill (The Avengers, Captain America: The winter soldier... ). Il 20 ottobre arriva al cinema correndo al fanco di Tom Cruise, nel sequel Jack Reacher-Never go back.

Com’è stato lavorare con Tom Cruise?

Intimidente. Lui è un supereroe che corre a velocità impressionante. Ho faticato a stargli dietro. Cosa le piace di Susan, il suo personaggio?

È una donna che occupa una posizione di potere, determinata, intelligente. In diffcoltà, è capace di adattarsi e cambiare. Un consiglio che darà ai suoi fgli?

Imparare ad ascoltare, e a tacere. A cena chi inviterebbe?

Katharine Hepburn, donna con i pantaloni. Roberto Croci

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cinema cin nem ma

Coraggiosa Julia Stiles, 35 anni, in una scena di Gone with me, al cinema. Nel flm l’attrice lotta contro Blackway, ex sceriffo diventato killer e maniaco.

S SE LO SCERIFFO È IL CATTIVO

Permette una domanda? Federico Russo, 19 anni, conduce con Flavio Insinna, 51, Dieci cose, in onda dal 15 ottobre, ogni sabato alle 21.10 su RaiUno.

RICH GILLIGAN, IWAN

Daniel Alfredson, il regista della fammeggiante trilogia (svedese) di Millennium, frma con Gone with me un piccolo gioiello (al cinema), tratto dal libro di Castle Freeman (Marcos & Marcos, pp. 224, ¤14,50), tutto girato tra pioggia, neve e fango, utilizzando i toni del blu e del grigio. E lo fa per p raccontarci una storia di resistenza umana con uno stile veloce, scarno, dove contano più i fatti che le parole, quasi un western crepuscolare ambientato oggi in un paese al confne tra Stati Uniti e Canada. Due uomini e una donna, una Julia Stiles forte e implacabile la cui caratteristica fondamentale è la dirittura morale, si uniscono per far fronte al cattivo Blackway, ex sceriffo del luogo, killer e maniaco, contro cui nessuno, né la polizia, il consiglio del paese o la comunità indiana, sembra deciso a fare nulla. Toccherà a loro occuparsene. Grande come al solito Anthony Hopkins nei panni di Lester, il vecchio deciso ad aiutare la giovane donna, e Ray Liotta in quelli del malvagio. Come lui nessuno ci riesce. Rebecca Sella

Il lato oscuro del potere

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Il 17 ottobre debutta su RaiUno il kolossal I Medici. Scritta da Frank Spotnitz (il papà di X - Files), la serie racconta il lato più dark e controverso di questa casata che, pur dando vita al Rinascimento Italiano, fnì per cedere (e soccombere) alla propria sete di potere. Nel cast: Dustin Hoffman (Giovanni de’ Medici). Francesca D’Angelo

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Sangue blu Dustin Hoffman, 79 anni, ne I Medici, in onda dal 18 ottobre in prima serata su RaiUno.

Questioni esistenziali

C’è lo zampino di Walter Veltroni dietro a Dieci cose, sabato

sera su RaiUno dal 15 ottobre. Sua l’idea di porre a personaggi famosi un’unica, ma impegnativa domanda: quali sono le dieci cose più importanti della tua vita? Primi ospiti Gigi Buffon e Alessandro Cattelan. Conducono Flavio Insinna e Federico Russo. Quattro le puntate. F. D’A.

tv


mussica musica

Lisa Hannigan

LA FORMULA SEGRETA? H2O

L’acqua è l’elemento, guaritore e salvifco, che ha fatto riemergere, dopo un’assenza discografca di 5 anni, legata a doppio flo a un momento di vita complesso, la grazia della cantautrice Lisa Hannigan, al suo terzo lavoro da solista, dal titolo non casuale di At swim (Play it again Sam). Abbiamo incontrato l’artista, di passaggio a Milano, dove tornerà per un concerto il 30 ottobre al Fabrique. Come si supera il blocco dello scrittore, Lisa?

Con fatica e senza mollare. Nel mio caso sono stati fondamentali gli amici, i libri e due incontri: quello con il mio fdanzato e quello con Aaron Messner, chitarrista dei The National e produttore di At swim. C’è un brano molto commovente, che è A prayer for g: a chi è dedicato? the dying

Questa canzone parla della morte del genitore di un’amica, dopo una lunga malattia e il suo lungo e meraviglioso matrimonio. Lei è irlandese, ma di recente ha vissuto a Parigi e a Londra: una cosa che ama e che odia di questi tre luoghi?

Dell’Irlanda amo la gente, mentre non mi piace l’atteggiamento arretrato verso le donne. Di Parigi amo gli scorci, che sono come quadri, mentre non amo troppo una certa freddezza. A Londra, date le distanze enormi, ci si incontra a fatica con gli amici, ma mi piace da morire la sua energia, le vibrazioni che emana e il suo essere in continua evoluzione.

Non c’è due senza tre Lisa Hannigan, 35 anni. Il suo terzo e ultimo album s’intitola At swim (Play it again Sam) − qui a fanco la cover − contenente il brano A prayer for the dying (a sinistra, la copertina del singolo).

arte art

Carlotta Sisti

A Lugano L g

Puntini, PUNTINI...

Prima di diventare digitali e chiamarsi pixel hanno contribuito al nascere del Pointillisme, il movimento artistico francese, famoso per le tele «à pois». Maestro del genere Paul Signac, di cui si ammirano 140 opere tra oli, chine e acquerelli (a sinistra, Saint-Tropez. Fontaine des Lices). Al Museo d’arte della Svizzera italiana, piazza Bernardino Luini 6, ingresso 15 franchi svizzeri (¤13,5). Fino all’8 gennaio 2017. masilugano.ch S.R.

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passaparola libri

LETTO PER VOI Un altro da uccidere

Alain De Botton

di Federico Axat, Longanesi, pp. 425, € 16,90, ebook € 9,99. Ted McKay è alla sua scrivania, con il fermo proposito di spararsi un colpo in testa, ma viene interrotto da una scampanellata. Alla porta c’è Justin Lynch, con una proposta che consentirebbe a Ted di morire risparmiando alla sua famiglia il dolore supplementare del suicidio: può uccidere un’altra persona, con la certezza di diventare poi vittima di omicidio. Thriller insolito e trascinante, opera di un un ingegnere argentino. F.G.

L’AMORE S’IMPARA

C’era bisogno di un corso sull’amore?

Ci dicono che tutto va insegnato, tranne l’amore, perché è un sentimento. Invece l’amore è uno skill, una competenza: bisogna impararla.

Come si chiama questo nuovo tipo di amore?

Lo defnirei amore psicologico, diverso da quello della ragione del Settecento o da quello romantico dell’Ottocento. L’amore di cui parla è quello della coppia fssa?

Sì, c’è qualcosa nella natura umana che ci porta a desiderare relazioni se non stabili almeno lunghe, non l’avventura estiva. I suoi insegnamenti si applicano a coppie etero e omo?

Naturalmente, sono assunti psicologici, non sessuali. Ha scritto un manuale di selfhelp in forma di romanzo?

Se intende quelli americani con le copertine rosa e «risolvi le tue pene di amore in 5 minuti», siamo lontani, non crede? I giovani d’oggi vanno educati all’amore?

Devono leggere questo libro, anche se nessuna generazione impara dall’altra e si spreca sempre un’immensa conoscenza. Per questo abbiamo aperto a Londra e ora su YouTube The school of life, la scuola per imparare a stare nella relazione. Ornella Ferrarini

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Pop op p up up miti miti Rolling Stones Rock’n’roll love, di Rich Cohen, Sperling&Kupfer, pp. 364, € 18,90.

Com’è davvero la vita delle rockstar? Ce lo racconta Rich Cohen, inviato nel 1994, proprio dal mensile Rolling Stone, al seguito di Mick Jagger & soci in tour. Da allora tra loro c’è un legame speciale, che ha permesso a Cohen di scrivere questo libro, simile a un viaggio nella vita avventurosa della band più chiacchierata di tutti i tempi. Una bibbia documentatissima e piena di aneddoti da non perdere, tra sesso, droghe e un po’ di sacrosanto rock’n’roll. Paola Maraone

FILIP VAN ROE/EYEVINE/CONTRASTO

Coach Coach h Il corso o dell’amore, Guanda, pp. 251, € 18, ebook € 9,99, di Alain De Botton (in alto), 47 anni, ex conduttore tv.

Come nasce, si sviluppa, vive e può morire l’amore in una coppia «normale»? Siamo a Edimburgo, il case study è la coppia formata da Rabih, ingegnere di origine iraniana, e Kirsten, architetto scozzese. Fate tesoro dei dialoghi e dei litigi e capirete come evitare i passi falsi nell’innamoramento, nel matrimonio e con i fgli. Ma non chiamatelo manuale, perché l’autore si offende.


n°40 - 22 ottobre 2016 Settimanale - gioiaposta@hearst.it - Hearst magazines Italia Spa - Via R. Bracco 6 - 20159 Milano - Tel. 02.66191 DIRETTORE EDITORIALE DANDA SANTINI

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FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI O G GIORNALI O N

CERTIFICAZIONE ADS ANNO 2011 N. 7511 DEL 10/12/2012


diario dalle stelle dal 13 al 19 ottobre di Francesca Tumiati 21 aprile/20 maggio

La a Luna piena del 16 ottobre è a luci rosse. Attenta a non farti prendere rendere lamanoperchéiltuo la mano perché il tuo erotismo ècaricodipossesso. è carico di possesso. Per distrarti, alza l’asticella sul fronte professionale. Accontentarsi del day by day? Sai che potresti ottenere molto di più. Basta poco.

Password: impegno Voto: 7,5

Gemelli

21 maggio/21 giugno

Più avanza l’autunno, meglio stai. È come se avessi ritrovato la comfort zone dentro te stessa, dopo un periodo fitto di ansia e contraddizioni. Ora Mercurio, Giove e Urano sono pronti a ridisegnare per te un bel domani.

Il segno favorito

Vergine

Cancro

23 agosto/22 settembre

Ti chiedi come sia possibile essere in pole position con ancora Saturno? Perché hai cambiato il passo. Acquisti più fiducia in te stessa, esci dalla postazione di difesa e ti metti in gioco. Non solo sul lavoro, dove potrai dimostrare finalmente di essere imbattibile, ma anche nel rapporto con lui. Con la Luna piena del 16 ritorna la passione che è stata sopraffatta dal tuo controllo. Password: leggerezza Voto: 9

Ariete

21 21marzo/20aprile marzo/20 aprile

Domenica 16 ottobre èilgiorno è il giorno della resa resadeiconti.LaLunapiena dei conti. La Luna piena non titrattienedaldirgliinfaccia ti trattiene dal dirgli in faccia quello che chepensi.Chesiaunmarito, pensi. Che sia un marito, un fidanzato o un collega di lavoro verrà sommerso dalla tua polemica. Cerca di pilotare questa carica emotiva in colluttazioni sentimentali più godibili. Chi è nata in aprile non deve esagerare con gli sforzi fisici. Il corpo ti sta dicendo: rallenta!

Password: ascolto Voto: 6,5

218

Password: ripartenza Voto: 8

21 giugno/22 luglio

Attenzione alla Luna piena del 16 ottobre, che fa l’occhiolino a un rimpianto insensato. Vai a farti un giro con le amiche, senza stare a colpevolizzarti per come siano andate le cose . Non ripensare alle polemiche familiari. Vai avanti!

Password: futuro Voto: 6,5

Leone

23 luglio/22 agosto

Giove in Bilancia apreporte apre porte professionali cheperfinouna che perfino una Leonessa cometepensava come te pensava invalicabili. Urano segnala svolte magnifiche. Quanto a lui, cerca di non essere egocentrica e non dare per scontata la sua presenza.

Scorpione

23ott./21nov. 23 ott./21 nov.

Dovresti soffermarti piùalungo più a lungo in n questasettimana.Percapire questa settimana. Per capire che l’amorevissutoserenamente l’amore vissuto serenamente non èaffattonoioso.Eche è affatto noioso. E che affrontare il lavoro con questa positività fa bene a te e a chi ti vive accanto. Marte riesce a fondere forza e spontaneità.

Password: lievità Voto: oto: 8

Sagittario

22nov./20dic. 22 nov./20 dic.

Meriti eriti questo cielo sgombro dall’ansia, l’ansia, lafiduciadichinonteme la fiducia di chi non teme più lo sguardodeglialtri.Emeriti sguardo degli altri. E meriti anche questa nuova storia, che sta diventando importante. O che si rinsaldi un rapporto che sembrava cedere sotto il peso di Saturno.

Password: affetto Voto: 8

Capricorno

Password: autoindulgenza Voto: 6,5

Acquario

20 gen./18 feb.

Continua ontinua la rinascita deltuo del tuo segno. egno. Nonimportaseinquesti Non importa se in questi giorni ornihaifaticato,cosacontasesei hai faticato, cosa conta se sei carica arica diimpegni?Oggilatuavita di impegni? Oggi la tua vita sentimentale ha un senso e riparte con una serenità mai provata. La luna piena del 16 è dedicata a te .

Password: investimento Voto: 8

Password: emozione Voto: 8

Bilancia

Pesci

23 sett./22 ott.

Esplosiva splosiva la Luna piena del16. del 16. Ciisonobuonenovitàsullavoro,ma sono buone novità sul lavoro, ma sei stanca e ci sono troppi sospesi con lui che rischiano di tradursi in una lite. Marte mette in difficoltà la tua diplomazia: prima di esplodere fai l’esame di coscienza.

Password: autocontrollo Voto: 6,5

21 dic./19 gen. 21dic./19gen.

Il problema che devi affrontare in questigiorniscorresuduebinari questi giorni scorre su due binari opposti: pposti: libertàeappartenenza. libertà e appartenenza. Tradotto: radotto: vorrestiscapparealtrove, vorresti scappare altrove, ma iltuostessopesospecifico il tuo stesso peso specifico ti lega alla sedia dell’ufficio e al letto coniugale. Marte amplifica il dilemma.

19 febbraio/20 marzo 19febbraio/20marzo

Hai visto? Tu Tuchenoncredevi che non credevi più alle allelucciole,chetemevidinon lucciole, che temevi di non riuscire uscireariprenderti.Orahai a riprenderti. Ora hai recuperato te stessa , hai cancellato l’ansia. Sei libera dal blocco che ti impediva di amare e di credere in te stessa. Sei con lui. Punto e basta.

Password: decisione Voto: 8

ILLUSTRAZIONI DI SARA NOT

Toro


Gioia! 40  

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