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COMUNICATO STAMPA PREOCCUPAZIONE TRA GLI OPERATORI DEL CO.GE.S.A.

Ad inizio agosto le lavoratrici e i lavoratori del CO.GE.SA si sono riuniti in assemblea sindacale per affrontare i problemi del settore. Nello specifico, le segreterie provinciali del pubblico impiego con le RSU, hanno preso in esame le problematiche relative al settore socio assistenziale alla luce del Decreto legge 95/2012 e del Disegno di legge regionale 192 (la cui approvazione è prevista a settembre), e le conseguenti ricadute sui servizi socio – assistenziali – educativi gestiti dai consorzi astigiani . I sindacati hanno, inoltre, evidenziato come l’enunciazione da parte dell’Ente di una possibile esternalizzazione dei servizi domiciliari, se confermata, peggiorerebbe il clima già molto teso tra i dipendenti del Consorzio. Le Disposizioni e le Normative nazionali, nel prevedere l’obbligo della gestione associata delle funzioni fondamentali per i piccoli comuni, vedrebbero, secondo la Sezione Piemontese della Corte Conti, la soppressione dei consorzi di funzioni in materia socio-assistenziale a decorrere dal primo rinnovo del CdA, mentre salverebbero i consorzi di servizi. A questo punto, per i consorzi interessati, i Comuni, dovranno adottare le forme gestionali e gli assetti funzionali più idonei all’erogazione dei servizi contenendo la spesa. Numerosi sono ancora i dubbi interpretativi, ma ammesso (neppure questo è certo) che i Consorzi saranno soppressi, non altrettanto chiaro è con quali forme saranno gestiti i servizi attualmente in capo ai Consorzi. E' probabile che nei prossimi mesi saranno più chiare le scelte che saranno adottate dai Comuni e dalla Regione. Al di là delle normative e delle forme organizzative che saranno deliberate, al sindacato preme riflettere sulle funzioni e su quanto hanno realizzato in questi anni i consorzi. Nel bene e nel male, quella scelta ha consentito di garantire gli interventi anche a quelle popolazioni residenti in zone originariamente prive di servizi adeguati. Ciò, per il sindacato, non significa posizionarsi su schemi preconcetti e inamovibili, significa semmai individuare i margini di miglioramento che salvaguardino l'efficienza della gestione associata dei servizi e i posti di lavoro di centinaia di lavoratrici e lavoratori, nel pubblico come nel privato. In questa situazione già di per sé complessa, si inseriscono le recenti norme nazionali e il DDLR 192 (di cui è prossima l'approvazione) che prevedono l'obbligo delle funzioni associate per i Comuni. Per quanto riguarda le funzioni sociali, con il D.D.L.R. 192 la Giunta regionale ha previsto soglie demografiche minime molto più alte rispetto alle altre funzioni (15000 abitanti montagna; 15.000 collina; 20.000 pianura). L’obbligatorietà dell’esercizio associato delle funzioni nel settore sociale riguarderà, dunque, tutti i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti . In Provincia di Asti i Comuni sono 118, di cui 76 sotto i 1000 abitanti e 36 compresi tra 1000 e 5000 abitanti (il 95% de totale!). Il dibattito è aperto, dopo la pausa estiva, alla ripresa dei lavori consiliari e del Parlamento, sapremo qualcosa di più. Sarà allora che assumerà particolare rilevanza il ruolo della politica. Sul nostro territorio la politica dovrà cambiare passo andando a colmare un vuoto che, nell’attuale clima di incertezza, ha reso difficile la gestione dei servizi e il lavoro degli operatori del sociale. L’unico settore che vede crescere la domanda di assistenza anziché diminuire, come succede invece in tempo di crisi economica. CGIL, CISL e UIL si aspettano risposte esaustive e tempestive attraverso un confronto responsabile con le parti datoriali e politiche al fine di addivenire a soluzioni che diano garanzie occupazionali alle lavoratrici e ai lavoratori e la continuità dei servizi di assistenza ai cittadini. Asti, 16.08.2012

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FP – CGIL

CISL - FP

UIL – FP

Serena Moriondo

Salvatore Bullara

Sergio Cerrato

COMUNICATO%20STAMPA%20COGESA%2016082012  

http://www.fpsasti.cisl.it/images/COMUNICATO%20STAMPA%20COGESA%2016082012.pdf

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