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I neuroni specchio ci sorridono Alfonso Cappa

INDICE DEGLI ARGOMENTI PREFAZIONE

2

INTRODUZIONE

13

PARTE I - Musica, autismo e neuroni specchio

17

Premessa

18

CAPITOLO I - La musica che cura

25

1.1

25

Aspetti generali della Musicoterapia

1.1.1 Cenni storici

25

1.1.2 La formazione: uno sguardo alla situazione italiana

33

1.2

35

I modelli di Musicoterapia

1.2.1 Immaginazione Guidata di H. Bonny

37

1.2.2 Musicoterapia Creativa di Nordoff-Robbins

38

1.2.3 Il modello Benenzon

40

1.2.4 Il modello di Alvin

44

1.2.5 Il modello Orff

46

1.2.6 La scuola di Musicoterapia di Assisi

48

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1.3

Alcuni concetti psicologici fondamentali

54

1.4

Aspetti tecnico/operativi

63

1.4.1 Il setting

63

1.4.2 Gli strumenti musicali

65

1.4.3 L’improvvisazione sonoro-musicale

67

1.4.4 Il ruolo della coppia terapeutica: musicoterapeuta e co-terapeuta

72

1.4.5 La supervisione

73

1.4.6 La costruzione di un progetto musicoterapico

74

1.5

76

Le tecniche musicoterapiche

1.5.1 Musicoterapia improvvisativa individuale

77

1.5.2 Musicoterapia improvvisativa gruppale

79

1.5.3 Musicoterapia ricettiva individuale

80

1.5.4 Musicoterapia ricettiva gruppale

80

1.6

Gli ambiti di applicazione

81

1.7

La Musicoterapia tra riabilitazione e terapia

87

1.7.1 Il concetto di cura

87

1.7.2 La riabilitazione

89

1.7.3 La psicoterapia

90

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1.7.4 Scopi della riabilitazione musicoterapica

92

CAPITOLO II - Musica, emozioni e neuroni specchio

95

2.1

Premessa

95

2.2

Da un primo senso del Sé alle relazioni con l’altro 95

2.2.1 Introduzione al pensiero di Daniel Stern

95

2.2.2 I sensi del Sé

96

2.2.3 La percezione amodale

98

2.2.4 Gli affetti vitali

102

2.2.5 La sintonizzazione affettiva

103

2.3

111

La scoperta dei neuroni specchio

2.3.1 Leggere le emozioni

112

CAPITOLO III - La Musicoterapia e l’autismo

115

3.1

115

L’autismo

3.1.1 Considerazioni generali

115

3.1.2 Caratteristiche cliniche dell’autismo

118

3.1.3 Conoscenze attuali sulle cause dell’autismo

122

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3.2

Musica e autismo

3.2.2 La musicalità autistica

136 136

3.2.3 La Musicoterapia per la riabilitazione del bambino autistico

3.3

144

L’applicazione della Musicoterapia in casi di autismo infantile

148

3.3.1 L’uso della musica durante il trattamento

148

3.3.2 L’ambiente e il contatto fisico

150

3.3.3 Il ruolo dei genitori

152

3.3.4 Un modello di Musicoterapia per

3.4

l’autismo: il modello Benenzon

154

La mia esperienza

166

3.4.1 Il caso di L.

167

3.4.2 Il caso di G.

172

3.4.3 Il caso di S.

177

3.4.4 Il caso di H.

183

3.4.5 Il caso di A.

187

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3.5 Un progetto di Musicoterapia per l’autismo in ambito scolastico

192

Conclusione

201

PARTE II - Il canto di Andrea e altri racconti

210

Premessa

211

CAPITOLO I - Il canto di Andrea

212

1.1 Premessa

212

1.2 Presentazione del caso

213

1.3 Struttura dell’Handicap

213

1.4 Progetto riabilitativo

214

1.5

215

Attuazione del progetto e svolgimento delle sedute

1.5.1 Struttura del setting

215

1.5.2 Svolgimento delle sedute

216

CAPITOLO II - L’uso della composizione in Musicoterapia

235

2.1 Premessa

235

2.2 Riflessioni sulle partiture

237

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2.3 Ipotesi per una ricerca

240

2.5 Analisi dei brani

242

2.6 Considerazioni conclusive

247

2.7 Partiture dei brani

248

CAPITOLO III - Dall’ascolto alla composizione

249

3.1 Premessa

249

3.2 Progetto

250

3.3 Protocolli di osservazione di alcune sedute

254

3.4 Relazione e valutazione finale del progetto

278

3.5 Tecniche di sopravvivenza per musico terapisti

285

CAPITOLO IV - Cane nero

293

Bibliografia

308

Ringraziamenti

317

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Prefazione “La visione è stato dello spirito”. “Di fronte al tatto - senso anteriore - che cos'è la vista? Un tatto telepatico, un tatto a distanza. Niente di più misterioso che - vedere – Vedere! Vedere! C'è chi lo capisca?” (F. Pessoa)

In questo suo lavoro Alfonso Cappa affronta il difficile percorso della riabilitazione dell'autismo, attraverso il lavoro della Musicoterapia. Ha ragione a chiedere soccorso agli artisti – le muse carezzevoli - perché, come ricorda Novalis, “la malattia è un problema musicale e la cura è un problema musicale”. In anni recenti è maturato un interesse nuovo rispetto alla psicopatologia

dell'autismo,

con

particolare

riferimento

al

funzionamento degli organi sensoriali e alla riabilitazione attraverso nuove strategie relazionali. In questa luce tornano particolarmente importanti anche le considerazioni sui “neuroni specchio”: una parte importante di questo lavoro è dedicata alla disamina di questo concetto, che l'autore cerca di integrare con le più recenti articolazioni della psicologia dello sviluppo e della psicologia intersoggettiva. Cappa introduce alcuni fondamentali concetti, attinenti alle differenti metodologie di Musicoterapia e ad aspetti specifici sulla tecnica della

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Musicoterapia. Dopo questa premessa, l'autore entra nel vivo della riabilitazione dell'autismo, campo nel quale ha maturato una articolata esperienza nell'ambito della prospettive relazionale. Ecco allora che ci si sofferma sui vari aspetti che riguardano l’ascolto e la improvvisazione. In particolare l’autore propone importanti riflessioni sulle modalità di sintonizzazione, attraverso le quali opportunamente le musiche vengono scelte; così come viene esplorata la possibilità e una competenza a comporre, nel contesto delle stesse sedute di Musicoterapia. Tale terapia impiega la mediazione artistica; il terapista e il paziente si trovano coinvolti in una relazione co-costruita (Fogel), riconducibile agli stati emotivi di entrambi e a una corretta espressione, valutazione e percezione, delle emozioni in gioco nella relazione terapeutica. E gioco, intelligente e ironico, è tutto questo scritto, nell'accezione più vicina a Winnicott; un gioco nel quale le parole e i concetti difficili risultano integrati tra loro, in un percorso di armonizzazione e di sintonizzazione con tutta la personalità umana, emozionata e razionale, e suscettibile di processi empatici e di sviluppi relazionali. Il gioco di Cappa continua, tra letteratura e musica, in una sonata, su concetti “terribili”: la stesura dei protocolli e la puntuale e precisa analisi dei brani impiegati. Cappa gioca sui percorsi associativi, e ricca e fertile è la conduzione degli impianti concettuali, ma nulla è lasciato al caso, e ogni affermazione, ogni passaggio sono finemente costruiti ed

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elaborati: guida a tutto è il concetto di empatia. Gli siamo grati per questo lavoro e per questo sforzo, che comunica con apparente “leggerezza”, data la chiarezza e la disinvolta prosa dell’autore .

Pier Luigi Postacchini

Bologna, 3 ottobre 2011

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I neuroni specchio ci sorridono I neuroni specchio come compagni di un viaggio dall’autismo alla narrazione

di

Alfonso Cappa

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Signora, dove c’è musica non ci può essere cosa cattiva Miguel Cervantes

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INTRODUZIONE Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano Marcello Marchesi

Perché “anche i neuroni specchio ci sorridono”? Perché questo titolo buffo e demenziale? Cerco di spiegarmi. Era un pomeriggio d’estate caldissimo, tutti erano partiti per le vacanze e io, allungato sul mio futon, fodera rossa, puro Ikea, cercavo un titolo per la tesi che mi avrebbe portato a conseguire il diploma in Musicoterapia. La mia mente, surriscaldata, vagava senza arrivare a nessuna conclusione. Avevo già esaminato e scartato diverse soluzioni, tra cui: La mia vita per la musicoterapia, Miracoli musicali, musica e guarigione, ho fatto parlare un bimbo autistico con la musica. Scoraggiato, avevo concluso che per quel giorno l’idea giusta non mi sarebbe senz’altro venuta. Mi alzai. Presi una birra dal frigorifero, l’aprii e mi misi a sfogliare un vecchio libro di Gino&Michele che,

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circa vent’anni fa, aveva avuto uno straordinario successo. Lessi svogliatamente un po’ delle battute, riportate dai due autori e alcune le trovai carine, altre esilaranti, altre niente di speciale. Richiusi il libro scoraggiato, quando i miei occhi si fissarono, come calamitati, sul titolo in copertina: Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. Quella frase paradossale, come in un processo alchemico, si trasformò nella frazione di un milionesimo di secondo in: Anche i neuroni specchio ci sorridono. Era nato il titolo della mia tesi. Queste parole, che potrebbero essere usate per intitolare uno spettacolo teatrale, un film comico o un libro di barzellette, riassumono ed esprimono, in un’analogia, quello che per me è o dovrebbe essere la musicoterapia: ovverosia una sintesi di scienza e arte, dove i neuroni specchio rappresentano la parte dura di questa disciplina, il suo hardware, per usare una metafora di tipo cibernetico, mentre l’espressione ci sorridono, la sua componente leggera,

quella

leggerezza molto cara a Italo Calvino (1993), costituisce dunque il suo software. Fare Musicoterapia, significa, secondo me, innanzitutto prendere atto che nella malattia, nella disabilità in generale, ma soprattutto in quella di tipo neuropsichico, c’è un dato “oggettivo” ineliminabile (nella mia metafora, rappresentato dai neuroni specchio), ma, d’altra parte, significa anche saper prendere le distanze e trascendere la natura, prendendola in giro (e dunque sorriderne).

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Per continuare con le analogie, il titolo mi fa pensare anche ad un testo assai importante per la nostra disciplina, Gioco e realtà di D.W. Winnicot (1979). I neuroni specchio, in questo caso, sono la realtà, con tutta la sua durezza ed ineluttabilità, il sorridere è il gioco, con la sua possibilità di fingere e immaginare una realtà diversa. L’idea del gioco mi spinge a cercare un collegamento con un altro concetto fondamentale per lo sviluppo mentale del bambino e per la Musicoterapia in generale: il “far finta”. Fonagy e Target (2001) ci ricordano che il senso della realtà psichica di un bambino molto piccolo ha una doppia caratteristica. Il bambino generalmente opera attraverso una modalità di “equivalenza psichica”, in cui le idee non sono sentite come rappresentazioni, ma piuttosto come repliche dirette della realtà e quindi sempre vere; tuttavia in altri momenti il bambino usa una modalità che è quella “del far finta”, in cui le idee sono sentite come rappresentazioni ma non viene verificata la loro corrispondenza o meno con la realtà. Dunque nella modalità del “far finta” il bambino introduce una differenza tra l’idea e la realtà, prima unite e indifferenziate: questa differenza è il gioco, la finzione. Il gioco è anche una miscela di prevedibile e di casuale e, senza una dose di casualità, non c’è né gioco né divertimento. G. Bateson (1984) scrive: “Senza il casuale non possono esservi cose nuove”…alla fine l’acqua bollirà, alla fine vi sarà sempre una

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differenza che fungerà da nucleo per il cambiamento…”. Nella sua essenza, mi sembra che fare Musicoterapia significhi introdurre una differenza in un sistema bloccato, costruire un nucleo attorno al quale si verifichi un cambiamento. Pertanto, come nell’evoluzione anche nella Musicoterapia, senza una dose di aleatorietà non vi è cambiamento e senza cambiamento non vi è integrazione e dunque riabilitazione. Per ritornare infine al titolo del mio lavoro, questi strani neuroni specchio che ci sorridono rappresentano l’inatteso, un’idea paradossale e balorda che mi è venuta , appunto, per caso. Il lavoro che segue è diviso in due parti. Nella prima, che si intitola Musica, autismo e neuroni specchio, ho tentato di collegare l’idea di Daniel Stern (1985) sulle sintonizzazioni affettive alle recenti scoperte sui neuroni specchio (Rizzolati, Sinigaglia, 2005) e queste, a loro volta, con l’autismo (supponendo un’ipofunzionalità dei neuroni specchio in questa patologia). Nella seconda, dal titolo Il canto di Matteo e altri racconti, ho narrato alcune mie esperienze di lavoro che ritengo particolarmente significative e che rappresentano una verifica sul campo delle premesse teoriche da cui sono partito. Come conclusione ho inserito un mio racconto, Cane nero, con un finale a sorpresa di tipo musicale. In essa ho cercato soprattutto di mettere in luce, oltre all’aspetto relazionale, la componente musicale in Musicoterapia. (…)

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BIBLIOGRAFIA

AA.VV. Enciclopedia della musica, Garzanti, Milano, 1996; AA.VV. L’esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali, in S. Isaacs, A Freud, D.W. Winnicot et al., L’osservazione diretta del bambino, Boringhieri, Torino 1984, pp. 90-5; ALIGHIERI D., La Divina Commedia, Purgatorio, Le Monnier, Firenze, 2002; ALVIN J., La terapia musicale per il ragazzo autistico, Armando Armando, Roma 1981; ALVIN J., Terapia musicale, Armando Armando, Roma 1986; ANZIEU D. (1985), L’io pelle, Borla, Roma 1987; ARIOSTO L., Orlando Furioso, Rizzoli Editore, Milano 1974; BARON-COHEN S., Are autistic children “behaviourist”? pagg. 1216, J. Autism Dev Dis., 1995; BARON GUINAZU, Tecniche musicoterapeutiche in acqua per soggetti handicappati fisici e mentali, in G. Mutti, Musicoterapia realtà & futuro: atti del 5° congresso mondiale dimusicoterapia, Omega, Torino 1985; BATESON G., Mente e Natura, Adelphi, Milano, 1984; BAUDELAIRE C.,(1857) I fiori del male, Fabbri, Milano, 1970;

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BENENZON R. – HEMSEY DE GAINZA V. – WAGNER G., La nuova musicoterapia, Phoenix, Roma 1997; BENENZON R., Manuale di musicoterapia, Borla, Roma 1998; BENENZON R., Musicoterapia, Phoenix, Roma 1999; BENENZON R. Il modello Benenzon nell’approccio al soggetto artistico, pp.. 29 -36, in Musica et Terapia n°2, Edizioni Cosmopolis, Torino, 2000; BETTELHEIM, La fortezza vuota, Garzanti, Milano, 1976; BION W.R. (1961) Esperienze nei gruppi, Armando, Roma 1971; BONARDI G., Osservazione e prassi in Musicoterapia, pag. 9, Dispensa del corso quadriennale di Musicoterapia, Assisi, 2002; BOWER, T.G.R. Development in infancy, Freeman, San Francisco, Cal. 1974; BOWLBY JOHN, Una base sicura, Cortina, Milano, 1989; BURKE C.B., Some developmental implications of disturbance in responding to complex environmental stimuli, pp. 43-50, Am J. On Mental Ret., 1991; CALVINO I., Lezioni americane, Torino, Einaudi, 1993; CATTANEO P., Musicoterapia nella fascia scolare preadolescenziale, Franco Angeli, Milano 1996; COMBARIEU J., La musica e la magia, Milano, Mondadori, 1982; D’ULISSE M.E., POLCARO F., Musicoterapia e autismo, Phoenix, Roma 2000;

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DARWIN C. (1872), L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, Boringhieri, Torino, 1972; DISOTEO M., Antropologia della musica per educatori, Guerini e Associati, Milano 2001; DOGANA F., Suono e senso, Angeli, Milano, 1984; DE MARTINO E., La terra del rimorso, Il Saggiatore, Milano 1961; DE SAINT-EXUPERY, Il piccolo principe, Bombiani, Milano 1985; DI PIETRO M., L’educazione razionale-emotiva, Erikson, Trento, 1992; EDELMAN G.M., Il darwinismo neurale, Einaudi, Torino 1995; EZZU A., MESSAGLIA R., Introduzione alla Musicoterapia, Musica Pratica, Torino 2006; FERRARI S., La scrittura come terapia, in Regolazione delle emozioni e Arti-Terapie, Carocci, Roma, 1998; FONAGY I., La vive voix, Essays de psycho-phonetuque, Payot, Paris, 1983; FONAGY T., TARGET M., Attaccamento e funzione riflessiva, Cortina, Milano 2001; FORNARI F., Psicoanalisi della musica, Longanesi, Milano 1984; FREUD S. (1920), Al di là del principio di piacere. In “Opere”, vol. 9, Boringhieri, Torino, 1977; FREUD S.(1899), L’interpretazione dei sogni. In “Opere”, vol. 3, Boringhieri, Torino, 1977;

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GAITA D., Il pensiero del cuore: musica, simbolo, inconscio, Bompiani, Milano, 1991; GALIMBERTI U., Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983; GALIMBERTI U., Dizionario di psicologia, Garzanti, Milano 1999; GHELTRITO A.M., La composizione in musicoterapia, in Manarolo, Cosmopolis, 2006; GINO&MICHELE, MATTEO MOLINARI, Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, Einaudi,Torino, 1991; HALPERN S., SAVARY L., Suoni e salute, Red, Como 1991; HAPPE FGE., An advance tests of theory of mind: understanding of story characters thoughts And feelings by able autistic, mentally handicapped and normal children and adults, pp. 61-70 Journal Of Autism and Development Disabilities, 1994; HOLMES J., La teoria dell’attaccamento, Raffaello Cortina Editore, 1994; IACOBONI M., I neuroni specchio, come capiamo ciò che fanno gli altri, Bollati Boringhieri, Torino, 2008; IMBERTY M. (1981), Le scritture del tempo. Semantica psicologica della musica. Ricordi Unicopli, Milano 1990; KANDINSKY W., Lo spirituale nell’arte., SE Srl, Milano1989; KLEIN M., La psicoanalisi dei bambini, Martinelli, Firenze 1969; LA BIBBIA, Elle Di Ci Leumann, Torino 1985;

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LANGER, S.K., An essay on humag feeling, Vol. 1. University Press, Baltimore 1967; LANZI G., ZAMBRINO C.,

Conoscenze attuali in tema di

eziopatogenesi dell’autismo, pp. 2-14, in Musica et Terapia n° 2, Cosmopolis, Torino 2000; LAPASSADE G., Stati Modificati e Trance, Sensibili alla Foglie, Roma 1993; LECOURT E., La Musicoterapia, Cittadella, Assisi 1999; LORENZETTI L.M., ANTONIETTI A., La Musicoterapia attraverso i suoi scritti, Franco Angeli, Milano 1985; MAHLER M., Le psicosi infantili, Boringhieri, Torino 1972; MANAROLO G., L’angelo della musica: Musicoterapia e disturbi psichici, Omega, Torino 1996; MANAROLO G., Manuale di Musicoterapia, Cosmopolis, Torino 2006; MANAROLO G., DEMAESTRI F., L’assestment in Musicoterapia, il bilancio psicomusicale e il possibile intervento. In Musica&terapia, Cosmopolis, Torino 2002; MC LELLAN R., Musica per guarire: storia, teoria e pratica degli usi terapeutici del suono e della musica, Muzzio, Padova 1993; MELTZER D. (1975), Esplorazioni sull’autismo, Boringhieri, Torino 1977;

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MELTZOFF A.N., BORTON W., Intermodal matching by human neonates. Nature, 282, 403-4. 1979; MICHELI E., ZACCHINI M., Verso l’autonomia, Vannini, Padova, 2003; MOORE M.K., MELTZOFF A.N., Object permanence, imitation and language development in infancy. Baltimore, Md, University Park Press 1978; MORETTI G., Problemi di psicopatologia dell’età evolutiva, Vita e Pensiero, Milano 1976; NORDOFF P., Musicoterapia per bambini handicappati, Franco Angeli, Milano 1988; ORFF G., Musicoterapia-Orff: un’attiva stimolazione allo sviluppo del bambino, Cittadella, Assisi 1993; PAPOUSEK M., PAPOUSEK H., Musical elements in the infant’s vocalization: Their significance for communication, cognition and creativity, In L.P.Lipsitt (Ed,), Advances in infant Research, Norwood, N.J 1981; PIAGET J., La formazione del simbolo nel bambino (1945), La Nuova Italia, Firenze 1972; PIATTI M. (a cura di), Disturbi del linguaggio e musica, Quaderni di musica applicata, 5, Edizioni fonografichee musicali PCC, Assisi 1984; PIERCE K., Social perception in children with autism: an attentional deficit? 103-110, J. Autism Dev. Dis.., 1997;

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PLATONE, Repubblica, In, Tutti gli sritti, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, Milano 1997; POSTACCHINI P.L., Emozione, regressione e simbolo, pp. 95-101, in Quaderni di musica applicata n. 18, Pro Civitate Cristiana, Assisi 1996; POSTACCHINI P.L., Evoluzione del concetto di riabilitazione in Musicoterapia, pp. 10-18, in Musica et Terapia, 5, Edizioni Cosmopolis Torino 2002; POSTACCHINI P.L., In viaggio attraverso la musicoterapia, Cosmopolis, Torino 2006; POSTACCHINI

P.

L.,

RICCIOTTI

A.,

BORGHESI

M.,

Musicoterapia, Carocci, Roma 2001; POSTACCHINI P. L., RUGGERI G., Disturbi del linguaggio e musica, pp. 23-40, Quaderni di Musica Applicata, PCC. Assisi 1984; RAMACHANDRAN VILAJANUR S., OBERMAN LINDSAJ M., Specchi Infranti. pp. 63-69, in Le Scienze, n 460, dicembre 2006; RAGLIO A., La musicalità autistica, pp. 23-28, in Musica Et Terapia n° 2, Cosmopolis, Torino 2000; RIZZOLATI G. et Al., Specchi nella mente, pp. 53-61, in Le Scienze, n. 460, dicembre 2006; RIZZOLATI G., SINIGAGLIA C., So quel che fai, Raffaello Cortina Editore, Milano 2006; ROSSENA R., Ricicla in musica, Demetra, Verona 1995; RUSSO F., La medicina dei suoni, Borla, Roma 1998;

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RUTTER B.,BAILEY A., Autism and know medical conditions: myth and substance, pp. 25-30 J. Child Psychol. Psychiatry, 1994; SACHS C., Le sorgenti della musica, Boringhieri, Torino 1979; SARACENO B., La cultura della riabilitazione, pp. 30-45, in, Studio sulla nozione di riabilitazione in psichiatria, CSERDE, Prov. di Milano, 1985; SCARDOVELLI M., Il dialogo sonoro, Nuova Casa Editrice Cappelli, Bologna 1992; SHAKESPEARE W., Macbeth, Le tragedie, I meridiani, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1976; SINGER T., Empathy for pain involves the affective but not the sensory components of pain. In Science, 303, pp. 1157-1162, 2004; SPITZ R. A. (1965), Il primo anno di vita, Armando, Roma 1973; STERN D.N., Il mondo interpersonale del bambino (1985), Boringhieri, Torino 1987; SUVINI F., Forme e strutture musicali in musicoterapia, pp. 13-19, dispensa del corso quadriennale di musicoterapia, Assisi 2001; TOLSTOJ L. N., La sonata a Kreutzer, Giulio Einaudi Editore, Torino 1971; TOMATIS A., L’orecchio e la voce, Baldini&Castoldi, Milano 1987; TUTSIN F., Autismo e psicosi infantile, Armando, Roma 1977; WATZLAWICK P., BEAVIN J. H., JACKSON D.D., Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma 1971;

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WEIL SIMONE, Quaderni, volume primo, Adelphi, Milano 1982; WINNICOT D.W., Gioco e realtà (1971), Armando, Roma 1979; YEATS W.B., L’Opera poetica, Mondadori, I Meridiani, Milano 2005; ZUCCHINI G.L., Animazione musicale e disadattamento. La musica come terapia educativa, Guaraldi, Firenze 1976; ZUCCHINI G.L., Musica e handicap, La Scuola, Brescia 1989.

SITI INTERNET CONSULTATI http: www.mtonline.it http: www.musicoterapia.it http: www.musicoterapisti.it http: www.ontosofia.it http: www.psiconline.it http: www.psmusic.com http: www.space.tin.it

FILM SOMMER, Philip Groning

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I neuroni specchio ci sorridono Alfonso Cappa

I neoroni specchio ci sorridono di AlfonsoCappa

ISBN 978-88-97521-03-7 Ed. Circolo Virtuoso Prezzo: â‚Ź 14,90

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I NEURONI SPECCHIO CI SORRIDONO - DEMO