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Musicoterapia e Alzheimer - Stefano Centonze

Musicoterapia e Alzheimer Strumenti per il miglioramento della qualitĂ  della vita del paziente con demenza

di Stefano Centonze

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Collana I Manuali dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative

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Musicoterapia e Alzheimer - Stefano Centonze

INDICE DEGLI ARGOMENTI PREFAZIONE....................................................................pag. 7 INTRODUZIONE..............................................................pag. 9 Capitolo I Deinire la Musicoterapia.................................................pag. 13 1.1 Deinire le Arti Terapie.......................................................pag. 13 1.2 La musica che cura. Le origini...........................................pag. 16 1.3 La Musicoterapia oggi.........................................................pag. 17 1.4 Transdisciplinarietà............................................................pag. 19 1.5 Preponderanza del “fatto” musicale..................................pag. 21 1.6 Modelli applicativi della Musicoterapia............................pag. 25 1.7 La Federazione Mondiale di Musicoterapia.....................pag. 30 1.8 Finalità di un intervento con la MT..................................pag. 32 1.8.1 Prevenzione.........................................................pag. 33 1.8.2 Riabilitazione.......................................................pag. 34 1.8.2.1 Riabilitazione in Neurologia..............pag. 35 1.8.2.2 Riabilitazione in Psichiatria...............pag. 37 1.8.3 Terapia..................................................................pag. 38 1.9 Campi d’applicazione della Musicoterapia.......................pag. 39 1.10 Conclusioni........................................................................pag. 41 Capitolo II Le Demenze......................................................................pag. 44 2.1 Cenni storici.........................................................................pag. 44 2.2 Deinire la Demenza...........................................................pag. 46 3


Collana I Manuali dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative 2.3 Classiicazione delle demenze............................................pag. 48 2.3.1 Demenze Primarie e Degenerative...................pag. 51 2.3.1.1 Demenza di Alzheimer.......................pag. 51 2.3.1.2 Demenza di Parkinson.......................pag. 54 2.3.1.3 Demenza a corpi di Levy....................pag. 56 2.3.1.4 Demenza Di Huntington...................pag. 57 2.3.1.5 Demenza fronto-temporale e malattia di Pick...................................................................pag. 58 2.3.1.6 Demenza da IdrocefaloNormoteso...pag. 59 2.3.1.7 Paralisi Sopranucleare Progressiva...pag. 59 2.3.1.8 Degenerazione Cortico-Basale..........pag. 60 2.3.2 Demenza secondaria..........................................pag. 60 2.3.2.1 Demenza Vascolare Ischemica..........pag. 60 2.3.2.2 Demenza da stati carenziali...............pag. 61 2.3.2.3 Demenza agenti tossici.......................pag. 63 2.3.2.4 Demenza da farmaci...........................pag. 64 2.3.2.5 Demenza da disordini endocrini e metabolici......................................................................pag. 64 2.3.2.6 Demenza da malattie infettive del SNC...... ...........................................................................pag. 66 2.3.2.7 Demenza da trauma cranico.............pag. 67 2.3.3 Pseudodemenza..................................................pag. 67 2.4 La valutazione neuropsicologica nelle Demenze............pag. 68 2.5 Metodi di indagine e test....................................................pag. 69 2.5.1 Il FAST (Functional Assessment Staging)........pag. 69 2.5.2 Il GSD (Global Deteration Scale)......................pag. 70 2.5.3 L’MMSE(Mini Mental State Evaluation)..........pag. 70 4


Musicoterapia e Alzheimer - Stefano Centonze 2.6 Trattamento farmacologico delle Demenze.....................pag. 74 Capitolo III Riabilitare con la Musicoterapia......................................pag. 76 3.1 Demenza e Musicoterapia..................................................pag. 76 3.2 La musicoterapia per la riabilitazione...............................pag. 78 3.3 Le premesse scientiiche......................................................pag. 80 3.4 Efetti della musica sull’organismo.....................................pag. 81 3.5 L’ Efetto Mozart...................................................................pag. 82 3.6 La Plasticità Neuronale.......................................................pag. 84 3.7 Teoria Neurobiologica Multidimensionale di G. Edelman.............................................................................................pag. 87 3.8 Lo Stimolo Esterno: perché la Musicoterapia?... ........................ .....................................................................................................pag. 89 3.9 Interventi Psicosociali di riferimento................................pag. 92 3.9.1 La ROT (Reality Orientation herapy).............pag. 92 3.9.2 La Validation herapy.........................................pag. 94 3.10 La Musicoterapia per il trattamento delle demenze..................................................................................................pag. 98 3.10.1 Il modello David Aldridge...............................pag. 99 3.10.2 Il modello Benenzon per la terza età.............pag. 102 Capitolo IV Esperienza di Musicoterapia in RSA per persone anziane con demenza..........................................................................pag. 105 4.1 Premessa.............................................................................pag. 105 4.2 Il gruppo dei pazienti........................................................pag. 107 5


Collana I Manuali dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative 4.3 Fasi dell’intervento............................................................pag. 109 Capitolo V CONCLUSIONI.............................................................pag. 129 BIBLIOGRAFIA.............................................................pag. 134

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Musicoterapia e Alzheimer - Stefano Centonze

PREFAZIONE Il libro di Stefano Centonze pone l’attenzione su di una realtà e, in alcuni momenti, su di un problema dei nostri tempi: la vecchiaia. Parlo di una realtà, in quanto la popolazione degli ultraottantenni è, attualmente, di gran lunga superiore a quella dei nuovi nati; di un problema, perché talvolta la nostra società è impreparata riguardo alle modalità con cui dare un ruolo e una dignità di vita alla vecchiaia. Stefano Centonze lavora da molti anni con questa realtà e, per tale motivo, si è preoccupato di formarsi adeguatamente per afrontarla. Ancora più pregevole da parte sua è la cura con cui si è dedicato alla formazione di operatori che si occupano di anziani, di tutti i loro problemi e della necessità di restituire loro un ruolo nella società. Conosco bene Stefano e so che con questo intento si è avvicinato alla musicoterapia e alle arti terapie in generale, discipline che, anche se non guariscono, curano la persona nella sua totalità e migliorano la qualità della sua vita. Il paziente afetto da demenza, intesa come processo isiologico o come malattia conseguente a deicit di irrorazione o a processi degenerativi neuronali, perde innanzitutto il contatto con la propria storia e con quella degli altri; si sente, quindi, alienato dalla realtà che lo circonda, perché immerso in una nebbia dove i rari fanalini dei ricordi si mescolano confusamente con le sensazioni generate dalla parziale percezione della realtà. Conseguentemente inisce per chiudersi nella propria confusa realtà e spesso reagisce aggressivamente (perché pieno di paure) a qualunque sollecitazione esterna. Per questo è indispen7


Collana I Manuali dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative sabile aiutarlo a ricostruire il ilo della memoria e a mantenere un contatto con la realtà. Negli ultimi anni sono nate diverse tecniche (come la R.O.T., di cui Stefano Centonze parla compiutamente nel suo libro) che hanno lo scopo di raggiungere tali obiettivi. Spesso, tuttavia, un eccesso di impegno sul piano cognitivo inisce per stimolare eccessivamente i neuroni già prepotentemente stressati. Ecco, quindi, le arti terapie che possono aiutare l’anziano a tessere nuovamente le trame della memoria attraverso la slatentizzazione e la valorizzazione di ricordi piacevoli, dove egli si sente ancora protagonista, perché in grado di esprimere le proprie risorse creative. Una canzone, un disegno, un ballo, una piece teatrale possono riproiettarlo nella realtà facendolo sentire “espressivamente” parte di questa realtà che ha, però, dei punti di contatto con la sua storia. Stefano Centonze espone sapientemente le varie teorie, le modalità applicative, le tecniche delle arti terapie e, in particolare, della musicoterapia, disciplina in cui si è particolarmente approfondito e formato, atte alla cura dell’anziano. A lui, come a tutti i giovani che studiano per diventare operatori delle arti terapie, vanno i miei auguri di continui successi in questa afascinante professione. Giuseppa Pistorio

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INTRODUZIONE Avete mai sorvolato in aereo di notte una grande città? Che ne so, Los Angeles, Londra, Roma…? Ricordo che, mentre il mio aereo si avvicinava a Malpensa, in una splendida serata dello scorso autunno, osservavo dal inestrino le miriadi di lucine della città di Milano. E, man mano che ci si avvicinava a terra, diventavano visibili anche le strade, illuminate da serie di lampioni, e tutti gli articolati collegamenti urbani. Pensai subito a quante possibilità si presentano al signor Bonaventura per raggiungere, a quell’ora e a piedi, l’indirizzo del suo appuntamento. Certo, se il signor Bonaventura è nato e vissuto a Milano, il compito potrà richiedere del tempo ed un paio di chili, se il luogo è suicientemente lontano, ma non sarà un problema trovare delle scorciatoie, anche al buio. Diverso sarebbe se, invece, il nostro eroe fosse appena e per la prima volta giunto a Milano e, a causa della tarda ora, non trovando né taxi, né bus, né metropolitana aperta, si vedesse costretto a raggiungere a piedi il suo hotel. Che strada fare? Come orientarsi? Con il Tuttocittà, d’accordo…ma come scegliere il percorso più breve? Con tutta probabilità il nostro signor Bonaventura sarà disposto a sacriicare alcune scorciatoie per percorrere strade sicure e ben illuminate. Poco importa se la luce è prodotta da lampioni o da ioche insegne di negozi ormai chiusi. La verità è che il nostro uomo andrà rimbalzando di lampione in lampione e di insegna in insegna, evitando percorsi bui, come se a muoverlo fosse proprio l’energia elettrica che alimenta l’illuminazione notturna. Questo non è che uno dei tanti esempi per raccontare, anche al 9


Collana I Manuali dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative lettore meno colto in materia di neuroscienze, come appare e si presenta il nostro cervello: un ininito intreccio di reti che trasportano informazioni sotto forma di impulsi elettrici che, a loro volta, alimentano le lucine delle “stazioni” che incontrano, bypassando circuiti “bui” o danneggiati per raggiungere stazioni successive. Partiamo, dunque, da questo paradigma. Fino alla metà del secolo scorso, l’idea più difusa presso gli scienziati che studiavano il cervello umano era che lo stesso fosse piuttosto rigido nella sua struttura interna. E che tale scarsa elasticità fosse alla base dei più importanti processi degenerativi delle reti neurali in soggetti colpiti da insulti neurologici. Come dire che, a causa di un – ad esempio – insulto ischemico, un “quartiere” neurale, dapprima illuminato, subisse un improvviso o graduale – ma inesorabile – black-out che, da quel momento in poi, avrebbe compromesso in forma deinitiva il funzionamento di una determinata area del cervello stesso. Intorno agli anni ‘60, con la formulazione della Teoria della Plasticità Neuronale, cambiano le prospettive: in particolare, cambia il modo di intendere le reti neurali, alle quali viene riconosciuta una maggiore plasticità e, di conseguenza, un’attitudine a sviluppare nuove possibilità sinaptiche, anche in presenza di un insulto, attraverso la costruzione di vie alternative che permettano di bypassare i circuiti danneggiati dall’insulto stesso. Non solo. Le fondate convinzioni che ino a quel momento circolavano nei circoli scientiici, e che volevano il neurone – la cellula del Sistema Nervoso Centrale – condannato al comparire di un processo 10


Musicoterapia e Alzheimer - Stefano Centonze degenerativo in una determinata area cerebrale, subiscono uno scossone: le nuove scoperte dimostrano che, in presenza di un danno neurologico, i neuroni danneggiati che non hanno del tutto perso le funzioni vitali possono recuperare parzialmente vigore per efetto delle nuove possibilità sinaptiche generate dalla plasticità delle reti neurali. Tutto ciò premesso, resta un’ultima domanda alla quale rispondere: qual è la fonte di energia che produce l’impulso elettrico che si propaga lungo le reti neurali, ovvero che cosa determina la variazione di potenziale nel neurone che, propagandosi lungo l’assone, innesca il circuito elettrico di difusione dell’impulso? O, ancora più semplicemente, che cosa innesca il meccanismo di riparazione dei circuiti danneggiati che si difonde sotto forma di impulso elettrico lungo le reti neurali? La risposta, come avremo modo di vedere più avanti, è da ricercarsi nello stimolo esterno e nell’esercizio che svolgono la funzione di rimaneggiamento del corredo neurale genetico e che, attraverso l’intensiicazione in presenza di un insulto neurologico, agiscono come fattori di ri-toniicazione, di ri-abilitazione, di ripristino – nei limiti del possibile, ovviamente – dello status quo, esattamente come la isioterapia per le articolazioni ed i muscoli. Facile immaginare come le nuove scoperte abbiano così aperto nuovi scenari di intervento nei confronti di tanti pazienti trattati, ino a quel momento, esclusivamente con cure farmacologiche. Nasce la Teoria della Riabilitazione. Questo lavoro, risultato di anni di test, interventi e osservazione su di un gruppo di ospiti della Residenza Sociale Assistenziale 11


Collana I Manuali dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative per persone anziane non autosuicienti Buon Pastore di Lecce, ha lo scopo di raccontare esperienze che dimostrano come l’uso di stimoli sonori - attraverso tecniche di Musicoterapia – con detta tipologia di utenza, afetta in larga parte da patologie degenerative del Sistema Nervoso Centrale, note con il nome di Demenze, costituisca una possibilità di riabilitazione, alla luce di precise premesse scientiiche, ed una possibilità di miglioramento delle condizioni e delle aspettative di vita.

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Musicoterapia e Alzheimer Strumenti per il miglioramento della qualità della vita del paziente con demenza di Stefano Centonze A cura dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative

ISBN: 978-88-97521-09-9 Ed. Circolo Virtuoso Data pubblicazione: 22 Novembre 2011 Prezzo: € 12,90

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