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Città di Biella

2010

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V i a S e r r a l u n g a 2 7 - 1 3 9 0 0 B i e l l a - I t a l y - t e l . + 3 9 0 1 5 2 8 4 0 0 - f o n d a z i o n e p i s t o l e t t o @ c i t t a d e l l a r t e . i t - w w w. c i t t a d e l l a r t e . i t

Il 25-26 giugno 2010 inaugura la XIII edizione di Arte al Centro, con mostre, convegni, tavole rotonde e performance sulla dimensione dell’arte in rapporto al processo di trasformazione responsabile della società.

On 25-26 June 2010 opens the 13th edition of Art at the Centre with exhibitions, conferences and performances exploring the theme of art in the ongoing transformation of society.

Wael Shawky. Contemporary Myths 25.06.2010 - 30.04.2011

Cabaret Crusades: the Horror Show File. video still / fotogramma dal film, 2010

mostra personale a cura di / solo exhibition curated by Judith Wielander

La mostra personale di Wael Shawky Contemporary Myths è incentrata sul più recente lavoro dell’artista egiziano: Cabaret Crusades: The Horror Show File. Negli spazi di Cittadellarte - gallery sono in mostra, oltre al film realizzato, alcune tracce del complesso processo produttivo che ha avuto luogo a Cittadellarte e in Egitto nei mesi che hanno preceduto la mostra. Cabaret Crusades: The Horror Show File tematizza la storia delle Crociate ripercorrendo gli eventi di quattro anni (1096-1099) che hanno avuto un ruolo centrale nel successivo sviluppo della Storia e che hanno sconvolto, irreversibilmente, il mondo arabo e i suoi rapporti con il mondo occidentale. Il film è la traduzione in forma di immagini di uno scontro storico rappresentato partendo dalla narrazione degli accadimenti visti con gli occhi di chi ha subito l’invasione. Shawky descrive gli eventi del passato ricostruendo con accurate scenografie alcuni ambienti dell’Asia Minore e del Mediterraneo orientale, teatri delle prime crociate. Attori degli eventi sono le marionette della collezione bicentenaria Lupi. Le marionette, fortemente espressive e mosse da fili ben visibili, rappresentano i personaggi coinvolti nel conflitto fra eserciti cristiani europei ed eserciti musulmani. Anche se il soggetto è basato su eventi e documentazioni storiche, il risultato che ne consegue ha un’atmosfera surreale e mitica; un misto di dramma e cinismo permea fatti lontani quanto mai attuali. Fonte principale di ispirazione del lavoro è il saggio Le crociate viste dagli arabi scritto

da Amin Maalouf nel 1986, in tempi lontani dalle attuali recrudescenze di odio. Il saggio di Maalouf, libanese che vive in Francia, ha innovato la storiografia delle Crociate attraverso gli scritti di storici arabi, per lo più non considerati in Occidente, senza trascurare le fonti e gli studi occidentali più accreditati sull’argomento. Il quadro storico che ne deriva è nello stesso tempo forte ma pacato, politico ma non di parte. Il saggio ha aperto, sia nel mondo arabo che occidentale, degli squarci su una crudeltà storica perpetrata in nome di un vago sentimento religioso offeso, ma più oggettivamente nata da motivi socio-economici complessi, primo fra tutti la reazione alla regressione economica e sociale causata dalla peste che inizia a dilagare nei territori dell’impero bizantino tra il 541 e 543 d.C. Il film di Shawky si apre proprio con la scena della peste: una delle cause principali del crollo della civiltà urbana nei territori appartenuti all’impero romano all’epoca ancora controllati da Costantinopoli, territori già fortemente indeboliti dalle precedenti vicende belliche ed economiche. Da quella tragica condizione di miseria umana si dipanano massacri, battaglie, tradimenti e assedi, che hanno segnato la successiva storia delle Crociate. Abituati a vedere raccontate le crociate come una gloriosa corsa alla liberazione di Gerusalemme nel nome di dio, può lasciare stupiti la presa di coscienza dei fatti avvenuti realmente. Non la liberazione del sacro sepolcro, ma la conquista di territori che, già appartenuti all’Impero Romano, la chiesa cattolica cerca nei secoli di porre sotto il proprio dominio.

Contemporary Myths, an exhibition by Wael Shawky, focuses on his latest work: Cabaret Crusades: The Horror Show File. On this occasion Cittadellarte - gallery is the venue not only for the film but also for a display that illustrates some aspects of the complex production process that took place in Cittadellarte and Egypt during the months leading up to the show. Cabaret Crusades: The Horror Show File offers a view on the history of the Crusades, retracing events which unfolded over a period of four years (1096-1099) and which played a key role in subsequent historical developments, shaking to the core the Arab world and its relations with the West. The film is a translation of causes and effects of the religiously sanctioned military campaigns in form of images based on a reconstruction of events seen through the eyes of those who had to confront the invasion. Shawky provides a precise description of the places in Middle East and Europe which formed the backdrop for the early Crusades. To bring these episodes alive, he uses highly expressive 200-year-old marionettes from the Lupi collection in Turin. They are moved by clearly visible strings and don the costumes by the characters who were present in the Christian armies of Europe and in the Muslim armies during the conflicts. Though the subject is based on historic documents and facts, what emerges is a surreal and mythical atmosphere which blends drama and cynicism, telling a story of remote events that could hardly be more topical today. The main source of inspiration for this work is The Crusades Through Arab Eyes by Amin Maalouf, written in 1986, and thus long be-

fore today’s recrudescence of hatred. The book by Maalouf, a Lebanese who lives in France, re-examines the history of the Crusades by going back to Arab historians and their writings, most of which have never been taken into consideration in the West, though he does also turn to some of the most acknowledged Western sources and studies. The historical picture that emerges is at once powerful but level-headed, political but unbiased. The essay gives some insight into the historical cruelties perpetrated in the name of a vague feeling of religious humiliation, but more objectively one that was carried out for complex socio-economic reasons, the most important of which was a reaction against the misery and desperation caused by the plague which struck the lands of the Byzantine Empire between 541 and 543 AD. Shawky’s film starts with the scene of the plague, one of the main reasons of the fall of urban civilisation in the territories of Constantinople. These lands were still under the control of Constantinople and had already been considerably weakened by war and economic decline. Such a tragic view of human misery subsequently leads on to massacres, battles, betrayals, and sieges that was to be the story of the Crusades. Accustomed as we are to seeing the Crusades as a glorious race to free Jerusalem in the name of God, we may well be astonished by the events that actually took place. It was not the liberation of the Holy Sepulchre, but the conquest of the lands that had formerly been part of the Roman Empire, on which for centuries the Catholic Church attempted to

Arte al Centro 2010  

Catalog of the exhibition Arte al Centro 2010: Wael Shawky "Contemporary Myths" and "Practicing MeMory in a time of an all-encompassing Pres...

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