Page 1


Cinquanta Cinquanta 013 Co

nicA

re Partec

ip a

nd

mu

o

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Oggetto: Precisazione e risposta in merito all’articolo “Gigli il fiore all’occhiello?” apparso sul n° 1 di “50013” supplemento al “Taccuino”.

Il Grande Fratello Silvio

n questo periodo c’è veramente C on riferimento all’ar ticolo in oggetto con la presente siamo a I la moda di attaccare il precisarVi quanto segue:

n.2 Primo Voto

Relativamente al problema da Voi posto circa il malcontento dilagante fra i piccoli commercianti del Comune di Campi Bisenzio, fonti certe sottolineano che l’impatto del Centro Commerciale “I GIGLI”, sia stato soltanto iniziale e che in seguito il saldo delle imprese commerciali aper te nel Comune di Campi Bisenzio sia in realtà in crescita e positivo. Non entriamo nel merito del processo di specializzazione o ammodernamento dei singoli negozi che in ogni caso i piccoli commercianti del Comune dovevano comunque af frontare indipendentemente dall’arrivo dei Gigli. Per quanto riguarda il problema dei disagi alla viabilità che Voi menzionate, dobbiamo sottolineare che il Centro Commerciale “I GIGLI” catalizza non solo clienti appartenenti ad un bacino di utenza locale ma anche, e soprattutto regionale e del centro Italia. Questo eccezionale consenso che il Centro Commerciale “I GIGLI” ha incontrato fra il suo pubblico fino dalla sua apertura ha evidentemente dovuto fare i conti con infrastrutture e viabilità appena sufficienti per ospitare ottanta-novanta mila clienti in un solo giorno come avviene ad esempio durante le domeniche. Tale problema inoltre, che sarà certamente risolvibile nel medio periodo con la realizzazione di importanti opere pubbliche (realizzazione della Mezzana-Per fetti-Ricasoli), appare di rilievo secondario se posto a confronto con i reali benefici portati dal Centro Commerciale al territorio locale ed all’intera area metropolitana, in termini di incremento delle opportunità professionali e di creazione di nuovi posti di lavoro alternativi soprattutto per i molti giovani che per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro; di crescita del numero di imprese che lavorano attraverso l’indotto de “I GIGLI” e dei rispettivi fatturati; di valorizzazione ed incremento del beneficio, i ser vizi molteplici offer ti alla clientela, come l’ampia estensione dell’orario di apertura, le opportunità di svago e di offerta per il tempo libero, nonché l’ambiente climatizzato. Vi chiediamo pertanto di darci la possibilità di rispondere al Vostro articolo e di prendere in considerazione tali nostre precisazioni di fronte a futuri ulteriori ar ticoli che tratteranno direttamente od indirettamente il Centro Commerciale “I GIGLI”. Cogliamo l’occasione per porgerVi distinti saluti La Direzione

2

Nessuno ha messo in dubbio i benefici che il centro Commerciale “I GIGLI” ha por tato (occupazione, un nuovo indotto, etc..); ma è altrettanto indubbio che , per le motivazioni stesse che la vostra direzione adduce, il problema della viabilità esiste ed esisterà fina a quando la Mezzana Per fetti Ricasoli non sarà terminata […] sempre che sia una soluzione efficace . E’ quindi logico dedurre che il “ rovescio della medaglia “ è reale ed è semplicistico definirlo “ di rilievo secondario” in quanto l’inquinamento atmosferico ed acustico ed il time lost, dovuti ai problemi di viabilità, sono parametri principali se messi in relazione alla qualità della vita.

È stata nostro volontà sollevare tale questione, nell’interesse anche de “I GIGLI”, per spingere l’amministrazione comunale a valutare , sulla base dei dati esistenti, se ef fettivamente la viabilità futura prevista sarà sufficiente a risolvere il problema oppure no ed in tal caso ad intraprendere azioni risolutive in tal senso. La costruzione di un dialogo critico e costruttivo che abbia la finalità di miglioare lo standard di vita della popolazione campigiana è il nostro obbiettivo e non una critica fine a se stessa, per questo la ringrazio della sua lettera . Con l’occasione porgiamo i nostri più distinti saluti.

“voyeurismo” dell’uomo. I giochi, i premi e i temi delle varie trasmissioni televisive sono diversi ma tutti questi shows hanno senza dubbio lo stesso scopo, lo stesso fine: attirare gli spettatori sfruttando la loro curiosità . E’ grande, anzi grandissima, la voglia di guardare gli altri uomini in situazioni che altrimenti sarebbero proibite nella normale vita pubblica. E questa seduzione è così for te che quasi nessuno può sfuggire al desiderio di osservare le altre persone e rendersi conto che tutto in realtà è finto. Secondo me molti dicono di non guardare questi shows ma puntualmente la sera si siedono sulla propria poltrona. La televisione è sempre stata un mezzo che fa leva sui punti deboli delle persone e che in qualche modo manipola la gente e questo non cambierà mai ; ma è anche impor tante che persone giuste dirigano la TV e che tutto il mondo televisivo non dipenda da una sola persona. Poiché se una persona ha troppa potenza può creare la sua “realtà” e così tutto sarà manipolato dalla opinione di questa persona . Questo è un grande pericolo ed io voglio con questa lettera denunciare una situazione che mi mette molta paura. Grazie per la vostra attenzione, N. Elsaesser.

L’Angolo della Posta scrivete a:

Sez. Ds Campi Bisenzio Piazza Matteucci, 11• tel. 055.890756 dscampi@yahoo.it www.dscampibisenzio.it


Cinquanta Cinquanta 013 re Partec

Co

nicA

ip a

nd

mu

o

h if f i

Valori, impegno, politica. I giovani prenotano il futuro

P arlare di politica oggi e di disimpegno giovanile nei confronti

di questa, sembra un binomio ormai assodato e, anche se il disinteresse verso la politica non è solo giovanile, si fa sempre riferimento ad una fascia d'età che in genere si discosta da quella prevalente della nostra classe dirigente politica. Ebbene, a Campi B. sembra che questa situazione sia in controtendenza: non solo la Giunta comunale si avvale di ben quattro componenti su otto che sfiorano l'età media di trent'anni, ma anche il Segretario del Partito di maggioranza (Democratici di Sinistra) è un giovane nato alla fine degli anni '70 e la Segreteria del Par tito è composta da un gruppo di persone che, in media, raggiunge i 32 anni d'età. Che cosa succede nella nostra città, come mai quest'inversione di rotta, mentre nel resto del Paese l'età media si va sempre più innalzando in qualunque campo? Si tratta solo di una "scommessa", o c'è davvero qualcuno che riesce a fare politica coinvolgendo anche i giovani? A questo proposito, abbiamo posto alcune domande al Segretario dell'Unione Comunale dei Democratici di Sinistra di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi che, tra l'altro, è uno dei più giovani Dirigenti della Federazione Provinciale dei DS. Che cosa significa impegno politico, e soprattutto, cosa vuol dire impegnarsi in modo concreto oggi? Più che di impegno politico, preferirei parlare di impegno in senso generale. Penso che impegnarsi significhi dedicare una par te impor tante della propria vita a qualcosa che non ci deve necessariamente riportare un tornaconto, un utile, ma una soddisfazione a livello emotivo, di sentimenti un arricchimento interiore nel vedere

realizzati dei valori che abbiamo dentro. E' quindi il donare e il donarsi allo stato puro. Solo così si possono capire esperienze impor tanti come quelle per esempio dei missionari comboniani o di don Luigi Ciotti, per fare alcuni esempi che per me sono legati alla parola "impegnarsi". Parto dal concetto di impegno in senso allargato anche perchè mi ser ve per avere una immagine meno desolante della situazione : se ci soffermassimo infatti sul solo impegno politico in senso str etto, il panorama delle esperienze sarebbe tristemente ridotto a poche mosche bianche; la politica pura sconta infatti una deficienza molto forte, in termini di coinvolgimento, una incapacità di coinvolgere le nuove generazioni su temi impor tanti, for ti, emotivamente partecipati. E poi se parlo di impegno in senso allargato, questo mi permette di avere una immagine più realistica, più consona al mio modo di concepire l'impegno, e di smentire i sempre più frequenti clichè giornalistici e da sociologia spiccia, che vedono i "giovani" apatici, demotivati, stanchi e svogliati. Penso soprattutto che manchino le of fer te, manchino gli input, manchino le possibilità date. Credi quindi che ci siano delle alternative? Le alternative: è vero che le nuove generazioni scontano un periodo storico e che hanno vissuto e che stanno vivendo un'epoca nella quale i modelli culturali proposti sono stati quelli del futile, del disinteresse, dell'eccessivo e sfrenato individualismo. In questo senso ha operato la cultura imperante in questi anni, in questo senso hanno lavorato i media, le televisioni private(che hanno dettato la linea) e quelle pubbliche che le hanno seguite a ruota... Ma è anche vero che la politica ha eccessivamente assecondato

segue a pag. 10

DEMOCRATICI DI SINISTRA UNIONE COMUNALE DI CAMPI BISENZIO

UNA VITTORIA PER L’ITALIA Ila D.S. di Campi Bisenzio avviano campagna elettorale.

Da sabato 10 marzo saremo presenti con un “gazebo” al mercato nel centro di Campi Bisenzio. La nostra sezione in P.za Matteucci rimarrà aperta ogni martedì e giovedì dalle ore 18.00 alle 20.00 e ogni sabato dalle ore 15.00 alle ore 18.00. E’ un modo per ritornare ad ascoltare e a spiegare le nostre idee guardandosi negli occhi. E’ un modo per aprire il nostro par tito, por te e finestre, al confronto e alle idee di tutti contro un’idea della politica fatta solo da chi ha soldi e televisioni. E’ un modo per cominciare a battere Berlusconi.

La Segreteria

n.2 Primo Voto

d i Vi r g i n

ia C

Intervista al segretario dell’Unione Comunale DS di Campi Bisenzio Emiliano Fossi

queste tendenze, perdendo la capacità critica(quella intelligente e costr uttiva, non quella dell'essere contrari per par tito preso), e appiattendosi, smarrendo la possibilità di propor re alternative. Per questo penso che ci sia una deficienza nella capacità di coinvolgimento, perchè i partiti che il " terremoto" degli ultimi anni ci ha consegnato appaiono sempre più chiusi, inaccessibli, vecchi, annientatori delle individualità (intese come capacità positive di proporre e realizzare idee). I partiti devono invece aprirsi, devono dare la possibilità alle individualità ,a chi porta una esperienza singola, di poterla esercitare senza annullarla, ma di immetterla in un circolo vir tuoso che permetta il confronto con gli altri. E' forse quello che sta succedendo a Campi? La grande rivoluzione degli ultimi

3


Cinquanta Cinquanta 013 Co

nicA

re Partec

ip a

nd

mu

Perchè Votare?

4

pensando a un’aula scolastica. Vorrei fosse utile a qualsiasi cittadino, giovane o meno giovane, che sia interessato, alla nostra comunità e soprattutto, al nostro paese… Viviamo in un mondo in cui bisogna studiare: è pesante ma inevitabile… Prima erano in pochi a farlo: tutti gli altri imparavano un mestiere come apprendisti o restavano manovali. Le donne, emarginate anche in questo, non studiavano perché erano destinate a essere madri o casalinghe. Oggi non è più così, anche se resta molta strada per arrivare alla totale parità dei sessi; le cose, lo sai, sono cambiate parecchio, e continuano a cambiare in fretta. E’ proprio questo, il cambiamento costante e non sempre prevedibile, che caratterizza il mondo in cui stai per entrare con un misto di speranza e di timore. Per ché se molti di questi cambiamenti sono progressi, ci sono anche certe cose che sono peggiorate[…] Una cosa positiva è che oggi tanta gente studia. Da questo dipendono il benesser e e l’avvenire dell’umanità. Ebbene la formazione di buoni cittadini è altr ettanto impor tante[….] Studiare può essere interessante ma è quasi sempre una fatica. E poi, per come oggi sono organizzate le cose, è generalmente fonte di angoscia e mal di testa, perché non sempre si studia nelle condizioni ottimali. Diritto allo studio per tutti, sì, però ci sono i cattivi maestri, le materie inutili, le scuole carenti[……] Per non parlare di quando devi studiare qualcosa che non ti piace, quando non sei portato per quella materia e magari [i genitori] ti impediscono di dedicar ti a quello che ti interessa……. E dopo, bisogna ancora darsi da fare per trovare per un lavoro, il che non è sempre facile. Però una cosa è certa: chi non studia, chi non si applica in niente- lo sport, la musica, il volontariato, ecc- ha vita ancor più dif ficile… il disinteresse non paga Ecco [ di cosa voglio parlar vi]: del non disinteressarsi. La politica è un’attività necessaria. O se preferisci è, come si suol dire, un male necessario. E’ [ infatti l’attività specifica] dei politici, di quelli che comandano, delle autorità. E gli altri? In una

democrazia, dove i cittadini eleggono i loro rappresentanti e possono dire quello che vogliono[…].i politici devono rendere conto al popolo. Ma non lo faranno se noialtri, il popolo, ci asteniamo dall’esprimere la nostra opinione, ci disinteressiamo, non ci preoccupiamo di votare per quelli che ci piacciono o contro quelli che non ci piacciono. Ci ignoreranno o ci manipoleranno come pecoroni se non esprimiamo pubblicamente le nostre preferenze: votando ma anche scendendo in piazza per protestare, militando in un’associazione o in un movimento che lotta per una causa legittima in cui crediamo veramente. La democrazia ti consente di fare tutte queste cose, di esercitare la tua libertà: ti consente di essere te stesso. Per praticare la democrazia[…], bisogna fermarsi e pensare un attimo. Non sono suf ficienti il voto, le manifestazioni: prima di tutto bisogna pensare, e farlo con la propria testa[…].Non dico che bisogna diventare degli esperti, ma almeno occorre informarsi .E non credere che sia tanto difficile

o r a B a ll e

rini

n.2 Primo Voto

“ Caro amico, non ho scritto questo libro

diD eb

di An

o

ca

to nio Ioc

Il Voto come massima espressione di libertà e democrazia

Napster

Ie lvendita problema della duplicazione di prodotti nell’ambito

del software (cd, videocassette, dvd ecc.) è una questione di interesse internazionale. Il mercato in questione ha assunto dimensioni preoccupanti, basti pensare che si parla di un fatturato che va dai 700 ai 1.000 miliardi annui. Altra notizia che ci riguarda più da vicino è che, secondo i dati diffusi da FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale), l’Italia è al primo posto in Europa per il livello di contraffazione. Vista la situazione, sono già visibili i risultati della reazione di coloro che ne vengono maggiormente danneggiati. Negli Stati Uniti, infatti, le maggiori case discografiche si sono rivolte ai giudici di San Francisco per chiedere la chiusura di Napster,

Essere un cittadino informato non ser ve solo a migliorare la vita democratica in generale, ma anche ad avere una sanità efficiente e buoni trasporti, a sentirsi protetto da un corpo di polizia non arrogante (che arresti i delinquenti e lasci perdere gli altri) ecc… Oggi per essere liberi bisogna essere informati… Un saggio dell’antichità, Aristotele, diceva che sapere equivale a esercitare un influsso sulla vita; e chi non sa, resta al palo…”. L’ideale di democrazia si e’ affacciati alla ribalta della scena politica occidentale soto forma di democrazia diretta, vale a dire di par tecipazione piena del popolo alle scelte fondamentali della propria comunità: i cittadini dell’antica grecia esercitavano la giustizia, nominavano i funzionari e creavano il diritto senza bisogno di intemediari. L’estensione ed i compiti sempre più dilatati dello Stato moderno rendono imporponibile un tale modello di democrazia: sor ge per tanto l’esigenza di limitare l’esigenza di limitare l’azione dei cittadini all’elezione di uno o più collegi politicamente rappresentativi del popolo, cui è affidata la funzione legislativa e di determinazione dell’indirizzo politico. Tuttavia, la democrazia suscita segue a pag. 11

Una storia da “sessantotto telematico “: vogliamo un prezzo politico per la musica responsabile della violazione delle leggi sul copyright. Napster è un programma utilizzato da 50 milioni di persone nel mondo, che grazie a MP3 permette di scaricare e quindi scambiare brani musicali (protetti da copyright) via Internet. La sentenza di San Francisco secondo interpretazioni, lascia a Napster la possibilità di restare attivo, lasciando sospesa l’ingiunzione del giudice di primo grado che ne imponeva la censura, in attesa che venga modificata in modo che il sito sia sottoposto ad una serie di vincoli. Mentre oltreoceano si assiste ad una situazione ancora poco chiara, in Italia approda la tanto attesa legge antipirateria. La legge n. 248 del 18/08/2000, entrata in vigore il 19/09/2000, è una normativa segue a fianco


Cinquanta Cinquanta 013 re Partec

Co

nicA

ip a

nd

mu

o

Prevenzione, legalizzazione e riduzione del danno

D obbiamo anzitutto prendere atto della difficoltà di parlare del problema droga nella sua totalità; la materia è complessa ed investe fenomeni molto diversi tra loro, che richiedono quindi soluzioni normative differenti: una cosa è parlare di droghe leggere, che non pr ovocano assuefazione e causano danni minimi alla salute (cer tamente non più di un bicchiere di whisky), altra cosa sono le droghe pesanti e le cosiddette “nuove droghe” cioè le droghe sintetiche. E’ ormai largamente riconosciuto (tra gli altri dal Ministro della Sanità Veronesi) e storicamente provato che le politiche pr oibizioniste non pagano rivelandosi del tutto inefficaci se non addirittura dannose per il consumatore di droghe il quale si trova a vivere in stretto rapporto con lo spacciatore e con la criminalità organizzata, in un

a tutela dei diritti d’autore avente l’obiettivo di combattere il fenomeno della contraffazione. E’ molto importante sottolineare il sistema sanzionatorio che caratterizza questa legge e che va a colpire sia chi attua la duplicazione e la vendita di software, con multe da 5 a 30 milioni e carcere da 6 mesi a 3 anni, sia chi acquista il prodotto contraffatto con £ 300.000 di multa e confisca del materiale. Al di là di questo, però, la legge non trova la soluzione al problema di fondo, al motivo cioè, per cui viene scelto il prodotto contraffatto: il prezzo eccessivo. Da qui la proposta di abbassare l’IVA sui prodotti software portandola al 4%, abbassando di conseguenza il costo complessivo della merce e rendendo quindi più accessibile la spesa ad un maggior numero di acquirenti. In questo “sessantotto telematico” ci sembra indispensabile sostenere questa proposta o comunque trovare un’alternativa alla soluzione della sanzione.

contesto di illegalità e marginalità. Così per esempio il ragazzo che vuol comprare del “fumo”, si sentirà presto offrire dalla stessa persona anche altre sostanze. Cosa vuol dire allora legalizzazione delle droghe leggere? Non significa cer to liberalizzarle, ma più semplicemente liberare il consumatore da tale rapporto con “il mondo della droga”, significa allontanare migliaia (perché di tali cifre stiamo parlando) di giovani dall’illegalità. Questa è la strada indicata anche dalla Sinistra Giovanile nell’ Ordine del giorno “Non facciamoci del male” presentato ed approvato al Congresso nazionale dei D.S. nel Novembre 2000 dove si propone una strategia che ha come punti cardine la non criminalizzazione del consumo di droghe, la costruzione di percorsi informativi nelle scuole e nei luoghi di incontro giovanili sui danni e le conseguenze che le droghe provocano (con un’attenzione par ticolare al problema delle droghe sintetiche che a tor to vengono considerate alla pari delle droghe leggere), il rafforzamento delle politiche di riduzione del danno. A quest’ultimo proposito la sperimentazione della somministrazione controllata di eroina (medicalmente assistita) può essere una strada da percorrere capace di favorire l’uscita dalla tossicodipendenza, di prevenire gli effetti dell’abuso di sostanze stupefacenti e di favorire la reintegrazione sociale dei tossicodipendenti. Infine una semplice precisazione: sostenere una politica che propone soluzioni alternative a quelle fino ad oggi adottate (una per tutte la legalizzazione delle droghe leggere) non significa cer to essere “a favore” dell’uso delle droghe; vuol dire piuttosto esser consapevoli che il problema esiste, che è di soluzione tutt’altro che facile, prendere atto che le politiche proibizioniste non hanno funzionato e pensare in primo luogo alla salute dei consumatori di droghe e alla sicurezza dei cittadini.

Abolizione della Leva Un grande successo per il centro sinistra e per miglioni di giovani

L a prima a scomparire in ordine di tempo sarà la visita di leva,

primo incontro di molti giovani con l’universo militare e con le sue regole, la seguiranno a breve distanza le lunghe code al distretto militare ed infine la famigerata cartolina precetto incubo di molte notti di abili arruolati. La riforma della leva approvata in parlamento nell’ottobre del duemila prevede infatti che tra pochi anni il servizio militare sarà svolto solo da chi ne farà espressa richiesta (servizio militare volontario) e che le forze armate saranno composte da personale professionista. Si tratta di una riforma di portata effettivamente storica della quale da molti anni si era iniziato a parlare ma che per un motivo o per un altro non era mai stata trasformata in legge. adesso finalmente ci siamo anche l’italia, come già diversi altri paesi europei, avrà un esercito di professionisti ben addestrato ed equipaggiato in grado di svolgere nel migliore dei modi i compiti sempre più complessi che la società moderna gli richiede e che può costituire anche una buona occasione di lavoro per molti giovani che si sentono attratti dalla vita militare. Cosa altrettanto importante, per quelli che dalla vita militare non si sentono particolarmente attratti, sarà appunto la scomparsa della leva obbligatoria che entrerà in vigore per la prima volta per i nati nel 1986. Anche il servizio civile subirà una modificazione profonda, verrà infatti istituito il ser vizio civile nazionale anch’esso su base volontaria e come quello militare aper to anche alle donne. Questa riforma quindi realizza finalmente quella vera parità di scelta della quale francamente da diversi anni avvertivamo l’esigenza e consente alle ragazze ed ai ragazzi di valorizzare l’esperienza del ser vizio civile dell’associazionismo del volontariato in sostituzione dell’obbligo di leva. Intanto prima che la riforma entri in vigor e riavanti mar ch!!!

n.2 Primo Voto

Le parole chiave per combattere il problema droga

5


Cinquanta Cinquanta 013 Co

nicA

re Partec

ip a

nd

mu

n.2 Primo Voto 6

vuole costruire. Che ha in testa un mondo giusto. Che crede che questo mondo sia squilibrato. Noi stiamo cercando un cammino perché non via siano esclusi sulla Terra>> questa è l’orazione civile, appassionata ed emozionata, di Fabio Lucchesi. Solo che io non so spiegare chi sia Fabio Lucchesi. So che è di Lucca e che non sta fermo un momento. So che è suo il numero di telefono (nel senso di casa sua) che sta in calce al volantino che convoca il primo appuntamento nazionale della Rete di Lilliput: lì bisogna chiamare per avere informazioni, lì sta il punto di “contatto con la Rete”, lì sta il terminale ultimo di chi vuole diventar par te del popolo lillipuziano. Niente ribelli, dunque:ma costruttori, militanti, ragazzi capaci di studiare arcigne questioni di economia, di or ganizzare campagne di boicottaggio (contro la Nestlè, contro la Del Monte, per la Riforma della Banca mondiale, contro il debito estero, contro gli accordi internazionali sul commercio, contro l’Accordo multilaterale sugli investimenti), tanto coraggiosi, quanto sfrontati da osare di chiedere alla gente di cambiare “stili di vita”, di consumare di meno, di essere “sobri” pur di salvare la vita del pianeta Terra. Ma non chiedere cosa è la rete Lilliput: c’è, esiste, si rincorre, si connette nodo con nodo, si riunisce dialoga e letica, si ritrova in proposte e battaglie civili, ma nessuno sa bene cosa sia. Si sa cosa non è: non è un’organizzazione, tantomeno non è un par tito, non vuole leader, segretari, coordinatori, portavoci, tesorieri, uffici stampa. Quindi non so spiegarvi dove sia l’isola di Lilliput. Inutile cercare di intervistare un “rappresentante”. La sola parola fa ribrezzo. E allora ripar tiamo da Jonathan Swift. Storia conosciuta e bella: i minuscoli abitanti di Lilliput, nel 1725, riuscirono a immobilizzare il gigante Gulliver: Lui, il colosso predone, avrebbe potuto pestarli, annientarli, cancellarli dalla faccia della Terra, ma i Lillipuziani furono abili e decisi: sorpresero il gigante, ognuno di loro gettò un filo, una corda, una fune e Gulliver fu atter rato, sconfitto, reso inoffensivo.

Sapete dove stanno Korogocho e Marina di Vecchiano? Una è una bidonville di Nairobi, terribile come lo sono le baraccopoli africane; l’altro è un paese-spiaggia alle porte di Pisa. Lì vivono, in questi posti così distanti fra loro, Alex Zanotelli , missionario comboniano, celebre ex direttore della rivista Nigrizia e Francesco Gesualdi, ex allievo di Don Milani, fondatore di un laboratorio di ricerca che si chiama “Centro Nuovo Modello di Sviluppo”: furono loro, qualche anno fa, a guardarsi attorno (dai contrapposti osservatori africano e italiano) e a vedere l’irrequietezza, la vitalità, la “voglia di fare” che si agitava in mille luoghi nascosti dell’Italia: decine e decine di associazioni, di gruppi di base, di movimenti, di comitati che parlavano di commercio equo, di finanza etica, di sviluppo sostenibile. Chi erano questi matti che osavano mettere in discussione la religione trionfante del mercato? E’ stato scritto: “Nel nostro Paese c’è un tesoro nascosto , ma siamo privi della mappa per accedervi”. E questo tesoro era l’embrione italiano di quel popolo che è riuscito, fra lo stupore generale, a far fallire il vertice di Seattle sul commercio internazionale. Un dubbio-certezza attraversò allora la mente di Zanotelli (che quando approdava in Italia avvertiva più di altri, l’inquietudine e l’ansia di ragazzi che ti chiedevano: “ Cosa dobbiamo fare? Che possiamo fare?”). Lampo nella testa del buon Zanotelli: “Stai a vedere che, messe assieme, queste persone sono davvero figli di Lilliput e riescono a imbrigliare Gulliver?”. Quindici associazioni (da Mani Tese al Wwf, dall’Associazione botteghe nel mondo alla Campagna sdebitarsi contro il debito estero) già si stavano incontrando per le varie battaglie contro Banca mondiale o globalizzazioni varie: è gente che si vede, che si parla, che si ritrova da sempre in sfide impossibili, che annusa l’aria che tira. Le “campagne” accolgono le punzecchiature di Zanotelli e scrivono il loro manifesto: lanciano una proposta nel mondo virtuale e concreto, di questo strano popolo di “gente che non ci sta”: “Mettiamoci in rete, conosciamoci, vediamo chi siamo e cosa sappiamo fare”. E i lillipuziani (senza una sede, senza un

segue a pag. 12

Solidarity B o n e c hi

ASCOLTARCI

d

«NonNonloprovare a chiamarci ribelli. siamo:siamo gente che

coordinamento, senza uno slogan, senza una lira – dieci milioni in tutto, rimborsi spese compresi in un anno di attività) drizzano le orecchie, si alzano davvero in piedi, zampettano attorno a Gulliver, ne scansano i pericolosi stivali, azzardano qualche sgambetto al gigante. Insomma: riescono a creare, dal nulla, un movimento minuscolo, eccitante e reale. E ai primi di ottobre, a Marina di Massa, seicento persone hanno provato a tirare le mille fila, fragili e annodate, che stanno cercando di legare Gulliver. I messaggi lillipuziani, tra il settembre 1999 e oggi, hanno raggiunto e messo in Rete quasi 700 associazioni, gruppetti locali, parrocchie, comitati ambientalisti. E’ cambiato perfino l’uso delle parole: la Rete di Lilliput non ha sedi locali, filiali o sezioni. E’ una rete e, ovviamente, ha nodi, malie, intreccio di corde. Buchi e strappi compresi. Sicuramente non è un luogo fisico: non vi si entra e non vi si esce. Inutile chiedere dove sta “il nodo di Reggio Emilia o di Catania”; al massimo otterete il

M assi m o

i Ri

I ribelli di Marina di Massa

di

ccardo

o

B a r t o li ni

I Lillipuziani che combattono il gigante chiamato globalizzazione marchio-logo, senza un

Tra le molteplici attività svolte dai circoli ARCI sul territorio di Campi Bisenzio, quelle che maggiormente li contraddistinguono e valorizzano per la funzione sociale che rivestono, sono le iniziative di solidarietà. Notevole è stato l'impegno profuso dai soci dei circoli, insieme ai volontari della Coop ed alla Chiesa cattolica rispetto all'iniziativa delle adozioni a distanza che ha visto la conclusione della sua prima fase con un successo incredibile, sia per quanto riguarda la raccolta dei fondi,che per il grado di sensibilizzazione raggiunto dai cittadini, riguardo al tema della s o l i d a r i e t ‡ internazionale, rivolta all'aiuto dei bambini di


Cinquanta Cinquanta 013 re Partec

Co

nicA

ip a

nd

mu

o

a c c a ni

Tartarughe, petrolio e democrazia ovvero qualcosa si può fare per i disastri annunciati di

Q uello accaduto recentemente al largo delle isole Galapagos è

solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di disastri ecologici provocati dalle grandi petroliere. La polemica su questi giganti del mare che traspor tano petrolio o altri prodotti industriali altamente inquinanti è infatti vecchia di diversi anni e le proposte che al riguardo si sono succedute sono le più varie. Si propone da più parti di interdire al traffico marittimo i tratti di mare più vulnerabili dal punto di vista ambientale, proposta questa che naturalmente non trova d’accordo le grandi compagnie petrolifere che vedrebbero lievitare i costi di trasporto. Già, le compagnie petrolifere, queste immense multinazionali, con interessi in decine di paesi

del mondo, i cui bilanci assomigliano alle finanziarie di diversi stati africani messi insieme. È cer to che non si faranno intimidire da qualche temerario sul gommone che sventola davanti alle telecamere una bandiera di qualche associazione ambientalista. Occorre naturalmente qualcosa di più che a nostro avviso non può venire che da una par te, LA POLITICA, eccola la brutta parola, l’abbiamo detta. Per quelli di voi che ancora non avessero chiuso e cestinato questo giornale, tante sono le stranezze che vi si leggono, proseguiremmo con il nostro discorso. Perché proprio la politica e come la politica può intervenire in queste strane faccende? Intanto dato che i disastri ecologici,

strada di Perù e Mozambico. L'iniziativa continua e l'attenzione si focalizza ora sulle Filippine. Attraverso una raccolta di fondi si intende realizzare una unità mobile attrezzata per la produzione ed erogazione di ser vizi sanitari, educativi e psicosociali rivolti ai bambini di strada e delle comunità povere di Manila. Questa Mobile Unità realizzerà quotidianamente le proprie attività in diversi punti della città coinvolgendo gruppi di bambini di strada e le comunità povere nelle varie zone di intervento. Oltre alla necessaria assistenza sanitaria e psicosociale è necessario dare ai bambini la possibilità di giocare in quanto il gioco è fonte di socialità svago e crescita; cosÏ si è espressa Pia Garduce, volontaria dell'associazione Bahay Tuluyan di Manila, che ha partecipato ad una serata presso il circolo Arci Dino Manetti, nell'ambito degli incontri e conferenze tenutisi sul territorio fiorentino, insieme ai volontari ed agli ex bambini di strada di Perù

e Mozambico. Moses Roncal, 15 anni, presidente dell'associazione Manthoc nata nel 1986 in Perù con lo scopo di eliminare lo sfr uttamento e migliorare le condizioni di lavoro dei NAT (Ninos Adolelescentes Trabajadores), dice che solo loro stessi, i bambini lavoratori di strada, sono i protagonisti del proprio riscatto e gli unici responsabili del cambiamento della pr opria condizione di indigenza, ma per questo hanno bisogno dell'aiuto che tutti i paesi ricchi possono loro offrire. Per coloro che volessero contribuire ai progetti Filippine, Perù e/o Mozambico possono effettuare un versamento sul C/C 508080 della Banca Etica, Piazzetta Forzath???, 2- Padova, intestato ad ARCI Cultura e Sviluppo con la causale Filippine, Perù o Mozambico. Ma la solidarietà di cui si sono fatti promotori i circoli Arci del nostro territorio non è solo di carattere internazionale. Molto significativa è stata, infatti, l'opera che il Comitato di Solidarietà del Circolo Dino Manetti

petroliferi e non, riguardano tutti gli abitanti del pianeta pensiamo che i governi che ci rappresentano siano i soggetti più idonei a far sentire la nostra voce al tavolo dei grandi. Le compagnie petrolifere o qualsiasi altra grande potenza economica non hanno evidentemente nessun interesse diretto nell'adottare tutte quelle misure di sicurezza che potrebbero ridurre il numero degli incidenti, le carrette del mare, navi che viaggiano senza rispettare le più elementari norme sono un numero molto grande. E’ solo uno il fattore che determina questa situazione e si chiama : interesse economico. Nonostante il parere di qualche ottimista, infatti, la difesa dell’ambiente nel suo significato più ampio, ha un costo non indif ferente e le imprese che questo costo dovrebbero sostenere, non essendo enti di beneficenza, né per loro indole par ticolarmente disposte ad accollarsi spese che non producano immediati guadagni, devono essere in qualche modo “ segue a pag 8

di S.Piero a Ponti ha portato avanti in favore di due importanti cause: l'ospedalino Meyer di Firenze e Nocera Umbra, uno dei paesi più colpiti dal terremoto del settembre 1997. Per il primo progetto sono stati stanziati dal comitato circa 4 milioni di lire per l'acquisto di attrezzature come un deambulatore, tavolini e seggiolini ed un saturimetro (strumento che misura la concentrazione di ossigeno nel sangue). In favore di Nocera Umbra stato realizzato un campo da calcetto dal costo di circa 40 Milioni di lire che è stato inaugurato lo scorso 25 giugno con una partitella fra la rappresentativa campigiana del circolo donatore ed una di Nocera Umbra. Il Comitato di solidarietà non si esaurisce con queste iniziative ma continua nella raccolta di fondi per altr e azioni di solidarietà. Chiunque volesse contribuire al comitato puÚ chiamare il circolo Dino Manetti, Comitato di Solidarietà allo 055/8999802.

n.2 Primo Voto

Be nn ard

oB

7


Cinquanta Cinquanta 013 Co

nicA

re Partec

ip a

nd

mu

diAn

o

di

sa n a li B al

Consulta delle Associazioni: bilancio a due anni dalla nascita

S ono passati quasi due anni dalla nascita della Consulta delle Associazioni. Sono stati due anni difficili, in cui si è cercato uno spazio, un’identità, una collocazione ben precisa e autonoma rispetto alle associazioni e all’amministrazione comunale. Abbiamo fatto degli errori, tipici di un organismo appena nato, che non sa come muovere i primi passi, in alcuni momenti lasciato un po’ troppo a se stesso. Ci siamo trovati, noi del Direttivo, una pagina bianca sulla quale potevamo scrivere di tutto. Il problema è stato scegliere la direzione giusta, cercare il modo migliore di svolgere il nostro compito, essere e sentirsi utili, consapevoli di rivestire un ruolo

d i Gi

i P ane rai

an n

Circonvallazione nord: nessuna responsabilita’ degli amministratori Comunali.

n.2 Primo Voto

S ono stati finalmente prosciolti dalla Cor te dei Conti gli

8

tutto da costruire, sotto l’occhio attento e vigile di tutti, amministratori e cittadini, correndo anche il rischio di essere strumentalizzati. Penso comunque che la Consulta abbia avuto soprattutto dei successi. Non è facile dialogare con il mondo delle associazioni, spesso incredibilmente chiuso ed ottuso. Non è facile destare interesse quando c’è la consapevolezza di non rivestire un ruolo determinante, indispensabile. Non è facile far capire che la Consulta può essere molto di più che un intermediario o un coordinatore di risorse ma piuttosto uno strumento democratico importante, se gli si dà la forza di poter esprimere l’opinione del

amministratori comunali che oltre venti anni fa avevano iniziato la costruzione della circonvallazione nord, poi sospesa a seguito dell’ampliamento del vincolo monumentale su Villa Montalvo da par te del Ministero dei Beni Culturali. La vicenda aveva del paradossale: il Comune aveva avviato la realizzazione di una strada di vitale importanza per la viabilità di Campi, fortemente attesa da tutti i cittadini, prevista dal vigente piano regolatore e in regola con tutte le leggi. Improvvisamente il Ministero, mentre i lavori erano in corso, ne impedì l’ultimazione estendendo ai terreni interessati il vincolo monumentale che già esisteva sulla Villa Montalvo e questo nonostante che la Soprintendenza ai beni architettonici avesse espresso il proprio nulla osta sui lavori. Perché è avvenuta una cosa così inusuale? C’era sotto qualcosa? Non si è mai riuscito a capirlo. Al

danno poi si era aggiunta la beffa: quando, diversi anni dopo, i piloni già costruiti del ponte sulla Marina, ormai divenuti inutili, vennero abbattuti, gli amministratori comunali che avevano avviato la realizzazione della strada furono chiamati a rispondere davanti alla Cor te dei Conti per il danno causato all’erario dall’aver speso denaro pubblico per fare dei lavori poi demoliti. La recente sentenza della Cor te chiarisce che gli amministratori comunali non sono responsabili in quanto il loro operato non configura alcun illecito. Sarebbe stato ben singolare che, dopo aver cercato di dare soluzione ad un problema così importante rispettando tutte le leggi, dopo oltre venti anni avessero dovuto pagare di tasca propria! Intanto i lavori della circonvallazione hanno finalmente potuto riprendere grazie ad una modifica del vincolo e sono ora quasi ultimati: le opposizioni feroci di pochi che si sono avute in questi anni non ce l’hanno fatta a prevalere sull’interesse di tutti.

mondo associazionistico. In questo senso probabilmente ancora c’è tanto da fare ed in questa direzione andranno le prossime iniziative della Consulta. Abbiamo pensato che, prima di tutto, fosse importante conoscere meglio le varie realtà territoriali, i “popoli campigiani”, definizione amata da Giovanni Grossi, Presidente della Consulta, anche se questo termine pare un po’ antiquato in un’epoca segnata dall’abbattimento delle frontiere. Abbiamo capito che conoscere le varie anime di Campi significa conoscere le associazioni, le varie esperienze, includendo agi e disagi che riguardano la vivibilità delle varie frazioni. San Donnino, San Piero a Ponti, Il Gorinello, San Lorenzo, San Mar tino, Santa Maria, La Villa, Capalle, Il Rosi, S.Angelo a Lecore, verranno pertanto presi in esame dalla Consulta delle Associazioni che intende stilare un “Manifesto dei popoli campigiani”, un resoconto degli incontri che faremo con le associazioni presenti, radicate nelle varie frazioni. Le associazioni quindi por tavoci del popolo, la Consulta il raccoglitore di tutte le esigenze, creando un nuovo fronte di dialogo con l’Amministrazione Comunale, cercando di attirarne l’attenzione e di pretenderla, quando necessario. segue a pag. 7 TARTARUGHE, PETROLIO..

aiutate” a prendere coscienza di questi problemi. Le stesse considerazioni sono direttamente applicabili a tutti quei casi in cui l’interesse economico di qualcuno si incontra-scontra con l’interesse della collettività, il ruolo della politica è tutto qui, nel gestire queste situazioni , avendo ben presenti gli interessi che da una parte e dall’altra entrano in gioco. Si parli di mucca pazza, di organismi geneticamente modificati, di clonazione o di immigrazione è sempre alla politica, intesa nel suo significato più alto, che spetta il ruolo di governare questi processi. A nostro avviso nessun popolo di Seattle o nessuna confessione religiosa, possono togliere alla politica questo primato, che, a ben guardare, si chiama semplicemente democrazia.


Cinquanta Cinquanta 013 re Partec

Co

nicA

ip a

nd

mu

o

to nio Ioc

Il Coordinamento del Comitato Rutelli 2001 di Campi Bisenzio La ns. sede è in Via 1° Maggio, 16 a Campi Bisenzio (FI) Tel. 055/891861 e-mail: comitatorutellicampi@yahoo.it

camionista israeliano il 7 dicembre 1987, seguì un’insurrezione popolare durata 7 anni (I Intifada). Un’analoga rivolta palestinese è cominciata il 28 settembre 2000 dopo l’uccisione nello Haram AlSharif (Monte del Tempio) di Gerusalemme, di 5 palestinesi che protestavano all’indomani della visita del leader della destra israeliana e attuale primo ministro Ariel Sharon.(II Intifada) La rivolta però non è stata una sorpresa. I palestinesi, che avevano creduto alla possibilità di poter vivere in un loro stato, dopo più di 7 anni dalla firma degli accordi di Oslo non avevano visto la fine della occupazione militare, ma la crescita degli insediamenti nei territori occupati nel 1967. Dal 1993, infatti, i coloni sono passati da 133 mila a 215 mila. La reazione del governo israeliano alla protesta palestinese è stata di una violenza inaudita. Al 29 dicembre erano state uccise 383 persone, 16445 i feriti di cui più di 2 mila permanentemente disabili, 2576 gli ar restati. Dal canto loro anche i palestinesi hanno iniziato a compiere azioni militari terroristiche uccidendo soprattutto civili israeliani. Ma perché è ricominciato un conflitto che sembrava, dopo gli accordi del 1993 (firma ad Oslo di un accordo che ha por tato al reciproco riconoscimento tra Israele e Olp), essere avviato a soluzione? I motivi sono diversi e sono indubbiamente da ricercarsi in un processo di pace lento e ambiguo, che non ha affrontato i nodi più delicati della questione. E cioè, la questione di Gerusalemme e quella dei profughi. La seconda Intifada è il prodotto, inoltre, di una crisi economica di tutta la regione che ha acuito le difficoltà dei palestinesi. Ma la rivolta antiisraeliana esprime

palestinese è accusato infatti di incapacità nei negoziati, di non possedere un proprio progetto politico, di essere incapace di amministrare quei fazzoletti di terra che i governi israeliani gli hanno concesso. Del resto, anche Israele è divisa al suo interno. E la divisione non è solo quella classica tra ebrei laici e ortodossi. Lo Stato ebraico assomiglia, com’è stato recentemente scritto, sempre più ad una federazione di tribù più che ad un vero e proprio Stato. Che cosa accomuna infatti i quasi 900.000 ebrei immigrati dell’ex Unione Sovietica, e gli ebrei praticanti? Ma più ancora che la diversa provenienza etnica, a diluire il senso di appar tenenza nazionale contribuisce la distanza di mentalità fra i ricchi abitanti di Tel Aviv e delle città mediterranee, i coloni sotto assedio permanente nei Territori occupati, e i fanatici religiosi. Noi siamo convinti che il problema israelo- palestinese non possa essere risolto a tavolino fra due leader. Israeliani e palestinesi, come gli altri popoli della regione, hanno diritto a qualcosa di meglio di una successione di guerre intervallate da armistizi e da sanguinose guerriglie, da atti di terrorismo e da rappresaglie di Stato. Hanno bisogno di un futuro. L’importante è costruire il futuro dentro la pace. La terra è stretta (uno spicchio d’Asia appena più grande della Sicilia, per metà desertico), non basta per i sogni di tutti. In fondo all’animo, infatti, quando un arabo pensa alla Palestina e un ebreo ad Israele, ha in mente la stessa porzione di terra. Per questo motivo la dimensione dello sviluppo, e quindi della pace, deve essere molto più ampia, deve quindi coinvolgere tutti gli Stati arabi confinanti con Israele.

tr over ete il pr ossimo numero di cinquanta013 ???dopo le elezioni

n.2 Primo Voto

di An

Anche a Campi Bisenzio è nato il “Comitato Rutelli 2001”, grazie all’impegno delle forze politiche e a tutti i cittadini che credono nel progetto Ulivo. Il compito del comitato sarà di promuovere nella società il pr ogramma del candidato Premier, sviluppando l’impegno ed il dibattito anche su tematiche di carattere locale, recuperando al voto e coinvolgendo nel confronto elettorale, tutti quei cittadini che, anche per responsabilità nostre e del centrosinistra tutto, si sono allontanati negli anni da questa fondamentale forma di partecipazione. Il comitato di Campi andrà ad affrontare un confronto elettorale duro, e quindi avrà bisogno di tutte le for ze disponibili, sviluppando al massimo il coordinamento, l’impegno e la capacità di iniziativa. Saremo impegnati in questi due mesi nel coinvolgere più persone possibili all’interno del comitato, per far sì che ci sia un confronto diretto con la cittadinanza. Sviluppando un dibattito sul programma che il centrosinistra, con a capo Francesco Rutelli, sta portando avanti, siamo sicuri che riusciremo a coinvolgere tutti. Da Lunedì 19 marzo ’01 i locali del comitato saranno aperti tutti i lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18:00 alle 20:00, ed il sabato dalle 15:00 alle 19:00. Vogliamo ringraziare tutte quelle persone che si sono impegnate per la costituzione del comitato di Campi Bisenzio, senza le quali non avremmo avuto la forza ed il coraggio di partire. Andiamo insieme a costruire l’Italia che vogliamo, con Francesco Rutelli Premier abbiamo delle garanzie sulla riuscita del progetto Ulivo dobbiamo ricucire lo strappo che si è venuto a creare tra il cittadino e la politica, la politica appar tiene al popolo questa è una cosa che dobbiamo imparare tutti.

ca

L’eterno conflitto Comitato israelo- palestinese Rutelli 2001 Una pace tanto agognata, quanto lontana. Di Campi A lla tragica morte di otto operai anche delusione nei Bisenzio palestinesi causata da un confronti di Arafat. Lo storico leader

9


Cinquanta Cinquanta 013 Co

nicA

re Partec

ip a

nd

mu

i Se

rgio S

o

so e t t e l di

Lo sport e le città

d

Ifinalmente l nostro partito sembra aver compreso quale ruolo

fondamentale debba avere lo sport nella società e, proprio per questo, l’Assemblea Nazionale dei Ds ha fatto la proposta di costituzione dell’Autonomia tematica. Negli ultimi anni, infatti, il mondo dello Sport è stato investito da profonde trasformazioni, non solo organizzative e strutturali, ma anche culturali: è cambiato cioè il modo di pensarlo e di viverlo. Chi si rapporta oggi a questo settore si confronta con una realtà

I Democratici di Sinistra delle città della piana riflettono sulla questione sportiva

alquanto complessa, ma d’altro canto interessante e stimolante, basata sull’interazione di molteplici ed eterogenei attori: società sportive profit e no-profit, agonistiche e non, associazioni ambientaliste, scuola, privati, amministrazioni pubbliche. In particolare occorre sottolineare il ruolo fondamentale che la scuola ( fino ad oggi, in alcune realtà purtroppo in forte ritardo su questi temi) potrà assumere in seguito alla riforma Berlinguer e all’autonomia scolastica, in quanto luogo di costruzione di una nuova

civiltà dello sport e del tempo libero, anche con l’interazione con gli enti locali da un lato e l’associazionismo presente sul territorio dall’altro. Un altro problema che si pone è quello dell’adeguamento della formazione professionale del personale scolastico, che deve essere in grado di presentare e far svolgere varie discipline, con l’obbiettivo di costruire un’idea di attività motoria, rivolta non solo al risultato ma allo star bene con se stessi e con il proprio corpo. Altra

in questo senso la persona trova la propria identità collettiva. Chi si sente più portato per guidare una ambulanza lo può fare, chi per portare le nonne del proprio paese a fare la spesa anche,...e in questo senso viene riconosciuto e cresce il legame con gli altri. Io penso che la politica e i par titi debbano combattere la visione del partito come contenitore chiuso e omologante delle coscienze. Oggi i par titi possono sfatare questo pregiudizio(e alcuni partiti già lo stanno facendo), proprio perché c'è stato questo grande terremoto: molto c'è da ricostruire, e chi se non le nuove generazioni lo può fare? Gli spazi ci sono, spesso non sembra così, perchè tanti ragazzi hanno dif ficoltà ad avvicinarsi. Bè allora da ventisettenne segretario di partito provo a fare un ' appello ai ragazzi, cioè di provare ad avvicinarsi. Partendo da un invito molto semplice, cioè l'appello a non disertare le urne, a esercitare il proprio diritto a scegliere. Pensi che uno strumento come il voto abbia ancora un suo valore, oggi? Certo! Oggi più che mai questo strumento ha valore: è l'espressione massima di democrazia che un popolo possiede. Perchè la politica, quella vera, cioè il tentativo di analisi dei problemi e di risoluzione degli stessi, disinteressato, pulito, non personalistico, esiste,è

possibile ed è una cosa meravigliosa....perché permette di realizzare il mondo che vogliamo! E poi, anche per un "diritto" naturale spetta proprio alle nuove generazioni "sfruttare" la politica, tramite i par titi, le associazioni, per cercare di cambiare le cose. Per cercare di farle diventare come vorremmo che fossero. Cercando di r einserir e nella politica quell'aspetto di emotività che in buona parte è scomparso e che, se non recuperato, rischia di por tarla alla ingessatura, ad essere ridotta ad un semplice esercito di burocrati che conoscerà sì le leggi e le normative, ma ignora i reali bisogni, i sentimenti e la voglia di sentirsi parte. Per questo, per cambiare le cose, per riscoprire il valore nobile della politica e dei partiti, dobbiamo sentirci coinvolti, tenendo presente che il futuro è nostro! Allora prendiamocelo, a par tire dall'esercitare il dirittodovere del voto, che significa appunto "farsi carico" ed esprimere con questo i valori in cui si crede, esprimere il desiderio di libertà, di giustizia, di credere nell'aiutare chi si trova in condizioni disagiate, nel cercare di dare un 'aiuto e avere una società, scuole, televisioni, circoli, palestre, campi di calcetto, teatri, posti dove fare cultura e quindi crescere come cittadini liberi e consapevoli! Non c'è altro modo di avere questo se non si crede nella politica e soprattutto nella capacità tutta nostra di cambiarla come vogliamo.

segue a fianco

n.2 Primo Voto

continua da pag. 3 VALORI, IMPEGNO...

10

anni è proprio questa, l'essersi resi conto che ognuno porta una propria cultura ,propri valori, proprie esigenze, la scoperta cioè che ogni uomo è portatore di una esperienza singolare e irripetibile. Penso infatti che le nuove generazioni abbiano un valore fondante, anche se sembrano stimolati dalle cattive maestre televisioni di questi anni, e questo valore è quello più grande e più profondo per ogni persona, a qualunque razza, sesso, religione e cultura appartenga: cioè quello della liber tà ( di pensiero, di movimento, di relazione....) questo è il vecchio /nuovo grande valore su cui la politica deve insistere. La tua idea di politica oggi è ? Bisogna porre attenzione a questa grande esigenza di liber tà e al tempo stesso lanciare una sfida: cercare di dare un fondo di condivisione forte, per far sì che non ci sia la disgregazione, il pensare solo a se stessi, che rappr esentano appunto la degenerazione del concetto di liber tà, bisogna puntare all'attenzione verso gli altri, verso l'altro. E' infatti per questo che secondo me,( insieme a tante altr e motivazioni), che le associazioni di volontariato funzionano e, per for tuna , attraggono giovani: proprio perché danno l'idea che chiunque entri a farne parte, non perda la propria specificità, ma anzi la propria specificità viene usata e messa al servizio per il bene comune, e


Cinquanta Cinquanta 013 nicA

re Partec

ip a

Co

nd

mu

o

(bicicletta,trekking) utilizzando gli spazi naturali esistenti; - l’esigenza di recuperare quei giovani che abbandonano precocemente lo sport. L’interesse di tutti questi cittadini, che devono avere risposte ai loro bisogni, passa anche attraverso una riflessione delle associazioni sportive sui propri obiettivi e sulla loro consonanza con queste nuove esigenze, su ciò che sono adesso e che dovranno essere domani, così come gli Enti locali dovranno privilegiare quei progetti, che vadano nella direzione di un allargamento della partecipazione e di un sostegno alle attività delle fasce più deboli. D’altra parte un salto di qualità dal punto di vista culturale dovrà essere fatto anche nei confronti dei dirigenti sportivi, per la percezione che tutti, essi per primi, devono avere del loro ruolo: quello di effettivi dirigenti della città, cioè punto di riferimento importante per il governo della cosa pubblica. Importanti progetti sono stati portati avanti in questi anni dai Comuni con le istituzioni scolastiche: fra questi merita ricordare l’esperienza del GiocoSport, che ha la sua base nell’utilizzazione dei principi specifici e delle tecniche delle varie discipline, per promuovere la più completa e diffusa utilizzazione dello sport e della motricità, intese come elementi essenziali per la crescita complessiva del bambino. Tale progetto vede la partecipazione anche di diverse associazioni sportive del territorio, impegnate, con i propri operatori, in una scambievole attività di aggiornamento con gli insegnanti sulle tecniche sportive e di relazione formativa. Per permettere ai ragazzi di continuare spontaneamente il gioco sportivo, anche non troppo strutturato, di cui hanno fatto esperienza in tali progetti, è importante dotare i giardini pubblici e delle varie strutture scolastiche di spazi organizzati, anche in modo informale, con reti, canestri, spazi per l’atletica e quant’altro può essere confacente per un libero utilizzo. La dotazione di impianti sportivi esistenti sul territorio della Piana, anche se non sempre omogenea, è certamente importante come quantità e qualità. Le priorità dei prossimi anni

riguarderanno il mantenimento del patrimonio e la sua messa a norma, il completamento delle aree sportive esistenti, ma anche il potenziamento delle strutture per l’attività libera e la creazione di percorsi verdi e di percorsi salute. Al fine di facilitare una migliore utilizzazione delle diverse risorse, appare importante costituire una rete intercomunale nella quale ottimizzare i vari interventi previsti, senza scordare il raccordo fra i diversi parchi che si stanno sviluppando all’interno dell’Area fiorentina. Un altro fronte di lavoro potrebbe aprirsi intorno alle gestioni, comparando i risultati che emergono dalle varie esperienze, in una visione che valorizzi il ruolo di governo e non di gestore dell’Ente locale. Tanti temi, tante necessità, tante diverse visioni dell’attività motoria e dello sport. I DS hanno bisogno del contributo di tutti coloro che vogliono confrontarsi, verificare ciò che viene fatto e proporre correzioni di rotta, quando sono indispensabili, per favorire la crescita e la diffusione dello sport. VUOI ESSERE DEI NOSTRI? Rivolgiti al numero 055/890762. continua da pag. 4 PERCHÈ VOTARE

molte delusioni ed ha molti nemici. I suoi nemici più pericolosi sono i membri di una classe dominante, che per raggiungere il loro scopo (distr uggere la democrazia), cercano di assicurarsi il controllo dei media. In cer ti casi, si presentano alle elezioni dopo aver preso possesso di reti televisive private attraverso cui condizionare l’opinione pubblica, per la quale nutrono soltanto disprezzo, considerandola manipolabile all’infinito. Secondo costoro, il popolo è ingenuo e sopratutto si può ingannarlo facilmente con la minestra riscaldata dell’intrattenimento televisivo. Noi, invece riteniamo che la democrazia sia l’unico sistema politico compatibile con la dignità collettiva degli individui liberi. La democrazia è, cioè, qualcosa di più di un puro e semplice ordinamento politico. Salvador Giener, nell’introduzione al suo libro “Le ragioni della democrazia”, descrive molto bene questi concetti. Per questo motivo abbiamo voluto propor velo in aper tura del secondo numero di questo gionale.

n.2 Primo Voto

novità importante a questo proposito la creazione della Facoltà di Scienze Motorie che dovrebbe consentire una preparazione più adeguata. Lo sport dovrà essere sempre più considerato come un fondamentale diritto di cittadinanza nella nuova Welfare Society, un irrinunciabile bene pubblico. In questa nuova e complessa realtà il ruolo del nostro Partito potrà e dovrà essere un punto di riferimento per tanti cittadini che fanno attività sportive e ciò accadrà se sapremo essere un luogo di confronto per i vari settori di cui abbiamo parlato e un elemento di raccordo per le varie esigenze che esprimono. Noi proponiamo oggi un livello territoriale di discussione poiché quest’area, per le sue caratteristiche ambientali, infrastutturali, economiche e culturali si presenta con forti caratteristiche di omogeneità, che hanno fatto lavorare i nostri Comuni con l’obbiettivo della creazione di un Ente di secondo livello, l’Unione dei Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Signa. Tra le linee programmatiche che i Consigli Comunali si sono date, troviamo priorità come la creazione di parchi e aree verdi, la divulgazione e la promozione di eventi e attività sportive, la garanzia di una soglia comune di accesso ai servizi alla persona: è chiaro quindi, che in questo progetto siamo coinvolti e vogliamo partecipare alla sua stesura e alla sua realizzazione. Questo nostro lavoro deve tener conto delle condizioni operative di ciascun territorio, delle similitudini nelle esperienze realizzate, come delle diversità presenti per farle diventare elementi di arricchimento della elaborazione collettiva. In un’area dove alla domanda di sport e movimento si è sempre cercato di rispondere in maniera positiva, si deve oggi fare i conti con nuovi bisogni ed interessi: - le necessità dei cittadini fra i trenta e i cinquant’anni, che cercano nell’attività sportiva anche un’occasione di incontro; - l’avvicinamento degli anziani alla ginnastica, come arricchimento della loro vita sociale e attenzione alla propria salute; - l’interesse a fare sport in modo libero e non organizzato

11


cinquanta013  

pubblicazione dei democratici di sinistra di campi bisenzio

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you