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‘O ccirapuorc’. Più che un antico mestiere sembra uno scioglilingua.

Invece ‘o ccirapuorc’ è “colui che uccide il maiale”. Oggi, le leggi severe sulla macellazione degli animali, hanno fatto scomparire questo mestiere. Un tempo di non molto tempo fa, nelle masserie delle nostre cittadine, i contadini avevano le sana abitudine di crescere ‘o puorco. Lo si acquistava piccolino alle fiere, e lo si cresceva facendolo mangiare gli avanzi alimentari, anche del vicinato. Generalmente il maiale veniva macellato tra metà novembre e i primi giorni di dicembre, e già a Natale si potevano portare in tavola le prelibatezze dell’animale. Di regola la macellazione del maiale era affidata ad un uomo, appunto ‘o ccirapuorc’, che si presentava all’alba munito degli attrezzi del mestiere coltelli affilatissimi, di varie dimensioni, e quasi sempre avvolti in panni di tela. Lui li srotolava su di una panca, verificava il filo, sceglieva quello più adatto “‘a sferra piccerella”, e lo metteva nel fodero appeso alla cintura. Poi, con l’aiuto degli uomini presenti, prendevano ‘o puorc’ dal “casariello”, e tra le urla dell’animale, e le urla di chi cercava di legarlo e appenderlo, ‘o ccirapuorc’ faceva il suo lavoro. Da un lato alcune donne preparavano dei pentoloni di acqua bollente, e una volta che il maiale era morto dissanguato, veniva appoggiato su di una panca bassa e rasato dei peli. Successivamente veniva eviscerato e

spaccato in due mezzenne. Poi dopo qualche giorno, l’opera più importante do ccirapuorc’ era quello di “sfasciare” , ossia selezionare e tagliare la carne, preparare i salumi e i prosciutti. Alla conclusione di tutte queste operazioni, si festeggiava. Costatelle, salsicce, sanguinaccio, e pane casareccio, accompagnati da un buon vino, era il paradiso del momento. (J)

Non fu Garibaldi a fare l’Unità d’Italia, ma gli Inglesi! A partire dal 1948 la Gran Bretagna fece ingenti prestiti ai Savoia, e contemporaneamente descrivevano Ferdinando II, e successivamente Francesco II (alla morte di Ferdinando II) come sovrani tiranni da spodestare. Anche perché i Borboni, non si erano mai sottomessi al dominio Inglese, arrivando a concertare con i russi un eventuale base navale nel Mediterraneo. Non di meno la Francia, che mirava a mettere un francese nelle Due Sicilie. Insomma le due potenze, con mire diverse appoggiarono l’Unità D’Italia. Alla fine gli Inglesi corruppero alcuni generali Borbonici e da qui l’invasione del Regno delle Due Sicilie. Possiamo affermare che l’estorta Unità d’Italia fu pianificata dagli Inglesi e non da Garibaldi. (J) “Giovedì 15 agosto 1861. Ieri mattina all’alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo e Casalduni. Essi bruciano ancora” Questo messaggio inviato al generale Cialdini dal suo luogotenente Negri in risposta all’ordine ricevuto dallo stesso Cialdini “Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra”. I due piccoli centri furono totalmente rasi al suolo. Le case furono date alle fiamme, lasciando circa 3.000 persone senza dimora. Continue fucilazioni sommarie, il numero di vittime è tuttora incerto, ma di sicuro l’eccidio pesava in migliaia di vittime. Furono violentate e uccise anche le donne, gli anziani e i bambini. L'esercito dei Savoia (bersaglieri e carabinieri) saccheggiarono tutti i beni, chi non morì fucilato fu arso vivo all'interno delle abitazioni dei due paesi. Con queste vigliacche operazioni, i continui saccheggi e le violenze perpetrate ai danni di una popolazione inerme, si tentava di unificare un’Italia che nessuno voleva. (J)

Primati del Regno delle Due Sicilie: 1860. Prima Flotta Mercantile e Militare d’Italia;

...dal 1860 fratelli di nessuno! 8

Jesosud numero 3 marzo 2018  

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