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Venezia MAGAZINE ANNO IV (YEAR 4) 2016 GENNAIO FEBBRAIO (JANUARY FEBRUARY)

17 ( venezia ) MAGAZINE


ANNO IV_2016 numero 17

GENNAIO / FEBBRAIO YEAR IV_2016 issue 17

JANUARY / FEBRUARY

( venezia ) MAGAZINE BIMESTRALE ONLINE A CURA DI BI-MONTHLY ONLINE MAGAZINE Ufficio Turismo Sostenibile della Città di Venezia Redazione /Editors Luca Bianchetto Francesca Perotto Sara Rossi Marta Zardinoni Hanno collaborato a questo numero /In collaboration with Mariagrazia Dammicco, Riccardo Ravegnani

Contatti /Contacts turismosostenibile@comune.venezia.it www.veneziaunica.it/it/turismo_venezia www.comune.venezia.it/turismo Progetto grafico /Graphic design mimicocodesign.com

SCOPRI LA VENEZIA CHE NON TI ASPETTI TRAVEL VENICE LIKE A LOCAL Detourism è il nuovo magazine della Città di Venezia, per viaggiatori curiosi che amano le deviazioni dai soliti percorsi, alla ricerca dei luoghi più originali, insoliti e segreti della città. Detourism is the new magazine of the City of Venice, for curious travellers who enjoy wander off the beaten path looking for the Venice most unusual and secret places and discovering its original characters. PERCHÉ DETOURISM? WHY DETOURISM? Perché Venezia è la città perfetta in cui perdersi. Per un modo diverso di viaggiare. Per vivere Venezia da veneziani. Per scoprire un’altra Venezia. Vi invitiamo a diventare deturisti, scoprire quello che le guide non dicono, percorrere itinerari fuori dai luoghi comuni e sperimentare incontri inaspettati. Because Venice is the perfect place to get lost. Travelling in a different way. Experiencing Venice like a Venetian. Discovering another Venice. So ditch the itinerary and become a detourist, find out what travel guides never tell, and discover an unexpected Venice. BUON DETOUR! HAPPY DETOURING! Ufficio Turismo Sostenibile della Città di Venezia The Venice Office of Sustainable Tourism

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ITINERARI DEL MISTERO /Haunted Venice

LA VENEZIA PIU VERDE /The greenest Venice

01

02

I SEGRETI DEL CASINO VENIER /The secrets of Casino Veniere

GIARDINI SUL CANAL GRANDE /The Grand Canal's gardens

CUCINA VENEZIANA /Food & Wine

ARTE E LABORATORI /Art & Workshops

MUSICA E TEATRO /Music & Theatre

03

04

05

ALLA SCOPERTA DEL GRANTURCO /Venice Bacaro tour

PERCORSI TATTILI ALLA GUGGENHEIM /Tactile itineraries at Guggenheim

GIOVANE ORCHESTRA METROPOLITANA /Groggia Theatre

LE PIETRE DI VENEZIA NON SOLO GONDOLA /The Stones of Venice /Not only Gondola

FESTE VENEZIANE /Festivals & Events

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07

08

TRADIZIONI E CURIOSITÀ /Traditions and curiosities

IL TRABACCOLO /The trabaccolo

UN ANNO DI TRADIZIONI /The great traditional festivities

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ITINERARIDELMISTERO /Haunted Venice

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ITINERARI SEGRETI DI VENEZIA: IL CASINO VENIER /Secret Venice: the Casino Venier

testo di /text by Riccardo Ravegnani

A destra /at the right Una prospettive del liagò del Ridotto. /A view of the liagò or solarium of the Ridotto. photo: Riccardo Ravegnani.

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n quanto a itinerari segreti Venezia non ha certamente nulla da invidiare ad altri luoghi. Nel periodo carnevalesco, poi, calli, campielli, palazzi di una città già di per sé ricca di fascino assumono contorni ancora più suggestivi. I siti della Venezia segreta sono molteplici, ma vogliamo concentrarci su uno in particolare che è specchio della dolce vita lagunare del Settecento. Andiamo a scoprire i segreti del celebre Casino Venier e della sua proprietaria Elena Priuli. I Casini o Ridotti esistevano a Venezia dal 1282 ma divennero una diffusa consuetudine nel Cinquecento e Seicento e una vera e propria moda nel secolo successivo. Erano ritrovi per pochi intimi dove si giocava, si ballava, si discuteva di

teatro e filosofia ma si facevano anche incontri segreti al di fuori del talamo nuziale. Qui si esprimeva la diffusa passione per il gioco d’azzardo, che a più riprese la Repubblica tentò di vietare senza esito. Piccoli appartamenti spesso arredati con lusso, i Ridotti costituivano “l’altra abitazione”, cioè l’alternativa funzionale rispetto al più conosciuto e rappresentativo palazzo. Nel 1744 se ne contavano ben 118, quasi tutti nei pressi di Piazza San Marco. Il Casino Venier, palazzo di cinque piani che si trova sul Ponte dei Bareteri tra Rialto e San Marco e oggi è sede dell’Associazione Culturale Italo-Francese, era di proprietà del procuratore Federico Venier ma in realtà governato e utilizzato dalla moglie Elena Priuli , nobildonna colta e raffi-


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enice is second to none when it comes to secret itineraries. And, at Carnival time, alleys, squares, and city buildings already rich with fascination and interest take on a more evocative profile. There are many secret locations in Venice, but we want to concentrate on one in particular which mirrors the 18th century dolce vita in the lagoon city. Let's go and discover the secrets of the famous Casino Venier clubhouse and Elena Priuli, its owner. Casini or Ridotti were private rooms that existed from 1282 onwards, but they became a widespread custom in the 1500s and In alto /at the top 1600s and a real habit in the Salotto del Casino Venier. next century. /The Living room of Casino Venier. They were gathering places photo: Christian Combaz, Wikipedia for very few close friends with gambling, dancing and ( venezia ) MAGAZINE

discussions about theatre and philosophy, but they were also meeting places outside the marriage bed. Gambling was very popular and widely diffused , and the Repubblica had tried on various occasions to eliminate it, but to no avail! Ridotti or small apartments, often luxuriously furnished became “the other dwelling� i.e. the alternative to the official address. In 1744 there were 118, and almost all near St. Mark's Square. Casino Venier is a five-storey building on the Ponte dei Bareteri between Rialto and St. Mark's. Today it is home to the Italo-French Cultural Association. The building was once owned by public prosecutor, Federico Venier, but was actually managed and used by his wife, Elena Priuli who was a welleducated, highly-cultured


> ITINERARI DEL MISTERO /Haunted Venice

Bibliografia /Bibliography: Venezia Enigma, tredici secoli di cronache, misteri, curiosità, e straordinarie vicende tra storia e mito, di Alberto Toso Fei; Un sogno chiamato Venezia, Il Sestiere di San Marco, di Aldo Rossi; Storia di Venezia città delle donne. Guida ai tempi, luoghi e presenze femminili, testo storico di Tiziana Plebani. blog.labottegadimanuzio.com

Sotto /at the bottom Ponte dei Bareteri. Una prospettiva del liagò del Ridotto. /Ponte dei Barete ri. A view of the. liagò or solariu m of the Ridotto photo: Riccard o Ravegn ani

nata. La facciata principale prospetta sul rio dei Bareteri: singolare è il liagò ancora oggi visibile. In questa esclusiva residenza tutto era studiato per proteggere la privacy della proprietaria e degli ospiti . Nascosto nel pavimento di marmo della sala d’ingresso, infatti, uno spioncino serviva a controllare chi stava per entrare, per preservarsi da controlli e visite indesiderate. Secondo la leggenda, inoltre, il Ridotto aveva una via di fuga segreta per lasciare i locali senza dover passare per l’ingresso principale: il passaggio doveva essere una vera e propria “porta d’acqua” collocata sotto il ponte, anche se oggi non ne esiste traccia. E non era neppure un caso isolato: si tramanda che le porte di questo tipo a quei tempi in città fossero ben sette dislocate tra i vari Sestieri. Alle spalle della scala d’entrata, infine, era stata predisposta una stanzetta munita di grate intagliate in legno dorato: si trattava probabilmente della sala dei musici che, restando nascosti, allietavano gli ospiti con le loro note. La melodia arrivata all’orecchio dei presenti tramite le grate, che allo stesso tempo potevano servire per spiare inosservati quanto accadeva nel salone. Numerosi erano i pettegolezzi che circolavano intorno alla ricca e illustre nobildonna Priuli e al suo esclusivo e disinvolto ridotto. Uno di questi – maligno e indiscreto – è ambientato durante il lungo periodo del Carnevale vene-

noblewoman. The main façade looks onto the rio dei Bareteri canal: the quaint liagò or solarium is still visible today. In this exclusive residence, everything was organized to protect the privacy of the owner and her guests. In fact, a peephole hidden in the marble floor of the entrance room was used to check on the person about to enter, in order to keep out undesired visitors and checks. According to legend, the Ridotto also had a secret escape passage, where people avoided passing by the main entrance: it was said to have had a real “ water door ” found under the bridge, but no trace exists. And this is not the only case: legend says that there were at least seven of these types of doors in the various districts of the city. Finally, behind the entrance stairs, there was a small room with a grate carved in gilded wood: it probably was the musicians' room , and as it was hidden, the music served to tempt the guests. The melody came from the grate, which at the same time was used as a peephole to spy on what was happening in the room. There was a lot of gossip in those days about Elena Priuli, the rich and famous noblewoman and her brash, exclusive ridotto. One of these stories - vicious and indiscreet - was set in the long Carnival period . In fact,


ziano. Si narra, infatti, che proprio in questi giorni la nobildonna si divertisse a osservare la sfilata delle In alto /at the top maschere nascosta dietro i Il Ridotto di Venezia, Pietro Longhi, vetri della veranda . Da qui 1750, Ca' Rezzonico. individuava una “preda” e, /The Ridotto of Venice, Pietro Longhi, indossati larva, tricorno e 1750, Ca' Rezzonico. photo: Wikipedia bauta, scendeva a sedurre il prescelto trascinandolo dentro casa fino alla sua alcova. Un tuffo nell’intimità più privata, nel secolo più “dissoluto” della storia della Repubblica di Venezia. Un tuffo in un secolo sfarzoso e magnifico ma velato, al contempo, da un’intangibile malinconia dovuta alla decadenza politica della città. La riscoperta dei Ridotti, e del Casino Venier in particolare, come luoghi simbolo del Settecento veneziano rappresenta così anche la riscoperta dell’ambivalente atmosfera dell’epoca.

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the tale tells of how the noblewoman would amuse herself by looking at the masked parade while hidden behind the window panes of her verandah . From that point she would single out a “prey,” then dress up with her costume and white mask, and go down and seduce the chosen man, leading him into her house. A dive into a private past, into the most “immoral” century in the Venetian Republic's history. A leap into a sumptuous, magnificent century, contemporaneously shrouded by an intangible melancholy due to the city's political decadence. The rediscovery of the Ridotti and especially Casino Venier, as symbols of 18th century Venice represents even the rediscovery of the dual world in the era.


LA VENEZIA PIÙ VERDE /The greenest side of Venice

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GIARDINI SUL CANAL GRANDE /The gardens on the Grand Canal

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efinito a fine Quattrocento “la strada più bella del mondo”, il Canal Grande riserva tuttora impareggiabili Verdeggianti squarci da assaporare emozioni con una serie presnavigando lentamente in vaporetto. soché ininterrotta di oltre 200 palazzi che lo co/Lush green passages to enjoy while steggiano per una lunghezza passing slowly by in a vaporetto. di quasi quattro chilometri. Chiamato anche Canalazzo Testo e foto di /by dai veneziani, è come la spina Mariagrazia Dammicco, dorsale della città, dove quoWigwam Club Giardini Storici Venezia tidianamente navigano mezzi pubblici, gondole, taxi e imbarcazioni per il trasporto di merci. Chi lo scopre nelle mappe turistiche, riconosce immeditamente la sua caratteristica forma sinuosa a “s” rovesciata che, dal Ponte della Libertà fino al Bacino San Marco, attraversa il centro storico dividendolo in due parti: a nord i sestieri di In alto /at the top Cannaregio, Castello e San Gli archi fioriti del “giardino di Marco; a sud Santa Croce, rose” di Ca' Nigra . San Polo e Dorsoduro. /Ca' Nigra's “rose garden” with its Per collegarle più ageflowery arches. volmente ci sono ancora

alcuni “traghetti”, ormai drasticamente ridotti; e soprattutto quattro grandi ponti che attraversano il canale: il più antico a Rialto, quelli ottocenteschi (seppure ricostruiti nel Novecento) all'Accademia e agli Scalzi e, più recente, quello della Costituzione. Una strada d'acqua , che racconta di mille anni di storia attraverso le facciate di aristocratiche dimore e con inattesi squarci di vegetazione che si fa largo fra gli edifici, oggetto del desiderio di turisti e residenti. Partendo dall'imbarcadero di Piazzale Roma incontriamo immediatamente sulla destra i Giardini pubblici Papadopoli che, quando vennero progettati nell'Ottocento dallo scenografo Francesco Bagnara e successivamente aricchiti dal paesaggista Marc Guignon, erano così vasti da arrivare ad estendersi sull'intera area di Piazzale Roma e dell'attuale Rio Novo.


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t the end of the 1400s, defined as “ the most beautiful road in the world,” the Grand Canal , today, still reserves us incomparable emotions with an almost uninterrupted, four-kilometre sequence of more than 200 buildings. The Grand Canal, also referred to as Canalazzo by local residents, is the city's backbone. Public transport, gondolas, water taxis and vessels transporting goods pass through it daily. It is recognized immediately on tourist maps, from its winding, upside-down “s” shape, going from the Ponte della Libertà, through the city's historic centre to St. Mark's basin. It divides the centre into two parts: the areas of Cannaregio, Castello and San Marco to the north; the areas of Santa Croce, San Polo and Dorsoduro to the south. For easier connection, there are still a few ferries ( venezia ) MAGAZINE

drastically reduced; and above all four big bridges crossing the canal: the oldest at Rialto, those built in the 1800s (even if they were reconstructed in the 1900s) such as Ponte dell'Accademia and Ponte degli Scalzi, and the newer Ponte della Costituzione. A water road recounting a thousand years of history through the façades of aristocratic dwellings and unexpected green areas among them, - all remaining an object of desire for tourists and residents. Starting at the Piazzale Roma waterbus stop, on the right, we immediately see the Papadopoli public gardens When they were planned in the 1800s by scenographer, Francesco Bagnara, and then developed by landscape gardener, Marc Guignon, they were vast enough to cover the entire area at Piazzale Roma and the present-day


> LA VENEZIA PIÙ VERDE /THE GREENEST SIDE OF VENICE

In alto /at the top Verdeggiante giardino privato nei pressi del Ponte dell'Accademia. photo: Mariagrazia Dammicco /Green private garden near the Accademia bridge. Sotto /at the bottom Fioritura di rose a Palazzo Cavalli Franchetti. /Roses in bloom at Palazzo Cavalli Franchetti. photo: Mariagrazia Dammicco

Superata la stazione ferroviaria e il Ponte degli Scalzi, si annuncia con archi fioriti il “giardino di rose” di Ca' Nigra , dono della contessa Elisabetta Francesca Albrizzi all'amato Costantino Nigra, che a sua volta le offrì il “giardino dei gelsomini”, celato sul retro della elegante palazzina di inizio Novecento, progettata dall'architetto Giovanni Sardi, ed oggi sede di un lussuoso resort. Appartiene invece al Palazzo Vendramin Calergi , oggi sede del Casinò, il giardino con la ottocentesca cancellata sull'altro lato del canale dopo il pontile di San Marcuola: nel Seicento qui sorgeva un giardino botanico della famiglia Calergi, nascosto alla vista da un muro di cinta, con rare piante esotiche importate dai loro vivai in Creta sul monte Ida. Fra i giardini più ammirati quello del grandioso Palazzo Malipiero Barnabò:

Rio Novo canal. Once past the railway station and the Ponte degli Scalzi, you can see the Ca' Nigra's “rose garden” with its flowery arches - a gift from countess Elisabetta Francesca Albrizzi to her beloved Costantino Nigra. He returned the gesture by giving her the “jasmine garden”, hidden at the back of the stately building designed by architect, Giovanni Sardi, erected at the beginning of the twentieth century. Today it is a luxurious resort. On the other side of the canal, after the San Marcuola waterbus stop there is a garden with a 19th century fence. It belongs to Palazzo Vendramin Calergi , which today houses the Casino. In the 1600s, hidden behind a wall, and owned by the Calergi family, there was a botanic garden with rare exotic plants imported from nurseries on Mount Ida in Crete. The garden at the majestic


nella bella stagione un trionfo di rose prorompe dalla lunga balaustra sull'acqua nei pressi del pontile di San Samuele. Creato a metà Ottocento in stile rinascimentale, lascia intravedere solo due statue femminili, riservando agli ospiti della famiglia la gioia della scoperta. Un altro grande giardino ottocentesco sempre sul lato di San Marco è quello di Palazzo Cavalli Franchetti , oggi sede dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. Opera dell'architetto Giovanni Battista Meduna per il conte Enrico di Chambord, perse nel giro di pochi anni la sua riservatezza con la costruzione del vicinissimo Ponte dell'Accademia. Fu successivamente l'architetto Camillo Boito per il nuovo proprietario barone Raimondo Franchetti ad

Palazzo Malipiero Barnabò is one of those mostly admired. In spring and summer, masses of roses jut out along the balustrade at the water's edge near the San Samuele waterbus stop. This Renaissance style garden was created in the mid 1800s and had only two female sculptures thus leaving family guests with “the joys of discovery.” Another big nineteenth century garden on the San Marco side is the one belonging to Palazzo Cavalli Franchetti , which today houses the Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti (i.e. Veneto Institute of Science, Literature and Arts). It was designed and built by architect, Giovanni Battista Meduna for Count Henri of Chambord. After only a few years, this garden lost its privacy when the Accademia bridge was built nearby. Later on, architect Camillo Boito

Accanto /on the left Palazzo Vendramin Calergi, oggi sede del casinò. /Palazzo Vendramin Calergi, which today houses the Casino. ( venezia ) MAGAZINE


> LA VENEZIA PIÙ VERDE /THE GREENEST SIDE OF VENICE

Al centro /in the middle Il giardino del grandioso Palazzo Malipiero Barnabò, fra i più ammirati. /The garden at the majestic Palazzo Malipiero Barnabò is one of those mostly admired.

ampliarlo verso Campo Santo Stefano con cancellata, fanali e leoni in pietra di Luigi Borro. Di fronte, nei pressi del Campo San Vio, il giardino del Palazzo Balbi Valier con il suggestivo arco d'ingresso, laddove un tempo sorgeva il Palazzo Paradiso. Tornando sulla riva opposta, ecco infine il giardino del sansoviniano Palazzo Corner di Ca' Granda , oggi sede della Prefettura e della Città Metropolitana.

was commissioned by the new owner, Baron Raimondo Franchetti, to expand it towards Campo Santo Stefano with a fence, lights and stone lions sculpted by Luigi Borro. Opposite it, at Campo San Vio, there is the Palazzo Balbi Valier garden with its evocative entrance arch - once, the address for Palazzo Paradiso. Finally, going back to the opposite side of the canal, is the Sansovino-style Palazzo Corner di Ca' Granda garden . Today the building houses the


Accanto la celebre Casetta Rossa , dove D'Annunzio visse dal 1915 al 1918 e compose il Notturno. È una luce diversa, carica di bagliori, ad annunciare che il Canal Grande qui si allarga: stiamo per incontrare la trionfale distesa del Bacino San Marco. Ad accoglierci i pini marittimi che proteggono i Giardini Reali .

city prefecture. Nearby is the famous Casetta Rossa , where D'Annunzio composed Notturno and lived from 1915 to 1918. At this point, highlighted by the brilliant glare of different lights, the Grand Canal widens: welcomed by marine pines protecting the Royal Gardens, we are about to come upon the triumphal expanse of St. Mark's Basin.

> INFORMAZIONI UTILI //Useful information Come navigare

+39 041 2407711

Vaporetti ACTV linee 1 e 2. /ACTVwaterbus line 1 and 2.

Palazzo Cornerdi Ca' Granda Prefettura e Città Metropolitana di Venezia /Seat of: Venice City Prefecture and Metropolitan City of Venice San Marco 2662 +39 041 2407711

/How to get

Giardini visitabili Giardini pubblici Papadopoli Santa Croce 247-249 Apertura: 8.00-20.30 ora legale; 8.00-18.00 ora solare /Open: 8.00am – 8.30pm (daylight saving); 8.00pm6.00pm wintertime Giardini di Ca' Nigra Ca' Nigra Lagoon resort Santa Croce 927 www.hotelcanigra.it Palazzo Vendramin Calergi Casinò di Venezia Cannaregio 2079 www.casinovenezia.it Giardino accessibile in occasione di eventi Palazzo Cavalli Franchetti Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti San Marco 2842-47, campo Santo Stefano ( venezia ) MAGAZINE

Informazioni /Contacts Wigwam ClubGiardini Storici Venezia www.giardini-venezia.it giardini.storici.venezia @gmail.com +39 388 4593091 Da leggere, perfarsi guidare /Reading suggestions before you go

Mariagrazia Dammicco, Guida ai giardini di Venezia /A Guide to the Gardens of Venice, foto di Gabriele Kostas, La Toletta Edizioni, Venezia 2014. www.canalgrandevenezia.it Catalogo illustrato: palazzi, dipinti, sculture lungo il Canal Grande.


LA STORIA DI VENEZIA COTTA A PUNTINO

/Venice's culinary history

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SE IL MARE FUSSE DE TOCIO E I MONTI DE POLENTA… /Cicheti and wine: Venice food tour with Pierangelo Federici "I veneziani hanno nel carattere un immenso fondo di gioia; il loro peccato capitale è la golosità, ma una golosità ciarliera e viva." George Sand (pseudonimo della scrittrice Aurore Dupin 1804-1876). Testo di /by Pierangelo Federici (*) foto di /photographs by Veneziani a Tavola www.facebook.com/veneziani.a.tavola

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ome sappiamo a Venezia c’è soltanto una Piazza, quella di San Marco, tutti gli altri grandi spazi aperti si chiamano campi. A dire il vero, nel Medioevo il termine “campo” era utilizzato in tutta Italia: Piazza del Campo a Siena, Campo de’ Fiori a Roma, e così via. Ma poi, praticamente ovunque, la denominazione cambiò da campo a piazza, con funzioni urbanistiche più vicine all’idea di “agorà” greca o “foro” romano (cioè punti d’incontro con finalità politiche, commerciali o religiose). Invece a Venezia i campi (e quelli più piccoli i “campielli”) erano veri e propri prati, piccole aree rurali dove coltivare l’orto o pascolare bestiame, solo in alcuni casi erano adibiti a cimiteri. In seguito vennero pavimentati, prima con mattoni in cotto e poi con i “masegni” di trachite come li vediamo oggi. Al centro dei campi troneggiava un pozzo che garantiva il rifornimento idrico, attraverso un ingegnoso sistema di filtraggio

delle acque piovane. Quindi l’alimentazione quotidiana dei veneziani non era molto diversa da quella degli abitanti dell’entroterra lagunare: dal loro orticello ricavavano verdure, in particolari occasioni sacrificavano un pollo, il pane fatto in casa, poi la selvaggina di barena, ma soprattutto il pesce. Certo non erano i grandi pesci che si possono trovare nei mari profondi, la pesca in Laguna era piuttosto povera, ma spesso è dalle difficoltà che nascono le grandi idee. Così, dalla semplicità e dall’incontro con le spezie provenienti dall’Est, si inventarono i piatti più famosi della cucina veneziana. Ma è dalla metà del XVI secolo che intervenne una “rivoluzione” alimentare che cambiò profondamente le abitudini dei veneziani e di tutte le genti della regione: arriva la “polenta”! In realtà la polenta, intesa come zuppa di cereali, era già in uso da tempi lontanissimi, nelle antiche civiltà mesopotamiche, egiziane e greche. Polenta è un termine di origine latina: un incrocio tra “pollen” (farina) e “puls” (mistu-


"The Venetian personality is joyful; their main defect is their greediness, but it's a friendly lively greediness." George Sand (Aurora Dupin's nom de plume 1804-1876).

As we know, there is only one square in Venice i.e. St. Mark's. All the other big open spaces are called campo (field). To tell you the truth, in Medieval times, the word “campo” was used all over Italy. Piazza del Campo in Siena, Campo de' Fiori in Rome, and so on. But then, practically everywhere, the meaning changed from campo to piazza (square) with an urban role closer to the idea of the Greek “agorà” or Roman “Forum” (i.e. a meeting place with political, commercial and/or religious ends). Instead in Venice, the campi (plural) and the campielli (the smaller ones) were actually fields, small rural areas for vegetable gardening and rearing animals, and in certain cases, even cemeteries. Later on, they were paved - at the beginning with earthenware bricks, and then with trachyte masegni stones, as we can see today. In the centre of the campo was a ( venezia ) MAGAZINE

well for water replenishment that used an ingenious filtering system for rainwater. At this point, the daily nutrition of the Venetians wasn't much different from the inhabitants in the lagoon hinterland areas: from their little gardens, they got vegetables, on certain occasions they would part with one of their chickens, home-made bread, then game birds from the barena areas, but above all fish. Of course not big fish as found in the open sea. Lagoon fish is of poor quality, but often necessity is the mother of invention. So, simplicity met with Eastern spices, and the best and most famous Venetian dishes were created. But halfway through the16th century, a food “revolution” deeply changed the habits of Venetians and all those living in the region: “Polenta” arrived! In reality polenta was a cereal soup, used in far-off times, in ancient


> LA STORIA DI VENEZIA COTTA A PUNTINO /VENICE'S CULINARY HISTORY

(*) Pierangelo Federici, veneziano, di mestiere fa il pubblicitario copywriter, per passione il gourmet. Ha creato campagne pubblicitarie per importanti marchi dell’enogastronomia italiana, tiene da anni una rubrica di interviste e ricette dedicate sul mensile Venezia News, scrive per “Veneziani a Tavola” e alcuni blog internazionali.

ra, poltiglia). Anche i romani cuocevano in acqua le farine di grano, orzo, farro e miglio, per poi condirle con verdure o carni. Col decadere dell’Impero le polente di cereali divennero la cucina dei tempi di carestia, i piatti dei più poveri. Poi, con la scoperta delle Americhe, il fatidico incontro con il mais! Fu così che la polenta come la conosciamo oggi divenne, a partire dalla metà del Cinquecento, il cibo usuale per tutte le popolazioni dell’Italia settentrionale, in particolare per le genti venete che lo chiamarono “granturco” perché ogni cosa, straniera o foresta, qui da noi è “turca”. Allora, se in montagna la polenta ci può stare col burro o i formaggi, oppure nelle campagne con le carni grasse del maiale, i “cittadini” veneziani l’hanno sempre preferita come naturale accompagnamento alle delizie della Lagu-

Mesopotamian, Egyptian, and Greek civilizations. The word “polenta” has Latin origins: a cross between “pollen” (flour) and “puls” (mixture and mush). Even the Romans cooked wheat, barley, spelt and millet flour in water, and served it with vegetables or meat. When the Empire fell, this use of cereals became a dish during times of shortage and famine, food for the poor. Then with the discovery of the Americas, the fateful meeting with maize! And so, it came to be, that starting from the mid 1500s, polenta became the daily food of all northern Italians. The Veneto people call it “granturco” (i.e. Turkish corn) because anything strange or foreign here is called “Turkish” (Anglo-Saxon equivalent is Dutch). Well, in the mountain areas, polenta is served with butter


> LA STORIA DI VENEZIA COTTA A PUNTINO /VENICE'S CULINARY HISTORY

(*) Pierangelo Federici, a Venetian, is by profession a copywriter and by passion a gourmet. He has created ad campaigns for big Italian wine and food brands, has had a column (publishing interviews and recipes) in the monthly magazine Venezia News for years and writes for “Veneziani a Tavola” and a number of international blogs.

na. “Polenta e late ingrossa le culate” (polenta e latte rendono robusti i fianchi), specialmente la polenta bianca ottenuta dal “Mais Biancoperla”, considerata di maggior pregio, tanto da essere un Presidio Slow Food. Tenuta tenera in cottura, accompagnata dalle meraviglie dell’orto, i carciofi, la zucca, le verze, i fagioli, qualche volta la carne come il famoso “figà a la venessiana”, fino al dolce (i famosi biscotti Zaleti sono fatti col granturco e la torta Pincia con la polenta avanzata) … e naturalmente il pesce: la polenta e “schìe” (gamberetti grigi di laguna), con le “moleche” (i granchi dal morbido carapace, nel periodo della muta), col “bacalà”, oppure più semplicemente con un qualsiasi intingolo o salsa gustosa, perché qui da noi ogni mare di buon sugo “va tocià” con una montagna di polenta!

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and cheese, and in the countryside, it is served with pork, however, Venetian “citizens” have always preferred eating it with Lagoon delicacies. “Polenta e late ingrossa le culate” Polenta and milk make thighs bigger - especially white polenta obtained from “Mais Biancoperla” which is considered to be of excellent quality and is part of the Slow Food Movement. Kept very soft, and accompanied with good vegetables, like artichokes, pumpkin, cabbage, beans, sometimes meat like the famous “figà a la venessiana” (liver with onions); used in making sweets like the famous Zaleti biscuits made of corn flour and the Pincia (a cake made with leftover polenta)... and of course fish: polenta and “schìe” (grey lagoon prawns); “moleche” (crabs during the molting season); “bacalà”(salted codfish) or


ARTE E LABORATORI /Art and workshop

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Famiglie al Museo 2016

/Families at the Museum 2016

laborator

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e vi trovate a Venezia con i bambini non perdete l'occasione di farli partecipare alle attività ludiche organizzate dalla Fondazione Musei Civici. I più piccoli potranno così avvicinarsi all’arte in modo accessibile, imparare e sperimentare tecniche e tematiche artistiche diverse a ogni appuntamento. L'offerta dei Musei Civici si articola da un lato in un’offerta “on-demand”, anche in più lingue, acquistabile online e dall’altro, in una rassegna di “eventi speciali” offerti in particolari occasioni a titolo gratuito , con cadenza mensile per tutto il prossimo anno da prenotare online. Gli eventi speciali per l'anno 2016 inizieranno il 30 gennaio con lo Speciale Carnevale. Bambini, se passate a Ca' Pesaro il 30 gennaio potrete creare un costume assolutamente unico, irripetibile e totalmente personale. Portatevi da casa il tessuto che volete ( un

quadrato di tela con cui farai un poncho, ad esempio, o un pezzo di lenzuolo, o uno scampolo di stoffa, un pigiama o una maglietta….) e poi in museo, dopo aver osservato le diverse tecniche dei maestri moderni, non perdete l'occasione di vivere una vera esperienza di Action Painting, con la quale sarete voi, sotto la guida di un operatore, a trasformare la vostra stoffa in un’opera inedita con cui poi, a casa, realizzerete il vostro “costume d’artista”. (Consigliato dai 5 ai 12 anni). Lo Speciale Carnevale continua il 7 febbraio a Palazzo Mocenigo con l'attività Sotto il vestito… molto, Un baule con tutto ciò che serve a una dama o a un gentiluomo e un manichino a grandezza naturale consentono di ripercorrere passo passo la procedura settecentesca della vestizione, anche con coinvolgimento diretto dei partecipanti. In laboratorio, poi, con sagome di cartone, stoffe, carta e accessori diversi, ognuno potrà


in alto/at the top Famiglie al Museo laboratori/ Famiglie al Museo workshops

If you are in Venice with children, don't lose the opportunity of letting them participate in fun activities organized by the Civic Museums' Foundation. In this way, little children can approach art in a friendly way, by learning and experimenting methods and different artistic themes each time. The Civic Museums' proposal is structured on one hand, with an “on-demand” offer, that is multilingual, and can be purchased online; and on the other hand, with a monthly programme of “special events” held all next year, offered freeof-charge on special occasions, and bookable online. “Special events” for 2016 begin on 30th January with the Carnival Special. Kids! if you pass by Ca' Pesaro on the 30th January, you can create your own completely personal, absolutely unique, never-to- be repeated costume. Bring with you, whatever fabric you want ( venezia ) MAGAZINE

(a square of material to make a poncho, an old sheet or remnant, old pyjamas, a tshirt…) and then in the museum, after observing the different methods used by modern teachers, don't lose the opportunity of trying out Action Painting! With the help and advice of an operator, you can transform your material into an original masterpiece. Then, at home, you can make it become a “super arty costume.” (suitable for 5-12 Year olds) The Carnival Special continues on 7th February at Palazzo Mocenigo with Sotto il vestito... molto, an activity explaining how hard and complex the dressing process was. A trunk containing everything needed by a noble woman or a gentleman, and a lifesize mannequin – you can follow step by step, the way they used to dress up in the 1700s, and you can even


> ARTE /Art

ripercorrere le stesse tappe o procedere a un proprio personale studio progettuale d’abbigliamento, ambientato nel passato, nel presente o nel futuro. (Consigliato dai 7 ai 14 anni). Altri eventi speciali come EDUCATIONAL DAY AMACI, il 6 marzo, il Kid Pass Day del 22 maggio e F@MU – GIORNATA NAZIONALE DELLE FAMIGLIE AL MUSEO il 9 ottobre saranno l'occasione per offrire ai bambini attività laboratoriali, interessanti e divertenti per avvicinare i più piccoli all'arte in maniera originale. Si chiuderà l'anno infine con l'appuntamento natalizio dell'11 dicembre: Il Mondo Novo: inchiostra, incolla e illumina il tuo diorama. Per partecipare agli appuntamenti della rassegna, offerti a titolo gratuito, è necessario prenotarsi online. Ogni prenotazione è valida per un singolo nucleo famigliare di max 4 persone. Il nucleo deve necessariamente comprendere minimo 1

In alto /at the top Ca' Pesaro

take part. Then, in the workshop, with templates made of cardboard, fabric, paper and different accessories, each person can retrace the same steps or move ahead with his or her own personal style, set in the past, present or future. (suitable for 7-14 Year olds). Other special events like EDUCATIONAL DAY AMACI, on 6th March, Kid Pass Day on 22nd May and F@MUGIORNATA NAZIONALE DELLE FAMIGLIE AL MUSEO (“FAMILIES AT THE MUSEUM” National Day) on the 9th October will be occasions to offer children, interesting and amusing workshop activities bringing them closer to art in a very original way. Finally the year will close with the Christmas event organized for the 11th December: Il Mondo Novo (“a New World”): colour, glue and light up your 3D scene. Online booking is necessary to participate in the events offered in the programme, and


In alto /at the top Ca' Rezzonico Ball room

adulto (massimo 2), e ragazzi fino a 14 anni. Per ogni attività programmata, la prenotazione si apre il lunedì precedente la data prevista e si chiude alle ore 14.00 del venerdì (un giorno prima nel caso di attività previste al sabato). Il servizio è confermato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. I posti complessivamente disponibili per ogni attività sono tra i 24 e i 28: si prega pertanto, in caso di impedimento a partecipare a un’attività prenotata, di disdire tempestivamente e comunque entro e non oltre venerdì alle 12.00, in modo da liberare il posto. Non è prevista la partecipazione di ragazzi privi di accompagnatore adulto. Le attività iniziano alle ore 14 e durano almeno 2 ore. Per conoscere tutte le attività di Famiglie al Museo: http://www.visitmuve.it/it/servizi-educativi/famiglie-al-museo

( venezia ) MAGAZINE

any of those offered free-ofcharge. One booking is necessary for each nuclear family of 4 people maximum. Each nuclear family must include at least 1 adult (maximum 2) and children up to the age of 14 years. For each activity, bookings will open on the Monday before the foreseen date and close at 2.00pm on Friday (the day before, should the activity be scheduled for a Saturday). The activity will only be held with a certain number of bookings. i.e. 24-28 participants per activity. Therefore, should you have booked and be unable to attend, please cancel at your earliest convenience, being no later than 12.00 noon Friday, in order to create a vacancy for someone else. Children MUST be accompanied by an adult. Activities begin at 2.00pm and will last for approx. 2 hours. To learn more about Families at the Museum


ARTE E LABORATORI /Art and workshop

04

Buongiorno Siora Maschera! /Good Morning Ms. Mask

B

aùte, morette, gnaghe, medici della peste, sono alcune delle più note maschere della tradizione veneziana, a cui si aggiungono quelle della Commedia dell’arte, rese famose dal teatro e in particolar modo dalle commedie di Carlo Goldoni: Zanni, Pantaloni, Arlecchini, Pulcinella, Colombine…Come presentarsi a uno dei tanti balli in maschera che rallegrano le serate veneziane durante il Carnevale? Non ci sono dubbi: costume classico veneziano, baùta per lui, moretta per lei, tabarro (mantello a ruota intera) e tricorno (cappello in feltro a tre punte) per entrambi. In alto /at the top Sarebbe infatti impensabile Maschere tradizionali realizzate in andarsene da Venezia senza cuoio aver curiosato in uno dei tanti /traditional masks made of leather negozi e atelier specializzati, e Photo: Luca Bianchetto senza aver acquistato almeno una celebre maschera veneziaA destra/right na, rigorosamente originale, o Maschera di Balanzone affittato un costume di Carnevale. Uso, quest’ultimo, già di moda ai tempi del Goldoni, il quale nella commedia "Masse-

re" racconta che chi non poteva permettersi gli abiti sfarzosi del Carnevale, li noleggiava dalla revendigola. Anche solo entrare in un laboratorio dove si creano le maschere o si realizzano a mano costumi è come fare un salto nel passato e ritrovarsi in un mondo di magia e di sogno. Sebbene Venezia sia affollata di negozi di maschere e costumi di ogni tipo, ancora oggi si possono incontrare numerose botteghe artigianali dove vengono prodotte maschere di cartapesta oppure in cuoio secondo metodi tradizionali, o atelier dove stilisti e sarti confezionano abiti unici e accessori storici. Oggi le maschere della Serenissima godono di nuova fortuna: con il rilancio del Carnevale, a partire dagli anni Ottanta, riprende con vigore l’attività dei maschereri, gli artigiani dediti alla fabbricazione di maschere, insieme a quella dei sartori specializzati. ‘Buongiorno Siora Maschera’ era il consueto saluto dei veneziani durante il periodo


B

aĂšte, morette, gnaghe and plague doctors are some of the most famous masks in the Venetian tradition, to which those from the Commedia dell'arte were added, made famous by theatrical plays and by the comedies of Carlo Goldoni in particular. Zanni, Pantalone, Arlecchino, Pulcinella, Colombina... Just how do you dress up to take part in one of the many masked balls organised every evening during Carnival time? There are no doubts - a classical Venetian costume: baĂšta for him and moretta for her and tabarro (black cape) and tricorn (three-cornered hat) for both. It would be just unthinkable to leave Venice without having taken a peek at one of the many specialised shops and studios, without having bought a mask or having rented a Carnival ( venezia ) MAGAZINE

costume. These were in fashion already at the time of Goldoni who, in his "Le Massere" comedy, explains that those who could not afford to buy splendid costumes would rent them from the revendigola (second-hand retailer). Just entering a workshop that makes masks or costumes is like taking a leap into the past and entering a magic and dream-like world. Despite the fact that there are many mask and costume shops of all kinds, there are still some workshops where craftsmen create papermachĂŠ or leather masks using traditional methods, or studios where designers and tailors sew unique outfits and accessories. Nowadays, masks have become popular again - once the Carnival was revived in the 1980s, the work of maschereri - craftsmen who created masks - and spe-


In alto /at the top Donna in maschera photo: Annabeatrice Lacriola Sotto /at the bottom Festa del giovedì grasso in Piazzetta - Gabriel Bella Pinacoteca Querini Stampalia

del Carnevale, quando identità personale, sesso e status sociale scomparivano sotto l’incantesimo dei mascheramenti. Fin dalle origini, la maschera diventa a Venezia un simbolo di libertà, un modo per trasgredire le regole sociali e celare la propria identità, non solo durante il Carnevale ma anche nella vita di tutti i giorni. Se le prime testimonianze sull’uso di mascherarsi risalgono al ’200, fu nel Settecento che esplose la moda vera e propria della maschera: la portavano tutti, vecchi e giovani, patrizî e plebei, ricchi e poveri, persino le serve per andare a fare la spesa, gli inservienti dei teatri (il nome è rimasto), i mendicanti. Almeno fino al 1797, anno in cui la Repubblica Serenissima cade sotto il dominio francese, i veneziani indossavano la maschera non solo nel periodo del Carnevale - dal giorno di Santo Stefano (26 dicembre), antica data di inizio del Carnevale di Venezia, fino alla mezzanotte del Martedì Grasso - ma anche

cialised tailors was requested yet again.'Buongiorno Siora Machera' (Good Morning Ms. Mask) was the usual greeting of Venetians during Carnival time as identities, sex and social status disappeared beneath the charm of costumes. Since the very beginning, masks in Venice became a synonym for freedom, a way to break social rules and hide one's identity even in everyday life. The first evidence of masks being used dates back to the 1200s, but it was in the 1700s that they became fashionable - everybody wore one from old people to children, nobles and commoners, rich and poor people alike, as well as servants when they went shopping, theatre attendants and beggars. At least until 1797, the year in which the Republic came under French domination, Venetians wore masks not only at Carnival time - i.e.


durante gran parte dell’anno, e in occasione delle feste ufficiali più importanti era ammesso l’uso di tabarro e baùta. Alla metà del Settecento, in molti dei suoi quadri, il pittore veneziano Pietro Longhi offre una testimonianza di questa tradizione, lasciando chiaramente comprendere perchè indossare la maschera fosse così popolare tra i veneziani. In un quadro come Il ridotto (conservato nella Pinacoteca Querini Stampalia a Venezia), che ritrae la sala del gioco d’azzardo, si possono scorgere varie figure mascherate, alcune indossano un “volto” bianco, altre una moretta nera, tra le più antiche maschere veneziane. La maschera tradizionale, in cuoio o in cartapesta, aveva la funzione di nascondere, non di esibire o stupire: con il tabarro o il domino (lungo mantello con cappuccio), l’inquietante “volto” bianco rendeva tutti uguali, donne e uomini, garantendo l’incognito.

from Boxing Day (December 26, the ancient date of the start of the Carnival) to midnight on Shrove Tuesday - but also throughout the year and the use of the tabarro and the baùta were allowed on festive days. In the mid 1700s, the Venetian painter Pietro Longhi depicted this tradition in many of his works. Il ridotto (Pinacoteca Querini Stampalia - Venice), for example, depicts a room in a casino with many masked characters: some wearing a white "face" and others a black moretta, one of the most ancient Venetian masks. Traditional masks were made of leather or papier-maché and were used as disguises. The tabarro or the domino (a long cape with a hood) and the disturbing white "face" made everyone look the same, thus guaranteeing they would not be recognised.

In alto /at the top antico costume di Colombina Accanto /on the left Riflessi di Carnevale photo di Andrea Borso

( venezia ) MAGAZINE


> fino al > until FESTE VENEZIANE /Festivals&Events in Venice

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UN ANNO DI TRADIZIONI /The great traditional festivities

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Venezia

Venezia Gallerie Venezia dell'Accademia Dorsoduro 1050, Venezia Venezia

Sant' Erasmo

Venezia

San Francesco della Vigna Venezia Castello - Venezia

Castello - Venezia

Isola di Pellestrina

Malamocco, Lido di Venezia

Campo San Giacomo dell'Orio, Venezia


Carnevale di Venezia Inverno Veneziano 2014/15 VeniceVenice Winter 2014-2015 Carnival

White Venice 2015 - Mestre

www.gustoinscena.it www.carnevale.venezia.it

www.suezo.it

Su e Zo per i ponti

Festa di San Marco - 25 aprile Saint Mark - April 25th

www.veneziaunica.it

www.comune.venezia.it

Stagione Remiera Rowing Season

Festa del carciofo violetto The purple artichoke Feast

www.carciofosanterasmo.it www.veneziaunica.it

Festa della Sensa

Festa di Sant' Antonio a San Francesco della Vigna

www.comune.venezia.t www.comune.venezia.it

Festa della Bragora

Festa de San Piero de Casteo

Festa patronale di S. Pietro in Volta Patronal Feast in honour of S. Pietro in Volta Festa della Madonna di Marina Madonna di Marina Feast

Festa di San Giacomo dell'Orio San Giacomo dell'Orio Feast ( venezia ) MAGAZINE

www.sanpierodecasteo.org

www.comune.venezia.it

www.comune.venezia.it

www.comune.venezia.it


> luglio > July

> nel mese > on > nel mese > on

> il giorno > on

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> nel finomese al > on until > il giorno > on

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Venezia

Isola di Pellestrina Gallerie Isola didell'Accademia Pellestrina Dorsoduro 1050, Venezia Isola di Torcello

Chiesa e Scuola Grande di San Rocco, Venezia Canal Grande, Venezia

Alberoni, Lido di Venezia

Isola di Sant' Erasmo

Stra- Venezia

Venezia

Venezia

Venezia


Festa del Redentore Inverno Veneziano 2014/15 VeniceRedentore Winter 2014-2015 Feast

Festa della Madonna dell' Apparizione White Venice 2015 - Mestre Madonna dell'Apparizione Feast Sagra di Portosecco Feast of Portosecco

www.gustoinscena.it www.veneziaunica.it

www.comune.venezia.it www.comune.venezia.it

www.comune.venezia.it

Festa dell'Assunta

Festa di San Rocco Saint Roch Feast Day

www.scuolagrandesanrocco.it

www.regatastoricavenezia.it

Regata Storica

Festa del Peocio

wwwww.dunealberoni.it

Festa del Mosto

www.comune.venezia.it

www.venicemarathon.it

Venice Marathon

www.veneziaunica.it

Festa di San Martin San Martino Feast Festa della Madonna della Salute Madonna della Salute Feast

Regata dei Babbi Natale Regatta of Santas ( venezia ) MAGAZINE

www.veneziaunica.it

www.veneziaunica.it


Detourism Magazine #17 Gen Feb 2016  

Detourism Venezia Detourism Venezia magazine 17 Gennaio Febbraio 2016 - January February 2016 Detourism è il magazine della Città di Venezia...

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