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Cittadellarte - Fondazione Pistoletto Biella 22.09.2009 – 28.02.2010


cover photo subject: study for the mirror artwork Prima scena – La presentazione by Michelangelo Pistoletto, 2009.

art director Michelangelo Pistoletto

CATALOGUE: editor in chief Federica Cerutti

managing director paolo naldini

graphic design Liudmila Ogryzko

project manager Federica Ricci

photographics repertory Claudio Abate enrico amici_ studio fotografico _ la spezia stefano ceretti Giulio Mora archivio Cittadellarte archivio Schneider Group

organization project officer Pier Giuseppe Lavarino cultural program and collateral events officer Sara Conforti fashion designers referent Pietra Pistoletto communicator Vittorio Falletti press office margherita cugini organization project assistants Anna Antonioli, Serena Schellino

translations Graham Francis Chiara Strigini margarita vazquez ponte cover: photo and graphic elaboration Federica Cerutti, Liudmila Ogryzko

special thanks to maria pioppi Patronages

Partners

Cittadellarte edizioni via Serralunga 27 13900 Biella www.cittadellarte.it Finito di stampare a settembre 2009 da MARIOGROS industrie grafiche s.p.a. Torino

technical partners




“C

Michelangelo Pistoletto, Franca Sozzani.

ittadellarte Fashion”. Un’officina artistica creativa da cui uscirà la moda di domani: una moda eco-sostenibile che si misura con l’attualità e le emergenze del nostro pianeta. Sono felice di far parte di quest’iniziativa, perché punta i riflettori sui giovani talenti e partecipo sempre con passione a progetti che li coinvolgono in qualità di protagonisti e perché rappresentano la scintilla da cui nascerà il futuro della moda. Gli stilisti che hanno disegnato una collezione in fibre ecologiche hanno sperimentato cosa significa riconciliare differenze socio-culturali per collaborare in nome di un messaggio profondamente etico, com’è quello dell’ecologia. Hanno imparato che una moda che si definisce eco-sostenibile deve assumersi un impegno a lungo termine. L’utilizzo di materie prime naturali non è che il primo passo di un ciclo organico, che deve

proseguire con una manifattura a impatto contenuto e concludersi con il riciclo del capo finito. Senza contare che con quest’evento i ragazzi guadagnano visibilità per se stessi e il loro lavoro, diventando consapevoli ambasciatori di una moda “pulita”, che si confronta con l’habitat e nel farlo si rinnova, senza per questo rinunciare alla propria dimensione estetica. Questa avventura non sarebbe stata possibile senza l’arte, che funge da collante tra due realtà solo all’apparenza lontane. Lavorare con Michelangelo Pistoletto è stato gratificante, entusiasmante. Amico innanzi tutto, artista tra i più importanti della nostra modernità, con opere esposte nei più grandi musei del mondo, è il simbolo di come un rinnovamento continuo nel nome della collettività accresca la dimensione spirituale e creativa molto più dell’effimera celebrità. Ha sicuramente tracciato un cammino che arriverà lontano.

Photo E. Amici

di.by

Franca Sozzani Direttore di Vogue Italia Director of Vogue Italia

“C

ittadellarte Fashion”. An artistic workshop to create the fashion of the future: an eco-sustainable fashion tailored to the needs of the planet’s current emergency. I’m very pleased to be part of this initiative, because it turns the spotlight onto young talent and I’ve always been enthusiastic about projects that involve them as protagonists because they represent the spark on which the future of fashion depends. The stylists who designed the collection using ecological fibres have learned what it means to reconcile socio-cultural differences in order to work together in the name of a profoundly ethical message, like that of ecology. They have learned that a form of fashion that defines itself as eco-sustainable has to assume a long-term commitment. Using natural raw materials is just the first step in an organic cycle that has to proceed with limited impact manufacturing and end with the

recycling of the finished items. Not to mention the fact that through this event, the designers will gain visibility for themselves and their work, becoming the conscious ambassadors of a “clean” fashion, that measures itself against the habitat and in doing so renews itself, but without renouncing its own aesthetic dimension. This adventure would not be possible without art, which functions as a sort of connective tissue between two realities only apparently distant. Working with Michelangelo Pistoletto has been an extremely gratifying experience. First and foremost a friend, then one of the most important artists of the modern era, with works exhibited in many of the world’s leading galleries, he is a symbol of how constant renewal in the name of the collective nurtures the spiritual and creative dimension so much more that ephemeral celebrity. He has certainly blazed a trail that will lead far.




di.by

michelangelo pistoletto

Artista, Direttore Artistico di Cittadellarte Artist, Art Director of Cittadellarte

L

esthetics and ethics combine in the artistic concept developed in the activities of Cittadellarte: form and content unite to allow art to actively penetrate various sectors of the social fabric. The mission: to “inspire and produce responsible change in society through creative ideas and projects”.

Nel 1996 presentavo al Museo Pecci di Prato una rassegna intitolata “Habitus Abito Abitare”, tre parole chiave che caratterizzano la conformazione della vita civile: “habitus” come contenuto mentale, singolo e collettivo; “abito” come aderenza al corpo, individuale e multiplo; “abitare” come arco strutturale che, partendo dallo spazio domestico, abbraccia l’habitat planetario. Questo trinomio è focalizzato sull’esistenza della persona, cioè dell’essere umano, la cui seconda pelle è l’abito che, oltre ad assolvere necessità pratiche, assume proprietà culturali, comportamentali ed economiche, le quali modellano, insieme alla persona, anche il corpo sociale. L’abito incorpora, infatti, innumerevoli potenzialità che scaturiscono proprio dalle nostre capacità creative. Per me vestire è quasi come coprirsi di un dipinto o una scultura, ma è anche indossare quei segnali di valore simbolico e comunicativo che si possono ritrovare in altre arti, ad esempio la musica e il teatro. In questo senso vedo una connessione tra il vestire e fare arte.

In 1996 at the Pecci Museum in Prato I presented a review entitled “Habitus Abito Abitare”, three key words that characterise the conformation of social life: “habitus” as mental content, individual and collective; “abito” as adherence to the body, individual and multiple; “abitare” as the structural arc that originating from the domestic space embraces the planetary habitat. This trinomy is focused on the existence of the person, that is to say, the human being, whose second skin is their dress (abito) that in addition to satisfying certain practical needs assumes cultural, behavioural and economic properties, which along with the person also models the social body. Dress indeed incorporates innumerable potentials that spring precisely from our creative capacities. For me, dress is almost comparable to covering oneself with a painting or a sculpture, but also means wearing those signs of symbolic and communicational value that can be found in other art forms, like music and theatre. In this sense I see a connection between dressing and creating art.

Dobbiamo, tuttavia, tenere presente che l’opera d’arte è essenzialmente portatrice di un “messaggio”. La stessa cosa deve avvenire per la “moda” se si vuole che questa possa essere arte, oltre che design.

Michelangelo Pistoletto, Franca Sozzani, Pietra Pistoletto Photo E. Amici

A

’estetica e l’etica si coniugano nella concezione artistica sviluppata nell’attività di Cittadellarte: forma e contenuto si uniscono per portare l’arte a penetrare attivamente nei diversi settori del tessuto sociale. La mission è “ispirare e produrre un cambiamento responsabile nella società attraverso idee e progetti creativi”.

Io sono interessato a intervenire creativamente nei vari ambiti della vita comune, ma non per dedicarmi all’“arte applicata”, bensì per operare nel senso di un’“arte implicata” nella responsabile trasformazione

However, we have to consider that a work of art is essentially the bearer of a “message”. The same thing has to happen for “fashion” if we want it to be art, not simply design. I’m interested in creatively intervening in various aspects of everyday life, but not in dedicating myself to “applied art”, but rather to work in the sense of “art implied” in the responsible transformation of






a sinistra. to the left: Cittadellarte,

G. Mora in alto: M. Pistoletto, Venere degli stracci, 1967-1974, copia in marmo di statua di Venere, stracci, cm 212 x 340 x 110, collezione Fondazione Pistoletto, Biella. above: M. Pistoletto, Venus of Rags, photo

dei sistemi che regolano la vita comune, in questo passaggio epocale. È un impegno urgente a cui siamo chiamati, sia come messaggeri sia come operatori. Con “Cittadellarte Fashion - Bio Ethical Sustainable Trend” si apre un nuovo campo di attività dedicato alla moda nella città di Biella, riconosciuta mondialmente come una capitale dell’industria tessile, ovviamente, per l’eccellenza nella produzione laniera. In questa iniziativa emergono tre importanti fattori che si potenziano fra loro, conferendole valore di unicità: il territorio biellese, rinomato per la tradizione del tessile di alta qualità; il laboratorio di creatività artistica costituito da Cittadellarte; l’impegno Eco Est Etico che caratterizza questo stesso laboratorio. Negli spazi di Cittadellarte, a Biella, si apre, il 22 settembre 2009, la mostra “Cittadellarte Fashion B.E.S.T.” in cui espongono 32 ditte italiane produttrici

di filati e tessuti eco-sostenibili. L’evento inaugurale è centrato sulla presentazione delle creazioni di 11 giovani stilisti, selezionati su scala internazionale. I capi, da essi appositamente ideati, sono realizzati con prodotti scelti tra quelli presentati dalle ditte espositrici. Franca Sozzani, dedicando il proprio impegno e passione, unanimamente riconosciuti, partecipa con me alla presentazione dell’intera iniziativa. Sono sommamente felice di varare con lei questo progetto, perché, oltre a condividerne l’amicizia, riconosco come grande valore la stretta relazione tra il suo amore per l’arte e la straordinaria competenza che la rende così autorevole nell’”universo moda”. Grazie alla preziosa cooperazione di Franca è stato possibile giungere alla selezione dei giovani talenti che, d’altronde, stanno già riscuotendo significativi successi. La rassegna comprende l’intera filiera che parte dalle fibre naturali

1967-1974, marble reproduction of a Venus, rags, cm 212 x 340 x 110, works collection Fondazione Pistoletto, Biella. photo E. Amici a destra: M. Pistoletto, Woollen - La Mela Reintegrata, 2007, polistirolo, lana, acciaio, cm 360 (altezza) x

the systems that govern everyday life, in this epoch-making passage. It is an urgent commitment to which we are all called, both as messengers and as operators. With “Cittadellarte Fashion Bio Ethical Sustainable Trend” we open a new context of activities dedicated to fashion in the city of Biella, acknowledged the world over as capital of the textile industry, obviously, for the excellence of its wool textile production. Three important factors emerge from this initiative that draw strength from each other, giving them a single value: the Biella district, renowned for its high quality textile tradition; the workshop of artistic creation that is Cittadellarte; the Eco-Aest-Ethical commitment that characterises this workshop itself. In the spaces of Cittadellarte in Biella, on the 22nd of September, the “Cittadellarte B.E.S.T Fashion” exhibition will be opening, present-

300 (diametro), collezione Fondazione Zegna – Cittadellarte. to the right: M. Pistoletto, Woollen. The Reinstated Apple, 2007, polystyrene, wool, steel, cm 360 (height) x 300 (diameter), Fondazione Zegna – Cittadellarte collection. photo E. Amici

ing 32 Italian eco-sustainable yarn and fabric manufacturers. The inaugural event centres on the presentation of the creations of 11 young designers, selected on an international scale. The items themselves, created by these stylists, are realized using products chosen from the ones presented by the exhibiting companies. Franca Sozzani, dedicating her unanimously acknowledged commitment and passion, will be presenting the entire presentation along with myself. I am extremely happy to launch this initiative with her, because as well as being a friend, I recognise the extraordinary experience that makes her such an authority on the “fashion universe”. Thanks to the precious collaboration of Franca, it has been possible to select these young talents who, on the other hand, are already enjoying significant success. The review encompasses the entire industrial cycle that starts

a sinistra: M. Pistoletto, Il nuovo segno di infinito, simbolo del Terzo Paradiso, tracciato sulla terra, 51.Biennale di Venezia, Isola di San Servolo, 2005.

per giungere fino alla creazione e realizzazione di ogni singolo capo. Un simbolico “filo d’oro”, che annoda in sequenza i tratti, materiali e morali, della produzione, rappresenta l’impegno nell’ecosostenibilità di cui Cittadellarte Fashion si fa carico. Il filo d’oro può essere tradotto idealmente nella linea infinita che disegna i tre cerchi del “Terzo Paradiso”, simbolo da me ideato per significare il passaggio evolutivo della società. Con una sola linea il simbolo descrive tre cerchi, quello centrale collega, da una parte, il cerchio dell’antico “paradiso naturale” e dall’altra il cerchio del moderno “paradiso artificiale”: dalla fusione di questi due si forma, al centro, un crogiolo di nuova civiltà. Il segno del “Terzo Paradiso” è assunto come marchio di Cittadellarte Fashion B.E.S.T. con l’inserimento di segnali tratti dal noto simbolo del riciclo. Per Cittadellarte riciclare significa, particolarmente riguardo alla moda,

ritrovare, anche attraverso le nuove tecnologie, un’aderenza ai processi rigenerativi della natura. Questo marchio è stato concepito per rappresentare tutte le attività che Cittadellarte Fashion B.E.S.T. estenderà oltre alla presente mostra-evento. Il suo significato, ampio e impegnativo, comprende infatti diversi obiettivi ideali e pratici: tra tutti quello determinante consiste nel portare il fruitore/fruitrice (evito il termine consumatore) ad acquisire conoscenza e consapevolezza di un inedito modo di intendere il significato del termine “qualità” - particolarmente in relazione al concetto di qualità della vita. Qualità intesa come adozione del senso Eco Est Etico nella valutazione del prodotto d’abbigliamento. Questo nuovo senso svilupperà, ne sono certo, il piacere e la felicità d’indossare un abito sapendo di ricevere, unitamente ad esso, un plusvalore culturale e, perchè no, anche la sensazione di compiere un atto d’amore per la vita.

to the left: M. Pistoletto, The New Sign of Infinity, symbol of Third Paradise, Venice Biennale, San Servolo Island, Venice 2005. photo C. Abate. photo retouching L. Ogryzko

out from natural fibres and ends in the creation and realization of each individual item of apparel; a symbolic “Arianna’s thread” that sequentially links all the various passages, both material and moral, of production, representing the eco-sustainable commitment of Cittadellarte Fashion. This thread can ideally be translated into the infinite line that creates the three circles of the “Third Paradise”, the symbol I created to illustrate the evolution of society. With a single line the symbol describes three circles, the central one connecting on one side the ancient “natural paradise” and on the other the modern “artificial paradise”: from the fusion of these two, the centre forms the crucible of a new civilisation. The sign of the “Third Paradise” has been taken as the logo of Cittadellarte B.E.S.T. Fashion with the insertion of signs drawn from the well-known recycling symbol. For Cittadellarte, and with particular

in alto. above: Cittadellarte, Biella. photo E. Amici nelle due pagine seguenti. in the two following pages:

Cittadellarte, Biella. photo E. Amici

regard to fashion, recycling means rediscovering a bond with the regenerative processes of nature, even through new technologies. This ‘brand’ has been conceived to represent all the activities the Cittadellarte B.E.S.T. Fashion will be extending even beyond this expo-event. Its meaning, broad and challenging, in effect contains various ideal and practical objectives: of these, the determining one consists of aiding the user (I avoid using the term consumer) to acquire knowldege and awareness of a new way of understanding the meaning of the word “quality” – especially in relation to the the concept of quality of life. Quality understood as the adoption of the Eco-Aest-Ethical sense in the evauation of the apparel ‘product’. This new sense will develop, I am certain, the pleasure and happiness to wear an item of apparel knowing that it brings with it a cultural plus and, why not, even the feeling of performing an act of love for life.


Sommario Index

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editoriale.editorial

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di.by

Franca Sozzani Direttore Vogue Italia Director of Vogue Italia

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Charlotte Casiraghi

FAO

Co-founder Ever Manifesto

42 Verso la Moda etica e responsabile Toward ethical and responsible fashion di.by

FAO

Salvo Testa

Courtesy of International Year of Natural Fibres 2009

Michelangelo Pistoletto

p. p.

18 Perchè il tessile biologico The reasons for organic textiles

Luca Mercalli Presidente & Responsabile Editoriale Società Meteorologica Italiana onlus / Nimbus. President & Editor in Chief Società Meteorologica Italiana onlus / Nimbus

Paolo Foglia Responsabile Ricerca e Sviluppo ICEA – Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale R&D Manager ICEA – Ethical and Environmental Institute Certification

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Mauro Rossetti

Direttore di Tessile e Salute. Director Tessile e Salute

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22 La difesa della salute del consumatore e del prodotto tessile di qualità The defense of the health of the consumer and of the quality textile product di.by

28 Il Manifesto delle Fibre Naturali Natural fibres Manifesto

34 Industria del Lusso di Massa e Moda EcoSostenibile The Mass Luxury Industry and EcoSustainable Fashion di.by

Walter Santagata Docente di Finanza Pubblica ed Economia della Cultura, Università degli Studi di Torino. Professor of Public Finance and Cultural Economics University of Turin, Italy

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40 Sustainable trends: risposte dalla strategia e dal marketing Sustainable trends: answers from strategy and marketing di.by

di.by

Alessandro Siviero

Responsabile progetto delle Fibre Naturali, Terra Madre Head of Natural Fibres Project, Terra Madre

Docente di Strategie d’Impresa, Università degli Studi di Torino. Professor of Business Strategies, University of Turin, Italy

Elena Schneider

Platform Leader, Moda Lusso & Lifestyle, SDA Bocconi e Docente di Fashion Management, Università Bocconi, Milano Platform Leader, Fashion Luxury & Lifestyle, SDA Bocconi and Lecturer in Fashion Management, Bocconi University, Milan, Italy

32 Moda e ambiente Fashion and environment di.by

di.by

All’interno del catalogo, la riproduzione del quadro specchiante Prima Scena - La presentazione di Michelangelo Pistoletto, 2009. Inside the catalogue, the reproduction of the the mirror artwork Prima Scena - La presentazione, by Michelangelo Pistoletto, 2009.

30 Desiderio & Innovazione Desire & Innovation di.by

Per gentile concessione della Anno Internazionale delle Fibre Naturali 2009

di.by

Artista e Direttore Artistico di Cittadellarte Artist and Art Director of Cittadellarte

14 Perché le fibre naturali? Why natural fibres?

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44 Cittadellarte FashionB.E.S.T. Workshop. 26-29 giugno 2009, Cittadellarte, Biella

46 p. 48 p. 50 p. 52 p. 54 p. 56 p. 58 p.

60 p. 62 p. 64 p.

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66

Stilisti. Fashion Designers Matthew Ames Sandra Backlund Silvio Betterelli Marco De Vincenzo Mark Fast Marta Forghieri Roberta Furlanetto Siri Johansen Mary Katrantzou Jose M. Nunes da Silva Giralt Osman Yousefzada

69 Aziende espositrici exhibiting companies


?

Why natural fibres

Per gentile concessione della

FAO, Anno Internazionale delle Fibre Naturali 2009 Courtesy of FAO, International Year of Natural Fibres 2009

Una scelta responsabile

La produzione, trasformazione ed esportazione delle fibre naturali sono di importanza vitale per le economie di molti paesi in via di sviluppo e per il sostentamento di milioni di piccoli agricoltori e lavoratori a basso salario. Oggi, molte di quelle economie sono in pericolo. La crisi finanziaria mondiale ha ridotto la domanda di fibre naturali poiché le aziende di trasformazione e manifattura e i consumatori sospendono le decisioni di acquisto o preferiscono le più economiche alternative sintetiche. Quasi tutte le fibre naturali sono prodotte in agricoltura e la maggior parte è coltivata nei paesi in via di sviluppo. Ad esempio, più del 60% del cotone mondiale viene coltivato in Cina, India e Pakistan. In Asia, il cotone viene coltivato principalmente da piccoli agricoltori e la sua vendita costituisce la principale fonte di reddito di circa 100 milioni di famiglie rurali. Nell’Africa occidentale e centrale, il cotone viene coltivato da una quantità di piccole aziende agricole stimate tra i 1,5 a 2 milioni. Almeno 10 milioni di persone lavorano nel settore del cotone in quella regione e il cotone grezzo costituisce circa il 50% delle esportazioni di Benim, Burkina Faso, Ciad, Mali e Togo. Il cotone è per il Mozambico la seconda più importante delle materie esportate, è coltivato da circa 300,000 famiglie rurali e dà lavoro a 20,000 persone nella catena di approvvigionamento. Si stima che in India e Bangladesh 4 milioni di agricoltori marginali si guadagnino da vivere - e mantengano 20 milioni di persone a carico – con la coltivazione della iuta, utilizzata in sacchi, tappeti, coperte e tendaggi. La concorrenza da parte delle fibre sintetiche ha eroso la domanda di iuta negli ultimi decenni e ora, sulla scia della recessione, la riduzione degli ordini provenienti da Europa e Medio Oriente potrebbe ridurre le esportazioni di iuta del 20% nel 2009. Quello della seta è un altro settore importante in Asia. L’allevamento del baco da seta produce reddito per circa 700,000 famiglie agricole in India, mentre la lavorazione della seta fornisce posti di lavoro a 20,000 famiglie di tessitori in Tailandia e a circa 1 milione di lavoratori del settore tessile in Cina. Le ordinazioni di prodotti di seta indiana dall’Europa e dagli Stati Uniti sono diminuite di quasi il 50% nel 2008-09. Ogni anno i paesi in via di sviluppo producono circa 500.000 tonnellate di fibra di cocco (coir) soprattutto per l’esportazione verso i paesi sviluppati per l’utilizzo in corde, reti, spazzole, zerbini, materassi e pannelli iso-

A responsible choice

Natural fibres production, processing and export are vital to the economies of many developing countries and the livelihoods of millions of small-scale farmers and low-wage workers. Today, many of those economies and livelihoods are under threat. The global financial crisis has reduced demand for natural fibres as processors, manufacturers and consumers suspend purchasing decisions or look to cheaper synthetic alternatives. Almost all natural fibres are produced by agriculture, and the major part is harvested in the developing world. For example, more than 60% of the world’s cotton is grown in China, India and Pakistan. In Asia, cotton is cultivated mainly by small farmers and its sale provides the primary source of income of some 100 million rural households. In West and Central Africa, cotton is grown on an estimated 1,5 to 2 million small farms. At least 10 million people work in the region’s cotton sector, and raw cotton makes up about 50% of exports from Benim, Burkina Faso, Chad, Mali and Togo. Cotton is Mozambique’s second most important export and is grown by some 300.000 rural families, it provides work for 20.000 people along the supply chain. In India and Bangladesh, an estimated 4 million marginal farmers earn their living – and support 20 million dependents – from the cultivation of jute, used in sacks, carpets, rugs and curtains. Competition from synthetic f ibres has eroded demand for jute over recent decades and, in the wake of recession, reduced orders from Europe and the Middle East could cut jute exports by 20% in 2009. Silk is another important industry in Asia. Raising silkworms generates income for some 700.000 farm households in India, while silk processing provides jobs for 20.000 weaving families in Thailand and about 1 million textile workers in China. Orders of Indian silk goods from Europe and the USA are reported to have declined by almost 50% in 2008-09. Each year, developing countries produce around 500.000 tonnes of coconut fibre – or coir – mainly for export to developed countries for use in rope, nets, brushes, doormats, mattresses and insulation pan-

courtesy Schneider Group - Pettinatura di Verrone

Perché le fibre naturali

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lanti. Nello Sri Lanka, il più grande fornitore di fibra di cocco grezza del mercato mondiale, i prodotti di coir raggiungono il 6% delle esportazioni agricole, mentre nell’India meridionale 500,000 persone sono impiegate in stabilimenti di trasformazione di coir di piccole dimensioni. Per quanto riguarda il resto del mondo, in Tanzania il governo e il settore privato hanno lavorato per rilanciare la domanda di fibre di sisal, estratte dall’agave sisal e utilizzate nella produzione di spago, carta, mattoni e pannelli di plastica rinforzata per le automobili. La coltivazione e la lavorazione della sisal in Tanzania impiega direttamente 120,000 persone e si stima che l’industria della sisal dia sostentamento a 2,1 milioni di persone. Tuttavia, il rallentamento globale ha ridotto la domanda di sisal, costringendo a una riduzione del 30% dei prezzi e all’aumento della disoccupazione.

els. In Sri Lanka, the single largest supplier of brown coir fibre to the world market, coir goods account for 6% of agricultural exports, while 500.000 people are employed in small-scale coir factories in southern India. Across the globe in Tanzania, government and private industry have been working to revive once-booming demand for sisal fibre, extracted from the sisal agave and used in twine, paper, bricks and reinforced plastic panels in automobiles, Sisal cultivation and processing in Tanzania directly employs 120.000 people and the sisal industry benefits an estimated 2.1 million people. However, the global slowdown has cut demand for sisal, forced a 30% cut in prices, and led to mounting job losses.

Una scelta sostenibile A sustainable choice Le fibre naturali avranno un ruolo chiave nella nascente “economia verde”, basata su efficienza energetica, uso di fonti rinnovabili nella produzione dei polimeri, processi industriali che riducono le emissioni di carbonio e materiali riciclabili che riducono le scorie. Le fibre naturali sono una risorsa rinnovabile per eccellenza - sono state riciclate dalla natura e dall’ingegno umano per millenni. Sono inoltre “neutre” dal punto di vista del carbonio: assorbono la stessa quantità di

Natural fibres will play a key role in the emerging “Green” economy based on energy efficiency, the use of renewable feed stocks in polymer products, industrial processes that reduce carbon emission and recyclable materials that minimize waste. Natural fibres are a renewable resource, par excellence – they have been renewed by nature and human ingenuity for millennia. They are also carbon neutral: they absorb the same amount

Le fibre naturali sono una risorsa rinnovabile per eccellenza. Sono state riciclate dalla natura e dall’ingegno umano per millenni. Natural fibres are a renewable resource, par excellence. They have been renewed by nature and human ingenuity for millennia.


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biossido di carbonio che producono. Durante la lavorazione generano rifiuti prevalentemente organici e lasciano residui che possono essere utilizzati per produrre energia elettrica o materiali edili ecologici. Inoltre, alla fine del loro ciclo di vita, sono biodegradabili al 100%. Uno studio della FAO stima che la produzione di una tonnellata di fibra di iuta richieda il 10% dell’energia utilizzata per la produzione di una tonnellata di fibre sintetiche (dal momento che la iuta è coltivata principalmente da piccoli agricoltori in sistemi tradizionali, l’apporto principale di energia è il lavoro umano, non i combustibili fossili). L’elaborazione di alcune fibre naturali può portare a livelli elevati di sostanze inquinanti delle acque, ma si tratta principalmente di composti biodegradabili, in contrasto con le sostanze chimiche persistenti, tra cui i metalli pesanti, rilasciate nelle acque residuali derivanti dalla trasformazione delle fibre sintetiche. Studi recenti hanno dimostrato che la produzione di una tonnellata di polipropilene - ampiamente utilizzato in imballaggi, contenitori e corde - emette nell’atmosfera più di 3 tonnellate di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra principalmente responsabile del riscaldamento globale. Al contrario, la iuta assorbe fino a 2,4 tonnellate di carbonio per ogni tonnellata di fibra secca. I benefici ambientali dei prodotti di fibra naturale vanno ben oltre la fase di produzione. Ad esempio, fibre come la canapa, il lino e la sisal vengono utilizzati sempre più come rinforzi al posto delle fibre di vetro nei pannelli in materiale termoplastico delle automobili. Poiché le fibre sono più leggere di peso, riducono il consumo di carburante e con esso le emissioni di anidride carbonica e l’inquinamento atmosferico. Ma dove le fibre naturali veramente eccellono è la fase di smaltimento del loro ciclo di vita. Dal momento che assorbono l’acqua, le fibre naturali si decompongono mediante l’azione di funghi e batteri. I prodotti di fibra naturale possono essere compostati per migliorare la struttura del suolo, o inceneriti senza emissione di sostanze inquinanti né rilascio di più carbonio rispetto a quello assorbito nel corso della loro vita. I prodotti sintetici forniscono alla società una serie di problemi di smaltimento. Rilasciano metalli pesanti e altri additivi nel suolo e nelle acque sotterranee. Il riciclaggio richiede costose separazioni, mentre l’incenerimento produce sostanze inquinanti e, in caso di polietilene ad alta densità, 3 tonnellate di emissioni di anidride carbonica per ogni tonnellata di materiale bruciato. Abbandonate nell’ambiente le fibre sintetiche contribuiscono, ad esempio, alle 640,000 tonnellate circa di reti e attrezzi da pesca abbandonati negli oceani del mondo.

of carbon dioxide they produce. During processing, they generate mainly organic wastes and leave residues that can be used to generate electricity or make ecological housing material. And, at the end of their life cycle, they are 100% biodegradable. An FAO study estimated that production of one tonne of jute fibre requires 10% of energy used for the production of one tonne of synthetic fibres (since jute is cultivated mainly by small-scale farmers in traditional farming systems, the main energy input is human labour, not fossil fuels). Processing of some natural fibres can lead to high levels of water pollutants, but they consist mostly of biodegradable compounds, in contrast to the persistent chemicals, including heavy metals, released in the eff luent from synthetic fibre processing. More recent studies have shown that producing one tonne of polypropylene – widely used in packaging, containers and cordage – emits into the atmosphere more than 3 tonnes of carbon dioxide, the main greenhouse gas responsible for global warming. In contrast, jute absorbs as much as 2.4 tonnes of carbon per tonne of dry f ibre. The environmental benefits of natural fibre products accrue well beyond the production phase. For example, fibres such as hemp, flax and sisal are being used increasingly as reinforcment in place of glass fibres in thermoplastic panels in automobiles. Since the fibres are lighter in weight, they reduce fuel consumption and with this carbon dioxide emissions and air pollution. But where natural fibres really excel is in the disposal stage of their life cycle. Since they absorb water, natural fibres decay through the action of fungi and bacteria. Natural fibre products can be composted to improve soil structure, or incinerated with no emission of pollutants and release of no more carbon than the fibres absorbed during their lifetimes. Synthetics present society with a range of disposal problems. In land fills they release heavy metals and other additives into soil and groundwater. Recycling requires costly separation, while incineration produces pollutants and, in the case of high-density polyethylene, 3 tonnes of carbon dioxide emissions for every tonne of material burnt. Left in the environment, synthetic fibres contribute, for example, to the estimated 640.000 tonnes of abandoned fishing nets and gear in the world’s oceans.

Una T-shirt di cotone è comoda da indossare in una calda giornata estiva, mentre, nelle stesse condizioni, gli indumenti di poliestere e acrilico fanno sentire caldi e appiccicati.

Una scelta sana

A healthy choice

Le fibre tessili naturali assorbono il sudore e lo liberano nell’aria, un processo chiamato “wicking” che crea una ventilazione naturale. A causa della loro struttura molecolare più compatta, le fibre sintetiche non possono catturare l’aria e “respirare” nello stesso modo. Questo è il motivo per cui una T-shirt di cotone è così comoda da indossare in una calda giornata estiva mentre gli indumenti di poliestere e acrilico fanno sentire caldi e appiccicati nelle stesse condizioni (si spiega anche il motivo per cui gli indumenti sciogli-grasso utilizzati per ridurre il peso vengono realizzati in materiale sintetico al 100%). La curva, o increspatura, nelle fibre di lana intrappola sacche di aria che fungono da isolanti sia contro il freddo che il calore – i beduini indossano lana sottile per tenersi freschi. Dal momento che la lana è in grado di assorbire liquidi fino al 35% del proprio peso, le coperte di lana assorbono e disperdono in modo efficace la tazza di acqua persa durante il sonno attraverso il sudore, lasciando asciutte le lenzuola e garantendo un sonno molto più confortevole rispetto alle coperte sintetiche. La fibra di alpaca combina comfort e proprietà termiche grazie ad un peso estremamente leggero. La “traspirabilità” delle fibre tessili naturali rende chi le indossa meno inclini a eruzioni cutanee, pruriti e allergie, spesso causate da tessuti sintetici. Indumenti, lenzuola e federe di seta o di cotone biologico sono la scelta migliore per i bambini con pelli sensibili e allergie, mentre il tessuto di canapa ha un alto tasso di dispersione dell’umidità e proprietà anti-batteriche naturali. Studi dell’Istituto Polacco delle Fibre Naturali hanno dimostrato che il lino 100% è il tessuto più igienico per la biancheria da letto - nei test clinici, anziani e malati costretti a letto non hanno sviluppato decubito. L’Istituto sta sviluppando biancheria intima di lino che pare molto più igienica di quella in nylon e poliestere. Poiché eliminano l’umidità e garantiscono la ventilazione, materassi, mobili e sedili per automobili imbottiti con strati di fibra di cocco sono superiori a quelli che utilizzano la schiuma di plastica, i quali trattengono il calore del corpo e il sudore. La fibra di cocco ha anche il vantaggio di resistere naturalmente a funghi e acari. Scienziati cinesi consigliamo anche la fibra di canapa per i tessuti per la casa, per la sua elevata capacità di assorbimento dei gas tossici. Le fibre naturali costituiscono una scelta sana anche per molti prodotti industriali. L’industria automobilistica europea sta sostituendo le fibre di vetro nei pannelli di materiale plastico delle auto con fibre di lino, che riducono l’irritazione della pelle e dell’apparato respiratorio. I pannelli isolanti per la casa di lana o canapa tengono l’umidità lontano dalle pareti e dal legno, sono riutilizzabili e possono essere installati senza necessità di indumenti di protezione (gli isolanti di lana sono anche naturalmente resistenti al fuoco).

Natural fibre textiles absorb perspiration and release it into the air, a process called “wicking” that creates natural ventilation. Because of their more compact molecular structure, synthetic fibres cannot capture air and “breathe” in the same way. That is why a cotton T-shirt is so comfortable to wear on a hot summer’s day, and why polyester and acrylic garments feel hot and clammy under the same conditions. (It also explains why sweat-suits used for weight reduction are made from 100% synthetic material). The bends, or crimp, in wool fibres trap pockets of air which act as insulators against both cold and heat – Bedouins wear thin wool to keep them cool. Since wool can absorb liquids up to 35% of its own weight, woollen blankets efficiently absorb and disperse the cup of water lost through perspiration during sleep, leaving sheets dry and guaranteeing a much sounder slumber than synthetic blankets. Alpaca fibre combines comfort and thermal properties with extremely light weight. The “breathability” of natural fibre textiles makes their wearers less prone to skin rashes, itching and allergies often caused by synthetics. Garments, sheets and pillowcases of organic cotton or silk are the best choice for children with sensitive skins and allergies, while hemp fabric has both a high rate of moisture dispersion and natural anti-bacterial properties. Studies by Poland’s Institute of Natural fibres have shown that 100% knitted linen is the most hygienic textile for bed sheets – in clinical tests, bedridden aged or ill patients did not develop bedsores. The Institute is developing underwear knitted from flax which, it says, is significantly more hygienic than nylon and polyester. By removing moisture and providing ventilation, mattresses, furniture and car seats padded with layers of coconut fibre, or coir, are superior to those using plastic foam, which retain body heat and trap perspiration. Coir also has the advantage of natural resistance to fungus and mites. Chinese scientists also recommend hemp fibre for household textiles, saying it has a high capacity for absorption of toxic gases. Natural fibres are a healthier choice also for many industrial products. Europe’s car industry is replacing glass fibres in plastic car panels with flax fibres, which reduces skin and respiratory irritation. Home insulation batts made from wool or hemp draw moisture away from walls and timber, are reusable and can be installed without need for protective clothing (wool insulation is also naturally fire resistant).

A cotton T-shirt is comfortable to wear on a hot summer’s day, and why polyester and acrylic garments feel hot and clammy under the same conditions.


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Perché IL TESSILE THE REASONS BIOLOGICOFOR ORGANIC TEXTILES di.by

Paolo Foglia

Responsabile Ricerca e Sviluppo ICEA – Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale R&D Manager ICEA – Ethical and Environmental Institute Certification

Impatti sociali e ambientali connessi alla produzione di cotone

Social and environmental impact connected with the production of cotton

Il ruolo dell’agricoltura biologica nello sviluppo futuro del settore delle fibre naturali e, in particolare, del cotone può essere compreso partendo da tre principali considerazioni: (a) L’area destinata alla coltivazione del cotone sta declinando e l’uso del cotone e, più in generale di tutte le fibre naturali è diminuito negli ultimi 40-50 anni. (b) L  a produttività del cotone è aumentata in modo impressionante in funzione di un sempre maggiore ricorso a meccanizzazione, di un uso intenso dei prodotti agrochimici e dell’introduzione delle b biotecnologie. (c) Il prezzo mondiale del cotone ha fatto registrare negli ultimi 40 anni una caduta continua.

The role of biological agriculture in the future development of the natural fibres sector and, in particular, of cotton, can be understood on the basis of three major considerations: (a) Th  e area destined for the cultivation of cotton is declining and the use of cotton and, more generally, of all natural fibres has decreased substantially over the last 40-50 years. (b) T  he productivity of cotton has increased in an extraordinary manner due to the ever increasing use of mechanical means, intense use of agro-chemical products and the introduction of biotechnologies. (c) T  he world price of cotton over the last 40 years has been constantly decreasing.

L’importanza del cotone Con riferimento al primo aspetto, l’area investita nel mondo a cotone, secondo le rilevazioni del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), ha fatto registrare una restrizione continua nelle ultime tre stagioni e continuerà a declinare anche nel 2009/2010 con una previsione di poco superiore ai 30 milioni di ettari. Questo dato assume particolare rilevanza se visto insieme al fatto che dagli anni settanta il cotone continua a perdere di importanza rispetto alle fibre sintetiche. Nel 1960 il cotone rappresentava il 68,3% del mercato mondiale delle fibre contro il 21,8% delle fibre chimiche mentre nel 2002 era sceso al 39,7% contro il 57,7%. Nonostante ciò, il cotone resta ancora una delle colture non alimentari più importanti al mondo con un fatturato complessivo secondo solo a quello dei cereali, e ricopre un ruolo significativo nella vita di milioni di persone in tutto il mondo. Questo è di particolare importanza nel contesto dei paesi in via di sviluppo dove la coltivazione di cotone contribuisce a creare lavoro e a garantire reddito vitale.

The importance of cotton With regard to the first aspect, the area of the world dedicated to cotton cultivation, according to a survey by the United States Department of Agriculture (USDA), has been shrinking over the last three seasons and will continue to decline even in 2009/2010, with forecasts little over 30 million hectares. This figure takes on even more importance if we consider that since the seventies cotton has continued to lose importance in relation to synthetic fibres. In 1960 cotton represented 68.3% of the world fibre market against the 21.8% of chemical fibres, whereas by 2002 it had shrunk to 39.7% compared to 57.7%. Despite this, cotton is still one of the most important non-foodstuff cultivations in the world with a global turnover second only to cereals, and covers a significant role in the lives of millions of people throughout the world. This is of particular importance in the context of the developing countries where cotton cultivation creates work and assures vital income.

Gli impatti ambientali e sociali legati ai metodi di coltivazione Il secondo aspetto da tenere in considerazione è l’aumento di produttività del cotone che è passata dai 13,8 milioni di tonnellate del 1980/81 ai 26,0 milioni della stagione 2007/08. Questo continuo aumento della produzione è avvenuto senza che ci fosse un corrispondente aumento dell’area destinata a questa coltura. Quindi, l’aumento della produzione che ha progredito ad un tasso medio del 2,5% all’anno è stato determinato, come indicato dall’International Cotton Advisory Committee (ICAC, 2008), dal miglioramento e intensificazione delle pratiche agricole, nonché dall’espansione dell’uso del cotone da ingegneria genetica. Questo significativo aumento dei raccolti, se da un lato è sicuramente positivo, dall’altro porta con sé una serie impressionante di conseguenze negative che possono sinteticamente essere spiegate a partire da alcuni semplici numeri: - 3% rappresenta la superficie coltivata a cotone rispetto al totale delle terre coltivate nel mondo; - 9% indica l’ammontare dei pesticidi impiegati sul cotone rispetto al totale impiegato in tutte le altre colture; - 19% rappresenta invece la percentuale di insetticidi destinati al cotone (Cropnosis, UK, 2006). Questo ampio uso di pesticidi chimici sintetici, fertilizzanti, stimolanti della crescita e defolianti, sono causa diretta della riduzione della fertilità dei suoli, della loro salinizzazione, della perdita di biodiversità, dell’inquinamento delle acque e di fenomeni di resistenza nei patogeni. Da un punto di vista sociale, un punto cruciale dell’uso intensivo dei prodotti agro-chimici sono le potenziali conseguenze per gli agricoltori e le popolazioni rurali. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tra 500,000 e 2 milioni di persone sono vittime ogni anno nel mondo d’incidenti d’avvelenamento da agenti agro-chimici, di cui 40,000 mortali. La letteratura chiaramente stabilisce che gli elevati rischi per la salute umana sono correlati all’uso indiscriminato di pesticidi sul cotone e che i sintomi acuti indotti dai pesticidi aumentano significativamente nelle regioni dove gli utilizzatori sono analfabeti o non sono consapevoli dei pericoli relativi all’impiego dei pesticidi, dove non sono disponibili attrezzature adeguate o sono troppo costose, dove l’accesso all’acqua è limitato e

The environmental and social impact linked with cultivation methods The second aspect to consider is the increased productivity of cotton, which has grown from 13.8 million tons in 1980/91 to 20.6 million tons in the 2007/08 season. However, this constant increase in production has taken place without a corresponding increase in the area destined for cultivation. Therefore the increase that has proceeded at an average rate of 2.5% per annum has been realized, as declared by the International Cotton Advisory Committee (ICAC 2008), by improvements and intensification of agricultural practises and the increase use of genetically modified cotton species. This significant increase in harvests, on the one hand is certainly positive, but on the other brings with it a series of disturbing negative consequences that can be explained on the basis of just a few simple figures: - 3% represents the area under cotton cultivation with respect to the entire world cultivated area; - 9 % indicates the amount of pesticides used on cotton with respect to the total used on other cultivations; - 19% instead represents the percentage of insecticides destined for cotton (Cropnosis, UK, 2006). This widespread use of synthetic chemical pesticides, fertilizers, growth stimulants and defoliants are the direct cause of a reduction in the fertility of the land, increased salinity, the loss of biodiversity, water pollution and the increased resistance of certain pathogens. From a social point of view, the potential consequences for the farmers and the rural populations are a crucial aspect of the intensive use of agro-chemicals. According to World Health Organization (WHO) estimates, between 500.000 and 2 million people every year fall victim to poisoning by agro-chemical agents, 40.000 of which result as fatal. It has been clearly established that this high risk to human health is correlated with the indiscriminate use of pesticides on cotton and that the acute symptoms induced by pesticides are significantly higher in regions where the illiteracy rate among the population is higher or where there is little awareness of the dangers of using pesticides, where adequate equipment is unavailable or too expensive, or where there is limited access to


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Da un punto di vista sociale, un punto cruciale dell’uso intensivo dei prodotti agrochimici sono le potenziali conseguenze per gli agricoltori e le popolazioni rurali. From a social point of view, the potential consequences for the farmers and the rural populations are a crucial aspect of the intensive use of agro-chemicals.

i servizi medici lontani o costosi (Khan M. Azeem et al., 2002; B.M. Maumbe and S. Swinton, 2002). Questo è il caso in molti dei paesi poveri nel Sud. L’aumento della produzione è anche correlato all’introduzione di cotone modificato geneticamente (OGM). In accordo con il rapporto del segretariato ICAC (2007), il 36% del cotone piantato nella stagione 2006/07 era rappresentato da cotone OGM e questa area ha rappresentato il 45% del totale della produzione. Alla 67° Plenaria dell’ICAC tenutasi nel novembre del 2008, è stato riportato che il cotone OGM rappresentava più della metà della produzione mondiale dell’anno precedente.

water and medical services are either too distant or too expensive (Khan M. Azeem et al., 2002; B.M. Maumbe and S. Swinton, 2002). This is the case in many of the poorer countries of the southern hemisphere. The increase in production is also correlated with the introduction of genetically modified cotton (OGM). According to a report by the ICAC secretariat (2007), 36% of cotton planted in the 2006/2007 season consisted of OGM cotton, and this area represented 45% of the total production. At the 67th ICAC Plenary held in November 2008, it was reported that OGM cotton represented over half of the world production of the previous year.

Gli impatti economici e sociali legati ai bassi prezzi del cotone Gli impatti economici e sociali legati al livello dei prezzi internazionali del cotone sono estremamente rilevanti. Il cotone è coltivato in oltre 80 paesi e le attività connesse alla coltivazione e alla ginnatura rappresentano una significante fonte di reddito per circa un miliardo di persone ogni anno. Le esportazioni della fibra di cotone pesa in modo significativo sulla bilancia dei pagamenti con l’estero di diversi Paesi in via di sviluppo quali: Benin, Burkina Faso, Ciad, Etiopia, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Madagascar, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda e Zambia. Questi paesi si affidano all’esportazione del cotone per rimettere in sesto le proprie bilance dei pagamenti con l’estero sempre più disastrate, ma purtroppo, i prezzi reali del cotone, al netto dell’inflazione, soni stati caratterizzati negli ultimi 40 anni da una caduta tendenziale, dovuta soprattutto alle politiche di sussidi alla produzione agricola e di supporti all’esportazione sostenute in particolare dagli USA, dalla Cina e anche dall’Unione Europea.

The economic and social effects of the low price of cotton The economic and social effects of the international price of cotton are extremely significant. Cotton is grown in over 80 countries and the activities linked with its cultivation and processing represent a significant source of income for around a billion people every year. Exports of cotton fibre represent a significant portion of the balance of payments of many developing countries, such as: Benin, Burkina Faso, Ciad, Ethiopia, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Madagascar, Malawi, Mali, Mozambique, Niger, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda and Zambia. These countries depend on cotton exports to bolster their already disastrous trade deficits, but unfortunately the real price of cotton, net of inf lation has been falling for the last 40 years, mainly due to policies subsidizing agricultural production and supporting exports above all in the USA, China and the European Union.

World Cotton Prices (Cotlook A Index) 12.00 10.00 8.00 6.00 4.00 2.00

year>

2004/05

2002/03

2000/01

1998/99

1996/97

1994/95

1992/93

1990/91

1988/89

1986/87

1984/85

1982/83

1980/81

1978/79

1976/77

1974/75

1972/73

1970/71

1968/69

1966/67

$/kg>

0.00

SOURCE: Cotlook, Ltd

Un rapporto della ONG inglese Oxfam sul cotone (2002), mostra come nell’annata agraria 2001-2002 i 25,000 coltivatori di cotone nordamericani abbiano ricevuto circa $568 ad ettaro di sussidi, pari ad un totale di circa $3,9 miliardi. Tale massa di sussidi costituisce una vera e propria azione di dumping (vendere a prezzi più bassi del costo di produzione sostenuto da chi esporta e/o da chi importa) che nel 2002 è stata quantificata in circa il 61%, cioè il prezzo all’esportazione è stato pari solo al 39% del prezzo effettivamente ricevuto dal produttore degli USA. Ed ecco fatto il miracolo con cui il primo esportatore mondiale di cotone è riuscito e riesce a competere e a mettere in ginocchio le ben meno avanzate economie dei Paesi cotonieri dell’Africa Occidentale.

A report by the English charity Oxfam (2002) shows how in the agricultural year 2001-2002 the 25.000 North American cotton farmers received around $568 per hectare in subsidies, for a total of around $3.9 billion. These massive subsidies constitute a real and proper dumping operation (selling at prices below the production cost sustained by exporters and importers) that in 2002 was quantified as around 62%, meaning that the effective export price was only 39% of the amount received by producers in the USA. This is the ‘miracle’ thanks to which the world’s leading cotton exporter manages to compete and bring the far less advanced economies of the cotton producing countries of Western Africa to their knees.

Impatti sociali e ambientali connessi alla produzione manifatturiera

The social and environmental effects of cotton manufacturing

Passando alle successive fasi di lavorazione industriale, la principale preoccupazione è rappresentata dall’acqua usata come mezzo per rimuovere impurità, applicare i colori e gli agenti di finissaggio, per generare vapore, e poi scaricata con le sostanze chimiche in essi presenti. Anche in questo caso per avere una dimensione del problema si tenga in considerazione che i prodotti chimici e gli ausiliari aggiunti negli stabilimenti di nobilitazione possono essere superiori a 1 kg per kg di prodotto tessile lavorato.

Moving on to the subsequent phases of industrial processing, the main worry is represented by the water used to remove impurities, for dyeing, for finishing agents and to generate steam, which is discharged with all the chemical substances present in it. In this case, too, to get an idea of the scale of the problem, just consider that it takes over 1 kg of chemical and auxiliary products to produce 1 kg of finished fabric.

Tessile e salute L’uso di prodotti chimici nel ciclo manifatturiero costituisce non solo un elevato rischio per l’ambiente e la salute dei lavoratori tessili, ma può anche determinare effetti negativi sulla salute dei consumatori, come il diffondersi delle Dermatiti Allergiche di Contatto (DAC). Quanto sia frequente, ovvero quale sia la sua prevalenza nella popolazione, non è conosciuto con esattezza. In Italia una fonte autorevole, rappresentata dal GIRDCA, sulla base di un’indagine condotta su oltre 40,000 casi stimava che la DAC da indumenti alla metà degli anni ’90 rappresentasse circa il 10% delle DAC extraprofessionali (Sertoli A. et al., 1996). In realtà molti ricercatori ritengono che questa patologia sia sottostimata, soprattutto nei paesi del Nord Europa (Uter W. et al., 2001). Alcune ricerche (Seidenari S., Giusti F., 2002) annoverano, tra gli allergeni più frequentemente in causa nelle dermatiti da contatto da tessuti, i coloranti utilizzati per tingere le fibre tessili, le sostanze di finissaggio e, più raramente, quelle antifiamma, antiossidanti e fotoprotettrici. Una DAC da capi di abbigliamento, inoltre, può essere dovuta agli accessori in gomma o metallo degli indumenti. La maggior parte dei casi segnalati di dermatite da capi di vestiario è, tuttavia, da attribuire ai coloranti utilizzati per tingere le fibre tessili. I coloranti tessili più frequentemente sensibilizzanti appartengono al gruppo dei dispersi. La dermatite da coloranti per tessuto si osserva più di frequente nel sesso femminile: sono prevalentemente colpite donne di età superiore ai 40 anni, in sovrappeso e con iperidrosi ascellare.

Textiles and health The use of chemical products in the manufacturing cycle not only represents a high risk to the environment and the health of textile workers, but also causes negative effects on the health of consumers, one example being the increased diffusion of Allergic Contact Dermatitis (ACD). It is not known with precision how widespread this phenomenon is among the world population. In Italy an authoritative source, represented by the GIRDCA, based on a survey conducted on over 40.000 cases, estimated that ACD from clothing halfway through the nineties represented around 10% of non-professional ACD (Sertoli A. et al., 1996). In reality, many researchers consider that this pathology is very much underestimated, above all in the Northern European countries (Uter W. et al., 2001). Among the allergens most frequently accused of causing allergic contact dermatitis, a number of research projects (Seidenari S., Giusti F., 2002) indicate the dyes used to colour textile fibres, the substances used for finishing them and more rarely, the products used to render fabrics flameproof, anti-oxidant and photo-protective. An ACD from items of apparel can also be due to accessories in rubber or metal. Most of the reported cases of dermatitis from clothing are, however, due to the dyes. The textile dyes most frequently accused belong to the dispersive group. Textile dye dermatitis is most frequent among women: predominantly women over 40 years of age, overweight and who suffer from hyperhidrosis of the armpits.


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La difesa della salute del consumatore e del prodotto tessile di qualità The defense of the health of the consumer and of the qualit y textile product

L’Associazione Tessile e Salute

The Textile and Health Association

L’Associazione Tessile e Salute persegue la f inalità di garantire al consumatore f inale la sicurezza e la trasparenza del prodotto tessile, sensibilizzandolo al contempo in merito ai valori espressi dal prodotto di qualità e aggrega, a livello nazionale, tutti i soggetti, l’Industria (produzione e distribuzione), la Sanità, i Consumatori e la Ricerca, che sono interessati allo sviluppo del settore tessile. Si avvale di un network di cui fanno parte tra gli altri: • Federchimica/Assofibre, • SMI Sistema Moda Italia, • Confartigianato e CNA, • CCIAA di Biella - Unioncamere, • ISS Istituto Superiore di Sanità, • ISPESL Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, • SIDAPA Società Italiana di Dermatologia, Allergologica, Professionale e Ambientale. Ha inoltre il supporto delle principali società scientifiche nazionali sanitarie e delle associazioni nazionali dei consumatori.

The Textile and health Association pursues the goal of assuring consumers the safety and transparency of textile products, while making them aware of the real values of high quality products. The Association brings together all the actors involved at national level in the development of the textile sector: Industry (production and distribution), Health Authorities, Consumers and Researchers. It makes full use of a network that also includes: • Federchimica/Assofibre, • SMI Sistema Moda Italia, • Confartigianato and CNA, • The Biella Chamber of Commerce - Unioncamere, • ISS Istituto Superiore di Sanità, • I SPESL Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, • SIDAPA Società Italiana di Dermatologia, Allergologica, Professionale e Ambientale. It is also supported by the major national scientific and health institutions and national consumer associations.

di.by

Mauro Rossetti photo e.amici

Direttore di Tessile e Salute Director Tessile e Salute


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Il contesto di riferimento:

The context:

L’associazione esplica il suo ruolo in un contesto di riferimento che può essere così brevemente riassunto: • La situazione sanitaria. Da anni i dermatologi italiani hanno evidenziato i possibili rischi alla salute dei consumatori derivanti dalla produzione e dall’utilizzo di prodotti TA. • Gli standard di riferimento. Esistono standard privati e lo standard europeo Ecolabel, ma tali standard non permettono la gestione complessiva del problema. • La legislazione di riferimento. Le leggi cogenti attualmente presenti sono solo generiche con scarsa utilità dal punto di vista applicativo. • I controlli. È inesistente un coordinamento a livello ministeriale nella programmazione dei controlli.

The context in which the Association operates can be brief ly summarized as follows: • The health situation. For years, Italian dermatologists have been highlighting the potential risks to consumer health deriving from the production and use of TA products. • The reference standards. There are private standards and the European Ecolabel standard, but these alone are not sufficient for global management of the problem. • The reference legislation. The current legislation is only generic, with little applicative utility. • The controls. At government level coordination in the programming of controls is non-existent.

I campi d’azione

The action areas

Tessile e Salute risulta impegnata su più fronti tra loro complementari: • I nnanzitutto nella messa in sicurezza del prodotto tessile, il che significa dotare l’Italia di strumenti condivisi con la Sanità, l’Industria e le Associazioni dei consumatori. • N el supporto alla ricerca offrendo alle imprese delle “idee” per l’innovazione del prodotto tessile e la rete di competenze per realizzarle. • Nella ricerca grazie agli studi portati avanti da un’equipe interdisciplinare all’interno di una camera climatica direttamente sull’uomo. • Nella educazione del consumatore per orientare il modello di cittadinanza verso forme di consumo che privilegino i prodotti esenti da rischi per la salute e realizzati secondo i canoni della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile.

Textiles and Health is committed on several fronts, each complementary to the other: • First and foremost in the safety of the textile product, which means giving Italy common tools for use by Health authorities, Industry and Consumer Associations alike. • In supporting research offering companies ‘ideas’ for innovating the textile product and the network of skills to realize them. • In research through studies conducted by an interdisciplinary team directly on people in a climatic chamber. • In consumer education to direct citizens towards forms of consumption favouring products with no risks for human health and that are made according to the principles of safeguarding the environment and sustainable development.

Educare il consumatore per orientare il modello di cittadinanza verso forme di consumo che privilegino i prodotti esenti da rischi per la salute. Consumer education to direct citizens towards forms of consumption favouring products with no risks for human health.

Gli strumenti

The Tools

L’Associazione, grazie alla collaborazione con la Sanità, unico esempio europeo con un approccio di sistema scientificamente validato dal Ministero della Salute, ha una serie di “strumenti” operativi: 1. un Osservatorio nazionale delle dermatiti da contatto: in collaborazione con la SIDAPA e costituito da 9 cliniche dislocate sul territorio nazionale; 2. una Rete di laboratori per realizzare un campionamento dei tessili circolanti in Italia; 3. una Banca Dati delle sostanze chimiche presenti nei processi produttivi e nel prodotto finale del comparto tessile, circa 10,000 preparati commerciali riconducibili a 700 sostanze di base, con relativa validazione da parte di ISS Istituto Superiore di Sanità, ISPESL e di Federchimica; 4. i l documento “modalità di utilizzo delle sostanze chimiche nella filiera tessile” contenente centinaia di tabelle e migliaia di informazioni per definire usi specifici e scenari di esposizione; frutto di un’indagine a livello nazionale in collaborazione con Federchimica e SMI Sistema Moda Italia e condiviso con il Ministero della Salute; 5. una Camera climatica in cui un’equipe interdisciplinare di Tessile e Salute, dopo aver effettuato studi della fisiologia cutanea e delle interazioni tessili-cute, valuta il comfort e gli effetti di sostanze rilasciate da tessili direttamente sull’uomo; 6. una Rete nazionale di esperti medici.

Thanks to its collaboration with the Health Authorities, the Association is the only one of its kind in Europe with a systematic approach scientifically validated by the Ministry of Health with a series of operative ‘tools’: 1. a national contact dermatitis observatory: in collaboration with the SIDPA, this consists of 9 clinics located throughout the national territory; 2. a Network of laboratories for sampling and analysing the textiles in circulation in Italy; 3. a Database of the chemical substances present in textiles production processes and final products, which number 10,000 preparations made from around 700 base products, validated by the ISS, the ISPESL and Federchimica; 4. the document “methods for using chemical substances in the textile production cycle” containing hundreds of tables and quantities of information for defining specific uses and exposure scenarios, the product of a national level investigation in collaboration with Federchimica and the SMI (Italian Fashion System), approved by the Ministry of Health; 5. a Climatic chamber used by an interdisciplinary Textiles and Health team to evaluate the comfort and the effects of the substances released by textiles, after conducting studies on skin physiology and textiles-skin interactions, directly on human beings; 6. a National network of medical experts.

L’attività di normazione

Activities involving standards

Al fine di portare ordine nel contesto, l’Associazione coordina il Gruppo di Lavoro in ambito UNI che sta redigendo la norma: “Gestione della sicurezza dei prodotti tessili, abbigliamento, arredamento, calzaturieri, in pelle e accessori”. Si tratta della prima norma del genere in Europa e, con ogni probabilità, sarà portata a compimento entro la fine del 2009.

To bring order to the context the Association is coordinating a UNI Workgroup that is preparing a standard entitled: “Management of textile, apparel, upholstery, footwear and accessories safety”. This is the first standard of its kind in Europe and, in all probability, will be completed by the end of 2009.


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I tessili biologici

organic textiles

L’associazione ha contribuito a definire la posizione italiana sulla materia in ambito UNI, posizione che è stata portata in ambito CEN e che è così riassumibile: In una prima fase: • l imitare l’uso del termine biologico alle sole fibre naturali, provenenti da un ciclo di agricoltura biologica (come regolata dalla direttiva UE); • r ichiedere per esse la normale certificazione come per il settore alimentare; • consentire la loro rintracciabilità; • c onsentire in etichetta la sola indicazione del tipo “articolo tessile prodotto con X% di fibre di (….) di agricoltura biologica”. In una seconda fase, se scientificamente possibile: • m ettere a punto i processi e le sostanze ammissibili per il trattamento delle f ibre (conservazione, f ilatura, tessitura, tintoria, f inissaggio) mettendo ordine tra i molteplici standard privati.

The association has contributed to def ining the position of Italy on this subject with the UNI, which has now been brought to CEN level and can be summarized as follows: In a preliminary phase: • l imiting the use of the term biological exclusively to natural f ibres, produced by a biological agricultural cycle (as regulated by EU directives); • d emanding the same certif ication for these products as in the foodstuffs industry; • p ermitting their traceability; • p ermitting only indications of the following type on labels “textile article made with X% of (.....) f ibre produced by biological agriculture”. In a second phase, if scientif ically possible: • p erfecting the processes and substances admissible for treating f ibre (conservation, spinning, weaving, dyeing, f inishing) to bring order to the myriad of private standards.

Il Regolamento europeo REACH

The REACH European Regulation

All’interno del contesto di riferimento di cui sopra, l’applicazione del Regolamento REACH, se non gestita, acuirà i problemi delle aziende tessili senza tutelare la salute dei cittadini. In particolare la sparizione di numerose sostanze chimiche e le disposizioni sugli articoli determineranno diverse condizioni competitive tra: • produttori europei: con vincoli e costi; • produttori non europei: esenti da vincoli e costi; • importatori di articoli: praticamente esenti da vincoli e costi. L’Associazione Tessile e Salute, in accordo con il Ministero della Salute e in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità sta lavorando, all’interno di progetto organico, basato sugli strumenti precedentemente elencati, al fine di trasformare i problemi in opportunità. Gli obiettivi sono: - evitare che una sostanza non più utilizzabile in Europa possa arrecare danni alla salute se presente su articoli di importazione; - facilitare il compito delle Autorità Competenti e, in particolare, il controllo degli articoli importati e in circolazione; - proporre i risultati in ambito europeo per una armonizzazione dei divieti tra gli SM; - tutelare la filiera tessile e la salute.

In the reference context as defined above, if not managed the application of the REACH Regulations will accentuate the problems of textile companies without effectively safeguarding consumer health. In particular, the disappearance of numerous chemical substances and the provisions regarding textile products will lead to different competitive conditions between: • european producers: with constraints and costs; • non-European producers: without constraints and costs; • importers: practically without constraints and costs. The Textile and Health Association, in agreement with the Ministry of Health and in collaboration with the Health Authorities is working on an organic program based on the tools listed previously, to transform these problems into opportunities. The objectives are: - to prevent any substance no longer used in Europe from causing harm to human health if present in imported articles; - to facilitate the task of the competent authorities and in particular to control the imported articles in circulation; - to propose the results at European level in order to harmonise the constraints between SMI; - to safeguard the textile industry and health.

La certificazione

The Certification

Nell’ottica del consumatore finale e delle imprese produttrici, sulla base della tracciabilità dell’intera filiera tessile e della conoscenza di tutte le sostanze chimiche impiegate, l’Associazione ha iniziato a rilasciare alle aziende la dichiarazione: “il prodotto … realizzato da … soddisfa tutti i requisiti di Tessile e Salute e partecipa al Progetto Tessile e Salute finanziato dal Ministero della Salute finalizzato a tutelare la salute dei cittadini, garantendo al consumatore finale la sicurezza e la trasparenza del prodotto tessile” e, a breve, il processo di certificazione sarà garantito da un ente terzo accreditato a livello internazionale.

From the point of view of the consumer and the manufacturing companies, based on the traceability of the entire textile production system and the knowledge of all the chemical substances used in it, the Association has begun to issue the following declaration to companies: “the product … manufactured by … meets all Textile and Health requirements and is part of the Textile and Health Project financed by the Ministry of Health, aimed at safeguarding human health, to guarantee consumers the safety and transparency of the textile product” and presently the certification process will be guaranteed by an organization accredited at international level.


Il Manifesto delle Fibre Naturali Il “Manifesto delle Fibre Naturali” è stato scritto da

The “Manifesto of Natural Fibres” was written by

Elena Schneider

Elena Schneider

Il Manifesto, presentato in occasione dell’evento Terra Madre 2008 (www.terramadre2008.org), è stato sottoscritto da Carlo Petrini, Presidente dell’Associazione Internazionale Slow Food, dagli sponsor del Progetto “Fibre Naturali” e dai produttori presenti a Terra Madre in rappresentanza delle fibre naturali di origine animale (alpaca, cashmere, guanaco, lana, lama, mohair, seta, vicuña…) e di origine vegetale (cotone, canapa, ginestra, iuta, lino, sisal…) provenienti da tutto il mondo. Per l’occasione Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Juan E. Sandoval avevano ideato un’installazione artistica, composta da quattro tappeti realizzati a mano in fibre naturali in Perù, simboleggianti l’incontro come generatore di creazione attraverso una geografia in continua ridefinizione.

The manifesto, presented at the event Terra Madre 2008 (www.terramadre2008. org) was signed by Carlo Petrini, President of Slow Food International, by Natural Fibers Project’s sponsors, and by those producers from around the world, who took part in Terra Madre, presenting natural fibres of animal origin (alpaca, cashmere, guanaco, wool, llama, mohair, silk and vicuña ...) and of vegetable origin (cotton, hemp, broom, jute, flax, sisal ...). On that occasion, Cittadellarte - Fondazione Pistoletto and Juan E. Sandoval created an art installation, composed of four hand-made Peruvian carpets in natural fibres, symbolizing the encounter as a generator of creation, through a geography in constant redefinition.

responsabile del progetto Fibre Naturali

head of Natural Fibres

w w w.f ibrenatur ali.info

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Natural fibres Manifesto Il movimento “Slow Food” si è affermato promuovendo il diritto al piacere alimentare, attraverso la ricerca, nell’ambito di questa primaria necessità dell’uomo, di ciò che è “buono, pulito e giusto”. Questi concetti essenziali di piacere e qualità sono applicabili anche ad un’altra primaria necessità dell’uomo: quella di vestirsi e di manifestare, attraverso l’abito che si indossa, il proprio stile. Oltre al piacere alimentare, dunque, il piacere estetico e la ricerca di una migliore qualità di vita. Il piacere per le cose belle e confortevoli è nato nell’uomo attraverso un lento processo, sviluppatosi lungo il corso dei secoli, coniugando utilità, qualità, cultura, gusto e tradizione. Osservando le evoluzioni delle diverse forme d’espressione umana (arte, architettura, cucina, moda…) diventa difficile, oggi, ritrovare il collegamento con i bisogni essenziali che le hanno generate; l’accelerazione che la genialità dell’uomo ha impresso al progresso è stata vertiginosa e, in molte circostanze, ha fatto perdere il senso del sottile equilibrio che deve continuare a sussistere tra bellezza, utilità ed eticità. Il “Fast Fashion” sta diventando per l’abbigliamento ciò che il “Fast Food” è per il cibo: distrugge le diversità, appiattisce ed accelera i consumi, facendo perdere le tradizioni e, ciò che è ancor più grave, la percezione della qualità vera, assoluta, etica.

courtesy Schneider Group

Il frenetico progresso dell’uomo ci ha portato di fronte ad un concetto nuovo, oggi più che mai diffuso nel mondo: il consumismo. Nonostante l’accelerazione dei consumi, la produzione di fibre naturali tessili, quelle che l’uomo per millenni ha raccolto da Madre Terra per vestirsi, è in continua riduzione, sostituita dall’avvento delle “man made fibres”, non esistenti in natura, ma create chimicamente dall’uomo (fibre sintetiche e artificiali).

The “Slow Food” movement came to prominence by promoting the pleasure of food through a search of what is “good, clean and fair”, in the sphere of such a primary human need. These essential concepts of pleasure and quality can also be applied to another vital human necessity: the one of getting dressed and expressing our own style through clothes. Beyond the pleasure of food, also the aesthetic enjoyment and the search for a better quality of life. The taste for beautiful and comfortable things was born in humans through a slow process, developed over centuries, combining utility, quality, culture, taste and tradition. Observing the evolution of different forms of human expression (art, architecture, cooking, fashion...) it is quite difficult to find nowadays, the link with the original need that gave birth to them. The boost that human ingenuity gave to progress has been outstanding and, in several circumstances, has caused the loss of the narrow balance that must continue to exist between beauty, utility and ethics. “Fast Fashion” is becoming for garments what “Fast Food” is for nutrition: it destroys differences, it flattens out the outputs and speeds consumption, killing traditions and - which is most serious indeed - killing the appreciation of the true, absolute and ethical quality. The frenetic human progress has led us to face a new phenomenon, today more widespread than ever: consumerism. Notwithstanding the acceleration of consumption in general, the production of natural textile fibres is in constant decline; these are the fibres that for centuries humans have reaped from Mother Earth to wear and are being replaced by “man made fibres”, that don’t exist in nature but are instead created chemically by man (synthetic and artificial fibres).

Non è possibile contrastare l’evoluzione dell’uomo e non è dunque possibile eliminare il consumismo; è tuttavia possibile modificarne il corso, coniugando l’estetica, l’etica e la qualità di vita, attraverso consumi più consapevoli di prodotti intrinsecamente legati alle loro origini e capaci di emozionare perché legati a valori fondamentali come la tradizione, la qualità, l’eleganza e la “naturalità”, che sembrano aver perso di significato e che noi vogliamo promuovere.

It is not possible to stop human progress, and therefore, it is not possible to eliminate consumerism. However, it’s possible to change the direction of such progress, bringing together aesthetics, ethics and quality of life through the conscious consumption of products closer to their origins, and therefore able to generate emotions because in keeping with fundamental values like tradition, quality, elegance and “naturality”. We want to promote these qualities, which seem to have lost their meaning in the modern world.

È indispensabile che l’uomo usi la sua intelligenza per ritornare in perfetta armonia con la natura. Consumare meglio, consumando in modo più naturale e giusto, può voler dire far godere un sempre maggior numero di persone di qualità, di bellezza e di piacere, educandole nel contempo al rispetto della Madre Terra e di tutti coloro che la abitano.

It is essential that men use their know-how to go back to a perfect status of harmony with nature. To consume better, in a more natural and sensitive way, will give an opportunity to an increasing number of people to enjoy quality, beauty and pleasure; as an added advantage, this would educate many, encouraging the respect of Mother Earth and of all its inhabitants.


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Desiderio & Innovazione

Desire & Innovation di.by

Charlotte Casiraghi

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ome l’arte, la musica e l’architettura, gli abiti sono un riflesso dei tempi in cui vengono creati. Oggi abbiamo raggiunto un punto critico, un punto di svolta dell’opinione pubblica, per cui è accettato dalla maggioranza schiacciante che il nostro sistema di consumo sia incompatibile con le limitate risorse della Terra e la fragilità dei suoi ecosistemi. Gli atteggiamenti dei consumatori stanno cambiando: così come ci siamo abituati a chiedere la provenienza di ciò che mettiamo nel nostro corpo, ora la domanda da dove e come provengano i vestiti che mettiamo sul nostro corpo sta diventando familiare. La moda, a causa della sua natura mutevole e ciclica, può a prima vista apparire incompatibile con metodi di produzione sostenibili - e senza dubbio il bisogno dell’umanità di decorare il corpo è cablato nel nostro DNA evolutivo. Il fatto stesso che acquistiamo abiti nuovi ogni stagione, dimostra non solo il nostro innato bisogno di impressionare gli altri, ma anche l’influenza che gli stilisti - e il loro team di marketing - hanno sul nostro potere d’acquisto. In qualità di sesta maggiore industria mondiale, la moda non può essere scollegata da questioni etiche. L’influenza che gli stilisti e gli acquirenti hanno sulla scelta dei materiali utilizzati, sul processo di produzione e su come essi influenzano l’ambiente è di fondamentale importanza. Essendo un settore di tendenza, come una farfalla sbatte le ali, l’alta moda - i cui echi si possono sentire su tutte le strade principali della città in tutto il mondo - è in una posizione unica per influenzare quello che vogliamo e come lo vogliamo. Gli stilisti dovrebbero oggi cogliere l’opportunità di assecondare i nostri desideri – apparire favolosi senza contribuire alla distruzione del nostro pianeta attraverso la ricerca di mezzi alternativi di produzione per la realizzazione di splendidi abiti. Splendidi abiti creati in una modalità ecologicamente ed eticamente responsabile che noi vogliamo perché, in ultima analisi, la natura pagherà il prezzo della nostra irresponsabilità. Eppure, invece di essere sopraffatti dal compito che abbiamo davanti, è importante riconoscere che non ci sono soluzioni predefinite quando si tratta di creare metodi di produzione sostenibili ed ecologicamente responsabili –

L

ike art, music and architecture, clothes are a reflection of the time in which they are created. Today, we have reached a point of critical mass, a tipping point of public opinion where it is accepted by an overwhelming majority that our system of consumption is incompatible with the finite resources of the Earth and the fragility of its ecosystems. Consumer attitudes are changing - just as we have become accustomed to asking the provenance of what we put into our bodies, now the question of where and how the clothes we put on our bodies came from is becoming just as familiar. Fashion, by its ever-changing cyclical nature, may at first appear incompatible with sustainable methods of production - and indeed humanity’s need to decorate the body is hardwired into our evolutionary DNA. The very fact that we purchase new clothes each season demonstrates not only our innate need to impress others, but also the influence designers - and their marketing teams - have over our purchasing power. As the world’s 6th largest industry, fashion cannot be disconnected from ethical issues. The influence designers and buyers have over the choice of materials used, the production process and in turn, how they affect the environment is of paramount importance. As a trendsetting industry, like a butterfly flapping its wings, “high” fashion - whose reverberations can be felt on every city’s high street the world over - is in a unique position to influence what and how we desire. Fashion designers today should take the opportunity to pander to our desires - to look fabulous without contributing to the destruction of our planet - by researching alternative means of production to design beautiful clothes. Beautiful clothes created in an environmentally and ethically responsible manner that we desire, because, ultimately, nature shall pay the price for our irresponsibility. Yet rather than be overwhelmed by the task at hand, it is important to recognize that there are no fixed solutions when dealing with creating sustainable, environmentally responsible modes of production - like

così come la moda e la Terra stessa, si tratta di un settore in continuo mutamento. La creatività può fiorire ancor di più se vincolata, mentre le innovazioni nel tessile e nella produzione aprono nuove possibilità, opportunità che possono essere anche più eccitanti di ciò che c’era prima. Proprio come una miscela di poliestere riciclato e vergine può essere meno dannosa per l’ambiente di alcuni materiali naturali, dobbiamo essere aperti a compromessi nella creazione di un equilibrio benefico tra budget, creatività e rapporto con la natura. Non siamo irrealistici in quello che chiediamo oggi. Ci rendiamo conto che non può esistere un’azienda di moda completamente “verde”. Riconosciamo anche il collegamento negativo tra la “moda etica” e le mancanze - soprattutto nel processo di progettazione creativa – delle aziende che si definiscono tali. Chiediamo invece che le aziende che conosciamo, i marchi che amiamo e le persone che rispettiamo facciano il tentativo di diventare più verdi, affinché il “verde” stesso diventi più desiderabile. Molte aziende, marchi e giovani designer stanno mettendo tutto il loro impegno e talento per mostrarci che è possibile fare un compromesso tra estetica ed etica. Anche se l’industria della moda è ben lungi dall’essere sostenibile, è più facile in un primo momento fare piccoli cambiamenti ad un livello raggiungibile. Nessuno è perfetto ma, a piccoli passi, si può tentare.

illustration l.ogryzko

Co-founder Ever Manifesto

fashion and the Earth itself, it is an area of constant change. While creativity may flourish most within constraints, innovation in textiles and production opens up new possibilities, opportunities that may even be more exciting than what has existed before. Just as a blend of recycled and virgin polyester can be less damaging to the environment than certain organic materials, we must be open to compromise in creating a beneficial balance in budgets, creativity and relationship with nature. We are not unrealistic in what we ask today. We recognize that there is no such thing as a completely “green” fashion company. We also recognize the negative associations with “ethical fashion” and the flaws - chiefly in the design process - of companies that brand themselves as such. Instead, we ask that companies we know, the fashion labels we love and those people we respect to attempt to become greener, for “green” itself to become more desirable. Many companies, brands and young designers are putting all their efforts and talent into showing us that it’s possible to make a compromise between aesthetics and ethics. Even if the fashion industry is far from being sustainable, it is easier to make small changes at first on an achievable level. Nobody’s perfect, but by taking small steps, we can try.


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Moda e ambiente Fashion and environment di.by

Luca Mercalli

Presidente & Responsabile Editoriale Società Meteorologica Italiana onlus / Nimbus President & Editor in Chief Società Meteorologica Italiana onlus / Nimbus

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’egretta garzetta è un bell’uccello bianco simile agli aironi che vive nelle zone acquitrinose. In Italia all’inizio del 1900 ha rischiato l’estinzione per via del bel ciuffo di candide penne ornamentali che nel periodo nuziale crescono sulla sua nuca. Era la moda del tempo che le voleva per ornare i cappellini delle signore, suscitando un’intensa caccia al volatile. Poi la moda è cambiata e la garzetta si è salvata. Nel 1934 l’Everglades National Park in Florida venne istituito per via delle pressioni dei cittadini preoccupati per la strage di uccelli destinati ad adornare di piume preziose i copricapi femminili. Erano mode palesemente contro l’ambiente, ma lo stesso si può dire ancora oggi per le pellicce e le pelli di animali rari destinate a scarpe e borsette. L’avvento delle fibre sintetiche derivate dal petrolio hanno reso la moda più accessibile a tutti e apparentemente meno conflittuale con la natura. Ma il prezzo da pagare c’è sempre: oltre cinquant’anni di economia basata sul petrolio e sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali hanno lasciato il segno: accumulo di rifiuti, esaurimento di materie prime, cambiamenti climatici. La moda è dunque in parte responsabile di un atteggiamento superficiale e dissipativo verso l’ambiente: propone spesso materiali dalla vita breve e dall’elevato costo energetico e ambientale e comunica verso le persone un senso di onnipotenza e di assenza di limiti, l’esatto contrario di ciò di cui oggi abbiamo bisogno: sobrietà ed efficienza per sostenere le necessità di sette miliardi di abitanti di questo piccolo pianeta. Gli stilisti sono da sempre animi attenti alle sensibilità dei tempi, ma hanno davanti più scelte: possono assecondare le semplici aspettative delle masse, o possono anticipare e condurre le masse là dove pochi altri intellettuali e scienziati da tempo chiedono che si vada. Cioè verso una direzione più consapevole, se si vuole evitare un futuro dove la moda non importerà più a nessuno, spazzata via da problemi ben più importanti e purtroppo sgradevoli. Riprogettare oggi la moda di domani vuol dunque dire guardare alla funzionalità delle forme, alla durevolezza e alla riciclabilità dei materiali. La moda si fa così sostenibile e al tempo stesso portatrice di un

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he Egretta garzetta is a beautiful white bird similar to the herons that live in marshy areas. In Italy in the early nineteen-hundreds it risked becoming extinct because of the beautiful ornamental white feathers that grow from the nape of its neck during the mating season. It was fashionable at the time to use these feathers to decorate ladies hats, which meant that the bird was intensively hunted. Then the fashion changed and the garzetta was saved. In 1934 the Everglades National Park was established in Florida as a result of the pressure of citizens worried about the extermination of birds whose feathers were used once again to adorn women’s hats. These were fashions clearly damaging to the environment, but the same can still be said today about the furs and skins of rare animals used for bags and shoes. The advent of synthetic fibres derived from crude oil has made fashion more accessible to all, and apparently less in conflict with nature. But there is always a price to pay: over fifty years of an economy based on oil and the intensive exploitation of natural resources has left its sign: the accumulation of waste, the depletion of raw materials, climate change. Fashion is in part responsible for a superficial and dissipative attitude toward the environment: it frequently proposes short-life materials with high energy and environmental costs and communicates a sense of omnipotence and limitlessness to people, the exact opposite of what we actually need: sobriety and efficiency to sustain the needs of the seven billion people populating this tiny planet. Stylists have always had a keen eye on the times, but have a series of choices before them: they can either second the simple expectations of the masses, or they can anticipate and lead the masses where few other intellectuals and scientists have been demanding they go. That is to say, in a more aware direction, if we want to avoid a future where fashion is of no importance to anyone anymore, washed away by problems that are decidedly more important and unfortunately unpleasant. Redesigning today the fashion of tomorrow means looking toward form and function, toward the durability and recyclability of materials. Fashion can thus become sustainable and at the same time the bearer

messaggio immediatamente comprensibile anche a chi non legge le riviste scientifiche: il pianeta non è infinito e il suo sfruttamento ha dei limiti! Vivere e operare all’interno dei limiti fisici imposti dal pianeta non è affatto riduttivo, è invece un modo per confrontare la fantasia con delle regole. Ricordiamoci che il passato, costretto nei limiti di utilizzo delle sole energie rinnovabili - acqua, vento, legna, lavoro umano e animale - ci ha però offerto i capolavori più ammirevoli dell’arte, della letteratura, della poesia e della musica. Ovviamente non ci deve nemmeno sfiorare l’idea che la soluzione possa essere un ritorno al passato, piuttosto è un salto nel futuro, dove ad ogni nostra azione, la conoscenza scientifica assegna immediatamente un peso e una responsabilità. Un mezzo che già esiste, e che si chiama LCA: Life Cycle Assessment, analisi del ciclo di vita di un prodotto. Da dove viene, quanta acqua, petrolio e altri materiali ha usato, quanto durerà e quanti rifiuti produrrà. Chi crea moda oggi, dotato di una facilità di azione derivante da mezzi tecnici impensabili per i nostri avi, ha dunque una grande responsabilità: crea i consumi e le aspirazioni delle persone di domani, ma crea anche i rifiuti, il clima e la biosfera del futuro.

of a message immediately comprehensible even to those who don’t read the scientific press: the planet is not infinite and its exploitation has limits! Living and working within the physical limits imposed by the planet does not have to be reductive, but instead a way of confronting imagination with certain rules. Remember that the past, obliged to work within the limitations imposed by solely renewable energy – water, wind, wood, human and animal labour – has given us the most admirable of masterpieces of art, literature, poetry and music. Obviously we can’t possibly contemplated the idea that the solution to today’s problems is a return to the past, but rather a leap into the future, a future in which scientific knowledge immediately assigns a weight and a responsibility to each and every one of our actions. There is a method for this, that’s called LCA: Life Cycle Assessment, which analyses the origin of a product, how much water, oil and other materials it requires, how long it will last and how much waste it produces. Those who create fashion today, with the ease that derives from technical means that were inconceivable for our ancestors, therefore have a great responsibility: to create the consumption and aspirations of tomorrow’s people, but also create the waste, the climate and the biosphere of the future.

Il pianeta non è infinito e il suo sfruttamento ha dei limiti the planet is not infinite and its exploitation has limits


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Industria del Lusso di Massa e Moda EcoSostenibile The Mass Luxury Industry and EcoSustainable Fashion di.by

Walter Santagata

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ue trend sembrano dividersi il mondo della moda: quello dell’industria del lusso di massa e quello della moda eco-sostenibile. Sono il risultato di cambiamenti storici nella struttura produttiva e organizzativa della moda, e del cambiamento di preferenze e atteggiamenti del consumatore di moda.

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wo trends seem to divide the world of fashion: that of the mass luxury industry and that of eco-sustainable fashion. These are the results of historic changes in the productive and organisational structure of fashion itself, and changes in the preferences and behaviour patterns of its consumers.

photo e.amici

Docente di Finanza Pubblica ed Economia della Cultura, UniversitĂ degli Studi di Torino Professor of Public Finance and Cultural Economics University of Turin, Italy


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courtesy modesto bertotto - photo s.ceretti

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L’industria del lusso di massa

The mass luxury industry

La moda eco-sostenibile

Eco-sustainable fashion

La produzione dei beni di lusso di massa – dall’abbigliamento agli accessori - è la conclusione di un percorso industriale durato più di mezzo secolo. La moda, dopo l’invenzione e l’esperienza del prêt-àporter e della confezione industriale degli anni ’50 e ’60; dopo quella dei distretti industriali di ispirazione italiana degli anni ’70 e ’80 e quella della grande distribuzione, prima statunitense e oggi svedese e spagnola, sembra aver indirizzato il suo trend degli anni 2000 verso l’industria del lusso di massa e degli accessori di moda. Il prêt-à-porter si è imposto grazie all’immagine simbolica irradiata dalle maison di haute couture; i distretti industriali sono diventati un esempio globale fondato sui vantaggi di agglomerazione e flessibilità produttiva; la grande distribuzione ha portato la moda a basso costo e di buon design a migliaia di consumatori a reddito medio-basso. La moda è diventata un fenomeno di massa e estende la sua presenza a tutti i mercati del mondo. L’industria moderna del lusso non è elitaria, cerca la qualità nel design industriale, seduce i consumatori con gli effetti simbolici della concezione di stilisti e creativi. È tesa a sedurre il consumatore con innovazioini di stile e con prodotti che creano identità. L’industria del lusso non è sempre rispettosa dell’ambiente e di regole fair sui mercati del lavoro. Lavoro minorile, bassi salari, tempi di lavoro estesi, esposizione a materiali dannosi, lavori ad alte temperature, etc. L’industria del lusso di massa è un fenomeno capitalistico di nuova generazione che ricerca il profitto e il controllo della concorrenza, senza trascurare di sviluppare gli effetti dell’attrazione simbolica e dell’identità. Si basa sulla dematerializzazione del prodotto, sull’importanza del brand e dei diritti di proprietà, sulla dimensione simbolica e sull’appartenenza. La filiera è disintegrata. Alla ricerca di grandi fatturati si è puntato sulla delocalizzazione, sulla comunicazione e sulla distribuzione, dimenticando, in certi casi, il progressivo impoverimento del prodotto.

The production of mass luxury goods – from apparel to accessories – is the final result of an industrial course that has lasted over half a century. Fashion, after the invention and the experience of prêt-à-porter and the industrial manufacturing of the ’50’s and ’60’s; after the Italian inspired industrial districts of the ’70’s and ’80’s and mass distribution, initially American and now Swedish and Spanish, fashion appears to have oriented its trend for the first decade of the new century toward the mass luxuries and fashion accessories industry. Prêt-à-porter established itself thanks to the symbolic image radiated by the great high fashion houses; the industrial districts became a global example based on the advantages of agglomeration and productive flexibility; mass distribution brought low cost, excellent design fashion to thousands of medium-low income consumers. Fashion has become a mass phenomenon and now extends its presence into all of the world’s markets. The contemporary luxury industry is not elitist, it seeks quality in industrial design, it seduces consumers with the symbolic effects of the concepts of stylists and creatives. It is designed to seduce consumers with stylistic innovations and products that create identity. The luxury industry doesn’t always respect the environment and the rules of fair play for the people working in it. Child labour, low salaries, long working hours, exposure to harmful materials, the classic sweatshops and all the rest. The mass luxury industry is a new generation of the capitalist phenomenon in search of profit and control over the competition, always with a keen eye to developing the effects of symbolic attraction and identity. It is based on the dematerialisation of the product, the importance of brands and intellectual property rights, on the symbolic dimension and belonging. The productive chain has disintegrated. In search of ever increasing turnover, it has concentrated on delocalisation, communications and distribution, neglecting, in many cases, the gradual impoverishment of the product.

Il secondo trend della moda mira a una produzione e a un consumo ecologico e sostenibile. È una scelta industriale guidata da cambiamenti di preferenze dei consumatori. Essi amano il naturale invece dell’artif iciale, l’equità invece dello sfruttamento, il rispetto dell’ambiente invece del suo inquinamento, lo sviluppo equilibrato dei paesi più deboli invece del dominio delle società multinazionali. Quali sono i caratteri nuovi della nuova tendenza ecologica e sostenibile? Intanto la sua sostenibilità è di tipo ambientale e generazionale, e solo in parte nel senso dello sviluppo locale, perché, come si è detto, richiede un cambiamento esogeno dei gusti dei consumatori e questo non è garantito dalla logica dello sviluppo economico, ma è piuttosto un fenomeno di educazione e di scelta politica. La moda eco-sostenibile si basa su un’etica nei rapporti tra le persone: da chi lavora le materie prime al consumatore.

The second fashion trend aspires to ecological and sustainable production and consumption. It is an industrial choice guided by the changes in the preferences of the consumers themselves. They prefer the natural to the artificial, equity over exploitation, respect for the environment instead of its pollution, the balanced development of the weaker nations rather than the dominion of multinational companies. What are the new characteristics of this new ecological and sustainable trend? Firstly, its sustainability is of an environmental and generational nature, and only partly in the sense of local development, because as we said it demands an exogenous change in consumer preferences and this isn’t guaranteed by the logic of economic development, but is rather a phenomenon linked with education and political choice. Eco-sustainable fashion bases itself on an ethic in the relationships between the people involved: from those who work the raw materials to those who consume the final products.

La moda eco-sostenibile non degrada l’ambiente, e ricerca produttività, pur risparmiando energia, essendo disposta al riciclaggio e all’uso di materie prime naturali. Tutto ciò in coerenza con la trasmissione alle future generazioni di un ambiente naturale e sociale più pulito e più equo. Vestendoci ogni giorno dobbiamo trovare un equilibrio tra la soddisfazione nel vestire, la tutela dell’ambiente e l’equità sociale. Il nuovo prodotto è fatto con materie prime ed energie rinnovabili. È interattivo, ha un rapporto corretto qualità/prezzo, recupara il sapere artigianale e sviluppa la sua tracciabilità totale. È certificato eticamente. È fatto con prodotti organici e usa coloranti non tossici. Usa fibre naturali, lino, canapa, lana, seta, juta, cotone, kapok. È un ritorno a tecniche antiche e ai materiali del passato. Utilizza non solo materiali classici come il cuoio e la pelle, ma anche nuovi riusi come la pelle del pesce. La nuova filiera si depura: a cominciare dall’agricoltura dove si bandi-

Eco-sustainable fashion does not degrade the environment, and seeks to be productive while saving energy, predisposed as it is to recycling and the use of natural raw materials. All coherent with the passage to future generations of a cleaner and more equal natural and social environment. In everyday dress we have to find the balance between satisfaction in dressing, protection of the environment and social equity. The new product is made using renewable raw materials and energy. It is interactive, it has the right quality/price ratio, it respects the wisdom of the artisan and develops its total traceability. It is ethically certified. It is made from organic products and uses non-toxic dyes and natural fibres like linen, hemp, wool, silk, jute, cotton and kapok. It is a return to ancient techniques and the materials of the past. It not only uses classic materials like leather and hide, but finds new uses for materials such as fish skin. The new industrial chain purifies: starting out from agriculture


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Solo l’arte e il design possono salvare la moda eco-sostenibile da una deriva conformista: essi sono portatori di valori estetici, di creatività, possono diventare fenomeni di massa. scono pesticidi, insetticidi, erbicidi e fertilizzanti. Le tintorie e le lavanderie sono dotate di sistemi di filtraggio e depurazione delle acque, il packaging di carta diviene la norma. Un migliore equilibrio dovrebbe favorire la sopravvivenza della parte alta della filiera, anche migliorando l’etichettatura (nome stilista, nome creatore del tessuto) e riconoscendo il valore del produttore del tessuto. Un problema ulteriore è l’accorciamento della filiera in modo che le produzioni iniziali (tessuti) possano giungere più direttamente al consumatore conservando il loro valore, come si inizia a fare con la produzione di camicie online e abiti su misura. Il nuovo consumatore (prosumer, proactive) partecipa alla concezione e alla produzione, considera l’atto del consumo come una esperienza emozionale. Il nuovo consumatore può anche essere di tipo collettivo capace di riunirsi in gruppi di acquisto e in comitati di sensibilizzazione che possono influenzare le scelte di creatori e produttori. Il nuovo consumatore deve però essere educato alla nuova grammatica dell’eco-sostenibilità.

by banning pesticides, insecticides, herbicides and fertilisers. Its dyeing and washing shops are equipped with water filtration and purification systems, and paper packaging becomes the norm. A better equilibrium should favour the survival of the higher part of the chain, enhancing the concept of the label (stylist’s name, textile designer’s name) and acknowledging the value of the weaver. A further problem is that the chain itself has to be shortened in such a way that the initial production (fabrics) is able to reach the consumer more directly, conserving its value, as we are beginning to see in on-line and made-to-measure apparel production. The new consumer (the proactive consumer, or ‘prosumer’) takes part in both conception and the production, and considers the act of consumption as an emotive experience. The new consumer can also take the form of a collective capable of creating purchasing groups and awareness committees able to influence the choices of creators and producers. However, the new consumer has to be educated in the new grammar of eco-sustainability.

Convergenza o coesistenza?

Convergence or coexistence?

I due trend tendono a convergere? Apparentemente no, ma sviluppano fattori comuni. L’industria del lusso di massa è aggressiva, guidata dal profitto di impresa, portatrice di nuove professioni (design industriale), posti di lavoro, favorisce la parte bassa della filiera creando valore nelle componenti immateriali: la concezione del prodotto, la comunicazione e la pubblicità, la distribuzione. Un suo punto di forza è che la delocalizzazione è limitata alla produzione, mentre concezione e distribuzione restano ancorate alle localizzazioni originali. Il valore del tessuto incide poco sul prezzo f inale del prodotto. La confezione, i costi degli show rooms, la comunicazione su giornali e riviste specializzate e la distribuzione attraggono valore rendendolo non proporzionale al volume di lavoro e alla materia prima impiegata. La moda eco-sostenibile ha successo solo se si riesce ad educare il

Do the two trends tend to converge? Apparently not, but they do have some common factors. The mass luxury industry is aggressive, guided by profit, bringers of new professions (industrial design) and employment, it favours the lower end of the chain by creating value in the intangible components: the conception of the product, communications and distribution. One of its strong points is that delocalisation is limited to the production, while conception and distribution remain anchored to the original locations. The value of the fabric has little incidence on the final price of the product. Manufacturing, the costs of show-rooms, communications in newspapers and specialized magazines and distribution attract value, rendering the final price disproportionate to the volume of the work and the raw materials used. Eco-sustainable fashion can be successful only if it manages to

Only art and design can save eco-sustainable fashion from this drift toward conformism, because they are bringers of aesthetic values, creativity, capable of becoming mass phenomena. pubblico dei consumatori. L’eco-sostenibilità è rivolta ai prodotti di base, al riconoscimento dei diritti del lavoro, alla tutela dell’ambiente. In qualche modo è naturalmente più appiattita sulle produzioni tradizionali e sui piccoli produttori. Di fatto anche nell’eco-chic le componenti demateriali sono in agguato: concezione del prodotto, componente simbolica ed identitaria, e distribuzione rischiano di ridurre il valore di impatto delle materie prime e dei primi anelli della filiera. Quando il sistema moda si sarà impossessato del mondo eco-sostenibile, le differenze tra i due trend permarranno, ma in componenti limitate e ridotte. Solo l’arte e il design possono salvare la moda eco-sostenibile da una deriva conformista: essi sono portatori di valori estetici, di creatività, possono diventare fenomeni di massa. L’artigiano ha bisogno del design industriale per produrre in serie di grandi dimensioni beni di qualità tradizionale. Il design sembra possedere il segreto della congiunzione di grande quantità e grande qualità. Solo l’educazione del consumatore può salvare l’eco-fashion da una deriva elitaria senza reale impatto sull’economia mondiale. Il consumatore è normalmente guidato dalla qualità e dal prezzo. La moda eco-sostenibile ha bisogno di un consumatore politicizzato: contro lo sfruttamento delle aree a basso salario e contro il controllo dei traffici mondiali esercitato da multinazionali della produzione e della distribuzione. Sarà possibile sostenere il trend della moda eco-sostenibile nel nome dell’arte e dell’equità? Da un punto di vista economico e istituzionale si può dire che la moda non eco e non sostenibile sta impoverendo l’ambiente naturale e sfruttando un mercato del lavoro debole. Il mercato e il riferimento agli interessi privati non sembrano in grado di modificare questa tendenza negativa. Ne deriva che una moda “eco-sos” dovrebbe essere sostenuta da una istituzione appropriata. Occorrerebbero istituzioni superindividuali – trattati internazionali, organismi di controllo internazionali – che assecondando lo sforzo ad una maggiore educazione dei consumatori fissino le regole per ridurre lo sfruttamento eccessivo delle risorse. La governance effettiva di simili processi globali è tanto più agevole quanto più i fenomeni sono: • monitorabili e dotati di indicatori standard; • l’informazione relativa è dettagliata, globale e locale; • l’informazione può essere verificata e consumata a basso costo.

educate the consuming public. Eco-sustainability is targeted toward the basic products, the acknowledgement of the rights of work, the safeguarding of the environment. In some way it is naturally more tailored to traditional production and small scale producers. In effect even in ‘eco-chic’, the non-material components are still lurking in wait: conception of product, symbolic and identity components and distribution risk reducing the value of the impact of the raw materials and the initial links in the productive chain. Once the fashion system takes possession of the eco-sustainable world the differences between the two trends will still remain, but in limited and reduced terms. Only art and design can save eco-sustainable fashion from this drift toward conformism, because they are bringers of aesthetic values, creativity, capable of becoming mass phenomena. The artisan needs industrial design to produce goods of traditional quality on a large scale. Design, it appears, holds the secret of the conjunction of great quantity and grand quality. Only the education of the consumer can save eco-fashion from an elitist drift with no real impact on the global economy. The consumer is normally guided by quality and price. Eco-sustainable fashion needs a politically aware consumer: against the exploitation of lowincome areas and against control of global exchange exercised by the multinationals of production and distribution. Will it be possible to sustain the trend of eco-sustainable fashion in the name of art and equity? In economic and institutional terms it can certainly be affirmed that non-sustainable, non-ecological fashion is impoverishing the natural environment and exploiting an increasingly weak labour market. The market and the references of private interests do not appear able to change this negative tendency. This means that an “eco-sus” fashion would have to be supported by an appropriate institution. This would require ultra-individual institutions – international treaties, international control organizations – to sustain the effort toward the greater education of consumers, establishing rules to reduce the excessive exploitation of resources. The effective governance of similar global processes is easier the greater the phenomena: • can be monitored through standard indicators; • the related information is detailed at both global and local level; • the information can be verified and consumed at low cost.


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Sustainable trends: risposte dalla strategia e dal marketing

Alessandro Siviero

Sustainable trends: answers from strategy and marketing

di.by Docente di Strategie di Impresa, Università degli Studi di Torino. Professor of Business Strategies, University of Turin, Italy

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Grazie al fatto che, tutto sommato, con una buona idea rimanevano molti clienti ancora da soddisfare, questa semplicità di strategie e marketing ha permesso la nascita di grandi imprese e successivamente, grazie alle capacità di offrire buoni prodotti e alla comunicazione di massa, di grandi brand.

Thanks to the fact that, all in all , with a good idea, there were still a good many customers to satisfy, and this simple marketing and strategy has allowed the development of grand industries, and later thanks to the capacity to offer good products and mass communications, the development of the big brands.

hat is the Best”? Con questa domanda inizia nella mente dell’imprenditore il processo che porta alla realizzazione di prodotti e servizi da immettere nel mercato. L’evoluzione storica della risposta a questa domanda ci conduce alla visione strategica con cui è necessario oggi condurre un’impresa verso un futuro di successo. Quando nasceva l’industria la risposta riguardava il modo in cui si potevano ottenere maggiori profitti: Strategia era produrre. Marketing era vendere.

La competizione fra “i grandi brand” è così cresciuta e ha rivoluzionato il punto di vista da cui rispondere alla domanda “What is the Best”. Per vedere il mercato si incominciano ad utilizzare gli occhi del clien-

hat is the Best”? With this question, the process that leads to the realization of products and services to insert in the market begins in the mind of the entrepreneur. The historical evolution of the answer to this question leads us to the strategic vision necessary today to lead a company toward a successful future. When industry started out this answer exclusively concerned how to make more profit: Strategy meant production. Marketing meant selling.

The competition between the ‘big brands’ has grown and has revolutionized the point of view from which to answer the question “What is the Best”.

Se le imprese non saranno in grado di aiutare i consumatori a trovare l’equilibrio fra il senso di sviluppo e il consumo, l’unica vera alternativa sostenibile sarà il non-consumo. If companies are not capable of helping consumers find a balance between the sense of development and consumption, the only real sustainable alternative will be non-consumption.

te. Nasce così la visione strategica di marketing: non si può vivere nel mercato se non ci si chiede che cosa sia il meglio per il cliente. Strategia era (e in alcuni casi ancora è) capire il bisogno. Marketing era soddisfare un bisogno. Oggi le dinamiche competitive e la globalizzazione conducono l’imprenditore ad una risposta che si lega inevitabilmente al meglio anche per il contesto (non solo naturale) in cui l’impresa opera. Una delle fortune che le dinamiche di internazionalizzazione e di competizione portano con sé è proprio questa: non solo non è più sufficiente chiedersi “egoisticamente” che cosa sia meglio per sé per sopravvivere nel mercato, ma non basta neanche più chiedersi soltanto che cosa sia meglio per il cliente. La sostenibilità però è ancora per molte imprese un’idea di marketing o solo una buona scusa per differenziarsi e farsi riconoscere, un premium price più alto. è la comunicazione a sostituire il contenuto e la sostanza di un tema fondamentale, con un approccio molto simile al marketing (miope) e aggressivo degli anni Ottanta, in cui si pensava che con una buona tecnica di vendita si potesse risolvere qualsiasi problema in termini di fatturato. Io credo che queste imprese dovrebbero chiedersi molto semplicemente se non sia meglio spendere in maniera diversa il loro budget legato all’advertising: in fondo oggi si sa, Strategia è sopravvivenza. Marketing è sostenibilità. Quali risposte strategiche e di marketing alla domanda “What is the Best” per il futuro? Parlare di sostenibilità fortunatamente non sarà più sufficiente. Soltanto le imprese che oggi sono consapevoli di questo potranno garantirsi fatturati e soddisfazione del cliente, ragionando con una visione strategica che non è semplicemente filantropica ma globale, capace di leggere nella sostenibilità la chiave per la sopravvivenza. Il primo passo sarà superare la visione esclusiva (nel suo senso peggiore) della sostenibilità, anacronistica e lontana dall’oggettività: sarà necessario un compromesso fra il modello di sviluppo e il modello di consumo che sceglieremo, perché fino ad oggi, dobbiamo ammetterlo, questi modelli sono piaciuti anche ai consumatori. Se le imprese non saranno in grado di aiutare i consumatori a trovare l’equilibrio fra il senso di sviluppo e il consumo, l’unica vera alternativa sostenibile sarà il non-consumo. Ed è proprio questo il rischio che il marketing del futuro dovrà affrontare: soltanto il coinvolgimento del cliente nel processo produttivo come creatore di valore potrà salvarlo dall’inedia verso prodotti e comunicazione che non impersonano valori. Il futuro della strategia e del marketing sarà composto da due ossimori: Strategia sarà coalizione competitiva. Marketing sarà il cliente che crea valore.

To get a view of the market it is necessary to see it through the eyes of the customer. This is how the strategic vision of marketing has developed: it is impossible to survive on the market as we don’t ask ourselves what’s best for the customer. Strategy was (and in some cases still is) understanding needs. Marketing meant satisfying a need. Nowadays the dynamics of competition and globalization lead the entrepreneur to an answer that is inevitably linked with the best even for the context (not only natural) in which the company operates. One of the fortunes that the dynamics of internationalization and competition brings is precisely this: it is no longer sufficient to “egoistically” ask ourselves what is best for ourselves to survive on the market, and it is not even enough to ask ourselves what is best for the customer. However, sustainability for many companies is still a marketing idea or just a good excuse to substitute the content and substance of a fundamental theme with an approach very similar to the (myopic) aggressive marketing of the ‘eighties, when we thought that good sales technique could solve any problem in terms of turnover. I believe that these companies should simply ask themselves whether it is better to spend their advertising budgets in a different way: in the end we know that Strategy is survival. Marketing is sustainability. What are the strategic and marketing answers to the question “What is the Best” for the future? Fortunately, just talking about sustainability will no longer be enough. Only the companies that are aware of this today will be able to assure themselves turnover and customer satisfaction, reasoning with a strategic vision that is not simply philanthropic but global, capable of reading the key to survival in sustainability. The first step will be to go beyond the exclusive view (in its worst sense) of sustainability, anachronistic and very far from objectivity: a comprise will be necessary between the model of the development and the model of the consumption that we choose, because up to now, we have to admit, these models were also well liked even by consumers. If companies are not capable of helping consumers find a balance between the sense of development and consumption, the only real sustainable alternative will be non-consumption. And the risk that future marketing has to face is precisely this: only by involving the customer in the production process as creator of value will it be possible to save them from the starvation of products and communications that hold no real values. The future of strategy and marketing will be made up of two oxymorons: Strategy will be competitive coalition. Marketing will be the customer that creates value.


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Verso la Moda etica e responsabile Toward ethical and responsible fashion Salvo Testa di.by

Platform Leader, Moda Lusso & Lifestyle, SDA Bocconi e Docente di Fashion Management Università Bocconi, Milano Platform Leader, Fashion Luxury & Lifestyle, SDA Bocconi and Lecturer in Fashion Management, Bocconi University Milan, Italy

L

a recessione economica globale sta mettendo in discussione anche le strategie di crescita dei brand italiani della moda e del lusso, protagonisti finora di performance competitive ed economiche straordinarie. L’attuale situazione di mercato rende sempre più evidente la crisi del modello del ‘lusso speculativo’, che negli ultimi decenni è prevalso nelle imprese del settore, pur se con significative e lodevoli eccezioni. Alla base di tale modello vi è stata la scelta più o meno inconscia di privilegiare i nuovi consumatori della moda/lusso: gli ‘aspirazionali’ delle classi medie nei paesi evoluti e i ‘ricchi oligarchi’ nei paesi emergenti. In che modo le aziende hanno perseguito tale modello? Con una strategia che ha puntato fondamentalmente sullo sfruttamento dei loro brand, su crescenti costi in comunicazione (advertising, pr, eventi, celebrities, product placement) e su elevati investimenti sul canale retail (negozi monomarca, sia nei mercati maturi sia in quelli emergenti). In molti casi il maggior onere di tali componenti immateriali è andato a penalizzare paradossalmente la qualità intrinseca: pochi si sono preoccupati del progressivo impoverimento del prodotto, accentuato dalla diffusione dei processi di delocalizzazione produttiva in paesi a basso costo di manodopera, anche perché la domanda di prodotti firmati garantiva una dinamica di prezzi crescente. Tale strategia, che fa leva su una scarsa attenzione al valore sostanziale del prodotto da parte dei clienti, è sicuramente la strada più rapida ed efficace per la crescita dei fatturati e degli utili, oltreché quella privilegiata dai partner finanziari nelle aziende che hanno cercato risorse per lo sviluppo, aprendo il capitale a terzi. La conferma che tale strategia abbia creato una ‘bolla del lusso’ è oggi sotto gli occhi di tutti: le aziende che hanno esasperato tale modello stanno pagando il prezzo più caro all’attuale crisi, mentre quelle che hanno mantenuto dritto il timone sulla qualità, sul servizio al cliente, sull’elevato rapporto valore/prezzo, sull’integrità del proprio

T

he global recession finally starting to question the growth strategies of the Italian fashion and luxury brands that until now have been the guiding lights of extraordinary competitive and economic performance. The current market situation is highlighting the crisis of the “speculative luxury” model, which in recent decades has been dominant among companies in the sector, even if there have been some significant and praiseworthy exceptions. At the base of this model is the more or less unconscious choice of privileging the new consumers of luxury: the ‘upwardly mobile’ middle classes in the developed countries, and the ‘rich oligarchs’ in the emerging countries. How have these companies pursued this model? With strategies fundamentally aimed at exploiting their brands, increasing communications costs (advertising, PR, events, celebrities, product placement) and high level investment in retail channels (single-brand stores, on both mature and emerging markets). In many cases the increased burden of these intangible components has paradoxically penalized intrinsic quality: few are concerned about the progressive impoverishment of the product, accentuated by the diffusion of production delocalization toward countries with low labour costs, also because the demand for ‘brand name’ products assured a dynamic of increasing prices. This strategy, which takes advantage of the minimal interest of consumers in the substantial value of the product, is certainly the quickest and most effective path toward increased turnover and profits, as well the path favoured by the financial partners of companies that open their capital to third parties in search of resources for development. The confirmation that this situation has created a “luxury bubble” is now becoming clear to everyone: the companies that have exasperated this model are paying the highest cost in the current crisis, while the ones that have maintained a course toward

brand, dimostrano di poter fronteggiare meglio l’attuale situazione e di potersi addirittura rafforzare nei prossimi anni. Volendo delineare le possibili evoluzioni del settore, anche le aziende della moda e del lusso dovranno far propri alcuni valori emergenti nella società, che rappresenteranno per imprenditori, manager e collaboratori le grandi sfide per costruire un nuovo modello di sviluppo economico: la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse ambientali, lo sviluppo di materie prime ed energie rinnovabili, la tracciabilità totale di prodotto, l’introduzione di valenze salutistiche, la ‘certificazione etica’ costituiscono aree di innovazione che potrebbero portare ad una nuova generazione di prodotti moda/lusso sostenibili. Vi sono almeno due presupposti per poter avviare nelle aziende tali cambiamenti. La presa d’atto che il cliente finale non sarà più un consumatore passivo, cui vendere un prodotto, ma un ‘consum-attore proattivo’, che occorrerà ascoltare per soddisfarne

le esigenze materiali e emozionali. E una concezione del ruolo dell’impresa che riporti al centro il contemperamento degli interessi di tutti gli attori che direttamente e indirettamente contribuiscono alla sua esistenza: oltre agli azionisti, i dipendenti e collaboratori, i clienti, i fornitori, le associazioni non profit, le istituzioni pubbliche, la società nel suo complesso. Le aziende italiane della moda e del lusso sono le meglio attrezzate, rispetto a quelle di altri paesi maturi ed emergenti, per perseguire tale modello di ‘moda etica e responsabile’, in quanto i valori che ne stanno alla base, seppure ultimamente sopiti, fanno parte del loro DNA. Forse, come in ogni fase di crisi, le aziende proiettate verso il futuro devono riscoprire nelle loro origini i propri caratteri distintivi e un’etica del fare che negli ultimi anni avevano smarrito.

courtesy Pietra Pistoletto (Abito camicie 1995, Abito camicie strascico lungo 2008)

quality, customer service, high value/price ratios and the integrity of their brands, are proving capable of tackling the situation better, and even of strengthening their positions in the short term. If there is to be any possible future evolution in this sector, fashion and luxury companies will have to adopt a number of values that are emerging in society, which for entrepreneurs, managers and collaborators represent the great challenges in the construction of a new economic development model: the safeguarding and valorisation of environmental resources, the development of renewable raw materials and energy, the total traceability of the product, the introduction of health priorities and ‘ethical’ certification are all areas of innovation that could lead to a new generation of sustainable fashion/luxury products. There are at least two premises for starting these changes in companies. The recognition that the final customer will no longer be a passive consumer simply to sell products to, but a proactive ‘pro-sumer’ who has to be listened to in order to understand and meet their material and emotive needs. This is a conception of a new role for companies: that of making possible the coexistence of the interests of all the players that directly or indirectly contribute to their existence: not only the shareholders, but the employees and collaborators, the customers and suppliers, the non-profit organizations, the public institutions and society as a whole. Perhaps in this sense, Italian fashion and luxury companies are among the best equipped, compared to those of other mature and emerging countries, to pursue this ‘ethical and responsible’ model, because the values the lie at its base, although dormant in recent times, are an integral part of the DNA. Perhaps, just as in any crisis, companies with foresight have to rediscover in their origins their own particular and distinctive characteristics, and the ethical way of doing business they have neglected in recent years.


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Cittadellarte Fashion B.E.S.T. W o r k s h o p 26-29 06 2009 Cittadellarte. Biella

Undici stilisti selezionati da Franca Sozzani e Michelangelo Pistoletto. Un workshop a Cittadellarte dedicato alle strategie a basso impatto ambientale applicabili al mondo della moda. Gli sketch degli stilisti, realizzati con i prodotti forniti dalle aziende partecipanti a Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend.

photo e.amici

Eleven stylists selected by Franca Sozzani and Michelangelo Pistoletto. A workshop at Cittadellarte dedicated to low environmental impact strategies applicable to the world of fashion. The sketches by the stylists, realized with products provided by the companies taking part in the Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend Project.


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Matthew Ames Stati Uniti.usa

Matthew Ames nasce a Washington nel 1979. Consegue il

Matthew Ames was born in Washington D.C. in 1979. He earned

diploma presso l’Art Institute di Chicago nel 2003. Lavora

a BFA from The School of The Art Institute of Chicago in 2003.

nell’atelier di Jurgi Persoons ad Anversa, in Belgio. Si trasfe-

After working at the atelier of Jurgi Persoons in Antwerp, Bel-

risce successivamente a New York, dove lavora come assi-

gium, Ames relocated to New York where he began working as a

stente di Miguel Adrover. Nel 2004 viene selezionato come

design assistant to Miguel Adrover. In 2004, he was selected as

primo finalista americano al Festival de la Mode à Hyères,

the first American finalist for the Festival de la Mode à Hyères,

in Francia. Presenta la sua prima collezione femminile nel

in France. He showed his first women’s wear collection in 2005

2005 e apre uno studio a Brooklyn, New York. Nel 2009, Ames

and opened a studio in Brooklyn, New York. In 2009, he re-

riceve il Premio Ecco Domani Fashion Foundation, VIII edi-

ceived the 8th annual Ecco Domani Fashion Foundation Award in women’s wear design. His collections have been shown in Paris and New York.

photo e.amici

zione, per la collezione femminile. Le sue collezioni vengono presentate a Parigi e New York.

La sostenibilità è un ideale, un obiettivo, un principio che sottolinea la consapevolezza di come la creazione abbia effetti e conseguenze sull’ambiente, non solo per i materiali e i processi utilizzati, ma anche per come le nostre idee durano nel tempo. Sono interessato a realizzare abiti duraturi, non definiti dal tempo o dal luogo. Credo che il design duraturo, con un’attenzione speciale ai materiali e alla costruzione, sia un elemento fondamentale della sostenibilità della moda. Sustainability is an ideal, a goal, a principle, emphasizing an awareness of how creation impacts and relates to its environment- not only in the materials and processes we use, but also how well our ideas endure over time. I’m interested in making lasting clothes, not defined by time or place. I believe enduring design, with an attention to material and construction, is a fundamental element of sustainability in fashion.

Matthew Ames sceglie per la sua creazione / chooses for his creation

Ermenegildo Zegna Holditalia S.p.A - Agnona OASI Cashmere/Seta/Lino. OASI Cashmere/silk/flax colore.colour Naturale.Natural


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Sandra Backlund Svezia.Sweden

Stilista diplomata presso la Beckmans College of Design di

The Stylist obtained her diploma at the Beckmans College of

Stoccolma, subito dopo il diploma nel 2004 fonda la sua li-

Design in Stockholm, and immediately after, in 2004, she es-

nea d’abbigliamento e da allora ha sempre lavorato a tempo

tablished her own line in clothing and has worked full-time on

pieno alle sue collezioni. La figura umana e le tecniche tradi-

her collections ever since. The human figure and traditional

zionali artigianali sono i punti di riferimento del suo lavoro: la

crafted methods are the central aspects of her work: Backlund

Backlund distorce e trasforma la naturale sihouette del corpo

distorts and transforms the body’s natural silhuette with her

con i suoi abiti, vere e proprie sculture realizzate a mano.

clothes, that are real hand-made sculptures.

Nel 2007 vince il premio del Festival International De Mode

In 2007 she won the Festival International De Mode & De Pho-

& De Photographie di Hyeres e viene selezionata da Franca

tographie di Hyeres prize and was selected by Franca Sozzano,

Sozzani, direttore di Vogue Italia, come sua protegé per il

director of Vogue Italia, as her protegé for the Protegé Project

Protegé Project, presentato a Firenze nel 2008.

presented in Florence in 2008.

Oltre alla sua linea personale, Sandra Backlund realizza

In addition to her personal line, Sandra Backlund also real-

pezzi unici di maglieria per aziende come Louis Vuitton, Emi-

izes unique items of knitwear for companies like Louis Vuitton,

lio Pucci e il department store Printemps di Parigi.

EmilioPucci and the Printemps department store in Paris.

Lavorare come designer è una grande responsabilità in questo momento. C’è molto di tutto là fuori, quindi ci dobbiamo ricordare di concentrarci su ciò in cui siamo davvero bravi e lasciare che gli altri facciano quello che sanno fare meglio. It is a big responsibility to be working as a designer at this time. There is just too much of everything out there so we all have to remember to concentrate on what we are really good at and leave to others to do what they do best.

pho t

m o e .a

ici

Sandra Backlund sceglie per la sua creazione / chooses for her creation

Zegna Baruffa Lane Borgosesia S.p.A. Ecowool 100% Organic wool.lana organica colore.colour Nero.black


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Silvio Betterelli italia.italy

29 anni, sardo. Da otto anni vive e lavora a Milano. Dopo gli studi di Arte

29 years old, Sardinian. He has been living and working in Milan for eight

del Tessuto svolti in Sardegna, Fashion Design a Milano e Fine Art and

years. After his studies in the Art of Textiles in Sardinia, Fashion Design

Textiles Design alla University of Plimouth in Inghilterra, si dedica a

in Milan and Fine Art and Textiles Design at the University of Plymouth

diversi progetti. Nel 2006 è co-fondatore di S.M.og Milano, laborato-

in England, he dedicated himself to a variety of projects. In 2006 he

rio che spazia tra arte-moda e design. Nel 2008 viene selezionato per

was co-founder S.M.og Milano, a workshop working at the confines of

trascorrere sei mesi a Parigi presso Les Ateliers de Paris, istituzione

art-fashion and design. In 2008 he was selected to spend six months in

che offre spazio e supporto a giovani artisti provenienti da tutto il mon-

Paris at Les Ateliers de Paris, an insitution that offers space and support

do. Partecipa e vince premi dei più importanti concorsi internazionali

to young artists from all over the world. He competed in and won many

per giovani fashion designer, come il Mittelmoda, il Who is on Next, or-

important international competitions for young fashion designers, like

ganizzato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia; nel 2006 è

Mittelmoda, Who is on Next, organized by AltaRoma in collaboration

l’unico italiano selezionato per il Fashion Gran Prix di Tokyo. Tra le va-

with Vogue Italia. In 2006 he was the only Italian designer selected for

rie collaborazioni vi sono quelle con Lycra du Pont Italia dipartimento

the Tokyo Fashion Gran Prix. He has worked with the Lycra du Pont Italia

tessile, Centro Lino Italiano, Man Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Feg

textiles department, the Italian Linen Center, Man Museo d’Arte Pro-

– Salvarani per cui co-firma una collezione di complementi di arredo di

vincia in Nuoro, and Feg – Salvarani for which he co-signed a collection

tessuto, Pitti Filati e, ultima in ordine di tempo, Furla per cui firma una

of furnishing fabrics, Pitti Filati and, most recently, Furla , for which he

capsule collection di scarpe e borse. Dal 2007 oltre al corso che tiene

signed a capsule collection of shoes and bags. Since 2007, in addition to

alla Naba di Milano, divide con il suo conterraneo stilista Angelo Figus

the course he holds at Naba in Milan, he shares (with compatriot stylist

la cattedra di Progettazione moda del corso di Architettura Moda e De-

Angelo Figus) the chair of the Fashion Design section of the Venice Uni-

sign del Prodotto della Università di Venezia.

versity Architecture Fashion and Product Design course.

Da sempre artisti, designer, creativi in genere, rappresentano una sorta di termometro della società… ciò che sentono, vedono, filtrano e riproducono racchiude qualcosa che ha a che fare con il mondo che li circonda nell’immediato o, addirittura in anticipo sui tempi, il mondo che sta per arrivare. Questo progetto sottolinea ulteriormente il nostro ruolo di “guardiani del tempo”: attraverso il nostro lavoro e le nostre visioni, siamo chiamati ad affrontare la sfida di una nuova etica del consumare, del fare e del pensare, che sia il riflesso del tempo in cui viviamo. Artists, designers, creative people have always stood as a kind of thermometer of society ... what they hear, see, filter and reproduce encompasses something, that has to do with the world around them, or, ahead of its time, the forthcoming world. This project further reinforces our role as “guardians of time”: through our work and our vision, we face the challenge of a new ethic of consumption, of doing and thinking, which should be a reflection of the time we are living.

pho t

o e .a m

ici

Silvio Betterelli sceglie per la sua creazione / chooses for his creation

Ermenegildo Zegna Holditalia S.p.A. Puro Cashmere spalmato. Pure cashmere coated colore.colour spigato beige.beige twill

Tessitura Ubertino S.r.L. 100% Seta.Silk colore.colour blue elettrico. electric blue

Lanificio Puro Tessuto S.p.A. Dinamico Natural Stretch 100% lana.wool colore.colour nero.black


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Marco De Vincenzo italia.italy

Nato a Messina e residente a Roma, Marco De Vincenzo è

Born in Messina and resident in Rome, since September 2004

responsabile - dal settembre 2004 - del settore pelletteria

Marco De Vincenzo has been manager of Fendi’s Men/Women’s

Uomo/Donna di Fendi: ricerca dei materiali, progettazione

leather goods sector: researching materials, stylistic R&D for

e sviluppo stilistico delle collezioni, visione e approvazione

the collections, reviews and approval of prototypes being but a

dei prototipi tra le sue competenze presso l’azienda romana.

few of his responsibilities at the Rome-based fashion house.

Da marzo 2008 progetta una linea d’abbigliamento che por-

Since March 2008 he has been designing a line in clothing

ta il suo nome con la quale, nel gennaio 2009, partecipa alle

under his own name, with which he took part in the January

sfilate della settimana dell’Alta Moda di Parigi.

2009 Paris Fashion week.

La moda dovrebbe tornare a tracciare un segno indelebile sulla storia della civiltà, e vivere in quel punto di contatto tra creatività e coscienza che chiamiamo comunicazione. Conoscere i rischi del nostro eco-sistema è una consapevolezza moderna, e la moda in quanto espressione di modernità non può non farsene carico. Fashion should get back tracing an indelible mark on history of civilization, and live at that point of contact between creativity and conscience that we call communication. Knowing the risks to our eco-system is a contemporary awareness, and fashion, if it truly considers itself the expression of contemporaneity, has an intrinsic obligation take these risks on.

pho t

m o e .a

ici

Marco De Vincenzo sceglie per la sua creazione / chooses for his creation

Besani S.r.L. 100% Cotone Jersey. Cotton Jersey colore.colour avorio melange. ivory melange

Italfil S.p.A. “Soffio” merino 100% doppio Jersey.double Jersey colore.colour Nero.black

ArsalitArtes S.c.a.r.l. Feltro in cashmere fatto a mano. hand made Felt cashmere colore.colour Vari.various


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Mark Fast canada

Mark Fast, nato in Canada 28 anni fà, stilista di maglieria.

Mark Fast, born in Canada 28 years ago, knitwear designer. He

Cresciuto in campagna, vicino alla città di Winnipeg, trova

grew up in the country, near the city of Winnipeg, but finally

finalmente la sua ispirazione a Londra, dove per cinque anni

found his inspiration in London where he studied for five years

studia alla Central St. Martins.

at Central St. Martin’s.

Mark realizza tutte le sue creazioni a mano, utilizzando una

Mark makes all his creations by hand, using a domestic knit-

macchina da maglieria non industriale, con innovative tecni-

ting machine with innovative embroidery techniques and mix-

che di ricamo e mescolando lycra con viscosa, angora o lana.

ing Lycra with viscose, angora or wool. Mark draws on the past

Mark si ispira al passato, traducendo i costumi e gli stili sto-

for inspiration, translating historic costume and design into

rici nell’estetica contemporanea.

contemporary aesthetics.

La moda responsabile è consapevole del tuo mondo e del contesto in cui la moda esiste. Che si tratti di dove i tuoi vestiti vengano fatti o di che cosa siano fatti, l’importante è non chiudere gli occhi. Responsible fashion is being aware of your world and the context that fashion exists in. Whether it’s where your clothes are being made or what they are made of, it is important to not turn a blind eye.

i photo e.amic

Mark Fast sceglie per la sua creazione / chooses for his creation

Botto Poala S.p.A. 100% Seta.silk colore.colour Bianco.white


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Marta Forghieri italia.italy

Marta Forghieri, nata a Milano, 29 anni. Dopo la laurea in

Marta Forghieri, born in Milan, 29 years old. After graduating

estetica all’Università di Bologna e un periodo di apprendi-

in aesthetics at Bologna University, and an apprenticeship

stato in un atelier di Haute Couture a Berlino si trasferisce

with a high fashion house in Berlin, she moved to London to

a Londra per frequentare alcuni corsi al Central St. Mar-

take part in a number of courses at the Central St. Martins

tins College terminati i quali completa la propria formazio-

College, after which she completed her training at the Eu-

ne all’Istituto Europeo di Milano. Lavora per due anni come

ropean Institute in Milan. She worked for two years as man-

responsabile delle collezioni abbigliamento uomo, donna e

ager of the men’s, women’s and accessories collections for

accessori del giovane brand Memine. Attualmente svolge

the young brand Memine. She is currently working as a free-

attività di consulente freelance. Ha sfilato tre volte con il

lance consultant. She has presented three shows under her

suo nome al My Own Show 2007, Feed on Fashion 2008 Next

own name: My Own Show 2007 Feed on Fashion 2008 Next

Generation - New Upcoming Designers 2009.

Generation - New Upcoming Designers 2009.

Una moda responsabile e sostenibile dovrebbe innanzitutto essere duratura e in netta controtendenza rispetto all’isteria dei consumi dominante. In tal senso un oggetto di moda dovrebbe essere bello fuori quanto dentro, prediligere materiali preziosi e funzionali e apparire semplice. Un certo gusto per la classicità formale deve poi nascondere la complessità strutturale e progettuale che ad esso sottende. Se la graduale scoperta della profondità progettuale porta poi ad innescare una relazione estetica con l’oggetto esso si astrarrà, col tempo, dalla sfera dei consumi per diventare un oggetto d’affezione. Responsible and sustainable fashion should first and foremost be durable and in clear counter-tendency to the hysteria of the dominant form of consumption. In this sense, a fashion object should be as beautiful inside as it is outside, prefer precious and functional materials and have a simple appearance. A certain taste for the classic formal should veil the structural and design complexity that underlies it. If the progressive discovery of the depth of the design then leads to an aesthetic relationship with the object, over time it will go beyond the sphere of mere consumption to become an object of affection.

pho t o

e .amic

i

Marta Forghieri sceglie per la sua creazione / chooses for her creation

Loro Piana 100% WV Super 130’S Tasmanian colore.colour Vari.various

DBT Fibre S.p.A. Seacell 70% - lana. Wool 30% colore.colour biondo.Blonde

DBT Fibre S.p.A. Bamboo 70% - Seta.silk 30% colore.colour Bianco ottico.optical white

DBT Fibre S.p.A. Viscosa carbone bamboo. viscose charcoal bamboo colore.colour Grigio.gray

Ermenegildo Zegna Holditalia S.p.A. - Agnona OASI Cashmere/Seta/Lino. Cashmere/silk/flax colore.colour Azzurro.azure

Paolo Gilli S.r.L 32% Cotone.cotton – 68% Carta.paper gr 100 colore.colour Bianco.white


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Roberta Furlanetto italia.italy

Roberta Furlanetto nasce in provincia di Venezia. Si diploma

Roberta Furlanetto, born on the outskirts of Venice, Italy.

all’Accademia di Belle Arti di Milano nel 1990. Nel 1992 com-

She graduated from Accademia di Belle Arte in Milan, in 1990.

pleta una maxi tela con tecniche miste e collage, commis-

In 1992 she completed a maxi canvass using mixed tech-

sionatale da un collezionista d’arte, il quale, in seguito, la

niques and collage, which was commissioned by an art col-

mostra a Christian Lacroix. Lacroix trae ispirazione da que-

lector, who later showed her work to Christian Lacroix. Lac-

st’opera e invita Roberta a collaborare con lui. Inizia così la

roix drew inspiration from this piece and invited Roberta to

creazione di pezzi unici per le sfilate di Alta Moda. Nina Ricci

begin collaborating with him. She began creating exclusive

presto segue l’esempio, poi Dior, Ungaro e Azzedine Alaïa.

pieces for his Haute Couture Shows. Nina Ricci soon fol-

Nel 2007 Roberta Furlanetto lancia la sua collezione di

lowed suit, then Dior, Ungaro and Azzedine Alaïa.

prêt-a-porter. La Furlanetto opera nel suo atelier e stu-

In 2007 Roberta Furlanetto launched her prêt-a-porter collec-

dio di Milano.

tion. Furlanetto works from her atelier and studio in Milan.

Al giorno d’oggi ancora troppe cose nella moda vengono stigmatizzate come effimere. Credo che abbiamo la responsabilità di creare pezzi la cui qualità intrinseca e onestà concettuale consenta loro di essere validi nel tempo.

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photo

e .amic

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Today too much in fashion carries with it the stigma of the ephemeral, I believe we have a responsibility to create pieces whose intrinsic quality and conceptual honesty enable them to be valid through time.

Roberta Furlanetto sceglie per la sua creazione/chooses for her creation

Erica Industria Tessile S.p.A. Seta.silk colore.colour Naturale.natural Tintoria di Quaregna S.r.L. Tintura naturale. Natural dye colore.colour Liquirizia.liquorice


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Siri Johansen Norvegia.Norway

Norvegese di nascita. Si laurea nel 2008 presso il Royal

Norwegian by birth. Graduated in 2008 from the Royal College of Art in London, in Fashion MA, men’s knitwear.

le. Collabora con diverse case di moda prestigiose. At-

Has worked with numerous prestigious fashion houses.

tualmente vive e lavora a Londra.

Currently living and working in London.

photo e. amici

College of Art di Londra in Fashion MA, maglieria maschi-

Moda responsabile è consapevolezza e attenzione a ciò che si produce e a come lo si produce e, soprattutto, a come lo si consuma; qualità piuttosto che quantità. Responsible fashion is an awareness and care for what you produce and how you produce it, but more importantly how you consume it; quality above quantity. Siri Johansen sceglie per la sua creazione / chooses for her creation

Lanificio Subalpino S.r.L. Ecos 820 E 100% Cotone biologico. Organic Cotton colore.colour Grigio.gray Monticolor Filati S.p.A. Biocolor 100% Cotone biologico. Organic Cotton colore.colour Beige e nero. Beige and black


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Mary Katrantzou Grecia.Greece

Nel 2008, dopo essersi diplomata presso la Central Saint Martin

In 2008, after her Masters in Fashion at the Central

in MA Fashion, Mary Katrantzou lancia il suo marchio. La sua col-

Saint Martin’s school, Mary Katrantzou launched her

lezione PE09 viene presentata durante la London Fashion week,

brand. Her S/S 09 collection was presented at the Lon-

alla New Generation Talent, grazie ad una sponsorizzazione.

don Fashion Week, and New Generation Talent thanks to

Presenta inoltre, sempre durante la London Fashion Week, il

a sponsorship. At the London Fashion Week she also presented her first

rizzazione New Generation per gli Show.

show for the AW09/10, again sponsored by New Generation’.

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to

e.a

mic

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suo primo show per la collezione AI09/10, grazie alla sponso-

La moda responsabile non presuppone essere attivisti, ma semplicemente avere una coscienza. Essere coscienti di come i vestiti sono fatti e di quali vestiti si sceglie di indossare. Responsible fashion is not about being an activist, it’s just about having a conscience. Being conscious of how clothes are made and what clothes you chose to wear.

Mary Katrantzou sceglie per la sua creazione chooses for her creation

Erica Industria Tessile S.p.A. Seta.silk disegno del tessuto di mary katrantzou fabric design by mary katrantzou


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Jose M. Nunes da Silva Giralt Spagna.Spain

Jose M. Nunes da Silva Giralt nasce nel 1980 nella casa dei non-

Jose M. Nunes da Silva Giralt was born in 1980, in his grandpar-

ni, in Portogallo. Studia fashion design presso lo IED di Madrid.

ent’s house, in Portugal. He studied fashion design at the IED in

Durante gli anni dell’università fa diverse esperienze di lavoro nel

Madrid. During his university years he gained much experience

mondo della moda di Madrid. Per quasi due anni lavora per Sybil-

on the Madrid fashion scene. For almost two years he worked

la, fa parte del team di Sybilla-Giappone, lavora alla realizzazione

for Sybilla, was part of the Sybilla-Japan team, worked on the

della collezione disegni di Sybilla-Spagna, alla collezione giovane

Sybilla-Spain design collections, the Jocomomola young col-

Jocomomola e all’organizzazione della sfilata di Sybilla durante

lection and organized the Sybilla shows at the Madrid Fashion

la settimana della moda di Madrid “Pasarela Cibeles”. Presenta

Week “Pasarela Cibeles”.

il suo lavoro al concorso di moda dell’Istituto Europeo di Design

He presented his work “My Own Show” at the European De-

“My Own Show” e viene selezionato con una menzione speciale.

sign Institute fashion competition, and was awarded special

In seguito realizza il suo progetto personale: crea un marchio per-

mention. Later he realized his own personal project: creating

sonale, un’azienda, costruisce a Madrid (in C/Covarrubias n. 9,

a personal brand, a company. He chose Madrid (in C/Covarru-

facciata verso C / José Marañón) il suo atelier, dove lavora e vive.

bias n. 9, facing C / José Marañón) for his atelier, where he cur-

Esegue ordini personali, fatti a mano con molta cura e passione.

rently lives and works.

Credo che un altro modo di fare le cose sia possibile. Il modo in cui gli affari vengono condotti oggi continuerà a esistere, ma perché non credere in altre forme? Voglio realizzare un’alternativa in questo tempo di cambiamenti, per realizzare i nostri sogni, per lo meno i miei sogni. Lo sviluppo bio-etico e sostenibile può essere un modo per farlo.

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I believe that another way to do things is possible. The way business are today will continue, but why not believe in other forms? I want to make real an alternative in this time of changes to realize our dreams, at least my dreams. Bioethical sustainable trends can be one way.

Jose M. Nunes da Silva Giralt sceglie per la sua creazione / chooses for his creation

Lanificio F.lli Cerruti S.p.A. Oxygen 55% carta riciclata. Recycled paper – 45% Seta.silk colore.colour Grigio.gray

Loro Piana S.p.A. 100% WV Super 130’S Tasmanian colore.colour bianco.White


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Osman Yousefzada Inghilterra.England

Osman Yousefzada, nato in Inghilterra, inizia a realizzare abi-

Born in England, Osman Yousefzada begain making clothes as

ti sin da piccolo. Studia Fashion Design presso la Central St.

a child. He studied Fashion Design at the Central St. Martin’s

Martins. Nel settembre 2005 lancia la sua linea d’abbiglia-

school. In September 2005 he launched his line in apparel. In

mento. Nel 2007 è nominato per il premio annuale Designs

2007 he was nominated for the annual Designs of Year prize

of Year organizzato dal Design Museum. Il 2008 è l’anno del

organized by the Design Museum. 2008 was the year one of

lancio di uno dei suoi progetti di collaborazione di maggior

his most successful collaboration projects was launched: the

successo, acclamato dalla critica: il Little Black Dress firma-

ciritcaly acclaimed Little Black Dress signed Osman Youse-

to Osman Yousefzada per Mango. Nel 2009 l’haute couture si

fzada for Mango. High Fashion became aware of him in 2009:

accorge di lui: Didier Ludot espone le creazioni di Osman You-

Didier Ludot presented the creations of Osman Yousefzada in

sefzada nelle vetrine della boutique parigina Palais Royal.

the windows of the Parisian boutique Palais Royal.

Moda responsabile è rallentare la macchina dell’usa e getta, ri-orientare il nostro desiderio insaziabile di novità per trovare metodi più sostenibili di lavoro all’interno del settore. Capire la lavorazione realizzare un prodotto che duri, da indossare ancora e ancora e da piangerci sopra se dovesse farsi un buco. Responsible fashion is about slowing down the disposable machine,re-directing our insatiable desire for the new to finding more sustainable methods of working within the industry. Understanding workmanship - making a product which will last, that you bring out again and again, and you weep over if it accidently gets a hole in it.

photo

e.amici

Osman Yousefzada sceglie per la sua creazione / chooses for his creation

Erica Industria Tessile S.p.A. Organza colore.colour Bianco.white


Michelangelo Pistoletto

Prima Scena - La presentazione, 2009


LE AZIENDE: PERCORSI ECO-SOSTENIBILI THE COMPANIES: ECO-SUSTAINABLE PATHS

Cittadellarte invita trentadue aziende selezionate in base a criteri di sostenibilità di processo e/o di prodotto a proporsi nell’ambito di un evento internazionale in cui l’Arte, la Produzione e la Moda si incontrano sul terreno di un’economia basata sulla responsabilità sociale.

Cittadellarte invites thirty-two companies selected on the basis of product and/or process sustainability criteria, to present at an international event in which Art, Industry and Fashion meet in the terrain of an economy based on social responsibility.

70 Agenzia Lane d’Italia – Camera di Commercio di Biella p. 71 Alcantara S.p.A. p. 72 Arsalitartes S.C.A.R.L. p. 73 Avia S.p.A. p. 74 Berto E.G. Industria Tessile S.p.A. p. 75 Besani S.r.L. p. 76 Biella The Art of Excellence p. 77 Botto Giuseppe & Figli S.p.A. p. 78 Botto Poala S.p.A. p. 79 Canclini Tessile S.p.A. p. 80 Crespi 1797 S.p.A. p. 81 DBT Fibre S.p.A. p. 82 Erica Industria Tessile S.p.A. p. 83 Ermenegildo Zegna Holditalia S.p.A. p. 84 Evergreen S.r.L. p. 85 FeltrodiRo di Rosanna Bassani p.

86 Filatura e Tessitura di Tollegno S.p.A. p. 87 Lanificio Guabello p. 88 Italfil S.p.A. p. 89 Lane Bottoli S.r.L. p. 90 Lanificio F.lli Cerruti S.p.A. p. 91 Lanificio Puro Tessuto S.p.A. p. 92 Lanificio Subalpino S.r.L. p. 93 Lanificio Zignone S.p.A. p. 94 Loro Piana S.p.A. p. 95 Marchi & Fildi S.p.A. p. 96 Paolo Gilli S.r.L. p. 97 SAIMAI - Progetto Laos ONLUs p. 98 Seed di H. Maton p. 99 Successori Reda S.p.A. p. 100 Tessitura Ubertino S.r.L. p. 101 Vimar 1991 S.p.A. p. 102 Zegna Baruffa -Lane Borgosesia S.p.A. p.


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A g e n z i a L a n e d ’ I ta l i a – C a m e r a d i C o mm e r c i o d i B i e l l a V ia A ldo M oro 1 5 1 3 9 0 0 B iella - www . bi . camcom . it

PROGETTO VALORIZZAZIONE LANE AUTOCTONE del Piemonte Il Progetto “Valorizzazione Lane Autoctone” è finalizzato a sostenere gli allevatori delle aree rurali e montane svantaggiate, a favorire un utilizzo di una materia prima poco valorizzata e a risolvere un problema ambientale: parte delle lane locali vengono abbandonate nei pascoli. Il progetto ha inoltre lo scopo di incentivare la produzione di manufatti, secondo principi eco ed etico sostenibili, fortemente legati all’identità di un luogo e a dare una tracciabilità perfetta della provenienza e della lavorazione della lana.

Valorizzare le lane autoctone significa difendere l’ambiente, il paesaggio e la natura.

Sviluppo integrato del progetto: • Favorire il recupero di materie prime locali • Diversificare le attività produttive • Compatibilità ambientale, sociale • Sviluppo eco-etico sostenibile ed equo solidale • Certificazione sanitaria • Lana: un tessuto di pura natura • Conservazione dell’identità territoriale e della vocazione locale con la produzione di capi in lana che richiamino fortemente i luoghi di provenienza • Tracciabilità perfetta

Alcantara S.p.A. V ia

M ecenate

8 6

2 0 1 3 8

M ilano

ALCANTARA S.P.A.: LA SOSTENIBILITÀ È UN IMPEGNO Interamente realizzato in Italia, Alcantara ® è un materiale straordinario che racchiude valori d’uso come bellezza, morbidezza e facilità di manutenzione. Nella moda, chi sceglie Alcantara ® cerca l’eleganza contemporanea, la sperimentazione e la raffinatezza dei dettagli. Un lusso moderno, curato nei particolari e valorizzato dalle texture esclusive del materiale e da una vastissima scelta di colori. Alcantara S.p.A. conferma la sua leadership anche nell’etica economica, impegnandosi a diventare sostenibile attraverso la riduzione e compensazione del 100% delle proprie emissioni di CO 2 entro il 2009.

THE PROJECT TO VALORISE THE NATIVE WOOLS of Piedmont The aim of the “Indigenous Wool Valorisation” project is to provide support for sheep farmers in disadvantaged rural and mountain regions and encourage the use of a raw material previously considered of little value, as well as to solve an environmental problem created by the fact that much local wool is effectively abandoned in the pasturelands. The project also aims to offer incentives for the production of items based on sustainable ecoethical principles, with strong ties to the identity of a place, and to render the origin and processing of the wool itself perfectly traceable.

Integrated development of the project:

Valorising indigenous wool means defending the environment, the landscape and nature itself.

• Conservation of the territorial identity and the local vocation with the production of woollen items with strong ties to their places of origin • Perfect traceability

• To encourage the recovery of local raw materials • To diversify production activities • Environmental, social compatibility • Eco-ethically sustainable development, based on fair trading principles • Health certification • Wool: a fabric of pure nature

pura natura!

ALCANTARA S.P.A.: SUSTAINABILITY IS A COMMITTMENT Manufactured entirely in Italy, Alcantara® is an extraordinary material that brings together beauty, softness and easy maintenance. In the world of fashion, those who choose Alcantara® are looking for contemporary elegance, experimentation and refinement in details. Modern luxury, produced with care and valorised by the exclusive textures of the material and an incredibly vast range of colours. Alcantara S.p.A. is also a leader in terms of economic ethics, committed as it is to becoming totally sustainable through the reduction and 100% compensation of is carbon dioxide emissions by the end of 2009.

M I

www . alcantara . com

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A r s a l i ta r t e s S . C . A . R . L .

Avia S.p.A.

un ponte fra arte, artigianato, ricerca tessile e design la sua missione.

Ars alit Artes. Art gives wings to the arts

a bridge between art, crafts, textile research and design its mission.

V ia

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1 3 9 0 0

B iella

B I

www . avia . it

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photo e.amici

F razione B ianco 3 7 1 3 8 2 1 C amandona B I - www . A rsalitartes . com

Ars alit Artes. l’arte fa volare le arti

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la sfida di un team poliedrico e fuori schema, volta a sviluppare una filiera totalmente controllata, che vada dall’utilizzo di sole fibre naturali, attraverso tinture create ad hoc dalla propria coltivazione di piante tintorie, fino, in taluni casi, alla realizzazione del capo finito, a numero limitato e a zero impatto ambientale. una bottega neorinascimentale, dove il lavoro è umanizzato e la produzione responsabile. in ogni centimetro di tessuto, vivrà per sempre l’energia di chi l’ha creato. un tessuto quindi vivo, organico, biodinamico che non avrà mai incontrato altro che mani laboriose ed esperte. per rimanere ben focalizzati nel contemporaneo, Ars alit Artes metterà a disposizione dei designer e in totale sinergia con essi uno studio progettuale del tessuto, in un mix creativo dove passato e presente creeranno mood, disegnature, esperienze tattili e visive assolutamente uniche, e mai ripetibili.

the challenge of an exceptional, polyhedral team, aimed toward developing a totally controlled manufacturing chain, from the use of exclusively natural fibres, through colours created ad hoc from its own cultivations of plants used for dyes, up to, in some cases, even finished items of clothing, in limited numbers and with zero environmental impact. a neo-renaissance workshop, where work returns to a human level and production has responsibility. in every centimetre of cloth, the energy that created it will live forever. in a living, organic, biodynamic fabric that will never have seen anything other than the expert hands of the people that work it. to stay focused on the contemporary, in total synergy with designers Ars alit Artes offers a range of textile studies in a creative mix where past and present can create absolutely unique, unrepeatable moods, patterns, and visual, tactile experiences.

DREAMSPUN La grande stima per il Maestro Michelangelo Pistoletto e la convinzione che l’unione dell’Arte e del Fashion possa contribuire a promuovere i filati del sistema tessile biellese nel mondo, sono le ragioni per cui AVIA S.p.A. ha aderito a Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend.

Great esteem for Maestro Michelangelo Pistoletto and the conviction that the union of Art and Fashion can contribute to promoting the yarns of the Biellese textile system in the world, are the reasons why AVIA S.p.A is participating in Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend.


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B e r t o E . G . I n d u s t r i a T e s s i l e S . p. A .

Besani S.r.L .

V ia M azzini , 1 1 3 5 0 2 4 B ovolenta ( P D ) – www . berto . it

V ia per G allarate 5 0 / A 3 1 0 1 0 B esnate V A - www . besani . it

BERTO, L’ARTIGIANO DEL DENIM, TESSE UNA MODA ETICAMENTE RAFFINATA Grazie ad un know how centennale che unisce l’esperienza e le capacità dell’artigiano alle nuove tecnologie, Berto crea tessuti unici con l’utilizzo di materie prime organiche e di processi

produttivi a basso impatto ambientale, certificati da ICEA. La moda “responsabile” è una grandissima opportunità per la Berto, la cui mission è: Artigiani Fashion del Denim.

Dal 1969 Besani S.r.l. produce tessuti a maglia tinti e mercerizzati in filo 100% cotone Makò 70/2 “Filodiscozia” con oltre 135 colori base per lo sviluppo dei disegni, nobilitati da tintorie di lunga esperienza, sempre all’avanguardia nella ricerca e nella tutela dell’ambiente. Con macchinari di ultima generazione la Besani può considerarsi un punto di riferimento per l’alta qualità nel jersey di cotone. A garanzia del rispetto di tutti i requisiti umano-ecologici attualmente in vigore è stata tra le prime aziende certificate Oeko-Tex.

BERTO, THE craftsman OF DENIM WEAVES ETHICALLY REFINED FASHION Thanks to a hundred years of know-how that combines the experience and capacity of the artisan to adapt to new technology, Berto creates unique fabrics using organic raw materials

and low impact production processes, certified by the ICEA. “Responsible” fashion is a truly great opportunity for Berto, whose motto is: Fashion Craftsmen of Denim.

Since 1969 Besani S.r.l has been manufacturing knitted and mercerized fabrics in 100% Makò 70/2 “Filodiscozia” cotton in over 135 basic colours for developing designs, ennobled by dye works with long-standing experience, always at the cutting edge of research and the safeguarding of the environment. With the latest generation machinery, Besani can consider itself a reference point for high quality Jersey cotton. As a guarantee of its respect for all the human and ecological requirements currently in force, it is one of the first companies to be awarded Oeko-Tex certification.

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Biella The Art of Excellence V ia T orino 5 6

13900

B iella - www . biellat h eartofe x cellence . com

Ambasciatrice di eleganza e creatività nel mondo, la Fondazione Biella The Art of Excellence riunisce prestigiose aziende del distretto tessile biellese, da quelle impegnate nel trattamento del filato a quelle volte alla realizzazione del capo finito.

Ambassador of elegance and creativity to the world, the Biella The Art of Excellence Foundation brings together prestigious companies of the Biella textile district, ranging from those involved in the treatment of yarns to those who realize the finished articles.

Forte di rigorosi criteri etici e qualitativi che danno valore al territorio biellese, Biella The Art of Excellence promuove la diffusione di un prodotto senza eguali, fonte di ispirazione per i più grandi stilisti al mondo. L’eccellenza artigiana diventa cultura del “saper fare” e crea nuovo valore.

Made strong by the rigorous ethical and qualitative criteria that have given the district its value, Biella The Art of Excellence promotes the diffusion of a product without peer, and a source of inspiration for the greatest stylists in the world. Crafting excellence becomes the culture of “knowing how” and creating new value.

La tutela e la promozione della filiera tessile biellese, risultato di una cultura territoriale, di un modo di essere e di fare, fondato sull’affidabilità, nel pieno rispetto delle persone e dell’ambiente. La passione per arte, moda e design manifestata in questi anni dalla Fondazione esprime la volontà di dialogo costante con i gusti e le tendenze della contemporaneità. Venezia, Londra, New York, Hong Kong e Tokyo. La Fondazione sostiene alcune importanti manifestazioni culturali. Una menzione particolare va al Biella The Art of Excellence Award, prestigioso riconoscimento istituito nel 2007 per premiare personaggi di fama internazionale che diffondono l’eccellenza dei tessuti biellesi nel mondo.

The safeguarding and promotion of the Biellese textile industry, the result of a territorial culture, of a way of being and doing, founded on reliability, in full respect of people and the environment. The passion for art, fashion and design manifest in recent years by the Foundation expresses a desire for ongoing dialogue with the tastes and trends of contemporary society. Venice, London, New York, Hong Kong and Tokyo. The foundation supports numerous cultural events. Special mention goes to the Biella The Art of Excellence Award, a prestigious acknowledgement established in 2007 to award internationally recognised personalities who spread the excellence of Biellese fabrics throughout the world.

Botto Giuseppe & Figli S.p.A. V ia B . S ella 1 6 6 1 3 8 2 5 V allemosso B I – www . bottogi u seppe . com

Il tessuto a misura d’uomo La Botto Giuseppe & Figli in tutta la sua storia ha rispettato i valori di etica e sostenibilità, puntando sull’esperienza delle persone biellesi che di generazione in generazione li hanno saputi trasmettere con passione e professionalità. Tutto questo, con grande rispetto del territorio e dell’ambiente.

Fabrics on a human scale Throughout its entire history, Botto Giuseppe & Figli has always respected the values of ethics and sustainability, depending as is does on the experience of the people of the Biella district who generation after generation have handed down their knowledge with passion and professionalism, with the greatest respect for both the territory and the environment.

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B o t t o P o a l a S . p. A . V ia F rancesco C esone 1 5 1 3 8 5 3 L essona B I – www . bottopoala . it

Produciamo calore rinnovabile in cashmere

photo e.amici

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Botto Poala S.p.a. produce filati per maglieria e tessitura esclusivamente in lana, cashmere, seta e altre fibre naturali pregiate; la nostra è un’azienda certificata da “Tessile e Salute”, associazione che garantisce al consumatore finale la sicurezza e la trasparenza del prodotto tessile, sensibilizzandolo al contempo in merito ai valori etici, sociali ed ambientali espressi dal contenuto sia materiale che immateriale della produzione tessile. La concreta attenzione verso tali valori ci ha persuasi senza esitazione alcuna a partecipare a CITTADELLARTEFASHION Bio Ethical Sustainable Trend, pienamente convinti nella missione di sviluppare l’azienda e i suoi prodotti in modo responsabile.

Producing renewable warmth in cashmere Botto Poala S.p.a. produces yarns for knitwear and woven fabrics using only wool, cashmere, silk and other precious natural fibres; ours is a company certified by the “Textiles and Health” association that guarantees the safety and transparency of textile products for the final consumer, while making the consumers themselves more aware of the ethical, social and environmental values expressed in both the tangible and intangible content of textiles production. Our concrete attention to these values, and our total conviction to our mission to develop the company and its products with responsibility, persuaded us take part in CITTADELLARTE FASHION – Bio Ethical Sustainable Trend without a second thought.

Canclini Tessile S.p.A. V ia

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G u anzate

Canclini Tessile S.p.A., storica azienda comasca, è da sempre attiva nella sostenibilità ambientale ed etica. L’azienda è già da molti anni certificata sia sotto il profilo industriale, grazie al rispetto delle normative Okotex, che sotto il profilo sociale, grazie alla certificazione SA 8000. La certificazione Okotex, assicura che sui prodotti non siano presenti sostanze nocive per la salute dell’uomo e garantisce il consumatore finale sulla loro qualità umano-ecologica, mentre la certificazione SA 8000 garantisce il rispetto e la qualità della relazione tra il datore di lavoro e i suoi dipendenti. L’azienda partecipa inoltre al Progetto Impatto Zero (compensando il consumo di carta delle collezioni).

Canclini Tessile S.p.A. crede fermamente nel concetto di responsabilità, dedicando impegno, energie e risorse a una produzione che rispetti l’ambiente e la forza lavoro coinvolta e garantisca il consumatore finale sulla qualità tangibile ed etica dei suoi prodotti. Canclini Tessile S.p.A., a historic company based in the Lake Como region, has always been active in the field of environmental sustainability and ethics. The company has been certified for many years now, both in an industrial sense, thanks to its compliance with Okotex standards, and in a social sense, with its SA 8000 certification. Okotex certification assures that its products contain no toxic materials and guarantees their human and ecological quality for consumers, while SA 8000 certification guarantees respect and high quality relationship between employer and employees. The company is also taking part in the Zero Impact Project (compensating the paper consumption of the company’s collections).

Canclini Tessile S.p.A. firmly believes in the concept of responsibility, dedicating commitment, energy and resources in a production that respects both the environment and the workforce involved, and guarantees consumers about ethical and tangible quality of its products.

C O

www . canclini . it

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C r e s p i 1 7 9 7 S . p. A . V ia

C respi

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G h emme

N O

www . crespi 1 7 9 7 . it

DBT Fibre S.p.A. V ia P ietro Z ia 3 1 1 3 8 8 2 C errione B I – www . dbtfibre . com

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CRESPI 1797, L’ECCELLENZA italiana NEI TESSUTI NATURALI Tra i pionieri dell’industria tessile italiana, Crespi1797 è un’azienda familiare oggi alla settima generazione, da sempre sensibile alla tradizione e al rispetto dell’ambiente. Specialista nei tessuti naturali, leader nel lino, oltre a cotone, canapa, bambù, produce con ciclo verticalizzato un serio Made in Italy, investendo in continua ricerca tecnologica e innovazione stilistica, in stretta collaborazione con i nomi più importanti della moda e da vari anni operando in sinergia con il mondo dell’arte contemporanea per ispirazione e fonte di stile. Cittadellarte Fashion - Bio Ethical Sustainable Trend rappresenta per l’azienda una concreta opportunità, in perfetta sintonia con la propria filosofia, per promuovere e integrare la responsabilità sociale con lo sviluppo eco-sostenibile.

CRESPI 1797, ITALIAN EXCELLENCE IN NATURAL FABRICS Crespi produce una linea di tessuti in lino biologico, tinto pezza e tinto filo, certificati da Icea, che ne garantisce gli elevati standard in tutte le fasi di lavorazione (tessitura, tintoria e finissaggio). Crespi produces a collection of organic linen fabrics, yarn dyed and piece dyed, certified by ICEA, which guarantees the high standards at all stages of processing (weaving, dyeing and finishing).

Crespi1797 ha attuato e mantiene un sistema di rintracciabilità applicato alla Produzione Tessuti in Canapa Italiana conforme allo schema di certificazione “Etichetta di tracciabilità dei prodotti tessili” elaborato dal Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento S.p.A. Crespi 1797 has implemented and maintains a product traceability system applied to the production of fabrics in Italian hemp, in full compliance with the “Textile Product Traceability Label” certification scheme developed by the Cotton Textiles and Apparel Centre S.p.A.

One of the pioneers of the Italian textiles industry, Crespi 1797 is a family run company now in its seventh generation, and has always been highly aware of tradition and respect for the environment. Specialists in natural fabrics, and leader in the field of linen, as well as cotton, hemp and bamboo, the mill produces real Made in Italy entirely in-house, investing in ongoing technological research and stylistic innovation, in close collaboration with many of the leading companies in the field of fashion, and has been working in synergy with the world of contemporary art for many years now for its inspiration and sources of style. For this company, CITTADELLARTE FASHION - Bio Ethical Sustainable Trend represents a concrete opportunity to promote and integrate social responsibility with eco-sustainable development.

DBT FIBRE partecipa a Cittadellarte Fashion - Bio Ehical Sustainable Trend perché coglie con entusiasmo l’opportunità di accorciare le distanze tra i diversi attori della filiera tessile e di confrontarsi direttamente con le reali esigenze degli utilizzatori dei suoi prodotti, di far conoscere i suoi semilavorati industriali a un target molto ampio e non strettamente legato all’ambito produttivo e, non ultimo, di contribuire al rilancio del distretto filiero di Biella.

DBT FIBRE is taking part in CITTADELLARTE FASHION - Bio Ethical Sustainable Trend because with open arms it welcomes the opportunity to shorten the distance between the various players in the textile industry, to directly confront the real needs of the users of its products, and to spread the knowledge of its industrial semi-processed products to a broader target not strictly linked to the industrial context and, last but not least, to contribute to the re-launch of the Biella textile district.


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E r i c a I n d u s t r i a T e s s i l e S . p. A .

Ermenegildo Zegna Holditalia S.p.A.

V ia M assimo d ’ A zeglio 1 4 2 1 0 5 2 B u sto A rsizio V A - www . erica - it . com

V ia R oma 9 9 / 1 0 0 1 3 8 3 5 T rivero B I – www . zegna . com – www . agnona . it

Ermenegildo Zegna, che nel 1910 fondò l’omonimo gruppo a Trivero, nelle Alpi Biellesi, credeva fermamente che i prodotti di alta qualità fossero strettamente correlati alla bellezza dell’ambiente che li circonda e al benessere delle persone coinvolte nella produzione. Quasi cento anni dopo, quegli stessi valori continuano a rispecchiarsi nell’ethos del marchio e vengono messi in pratica. Le migliori fibre naturali, dalla lana al mohair fino alla preziosa vicuña sono ottenute grazie a rapporti di collaborazione con i produttori e i territori locali; il cashmere viene lavorato usando erbe e pigmenti naturali per ottenere colorazioni tenui ed esclusive e dà vita all’‘Oasi Cashmere’; le acque

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pure del Biellese, da sempre utilizzate nel ciclo tessile, alimenteranno, da fine 2009, due centrali idroelettriche che renderanno il Lanificio Zegna una fabbrica a emissioni zero. Ermenegildo Zegna si impegna inoltre a creare prodotti “intelligenti”, come ‘Ecotech’, ottenuto al 100% da materiali riciclati e ‘Elements’, un capo che, basandosi sullo studio di meccanismi naturali, si adatta alle condizioni esterne in maniera autonoma e mantiene regolata la temperatura del corpo. L’adesione al progetto Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend nasce quindi spontanea.

ERMENEGILDO ZEGNA: GREEN MIND GREEN SPIRIT

Erica ha caratterizzato la sua attività ponendo in posizione predominante la ricerca e lo sviluppo dei prodotti. Anni di studio nei disegni di stampa e relativo sviluppo delle varianti, con estrema attenzione ai colori, uniti all’utilizzo di fibre naturali, ha portato nel tempo ERICA a valutare come nuovo riferimento di ricerca l’abbinamento di prodotti e tecniche di lavorazione bio sostenibili.

Erica has characterised its activities by placing product research and development in a predominant position. Years of research into printed designs and the development of the corresponding variants, with extreme attention to solid colours and the use of natural fibres, has brought the company to valorise coordination as the new reference for research, through bio-sustainable products and production techniques.

Ermenegildo Zegna, who founded the Zegna group in Trivero in the heart of the Biellese Alps, fervently believed that high quality products were closely related to the beauty of the environment surrounding them and the well-being of the people involved in their production. Almost a hundred year later, those same values continue to shine through in the ethos of the brand, and are truly put into practise. The mill obtains the best natural fibres, from wool to fine mohair and precious vicuña through direct relationships with the producers and the local territories. The cashmere is processed using natural herbs and pigments to create the tenuous and exclusive colours of the “Cashmere Oasis”. As from the end of 2009, the pure waters of the Biella district that have always been used in the textiles production cycle will also be feeding two hydroelectric power stations that will make Lanificio Zegna into a factory with zero emissions.

Ermenegildo Zegna is also committed to creating “intelligent” products, like ‘Ecotech’, made from 100% recycled materials, and ‘Elements’, an item of clothing that, based on the study of natural mechanisms, adapts itself to any external conditions and naturally regulates body temperature. So, taking part in CITTADELLARTE FASHION – Bio Ethical Sustainable Trend was a perfectly natural choice.


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Evergreen S.r.L. V ia

S erpentiero

1 5

1 3 8 5 6

V igliano

FeltrodiRo di Rosanna Bassani B iellese

B I

V ia

R imembranze

3 0

2 0 0 3 6

M eda

M I

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“D

Peach Flake: from the bark of this tree a truly innovative ecological cellulose fibre

Evergreen: a small, rather, tiny reality in the world of textiles and Biellese industry, but grand for the commitment and determination it dedicates to the search for new product solutions that can attract and mobilize a market constantly in search of the new. Specialising in the production of excellent fabrics for formal men’s and - to a lesser extent women’s clothing, Evergreen manufactures innovative and distinctive fabrics, like Peach Flake, made from ecological cellulose fibre made from the bark of peach trees.

Rosanna

“A

fter many years in furnishing design, I decided to dedicate myself totally to my passion for wool, yarns and fibres in general for the production of clothing and furnishing accessories. My encounter with felt led me to discover a new and fascinating world, and ancestral calling that brought me back to colours, forms, creativity and a femininity belonging to a tradition lost in the arbores of time. I discovered the pleasure of making unique items, the health fatigue of handwork, the effort to produce full-bodied felt, the painstaking work to produce fine felt, the imperfection and uniqueness of things made entirely by hand, using ancient techniques to create new forms. A world that I felt was always within me, in which I finally felt at home. I chose to take part in CITTADELLARTE FASHION - Bio Ethical Sustainable Trend because I felt in total sympathy with the message of sustainability in which not brands or names, but projects, forms, materials and colours are the real protagonists. To think up products that don’t leave heavy scars on the environment we live in and through which to discover the true nature of textiles and their malleability. Once again, at Cittadellarte, I feel at home”. Rosanna

photo e.amici

Fiocco di pesco: dalla corteccia di questo albero una nuova fibra cellulosica ecologica

L’Evergreen: piccola, anzi piccolissima realtà del mondo tessile e industriale biellese, ma grande, per l’impegno e la determinazione che dedica alla ricerca di nuove soluzioni di prodotto che possano interessare e smuovere un mercato che ha sempre più bisogno di nuovo. Specializzata nella produzione di tessuti di eccellenza per l’abbigliamento formale maschile e – in misura ridotta – femminile, l’Evergreen realizza tessuti innovativi e diversi, come Fiocco di Pesco, ottenuto da una fibra cellulosica ecologica derivata dalla corteccia dell’albero di pesco.

opo molti anni trascorsi nell’arredamento di design decisi di dedicarmi totalmente alla passione per la lana, i filati, le fibre in genere, per produrre accessori d’abbigliamento e arredamento. L’incontro con il feltro mi fece scoprire un mondo nuovo e affascinante, un antico richiamo che mi riportava a colori, forme, creatività, a un femminile proprio di una tradizione persa nella notte dei tempi. Scoprii il piacere di realizzare capi unici, la sana fatica della manualità, la forza per produrre il feltro corposo, la minuziosità per il sottile, la pazienza necessaria a creare, l’imperfezione e l’unicità dell’interamente fatto a mano, con procedure antiche per forme nuove. Un mondo che mi sembrava di aver dentro da sempre, in cui mi sentivo finalmente a casa. Ho scelto di partecipare a CITTADELLARTE FASHION - Bio Ethical Sustainable Trend perché mi sento in totale sintonia con il messaggio di sostenibilità in cui non marchio o firma, ma progetti, forme, materia e colore sono i veri protagonisti. Per pensare a prodotti che non lascino tracce pesanti nell’ambiente in cui viviamo e attraverso i quali riscoprire la materia tessile e la sua duttilità. A Cittadellarte, una volta ancora, mi sono sentita a casa”.

FeltrodiRo

rosanna bassani


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F i l at u r a e T e s s i t u r a d i T o l l e g n o S . p. A . V ia

R oma

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1 3 8 1 8

T ollegno

B I

www . tollegno 1 9 0 0 . it

L A N A G AT T O : I N N OVAT I O N BY N AT U R E INNOVAZIONE, DINAMISMO, ATTENZIONE: LA FORZA DELLA SOSTENIBILITA’

INNOVATION, DYNAMISM, CARE: THE STRENGTH OF SUSTAINABILITY

Lana Gatto, attenta alle ultime tendenze della moda etica - “il buono si unisce al bello” - affianca al suo know how l’interesse per i processi di lavorazione ispirati allo sviluppo sostenibile. L’azienda Biellese utilizza pura lana merino, elemento perfetto perchè forgiato dalla natura: riciclabile, ecocompatibile ed eco-sostenibile.

Lana Gatto, with great attention to the latest trend in ethical fashion “combining the good with the beautiful” – accompanies its know-how with an interest for industrial processes inspired by the concept of sustainable development. This Biellese company uses pure Merino wool, a perfect element because forged by nature: recyclable, eco-compatible and eco-sustainable.

Filatura e Tessitura di Tollegno S.p.A. è conforme ai requisiti della norma per i sistemi di gestione per la qualità UNI EN ISO 9001:2000 (ISO 9001:2000). Filatura e Tessitura di Tollegno S.p.A. conforms to the quality management systems standars UNI EN ISO 9001:2000 (ISO 9001:2000).

Lanificio Guabello V ia XX I V M aggio 4 1 3 8 8 8 M ongrando B I – www . g u abello . it

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I t a l f i l S . p. A . V ia

R oma

3 6

1 3 8 7 2

B orriana

B I

Lane Bot toli S.r.L . www . italfil - lane . it

photo e.amici

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V ia della C aserma 1 3 1 0 2 9 V ittorio V eneto T V – www. lanificiobottoli . com

La nuova generazione della lana

Il rispetto dell’ambiente, l’etica nel lavoro, la valorizzazione delle risorse naturali Respect for the environment, ethics in the workplace, valorisation of natural resources

È stata una singolare coincidenza che l’iniziativa Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend nascesse proprio quando la nostra Azienda portava a compimento un progetto ispirato agli stessi principi. Il prodotto che abbiamo messo a punto rappresenta la sintesi del nostro lavoro e si può definire come “la nuova generazione della lana”. Si tratta di un filato derivato da fibra naturale che garantisce al tessuto un elevato comfort e che gli conferisce un aspetto nuovo e particolarmente attraente. È perfettamente lavabile ad acqua, prestandosi così anche alla realizzazione di capi che richiedono una facile manutenzione. L’attenzione dell’azienda alla sostenibilità ambientale è testimoniata anche dall’impianto fotovoltaico, uno dei maggiori del Biellese, in grado di produrre annualmente 250,000 kwh e ridurre l’emissione di 150 tonnellate di CO2.

New generation of wool It is a singular coincidence that the CITTADELLARTE FASHION – Bio Ethical Sustainable Trend project should start precisely when our Company is completing a project inspired by the same principles. The product we have developed represents the synthesis of our work, and could be defined as “the new generation of wool”. It is a yarn derived from natural fibre that gives fabrics a high level of comfort and an especially attractive new look. It is perfectly washable in water, and so perfect for the creation of easy maintenance articles of clothing. Company’s attention to environmental sustainability is well pointed out by the installation of photovoltaics, one of the largest in Biella and surroundigs, capable of generating 250.000 kwh annually, and reducing the emission of 150 tonnes CO2.

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Lanaitaliana stile di vita® Lanaitaliana stile di vita® affinché il passato viva nel futuro. so the past can live in the future. Lane Bottoli S.r.l. utilizza selezionate lane tosate da greggi merine italiane con una sapiente valorizzazione delle loro caratteristiche morfologiche; il tutto accompagnato ad una lavorazione ecologica che evita la tintura e altri trattamenti chimici. Ogni fase di lavorazione (filatura, tessitura, rifinizione) viene svolta in Italia presso il lanificio a ciclo completo di Bottoli, con la cura qualitativa ed estetica che contraddistingue i suoi prodotti. “È sorprendente come nella vita ci si possa emozionare, giorno dopo giorno, di tante immagini... anche di un candido gregge tranquillo al pascolo sull’Appennino o pigro nel seguire il greto del Piave. Ho desiderato condividere questa passione attraverso tessuti esclusivi che permettano di indossare un frammento della nostra storia di Italiani, quando le pecore di origine merina si fregiavano di nomi suggestivi: Sopravvissana, Gentile di Puglia, ecc.; qualità di lane eccellenti che duro lavoro e caparbio impegno ci hanno tramandato fino ad oggi, dandomi modo di proporre una collezione di tessuti ecologici ove, alle più selezionate lane italiane, ho aggiunto la nostra tradizionale esperienza tessile”. Roberto Bottoli

Lane Bottoli S.r.l. uses selected wool shorn from Italian merino sheep, wisely valorising the morphological characteristics of this prized material, all accompanied by ecological processes that avoid dyeing and other chemical treatments. Every phase of the manufacturing process (spinning, weaving, finishing) is carried out in Italy at the full cycle Bottoli mill, with the greatest care for quality and aesthetics that distinguishes all of its products. ““It’s surprising how in life we can be moved, day by day, by so many images... even that of a candid herd of sheep grazing with tranquillity in the pastures of the Apennines or lazily following the banks of the Piave. I wanted to share this passion through exclusive fabrics that let people wear a fragment of our Italian history, when the sheep of merino origin bore evocative names like Sopravvissana or Gentile di Puglia, etc.; excellent quality wools that hard work and stubborn commitment have handed down to modern times, giving me the opportunity to propose a collection of ecological fabrics, in which I have applied our traditional textile experience to the most select of Italian wools”.

Roberto Bottoli


L a n i f i c i o F. l l i C e r r u t i S . p. A .

Lanificio Puro Tessuto S.p.A.

V ia C ernaia 4 0 1 3 9 0 0 B iella – www . lanificiocerr u ti . com

V ia M arconi 6 2 1 3 8 3 5 T rivero B I – www . lanificiop u rotess u to . it

L’attrazione reciproca fra ARTE E TESSUTO è di per sè un valido motivo per sostenere il progetto Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend. Poi c’è il particolare contesto territoriale nel quale Cittadellarte è inserita. I suoi locali in passato hanno visto persone occuparsi di tessuti e qui il pensiero va all’aggettivo etico, rispettoso, fare industria nel rispetto degli altri: maestranze, fornitori, clienti. Se ci si affaccia dalle finestre dell’istituzione si vede un torrente dalle acque chiare. NON SI PUÒ FARE INDUSTRIA SENZA PENSARE ALL’AMBIENTE, SENZA PENSARE AL DOMANI. Il Lanificio Cerruti ha creato un rapporto armonico con l’ambiente che lo circonda, basato sul rispetto delle regole e su un processo produttivo sostenibile. L’azienda ha adottato tutte le iniziative necessarie al fine di eliminare il proprio impatto ambientale con soluzioni mirate su tutti i comparti. è stato studiato e attuato un piano di razionalizzazione delle lavorazioni basato sulla riduzione dei consumi e sul riutilizzo delle acque di scarico. è stato predisposto un trattamento biologico delle acque reflue talmente efficiente da consentire all’azienda di riversare le acque direttamente nel fiume circostante (d.lgs 152 del 2006 e s.m.i.) mantenendo il deflusso minimo vitale del fiume senza incidere sull’ecosistema. Trattamenti specifici sono stati attuati per il trattamento dell’aria e delle polveri. Inoltre nel 2010 il Lanificio F.lli Cerruti installerà un impianto di cogenerazione al fine di soddisfare il proprio fabbisogno energetico utilizzando come combustibile olio vegetale. Partecipare al progetto Cittadellarte Fashion con Oxygen, tessuto che impiega solo fibre naturali e con il BioCashmere, prodotto che ha ottenuto la certificazione di Tessile e Salute, è stata un’ottima occasione per promuovere l’impegno del Lanificio Cerruti verso l’ambiente e verso una moda sostenibile. Lanificio Cerruti has created a harmonic relationship with the environment that surrounds it, based on respect for the law and a sustainable production process. The company has acknowledged and adopted all initiatives necessary for eliminating its environmental impact through targeted strategies in all areas. This included the study and implementation of a rationalization plan for all processes based on reducing consumption and reusing waste water. All waste water undergoes a biological treatment so efficient it allows the company to drain it directly into the river beneath the mill (legislative decree 152 dated 2006) helping to maintain the river itself without detriment to its ecosystem. Similar specific treatments have also been implemented for the air and other solid waste products. Moreover, in 2010, Lanificio F.lli Cerruti will be installing a cogeneration plant to meet its own energy needs using vegetable oil as fuel. Taking part in the Cittadellarte Fashion project with Oxygen, a fabric that uses exclusively natural fibres, and with BioCashmere, a product that has been awarded Tessile e Salute certification, is a great opportunity to promote the commitment of Lanificio Cerruti to the environment and toward a new, sustainable fashion. photo e.amici

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The reciprocal attraction between ART AND TEXTILES is in itself a valid reason for sustaining the CITTADELLARTE FASHION – Bio Ethical Sustainable Trend initiative. Then there is the particular context in which Cittadellarte is set. In the past, its spaces have seen people working with textiles and here are thoughts go out to the adjectives ethical, respectful, creating industry with respect toward others: workers, suppliers, customers. Looking out of the Foundation’s windows we see a river of pure waters. INDUSTRY CANNOT BE CREATED WITHOUT CARE FOR THE ENVIRONMENT, WITHOUT THINKING OF THE FUTURE.

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Lanificio Subalpino S.r.L.

L a n i f i c i o Z i g n o n e S . p. A .

V ia R oma 1 1 3 8 5 2 C erreto C astello B I – www . lanificios u balpino . com

F razione B oero M onti 3 1 3 8 2 3 S trona B I – www . zignone . it

Sii con me CO-PRODUTTORE! Rispetta la terra madre, l’ambiente, la produzione

Be CO-PRODUCER with me! Respect mother earth, the environment, production

“Abbiamo accolto con grande soddisfazione che sul nostro territorio ci fosse un’iniziativa come quella di Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend. Oltre a un’occasione per rendere le nostre strutture produttive visibili anche sotto aspetti più sensibili all’ambiente, troviamo importante per Biella e i suoi dintorni creare sinergie tra diversi settori come, in questo caso, arte e produzione, rivolte a far conoscere il territorio e a incrementare il turismo”. (Lanificio Zignone)

“We’re really happy that there’s an initiative like Cittadellarte Fashion – Bio Ethical Sustainable Trend in our district. As well as offering the opportunity to give the more environmentally sensitive aspects of our production greater visibility, we think it’s important for Biella and the entire district to create synergies between different sectors, art and production in this case, to give the territory in general more visibility and increase tourism”. (Lanificio Zignone)

ECOS tessuto di cotone biologico organico

ECOS Biological organic cotton fabric

Il Lanificio Subalpino produce un tessuto di cotone organico d’origine e coltivato biologicamente, tinto con procedimenti che rispettano l’ambiente minimizzando l’inquinamento e che garantiscono la non tossicità a contatto con la pelle. Il finissaggio, anch’esso rigorosamente eco-compatibile, è a base di aloe e conferisce al tessuto caratteristiche di piacevolezza analoghe a quelle dei migliori cotoni. Il tessuto è lavabile a basse temperature.

Lanificio Subalpino produces a fabric using organic cotton cultivated biologically, dyed using methods that respect the environment by minimising pollution and that guarantee absolute non-toxicity in contact with the skin. The finishing process, which is also strictly eco-compatible, is based on natural aloe and gives the fabric a softness comparable to the very best cotton. The fabric is washable at low temperatures.

Aderiamo anche noi alla Bio Philosophy!

We too have accepted Bio Philosophy!

Bio Philosophy: • Cotone biologico organico coltivato con metodi che integrano conoscenze antiche e moderne per ridurre l’impatto delle attività agricole sull’ambiente e sulla salute degli agricoltori. • Equità sociale e rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori lungo tutta la filiera con il riconoscimento di giusti salari e condizioni ambientali dignitose. • Rispetto dell’ambiente tramite l’impegno di tecnologie e processi di tintura ottimizzati che minimizzano gli inquinamenti e salvaguardano le risorse idriche. • Non tossicità a contatto con la pelle per garantire la salute umana, riducendo il rischio di allergie e malattie. • Sofficità e benessere con la consapevolezza di un prodotto migliore ecocompatibile perché contribuisce allo sviluppo sostenibile.

Bio Philosophy: • Biological organic cotton cultivated with methods that combine ancient and modern know-how to reduce the impact of agricultural activities on the environment and the health of farmers. • Social equity and respect for the fundamental rights of workers throughout the entire production chain, with just salaries and dignified working conditions. • R espect for the environment through the use of dyeing techniques and processes that minimise pollution and safeguard water resources. • Non-toxicity in contact with the skin to safeguard human health, reducing the risk of allergy and illness. • Softness and well-being with the awareness of a better, eco-compatible product that contributes to sustainable development.

photo e.amici

photo e.amici

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L o r o P i a n a S . p. A . C orso R olandi 1 0 1 3 0 1 7

Q u arona S esia V C – www . loropiana . com

Loro Piana: La Tradizione del Lusso

Loro Piana: The Tradition of Luxury

Loro Piana opera nel settore dei beni di lusso facendo della qualità senza compromessi la sua missione. Per sei generazioni l’azienda ha fornito tessuti di cashmere e di lane esclusive ai consumatori più sofisticati ed esigenti, divenendo così il maggior trasformatore di cashmere e il più grande singolo acquirente delle lane più fini al mondo. Da oltre vent’anni, nel rispetto della stessa tradizione di eccellenza, offre agli stessi clienti finali, di cui conosce profondamente esigenze e stile di vita, linee per donna, uomo e bambino, complementi per la casa, accessori e regali. Questi prodotti esclusivi - realizzati negli stabilimenti di proprietà - sono distributi attraverso la propria rete mondiale di negozi gestiti direttamente e presso i migliori punti vendita multimarca.

Loro Piana operates in the luxury goods sector with quality without compromise as its mission. For six generations the company has supplied cashmere fabrics and exclusive wools to the most sophisticated and demanding of its customers, to become the largest transformer of cashmere and the largest single purchaser of fine wools in the world. For over twenty years, in respect of the same tradition of excellence, it has offered its customers, whose needs and lifestyles it knows extremely well, lines for men, women and children, household furnishings, accessories and gifts. These exclusive products – realized in its own establishments – are distributed through its own international network of directly managed shops and at many of the best multibrand stores.

M a r c h i & F i l d i S . p. A . V ia M aestri del L avoro 4 / A 1 3 9 0 0 B iella B I – www . marc h ifildi . com

I filati ecotec® si ottengono mediante un processo di riciclaggio ecologicamente avanzato che utilizza gli scarti di lavorazione dei capi di maglieria di cotone pretinti, mediante un procedimento inteso a rigenerare le fibre, eliminando così lo smaltimento di tali materiali negli inceneritori delle discariche pubbliche responsabili dell’inquinamento ambientale e riducendo lo sfruttamento delle risorse ambientali e l’uso dei pesticidi per la ricoltivazione di cotone nuovo. Poichè i colori restano quelli originari dei tessuti riciclati, i processi di tintura vengono eliminati, riducendo fino al 90% il consumo di prodotti chimici, acqua ed energia (per tingere 1 kg di filato di cotone vengono utilizzati 112 lt di acqua e consumati mediamente 8,65 kw di elettricità).

ecotec® yarns are spun from an ecologically advanced recycling process which uses the excess cotton fabric of newly made garments pre-dyed, putting in process an operation for regenerating and thus preventing the destruction of the materials in the incinerators of public dump responsible of the environmental pollution and reducing the exploitation of environmental resources and use of pesticides for the re-cultivation of new cotton. Since the colors are those of the previous life of the recycled fabrics, the dyeing processes are eliminated, reducing up to 90% the consumption ofdye-stuf, other hazardous chemicals, water and Energy (to dye 1 kg of cotton yarn are used 29,5 gallons of water and consumed on average 8,65 kw electricity).

Perchè “moral fiber”

Why “moral fiber”

ecotec® è amico dell’uomo e ogni anno sostiene un progetto umanitario a favore dei Paesi sottosviluppati, contribuendo ad offrire un futuro migliore a chi vive nella povertà e conferendo a questo prodotto ecologico un significato altamente morale. ecotec® è il prodotto ecologico che apporta un significativo contributo ambientale e sociale.

MATERIE PRIME

RAW MATERIALS

Loro Piana è l’acquirente di riferimento per qualità e quantità sui mercati d’origine delle materie prime più pregiate: in Cina e Mongolia per il cashmere, in Australia e Nuova Zelanda per le lane merino, in Perù per la vicuña.

As a buyer, Loro Piana is the reference point for quality and quantity on the sources markets for the most highly prized raw materials: in China and Mongolia for cashmere, in Australia and New Zealand for merino wool, and in Perù for vicuña.

Cashmere La società è presente con strutture proprie in Cina, a Pechino, e in Mongolia, a Ulan Baatar con la Loro Piana Mongolia Ltd. Nate con l’obiettivo di monitorare l’offerta di cashmere nel bacino d’origine, si occupano di verificare qualitativamente tutti i lotti di materia prima in partenza per gli stabilimenti nel mondo, nonché di assistere il vertice del gruppo nell’instaurare e nel mantenere contatti diretti in quell’area con enti governativi e con i maggiori operatori. Sempre in Mongolia, a Ulan Baatar, nel 1999 è stato acquisito un impianto di ejarratura per eseguire sotto diretto controllo il primo trattamento di nobilitazione del cashmere, al fine di preservare le straordinarie qualità della fibra.

Cashmere The company is present with its own structures in Peking, China, and in Mongolia at Ulan Baatar with Loro Piana Mongolia Ltd. Established with the aim of monitoring the supply of cashmere at source, these companies quality check all lots of raw materials departing for the factories throughout the world, and assist the management of the group in establishing and maintaining direct contacts in the region with government authorities and the largest operators in the sector. Again in Mongolia, at Ulan Baatar, a de-hairing plant was purchased in 1999 to allow the company to directly control the first process in the cashmere production process and preserve the extraordinary quality of the fibre.

Merino In Australia e in Nuova Zelanda, da anni Loro Piana è uno dei maggiori acquirenti delle migliori lane merino extrafini (al di sotto dei 12 micron). Partecipando direttamente alle aste, Loro Piana si garantisce l’acquisizione costante delle cosidette Top Line-1PP, ossia i lotti che rappresentano la miglior selezione stagionale della tosa. Alcune di queste balle hanno stabilito, nel corso delle ultime stagioni, dei veri e propri record di finezza, diventando delle World Record Bale, dalle quali Loro Piana produce esclusivi tessuti in serie limitata.

Merino In Australia and in Nuova Zelanda, Loro Piana has for years been one of the largest buyers of the best extrafine merino wool (below 12 microns). Taking part directly in the auctions, Loro Piana assures itself a constant supply of Top Line-1PP, meaning the lots that represent the best selection of the season. Over recent seasons, many of these bales have established real records for fineness, to become World Record bales from which Loro Piana produces exclusive fabrics in limited series.

Vicuña In Perù, mercato di approvvigionamento della preziosa Vicuña, Loro Piana da anni intrattiene rapporti diretti con il governo, con il quale ha collaborato attivamente nel finalizzare un’operazione senza precedenti per salvare l’animale dall’estinzione.

Vicuña In Perù, the source of precious Vicuña, Loro Piana has had direct relations with the government, actively collaborating in unprecedented operations aimed at protecting this animal from extinction.

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Cartellini I cartellini ecotec® garantiscono la qualità e la sostenibilità. del prodotto

ecotec® is human friendly and every year sustains a humanistic project which involves the Third world Countries generating a better future for those who stilllive in a poverty reality and giving to this ecological product highly moral signiflcance. ecotec® is the ecological product that offers a signiflcant environmental and social contribution.

Hangtags ecotec® hang tags guarantee the quality and the sustainability of the product.

Certificato di conformità - Conformity Certificate n°CTC0026A

ecotecproject.com


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Paolo Gilli S.r.L . V ia

R oma

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G allarate

SAI M AI - P r o g e t t o L a o s ONLU s V A

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T orino

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per uno sviluppo u m ano e sostenibile nelle aree pi ù povere d el L aos L’associazione SAIMAI - che in laotiano significa “filo di seta”, ma volendo si può leggere come sfida (sai mai che…!) - contribuisce in Laos allo sviluppo globale dell’individuo, della comunità e dell’ambiente in modo etico ed eco-consapevole. Attualmente, tra i settori di sviluppo di cui si è occupata, il più avviato è il settore TESSILE, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare la produzione della seta, garantendo alle donne coinvolte nella filiera un maggiore potere economico e la gestione oculata dei proventi. Parte del ricavato va alla donna e parte viene depositato in una “cassa di solidarietà”, gestita dal consiglio del villaggio per garantire assistenza sanitaria alle partorienti e servizi medici per la donna e la sua famiglia. In passato la coltivazione del gelso, l’allevamento dei bachi, la filatura e la tessitura della seta erano una pratica molto diffusa in quasi tutto il Laos. Ora queste attività sono concentrate quasi esclusivamente al nord, mentre al sud del Paese sono andate perse in conseguenza alla guerra del Vietnam che coinvolse, suo malgrado, il Laos. Dopo tre anni di ricerche per identificare e analizzare la produzione artigianale nelle aree del Paese maggiormente rappresentative e, in particolare, tecniche, strumenti, materie prime, capacità produttive, conoscenze tecniche e professionali, Paola Galfione Barozzo, designer e vicepresidente di SAIMAI - Progetto Laos, ha creato alcune collezioni in collaborazione con le donne laotiane. La prima collezione, più tradizionale, comprende tessuti con il filato di seta, la seconda è una combinazioni materica sperimentale tra il filato di seta e quello

realizzato con la carta di gelso (posa). La terza collezione comprende prodotti in cotone con intagli e ricami tipici delle etnie Hmong. Le collezioni sono state ideate nel rispetto della facile reperibilità dei materiali locali, della manualità delle donne, della semplicità di fabbricazione, delle tecniche di tessitura tradizionali e manuali e delle tinture con prodotti naturali reperibili nelle immense e incontaminate foreste. Tutti i prodotti sono realizzati a “emissione zero”. Infatti gli scarti del ciclo produttivo sono utilizzati per attività successive: - i gelsi, richiesti per l’allevamento dei bachi, producono ottime more - dalle foglie si ricava un tè dalle proprietà medicamentose - dai bozzoli, dopo avere “filato” la seta, rimangono le crisalidi, ottima fonte di proteine - l a sericina, prodotta durante la filatura, entra nella catena alimentare della fauna ittica - i rami dei gelsi sminuzzati forniscono un ottimo substrato per alcuni funghi edibili - i gelsi vengono spesso piantati in terreni non utilizzati per altri scopi (lungo ruscelli e confini), assorbono CO2 e possono essere associati ad altre piante per conservare la biodiversità. I proventi ricavati dalla sericoltura e dalle successive lavorazioni riducono la necessità della popolazione di recarsi nelle foreste a caccia di animali (spesso protetti) e altri prodotti commestibili e contribuiscono a eliminare le pratiche di “slash & burn”, ancora molto diffuse.

For hu m an an d sustainable d evelopm ent in the poorest areas o f L aos In Laos, the SAIMAI association – which in the language of Laos means “silken yarn”, but that in Italian could also be read as a challenge (you never know....!) – contributes to the global development of the individual, the community and the environment in an ethical and eco-aware manner. At present, of the development sectors it deals with, the most advanced is the TEXTILES sector, with the aim of recuperating and valorising the production of silk, and to assure the women involved in the industry greater economic power and the wise management of profits. Part of the profits indeed go to the women and part is deposited in a “solidarity fund”, managed by the village councils to provide health care and medical services for women and their families. In the past the cultivation of the mulberry bush, rearing silkworms, and the spinning and weaving of silk was very widespread in almost all Laos. Now these activities are almost exclusively concentrated in the north, while in the south of the country these practises were lost as a consequence of the Vietnam war that unfortunately also involved Laos. After three years of research to identify and analyse artisan production in the most representative areas of the country and, in particular, methodologies, tools, raw materials, production capacity and technical and professional know-how, Paola Galfione Barozzo, designer and vice-president of SAIMAI - Progetto Laos, has created a number of collections in collaboration with the women of Laos. The first, most traditional collection, includes fabrics woven with silk yarn, the

second is an experimental combination of silk yarn and mulberry paper. The third collection includes cotton products with the the traditional inlays and embroideries of the Hmong people. The collections were conceived on the basis of the availability of local materials, the handicraft of the women, simplicity of manufacture, traditional and manual weaving techniques and dyeing with the natural products offered by the immense and uncontaminated forests of the country. All the products are realized with “zero emissions”. Indeed, all waste from the production cycle is used for subsequent activities: - the mulberries used to rear the silkworms produce excellent berries; - the leaves can be used to make tea that has medicinal properties; - after “spinning” the silk, the chrysalides left over are an optimal source of protein; - the sericin produced during the spinning process enters into the food chain of the local fish; - once ground-up the mulberry branches provide an ideal substrate for growing edible mushrooms; - the mulberry bushes themselves are often planted on land not used for any other purpose (along streams and borders), absorb CO2 and can be associated with other plants to help conserve biodiversity. The profits made from silk cultivation and the subsequent processes reduce the population’s need to hunt animals (often protected species) in the forests, and contribute to eliminating the still very widespread practise of “slash and burn”.


S e e d d i H . M at o n C ascina R iazzolo R io del S ole 2 0 0 8 0

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La nostra Maglia di cotone è di qualità biodinamica. Il cotone è prodotto e lavorato in Sekem, Egitto. Our cotton jersey has biodynamic quality. The cotton is produced and processed in Sekem, Egypt.

MODELLI SENZA TEMPO TIMELESS FASHION

Tessiamo a mano secondo il tempo naturale. We weave by hand, according to natural time.

Successori Reda S.p.A. MI

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www . reda . it

La Tintura è vegetale ed è realizzata artigianalmente più volte sui singoli capi. O ur d y e s ar e v e ge t ab le b a s e d an d ap p lie d by h an d s e v e r al t im e s t o t h e in di v idual i t e m s .

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Il Lanificio Reda, che fa del rispetto per l’ambiente un obiettivo imprescindibile, sposa con vivo interesse il progetto Cittadellarte Fashion - Bio Ethical Sustainable Trend. I valori di eco-sostenibilità guidano infatti da sempre la produzione Reda che, partendo dalle fattorie di proprietà in Nuova Zelanda, gestisce e controlla direttamente nello stabilimento di Valle Mosso tutta la filiera produttiva, dal vello iniziale al tessuto finito. Reda, a sostegno del suo impegno “verde”, è l’unico lanificio al mondo certificato Emas, sistema di eco-gestione, che offre maggiori garanzie di sicurezza e una razionalizzazione dei processi di produzione al fine di ridurre a zero l’impatto ambientale.

Lanificio Reda, which makes respect for the environment an inescapable objective, takes part in the CITTADELLARTE FASHION - Bio Ethical Sustainable Trend project with active interest. The values of ecosustainability have indeed always guided the production of Reda that right from the farms in New Zealand directly manages and controls all aspects of the textiles production cycle at its mill in Vale Mosso, from the raw fleece to the finished fabric. To qualify its “green” commitment, Reda is the only woolen mill in the world certified Emas, an ecological management system that offers greater guarantees of safety and rationalization of its production processes in order to reduce its environmental impact to zero.

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Tessitura Ubertino S.r.L. F razione

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Vimar 1991 S.p.A. T rivero

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Zegna Ba r uffa - L a n e B o r g o s es i a S. p. A . V ia B . S ella 1 4 0 1 3 8 2 5 V alle M osso B I

La qualità è sempre di moda Quality is always in fashion

-

www . bar u ffa . com

La Manifattura Lane Borgosesia nasce sulle rive del fiume Sesia nel 1850. Il 1974 è l’anno della svolta: l’azienda viene acquisita da Zegna Baruffa - a Valle Mosso dal 1924 - per far fronte ad un forte incremento di ordinativi. L’attuale Zegna Baruffa Lane Borgosesia è una manifattura dal volto etico che fa della sua storia un’esperienza non solo di lavoro, ma di cultura sociale e urbanistica insieme. La coscienza eco-sostenibile dell’azienda segna l’orientamento delle sue maestranze verso la ricerca di fonti di approvvigionamento eco-compatibili, il raggiungimento di certificazioni dei processi di lavorazione, la definizione di una comunicazione aziendale capace di indirizzare le scelte dei consumatori su filati 100% naturali. Un’azienda che si serve della tecnologia e di 150 anni di know how per far rivivere i materiali più classici, come la lana e il cashmere, attraverso nuove qualità sensoriali e performative e per creare nuovi “prodotti”. Ecowool, Ecobambù, Limited Edition sono le eccellenze eco-sostenibili delle Collezioni “Baruffa” e “B-Exclusive”,

ottenute da un severo controllo di tutta la filiera produttiva. Sostenibilità ambientale per Zegna Baruffa Lane Borgosesia è ricerca di nuove qualità di vita, è sofisticazione dei materiali come realizzazione di nuovi equilibri tra tecnologico e naturale, è la natura come ritorno alle origini e al nuovo rapporto con l’essenza della materia. L’attenzione all’ambiente e alla salute è valore aggiunto per l’impresa e responsabilità sociale dell’imprenditore, un pensiero condiviso da Alfredo Botto Poala che ritiene possibile coniugare alla logica del profitto, l’eco-sostenibilità dei prodotti. La domanda di prodotti di qualità eco-sostenibili, altro non è che il bisogno di ripensare la natura dove l’ambiente va inteso come risorsa da conservare e rispettare. L’impegno di Zegna Baruffa Lane Borgosesia sta già andando in questa direzione con la certificazione Gots - IMO CH per Ecowool e con un sistema integrato di gestione di tutte le procedure per il controllo degli impianti coinvolti nel ciclo produttivo.

Manifattura Lane Borgosesia was established on the banks of the river Sesia in 1850. 1974 was the year of the great turnaround: the company was purchased by Zegna Baruffa – operating in Valle Mosso since 1924 – to cope with a sharp increase in orders. The actual Zegna Baruffa Lane Borgosesia is a mill with an ethical vision that uses its history an experience not simply in terms of production, but of social and urban culture as well. The eco-sustainable conscience of the company shows the propensity of its workforce to search for eco-compatible sources of material, to achieve certification of the mill’s processes and to define company communications capable of addressing the choices of its consumers to 100% natural yarns. It is a company that makes use of contemporary technology and 150 years of knowhow to breathe life into the most classic of materials like wool and cashmere, through new sensorial and performance qualities and to create “new” products. Ecowool, Ecobambù, Limited Edition are the eco-sustainable excellences of the “Baruffa” and “B-Exclusive” collec-

tions, obtained through the strictest of controls on the entire production cycle. Environmental sustainability for Zegna Baruffa Lane Borgosesia means searching for new qualities of life, and sophisticated materials, just as the realization of new balances between the technical and the natural, nature as a return to the origins and new relationships with the essence of the material. Care for the environment and health means value-added for the company and the social responsibility of the entrepreneur, a philosophy shared by Alfredo Botto Poala who firmly believes it is possible to conjugate the logic of profit with the eco-sustainability of the product. The demand for quality eco-sustainable products is nothing other than the need to rethink nature, where the environment is understood as a resource to conserve and respect. The commitment of Zegna Baruffa Lane Borgosesia is already travelling in this direction through Gots – IMO CH certification for Ecowool and through an integrated management system for all procedures for monitoring the machinery involved in the production cycle.


B.E.S.T. fashion catalog  

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