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la Repubblica

CULTURA

GIOVEDÌ 30 MAGGIO 2013

TORINO

■ XVI

Made Nell’ex tintoria a vapore Nicol, in via Alessandria 51/e, l’associazione Made presenta, per «Architettura in città», i «Relitti» di Davide Virdis, riletture, attraverso la fotografia, degli edifici abbandonati trovandovi nuovi significati, spesso distanti dalle origini

NUOVI EDIFICI “RILETTI” SU VECCHI LIBRI ANNA D’AGOSTINO ittà come aggregazioni di voci, parole, flussi continui di pensieri in continua evoluzione. Palazzi e costruzioni come punte di un iceberg di un mondo sommerso, intimo. Meraviglioso in tutta la sua complessità. Nicolò Quirico realizza tali visioni sulla tela: su collage di pagine di vecchi libri, situa una sua fotografia di un edificio appartenente a metropoli italiane ed estere, scelto per la capacità di essere un crocevia di umanità, interviene poi con resine. I racconti silenziosi presenti nelle opere sottolineano la funzione sociale dell’architettura, creano la sospensione tra passato e presente, interiore ed esteriore, ponendo l’attenzione continuamente verso il vero cuore e motore. Un modo di rendere «omaggio agli strati di storia fatti dalle persone che nelle architetture vivono e lavorano», spiega l’artista, «Come scrive Italo Calvino alla fine delle “Città invisibili”, l’architettura che nega all’uomo la possibilità di incontro non fa altro che negare se stessa». Per «Architettura in città», venti delle sue opere sono esposte nella personale a cura di Michele Bramante, Cristiana Pecile e Antonio Nardone. «Pagine di architettura» inaugura stasera dalle 19, presso La Contemporanea Studio.

il fotografo

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DA VEDERE/1 «Pagine di architettura» di Quirico è fino al 16 giugno a La Contemporanea Studio, in via della Rocca 36/b

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Arte

Piemonte

ARCHITETTURAINCITTA’ ALLE EXOGR ILFASCINODELLEROVINE N’ESPLORAZIONE fra le rovine contemporanee — nei luoghi abbandonati o privati di senso nelle città — in linea con i temi al centro della terzo Festival dell’Architettura. Per interrogarsi — come scrive il curatore Enzo Biffi Gentili — su «dove siano finite le rovine di una volta» e giungere «alla creazione di un vero e proprio nuovo genere (o sottogenere) artistico». È allestita alle Ogr «Le rovine esposte. Urban Exploration», mostra prodotta dalla Fondazione Ordine Architetti con il Miaao. Fotografie, video e incisioni mostrano capannoni di fabbriche dismesse, palazzine un tempo adibite a uffici, ex sanatori ed ex carceri, magazzini e cunicoli. Dietro la macchina fotografica o la videocamera, autori che appartengono alla controcultura o a movimenti radicali: come UrbEx, ovvero Urban Exploration, nato in Francia nel secolo scorso, i cui aderenti sono specializzati nell’infiltrazione in luoghi ed edifici abbandonati, vietati o dif-

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MARINA PAGLIERI ficilmente accessibili, e nella documentazione fotografica della loro bellezza decadente. Tra questi Christophe Dessaigne, cui è stata affidata dal Festival la missione di rappresentare alcuni siti subalpini a metà tra

La mostra «Le rovine esposte. Urban Exploration» è alle Ogr, in corso Castelfidardo 22, fino a sabato, dalle 10 alle 21. Nei successivi weekend, fino al 23 giugno, dalle 11 alle 18. Info 011/4992333-5611161, www.architetturaincitta.it

vecchia e nuova destinazione: come la Cavallerizza Reale, gli stabilimenti ex Ghia-Osi, i sotterranei di San Filippo Neri, l’ex centrale elettrica Enel di via Bologna, le Carceri Nuove. In mostra anche le «Found Photos in Detroit» di Arianna Arcara e Luca Santese, collaboratori di Alex Majoli della Magnum: un’installazione fatta di fotografie «trovate» e Polaroid scattate, magari dalla polizia, tra gli anni ‘60 e ‘90 del secolo scorso, per rappresentare il declino della capitale automobilistica Usa. La mostra si chiude con tre videoinstallazioni e una selezione di immagini scattate sin dagli anni ‘70 da Ernani Orcorte, dal manicomio femminile di via Giulio al carcere della Castiglia di Saluzzo; e con quelle anni ‘80 di Pino Dell’Aquila al Lingotto. Foto che rivendicano una sorta di primogenitura del genere e trovano un seguito in quelle di giovani fotografi «eccentrici» che espongono qui frammenti delle loro rovine.

Laura Castagno

TORINO RIVIVE NELLE TEMPERE E A PIEDI OLGA GAMBARI orino come Dublino, una città che diventa altro, la sua carne di palazzi, strade, piazze, vite si fa sovrapposizione di mappe mentali, di visioni che ne ridisegnano il ritratto e l’anima. Lo ha fatto un secolo fa Joyce ne L’Ulisse, lo fa ora l’artista Laura Castagno, in un progetto partito due anni fa. Ispirandosi alla prassi di Joyce, Castagno racconta Torino in cinquanta tavole di cartone dipinto in oro e tempera. Una scrittura pittorica dove il segno è una declinazione del concetto stesso di scrittura, sia essa materia cromatica come parola scritta. Un fare caro a quest’artista, a partire dagli anni Sessanta. Sabato la sua mostra è una performance condivisa, da seguire tappa dopo tappa, lungo dieci luoghi che ospitano tavole e letture. Un modo per vivere davvero la città stessa, percorrerla, vederla attraverso parole e immagini dell’artista, che si fa filtro visionario, esaltatore, coinvolgente. Si parte alle 15 dalla Libreria NB (via Bellezia 12/c) e si prosegue nel negozio di parrucchieri Luisa e Franchino, da Arredi Gurlino, Res Nova, Ferramenta Drovetti, Istituto Ricerche Applicazione Cosmesi, Galleria L’Acquaforte, Galleria Martano. Alle 18 si approda al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, per una lettura da Joyce di Cassandra Gibbins.

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l’artista

Nicolò Quirico

PhLibero Da PhLibero, in via Principessa Clotilde 45, collettiva fotografica con immagini che vogliono evidenziare tutte quelle costruzioni, arredi, edifici, etc che, pur non essendo nate come monumenti, con il passare del tempo lo sono diventate

DA VEDERE/2 «Struttura colore arredo» di Laura Castagno è da Res Nova, in via Accademia Albertina 10

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il PROGRAMMA LIBRERIA NB

Tra le altre mostre allestite nell’ambito di «Architettura in città», si intitola «Coazione 4» l’azione di Irene Pittatore (nella foto a destra) alla Libreria NB, in via Bellezia 12/c. I margini di una società urbana e gli scarti di una metropoli alla ricerca di immagin-azioni, che cercano di rendere ragione di un’umanità

«minore». BORSA VALORI

Fino a sabato sulla facciata della Borsa Valori, in via San Francesco da Paola 28, prosegue l’intervento di Oat a cura di Painè Cuadrelli, installazione sonora su un edificio emblematico per la storia dell’architettura della città, chiuso

dal 1992. La piazza entra in relazione con un immaginario mondo all’interno dell’edificio. che si manifesta tramite il suono.

di architetti e tre città europee (Amsterdam, Barcellona e Berlino), cui si aggiungono Torino e Napoli. NUOVI ARTIERI GRAFICI E LIBRARI

GOETHE INSTITUT

Fino al 21 giugno nella biblioteca del Goethe Institut, in piazza San Carlo 206, «Nuovo realismo e architettura della città», mostra su tre generazioni

Fino a domenica, nella galleria sottana del Miaao, in via Maria Vittoria 5, mostra di manifesti, libri e giornali progettati da designer e architetti, perlopiù giovani, realizzati

artigianalmente. DAL FUTURISMO AL FUTURO...

Fino a sabato alle Ogr, in corso Castelfidardo, «Dal futurismo al futuro sostenibile»: dal 1915 — anno del manifesto per la «Ricostruzione futurista dell’Universo» di Balla e Depero — al 2015 dell’Expo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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