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Anno I n°01, 15 novembre -15 dicembre 2010

Liberi di informare ben 20mila persone

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Calabria “Terra di rifiuti”

La tratta delle donne

Angela Amato

La vicenda Terzigno è stata lasciata maturare a sufficienza, il frutto è pronto per essere colto; l’emergenza si è risolta, almeno temporaneamente, portando tutto dalla Campania alla Calabria.

Cecilia De Marco calabria@cittaeregione.it

Per i giornalisti professionisti, tale spazio dev’essere occupato dall’editoriale. Per noi che professionisti non siamo, non sarà così. Appena mi hanno detto della nuova iniziativa di “Libera”, ho deciso, sarebbe stato diverso. Concederci un piccolo momento di riflessione, fornito da persone vere, che parli di vita vissuta, di dolore e di rinascita. “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è, come ormai tutti sanno l’associazione, nata nel 1995 per spronare la società civile alla lotta contro tutte le mafie, gettando “semi di legalità e giustizia”.

“.... lo splendore è in voi, non svanisce mai, perchè sapete che può ritornare il sole”

IConoscere-Comprendere-Curare Giardini d’Alzheimer:

Quando ho conosciuto Patrizia Valla mi sono chiesta cosa spingesse un giovane architetto ad occuparsi di una malattia così difficile, così crudele, così destabilizzante per la persona e E’ a Vibo Valentia dal 2006, la famiglia, come l’Alzheisi è subito distinta per nu- mer. merosissime iniziative al fine di diffondere la cultura della legalità, su diversi fronti e affrontando, con coraggio, le spinose criticità che la società vibonese e non solo, presenta. L’ultima iniziativa, Continua a pag. 2

Ed allora, come nasce l’idea dei Giardini d’Alzheimer?

“Nel 1994, ho avuto voglia di dedicare la mia creatività ad uno scopo utile e sociale. Decisivo, l’incontro con il Prof. Antonini (padre della Geriatria italiana,ndr), che Patrizia è subito un fiume mi ha parlato della necessiin piena di parole, entu- tà di creare spazi di libertà siasmo, emozione che de- per gli anziani ammalati. notano, innanzitutto, una Subito il primo Manuale grande passione per il suo teorico-tecnico per la progettazione e realizzazione lavoro. Continua a pag. 6

Numerosi tir carichi di rifiuti, destinati a non meglio identificati impianti di compostaggio, provenienti dai quartieri di Napoli e dei paesi limitrofi, percorrono una vecchia statale chiusa da un anno, per arrivare alla discarica di Pianopoli, piccolo comune tra Catanzaro e Lamezia Terme. Dopo la conferma ufficiale arrivata con una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale, 75 mila tonnellate di rifiuti verrà riservata nella nuova discarica di Pianopoli, 300 tonnellate al giorno per un periodo ancora da definire, se si escludono i fine settimana, ci vorrà un anno per smaltire tutto. “Siamo stati chiamati in causa”, ha dichiarato il governatore della Calabria, nonché commissario dell’emergenza ambientale. Continua a pag. 10


Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Vibo Valentia

La tratta delle donne ancora drammaticamente attuale Cecilia De Marco

Alda Merini

calabria@cittaeregione.it Segue da copertina

ma solo in ordine di tempo, riguarda un problema drammaticamente attuale.

“Tante volte le situazioni si succedono sotto i nostri occhi senza che ne riusciamo a cogliere il significato più intrinseco. E dietro c’è violenza, paura, miseria e povertà. Le strade sono il luogo in cui percepiamo un senso di malessere quasi a costituire un labirinto di disagio ed in quei labirinti si infrangono i sogni di coloro che vengono in cerca di un lavoro o di una famiglia da sfamare.

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Tra tutte queste storie in tutte queste figure ne appare una fra tutte. Samantha. Subisce. Si nasconde. Ed ancora violenza e menzogna. Un momento di luce e la sua vita, 35 anni passati a calpestare una terra che non sempre le è stata riconoscente, cambia”. A parlare è il presidente dell’Associazione “Libera” Don Peppino Fiorillo parroco del Duomo di San Leoluca di Vibo Valentia che il 7 Dicembre presenterà il libro “Kurve nel Labirinto - Storia di una donna vittima della tratta” di Matilde Eleonora Rotella. “Il fenomeno della prostituzione, le kurve sono, in croato, le prostitute (ndr), c’è, anche se in taluni casi è sommerso. É violento ed una donna come Samantha, giovane di 35 anni, lo sente sulla propria pelle. I sui sogni vengono calpestati sulla strada”. Una soluzione però alla fine c’è “sì Samantha trova la

Il Regno delle Donne

sarebbe bello se nessuno di noi giudicasse in negativo quante donne si mercificano o vengono mercificate per un pezzo di pane. Dietro quella fisicità c’è un’anima, un cuore, una sofferenza, lacrime e ricordi forza per dire basta. Si rende conto che i suoi aguzzini si arricchiscono sulla sua pelle. Il senso di disperazione la porta ad avvicinarsi alle istituzioni e con l’aiuto di qualche “cliente” finalmente riesce a scappare ed a rifugiarsi in una comunità di accoglienza e finalmente riesce entrare nel mondo del lavoro”. Don Fiorillo è particolarmente pacato, mentre parla di un argomento così delicato e così drammaticamente attuale. Il suo ufficio soffoca i rumori. Dall’esterno non si percepisce nulla solo il rintocco delle campane che annunciano il passare di un’al-

tra ora. Da anni ormai, Don Peppino, come viene affettuosamente chiamato da chi lo conosce, è impegnato nel sociale, particolarmente attento ai problemi degli “ultimi della terra”, di quelli che vengono guardati distrattamente e a volte con disprezzo. Un attimo di indecisione e poi “sarebbe bello se nessuno di noi giudicasse in negativo quante donne si mercificano o vengono mercificate per un pezzo di pane. Dietro quella fisicità c’è un’anima, un cuore, una sofferenza, lacrime e ricordi.”

“Il regno delle donne” di Alda Merini C’è un regno tutto tuo che abito la notte e le donne che stanno lì con te son tante, amica mia, sono enigmi di dolore che noi uomini non scioglieremo mai. Come bruciano le lacrime come sembrano infinite nessuno vede le ferite che portate dentro voi. Nella pioggia di Dio qualche volta si annega ma si puliscono i ricordi prima che sia troppo tardi.   Guarda il sole quando scende ed accende d’oro e porpora il mare lo splendore è in voi non svanisce mai perché sapete che può ritornare il sole. E se passa il temporale siete giunchi ed il vento vi piega ancor più forti voi delle querce e poi anche il male non può farvi del male.   Una stampella d’oro per arrivare al cielo le donne inseguono l’amore. Qualche volta, amica mia, ti sembra quasi di volare ma gli uomini non sono angeli. Voi piangete al loro posto per questo vi hanno scelto e nascondete il volto perché il dolore splende. Un mistero che mai riusciremo a capire se nella vita ci si perde non finirà la musica. Guarda il sole quando scende ed accende d’oro e porpora il mare lo splendore è in voi non svanisce mai perché sapete che può ritornare il sole dopo il buio ancora il sole. E se passa il temporale siete prime a ritrovare la voce sempre regine voi luce e inferno e poi anche il male non può farvi del male


Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Vibo Valentia

Un cocktail micidiale avvelena il torrente Scotrapiti Angela Amato-

Assistiamo increduli ancora una volta ad uno scenario imbarazzante. Quantità indescrivibili di sostanze tossiche riversate nelle acque del torrente Scotrapiti, uno dei tanti fiumi calabresi a risultare fortemente inquinato, lo stesso che avrebbe contribuito alla formazione dell’imponente frana di Maierato del 15 febbraio scorso. Dalle analisi effettuate emerge un pH del fiume fortemente acido, dovuto alla presenza di metalli pesanti quali ferro, piombo, rame, zinco, mercurio, arsenico nonché notevoli tracce di bromuri, cloruri e fosfati.

e ammorbidenti, solventi per piscine, acido muriatico, acido cloridrico, soda caustica e sodio carbonato.

A determinare il danneggiamento del fosso Scotrapiti mediante lo scarico delle acque reflue industriali prodotte, classificate dall’Arpacal come rifiuti speciali pericolosi allo stato liquido, sarebbe stata l’azienda Marten Srl attiva a Maierato, specializzata nella lavorazione e produzione di detersivi

Il personale del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Reggio Calabria, coadiuvato dai militari della Compagnia Vibo Valentia e dall’Arpacal, ha proceduto al sequestro preventivo d’urgenza dello stabilimento, del valore stimato di 3 milioni di euro, e all’arresto in flagranza di reato del titolare della

Marten Srl e del suo amministratore delegato. L’accusa mossa a loro carico è di aver effettuato in concorso tra loro un illecito smaltimento di rifiuti pericolosi nel fiume anziché conferirli a ditte autorizzate, tra l’altro lo Scotrapiti confluisce nel lago Angitola (Oasi protetta dal Wwf ). Una zona di notevole valore paesaggistico e ambientale, rientra tra i siti di importanza comunitaria e tra le zone

umide di interesse internazionale ricadenti nel Parco Regionale delle Serre. Un allarme dovuto anche al fatto che il lago Angitola è interamente adibito a bacino idrogeologico gestito dal Consorzio di bonifica dei piani di Sant’Eufemia di Lamezia Terme, per la fornitura di acque irrigue nel settore agricolo e zootecnico sia della provincia di Catanzaro che di Vibo Valentia.

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Pizzo

Tante idee, un unico fine: il benessere di Pizzo

Cecilia De Marco calabria@cittaeregione.it

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Da quando è nata, poco più di un anno fa, l’Associazione Commercianti – Pubblici esercizi – Artigiani e Attività di servizi, ha realizzato significativi progetti. Costituita dai rappresentanti delle categorie che hanno aderito all’iniziativa e presieduta dall’imprenditrice pizzitana Maria Soccorsa Sabato, intende sostenere e tutelare le attività commerciali e non solo del paese, anche in funzione di sostegno alla promozione turistica. Molte sono state le iniziative intraprese dall’Associazione. Dall’attivazione del servizio igienico pubblico, nei locali

Ognuno, per ciò che può, deve farsi carico dei bisogni del paese e della protezione delle sue bellezze che si concretizza in mille, semplici accorgimenti lungo la Scesa Castello, all’ abbellimento delle aree del centro storico e alla manutenzione del verde pubblico. Ed ancora il coraggioso sostegno agli operatori commerciali, vittime di atti intimidatori attraverso la fattiva collaborazione con il Coordinamento Provinciale di “Libera”.

In ultimo, ma solo cronologicamente parlando, l’interessante progetto della segnaletica stradale “storica” con il sostegno dell’Assessorato all’Arredo urbano. I cartelli, caratteristici in quanto in ferro battuto, serviranno ad indicare i punti nevralgici del paese, banche, poste, parcheggi, ma soprat-

tutto i monumenti più importanti e tutte le splendide chiese, a volte ignorate dai turisti che, molto spesso, “non sanno dove andare”. Tante idee e altre ancora in cantiere che aspettano il sostegno delle istituzioni e di tutti i cittadini perché al benessere del paese possiamo contribuire tutti con piccoli gesti. Ognuno, per ciò che può, deve farsi carico dei bisogni del paese e della protezione delle sue bellezze che si concretizza in mille, semplici accorgimenti: il rispetto delle aiuole, la pulizia delle strade, delle spiagge, delle fontane. Piccoli, significativi segni di amore per Pizzo.


Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Mileto: “Custodi della memoria”, profumi di cultura nella cittadina normanna giornalistica.

Foto presentazione Diario di un cronista - 120 secondi e dintorni

Giunge alla VI° edizione il Premio internazionale “Custodi della Memoria”, che scruta il mondo della società civile, raccogliendo le anime e le persone più umili che per le loro gesta in ambito lavorativo e non, si sono particolarmente distinte. Nella presente edizione è stata premiata Norina Ventre, nota come “Mamma Africa” che si è distinta non solo in occasione della rivolta di Rosarno, ma ha portato la sua testimonianza di sostegno sociale a quelle persone che venivano sfruttate nella cittadina provinciale reggina, sottolineando soprattutto

come il volto di quei ragazzi africani ha fatto riaffiorare alla mente i ricordi di quando tanti contadini vibonesi si recavano nelle campagne limitrofe a svolgere le stesse mansioni che oggi vengono ricoperte da questi sventurati. Questa la parte più umana e toccante della manifestazione. Di notevole spessore culturale è stata invece la presentazione del libro scritto dal sindaco della città di Mileto, Vincenzo Varone, dal titolo “Diario di un cronista-120 secondi e dintorni”, nel quale, scandita dai ricordi, ripercorre la sua, ormai più che ventennale, carriera

Ad accompagnare la presentazione di questo libro, di cui è stata donata gratuitamente una copia a tutti i presenti, figure illustrissime, a partire dallo scrittore Mimmo Mazzeo, profondo conoscitore di cultura e delle culture, Nicola Rombolà del “Quotidiano”, il tutto magicamente giostrato dalla mediatrice Lidia Ruffa, giornalista di Rk .

Mileto

tervento del nostro Alberto Russo, studente universitario con la passione per il giornalismo che ha espresso il punto di vista di un giovane rispetto alla comunicazione e al giornalismo nel mondo giovanile. Queste sono le manifestazioni di cui ha bisogno l’intera provincia vibonese per un grande rilancio culturale che necessita ormai come l’ossigeno.

Ultima chicca di una manifestazione impeccabile, l’in-

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Pizzo

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I Giardini d’Alzheimer: Conoscere-Comprendere-Curare:

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incontro con l’arch. Patrizia Valla, esperta in progettazione di strutture per anziani e design per la terza età. Cecilia De Marco condati di finestre per dare calabria@cittaeregione.it la sensazione al malato di Segue da copertina stare sempre all’aria aperdi giardini aperti per dare ta”. Alla fine dell’incontro al wondering, al girovagare ho capito qual è il segreto senza meta, tipico dei maladi Patrizia Valla: un’ineti di Alzheimer, la massima sauribile sensibilità che le libertà nel massimo conha permesso di aprire uno trollo. Spazi verdi che possquarcio sulla possibilità sano scandire il ritmo della di considerare il malato di passeggiata, pur lasciando Alzheimer non “una cosa a ciascuno la libertà di sceche non serve più”, affidata gliere il proprio tragitto”. ad una badante o, peggio, to terapeutico” e la teoria uno spettacolare pontile in un ospizio, ma come Presupposto essenziale di che si traduce in realtà da sull’acqua. persona da accompagnare questo primo lavoro: quel- guardare, da toccare, da fino alla fine del suo perIl Nucleo Alzheimer prolo di conoscere la malattia, vivere. corso, rendendo l’ambiengettato in Veneto: da una in tutte le sue drammatite che lo circonda il miEd allora il Giardino della palestra utilizzata come che sfaccettature. gliore possibile. Memoria di Osimo nelle deposito, sono stati creati L’arch. Patrizia Valla ini- Marche, un percorso che si 14 posti letto per malati C’è un progetto che sta zia un percorso di empa- apre e si chiude, rispettiva- in un ambiente specifico, prendendo corpo, protia, immedesimazione per mente quando entrano ed sicuro, domestico, ossia prio a Pizzo, nell’ex ospetentare di capire cosa vede, escono i malati dove sono che fosse percepito come dale in via Nazionale: un cosa percepisce del mondo stati realizzati un campo di la propria casa, con la pro- centro diurno per malati esterno e come precepisce bocce, l’area della musica, pria stanza, la cucina, il di Alzheimer, circondato la luce, lo spazio e tutto un percorso di sabbia da bagno “assistito”. da un’ampia area che poquello che lo circonda, un fare a piedi nudi. IRE Vetrebbe essere destinata alla malato di Alzheimer; fino nezia, un Giardino Alzhei- Il Centro Sanitario Al- creazione di un Giardino ad un’idea di flessibilità, mer realizzato nel 2008 zheimer, Casa Cassiano Alzheimer: ossia la possibilità di cam- sulla laguna che richiama Tozzoli ad Imola, la prima residenza sanitaria asbiare gli ambienti in base L’arch. Valla si è resa subito sistenziale realizzata nel alle sue primarie esigenze, disponibile, mi auguro che Parco Monumentale della per compensare i deficit, sia possibile anche in Calacittà da un Ospedale Psiridurre le fonti di stress, bria una tale realizzazione: chiatrico: “tutto qui è stusenza rinunciare all’estetisiamo stanchi di guardare diato nei minimi dettagli, ca. sempre a nord e ammirarci racconta l’arch. Valla, i ne i progetti innovativi in colori caldi ed accoglienti, Quindi il “Manuale Almaniera rassegnata e passigli ambienti sono pieni di zheimer. Architettura e va. Noi possiamo farcela. luce, ordinati e puliti, cirGiardini come strumenNoi dobbiamo farcela. Pubblicità


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La “Fiera di Tutti i Santi”

Pizzo

una tradizione intramontabile

Perché la “Fiera di tutti i Santi”, a Pizzo, è una tradizione senza tempo. Gli anziani raccontano che quella di una volta, attraeva tutti i calabresi che giungevano nella località napitina per fare rifornimento di ogni genere di mercanzia.

Le “gozzie “

Cecilia De Marco calabria@cittaeregione.it

E’ il 29 ottobre. Sono arrivate, finalmente! Dietro il monumento a re Umberto I°, in Piazza, stanno già cominciando a sistemarle: le “gozze”, ossia i vasi di terracotta, dalle svariate dimensioni che si usavano per prendere l’acqua; i “testi”, ossia le pentole in cui una volta le brave massaie cucinavano

C’erano persino gli animali, sistemati lungo la strada che costeggia il castello Murat.

ed ancora anfore e salvadanai, grezzi o smaltati. Il 30 ottobre, invece allo “Spuntone” arrivano sedie, sdraio, mattarelli, i vecchi telai (chi li usa più!) ed ogni genere di utensile di legno.

Alla “Piazzetta” sacchi di legumi, castagne, fichi secchi, mandorle, noci, uva passa, comprati e conservati per le preparazioni natalizie: allora non c’erano i supermercati!

La sera del 31, poi, arrivano tutti, o quasi. Cominciano a sistemarsi, ciascuno al proprio posto, come ogni anno, fin da sempre.

Oggi la Fiera ha perso un po’ del suo smalto per via dei mercati rionali presenti ogni settimana in tutti i paesi della Provincia, l’entusiasmo delle bancherelle si è affievolito,

ma nessun pizzitano rinuncia a fare una passeggiata in paese e a comprare qualcosa. Perché, si sa, la Fiera è una tradizione che va rispettata, che fa parte della nostra storia, scandisce gli anni ed è lo specchio, anch’essa della società. Al posto dei contadini ci sono gli extracomunitari con le bancherelle di bigiotteria o i cinesi con gli stand di abbigliamento. Molto è cambiato, ma l’odore dello zucchero filato, delle salsicce arrostite, del pecorino nostrano, del “sangunazzo” o dei “ziringuli”, ci riporta, almeno per un giorno, in una dimensione senza tempo.

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“Casa dei vini”

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attivazione di due enoteche in Calabria

Angela Amato

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Le manifestazioni realizzate dall’Ente Fiera, riconosciute e patrocinate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, fanno sì che quando si parla di vino e di olio, la città di Lamezia abbia un ruolo di primo piano a livello nazionale, presupposti questi, favorevoli alla realizzazione nella piana lametina di un’enoteca regionale. Per divenire un punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno, la Calabria dovrà convogliare le forze regionali alla realizzazione di una

struttura, capace di collegare le diverse e importanti esperienze che caratterizzano la regione per la presenza di questi due importanti prodotti.

un primato per l’ottima qualità del suo vino: si registra il 90% delle produzioni di vini con il marchio, conosciuto in tutta la Calabria.

Esistono tutte le migliori condizioni per ospitare in maniera adeguata la struttura che ha il compito di valorizzare le tradizioni vitivinicole della regione promuovendone la produzione.

Sarebbe necessario, tuttavia, l’istituzione, accanto all’enoteca regionale proposta, di una struttura periferica nelle altre provincie calabresi a partire da quella di Reggio Calabria, valorizzando le capacità della nostra terra esaltando le qualità di un lavoro fatto insieme.

La città di Lamezia, non risulta essere la sola a vantare la preziosità dei due preziosi liquidi. Anche Cirò Marina vanta

La scelta di istituire le due enoteche regionali, a Cirò e a

Lamezia, nasce dal fatto che quelle aree rappresentano un distretto agroalimentare, specie nel settore enologico, che va tutelato. In Calabria sono presenti oltre trentamila aziende agricole che lavorano nel settore vitivinicolo e poco più di trenta che invece si occupano della trasformazione: un patrimonio che sarebbe un peccato sprecare.


Sociologia........... in pillole Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Sociologia A cura di Alberto Russo

“Non sono narcisista, ne’ egoista. Se fossi vissuto nell’antica Grecia non sarei stato Narciso”. “E chi saresti stato?”. “Giove” [Woody Allen]

Il concetto della relatività e devianza Il  relativismo  storico-contestuale è una posizione filosofica che nega l’esistenza di verità assolute. in realtà la corrente detta Relativismo è nata come fenomeno moderno, legata alla cultura del sec. XIX. la conoscenza è sempre condizionata dal singolo soggetto che percepisce e pensa, e non esistono criteri universali che consentano di discriminare la verità e la falsità delle conoscenze soggettive, né un bene ed una giustizia assoluti, che possano valere da  norma  definitiva per i comportamenti etici. In una seconda corrente la misura del giusto e del bene non è l’individuo singolo, ma l’intera  comunità  a cui egli appartiene. Giusto sarà ciò che appare tale alla maggioranza, ciò che giova alla città ed ottiene il consenso più ampio possibile dei cittadini. Cosí il consenso del pubblico diviene la riconosciuta misura della verità di un discorso. La definizione comune di devianza è il non

Woody Allen assoggettarsi al ruolo che la propria società si aspetta”, Il fulcro della definizione fa perciò riferimento alle aspettative e non alla norma. Dalla conoscenza e condivisione della norma derivano le concrete aspettative di comportamento. Il deviante è tale poiché come tale è individuato da un gruppo, sicché è un concetto relativo.. Difficilmente può essere individuato un gruppo completamente esente dal produrre devianza. Per capire di cosa stiamo parlando un esempio su tutti basta a comprendere la frequenza e

la complessità di questi fenomeni, L’adolescenza. I ragazzi oggi non hanno punti di riferimento in assoluto proprio per una concezione di mancanza di verità assolute, e quindi spingono i loro comportamenti solo al fine di sopraffare sul gruppo di appartenenza attraverso comportamenti che si staccano dalle normali norme di convivenza sociale, appunto devianti.

Frasi Celebri

“Baci da Dio!”. “Beh, si’... Lui ha preso tante cose da me!”. [Woody Allen] A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio.. [Oscar Wilde] A essere giovani s’impara da vecchi. proverbio

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Regionale

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Calabria “Terra di rifiuti” Catanzaro, con le strutture di Alli, Lamezia e quella privata di Pianopoli. Quindi, dopo l’insurrezione campana vedremo quella calabrese? La realtà, è che il problema rifiuti non si risolve spostando tonnellate di “monnezza” da un posto all’altro, ogni regione deve essere responsabile del proprio smaltimento.

Perché la Campania da decenni non è in grado di attuare una politica di smaltimento in sintonia con il territorio? Il problema campano è legato alla malavita, alla politica, alla questione del mezzogiorno. Angela Amato Segue da copertina

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Già in passato, in occasione della prima emergenza rifiuti scoppiata a Napoli nel gennaio 2008, l’allora Presidente Agazio Loiero, diede una mano all’allora governatore campano Bassolino, con la disponibilità a smaltire un limitato quantitativo di rifiuti. Alla base della scelta odierna, la collaborazione con la Protezione Civile Nazionale e la stessa Regione Campania, come ha evidenziato l’assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano, che nell’ordinanza emessa ha, tuttavia,“ limitato il conferimento di non oltre 300 tonnellate giornaliere di rifiuti che non pregiudicheranno, in alcun modo, il flusso e i quantitativi disponibili per i rifiuti calabresi, verso una struttura privata nel territorio di Pianopoli”. Una solidarietà, la nostra, che sembrerebbe essere la sola pronta a rispondere all’appello del Governo nazionale e della regione campana. Nessun altro si è reso disponibile: un decisivo no, dalle provincie limitrofe

a Napoli, dalla Puglia e da molte altre regioni. Il sostegno alle esigenze campane arriva da una Calabria che da dodici anni è costretta a sottostare ad una propria condizione disastrosa ambientale. Come se le nostre discariche stessero bene, come se le nostre discariche stessero a norma europea. Ed invece sono quasi tutte vicine a centri abitati e quasi tutti con percolati non controllati, con emissioni in atmosfera che chissà quando verranno controllate, sempre se qualcuno lo farà. Poche, mal dislocate e in via di esaurimento, è questa la condizione in cui la regione si appresta ad accogliere i rifiuti campani. Una provincia, Vibo Valentia, senza nessuna discarica, con rifiuti conferiti a Lamezia Terme; Cosenza appare in codice rosso pur vantando un primato per numero di abitanti; idem Crotone; a Reggio persiste l’incognita del termovalorizzatore da ampliare; l’unica a presentare un quadro migliore sembrerebbe

Non si è mai sentito, infatti, di un problema rifiuti del Veneto, della Lombardia, del Piemonte. Perché? Un’Italia divisa in due: due politiche, due popolazioni, due modi di operare della malavita. Insomma la terra di Calabria resta terra di confine, terra di discariche. Terra di traffici dove tutti si arricchiscono e dove il fiume di denari che arrivano serve solo a tener vive tutte quelle attività fra il legale e l’illegale.


Regionale

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“Maltrattamenti sui minori e dei minori. Cecilia De Marco

Un interessante convegno si è tenuto nella sala Provincia di Catanzaro, organizzato dalla Camera Minorile Distrettuale “Primo Polacco – Francesco Perrotta”, nella persona del suo Presidente, Avv. Angelo Polacco. Il tema particolarmente delicato è stato trattato sotto vari profili dagli illustri relatori i cui interventi hanno avuto un denominatore comune: fare in modo che il minore, a volte vittima, a volte colpevole di abusi, possa riappropriarsi della propria identità, con l’impegno di tutti i soggetti che con lui vengono a contatto. Avvocati, magistrati, professori universitari hanno posto l’accento sulla complessità del problema, tentando di ricostruirne la disciplina giuridica, alla luce di una legislazione assolutamente protettiva del minore. Drammaticamente attuale lo spunto dato dal Prof. Avv. Paolo Galdieri che si è soffermato sulla tematica relativa alla pedofilia tramite internet, ponendo l’accento su tre problemi: le informazioni che possono nuocere alla personalità in fieri del minore; i numerosi reati commessi dai ragazzi traendo spunto da internet, pensiamo al bullismo telematico o ai siti che insegnano come si costruiscono le bombe o come si coltiva la marijuana; i reati di pedofilia sotto un duplice aspetto: gli abusi sessuali di soggetti che, per inclinazione, commettono atti sessuali con un minore e lo sfruttamento sessuale (pedopornografia) di individui, senza scrupoli, che lucrano

sulle inclinazioni deviate dei pedofili. La legge 269/1998 ha previsto una specifica normativa, repressiva di tali condotte introducendo gli artt. 600 ter e quater nel codice penale e, innovativa rispetto al passato, la possibilità, contemplata all’art. 14 del-

Aspetti fenomeno medico-legali ” del minore auto-

la legge, per la polizia postale, di contrastare i reati sessuali mediante l’impiego di sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica, ovvero utilizzando reti di telecomunicazioni disponibili al pubblico. Ed ancora l’esperienza sul campo della D.ssa Simona Rossi, Sostituto Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale di Catanzaro nell’ascolto della persona offesa tra esigenze giudiziarie e tutela del minore in ossequio alle regole previste dalla Carta di Noto. Uno squarcio sui maltrattamenti in famiglia è stato aperto dall’Avv. Luca Muglia, Presidente Nazionale Unione Camere Minorili, che ha tracciato una lucida analisi della tutela penale nei suoi profili sostanziali e processuali e dal Dott. Giovanni Lopez, psicologo, il quale ne ha illustrato gli esiti clinici sottolineando i fattori di criticità nella valutazione della resilienza, ossia della capacità di far fronte al trauma dell’abuso riorganizzando positivamente la propria vita. Non affatto trascurabile lo “young sexual offender”, il

re di reati sessuali: è incredibile constatare come 1/3 degli abusi siano compiuti da soggetti giovani su bambini.

I profili psico-sociali, tracciati dalla D.ssa Giusy Famà hanno evidenziato le motivazioni di agire l’abuso: gravi difficoltà di adattamento e di relazione all’interno del gruppo, profonde frustrazioni e bisogno di rafforzare la propria identità sessuale per sentirsi forti e primeggiare, modelli familiari altamente devianti. Percorsi giuridici a tutela del minore reo, sono stati evidenziati dalla D.ssa Teresa Chiodo, magistrato c/o il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, attraverso l’illustrazione dell’istituto di messa alla prova che consente la sospensione del processo a carico del minore, affidato ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia i quali, in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei suoi confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Lo Stato, in definitiva, rinuncia alla pretesa punitiva favorendo la rieducazione del minore reo e, dove possibile, la riparazione delle conseguenze del reato. Un’intensa giornata che ha registrato un’ampia partecipazione per un tema che tocca le coscienze di ognuno e che deve sollecitare strategie di prevenzione ed intervento da parte di tutti, ciascuno nel proprio ambito.

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Ecologia made-in Calabria

Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Ambiente

Pino Paolillo

Sveglia bambini, bisogna andare a scuola! Le merendine tutto natura della pubblicità, infarcite di grassi idrogenati, vengono inzuppate nel latte super zuccherato, tanto per dare la giusta carica di energia a chi si appresta ad affrontare una dura giornata di studio e di attività fisica.

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Il papà è già al lavoro, ma per fortuna c’è l’auto della mamma che li accompagna fin sul cancello della scuola, altrimenti, con tutti quei libri, ai pargoli gli viene la scoliosi; non a caso le aree urbane dove si registra il maggiore inquinamento acustico (e non solo), sono proprio quelle dove sorgono gli edifici scolastici: strisce pedonali, marciapiedi , doppie e triple file: niente si salva dal parcheggio selvaggio frutto dell’amore di mamma. Poi subito a fare la spesa, con quelle scorte di alimenti come se dovesse scoppiare una guerra mondiale da un momento all’altro, con tanta carne (altrimenti i ragazzi si sciupano e non crescono più), e tanti insaccati nelle vaschette di plastica che, è vero che si usano un giorno e poi finiscono nella spazzatura, ma vuoi mettere l’igiene? Di nuovo in macchina e di corsa verso casa, tra strade costellate di cartacce , fazzoletti , bottigliette e lattine scaraventate dal finestrino di auto che, a differenza dell’ambiente circostante, sono pulitissime e profumate. Per fortuna l’allarme per il riscaldamento del pianeta è arrivato fin qui, tant’è che

si promuovono articolati progetti per il risparmio energetico da presentare ai ragazzi affinché diventino – loro, i cittadini di domani – i protagonisti del cambiamento globale. Ecco allora che i futuri salvatori della Terra sono chiamati a partecipare attivamente ai corsi sulla riduzione degli sprechi, con l’unico inconveniente logistico che li costringe ad aprire le finestre quando i bollenti termosifoni fanno salire la temperatura dell’aula ben oltre i venti gradi.. Un’occhiata al cellulare dopo due, interminabili, ore di astinenza da messaggini, con tante “cappa” che neanche il placito capuano , e di nuovo in classe a sfoggiare ombelichi sopra jeans che resistono incredibilmente al prorompere di pingui rotondità. Va molto meglio nell’ufficio pubblico dove lavora papà: qui il ricambio d’aria è assicurato grazie allo spiraglio lasciato aperto proprio sopra il termosifone, con il duplice risultato di disperdere, insieme al calore in eccesso, anche il fumo delle

sigarette che, si sa, a qualcuno potrebbe dar fastidio, tanto da indurre un sensibile addetto allo sportello (è capitato al sottoscritto), ad invitare i più brontoloni fra gli utenti non fumatori, a presentarsi per il disbrigo delle pratiche, nei momenti di pausa, tra una sigaretta e la successiva. Finalmente, come in ogni famiglia che si rispetti, anche quella calabrese a sera si riunisce a tavola, con la tivù sempre accesa per i bambini che conoscono a memoria le sigle dei cartoni e degli sceneggiati persino in inglese o in spagnolo. E poi dicono che i giovani italiani non conoscono le lingue straniere! Alla fine della giornata il secchio della spazzatura è stracolmo e tocca di solito al povero e stanco genitore andarla a depositare educatamente. E la raccolta differenziata? Sì, qualche cassonetto c’è, ma separare costa troppa fatica e poi qualcuno, che magari non sa leggere o si confonde, butta la plastica in quello della carta e viceversa , oppure lascia tutto a terra quando li trova

troppo pieni perché nessuno si è preoccupato di svuotarli per giorni. Per liberarsi dei cosiddetti ingombranti, non c’è che l’imbarazzo della scelta: per gli amanti del fai da te basta caricarseli in macchina e scaricarli nell’alveo di un fiume (tra i siti più preferiti), in attesa della prossima alluvione che si porta via tutto, oppure ai bordi delle strade, oppure ancora, approfittando della favorevole orografia della regione, nel primo burrone che capita. Chi, al contrario, vuole avere la coscienza pulita, chiama direttamente il proprietario di un furgoncino e si affida alla sua profonda conoscenza del territorio e della mappa dei siti. Lui saprà di certo dove smaltire quel vecchio frigorifero, la lavatrice ormai arrugginita, il televisore che ha ceduto il posto alla tecnologia al plasma, ma anche i calcinacci e il cesso rotto del bagno ormai ristrutturato. Ci penseranno poi gli zingari, con le loro moto “Ape” a recuperare tutto il possibile. Loro sì che sono veri esperti di riciclaggio.


Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Ambiente

Calabria centrale Energetica d’Italia

Pale Eoliche

Pino Paolillo

Sin da bambino ho sempre sognato di visitare un Parco Nazionale, tipo Stelvio o Gran Paradiso, Abruzzo o Circeo (quello della Calabria, all’epoca, neanche c’era). Mi affascinava (e mi affascina ancora) l’idea di ammirare il salto di uno Stambecco, ascoltare l’ululato di un lupo o, più semplicemente, di camminare per ore in un bosco senza sentire gli spari dei fucili o il rombo dei motori, in assoluto silenzio, a parte i suoni e i rumori della natura. Ma si sa, i tempi cambiano, e con essi le idee e il significato delle parole. Adesso in Calabria i nuovi “parchi” che si diffondono sul territorio sono quelli eolici e anzi non se ne fanno di quelli naturali, perché altrimenti non si potrebbero innalzare gli altri: bianche

torri alte 100 metri che svettano un po’ dovunque, spesso in mezzo ai boschi e sulle montagne. All’inaugurazione delle gigantesche turbine che spuntano nel verde si assicura che il “parco” non solo è stato realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente forestale, ma che addirittura lo ha salvaguardato mediante la costruzione e il miglioramento delle strade di montagna. Cioè l’apertura di nuove strade nei boschi montani o l’allargamento di quelle esistenti, favorirebbe la tutela stessa della montagna, ma non solo: faciliterebbe lo sviluppo turistico e la lotta agli incendi, oltre, ovviamente, a far risparmiare migliaia di tonnellate di anidride carbonica . Troppa grazia, Sant’Antonio! Vi immaginate una famiglia di Veneti, stanchi di vedere

le loro intoccabili Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO o di Toscani, stufi delle tanto decantate verdi colline immutate da secoli, che si reca in un’agenzia turistica per prenotare un indimenticabile viaggio in Calabria alla ricerca di un moderno palo d’acciaio con tre eliche che girano tra le nuvole, magari con un alberghetto vicino per svegliarsi al rumore dell’ultimo modello di rotore da 2 megawatt? Altro che i due mari puliti di una dimenticata pubblicità, o i paesaggi incontaminati di monti coperti di boschi: il futuro del turismo in Calabria sono loro, i “parchi” eolici. Male che vada, le nuove e più agevoli strade nei boschi, saranno utilizzate per qualche gara di motocross, l’ennesimo “premio della montagna“ per fuoristrada, una bella mangiata con la famiglia modello “Franco, oh Franco”, con conseguente ricordino a base di bottiglie e piatti di plastica e qualche scorribanda di riconoscenti bracconieri. Se poi qualcuno, apposta o per distrazione, farà scoppiare qualche incendio, niente paura: con le nuove strade le autobotti arrivano prima. Dissesto idrogeologico permettendo.

L’unica speranza è che almeno le pale rotanti riescano a salvare la Calabria dal disastro ambientale dell’inquinamento. Considerando infatti che una quarantina di torri riesce a soddisfare le esigenze energetiche di 200.000 abitanti, con tutti i parchi esistenti e gli altri che spuntano come funghi, tra non molto basterà solo l’eolico per tutta la popolazione calabrese. I soliti magistrati sostengono che l’affare è sporco, ma l’energia, almeno quella, è pulita. Un motivo più che sufficiente per bloccare sul nascere nuove centrali ad alberi ( biomasse è più trendy), dal Mercure a Panettieri, o la riconversione a carbone di Rossano, la nuova centrale di Saline, le turbogas, il megarigassificatore di Gioia, la produzione di energia bruciando spazzatura negli inceneritori, ecc. ecc. A meno che non si voglia anche qui proporre un nuovo itinerario turistico tra ciminiere, depositi di tronchi abbattuti, rifiuti, carbone e polveri sottili. Da consigliare l’uso di una buona mascherina.

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Cultura - Eventi

Anno I n° 1 -15 Novembre - 15 Dicembre 2010

Splendori sacri a Mileto Dal 26 settembre 2010 al 9 gennaio 2011 al Museo Statale di Mileto, si possono ammirare i Tesori della Diocesi di Mileto-NicoteraTropea. La mostra, curata da Rosanna Caputo, storico d’arte della Sovrintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, espone i più importanti capolavori, custoditi nelle chiese della diocesi, tra i quali le preziose croci astili di Gerocarne e Pizzoni, le sculture in bronzo dorato di Cosimo Fanzago, realizzate per il ciborio della Certosa di Serra S. Bruno.

legame tra la Calabria e gli argentieri napoletani, sono i pregiati arredi sacri realizzati da Nicola Cangiani, Giuseppe e Gennaro Del Giudice e opere quali, tra gli altri il Tronetto e gli Ostensori monumentali di Tropea e Nicotera. Ed ancora i manufatti orafi realizzati tra Malta e Messina, gli splendidi portali e i pannelli illustrativi della Cattedrale di Mileto, della Chiesa di S. Leoluca e del complesso conventuale di S. Domenico a Soriano. Una mostra da non perdere.

Testimonianza dello stretto

San Nicola di Bari (Nicola De Blasio) Mileto (VV) Museo Statale

Festival d’Autunno a Catanzaro

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Un’importante rassegna musicale si terrà dal 5 novembre al 2 dicembre all’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro.

Il Festival, giunto quest’anno all’ottava edizione, avrà tra i suoi protagonisti, artisti italiani ed internazionali. Inizia il 5 novembre Marina Rei con “Donna che parla in fretta”, il nuovo progetto live nel quale la popolare cantante rielegge il suo repertorio in chiave intimista rivestendo di nuove sonorità le sue interpretazioni e vedrà la partecipazione di Paola Turci, Nada e Mariella Lo Giudice. Con “Briganti Emigranti”, il 26 novembre, saranno di scena Eugenio Bennato & Orchestra popolare del Sud, attraverso un percorso musicale volto alla scoperta delle forme popolari di tutto il bacino del Mediterraneo. Tra gli artisti internazionali, attesissima la voce potente di Diane Shuur e la

musica del suo Quartet che spazia dal jazz anni quaranta e cinquanta, alla musica pop esplorando tutto il panorama musicale americano del novecento. Sempre nell’ambito della rassegna, al Teatro Politeama, Paco de Lucia, il cantante spagnolo che ha portate le melodie del flamenco in tutto il mondo e l’omaggio a Frank Sinatra di Massimo Lopez & Big Jazz Company con lo spettacolo “Ciao Frankie”. Un ricco cartellone, dunque nel nostro capoluogo che vede la cultura pulsare nei diversi generi musicali, senza confini spazio - temporali.

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Città e Regione Calabria

calabria@cittaeregione.it Periodico mensile di cultura registrato presso il Tribunale di Velletri il 30.06.2009 n°14/09 Anno I 15 Novembre - 15 Dicembre 2010

00040 Pomezia (Roma) Italia Direttore Responsabile: Francesco De Marco direttore@cittaeregione.it Editore: Antonio Armenia Grafica: Simone Stoppioni Caporedattore Calabria Cecilia De Marco calabria@cittaeregione.it Locale e Regionale Angela Amato Ambiente Pino Paolillo Cltura Alberto Russo Si ringrazia per la collaborazione Don Peppino Fiorillo Presidente dell’associazione Libera

Parola ai Lettori Tra case abbandonate e negozi che chiudono,il cuore della città si ferma, è un cuore malato.Un cuore che rischia di fermarsi, quello del centro storico. Il cuore una volta pulsante della nostra città. Il centro antico che solitamente era un centro commerciale, degli studi professionistici, delle botteghe, ma anche il centro dove si tessevano relazioni e si stringevano accordi, affari, etc. Ora è il centro fantasma. E’ un centro storico sempre più “spoglio”. Vuoto di persone, con negozi ed altre attività che chiudono, uffici che si trasferiscono e pieno di case disabitate o lasciate ad extracomunitari. Sicuramente dalle nostre parti è mancata nel tempo una politica incentivante, capace di invogliare gli abitanti degli antichi quartieri a restare nelle loro case. E’ mancata una pianificazione urbanistica e un sistema di agevolazioni fiscali e di sostegni economici tali da consentire ai proprietari di rendere più confortevoli e vivibili quelle case, frenando così il continuo abbandono, lo spopolamento e l’esodo verso i più moderni alloggi. Basta farsi un giro tra i vicoli del centro,o quelli della zona della Chiesa del Carmine, passando per l’intera rete di strade e stradine una volta popolate da centinaia e centinaia di famiglie. Si stringe il cuore a passeggiare. La Piazza sembra un ospizio all’aria aperta con tutti quei pensionati e Bulgari che vegetano tutto il giorno nei bar, regna l’ozio e l’apatia più totale. Porte chiuse, porte rotte, case cadenti, stabili abbandonati. Sintomo di un centro storico che si sta spopolando, che sta morendo. Cervelli,cervelloni profumatamente pagati per studiare soluzioni per far rivivere il centro storico “ fate qualcosa” ogni giorno che passa, quel cuore si affatica. Non reggerà più se si continua a non intervenire “pesantemente”. Ci vogliono incentivi alle ristrutturazioni, bisogna dislocare gli uffici pubblici, bisogna dare ancora parcheggi, si devono dare le possibilità di ristrutturare gli stabili. E’ una corsa contro il tempo. Ci vuole un dottore, ci vuole un defibrillatore. Il paziente non sta bene. E’ in agonia. Salvatelo, salviamolo. I commercianti dicono “Qui non passa più nessuno,c’e un calo delle vendite del 50% .e anche dopo l’estate hanno continuato a vedere le strade poco trafficate e i negozi vuoti. Tutti i settori merceologici sono stati toccati dalla gelata dei consumi. Quella delle attività commerciali di Pizzo è una crisi nella crisi,non solo la congiuntura attuale a livello nazionale,ma anche l’immobilismo delle amministrazioni comunali non fanno scorgere agli imprenditori nulla di buono. E’ prioritario ragionare sulle infrastrutture da realizzare,definire un piano strategico per il commercio cittadino incominciando non solamente e semplicemente dai parcheggi, ma da un piano di spostamento delle persone nell’ intera zona centrale di Pizzo. Servono progetti concreti e di qualità,che facciano confluire le risorse disponibili verso il settore dell’accoglienza e dei servizi.

Sito Internet:

www.cittaeregione.it Chiuso in Redazione in data: 15.11.2010

La politica è soprattutto questo, interpretare i bisogni dei cittadini in azioni concrete. Questa amministrazione evidentemente ha un approccio diametralmente opposto a questa impostazione. Ci vorrebbe un’elezione comunale all’ anno ,cosi almeno,i politici,di qualsiasi parte essi siano, si occuperebbero di più del nostro paese Pizzo! Alberto Barbieri Morales

inviaci le tue riflessioni a: calabria@cittaeregione.it

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Città e Regione edizione Calabria n 1  

Mensile freepress edito a Pomezia e distribuito a Vibo Valentia e Pizzo Calabro. Si occupa di: Politica e Attualità,Economia, Tecnologia, Sa...

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