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cittadellarte - fondazione pistoletto

2012


WHAT IS NEEDED COSA SERVE We can see that the framework of the thought that has organized the Western world for centuries is breaking down; but where are the articulations of the society that will emerge, that has possibly already emerged forged? If the world is changing, nowadays, it is not because of a revolution, but because the capitalist-consumerist and global financial system is imploding, it is generating its own crisis from within. Western society (and therefore most of the world) is crushed by the immense weight of a system which does not sustain itself anymore. It has not created an alternative system which could replace the previous one. In fact, it is a crisis, rather than a change. Paradoxically, there is an analogy between Western society’s unreadiness to replace an old economic and cultural model and the Arab Spring’s inability to organize a government of change. But if we are not prepared, we need to study, experiment, practice, generate new ideas. If we want to study the phenomena of social change, of transformation and of the creation of alternative systems of life organization, a scenario up to then invisible will open in front of the researcher: in the cities, in the streets, in the intertwining of real lives, in the daily exchanges and minimal economies, in the occupations and professions born between social sectors, hundreds, thousands of people have been moving for years, experimenting alternative practices to the prevailing model, assumed the only one, generating new declinations of the terms creativity, democracy, power, transformation, sharing, participation, responsibility, love, dialogue, culture, production, economy, value... What do we need then? A school alive, where these realities get studied, spread, multiplied and shared. The same way the first European universities were born at the apex of a system in crisis and of a new social articulation, yet to come, which will consolidate and establish itself non only as a productive economic model, but also like a cultural and value system. Maybe, today, we need workshops of thought and of techniques of change. This, called University of Ideas, is one of them. What subjects are here studied? What professions are taught? Which the laboratories, the projects, the experiments, the applications? This publication touches on that, summarizing four months of activity. It is a sample. Inexorably, we need much, much more for the assignment waiting for us: the rebirth (see project rebirth-day.org) and the construction of the change we want.

Vediamo sfaldarsi l’impalcatura di pensiero che ha organizzato il mondo occidentale per secoli; ma dove si forgiano le articolazioni della società che emergerà, che forse è già emersa? Se il mondo sta cambiando, oggi, non è perché ci sia stata una rivoluzione, ma il sistema capitalistico-consumistico e finanziario globale sta implodendo in se stesso, sta generando la propria crisi dall’interno. La società occidentale (e quindi la gran parte della Terra) è schiacciata dall’immenso peso di un sistema che non sostiene più se stesso. Essa non ha creato un altro sistema alternativo che possa sostituirsi al precedente. Più che di cambiamento, infatti, si parla di crisi. Paradossalmente, c’è un’analogia tra questa impreparazione della società occidentale a sostituire il vecchio modello economico e culturale e l’incapacità della primavera araba di organizzare il governo del cambiamento. Ma se si è impreparati, occorre studiare, sperimentare, fare pratica, generare nuove idee. Se si vuole studiare il fenomeno del cambiamento sociale, della trasformazione e della fondazione di sistemi alternativi di organizzazione della vita, si aprirà agli occhi del ricercatore uno scenario fino ad allora invisibile: nelle città, nelle strade, nell’intreccio delle vite reali, nella quotidianità degli scambi e delle economie minime, nelle occupazioni o professioni che nascono tra settore e settore sociale, si muovono, da anni, centinaia, migliaia di persone che sperimentano pratiche alternative al modello prevalente, presunto unico, che danno vita a declinazioni nuove dei termini creatività, democrazia, potere, trasformazione, condivisione, partecipazione, responsabilità, amore, dialogo, cultura, produzione, economia, valore... Cosa serve allora? Una scuola viva, dove queste realtà si studino, si diffondano, si moltiplichino condividendole. Come le prime università europee sono nate sul crinale di un sistema in crisi e di un’articolazione sociale nuova, ancora da venire, da consolidarsi e affermarsi non solo come modello economico produttivo, ma anche come sistema culturale e di valori, forse, oggi, servono officine del pensiero e della tecnica del cambiamento. Questa, che si chiama Università delle Idee, è una. Quali sono le materie che vi si studiano? Quali le professioni che vengono insegnate? I laboratori, i progetti, gli esperimenti, le applicazioni? Questa pubblicazione ne dà un accenno, raccontando sinteticamente 4 mesi di attività. È un assaggio. Serve molto, molto di più al compito che ci aspetta, inesorabilmente. Quello di rinascere (vedi il progetto rebirth-day. org) e costruire il cambiamento che vogliamo.

Paolo Naldini, director of Cittadellarte

Paolo Naldini, direttore Cittadellarte


UNIDEE – University of Ideas

is Cittadellarte’s international pole of formation and exchange between knowledge and diverse issues, open to a varied and multidisciplinary group of creatives, professional people and students. Here art abandons the conventional canons and places itself to integrate with society and with other disciplines: communication, production, economics, politic, architecture, design, literature, music, spirituality, ecology and nourishment.

UNIDEE in Residence runs for four months – from June to October – to explore the rapport between art and society and to investigate methodologies of creative interventions able to activate projects for a socially responsible change in society. UNIDEE in residence forms a new professional skill: that of “activator” of projects for a Responsible Transformation of Society, which reunites the characteristics and skills of the artist, curator, cultural enterpreneur and social-projects manager. At Cittadellarte the residents acquire a professional creative dimension that is productive and socially relevant, capable of responsibly

UNIDEE – Università delle Idee

di Cittadellarte è il polo internazionale di formazione e scambio tra saperi e problematiche diverse, aperto a gruppi eterogenei e multidisciplinari di creativi, professionisti e studenti. L’arte abbandona qui i canoni e i luoghi convenzionali per integrarsi con la società e con le altre discipline: comunicazione, produzione, economia, politica, architettura, design, letteratura, musica, spiritualità, ecologia, nutrimento. UNIDEE in Residence realizza un programma di quattro mesi di residenza – da giugno a ottobre – per esplorare il rapporto tra arte e società e indagare metodologie d’intervento creativo in grado di attivare progetti per un cambiamento responsabile della società. UNIDEE in residence forma una nuova professionalità: quella dell’“attivatore” di progetti per una Trasformazione Sociale Responsabile, che riunisce le caratteristiche e le competenze dell’artista, del curatore, dell’imprenditore e del manager di progetti culturali. I residenti acquisiscono a Cittadellarte una dimensione professionale creativa, produttiva e socialmente rilevante, in grado di confrontarsi responsabilmente con le pro-

confronting the issues of real society and that offers innovative proposals to companies and administrations in different contexts. The UNIDEE program develops in direct synergy with the activities of Cittadellarte, interacting with the exhibitions, research and projects of the Uffizi in the areas of ecological architecture (Architecture Office), sustainable design (Production Office), of economic alternatives (Economics Office), of intercultural dialogue (Politics Office and Love Difference Project), of the relation between ecology and creativity (Ecology Office), of sustainable fashion (Fashion Office), of creative communication (Communication Office), of art and social change (Art Office) and of the spirituality of art (Spirituality Office). The residents in this way have the opportunity to enter into contact and collaborate with the diverse realities of the territory and with the businesses and institutional partners of Cittadellarte. Numerous meetings, lectures and workshops are organized with experts from the creative world, business and art, who share with the residents their experience and knowledge.

blematiche della società attuale e offrire proposte innovative ad aziende e amministrazioni nei diversi contesti. Il programma UNIDEE si svolge in diretta sinergia con le attività di Cittadellarte, interagendo con le mostre, le ricerche e i progetti attivati dagli Uffizi nell’ambito dell’architettura ecologica (Ufficio Architettura), del design sostenibile (Ufficio Produzione), delle economie alternative (Ufficio Economia), del dialogo interculturale (Ufficio Politica e Progetto Love Difference), della relazione tra ecologia e creatività (Ufficio Ecologia), della moda sostenibile (Ufficio Moda), della comunicazione creativa (Ufficio Comunicazione), dell’arte e il cambiamento sociale (Ufficio Arte) e della spiritualità dell’arte (Ufficio Spiritualità). I residenti hanno l’opportunità, in questo modo, di entrare in contatto e collaborare con le diverse realtà del territorio e con le aziende e le istituzioni partner di Cittadellarte. Vengono organizzati numerosi incontri, lecture, workshop con esperti del mondo della cultura, dell’impresa e dell’arte che condividono con i residenti la loro esperienza e conoscenza.


unidee 2012 Ayman Alazraq Palestine / Palestina QATTAN FOUNDATION GRANT aymanalazraq.com

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Lindsay Benedict USA PARTIAL GRANT lindsaybenedict.com vimeo.com/user6744767

p. 12

Angela Henderson Canada PARTIAL GRANT henderson.angela4@gmail.com

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Hektor Mamet Switzerland-Poland Svizzera-Polonia PARTIAL GRANT hektormamet.com productionsquare.com

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Alecia Neo Singapore PARTIAL GRANT alecianeo.com

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Marta Romani (aka Melmartita) Italy / Italia FONDO EDO TEMPIA GRANT melmartita.blogspot.it vimeo.com/melmartita

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Dina Karaman Russia V-A-C FOUNDATION FOR OLGA LOPUKHOVA dina.karaman@yahoo.com

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Shah Zaman Pakistan UNESCO ASCHBERG BURSARIES FOR ARTIST PROGRAMME GRANT shahzamanbaloch.com

p. 26 Karl Logge Australia FONDAZIONE ZEGNA www.makeshift.com.au

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Meghna Singh India INLAKS SHIVDASANI FOUNDATION GRANT www.meghnasingh.com

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unidee2012.wordpress.com FIRST WEEK AT UNIDEE PRIMA SETTIMANA A UNIDEE 15.06.2012

UNIDEE 2012 has began, residents began arriving on Tuesday to admittedly stormy Piedmont skies! This first week is mostly one of orientation and introductions.

UNIDEE 2012 è iniziata, i residenti hanno cominciato ad arrivare martedì sotto i cieli, a dire il vero, tempestosi del Piemonte. Questa prima settimana è soprattutto dedicata all’orientamento e alle presentazioni.

MICHELANGELO and / e UNIDEE 2012 20.06.2012

Michelangelo Pistoletto meets the residents of UNIDEE 2012 for the first time and finds out a little about them. He presents some of his works spanning from the 1950’s to the present day which are housed here in Cittadellarte. He also discussed his last project, Rebirthday on the 21st December, with them.

Michelangelo Pistoletto incontra i residenti di UNIDEE 2012 per la prima volta e scopre qualcosa in più su di loro. Ha presentato alcuni suoi lavori, dagli anni ’50 fino ad oggi, esposti a Cittadellarte. Ha discusso con loro del suo ultimo progetto: Rebirthday, del 21 dicembre.

STEALTH.unlimited 22.06.2012

Stealth have come to stay with us for a while, as visiting experts and they will be involved with UNIDEE 2012 periodically throughout the next 4 months. They presented some of their previous projects including (dis)assembled, cut for purpose and archiphoenix. STEALTH. unlimited is a practice based between Rotterdam and Belgrade, set up in 2000 by the architects Ana Džokić and Marc Neelen.

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Gli Stealth sono venuti a stare con noi per un po’ e saranno periodicamente coinvolti nelle attività di UNIDEE 2012 nel corso dei 4 mesi, in qualità di esperti in visita. Hanno presentato alcuni dei loro progetti precedenti, tra cui (dis) assembled, cut for purpose e archiphoenix. STEALTH.unlimited è una pratica che si svolge tra Rotterdam e Belgrado, avviata nel 2000 dagli architetti Ana Džokić e Marc Neelen.


TALKING ABOUT “ARTE AL CENTRO” PARLANDO DI “ARTE AL CENTRO” 27.06.2012

This week the dialogue (amongst other things) was about Arte al Centro (Art at the Centre), which is the main annual exhibition platform for Cittadellarte. Invited curators STEALTH.unlimited along with head of Art Office, Juan Sandoval, have decided on an open / collaborative process for the curation and development of this year’s exhibition. We looked at the time-line of these exhibitions throughout the history of Cittadellarte and tried to highlight the themes that have been constant throughout and those which have come and gone, before moving on to a discussion on the forms and themes the next Arte al Centro show might take.

Questa settimana il dialogo è stato (tra le altre cose) relativo ad Arte Al Centro, che è la più importante mostra dell’anno per Cittadellarte. Gli STEALTH.unlimited, curatori ospiti, con Juan Sandoval, responsabile dell’Ufficio Arte, hanno deciso di sviluppare un processo aperto / collaborativo per la curatela e lo sviluppo della mostra di quest’anno. Prima di iniziare una discussione sulle possibili forme e temi del prossimo Arte al Centro, abbiamo esaminato lo storico delle precedenti edizioni della mostra attraverso la storia di Cittadellarte e abbiamo evidenziato i temi che sono stati costanti e quelli che sono stati episodi circoscritti.

VISIBLE 09.07.2012

Last week was a very busy one: in between meetings with STEALTH.unlimited, regarding Arte al Centro and La Pigna, and Lucrezia Cippitelli regarding FRAC,  curators Judith Wielander and Matteo Lucchetti came to speak to us about the project “Visible”. They posed the questions: “Have you ever considered your artistic practice as a tool to bring to visibility social, political, public / private issues related to your locale? What is the bond, if there is one, between your artistic practice and the regime of visibility that can make it accessible to as many audiences as possible?” Also we looked, amongst others, at works from projects by Nástio Mosquito, and Incompiuto Siciliano, by Alterazioni Video.

La scorsa settimana è stata davvero molto impegnativa: tra appuntamenti con gli STEALTH.unlimited riguardo ad Arte al Centro e La Pigna, e con Lucrezia Cippitelli in relazione al FRAC, i curatori Judith Wielander e Matteo Lucchetti sono venuti a parlarci del progetto “Visible”. Hanno posto la domanda “Avete mai considerato la vostra pratica artistica come uno strumento per rendere visibili questioni sociali, politiche, pubbliche / private in relazione al luogo in cui vi trovate? Qual è il legame, se esiste, tra la vostra pratica artistica e il regime di possibilità che può renderlo accessibile a un maggior numero di pubblici possibili?” Abbiamo guardato, tra gli altri, dei lavori tratti dai progetti di Nástio Mosquito e Incompiuto Siciliano, di Alterazioni Video.

Borut Šeparović 27.07.2012

We recently spent 2 days working with Borut Šeparović. Borut Šeparović’s artistic biography as a founder, artistic leader, director and choreographer equates with Montažstroj’s biography (Montažstroj is a cross disciplinary arts and media culture group). Borut came specifically to help us with the development and methodology of the conception and activation of what UNIDEE 2012 will do in La Pigna when we’ll go there for one week later on in August. He acted as moderator / agitator / activator / instigator of meetings and brainstorming over the 2 day period. It is not so easy to develop a common project from a group of individuals all with different concerns and objectives. Being forced to be more objective and less polite proved to be very useful!

Abbiamo recentemente trascorso due giorni lavorando con Borut Šeparović. La biografia artistica di Borut Šeparović in qualità di direttore artistico, direttore e coreografo si identifica con la biografia di Montažstroj (Montažstroj è un gruppo interdisciplinare di arte e media). Borut è venuto appositamente ad aiutarci nello sviluppo e nella metodologia per l’ideazione e l’attivazione di cosa UNIDEE 2012 farà nella Pigna quando sarà là per una settimana alla fine di Agosto. Per due giorni ha operato come moderatore / agitatore / attivatore / istigatore dell’incontro e del brainstorming. Non è facile sviluppare un progetto comune a partire da un gruppo di individui tutti con differenti intenzioni e obiettivi, ma essere forzati ad essere più obiettivi e meno gentili si è dimostrato molto utile!

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EMILIA TELESE 02.08.2012

Emilia Telese, an artist and writer based in the UK, was here for workshops on professional art practices. She spoke about mind mapping projects as a way to visualise the whole thing and also to understand where there are weaknesses or holes in your project. From this mapping it is then possible to write a cohesive proposal for funding and calls. She also gave us a system for working out the cost of a project for budget proposals, and spoke about what funding bodies would look out for in well constructed proposals.

Emilia Telese, artista e scrittrice che vive in UK, è stata qui per un workshop sulla pratica artistica professionale. Ha parlato di mappe mentali (Mind Map), “strumenti” che consentono di visualizzare un progetto nella sua interezza per comprenderne le debolezze e le mancanze. A partire da una mappa mentale è possibile scrivere una proposta coesa per la richiesta di fondi o per rispondere a bandi. Ci ha dato un sistema per elaborare i costi complessivi di un progetto per una proposta di budget, e ci ha spiegato cosa cercano, in una proposta ben costruita, gli enti erogatori di fondi.

CASTELLO DI RIVOLI 16.07.2012

We visited Castello di Rivoli, near Turin. The Castello’s permanent collection was established in 1984, the year the museum opened, and it is continually added to through new acquisitions, donations, and long-term loans. The collection documents crucial moments in the development of contemporary art in Italy and abroad from the 1950s to the present day. We were given tours of the Educational Department as well as permanent collection and temporary Thomas Schutte’s solo exhibition.

Abbiamo visitato il Castello di Rivoli, vicino a Torino. Il castello ha una collezione permanente, costituitasi nel 1984 (anno in cui il museo è stato aperto), che viene continuamente implementata attraverso nuove acquisizioni, donazioni e prestiti a lungo termine. La collezione documenta cruciali momenti nello sviluppo dell’arte contemporanea, in Italia e all’estero, dagli anni ’50 fino ad oggi. Abbiamo visitato il dipartimento didattico, la collezione permanente e la mostra temporanea monografica su Thomas Schutte.

ZEGNA 11.07.2012

The Zegna wool mill was founded in 1910. The complete production process is carried out by Ermenegildo Zegna, from raw material selection to finishing. It is also the home of the Fondazione Zegna, which was set up on 1st December 2000 by the Zegna family, it is also the home of Casa Zegna, an historical archive and cultural center, and Oasi Zegna, an “open-air laboratory” covering over 100 km 2 and focusing on relationships between people, mountain culture and nature. The initiatives of the Fondazione, following the Gruppo Zegna growth, become concrete throught international philantropic actions.

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Il lanificio Zegna è stato fondato nel 1910. Il processo di produzione completo è stato ideato da Ermenegildo Zegna e va dai materiali grezzi fino alla finitura. Il luogo ospita anche la Fondazione Zegna, che è stata istituita il 1° dicembre dalla famiglia Zegna, Casa Zegna, archivio storico e centro culturale, e l’Oasi Zegna, un “laboratorio all’aria aperta” di oltre 100 km 2 che valorizza la relazione tra uomo, cultura della montagna e natura. Le iniziative della Fondazione, seguendo la crescita del Gruppo Zegna, si concretizzano in un’azione filantropica internazionale.


First trip to la pigna / Primo viaggio alla Pigna 04.07.2012

We made a first visit to the ancient medieval quarter of La Pigna in Sanremo this weekend, just to get a feel of the area. Invited by the local association Pigna Mon Amour, UNIDEE 2012 will be here for one week in August to live in the community and make some kind of intervention / art work / response to the area and its community. This is the third year that UNIDEE - University of ideas has been hosted by Pigna Mon Amour.

Abbiamo svolto una prima visita al centro storico di Sanremo, il quartiere medievale Pigna, per avere una percezione del luogo. Invitati per il terzo anno consecutivo dall’associazione locale Pigna Mon Amour, quest’anno i residenti UNIDEE 2012 saranno qui per una settimana, durante il mese di Agosto, per vivere nella comunità e realizzare un intervento / progetto artistico / risposta per quest’area e questa comunità. Questo è il terzo anno che UNIDEE - Università delle idee è ospitata da Pigna Mon Amour.

Illy can

29.06.2012 / 25.09.2012 Armona Pistoletto came by this week to present the Production Office of Cittadellarte and to tell us something about past projects such as Cubes in motion / Cubi in movimento. She also came to propose this years Illy project with UNIDEE 2012. The Illy company have been collaborating with UNIDEE and Cittadellarte since 2002, and this year the residents have been invited to create a design for the illy caffé can. The winner of illy CAN prize for 2012 is Shah Zaman, from Pakistan. He was awarded the prize with this motivation: “With the illy CAN prize the artist will initiate an Art project based deep inside the Thar Desert of Pakistan. He will work with the children of a little village on a photography project for about one month. He will teach them photography and will also give them some equipment. In this village most of the children don’t get even a basic education because they have no school nearby, or they have to walk more than 15 kilometres through the desert to get to the nearest school. By selling the photos of this project, he’ll try to raise enough money to employ a school teacher for the village. Thanks to this art photography project and the illy CAN prize he will activate a socially responsible project in the Thar desert of Pakistan.” Armona Pistoletto è venuta questa settimana per presentare l’Ufficio Produzione di Cittadellarte e per raccontarci qualcosa su progetti precedenti, come Cubi in movimento / Cubes in Motion. è anche venuta a presentarci il progetto illy con UNIDEE 2012. La compagnia illy ha collaborato con UNIDEE e Cittadellarte e, dal 2002 così come quest’anno, i residenti sono stati invitati a creare il design per il barattolo di illy caffè.

Il vincitore del premio illy CAN di quest’anno è Shah Zaman, dal Pakistan. Si è deciso di attribuirgli il premio con questa motivazione: “Con il premio illy CAN l’artista inizierà un progetto artistico situato in profondità nel Deserto del Thar, in Pakistan. L’artista lavorerà per circa un mese con i bambini di un piccolo villaggio su un progetto di fotografia. Insegnerà loro come fotografare e lascerà loro dell’equipaggiamento fotografico. Nel villaggio molti dei bambini non hanno accesso neppure all’educazione di base, data l’assenza di scuole nelle vicinanze, che li costringe a camminare per oltre 15 chilometri nel deserto per raggiungere la più vicina. Vendendo le foto prodotte durante tale progetto, la speranza è di guadagnare abbastanza denaro da pagare un insegnante per il villaggio. Grazie a questo progetto artistico di fotografia e al premio illy CAN, l’artista attiverà un progetto di trasformazione sociale responsabile nel deserto del Thar in Pakistan.”

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projects / progetti


ayman alazraq

Palestine / Palestina

Lets talk about football and women “This country, your country, is no longer a place where it’s possible to stay with pride. That’s why, with my heart suffering more than ever, my advice is that you, having finished your studies, take the road abroad. Choose to go where they still value loyalty, respect and the recognition of merit and results.” This is what Pier Luigi Celli, director general of Rome’s LUISS University, wrote to his son on November 2009. The current economic crisis of Europe has

strongly affected the life of the young Italians. In the Piedmont region, the closure of many factories has had an adverse effect on the lives of the people. This has led to high levels of unemployment, while also currently Piedmont has high rates of suicide and drug abuse according to osservabiella local organization survey 2009 (osservabiella.it). Football is important to Italians in their daily life and, due to this reason, politicians often use football metaphors in their speeches in

Parliamo di calcio e di donne

“Questo paese, il tuo paese, non è più un luogo dove è possibile vivere con orgoglio. Ed è per questo che, con estrema sofferenza nel cuore, il mio consiglio è che tu, una volta terminati gli studi, vada all’estero. Scegli di andare dove diano ancora importanza alla lealtà, al rispetto e al riconoscimento del merito e dei risultati”. Questo è ciò che Pier Luigi Celli, direttore generale dell’università LUISS di Roma, scrisse a suo figlio nel novembre del 2009. L’attuale crisi economica dell’Europa ha for-

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temente influenzato la vita dei giovani italiani. In Piemonte, la chiusura di numerose fabbriche ha avuto un effetto negativo sulla vita di molte persone. Questo ha portato a un alto tasso di disoccupazione, mentre, secondo un indagine del 2009 dell’organizzazione locale osservabiella, attualmente il Piemonte ha un’alta percentuale di suicidi e tossicodipendenza. Il calcio è importante nella vita quotidiana degli italiani e, per questa ragione, i politici spesso usano metafore calcisti-

order to affect and attract people. Coming from Palestine, an area with an ongoing political and social conflict, and having worked in the medium of documentary film and local television news, with a personal interest in football, I share the passion Italians have for football. Focusing on the current social and economic situation in the Piedmont region and the influence of football on Italians, I will be engaging with these topics in my project.

che nei loro discorsi al fine di influenzare e attrarre le persone. Venendo dalla Palestina, un’area di continuo conflitto politico e sociale, avendo lavorato con mezzi di comunicazione come documentari e telegiornali locali, e avendo un interesse personale per il calcio, condivido la passione che gli italiani hanno per questo sport. Focalizzandomi sull’attuale situazione sociale ed economica del Piemonte e sull’influenza del calcio sugli italiani, nel mio progetto interagirò con queste tematiche.


lindsay benedict

USA

CA$HMERE & CA$H

Site-Specific Performance with bankers in an old textile factory. 2012 description:

Bankers will use physical movement to demonstrate the basic principles of “concrete” and “abstract” labor in an ex-textile factory in the Piedmont region of Italy. According to Marx, the achievement of abstract thinking about human labor, and the ability to quantify it, is closely related to the historical development of economic exchange in general, and more specifically commodity trade.

In the act of exchange, various products of concrete labor are reduced to the status of being products of human labor in general. In order for labor to become abstract units in the profit calculator of capitalism, working time must become a commodity. When labor power is a commodity then the specific uses of that labor become irrelevant to capital. The abandoned wool factory, one of many

in the post-industrial town of Biella, is currently owned by a bank, which actively uses it as its workplace. The current construction of the building is a hybrid: with the historic preservation of the “Lanificio Maurizio Sella” (wool factory) combined with the modern new development of the Sella Bank’s new corporate university and IT offices. Thus, the performance stages the new economic engine in the corpse of the old.

CA$HMERE & CA$H

Performance per un luogo specifico con banchieri in una vecchia fabbrica tessile. 2012 descrizione :

I banchieri useranno il movimento fisico per dimostrare i principi base di lavoro “concreto” e “astratto” in una ex fabbrica tessile nella regione italiana del Piemonte. Secondo Marx, la realizzazione di un pensiero astratto sul lavoro umano e l’abilità di quantificarlo, è strettamente legata allo sviluppo storico dello scambio economico in generale, e più specificatamente, del commercio di beni.

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Nell’atto dello scambio, vari prodotti di lavoro concreto sono ridotti all’essere prodotti del lavoro umano in generale. Affinché il lavoro diventi unità astratta nel calcolo del profitto come inteso dal capitalismo, il tempo di lavoro deve diventare un bene. Quando la forza lavoro è un bene allora gli usi specifici di quel lavoro diventano irrilevanti al capitale. La fabbrica laniera abbandonata, una delle tante nella città post-industriale di

Biella, è attualmente posseduta da una banca, che la usa effettivamente come spazio di lavoro. L’attuale costruzione dell’edificio è un ibrido: la conservazione storica del Lanificio Maurizio Sella è associata al nuovo moderno complesso dell’università aziendale e agli uffici di tecnologie informatiche della Banca Sella. In questo modo, la performance allestisce il nuovo motore economico nel cadavere di quello vecchio.


Angela Henderson

Canada Inno al Pane

Present in all of Angela’s work are themes of intimacy and connection. In her work for UNIDEE in progress, issues of industrialization and loss of human connection are developed in a contemporary portrait of Italy through a personal exchange with a local bread maker in the Piedmont region. Inno al Pane is a site specific installation located in a former panificio. Activating cross-cultural narratives through the exchange of childhood memories around bread-making, the value of human connection is centrally positioned. Engaged in

Inno al Pane

Presenti in tutta l’opera di Angela sono i temi dell’intimità e delle relazioni. Nel suo lavoro per UNIDEE in progress, le questioni dell’industrializzazione e della perdita del legame umano sono sviluppate in un ritratto dell’Italia contemporanea attraverso uno scambio personale con un panettiere piemontese. Inno al Pane è un’istallazione per un luogo specifico situata in un ex panificio. Avviando narrative interculturali attraverso lo scambio di ricordi d’infanzia legati al processo di creazione del pane, il valore del

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conversation with the bread maker, his life and livelihood are presented as a counter perspective to a culture seen as one dominated by corruption and nepotism. In the process of connection, different perspectives and backgrounds present both opportunities and challenges. Overcoming language and communication barriers, the interaction with the baker developed through a series of written letters, drawings and discussions. The process involved taking on the role of an apprentice in the panificio, enabling an in-depth experience

of the daily workings of the place and exchanges with the people. Using the cultural significance of bread as a metaphor for basic human needs, this portrait reflects the shifting role of political, religious and economic institutions in contemporary Italy. The work seeks to question the definition of value beyond the capitalist definition of creation of goods and services for profit. We need to ask ourselves what is at risk with the increasing loss of human connection.

legame umano è posto al centro. Impegnata in conversazione con il panettiere, la sua vita e il suo sostentamento sono presentati in contrapposizione a una cultura dominata da corruzione e nepotismo. Nel relazionarsi, la differenza di prospettive e background presenta sia opportunità sia sfide. Superando le barriere linguistiche e comunicative, l’interazione con il panettiere si è sviluppata attraverso una serie di lettere, disegni e discussioni. Il processo ha contemplato l’assunzione del ruolo di apprendista nel panificio, rendendo possibile una conoscen-

za approfondita delle attività quotidiane del posto e degli scambi con le persone. Sfruttando la rilevanza culturale del pane come metafora delle necessità umane di base, questo ritratto riflette il mutare del ruolo delle istituzioni politiche, religiose ed economiche nell’Italia contemporanea. Il lavoro cerca di mettere in discussione la definizione di un valore che vada oltre il principio capitalista di creazione di beni e servizi per un profitto. Ci dobbiamo chiedere cos’è a rischio con la crescente perdita delle relazioni umane.


dina karaman

Russia

Bird comes from Gorgomoro. Video, 2012 The story, enacted according to the laws of theatre, pictures the trauma of rebirth of human values. This trauma is experienced and praised by the mankind from century to century. Although the work is openly symbolic and largely abstract, improvisation makes this framework thrive. Amateur performers were free in their interpretation. They were able to introduce personal elements into the environment that the artist created and live their parts instead of acting them. The video was shot in a single take without

Bird comes from Gorgomoro. Video, 2012 La storia, interpretata secondo le leggi del teatro, mostra il trauma della rinascita dei valori umani. Questo trauma è vissuto e celebrato dall’umanità di secolo in secolo. Sebbene l’opera sia apertamente simbolica e ampiamente astratta, l’improvvisazione fa rendere al meglio tale struttura. Gli attori dilettanti sono stati liberi nella loro interpretazione. Potevano introdurre elementi personali nel contesto che l’artista aveva creato e vivere le loro parti invece di recitarle. Il video è stato girato in una sola ripresa, senza prove, perché il

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any rehearsals because the concept of the work demanded such an approach. The artist is interested in investigating unpredictable manifestations of life within an art process.

Dominic wants to tell stories. Video, 2012

The work is based on the artist’s conversation with an illegal immigrant from Africa, who had come to Europe for work. His stories reveal his hard personal experience. The document holding the conversation is self-sufficient yet abstract, according to

concetto del lavoro richiedeva questo tipo di approccio. L’artista è interessata a esaminare imprevedibili manifestazioni di vita all’interno di un processo artistico.

Dominic vuole raccontare storie. Video, 2012

L’opera è basata su una conversazione dell’artista con un immigrato clandestino proveniente dall’Africa, venuto in Europa per lavorare. Le sue storie rivelano la sua difficile esperienza personale. Il documento che contiene la conversazione è autosufficiente ma

Dominic’s words his stories do not differ from millions of other tales. He is more concerned about loneliness and loss of identity rather than specific social or political issues. The question of how to represent personal experience on a screen leads to the merging of the non-fiction and the fiction. This co-existence causes internal tension: the film’s structure starts to break down exposing a hollowness of fictional reality and thus denies it the function of the narrative. The non-fiction pushes out the movie reality into an intuitive language of visual abstraction and performance, which is capable of representing the protagonist’s sentiments and emotions.

tuttavia astratto. Secondo le parole di Dominic le sue storie non sono diverse da milioni di altri racconti: è più preoccupato della solitudine e della perdita dell’identità piuttosto che di specifiche questioni sociali o politiche. La questione di come rappresentare un’esperienza personale su schermo porta al mescolarsi di finzione e di non-finzione. Questa coesistenza crea una tensione interna: la struttura del film inizia a collassare mostrando la vuotezza di una realtà immaginaria e nega, quindi, la funzione della narrativa. La non-finzione fa emergere la realtà del film in un linguaggio intuitivo di astrazione visuale e performance, capaci di rappresentare i sentimenti e le emozioni del protagonista.


karl logge

Australia

The Target in Darkness

Training bow, arrows, timber, paper, ink, performance essay “Bow and arrow are only a pretext for something that could just as well happen without them, only the way to a goal, not the goal itself, helps for the last decisive leap.” Eugen Herrigel

The Target in Darkness is an experiment in esoteric thinking in action. It is the first in a series of “micro-universities”: small scale, mobile educational institutions that focus on learning new skills, rethinking old knowledge and proposing future ways of living. The Target in Darkness takes the critical essay The Myth of Zen in the Art of Archery, by Yamada Shõji, and Eugen Herrigel’s

original text, Zen in the Art of Archery, as a starting point to explore the question “can humankind and nature meet in order to find, develop and build natural harmony?”. The Target in Darkness suggests that this idea of harmony and balance is impossible without a significant transformation in contemporary human ontology. By mimicking the story of Eugen Herrigel, a German philosopher looking for an authentic Zen experience in the art of kyudo or Japanese archery, the artist, alongside other UNIDEE residents and staff, will begin a practice of spiritual archery training as a means of generating internal transformation. The group

will have little or no prior archery skill and a master archer will be not be available to teach the art of kyudo. Instead the account of Eugen Herrigel will act as a fantastical guide (keeping in mind the inconsistencies and problematics raised by Shõji) as the students teach each other. It is proposed that through learning the mythical art of archery, recorded and invented by Herrigel, a literal ‘reshaping of being’ is still possible for those who take part. The progress and experiences of the group will then be recounted as an essay-installation, accompanied by a presentation by the artist where the audience will be invited to join the ongoing research project.

The Target in Darkness (Il bersaglio nell’oscurità) Arco, frecce, legname, carta, inchiostro, saggio da performance “Arco d’allenamento e frecce sono solo un pretesto per qualcosa che potrebbe anche succedere senza di essi, solo il percorso verso un bersaglio, non il bersaglio stesso, aiuta a compiere l’ultimo salto decisivo” Eugen Herrigel.

The Target in Darkness è un esperimento di pensiero esoterico in azione. È il primo di una serie di “micro-università”: istituzioni educative mobili di piccola dimensione che si focalizzano sull’apprendimento di nuove competenze, il ripensamento di vecchie conoscenze e il proponimento di futuri modi di vivere. The Target in Darkness assume il saggio critico The Myth of Zen in the Art of Archery (Il mito dello zen nell’arte del tiro con l’arco), di

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Yamada Shõji, e il testo originale di Herrigel, Zen in the Art of Archery (Lo zen e il tiro con l’arco), come punto di partenza nell’esplorare la questione “possono l’umanità e la natura incontrarsi al fine di trovare, sviluppare e costruire un’armonia naturale?”. The Target in Darkness suggerisce che questa idea di armonia ed equilibrio sia impossibile senza una significativa trasformazione dell’ontologia umana contemporanea. Imitando la storia di Eugen Herrigel, un filosofo tedesco alla ricerca di un’esperienza zen autentica nell’arte del kyudo o tiro con l’arco giapponese, l’artista, insieme ad altri residenti e allo staff UNIDEE, inizierà un’attività di addestramento al tiro con l’arco spirituale come mezzo per

generare una trasformazione. Il gruppo avrà poca o nessuna abilità nel tiro con l’arco e non ci sarà un maestro arciere a insegnare l’arte del kyudo. Il libro di Eugen Herrigel fungerà da guida bizzarra (tenendo in mente le incoerenze e problematiche sollevate da Shõji) mentre gli studenti si insegneranno a vicenda. Si suggerisce che imparando la mitica arte del tiro con l’arco, riportata e inventata da Herrigel, è ancora possibile un letterale “rimodellamento dell’essere” per coloro che vi partecipano. Il progresso e le esperienze del gruppo verranno raccontate nella forma di un’istallazione-saggio, accompagnata da una presentazione dell’artista in cui il pubblico sarà invitato a unirsi al continuo progetto di ricerca.


Hektor Mamet

Switzerland - Poland / Svizzera - Polonia

The Political Citadel

For this project I worked asking myself what am i doing at Cittadellarte and what is UNIDEE (the University of Ideas). My intention is to think of a project which could carry on in the future and be part of Cittadellarte. In order to do this I decided to research and look at what lies under the surface of things. Being here I had the opportunity to be in a place which contains a little taste of the whole world: it’s a small place and big at the same time. The name itself suggests this idea as it contains the words “city” and “citadel”. The artists with whom I have been working in this

period come from all over the world and create a multicultural environment. For UNIDEE in progress I want to write a book; a text that could function as a manual which suggests ideas of what this place is about. For this I was inspired by Marco Aurelio’s book Meditations. In this book the great Roman emperor writes his thoughts on how he should live his life, realizing a dialogue with himself. At the moment I am conducting individual interviews and I would like to organize a debate with all the people working in the Foundation to share our ideas on what this place is, what it

means, what we are doing here and what we think it should become in future. With this research I want to understand something more about Cittadellarte and of each of us. Also, I aim at realizing a video in which my colleagues from UNIDEE say a sentence coming from the interview that I made beforehand and in which their heads rotate. After the head rotates fully, the next will be shown and so on. I would like to also make an architectural model of Cittadellarte which is meant to be a tool that people who come to work in Cittadellarte can use to imagine its future.

Per UNIDEE in progress voglio scrivere un documento simile a un manuale: un testo che possa dare delle indicazioni su che cosa sia Cittadellarte. Ho preso lo spunto dal libro A se stesso di Marco Aurelio: una specie di memoire, scritto da lui per se stesso, nel quale descrive la condotta che dovrebbe seguire durante la sua vita. È un libro che si portava appresso e fungeva da “manuale per se stesso”. Al momento sto lavorando a delle interviste individuali. In seguito vorrei organizzare un dibattito aperto a tutte le persone che lavorano in Fondazione per condividere le nostre idee su che cosa sia questo posto, che cosa significhi,

che cosa ci facciamo e cosa pensiamo che debba diventare in futuro. Attraverso questa ricerca voglio capire qualche cosa di più di Cittadellarte e di ciascuna delle persone presenti. Voglio inoltre realizzare un video nel quale i compagni di UNIDEE pronunciano una frase che provenga dall’intervista che ho fatto precedentemente e nel quale la loro testa ruoterà. Quando completerà il giro si passerà alla successiva frase e così di seguito. Ho pianificato anche di realizzare un modellino architettonico di Cittadellarte per aiutare le persone che verranno a lavorare a Cittadellarte a immaginare il suo futuro.

La Cittadella Politica Per questo progetto ho lavorato chiedendomi che cosa facessi a Cittadellarte e anche che cosa fosse UNIDEE (l’Università delle Idee). La mia intenzione è quella di pensare a un progetto che possa continuare in futuro a essere parte di Cittadellarte. Per fare ciò ho deciso di guardare a quello che si trova sotto la superficie. Qui ho la fortuna di stare in un luogo che contiene un assaggio di tutto il mondo: è un posto piccolo ma allo stesso tempo grande (il nome stesso lo suggerisce contenendo le parole “città” e “cittadella”). Gli artisti con i quali ho potuto lavorare in questo periodo provengono da diversi angoli del pianeta e creano un ambiente multiculturale.

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alecia neo

Singapore Made in Italy

A majority of Chinese immigrants in Italy come from Zhejiang, the city of Wenzhou, South China. Official statistics state that there are about 145.000 Chinese citizens in Italy. Their population has grown rapidly in the past ten years. The Chinese community in Italy is often regarded as closed, with a reputation for refusing to integrate despite becoming citizens. Alecia is interested in how one’s behaviour and desires change in different environments. Through photography and video, this project explores the Chinese community’s relationship with the city and the complexity of adopting new identities.

Made in Italy

La maggioranza di immigrati cinesi in Italia viene dalla città di Wenzhou, nello Zhejiang, nel sud della Cina. Statistiche ufficiali indicano che ci sono circa 145.000 cittadini cinesi in Italia. La loro popolazione è cresciuta rapidamente negli ultimi dieci anni. La comunità cinese in italia è spesso considerata chiusa, con la reputazione di rifiutarsi di integrarsi nonostante l’acquisizione della cittadinanza. Alecia è interessata a come il comportamento e i desideri cambino in contesti differenti. Attraverso la fotografia e il video, questo progetto esplora la relazione tra la comunità cinese e la città, e la complessità dell’adottare nuove identità.

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Lessons with Mao

Lessons with Mao explores themes of identity, community and belonging in society and is a long-term collaboration with a Milan based Chinese language Professor, Mao Wen, that will lead up to the production of a series of short films in the future. Mao Wen shares a similar strong interest in film-making with the artist. In this collaboration, the artist works with him to develop scripts inspired by real life stories from Italy. Mao Wen can be regarded as a kind of double outsider. Unlike most Wenzhou born Chinese in Italy, he is from Beijing and found himself destitute in Italy through a twist of events during the Cultural Revolution. When he first arrived in Italy, he also did not speak a word of Italian, and found himself estranged from both Chinese and

Lessons with Mao (Lezioni con Mao)

Lessons with Mao esplora il tema dell’identità, della comunità e dell’appartenere alla società, ed è parte di una collaborazione a lungo termine con un professore di lingua cinese residente a Milano, Mao Wen, che in futuro porterà alla produzione di una serie di cortometraggi. Mao Wen condivide con l’artista un forte interesse nella cinematografia. In questa collaborazione l’artista lavora con lui per sviluppare copioni ispirati da storie italiane di vita vera. Mao Wen può essere considerato una specie di doppio outsider. A differenza della maggior parte dei cinesi in Italia egli viene da Pechino e si è ritrovato indigente in Italia a seguito di una serie di eventi durante la Rivoluzione Culturale. Quando arrivò in Italia non parlava una parola di italiano, e si trovò estraniato sia dalla

Italian communities. This dislocation positions Mao Wen as a vagabond, an identity that he often assumes in his own films. The collaborative films will involve untrained actors who willingly participate in this project.

Bounce

In a dialogue between two connoisseurs of Chinese literature, an Italian-speaking Chinese man and a Chinese-speaking Italian woman, existing assumptions about each others culture will be challenged. Difference in language is often one of the first barriers and a major cause for rejection and distrust. In this video installation the dialogue addresses this gap, as the speakers quiz each other about the difficulties of integration and acceptance.

comunità cinese sia da quella italiana. Questo spiazzamento pone Mao Wen come “vagabondo”, un’identità che spesso assume nei suoi stessi film. I film collaborativi coinvolgeranno attori senza formazione che partecipano volontariamente a questo progetto.

Bounce (Rimbalzo)

In un dialogo tra due esperti di letteratura cinese, un uomo cinese che parla italiano e una donna italiana che parla cinese, presupposti esistenti sulle reciproche culture verranno messi in discussione. La differenza di lingua è spesso una delle prime barriere e una causa maggiore di rifiuto e mancanza di fiducia. In questa installazione video, il dialogo prende in considerazione questa divergenza, con gli interlocutori che si interrogano reciprocamente sulle difficoltà di integrazione e accettazione.


marta romani

(ak a Melmartita) Italy / Italia

TRA-MI-TE (Between me and you) What’s cancer? What’s its shape? How does it move? How does it sound? How does it smell? Through a series of audio interviews, I’ve looked for an external contribution to my attempt to go beyond the little that, usually, we are taught about this illness, so spread and still so dreaded. The questions were the starting point of a dialogue with people who had been affected by cancer, directly or indirectly. During these meetings I spontaneously found myself assuming the role of an intermediary between the interviewees and cancer, which emerged in a new, balanced, variegated and surprisingly mystical light. These moments of exchange ended up

being the most emotional part of my work: they aroused the magic of curiosity, the poetry of the storytelling, the intimacy of the sharing, the hunger for experimentation, the childish courage to find new answers together. The project is now structured in different parts. Combining my passion for the documentary, the curiosity towards the sound and my visual artist and animator background, I built a virtual and imaginary dialogue between the protagonists, presented in an audiovisual installation aimed at creating a collective identikit of cancer. During the interviews I also collected a series of stories on the topic, which will be

part of a shared and dynamic archive. UNIDEE in Progress 2012 is going to be the first chance to invite the public to contribute and enrich it with new stories.

la parte più emozionante del lavoro: hanno risvegliato la magia della curiosità, la poesia del racconto, l’intimità della condivisione, la fame di sperimentazione, il coraggio infantile di inventare nuove risposte insieme. Il progetto risulta ora articolato in più parti: sfruttando la passione per il documentario, la curiosità verso il suono e il mio background di artista visuale e animatrice, ho costruito un dialogo virtuale ed immaginifico tra i protagonisti, presentato in un’installazione audiovisiva mirata a creare un identikit collettivo del cancro. Durante le interviste ho inoltre raccolto una serie di storie sul tema, che entreranno a far parte di un archivio condiviso e dinamico. UNIDEE in

Progress 2012 sarà la prima occasione per invitare il pubblico a contribuire ad arricchirlo con nuove testimonianze.

Cancer: - A bnormal tissue neoformation, whose cells are characterized by rapid growth, abnormal differentiation, lack of organization and invasiveness. (Definition by the online Dictionary of Health) Cancer: - Hope. Strength. Courage. Dialogue. Discovery. Growth. - Opportunity. Fight. - Go-between. - Defeat. Victory. - Death. Life. (A few definitions from the interviews)

TRA-MI-TE Cos’è il cancro? Che forma ha? Come si muove? Che suoni emette? Che odore ha? Ho cercato, tramite una serie di interviste audio, un contributo esterno al mio tentativo di andare oltre quel poco che, normalmente, ci viene insegnato su questa malattia, così diffusa e tuttora così temuta. Le domande sono state un primo spunto di dialogo con chi, per esperienza personale o indiretta, è venuto a contatto con il cancro. Durante gli incontri mi sono trovata spontaneamente ad assumere il ruolo di tramite tra gli intervistati e il cancro, sul quale è emersa una visione nuova, lucida, variegata e sorprendentemente mistica. Questi momenti di scambio si sono rivelati

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Cancro: - Neoformazione abnorme di tessuto, con cellule che hanno caratteristiche di rapido accrescimento, differenziazione anomala, mancanza di organizzazione e invasività. (Definizione tratta da Dizionario Della Salute online) Cancro: - Speranza. Forza. Coraggio. Dialogo. Scoperta. Crescita. - Opportunità. Lotta. - Tramite. - Sconfitta, Vittoria. - Morte, Vita. (Alcune definizioni tratte dalle interviste)


shah zaman

Pakistan

A Being Unresolved It is about the society, which absorbs and support the influx of beings embodied into it, as migrants. It provides shelter, care, motivation and opportunities to progress, grow and elevate one’s self. In return the being puts in the best of his heart and soul and cherishes all the opportunities coming his way. He develops, and society develops with it, just like a nurturing society leads a being to foster

Un Essere Irrisolto

Riguarda la società, che assorbe e supporta l’influsso degli esseri incarnati in essa, come emigranti. Fornisce riparo, cura, motivazione e opportunità di progredire, crescere e migliorare se stessi. In cambio l’essere ci mette il meglio del suo cuore e della sua anima, e apprezza tutte le opportunità che gli si presentano. Egli si sviluppa e la società si sviluppa con lui, così come una società che si prende cura di un

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his abilities to the optimum level. Both share love, integrity, traditions, cultures, lifestyles and everything else possible. But then, why do those beings feel arched in or out in the stream of life in that society? Why is the mutual love and care not enough to make them unifed? Why do they keep looking at each other as well acknowledged yet outcasts?

Why does the bridge of connection feel weaker and less associated? In my work I’m sensing and addressing that gap which is unknown, trying to resolve the mystery of quests, finding and losing, paying and gaining, clarity and opacity of knowing each other as part and indifferent at the same time. Why is it the way it is?

essere lo porta a far crescere le sue abilità al massimo livello. Entrambi condividono amore, integrità, tradizioni, culture, stili di vita e tutto ciò che sia possibile. Ma allora, perché quegli essere si sentono dentro o fuori dal flusso della vita in quella società? Perché il reciproco amore non è abbastanza per renderli uniti, perché continuano a guardarsi riconoscendosi, ma come emarginati? Perché

il ponte di connessione sembra debole e non collegare davvero? Nel mio lavoro percepisco e mi rivolgo a quello spazio vuoto che è sconosciuto, cercando di risolvere il mistero delle ricerche, cercando e perdendo, perdendoci e guadagnandoci, la chiarezza e l’opacità di riconoscersi come distinti e indistinti allo stesso tempo. Perché è così?


meghna singh

India

The Tomb Of The Unidentified Engaged with issues of power relations of subjugation between the global North and South, the work is concerned with the new forms of economic colonisation being imposed on the world’s citizens. The Tomb of the Unidentified, a performative video installation, raises questions around the desire for acquisition of wealth. Using the site of the prestigious Egyptian Museum in Turin and the defunct goldmines in the Piedmont region of Northern Italy, the project examines the human desire to unearth and acquire: the Egyptian Museum acquired mummified bodies and treasured statues from a foreign country to add to the cultural milieu of the already rich Italian

La Tomba dell’Ignoto

Dedicato alle relazioni di potere e di soggiogamento tra il Nord e il Sud globali, il lavoro si occupa delle nuove forme di colonizzazione economica imposte ai cittadini di tutto il mondo. The Tomb of the Unidentified, un’installazione videoperformance, solleva questioni circa il desiderio di acquisizione di ricchezza. Usando gli spazi del prestigioso Museo Egizio di Torino e le miniere d’oro dismesse del Piemonte, il progetto esamina il desiderio umano di dissotterrare e acquisire: il Museo Egizio ha acquisito mummie e statue preziose da un paese straniero per arricchire il contesto di un tessuto

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cultural fabric. The Romans used the Celtic people as forced labour to extract gold for their expansionist policies in the 1st and 2nd century B.C. The region is dotted with gold mines where the average lifespan of a worker was 35 years of age. Looking at these sites and their historical context, the work delves into the present day desire for gold, its glitter and allure and its value in the economic system. In the contemporary context, it tries to understand the increasing prevalence of the Compro Oro (shops trading gold for currency) and the exchange value between gold and currency. We need to grapple with what our past has

bought forth and how we view things. We need to question what it means to have Egyptian bodies and bits and pieces lingering in museum spaces of the global North. We must understand that the hegemonic power structure of colonialism is the same power structure that envelops the current economic atmosphere of the west. Also, what does the term “economic colonisation” mean in the contemporary European context of shifting economic power relations? Can one be aware of this new form of economic colonisation without confronting and understanding power relations between the global North and the global South?

culturale italiano già ricco; i Romani usarono i popoli Celti come manodopera forzata per estrarre oro, a supporto delle loro politiche espansionistiche nel I e II secolo a.C., in una regione in cui la vita media di un lavoratore era di 35 anni. Considerando questi siti e il loro contesto storico, il lavoro scava nel desiderio d’oro dell’oggigiorno, nella sua attrattiva, nei suoi fascino e valore nel sistema economico. Nel contesto contemporaneo, cerca di capire la crescente presenza dei Compro Oro (i negozi che barattano contanti per oro) e il valore di scambio tra questo metallo prezioso e la moneta. Dobbiamo confrontarci con ciò che il nostro

passato ha creato e su come vediamo le cose. Dobbiamo mettere in discussione cosa significhi avere cadaveri egiziani e altre opere esposti negli spazi dei musei del nord del mondo. Dobbiamo capire che la struttura di potere egemonico del colonialismo è la stessa struttura di potere che avvolge l’attuale atmosfera economica dell’Occidente. Poi, che significato ha il termine “colonizzazione economica” nell’attuale contesto europeo di relazioni di potere economico mutevoli? Si può prendere coscienza di questa nuova forma di colonizzazione economica senza confrontarsi e capire le relazioni di potere tra il Nord e il Sud globali?


unidesco project


For the third consecutive year the young participants in UNIDEE in Residence at Fondazione Pistoletto have been invited by the cultural association Pigna Mon Amour to realize artistic and creative interventions in the medieval heart of the city. In Sanremo from the 20th to the 27th August, 16 young creatives from all over the world have promoted a series of actions aiming at a responsible social transfor-

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mation of the territory, according to the Fondazione Pistoletto’s own mission. For eight days the Pigna and the city of Sanremo have become a laboratory, a space open to the collaboration with the young artists, who volunteered to share their experiences and skills with the community, in order to inspire an innovative perspective through which to rediscover itself.


Per il terzo anno consecutivo i ragazzi di UNIDEE in Residence / Fondazione Pistoletto sono stati invitati dall’associazione culturale Pigna Mon Amour, per realizzare interventi artistici e creativi nel cuore medievale della città. Presenti a Sanremo dal 20 al 27 agosto, 16 giovani creativi provenienti da tutto il mondo hanno promosso una serie di azioni finalizzate a una trasformazione

sociale responsabile del territorio, secondo la mission propria della Fondazione Pistoletto. Per otto giorni la Pigna e la città di Sanremo sono diventate un laboratorio, luogo aperto alla collaborazione con i giovani artisti, che hanno messo al servizio della comunità le proprie diverse esperienze e conoscenze per ispirare una prospettiva innovativa attraverso cui riscoprirsi.

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“We are UNIDESCO, an organisation composed of international artists who are currently participating in Cittadellarte’s international residency programme UNIDEE – “Università delle Idee”. The name UNIDESCO is a hybrid of the words UNIDEE (Università delle idee) and UNESCO, a United Nations organisation for education, science and culture. UNIDESCO evolved as an idea to promote new ways of cohabitation. We arrived in La Pigna asking ourselves if it could be the first UNIDESCO heritage site not because it is a perfect place, but because it is a complex place: here you can find a heritage made not only by art and history but mostly by the people who live there. Our search / project lasted one week and we found that La Pigna is, in the words of its inhabitants and those who only know a little about it: History, Art and Magic – a white canvas that can be filled with many colours – a place where people are all crazy, unique and particular, where people are more open-minded and there is more exchange between foreigners and Italians – a place where people care about other people – where houses are so close to each other that they manage to protect the inhabitants from the outside – a place where you go up and down, left and right but still in the end

“Siamo UNIDESCO, un’organizzazione composta da artisti internazionali che sta prendendo parte al programma di residenza internazionale UNIDEE – Università delle Idee, organizzato da Cittadellarte” Il nome UNIDESCO è una sintesi delle parole UNIDEE (Università delle Idee) e UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite dedicata a educazione, scienza e cultura. UNIDESCO si è evoluta dall’idea di promuovere nuove vie di coabitazione. Siamo arrivati alla Pigna di Sanremo chiedendoci se potesse essere il primo “Patrimonio UNIDESCO”, non perchè sia un luogo perfetto, ma perchè è un luogo complesso: lì si può trovare un patrimonio non composto di sole arte e storia, ma principalmente dalle persone che vi abitano. Il nostro progetto / ricerca, durato una settimana, ci ha consentito di scoprire come La Pigna sia, nelle parole dei suoi abitanti e di coloro che la conoscono in parte: Storia, Arte e Magia – una tela bianca che può essere riempita di molti colori – un luogo dove le persone sono tutte pazze, uniche e particolari, aperte a uno scambio tra stranieri e italiani più forte che altrove – un luogo dove alle persone importa del proprio prossimo – un posto dove le case sono così vicine l’una all’altra così da difendere gli abitanti da ciò che avviene all’esterno –

you always find yourself in the place you want to get to – and a place where so many stories have taken place that you could fill a whole book… La Pigna is the city hidden inside the city. We have raised the banner of UNIDESCO in Piazza Cassini, the main door of La Pigna. We have chosen as our headquarters the Gentili Spinola Palace in Piazza dei Dolori, offered to us by the association “La Pigna Mon Amour” in whose homes the UNIDESCO delegates have been hosted during the whole period. We set up office here, using practices and working methods based on democracy, but not only that. Every day we went out on the streets, squares, shops and parks of La Pigna and Sanremo where we interacted with the inhabitants making interviews, group performances, distributing infor-

mation material, inviting inhabitants to express their own opinion and to join us in this meeting. We decided not to simply realise works of art here but to use our artistic talent to see in which new ways people could get closer and interact. At the end of our research we decided to declare La Pigna the first UNIDESCO “New Heritage Site”. In La Pigna many things can and must get better, but the most important wager for the future is to be able to keep and develop its magic complexity. People of La Pigna have to choose if they want to become like other parts of the world and Sanremo or to become an example for other parts of the world and Sanremo. We believe that the only way to achieve this is for the citizens is to be united and to live and work together.”

un quartiere dove si sale e si scende, ci si perde a destra e a sinistra, ma alla fine ci si ritrova sempre dove si vorrebbe essere – un luogo dove si sono svolte così tante storie che ci si potrebbe scrivere un libro... La Pigna è la città nascosta nella città. Abbiamo svolto lo striscione di UNIDESCO in Piazza Cassini, l’ingresso principale alla Pigna. La scelta per il nostro quartier generale è caduta sul Palazzo Spinola Gentili, in Piazza dei Dolori, che ci è stato offerto dall’associazione “La Pigna Mon Amour”, i cui componenti hanno ospitato i delegati UNIDESCO durante tutta la settimana. Abbiamo organizzato lì il nostro ufficio, partendo da pratiche e metodi di lavoro basati sulla “democrazia”, ma non solo su quello. Ogni giorno siamo usciti per le strade, le piazze, i negozi, e i parchi della Pigna di Sanremo, dove abbiamo interagito con gli abitanti, facendo interviste, performance di gruppo, dando materiale informativo e invitando gli abitanti stessi

a esprimere la propria opinione invitandoli a partecipare a un incontro. Abbiamo deciso di non realizzare semplicemente delle opere d’arte nel quartiere, ma di usare il nostro talento artistico in modo tale che le persone potessero avvicinarvisi e interagire. Alla fine della nostra ricerca abbiamo deciso di nominare La Pigna primo “New Heritage Site” di UNIDESCO Nella Pigna molte cose possono e devono migliorare, ma la scommessa più importante per il futuro sarà quella di mantenere e sviluppare la sua magica complessità. Le persone della Pigna devono scegliere se uniformarsi ad altre parti del mondo e di Sanremo, o se essere d’esempio, per altre parti del mondo e di Sanremo. Noi crediamo che l’unica via per raggiungere l’obiettivo, per essere d’esempio, sia che i cittadini della Pigna siano uniti e che vivano e lavorino assieme.”

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frac / unidee project


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FRAC Collection, owned by Piedmont Region, is in deposit at CittadellarteFondazione Pistoletto, Biella, since 2011.

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Cittadellarte also manages and promotes FRAC collection and project, realizing exhibitions, events, school laboratories and international workshops.

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La Collezione Frac, di proprietà della Regione Piemonte, è dal 2011 depositata e custodita presso la sede di CittadellarteFondazione Pistoletto, Biella.

Cittadellarte svolge anche le funzioni di gestione e valorizzazione della collezione e del progetto generale, realizzando esposizioni, eventi, laboratori didattici per scuole, workshop internazionali.

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Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past. George Orwell, 1984

In memory of Eric Hobsbawn. Deceased on 1 October 2012, during the drafting of this very text.

How does contemporary art speak to the spectator? Who is the spectator? How can you share creative processes with a community? What is a community? How can you make an artwork resound beyond the world of the circuit galleriescollections-art fairs? What is the role of an art institution engaged with a “responsible transformation” of society? The curatorial process of the 2012 FRAC exhibition is founded on the sharing of a hermeneutic process with the UNIDEE residents. A work of literally “unveiling” the collection, which brought to an exercise of reinterpretation and elaboration of the communicative mechanisms activated by the works of the collection. Following this hermeneutic approach, the collective started a discussion on the role of contemporary art in a wider sense, focusing on how to extend the potential of a specific work to a wider and more varied audience, and on how to re-conceptualize the way the works are received and interpreted outside the circuit of experts. Deconstructing a standard curatorial system which generally organizes selected artworks under a predefined theme – as an act of induction –, this year’s FRAC exhibition has been driven by a collective practice of dialogue and interpretation. The result is a curatorial perspective developed as deduction: after a deep cooperative analysis, the selected works emerged as a necessary choice, linked to the research of each individual of the curatorium but joined by a quest for a connection with wider social contexts. The final selection of artworks converges under the subject Memory and place disclosed. Memories and places are the fragments of stories and history which the eight works selected from the collection explore and narrate, using means and languages completely different among themselves. KT 13, by Polish conceptual artist Robert Kuśmirowski, for example, revolves around history, its icons and its narrative. A series of images seems to tell the events of the Shoah: an identity card, a picture taken in an extermination camp, a trial. Looking at them carefully, these black and white photographs reveal their falseness: the photographs are aged, the situations reconstructed to make us face the responsibility of memory and warn us about the possibility of them happening again, even if they refer to a precise historical event. The work also shows us the uncertainty of memory and the risk we run taking for granted the devices that activate it. If it is possible to reconstruct sources, to fake common use elements to make

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people re-live a past, it is also possible to fake, to manipulate, to reconstruct both the long and short term memory. This same mechanism of unmasking the language used to narrate history and the dangerous seductiveness of the images is carried out by Duncan Campbell with his Untitled, 2008. Part of a series of “post-produced” photographs, Campbell’s two images portray a naked back which seems to have been hit by two rubber bullets, like the ones used by the police all over the world during demonstrations. The emotional effect of recalling a possible conflict, of the violence, of the repression, is immediately suspended by the insertion of some interfering elements (little colourful details glued to the photographs), through which the artist tells us that it is only pictures, reconstructions, thus speculating on the narration of the story, on the power of images, on media and mechanisms, which translate memory into reality. Same as Campbell and Kuśmirowski, Tobias Buche, Sam Durant, Reena Spaulings, Lisa Oppenheim, Jimmie Durham and Lara Almarcegui tell individual and collective stories, focusing on the modalities of transmission and narration and making us think about the global present. The exhibition is contextualized by the works by UNIDEE residents, who took part in each step of the curatorial process. Ayman Alazraq’s documentary Back to the people (collectively created) retraces all the steps, highlighting the research for an art for the community, instrument of change and transformation (responsible, as the Fondazione Pistoletto says) of society. Lindsay Benedict, Karl Logge, Marta Romano work the same way, using a playful format not belonging to contemporary art (a music live set, images and dance) with the intent to communicate with a wider context. Angela Henderson, Alecia Neo and Meghna Singh’s installations tell little stories instead. Little individual stories representing the elements of a choral fresco where migration, globalization, the displacement of human beings in search of work or an identity become universal stories. Hektor Mamet’s installation invites the spectator to question himself, art and institutions, asking him to expose himself and explain how art can activate change. Dina Karaman’s exhibition design wants to allow people to touch and experience the process of “unveiling” and the choice to open the exhibition space to a two way communication with the spectators. Lucrezia Cippitelli curator

Memory and place disclosed curated by Lucrezia Cippitelli with Ayman Alazraq, Lindsay Benedict, Angela Henderson, Dina Karaman, Karl Logge, Hektor Mamet, Alecia Neo, Marta Romani, Shah Zaman, Meghna Singh Documentary Back to the people, by Ayman Alazraq (director) with Lindsay Benedict, Angela Henderson, Karl Logge, Hektor Mamet (concept) FRAC: Tobias Buche o.T (2007), Sam Durant Hand to Eye to Mouth (2006), Reena Spaulings Black Flag (2008), Lisa Oppenheim Killed negatives. After Walker Evans (2007), Jimmie Durham Radio Vacuum Tube and Bones from Several Animals Along with Bright Plastic and Glass Elements (2006), Lara Almarcegui Guide to Al Khan (2007), Duncan Campbell Untitled (2008), Robert Kuśmirowski Kt13 (2007-2008). UNIDEE: Ayman Alazraq (Let’s talk about football and women), Lindsay Benedict (Black Flag, Reena Spaulings performance for FRAC Piemonte), Angela Henderson (In the space of elsewhere), Karl Logge & Marta Romani (So tonight I’m going to party like it’s Mayan date), Hektor Mamet (Cloud), Alecia Neo (Resting on the Horizon), Meghna Singh (Her Song). Exhibition design Dina Karaman.

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Sam Durant Hand to Eye to Mouth, 2006 Lisa Oppenheim Killed Negatives: After Walker Evans (Erosion), 2007 3. Lara Almarcegui Guide to al khan, 2007 4. Duncan Campbell Untitled, 2008 1.

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Tobias Buche o.T., 2007 Jimmie Durham Radio Vacuum Tube and Bones from Several Animals Along with Bright Plastic and Glass Elements, 2006 7. Reena Spaulings Black Flag, 2008 8. Robert Kuśmirowski KT 13, 2007/2008 5. 6.

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Alecia Neo Resting on the Horizon, 2012 A ngela Henderson In the space of elsewhere, 2012

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Meghna Singh Her Song, 2012 Hektor Mamet Cloud, 2012 13. Ayman Alazraq Let’s talk about football and women, 2012 14. Dina Karaman Exhibition design 11.

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Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

George Orwell, 1984

In memoria di Eric Hobsbawn. Deceduto il 1° Ottobre 2012, proprio durante la stesura di questo testo.

Come parla l’arte contemporanea allo spettatore? Chi è lo spettatore? Come si possono condividere processi creativi con una comunità? Cos’è una comunità? Come si può far risuonare un’opera d’arte al di fuori del mondo del circuito gallerie-collezioni-fiere d’arte? Qual è il ruolo di un’istituzione d’arte impegnata in una “trasformazione responsabile” della società? Il processo curatoriale alla base della mostra del FRAC del 2012 si è fondato sulla condivisione di un percorso ermeneutico con i residenti di UNIDEE. Un’opera quasi letterale di spacchettamento della collezione, che ha portato a un’opera di reinterpretazione e rielaborazione dei meccanismi comunicativi messi in atto dalle opere della collezione. A questo approccio ermeneutico, il collettivo ha fatto seguire una discussione sul ruolo dell’arte contemporanea in senso più ampio, focalizzandosi su come estendere il potenziale di una particolare opera a un’audience più ampia e più differenziata, e su come riconcettualizzare il modo in cui le opere vengono fruite ed interpretate al di fuori del circolo degli addetti ai lavori. Sovvertendo il sistema curatoriale standard che generalmente sottomette la selezione a un tema predefinito dal curatore – come atto di induzione –, la mostra del FRAC di quest’anno è stata guidata da una pratica collettiva di dialogo e interpretazione. Il risultato è una prospettiva curatoriale sviluppata come deduzione: dopo una analisi condivisa, i lavori selezionati sono emersi come scelta necessaria, legata alla ricerca di ogni individuo del gruppo curatoriale, ma unita a una volontà di connessione con contesti sociali più ampi. La selezione finale converge nel tema Memoria e luogo svelati - Memory and place disclosed. Memorie e luoghi sono i frammenti di storie e Storia che le otto opere scelte dalla collezione esplorano e raccontano, usando mezzi e linguaggi completamente diversi tra loro. KT 13, dell’artista concettuale polacco Robert Kuśmirowski, per esempio, verte proprio sulla storia, sulle sue icone e sulla sua narrazione. Una serie di immagini sembrano narrare le vicende della Shoah: una carta di riconoscimento, delle foto scattate in un campo di sterminio, un processo. A ben vedere, queste fotografie in bianco e nero tradiscono la loro falsità: sono fotografie invecchiate, situazioni ricostruite che ci mettono di fronte alla responsabilità della memoria e che nello stesso tempo, pur riferendosi a un evento che ha un nome storico preciso, ci mettono in guardia dalla possibilità che si ripeta. L’opera ci mette anche di fronte alla precarietà della memoria e al rischio in cui si incorre dando per buoni i dispositivi per metterla in atto. Se è possibile ricostruire fonti, falsificare elementi

di uso comune per far rivivere un vissuto, è anche possibile falsificare, deviare, ricostruire la memoria, a lungo e breve termine. Questo stesso meccanismo di smascheramento del linguaggio usato per narrare la Storia e la pericolosa seduttività delle immagini viene messo in atto da Duncan Campbell con il suo Untitled, 2008. Parte di una serie di fotografie “post-prodotte”, le due immagini di Campbell ritraggono una schiena nuda che sembra essere stata colpita da proiettili di gomma, gli stessi che vengono usati dalla polizia di tutto il mondo durante le manifestazioni. L’effetto emotivo della rievocazione di un possibile conflitto, della violenza, della repressione, viene immediatamente congelato dall’inserzione di alcuni elementi di disturbo (piccoli elementi colorati incollati sulla foto), con i quali l’artista ci dice che si tratta solo di figure, di ricostruzione, speculando così sulla narrazione della storia, sul potere delle immagini, sui media e sui meccanismi di traduzione della memoria in realtà. Insieme a Campbell e Kuśmirowski, Tobias Buche, Sam Durant, Reena Spaulings, Lisa Oppenheim, Jimmie Durham e Lara Almarcegui raccontano storie individuali e collettive, mettendo al centro dell’attenzione le modalità di trasmissione e narrazione, facendoci soffermare sul presente globale. La mostra è contestualizzata dai lavori dei residenti di UNIDEE che hanno partecipato ad ogni passo del processo curatoriale. Il documentario Back to the people di Ayman Alazraq (ideato collettivamente) ripercorre tutto il percorso, mettendo l’accento sulla ricerca di un’arte per la comunità, strumento di cambiamento e trasformazione (responsabile, come indica la stessa Fondazione Pistoletto) della società. Le performance di Lindsay Benedict, Karl Logge, Marta Romani operano nello stesso senso, usando un format ludico e non proprio del linguaggio dell’arte contemporanea (un live set di musica, immagini e ballo) con l’intento di comunicare con un contesto ampio. Le installazioni di Angela Henderson, Alecia Neo e Meghna Singh raccontano invece storie. Piccole storie individuali che costituiscono gli elementi di un affresco corale in cui la migrazione, la globalizzazione, lo spostamento degli esseri umani alla ricerca di lavoro o di una identità diventano storie universali. L’installazione di Hektor Mamet invita lo spettatore a mettersi in gioco e mettere in gioco l’arte e le istituzioni, chiedendo di esporsi e spiegare come l’arte possa essere agente di cambiamento. Il design della mostra, di Dina Karaman, si propone di rendere tangibile e vivibile il processo di “spacchettamento” e la scelta di aprire lo spazio espositivo a una comunicazione bidirezionale con gli spettatori. Lucrezia Cippitelli curatrice

Memory and place disclosed a cura di Lucrezia Cippitelli con Ayman Alazraq, Lindsay Benedict, Angela Henderson, Dina Karaman, Karl Logge, Hektor Mamet, Alecia Neo, Marta Romani, Shah Zaman, Meghna Singh Documentary Back to the people, di Ayman Alazraq (regista) con Lindsay Benedict, Angela Henderson, Karl Logge, Hektor Mamet (concept) FRAC: Tobias Buche o.T (2007), Sam Durant Hand to Eye to Mouth (2006), Reena Spauling Black Flag (2008), Lisa Oppenheim Killed negatives. After Walker Evans (2007), Jimmie Durham Radio Vacuum Tube and Bones from Several Animals Along with Bright Plastic and Glass Elements (2006), Lara Almarcegui Guide to Al Khan (2007), Duncan Campbell Untitled (2008), Robert Kuśmirowski Kt13 (2007-2008). UNIDEE: Ayman Alazraq (Let’s talk about football and women), Lindsay Benedict (Black Flag, Reena Spaulings performance for FRAC Piemonte), Angela Henderson (In the space of elsewhere), Karl Logge & Marta Romani (So tonight I’m going to party like it’s Mayan date), Hektor Mamet (Cloud), Alecia Neo (Resting on the Horizon), Meghna Singh (Her Song). Design dell’esposizione Dina Karaman

p.4o

Sam Durant Hand to Eye to Mouth, 2006 Lisa Oppenheim Killed Negatives: After Walker Evans (Erosion), 2007 3. Lara Almarcegui Guide to al khan, 2007 4. Duncan Campbell Untitled, 2008 1.

2.

p. 42-43

Tobias Buche o.T., 2007 Jimmie Durham Radio Vacuum Tube and Bones from Several Animals Along with Bright Plastic and Glass Elements, 2006 7. Reena Spaulings Black Flag, 2008 8. Robert Kuśmirowski KT 13, 2007/2008 5.

6.

p. 45 9.

Alecia Neo Resting on the Horizon, 2012 Angela Henderson In the space of elsewhere, 2012

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Meghna Singh Her Song, 2012 Hektor Mamet Cloud, 2012 13. Ayman Alazraq Let’s talk about football and women, 2012 14. Dina Karaman Exhibition design 11.

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UNIDEE-UNIVERSITà DELLE IDEE - via Serralunga 27 – 13900 Biella Italia unidee@cittadellarte.it

UNIDEE IN RESIDENCE 2013 12th June - 12th October 2013

Please type or write clearly in block capitals. NAME………………………………………………SURNAME………………………………………………….……........ PLACE OF BIRTH……………………………..........…..... DATE OF BIRTH………………………....................…..… NATIONALITY…………………………………….………………………..……….....……SEX……............................... ADDRESS……………………………………………………………………......…………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………………………….....….... TELEPHONE……………………………….....…… EMAIL……………..........……….….…………………………….. SPECIALIZATION/PROFESSION (e.g. curator / product designer) .................................................................... I HEREBY APPLY TO BE ADMITTED TO THE UNIDEE IN RESIDENCE INTERNATIONAL PROGRAM 2013 MOTHER TONGUE……………..……… LANGUAGES SPOKEN……...............…...……………………….............. HOBBIES ..................................................................................................................................................................... HOW DID YOU HEAR ABOUT THE UNIDEE IN RESIDENCE INTERNATIONAL PROGRAM? _ FORMER RESIDENTS (PLEASE SPECIFY) ………….............................................………………...............……. _ INTERNET (PLEASE SPECIFY WWW)………………………………………………………………..................…… _ PROMOTIONAL MATERIAL – POSTERS, BROCHURES, POSTCARDS (SPECIFY WHERE)…………....…. _ NEWSPAPER OR MAGAZINE ARTICLES (SPECIFY WHICH)…………………………………………………...... _ OTHER (SPECIFY)……………………………………................................................………………………………… DID YOU TAKE PART IN OTHER RESIDENCY PROGRAMS FOR ARTISTS OR STUDENTS? ....................... IF YES, PLEASE SPECIFY …………………………………………………………………..........……………………… THE PROJECT: TITLE ......................................................................................................……................................................................. ………………………………...………………………………................................………………………………………… SHORT DESCRIPTION................................................................................................................................................................ ………………………………...………………………………................................………………………………………… ………………………………...………………………………................................………………………………………… ………………………………...………………………………................................………………………………………… ………………………………...………………………………................................…………………………………………

………………………………...………………………………................................…………………………………….............................................…… OBJECTIVES OF THE PROJECT……………………………………………………………....................................................................................... ………………………………...………………………………................................…………………………………..............................................……… ………………………………...………………………………................................………………………………..............................................………… ………………………………...………………………………................................………………………………..............................................…………

I HEREBY CONSENT, IN ACCORDANCE WITH ART. 11 OF LAW 675/96 (PROTECTION OF PRIVACY), TO THE GATHERING, PROCESSING AND DIFFUSION OF PERSONAL DATA SOLELY FOR PURPOSES RELATING TO THE PUBLIC AND CULTURAL ACTIVITIES OF THE FONDAZIONE PISTOLETTO ONLUS.

DATE

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2012

UNIDEE in Residence 2012 catalogue is a collaborative project by: coordination Linda Mercandino artists’ curator Margarita Vazquez Ponte assistant Elisabetta Rattalino graphic design Liudmila Ogryzko editing Margarita Vazquez Ponte Giulia Perona editing & coordination Luca Furlan translations Elena Pasquali photographic

Margarita Vazquez Ponte, UNIDEE residents, Enrico Amici

contribution by

Via Serralunga 27 - 13900 Biella, Italy 015 28400 - www.cittadellarte.it

President Giuliana Carusi Setari Vice President Maria Pioppi Artistic Director Michelangelo Pistoletto Director Paolo Naldini Project research and exhibition coordination Juan Esteban Sandoval, assistant Elisabetta Rattalino Exhibition Project Manager Alessandro Lacirasella Press and Communications Office Margherita Cugini Graphic Design Liudmila Ogryzko Editor Luca Furlan Web Daniele Garella Web community Marcello Venturini System Administration Andrea Oitana Architecture Office | n.o.v.a civitas Emanuele Bottigella, Tiziana Monterisi, Armona Pistoletto Education Office | Unidee Linda Mercandino artists’ curator Margarita Vazquez Ponte assistant Elisabetta Rattalino Fashion Office Cittadellarte Fashion best Olga Pirazzi Politics Office | Lovedifference Filippo Fabbrica, Emanuela Baldi

Partners unidee 2012

Production and Design Office Armona Pistoletto Administration Elisa Cicero, Luciana Friaglia, Annalisa Marchioro, Roberto Melis Archive Marco Farano Store Elena Pasquali Facilities Salvatore Falcone, Sandra Ottino

cittadellarte edizioni, Biella, 2012.

Stampato presso tipografia Grafica Biellese srl su carta certificata / Printed on paper certified F.S.C. Forest Stewardship Council, E.C.F. Elemental Chlorine Free metalli pesanti assenti – heavy metal absence

In partnership with Regione Piemonte

With the support of Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT


Via Se r ralunga 27 - 139 0 0 Biella , Italy - 015 2840 0 - w w w.cit tadellar te.it

to inspire and produce responsible change in society through ideas and creative projects

ispirare e produrre un cambiamento responsabile nella società attraverso idee e progetti creativi

Cittadellarte is a new form of artistic and cultural institution that places art in direct interaction with the various sectors of society. An organism aimed at producing civilization, activating a responsible social transformation necessary and urgent a local and global level.

Cittadellarte è un nuovo modello di istituzione artistica e culturale che pone l’arte in diretta interazione con i diversi settori della società. Un organismo inteso a produrre civiltà, attivando un cambiamento sociale responsabile necessario ed urgente a livello locale e globale.

Cittadellarte is an open community where individual and collective energies get activated towards the achievement of a common good in the different areas that constitute the social structure: from sustainable architecture and town planning to sustainable fashion, from industrial design and production to the development of craftsmanship, from international political relations to communication, nourishment and spirituality.

Cittadellarte è una comunità aperta in cui le energie individuali e collettive sono attivate, verso la realizzazione del bene comune, nei diversi settori che costituiscono la struttura sociale: dall’architettura e urbanistica alla moda sostenibili, dal design e produzione industriale allo sviluppo dell’artigianato, dalle relazioni di politica internazionale alla comunicazione, al nutrimento e alla spiritualità.

Cittadellarte is a non-profit organization of social utility, recognized by and under the patronage of the Region of Piedmont since 1998. Its headquarters are in Biella, in a 19th Century former wool mill, itself a piece of industrial archeology and protected by the Ministry of Cultural Assets.

Cittadellarte è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, riconosciuta nel 1998 dalla Regione Piemonte e con essa convenzionata. Ha sede a Biella in un’ex manifattura laniera (sec. XIX), complesso di archeologia industriale, tutelato dal Ministero dei Beni Culturali.

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http://unidee2012.wordpress.com

UNIDEE in Residence 2012  

Catalog of the projects developed by the artists in residence at UNIDEE - University of Ideas and of the FRAC Piemonte exhibition "Memory an...

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