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FO TO I N CO P ERT IN A : CHIESA “LE TRE VELE” - ROMA - ARCH. RICHARD MEIER

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IL MERCATO DEL CREDITO ALLA CASA ’anno 2009 si presenta come il periodo in cui si è in grado di fronteggiare il “caro mutui”. SEGUE A PAG. 4

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ABITABILITÀ E AGIBILITÀ: DA UNA BUROCRAZIA COMPLESSA AD UNA NUOVA PROCEDURA l certificato di abitabilità o agibilità è l’atto conclusivo di un procedimento, imposto dal legislatore, a mezzo del quale la pubblica amministrazione autorizza l’uso abitativo di un fabbricato... SEGUE A PAG. 7

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D IVIDERSI TRA P RANZO E S OGGIORNO appiamo bene che la zona soggiorno e la zona pranzo sono, nella teoria, due zone distinte e separate, ma nella realtà, spesso per problemi di spazio, sono dislocate nello stesso ambiente. SEGUE A PAG. 9

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L’A QUILA : T RAGEDIA , C ATASTROFE O FALLIMENTO? on si sa se parlare di tragedia, catastrofe o fallimento, sta di fatto che in questo momento qualunque opinione sarebbe fuori luogo o comunque non rispettosa nei confronti di tutte quelle vittime e quelle famiglie rimaste coinvolte in questo evento. Ma come la storia ci insegna è proprio nei momenti più bui, più cupi, che bisogna avere la forza di ripartire, di riemergere, non facendo finta però che non sia accaduto nulla, non tralasciando particolari

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determinanti nel circolo vizioso della retorica, ma soprattutto senza avere la presunzione di

affermare che ciò non era prevedibile o non poteva essere limitato. Il riferimento e’ dunque obbligato a tutti quegli elementi strutturali (appartenenti a edifici danneggiati) analizzati successivamente il sisma, a tutte quelle macerie le cui rilevanze fanno emergere particolari raccapriccianti, come per esempio il composito cementizio, miscelato con sabbia marittima, piuttosto che con la consolidata e risaputa sabbiatura di cava a pezzatura medio-grande, per non parlare poi del ferro utilizzato nelle armature come parte integrante del cemento armato, addirittura sprovvisto della scanalatura,

necessaria per garantire una migliore aderenza al composto. Arriviamo poi ai pilastri delle strutture, totalmente privi di qualsiasi tipo di staffatura di raccordo, necessaria almeno ogni 25 cm (varia a seconda della struttura) e posta sui ferri longitudinali affinché si completi, secondo normativa sismica, il legante. Ed è proprio a quella normativa sismica o meglio a quelle normative sismiche che bisogna fare riferimento, e che oggi, dopo questa vicenda si scorge l’opposto, si capisce che con molta probabilità si sono fatti prevalere gli interessi, il guadagno dell’impresa a discapito delle qualità

strutturali dei manufatti, a discapito dell’efficienza, a discapito delle persone. Infatti questa non è solo una tragedia di una comunità (L’Aquila e l’Abruzzo), questo è un fallimento per l’intero iter autorizzativo ed ispettivo, che accompagna, o meglio dovrebbe accompagnare una edificazione, tanto più voglia essere d’esempio per la ripartenza e la rifondazione di nuove procedure più snelle e controllate. Ma si sà purtroppo che in Italia, affinché vengano assorbiti certi concetti si deve toccare prima il fondo. Gabriele Deodati


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I L M E R C AT O

DEL CREDITO ALLA CASA

’anno 2009 si presenta come il periodo in cui si è in grado di fronteggiare il “caro mutui”. Un iniziale e importante aiuto infatti arriva proprio dal mercato, il quale dopo un continuo crescendo dei tassi, a oggi sembra presentare parametri senz’altro più agevoli e quindi tranquillizzanti, fino ad arrivare alla legislazione che in questo momento sembra fare anch’essa la sua parte. Infatti ai sensi dell’articolo 2, comma 5, DL 185/2008 per tutte le rate in scadenza nell’anno 2009 il tasso contrattuale qualora superi la soglia del 4%, l’eccedenza sarà versata dallo stato (non chiara ancora la modalità in quanto la normativa rimanda a un decreto delle entrate di cui ancora non c’e notizia). Resta fermo il fatto, che chi abbia rate in scadenza già in questi giorni può legittimamente (senza il rischio di pagare interessi moratori o essere collocato nella lista nera di mutuatari) limitare il pagamento degli interessi dovuti

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fino all’importo del 4% ; viceversa la banca che riceva pagamenti eccedenti il 4% dovrà restituirli con gli interessi o su espressa richiesta del cliente, imputarli a decurtazione del capitale da restituire. Le condizioni per beneficiare delle su citate agevolazioni sono le seguenti: - si deve trattare di mutui stipulati entro il 31/10/08; - Si deve trattare di mutui a tasso non fisso; - Si deve trattare di mutui stipulati da persone fisiche per acquisto costruzione e ristrutturazione dell’abitazione principale. Un altro vantaggio di cui la clientela potrà beneficiare in questo anno 2009 è quello relativo alla possibilità di stipulare dei mutui ancorati al tasso praticato dalla Banca Centrale Europea. Infatti è da Gennaio

2009 che le banche sono obbligate a tenere a disposizione alla clientela che ne faccia richiesta anche mutui indicizzati, con il tasso BCE. Questa misura non dovrebbe generare gran risparmio per il cliente ma gli offre comunque il vantaggio di una maggiore tranquillità, in quanto l’importo della rata viene sganciato da un parametro piuttosto volatile quale l’EURIBOR (ricordiamo infatti che un tasso di interesse di un mutuo è dato dalla somma di due tassi di interesse che prendono il nome di spread ed EURIBOR). Sono da

valutare positivamente gli interventi del governo anche se vengono attuati con un po’ di ritardo sui tempi. Gli esperti ipotizzano che ci possano essere degli ulteriori ribassi, grazie alla discesa del tasso di inflazione e alla fine, speculazioni finanziarie sui prezzi delle materie prime, greggio in testa. Confrontando i tassi dal 2003 ad oggi, nonostante gli aumenti degli ultimi mesi, possiamo dire che la scelta del variabile è stata una scelta non avventata ma positiva. Gabriele Deodati


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ABITABILITÀ E AGIBILITÀ: DA UNA BUROCRAZIA COMPLESSA AD UNA NUOVA PROCEDURA l certificato di abitabilità o agibilità è l’atto conclusivo di un procedimento, imposto dal legislatore, a mezzo del quale la pubblica amministrazione autorizza l’uso abitativo di un fabbricato nonché l’esercizio dell’attività per la quale l’immobile è stato realizzato.

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La disposizione legislativa a cui fare riferimento è il “testo unico delle leggi sanitarie” regio decreto 27/07/34 n° 1265 , con il regolamento 128 del 24/12/1954 si è provveduto alla distinzione del permesso di ABITABILITA’, dei fabbricati ad uso residenziale e ad AGIBILITA’ per gli edifici aventi uso diverso (artigianali, industriali, commerciali, direzionali). Anche se si prevedono le sole due condizioni per il rilascio della certificazione ossia la conformità del fabbricato realizzato al progetto approvato, ed una prosciugazione dei muri tale da garantire la

salubrità degli ambienti, la procedura burocratica fino all’anno 1994 per l’ottenimento della abitabilità/agibilità era cosi complessa da indurre gran parte dei proprietari di immobili a non richiederla. Moltissimi sono infatti i fabbricati non dotati di abitabilità. Il processo di “snellimento e semplificazione delle procedure amministrative” che da qualche anno sta interessando il nostro paese, ha investito fortunatamente anche la procedura per l’ottenimento dell’abitabilità o agibilità. A partire dal 1 Gennaio 1995 infatti è in vigore una nuova procedura semplificata che prevede per l’ottenimento della certificazione, la presentazione da parte del proprietario dell’immobile di specifica richiesta al sindaco, nei casi di nuova costruzione, ricostruzione, sopraelevazione e in tutte quelle modificazioni che possano influire sulle condizioni di salubrità degli immobili esistenti. A tale richiesta deve essere allegato il certificato del collaudo statico, in caso di strutture in cemento armato o strutture metalliche, la dichiarazio-

ne per l’iscrizione in catasto presentata dal direttore dei lavori a fine lavori, una dichiarazione del direttore dei lavori nel quale si certifichi sotto la personale responsabilità

comunque rispettate altre disposizioni legislative e più specificatamente: Il Sindaco rilascia certificato di abitabilità o agibilità dopo aver acquisito anche la dichiarazione di conformità degli installati

che le opere di progetto rispondono a quelle eseguite, l’avvenuto prosciugamento dei muri e quindi la salubrità degli ambienti. Il Sindaco per mezzo dell’ufficio tecnico rilascia il certificato entro 30 giorni successivi alla data di presentazione. Nel caso di silenzio dell’amministrazione Comunale, trascorsi 45 giorni l’agibilità si intende attestata. Oltre a quanto detto sopra però, debbono essere

(termici/idraulici); Il Sindaco rilascia certificato di abitabilità o agibilità dopo aver acquisito perizia sull’abbattimento delle barriere architettoniche; Il Sindaco rilascia certificato di abitabilità o agibilità dopo aver accertato che le opere siano state realizzate nel rispetto della legge. A tal fine egli può richiedere una dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata da un tecnico abilitato. C. I. S.


D IVIDERSI

TRA

P RANZO

appiamo bene che la zona soggiorno e la zona pranzo sono, nella teoria, due zone

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no, poiché concettualmente, prima si cucina, poi si mangia e poi ci si riposa. Di conseguenza la

distinte e separate, ma nella realtà, spesso per problemi di spazio, sono dislocate nello stesso ambiente. La zona pranzo è ovviamente il luogo dove si mangia, quindi una zona dove è necessario un tavolo di grandezza variabile e delle sedie. La zona soggiorno invece, è quella zona dedicata al relax e all’intrattenimento con la famiglia o gli amici. La sala da pranzo, è un ambiente dove ci si raccoglie almeno due o tre volte al giorno, quindi, a livello strutturale sarebbe opportuno posizionarla tra la zona servizi e il soggior-

zona pranzo dovrebbe essere molto vicina alla cucina. Molto spesso, per la mancanza di spazio la zona pranzo è assemblata alla cucina, ciò è possibile quando la metratura della cucina ce lo permette. Parlando sempre della zona pranzo una comunicazione diretta invece è consigliabile con la zona soggiorno, sempre per lo stesso processo di cui sopra, cucinare, mangiare, riposarsi. Per quanto riguarda l'illuminazione artificiale questo ambiente ne richiede una indiretta, la luce orientata sul tavolo deve essere schermata per non abbagliare, mentre

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S OGGIORNO

per la luce naturale sarebbe preferibile posizionare il tavolo e le sedie vicino ad una finestra. La zona soggiorno di contro, è una zona prettamente adibita al relax e alle piccole attività di svago. Quindi qui la necessita di uno spazio per il divano, che in genere va ad occupare l’angolo più ampio dell’ambiente. Qualora si decida per due divani ad angolo si consiglia di frapporre nell’angolo o ai lati un tavolino basso adatto ad accogliere uno o più punti luce, possibilmente con potenziometro per variare l’intensità a seconda dell’attività che si sta svolgendo. La parete di fronte ai divani in genere viene attrezzata con un mobile componibile a libreria dove sia possibile

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posizionare la TV, lo stereo e mensole di varie altezze e dimensioni. Una soluzione molto più pratica e impiegata più di frequente nelle nostre case è senza dubbio il soggiorno-pranzo, lasciando lo spazio della cucina adibito esclusivamente alla preparazione dei pasti e non alla consumazione. Quindi un unico ambiente che comprende in se, sia la consumazione dei pasti che la zona relax. Ovviamente in questo caso, per quanto riguarda l’arredamento, è necessario scegliere il tavolo e le sedie in modo che per linea e colore non contrastino con i mobili del soggiorno e viceversa. Giancarlo Ciaschi


Rielaborazione Grafica a cura di Furiozzi Flavia


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BENE DA DIFENDERE: LA

e conseguenze del terremoto avvenuto il mese scorso in Abruzzo, oltre ad averci scosso emotivamente, ci hanno fatto rendere conto di quanto sia importante ed essenziale “la Casa”. Abbiamo deciso, non a caso, di parlare di come proteggere il nostro bene più prezioso in questo numero, e da cosa possiamo tutelarci. Faccio un piccolo inciso: per “bene più prezioso”, intendo non solo le mura domestiche, ma anche e soprattutto Chi e Cosa c’è dentro: la Famiglia. Tutelare la propria casa, ma da cosa? E perché? Rispondo dicendo che nella conduzione o proprietà di un immobile i rischi a cui si può andare incontro sono molteplici, ma quasi sempre creano oltre che un gran dispiacere anche un danno economico non indifferente. Basti pensare ad un semplice esempio che è quello della rottura di un tubo dell’acqua che va a creare un danno oltre che alla nostra abitazione, anche a quella del nostro vicino… e quanto costa ripagargli il danno cau-

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sato dalla nostra proprietà per cui noi siamo responsabili? Ovviamente non è questa la sede per stimare il danno, ma il concetto è molto semplice: ci si può e ci si dovrebbe tutelare dai danni che noi potremmo causare a

alto alla nostra casa, o la troppa neve potrebbe sfondare il tetto che abbiamo appena ristrutturato. Ma se ci siamo debitamente coperti, le spese che andranno affrontate le pagherà qualcun’altro al posto nostro.

terzi. Noi o le persone per cui siamo responsabili, figli e animali domestici compresi. Ma ovviamente i rischi provengono anche dall’esterno. Un incendio potrebbe causare un danno economico molto

Dall’esterno ovviamente non può arrivare solo il fuoco o la neve, ma anche persone con intenzioni poco positive. I furti in casa in Italia sappiamo bene che sono in aumento, e molto spesso quello che ci salva in

CASA

questi casi è proprio una polizza furto sull’abitazione che ci risarcisce ovviamente della sola perdita economica dei nostri oggetti cari o di valore. Da tutto questo ci può salvaguardare attraverso dei prodotti assicurativi, che oggi sono davvero all’avanguardia e costano molto meno di quanto si pensa e molto, ma molto meno di quanto un evento dannoso possa incidere nella nostra economia domestica. Delle coperture assicurative sulla casa probabilmente se ne sa poco, e noi siamo qui proprio per chiarire le idee ai più curiosi e anche ai più diffidenti. Noi del C.I.S., proprio perché vogliamo dare ai nostri clienti un servizio a 360°, siamo convinti che tutelare efficacemente la propria casa e la propria famiglia sia qualcosa di più che “pensare al peggio”, ma piuttosto essere delle persone che decidono di voler dormire tranquille perché “se dovesse succedere qualcosa”, c’è qualcuno che penserà a risolvere i nostri problemi. C.I.S.


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Cis Servizi - numero 2