Issuu on Google+

PARTORIRE SENZA DOLORE IN MODO NATURALE Molte donne durante la gravidanza sono preoccupate di dover soffrire durante il travaglio ed il parto. Il dolore è dovuto alle contrazioni uterine e alla dilatazione cervicale. La sua intensità non è sempre uguale, ma tende ad aumentare nel corso del travaglio fino a raggiungere spesso un livello tale da impedire alla donna di partecipare pienamente alla nascita del proprio

figlio. I progressi dell'anestesiologia consentono alla donna di controllare il dolore del travaglio e del parto attraverso l'analgesia epidurale, che consente un parto naturale, spontaneo e senza dolore. Lʼanalgesia epidurale determina in pochi minuti la scomparsa del dolore ma lascia inalterate le 1


altre sensibilità, compresa quella delle contrazioni uterine che continuano ad essere percepite seppur in modo non doloroso. Dopo aver ricevuto l'epidurale la partoriente è libera di muoversi e, se lo desidera, anche di camminare durante il travaglio. Questo tipo di analgesia non riduce la forza muscolare e consente di spingere adeguatamente al momento dell'espulsione: la donna infatti è chiamata a partecipare attivamente per tutta la durata del parto. I requisiti che fanno dellʼepidurale la tecnica ideale sono: efficacia, poiché le contrazioni uterine sono percepite ma in modo non doloroso; sicurezza, sia materna sia fetale per i bassissimi dosaggi farmacologici impiegati; flessibilità, per la possibilità di regolare la quantità di analgesico secondo la fase del travaglio e dell'intensità del dolore; rispetto, perché non influenza le fisiologiche dinamiche del travaglio e del parto. La tecnica dellʼanalgesia epidurale consente quindi un travaglio ed un parto naturali e spontanei ma senza dolore. Nella nostra struttura il 94% delle partorienti richiede e riceve un'analgesia epidurale per controllare il dolore del travaglio e del parto. Il servizio è attivo 24 ore su 24 ed è completamente gratuito. L'analgesia epidurale può essere richiesta in qualsiasi momento del travaglio (indipendentemente dalla dilatazione 2


cervicale), permette la deambulazione durante il travaglio e l'assunzione di qualsiasi posizione nel periodo espulsivo. Grazie alla tecnica della somministrazione epidurale intermittente automatizzata (PIEB, Programmed Intermittent Epidural Bolus) l'analgesia non subisce interruzioni dal momento in cui la si richiede fino all'espletamento del parto. Inoltre la donna ha la possibilità, attraverso un pulsante, di autosomministrarsi piccole dosi aggiuntive di soluzione analgesica epidurale fino a raggiungere il livello di analgesia ottimale desiderato (PCEA, Patient Controlled Epidural Analgesia, Analgesia controllata dalla partoriente). Le donne che hanno ricevuto un'analgesia epidurale possono iniziare ad allattare quando lo desiderano. L'analgesia epidurale è perfettamente compatibile con la raccolta per la conservazione o la donazione delle cellule staminali.

LA TECNICA Lʼanalgesia epidurale è la tecnica più sicura ed efficace per controllare il dolore del travaglio e del parto ed è praticata da un medico anestesista esperto in questa procedura. Essa determina in pochi minuti la scomparsa del dolore lasciando inalterate tutte le altre sensibilità compresa la percezione delle contrazioni uterine, che continuano ad essere avvertite in modo non doloroso. 3


Dopo aver ricevuto l'epidurale la partoriente è libera di muoversi e di camminare. Lʼepidurale permette di spingere adeguatamente al momento della fase espulsiva e il parto avviene quindi naturalmente. Qualora lo si desiderasse, si può partorire anche assumendo una posizione non tradizionale, ad esempio stando accovacciata.

CHE COSʼÈ LʼEPIDURALE? La procedura richiede pochi minuti e non è dolorosa, perchè è eseguita in anestesia locale: viene cioè praticata unʼanestesia sottocute prima di procedere alla puntura epidurale. Dopo questa anestesia di superficie, a livello della regione lombare, attraverso un ago, viene introdotto un sottilissimo tubicino di plastica (cateterino) nello spazio epidurale che è formato dal tessuto grasso che riveste le fibre nervose che trasmettono il dolore del travaglio. La soluzione analgesica è somministrata attraverso il cateterino, che viene poi fissato con un cerotto dietro la schiena, in modo da consentire qualsiasi movimento. Le dosi di farmaco analgesico sono calcolate in base al dolore, allo stadio e al tipo di travaglio e sono quindi personalizzate. In ogni caso, le dosi usate sono molto basse e non hanno alcun effetto negativo sulla mamma, sul travaglio e sul bambino. La completa analgesia si raggiunge nel corso di 10-15 minuti, passati i quali non si avverte più alcun dolore, pur continuando ad avere la piena sensibilità della pancia e delle gambe. Successivamente il cateterino epidurale viene collegato con un sistema infusionale computerizzato di piccole dimensioni, che somministra le dosi a boli intermittenti che vengono programmati dallʼanestesista, ottenendo così un ottimo controllo del dolore per tutta la durata del travaglio, senza 4


interruzioni. Il sistema consiste in due pompe automatiche che vengono inserite in una borsa a tracolla che viene facilmente trasportata dalla partoriente stessa. Questa tecnica si chiama PIEB, acronimo che tradotto

dall'inglese significa somministrazione a boli intermittenti programmati, ed è la nuova tecnica di analgesia epidurale praticata a Città di Roma, che è la prima Maternità in Europa ad usarla. La somministrazione epidurale tradizionale prevedeva che ogniqualvolta si esauriva l'effetto dell'analgesia, questa veniva rinnovata dal medico anestesista su richiesta della partoriente stessa. Con la somministrazione tradizionale, pur ottenendo un'ottima analgesia, era inevitabile una certa alternanza tra periodi di analgesia, di dolore e la successiva richiesta di analgesia. Dover aspettare l'intervento medico quando si ricominciava a sentire dolore poteva esporre facilmente la partoriente ad alcuni, seppur brevi, periodi dolorosi. 5


Invece, questa nuova tecnica prevede che la partoriente possa anche autosomministrarsi piccoli boli aggiuntivi tramite un pulsante (Analgesia Epidurale Controllata dalla Partoriente o PCEA). La somministrazione computerizzata PIEB produce un livello di analgesia stabile e continuo, in quanto il dolore viene prevenuto prima che insorga e la PCEA permette alla donna di personalizzare l'analgesia a seconda delle sue esigenze, ovviamente in tutta sicurezza senza alcuna possibilità di sovradosaggio. In particolare, verso la fine del travaglio, a dilatazione completa, lʼautosomministrazione tramite il pulsante della PCEA, abolisce il forte dolore della fase espulsiva e consente alla donna di spingere con maggiore efficacia, senza paura e mantenendo la fisiologica sensazione di pressione. La presenza continua dell'anestesista garantisce in ogni caso il pronto intervento e la possibilità di modificare le dosi durante il rapido progredire del travaglio o nel periodo espulsivo.

QUANDO VIENE PRATICATA?

6


Sarà la donna a decidere quando richiedere lʼanalgesia, che è uno strumento a sua completa disposizione durante tutto il suo travaglio. Non è necessario avere un certo grado di dilatazione cervicale per chiedere lʼepidurale. La tecnica può essere eseguita in qualsiasi momento purché il travaglio sia iniziato, dopo la visita del ginecologo. Un anestesista è sempre a disposizione giorno e notte. Il momento della richiesta dipende quindi esclusivamente dalla donna e dalla presenza e dallʼintensità del suo dolore.

POSSO RICEVERE UNʼEPIDURALE? Lʼanalgesia epidurale può essere ricevuta dalla grande maggioranza delle partorienti. Vi sono però alcune condizioni in cui non è possibile eseguirla, come nel caso di gravi malattie emorragiche. In caso di terapie anticoagulanti, il ginecologo e lʼanestesista valuteranno unʼeventuale sospensione prima di ricevere lʼepidurale. Una visita specialistica con lʼanestesista servirà a valutare lo stato di salute, ad evidenziare gli eventuali problemi personali e a controllare le analisi. In questa occasione verrà chiesto il consenso scritto a ricevere lʼanalgesia epidurale.

EFFETTI COLLATERALI E COMPLICANZE Se correttamente eseguita lʼanalgesia epidurale è una tecnica sicura e non ha effetti collaterali spiacevoli. A seconda dei farmaci impiegati si può avere un modesto prurito, di breve durata.

7


In rarissimi casi (0.1%), e solamente se si è verificato qualche problema tecnico al momento dellʼesecuzione della tecnica (puntura lombare accidentale), può insorgere, dopo il parto, un mal di testa della durata di qualche giorno. Questo tipo di mal di testa è usualmente benigno, transitorio e reversibile, ma può essere tale da interferire con la normale vita della puerpera; guarisce in genere spontaneamente con il riposo a letto. Lʼanestesista suggerirà per ogni caso il trattamento più efficace, rapido ed opportuno. Questa complicanza non interferisce con lʼallattamento né ha effetti secondari sul neonato.

LʼANALGESIA EPIDURALE NEL PARTO PATOLOGICO La tecnica epidurale non viene usata solo per abolire i dolori del travaglio e del parto naturale, ma è anche indicata in situazioni ostetriche specifiche come nel travaglio prematuro e postmaturo, nel travaglio prolungato, nei parti gemellari, nel parto indotto (che molto spesso è più doloroso) ed in altre situazioni cliniche in cui siano necessari il rilasciamento dei muscoli pelvici e la dilatazione della cervice uterina per favorire la discesa del feto e le manovre di estrazione. Lʼepidurale viene consigliata anche quando è necessario ridurre lo stress della madre affetta da malattie cardiovascolari o respiratorie, diabete, e nei casi di grave miopia con precedente distacco di retina. L'analgesia epidurale può essere anche richiesta dal ginecologo stesso in tutte quelle situazioni nelle quali si deve accelerare il parto e contemporaneamente limitare la fatica della partoriente al fine di ridurre i rischi associati a queste condizioni cliniche. Può essere usata con sicurezza anche nei 8


casi di parto vaginale spontaneo in donne precedentemente sottoposte a taglio cesareo.

IL PARTO CESAREO Nel corso del travaglio può accadere che il ginecologo decida di praticare un taglio cesareo. Nel caso si stia ricevendo unʼanalgesia epidurale e quindi si abbia già un cateterino epidurale, questa tecnica viene usata anche per il parto cesareo. Il medico anestesista provvederà a trasformare

lʼanalgesia per il travaglio in anestesia per il cesareo iniettando nel cateterino epidurale una dose di anestetico locale che instaurerà in pochi minuti unʼanestesia profonda che permetterà alla donna di affrontare l'intervento chirurgico abolendo la sensibilità dal seno in giù.

9


Nel caso si debba essere sottoposte a taglio cesareo programmato per un motivo già prestabilito, come ad esempio nei casi di donne che hanno già fatto un cesareo nella gravidanza precedente, o che hanno un bambino troppo grande per poter partorire spontaneamente o nei casi di patologia della gravidanza, la scelta migliore è unʼanestesia periferica simile allʼanestesia epidurale che viene praticata per abolire i dolori del travaglio, ma molto più potente, perchè deve abolire completamente il dolore legato allʼintervento chirurgico. Nella nostra struttura viene praticata lʼanestesia epiduralespinale combinata, che unisce la potenza dellʼanestesia spinale alla sicurezza e alla flessibilità analgesica dellʼanalgesia epidurale. Questa è una delle tecniche migliori per il taglio cesareo in quanto: - permette di rimanere coscienti durante lʼintervento, e quindi di partorire potendo vedere immediatamente il neonato e tenerlo in braccio durante lʼintervento, proprio come avviene nel parto spontaneo; - avere accanto a sé il marito/compagno durante l'intervento e condividere con lui la gioia della nascita; - non ha alcun effetto negativo sulle condizioni del neonato ; - permette di attaccare immediatamente al seno il neonato e consente un allattamento materno precoce e sicuro;

10


- consente la ripresa dall'intervento in tempi molto brevi, consentendo lĘźalimentazione e la deambulazione postoperatoria precoci; - permette di controllare in modo efficace il dolore postoperatorio.

11


Durante lʼintervento viene posto un telo sterile tra il campo operatorio e la partoriente col papà, cosicché non è possibile vedere od assistere ad alcuna delle procedure chirurgiche.

Alla nascita, dopo un primo esame eseguito dal neonatologo, il neonato viene dato in braccio alla mamma ed entrambi vengono avvolti in uno speciale marsupio termoventilato che li mantiene a temperatura fisiologica costante. Questo sistema permette lʼattuazione del primo contatto “pelle a pelle”, come suggerito dallʼOrganizzazione Mondiale della Sanità e dallʼUNICEF e così importante per lo stabilirsi del legame mamma-figlio. La contemporanea presenza del papà fa sì che, anche in caso di taglio cesareo, la nascita sia vissuta pienamente dalla coppia. Immediatamente dopo lʼintervento il cateterino epidurale viene connesso ad un sistema infusionale computerizzato che somministra in modo continuo e controllato la soluzione analgesica epidurale per abolire il dolore postoperatorio(analgesia epidurale continua post-operatoria). 12


In questo modo la donna potrà alimentarsi ed alzarsi in tempi brevi ed allattare quando vuole il suo bambino. Infatti i farmaci analgesici usati per via epidurale non interferiscono con lʼallattamento al seno che, con tale tecnica, può essere iniziato immediatamente. La  carta  dei  Servizi  

  ✓ Il  servizio  di  anestesia  della  Casa  di  Cura  è  strutturato  in  modo   tale   da   garantire   la   presenza   di   un   medico   anestesista   di   guardia  attiva  completamente  dedicato  alla  sala  parto. ✓ L’analgesia   epidurale   viene   eseguita   dopo   la   richiesta   della   partoriente   nel   più   breve   tempo   possibile   e   non   oltre   30   minuti. ✓ L’analgesia   epidurale   è   un   servizio   gratuito   e   attivo   24   ore   su   24. ✓ Le   procedure   e   le   tecniche   di   anestesia   e   di   analgesia   epidurale   sono   conformi   alle   linee-­‐guida   internazionali   (Obstetric   Anaesthesists’   Associaton,   European   Society   of   Anaesthesiology,  American  Society  of  Anesthesiology).

LA VISITA ANESTESIOLOGICA PRE-PARTO Anche le donne che non hanno programmato in precedenza di partorire senza dolore potrebbero comunque decidere di chiedere unʼepidurale durante il loro travaglio o necessitare di unʼanestesia per un parto cesareo o per un altro intervento subito dopo il parto. Per questo motivo invitiamo tutte le signore che intendono partorire nella nostra struttura a sottoporsi comunque ad una visita anestesiologica, possibilmente dopo la 34a settimana di gestazione. Per questa visita non sono necessarie analisi 13


particolari ma sono sufficienti quelle che il ginecologo ha prescritto durante la gravidanza. Per un appuntamento si può telefonare al numero 06.58471 oppure 06.5847213

QUALCHE ALTRA INFORMAZIONE UTILE Presso la nostra Clinica si tengono delle conferenze mensili durante le quali vengono fornite tutte le informazioni riguardanti lʼanalgesia epidurale per il travaglio ed il parto e lʼanestesia per il parto cesareo. Le date degli incontri sono affissi al centralino e nel reparto maternità. Ulteriori informazioni possono essere ottenute consultando il nostro sito: www.cittadiromaanestesia.it La nostra struttura è dotata di una Terapia Sub-intensiva Neonatale e Materna. I medici anestesisti partecipano annualmente ai corsi di aggiornamento accreditati dal Ministero della Salute ed alcuni di loro sono docenti di tali corsi. La CdC Città di Roma è sede della Scuola Europea di Anestesia Ostetrica: www.eesoa.com La   CdC   Città   di   Roma   ha   ottenuto   due   bollini   rosa   dall’Osservatorio   Nazionale  sulla  Salute  della  Donna.  Il  progetto  è  volto  a  identificare  le   realtà   cliniche   e/o   scientifiche   fortemente   all’avanguardia   nel   panorama   sanitario   italiano   al   fine   di   facilitare   la   scelta   del   luogo   di   cura  da  parte  delle  donne.  Alle  strutture  ospedaliere  che  possiedono  i   requisiti   identificati   dall’Osservatorio   vengono   assegnati   dei   bollini   rosa   che   attestano   il   loro   impegno   nei   confronti   delle   malattie   femminili.                                                                              www.ondaosservatorio.it

14


I  10  PUNTI  DELL’ECCELLENZA  DEL  PARTO  SENZA  DOLORE   Indicatori  della  qualità  organizzativa   1  

Analgesia  epidurale  offerta  24  ore  su  24  gratuitamente   (in  convenzione  con  il  SSN)  

2  

Presenza   di   una   guardia   H24   dedicata   interamente   all’analgesia  ostetrica  

3  

Presenza   ed   uso   routinario   documentato   di   percorsi   di   informazione,   preparazione   al   parto,   visita   anestesiologica  e  consenso  informato  pre-­‐parto  

4  

Presenza   del   controllo   di   qualità   post-­‐partum   al   di   fuori  della  struttura  da  parte  di  terzi  

5  

Documentazione   di   attività   didattica   e   di   ricerca   nel   settore   Indicatori  della  qualità  tecnica  

6  

Somministrazione   della   tecnica   al   massimo   30   minuti   dalla  richiesta  della  partoriente  

7  

Somministrazione   dell’epidurale   indipendentemente   dalla  dilatazione  cervicale  

8  

Somministrazione   senza   interruzioni   per   tutto   il   travaglio  ed  il  parto  

9  

Presenza  di  protocolli  scritti  dal  servizio  di  anestesia  e   certificati   dalla   direzione   sanitaria   che   garantiscano   l’uniformità   e   lo   standard   dell’analgesia   erogata   alle   partorienti  

10   Presenza   di   documentazione   attestante   l’incidenza   delle  complicanze  

15

Città  di  Roma  

Città  di  Roma  


Che   cos'è   l'analgesia   epidurale?     L'analgesia   epidurale   (o   peridurale)   è   una   tecnica   medica   che   consente   di   travagliare   e   partorire   senza   dolore   ma   in   modo   naturale.   Infatti   viene   abolito   il   dolore   delle   contrazioni   ma   non   la   sensibilità.   Si   continuano   a   percepire   tutte   le   sensazioni,   ci   si   può   muovere   e   camminare,  percepire  (in  modo  non  doloroso)  la  contrazione  stessa  e  la  spinta.     Come  viene  eseguita  l'epidurale?    La  tecnica  viene  eseguita  da  un  medico  specialista   in  anestesia.  Dopo  aver  praticato  una  anestesia  locale  sottocute,  viene  inserito  un   piccolo   tubicino   (cateterino   epidurale)   a   livello   della   zona   lombare   che   poi   viene   fissato   con   un   apposito   cerotto.   In   questo   modo   è   possibile   usare   e   rifornire   il   cateterino   ogniqualvolta   sia   necessario   durante   tutto   il   travaglio.   Il   cateterino   lascia   libera   la   donna   di   muoversi   e   camminare   per   tutta   la   durata   del   travaglio.   Viene   rimosso  due  ore  dopo  il  parto.   Che  farmaci  vengono  usati?  Hanno  effetti  secondari  sulla  mamma  o  sul  bambino?  I   farmaci   impiegati   sono   anestetici   locali   a   bassissimi   dosaggi   associati   ad   analgesici   maggiori.   Le   dosi   impiegate   sono   così   basse   che   non   hanno   praticamente   effetti   collaterali   né   sulla   mamma,   né   sul   bambino,   né   sul   travaglio.   La   tecnica   epidurale   usata   a   Città   di   Roma   (PIEB)   usa   un   anestetico   locale   di   nuova   generazione   e   permette  una  ulteriore  riduzione  della  quantità  di  farmaci  usati  per  l'analgesia.     Posso  allattare  dopo  aver  ricevuto  un'analgesia  epidurale?    L'analgesia  epidurale  è   perfettamente   compatibile   con   l'allattamento   al   seno.   I   farmaci   somministrati   durante   il   travaglio   per   abolire   il   dolore   non   hanno   effetti   sul   neonato.   Nella   nostra   struttura   l'allattamento   materno   precoce   è   incoraggiato   e   sostenuto.   L'analgesia   epidurale   è   anche   compatibile   con   la   conservazione   o   la   donazione   delle   cellule   staminali.

16


Quando  posso  richiedere  un'analgesia  epidurale?  È  vero  che  non  si  può  richiedere   prima   di   4-­‐5   cm?     L'analgesia   può   essere   richiesta   in   qualsiasi   momento   del   travaglio,  indipendentemente  dal  grado  di  dilatazione  cervicale  e  quindi  anche  nelle   fasi   iniziali   del   travaglio.   Il   momento   della   richiesta   dipende   esclusivamente   dalla   donna   e   dalla   presenza   e   intensità   del   suo   dolore.   Inoltre,   nel   caso   di   prima   gravidanza,   non   è   mai   troppo   tardi   per   richiedere   l'analgesia,   che   può   essere   somministrata  anche  a  dilatazione  completa.     E  se  durante  il  travaglio  debbo  ricorrere  ad  un  parto  cesareo?    Nel  caso  che  durante   il   travaglio   succeda   qualcosa   per   cui   è   necessario   ricorrere   ad   un   taglio   cesareo,   l'anestesista   rifornirà   il   suo   cateterino   epidurale   somministrando   dei   farmaci   più   potenti,   che   produrranno   in   pochi   minuti   un'anestesia   epidurale   adeguata   per   l’intervento.   L'anestesia   epidurale   per   il   taglio   cesareo   permette   al   papà   di   partecipare  alla  nascita  e  alla  mamma  di  allattare  subito  dopo  il  parto  ed  avere  un   periodo   postoperatorio   sereno   e   senza   dolore,   grazie   all'analgesia   epidurale   continua  postoperatoria.     Ci   sono   complicanze   o   rischi?   L'anestesia   e   l'analgesia   per   la   partoriente   prevede   tecniche  ben  sperimentate  e  farmaci  sicuri  per  entrambi  la  mamma  e  il  bambino  e   perfettamente   compatibili   con   l'allattamento.   Tuttavia   ogni   tecnica   medica   può   avere  complicanze.  Se  durante  l'esecuzione  di  una  tecnica  epidurale  si  verifica  una   puntura   lombare   accidentale   (nella   nostra   struttura   questo   avviene   molto   raramente,  nello  0,1%),  solo  in  questo  caso  può  insorgere  mal  di  testa  dopo  il  parto   (cefalea   post   puntura   durale   accidentale).   Questa   cefalea,   della   durata   di   qualche   giorno,   costringe   la   donna   a   letto,   in   quanto   guarisce   spontaneamente   con   la   posizione   supina   prolungata.   In   tutti   i   casi   questa   complicanza   è   benigna,   transitoria,  reversibile  e  permette  comunque  l'allattamento  al  seno.     È   vero   che   dopo   l'epidurale   si   può   avere   mal   di   schiena?     La   lombalgia   (mal   di   schiena)   è   molto   frequente   sia   in   gravidanza   che   dopo   il   parto.   È   spesso   dovuto   all'aumento   di   peso   che   si   verifica   in   gravidanza.   Ricevere   un'analgesia   epidurale   non  aumenta  il  rischio  di  mal  di  schiena  dopo  il  parto,  che  è  invece  da  attribuire  agli   sforzi   espulsivi   eccessivi   durante   il   parto   stesso   o   ad   altre   cause   ostetriche   o   mediche.

17


È  vero  che  l'epidurale  allunga  la  durata  del  travaglio?    No.  Gli  studi  scientifici  recenti   e   le   linee   guida   internazionali   dicono   chiaramente   che   la   durata   del   travaglio   dipende   da   fattori   ostetrici   e   non   dall'analgesia.   È   comunque   comprensibile   che   l'epidurale  venga  richiesta  maggiormente  dalle  donne  che  hanno  travagli  più  lunghi,   perché  sono  in  genere  più  difficili  e  più  dolorosi.     Se  avrò  un'epidurale,  riuscirò  a  spingere  efficacemente?    L'analgesia  epidurale  viene   mantenuta  anche  in  fase  espulsiva,  durante  la  quale  il  dolore  si  fa  ancora  più  forte  e   l'impegno   della   donna   è   maggiore.   La   capacità   e   la   forza   espulsiva   dipende   dalle   motivazioni   e   dalle   condizioni   fisiche   della   donna   e   da   altri   fattori   ostetrici.   L'analgesia  epidurale  non  interferisce  con  la  forza  muscolare  della  partoriente  che,   libera  dal  dolore,  riesce  a  concentrarsi  esclusivamente  sulla  spinta  espulsiva.     E   se   volessi   partorire   in   posizione   non   tradizionale?   Ci   sono   problemi   se   ho   ricevuto   un'epidurale?     Non   interferendo   con   la   forza   muscolare,   l'analgesia   epidurale   permette   di   partorire   anche   in   posizioni   non   tradizionali   (accovacciata,   alla   barra,   usando   la   palla,   la   sedia,   in   altre   posizioni).   È   comunque   bene   concordare   anticipatamente   (all'inizio   del   travaglio),   sia   con   l'ostetrica   e   il   ginecologo   che   con   l'anestesista  che  assisteranno  al  parto,  quale  posizione  si  preferirà  assumere  in  fase   espulsiva.     Se   dovessi   avere   bisogno   dell'episiotomia   che   anestesia   mi   verrà   fatta?   Se   ha   già   ricevuto   un'analgesia   epidurale,   in   caso   di   episiotomia   l'anestesista   provvederà   a   somministrare   direttamente   nel   cateterino   epidurale   una   dose   di   anestetico   per   l'episiotomia  stessa.  In  questo  caso  si  tratta  di  anestesia,  cioè  la  parte  interessata  (il   perineo)  sarà  "insensibile"  per  un  paio  d'ore.

18


L’informazione  contenuta  in  questa  brochure  è  stata  approvata  da:  

Cit

tadinanzattiva   ONLUS  

Movimento  di  partecipazione  civica  e  di  tutela,   impegnato  da  trent'anni  nel  settore  della  salute.   tel.  066373281  (mar-­‐mer-­‐gio  dalle  10  alle  13)   e-­‐mail  pitroma@cittadinanzattiva.it

 

19


www.cittadiroma-anestesia.it

20


A   c ura   d el   d r   G iorgio   C apogna   Primario   A nestesia   e   R ianimazione   Casa   d i   C ura   C ittà   d i   R oma

21


Partorire senza dolore in modo naturale