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IMPRONTE

2/2013 

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societa’ e diritti: GIOVANI E FUTURO

MEDIUM

Il tempo delle parole

Fino a qualche anno fa, la scoperta del web per un/a ragazzo/a voleva dire poter usare i servizi di instant messaging, avere un proprio blog dove scrivere interminabili paturnie adolescenziali, e già tutto ciò sembrava qualcosa di incredibile e potentissimo. Ora è un po’ diverso. Twitter, Tumblr, Istangram: la generazione di blog che pullula al momento e che va tanto di moda è basata su brevi messaggi di 140 caratteri o a chi comunica condividendo immagini o gif. Più che blog, social network. Piazze -fatte di vetrine- virtuali. La scorsa generazione di blog era invece rivolta a chi ama scrivere. Un esercito di blogger che cresce in modo esponenziale ogni ora. In brevissimo tempo però la società che venera le immagini e l’immediatezza dei messaggi brevi ha aperto a molti un mondo nuovo e colorato fatto di foto vintage in cui tutto sembra bellissimo e in cui entrare è molto più facile che uscire. E dove il desiderio basilare è quello di essere visti, guardati, piaciuti e commentati. E fu così che tanti blog sono stati chiusi e persi per sempre nella stratosfera del web (come il buon vecchio Live Space messo a disposizione dal caro Messenger). Scrivere? C’è chi continua a farlo, e c’è chi ha creato uno spazio per premiare le parole, e ottenere la rivincita. I blogger non sono scomparsi e i blog crescono esponenzialmente ogni ora. Il popolo di chi ci scrive e chi legge sembra però non essere lo stesso. Sembra che i giovani, nel momento di socializzazione con la rete, siano più attratti da altre tipologie di spazi virtuali. Che ai ragazzi leggere piace poco non è proprio una grande scoperta. Basta pensare che secondo gli ultimi dati Istat sulla lettura in Italia è emerso che un italiano su due

La nuova piattaforma Medium è un’aggregatrice di blog dove il primo piano non è riservato alle immagini bensì alla qualità della scrittura. si dichiara “non lettore”, dove per lettore si intende chi legge almeno un libro all’anno. Così le audience si diversificano. Chi legge e chi guarda le immagini. Chi scrive e chi scatta foto. Chi fa entrambe. Internet permette di scegliere di che cosa servirsi. Si sceglie, e facendolo, inevitabilmente spesso si esclude. All’italiano su due che invece si dichiara “lettore” potrebbe interessare una notizia che arriva dagli Stati Uniti e che è stata ripresa e pubblicata dal settimanale Internazionale il 14 giugno scorso. L’articolo parla della nascita di “Medium”, un nuovo aggregatore di blog che punta alla qualità della scrittura. “Anche le immagini sono importanti, ma noi abbiamo preferito concentrarci sul testo.

Siamo consapevoli del successo di Tumblr, ma medium è ispirato ad altri elementi”, ha detto il fondatore, Evan Williams. Per ora Medium è ancora in versione beta e si può accedere tramite invito. La home page del sito è composta dai post consigliati dagli editor e dagli utenti su qualsiasi argomento: consigli pratici, opinioni, recensioni, storie personali, discussioni sul giornalismo e tutto il resto. Al momento, per postare bisogna essere invitati, ma è possibile lasciare commenti. Il blog nasce negli Stati Uniti e per ora non esiste una versione italiana, il che significa che la maggior parte dei post sono in lingua inglese. Aprendo il sito, sulla sinistra compare un’immagine con il nome della pagina e

una sorta di slogan: ”A better place to read and write things that matter” che spiega di che cosa si tratta, ovvero di “un posto migliore dove leggere e scrivere cose che contano”. Sempre nel sito vengono spiegati i tre caposaldi che hanno generato l’idea: Medium ti permette di concentrarti sulla parole, è collaborativo (nel senso che è costruito come una rete e consente ai blogger di lavorare insieme) e ti aiuta a trovare la tua audience. Un altro elemento che contraddistingue medium dalla concorrenza è il suo impegno a valorizzare i post migliori, non solo i più letti, attraverso una combinazione di analisi editoriali e algoritmiche che rende possibile la diffusione dei post in base alla loro qualità. Al momento Medium ha attirato utenti di alto profilo perché è considerato ancora una piattaforma nuova ed esclusiva. In realtà il blog non è nato a questo scopo ma per essere una fonte di ispirazione per tante persone, spingendole a condividere le proprie idee. Non si possono prevedere ancora le conseguenze di questo tentativo di rivincita delle parole. Se i social dove si condividono più pensieri che foto prenderanno il sopravvento o se invece rimarranno stanze in cui si incontra in modo esclusivo chi ha deciso di entrare. Certo però, è bello pensare che il web offra spazi per interazioni e scambi più “umani” con il tempo e la profondità che serve. E che si superi questa idea che qualche foto instagrammata accompagnata da qualche citazione di dubbia provenienza possa sostituire l’universo di sfumature che ognuno si porta dentro.

IMPRONTE CISL 2013 n. 2  
IMPRONTE CISL 2013 n. 2  

Periodico trimestrale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori-FPS Comune di Padova

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