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APPUNTAMENTI XXXIII !

DAL 15 MARZO

!

Il 25 marzo 2012 a Lisbona moriva Antonio Tabucchi, l’autore di «Sostiene Pereira», tradotto in tutto il mondo. Andrea Bajani, che era legato a lui da profonda amicizia, gli ha dedicato il libro «Mi riconosci» che esce in libreria in questi giorni

LA CAMERA DELLE MERAVIGLIE underkammer,(cameradellemeraviglie),èun’espressionetedesca,usata perindicareparticolariambientiin cui,dalXVIalXVIIIsecolo,icollezionistieranosoliticonservareraccolte dioggettistraordinariperleloro caratteristicheintrinsecheedesteriori.RicostruireunaWunderkammerutilizzandolafotografiaèstata l’operazionecheimembridelFotoclubNeyroneTrofarelloedellaFiaf(Federazione ItalianaAssociazioniFotografiche)hannorealizzatoperilMuseoRegionalediScienzediviaGiolitti 36davenerdì15 marzoal7aprilecon lamostra«Wunderkammer.LafotografiainterpretailMuseo».L’ingressodell’esposizioneèun corridoioincuilaluce arrivadauntetto formatodacentinaia diocchidiuccelli,sulle paretilateralialtrettantiocchidianimaliterrestri sovrastanounmosaicodiimmagini,divegetali,di animaiediminerali.All’uscitadeltunnelsiaccede nelsaloneconlamostrasuddivisainsezionitematiche:scheletri,piumaggi,mineralisucuisileggonopaesaggifantastici,ritrattidianimali.Orario: tuttiigiorni:10–19,chiusoilmartedì.Ingresso:5 eurointero,2,50euroridotto.Info011/432.63.54.

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MERCOLEDÌ 20 MARZO

TABUCCHI L’IMPERFETTO

A

ANDREA BAJANI

ntonio Tabucchi era una persona poco ortogonale. Pur essendo a volte spigoloso, non amava gli angoli retti, le misure giuste, i conti perfetti al centesimo. Prediligeva piuttosto l’imperfezione, il paradosso, i conti che non tornano, la bugia, il sogno. La realtà da misurare con la squadret-

L’INCONTRO Mercoledì 20, alle 21, al Circolo dei lettori di via Bogino 9, «Mi riconosci. Sonata per Antonio Tabucchi». Una serata, organizzata da Feltrinelli, con Andrea Bajani, che, con la musica di Giorgio Li Calzi legge brani da «Mi riconosci», in cui racconta l’amicizia che lo legava al grande scrittore.

ta gli stava stretta, preferiva se qualcuno barava e creava una realtà imprevista. Per questo ogni tanto mi chiedeva perché mai vivessi a Torino, che era un città in cui era impossibile smarrirsi. Ma io gli dicevo che non avevo per nulla il senso dell’orientamento, che mi perdevo appena superato l’isolato, che il mio smarrimento cominciava appena aprivo gli occhi la mattina. Lui mi guardava sospettoso, come se quello fosse soltanto il mio modo di difendere la mia città, o di resistere alla seduzione di andare a vivere a Parigi. Ma in fondo gli piaceva molto l’idea che io vivessi in una città in cui, a dispetto dell’ortogonalità, ci si poteva perdere per semplice incapacità di muoversi disinvoltamente nello spazio. L’idea, insomma, che si potesse sognare anche in una città con gli angoli retti lo

divertiva: l’idea che esistesse anche una Torino sognata e che io vivevo lì, al numero 0 di una qualche via oltre la linea del sonno. Per quella reale comunque, nonostante la geometria, aveva una forma di gratitudine, per il tributo che gli era stato fatto al Carignano nel novembre 2005. Me l’aveva detto una volta quando ormai eravamo diventati importanti, forse indispensabili, ciascuno per la vita dell’altro. Io però non gli avevo detto – e non gli ho mai detto – che ero io quel ragazzo che l’aveva intervistato per l’Unità e che sbagliava tutte le domande. A quel tempo presentava il volume di Racconti in cui l’editore Feltrinelli aveva raccolto Il gioco del rovescio, «Piccoli equivoci senza importanza» e «L’angelo nero». «Il tempo è passato e quello che mi sono trovato davanti – ritrovo nel pezzo che scrissi il 29 novembre 2005 – riunendo insieme tutti questi racconti, è un mosaico,un puzzle che non immaginavo. Il risultato ultimo è un autoritratto. Ho unito tre libri diversi come si uniscono i puntini della settimana enigmistica». Oggi i puntini li abbiamo tutti – compreso l’ultimo, segnato il 25 marzo 2012 – e non ci resta che unire i puntini nelle infinite combinazioni che la letteratura consente di tracciare. Lo facciamo nella città ortogonale, in memoria, a dimostrazione che gli angoli retti, con un po’ di fantasia, si possono ingannare.

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LE MUSE DELL’INFORMAZIONE

I

ALESSANDRACOMAZZI

l mondo della comunicazione, dell’informazione, del giornalismo, sta vivendo un periodo di cambiamenti che per una volta è corretto definire «epocali». Cambiamenti che riguardano i professionisti della comunicazione, ma anche coloro che, grazie ai nuovi media, possono diventare in proprio la fonte dell’informazione. Un contesto che vede le donne sempre più numerose, e pronte a infrangere il cosiddetto «soffitto di cristallo». In occasione della festa internazionale della donna, si svolgerà venerdì 15, al Circolo dei Lettori (sala Gioco), via Bogino 9, ore 17,30, una tavola rotonda intitolata «Le muse dell’informazione». Organizza e introduce Anna Economu Gribaudo, responsabile sezione Piemonte del Pen Italia. Essendo il Pen (Poets, Essayists, Novelists, poeti, saggisti, romanzieri), un’associazione internazionale dedicata alla letteratura. La quale, dice lo statuto, «se conosce nazioni, non conosce frontiere. Gli scambi letterari devono restare indipendenti dalle vicende politiche dei popoli». Modera l’incontro Emmanuela Banfo. Partecipano: Milena Boccadoro, Stefanella Campana, Marina Paglieri, Rosellina Piano, Elisabetta Rosaspina, Vera Schiavazzi. Ci sarò anch’io, e parleremo di tanti temi importanti per tutto il comparto dell’informazione. Si parlerà dell’immagine della donna fornita dai media; di quanto siano o meno sufficienti le notizie pubblicate, su ogni mezzo, a proposito di mobbing, di stalking. Si parlerà delle difficoltà di intraprendere la professione (difficoltà condivise da uomini e donne); di quanto sia arduo conciliare famiglia e lavoro; del giornalismo come potere e del famoso «fiuto» femminile: c’è anche nei media? Tanti begli stimoli alla ricerca non di risposte definitive, ma di consapevolezze comuni.

! Il mondo della comunicazione cambia e non solo per le donne

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Rassegna stampa di venerdì 15 marzo

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