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Venezia MAGAZINE

ANNO III (YEAR 3) 2016 MARZO APRILE (MARCH APRIL)

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( venezia ) MAGAZINE


ANNO III_2016 numero 18

MARZO / APRILE YEAR III_2016 issue 18

MARCH / APRIL

( venezia ) MAGAZINE BIMESTRALE ONLINE A CURA DI BI-MONTHLY ONLINE MAGAZINE Ufficio Turismo Sostenibile della Città di Venezia Redazione /Editors Luca Bianchetto Francesca Perotto Sara Rossi Marta Zardinoni Hanno collaborato a questo numero /In collaboration with Mariagrazia Dammicco, Barbara Del Mercato, Pierangelo Federici, Marco Molin, Roberto Ranieri

Contatti /Contacts turismosostenibile@comune.venezia.it www.veneziaunica.it/it/content/detourism-venezia www.comune.venezia.it/turismo Progetto grafico /Graphic design mimicocodesign.com

SCOPRI LA VENEZIA CHE NON TI ASPETTI TRAVEL VENICE LIKE A LOCAL Detourism è il nuovo magazine della Città di Venezia, per viaggiatori curiosi che amano le deviazioni dai soliti percorsi, alla ricerca dei luoghi più originali, insoliti e segreti della città. Detourism is the new magazine of the City of Venice, for curious travellers who enjoy wander off the beaten path looking for the Venice most unusual and secret places and discovering its original characters. PERCHÉ DETOURISM? WHY DETOURISM? Perché Venezia è la città perfetta in cui perdersi. Per un modo diverso di viaggiare. Per vivere Venezia da veneziani. Per scoprire un’altra Venezia. Vi invitiamo a diventare deturisti, scoprire quello che le guide non dicono, percorrere itinerari fuori dai luoghi comuni e sperimentare incontri inaspettati. Because Venice is the perfect place to get lost. Travelling in a different way. Experiencing Venice like a Venetian. Discovering another Venice. So ditch the itinerary and become a detourist, find out what travel guides never tell, and discover an unexpected Venice. BUON DETOUR! HAPPY DETOURING! Ufficio Turismo Sostenibile della Città di Venezia The Venice Office of Sustainable Tourism

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GHETTO DI VENEZIA /Venice Ghetto

LA LAGUNA NORD /The North lagoon

LA VENEZIA PIU VERDE /The greenest Venice

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I 500 ANNI DEL GHETTO DI VENEZIA /500th Venice Ghetto anniversary

L'ANTICA ALTINO /Ancient Altino

SE UN GIORNO D'INVERNO UN BAGOLARO /If a nettle tree on a winter day

CUCINA VENEZIANA /Food & Wine

MUSICA PER LE FAMIGLIE /Family friendly Venice /Music

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STORIA SEMISERA DELLO SPRITZ /Venice spritz

MACACO TOUR /Macaco tour

BUON COMPLEANNO CORO LOTTI! /Happy birthday Lotti choir!

LE PIETRE DI VENEZIA NON SOLO GONDOLA /The Stones of Venice /Not only Gondola

FESTE VENEZIANE /Festivals & Events

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TRADIZIONI E CURIOSITÀ /Traditions and curiosities

IL BURCIO /The burcio

UN ANNO DI TRADIZIONI /The great traditional festivities


GHETTO EBRAICO

/The Venice Jewish Ghetto

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I 500 ANNI DEL GHETTO DI VENEZIA /The 500 th anniversary of the Venice Ghetto

I

l 29 marzo 2016 il Ghetto di Venezia compie cinquecento anni . Per commemorare questo anniversario, tentare di esaurirne la complessità e avviare una fase di rinnovata collaborazione con numerose istituzioni cittadine che possa proseguire ben oltre il 2016 si è costituito in Venezia il Comitato “I 500 anni del Ghetto di Venezia”, che agisce in

rappresentanza della Comunità Ebraica di Venezia e del Comune di Venezia ed è presieduto dal Presidente della Comunità Ebraica di Venezia Testo di /by Paolo Gnignati. Barbara Del Mercato Questi i principali eventi in www.veniceghetto500.org preparazione. Il 29 marzo 2016 , a cinquecento anni esatti dalla data in cui il doge Leonardo Loredan decretò che tutti gli ebrei dovessero “abitar unidi” in una zona recintata e sorvegliata della città, una cerimoIn alto /at the top nia organizzata con la geneVeduta area del Ghetto di Venezia. collaborazione del /Aerial view of the Jewish Ghetto. rosa Teatro La Fenice aprirà uffiphoto: Davide Calimani.

cialmente la serie delle iniziative. Dopo i saluti delle autorità e una prolusione del saggista e storico britannico Simon Schama - autore, tra l’altro, di una storia degli Ebrei pubblicata con successo in Italia da Mondadori, La storia degli ebrei. In cerca delle parole. Dalle origini al 1492, Milano 2014 - il

Maestro Omer Meir Wellber dirigerà l’Orchestra del Teatro la Fenice nell’esecuzione della Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler. La serata è su invito. Dal 19 giugno al 13 novembre in collaborazione con MUVE sarà allestita negli appartamenti del Doge a Palazzo Ducale la mostra storico-documentaria

Venezia, gli Ebrei e l’Europa. 1516-2016, curata da Donatella

Calabi. La mostra presenterà al pubblico veneziano e internazionale mappe e documenti d’archivio, importanti opere d’arte e un cospicuo corredo multimediale. È in corso una imponente raccolta fondi gestita dalla fondazione Venetian


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n March 29, 2016 the Venice Ghetto celebrates its fivehundredth anniversary. To promote this event, which will attempt to exhaustively cover its complexity and begin a phase of renewed cooperation with numerous civic institutions that will continue well beyond 2016,

The 500 years of the Venetian Ghetto Committee was

In alto /at the top Entrata del Ghetto. /Entrance to the Ghetto. photo: Paola Baldari.

established, comprising representatives of the Jewish Community of Venice and the City of Venice and chaired by the President of the Jewish Community of Venice, Paolo Gnignati. Here below are the main events under preparation. On March 29, 2016, five hundred years to the date upon which the Doge Leonardo Loredan decreed that all Jews were to live together in a fenced and guarded area of the city, a ceremony organised through the collaboration of La Fenice Opera ( venezia ) MAGAZINE

House will officially open the series of initiatives. After the greetings of the authorities and a lecture by British writer and historian Simon Schama author of, among other works, a history of the Jews, published in Italy by Mondadori: La

storia degli ebrei. In cerca delle parole. Dalle origini al 1492,

Milano 2014 - Maestro Omer Meir Wellber will conduct the Orchestra of La Fenice Opera House in their performance of the Symphony no. 1 in D major by Gustav Mahler. The evening is by invitation only. From June 19 to November 13, in partnership with MUVE, a historical documentary exhibition entitled Venezia, gli Ebrei e l’Europa. 1516-2016 (Venice, the Jews and Europe. 1516-2016) will be held in the apartments of the Doge at the Palazzo Ducale, curated by Donatella Calabi. The exhibition will feature maps and archival documents, important works of art and a multimedia display.


>GHETTO EBRAICO /THE VENICE JEWISH GHETTO

Heritage e dedicata alla radicale trasformazione e ammodernamento degli spazi e dei In alto /at the top servizi del Museo Ebraico di Campo del Ghetto Novo. /Campo del Ghetto Novo. photo: Venezia e al restauro delle Sinagoghe. (Maggiori informaPaola Baldari. zioni su www.vh-council.org). Sotto /at the bottom La Sinagoga Scuola Grande tede- Ancora non si sa quando avrà sca è la più antica sinagoga di Ve- inizio il restauro, ma sicuramente il museo resterà aperto nezia. /The Great German Schola is the nella sua veste attuale per tutto il 2016; sono già pronte oldest Venetian Synagogue. photo: Thetis specifiche offerte didattiche ispirate al cinquecentenario. (Maggiori informazioni su www.museoebraico.it). Dal 26 al 31 luglio Campo del Ghetto vedrà Il Mercante di Venezia di William Shakespeare messo in scena per la prima volta nella sua ambientazione originale. Si tratta di un progetto dell’ Università Ca’ Foscari insieme alla Compagnia de’ Colombari di New York. La performance sarà in lingua inglese. Maggiori informazioni su www.themerchantinvenice.org. La sera dell’inaugurazione della mostra, 19 giugno, nella Sala

An impressive fundraising campaign is underway, managed by the Venetian Heritage Foundation and dedicated to the radical transformation and modernization of the spaces and services of the Jewish Museum of Venice and to the restoration of synagogues (www.vh-council.org). As yet we do not know when restoration will commence, but the museum will be open in its present form for the entirety of 2016; specific educational resources inspired by the five hundredth anniversary have already been prepared (www.museoebraico.it). From July 26 to 31 the Ghetto will witness The Merchant of Venice by William Shakespeare staged for the first time in its original setting. It is a project of the University of Ca' Foscari in collaboration with the Compagnia de' Colombari of New York. The performance will be in English. Further information is available at www.themerchantinvenice.org.


dello Scrutinio a Palazzo Ducale la Compagnia del Madrigale – Il Pomo d’Oro, eseguirà un concerto con musiche di Benedetto Marcello, Salomone Rossi, Louis Saladin, Abraham Casseres e altri. La Collezione Guggenheim contribuisce al programma con la mostra ART OF THIS CENTURY. Peggy Guggenheim in Photographs, organizzata in

collaborazione con Ziva Kraus e la sua Ikona Gallery e aperta dal 9 giugno al 9 ottobre in Campo del Ghetto Nuovo. Al Lido, sede di due cimiteri ebraici ricchi di storia e suggestione, la Pro Loco ha in serbo un variegato programma di iniziative a tema che porteranno sull’isola letture, visite guidate, teatro, cinema e appuntamenti gastronomici all’insegna della cultura ebraica. Il calendario completo delle iniziative, tra cui altre mostre, convegni e concerti, è disponibile sul sito www.veniceghetto500.org.

On the opening night of the exhibition, June 19, the Compagnia del Madrigale - Il Pomo d'Oro will perform a concert in the Sala dello Scrutinio of the Palazzo Ducale, featuring music by Benedetto Marcello, Salomone Rossi, Louis Saladin, Abraham Casseres and others. The Guggenheim Collection will contribute to the programme with the exhibition ART OF THIS CENTURY: Peggy Guggenheim in Photographs, organised in

collaboration with Ziva Kraus and her Ikona Gallery and open from June 9 to October 9 in Campo del Ghetto Nuovo. At Lido, home of two Jewish cemeteries rich in history and fascination, the Pro Loco department for local tourism will present a varied programme of themed events that will bring readings, guided tours, theatre, film, and culinary events dedicated to Jewish culture to the island. The full calendar of events, including other exhibitions, conferences and concerts, is available at www.veniceghetto500.org.

Accanto /on the left La vera da pozzo di Campo Ghetto Novo. /The wellhead in Campo Ghetto Novo. photo: Joan Porcel Pascual. ( venezia ) MAGAZINE


LALAGUNANORD /The North Lagoon

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"O LIDI DI ALTINO CHE GAREGGIATE IN BELLEZZA CON LE VILLE DI BAIA" /"Aemula Baianis Altini litora villis"

testo di /text by Marco Molin Centro Studi Torcellani

A destra /at the right La Via Annia. Scavi archeologici Museo Archeologico nazionale di Altino. /Via Annia. National Archeological Museum of Altino. photo: Cervellin at it.wikipedia

O lidi di Altino che gareggiate in bellezza con le ville di Baia, possiate voi essere il ristoro alla nostra vecchiaia, se libera sarà la scelta dei nostri ozi”.

È con questo famoso epigramma che il poeta latino Marziale nel secolo I d.C. paragonava i lidi dell’antico municipio romano di Altino che si affacciava sulla laguna alla residenza imperiale di Baia, ora sommersa dalle acque nel golfo di Napoli, località dove l’imperatore era solito trascorrere i mesi estivi. Le più antiche testimonianze dell’insediamento altinate però sono ben più antiche e datano al secolo IX a.C. , quando già in epoca protostorica Altino, per

la sua particolare collocazione geografica divenne un importante nodo di smistamento dei traffici commerciali tra l’Adriatico e l’entroterra. A partire dall’anno 153 a.C. con la costruzione della via Annia che collegava Rimini ad Aquileia, ebbe inizio quel processo graduale e pacifico di romanizzazione del territorio veneto e in pochi decenni, tra il 49 e il 42 a.C. Altino ricevette la cittadinanza romana e divenne municipium iscritto alla tribù Scaptia. Da questo momento e per tutto il sec. I d. C. Altino divenne uno dei maggiori punti di riferimento commerciali dell’Adriatico sia per la sua posizione al centro di una fitta rete viaria tra il mare e la terraferma, sia per il suo sistema


“

You banks of Altinum, that rival the rural beauties of Baiae... You shall be the haven and the resting-places of my old age, if my retirement be at my own disposal. “

It is with this famous epigram that the Latin poet Martial in the 1st century A.D. compared the shores of the ancient Roman municipality of Altino - which overlooked the lagoon - to the imperial residence of Baia, now submerged by the waters of the Bay of Naples, where the emperor spent his summer months. The oldest evidence of this Altinate settlement, however, is much more ancient and In alto /at the top Antica carta di Altino. photo: Associa- dates back to the 9th centuzione La Carta di Altino. ry B.C., when, in prehistoric /Ancient map of Altino. times, Altino, due to its partiAntica mappa di Venezia. /Ancient map of Venice. photo: cular geographical position, Archivio fotografico Centro Studi became an important distriTorcellani bution hub for commercial ( venezia ) MAGAZINE

traffic between the Adriatic and the hinterland. From the year 153 B.C. the construction of the Via Annia which connected Rimini to Aquileia began the gradual and peaceful process of Romanization of the Veneto region and, in a few decades, between 49 and 42 B.C., Altino received Roman citizenship and became a municipium of the Scaptia tribe. From this moment, and for the entire 1st century A.D., Altino became one of the largest Adriatic commercial points of reference both for its location in the centre of a dense network of roads between the sea and the mainland and for its system of rivers that connected it to the lagoon and which ensured a continuous supply of water, thus ensuring environmental healthiness. Archaeological excavations conducted in recent decades in the urban area


> LA LAGUNA NORD / The north Lagoon

Centro Studi Torcellani Sede: c/o Centro Culturale “B. Galuppi” San Mauro 107, 30142 Burano (Venezia) Sito: www.studitorcellani.it associazione@studitorcellani.it

Sotto /at the bottom Mosaico della Domus della Pantera. Museo Archeologico Nazionale di Altino. Per gentile concessione della Soprintendenza archeologia del Veneto. /Mosaic detail of Domus della Pantera. National Archeological Museum of Altino.

idrico di fiumi che la collegava alla laguna e che ne garantiva un continuo ricambio dell’acqua, garantendo così salubrità all’ambiente. Gli scavi archeologici condotti negli ultimi decenni nella zona urbana della città romana hanno portato alla luce l’esistenza di una porta monumentale, di banchine per l’ormeggio delle imbarcazioni e l’installazione di magazzini e porticati connessi all’area portuale. L’ausilio della fotografia aerea ha permesso di comprendere la dislocazione dei principali edifici pubblici e l’articolazione dell’impianto urbano di età imperiale. Nel sec. IV Altino divenne sede vescovile; il primo vescovo della città fu sant’Eliodoro, amico dell’eremita San Gerolamo al quale si deve la traduzione della Bibbia in latino. In seguito alle invasioni delle popolazioni di origine germanica, prima gli Unni alla metà nel sec. V, poi i Longobardi nel sec. VII, Altino ormai già paludosa, venne definitivamente abbandonata dagli abitanti che si spostarono nella vicina Torcello dando alle isole della laguna, già anch’esse abitate in età romana, un nuovo impulso economico e commerciale. Distrutta la città dalla furia delle invasioni barbariche, quel poco che ne rimaneva venne utilizzato come cava di materiale per la nascente Venezia e per gli edifici delle isole lagunari. Altino, caso unico nel Veneto, non venne più ricostruita e solamente agli inizi del Novecento un’operazione di bonifica rese

of the Roman city have brought to light the existence of a monumental gate, docks for the mooring of boats and of warehouses and colonnades connected to the port. The aid of aerial photography has allowed us to understand the dislocation of the main public buildings and the articulation of the urban system of the imperial age. In the 4th century Altino became a bishopric; the first bishop of the city was Sant'Eliodoro (Saint Heliodorus), friend of the hermit San Gerolamo (Saint Jerome) who is best known for his translation of the Bible into Latin. Following the invasions of peoples of Germanic origin first the Huns in the middle of the 5th century and then the Lombards in the 7th century Altino, already swampy, was abandoned by its inhabitants, who moved to nearby Torcello, giving the islands of the lagoon - which were also inhabited in Roman times - a new economic and commercial impulse. The city was destroyed in the fury of the barbarian invasions; the little that remained was used as a quarry for materials for the construction of the nascent Venice and the buildings of the lagoon's islands. Altino, uniquely in Veneto, was not reconstructed and only in the early twentieth century was there a project for reclamation, rendering the site habitable again and giving it


il sito nuovamente abitabile conferendogli una vocazione sostanzialmente agricola. Nel 1960 venne istituito il Museo Nazionale Archeologico di Altino che custodisce i numerosi materiali proveniente dagli scavi compiuti in loco, risalenti nella loro quasi totalità al secolo I. d.C. Lo scorso anno il museo ha trovato una nuova e più ampia collocazione vicino alla laguna, dando così una maggiore valorizzazione ai suoi preziosi materiali. Dal 18 marzo al 30 aprile 2016 il Centro culturale Candiani di Mestre ospita la mostra In alto /at the top La nuova sede del Museo Archeologico nazionale di Altino. /The new Archeological Museum of Altino.

Altino prima di Venezia. Sguardi in tecnologia avanzata sulla città antica, che propone

mediante più linguaggi una ricostruzione ideale dell’antica città romana di Altinum.

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an essentially agricultural character. In 1960 the N ational Archaeological Museum of Altino was established, which preserves numerous findings from excavations made on-site, dating back almost in their entirety to the 1st century A.D.. Last year the museum moved to a new and larger location near the lagoon, thus giving greater value to its precious assets. From 18 March to 30 April 2016 the Cultural Centre Candiani in Mestre hosts the exhibition

Altino prima di Venezia. Sguardi in tecnologia avanzata sulla città antica which proposes an

ideal reconstruction of the ancient Roman city of Altinum through multiple languages.


LA VENEZIA PIÙ VERDE /The greenest side of Venice

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SE UN GIORNO D'INVERNO UN BAGOLARO /If a nettle tree on a winter's day

Scoprire gli alberi quando si mettono a nudo. /Learn about trees when they are bare. Testo e foto di / text and photographs by Mariagrazia Dammicco, Wigwam Club Giardini Storici Venezia

In alto /at the top Il Celtis australis è un albero fra i più diffusi a Venezia, che però passa spesso inosservato. /The Celtis Australis is one of the most widely-spread tree in Venice, although often unobserved.

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ndar per parchi e giardini d'inverno. Nell'aria fredda e umida si spandono colori caldi, a terra foglie cadute che scricchiolano sotto i nostri passi, all'improvviso il dolce profumo di un tardivo nespolo del Giappone o di un calicanto impaziente di fiorire accanto a copiose macchie dorate di Jasminum nudiflorum. In vista della sua ennesima rinascita la natura si spoglia e mostra bellezza e sapienza delle architetture vegetali. Una stagione ideale per osservare gli alberi e scoprirne la sorprendente varietà di cortecce, tronchi e rami. Ed imparare a riconoscerli proprio quando sono senza foglie. Come nel caso del Celtis australis, un albero forte e generoso fra i più diffusi a Venezia, che però passa spesso inosservato. Eppure è facile imparare a riconoscerlo, proprio a partire dal tronco che ricorda una zampa di elefante: non

solo per il portamento solido ed eretto ma soprattutto per la corteccia grigia, liscia e segnata da sottili striature orizzontali simili a rughe della pelle del pachiderma. Potremo inoltre vedere bene il dividersi a “V” del tronco per formare due branche principali da cui si dipartono tutti i rami che d'estate ne compongono l'ampia chioma ombrosa. In inverno possiamo comunque cercare le foglie cadute e notare che sono lanceolate, appuntite, seghettate e ricordano vagamente l'ortica. Motivo per cui gli inglesi lo chiamano anche nettle tree, ovvero albero-ortica. Per terra potremmo trovare anche alcuni frutti: simili a piccole ciliege scure, sono delle bacule ovvero piccole “bacche” da cui, secondo alcuni, deriverebbe il nome popolare di bagolaro. Più correttamente si tratta di drupe, che giungono a maturazione d'estate. Commestibili anche dall'uomo, non sono però apprezzate a causa della


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isit parks and gardens in winter. In the cold, humid air, warm colours spread and fallen leaves crunch under our footsteps. Suddenly the sweet perfume of a late Japanese medlar tree or a Calycanthus anxious to flower, near a mass of golden Jasminum nudiflorum. Waiting for its umpteenth rebirth, nature undresses, showing beauty and wisdom of plant architecture. An ideal season to observe the trees and discover the surprising variety of barks, trunks and branches. And learn to identify them exactly when they are leafless. As happens for the Celtis Australis, a strong, bountiful tree, one of the most widelyspread and often unobserved in Venice. Yet, it is easy to recognize, starting from the trunk that looks like an elephant foot: not only for its solid, upright shape but abo( venezia ) MAGAZINE

ve all for its smooth grey bark with thin horizontal striping similar to an elephant's wrinkles. Furthermore we can easily see where the trunk divides into a “V� shape to form the two main limbs, where all the branches grow from, during the summer providing shady foliage. However in winter, we can look for the fallen leaves and see that they are lanceolated, pointy, serrated and vaguely recall nettle. The reason why the English also call it the nettle tree. We might even find some fruit on the ground: something similar to small, dark cherries. They are little berries which according to folk stories, contrive to the tree's Italian widespread name – bagolaro (i.e. berries producer). However, more correctly, they are drupes which ripen in summer. They are edible, but aren't appre-


> LA VENEZIA PIÙ VERDE /THE GREENEST SIDE OF VENICE

In alto /at the top Si possono scorgere i lunghi rami dei bagolari che si protendono da mura di cinta affacciate sui canali. /You can also see many nettle trees with long branches extending over canal-facing, boundary walls. Sotto /at the bottom Il tronco del Celtis ricorda una zampa di elefante. /The trunk of the Celtis looks like an elephant foot.

scarsa polpa intorno al seme; ne sono ghiotti invece gli uccelli di passo che contribuiscono così a disseminarle. Nello stesso nome scientifico, attribuito prima da Plinio il Vecchio e ripreso poi da Linneo, si fa riferimento a questi frutti: Celtis starebbe infatti ad indicare un “albero dai frutti dolciastri”. La specificazione Australis invece parla della sua provenienza dall'Europa mediterranea o australe, fra Africa settentrionale ed Asia orientale. Scopriamo così che il bagolaro non è una pianta indigena, ma perfettamente acclimatata in molte zone d'Europa, dimostrando oltretutto di essere molto resistente all'inquinamento. Parente dell'olmo, il Celtis australis può superare i 20 metri d'altezza e vivere alcune centinaia d'anni. Molti di quelli oggi presenti nei giardini pubblici di Venezia risalgono all'impianto ottocentesco in

ciated because of the scarce flesh around the seed; gluttonous passing birds eat and scatter them everywhere. Referral to this fruit is made in its same scientific name, first attributed by Pliny the Elder, and later on by Linnaeus. Celtis indicates a “tree with sugary fruit”. Where Australis specifies its origin - from the Mediterranean or Austral zone, between northern Africa and Eastern Asia. Hence we discover that the nettle tree isn't a native tree but perfectly acclimatised to many European areas, also showing to be very resistant to pollution . Related to the elm, the Celtis Australis can exceed 20 metres in height, and live for some hundreds of years. Many trees present in public gardens in Venice were planted in the 1800s when the “English” garden became fashionable, but many were then born spontaneously


concomitanza con la diffusione del giardino “all'inglese”, ma tanti sono poi nati spontaneamente e hanno potuto continuare a crescere in libertà raggiungendo dimensioni di tutto rispetto. Chi avrà il privilegio di entrare in giardini privati potrà vederli piantati lungo il confine per proteggere la riservatezza della famiglia e degli ospiti o su collinette che in alcuni casi celavano il lusso di una piccola “ghiacciaia” costruita con detriti. Ma si possono scoprire molti bagolari anche girando per la città, con i lunghi rami che si protendono da mura di cinta affacciate sui canali. È comunque soprattutto nei giardini pubblici – e proprio in tutti! - che possiamo ammirare numerosi bagolari, spesso di grande pregio. Come nei Giardini napoleonici di Castello e della Biennale, dove spiccano in particolare

afterwards, and have continued to grow freely reaching remarkable heights. Whoever has the privilege of entering a private garden, can seen them planted along boundaries preserving the privacy of family and guests, or on hills, which in some cases also hid the luxury of small “ice-house” built from rubble. Travelling about the city, you can also see many nettle trees with long branches extending over canal-facing, boundary walls. Above all in public gardens and - and really in all of them! - we can admire the numerous, often prestigious nettle trees. Like, for example, in the Castello Napoleonic Gardens and in the Biennale Gardens where they stand near the German pavilion, or those surrounded by glass in the Canadian pavilion.

Accanto /on the left È soprattutto nei giardini pubblici di Venezia che possiamo ammirare numerosi bagolari, spesso di grande pregio. /Above all in public gardens we can admire the numerous, often prestigious nettle trees. ( venezia ) MAGAZINE


> LA VENEZIA PIĂ™ VERDE /THE GREENEST SIDE OF VENICE

A destra /at the right I pregevoli bagolari che accolgono chi entra nel Giardino Savorgnan. /The prestigious nettle-trees that welcome anyone coming to the Savorgnan Gardens. Al centro /in the middle Il Celtis viene chiamato anche spaccasassi proprio per le forti radici. /The Celtis is also called “stonebreaker� because of its strong roots.

accanto al padiglione della Germania o inglobati in quello vetrato del Canada. Maestosi anche quelli presenti nei Giardini Papadopoli, che d'estate offrono grandi chiome ombrose sotto cui ripararsi o avvolgono fra le loro fronde le eleganti sculture agli ingressi. Molti e pregevoli quelli del Giardino Savorgnan: sono loro ad accogliere chi entra dal cancello posteriore su Calle Pesaro, in buona compagnia di platani, lecci, magnolie e sofore po-

Even those present in the Papadopoli Gardens are majestic. Their big shady boughs offer respite from summer temperatures or envelope the elegant sculptures at the entrances. There are many prestigious ones in the Savorgnan Gardens: together with sycamores, holm oaks, magnolias and sophoras full of birds, they are there to welcome anyone coming to the back entrance from Calle Pesaro. And looking at the ground we


polati da uccelli. E guardando il terreno si notano le robuste radici che talvolta affiorano, forse sfuggendo le prime vene di acqua salmastra. Così comprendiamo che il Celtis viene chiamato anche spaccasassi proprio per le forti radici capaci di radicarsi saldamente anche in suoli calcarei, con molti detriti o poco profondi come quello delle insulae: un foresto che possiamo ormai a pieno titolo considerare venessian!

can see the strong roots that sometimes come to the surface, trying to avoid the first traces of salt water. In this way it is easy to understand why the Celtis is also called “stone-breaker ” because of its strong roots able to firmly establish in chalky terrain, with much debris and rubble or with little depth like those on the islands: a stranger which could probably be considered venetian !

> INFORMAZIONI UTILI //Useful information Indirizzi /Addressess GiardinoSavorgnan Cannaregio, fondamenta Venier349 (altri ingressi /other entrances in calle Pesaro e calle Vergola) Giardinodi villa Groggia Cannaregio 3161, calle del Capitello Giardini reali di San Marco San Marco, molo di San Marco Giardini napoleonici di Castello Castello, riva dei Partigiani (altro ingresso /other entrance in via Giuseppe Garibaldi) Giardini Papadopoli Santa Croce 247-249, ai piedi del ponte di Papadopoli /Papadopoli bridge

ParcodelleRimembranze Pineta di Sant’Elena Castello, isola di Sant’Elena

( venezia ) MAGAZINE

Orari /Opening hours Inverno /Winter8-18; Estate /Summer8-20.30 (ora legale /DST) Da leggere, per farsi guidare

/Reading suggestions before you go Maria Marzi, Giardini di Venezia, Società Veneziana di

Scienze Naturali, Venezia 1986 Mariagrazia Dammicco,

Guida ai giardini di Venezia,

foto di Gabriele Kostas, La Toletta Edizioni, Venezia Informazioni /Contacts Wigwam ClubGiardini Storici Venezia www.giardini-venezia.it giardini.storici.venezia @gmail.com +39 388 4593091


LA STORIA DI VENEZIA COTTA A PUNTINO /Venice's culinary history

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STORIA SEMISERIA DELLO SPRITZ /The half-serious story of the "Spritz", the worldfamous Venetian aperitif

Testo di /by Pierangelo Federici (*) foto di /photographs by Veneziani a Tavola www.facebook.com/veneziani.a.tavola

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enezia fu grande animatrice, sotto la guida di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, dei moti risorgimentali del 1848 contro la dominazione dell'Impero Asburgico. Il 17 marzo di quell’anno i veneziani occuparono l’Arsenale e costrinsero le truppe imperiali ad abbandonare la città. Fu così che, per poco più di un anno, ci si dimenticò delle abitudini dei soldati, ma anche dei commercianti, dei diplomatici e dei lavoratori austriaci di stanza nel Veneto (Venezia resistette all'assedio del maresciallo Radetzky fino al 22 agosto 1849, quando dovette capitolare). A questo punto non si poteva che opporre una resistenza passiva per sfiancare il nemico: per esempio, metterlo di fronte alla grande varietà e complessità dei vini veneti! In effetti, gli austriaci avevano imparato molto presto l’abitudine di frequentare le osterie disseminate a Venezia e in tutto il triveneto. Per loro però,

abituati a vini di poca struttura e bassa gradazione, la frequentazione dei nostri bàcari risultava disastrosa. Da qui la richiesta agli osti di spruzzare (in tedesco “spritzen”) un po’ d’acqua nel bicchiere di vino, per alleggerirlo. Ma forse questa storia la conoscevi già? Allora ti racconto come stanno veramente le cose…

QUELLA BIBITA SI BEVEVA A VENEZIA DA MOLTO, MOLTO PRIMA! Soltanto l’origine del nome “spritz” (pronuncia “spriss”, o “sprissetto”) lo dobbiamo agli austriaci: l’abitudine estiva di mescolare al vino un po’ d’acqua è usanza tipica in Veneto, c’è chi la fa risalire al medioevo, chi all’epoca romana, chi addirittura la fa iniziare con la nascita stessa del vino nelle popolazioni paleovenete. Una storia divertente da raccontare riguarda gli “arsenalotti” e come la Serenissima avesse particolare cura delle sue maestranze navali. L'Arsenale di Venezia costituisce una parte


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enice was the master of ceremonies, under the guidance of Daniele Manin and Niccolò Tommaseo, during the 1848 Italian Renaissance revolts against the Habsburg dominion. On 17th March of that year, Venetians occupied the Arsenale and forced the imperial troops to abandon the city. And so - for little more than a year, the habits of Austrian soldiers, shopkeepers, diplomats and workers living in the Veneto region were forgotten. Venice resisted Radetzky's attack until 22th August 1849, when it had to yield. At that point, there was no choice but to make a passive stand: i.e. introduce the enemy to the grand variety and complexity of Veneto wines! Actually, the Austrians had caught on very quickly about going to the taverns and inns in Venice and all over the Triveneto area. However, as they were used to wines with a low-alcoholic content, ( venezia ) MAGAZINE

going to our bàcari (taverns) was disastrous. Hence, the request to add a dash or splash (“spritzen” in German) of water, in order to dilute the wine. Maybe you already know this story? Well then, I'll tell you what really happened...

THAT BEVERAGE WAS DRUNK IN VENICE A LONG TIME BEFORE! Only the origin of the name “spritz” (pronounced “spriss” or “sprissetto” ) has Austrian origins: the summer habit of adding water to wine is a typical Veneto custom . Some say that it goes back to medieval times, others say that it dates back further - to the Roman era. Others insist that this use can be traced back to the Paleovenetian people with the birth of wine itself. An amusing story to tell, involves the arsenalotti or Arsenale workers, and how the Serenissima Republic took particular care of its naval employees. The Arsenale


> LA STORIA DI VENEZIA COTTA A PUNTINO /VENICE'S CULINARY HISTORY

(*) Pierangelo Federici, veneziano, di mestiere fa il pubblicitario copywriter, per passione il gourmet. Ha creato campagne pubblicitarie per importanti marchi dell’enogastronomia italiana, tiene da anni una rubrica di interviste e ricette dedicate sul mensile Venezia News, scrive per “Veneziani a Tavola” e alcuni blog internazionali.

In basso /on the bottom "Daniele Manin e Nicolò Tommaseo liberati dal carcere e portati in trionfo in piazza San Marco", Napoleone Nani, Fondazione Querini Stampalia a Venezia. /Napoleone Nani, "Daniele Manin and Niccolo Tommaseo released from prison and taken in triumph in Piazza San Marco", Querini Stampalia Foundation, Venice.

molto estesa della città e fu il cuore dell’industria navale veneziana a partire dal XII secolo (pensa che perfino Dante Alighieri, nel Canto XXI dell’Inferno, dedica bellissimi versi all'Arzanà de' Viniziani). È legato al periodo più florido della vita della Serenissima: grazie alle imponenti navi qui costruite, Venezia riuscì a contrastare i Turchi nel Mar Egeo e a conquistare le rotte del nord Europa. A chi lavorava in questa imponente industria (il 5% dell'intera popolazione cittadina dell'epoca) era riservato un posto di tutto rispetto nella società, un ottimo trattamento economico, ampie garanzie in caso di malattia e inoltre gli era offerta quotidianamente una speciale “merenda”. Infatti, a metà pomeriggio, era prevista una pausa in cui venivano serviti pane e vino rosso che, nei mesi estivi, venivano sosti-

occupies a vast area of the city and starting from the 12th century, it was the heart of the Venetian naval industry. Even Dante Alighieri , in Inferno's Canto XXI dedicated beautiful verses to the Arsenale (" all'Arzanà de' Viniziani"). It was connected to the Serenissima's most prosperous period: thanks to the ships constructed there, Venice was able to fight off the Turks in the Aegean Sea and conquer the routes to Northern Europe. Whoever worked in this huge industry (at that time, approx. 5% of the entire city population) was considered an esteemed person in the community, well-paid, given incredible health benefits and furthermore, a special daily “snack” . In fact, a midafternoon pause was established, and bread and red wine was served. In the summer


> LA STORIA DI VENEZIA COTTA A PUNTINO /VENICE'S CULINARY HISTORY

A destra /on the right Palla austriaca di cannone, incastonata sulla facciata della Chiesa di San Salvador. /Austrian cannonball embedded in the facade of the Church of San Salvador.

(*) Pierangelo Federici, a Venetian, is by profession a copywriter and by passion a gourmet. He has created ad campaigns for big Italian wine and food brands, has had a column (publishing interviews and recipes) in the monthly magazine Venezia News for years and writes for “Veneziani a Tavola” and a number of international blogs.

tuiti da speciali gallette, un pane biscottato che si chiamava “frisopo” (o anche biscotto: bis-cotto, cioè cotto due volte) e una bevanda a base di vino allungato con poca acqua fresca… Ecco lo Spritz, servito però cinque secoli prima dell’avvento degli austriaci nella nostra città!

months, this was substituted by special crackers or crisp bread rusks that were called “ frisopo” (or “ biscotto", i.e. biscuit: bis-cotto/cooked twice) and a cool water and winebased beverage... Hence “ Spritz ” served five centuries before the Austrians arrived in town!

LA RICETTA DELLO SPRITZ

A RECIPE FOR “SPRITZ”

Lo Spritz presenta oggi molte varianti, ma è molto facile da preparare così è diventato un cocktail conosciuto in tutto il mondo. A Venezia lo si prepara principalmente con vino bianco secco a cui si aggiunge il “bitter” (come Aperol, Campari, Select, Cynar), oppure “bianco”, “liscio” (praticamente acqua e vino). Si mette ghiaccio nel bicchiere, poi 1/3 di Bitter, 1/3 di vino bianco o Prosecco Spumante e per completare si spruzza selz. Si guarnisce con una fetta di arancia o di limone.

Today “ Spritz” is varied, easy to prepare and has become known world-wide. In Venice it is mainly prepared with dry white wine and a “Bitter” like Aperol, Campari, Select, Cynar is added; otherwise “white / smooth spritz” (usually only water and wine). Put ice into the glass, add 1/3 of Bitter, 1/3 of white wine or Prosecco or dry sparkling wine and complete with a dash of seltzer or soda water. Garnish with a lemon or orange slice.

( venezia ) MAGAZINE


VENEZIA PER I BAMBINI /Venice for kids

05

GIOCHI E ITINERARI A TEMA CON MACACOTOUR /Games and thematic itineraries  to discover the real Venice .

M

acacotour nasce dalla volontà di proporre ai piccoli visitatori di tutto il mondo e alle loro famiglie, un’esperienza di viaggio unica e indimenticabile  attraverso giochi e itinerari tematici  alla scoperta di una Venezia nascosta e misteriosa, sconosciuta al turismo di massa , ma ricca di stimoli e suggestioni. Conoscere la città in un modo alternativo : giocando tutti insieme! Potrete scegliere fra una serie di attività e di giochi “culturali”, adatti a tutta la famiglia :  laboratori artistici, cacce al tesoro e giochi di ruolo  in diverse zone della città, a piedi o in barca!

Insieme ai vostri giovani compagni di viaggio sarete guidati dagli operatori specializzati Macacotour tra le calli e i canali veneziani attraverso  percorsi sicuri a misura di bambino. Con Macacotour voi e i vostri bambini conserverete un ricordo indimenticabile di Venezia: quello di un museo a cielo aperto , luogo di divertimento, scoperta e aggregazione. Lingua  (secondo richiesta): italiano, inglese, spagnolo, tedesco. A chi è rivolto: a bambini dai 6 agli 11 anni e a famiglie. Per informazioni e prenotazioni visita il sito www.macacotour.com o scrivi a info@macacotour.com


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In alto /at the top Foto di Serena Oliva e dal sito macacotour.com /Photo by Serena Oliva and from the website macacotour.com

acacotour wants to offer a unique and unforgettable experience to visitors travelling to Venice. Young kids and their families will have the opportunity to explore lesser-known areas of the “floating city” and walk along off-the-beaten paths. Amazing games, informative workshops and thematic itineraries will help the young tourists to discover the real Venice. An unconventional way to visit the city: playing all together! You will have the opportunity to choose among different activities and “educational” games, suitable for the whole family : art workshops, treasure hunts, role-playing games that take place in different areas of the city, on foot or by boat! ( venezia ) MAGAZINE

Macacotour’s educators will lead you and your children through Venetian streets and canals, in a safe and kid- friendly environment. Walking through the less touristic Venetian districts and looking closely at the ancient buildings, you will be able to disclose hidden details and magic atmospheres , listening to old traditions and funny stories. Thanks to Macacotour you and your kids will keep a long-lasting memory of Venice: an open-air museum to discover with fun . Languages (upon request): Italian, English, Spanish, German . Information: activities for kids from 6 to 11 years and their Families. Booking and contacts: www.macacotour.com info@macacotour.com


MUSICA /Music

06

BUON COMPLEANNO CORO LOTTI! THappy birthday Lotti choir!

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a pratica della musica corale, a Venezia , rappresenta un unicum nella storia della musica occidentale; proprio in laguna infatti, nel '500, la scrittura polifonica si affranca dall'astrattezza delle notazioni su carta e dai vincoli di aderenza agli "affetti" del testo, e libera il suono in un teatro d'ascolto concreto, in cui i le masse corali diventano "attori" chiamati a interagire all'interno di nuovi spazi acustici. Le partiture per coro, nelle opere di Giovanni e Andrea Gabrieli , e poi di Monteverdi , diventano una specie di storyboard per un'azione sonora multipla, e inaugurano una tradizione feconda di suggestioni, che attraverso Vivaldi si propaga fino al '900 inoltrato, fino a Luigi Nono. In un contesto così ricco di storia, l'attività di un coro oggi ha la possibilità di farsi

"anello" vitale della tradizione, affiancando alla pratica dell'esercizio vocale uno scavo inesausto in quelle stesse radici lagunari d'arte e di storia. È il caso di un ensemble che ha appena festeggiato i 40 anni di vita, il coro Antonio Lotti del Maestro Paolo Cammozzo, formazione protagonista fin dagli esordi di un incessante lavoro di rivisitazione e riscoperta filologica rivolto ad autentici tesori musicali venezian i; con un'attenzione particolare per il compositore barocco cui è intitolato il coro, il Lotti , sui cui manoscritti Cammozzo ha dedicato gran parte della sua attività pluridecennale di trascrittore e revisore. Fra i suoi meriti, la prima esecuzione in tempi moderni del suo Credo a 4 voci, di un Magnificat del coevo Giovanni Legrenzi, di un Te Deum e un Dixit Dominus di Baldassare Galuppi, tutti resuscitati da manoscritti d'archivio.


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In alto /at the top La Chiesa della Madonna dell'Orto a Castello, sede del coro Antonio Lotti . /The Church of Madonna dell'Orto, the Antonio Lotti choir headquarters. photo: Roby Oo flicker.

he practice of choral music in Venice represents something quite unique in the history of Western music; indeed, in the lagoon itself, in the 16th century, polyphonic writing broke free from the abstract nature of paper notation and the constraints of adhering to the text, and liberated the sound in a tangible “listening theatre�, within which the choral masses become "actors", summoned to interact inside these new acoustic spaces. The scores for choir, in the works of Giovanni and Andrea Gabrieli , and later of Monteverdi , became a kind of "storyboard" for multiple sonic actions, and inaugurated a tradition rich in grandeur, which blossomed thanks to Vivaldi and into the 20th century in the works of Luigi Nono. In a context so rich in history, a choir now has the opportu( venezia ) MAGAZINE

nity to be a living link with tradition, adding the practice of vocal exercise to the inexhaustible excavation of the artistic and historical roots of the lagoon. This is the case of an ensemble that has just celebrated its first 40 years, the Antonio Lotti choir of Maestro Paolo Cammozzo, a pioneering group since the beginning of an ongoing philological project of revisitation and rediscovery of the authentic treasures of Venetian music; paying particular attention to the Baroque composer after whom the choir is named, Lotti, upon whose manuscripts Cammozzo has devoted much of his decades of work as a transcriber and revisor. Among its credits include the first modern performance of Lotti's Credo a 4 voci, the Magnificat by his contemporary Giovanni Legrenzi, and Te Deum and Dixit Dominus by Baldassare Galuppi , all re-


MUSICA> MUSIC

Sotto /at the bottom Il coro Antonio Lotti. /Antonio Lotti Choir.

D. Maestro Cammozzo, dopo quarant'anni di studi e esecuzioni in concerto, più di qualcuno tende ad identificarla scherzosamente con una sorta di "emanazione" dello stesso Lotti attraverso i secoli. Com'è nata questa passione? Tutto è nato negli archivi della Biblioteca Marciana , nei primi anni '70; fra i manoscritti ricorreva il nome "Antonio Lotti" con insistenza, e ho cominciato a trascriverlo in notazione moderna. Poi, nell'autunno del '74, ho affisso un foglio sulla bacheca parrocchiale della Madonna dell'Orto, "cercasi voci" per un possibile gruppo vocale. Ci si trova e si prova, la cosa sembrava funzionare. "Che nome gli diamo?" Mi è ve-

surrected from archival manuscripts. Q. "Maestro Cammozzo, after forty years of studies and performances in concert, at least one observer tends to refer jokingly to a sort of "emanation" of Lotti through the centuries. How was this passion born?" It all started in the archives of the Biblioteca Marciana, in the early '70s; among manuscripts the name "Antonio Lotti" appeared repeatedly, and I began to transcribe using modern notation. Then, in the autumn of '74, I posted an advertisement on the notice board of the Madonna dell'Orto parish church: "voices wanted for a possible vocal group”. We found these voices and made an attempt, and it seemed to work. "What shall we call ourselves?" It see-


nuto naturale pensare a lui. D. Il coro Lotti è una formazione che da decenni si attesta su livelli di assoluta eccellenza, ben oltre i confini lagunari. Qual è il segreto di tanta longevità? La pratica del cantare insieme si fonda su un equilibrio variabile, e mai scontato, fra la condivisione di una passione musicale e la caratterizzazione umana di un gruppo, in un continuo assestamento fra tensione ideale e rapporti concreti. Dirigere un coro significa soprattutto prendersi cura di un vissuto emozionale collettivo, o almeno provarci; altrimenti non potrebbe darsi alcun canale di comunicazione con il pubblico. D. Il detto 'La vita comincia a 40 anni' forse vale anche per i cori. Quali sono i progetti per il futuro? È un momento un po' delicato per la coralità, sia per una carenza contingente di risorse legata alla crisi di questi anni, sia per una disaffezione alla pratica corale di vecchia data, specie nella musica antica. In tempi difficili è ancora più importante cercare di "fare rete", rapportandosi con altri gruppi nazionali e internazionali per opportunità di gemellaggio e partenariato. Un coro può essere uno straordinario ambasciatore culturale, favorire aperture tra tradizioni diverse, che la musica rende naturalmente complementari. ( venezia ) MAGAZINE

med natural to me to think of him. Q. "Coro Lotti is a group which for decades has stood for excellence, far beyond the lagoon's boundaries. What is the secret of such longevity?" The practice of singing together is based upon a variable equilibrium, and never taken for granted, between the sharing of a passion for music and the human personification of a group, in a continuous adjustment between the ideal tension and real relationships. Directing a choir means above all to take care of a collective emotional experience, or at least to try; otherwise there may be no channel of communication with the public. Q. "The saying 'Life begins at 40' may also apply to choirs. What are your plans for the future?" It is a delicate moment for choral music, both due to a temporary resource shortage linked to the economic crisis of recent years and disaffection with choral practices of long standing, especially in early music. In difficult times it is even more important to try to "network", communicating with other national and international groups for twinning and partnership opportunities. A choir can be a wonderful cultural ambassador, promoting openings between different traditions, that music make naturally complementary.


LE PIETRE DI VENEZIA /The Stones of Venice

7

TRADIZIONI E CURIOSITÀ /Traditions and curiosities

Sestieri SANTA CROCE

E

ra un antico luogo di saline e di laghetti stagnanti con i confini che si intrecciano a quelli del sestiere di San Polo. Se si esclude l'area del Tronchetto, di origini recenti, il sestiere risulta essere il meno esteso della città. Il nome deriva dalla chiesa di Santa Croce, fondata dai primi coloni veneti intorno al 600 d. c. e successivamente demolita nel 1810. Sul luogo in cui sorgeva furono successivamente realizzati i giardini Papadopoli. Tutt’oggi, incassata in una moderna struttura, è possibile vedere una colonna dell’antico edificio abbattuto (vedi immagine). Da non

perdere nel sestiere di Santa Croce: la Chiesa di San Nicolò di Tolentino con i dipinti di Jacopo Palma il Giovane, la Chiesa di San Simeone profeta detta San Simeon Grande dov’è possibile ammirare L’ultima cena di Jacopo Tintoretto, la Chiesa dei Santi Simeone e Giuda Apostoli detta San Simeone Piccolo con la sua grande cupola, per citarne solo alcune. Nei dintorni Palazzo Mocenigo sede del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, mentre si affacciano sul Canal Grande, Ca’ Pesaro sede della Galleria internazionale d'arte moderna e del Museo d'arte orientale e il Fondaco dei Turchi, attuale sede del Museo di Storia Naturale.


/districts SANTA CROCE

This was once an area of salt marshes and stagnant pools, bordering the sestiere of San Polo. Excluding the recent addition of the Tronchetto area, the sestiere is the smallest in the city. The name comes from the church of Santa Croce, which was founded by the first Venetian settlers around 600 AD, and subsequently demolished in 1810. The Papadopoli gardens were later built on the site where the church once stood. Today it is still possible to see a column from the ancient church , incorporated into a modern building (see image). Not to be missed in the sestiere of Santa Croce: the church of

San Nicolò da Tolentino, with paintings by Jacopo Palma il Giovane, the church of San Simeone Profeta, known as San Simeon Grande, to admire Tintoretto's Last Supper, the church of Santi Simeone e Giuda Apostoli, known as San Simeone Piccolo, with its great dome, to name but a few. Also in the area is Palazzo Mocenigo, home of the Centre of History of Fabrics and Costumes, and, facing the Grand Canal, Ca’ Pesaro, with the International Gallery of Modern Art and Museum of Oriental Art, and the Fondaco dei Turchi, current home of the Museum of Natural History.

( venezia ) MAGAZINE

Dall’ alto /at the top Veduta del Canal Grande vicino Ca' Pesaro /View of the Grand Canal near Cà Pesaro di Michele Marieschi Alte Pinakothek Monaco di Baviera photo: Wikimedia A sinistra/left Colonna antica Chiesa di S. Croce /A Column of the ancient Church of Santa Croce photo: Marta Zardinoni


> LE PIETRE DI VENEZIA /THE STONES OF VENICE

Conventi e monasteri

/Convents and monasteries

ABBAZIA DI SAN GIORGIO

SAN GIORGIO MAGGIORE

MAGGIORE

MONASTERY

O

ggi come ieri i conventi offrono ospitalità, sono luoghi di quiete, sono luoghi ricchi di cultura, sono gestiti molto bene e offrono momenti di serenità. Venezia ne offre diversi e di grande valore storico e artistico. L'importante monastero benedettino, dal 1951 sede della Fondazione «Giorgio Cini», sorge sull'isoletta omonima con un complesso insieme di

W

ell-run convents have always been a place of hospitality, calm and culture offering moments of serene rest. Many convents of historical and artistic interest can be found throughout Venice. Since 982 San Giorgio Maggiore island boasts this important Benedictine abbey – with its church and two cloisters designed by Andrea Palladio –

In alto /at the top Il Chiostro palladiano /The Palladian Cloister photo: www.cini.it A destra /right Focaccia veneziana /Venetian yeast cake photo: wikimedia


> Piatti tipici /Typical dishes

FUGASSA VENEXIANA /A Venetian yeast cake

Ingredienti: 400 g farina bianca, 250 ml latte, 125 g zucchero, 3 tuorli d’uovo, 100 g burro,15 g lievito di birra, Un pizzico di sale, scorza di un limone grattugiata, una manciata di mandorle spellate e tagliate

Ingredients: 400g of refined flour, 250ml of milk, 125g of sugar, 3 egg yolks, 100g of butter,15g of baking yeast, pinch of salt, grated lemon rind, a bunch of blanched, chopped almonds

Preparazione Sciogliete il lievito nel latte tiepido e versatelo in una terrina. Unite lo zucchero, un pizzico di sale, le uova e il burro a temperatura ambiente, alternando con la farina. Una volta impastata bene, coprite con un canovaccio e lasciatela lievitare per una notte in un luogo tiepido.  Il giorno successivo impastate nuovamente aggiungendo la scorza di limone grattugiata.  Imburrate e infarinate una tortiera di circa 24 cm di diametro con i bordi alti. Mettete l’impasto e lasciate lievitare ancora per circa due ore.  Pennellate la superficie con un po’ di latte e distribuitevi sopra le mandorle. Cuocere in forno già caldo a 220 °C per circa 45 minuti. 

Preparation Dissolve yeast in warm milk and pour the mixture into a bowl. Add sugar, a pinch of salt, eggs, room-temperature butter and gradually sift in the flour. Knead lightly, then cover with a clean tea towel and put aside in a warm place for one night. When well risen, mix again and add lemon zest. Place the dough in a greased and floured 24cm-springform cake tin with high rim and let it rise again for two hours. Brush on top with milk and sprinkle with almonds. Bake in a preheated oven at 220°C for 45 minutes.

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> LE PIETRE DI VENEZIA /THE STONES OF VENICE

In alto /at the top Il Chiostro dei cipressi . /The Cypress Cloister Andrea Buora (1500)

ambienti, realizzato dietro progetto di Andrea Palladio e articolato attorno alla relativa chiesa e ai due chiostri. Dal 982 sede del Monastero Benedettino, l'isola di San Giorgio conobbe il suo massimo splendore tra il 1500 e il 1600, grazie alle opere di artisti come Palladio, Carpaccio, Veronese, Tintoretto e Longhena, che contribuirono alla trasformazione del suo complesso monumentale. Dal campanile, eretto nel 1791 in sostituzione di quello quattrocentesco, si può godere di

and it hosts the Giorgio Cini Foundation (‘Fondazione Giorgio Cini’) since 1951. The island had its maximum splendour between the 16th and 17th centuries with the revolutionary works by great artists like Palladio, Carpaccio, Veronese, Tintoretto and Longhena. There is a breath-taking panorama of St. Mark’s basin from the bell tower – built in 1791 to replace an earlier 14th century to-


> LE PIETRE DI VENEZIA /THE STONES OF VENICE

una magnifica vista panoramica sul bacino di S. Marco. La chiesa, dalla nobile facciata di linee classiche, creazione di Andrea Palladio (1566-83), fu portata a termine nel 1611, solo dopo la sua morte.

Sotto /below L'intero complesso nell'isola di San Giorgio /The monumental complex on the Island of San Giorgio Maggiore Tratto da: photo:Fondazione Giorgio Cini www.turismolento.blogspot.it

( venezia ) MAGAZINE

wer. The church with its superb classic facade was designed by Andrea Palladio (1566-83) and finished in 1611 after his death. Translation of a text taken from: www.turismolento.blogspot.it


> LE PIETRE DI VENEZIA /THE STONES OF VENICE

N atu ra i n l a g u n a

/N atu re i n th e l a g oon

LA BALLERINA BIANCA

White Wagtail

È

un uccello di piccole dimensioni appartenente all'ordine dei Passeriformi. La sua forma è slanciata con il becco sottile ed appuntito. Le parti superiori sono grigie e nere, quelle inferiori bianche; una mascherina bianca attraversa la fronte e gli occhi, creando un forte contrasto con il nero di vertice, gola e petto. Becco e zampe sono nere, le ali sono nerastre con una doppia barra bianca, la lunga coda è nera e bordata di bianco. Durante il periodo di nidificazione Costruisce un voluminoso nido a coppa con erbe, muschio e piume entro una cavità delle rocce o degli alberi, o nei buchi dei fabbricati; tende a riadattare e rioccupare lo stesso nido anno dopo anno. Durante l'inverno si riunisce in grossi stormi. Frequenta generalmente spazi aperti con vegetazione erbacea, spesso in prossimità di corsi d’acqua, ma la si rinviene anche in ambienti quali centri abitati e bordi di strade. È piuttosto attiva e mobile, ha un volo tipicamente ondulato mentre al suolo cammina muovendo continuamente la coda su e giù. Il cibo è rappresentato da piccoli insetti e altri invertebrati che cattura al suolo con estrema rapidità.

he white wagtail is a small-sized bird in the order Passeriformes. The white wagtail is a slender bird with a sharp pointed beak. It has black and grey upperparts and white underparts ; a white mask on forehead and eyes – which creates an high contrast with the black head, throat and breast; black beak and legs; blackish wings with white double wing-bars; long white-edged black tail. During the breeding season, the white wagtail builds its wide cupshaped nest – made from grass, moss and feathers – in crevices of rocks or in the holes of walls or trees. It tends to reuse and rebuild the same nest year

T

after year. In the winter, the white wagtail gathers in flocks. It is common around vast grassy/bare areas mainly along rivers and streams, but it is often seen in towns and on roadsides as well. With its active behaviour the white wagtail waves its tail up and down on shore and performs a typical undulating flight. It feeds on small insects and other invertebrates quickly caught on the ground.

La Ballerina bianca /The white Wagtail Tratto dal sito /Taken from the site www.ornitologiaveneziana.eu photo: Wikimedia


> LE PIETRE DI VENEZIA /THE STONES OF VENICE

La città attraverso i dipinti

/The City Through its Paintings

SANTA CROCE

SANTA CROCE

Il dipinto deriva da un disegno del Canaletto conservato nella Royal Collection a Windsor, realizzato probabilmente negli anni trenta. Questo fu invece eseguito probabilmente dopo la morte dell'artista da un pittore del suo ambito e l'attribuzione più plausibile è quella riferita a Bernardo Bellotto, nipote del celebre vedutista. La veduta raffigura i l Canal Grande con alcune imbarcazioni, fra cui il Burchiello (a sinistra), che effettuava il collegamento fra Venezia e Padova; in primo piano sulla destra, vi è l'antica chiesa di Santa Croce (non più esistente ma che ha dato il nome al sestiere). Sul lato sinistro del canale si possono distinguere due edifici religiosi anch'essi abbattuti, la chiesa del Corpus Domini e la Chiesa di Santa Lucia.

The painting originates from a Canaletto drawing preserved in the Royal Collection at Windsor, probably created in the 1730s. It was most likely executed after his death by a painter of his school, and the most plausible attribution relates to Bernardo Bellotto, nephew of the famous landscape artist. The view depicts the Grand Canal with some boats, including the Burchiello (left) which sailed between Venice and Padua; in the foreground, on the right, there is the ancient church of Santa Croce (which no longer exists but which gave its name to the quarter). On the left side of the canal there are two religious buildings also subsequently demolished: the Church of Corpus Domini and the Church of Santa Lucia.

( venezia ) MAGAZINE

in alto /at the top Bernardo Bellotto: Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi (National Gallery - Londra 1740 - 1750?) photo: Wikimedia


> fino al > until

FESTE VENEZIANE

/Festivals&Events in Venice

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UN ANNO DI TRADIZIONI /The great traditional festivities

> il giorno > on > il giorno > on

> fino al > until

> il giorno > on

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> giugno fino al > June until > giugno > June

> giugno > June

> giugno > June > luglio > July

> nel mese > on

17/02 10/04 25/04 20/09 25 /04 10/05 17/05 06-13 25 /04 21-26 25-29 25 /04 20-28 04-12 25 /04 25 07/04 /'16

Venezia

Venezia Gallerie Venezia dell'Accademia Dorsoduro 1050, Venezia Venezia

Sant' Erasmo

Venezia

San Francesco della Vigna Venezia Castello - Venezia

Castello - Venezia

Isola di Pellestrina

Malamocco, Lido di Venezia

Campo San Giacomo dell'Orio, Venezia


Carnevale di Venezia Inverno Veneziano 2014/15 VeniceVenice Winter 2014-2015 Carnival

White Venice 2015 - Mestre

Su e Zo per i ponti

Festa di San Marco - 25 aprile Saint Mark - April 25th

Stagione Remiera Rowing Season

Festa del carciofo violetto The purple artichoke Feast

Festa della Sensa

Festa di Sant' Antonio a San Francesco della Vigna

Festa della Bragora

Festa de San Piero de Casteo

Festa patronale di S. Pietro in Volta Patronal Feast in honour of S. Pietro in Volta Festa della Madonna di Marina Madonna di Marina Feast

Festa di San Giacomo dell'Orio San Giacomo dell'Orio Feast

www.gustoinscena.it www.carnevale.venezia.it

www.suezo.it www.veneziaunica.it

www.comune.venezia.it

www.carciofosanterasmo.it www.veneziaunica.it

www.comune.venezia.t www.comune.venezia.it

www.sanpierodecasteo.org

www.comune.venezia.it

www.comune.venezia.it

www.comune.venezia.it


> luglio > July

> lug /ago > Jul/Aug > agosto > August

> fino al > until

> il giorno > on

> il giorno > on

> nel finomese al > on until > fino al > until

> il giorno > on

> il giorno > on > il giorno > on

> il giorno > on

18-19 26-04 13-16 25 /04 15/08 25 /04 16 /08 06 /09 25/04 09 /'16 31 /10 25 04/04 /10 25/10 2511/04 /11 25 21/04 /11

Venezia

Isola di Pellestrina Gallerie Isola didell'Accademia Pellestrina Dorsoduro 1050, Venezia Isola di Torcello

Chiesa e Scuola Grande di San Rocco, Venezia Canal Grande, Venezia

Alberoni, Lido di Venezia

Mestre

Isola di Sant'Erasmo

Stra - Venezia

Venezia

Basilica della Salute, Venezia


Festa del Redentore Inverno Veneziano 2014/15 VeniceRedentore Winter 2014-2015 Feast

Festa della Madonna dell' Apparizione White Venice 2015 - Mestre Madonna dell'Apparizione Feast Sagra di Portosecco Feast of Portosecco

Festa dell'Assunta

Festa di San Rocco Saint Roch Feast Day

Regata Storica

www.gustoinscena.it www.veneziaunica.it

www.comune.venezia.it www.comune.venezia.it

www.comune.venezia.it

www.scuolagrandesanrocco.it

www.regatastoricavenezia.it

Festa del Peocio

wwwww.dunealberoni.it

Mestre in Centro

www.mestreincentro.it

Festa del Mosto

Venice Marathon

Festa di San Martino San Martino Feast

Festa della Madonna della Salute Madonna della Salute Feast

www.comune.venezia.it

www.venicemarathon.it

www.comune.venezia.it

www.veneziaunica.it


Venezia MAGAZINE

ANNO III (YEAR 3) 2016 MARZO APRILE (MARCH APRIL)

18

( venezia ) MAGAZINE

Detourism Venezia web magazine #18  

Detourism Venezia magazine #18 Marzo / Aprile 2016 - March / April 2016 Detourism è il magazine della Città di Venezia per il turismo slow...

Detourism Venezia web magazine #18  

Detourism Venezia magazine #18 Marzo / Aprile 2016 - March / April 2016 Detourism è il magazine della Città di Venezia per il turismo slow...

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