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La comunità parrocchiale, grata al Signore per il ministero svolto con totale dedizione e generoso impegno dal Sac. Vincenzo La Porta, si riunisce per festeggiarne il 25° di Parrocato

Parrocchia S. Pier Giuliano Eymard Ragusa Giornalino Aperiodico n°20 - Anno III - 08/12/2011 www.cisiamo09.wordpress.com

VENERDÌ 16 DICEMBRE Inizia la Novena in preparazione al S. Natale Ore 17.00: S. Rosario e coroncina Ore 17.30: S. Messa celebrata da S. E. Mons. Carmelo Ferraro, Arcivescovo emerito di Agrigento. Segue un incontro sul tema “Sacerdozio e Comunità”

SABATO 17 DICEMBRE Ore 17.30: S. Messa con Omelia Ore 18.00: Adorazione Eucaristica DOMENICA 18 DICEMBRE Ore 10.30: S. E. Mons. Paolo Urso presiede la solenne Concelebrazione Eucaristica

DOMENICA 25 DICEMBRE: “NATALE” Ore 8.30 - 10.30 - 12.00 - 17.30: SS. Messe LUNEDÌ 26 DICEMBRE “FESTA S. FAMIGLIA DI NAZARETH” Ore 8,30 – 10,30 - 12,00 – 17,30: SS. Messe e le coppie rinnovano le promesse matrimoniali

Ore 18.00: Spettacolo, organizzato dai giovani, giovanissimi e bambini della parrocchia, e tombolata. Le cartelle della tombola saranno vendute direttamente il 26. Bambini: 1,00 € Adulti: 2,50 €

VISITA -> www.cisiamo09.wordpress.com

Prepariamoci al Natale

IN REDAZIONE Sac.Vincenzo La Porta Nelluccia Distefano Daniele La Rosa Donatella Falcone Antonio Modica Giuseppe Cascone Giuseppe Criscione Giada Distefano Diletta Gharsallah Ilenia La Rosa Silvia Iacono Martina Firullo Federico Trovato

Credere e vivere

La parrocchia

Adesione all’Ac

Francesca Stracquadanio

Nicolò Tumino Lorenzo Baglieri

E-MAIL cisiamogiornalino @hotmail.it

BLOG www.cisiamo09. wordpress.com

INSIEME www.insiemeragusa.it

SEDE Via G. Grasso n°10 0932-624303

HANNO COLLABORATO Don Luca Tuttobene Letizia Battaglia Claudio Battaglia Nelluccia Distefano Equipe Giovani Ac Floriana

annACATI


PREPARIAMOCI AL NATALE

A cura di Don Vincenzo La Porta

Durante questo Avvento la Parola di Dio ci conduce a scoprire chi è “colui che deve venire”, è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è il Salvatore, colui che nell’Incarnazione è diventato il “Dio con noi”. Diciamo a tutti gli uomini: Ecco il Salvatore viene! Non c’è da attendere un altro; egli reca con sé la mercede che è la vita nuova, la luce, la pace e l’amore. Porterà tutta la novità portando se stesso. Lui stesso è la grande novità del mondo. Bisogna guardare al Natale come l’inizio di un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo. Inizia un’era nuova per il mondo. . Apriamoci alla gioia: “Non c’è spazio per la tristezza, scrive S. Leone Magno, nel giorno in cui nasce la vita, una vita che dis trugge la paura della morte e porta la gioia delle promesse eterne”. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti. Esulti il santo perché si avvicina il premio; gioisca il peccatore perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano perché è chiamato alla vita. Invito tutti a partecipare ai vari appuntamenti in preparazione al Natale.

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… Ho anche ricevuto delle grazie personali durante la serata; due persone a me molto care da molto tempo lontane dal Signore hanno voluto fare il percorso insieme a me, davanti a Gesù hanno aperto il loro cuore e sono sicura che Lui gli ha lasciato un segno profondo, anche perché ne sto vedendo i frutti in questi giorni!.................................................................... Ringrazio il Signore per il dono dell' evangelizzazione e per questa esperienza Diocesana di Una Luce Nella Notte che ci fa crescere nella fede e nell' amore fraterno; noi giovani di diverse parrocchie, movimenti e città che uniti in Cristo lavoriamo insieme per uno scopo... far conoscere Gesù ai giovani che non lo hanno ancora incontrato e donare loro la Salvezza. NOW JESUS! Floriana Per mettersi in contatto con la Fiaccola di Ragusa: ragusa@sentinelledelmattino.org + 39 3287572638

CIAO SIC!

A cura di Nicolò Tumino

Tutti ricorderanno lo scorso 23 ottobre quando, durante il secondo giro di un maledetto Gran Premio di Malesia, il pilota di Marco Simoncelli venne travolto per una perfida fatalità dalle moto di Edwards e Rossi morendo praticamente sul colpo. La morte di questo campione di soli 24 anni ha commosso tutti, non solo le migliaia di tifosi, ma anche la gente comune. Lo dimostra la moltitudine di gente che si è recata a Coriano, la sua città natale, per rendergli omaggio, i messaggi di cordoglio apparsi sui social network e gli striscioni in sua memoria negli stadi. Tutti lo ricordano perché Marco Simoncelli era un ragazzo serio, solare, onesto. Un campione diverso dagli altri perché sapeva fondere in sè la notorietà del cam8 pione con l'allegria di un qualunque ragazzo di 24 anni. Ciao Sic.


ULNN: ALL THINGS ARE POSSIBLE!

A cura di Floriana

"Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?" (Gv 11,40). Giorno 26 Novembre a Comiso si è svolta la 7°edition di UNA LUCE NELLA NOTTE. Durante la serata ho svolto il ministero dell' accoglienza. Ho voluto iniziare la mia testimonianza con questa affermazione perchè la preparazione della serata è stata dura, faticosa e con mille ostacoli; rischiavamo infatti di annullarla per via di problemi logistici legati alla location della formazione che abbiamo dovuto cambiare 2 giorni prima... il materiale per la serata è arrivato in ritardo per un guasto al furgone... non sto quì ad elencarli tutti, ma vi posso assicurare che il maligno ha fatto di tutto per sabotare la serata, ma ha avuto la peggio perché il Signore Gesù ancora una volta abbatte tutti gli ostacoli ed è vincitore! Tutti in equipe non ci siamo persi d' animo... abbiamo creduto che se c' erano queste difficoltà, sicuramente durante la serata sarebbero arrivate meraviglie! Ed è stato proprio così...abbiamo toccato con mano la potenza di Dio! La chiesa era piena di giovani che entravano... giovani in fila con la fiaccola in mano che attendevano il proprio turno per incontrare Gesù Salvatore che li aveva attirati in quel luogo.. Giovani che si confessavano... c' erano con noi ben 7 sacerdoti che hanno confessato ininterrottamente fino alla fine della serata. Un ragazzo che ho accompagnato mi ha detto: io quì in chiesa? il sabato sera? con questa fiaccola in mano? cosa ci faccio? era stupito di sé stesso! Poi l' incontro con Gesù, che è stato forte, ho visto i suoi occhi lucidi.. e con il sorriso sulle labbra mi ha detto GRAZIE! …

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CREDERE E VIVERE

A cura di Don Luca Tuttobene

8 dicembre 2011: pranzo di festa, televisione accesa, scene dal telegiornale, scene di ordinaria vita da terzo millennio, che scorrono ormai scontate, come se dietro ogni notizia disastrosa non ci siano lacrime dolorose di madri, padri, figli, amici… “Rallegrati!”. Cos’è questa gioia che da duemila anni scoppia dentro il cuore di una ragazza, crescendo con Lei, pian piano, attraverso la sua giovinezza, il suo matrimonio, la sua maternità, il suo dolore sotto la Croce? Raggiungerà pure noi, abituati a gioie straordinarie, stupefacenti e preconfezionate, e dimentichi di quelle quotidiane? “Piena di Grazia!”. Cos’è questa Grazia, questo Dono inarrestabile che da duemila anni trabocca dal cuore di una ragazza, rendendola missionaria tra le donne e gli uomini di tutti i tempi come Madre e Sorella e Amica? È dono anche per noi, bisognosi di gratuità ma sommersi da offerte speciali, buoni sconto, punti premio? “Il Signore è con te!”. Davvero c’è un Dio che non dimentica l’umanità, che tra mille e mille potenti e padroni sceglie invece di legarsi agli ultimi, attraverso il cuore umile di una ragazza di una sperduta borgata della periferia dell’impero romano? Il Suo legame raggiungerà pure noi, in contatto virtuale con centinaia di persone ma in lotta con la solitudine di sguardi disinteressati, di abbracci fedeli, di carezze durature? Maria di Nazaret ha creduto. Ha creduto che la sua storia era stata voluta da Dio, ha creduto che la sua vita da sempre era nelle mani di Dio, ha creduto che, nonostante tutto, il Signore avrebbe avuto l’ultima parola, una parola di gioia, di gratuità, di vicinanza. Maria di Nazaret, credendo, ha pregato, amato, sofferto, gioito, sempre con tutta se stessa, con tutto il suo cuore. Aiuti tutti noi, spesso inclini a veder le cose con occhi troppo umani e a rimpicciolire l’infinito del nostro cuore, a scoprire, nelle ore che scorrono veloci, l’agire eterno di Dio che, legandosi alla giovane Maria, è per sempre suo Figlio e nostro fratello, Dono infinito di forza e perdono per ogni persona debole e peccatrice che desidera credere che un senso la nostra vita, nonostante tutto, ce l’ha. E 2 questo senso si chiama Gesù.


25° PARROCATO PADRE LA PORTA

A cura di Letizia Battaglia

21 Dicembre 1986…Don Vincenzo La Porta s’inserisce come Parroco nella chiesa di San Pier Giuliano Eymard. 21 dicembre 2011... 25 anni dopo, chi è Don Vincenzo La Porta? Sacerdote e uomo dalle doti eccezionali e di grande fede, con la sua pazienza, è riuscito a completare la costruzione della nuova chiesa. Segue con grande zelo tutti i gruppi che si sono formati durante il suo apostolato, dai più piccoli ai più grandi. Conosce e aiuta con molto amore e costanza i poveri e gli ammalati della parrocchia. Tutti noi siamo grati per la sua testimonianza cristiana, per i suoi insegnamenti e per la sua generosità. La comunità parrocchiale ringrazia il nostro parroco, gli augura ogni bene e che il Signore lo accompagni e lo benedica sempre.

LA PARROCCHIA: IERI E OGGI

A cura di Claudio Battaglia

L’Ekklesia Paroikusa di … a … Questa potrebbe essere l’intestazione di una lettera molto antica scritta nei primi secoli del cristianesimo fra le varie comunità ecclesiali e i credenti. È opportuno sottolineare i due termini citati: Ekklêsia e Paroikusa. Traduzione immediata: Chiesa Parrocchiale; dunque queste lettere potrebbero essere così intestate: La Chiesa parrocchiale di … a … Noi sentiamo spesso dire questi due termini eppure il loro vero significato a volte ci sfugge. Secondo l’etimologia del termine Ekklêsia, questo termine indicherebbe “un’assemblea di persone chiamate da” diverse parti. Si deve ricordare che i primi cristiani, essendo per la maggior parte di matrice giudea, facevano una certa fatica a considerare correligionari uomini di altre nazioni. Si tratta dunque di un’assemblea di persone eterogenee (ma unite) che nel senso prettamente religioso del termine si può tradurre come assemblea del Signore: si tratta, in definitiva, dell’assemblea dei credenti che sono chiamati da Dio alla salvezza per mezzo di Gesù Cristo. Questa “assemblea”, soprattutto nei primi secoli, non era stabile ma “straniera residente”. Cosa vuol dire? I cosiddetti Paroikoi erano dei depositari della Fede nascente e giravano per le varie regioni del mondo allora conosciuto per diffondere il messaggio evangelico. Letteralmente sono dei “lavoratori nel campo del Signore”. Costoro si spostavano fondando delle comunità e risiedevano in quel luogo per qualche tempo. Poi partivano ed andavano a fondare altre comunità. Nel frattempo potevano arrivare, nella prima comunità, altri Paroikoi che continuavano l’opera evangelica intrapresa dal primo. Si costituivano così queste comunità “parrocchiali”, ovvero delle chiese “straniere residenti”, che erano per il luogo ma non sempre del luogo. Fa riflettere questa dicitura in quanto ci porta a considerare la nostra situazione di “parrocchiani”: anche noi in fondo siamo parte di quell’assemblea più vasta che è l’ Ekklêsia e anche noi siamo “stranieri residenti”, siamo nel mondo ma non siamo del mondo, legati alle situazioni e alle persone ma sempre in funzione di Cristo. Il compito principale di una Chiesa Parrocchiale, allora, è quello di vivere insieme come fratelli, nel Signore, gustando il Suo Amore e condividendolo quanto più possibile all’esterno. Si risolvono allora i problemi che spesso fanno parte di qualsiasi realtà parrocchiale: particolarismi, invidie, egoismi, ecc … Storie di sempre. Domandiamoci allora: in che senso, e come, noi oggi siamo una chiesa parrocchiale, una Ekklêsia Paroikusa?

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… di vivere in modo questo tempo, questa vita, questo attimo che ci vengono affidati; un “Non temere” che ci spinge a desiderare mete alte, a darci obiettivi grandi, consapevoli che le tempeste dell'incertezza e della paura possono scuotere i nostri sogni, ma non possono buttarli giù, perchè le fondamenta della nostra Speranza sono costruite sulla Roccia. Sognare, sì, ma...ad occhi aperti! Abbiamo capito che l'unico modo per realizzare i nostri sogni è svegliarsi; per questo motivo vogliamo essere attenti conoscitori e costruttori di questa realtà in continuo cambiamento, amarla e curarla oggi con il nostro impegno, arricchirla con i nostri sogni; sogni che ci costano sacrificio, lacrime; sogni spesso non facili da costruire e da realizzare, è vero. Tuttavia sogni solidi, perchè fondati su Dio, che guarda ogni giovane, ogni uomo, come il Suo sogno già realizzato. Ecco perchè, forti di questa Speranza, non vogliamo guardare le foglie che cadono dall'albero, ma i germogli che si preparano a sbocciare; non vogliamo maledire il buio, ma imparare a essere luce. Piedi ben saldi a terra e cuore in Alto, coraggio! Destiamoci o, meglio, annAChiamoci!

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...ANNACATI... SOGNO E SON DESTO!

A cura di Equipe Giovani Ac

ALT! ALT! ALT! Fermi un attimo: c'è qualcosa che non quadra! Non si usa forse dire di consueto “Sogno o son desto”? Bè, in effetti...è così, non c'è dubbio: per poter sognare è necessario dormire. Disattenzione? No, non ti sei sbagliato! Rileggi pure: tra il “sogno” e il “son desto” c'è proprio una “e” congiunzione! Proprio così: sogno e son desto! Ma come è possibile sognare e nel contempo star svegli? Sembra un paradosso, a maggior ragione se in questo tempo parliamo di sogni veri, cioè di quei desideri profondi, di quei meravigliosi progetti che portiamo nel cuore. Possiamo infatti parlare ancora di sogni in un OGGI che sembra aver ingoiato ogni prospettiva futura, ogni desiderio di costruire un “dopo”, ogni slancio verso il domani? A scommettersi su queste e molte altre domande sono stati 33 Giovani di Azione Cattolica che il 5-6 novembre scorsi hanno partecipato al Campo diocesano dal titolo “AnnACati - Sogno e son desto” presso la casa di spiritualità “San Luca”. Ad aiutarci a dare delle risposte ricche ed autentiche sono stati due ospiti (anzi, più che ospiti, familiari) di rilievo: don Vito Piccinonna, Assistente nazionale del Settore Giovani di Azione Cattolica e Giovanna Parrino, incaricata regionale per la Sicilia dei Giovani di AC. Una bellissima sorpresa, inoltre, è stata la visita del nostro caro vescovo Paolo che con la sua consueta e affettuosa attenzione, ha voluto condividere con noi alcuni importanti momenti del campo: la sua presenza ci ha fatto sentire davvero una famiglia! A conclusione del campo crediamo, ancora di più, che è ancora possibile sognare; anzi, ne siamo certi! In un tempo che ci regala solo incertezze, fondiamo la nostra più solida Speranza in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, che all'uomo che dice: “ Ho avuto paura” (Gen 3,10) ...continua a rispondere con un instancabile “Non temere!”; un “non temere” che non corrisponde a uno : “stai tranquillo, penso a tutto Io” ma che 5 ora più che mai ci chiede di metterci a lavoro, di darci da fare...

LA FESTA DELL’ADESIONE: LE RAGIONI DI UNA SCELTA

A cura di Nelluccia Distefano

Anche quest’anno l'otto dicembre, Festa dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, festeggiamo l’adesione all'Azione Cattolica, come in molte parrocchie sparse per le Diocesi di tutta Italia.. Rinnovare annualmente questa scelta ci offre l'occasione per riflettere sul suo significato. L’adesione non può essere intesa come una semplice iscrizione e neppure ci si può riferire a questo momento così importante definendolo semplicisticamente “tesseramento": l’adesione è l’azione concreta che un credente compie scegliendo liberamente di testimoniare Dio nella quotidianità con lo stile proprio dell’AC. Non si tratta di un impegno che riguarda la sfera privata e da vivere in modo individualistico. Nel documento finale della XIV Assemblea nazionale dell’Azione cattolica leggiamo: «L’adesione non è un atto solo formale, ma è la risposta ad una vocazione che coinvolge la persona inserendola pienamente nella vita associativa: aderire è vivere il ministero laicale in forma associata». In un’epoca segnata da individualismo, da lacerazioni e da divisioni l’essere Associazione costituisce un segno e una provocazione: in essa camminiamo fianco a fianco, sostenendoci a vicenda, persone di diversa età e tutti condividiamo i medesimi percorsi di formazione umana e cristiana, ovviamente con metodologie e contenuti adeguati a ciascuna fascia di età. Volendo tracciare l’identikit del socio di AC possiamo metterne in evidenza alcune caratteristiche; egli è il laico credente che: - sceglie uno stile di vita personale coerente con il Vangelo; - sa costruire relazioni significative e durature e sa condividere con altri “compagni di viaggio” obiettivi, percorsi e attività comuni di crescita personale e comunitaria; - nel suo cammino di formazione, da ragazzo ad adulto, impara ad amare la Chiesa e a vivere in comunione con tutte le espressioni presenti nella Chiesa, lavorando affinchè i cristiani siano tutti una cosa sola e il mondo li riconosca e creda; - sa collaborare con i sacerdoti e ha a cuore il bene del Paese e della sua comunità. “Ecco ora il momento favorevole!” (2Cor. 6,2) è lo slogan che ci accompagnerà nel prossimo triennio 2011/2014; potrebbe apparire un’espressione poco opportuna o anacronistica considerato il periodo di grave crisi e di confusione in cui viviamo. Ma essa ci sollecita, nella consapevolezza che ogni tempo e tempo di grazia, ad essere 4 testimoni di speranza, certi che solo una fede autentica e pienamente vissuta è capace di cambiare la vita e di orientare scelte indirizzate al bene comune.


CiSiamo n°20