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OGNI LUNEDÌ Ore 15.30: catechismo dei bambini IV - V elementare Ore 18.00: gruppo rinnovamento dello spirito

Parrocchia S. Pier Giuliano Eymard Ragusa Giornalino Aperiodico n°19 - Anno III - 30/10/2011 www.cisiamo09.wordpress.com

OGNI MERCOLEDÌ Ore 15.30: catechismo dei bambini III elementare; I e II media Ore 18.00: Lectio Divina sull’Esodo

1 x tutti tutti x tutti

OGNI GIOVEDÌ

Federica racconta...

Ore 16.30: incontro gruppo adulti di Ac IN REDAZIONE

OGNI VENERDÌ Ore 16.30: ora di Adorazione Eucaristica - il I venerdì del mese “giornata eucaristica” Ore 19.00: gruppo giovani di Ac ora di Adorazione Eucaristica - il I venerdì del mese “giornata eucaristica”

OGNI SABATO Ore 15.30: gruppi Acr (6-7;8;9-11;12-14) e giovanissimi di AC Incontri genitori quindicinali: calendario prossimi incontri 5 e 19 Novembre ore 15.30 - 16.30

Sac.Vincenzo La Porta Nelluccia Distefano Daniele La Rosa Donatella Falcone Antonio Modica Giuseppe Cascone Giuseppe Criscione Giada Distefano Diletta Gharsallah Ilenia La Rosa Silvia Iacono Martina Firullo Federico Trovato Francesca Stracquadanio

ORARIO SS. MESSE Feriale: ore 8.00 - 17.30 Festivo: Ore 8.30 - 10.30 - 12.00 - 17.30

CAMPO GIOVANI DI AC

Nicolò Tumino Lorenzo Baglieri

E-MAIL cisiamogiornalino @hotmail.it

BLOG www.cisiamo09. wordpress.com

Nei giorni 5 e 6 novembre 2011 avrà luogo presso la casa di spiritualità San Luca, il Campo Diocesano riservato ai Giovani della INSIEME nostra Associazione e organizzato dall’Equipe Giovani Diocesana. www.insiemeragusa.it Il titolo del campo sarà “ANNACATI – Sogno e son desto”. SEDE Per info e adesioni: equipegiovaniac@virgilio.it Via G. Grasso n°10

VISITA -> www.cisiamo09.wordpress.com

0932-624303

HANNO COLLABORATO Lina Antoci Federica Lucifora Giovanni Nasello Suor Laura Dinoto

Halloween! No grazie

Punta in alto!!!


1 X TUTTI, TUTTI X TUTTI!!!

A cura di Redazione

E’ lo slogan che ha accompagnato i giovani e i giovanissimi di AC della nostra Parrocchia durante il campo estivo che si è tenuto a S. Luca nei giorni 26 e 27 luglio. Solo due giorni, ma intensamente vissuti: a momenti di ascolto della Parola e di preghiera si sono alternate attività di formazione e di riflessione, il tutto “condito” e “colorato” da bans, giochi di squadra, da canti …. Il risultato? Tutti, compresi gli educatori e lo staff cucina, abbiamo vissuto un’esperienza sicuramente frizzante e al tempo stesso significativa. Gli educatori nell’elaborare la proposte educativa si erano proposti due finalità: la prima di formazione e di promozione umana, la seconda di crescita spirituale. Per raggiungere il primo obiettivo si sono attuate attività miranti a rafforzare l’autostima e la convinzione di poter essere in grado di affrontare qualunque situazione nuova; “Se ce la facciamo qui possiamo farcela ovunque”: questo il motto che ne riassume bene il significato. Ogni esperienza vissuta nel corso della giornata e, in particolare, la riflessione su alcuni brani del Vangelo è stata finalizzata alla presa di coscienza che Dio ama tutti indistintamente, senza fare differenze, e che tutti, sul suo esempio, dobbiamo metterci a servizio degli altri. Motivo conduttore che ha permesso di collegare i vari momenti del percorso proposto è stato il film Madagascar 2. Dopo la visione integrale, di volta in volta sono state selezionate e riproposte particolari scene e ci si è soffermati ad analizzare le vicende, i comportamenti, i sentimenti dei singoli personaggi; da ciò si è tratto lo spunto per guidare i ragazzi a riflettere, attraverso dinamiche sapientemente condotte, sulle proprie esperienze di vita. Sono state realizzate 3 dinamiche che in successione hanno avuto i seguenti obiettivi: - conoscere se stessi per affrontare situazioni nuove - valorizzare la propria unicità e apprezzare l’unicità/diversità dell’ “altro” - scoprire di non essere soli al mondo, ma di far parte di una grande famiglia: la Chiesa. A conclusione di ogni tappa i ragazzi sono stati invitati a confrontarsi con la Parola di Dio; i brani della Sacra Scrittura scelti e proposti alla riflessione hanno permesso loro di considerare il proprio vissuto alla presenza di Gesù.

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FEDERICA RACCONTA...

A cura di Federica Lucifora

Cari lettori, forse durante le vostre vacanze estive in radio, in televisione o tramite amici avete sentito parlare di questo grande evento chiamato GMG, Giornata Mondiale della Gioventù, ma molto probabilmente presi dalle attività di ogni giorno non siete riusciti a capire in cosa consiste o magari ne avreste voluto sapere di più! Io da partecipante ho il piacere di condividere con voi ciò che ho potuto provare e vedere . Innanzitutto la Giornata Mondiale della Gioventù è stata istituita nel 1985 dal Papa Giovanni Paolo II e da allora giovani provenienti da tutto il mondo si riuniscono ogni 2-3 anni in una località diversa per incontrare il Santo Padre, quest’anno la GMG si è tenuta nella capitale spagnola, dal 16 al 21 Agosto. I mesi di attesa, incontri, domande, perplessità, curiosità, e di preparazione sono passati, e il 10 Agosto è arrivato, 83 ragazzi con la pastorale giovanile della nostra Diocesi abbiamo iniziato quest’avventura pieni di gioia e allegria! Dopo quattro bellissimi giorni di gemellaggio con la diocesi di Granada, per alcuni dopo essere stati ospiti nelle, disponibili e accoglienti famiglie del posto, per altri dopo aver trascorso diverse notti nella palestra con i nostri amici polacchi, dopo aver visitato i dintorni e aver partecipato ad incontri e spettacoli ci siamo catapultati a Madrid! Dove le strade e le piazze brulicavano di volti sorridenti,di gruppi tutti diversi e colorati provenienti dal Brasile, dagli U.S.A, dal Giappone, dall’Indonesia, da ogni parte del mondo… continua a pag.8

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PUNTA IN ALTO - GLI EDUCATORI ACR AL LAVORO PER FORMARSI!!!

A cura di Giovanni Nasello

Si è svolto a Kastalia l’ormai consolidato appuntamento con il campo di formazione per Educatori ACR della nostra diocesi. Il campo, a cui hanno partecipato circa 150 educatori, provenienti da gran parte delle parrocchie della nostra diocesi, ha visto il susseguirsi di relazioni, momenti di spiritualità e momenti di festa. Il tema della prima relazione, a cura di Don Lino Giuliana, sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, è stato “Chiamati a seguire Gesù: approfondimento sulla categoria della Sequela”, categoria della sequela che alla base del cammino ACR di quest’anno associativo. Il secondo momento del campo è stato il percorso di spiritualità, sull’icona biblica di quest’anno “Alzati, ti chiama!” (Mc 10, 46-52), guidato da Don Marco Diara, assistente diocesano ACR. Nella prima serata del campo, svoltasi a Monterosso Almo, sul sagrato della Chiesa di S. Giovanni Battista, gli educatori hanno festeggiato i 40 anni dell’ACR, alla presenza di tutti i responsabili diocesani ACR che si sono succeduti in questi anni, a partire dalla prima responsabile, Agnese Poidomani, passando per Ignazio Grillo, Gianna Rizza, Alessandro Interlandi e altri ancora fino a giungere all’ultimo, Fabio Stracquadaini e all’attuale, Davide Grazioso, che ha condotto la serata, impreziosita dalla presenza dell’ACR Band che ha animato la festa. Il secondo giorno ci si è confrontati sul tema dell’educazione. La relazione del mattino, dal titolo “Chiamati ad educare: il ruolo del gruppo educatori nella parrocchia e nella diocesi”, a cura di Laura Giombetti, consigliera nazionale ACR, ha puntato l’attenzione sulle tre dimensioni dell’educazione: altezza, ampiezza e profondità. Nella seconda parte della giornata gli educatori si sono divisi in dei laboratori, guidati dai membri dell’equipe diocesana ACR, per approfondire meglio gli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010-2020 “Educare alla buona vita del Vangelo” e altri invece si sono soffermati sulla formazione base dell’educatore, “Cosa non deve mancare nello zaino dell’educatore ACR”. La seconda serata ha visto la settima edizione di “Bansiadi”, concorso fra le parrocchie per la realizzazione di un Ban nuovo, vinto dalla parrocchia San Francesco di Paola di Vittoria. L’ultimo giorno del campo ha visto la presenza di Pamela Manfrin, incaricata regionale della Liguria, che ha trattato il tema: “La vita associativa: una scelta consapevole”, ponendo l’accento sul fatto che l’educatore ACR è prima di tutto un cristiano maturo e consapevole che sceglie di mettersi al servizio dell’AC, grande famiglia di cui si sente parte. Nel pomeriggio conclusivo l’equipe diocesana ACR ha presentato la proposta formativa ACR per l’anno 2011/12, “Punta in Alto”, proposta che è perfettamente in sintonia con le indicazioni pastorali del Vescovo, dato che parte dalla domanda di vita, “Sono libero di scegliere?”. Il campo, dopo il saluto del presidente diocesano dell’AC, Sebastiano Distefano, si è concluso con la relazione del responsabile diocesano ACR, Davide Grazioso e con la celebrazione eucaristica dell’assistente diocesano ACR, Don Marco Diara. Gli educatori sono tornati a casa carichi di nuovo entusiasmo e pronti per affronta5 re il nuovo anno associativo e a puntare in alto insieme ai ragazzi a loro affidati.

pag. 4 … ma tutti accomunati dallo stesso entusiasmo, sventolavamo la nostra bandiera

desiderosi di scambiare un saluto con le persone che ci stavano accanto; tutti pronti e carichi per dare il benvenuto al Papa nel modo più accogliente e festoso possibile! Durante questi giorni intensi abbiamo partecipato a tre catechesi, tenute rispettivamente da tre vescovi italiani,che hanno avuto l’obbiettivo di approfondire l’espressione “Radicati e Fondati in Cristo,Forti nella Fede” che c’ha accompagnati durante la JMJ; abbiamo partecipato alla Via Crucis, e infine alla solenne celebrazione conclusiva a Cuatro Vientos, dove abbiamo pernottato. Sono stati dei momenti davvero forti che hanno messo a dura prova la nostra pazienza, la stanchezza e il nostro spirito di adattazione,ma la consapevolezza di essere partiti con una guida sicura e fedele,Gesù, e di formare tutti insieme un unico corpo lì presente con lo stesso desiderio, quello di testimoniare e crescere nella fede, c’ha permesso di superare ogni difficoltà. Personalmente penso che tutti i sacrifici che abbiamo fatto si sono trasformati in tanta gioia, pace e amore che ci sono stati donati! Per questo mi sento davvero fortunata per aver avuto la straordinaria possibilità di condividere insieme a così tante persone anche semplicemente una celebrazione o un’adorazione perché ci si sentiva davvero parte di una una grande famiglia e ogni gesto si rivestiva di un valore infinito.

pag. 1 … Particolarmente suggestiva e toccante la Veglia serale itinerante sulla Beata

Maria Schininà; attraverso una successione di scene rappresentanti i momenti salienti della sua vita, chiamata a comunicare l’amore misericordioso di Dio per ogni uomo attraverso le opere di carità spirituali e materiali, i giovani sono stati condotti a comprendere come solo a partire dall’Amore l’uomo trova il senso e il significato del suo vivere e del suo amare, del suo sperare e del suo condividere con gli altri gioie e dolori. Tutta la vita della Beata Maria Schininà rappresenta un esempio di generosa donazione pienamente riuscita. Il bilancio di questa esperienza non può che essere positivo: tutti, giovani e giovanissimi, hanno dimostrato una notevole capacità di introspezione e una grande maturità nel relazionarsi con gli altri; anche i momenti di deserto sono stati vissuti con serietà e intensità. E che dire poi della incontenibile esuberanza e della contagiosa allegria con cui hanno affrontato ogni esperienza? Indubbiamente un grazie grande e affettuoso va a Nelluccia, suor Laura e agli educatori Daniele, Donatella, Claudio, Elisa che si sono spesi senza risparmio, né di tempo né di energie, sia nella fase di programmazione che durante il campo. Siamo tutti consapevoli che investire nella formazione delle nuove generazioni è l’unica via per costruire un mondo migliore; a loro quindi la riconoscenza di tutta la comunità per l’impegno sinceramente e realmente sentito con cui affrontano il loro compito educativo. 8


HALLOWEEN! NO GRAZIE SIAMO CRISTIANI

A cura di Redazione

“Penso che la società italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l’uso della ragione e sia sempre più malata. Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi.” (Padre Gabriele Amorth.) Molti penseranno: “che male c’è in fondo a festeggiare Halloween!” e non saranno d’accordo con ciò che afferma Padre Gabriele Amorth. Ma ciò che molti non sanno è l’origine di questa festa. La celebrazione di halloween ha origini pagane e pone le sue radici nella civiltà Celtica che celebrava la vigilia del nuovo anno, il 31 ottobre, in onore di samhain, il principe della morte. I Celti credevano che in questo giorno gli spiriti malvagi dei morti ritornavano per creare confusione e caos fra i viventi. La festa doveva placare samhain e gli spiriti dei defunti. La parola halloween ha origini cattoliche, infatti, nella tradizione Cattolica, il 1° novembre è il giorno nel quale vengono festeggiati tutti i Santi. Il giorno dedicato ad "Ogni Santi" (in inglese All Saints' Day) aveva una denominazione antica: All Hallows' Day. Presso i popoli dell'antichità la celebrazione di "Ogni Santi" iniziava al tramonto del 31 ottobre e pertanto la sera precedente al 1° Novembre era chiamata "All Hallows' Eve" (Even significa sera) che venne abbreviato in Hallows' Even, poi in Hallow-e'en ed infine in Halloween. Una leggenda irlandese narra di Jack, fabbro malvagio e tirchio, dopo l'ennesima bevuta, viene colpito da un attacco mortale di cirrosi epatica. Il diavolo, nel reclamare la sua anima, viene raggirato da Jack e si trova costretto a rinunciare alla sua anima, facendolo tornare in vita. Jack, ignaro degli effetti della malattia, muore un anno dopo. Rifiutato in Paradiso, Jack non trova posto neanche all'inferno a causa del patto col diavolo e allora intaglia una grossa rapa mettendovi all'interno della brace fiammante. Con questa lanterna, Jack, da fantasma, torna nel mondo dei vivi. Gli irlandesi, emigrati in America verso il 1850, sostituirono le rape con le zucche che divennero le "Jack o'lantern", utilizzate la notte d'Ognissanti, pensando di tener lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa. . "Trick or treat" è l'usanza del "dolcetto o scherzetto". Il significato dell'espressione inglese è "trucco o divertimento", ma in realtà significa: "maledizione o sacrificio". La notte di Halloween si chiedono soldi o cibo: se accontentati si promette prosperità e fortuna; al contrario la scherzetto diventa una maledizione alla famiglia. Tutto questo è il presupposto della festa di Halloween: una tradizione pagana del mondo celtico, gonfiata da una leggenda irlandese, rivisitata dalla commercializzazione americana e importata in Europa e in Italia. Halloween non è di per sé un rito diabolico, ma è una "finestra" aperta, una porta d'ingresso per mentalità e influssi occulti nella vita delle persone. Il mondo dell'occulto la definisce così: “E' la festa più importante dell'anno per i seguaci di satana, è il capodanno di tutto il mondo esoterico.” Noi cristiani sappiamo che l'unico culto da rendere è quello all'unico e vero Dio che si fa carne in Gesù Cristo. Il giorno di tutti i Santi è solennità perciò i cristiani si radunano in chiesa per Ringraziare il Signore per tanta bontà perché i Santi vivono in eterno e intercedono per noi affinché un giorno possiamo godere il Paradiso: Amare Dio con tutto il Cuore e così essere liberi dalla schiavitù del peccato. Alle zucche vuote di Halloween i cristiani rispondono con la preghiera per i propri 7 defunti perché la loro anima giunga presto in Paradiso.

DAGLI SCRITTI DI DON TONINO BELLO

A cura di Redazione

LETTERA AGLI EDUCATORI … Carissimi Educatori non vi scoraggiate per gli insuccessi. E non dite: “Non è per me”. Sapete che il Signore si serve di vecchie ciabatte per farne calzari di arcangeli e usa vecchi stracci di cucina per farne tovaglie d’altare. Piuttosto sforzatevi di avere un cuore puro: cioè libero, audace, vero, senza calcoli, disposti alla donazione più generosa. Sapendo che avete a che fare con i ragazzi, nelle vostre scelte e nei vostri comportamenti chiedetevi: “Se in questo momento mi vedessero i miei ragazzi, avrei da arrossire?”. Questo interrogativo vi preserverà da tanti errori e vi conserverà un’anima limpida, disposta ad accendersi ad ogni lampo di novità. Auguri a tutti. Il Signore benedica il vostro lavoro, nella misura in cui la Chiesa lo ringrazia perché “ci siete”.

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EDUCHIAMOCI ALLA LIBERTA’

A cura di Redazione

Dopo i quattro anni dedicati all’educazione all’ascolto, alla relazione con Dio e con i fratelli, alla celebrazione e alla testimonianza della carità, l’anno pastorale appena trascorso educhiamoci al discernimento, per verificare il cammino compiuto e progettare gli obiettivi futuri, il Vescovo presenta il piano pastorale per quest’anno: educhiamoci alla libertà. La conferenza episcopale italiana offre gli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020, contenuti nel documento: “Educare alla vita buona del Vangelo”. La libertà è presupposto indispensabile per qualunque azione educativa rispettosa della dignità dell’uomo e favorire così scelte consapevoli e libere. Noi cristiani crediamo che la libertà è un dono, prima che una conquista. Tutta la Bibbia, in particolare l’Esodo e il Vangelo, ci aiutano a vivere e a convincere di essere liberi. “Gesù Cristo è la Verità che rivela l’uomo a se stesso e ne guida il cammino di crescita nella libertà”. Gesù dice: “Se rimanete nella mia Parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi”. Il vero discepolo stabilirà un rapporto intenso con Gesù e Gesù lo renderà libero. S. Paolo ci chiede di fare attenzione alle falsificazioni della libertà: “Voi siete stati chiamati a libertà, che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne”. Il Vescovo annuncia alcune proposte diocesane: adorazione eucaristica in ogni comunità; centri di ascolto della Parola. I passi della Programmazione Pastorale: creare un clima di preghiera e di docilità dello Spirito; leggere la situazione parrocchiale e confrontarla con la Parola, in un ascolto fraterno, leale e libero; decidere, attuare e verificare.

CONDOGLIANZE AL NOSTRO AMATO PARROCO PER LA MORTE DELLA SORELLA FRANCA

A cura di Redazione

Martedì 21-06-2011, alle prime luci dell’alba, il Signore ha chiamato a Sé, l’amatissima Sig.na Franca La Porta, lasciando in un profondissimo dolore i familiari e quanti l’hanno conosciuta e stimata. Suo ineludibile impegno era servire la Chiesa, aiutando il fratello Sacerdote. Sensibilissima ai valori della famiglia; amatissima maestra di scuola materna, discreta, umile, sapeva non mostrare le sue singolari virtù. Per alcuni anni zelante Presidente dell’Associazione delle Familiari del Clero. Testimone dell’amore di Dio, pregava sempre con la corona del Rosario in mano. 3 Aliena da ogni vanità. Preghiamo per lei, perché il Signore le conceda il premio riservato ai servi buoni e fedeli.

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO/A

A cura di Lina Antoci

“Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”. Con queste parole Gesù deplora la condotta degli scribi e dei farisei che, “occupando la cattedra di Mosè” facevano da maestri, mentre il loro insegnamento e il loro comportamento erano in aperto contrasto con la legge di Dio. Gesù li accusa soprattutto di ipocrisia e di orgoglio. Essi dicono e non fanno, pretendono dal popolo un cumulo di osservanze, non comandate da Dio, ma da parte loro non le sfiorano “nemmeno con un dito”. Ostentano le loro opere “per essere ammirati dagli uomini”, pieni di boria cercano i primi posti, amano di essere onorati e chiamati “rabbi” dalla gente. A tale condotta Gesù contrappone la semplicità e l’umiltà, che Egli vuole vedere nei suoi discepoli e quindi in ogni apostolo. Invece di posare da maestri, occorre fare scomparire la loro autorità in un comportamento modesto, fraterno e cordiale. Del resto bisogna ricordare che “uno solo è il maestro”, “una sola è la guida, Cristo”. Gesù bolla l’ipocrisia (l’incoerenza) e l’orgoglio ed esorta alla semplicità e all’umiltà. La liturgia della Parola è oggi rivolta a tutti i cristiani, specie ai “praticanti”; ma in modo particolare a quanti, nel Popolo di Dio, hanno compiti di responsabilità e mansioni apostoliche e che hanno il dovere di testimoniare ciò che insegnano e che professano. L’ipocrisia è la doppiezza tra il dire e il fare, la non corrispondenza tra il parlare e l’agire; insomma l’incoerenza, che insidia i “praticanti”, riducendoli ad una vita mediocre, superficiale e radicalmente farisaica. Dio è l’essere semplicissimo, in Lui l’essere non è distaccato dall’agire. Chi si vuole avvicinare a Lui deve evitare ogni forma di doppiezza; della mente, ricercando la verità, e della volontà orientando l’intenzione a voler piacere soltanto a Dio. L’orgoglio –triste eredità del peccato originale – è l’eterna tendenza di affermarsi in tutti i campi, anche in quello religioso. Dice Gesù: “Imparate da Me, che sono mite e umile di cuore”. I discepoli del Signore non devono lasciarsi contaminare né dalla mentalità farisaica, né dai grandi della terra. Non dominare, ma servire; non primeggiare, ma fraternizzare; non cercare i primi posti, ma gli ultimi e mettersi al di sotto di tutti. Gesù è venuto, non per farsi servire, ma per servire e dare la vita in riscatto per molti. Dio non vuole essere servito con un freddo legalismo, ma con tutto il cuore, con amore sincero e profondo. Carissimi fratelli e sorelle, questa è una lezione anche per noi, “praticanti”. Penetriamo nel nostro cuore, con la luce dello Spirito Santo, e vediamo se la nostra preghiera è coerente con la giustizia, la liturgia con la vita, la testimonianza con la gloria di Dio; insomma vediamo se i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre opere sono graditi e conformi all’Amore, perché Dio è amore. 2


...CiSiamo!!! n°19