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Anno XXX N 2 – giugno 2016

Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in Abbonamento postale 70% – CN/RE.

CARTE IN TAVOLA

PERIODICO DI APPROFONDIMENTO

Nuovo codici appalti Bilancio di sostenibilità Sistema gastronomico di Torino UP: insieme per nutrire il futuro


Editoriale di Maria Elena Manzini, Responsabile Area Sociale Un articolo del Sole 24 ore di fine giugno titolava “Responsabilità sociale d'Impresa alla ribalta”. Secondo il rapporto dell'Osservatorio Socialis l'80% delle imprese con oltre 100 dipendenti, infatti, dichiara, di impegnarsi in attività socialmente responsabili. L'ONU, la Comunità Europea e gli Stati stanno fissando politiche e impegni volti ad uno sviluppo sostenibile. Ma cosa si intende davvero per Responsabilità sociale d'Impresa? CARTE IN TAVOLA Periodico trimestrale diffuso gratuitamente ai soci di CIR food. Chiuso in redazione il 30.06.2016 Aut. Trib. RE n. 545 del 25/2/1983 Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in Abbonamento postale 70% – CN/RE. Tassa riscossa – Taxe percue. Proprietà: CIR food Cooperativa Italiana di Ristorazione s.c. Via Nobel 19, 42124 Reggio Emilia Tel. 0522 53011, Fax 0522 530100 www.cir-food.it carteintavola@cir-food.it Direttore Responsabile: Maria Elena Manzini Comitato di Redazione: Giordano Curti, Daniela Fabbi, Maria Elena Manzini Redazione: Paola Di Franco, Emanuela Latini, Claudia Magrin, Silvia Marmiroli, Stefania Morozzi, Giorgio Olivieri, Antonella Salvatore, Marco Tamburini Hanno collaborato a questo numero: Valentina Bacchi, Cecilia Bergamaschi, Debora Buttani, Rosaria Menichetti, Lorenzo Minin, Claudia Pizzi, Elisa Predieri, Cristina Rossetti, Simone Scurzoni In copertina: Palazzo sede legale CIR food Impaginazione e Stampa: Cooperativa Sociale L'Olmo Montecchio Emilia (RE)

Le imprese che praticano la Responsabilità Sociale d'Impresa sono quelle che tengono in considerazione nella propria pianificazione e nei propri obiettivi di business le aspettative ed esigenze dei propri interlocutori e delle comunità di riferimento, contribuendo in questo modo alla creazione di valore nel tempo. Nel leggere questa definizione non posso non visualizzare CIR food, il nostro modo di fare impresa, di essere radicati e vicini ai territori in cui operiamo e a tutte le persone con cui interagiamo, siano essi soci, dipendenti, clienti, fornitori, partner, ecc. Questa consapevolezza però non basta più. È necessario renderla evidente, immediatamente tangibile, anche con numeri. E noi lo avevamo compreso e intuito già da tempo. Il bilancio di sostenibilità consegnato alle assemblee e qui presentato è il frutto di un lavoro di oltre un anno, perché già un anno e mezzo fa ne avevamo capito l'importanza e il valore e ci siamo adoperati per realizzarlo. Così come abbiamo ritenuto fondamentale integrare la Responsabilità Sociale d'Impresa con la costruzione del Piano Strategico. Questo è un potenziale vantaggio competitivo non da poco, soprattutto nel mondo privato. Riflettendo però sul concetto di responsabilità sociale, ho avvertito che la responsabilità sociale d'impresa non è sufficiente, se non è affiancata da una responsabilità sociale individuale. Perché gli impegni dell'impresa diventano concreti nei comportamenti delle persone. E la coerenza tra impegni e azioni diventa fondamentale nel mantenere e sviluppare la crescita e la reputazione di un'impresa. Ognuno di noi deve conoscere ed essere consapevole della cultura d'impresa di CIR food e si deve impegnare a portarla avanti. Cito il professor Fino dell'Università di Scienze Gastronomiche “Senza responsabilità, la libertà è licenza”. E non c'è solo la responsabilità nel lavoro che svolgiamo ma anche di chi rappresentiamo in quel momento. E quando ci relazioniamo con qualcuno mentre lavoriamo, in quel momento noi rappresentiamo CIR food. Se godiamo di stima e fiducia da parte dei nostri clienti e partner è perché la nostra forza e distintività sta nel dare un'immagine coerente dell'impresa, di un sistema che ha elementi e persone diverse ma in cui tutto è accomunato da un unico approccio e da una stessa filosofia. Continuare a trasmettere e trasferire la nostra cultura d'impresa deve essere l'obiettivo e l'impegno non solo di CIR food come impresa, ma anche dell'insieme di persone che ne fanno parte.

Sommario

ATTUALITA'

Nuovo codice appalti 4 Mangiare fuori: la carica dei ristorantini 5 Cooperare per un futuro sostenibile 6

mondo CIR food

CIR food cresce e si rafforza Sostenibilità al centro Cibo è cultura Al via il primo Viavai CIR food nel ristorante più alto d'Italia UP: insieme per nutrire il futuro Condividere per crescere Sostegno al reddito L'opera “Sono qui” da Expo a casa CIR food Nuova sede per l'area Emilia est Nuovi uffici in Umbria Uga is back! Piccole “penne” crescono Cibo senza frontiere

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sezioni soci

Primavera di iniziative 23 Prossime iniziative 24

rubriche Dicono di noi Alimentazione e Benessere Ricetta

25 26 27 CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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ATTUALITA' LEGISLAZIONE

RISTORAZIONE

Nuovo codice appalti

Entra in vigore il nuovo Codice dei contratti pubblici che recepisce le Direttive Comunitarie

Una panoramica su nuovi e vecchi format di ristorazione nella società contemporanea

di Simone Scurzoni, Specialista Legale Amministrativo CIR food Nella Gazzetta Ufficiale del 19 Aprile scorso è stato pubblicato, dopo grande attesa, il D.Lgs. 50/2016 contenente il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, entrato in vigore lo stesso giorno della pubblicazione. Il nuovo Codice è quindi entrato a far parte dell'ordinamento italiano tutt'altro che dolcemente, senza alcun periodo di vacatio legis, e provocando il comprensibile disorientamento negli operatori che quotidianamente si misurano con il complicato e delicato mondo degli appalti pubblici. L'emanazione è avvenuta non senza affanni: l'obiettivo era rispettare il fatidico termine assegnato al Governo per recepire le Direttive Comunitarie di riferimento (termine peraltro sforato, anche se solo di un giorno) e ciò ha generato una corsa contro il tempo che ha visto susseguirsi fino alle ultime ore diverse versioni della norma, ad esempio per quanto attiene la disciplina del sotto-soglia o del tetto sul subappalto. Oggi, a poche settimane dalla pubblicazione del nuovo Codice, rispetto agli obiettivi di semplificazione e snellezza tanto enfatizzati in fase di

Fonte: lavoripubblici.it

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presentazione non mancano le perplessità, quanto meno per il fatto che l'andata a regime di questo nuovo Codice potrà dirsi completata solamente con l'emanazione delle decine di provvedimenti attuativi in esso previsti, tra decreti e linee guida ANAC, la cui adozione si auspica avvenga in tempi brevi e in modo coordinato onde evitare l'aggravarsi della complessità interpretativa. Tra le novità di maggior rilievo spicca certamente il nuovo sistema di centralizzazione e qualificazione delle stazioni appaltanti, che attuano il criterio della legge delega in merito alla necessità di ridurre il numero delle stazioni appaltanti e di qualificazione delle stesse sulla base di criteri di qualità, efficienza, professionalizzazione. Ruolo centrale viene poi assegnato all'ANAC, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, che avrà fra i suoi molteplici compiti quello di assegnare i rating di impresa, qualificare le stazioni appaltanti, mettere in piedi l'albo dei commissari di gara, indirizzare il mercato su

Mangiare fuori: la carica dei ristorantini

aspetti specifici, oltre che adottare le linee guida di attuazione del Codice stesso. Per quanto riguarda il settore della ristorazione, di particolare rilevanza è l'obbligo, finalmente introdotto dopo essere stato a lungo auspicato, di assegnare gli appalti relativi al servizio di ristorazione scolastica e ospedaliera esclusivamente tramite il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Sempre in materia di ristorazione, particolare attenzione viene posta con il nuovo Codice al tema della qualità, prevedendo che la valutazione tecnica delle offerte debba tenere conto di aspetti relativi a fattori quali la qualità dei generi alimentari, con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici e tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonché di quelli provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori dell'agricoltura sociale, nonché al rispetto delle disposizioni ambientali in materia di green economy e dei criteri minimi per garantire la sostenibilità ambientale.

di Giuliano Gallini, da www.ilgiornaledelcibo.it Da alcuni anni il panorama dei negozi del centro della città in cui vivo non fa altro che cambiare. Chiudono vecchi esercizi, ne aprono di nuovi; molti chiudono poco dopo avere aperto e ne aprono di nuovi ancora che purtroppo somigliano tremendamente ai vecchi che avevano chiuso. E così via. In questo tourbillon  (una pena infernale che ci tocca scontare come dannati nel girone del consumismo) un punto fermo però c'è:  aprono un sacco di ristorantini, bar, caffè,  smart food  (individuali, a catena, in franchising) e chiudono negozi di abbigliamento, di oggettistica, di antiquariato, librerie, gallerie. Le botteghe più vecchie amano andarsene esponendo in vetrina un orgoglioso cartello: fuori tutto, chiudiamo dopo settanta anni. I nuovi ristorantini sono una esplosione di fantasia e novità: nella proposta alimentare, nell'arredo, nel servizio. Un inno alla diversità, la fine della monotonia anche nel mangiare fuori casa. Un giorno entro in una hamburgheria che ha aperto al posto di una drogheria storica, ormai esausta per le continue scomparse delle sue vecchie clienti. Hamburger, patate, birra e dolce: 20 Euro. Qualche giorno dopo vado in un vecchio e blasonato ristorante. Gnocchi (mezza porzione), arrosto di vitello, patate, dolce e un quarto di vino: 20 Euro. Su ambiente e servizio non c'è storia: vecchio ristorante batte nuova hamburgheria dieci a zero (sempre che non piacciano lo stile country pacchiano, mangiare su uno sgabello, camerieri vestiti come spaventapasseri, dimostrazione vivente della sostenibilità della proposta alimentare, stoviglie recuperate dopo una cena greca, tovaglioli di carta ruvida).

Se la carica di questi ristorantini serve a calmierare i prezzi dei veri ristoranti sono benvenuti. Ma la domanda è: reggeranno? Leggo su Pagina99 che siamo il paese con la maggiore offerta nel settore del mangiare fuori casa. 440 imprese ogni 100.000 abitanti, contro 239 in Francia, 198 in Germania e 181 in Gran Bretagna. È probabile che si stia creando una bolla, determinata da un eccezionale ingresso sul mercato di nuovi operatori. Ma c'è davvero una domanda di fuori casa così forte e vivace? Forse no. I nuovi operatori sono invitati a mettersi ai fornelli in parte dal fascino che il settore ha saputo conquistarsi negli ultimi anni (i Cuochi sono i nuovi Cavalieri senza macchia e senza paura, c'è stato il  traino di Expo, i  nuovi stili alimentari  hanno preso il posto delle vecchie ideologie quanto a costruzione del senso di identità e tutti parlano di cibo) e in parte dalle difficoltà, soprattutto per i giovani, di trovare  opportunità di impiego. Tutti in cucina, allora, tutti barman, tutti chef de rang. La bolla però può scoppiare. E allora saranno guai. Perché aprire un ristorante, anche se piccolino, costa.

Gli investimenti non sono paragonabili a quelli di un negozio di scarpe. Aprire e chiudere è doloroso. Cucine, magazzini, zone di lavaggio, spogliatoi e bagni per il pubblico devono essere a norma e comportano investimenti strutturali notevoli; riciclare i mobili country se il subentrante vuole fare un sushi minimale può essere complicato. Una selezione darwiniana è attesa. Perderanno i vecchi e blasonati ristoranti o le nuove fantasiose formule? La selezione sarà tra vecchio e nuovo o tra sostanza e illusione? Tra tradizione e innovazione? O stai a vedere che l'inossidabile pizzeria si svilupperà ancora di più prendendo il posto delle novità che hanno perso nella lotta per la sopravvivenza? A complicare le cose c'è anche il  food delivery, che si sta evolvendo nell'home gourmet, il  social eating  e la riscoperta delle serate in casa rispetto al  mangiare fuori. Chissà quante e quali altre novità ci riserverà il futuro, sia per il palato che per il portafoglio. Noi siamo sempre per un cibo di qualità e sostenibile, per tutti. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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ATTUALITA' COOPERAZIONE

Cooperare per un futuro sostenibile

Per la Giornata Internazionale delle Cooperative, svoltasi il 2 luglio, l'ICA lancia la piattaforma che promuove il contributo della cooperazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile La piattaforma permetterà di approfondire i temi dello Sviluppo Sostenibile, fissare gli obiettivi per contribuire a raggiungerli, monitorare i loro progressi e vedere quello che fanno le altre cooperative del mondo. Durante il 2 luglio, Giornata Internazionale delle Cooperative, è stato celebrato il contributo delle imprese cooperative al raggiungimento dei diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite (GOALS), che per il 2030 hanno fissato un programma ambizioso per porre fine alla povertà, combattere il cambiamento climatico e garantire l'uguaglianza e l'inclusione per tutti.

una strategia globale delle cooperative per diventare leaders riconosciuti nel campo della sostenibilità economica, sociale e ambientale, una forma di impresa scelta dalle persone e caratterizzata da una veloce crescita. In occasione dell'adozione da parte delle Nazioni Unite – a settembre 2015 – degli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, gli Stati Membri hanno

Per le cooperative, fortemente radicate nel loro territorio ed abituate a soddisfare le necessità delle persone, la piattaforma rappresenta una opportunità per collaborare a livello globale nel perseguire gli obiettivi comuni. Siamo tutti consapevoli che le cooperative hanno il potere di agire per un futuro sostenibile. Condividiamo questo potere con il mondo!

“The new agenda is a promise by leaders to all people everywhere. It is an agenda for people, to end poverty in all its forms. An agenda for the planet, our common home”

Il contributo di CIR food per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) •

Goal 4: Fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti ›› 4.4 Entro il 2030, aumentare sostanzialmente il numero di giovani e adulti che abbiano le competenze necessarie, incluse le competenze tecniche e professionali, per l'occupazione, per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale. ›› NOSTRO IMPEGNO: Sviluppo Scuola dei Mestieri. ›› NOSTRO IMPEGNO: Promuovere cultura tra i soci e dipendenti di CIR food.

Goal 7: Assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni ›› 7.2 Entro il 2030, aumentare notevolmente la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale. ›› NOSTRO IMPEGNO: Incentivare l'installazione di impianti per produrre energia da fonti rinnovabili.

Goal 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti ›› 8.2 Raggiungere livelli più elevati di produttività economica attraverso la diversificazione, l'aggiornamento tecnologico e l'innovazione, anche attraverso un focus su settori ad alto valore aggiunto e settori ad alta intensità di manodopera. ›› NOSTRO IMPEGNO: Accrescere investimenti in ricerca e sviluppo.

Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite Come imprese basate su principi e valori che esistono per rispondere alle esigenze delle persone, le cooperative hanno una posizione di vantaggio per raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile, tra i quali combattere la fame, garantire la sicurezza alimentare, la parità di genere, la crescita inclusiva, la produzione ed il consumo sostenibile. Molti degli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile sono d'altronde già contemplati nel documento “Blueprint per una decade Cooperativa”,

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riconosciuto il ruolo che le cooperative giocano come attori del settore privato. Preso atto di questo importante riconoscimento a livello globale e dell'importanza del lavoro che le cooperative svolgono ogni giorno per conseguire gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile, l'Alleanza delle Cooperative invita i cooperatori di tutto il mondo ad attivarsi nel partecipare alla piattaforma www.coopsfor2030.coop, una campagna volta ad unire le cooperative di tutto il mondo nella costruzione di un futuro sostenibile.

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8.8 Proteggere i diritti del lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i lavoratori, compresi i lavoratori migranti, in particolare le donne migranti, e quelli in lavoro precario. NOSTRO IMPEGNO: Promuovere azioni di welfare aziendale e sociale.

Goal 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo ›› 12.6 Incoraggiare le imprese, soprattutto le aziende di grandi dimensioni e transnazionali, ad adottare pratiche sostenibili e integrare le informazioni sulla sostenibilità nelle loro relazioni periodiche. ›› NOSTRO IMPEGNO: Redigere il bilancio di sostenibilità secondo le linee guida GRI. ›› ››

12.7 Promuovere pratiche in materia di appalti pubblici che siano sostenibili, in accordo con le politiche e le priorità nazionali. NOSTRO IMPEGNO: Promuovere la cultura della qualità nelle gare pubbliche.

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MONDO CIR food BILANCIO

CIR food cresce e si rafforza

Si è conclusa il 25 giugno a Pollenzo con l'Assemblea dei delegati l'approvazione del bilancio 2015, che ha registrato un aumento dell'utile netto, pari a 16,8 milioni di euro, destinando ai soci un ristorno pari a 3 milioni di euro

Assemblea di Bilancio Eudania

In un anno caratterizzato dalla partecipazione a Expo 2015 con 20 locali e 4 milioni di visitatori, CIR food archivia un fatturato nazionale in crescita a quota 547 milioni di euro (+7,9%), compresi i ricavi legati all'esposizione milanese, pari a 24,5 milioni di euro. In aumento l'utile netto, che passa da 12,6 a 16,8 milioni di euro. Di segno positivo anche il bilancio consolidato 2015 del Gruppo CIR food: 563 milioni di euro, +7,7% rispetto all'anno precedente, con un utile netto di 18,8 milioni di euro. Cresce il ristorno dai ricavi 2015 riconosciuto ai 6.751 soci cooperatori, pari a 3 milioni di euro (+36%).

“Nel 2015 CIR food ha lanciato un segnale importante al mercato della ristorazione – ha dichiarato la Presidente di CIR food, Chiara Nasi – Non solo a Expo, ma anche nelle scuole, nelle imprese e negli ospedali italiani abbiamo tutelato la qualità dei servizi ristorativi, tenendo ferma l'idea di un cibo buono e accessibile a tutti”. A fronte di un totale di 82 milioni di pasti prodotti da CIR food nel 2015 (+2,5% sul 2014), il 77% è stato destinato alla ristorazione collettiva, un mercato in cui detiene l'8% di quota. Fanno parte di questo settore, da cui proviene il 69,8% dei ricavi, le mense scolastiche,

dove CIR food serve 300mila pasti al giorno in oltre 400 Comuni, le aziende, le strutture militari e gli ospedali. Segue la ristorazione commerciale (17,6% del fatturato), fra cui i locali inaugurati a Expo, una rete di oltre 100 locali dove CIR food sta sperimentando nuove proposte gastronomiche, puntando a raddoppiare i ricavi nel 2020. Infine, nel 2015 CIR food ha emesso 12,3 milioni di buoni pasto (12,6% dei ricavi). Lo scorso anno sono aumentati non solo i pasti, ma anche i dipendenti di CIR food, che ha effettuato 256 nuove assunzioni, per un organico complessivo di 11.485 persone, di cui il 90% donne. 17,2 i milioni di euro investiti per il miglioramento delle performance gestionali e ambientali. Questi i dati dell'esercizio 2015 approvati dai soci, che come sempre hanno dato un contributo importante alla solidità dell'impresa, forte di un capitale sociale di 23 milioni di euro e di un patrimonio netto che supera i 121 milioni di euro. Alle assemblee separate di bilancio svoltesi dal 27 maggio al 17 giugno hanno partecipato 2400 soci cooperatori, pari al 35% dei soci al 31.12.2015, e 200 soci sovventori.

Nel corso delle assemblee di bilancio, si è inoltre ratificata la cooptazione del Consigliere d'Amministrazione per l'Area Lombardia. La cooptazione si è resa necessaria a seguito del pensionamento di Ivar Bonafè avvenuto il 31 dicembre 2015. La sezione soci ha quindi provveduto a segnalare al Consiglio come nuovo consigliere Valeria Pincelli, procedendo alla sua cooptazione. Valeria lavora in CIR food da 15 anni nell'Ufficio Personale dell'Area Lombardia ed è inoltre membro del comitato di sezione soci. Valeria, nel 2015, ha seguito la selezione, contrattualizzazione e il coordinamento del personale a Expo. L'Assemblea all'unanimità ha ratificato la cooptazione. C IR food, infine, in queste assemblee si è impegnata ad aderire all'Alleanza delle Cooperative Italiane non appena l'Associazione sarà costituita ufficialmente. La nostra impresa è infatti convinta che sia necessario che la cooperazione parli con un'unica voce e agisca con un'unica organizzazione: il movimento cooperativo e tutte le imprese non potranno che trarne beneficio.

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Sostenibilità al centro Da Bilancio Sociale a Bilancio di Sostenibilità Nel corso delle assemblee di bilancio, CIR food ha consegnato ai propri soci il primo bilancio di sostenibilità. Con questo documento, che rappresenta l'evoluzione del Bilancio Sociale, l'impresa intende rendicontare l'impegno nel mantenere aperto e trasparente il dialogo con tutti i propri stakeholder, nel tutelare la qualità dei servizi di ristorazione e nel creare sviluppo nei territori in cui opera attraverso l'idea che cibo è cultura. “Il nostro Bilancio di Sostenibilità – commenta la presidente Chiara Nasi – esprime quello che siamo non da oggi, ma da sempre. Una impresa che, in modo trasparente, consente ai suoi stakeholder di partecipare alle scelte della organizzazione e alla distribuzione dei benefici”. Nel bilancio di sostenibilità sono quindi evidenziati i numeri e le iniziative del modo in cui portiamo avanti la nostra cultura d'impresa e il nostro modo di fare ristorazione, incentrato sul valore del cibo. Nell'ultimo triennio l'impresa ha stanziato 2 milioni di euro in iniziative sociali e culturali, affiancando gli enti locali in progetti di educazione alimentare e ambientale e promuovendo l'attività di fondazioni, biblioteche, teatri, festival culturali. Per citarne alcuni, alla Mostra del Cinema di Venezia CIR food promuove già da due anni una menzione speciale per il film che meglio riesce a trasmettere il valore culturale del cibo. In diverse città CIR food sostiene la ricerca medica finanziando le attività di alcune associazioni e centri clinici e organizzando serate di beneficenza. È impegnata inoltre sul fronte della disabilità sostenendo iniziative di sensibilizzazione come i tornei “Special Olympics” e acquistando alcune materie prime dalle cooperative che danno lavoro ai disabili. Fra gli acquisti etici si annoverano anche i prodotti di Libera Terra e del mercato equosolidale.

L'impresa, nel 2015, ha inoltre partecipato al Festival di Internazionale di Ferrara promuovendo un confronto dal titolo “L'azienda che vorrei”, dal quale è emerso un nuovo modello di benessere organizzativo, in cui i dipendenti sono chiamati a dare il loro contributo in un'ottica di sostenibilità etica ed economica.

cucine scolastiche, con l'obiettivo di incentivare nei prossimi anni l'impiego di energia da fonti rinnovabili. Sono da segnalare inoltre le iniziative di contrasto allo spreco alimentare, in particolare attraverso la donazione delle eccedenze alimentari, recuperando e devolvendo a enti caritatevoli circa 80.000

L'approccio culturale e sostenibile di CIR food, infatti, non intende essere soltanto rivolto alle comunità locali, ma anche ai soci e dipendenti. Nel 2015 l'impresa ha dato il via al piano di welfare aziendale NOIXNOI, che prevede azioni concrete di conciliazione vita-lavoro e sostegno per rispondere ai bisogni dei soci e dipendenti e delle loro famiglie. Lo scorso anno CIR food ha erogato circa 1 milione di euro, assecondando le richieste di anticipi del TFR e di prestito. Infine, grande novità del bilancio di sostenibilità è il capitolo dedicato all'ambiente e ai consumi energetici. Lo scorso anno CIR food ha stanziato 1,5 milioni di euro per l'efficienza energetica, installando impianti solari termici in alcune

pasti grazie alla collaborazione di CIR food con associazioni come Last Minute Market, Banco Alimentare e Caritas. Inoltre, l'impresa incentiva in ogni territorio i progetti di educazione ambientale rivolti alle scuole, come l'iniziativa “Good food bag” in collaborazione con Legambiente che consente ai bambini di portare a casa pane e frutta non consumati. Il bilancio di sostenibilità è stato elaborato, seguendo il modello del Global Reporting Iniziative (GRI) 4, la linea guida più innovativa oggi disponibile, riconosciuta come best practice di riferimento a livello internazionale, ed è stato sottoposto a valutazione di un ente terzo, che ha verificato affidabilità, accuratezza e correttezza delle informazioni riportate. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food CULTURA D'IMPRESA

RISTORAZIONE COMMERCIALE

Cibo è cultura

All'Assemblea dei Delegati anche una tavola rotonda per condividere l'importanza che la cultura riveste nella ristorazione Per Michele Fino queste sono “mode” pericolose: “Il cibo non può essere un'ideologia, perché è indispensabile per ogni persona garantire al proprio organismo il massimo dell'ampiezza e della varietà dei nutrimenti. Il futuro sta nel riempire di valore e metacontenuti il cibo”.

I relatori della tavola rotonda

Nella splendida cornice dell'Agenzia di Pollenzo, che dal 2004 ospita l'Università di Scienze Gastronomiche, sabato 25 giugno, nel corso dell'Assemblea dei Delegati, CIR food ha deciso di offrire un momento di riflessione ai propri soci con la tavola rotonda dal titolo: “Cibo è cultura. Dalle identità alimentari alle nuove esperienze di gusto”. Moderati da un brillante Luca Telese, hanno conversato sul tema Giuliano Gallini, Direttore Commerciale e Marketing CIR food, Roberto Rivellino, Amministratore Delegato di Feltrinelli e Michele Fino Professore e Responsabile Ricerca dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Luca Telese ha aperto il dibattito inquadrando il tema e il contesto. Viviamo, infatti, un momento storico che qualcuno definisce di “gastrofissati”: libri sul cibo riempiono le librerie, la televisione propone programmi e show di cucina e le nuove star sono gli chef e i food blogger. Non solo, oggi le persone vengono identificate per quello che mangiano. Le ideologie non sono più quelle politiche ma diventano quelle alimentari: vegetariani, vegani, crudisti, macrobiotici, ecc., non più solo diete ma vere e proprie filosofie di vita.

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Roberto Rivellino ha portato il punto di vista di un impresa culturale che ha investito anche nel cibo, creando il marchio RED, cioè Read, Eat, Dreams. “Con RED – sottolinea Rivellino – la libreria si trasforma: non è più solo un luogo da fruire singolarmente, ma attraverso il cibo diventa anche un momento di socialità e condivisione e quindi di piacere collettivo. Un luogo dove si vuole andare e trovare calore”. Giuliano Gallini evidenzia l'evoluzione della percezione del cibo: quando una persona si siede a tavola non vuole più solo alimentarsi ma ricerca un'esperienza completa. “La cultura – prosegue Gallini – è una leva fondamentale e strategica per la crescita personale, oltre che professionale, dei propri soci e dipendenti. Perché la cultura non

costa, costa l'ignoranza. E per innovare e migliorare è necessario attivare alleanze con altre Istituzioni culturali”. Ed è quanto ha fatto CIR food con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per la realizzazione del Sistema Gastronomico nel grattacielo di Intesa San Paolo a Torino. Anche con Feltrinelli si stanno valutando possibili sinergie e progetti. Chiara Nasi, Presidente CIR food, nelle sue conclusioni, sottolinea alcuni aspetti del grande interesse per il cibo. “Indubbiamente – afferma – ne beneficia la professione di cuoco. Ma oltre ai grande chef, dovrebbero essere apprezzati i cuochi della ristorazione collettiva, definiti da Luca Telese eroi anomimi, perché riescono a fare miracoli con pochi euro di spesa a disposizione”. Chiude ricordando la straordinaria capacità italiana di valorizzare il piacere alimentare e la convivialità: “Il piacere di stare a tavola, non si misura di certo con il PIL, ma se ci fosse un indicatore della felicità sono certa che sarebbe altissimo quando le persone sono a tavola e le persone felici rendono il mondo migliore. Pensiamoci…”

Al via il primo Viavai

Dopo la presentazione a Expo, apre al Centro Commerciale “La Fattoria” di Rovigo il primo Viavai Italian Smart Food Da fine maggio lo storico snack bar e ristorante self service che gestiamo dal 1998 presso il centro commerciale La Fattoria di Rovigo ha cambiato completamente look e si presenta con un nuovo marchio: VIAVAI ITALIAN SMART FOOD, format presentato ad Expo Milano 2015 ed ora pronto a incontrare nuovi clienti. Durante i mesi primaverili il locale è stato completamente ristrutturato e arredato con elementi di design che lo rendono un ambiente moderno e accogliente. Con questa nuova veste si prepara a diventare un punto di riferimento per chi è alla ricerca di una pausa ricca di gusto e convivialità, offrendo una capacità di accoglienza molto ampia con i suoi 180 posti a sedere. ViaVai si presenta come la rivisitazione innovativa e in chiave moderna della linea self in versione snack, concilia la regionalità e la semplicità dei piatti della tradizione italiana con la fragranza dei prodotti da forno, offrendo una

Buono Cultura Di una prima collaborazione con Feltrinelli ne beneficeranno i soci di CIR food. L'impresa, ha infatti stanziato dal bilancio 2015, 330mila euro per omaggiare i propri soci di un buono cultura, del valore di 50 euro a socio, utilizzabile nelle librerie Feltrinelli. Una scelta precisa che rappresenta la volontà dell'impresa di continuare a investire sulla crescita culturale non solo professionale ma anche personale dei propri soci, convinta che ne avranno beneficio lo sviluppo e il progresso della cooperativa, ma anche della comunità e dell'intero Paese. “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… Perché la lettura è un'immortalità all'indietro”. Umberto Eco Il gruppo di lavoro del Viavai di Rovigo

ristorazione pratica e veloce nel rispetto della storia gastronomica del nostro Paese. Il tutto si completa con un'ampia offerta di prodotti freschi, dove le protagoniste sono frutta e verdure, ed un corner dedicato alla caffetteria di alta qualità. Sono due le anime di questo locale. Nella caffetteria snack bakery sarà possibile gustare da una ricca colazione accompagnata da un buon caffè, a fragranti focacce e gustose pizze, tutte preparate con impasti con lievito madre naturale, e panini farciti con ingredienti selezionati DOP e IGP. Durante la pausa pranzo la formula si arricchisce dell'offerta del ristorante self service più completa e strutturata con un'ampia varietà di piatti cucinati dai nostri chef, che spaziano dalle ricette della tradizione ai piatti light e innovativi come ad esempio la cocotte di pane al cui interno viene servito un gustoso mix di verdure spadellate.

Il nuovo Viavai di Rovigo

Oltre alla particolarità della proposta gastronomica Viavai si distingue anche per la multimedialità offerta ai clienti grazie a 4 postazioni tablet per la navigazione online libera con wi-fi a cui si aggiungono le postazioni per ricaricare in sicurezza i propri mobile device. Oltre a questo grande attenzione è riservata anche al valore della sostenibilità: i vassoi di portata sono infatti realizzati con materiali riciclati e sono ecologici al 100%. Inoltre il non utilizzo di tovagliette ci permette di ridurre le emissioni di CO2 in un'ottica di basso impatto ambientale. Aperto 7 giorni su 7 con uno staff di 18 persone, il nuovo Viavai si inserisce sul percorso di rinnovamento dell'offerta ristorativa della nostra impresa inaugurato a Expo. Questo nuovo locale, il primo ad essere aperto in Italia dopo il successo riscontrato all'Esposizione Universale, rispecchia la strategia di CIR food di rafforzare la propria presenza e posizionamento all'interno delle gallerie commerciali. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food RISTORAZIONE COMMERCIALE

CIR food nel ristorante più alto d'Italia

re quello che ha gustato, ma anche come è stato accolto e come si è sentito”. Così Ivan Milani ha commentato con entusiasmo l'inizio di questa nuova avventura. “L'idea – ha aggiunto – è di far gustare nel piatto quel che si vede dalla terrazza, i prodotti delle montagne e delle valli attorno a Torino e non solo”.

Inaugurato a Torino il Sistema gastronomico nel grattacielo di Intesa Sanpaolo

Nella gestione di questa esperienza unica di cibo, atmosfera e accoglienza, CIR food trova così l'occasione per valorizzare al meglio la nuova offerta ristorativa d'eccellenza e la filosofia che ha contraddistinto la partecipazione a Expo 2015: “Vivere il cibo. Solide radici per nutrire il futuro”.

È stato presentato lo scorso 25 maggio a Torino “Piano35”, il ristorante più alto d'Italia, al 35° piano, del grattacielo di Intesa Sanpaolo, la torre in cristallo e acciaio bianco progettata dallo studio Renzo Piano RPBW. Piano35 è il cuore pulsante del Sistema Gastronomico di Intesa Sanpaolo, un innovativo concetto di ristorazione e accoglienza voluto fortemente dal prestigioso gruppo bancario e messo a punto dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo insieme a CIR food, che ne gestisce la parte operativa attraverso Affida, la sua newco specializzata nell'alta ristorazione.

Un ambiente del ristorante gourmet Piano35

Gian Maria Gros Pietro, Chiara Nasi e Enrico Salza alla presentazione del Sistema gastronomico

Il progetto nasce dalla volontà di Intesa Sanpaolo di offrire all'interno del proprio centro direzionale a Torino, una proposta trasversale, unica nel suo genere che, nel tempo, possa diventare un polo di ricerca e innovazione gastronomica e culinaria nel quale CIR food mette la propria forza organizzativa, esperienza e storia al servizio di una ristorazione di altissima qualità. Il tutto, rispettando e enfatizzando valori come la sostenibilità, la professionalità, la gustosità e l'accessibilità, perché il sistema gastronomico non nasce per soddisfare le esigenze di pochi, bensì per abbracciare un'utenza ampia di persone interessate al valore non solo gastronomico ma anche culturale del cibo.

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Il Sistema gastronomico non è una food court, ma un insieme di elementi integrati fra loro per offrire agli ospiti un'esperienza di cibo e accoglienza unica che si articola in tre proposte ristorative: il ristorante gourmet Piano35, la cui cucina è stata affidata alla maestria dello Chef Ivan Milani e alla sua brigata; un elegante e raffinato lounge bar posto al 37° piano che vanta una eccezionale vista sullo skyline torinese e infine Chiccotosto format di punta di CIR food nel segmento caffetteria, situato nel piazzale antistante l'edificio e aperto al pubblico dallo scorso 7 giugno. Dalla fusione tra il vissuto di CIR food, e l'individualità creativa di Ivan Milani, grande e riconosciuto chef, è nato dunque un ambizioso progetto gastronomico, con un'offerta trasversale che spazia dal pranzo veloce alla cena gourmet, dalla colazione all'aperitivo. Un servizio di altissimo livello, che vedrà impegnato uno staff di 40 persone.

“È con entusiasmo che abbiamo scelto di collaborare a questo importante progetto – ha dichiarato la Presidente Chiara Nasi durante la presentazione del progetto – e gestire un Sistema gastronomico all'interno di questa prestigiosa realtà, portando la nostra esperienza imprenditoriale, ovvero quella di un grande gruppo di ristorazione organizzata, coniugata all'individualità di un grande chef e della sua brigata”. Alle parole di Chiara Nasi, hanno fatto eco quelle del Presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros Pietro, che ha sottolineato come siano bellezza, cultura e sapienza le tre parole chiave che sintetizzano l'identità di questo progetto. “Bellezza perché mangiamo prima di tutto con gli occhi e noi abbiamo pensato a un ristorante e un lounge bar posizionati in un luogo dal quale, oltre a poter ammirare la bellezza di Torino dall'alto, si gode di un panorama mozzafiato dell'arco alpino, dal Monviso al Monte Rosa.

Cultura e sapienza perché in cucina, per creare qualcosa di nuovo, bisogna saper mescolare i sapori di territori diversi e il grattacielo è il simbolo di un gruppo che ha saputo mescolare esperienze locali per diventare la prima banca nazionale e una delle prime in Europa”.

gastronomico “rappresenta l'occasione di far convergere in un luogo unico istanze e temi della gastronomia contemporanea: coerenza di filosofia, materie prime di eccellenza, professionalità straordinarie, servizio smart e minimizzazione degli sprechi”.

Per Michele Fino, delegato alla ricerca dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Sistema

“Il nostro desiderio è far vivere al pubblico un'esperienza unica, affinché uscendo da qui possa ricorda-

Ivan Milani, chef del ristorante gourmet Piano 35

Chiccotosto apre a Torino Ha già aperto le porte al pubblico i primi di giugno la caffetteria snack Chiccotosto, una struttura al piano terra che richiama gli elementi architettonici del grattacielo di Renzo Piano. Le grandi vetrate separate da infissi chiari donano all'ambiente un'atmosfera fresca e luminosa. Chiccotosto, uno dei format di punta di CIR food, è il luogo ideale per iniziare la giornata davanti a un buon caffè e ai fragranti prodotti di panificazione di elevata qualità con farciture che variano dalla crema pasticcera alle composte di frutta biologica. Il tutto improntato sull'italianità dei prodotti e su un'ampia proposta di eccellenze DOP e IGP dolci e salate. Il Mastro pasticcere, inoltre, preparerà ogni giorno gustose creme per farcire al momento le brioche. Una cura particolare, infine, è stata riservata al design del locale, che si contraddistingue per un'esclusiva decorazione a mosaico realizzata ad hoc per questo brand che caratterizza il bancone e alcuni particolari delle pareti. Particolare attenzione è riservata a temi quali la tutela dell'ambiente che si esprime con i vassoi da portata in materiale riciclato e 100% ecologico e nell'assenza di tovagliette, che consente di ridurre le emissioni di CO2. Aperta al pubblico da lunedì a sabato dalle 7 alle 18 – e, presto, fino alle 19.00 – la caffetteria snack Chiccotosto si avvale di uno staff di 5 persone e inaugura la fase operativa del sistema gastronomico del grattacielo di Intesa Sanpaolo. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food FORMAZIONE

UP: insieme per nutrire il futuro Un meeting aziendale rivolto al management CIR food per condividere gli strumenti utili al raggiungimento degli obiettivi delineati con il Piano Strategico anche da questa capacità”. Giordano Curti Direttore Generale, evidenzia così l’importanza di sapere quando, durante il lavoro di tutti i giorni, bisogna fermarsi e alzare il proprio sguardo per capire e verificare dove si è rispetto al contesto, ai colleghi e agli obiettivi dell’impresa. “Le mete si raggiungono insieme e la nostra storia lo dimostra”. Le persone rappresentano la principale leva strategica per raggiungere gli obiettivi prefissati. “Le persone, oggi, sono determinanti per il funzionamento di una organizzazione. Sono il vero vantaggio competitivo; per questo l’impresa vuole continuare ad investire sulle persone, senza lasciare mai nessuno da solo”. Questo il messaggio con cui il Presidente Chiara Nasi ha aperto l’incontro, sottolineando l’importanza che ognuno di noi ha nel mettere in campo tutte le azioni che ritiene necessarie per conseguire i risultati assegnati, con responsabilità e dedizione. Per questo ha proposto un “patto”: che ognuno possa contare sul lavoro degli altri, condividere il percorso e arrivare insieme alla meta. Il Presidente inoltre ha sottolineato come l’impresa abbia progetti ambiziosi, come lo è stato in passato. “È giusto aspirare a fare qualcosa di grande anche perché è l'unico modo per avere successo, non possiamo e non dobbiamo fermarci”. Con la realizzazione del Piano Strategico 2016-2020, CIR food ha definito quale vuole essere lo sviluppo dell’impresa nei prossimi anni, dove vuole arrivare, con quale strategia e con quali mezzi. Il Piano fornisce gli strumenti di navigazione, è una mappa ed è l’orientamento dell’impresa. “Per fare quello che facciamo tutti i giorni, dobbiamo saper guardare lontano. Raggiungere gli obiettivi del nostro piano strategico dipende

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Il raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico passa anche attraverso la crescita delle nostre persone. Tra queste, un ruolo fondamentale è giocato dal Project Leader, ossia colui che ha responsabilità di gestione dei progetti specifici di sviluppo del business e che, coordinando i gruppi di lavoro, dovrà supportare l’impresa a raggiungere i suoi traguardi, mettendo in campo specifiche competenze. “Il Project leader – ha espresso Stefania Monini, Direttore Risorse Umane e Organizzazione – è chi traduce ogni giorno gli obiettivi in attività concrete. Ognuno è impegnato in un percorso di crescita, da compiere insieme agli altri e all'impresa”. Lo sviluppo dell'in-

dividuo è un viaggio costante da affrontare con motivazione, desiderio e impegno, ma soprattutto con la consapevolezza che la differenza tra un viaggio vissuto da spettatore, in cui ci si limita a guardare quello che si ha attorno, e un viaggio in cui si agisce da protagonisti, è la possibilità di vivere un'esperienza che arricchisce e coinvolge, attraverso momenti faticosi, ma pieni di soddisfazione. Nel suo intervento inoltre ha parlato anche dei primi mesi passati in CIR food, delle emozioni e delle impressioni che la nostra impresa trasmette a chi la guarda con occhi “nuovi” mettendola a confronto con le altre organizzazioni: “Il valore della persona traspare, ho visto grande passione per il proprio lavoro e la bellezza di questo business”. Nell’illustrare il modello di competenze e i percorsi di carriera, Stefania Monini ha evidenziato il tema della Responsabilità del proprio percorso in azienda. Ognuno ha un ruolo nella crescita dell'impresa e deve svolgerlo fino in fondo. Per realizzare tale crescita bisogna rafforzare alcune

competenze, a partire da “pensare e agire il cambiamento”, che va vissuto con positività, senza paura, come una sfida che ci rende migliori. Durante il meeting sono intervenuti inoltre due relatori esterni, Roberto Vaccani (Professore SDA Bocconi, area organizzazione e personale) e Nicola Grande (consulente di Spell, società di formazione manageriale), che hanno sviluppato il tema delle competenze professionali in quanto elemento irrinunciabile nel fare la differenza rispetto ai nostri competitor, e la necessità di cambiare il proprio

approccio mentale di fronte alle difficoltà e novità che incontriamo tutti i giorni nel nostro lavoro. “Superare quelli che riteniamo essere i nostri limiti, non è solo una questione di tecnica, ma anche e soprattutto di motivazione”. Infine, durante l'incontro, abbiamo riflettuto insieme a Giuliano Gallini, Direttore Commerciale e Marketing, sul significato del cibo come cultura. “Il cibo è cultura. Il cibo è parte della nostra identità. Noi non facciamo solo da mangiare, ma siamo parte di un sistema che produce anche conoscenza”.

Dobbiamo essere orgogliosi del nostro lavoro, della nostra cultura d’impresa e della nostra Value Proposition: rendere accessibile a tutta la comunità il piacere e la qualità della nutrizione, frutto di un lavoro che dia dignità alle persone. È questo che ci rende differenti dagli altri, la coerenza tra quello che diciamo di essere e quello che facciamo ogni giorno. È un impegno costante che bisogna perseguire con motivazione e dedizione tutti insieme.

Il viaggio del Project Leader A tutti i project leader è stata consegnata una guida per orientarsi correttamente lungo il percorso di crescita nell’impresa, un supporto per veri viaggiatori – come si legge nell’introduzione – quelli che sanno che il percorso è importante quanto la meta. È uno strumento per crescere, un’opportunità di costante miglioramento. È una guida creativa, sviluppata sulla metafora del viaggio, con spunti su cosa mettere nello zaino prima di partire, come leggere il territorio, uno spazio libero per le note e gli appunti di viaggio e una mappa dei luoghi e delle competenze necessarie per crescere nell’impresa, come persone e come professionisti. La guida fornita ai Project Leader CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food STORIE D'IMPRESA

Condividere per crescere Intervista a Rosaria Menichetti, Ufficio Personale Perugia Divisione Eudania Come nasce la tua esperienza in CIR food? Ho iniziato il mio percorso nel 1988 con IES (Italia Eating System). Lavoravo come Responsabile del Centro di cottura SICEL di Perugia che produceva oltre 2000 pasti al giorno. Nel 1991 venni trasferita nel Centro di cottura Il Melograno di Marsciano. Il 1.04.1995 IES venne acquisita da CIR food che attraverso un'attenta formazione mi consentì di svolgere quello che oggi è il mio ruolo all'interno dell'Ufficio Personale. Cosa ti viene in mente quando ripensi ai tuoi primi contatti con CIR food? Le prime persone che conobbi furono il Presidente Ivan Lusetti e Fiorella Boni, Direttore di funzione. Ricordo esattamente la giornata del 31 Marzo 1995. Fummo assegnati all'area di Mantova dove io e il collega Stefano Cangi ci recammo per l'avviamento delle nuove strutture che da quel momento in poi avrebbero portato il marchio CIR food.

Rosaria Menichetti

Braglia, se avevo avuto qualche intoppo nella registrazione delle ore. In breve tempo appresi nuovi ritmi e mi appassionai al mio lavoro. Anche Ivan Lusetti e Fiorella Boni iniziarono ad amare “Noi picco-

“Ogni obiettivo che raggiungerete, anche se potrà sembrarvi piccolo, sarà sempre un gran risultato, per voi e per CIR food”

Nella giornata trascorsa a Modena feci la conoscenza dei miei nuovi colleghi che cito con grande piacere: Giampiero Ferretti, Rosanna Patuzzi, Donatella Ferraresi. L'inizio non fu semplice. Ero abituata a lavorare in una piccola azienda e ciò che CIR food mi chiedeva mi sembrava irraggiungibile… Ricordo i rimproveri di Lorenza Manicardi quando ritardavo nella registrazione delle bolle e quelli di Maura

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li Umbri”, il nostro lavoro, le nostre capacità. Così la nostra, divenne Area UMA (Umbria, Marche, Abruzzo), e successivamente TUM (Toscana, Marche, Umbria), oggi Divisione Eudania. Il tuo ricordo più bello in CIR food? L'assemblea dei delegati del 1999 a Perugia. Venne presentato il Piano Strategico 2000-2002 “Costruire la CIR food del futuro”.

Fu una festa bellissima, ebbi la sensazione che le diverse realtà territoriali si fossero unite e solidificate per crescere insieme. Alla luce della tua esperienza, quali sono gli aspetti dell'impresa che vorresti migliorare? Mi piacerebbe che ci fosse maggiore condivisione e scambio di idee con i colleghi che lavorano nelle altre aree. Sono fortemente convinta che lo scambio di esperienze in ambito lavorativo ci aiutino ad aumentare l'entusiasmo nel nostro lavoro, e di conseguenza a migliorarne le prestazioni. Una sorta di scambio interculturale all'interno dell'azienda. Che consiglio daresti ai giovani che entrano a far parte del team CIR food? Focalizzate l'obiettivo, prendete iniziative. Accogliete con entusiasmo le nuove sfide. Partecipate alla vita sociale di CIR food. Ogni obiettivo che raggiungerete, anche se potrà sembrarvi piccolo, sarà sempre un gran risultato, per voi e per CIR food.

Sostegno al reddito L'ultimo capitolo del Progetto “NoixNoi”, al quale siamo giunti, riguarda gli interventi di sostegno economico previsti per i soci lavoratori. Considerato il lungo periodo di crisi socio-finanziaria, che ha drasticamente abbassato la capacità di spesa delle persone, abbiamo pensato che offrire aiuti economici tangibili sia l'azione principale per contrastare le crescenti difficoltà della collettività, e per migliorarne la qualità di vita. È stato innanzitutto deciso di integrare al 100% la retribuzione per i giorni di malattia, parzialmente indennizzati dall'Inps. Abbiamo inoltre pensato di concedere le anticipazioni del trattamento di fine rapporto per causali maggiori e a condizioni migliori rispetto a quelle indicate dalla normativa. Il socio, con contratto di lavoro a tempo indeterminato da almeno tre anni, senza attendere dunque l'ottavo anno di anzianità, può richiedere l'anticipo del TFR per varie ragioni e per due volte totali.

Le nuove motivazioni introdotte derivano da attente considerazioni relative alle richieste pervenute più frequenti, alle comuni esigenze imprescindibili ed alle spese generalmente più impegnative. Talvolta infatti non sussiste il bisogno di ristrutturare casa solo per una questione di abitabilità o per necessarie messe a norma, pertanto vogliamo aiutare chi decida ad esempio di risanare quel bene prezioso che è l'abitazione propria ma anche quella dei figli. Spesso, purtroppo, subentrano anche spese sanitarie importanti, pur non trattandosi obbligatoriamente di terapie o prestazioni straordinarie, pertanto agevoliamo chi se ne debba far carico per sé, figli, o coniuge/ convivente. CIR food vuole dare continuità occupazionale, preparare le generazioni future e contribuire alla crescita sociale, consapevole del fatto che l'innovazione, il miglioramento e lo sviluppo dipendano anche dalla cultura; se questo ci spinge da un lato ad in-

Servizi e convenzioni Sono state definite nuove convenzioni commerciali con: ››

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VIRGIN ACTIVE, società che opera nel settore del fitness e del benessere, con palestre presenti su quasi tutto il territorio nazionale (tariffe scontate per gli abbonamenti trimestrali ed annuali, oltre ad uno sconto su servizi offerti da alcuni centri); AVIS Italia, marchio pluripremiato che vanta una lunga storia di innovazioni nel settore dell'autonoleggio in tutto il mondo (tariffe speciali per il noleggio di autovetture in Italia – miglior tariffa promozionale al momento del noleggio di autovetture all'Estero e in alternativa sconti dal 10% al 30%); SALMOIRAGHI & VIGANÒ, marchio leader nel panorama dell'ottica al dettaglio, con 440 punti vendita (sconti dal 10% al 25% su lenti ed occhiali).

Ricordiamo che è indispensabile essere in possesso della tessera socio fornita dall'Ufficio Soci e che potrete ottenere tutte le informazioni utili consultando il nostro sito web e/o l'intranet aziendale oppure contattando lo Sportello Sociale (800-260.738 – dal lun. al giov. 9.00/12.00 – 15.00/17.00 o ven. 9.00/12.00).

vestire continuamente in formazione dall'altro ci ha motivati a supportare i soci ed i propri figli nei loro percorsi di studi, senza richiedere necessariamente un periodo di congedo. Un altro motivo di successo, per il quale è ora ammesso l'anticipo del TFR, è l'acquisto del mezzo di trasporto, auto o scooter, indispensabili per gli spostamenti di lavoro. Infine, concedendo periodi di aspettativa non retribuita per l'assistenza ai famigliari, per disagio psico-sociale e malattie oncologiche, garantiamo l'anticipo anche in queste spiacevoli occasioni. La terza ed ultima novità introdotta in quest'ambito è rappresentata dai prestiti agevolati. I prestiti più richiesti sono quelli per spese personali non documentate (massimo 1.500 €); sono altresì previsti i prestiti per il finanziamento delle operazioni rientranti nelle stesse casistiche che consentono l'anticipazione del TFR. Quest'ultimi si calcolano in base al monte ore contrattuale e non superano comunque l'importo massimo di 5.000 €. I soci lavoratori possono restituire la somma ricevuta in sei, dodici o ventiquattro rate ed il tasso di interesse applicato resta fisso nella misura dell'1%. Nel concludere la presentazione del Welfare Sociale ci auguriamo che sia stato utile approfondire ogni singola area tematica e che risulti il più evidente possibile quanto interessi alla nostra impresa l'ascolto e l'assistenza delle persone che ne fanno parte. L'impegno e la promessa per il futuro è di poter fare sempre meglio! CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food CULTURA

INAUGURAZIONI

L'opera “Sono qui” da Expo a casa CIR food

Nuova sede per l'area Emilia est In via Elsa Morante un spazio aperto sul modello dello smart office

dato CIR food definendola “una grande azienda e grande cooperativa”, e ha fatto i complimenti per la nuova sede e per l'esperienza di successo di Expo. Della stessa idea il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli: “questa è una azienda dagli obiettivi ambiziosi, che si impegna a crescere ed investire nella qualità”.

Svelata nella sede di Reggio Emilia la grande mano rossa di Giuliano Tomaino

Chiara Nasi e Giuliano Tomaino davanti all'opera “Sono qui”

Dopo una proficua collaborazione ad Expo, con l'esposizione di undici opere nei locali di CIR food, l'arte di Giuliano Tomaino, scultore attivo da più di cinquant'anni con mostre in alcune delle più importanti gallerie del mondo, vive oggi a casa CIR food a Reggio Emilia.  La scultura dal titolo  “Sono qui”, una grande mano rossa in ferro dipinto, minimale, archetipica, di grande forza espressiva, in dialogo positivo con il contesto architettonico in cui è posta, è stata svelata lo scorso 21 aprile alla presenza dei collaboratori CIR food. 

“Si tratta di un rimando esplicito ad Expo – commenta Chiara Nasi, Presidente di CIR food – un'esperienza unica che vogliamo continua-

per vivere, insieme a tutti i collaboratori e ospiti, bellezza e arte”. Prosegue così il percorso di valorizzazione culturale intrapreso da CIR food, che intende portare e condividere l'arte negli spazi in cui le persone svolgono le attività quotidiane, come quella lavorativa e sostenere così il valore culturale del cibo. Secondo l'artista, che ha scelto un'opera semplice, ma densa di significato “l'arte può essere nutrimento di un'azienda perché stimola un pensiero e accresce la conoscenza delle persone. E il sapere e le nuove idee nutrono il mondo, ha dichiarato Giuliano Tomaino dopo la svelatura della sua opera. I miei sono sempre segni semplici, e questa mano che comunica solidarietà non si

“Questa mano, che comunica solidarietà, non si chiuderà mai. Io ve la consegno affinché possa essere da stimolo, ogni mattina, per nuove riflessioni” re a ricordare con un segno artistico, simbolo di accoglienza e del saper fare. Valorizzare i luoghi di lavoro è un dovere etico e morale

chiuderà mai. Io ve la consegno – ha commentato l'artista – affinché possa essere da stimolo, ogni mattina, per nuove riflessioni”.

“Sono qui”, opera di Giuliano Tomaino appena svelata insieme ai collaboratori della sede legale CIR food di Reggio Emilia

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Inaugurazione con Stefano Bonaccini, Chiara Nasi, Gian Carlo Muzzarelli e Lorella Vignali

Alla presenza del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e del Sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli e della Presidente CIR food Chiara Nasi è stata inaugurata venerdì 29 aprile la nuova sede per gli uffici dell'Area Emilia est. Lorella Vignali, Responsabile Area Emilia Est CIR food, ha condotto i

numerosi ospiti in una visita ai nuovi locali. “Questa sede è funzionale e accogliente, – ha commentato – ma soprattutto è vicina al nostro modo di intendere l'impresa; lo smart office favorisce partecipazione e condivisione, nello spirito proprio delle imprese cooperative”. Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ha lo-

La progettazione della struttura è improntata al benessere del personale, all'ottimizzazione dei processi e facilita la comunicazione e la collaborazione. Tutta l'area è coperta da connessione wi-fi con connettività in fibra ottica e lo spazio è insonorizzato. Attenzione anche alla sostenibilità, grazie il progetto zero carta, che prevede dotazioni tecnologiche per la digitalizzazione dei documenti. Un'elevata formazione del personale completa l'investimento di CIR food per l'Area Emila Est.

Nuovi uffici in Umbria Dopo la realizzazione del centro produzione pasti, CIR food punta ancora su Magione per i suoi investimenti scegliendo di spostare, nello stesso edificio, i nuovi uffici inaugurati lo scorso 19 maggio alla presenza della presidente CIR food, Chiara Nasi e del Sindaco di Magione, Giacomo Chiodini. “Reputiamo questa zona nevralgica per la gestione della nostra attività tra Umbria e Marche” ha dichiarato Chiara Nasi nel suo intervento. “Con questo nuovo investimento, dopo quello di circa 800mila euro fatto dall'impresa quattro anni fa per realizzare un grande centro pasti, oggi portiamo in questo stesso luogo la parte amministrativa. Come impresa – ha continuato – ci teniamo a investire nelle zone in cui lavoriamo. Questo ci consente di essere più

Chiara Nasi con Giacomo Chiodini, insieme ai collaboratori della nuova sede

vicini ai nostri collaboratori, soci e ai nostri clienti, di far parte dei territori in cui operiamo creando anche opportunità di lavoro per chi vi abita”. Il sindaco Giacomo Chiodini, presente all'inaugurazione, ha sottolineato l'importanza della specializzazione e professionalità in un settore

così delicato come è quello della ristorazione. “Servono strutture – ha dichiarato – che garantiscano una corretta e sicura alimentazione in osservazione alle norme sempre più stringenti fornendo pasti corretti ed equilibrati in punti cottura che garantiscano igiene e sicurezza”. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food EVENTI

INIZIATIVE

Uga is back!

Uga la Tartaruga si è presentata a Firenze, alla terza edizione del Festival dei bambini, con un nuovo sito web, un nuovo game su app e una nuova pagina Facebook. Ad accoglierla migliaia di bambini e genitori Prosegue con grande successo il percorso di educazione alimentare nelle scuole fiorentine realizzato grazie alla collaborazione con CIR food, Camst ed Elior. Dal 15 al 17 aprile, a Firenze, si è svolta infatti la terza edizione del Festival dei bambini, che ha visto circa 2.500 bambini e genitori coinvolti in un ricco programma di iniziative attorno al tema dello spreco alimentare in cucina e nel piatto.

Uga racconta la favola ai bambini

Star indiscussa della kermesse, la nostra Uga la Tartaruga con la vela che si è presentata al Tepidarium del Roster con tanti amici e tante novità. Il progetto del quale è testimonial si è arricchito infatti di alcuni strumenti tecnologici che hanno l'obiettivo di offrire alle famiglie che usufruiscono del servizio delle mense scolastiche occasioni di aggiornamento, informazione ed educazione sempre più smart e diretti. Così, sul nuovo sito internet www.ugalatartaruga.it si trovano approfondimenti sul sistema del-

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le mense, il calendario dei menù e i contatti di tutti i referenti. Sulla sua pagina Facebook, poi, da aprile Uga pubblica curiosità e ricette e risponde in tempo reale a suggerimenti e domande dei suoi fan. E, ultimo ma non ultimo, è stato pubblicato anche un nuovissimo game sulla App di Uga, che consente ai più piccoli di sfidarsi in un gioco a classifica sulla conoscenza dei prodotti del territorio. Imparare divertendosi è stato il principio ispiratore anche delle giornate del Festival, durante le quali sono state organizzate molte attività con l'obiettivo di far comprendere ai bambini e alle loro famiglie l'importanza di consumare una quantità corretta di prodotti e di non scartare gli alimenti ritenuti “vecchi” o troppo maturi. A partire da quella che ha visto lo chef Andrea Mainardi declinare i suoi famosi cooking show sul tema della lotta allo spreco, affiancato da cuochi in servizio nelle cucine scolastiche fiorentine, come il nostro chef Francesco Rosati. Il pubblico presente (o collegato in diretta live su Facebook) ha così scoperto come usare uno stesso ingrediente in due diverse preparazioni, come cucinare uno “svuotafrigo” da leccarsi i baffi

Francesco Rosati con Andrea Mainardi

Piccole “penne” crescono

CIR food, partner del concorso “Cronisti in Classe”, promosso da Il Resto del Carlino di Reggio Emilia, ha premiato i cronisti in erba per i migliori articoli sul cibo scritti dai ragazzi delle scuole medie della provincia

La mensa allestita al Tiepidarium

Daniela Fabbi con i ragazzi vincitori

o come trasformare gli avanzi di un pasto in una nuova deliziosa ricetta. E dopo aver cucinato, tutti a giocare! Partecipatissimi i numerosi e divertenti laboratori organizzati in collaborazione con le associazioni del territorio, tra i quali anche lo spettacolo di una cantastorie del MUSE di Firenze che ha raccontato ai bambini la storia di Uga. Una menzione particolare meritano infine i pranzi collettivi, organizzati dai partner al Tepidarium del Roster, durante i quali i genitori hanno potuto assaggiare i piatti gustosi ed equilibrati che ogni giorno vengono preparati nelle mense per i loro figli. Neanche a dire che alla fine nulla è rimasto nei piatti. Ma i bambini si sono divertiti? A giudicare dal numero di gadget distribuiti (più di 3.000), dai download della App (oltre 2.300), dal numero di fan su Facebook (quasi 1.500) e soprattutto dal numero di sorrisi e di abbracci a Uga, c'è da scommettere di sì. E questo è il successo più grande.

Più di 30 articoli, per un lungo racconto sul cibo che non è solo nutrimento, ma anche cultura, socialità, sostenibilità, storia e – qualche volta – malattia. Sono questi i principali risultati della collaborazione fra CIR food e l'edizione reggiana de Il Resto del Carlino nell'ambito del progetto Cronisti in Classe, il concorso riservato ai giornalisti in erba che ha coinvolto centinaia di studenti delle scuole medie della provincia di Reggio Emilia. Per sei mesi a partire da gennaio 2016, ai ragazzi degli istituti secondari di primo grado è stato chiesto di curare, due volte alla settimana, una pagina del quotidiano, affrontando diversi temi fra cui quello del cibo all'interno della rubrica Food Point promossa da CIR food. E, lo scorso 1° giugno, nel corso di una cerimonia al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, l'impresa ha premiato la classe che più di tutte si è distinta su questo tema: il riconoscimento è andato ai ragazzi della

Scuola Media Ezio Comparoni di Bagnolo che il prossimo anno potranno partecipare al laboratorio “Dal Banco ai Fornelli”. Due classi visiteranno un centro di produzione pasti per preparare, insieme agli Chef CIR food, tortelli, erbazzone e tante altre prelibatezze, da gustare tutti insieme a conclusione della giornata. “È stato davvero difficile scegliere fra così tanti e interessanti articoli, che testimoniano la grande sensibilità e attenzione dei ragazzi nei confronti del cibo e della alimentazione” ha dichiarato la Responsabile Comunicazione e Marketing CIR food Daniela Fabbi. “Fra tutti, abbiamo scelto di premiare gli studenti della Scuola Comparoni di Bagnolo, per la loro capacità di saper cogliere, dando valore al cibo, tutti quegli aspetti legati al tema della nutrizione in cui CIR food crede e che rappresentano i pilastri della sua identità e del suo modo di fare ristorazione”.

Fra gli articoli più significativi, quello di Davide Piccinini della 3° C che, in un pezzo dal titolo “Pillole a cena? Non scherziamo” ha sottolineato il valore culturale del cibo, scrivendo che “se dovesse affermarsi l'idea di mangiare tutto in pillole, non sarebbe sicuramente facile abbandonare il piacere di stare a tavola, di conversare, di relazionarci. Significherebbe dimenticare le nostre tradizioni, i nostri piatti che tanto abbiamo amato e che abbiamo visto evolversi nel corso dei secoli, scrivendo la storia di ogni paese”. Particolarmente toccante e ricca di significato anche la lettera “La felicità non ha peso” scritta da Irene Gumirato della 2° B e indirizzata a una ballerina che soffre di anoressia. Un testo che ha dimostrato la capacità dei ragazzi di affrontare temi importanti con parole semplici, parlando di problemi su cui spesso neanche gli adulti, a volte, hanno il coraggio di fermarsi a riflettere. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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MONDO CIR food

sezione soci

EDUCAZIONE ALIMENTARE

EMILIA OVEST

Cibo senza frontiere

Edutainment per i bambini al Memoria Festival di Mirandola con il CIRghiotto

Il CIRghiotto insieme a Daniele De Leo e ai bambini durante il laboratorio del 9 giugno in Galleria del Popolo, Mirandola

Nel palinsesto di eventi del Memoria Festival che si è svolto a Mirandola dal 9 al 12 giugno, CIR food ha organizzato un laboratorio ludico-didattico per bambini insieme a Daniele De Leo, agronomo e formatore. La sera di giovedì dalle ore 20:30 in Galleria del Popolo, Daniele De Leo insieme a  Paola Consoli  e  Adriana Tagliati, cuoche CIR food del centro pasti di Medolla, ha coinvolto due squadre di bambini, i “Cotechini” e gli “Zamponi”, in giochi e animazioni di educazione alimentare, sensibilizzazione ai prodotti tipici e conoscenza delle realtà agroalimentari del territorio dell'Emilia-Romagna. In questo modo, ognuno con i propri guantini blu, i bimbi hanno creato un sushi emiliano, hanno giocato a “lascio la fetta?” ossia quante fette di salame servono per arrivare a 2 etti, e hanno composto meravigliose po-

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esie utilizzando i termini dei prodotti della terra e dell'arte di conservarli o cucinarli. E mentre i bambini lavoravano insieme alle cuoche Paola e Adriana, De Leo specializzato nella divulgazione e animazione degli alimenti e dei prodotti tipici, ha coinvolto i genitori e gli insegnanti presenti insieme a Lorella Vignali  e  Irene Marangoni  rispettivamente Responsabile Area

come a scuola e viceversa. Sempre divertendosi, perché è la chiave d'accesso all'apprendimento. In questa occasione ha fatto il proprio esordio la mascotte del CIRghiotto, tra applausi, abbracci e selfie con il pubblico presente, di ogni età. Il CIRghiotto è un personaggio già molto conosciuto e amato dai bambini perché accompagna da anni la

“Coloro che fanno distinzione fra intrattenimento ed educazione forse non sanno che l'educazione deve essere divertente e il divertimento deve essere educativo” Marshall McLuhan Emilia Est e Dietista di CIR food in un confronto sulla qualità delle materie prime, sulla sicurezza alimentare, sulla gradibilità dei menu e su come nutrire nel modo migliore i bambini, a casa

grafica delle campagne di sensibilizzazione ed educazione ai corretti stili di vita che CIR food svolge nelle scuole, dall'igiene orale alla corretta gestione della raccolta differenziata.

Primavera di iniziative La sezione soci Emilia Ovest ha riempito i mesi primaverili di iniziative organizzando un'uscita culturale a Parma, la visita al Museo Ferrari di Maranello e una serata di mostre per Fotografia Europea Partiamo da Parma, il 10 aprile. Nonostante i pregiudizi iniziali, dovuti ad una mai sopita rivalità tra le città di Reggio Emilia e Parma, l'escursione è stata particolarmente piacevole, complici l'ottima giornata di sole e la disponibilità e preparazione della guida turistica Gianluca. I 23 soci, che hanno aderito, passeggiando tra le storiche vie del centro, hanno potuto ammirare diversi scorci artistici e opere monumentali della città. Si è partiti dagli affreschi del Parmigianino presso la Basilica della Steccata, splendido esempio del Rinascimento nella città ducale, l'ultima e la più conosciuta testimonianza del genio del pittore. I sontuosi stucchi e decori all'interno della chiesa rivelano la ricchezza del passato della città. La visita è proseguita al Teatro Farnese, luogo imponente e magico, dove grazie all'ingegnoso impianto di allagamento venivano allestite spettacolari battaglie navali. Si è continuato per la Camera di San Paolo, custodita e quasi nascosta tra i dedali delle stradine centrali della città, per ammirare gli spettacolari affreschi di Correggio che la rendono un gioiello della storia di Parma. La Cattedrale e il Battistero della città hanno concluso meritevolmente la nostra visita; il Duomo, uno degli esempi più rappresentativi dello stile romanico-padano, si rivela al suo interno come un tesoro da scoprire: i magnifici affreschi lasciano senza fiato, testimonianza perenne della maestria di grandi artisti come il Correggio; il Battistero, celebre per il colore rosa del marmo ed i bassorilievi dell'Antelami, è un vero campionario della pittura italiana settentrionale tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIV. Chi attraversa Parma non può trascurare l'aspetto che forse la rende più nota al mondo, la sua poliedrica cultura gastronomica.

Il gruppo, pertanto, ha assaporato le specialità tipiche della città pranzando alla Trattoria del Tribunale, situata all'interno di un antico palazzo signorile del centro della città: antipasto di torta fritta e salumi, tortelli artigianali e dolci casalinghi, il tutto accompagnato da vini del territorio. Alla fine tutti si sono congedati dandosi appuntamento per i prossimi eventi e con la soddisfazione di aver trascorso insieme a colleghi e amici del tempo piacevole e di aver colto l'occasione di conoscersi meglio.

ci sono le auto da strada create su commissione da importanti personaggi dello spettacolo e create da Pininfarina e Giugiaro. È possibile poi cimentarsi alla guida su pista con l'aiuto di un simulatore.

I soci al Museo Ferrari

I soci a Parma

L'8 maggio è stata la volta di 25 soci che hanno visitato il Museo Ferrari di Maranello, uno dei due musei creati da Enzo Ferrari (l'altro si trova a Modena) in cui hanno potuto ammirare le auto da corsa che hanno fatto la storia della Ferrari e capire i passaggi tecnici che nel tempo hanno creato il mito delle auto Ferrari. Sono esposti infatti in ordine cronologico i primi modelli di auto da corsa di inizio secolo fino all'ultimo utilizzato nelle corse attuali. C'è poi una sezione dedicata alle auto che hanno vinto i vari Gran Premi e una raccolta di cimeli appartenuti ai più importanti piloti, dagli occhiali di Fangio usati nelle corse, al casco autentico di Niki Lauda. Al piano superiore invece

Il 27 maggio infine una ventina di soci hanno potuto approfittare di un' apertura straordinaria dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia per ammirare le mostre fotografiche esposte in questa splendida cornice. Le mostre dei Chiostri di San Pietro hanno come tema la Via Emilia, tema guida di tutta Fotografia Europea, e tema già indagato negli anni settanta con una mostra analoga ideata allora da fotografi come Fossati e Ghirri. La mostra di allora è qui affiancata a una mostra di opere di fotografi contemporanei chiamati a riflettere oggi sullo stesso tema. Interessante quindi vedere come gli sguardi siano differenti e quali tecniche gli artisti abbiano utilizzato per esporre la propria esperienza. La serata si è conclusa con un graditissimo aperitivo.

I soci a Fotografia Europea CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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sezione soci

RUBRICHE

PROSSIME INIZIATIVE

In programma Le gite e le visite al patrimonio artistico – culturale organizzate dalle singole sezioni soci sono aperte a tutti i soci CIR food indipendentemente dalla sezione soci di appartenenza. I programmi completi sono consultabili sul sito www.cir-food.it/soci

AREA NORD Sabato 1 Ottobre Ferrara e Festival di Internazionale Ferrara Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo. Con più di 230 ospiti arrivati da 30 paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari e di film d'autore, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara registra ogni anno oltre 70.000 presenze. L'ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari. Tutti gli eventi si svolgono nelle piazze cittadine e permettono la visita in libertà della splendida città di Ferrara. Quote di partecipazione: Soci € 5; Non soci e famigliari € 12. La quota comprende: Pullman GT andata e ritorno con possibilità di fermate intermedie in base alle richieste. Informazioni e prenotazioni: Si prega di prenotare entro il 16/09. Ufficio Area Nord – 0376.270806 / Marco Tamburini – 335.130.4600

REGGIO EMILIA Sabato 12 – Lunedì 14 Novembre Viaggio della Memoria in Francia Breisach sul Reno, Natzweiler e Strasburgo A Breisach nel luglio 1962 fu costruita la fontana “Europabrunnen” in ricordo della memorabile votazione del 9 luglio 1950 con la quale gli abitanti furono i primi in Europa a pronunciarsi a favore della creazione di uno Stato europeo. E da qui si è cercato di promuovere il concetto di cittadini europei senza definizioni nazionali. Un sogno incominciato tra interminabili guerre fra Francia e Germania, che costrinsero i cittadini nella Valle del Reno, di decennio in decennio, a odiarsi e a cambiare tante volte nazionalità, in seguito alla vittoria dell'uno o dell'altro. Dopo il nazionalsocialismo, dopo le inaudite violenze della Seconda Guerra Mondiale e le deportazioni nel temuto campo di concentramento di Natzweiler-Struthof situato a 50 km da Strasburgo, per reazione, si abbandonò il sentimento nazionalista e si accelerò la pacificazione. Dall'orrore è nata l'Europa, da qui tutto è iniziato. Quote di partecipazione: Soci € 200; Non soci e famigliari € 280. Minimo 45 persone. La quota comprende: Pullman GT, pernottamenti in hotel, ingressi, guide, materiale didattico, assicurazione RCT. Informazioni e prenotazioni: Si prega di prenotare entro il 30/07. Cristina Rossetti – 0522.530452 – c.rossetti@cir-food.it

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DICONO DI NOI

CIR food: l'appoggio giusto a portata di mano Intervista a Debora Buttani, Responsabile del Personale di SICREA Group SICREA Group è un'impresa che opera nel settore delle costruzioni puntando ad offrire comfort, vivibilità, accessibilità e sostenibilità ambientale. SICREA Group, utilizza il servizio di buoni pasto elettronici di CIR food, Bluticket card. Pensando a CIR food e alle modalità con cui svolge il suo servizio come la descriverebbe? In questi anni di collaborazione con CIR food posso tranquillamente dire di essermi trovata di fronte una realtà estremamente competente ed organizzata sotto ogni punto di vista. Un'impresa seria e collaborativa. La nostra è un'azienda che lavora e occupa personale su tutto il territorio nazionale, perciò il servizio di Bluticket card, che CIR food mette a disposizione, permette di avere “l'appoggio giusto sempre a portata di mano”, con la garanzia di trovare qualità, efficienza e trasparenza. Una menzione di rilievo va fatta sicuramente al servizio relativo alla mensa in asporto, utilizzato quale welfare aziendale da una anno e di cui ne fa uso una buona parte dei nostri dipendenti; in questo caso puntualità ed organizzazione ben si sposano con l'ottima qualità del prodotto. Per lei CIR food è sinonimo di… Non ho mai amato le ripetizioni ma in questo caso sono d'obbligo…quindi, se penso a CIR food, le prime cose che mi vengono in mente sono la qualità dei piatti, la grande varietà di scelta e di menù, unite all'ottima organizzazione, competenza e serietà di chi la rappresenta. Quali sono secondo lei i punti di forza su cui CIR food dovrebbe puntare? E in base alla sua esperienza quali le criticità nell'attività svolta da CIR food? Penso che CIR food ad oggi sia una delle poche realtà ad offrire servizi mirati, che rendono il pasto per

il cliente un sollievo e non una preoccupazione, una soluzione e non un problema, una certezza e non un punto interrogativo. Questo per me è il vero valore aggiunto e ciò che fa la differenza. Per il momento non ho riscontrato criticità particolari se non quella, ahimè dolente, che non è ancora stato introdotto il servizio in asporto “by night”…la cena a domicilio intendo, ma chissà che non venga presa sul serio… Utilizzando una scala da 1 a 10 con quale probabilità consiglierebbe una gestione CIR food e per quale motivo tale valutazione? Sicuramente e senza dubbio un bel 10 per l'efficienza, la serietà e la sicurezza di poter consumare qualcosa di sano e con un rapporto qualità-prezzo ottimo. Alla motivazione del voto si aggiunge anche la disponibilità del personale dipendente di CIR food. Ho sempre trovato cordialità e capacità di risolvere i problemi in tempi brevi. C'è qualche suggerimento che vorrebbe dare a CIR food per rispondere meglio alle esigenze della sua azienda? Suggerimenti particolari in merito alle nostre esigenze al momento non me ne vengono in mente. I dipendenti sono soddisfatti sia delle mense distribuite nelle varie località dove operiamo sia del servizio in asporto, pertanto posso azzardare lo slogan “soddisfatti sì e rimborsati anche…chiaramente sto parlando di “pancia”! Ci sono osservazioni che vorrebbe esprimere sulle criticità e opportunità del mercato dei buoni pasto in Italia? Per quanto riguarda le opportunità posso dire che il ticket copre prima di tutto un'esigenza primaria di chi lavora, indipendentemente da dove lavora e inoltre le aziende hanno vantaggi fiscali, dal momento che si

Debora Buttani

può detrarre come spese di produzione importi che comprendono anche i pasti. Dall'altra parte mi sembra che ci sia ancora poca informazione sull'utilizzo dei buoni pasti elettronici soprattutto verso gli esercenti privati che mostrano perplessità nell'abilitarsi. A proposito di ristorazione le piace cucinare? Mi diletto nello sperimentare ricette di dolci, per i quali ho un amore incondizionato. Purtroppo il più delle volte ci si ritrova in famiglia la sera tardi, stanchi ed affamati, con la classica domanda…”cosa mangiamo?” a cui non saper rispondere. E come accade in quasi tutte le famiglie la domenica a pranzo mi piace gustare in tranquillità ed armonia la cucina genuina e i dolci di mia suocera. Un vero e proprio must! Quale è il suo piatto preferito? Senza ombra di dubbio i passatelli in brodo, un fiore all'occhiello per noi emiliani, un tipo di alimento di per se assai povero (si fanno con il pane grattugiato n.d.r.), ma di cui sono totalmente dipendente. Cosa deve avere un menù per conquistarla? Devo dire di essere una buona forchetta, ma ciò che mi conquista è semplicità, delicatezza, varietà di scelta e di gusto, con un tocco di colore. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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RUBRICHE

ALIMENTAZIONE E BENESSERE

RICETTA

Pizza, patrimonio dell'Unesco

Nei locali RITA è ora possibile gustare la pizza integrale fatta con lievito madre

Il nuovo impasto è stato creato per rendere la pizza più leggera e digeribile Il lievito madre, infatti, conferisce all'impasto e al prodotto finito una maggiore leggerezza e fragranza, che deriva da un processo di fermentazione più lungo rispetto a quello del lievito di birra. Nella variante integrale, poi, si aggiungono tutte i benefici legati a una maggior presenza di fibre, che aumentano la digeribilità della pizza, attenuando il senso di pesantezza. Ma qual è l'origine di questo diffusissimo alimento? Il nome “PIZZA” risale ai primordi della civiltà umana, derivando dalla antichissima schiacciata di pane che veniva cotta fra pietre roventi ed usata come accompagnamento di altre vivande. La pizza intesa come schiacciata sottile è stata dunque il primo pane dell'uomo. Pizza, infatti, significa “schiacciata di farina”. Il termine “pizza”, in specifico deriva da “pinza”, participio passato del verbo latino “pinsere”, che significa pestare, schiacciare, pigiare, frantumare, macinare. Presso i Romani la pizza o schiacciata era denominata con nomi diversi quali laganum (Orazio), tractum (Catone), placenta o libum (Catone), moretum (Virgilio) e picea (ancora in Orazio).

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Dall'epoca romana ad oggi queste le trasformazioni della pizza: 1. Focaccia al moretum Il Moretum è un tipo di formaggio di erbe spalmabile che gli antichi Romani mangiavano con il pane. Un tipico moretum era fatto con erbe, formaggio fresco, sale, olio d'oliva ed aceto. Opzionalmente, si potevano aggiungere diversi tipi di noci. Il composto veniva pestato in un mortaio, dal quale prende il nome. (la pizza dei legionari) 2. Pizza alla mastunicola Prima del XVII secolo la pizza era coperta con salsa bianca. Solo più tardi si cominciò ad usare olio d'oliva e formaggio. Vi sono notizie che risalgono alla fine del Cinquecento di una pizza soffice chiamata alla “mastunicola”, ossia preparata con strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe. 3. La pizza alla pala romana La Pizza alla Pala è conosciuta anche come pizza tipica Romana e trova il suo successo assieme allo sviluppo dei forni in mattoni senza presenza di fiamma interna. Stiamo parlando dei primi forni a legna che vediamo nell'antichissima Roma: questi forni erano presenti nelle storiche “Masserie” in cui si riunivano una volta a settimana i contadini per la lavorazione del pane che poi dividevano in parti uguali. Il pane di quell'epoca era lavorato a mano

utilizzando diversi cereali come Orzo, Farro, Grano Romano, Avena. I contadini addetti, mentre gli impasti erano in lievitazione, scaldavano i forni a legna mandandoli ad alta temperatura e, una volta raggiunta la temperatura ideale, con arnesi in ferro e legno toglievano dall'interno del forno la fiamma, la brace e la cenere, quindi, per sfamare la comunità lavorante, preparavano dei lunghi impasti (circa un metro) stesi sulle stesse pale in legno (normalmente di faggio) per infornare il pane. Le stesse Pizze presero per questo il nome di “Pizze alla Pala”. Questi pani di forma piatta, come la pizza, provengono dell'area del Mediterraneo e un altro esempio di essi che sopravve ai giorni nostri da quell'antico mondo è la “focaccia” che può essere fatta risalire fino agli antichi etruschi. 4. Pizza alla marinara Dobbiamo arrivare attorno al 1700 per incontrare una pizza ...napoletana!. La pizza marinara è la tipica pizza napoletana condita con pomodoro, aglio, origano ed olio. Il nome deriva dal fatto che gli ingredienti, facilmente conservabili, potevano essere portati dai marinai per preparare pizze nel corso dei loro lunghi viaggi. Le pizze più ordinarie, dette “coll'aglio e l'oglio”, hanno per condimento l'olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l'origano e spicchi d'aglio trinciati minutamente. 5. Pizza napoletana La pizza napoletana, dalla pasta morbida e sottile ma dai bordi alti (detti “cornicione”), è la versione partenopea della pizza tonda ed inoltre, su scala mondiale, è anche intesa come la pizza italiana per antonomasia. Dal 5 febbraio 2010 è ufficialmente, riconosciuta come Specialità Tradizionale Garantita della Unione Europea. Nel 2011, la pizza napoletana è stata presentata dall'Italia come candidata al riconoscimento UNESCO come Patrimonio immateriale dell'umanità.

Risotto picche e spada

Ingredienti Preparazione • • • • • • • • • • • • •

400 gr Riso 1,3 lt Brodo 400 gr Pesce spada 200 gr Olive nere denocciolate 100 ml Olio d'oliva 60 gr Capperi sotto sale 80 gr Cipolla 40 gr Pomodoro polpa 40 gr Burro 20 gr Farina 15 foglie Basilico q.b. Aglio q.b. Sale

Preparare una salsa di pomodoro facendo appassire metà cipolla e l'aglio in olio, aggiungere la polpa di pomodoro, quindi le olive e i capperi e portare a cottura. Nella casseruola in cui preparerete il risotto appassire la cipolla tagliata sottile, aggiungere quindi il riso e tostarlo saltandolo per altri 5 minuti. Alzare la fiamma e sfumare con il vino. Continuare la cottura aggiungendo il brodo di pesce. Regolate di sale e pepe, aggiungere il basilico frullato nel mixer con olio e a fine cottura aggiungere metà salsa di pomodoro. A parte tagliare il pesce spada a bocconcini, infarinarli, farli saltare in una padella con olio e aglio, aggiungere la salsa di pomodoro e portare a fine cottura. Servire il risotto alla crema di basilico posizionandovi sopra i bocconcini di spada. CARTE IN TAVOLA 2016 Numero 2

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w w w. c i r- f o o d . i t

Carte in Tavola - giugno 2016  
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