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Anno I n° 0 15 sett - 15 ott. 2010

Calabria Pizzo Cal - Vibo Val e provincia Periodico di informazione e cultura. Notizie, approfondimenti e aggiornamenti quotidiani su www.cittaeregione.it La situazione della Calabria dalla penna del Procuratore Garofalo

L’INIZIO DI UN’AVVENTURA Cecilia De Marco

<< Ciao, dovrei parlarti di un progetto, ci vediamo per una pizza?>>. << Ok – fu la risposta -, dimmi dove e quando>>. La forza di un’idea innovativa, l’entusiasmo e la passione per un progetto già avviato con successo in altre due realtà, Pomezia e Palermo. Ed ancora, l’inesauribile voglia di comunicare, di informare e di far conoscere tutto ciò che è appannaggio di pochi, di condividere esperienze e molto altro che scopriremo insieme noi e voi.

Loredana Remolo

Una Calabria dove si soffre per l’inquinamento ambientale e “politico” è una terra che offre poco. Una Calabria che lotta per la libertà, la giustizia, il progresso è una terra in cui vogliamo vivere. Francesco De Marco presidente Buongiorno Legalità

Ringrazio innanzi tutto la mia amica Cecilia De Marco per avermi dato la possibilità di esporre la mia esperienza in Calabria nello svolgimento delle funzioni di sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia ed anche nella vita quotidiana, sul numero 0 di questa rivista, fatta da giovani, dai quali ritengo bisogna partire per realizzare una nuova Calabria, e, in generale, un nuovo sud Italia, che si imponga quale forza economica e sociale in Europa e non da considerare come la terra dalla quale andarsene, in quanto povera e priva di prospettive per il futuro. Dopo un periodo di due anni di tirocinio presso gli uffici giudiziari di Genova e Massa, ho assunto il primo incarico in magistratura quale sostituto procuratore a Vibo Valentia il 12 ottobre 2004. Nonostante mio padre fosse calabrese, tanto che dopo la mia nascita a Milano nel novembre 1969, ho vissuto fino al 1973 a Pizzo, ho passato tutta la mia vita a Massa, una città fra Toscana e Liguria. Fino al momento in cui

Sequestri, perquisioni, arresti e deunce. Tutta L’attività E’ questa la nostra avventu- effettuata dalle forze dell’ordine nell’estate Pag.7 ra. Ciò che state tenendo tra le mani, “semplicemente” 16 pagine. E’ “Città e Regione”, Pino Paolillo il progetto che ha preso vita pari delle sagre di paese che, in una torrida sera d’agosto, coinvolgendo tutti noi im- E anche questa è andata! Mi almeno per una sera, fanno dimenticare schiume nostrali mediatamente. riferisco all’estate morente, di immonda provenienza orl’ennesima di tante stagioLo costruiremo parola dopo ni vacanziere animate, si fa ganica, tappeti galleggianti parola, pagina dopo pagina per dire, dalle immancabili di spazzatura, boschi incecercando di aprire una fi- polemiche sul mare sporco. neriti, strade groviera, la suConsiglio comunale sciolto nestra sulle vicende di Vibo Una tradizione ormai, al data per il parcheggio e tutto il campionario di degrado e per infiltrazioni mafiose

Impressioni di Fine Estate

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Vibo Valentia

L’INIZIO DI UN’AVVENTURA

Segue da Coperina

Valentia, Pizzo e non solo, facendo capolino sui fatti dell’intera Regione. Un’ avventura meravigliosa e nel contempo una sfida stimolante che richiede cura ed attenzione. Come un figlio ti accorgi che c’è in esso una parte di te e che rappresenta il tuo investimento per il futuro.

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Un futuro che non vogliamo attendere a braccia conserte come muti spettatori, aspettando che qualcun altro si muova, agisca e ci sovrasti, ma di cui vogliamo essere gli attori protagonisti, capaci di prendere in mano le redini di una realtà difficile, quella della Calabria, cominciando innanzitutto ad interessarci di tutto quello che in essa accade. Eesaltando quello che di buono ( e ce n’è tanto!) essa offre, cercando di fornire degli spunti di riflessione su tutto ciò che non va. Il punto di vista dei giovani che guardano a volte con occhio disincantato le vicende del quotidiano, a volte con coraggioso e dirompente senso critico, o quello più maturo e consapevole di chi non cede a nessuna logica. Perchè “solo il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato crede di decidere”. di Cecilia De Marco

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La situazione della Calabria da Fabrizio Garofalo

sono giunto per lavoro a Vibo Valentia, la realtà che conoscevo era solo quella di una città del centro nord. Dal 2004 sono stato catapultato in un ambiente completamente nuovo, quello di Vibo Valentia e di cui, almeno per i primi due anni, non ho capito assolutamente nulla. Sono subito emerse le differenze nei rapporti fra le persone, sia nell’ambiente lavorativo che esterno, connotati a Vibo Valentia da un rilevante formalismo e dalla accentuata suddivisione delle persone in categorie o classi sulla base del contesto socio economico di provenienza. Nel primo anno di permanenza a Vibo Valentia il mio carattere, piuttosto espansivo e guascone, ha suscitato non poche perplessità nell’ambiente di lavoro, dove venivo considerato un po’ strano, ciò che, anche a causa dell’iniziale inesperienza, ha portato chi mi stava intorno a sottovalutarmi. Da parte mia non ho mai cessato di essere me stesso, in quanto ritenevo e ritengo che per far bene il “mestiere” di magistrato non sia necessario tenere un atteggiamento sussiegoso ed austero, porsi su un piedistallo e guardare il resto del mondo dall’alto in basso, atteggiamento questo proprio di alcuni colleghi, i quali forse dimenticano che i poteri di cui sono stati investiti sono stati loro conferiti esclusivamente per erogare un servizio in favore della collettività e non per

erigersi al di sopra di essa. Con l’andare del tempo, il progredire delle mia esperienza professionale ed umana e la conoscenza dell’ambiente circostante, sono riuscito ad instaurare rapporti di stima, fiducia ed anche di amicizia con persone legate all’ambiente lavorativo, grazie ai quali, ho fatto un salto di qualità nello svolgimento della mia attività professionale e sono maturato come uomo. Penso all’amicizia che mi lega al l.te Nazzareno Lopreiato, comandante la Stazione dei Carabinieri di Vibo Valentia, il quale oltre ad essere stato per me un grande maestro su come si svolgono e dirigono le indagini, mi ha permesso, grazie alle sue straordinarie doti di investigatore, di definire con successo importantissimi procedimenti penali. Senza poi tralasciare gli stretti legami che ho avuto con colleghi come Sisto Restuccia e Giuseppe Lombardo e con investigatori come Rodolfo Ruperti,

“LA GIUSTIZIA E’

IN NOME DE indimenticabile dirigente la Squadra Mobile di Vibo Valentia e protagonista di tutte le più importanti operazioni antimafia sul territorio Vibonese, i quali, oltre ad avermi arricchito professionalmente, mi hanno dato importanti chiavi di lettura, grazie a cui interpretare e capire la realtà esterna all’ufficio e ciò che veramente stava al di sotto dei procedimenti penali che andavo a trattare. È sempre stata l’amicizia con persone del mio ambiente di lavoro a sorreggermi anche nei periodi più difficili della mia permanenza a Vibo Valentia, mentre mi trovavo sotto pressione ed alle volte anche isolato, momenti durante i quali la collega Simona Cangiano non ha mai smesso di farmi sentire il suo affetto ed il suo appoggio in modo


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alla penna del Procuratore Garofalo

’ AMMINISTRATA

EL POPOLO” sincero ed incondizionato. Ora, al posto di Simona, c’è, Fabio Regolo, giovane e valente magistrato in servizio presso la sezione fallimentare e le esecuzioni immobiliari del Tribunale di Vibo Valentia, che, grazie all’esperienza presso il Tribunale di Milano, ha contribuito ad innovare nell’ambito delle materie da lui trattate, l’organizzazione del tribunale, con miglioramenti in termini di efficacia e tempestività del servizio, apprezzati da addetti ai lavori e cittadini. Sono i rapporti professionali ed insieme umani forti a costituire la base indispensabile per affrontare le mille difficoltà nello svolgimento delle delicate funzioni di magistrato in una realtà come Vibo Valentia, difficile da affrontare a causa della fitta ragnatela di rapporti che si instaura in ogni piccola collettività e che, dopo la commissione di fatti reato, rischia di divenire una barriera quasi insormontabile nello svolgimento delle indagini anche a causa dell’omertà, un male che, purtroppo, nel contesto socio culturale

del meridione, è veramente difficile da debellare. Questa fitta ragnatela di rapporti in alcune occasioni rischia di costituire un ordinamento a se stante, quasi impermeabile dall’esterno, grazie al quale possono essere gestiti rilevanti interessi, economici e non, al di fuori del controllo delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Ed ecco allora che i procedimenti trattati presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia riguardano fatti che, nella maggior parte dei casi, nulla hanno a che vedere con i veri problemi che affliggono la città ed il meridione in generale. Si pensi ai fiumi di denaro pubblico devoluti per il Sud Italia nel corso degli anni per realizzare servizi, infrastrutture, agevolare e creare imprese e lavoro, ma poi misteriosamente spariti, senza che siano stati raggiunti gli obiettivi a cui quel denaro era destinato. Nello svolgere il mio lavoro quotidianamente avverto un profondo senso di frustrazione, nella triste consapevolezza che i reati che veramente sono la causa della difficile situazione meridionale mi passano vicino, ma senza che io riesca neppure a vederli. Questo senso di frustrazione si acuisce quando mi accorgo

che le fattispecie delittuose attraverso cui si dovrebbe perseguire chi si appropria di ingenti somme di denaro pubblico od effettua grandi traffici di rifiuti (un vero cancro per il meridione), vengono applicate più che altro nei confronti di chi, in situazione di indigenza, non paga il ticket sanitario o trasporta ferro vecchio in cambio di pochi euro. Non riesco a non pensare a quando alcuni anni orsono seppi dell’arresto di una vecchietta, condannata per aver abusivamente realizzato un manufatto da adibire ai servizi igienici, di cui la sua abitazione fino a quel momento era priva, in quanto la donna successivamente al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, non aveva provveduto a demolire il manufatto abusivo, condotta a cui era subordinato il beneficio della sospensione condizionale della pena, che, invece, proprio per la mancata demolizione del manufatto, inizialmente era stata eseguita, anche se poi sostituita con l’affidamento ai servizi sociali. Premesso che l’iniziale esecuzione della pena ha costituito il frutto di mera dimenticanza dell’avvocato della condannata di richiedere l’affidamento ai servizi sociali, beneficio concesso poco dopo dal giudice (sicché la stessa è rimasta in carcere non più di qualche giorno), il caso della vecchietta ritengo sia l’emblema delle profonde contraddizioni del territorio calabrese, dove a fronte di

Vibo Valentia

un devastante abusivismo edilizio sulla maggior parte della costa tirrenica, per il quale nessuno ritengo abbia mai fatto un giorno di galera, in prigione ci è finita, sebbene per qualche giorno, una vecchietta per aver realizzato, seppure abusivamente, i servizi igienici della propria abitazione. Da parte della magistratura e delle forze dell’ordine è quindi necessario un concreto e costante impegno per indirizzare tutte le proprie risorse verso i problemi “veri” del meridione, ‘ndrangheta, denaro pubblico, abusivismo ed ambiente da affrontare in modo efficace e concreto e con operazioni non di facciata, inidonee ad intaccare le criticità e che diventano spesso “uno specchietto per le allodole” dietro cui si nascondono gravi problemi destinati a rimanere irrisolti. Un esempio, l’inquinamento costiero del meraviglioso mare calabrese. La Procura di Vibo Valentia, con il Procuratore Capo, Mario Spagnuolo, particolarmente sensibile alle questioni ambientali, sta cercando di affrontare questi problemi e di risolverli nel più breve tempo possibile. È però dovere giuridico, civico e morale, per tutti coloro che sanno, aiutare la magistratura e le forze dell’ordine in questo difficile compito, contribuendo a strappare quella fitta ragnatela di connivenze, ostacolo oltre che all’accertamento dei reati, anche al concreto sviluppo e benessere del territorio.

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Vibo Valentia

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La Nave scuola Giorgio Cini ormeggia a Vibo Angela Amato

Nel molo rosso del porto di Vibo Marina, getta l’ancora la nave scuola “Giorgio Cini”. Si fermerà due giorni per le attività di addestramento tecnico - marinaresco degli allievi previsto nel progetto “E…state con la Guardia di Finanza”. Il progetto vuole avvicinare i giovani alla vita di bordo e a conoscere più da vicino il corpo della Guardia di Finanza. La nave, comandata dal tenente Michele Petrone,è stata la sede ieri di un piacevole incontro dove sono intervenuti numerosi ospiti quali: Pino Paolillo, responsabile del WWF, Antonio Montesanti, presidente del Parco Marino Costa degli Dei, Franca Falduto, presidente della consulta giovanile e Laura Greco responsabile della Croce Rossa Italiana.

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Ad accoglierli il comandante della Cini e il colonnello comandante del ROAN Gianni Legato della caserma della GF di Vibo Marina. Apre l’incontro lo stesso comandante Petrone esponendo i vari aspetti tecnici della nave e del progetto scuola. La Giorgio Cini varata l’11 febbraio 1970 dal cantiere navale “Lucchese di Venezia” fu acquistata, dopo alcuni anni di diretta gestione, dalla Guardia di Finanza per l’esigenza di disporre di una nave scuola capace di effettuare crociere addestrative nazionali e internazionali. Dispone infatti di un’aula polifunzionale, luogo dell’odierno incontro, in grado di ospitare circa 60 persone. Da esperto zoologo e naturalista il responsabile della biodiversità, Pino Paolillo, ha affascinato tutti i presenti illustrando diverse diapositive sul mondo dei cetacei e sui rettili ancestrali marini esponendo le innumerevoli meraviglie del mondo sommerso e i rischi a cui vanno incontro. Al fine di salvaguardare, in particolare le tartarughe marine, il WWF ha promosso una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Progetto Tartaruga” che svolge da anni attività di recupero e cura degli esemplari feriti, la ricerca e la protezione dei nidi. Informa, inoltre, i pescatori sui modi per ridurre i casi di mortalità delle tartarughe rimaste intrappolate nelle reti. “Tutto ciò è reso possibile, ricorda Paolillo, grazie all’aiuto dei volontari che con passione e dedizione contribuiscono al lavoro svolto lungo le coste italiane”. A presentare il Parco marino è stato il suo presidente, che ne ha sottolineato la bellezza naturalistica e le finalità volte alla salvaguardia di flora e fauna e a quella delle coste dall’erosione per i fenomeni di regressione legati alla pesca abusiva con reti a strascico anche sotto costa e all’inquinamento organico da scarichi di impianti fognari a mare. Argomento di grande attualità in questi mesi estivi. Avvincente il video sull’emigrazione, proposto dalla responsabile della Cri, in particolare sulla discriminazione verso gli immigrati, invitando i ragazzi presenti a non considerarli dei nemici perchè essi, disperatamente, sperano di andare incontro ad un futuro migliore. In conclusione, il presidente della consulta giovanile ha ringraziato i promotori del progetto auspicando che sempre più giovani siano attratti dalla fantastica esperienza con la nave scuola Giorgio Cini.

Nave scuola Giorgio Cini

Autorità

Antonio Montesanti Presidente Parco Marinio Costa degli Dei


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dalla Provincia

Mileto: Ricordando De Andrè alla III edizione “Mileto in calabrese Militu è famosa per essere stata la città natale del normanno Ruggero II e della mistica Natuzza”

“la bellezza di poter suonare per una piazza gremita” Alberto Russo

Lo scorso 20 agosto si è svolto, nello scenario di Piazza dei caduti nella cittadina normanna di Mileto, il Premio musicale “Ricordando De Andrè”, che, giunto ormai alla terza edizione, funge da calamita non solo per i miletesi, ma per gli amanti del genere e del mondo musicale tutto.All’apertura del palcoscenico le luci hanno illuminato una piazza gremita, un pubblico che già sapeva di ammirare uno spettacolo unico nel suo genere, sicuro di non rimanere deluso, anzi, speranzoso di ascoltare delle esecuzioni di spessissimo livello tecnico e artistico. Undici le esibizioni. Ogni gruppo partecipante ha ri-arrangiato, seguendo la propria origine musicale, le canzoni di De Andrè spaziando dal rock allo stile etnico, insomma una serata condita da mille salse che hanno regalato al pubblico delle vere e proprie ghiottonerie artistiche.L’appendice culturale di Michele Figliuzzi, profondo conoscitore di Fabrizio De André e membro della fondazione a lui dedicata, la ciliegina sulla torta. Il nostro viaggio all’interno del “Ricordando De André” ci ha portato a sentire, direttamente dalla voce dei protagonisti dell’evento, di chi lo fa pulsare con le proprie composizioni, il significato di

questo importante Premio e il suo particolare modo di approcciarsi a De Andrè. Antonio Grillo, chitarrista locale di

grande fama, partecipa per la seconda volta alla manifestazione, nel 2007 con la canzone “Andrea”, quest’anno con i “Diadema”, gruppo miletese storico, presenta “Il testamento di Tito”.“La bellezza di poter suonare per una piazza gremita che riempie fino all’ultimo secondo tutti gli spazi liberi, desiderosi di ascoltare -sottolinea Antonio- le meravigliose sensazioni e feedback che giungono dal pubblico agli artisti ci infondono la voglia di fare sempre meglio per vincere una manifestazione che come intento primario si pone quello del ricordo di un grande cantante senza tralasciare la divulgazione della cultura musicale”. Nonostante la splendida esibizione, una delle migliori della serata, i “Diadema” non hanno conquistato il primo posto e il corposo premio di mille euro, è andato ai “Mattanza”, proveniente dalla

provincia reggina che ha presentato la versione ufficiale, per l’occasione depositata anche alla fondazione De André, di “Bocca di rosa” in calabrese, versione che si aggiunge a quella napoletana e sicula. I “Mattanza” si sono aggiudicati anche il premio originalità a pari merito con i “Koralira” e la canzone “Si chiamava Gesù”. Entusiasti gli organizzatori dell’evento. Per Francesco Ridolfi, il premio è cresciuto molto in questi tre anni per la qualità artistica dei gruppi musicali e la continua evoluzione nel regolamento che rende la gara più appassionante e coinvolgente. In futuro, verranno create due categorie, una dilettantistica e una professionale. Della serata rimane la sensazione che la perfetta riuscita della manifestazione abbia suscitato un piacevole risveglio della cittadina che inizia ad assaporare eventi culturali diventati, ormai, pilastri dell’estate miletese, augurando buon lavoro per l’edizione 2011.

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Dalle Istituzioni a cura di Rosaria Marrella

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La Guardia Costiera sequestra imbarcazioni e acquascooters

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NICOTERA -”Nico-scooter” è il nome dell’importante operazione condotta dagli uomini della Capitaneria di porto di Vibo Marina, agli ordini del comandante di fregata Luigi Piccioli. Su un’area interessata da circa 3mila metri di arenile, è avvenuto un importante sequestro: 64 imbarcazioni da diporto, 9 acqua scooter, 15 carrelli per trasporto stradale. Attualmente il “bottino”, tranne le moto d’acqua (le quali sono in custodia alla stessa Guardia costiera presso la Capitaneria di Vibo Marina) è in custodia giudiziale al comune di Nicotera. Complessivamente il valore dei mezzi sequestrati è pari a 600mila euro. L’area è stata recintata con nastro bianco e rosso e posta sotto sequestro preventivo d’urgenza, in applicazione ad un provvedimento emesso dal sostituto procuratore della Repubblica, Fabrizio Garofalo. Le indagini erano iniziate all’inizio dello scorso luglio a seguito delle numerose denunce pervenute tramite il numero blu 1530, alla sala operativa della guardia costiera di Vibo Marina. Venivano, in particolare, segnalate le pericolose evoluzioni delle moto d’acqua nello specchio d’acqua antistante l’abitato di Nicotera Marina a meno di 150 metri dalla battigia. Per individuare l’area interessata

Numeri Utili Ufficio locale Marittimo Pizzo Via Alcide de Gasperi tel: 0963531470

Capitaneria di Porto Vibo Marina Via Molo n. 1 -

tel: 0963 5739201 è stato battuto tutto il litorale sino a Tropea, una minuziosa battuta effettuata dalle radiomobili a terra e dalle motovedette via mare, il tutto per individuare l’area utilizzata per alare e varare con un mezzo cingolato le imbarcazioni. I gestori dell’area

interessata a sequestro, sarabbero risultati sprovvisti delle necessarie autorizzazioni. Un attento controllo a cura degli “angeli” del mare, a tutto vantaggio dei cittadini residenti e dei turisti, i quali scelgono la Calabria per la meta della loro vacanza.

Numero Blu 1530

Sito Internet www.gardiacostiera.it


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Dalle Istituzioni a cura di Rosaria Marrella

I risultati dell’attività operativa dei carabinieri in cifre 180 le perquisizioni, 3275 i mezzi controllati, 2272 le persone identificate e 130 verbali elevati

PIZZO - Sul finire dell'estate iniziano i consuntivi, ed è più che positivo quello inerente all'intenso e laborioso lavoro espletato dagli uomini della stazione dei Carabinieri di Pizzo, agli ordini del comandante Pietro Santangelo e del vice comandante Giuseppe Barilaro. Un lavoro volto al controllo del territorio affinchè si ripristini e si mantenga lo stato di legalità, a favore dei cittadini e dei turisti che ogni anno scelgono la cittadina tirrenica quale meta delle loro vacanze. Un lavoro di squadra quello eseguito dagli uomini di Santangelo, i quali nella loro attività operativa sono altresì coordinati dal capitano della Compagnia del capoluogo, Stefano Di Paolo, il quale è da sempre molto attento alle esigenze del territorio ed altresì pronto ad attivare i suoi uomini a vantaggio della collettività.

Ebbene, nell'arco temporale che va dall'inizio del corrente anno sino al 31 agosto vi sono numeri importanti inerenti all'attività operativa dei Carabinieri di Pizzo: 31 gli

arresti (a questi ne vanno aggiunti ulteriori 10 eseguiti nella città di Pizzo dalla compagnia del capoluogo), 40 le denunce s.l. (altre 30 fanno capo alla compagnia dei carabinieri di Vibo Valentia), 180 le perquisizioni, 3275 i mezzi controllati, 2272 le persone identificate e 130 verbali elevati per non aver rispettato il codice della strada.

Non da meno, importanti anche i controlli settimanali con etilometro ed autovelox effettuati dai militari, nonchè l'assidua presenza dei cinofili con i cani antidroga in città in tutti i fine settimana di luglio e di agosto, ed i controlli eseguiti via mare dalla motovedetta.

Importanti numeri, soprattutto se si considera il piccolo segmento temporale analizzato. L'azione incisiva dei militari ha fatto sì che il cittadino si educasse maggiormente al rispetto delle norme e, negli ultimi tempi è palese una controtendenza: si trasgredisce di meno e si rispettano di più le leggi. Quale deterrente magari

saranno stati i verbali o il sequestro dei mezzi, ma ciò che più conta è che il cittadino è sempre più avvezzo a rispettare le regole. Inoltre, i carabinieri - gli operatori sociali più accreditati della penisola - sono sempre più un punto di riferimento importante e la loro vicinanza alla gente ha instillato in quest'ultima ancora più fiducia nelle istituzioni.

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Numeri Utili Stazione Carabinieri Pizzo CONTRADA S. ANTONIO tel: 0963 531555

Stazione Carabinieri Vibo Valentia VIA PARODI SENATORE

tel: 0963 577320

Gruppo Operativo Calabria Vibo Valentia VIA AEROPORTO tel: 0963 265300

Nucleo Elicotteri Elicotteri Vibo Valentia VIA AEROPORTO tel: 0963 265400

LA REDAZIONE DI CITTA’ E REGIONE E’ APERTA A TUTTI COLORO CHE VOGLIANO INOLTRARE LETTERE, FORNIRE RIFLESSIONI O SEMPLICEMENTE SEGNALARE EVENTI. SCRIVI A: calabria@cittaeregione.it


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Pizzo Calabro

Auto, isole pedonali e commercio: a quando una soluzione efficace per la Marina e la Città? Sinibaldi De Marco

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L’estate è ormai passata ma per qualche altro fine settimana se il tempo reggerà ci sarà ancora un po’ di movimento il venerdì ed il sabato sera alla Marina di Pizzo. Poi si faranno i conti pur sapendo già da adesso che quest’anno le cose non sono andate proprio molto bene. C’è stata una flessione di presenze ed una flessione conseguente di entrate: forse per effetto della crisi generale che ha coinvolto il nostro Paese forse perché non si è stati bravi ad andare controtendenza. Comunque sia questa situazione induce oggi a sviluppare una riflessione attenta su come cercare localmente di incentivare presenze e vendite già per le prossima stagione. E’ un lavoro che devono fare gli operatori economici (pensare a nuovi o migliori servizi, a più qualità e a prezzi forse anche più bassi) ma anche per gli amministratori pubblici ai quali competono gli aspetti organizzativi e funzionali e di promozione della intera città. Per il momento i ristoranti, le gelaterie ed i cocktail bar della Marina hanno ormai da diversi anni trasformato il Lungomare Cristoforo Colombo nel secondo polo di riferimento turistico e ricreativo per Pizzo dopo quello storico di Piazza della Repubblica. Merito degli operatori ma anche delle varie Amministrazioni che hanno saputo e/o voluto investire con opere di riqualificazione urbanistica sul rilancio di Pizzo

come luogo ottimale per incontrare amici e conoscenti, per parlare di affari o semplicemente del più e del meno, per passare insieme una piacevole serata cenando, gustando un gelato ai tavolini, sorseggiando un cocktail o anche solo per passeggiare al fresco dopo una giornata calda ed afosa passata al mare o al lavoro. Per giovani e meno giovani la Marina di Pizzo ha finito così per rappresentare un "must" dove andare almeno una volta ogni tanto nel giro tra i luoghi più interessanti e piacevoli della nostra Costa degli Dei. Bene, questo è stato ed è la situazione che si è rilevato anche quest’anno ma come tutti gli anni il problema di come arrivare e dove fermarsi è rimasto. Gli spazi esistenti si sono rilevati insufficienti ancora una volta nonostante la flessione delle presenze e nulla di nuovo è stato ideato e messo in atto per conciliare gli accessi della clientela con le isole pedonali. Il recupero dell’area dietro il Forte della Monacella o quella alla base del Castello sono rimaste incompiute e quindi non in grado di fornire soluzione al tentativo di conciliare le isole pedonali con la possibilità per le persone di poter arrivare alla Marina. Risultato di tutto ciò è che ancora una volta parcheggi e mobilità urbana sono divenuti gli elementi fondamentali per poter fare di Pizzo il polo di ricevimento per centinaia e centinaia di persone ogni sera e per poter

soprattutto dare respiro alle iniziative . Ci sono nostri clienti, soprattutto quelli che hanno in famiglia bambini e persone anziane, che in estate ci dicono che non vengono perché è difficile se non impossibile arrivare alla piazza e alla marina lamentando anche la poca accoglienza dei vigili urbani. Ecco allora che quello che potrebbe essere una risorsa economica per l’intera città è diventato un vero e proprio punto debole. E così se non c’è afflusso non c’è passeggio e se non ci sono afflusso e passeggio allora non ci sono vendite e quindi economia. E le cose vanno male ancora di più di quello che causa la crisi economica generale. In effetti la logica è semplice: se le persone non hanno modo di scendere dalle loro macchine e venire nelle nostre piazze e sul nostro lungomare, queste finiscono la prima volta per perdersi in mille giri alla ricerca del parcheggio, la seconda per riprovarci e la terza per rinunciare del tutto a venire qui da noi, alla Marina così come in Piazza. Invito pertanto l’Amministrazione diretta dall’attento Sindaco Fernando Nicotra a

per la tua pubblicità:

voler già in questo mese di settembre riunire un gruppo tecnico di lavoro per trovare, e non solo per parlare, la soluzione a questo problema. Noi operatori siamo pronti a proporre anche qualche soluzione e a fare la nostra parte qualora necessaria. E’ importante ed urgente, sì urgente proprio ora che l’estate sta finendo, trovare la giusta soluzione oggi per essere pronti domani già per la prossima estate. Senza un buon rimedio Pizzo rischia, infatti, non solo di non poter recuperare competitività e attrattività ma anche di perdere quello che fino ad oggi con grande fatica amministratori pubblici ed operatori privati hanno saputo conquistare. Le opere incompiute di Pizzo attendono di essere finalmente risolte: ascensore , parcheggi della Marina e per la Piazza, parcheggi di smistamento e regole di viabilità e di accesso alla città in particolare. Perché per fare domani fermare bene, oggi è ora di muoversi, e di muoversi subito.

redazione@cittaeregione.it

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Eventi

“VOLARU ‘A CEJI”: SOLTANTO UN RICORDO

Un evento dedicato ai turisti che partono e fanno ritorno a casa dopo aver vissuto un breve periodo di vacanza a Pizzo

Città e Regione n° 0 15 sett - 15 ott. 2010

so pizzitano che tanto successo ha avuto e continua ad avere in varie parti della Calabria. Quando dopo il 20 agosto i turisti ripartono per ritornare alle Il festival coinvolgeva, dapprima artisti prettamente pizzitani, loro città e riprendere a lavorare, come la migrazione degli in seguito ebbe una rilevanza più vasta tanto che da altri paesi della regione e del sud Italia e qualche turista ancora presente, uccelli, Pizzo, piano, piano, si spopola. tutti accorrevano per partecipare alla kermesse. Nel suo bel salotto, Piazza della Repubblica, i tavolini sono un po’ più vuoti e il lungomare della Marina sempre più de- “Volare a ceji”aveva raggiunto il suo intento: ripopolare la Piazza e le varie parti del paese, restituendo, nell’arco di un’intera serto, insomma “Volaru a ceji”. serata, quella allegra spensieratezza che la fine dell’estate aveva I turisti, che nei mesi estivi contribuiscono al benessere del portato via. Gli aneddoti intorno a “Volare a ceji” sono molti, paese rendendolo allegramente rumoroso, volano via, parto- ricchi di appassionanti ricordi nella voce rotta dall’emozione no. E’ una considerazione un po’ triste e malinconica, foriera dei protagonisti che ancora oggi parlano della manifestazione. dell’approssimarsi ineluttabile dell’autunno e con esso della La semplicità dell’organizzazione, un piccolo palco sotto i stagione fredda. portici della Piazza, la spontaneità dei personaggi, la felicità Negli anni ’60 da tale espressione tipicamente dialettale, qua- del premio, una piccola coppa messa in palio per il vincitore, si per esorcizzaree l’incombente tristezza, un personaggio dai il piacere di stare insieme e di condividere momenti di giocapelli lunghi e bianchi, come fosse venuto dalle favole, Don ia genuina attorno ad un tavolo, mangiando e bevendo fino Paolo D’Andrea, diede l’ispirazione a quattro amici, i fratelli all’alba. Questi gli ingredienti, il segreto di un successo indiIngenuo, Lino Vallone e Mimmo Primicerio, al tavolo di un menticabile. Tanto che, per accontentare coloro i quali, ormai bar, la mitica “ Grotta Azzurra” di creare un festival proprio partiti, non potevano più goderne, negli anni successivi, venne creata una serata in cui, invece sui salutavano i turisti c he dal titolo “Volare a ceji”. ritornavano a Pizzo con l’omaggio “Tornaru a ceji” (gli uccelli Erano previsti due gironi, uno in cui si dava spazio ai c.d. sono tornati). In tal modo il paese intero dava il benvenuto ai dilettanti allo sbaraglio, l’altro in cui si esibivano i cantanti turisti accogliendoli in un’atmosfera entusiasmante. locali che interpretavano i successi dell’epoca.La manifestazione era musicata dal gruppo “I Volanti”, Lino Vallone, Lino Oggi nelle nostre estati, fatte di divertimenti sfrenati, queste Rocca, Francesco Miceli e Carmelo Airoldi, storico comples- manifestazioni non ci sono più, ma “Volaru a ceji” è rimasto nei cuori di tutti come un ricordo senza tempo. Cecilia De Marco

oppure contatta il seguente numero: 393 .90.65.518 - 10.000 copie stampate - 3 milione di contatti on-line

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Regione a cura di Daigoro Mazzoleni

Città e Regione n° 0 15 sett - 15 ott. 2010

CAULONIA: GLI STRANIERI OGGETTO DI “ATTENZIONI” Con una variazione allo statuto comunale, inserendo una norma che regolamenta il diritto al voto, l’amministrazione comunale di Caulonia (RC) estende il diritto di voto, sia passivo che attivo, agli apolidi (dal greco, “privo di cittadinanza”). Parte dei cittadini e dei politici locali accusa gli autori di questo provvedimento di aver architettato una mossa politico-elettorale, altri giustificano l’espediente come un gesto volto all’integrazione di quella parte degli stranieri, che a causa della loro condizione giuridica internazionale si ritrovano privi di diritti. In merito è intervenuto il Governo, il Consiglio dei Ministri, in data 04/08/2010, deliberando l’annullamento della norma introdotta nello statuto comunale di Caulonia, in quanto la norma comunale va contro i principi delle leggi italiane.

A SOVERATO APRE L’ACQUARIO PIU’ GRANDE DEL SUD ITALIA

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Alla presenza di tanta gente e di autorità, tra cui il presidente della Regione, apre l’acquario comunale di Soverato. Un’opera importante, sia ai fini turistici che culturali. Una superficie interamente coperta di circa 1.350 metri quadrati, disposta su due piani. Opera realizzata con contributi della Regione, Comunali ed Europei. Merita una nota d’attenzione la scelta importante di prelevare l’acqua necessaria alle vasche direttamente dal mare, tramite una pompa, e certamente anche grazie alla scelta di ubicare l’acquario nei pressi del lungomare. Le vasche ospiteranno le specie ittiche e gli organismi che popolano il nostro mare. L’acquario nasce anche con scopi di studio e ricerca scientifica candidandosi come polo di ricerca del centro studi universitari della Calabria. Già stipulata una convenzione con il Dipartimento di Chimica dell’Università Magna Græcia di Catanzaro e ora si candida per effettuare il monitoraggio delle acque al fine di rilevare presenza di metalli pesanti e sostanze radioattive. Nei laboratori del centro si potranno svolgere studi di biologia marina, ittiofauna e l’itticultura.


Città e Regione n° 0 15 sett - 15 ott. 2010

Regione a cura di Daigoro Mazzoleni

IL Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento del Comsiglio Comunale di Nicotera

SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE Su proposta del Ministro dell’Interno, il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Nicotera (Vibo Valentia), nel quale sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Questo è il comunicato apparso sul sito ufficiale del Governo Italiano. E’ il secondo scioglimento di questo comune in un decennio. A guidare la triade commissariale sarà il prefetto in quiescenza Marcello Palmieri, così come nel 2005 quando venne commissariata la giunta Adilardi. A completare la triade, la Dr.ssa Angela Diano e la Dr.ssa Eugenia Salvo. Dopo tre anni di commissariamento nella primavera del 2008 alle elezioni partecipa l’unica lista candidatasi a guidare il governo del paese, lista “Nicotera Democratica”, e forte di largo consenso il Dott. Salvatore Reggio viene eletto Sindaco. Gli ultimi mesi dell’amministrazione sono stati abbastanza burrascosi, prima le dimissioni presentate dal Sindaco a seguito di alcune incomprensioni in seno alla giunta; poi ritirate e ad agosto arriva il commissariamento. Diffusa illegalità, scambio di voti, rapporti di parentela e frequentazione di ambienti mafiosi da parte di alcuni consiglieri comunali (uno dei quali tratto in arresto nell’aprile 2009 e poi rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame), cambio dell’ubicazione del porto turistico per tutelare interessi familiari, ultima, ma solo in elenco e non per importanza, la questione relativa alla lista unica alla competizione elettorale. Al centro dell’attenzione la lista e i suoi membri che hanno preso parte alla corsa elettorale, cittadini con precedenti penali e con frequentazioni con affiliati a organizzazioni criminali; condizionamenti ai candidati che successivamente non presero parte alla competizione ritirando le liste contrapposte a “Nicotera Democratica”: questi gli addebiti fatti dal Ministero degli Interni. Tra le altre cose salta al centro dell’attenzione sulla stampa locale il passato del fratello dell’ormai ex-sindaco, latitante deceduto da circa vent’anni. A tutto ciò ha replicato il Dott. Reggio, precisando che non ha mai condiviso le scelte del fratello e, in merito alla relazione ministeriale ha dichiarato :

«è un guazzabuglio generico e confuso di fatti e situazioni» con conseguenti «inesattezze, manipolazioni di dati e suggestioni». Ora siamo in attesa di avere maggiori informazioni, su quanto emerso dalla relazione, su tempi e durata del commissariamento.

Palazzo Chigi

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Ambiente

Impressioni di Fine Estate Pino Paolillo

disservizi che fino al mattino precedente hanno indotto molti a interrogarsi su chi glielo avesse fatto fare. Anche quest’anno, come da copione, le pagine dei giornali si sono riempite di lettere di protesta di turisti abbindolati dalle pubblicità ingannevoli che promettono in Calabria mari caraibici, grazie a splendide foto di acque limpide, occasionalmente immortalate tra uno scarico di liquami da un lato e un’invasione di pattume dall’altro.

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A leggerle, di anno in anno, se non fosse per la firma diversa, sembrerebbero quelle degli anni precedenti: prima l’inganno, poi la beffa, indi la solenne promessa di non mettere più piede a sud di Maratea ,tranne che per raggiungere la Sicilia o per realizzare una fuga da sogno evocata da un vecchio “poster” che mostrava “un mare di velluto ed una palma” su lidi nordafricani. Ma si sa, la crisi incombe e non tutti hanno la possibilità di concedersi una vacanza del genere e allora tutti giù, da Stoccarda o da Torino, da Zurigo o da Cusano Milanino, a trovare i vecchi genitori, fratelli, cognati e parenti tutti: per un po’ ci si arrangia, ma almeno si sta tutti insieme, si fa una bella mangiata in famiglia e si va tutti al mare. Che non sarà proprio quello delle Antille, ma di certo si sparagna. Oddio, per fortuna non è dappertutto così, considerato che quelle tre-quattro bandiere blu per il mare (sempre) pulito riusciamo

comunque a conquistarle: su settecentocinquanta km di costa, è pur sempre meglio di niente. Ora si chiamano punti di eccellenza, ma non possiamo trasferirci tutti lì. Per il resto continuiamo ad affidarci alla buona sorte, ai misteriosi giochi delle correnti marine, alla tenuta del depuratore o, male che vada, agli orari mattutini che precedono l’arrivo di temibili schiume e deprimenti maree di rifiuti. Il guaio è che sono ancora in molti a credere che basti una buona campagna pubblicitaria “per rilanciare l’immagine” della Calabria e salvarla dal naufragio del sogno turistico inseguito da decenni e che invece sembra definitivamente svanito. Seppellito per sempre insieme alle rocce e alle sabbie delle nostre coste, sfregiate dalla turpe banalità del cemento, versato come acido sul volto di una bella donna. Dopo essere rimasti a debita distanza per secoli per paura dei saraceni, non ci è parso vero di calare dalle montagne a conquistare il nostro pezzo di marina e piantarci i pilastri e i recinti simbolo del nuovo potere, senza alcun rispetto per quel mare che ci circonda quasi fossimo un’isola, lo stesso mare che in certi (pochi) casi ha assicurato il passato, ma che, così malridotto, non sembra più in grado di garantirci un futuro. Probabilmente sorgerà ancora qualche villaggio turistico stile Malindi o Sharm el Sheik con tante palme, piscine per grande piccini e i comfort per una vacanza

all inclusive, mentre appena fuori, più che la savana o il deserto africani, troveremo cassonetti stracolmi che continueranno a vomitare sudiciume, mentre i bordi delle strade testimonieranno la grande cura degli automobilisti calabresi per la propria auto (un po’ meno per la cosa pubblica). Sicuramente si rinnoveranno le “antiche tradizioni” di improbabili tornei medievali, si moltiplicheranno le sagre paesane di qualsiasi prodotto che abbia la caratteristica della commestibilità, “annaffiato “ – ci mancherebbe – dall’immancabile vino locale. Il tutto fino a settembre. Poi

tutti a casa: la Calabria “turistica” chiude per ferie, le lunghe ferie inver nali che dureranno fino al prossimo mese di luglio, quando snoccioleremo i soliti dati sui batteri fecali che popolano le acque costiere, i tanti chilometri divorati dal cemento e invidieremo i pochi fortunati che potranno bagnarsi senza il rischio di riempire gli studi medici a fine o durante la stagione del meritato riposo. Nel paradiso abitato da diavoli il paesaggio si sta adeguando sempre più rapidamente al carattere degli abitanti. Cercansi Serafini e Cherubini per difendere gli angoli sopravvissuti di un Eden perduto.


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Ambiente

Parte l’allarme dalla Campagna di Legambiente. Dopo il monitoraggio emerge che i fiumi calabresi sono fortemente inquinati

DRAMMATICA SITUAZIONE PER I FIUMI CALABRESI Angela Amato

E’ il dato che emerge da Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. Le cattive notizie per il sistema marino costiero della Calabria viaggiano lungo fiumi e corsi d’acqua risultati gravemente contaminati da inquinamento microbiologico. Ben otto i punti critici rilevati dall’imbarcazione ambientalista: fortemente inquinate le foci di Fiumerella, Lao, Neto, Petrace, Mesima, Angitola e S. Anna. Le analisi dei biologi hanno evidenziato una situazione di forte sofferenza presso le foci dei fiumi, grande grido di allarme questo che mette in evidenza uno stato di deterioramento delle acque calabresi legata a doppio filo con reti fognarie e servizi depurativi scarsi e come se non bastasse si aggiungono anche quelli di cattiva manutenzione e guasto delle condutture. Pesano sul cattivo stato di salute dei fiumi e quindi del mare calabrese anche i numerosi scarichi fognari illegali, stando ai dati del Blue Book la depurazione delle acque reflue nella nostra regione raggiunge un’efficienza sulla carta del 74,6% lasciando scoperti oltre 500 mila abitanti. Ma la realtà è ancor

“Fortemente inquinate le foci di Fiumerella, Lao, Neto, Petrace, Mesima, Angitola e S. Anna” peggiore, molti comuni calabresi non sono muniti dei depuratori e dove ci sono, spesso il sistema di depurazione non è efficiente oppure presenta tecnologie obsolete. Nulla di nuovo quindi, anche quest’anno la campagna di Legambiente non ha fatto altro che ribadire quello che da tempo è a tutti noto: la contaminazione microbiologica del nostro mare, tra i più belli e incantevoli del Paese, arriva anche e soprattutto dalle foci dei fiumi e dei corsi d’acqua minori. Proprio il Mesima, il più importante della regione, le cui sorgenti situate nelle Serre vibonesi tra i comuni di Vallelonga e Simbario, raggiunge la piana di Gioia Tauro e quindi dell’alto reggino prima di gettarsi nel Tirreno, è definito dal comandante della

Per maggiori info: www.legambiente.eu

Capitaneria di Porto Piccioli “una cloaca a cielo aperto”. Nelle sue acque si riversano i liquami, spesso non depurati, di diciotto comuni che poi inesorabilmente vanno a finire a mare contribuendo considerevolmente al suo inquinamento. Il presidente della provincia Francesco De Nisi, nel corso di un incontro a Palazzo ex Enel, ha annunciato l’intenzione di proporre alla Regione alcuni progetti per arginare il problema.Appare comunque improrogabile la necessità che i comuni avviano in sinergia concrete azioni volte alla definitiva rimozione delle cause.

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Cultura Eventi Spettacoli

DA NON PERDERE 18 settembre presso il Museo della Tonnara a Pizzo XVII Giornata Mondiale Alzheimer

9 - 13 ottobre a Pizzo, VII Rievocazione storica dello sbarco, della cattura e della fucilazione di Re Gioacchino Murat

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La mia Storia con te E’ uscito il 3 settembre e si può scaricare dal sito www.alessandraamoroso.it, il nuovo singolo dell’artista, tratto dal nuovo album “Il Mondo In Un Secondo”, disponibile dal 28 settembre. Un’altra imperdibile emozione per gli estimatori della giovane artista che, con la sua voce “soul”, continua a scalare le classifiche. Una struggente interpretazione per un amore che, forse sta per finire, spaccato “da un solco profondissimo”.

Ma c’è ancora la voglia “di vivere immensamente quel sogno insieme, la mia storia con te”.

EVENTI DI CINEMA CHE CHIUDONO L’ESTATE Un’intera serata dedicata al cinema si è svolta, il 19 agosto, nella Piazzetta antistante la Chiesa “Maria SS. delle Grazie”. Sindaco in prima fila, luci soffuse, atmosfera coinvolgente. La maestria della presentatrice, sig.ra Franca Pietrogrande, ha snocciolato un programma ricco di canzoni, da quelle napoletane con omaggio a Totò e alla sceneggiata eseguite dal tenore Wladimiro Montante, alla splendida “Tu che mi hai preso il cor” tratta dalla Romanza di Lear per la sezione cinema d’amore, interpretata dalla passione della sig.ra Ermelinda Procopio. Le poesie, recitate dalla Prof.ssa M. Felicia D’Amore, “con la passione di una napoletana che ama la sua città”, “Notturno alle pendici del Vesuvio” tratto dalla “Ginestra” di Giacomo Leopardi e “Pianoforte ‘e notte” di Salvatore di Giacomo. Ed ancora il musical con il piccolo Simone Pungitore di Acconia che ha ballato su musiche di Michel Jackson e l’omaggio a Walt Disney con “I sogni son desideri” da Cenerentola e “La Bella e la Bestia” delle dolcissime Ludovica e Marika.

per la tua pubblicità: redazione@cittaeregione.it

Emozionanti gli interventi di Luigi Feroleto, giovane attore di origini pizzitane con “A livella” e, per la sezione cinema internazionale un passo tratto dal film “Trein de vie” del rumeno Radu Mihaileanu. Le più belle colonne sonore sono state eseguite da due chitarristi d’eccezione, Mastro Lino Vallone e Vincenzo Rondinelli che hanno riempito l’aria delle note misteriose del “Padrino Parte I e Parte II”, e di quelle grintose e spavalde di Ennio Morricone e dei suoi western. Infine un ricordo al mitico Cinema Elena, piccolo e storico cinema di Pizzo che, negli anni ‘50 e ‘60 ha assistito ai cambiamenti del boom economico e ha visto nascere tanti amori, ma non ha resistito all’era della tecnologia e soprattutto della politica della decadenza culturale. Una serata per dimostrare che la CULTURA non ha bisogno di grandi palcoscenici e personaggi di fama, ma del cuore, dell’entusiasmo e della passione di chi desidera trasfonderla agli altri e di chi sa apprezzarla.

oppure contatta il seguente numero: 393 .90.65.518


Città e Regione n° 0 15 sett - 15 ott. 2010

Calabria

calabria@cittaeregione.it Periodico mensile di cultura registrato presso il Tribunale di Velletri il 30.06.2009 n°14/09 Anno I Sett - Ott 20010 Direttore Responsabile: Francesco De Marco direttore@cittaeregione.it Editore: Antonio Armenia Caporedattore: Cecilia De Marco Grafica: Simone Stoppioni Locale: Rosaria Marrella

Non sempre ciò che vien dopo è progresso. 

Cù nci lava i pedi o ciucciu perdi l’acqua e la lissia 

Amari i luntanu esti coma a l’acqua nto panaru

Del romanzo storico, parte seconda Manzoni

Chi fa dei favori ad un amico irriconoscente, perderà non solo il denaro, ma anche il tempo. 

Amare da lontano una persona è una cosa vana 

A FIANCO DI SAKINEH Anche la redazione di Città e Regione si unisce al grido contro la violazione dei diritti umani esprimendo una ferma condanna alla decisione di lapidare l’iraniana Sakineh, condannata a questa barbara esecuzione. Nessun uomo può arrogarsi il diritto di decidere della vita di un altro uomo!!!

Ciò che vogliamo raggiungere La nuclearizzazione dell’ individuo. Tramite strumenti aggregativi si sviluppano soluzioni per trasformare un individuo fine a se stesso, come particella singola, in un sistema economico-sociale.

Regionale: Daigoro Mazzoleni Ambiente: Pino Paolillo e Angela Amato Cultura, Sport e Spettacolo: Alberto Russo

Pensiamo ad esempio al modello lavorativo interinale come i call center.

Fumettista: Loredana Remolo in questo nuimero ha collaborato Dott. Fabrizio Garofalo sost. Proc. di Vibo Val Sito Internet: www.cittaeregione.it Chiuso in Redazione in data: 05.9.2010

pagina a cura di Alberto Russo

Città e Regione

Cultura

“L’individualismo è ciò che vogliamo raggiungere attraverso il socialismo” O.Wilde (citato in Losurdo 2005 pag. 202

Osservando con attenzione troviamo grandissime stanze con tantissime postazioni che danno l’idea di comunanza fra lavoratori, ma ogni singolo operatore lavora da solo nella sua postazione senza condividere se non solo pochi attimi della giornata insieme ad altri colleghi, conoscendo ogni giorno un vicino diverso. Ed ancora alle passeggiate per le vie di New York, lunghe camminate di fretta fianco a fianco con perfetti sconosciuti.

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LA REDAZIONE DI CITTA’ E REGIONE E’ APERTA A TUTTI COLORO CHE VOGLIANO INOLTRARE LETTERE, FORNIRE RIFLESSIONI O SEMPLICEMENTE SEGNALARE EVENTI.

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Città e Regine Calabria n.0 anno I