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INTERVISTA A GIACOMO TROIANO VINCITORE 2017

Quali sono state le tue impressioni al termine dell’edizione 2017? Al termine della manifestazione, al di là dell’ovvia soddisfazione per la vittoria, la più netta impressione che mi è rimasta è stata un senso di completa felicità. Avevo trascorso quattro giorni con più di altri cento ragazzi che condividevano con me la passione per il latino, visitando luoghi e monumenti estremamente suggestivi (un nome su tutti: l’abbazia di Montecassino) e spesso meno noti di quanto meriterebbero considerata la loro bellezza. Avevo vissuto, sempre assieme agli altri partecipanti, momenti di svago e di divertimento alternati ad altri di carattere più formativo e culturale. Ero infine riuscito a fare al meglio delle mie possibilità quello per cui ero venuto ad Arpino: tradurre e commentare il passo di Cicerone oggetto della prova, e questo, al di là di quale sarebbe stato l’esito del certamen, mi riempiva di soddisfazione. Insomma, ben prima di aver avuto notizia della mia vittoria ero già pienamente felice e appagato dalla mia esperienza al Certamen Ciceronianum. Come pensi che il Certamen Ciceronianum Arpinas possa aiutare la crescita dei giovani del terzo millennio? L’aiuto che il Certamen Ciceronianum può dare alla crescita dei giovani del terzo millennio è secondo me lo stesso che, più in generale, può dare lo studio della cultura classica in ogni sua manifestazione. Mi si dirà che la cultura classica è inutile perché non produce nulla di concreto: non aiuta ad aumentare la produzione delle industrie, né a trovare una cura alle malattie ancora inguaribili, né a fare alcunché di simile. E questo è vero e innegabile, studiare il mondo antico non porta a fare nulla di tutto ciò. Ciononostante gli studi classici sono tutt’altro che inutili. Studiare il mondo antico infatti, come ebbi a dire in un’intervista che mi venne fatta qualche giorno dopo la fine del Certamen, è una straordinaria palestra in cui esercitarsi a comprendere delle culture che, pur avendo ovviamente elementi di vicinanza alla nostra, sono ad essa assolutamente irrinunciabili. La traduzione è l’ambiente privilegiato per questo tipo di esercizio: tradurre un passo dal latino o dal greco (come da ogni altra lingua, sia essa ancora parlata o meno), non vuol dire solo trovare i corrispettivi delle parole del testo nella lingua di arrivo, ma anche e soprattutto capire i paradigmi culturali e antropologici che a quel testo soggiacciono e di cui essi sono il sostrato. E una volta individuatili tradurre vuol dire preservarli e non sovrapporre ad essi

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i paradigmi su cui si fonda invece la nostra mentalità. Una buona traduzione insomma è quella che dà voce piuttosto all’autore che al traduttore. Tutto questo lavoro di comprensione di culture altre dalla nostra e ad essa irriducibili mi pare oltremodo utile e d’attualità in un mondo come il nostro in cui temi legati all’incontro e più spesso allo scontro di culture - la globalizzazione, il razzismo, l’immigrazione, solo per dirne alcuni- hanno assunto vitale importanza. In questo senso si capisce allora come il Certamen Ciceronianum, che non solo è espressione della cultura classica ma che inoltre mette al centro di sé una prova di traduzione dal latino con relativo commento, sia un perfetto esempio di questa funzione di educazione alla comprensione e al confronto di culture diverse dalla nostra. Hai stretto amicizia con altri partecipanti? Sì, al Certamen ho stretto varie amicizie e ne ho rinsaldate di altre. L’amicizia che ho avuto modo di cementare è stata quella con l’altro ragazzo che il mio liceo aveva mandato ad Arpino, Carlo, che è stato un po’ il mio “compagno di mille battaglie” del liceo. Pur non stando in classe insieme, con lui ho partecipato, prima e dopo il certamen, a manifestazioni di tutti i tipi letterarie, scientifiche e filosofiche, e il Certamen Ciceronianum non ha fatto che insolidire un legame comunque già molto stretto. Ho poi rivisto ragazzi che avevo già incontrato in giro per l’Italia l’anno precedente, durante altre manifestazioni culturali. E altri ancora li ho rivisti qualche tempo dopo, come il ragazzo che sedeva alle mie spalle il giorno della prova e che assieme ad altri partecipanti al Certamen un giorno all’università mi riconobbe e mi fermò per un saluto. Sono rimasto poi stabilmente in contatto con le persone con cui ho trascorso praticamente tutto il tempo del Certamen: tre ragazze, Maria Paola, Chiara e Roberta, il mio già citato amico di liceo, e il nostro compagno di stanza, Nicolò, che è diventato in pochissimo tempo uno dei miei amici più cari e più stretti. Grazie di cuore. Arrivederci e buon lavoro.


La Città di Arpino Il Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone” c.a. del Presidente della Repubblica con il patrocinio e contributo della Regione Lazio sotto gli auspici di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Ministero degli Affari Esteri

XXXVIII CERTAMEN CICERONIANUM ARPINAS Arpino 10 / 11 / 12 / 13 MAGGIO 2018 Con la collaborazione di PROVINCIA DI FROSINONE IIS “TULLIANO” DI ARPINO CAMERA DI COMMERCIO DI FROSINONE XV COMUNITÀ MONTANA “VALLE DEL LIRI” DI ARCE FONDAZIONE “U. MASTROIANNI” BANCA POPOLARE DEL CASSINATE SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI A.N.P.O ORDINE FORENSE DI CASSINO ROTARY CLUB FROSINONE

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Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ENRICO QUADRINI Presidente Onorario RENATO REA Presidente PAOLO DE PAOLIS Vice Presidente BERNARDO MARIA GIOVANNONE Componente ANDREA CHIETINI Componente COMITATO SCIENTIFICO DIRETTORE PAOLO DE PAOLIS

Università di Cassino e del Lazio Meridionale

COMPONENTI: ENRICO QUADRINI CRISTINA CATALLO LUISA REALACCI ALESSANDRA PERI PATRIZIA PORRETTI ALBERTO CASTELVECCHI

Delegato dal Presidente del Cda Società Dante Alighieri, Comitato di Arpino Società Dante Alighieri, Comitato di Arpino Università di Cassino e del Lazio Meridionale I.I.S. Tulliano Ass. Ambasciatori del Certamen

COMITATO ORGANIZZATIVO FRANCA SACCHETTI

Coordinatrice

MEMBRI: STEFANO CAPUANO, WILMA D’AMBROSIO, MARCO IAFRATE, ELDA IANNAZZI, CARLO PALLESCHI, CHIARA QUADRINI, LOREDANA IAFRATE, DOMENICO REA, LUCIANO REA, SERENA SCIUCCA.

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Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”

G

iunto alla trentottesima edizione il Certamen Ciceronianum Arpinas si conferma la più grande manifestazione culturale giovanile non solo italiana ma direi europea. Ben 13 le Nazioni coinvolte e oltre 200 i partecipanti che hanno abbracciato la proposta ciceroniana che Arpino riesce ancora ad irradiare ovunque. La maturità della formula ancora attrae i giovani europei che nell’Arpinum di Marco Tullio trovano gioia, serenità e cordialità in un ambiente fatto di quiete ed amicizia. Passato e presente hanno già guardato oltre, verso un futuro di pace ed armonia, in cui le nuove generazioni di cittadini saranno i veri artefici di un’Europa dei Popoli. Noi, ad Arpino, crediamo in tale esigenza ed i nostri sforzi vanno oltre il semplice certamen per esaltare l’identità più vera della civiltà europea. A tutti i partecipanti, studenti ed accompagnatori, nostra voce entro e fuori i confini nazionali, il nostro più cordiale ‘Salvete’ e ‘in Arpini finibus este felices’. Avv. Renato Rea Presidente Centro Studi Umanistici ‘Marco Tullio Cicerone’

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Programma 2018 GIOVEDÌ 10 MAGGIO Ore 14,30 | Arrivo dei partecipanti presso la Stazione ferroviaria di Frosinone. Ore 18,00 | Aula Magna dell’I.I.S. “Tulliano”, sezione classica, Via Vittoria Colonna Insediamento della Commissione Giudicatrice VENERDÌ 11 MAGGIO Ore 8,00 | Locali dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Tulliano”, sezione classica, Via Vittoria Colonna: Svolgimento del Certamen Ore 9,30 | Palazzo Boncompagni 10° Simposio Ciceroniano – “L’esegesi ciceroniana fra Tardo Antico e Umanesimo” Saluti Presentazione degli atti del 9° Simposio Ciceroniano Paolo De Paolis (Università di Cassino e del Lazio Meridionale): Introduzione Ore 9,45 | Thomas Riesenweber (Università di Bonn): Sulla tecnica del commento di Vittorino al De inventione ciceroniano Ore 10,30 | Filippo Bognini (Università di Padova): Leggere le due retoriche nel Medioevo (tra paralleli classici e attualizzazioni): il caso di Menegaldus (sec. XI) Ore 11,15 | Daniela Gionta (Università di Messina): Fortune umanistiche del più antico manoscritto delle Familiari ciceroniane Ore 12,00 | Discussione Ore 12,30 | Aperitivo nei locali del Circolo “Tulliano”. Ore 16,00 | I partecipanti al Certamen visitano l’Acropoli di Civitavecchia. Ore 17,30 | Serata di Cultura - Salone delle Feste Hotel “Cavalier D’Arpino”. Presentazione in anteprima nazionale del romanzo “Tenebre” di Antonella Prenner (Università degli Studi Sapienza - Roma). L’Autrice dialogherà con Maria Cristina Tubaro. Quartetto di archi, concerto a cura del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, direttore prof. Alberto Giraldi

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Ore 19,00 | Fondazione “Umberto Mastroianni”, saluto ai partecipanti. Rappresentazione in inglese tratta da “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde e “Waving Hands” a cura degli studenti dell’I.I.S. “Tulliano”. Buffet per i partecipanti, a cura del Convitto Nazionale “Tulliano” di Arpino. Serata in musica con DJ. SABATO 12 MAGGIO Ore 9,30 | Visite guidate della città di Arpino Ore 10,00 | Inaugurazione Mostra fotografica “Salvare la memoria” in ricordo dell’opera di Pasquale Rotondi. Ore 16,00 | Visita dell’Abbazia di Montecassino. Saluto di dom Donato Ogliari, Abate di Montecassino Ore 19,30 | Palazzo Sangermano, Consegna del Premio “Olio Terra di Cicerone” a cura dell’Associazione Olivicoltori “Terra di Cicerone” Ore 21,30 | Centro Storico di Arpino. “Serata d’incontro” - Juvenum nox. DOMENICA 13 MAGGIO Ore 10,00 | Arpino - Piazza Municipio Saluto delle Autorità Cerimonia di premiazione dei vincitori del Certamen Presenta la giornalista Benedetta Rinaldi (RAI 1)

Annullo Speciale Postale (dalle ore 9,00 alle ore 13,00) realizzato su bozzetto dell’arch. Antonio Iacobelli

Esonero dal servizio concesso dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale per i docenti che parteciperanno al Simposio Ciceroniano con Delibera del CdA del 20 marzo 2018

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Il Bando CENTRO STUDI UMANISTICI ‘M.Tullio Cicerone’ CITTA’ DI ARPINO XXXVIII Certamen Ciceronianum Arpinas Arpino 10 - 11 -12 - 13 Maggio 2018 c.a. del Presidente della Repubblica Sotto gli auspici di: Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ministero degli Affari Esteri REGOLAMENTO Art. 1 | Il Centro Studi Umanistici ‘M. Tullio Cicerone’ di Arpino indice il XXXVIII CERTAMEN CICERONIANUM ARPINAS, gara di Latino. La partecipazione è riservata agli alunni dell’ultimo anno dei Licei classici e scientifici italiani, promossi all’ultimo anno con votazione non inferiore a 8/10 in Latino, agli alunni delle corrispondenti scuole estere in cui si studia il Latino ed a studenti provenienti da Paesi extraeuropei. Possono partecipare non più di tre ( 3 ) alunni eventualmente accompagnati da non più di due ( 2 ) docenti accompagnatori per scuola ovvero per indirizzo scolastico. Qualora nelle scuole estere i giorni del CERTAMEN coincidano con gli esami, è ammessa la partecipazione di studenti del penultimo anno. Art. 2 | La prova consisterà nella versione dal Latino di un brano di Cicerone. Inoltre, in un breve commento, il concorrente dovrà chiarire la sua interpretazione dei passi che gli sembreranno degni di essere approfonditi sia dal punto di vista della lingua che del contenuto. Tanto per la versione che per il commento il candidato farà uso della lingua madre. Art. 3 | Il CERTAMEN avrà luogo nei locali del “Istituto di Istruzione Superiore Tulliano” di Arpino il giorno 11 maggio 2018 alle ore 8.30. La prova avrà la durata di 5 ore e sarà consentito l’uso del dizionario. Le modalità della prova saranno quelle dei pubblici concorsi. Art. 4 | I concorrenti dovranno consegnare la domanda di partecipazione al Dirigente della propria Scuola. Nel caso siano più di tre, i Dirigenti effettueranno la selezione nel modo ritenuto più opportuno. Le domande, vistate dal Dirigente, dovranno essere inviate per raccomandata, a cura della Scuola, entro il 10 APRILE 2018 al Presidente del Centro Studi Umanistici ‘M. Tullio Cicerone’ – Corso Tulliano – 03033 ARPINO (Frosinone) ITALIA. I concorrenti dei Paesi extraeuropei possono far pervenire le domande di partecipazione anche attraverso le rispettive Ambasciate o Consolati, entro la data sopraindicata. La Scuola iscritta, a parziale copertura delle spese, dovrà versare una quota pari ad € 220,00 (duecentoventi/00) per ciascun alunno e ciascun docente accompagnatore, al netto delle spese bancarie, a favore del Centro Studi Umanistici ‘M. Tullio Cicerone’ di Arpino tramite Bonifico Bancario alla Banca Popolare del Cassinate Agenzia di Arpino, per le scuole italiane Codice IBAN: IT 54 N 0537274330000010547693, per le scuole estere Codice IBAN: IT 54 N 0537274330000010547693 + Codice BIC POCAIT3c. La ricevuta dell’avvenuto versamento dovrà essere allegata alla domanda di partecipazione. Le domande di partecipazione, con allegata la ricevuta dell’avvenuto versamento, possono essere anticipate via fax al numero 0776/848010, o via e mail all’indirizzo organizzazione@certamenciceronianum.it Art. 5 | Gli studenti partecipanti dovranno essere muniti di valido documento di riconoscimento. Art. 6 | La Commissione giudicatrice, nominata dal Presidente del Centro Studi, sarà costituita da docenti universitari, dirigenti scolastici e docenti di Lettere classiche, anche a riposo. A nessun titolo potranno far parte della Commissione professori che insegnino negli istituti frequentati da alunni partecipanti alla gara. Anche per la Commissione valgono le norme dei pubblici concorsi. Art. 7 | La Commissione giudicatrice attribuirà, a suo insindacabile giudizio, i premi messi in palio; potrà attribuire, inoltre, “menzioni onorevoli”.

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I Premi 1° Premio

Città di Arpino - Centro Studi Umanistici “M.T. Cicerone” Banca Popolare del Cassinate Medaglia d’oro offerta dalla Famiglia Quadrini - Ruggeri

s 1.000,00

2° Premio

Regione Lazio Banca Popolare del Cassinate

s

700,00

3° Premio

Camera di Commercio di Frosinone Banca Popolare del Cassinate

s

500,00

4° Premio

XV Comunità Montana “Valle del Liri” di Arce

s

400,00

5° Premio

Società Dante Alighieri

s

350,00

6° Premio

Associazione Ex Alunni ed Amici del “Tulliano”

s

300,00

7° Premio

A.N.P.O. - Ass. Nazionale Primari Ospedalieri

s

280,00

8° Premio

A.I.P.E.S. - Ass. Intercomunale per Esercizio Sociale

s

260,00

9° Premio

Circolo “Tulliano” di Arpino

s

260,00

10° Premio

Rotary Club Frosinone

s

240,00

Saranno inoltre attribuite menzioni onorevoli offerte da: Famiglia Fiorentini, Famiglia Crotti, Ass. Culturale Olivicoltori “Terra di Cicerone” – Arpino, Accademia Belle Arti – Frosinone

La Commissione Giudicatrice Presidente: prof. Mario De Nonno Copresidente: prof. Paolo De Paolis Segretaria: prof.ssa Wilma D’Ambrosio MEMBRI prof.ssa

Emilia Antonucci

Docente Lettere Classiche - Pontecorvo

prof.ssa

Anna Valentina Belli

Docente Lettere - Monte S. Giovanni Campano

prof.

Umberto Caperna

Docente Lettere Classiche - Ferentino

prof.ssa

Cleandra De Camillo

Dirigente Scolastico Ferentino

prof.

Amedeo Di Francesco

Uniclam Cassino

prof.

Vittorio Ferraro

Università Roma 3 -Roma

prof.

Pierluigi Gatti

Università di Napoli L’Orientale

prof.

Luigi Gulia

Dirigente Scolastico - Sora

prof.

Antonio Iannucci

Dirigente Scolastico - Pontecorvo

prof.

Luigi Munzi

Istituto Universitario Orientale - Napoli

prof.ssa

Alessandra Peri

Uniclam Cassino

prof.ssa

Antonella Prenner

Università Federico II - Napoli

prof.ssa

Santina Pistilli

Docente Lettere - Fontana Liri

prof.

Gennaro Rivera

Dirigente Scolastico - Cassino

TRADUTTORI prof. Franco Minicucci; prof. Franco Paris

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La Mostra Salvare la Memoria sarà inaugurata sabato 12 Maggio in occasione della 38ª edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas 2018. Si tratta di un evento unico ed irripetibile, una mostra idealmente dedicata al Direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Asaad e all’Arpinate Pasquale Rotondi, quella che si potrà ammirare con il titolo “Salvare la Memoria”. La mostra avrà 3 sezioni, la prima ideata e realizzata dal Polo Museale della Lombardia è dedicata a 20 grandi personaggi della cultura che si sono distinti nel salvataggio e nella tutela della cultura e dell’arte. La seconda è dedicata alle opere di Pasquale Rotondi, quadri mai esposti ad Arpino e di proprietà della famiglia Rotondi. Nell’ultima sezione verranno esposte alcune copie degli oltre 10000 capolavori d’arte salvati da Pasquale Rotondi

alla fine della seconda guerra mondiale dalla razzia dei tedeschi, uno per tutti “La tempesta del Giorgione”. Alcuni pannelli verranno esposti presso la Torre di Cicerone in collaborazione con il Polo Museale del Lazio. L’obiettivo dell’iniziativa é sicuramente porre l’attenzione sull’importanza e la tutela della bellezza e dell’arte, che costituiscono una grande attrazione verso l’Italia, il Lazio e la Ciociaria L’evento organizzato dalla Centro studi Umanistici Marco Tullio Cicerone in collaborazione con i Poli Museali della Lombardia e del Lazio, della Pro Loco, delle Città di Arpino, Urbino, Sassocorvaro e Carpegna, Centro Guide Cicerone. La Manifestazione è promossa sul portale degli eventi ed eccellenze www.ciociariaturismo.it.

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13 Arpino 2018 | #certamenciceronianumarpinas


Partecipanti Internazionali BELGIO • BINCHE Collège Notre Dame de Bon-Secours CORRIAT Lucie • BRUXELLES Athénéé Robert Catteau DE HERDE Ambre Athenee Royal Jean Absil Prof. FAURE Marie RODELET Gaelle VAN den BRANDE Coralie Collège Saint-Hubert SMOES Thomash Collège Saint-Michel -Etterbeek FONTEYN Eléonore Collége Saint-Pierre-de Jette Prof. DECROES Cristelle GAUFRES Clément • Edegem O.L.V. Lourdescollege VANDEN BROECKE Anneleen • GENT Don Boscocollege Prof. THYSSEN Johan DECLERCQ Siel • Herentals Kosh Campus Collegestraat PEETERS Jonas • Heverlee Sint-Albertuscollege Haasrode BAILLEUL Lucas • GEEL Sint-Dimpnacollege BEHEYDT Robbe • Kain College Notre-Dame de la Tombe WINAND Alexandre • JOIDOIGNE Institut Saint-Albert MACAU Géraldine

• Lier Koninklijk Atheneum Prof. SMEYERS Elisabeth DE SCHEPPER Aline • Mechelen Sint-Romboutscollege LINGIER Robbe • Westmalle Sint-Jan Berchmanscollege SELDERSLAGHS Kato

BULGARIA • Sofia Liceo classico ‘Costantino Cirillo Filosofo’ Prof. RANGELOVA Kamemka STANILOVA Magdalena STOYANOVA Velina

CROAZIA • Zagabria Klasicna Gimnazija Prof. PESUT BUNTAC Jadranza HALILOVIC Emio

FRANCIA • Brétigny-sur-Orge Lycée Jean-Pierre Timbaud Prof. BOIDRON-FRESLON Elina PARIS Nicolas • Boulogne Billancourt Lycée Notre Dame de Boulogne BAUDRY Clément PLANCHE Amélie VERBECKE Maël • Paris Lycée Bossuet Notre-Dame Prof. DE PALEZIEUX Sophie COURAUT Lauren DO Aubrée KOETZ Adèle Lycée Louis-Le-Grand Prof. RAMBAUD Claudie BOISSON-SEENE Manon RIABTSEV Alexandre

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• Verneuil-sur-Seine Lycée Notre-Dame des Oiseaux Prof. VIAL Sophie BOULANGER Juliette ISCHOFFEN Emma LEMARCHAND Clara • Versailles Licée La Bruyère Prof. LANCRENON Clotilde HOCHEREAU Clara LANET Eudoxie

GERMANIA • Ballenstedt Wolterstorff Gymnasium Prof. WUTTE Josef KNUST Henriette RUTTEN Jan • Bergisch Gladbach Nicolaus Cusanus Gymnasium Prof. PAHL Anja PAHL Johanna • Bruchsal Privates Gymnasium St. Paulusheim Prof. ROTH Florian BURGY Pascal KING James SENN David Schonborn Gymnasium Prof. LEJEUNE Susanne GRAF Christina JONITZ Aylin MANNHERZ Hannah • Buxtehude Gymnasium Halepaghen-ScHule Prof. MAASER Ulf UTECHT Hauke WIELAGE Max • Friburgo Berthold Gymnasium Prof. TOMA Andrea SCHEPERS Nico SCHULTE Richard


• Heidelberg Kurfurst-Friedrich-Gymnasium Prof. OTERO PEREIRA Eduardo AST Aglaia FETT Johanna SCHULZ Matthis • Kaiserslautern Albert-Schweitzer-Gymnasium Prof. WACK Manuela DIETRICH Sarah DOENGI Marie WINTER Lorina Hohenstaufen Gymnasium Prof. WACK Andreas MUUSS Marcel WIEGMANN PLANAS Margareta • Marienstatt Privates Gymnasium der Zisterzienserabtei MAERZHEUSER Lennard REIFENRATH Simon • Munchen Gymnasium Wilhelms von SPRENGEN Katharina Wilhelms-Gymnasium Prof. VOGEL Ulrich KORDICK Alina LINK Cassian SCHMID Friederike • Regensburg Albertus-Magnus-Gymnasium Prof. HAGMAIER Martin KUPF Sissi VELTEN Benedikt • Wiesbaden Diltheyschule Gymnasium Prof. SITTNER Barbara KIM Jihee MONTERO Christina ZELLER Emily

LUSSEMBURGO • Esch-sur-Alzette Lycée De Garcons d’Esch-Alzette Prof. REDING Daniel EWERLING Florence • Luxembourg Lycée Aline Mayrisch PYZIAK Inès Lycée Michel Rodange BRIAUD Stanislas

POLONIA • Bedzin II Liceum ogol. Im. St. Wyspianskiego LUKASIK Jakub Michal • Krakòw I Liceum Ogòl. im. B. Nowodworskiego Prof. GRZELAK-KRZYMIANOWSKA Adriana BURZYNSKA Olga Dobrochna HEROK Emilia Elzbieta • Torun II Liceum Ogolnoksztalcace im JM. Kopernika CHODAKOWSKI Damian Wosciech

ROMANIA • Bacau Colleggio Nazionale “Gheorghe Vranceanu” Prof. MIHAI Cornelius-Ionel MIHAI Crina-Teodora Collegiul Nazional “G. Vranceanu” Prof. GEORGESCU Theodor LEONTE Teodora-Diana • Cluj-Napoca Liceul Teoretic “Gherghe Sincai” Prof. MIHAI Gabriela HOSSU Paul-Horea

• Iasi Colegiul Nazional Iasi Prof. COCA Dorica AGAPE Roxana Mihaela

SERBIA • Belgrado Filoloska Gimnazija Prof. PLJAKIC PIRIVATIC Branislava KRISOSIJA Aleksa PETROVIC Milena • Sremski Karlovci Liceo Filologico “Karlovacka Gimnazija” Prof. RUDOVIC Jelena PRGOMELJA Natasa STANCOVIC Viktoria Seminario Svetog Arsenija Prof. STOJKOV Branko KAPETANOV Marko KOS Damjan

SPAGNA • Burgos IES Conde Diego Porcelos Prof. CABEZAS TERAN Maria Angeles PALACIOS DE DIEGO César Alfonso • Castellòn de la Plana IES Matilde Salvador Prof. LIMO ESCURA Marìa Dolores PENALVER FEREZ Sergio • Leòn IES Ordono II Prof. SEOANE Manuel Andrés VOCES VARGAS Daniel • Salamanca I.E.S. Vaguada de la Palma Prof. Diego Dominguez Maria Lourdes GUIRAO CABERO Gonzalo

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• Santiago de Compostela IES ‘Antonio Fraguas Fraguas’ Prof. DOBARRO POSADA José Antonio SALVADO VIGO Enrique • Torrelavega I.E.S. BESAYA Prof. SUAREZ ALONSO Elena ROMANOV Romàn

SVIZZERA • Cheseaux-Moréaz Gymnase d’Yverdon BELKHIR Naguy MAIRHOFER Camille STUCKER Thomas • Lausanne Gymnase ‘Auguste Piccard’ HORVATH Marie MONTI Letizia SOUTTER Jacques Gymnase Cantonal De la Cité Prof. PIDOUX Lorraine REPOND Nathanael ROBERT Jeanne

Gymnase Cantonal du Bugnon TANGUY Desimone • Morges Gimnase de Morges Prof. SUTER Emilie SAUL Gabriel SUN Ruoqi • Nyon Gymnase de Nyon MULLAUER Célia MUSUMECI Alexis • Renens Gymnasium KRASSIAKOV Pierre PECOUD Benoit

V. Keruleti Eotvos Jòzsef Gimnazium KOVORDANYI Anna Budai Ciszterci Szent Imre Gimnazium Prof. KUDARI Enikò ENDREDY Balazs JANKOVICS Akos Németh Làszlò Gimnazium Prof. BANFAY Agota FEHER Dorka VERES Csilla Esòfi Piarista Gimnazium HARGITTAY Levente SZATHURY Màrk

UNGHERIA

• Debrecen Svetits Katolikus Liceo PETE Miklòs

• Budapest Balassi Balint Nyolcevfolyamos Gymnazium FODOR Bertalan HUBAI Eszter

• Hodmezovàsàrhely Bethlen Gàbor SZABO Angelika

Egyetemi Katolikus Gymnazium Prof. GILYEN Màtyàs Ferenc OLAH Anna Reka

• Szentendre Ferences Gimnazium FELEGYHAZI Borbàla

Nazione Scuole Studenti Professori Totali Italia 24 47 13 50 Belgio 16 17 4 21 Bulgaria 1 2 1 3 Croazia 1 1 1 2 Francia 6 14 5 19 Germania 14 32 12 44 Lussemburgo 3 3 1 4 Polonia 3 4 1 5 Romania 4 4 4 8 Serbia 3 6 3 9 Spagna 6 6 7 13 Svizzera 7 15 2 17 Ungheria 9 13 3 16 TOTALI 97 164 57 221

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Partecipanti Italiani AGRIGENTO

AGRIGENTO Liceo Classico “Empedocle” Prof. MARINO Gaetano PARRINO Mattia TULUMELLO Maria Laura

BRINDISI

BRINDISI Liceo Classico “Marzolla-Simone-Durano” Prof.ssa FRANCO Daniela PACIFICO Maria Laura VILLA Arianna

CAGLIARI

CAGLIARI Liceo Ginnasio Salesiano SCIFO Maria Laura

CAMPOBASSO

CAMPOBASSO Liceo Classico “M.Pagano” SOUFI Hasna VENA Giuseppe

CATANIA

BRONTE Liceo Classico “V. Ignazio Capizzi” Prof.ssa BARBAGALLO Patrizia CANNATA Romolo SANGANI Salvatore

CROTONE

crotone Liceo Classico “Pitagora” Prof. LATERZA Giuseppe VARCA Matteo Domenico

CUNEO

Mondovì Liceo Classico “C. Beccaria - Govone” BOTTERO Elisa SANNITO Chiara

FROSINONE

Anagni Liceo Classico “D. Alighieri” Prof.ssa FIORINI Maria Teresa BINACO Roberta MAGNOSI Margherita

Arpino Istituto di Istruzione Superiore “Tulliano” Prof.ssa PORRETTI Patrizia Prof.ssa ZILLA Maria Rosaria DE GASPERIS Simone DI SOTTO Martina

POTENZA

Cassino Liceo Classico “G. Carducci” GERMANI Stefania LUZZI Andrea

ROMA

Ferentino Liceo Classico “Martino Filetico” Prof.ssa CIUFFARELLA Maria Pia PAGANO Emanuela POCE Nicolò

potenza Liceo Classico “Q.Orazio Flacco” Prof.ssa DI CAPUA Donatella CROCETTO Lucia DI NICOLA Maria Ida LOSASSO Rocco Monterotondo Liceo classico ‘Gaio Valerio Catullo’ VALERIANI Gabriele Roma Liceo Classico “T.Lucrezio Caro” Prof.ssa PLOSI Teresa INESI Fabio Paolo STEFAN Paula

Frosinone Liceo Classico “N. Turriziani” Prof.ssa SPERDUTI Agnese D’EMILIA Roberta ZOMPANTI Edoardo

Liceo Classico “Augusto” MONTANUCCI Lucrezia RANZI Giulia

Sora Liceo Classico “V. Simoncelli” IAFRATI Francesco

TORINO

Liceo Classico “T. Tasso” IZZO Virginia

LATINA

Pinerolo Liceo Classico “G.F. Porporato” BERTINETTO Silvia DE SANCTIS Carola SARETTO Ilaria

LECCE

Torino Liceo Classico “V. Alfieri” FULIO BRAGONI Fiammetta GEBBIA Elena

Fondi Liceo Classico “P. Gobetti” BERONESI Alessandro SPOSITO Elisabetta Maglie Liceo Ginnasio Statale “Francesca Capece” GALATI Angela GRECO Federico Antonio

MODENA

MODENA Liceo Classico “L.A. Muratori- San Carlo” Prof. MIGLIORI Gabriele FRANCO Giovanni

Liceo scientifico “Piero Gobetti” Marafante Andrea

TRAPANI

Alcamo Liceo Classico “Cielo d’Alcamo” Prof. MELIA Francesco ASTA Claudia CARUSO Federica MODESTO Francesca

VARESE

Saronno Liceo scientifico “G. Battista Grassi” VERGANI Marco Paolo

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Arpino patria di Cicerone

N

el territorio della provincia di Frosinone, situata in un sistema collinare che gravita sul medio corso del fiume Liri, a ridosso dell’Appennino Centrale, si trova Arpino. La leggenda vuole che sia stata fondata dal Dio Saturno, tuttavia la sua fondazione che risale ad epoca remota, è storicamente imprecisata. L’antichità della città è attestata dalle mura megalitiche, dette anche ciclopiche per la grandezza dei massi con cui sono state costruite, tuttora ben conservate. Fu certamente insediamento volsco, come testimoniano ritrovamenti archeologici nel territorio e nelle immediate vicinanze del centro cittadino. Inoltre fonti letterarie dell’età classica ricordano, con quella dei Volsci anche la presenza dei Sanniti. Nel 305 a.Chr.n. fu conquistata dai Romani, (Livio IX; 44, 16), nel 303 a.Chr.n ottenne la “civitas sine suffragio” (Livio X, 1, 2), e nel 188 a.Chr.n ottenne la prima cittadinanza romana. Caio Mario donò ad Arpino territori nella Gallia Cisalpina da lui conquistati con le battaglie di Vercelli (101 a.Chr.n.), i cui proventi servivano per la manutenzione degli edifici della città. Durante la dittatura di Silla, Arpino vide ridurre il suo territorio e iniziò un periodo di decadenza. In epoca medievale, tutto il Lazio fu esposto alle invasioni barbariche, Arpino, con le sue mura riacquistò importanza come luogo di rifugio e di difesa. Sembra che la città abbia fatto parte del Ducato Romano, finché

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Gisulfo II, il duca longobardo di Benevento, non la espugnò verso la fine del VII secolo. Nel 787, a seguito di un patto tra i Longobardi e Carlo Magno, Arpino fu donata alla Chiesa e nell’841 fu conquistata da Guido, duca di Spoleto. Poi sulle terre bagnate dal Liri, si abbatté l’invasione dei Saraceni che per tredici anni devastarono il territorio dei Volsci, finché non li soggiogò, nel 916, il Papa Giovanni X. A questo periodo risalgono probabilmente le torri e le altre costruzioni medievali. Nel 1229 fu devastata da Federico II, e da Corrado IV nel 1252. Salito sul trono di Napoli Carlo I d’Angiò, la città fu data in feudo prima ai Conti d’Aquino e poi a vari signori francesi. Con l’avvento degli Aragonesi Arpino, fu data in feudo ai signori ligi della corte romana; infine nel 1583 ai duchi Boncompagni che la tennero fino al 1789, anno in cui Ferdinando IV la reintegrò alla corona. I secoli XVII e XVIII costituirono, così, il periodo della massima espansione economica e demografica di Arpino. Mantenne le sue floride condizioni fino alla metà del XIX secolo, successivamente con l’Unità d’Italia risentì degli iniziali problemi legati all’unificazione economica. Nel 1927 dalla provincia di Caserta o Terra di Lavoro passò a quella di Frosinone. Arpino è famosa per aver dato i natali a: Marco Tullio Cicerone, Caio Mario, Marco Vipsanio Agrippa, Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, San Francesco Saverio Maria Bianchi, Gioacchino Conti (Giziello), Carlo Conti, Angelina Sperduti (la Celestina) e ad altri illustri uomini che si sono distinti in tutti i campi dell’arte, della cultura e della scienza. Fino all’unità d’Italia è stata fiorente per l’industria della lana. Tra le chiese ricordiamo quella di S. Michele Arcangelo (sec. X), la quale conserva opere del Cavalier d’Arpino, della Scuola del Caravaggio e della Scuola toscana. Nella chiesa di S. Maria di Civita (sec. Xl) è custodita la statua lignea dell’Assunta (sec. X-XI). Particolarmente venerata dagli Arpinati, viene portata in processione la mattina del 15 agosto su una monumentale “macchina” in legno dorato (sec. XVIII), opera dello Stolz. Il Monastero di S. Andrea Apostolo, uno dei più antichi monasteri di clausura benedettini della nostra zona, custodisce un antico Crocifisso a olio (sec. XVII), sotto il quale è stato rinvenuto un esemplare medioevale di croce dipinta raffigurante il “Christus triumphans”, cioè il Cristo trionfante sulla morte (sec. XIV). L’Acropoli “Civitavecchia”, situata sul colle più alto (630 m) di Arpino, è un vero e proprio baluardo difensivo, circondato da spesse ed alte mura di origine pelasgica, dette


“ciclopiche” per la grandezza dei blocchi. Studi recenti le datano al VI-IV secolo a.Chr.n. Ancora visibile è la più antica porta d’accesso: l’arco a sesto acuto. Disposta strategicamente, costringeva chi l’attraversava a presentare ai difensori il lato destro scoperto (è noto che gli antichi reggevano lo scudo con la sinistra). Insediamento volsco-romano, nel medioevo fu scelto per le sue caratteristiche di difesa. Testimonianza di questo periodo sono i resti del castello: la torre quadrata, la cisterna e tracce di muraglioni. Interessanti le chiese: la SS. Trinità (privata), all’ingresso del paese, e S. Vito (sec. XIV) che conserva opere del Cavalier d’Arpino e dello Stolz. Nelle sale del Castello di Ladislao in Largo Riccia, ha sede il Centro Internazionale Mastroianni. Qui sono esposte le opere (più di cento) di Umberto Mastroianni, uno dei più grandi scultori dell’arte contemporanea, do-

scolpite e dislocate in vari punti della cittadina, riproducono testi di poesie che prestigiosi poeti e scrittori italiani ed esteri, ospiti del paese, dedicano ad Arpino. Il progetto è coordinato dallo scrittore Giuseppe Bonaviri. In piazza Municipio si trova uno dei Licei più prestigiosi della nazione, il Tulliano. Ad esso è legato il Convitto Nazionale Tulliano, voluto da Gioacchino Murat. Le origini del Liceo Tulliano, che deve il suo nome a Marco Tullio Cicerone, risalgono alla prima metà del ‘600. L’Istituto organizza ogni anno, nel mese di maggio, il Certamen Ciceronianum Arpinas, gara di traduzione e commento di un brano del più illustre figlio di questa terra. Questa iniziativa ha ormai assunto rilevanza internazionale. Più di settecento ragazzi provenienti da tutta Europa celebrano il ricordo ed il pensiero del grande arpinate. Marco Tullio Cicerone (106-43 a.Chr.n.), oratore

nate alla città di Arpino. Il Museo della Liuteria, nel palazzo Felluca-Merolle, raccoglie il patrimonio appartenente alla bottega liutaia arpinate di Embergher-Cerrone. Consiste in autentiche rarità, quali una serie di attrezzature di lavoro, forme e modelli, esemplari di strumenti musicali nei vari stadi di lavorazione, documenti d’epoca, brevetti, ecc... Il Museo di Archeologia Industriale, nella chiesa di S. Domenico nella “via Vecchia” di Arpino, è dedicato all’arte della lana. Fin dall’antichità, Arpino ha rivestito un ruolo primario in questo campo. Iniziativa unica al mondo nel suo genere è il Libro di Pietra. Le sue pagine, tavole di pietra

prestigioso e controverso uomo politico, rimane il principale artefice del concetto di humanitas e di cultura intesa come apertura a tradizioni di popoli diversi. Le sue opere spaziano dal diritto all’oratoria forense, dalla politica alla filosofia, dalla filologia alla poesia. Anche Caio Mario (158/7-86 a.Chr.n.) nasce in territorio di Arpino, a Cereate (odierna Casamari). La sua fama più grande è legata all’invasione dei Cimbri e dei Teutoni: per fronteggiarla Mario è eletto console, contro ogni regola, per quattro anni consecutivi (104-101 a.Chr.n.). Fu per questo gratificato con il titolo di “terzo fondatore di Roma” dopo Romolo e Camillo.

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Certamen Ciceronianum Arpinas

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l Certamen Ciceronianum Arpinas è stato istituito dal liceo Ginnasio Tulliano nel 1980 sotto la presidenza del professor Ugo Quadrini. Si tratta di una gara alla quale prendono parte gli studenti dell’ultimo anno dei licei classici italiani ed esteri, chiamati a tradurre e a commentare un brano tratto da un’opera di Cicerone.

La manifestazione gode dell’alto patronato del Presidente della Repubblica. Il programma prevede una serie di iniziative collaterali: tavole rotonde e conferenze sulla lingua e sulla letteratura latina; seminari e dibattiti su problemi e tematiche europee; concerti e mostre. Il Certamen ha assunto in pochi anni dimensioni internazionali con la partecipazione di numerosi studenti provenienti da ogni parte di Europa, da Paesi extraeuropei accomunati da profondo senso di amicizia e leale spirito di competizione. Dopo la prima organizzazione da parte del Liceo-Ginnasio ‘Tulliano’ la stessa è stata affidata al Centro Studi Umanistici ‘M. Tullio Cicerone’

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sotto la presidenza del prof. Filippo Materiale. Il grande successo che fin dalla prima edizione il Certamen Arpinate aveva riscosso richiedevano più impegno e maggiori risorse sia finanziare che umane. Nel 2012 la presidenza fu assunta da Pierpaolo Gradogna. Era il primo momento di grande crisi economica; i finanziamenti degli Enti si erano drasticamente ridotti e l’organizzazione si trovò ad affrontare grandi difficoltà. Di fronte all’alternativa di un’interruzione della manifestazione grazie all’impegno del CDA furono assunte decisioni che ne permisero il proseguimento anche se con una quota di iscrizione da parte dei partecipanti. Ma le difficoltà non erano state ancora risolte a causa anche della crisi in cui versavano e versano gli studi classici, riflessasi sul numero degli iscritti. E’ il momento allora che un nuovo sostegno viene offerto dall’Amministrazione comunale che nel 2014, in accordo con il presidente Gradogna e con il CDA del Centro Studi, procede al risanamento economico ante 2012 . Il


Da esse i giovani possono trarre, ancora oggi, una grande ricchezza umana e civile ed una non comune formazione culturale. Cicerone ha, infatti, il merito di aver trattato con grande rigore speculativo e con stile insuperato i problemi propri dell’uomo, problemi di ieri, problemi di oggi, di sempre: giustizia, patria, religione, amicizia, coerenza morale. Il Certamen vuole costituire un’importante occasione per confrontare idee e proposte che possano contribuire al più generale dibattito attorno alla costruzione di un’Europa unita, poiché costruire l’Europa significa anche impegnarsi a livello culturale, etico e socio-politico. In questo sforzo collettivo, la grande lezione che il latino offre ai giovani, come lingua e letteratura, è quella di far

Certamen Ciceronianum Arpinas, quindi, prosegue il suo cammino continuando a richiamare un numero sempre significativo di giovani studiosi delle Lettere classiche. L’iniziativa è nata con l’intento di riaffermare la validità della cultura classica latina e dello studio della sua lingua, attraverso l’esame approfondito delle opere di uno dei suoi massimi esponenti: Marco Tullio Cicerone.

loro riscoprire la comune radice culturale europea, elemento indispensabile per una pacifica convivenza tra i popoli.

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I Numeri del Certamen

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Partecipanti Stranieri per Nazione

Quadri riassuntivi a cura dell’Associazione Ex Alunni ed Amici del Tulliano - dati aggiornati al 1/4/2018

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Il Liceo Tulliano

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l “Tulliano” deve il suo nome a Marco Tullio Cicerone. Le sue origini più lontane risalgono alle istituzioni educative che fiorirono ad Arpino nel 1600, soprattutto grazie alla generosità di alcuni cittadini che con testamenti e donazioni lasciarono i loro beni per il miglioramento dell’educazione del popolo. Desiderio Merolle, nel 1626, contribuì alla fondazione del Collegio dei Santi Carlo e Filippo che, dopo molteplici vicissitudini, si trasformerà nelle istituzioni del Liceo Tulliano e del Convitto Nazionale Tulliano. Nel 1765, i Padri Barnabiti, sostenuti dai Duchi Boncompagni, ampliarono l’Istituto aprendo regolari scuole pubbliche. Agli insegnamenti di filosofia, teologia, grammatica e retorica, precedentemente impartiti, furono aggiunti quelli di eloquenza, lettere classiche e matematica. Nel 1780 il Collegio arpinate passò sotto la diretta protezione del Re di Napoli ed il 2 giugno 1814 Gioacchino Murat, Re delle due Sicilie, emanò un decreto con cui l’ex Collegio San Carlo acquisiva il nuovo nome “Collegio Tulliano”, diventando “Collegio con convitto” per l’insegnamento delle lettere e delle scienze. Tornati i Borboni sul trono del Regno di Napoli, la direzione del Tulliano passò dai Padri Barnabiti a rappresentanti del clero locale. Negli ultimi anni del Regno Borbonico il Collegio fu affidato ai Gesuiti. Il trasferimento del Tulliano nell’attuale sede avvenne il 15 maggio 1820. Nel 1877, dopo l’unità d’Italia, il Ministero di-

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chiarò governativo il Liceo-ginnasio. Da questo momento il Liceo Tulliano, distinto dal Convitto Nazionale, cominciò a vivere di vita propria anche se l’ubicazione nello stesso edificio perpetua una convivenza, per così dire, storica. Nel periodo del primo conflitto mondiale il Tulliano si distinse nell’assistenza civile e nel sostegno alle iniziative della Croce Rossa. Negli anni della seconda guerra mondiale, fu requisito dalle truppe di occupazione. Le apparecchiature dei laboratori di chimica e fisica vennero fortunosamente messe in salvo e l’attività didattica si svolse in condizioni di emergenza. Il 6 novembre del 1944 il Liceo tornò nella sua sede, riprendendo la normale attività didattica. Gli anni successivi furono dedicati soprattutto ad una riorganizzazione più funzionale della vita e delle strutture del Tulliano; specialmente sotto la spinta del Preside Tommaso Conte si iniziò la ricatalogazione di tutto il materiale librario e scientifico. Sotto la presidenza del prof. Luigi Giannaccari si riammodernarono le aule e si dette impulso anche ad attività culturali di rilievo, sia con conferenze tenute da insigni studiosi che con frequenti incontri fra professori e studenti per dibattiti e confronti avvincenti e stimolanti. Intanto la popolazione del Liceo cambiava volto: ai mutamenti epocali corrispondeva anche una diversa provenienza degli alunni; mentre per molti anni il Convitto Tulliano aveva fornito un notevole gruppo di allievi, soprattutto della Val di Comino e della Marsica,


gli ultimi anni sotto la dirigenza del prof. Filippo Materiale, raggiungendo un ampio respiro internazionale. Dal 1 settembre 2000 il Liceo Tulliano e il locale ITIS Nicola Parravano costituiscono l’Istituto d’Istruzione Superiore Tulliano; in un certo senso, quasi fatalmente, si sono ricongiunte due Istituzioni scolastiche che storicamente hanno dato tanto lustro alla città di Arpino, a riprova che possono ben coesistere indirizzi di studi diversi che abbiano come scopo primario la formazione dell’individuo e del cittadino. Attualmente l’I.I.S. “Tulliano” comprende anche “Liceo Scientifico” e ”Istituto Professionale per Odontotecnici”.

quasi all’improvviso si abbassò l’età media dei residenti nell’annesso Convitto e così anche gli alunni del Liceo subirono una contrazione numerica. Il Tulliano ha in seguito recuperato iscritti soprattutto attraverso un consistente arricchimento delle offerte culturali e formative. Fra le varie iniziative, nel 1980, l’allora Preside Ugo Quadrini ebbe l’intuizione di indire una gara di traduzione di un brano ciceroniano: il Certamen Ciceronianum Arpinas che è stato poi confermato e arricchito ne-

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La Società Dante Alighieri, Arpino ed il Certamen Ciceronianum Arpinas Presidente Andrea Riccardi Segretario Generale Alessandro Masi Presidente Comitato di Arpino Enrico Quadrini www.ladante.it

L

a Società Dante Alighieri nasce nel 1889 grazie ad un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci e viene eretta Ente Morale con R. Decreto del 18 luglio 1893, n. 347; con d.l. n. 186 del 27 luglio 2004 è assimilata, per struttura e finalità, alle ONLUS. Il suo scopo primario, come recita l’articolo 1 dello Statuto sociale, è quello di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”.

Per il conseguimento di queste finalità, la “Dante Alighieri” si è affidata e si affida tuttora all’aiuto costante e generoso di oltre 500 Comitati, di cui più di 400 attivi all’estero. Nell’ambito di queste finalità il prof Ugo Quadrini, preside del Liceo Ginnasio ‘Tulliano’ contrassegnò dal 1965 la Sua attività dirigenziale con un’elevata crescita in termini di apertura verso culture ed esperienze nazionali ed estere, che culmineranno nella prima edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas del 1980 . Esso rappresentò, in quel momento, l’apice di un progetto che aveva ideato e che aveva perseguito già da quando, docente di Italiano, Latino e Greco dello stesso Ginnasio-Liceo,aveva colto

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nell’opera dell’oratore arpinate M.Tullio Cicerone motivi di riflessione per le nuove generazioni. La concretizzazione si ebbe, infatti, quando poté riunire tutti i tasselli collezionati quale presidente del locale Comitato della Dante Alighieri, prima, ed anche quale Revisore dei Conti del Comitato Centrale, poi, della Società medesima. I ripetuti viaggi e contatti con esperienze straniere - Argentina, Cile, Austria, Germania, Polonia, Stati Uniti, Romania, Svizzera, Francia, Spagna, Turchia, Grecia – e gli incarichi ministeriali quale Ispettore presso Licei nazionali ed esteri, infatti, lo aiutarono moltissimo a dare un senso concreto, con il segretario Dario Conte e con tutto il Collegio Docenti della “Famiglia del Tulliano”, all’ambito progetto, che oggi ha collezionato anni di successi e di gloria, a testimonianza della validità dell’idea e della tenacia, con cui l’aveva perseguito . La Società Dante Alighieri è tra gli Enti sostenitori del Certamen Ciceronianum Arpinas.


sentato In viaggio con Dante, progetto cinemastografico che intende valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso una lettura originale e creativa delle tre Cantiche della Divina Commedia. Nell’ultimo triennio ha promosso e realizzato anche i Convegni di Studi ‘Dante, il suo tempo e noi’ e ‘Pierpaolo Pasolini ed il Teorema Zigaina’; la pubblicazione ‘Ugo Quadrini, tra pubblico e privato’; la mostra fotografica ‘Il Paesaggio Italiano nella Divina Commedia’; ‘Sfogliare Arpino’ cicli di visite guidate; il Premio di Scrittura ‘Antonio Proia’; Sillogi poetiche di Elisabetta Canale Parola ‘Battito di Emozioni’ e “Versi in viaggio”, di Stefania Leone ‘Oltre’ e ‘Respiro’, di Massimo De Santis ‘Due cuori’, di Emanuela Patriarca ‘I Sogni penduli’. È nello spirito animatore della Società, infatti, riconoscere il valore della lingua latina come veicolo di diffusione della civiltà italiana e premiare, altresì l’impegno di quanti, sia a livello organizzativo che come concorrenti, animano questo grande incontro internazionale fra i giovani di tutta l’Europa, ormai senza più confini o barriere. A tal fine ha sostenuto l’istituzione del Comitato scientifico del Centro Studi Umanistici e vi partecipa con due sue Socie. Il Comitato di Arpino, inoltre, è molto attivo e promuove il Premio di Poesia europeo, cicli di convegni e conferenze (‘Viaggiare con Dante’ per le Scuole Superiori di II grado, ‘Incontriamo Dante’ per le Scuole di I grado) per docenti e per studenti di ogni ordine e grado su tematiche dantesche, iniziative a favore della cultura ed il Convegno di Studi Ciceroniani ‘Cicerone ed il diritto di cittadinanza’. Promosso dalla Società Dante Alighieri, ha pre-

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La Fondazione Umberto Mastroianni

L

a Fondazione Umberto Mastroianni, spazio museale di grande fascino dedicato all’opera di uno dei maggiori scultori del ‘900, ha sede in Arpino, città nel cuore della Ciociaria di antiche tradizioni e profonda bellezza, che ha dato i natali a Caio Mario, Cicerone e Giuseppe Cesari, detto il Cavaliere D’Arpino. Il museo è ospitato nel Castello di Ladislao, complesso monumentale alla sommità di Civita Falconara, le cui origini risalgono al XIII secolo e che ospitò la corte dei D’Angiò. Il nucleo centrale delle collezioni è la Donazione di Umberto Mastroianni, composta di sculture monumentali, legni, bronzi, cartoni e opere grafiche, cui si affianca il patrimonio documentario, costituto dal fondo librario e dal fondo fotografico. Importanti sono le eterogenee raccolte, legate alla famiglia Mastroianni: le ceramiche di manifattura arpinate di Emilio, la produzione di scultografie di Domenico, le illustrazioni di Alberto e il materiale su Marcello e Ruggero. La Fondazione conserva inoltre una collezione contemporanea, che raccoglie opere degli artisti ai quali la Fondazione ha dedicato mostre personali e di quelli legati al territorio frusinate. L’attività della Fondazione parte dalla conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio, attraverso pubblicazioni, convegni, conferenze e laboratori didattici, e arriva alla realizzazione di esposizioni temporanee tematiche nei propri spazi ma anche presso altre istituzioni.

The Umberto Mastroianni Foundation, is an extraordinary museum dedicated to one of the most important sculptor of the XX century. It’s located in Arpino, a beautiful and ancient city rich of traditions, where Caio Mario, Cicerone and Giuseppe Cesari, known as the “Cavalier d’Arpino”, were born. The museum is situated in the Castle Ladislao a monumental complex of XIII century the ancient distrect of Civita Falconara, where the Angiò dynasty established its court. The most important collection is the one donated by the artist Umberto Mastroianni and it includes monumental sculptures, woods, bronzes, cardboards, drawings, a documentary heritage (books, photos, and documents). The Umberto Mastrianni Fondation collects also other important works of the Mastrianni family: handmade pottery of Emilio, paints, sculptures and photosculptures of Domenico, the illustrations of Alberto and documentations related to Marcello and Ruggero. The main activity of this cultural institute is the conservation and the valorization of its heritage, particularly related to the works of Umberto Mastrianni, through publications, workshops, conference, laboratory, and art exhibitions in its dedicated areas and in other museums.

Umberto Mastroianni Foundation Museum of Contemporary Art Address: Piazza Caduti dell’Aria, snc, 03033, Arpino (Fr), Italy Website: www.fondazionemastroianni.it E-mail : info@fondazionemastroianni.it Phone number: +39 0776 848105

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The President Andrea Chietini


Associazione Ex Alunni ed Amici del Tulliano L’Associazione Ex Alunni ed Amici del Tulliano, nata ad Arpino nel lontano 1981, mantiene vivo nel tempo il rapporto con una delle istituzioni scolastiche vanto del nostro territorio, il Liceo-Ginnasio “Tulliano” che, dall’anno scolastico 2000-2001, insieme all’ITIS “N. Parravano” costituisce l’Istituto di Istruzione Superiore “Tulliano”. Tanti anni fa si concretizzò il sogno di coloro che, dopo aver lasciato fisicamente le aule del Liceo, non le avevano abbandonate col cuore, ad esse tornando con la mente in tante occasioni della loro vita. Dopo un primo raduno di ex alunni nel 1953 è in un secondo raduno del 16 giugno 1979, che furono poste le basi per la costituzione di una associazione legata al vetusto “Tulliano”. Sfogliando il libro dei ricordi numerose appaiono le iniziative poste in essere, tutte espressioni del senso della cultura: conferenze, escursioni culturali, pubblicazioni hanno scandito, anno per anno, il vissuto dell’Associazione che è venuta sempre più crescendo nel numero dei soci, arricchendosi di risorse di umanità e, pertanto, di idee. Il valore più pieno, però, è stato dato ai rapporti con la vecchia scuola che per tanti ex alunni costituisce ancora oggi il cordone ombelicale con la madre nutrice di cultura e di autentici valori. Da qui la collaborazione per la realizzazione del Certamen Ciceronianum Arpinas. Grande rilevanza riveste, a partire dal 1987, l’iniziativa del conferimento delle borse di studio agli alunni più meritevoli del Liceo, iniziativa sostenuta da generosi contributi di soci sensibili ed attenti, dal 2002 si aggiunge la nomina del Princeps Studiorum per il miglior corso di studi liceali. I momenti straordinari della vita del “Tulliano” e dell’Associazione sono stati sottolineati da svariati raduni, in cui la partecipazione è stata sempre numerosa e significativa anche per la presenza di tanti alunni un tempo ospitati dal locale Convitto Nazionale “Tulliano” la cui vita si è intrecciata con quella del Liceo. Massiccia è risultata la rappresentanza di ex alunni e convittori all’appuntamento del 175° anniversario della fondazione del “Tulliano” che l’Associazione ha festeggiato solennemente con il volume “Il Tulliano 1814-1989. Una presenza significativa” e con una medaglia celebrativa. L’Associazione ha fatto sentire la sua voce nel tempo anche attraverso significative pubblicazioni, come la Guida turistica di Arpino, nel

1991, e il pregevole volume Il Tulliano: Storia di un Istituto plurisecolare 1820-2000, in occasione del raduno di ex alunni nel maggio 2004. Del giugno 2013 è il volume UN’ISTITUZIONE E I SUOI PROTAGONISTI – Cento biografie rappresentative di una storia secolare 1814-1964, volume che ha ottenuto il primo premio del Premio “Fiuggi Storia”, sezione “Lazio meridionale”. Notevole è stato l’impegno profuso per il Bicentenario, specie con l’emissione da parte di Poste Italiane S.P.A., del francobollo della serie Le Eccellenze del Sapere, dedicato al Collegio Tulliano di Arpino, fondato con Decreto del 2 giugno 1814 di Gioacchino Murat. Nel giugno 2014 è stato presentato il volume dal titolo “Arpino ‘900. Coralità di memorie”, con l’intento di aprire una nuova stagione di ricerca, di approfondimento e di valorizzazione della nostra storia, delle nostre tradizioni, dei nostri usi e comportamenti, lavoro concluso con il libro “Arpino ‘900.2. Racconti di tradizioni”, concepito come il “secondo capitolo” di un ideale viaggio nel tempo. Con la pubblicazione di un “Album di famiglia” che raccoglie immagini fino al 2015, abbiamo messo a disposizione di tutti il nostro archivio fotografico. Loreto Marco D’Emilia

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Libro di Pietra

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una singolare iniziativa internazionale di promozione dei linguaggi poetici che coniuga il fascino antico e a tratti aspro di questo centro con le suggestioni della poesia contemporanea. Si tratta della riproduzione su pietra di poesie (in lingua originale e relativa traduzione italiana) che famosi poeti contemporanei, ospiti della città, hanno dedicato ad Arpino,collocate in angoli ca-

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ratteristici della città . Spicca tra le tutte la poesia dedicata ad Arpino da S. Giovanni Paolo II collocata nell’acropoli di Civitavecchia. L’iniziativa è stata ideata dallo scrittore Giuseppe Bonaviri e dall’ex senatore Massimo Struffi. www.arpinoturismo.it


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I Saluti Carissimi, anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il Certamen Ciceronianum Arpinas, una bellissima dimostrazione di quanto la cultura classica rappresenti ancora una risorsa vitale per la nostra comunità. Desidero quindi portare il saluto caloroso della Regione Lazio ai tantissimi ragazzi che da tutta Italia e da molti altri Paesi partecipano quest’anno alla competizione. La gara e i convegni promossi nel corso della manifestazione rappresentano un’occasione importante per promuovere la conoscenza del latino e del pensiero di Cicerone. Una sfida raccolta da tanti ragazzi, a dimostrazione di quanto questi elementi della nostra cultura siano ancora vivi e radicati. Auguro quindi a tutti i partecipanti di dimostrare il loro amore per questa lingua e di fare di questa bella esperienza nel nome di Cicerone un elemento in più per la loro formazione civile e culturale. Un caro saluto

lizzazione di un modello sociale che persegua l’interesse dei cittadini e ponga fine ai quei troppi episodi di discriminazione e di contrapposizione che ancora segnano il presente. La Provincia di Frosinone anche quest’anno ha voluto patrocinare la manifestazione, considerando la Cultura strumento privilegiato per favorire la crescita del territorio. Agli organizzatori i complimenti per l’impegno con cui operano per l’ottima riuscita della manifestazione, ai ragazzi il saluto tipico che accoglie i partecipanti: salvete! Avv. Antonio Pompeo Presidente della Provincia di Frosinone

Ancora una volta il Certamen Ciceronianum Arpinas si presenta all’attenzione del grande pubblico e soprattutto degli studenti latinisti delle varie nazioni europee con il prestigio e la tradizione consolidati in On. Nicola Zingaretti quasi quarant’anni Presidente della Regione Lazio di storia. Tre giorni di full immersion nella terra di Marco Tullio Cicerone per confrontarsi nella traduzione e Il Certamen Cicecommento di un brano del famoso oratore latino. Giorni ronianum, giunto pieni di incontri, escursioni, osservazioni, degustazioni quest’anno alla faranno scoprire ai giovani studenti una realtà, quella XXXVIII edizione, di Arpino e dell’intera provincia di Frosinone, ricca di rappresenta una storia,natura, cultura, archeologia, prodotti enogastrodelle manifestanomici. Essi, dopo la prova del venerdì, passeranno zioni di eccellenza dall’antico borgo di Civitavecchia, dove si stagliano mache qualificano la estose le Mura Megalitiche con incastonato l’Arco a Sesto provincia di FrosiAcuto e su cui svetta la Torre Medievale detta di Cicenone, che riunisce rone, al Castello di Ladislao, imponente sede della Fonad Arpino ragazzi dazione dedicata al grande e famoso scultore Umberto di diverse razze e di Mastroianni. Ammireranno i dipinti, disseminati nelle diverse lingue che chiese della città, dell’importante pittore del cinquecento nello studio della Giuseppe Cesari, detto il Cavalier D’Arpino, nella cui lingua latina trovabottega romana lavorò il Caravaggio e gli interessanti no il loro comune musei della Liuteria e della Lana. Potranno, inoltre, esterreno d’incontro e di scambio. sere apprezzati dai partecipanti non solo i prodotti tipici E’ proprio questo il valore più alto del Certamen: rivolma anche l’accoglienza dei nostri ragazzi del “Tulliano”, gersi ai giovani attraverso la lingua latina e Cicerone, insieme all’intera comunità scolastica, che guideranno e ribadendo la validità di quei principi che hanno segnato assisteranno gli ospiti nei tre giorni di permanenza ad il percorso della tradizione occidentale come l’idea di Arpino. Dunque mi auguro che tutti gli studenti, che società, di bene comune, di politica quale strumento priarriveranno per questa XXXVIII edizione del Certamen, vilegiato per elevare il corpo civile e che possono essere possano fare un’esperienza altamente formativa e diverracchiusi nella parola, humanitas. tente allo stesso tempo e portarsi a casa il ricordo di un L’auspicio è che la nuova generazione di cittadini sappia evento straordinario e indimenticabile. Voglio terminare 34 far tesoro di questa ricchezza di principi e di contenuti e con l’augurio che nei prossimi mesi l’edificio dell’antico sappia tradurli Arpino in un’azione pratica tesa alla piena reaConvitto Nazionale “Tulliano”, fondato da Gioacchino 2018 | #certamenciceronianumarpinas


Murat nel 1814 e interessato da lavori di messa in sicurezza, possa essere riconsegnato all’Istituto Comprensivo “Cicerone” di cui è parte integrante, il Liceo Classico ritornare nella sua sede storica e la struttura alberghiera messa a disposizione di una parte dei partecipanti al “Certamen” negli anni che verranno. In qualità di Preside del Liceo Classico esprimo un grande ringraziamento ai concorrenti e ai loro accompagnatori, al comitato organizzatore del “Certamen” e, in modo particolare, ai ragazzi e ai docenti del Liceo di Arpino, all’intero staff dell’Istituto Superiore “Tulliano”, alle famiglie e all’Istituto Comprensivo “Cicerone” per la disponibilità dimostrata. Prof. Bernardo Maria Giovannone Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Tulliano” e dell’I.C. “Cicerone”

Trentotto edizioni, un appuntamento che è diventato evento culturale riconosciuto a livello internazionale. Il Certamen Ciceronianum di Arpino è cresciuto e, da questa piccola e meravigliosa terra ciociara ha irradiato il cammino di migliaia di giovani studenti, che hanno trovato nella competizione l’occasione di confronto e di crescita in grado di aprire e illuminare le loro già vivaci intelligenze. Uomini di spessore e cultura come Cicerone hanno fatto la Storia della Città di Arpino, lasciando, attraverso le Idee e le parole, un’eredità sui cui insegnamenti poggiano la Società e le Istituzioni. Cicerone è un esempio ancora oggi, grazie alla forza delle parole e al valore delle Idee trasmesse nel tempo. Ciò deve spingere le giovani menti a nutrire speranze nel futuro, a ricordare che un’Idea di valore possiede ancor più forza di un’azione, e può essere tramandata e trasmessa anche oltre il tempo che ci è concesso di immaginare. Auguro ai giovani partecipanti al Certamen un futuro di valore, purchè sappiano conferire valore al loro futuro. Il mondo cambia rapidamente, gli strumenti e le conoscenze che oggi ci sembrano indispensabili sono invece provvisori e passeggeri, pronti a cedere il passo ad altre necessità, sviluppate su nuove conoscenze. La forza delle Idee è invece una certezza, possiede eternamente valore e restituisce valore a tutto ciò genera. Vi trasmetto il mio saluto, e quello di tutta la Camera di Commercio, casa delle imprese e custode dell’ingegno di un intero sistema produttivo, fatto di uomini e fatto di Idee. 2018 | #certamenciceronianumarpinas Arpino

Ringrazio il Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”, organizzatore del Certamen Ciceronianum, per il lavoro svolto anche in questa edizione nel mantenere “eccellente” il livello della manifestazione. Lunga strada al Certamen di Arpino, vessillo del valore dell’Uomo e delle sue Idee. Dottor Marcello Pigliacelli Presidente della CCIAA di Frosinone

Anche quest’anno rivolgiamo il nostro più caro saluto agli studenti e ai docenti accompagnatori che partecipano al XXXVIII Certamen Ciceronianum Arpinas, una manifestazione che, a quasi quarant’anni dalla sua prima edizione, conserva viva la sua caratteristica di incontro festoso fra giovani e studiosi di latino di tante parti d’Europa: una caratteristica che lo ha reso, e tuttora lo rende, unico nel vasto panorama dei tanti Certami che si tengono in Italia. È sicuramente molto significativo che questa occasione unica e speciale si svolga proprio nel nome di Cicerone, che, fra le tante straordinarie figure che ci hanno tramandato la cultura e lo spirito della latinità, è quella che rappresenta quasi per antonomasia la facondia latina, per riprendere la caratterizzazione che ne dà già Quintiliano: apud posteros vero id consecutus ut Cicero iam non hominis nomen sed eloquentiae habeatur. Ecco perché il ritrovarsi qui tutti insieme, da tante e lontane parti del nostro continente, per trascorrere alcune giornate dedicate al simbolo della eloquenza latina e della civiltà romana, ci dà ancora una volta l’occasione di riflettere sull’importanza e il ruolo sempre vivo della cultura classica nella società contemporanea. Prof. Mario De Nonno Prof. Paolo De Paolis Presidenti della Commissione Giudicatrice

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E’ con sommo piacere che rivolgo agli studenti partecipanti al Certamen Ciceronianum Arpinas e ai docenti accompagnatori il caloroso saluto della Fondazione Umberto Mastroianni. La cultura classica rappresenta la ricchezza e la complessità del nostro sapere, l’insieme degli strumenti concettuali di cui dispone una comunità per pensare a sé stessa e approcciarsi al mondo. Viviamo un momento storico in cui prevale una concezione utilitaristica della cultura e dell’istruzione e in cui troppo spesso il latino e la cultura classica vengono visti come un patrimonio obsoleto appannaggio di pochi. Alle affermazioni “il latino è una lingua morta!”, “lo studio del latino non serve a poco”, dobbiamo rispondere con ferma convinzione che il latino e lo studio della cultura classica è un mezzo privilegiato per prendere coscienza dello spessore storico e culturale dei popoli che della nuova Europa fanno parte. Una strada per conoscersi e riconoscersi, per giungere a un patrimonio comune, linguistico, intellettuale e culturale senza il quale saremmo incapaci di raccogliere l’ardua sfida di costruire un’Europa dei popoli (da Europa degli Stati). Con il susseguirsi delle edizioni Certamen Ciceronianum Arpinas, con l’arrivo nella Patria di Cicerone di giovani studenti da tante nazioni diverse, ogni anno si riafferma il principio che la conoscenza del latino e della cultura classica non rientrano nella sfera del ‘superfluo’ e si riafferma con grande forza il ruolo del latino quale mezzo straordinario per far nascere e crescere interazioni, incontrare idee nuove e modi di pensare nuovi che allargano la sfera del nostro comprendere e del nostro sentire. A tutti i partecipanti gli auguri migliori di vivere intensamente l’esperienza straordinaria, occasione di incontro a aggregazione, della XXXVIII edizione del Certamen. Ad majora! Ing. Andrea Chietini Presidente Fondazione “Umberto Mastroianni”

auguro, anche a questa edizione, di proseguire nel solco di quell’antica tradizione, che serve a far memoria di ciò che di più bello il passato e gli illustri uomini che hanno vissuto quel tempo, ci hanno tramandato. Agli organizzatori, docenti ed accompagnatori va il mio plauso più sincero per il contributo alla realizzazione di una esperienza straordinaria che costituisce una grande occasione di incontro e di aggregazione. La nostra Comunità, aprendosi a voi con intensa generosità, vi è estremamente grata. Ing. Prof. Gianluca Quadrini Presidente XV Comunità Montana “Valle del Liri” Ancora una volta la Banca Popolare del Cassinate supporta il Certamen Ciceronianum di Arpino, una delle manifestazioni più prestigiose del nostro territorio e che, ormai, ha assunto una rilevanza nazionale e internazionale. Anche quest’anno, dunque, la BPC ha contribuito alla realizzazione del Certamen, che in modo alto e nobile ricorda la figura di Cicerone e che trasforma la città di Arpino in uno straordinario crocevia di persone, di incontri, di esperienze, in un luogo di studio e di cultura, in cui il merito e il talento trovano il giusto spazio e la giusta possibilità di riconoscimento. E’ un modo bello di celebrare la figura di Cicerone, ricordando la sua arte oratoria, la sua esperienza civile e politica, la sua straordinaria statura culturale ed è ancora più bello pensare che si fa tutto questo dando ai giovani un’occasione importante per mettere a frutto il loro studio, il loro sapere, e tutto quanto hanno appreso sui banchi di scuola. Riscoprire e riattualizzare la cultura latina significa riscoprire le radici della nostra storia e della nostra cultura. Un plauso, perciò, agli organizzatori, e l’augurio sincero che anche questa edizione ottenga tutti i successi che merita, e sia sempre motivo di orgoglio per tutti noi e per il nostro territorio.

Anche quest’anno la XV Comunità Montana “Valle del Liri” è lieta di ospitare i partecipanti alla XXXVIII Edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas, ai quali va il mio affettuoso saluto. Questo prestigioso concorso che porta in alto a livello internazionale il nome del nostro territorio, costituisce per i giovani amanti della lingua latina un modo significativo di manifestare il proprio ingegno e la sensibilità verso una cultura ancora viva, di cui la Città di Arpino ne rappresenta la più profonda valorizzazione. È36 proprio in tal senso che, in veste di Presidente della XV Comunità Montana “Valle del Liri”, Consigliere Dott. Donato Formisano Comunale e Consigliere Provinciale nonché di docente, Presidente Banca Popolare del Cassinate Arpino 2018 | #certamenciceronianumarpinas


Arpino - 12 maggio 2017 - Cerimonia di riapertura della Torre di “Cicerone”, con la direttrice del Polo Museale del Lazio dott.ssa Edith Gabrielli e del dott. Stefano Petrocchi direttore della Torre di “Cicerone”.

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IUVENIBUS CONVENIENTIBUS AD XXXVIII CERTAMEN ARPINAS SALUTEM IN DOMINO

S

alvete iuvenes carissimi ad tricesimum octavum certamen Arpinas convenientes. Ut docet Constitutio Pastoralis de Ecclesia in mundo huius temporis Gaudium et spes, «ex sociali hominis indole apparet humanae personae profectum et ipsius societatis incrementum ab invicem pendere» (cap. II, 25). Etenim ex sociali vita, quae humanae naturae apte respondit, oriuntur utilia et pergrata vincula familiae, communitatis politicae, amicitiae. Omnes communitates – ut ait Thomas Aquinas – «coniectant aliquod bonum id est intendunt aliquod bonum sicut finem» (In octo lib. Politicorum Aristotelis expositio, lect. I). Praecipuus finis communitatis politicae est bonum commune, propter quod ipsa existit. Immo vero hoc bonum est ipse ordo qui componit multiplicem diversitatem personarum, causarum, temporum et locorum, complectens iura officiaque singulorum hominum, familiarum et variarum consociationum. Bene dicit Arpinas: «Natura sumus apti ad coetus, concilia, civitates», adeo ut «communem utilitatem nostrae anteponamus. Ut enim leges omnium salutem singulorum saluti anteponunt, sic vir bonus et sapiens et legibus parens et civilis officii non ignarus, utilitati omnium plus quam unius alicuius aut suae consulit» (De finibus, III, 63-64). Igitur memores semper sitis, iuvenes dilectissimi, fundamenti boni communis, quod exercitio vestrae libertatis atque simul virtutis semper promovendum est. Adhuc Cicero, ad publicam salutem tuendam nec non ad bonam civium cooperatio-

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nem fovendam, firmiter docet: «Unum hoc definio, tantam esse necessitatem virtutis generi hominum a natura tantumque amorem ad communem salutem defendendam datum, ut ea vis omnia blandimenta voluptatis otiique vicerit» (De re publica I, 1). Idem auctor sic laudat virtutem: «Nihil est virtute amabilius, nihil quod magis adliciat ad diligendum, quippe cum propter virtutem et probitatem etiam eos, quos numquam vidimus, quodam modo diligamus» (De amicitia, VIII, 28). Oh summum bonum probae virtutis, propter quod diligimus et recipimus omnes homines in amicitiam! «Est enim amicitia nihil aliud nisi omnium divinarum humanarumque rerum cum benevolentia et caritate consensio; qua quidem – inquit deinceps Arpinas – haud scio an excepta sapientia nihil melius homini sit a dis immortalibus datum (Ibid., VI, 20). Carissimi corde opto ut vos, amicis abundantes et bonum commune totius humanae familiae colentes, semper persequamini vias quae fraternum colloquium hominum faveant et magis ac magis pacem inter populos expediant. Valete quam optime. In coenobio Montis Casini, d. XII m. Maii a. MMXVIII. DONATUS OGLIARI Abbas Montis Casini


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La versione della 37° edizione Qua causa quaque ratione cicero ad philophiam reversus sit Quamquam libri nostri complures non modo ad legendi, sed etiam ad scribendi studium excitaverunt, tamen interdum vereor ne quibusdam bonis viris philosophiae nomen sit invisum mirenturque in ea tantum me operae et temporis ponere. Ego autem quam diu res publica per eos gerebatur, quibus se ipsa commiserat, omnes meas curas cogitationesque in eam conferebam.Cum autem dominatu unius omnia tenerentur neque esset usquam consilio aut auctoritati locus, socios denique tuendae rei publicae summos viros amisissem, nec me angoribus dedidi, quibus essem confectus, nisi iis restitissem, nec rursum indignis homine docto voluptatibus. Atque utinam res publica stetisset quo coeperat statu nec in homines non tam commutandarum quam evertendarum rerum cupidos incidisset! Primum enim, ut stante re publica facere solebamus, in agendo plus quam in scribendo operae poneremus, deinde ipsis scriptis non ea, quae nunc, sed actiones nostras mandaremus, ut saepe fecimus. Cum autem res publica, in qua omnis

mea cura cogitatio opera poni solebat, nulla esset omnino, illae scilicet litterae conticuerunt forenses et senatoriae. Nihil agere autem cum animus non posset, in his studiis ab initio versatus aetatis existimavi honestissime molestias posse deponi, si me ad philosophiam retulissem. Cui cum multum adulescens discendi causa temporis tribuissem, posteaquam honoribus inservire coepi meque totum rei publicae tradidi, tantum erat philosophiae loci, quantum superfuerat amicorum et rei publicae tempori. Id autem omne consumebatur in legendo , scribendi otium non erat. Maximis igitur in malis hoc tamen boni assecuti videmur, ut ea litteris mandaremus, quae nec erant satis nota nostris et eran cognitione dignissima. Quid enim est, per deos, optabilius sapientia, quid praestantius, quid homini melius, quid homine dignius? Hanc igitur qui expetunt, philophi nominantur, nec quicquam aliud est philosophia, si interpretari velis, praeter studium sapientiae.

TRADUZIONE Sebbene le mie opere abbiano suscitato in molti il desiderio non solo di leggere, ma pure di scrivere, non di meno a volte temo che certi benpensanti abbiano in odio la filosofia e si meraviglino che io dedichi ad essa così tanta fatica e così tanto tempo. Però, finché lo stato veniva governato da coloro ai quali esso stesso si era affidato, fu ad esso che io rivolsi tutte le mie cure ed i miei pensieri. Invece, da quando tutti i poteri sono stati tenuti in pugno dal dominio di una sola persona, e non ci fu più occasione alcuna di dar voce ai propri pensieri ed alla propria volontà, e persi quei grandi uomini ch’ebbi come compagni nel proteggere lo stato, non mi abbandonai alla tristezza, dalla quale sarei stato ucciso se non le avessi opposto resistenza, né, all’opposto, a dei piaceri indegni di un uomo di cultura. E magari lo stato fosse stato ancora ben saldo com’era ai suoi inizi e non si fosse imbattuto in uomini desiderosi non tanto di riformare le istituzioni, quanto di sovvertirle. Infatti anzitutto profondemmo più impegno nell’agire che non nello scrivere, come solevamo fare un tempo quando lo stato era ben stabile, e in secondo luogo affideremmo a quegli stessi scritti non le cose che gli affidiamo ora, ma i nostri atti, come spesso facemmo. Invece, da quando lo stato, cui solevano essere indirizzati ogni mia cura, ogni mio

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pensiero, ogni mia attenzione, è stato del tutto esautorato, si ammutolì, purtroppo, la voce di quella produzione letteraria, legata alle attività forensi e senatorie. Poiché dentro di me sentivo che non potevo far nulla, pratico com’ero sin dalla giovinezza di questi studi, ritenni che le pene potessero essere nel modo più dignitoso abbattute se fossi tornato ad occuparmi di filosofia. Sebbene da ragazzo avessi ad essa dedicato molto tempo per apprenderla, da quando cominciai ad assumere cariche pubbliche e donai tutto me stesso allo stato, rimaneva per la filosofia quel tanto di tempo che avanzava da quello dedicato agli amici e allo stato. Questo tempo, poi, era tutto impegnato a leggere, non avevo tempo libero per scrivere. Pure in mezzo a grandissimi mali, perciò, mi pare tuttavia di aver conseguito questo buon risultato: di affidare a degli scritti quelle cose che non erano sufficientemente note ai Romani e massimamente degne di essere conosciute. Cosa c’è infatti, per gli dei, di più desiderabile della conoscenza, cosa c’è di più importante , cosa di migliore per l’uomo, cosa più degna dell’uomo? Perciò quanti tendono ad essa sono chiamati filosofi e la filosofia non è altro, se volessi darne una traduzione, se non l’amore per la conoscenza.


COMMENTO Saggio esemplare della prosa filosofica divulgativa ciceroniana, il brano proposto si configura come collettore e sintesi eccezionale di una grande molteplicità dei tratti caratteristici dell’autore e dal punto di vista stilistico-formale e sotto l’aspetto contenutistico- concettuale. Posto all’inizio del secondo libro del De officiis, di cui costituisce i primi quattro capitoli, il passo ha, negli intendimenti dell’autore, la finalità di giustificare l’essere stesso dell’opera, assolvendo così ad una funzione per così dire “matematica”, che va oltre cioè la materia propriamente trattata nell’opera (l’utile, l’honestum ed un loro eventuale conflitto, nel caso specifico del De officiis), come è norma d’altronde nelle sezioni proemiali della maggior parte delle opere letterarie. Se dunque al principio del primo libro, nel proemio, al figlio Marco, aveva dichiarato le finalità dell’opera, integrare la dottrina del figlio stesso in materia di filosofia morale con uno scritto in lingua latina che fosse di complemento agli studi che questi aveva intrapreso ad Atene e a quanto lì aveva appreso dalla lettura di testi greci e dall’esempio vivente dei suoi maestri, qui, nel secondo libro propone una questione non meno importante: giustificare, come si diceva prima, il motivo per cui egli, Cicerone, si fosse dedicato così fortemente agli studi filosofici anziché alla politica, perché, andando contro il costume tradizionale romano, al negotium abbia preferito l’otium. Cosa questa che egli temeva potesse valergli il biasimo

di “quidam boni viri”, non differentemente da come nell’exordium della In Quintum Caecilium divinatio non aveva sentito la necessità di giustificare il proprio passaggio dalla consueta attività di avvocato a quello di accusatore. Ecco dunque il primo tratto caratteristico dell’autore che emerge dal brano cui sopra si faceva riferimento. Cicerone, tutto preoccupato nel conformare il più possibile la propria vita alle proprie parole ed alle proprie idee è un autore che sente la necessità di giustificare la propria produzione (ovvero la propria attività forense) quando sente che essa possa dare, anche remotamente, l’idea di essere in contrasto con i suoi principi. Cicerone non cerca scuse. Non pago dell’apprezzamento ricevuto dalle sue opere, non usa tale successo come facile scusa ma intende giustificarsi mantenendosi fedele al proprio valore. Apre il brano (ed il secondo libro, dunque prima di immergersi nuovamente nella trattazione filosofica) con una subordinata concessiva introdotta dal quamquam che campeggia in posizione di rilievo ad inizio frase (e dunque, ripetiamo, ad inizio libro), che trasmette precisamente il senso di voler trovare giustificazioni “a posteriori” alla sua scelta della filosofia (cosa che avrebbe tolto ovviamente a tale scelta il valore derivante dalla consapevolezza “a priori” con cui essa viene operata). A rendere conto della sua decisione Cicerone chiama invece le mutate condizioni politiche: la tesi sostenuta è che, per dirla in breve, non è stato Cicerone a tradire la politica, ma questa a tradirlo, giacché egli, finché fu vigente l’assetto costituzionale repubblicano pose tutte le sue curae cogitationesque (stilema ricorrente: cfr. righe 5 e 13/14) nel provvedere allo stato. Si è parlato di tesi sostenuta perché, a ben vedere è questo un altro tratto precipuo del personaggio-Cicerone che emerge dal brano; pur di sotto la veste filosofica divulgativa la prosa ciceroniana mantiene in sé quella fibra “forense, giudiziaria” per così dire che la porta, anche in opere di tutt’altro genere, ad assumere toni e contenuti desunti dalla lunga esperienza e dalla vasta produzione giudiziaria. L’autore si difende quindi, come si diceva, attribuendo la colpa della fine del suo operare politico alla deriva oligarchica- autoritaria patita dallo stato romano nella seconda metà del I sec. a.Chr.n. (principalmente il primo triunvirato e la “dittatura” cesariana). Ecco allora che Cicerone fa qui partire un serrato confronto tra passato (più o meno recente) e presente che proseguirà per i successivi due capitoli, confronto che sfocia presto e facilmente in una laudatio temporis acti che ha il suo apice nell’enfatica esclamazione che apre il secondo capitolo e assumendo per sé i panni che dovevano stargli piuttosto comodi del

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laudator temporis acti. Ed ecco dunque apparire in tale laudatio un altro tratto saliente della produzione ciceroniana: non solo come facilmente e forse banalmente si potrebbe notare il suo caratteristico attestarsi su posizioni politiche piuttosto conservatrici, ma pure, più difficile da notare, quel tono cupo, quell’atteggiamento sconsolato, quella fosca percezione di una moltitudine di sciagure incombenti che informa e permea buona parte della sua produzione più tarda. C’è in queste parole lo stesso dispiacere per la morte di Ortalo mostrato nel Brutus (qui forse rievocata dall’amittere summos socios) la stessa atmosfera afflitta di certi passi del Cato maior la medesima, infine, acerba sane recordatio di cui leggiamo all’inizio del terzo libro del De oratore. Nel corso della difesa della propria scelta della filosofia si nota poi, come è d’abitudine nell’oratoria giudiziaria, cosa questa che conferma la felicità di un accostamento del passo ad un pezzo di tal genere di produzione oratoria, una cura costante seppur poco esibita all’ºqopoi…a alla costruzione dell’Ãqoj di se stesso, un’aÜto-ºqopoi…a potremmo dire. Che cosa dunque vuole Cicerone che si pensi di lui da come egli stesso si descrive? è presto detto: anzitutto che egli è un cittadino politicamente cosciente ed impegnato. Non gli basta (riga 3ss.) dire di essersi dedicato effettivamente alla vita pubblica, ma pure con l’esclamativa ed il secondo periodo del secondo capitolo, che era ben meglio, per lui, poter continuare a fare così. Secondariamente (quarto paragrafo) l’appassionato elogio della filosofia (che ha molto l’aspetto, volendo mantenere la lettura oratoria-giudiziaria del passo, di una peroratio), rende l’idea di Cicerone come di un grande amante della conoscenza e, più difficile da individuare perché meno esibito, mostra il proprio vanto di essere grande divulgatore di filosofia presso i Romani. Oltre all’ardente lode esplicita della conoscenza, egli infatti si mostra pure fine conoscitore di filosofia (cfr. versatur, riga 16), ma pure l’idea stessa che anima il discorso, l’idea della filosofia come medicamentum curae, medicina contro gli affanni della vita, dottrina desunta dalle filosofie ellenistiche e, soprattutto da quella epicurea che, pur sempre avversata doveva essere ben nota a Cicerone; esalta i propri meriti di “mediatore culturale” fra Grecia e Roma (righe 22/23); dà davanti agli occhi del lettore un saggio della sua opera. All’ultima riga infatti egli dice cosa sia la filosofia si interpretari velis. Quello che qui l’autore stia facendo è, come si nota, qualcosa di più che una semplice definizione.

Interpretari è infatti qualcosa di più che il semplice “spiegare, illustrare” poiché l’interpres è fra l’altro, anche il traduttore, e quella dell’interpretium, come analizza approfonditamente il Bettini (cfr. vertere), ovvero lo scambio commerciale, è una delle metafore concettuali legate all’atto che noi chiamiamo traduzione. E non a caso le due parole con cui egli traduce la parola filosofia sono studium termine latino con cui egli rende la sfera semantica greca della radice fiλ e sapientiae che similmente, rende in latino la sfera semantica della radice greca sof. Ma oltre che per i contenuti il passo è esemplare della scrittura ciceroniana anche per lo stile. L’argomentare procede ordinatamente per periodi ampi, ricchi di subordinate e coordinazioni, tesi a mettere in luce i rapporti logici tra i concetti, spesso contrapponendo alternativamente, come si diceva, presente e passato. Il secondo periodo del primo capitolo parla infatti del passato cui è contrapposto, nel secondo, il presente. Sempre al presente fanno riferimento i primi due periodi del secondo capitolo, al passato invece il terzo, creando così un’architettura chiastica nell’esposizione dei concetti. Ovunque presente la concinnitas nella strutturazione del discorso, ovunque simmetrie, corrispondenze ed opposizioni (esemplare l’antitesi alla riga 21 malis ... bonis) che fanno del brano un chiaro esempio dello stile ciceroniano.

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Vincitori dell’edizione 2017 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10)

Giacomo Troiano del Liceo Classico “Augusto” di Roma Theresa Velten dell’Albertus-Magnus-Gymnasium di Regensburg, (Germania) Sebastian Gerstner del Gymnase Cantonal de la Cité di Lausanne, (Svizzera) Beatrice Carminati del Liceo Classico “E. Cairoli” di Varese Ròbert Szirmai del V. Keruleti Eotvos Jòzsef Gimnazium di Budapest, (Ungheria) Alessio Iannarilli dell’I. I. S. “L. Pietrobono” di Alatri Elisa Umbertini di Liceo Classico “Virgilio” di Mantova Maarten De Coen del Sint-Janscollege di Sint-Amandsberg, (Belgio) Edoardo Manni del Liceo Classico di Casarano (Lecce) Bernhard Ingenlath del Canisius Kolleg Gymnasium di Berlino, (Germania)

MENZIONI ONOREVOLI Filippo Villaggi del Liceo Classico “Benedetto Cairoli” di Vigevano Marta Kontic del Klasicna Gimnazija di Zagreb, (Croazia) Bartlomiej Tomasz Dziedzic del Publiczne Liceum Ogolnoksztalcace Uniwersytetu L. di Lodz (Polonia) Zoe Nicolai dell’Albert-Schweitzer-Gymnasium di Kaiserslautern, (Germania) Sandra Perosa del Bekasmegyeri Veres Peter Gimnazium di Budapest (Ungheria) 1980 1981 1982 1083 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017

Stefano Scialla Emilio Girino Michele Colonna Nicoletta Fossati Cristina Biasinutto Gabriele Altana Simone Saccaro Livio Trusolino Maria Zanichelli Roman Sonsnowski Thomas Rüfner Francesco Bosco Chiara Povero Massimo Di Maio Daniele Filippi Rita Kopeczky Andrea Cavanna Marco Cerasoli Guido D’Alessandro Myriam Schleiss Di Nardo Marco Leoni Giacomo Maria D’Amanti Emanuele R. Tomas Alessandro Schellhaas Barbara Merlo Giovanni Elia Rudoni Roberto Tonelli Alice Parialò Ilaria de Regis Grenga Enrico Schettini Glauco Jakob Rappenglück Alfieri Nico Quaglierini Jacopo Francesca Di Giovanni Arminio Mariachiara Giacomo Troiano

Liceo “Plauto” Liceo “C. Balbo” Liceo “La Farina” Liceo “G. Galilei” Liceo “A. Pigafetta” Liceo “V. Monti” Liceo “Galvani” Liceo “M. D’azeglio” Liceo “L. Ariosto” Liceo “E. Plater” Liceo “Vinzenz Pallotti Kolleg” Liceo “E. Repetti” Liceo “G. F. Porporato” Liceo “Plinio Seniore” Liceo “G. Carducci” Liceo “Patrona Hungha Liceo “A. Monti” Liceo “Benedetto da Norcia” Liceo di “Imbriani” Liceo Ginnasio de “Burier di La Tour de Peilz” Liceo “Beccaria” Liceo “Niccolini-Guerrazzi” Liceo “S. Canizzaro” Liceo “M. Morelli” Liceo “N. Cusanus” Gymnasium Liceo C. “E Montale” Liceo Classico “G. Alberto” Liceo “Muratori” Liceo classico “Maurolico” Liceo Classico “Giulio Casiraghi” Liceo Classico “Dante Alighieri” Liceo “Terenzio Mamiani” Wilhelms Gymnasium Liceo Classico “Mario Pagano” Liceo Classico “Virgilio” Liceo Classico “V. Alfieri” Liceo Scientifico “A. Calini” Liceo Classico “Augusto”

Roma (Ed. Regionale) Casale Monferrato Messina Pisa Vicenza Cesena Bologna Torino Reggio Emilia Sosnowiec (Polonia) Rheinbach (Germania) Carrara Pinerolo (TO) Castellamare di Stabia (NA) Milano Budapest Chieri (TO) Roma Pomigliano d’Arco (Na) Svizzera Milano Livorno Vittoria (RG) Vibo Valentia Gladbach (Germania) San Donà di Piave (VE) Novara Modena Messina Cinisello Balsamo (MI) Latina Roma Monaco (Germania) Campobasso Empoli (FI) Torino Brescia Roma

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Brindisi - 6 dicembre 2017 - “Brindisi Portus Apertus”

Arpino - 16 aprile 2018 - “Cicerone e il diritto di cittadinanza”

Si ringraziano per il contributo e la collaborazione alla realizzazione della 38ª ed. del Certamen

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“TENEBRE”, L’ULTIMA DISPERATA BATTAGLIA DI CICERONE di Antonella Prenner Roma, Idi di Marzo del 44 a.C. Nella notte di sangue che ha cambiato il corso della storia antica, Marco Tullio Cicerone riceve una tremenda profezia: Giulio Cesare, che giace cadavere trafitto dai pugnali dei congiurati, gli appare in sogno e gli rivela il giorno della sua morte. Angoscia, sgomento e attesa dei fati si fondono nell’animo di Cicerone alla speranza di restituire la libertà a Roma.Ma la realtà diventa di giorno in giorno più dura e sangue chiama altro sangue. La funesta guerra civile, ormai inevitabile, non risparmierà nessuno. L’intensa voce narrante di Cicerone, protagonista di questo mirabile romanzo, si rivolge a Tullia, figlia diletta e troppo presto strappata al suo amore di padre. A lei e a noi racconta la fine della sua vita e del sogno della libertà, gli intrighi e i drammi di un tempo irripetibile. Antonella Prenner - Filologa e latinista, insegna all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha scritto numerosi e importanti studi sulla letteratura antica. Tenebre è il suo primo romanzo.

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Il Premio speciale degli Ambasciatori “Antonio Gabriele” VIII Edizione 2018 - Opera dell’artista Heidi Fosli

Heidi Fosli è nata a Sandefjord in Norvegia nel 1961. L’artista, cresciuta nel paese natale, si trasferisce negli Stati Uniti dove vive per 7 anni, ed attualmente lavora dividendosi tra i suoi studi di Oslo e di Arpino, sua cittadina adottiva. Ha ricevuto più di 20 premi internazionali e nel 2016 ha ricevuto una medaglia di bronzo per il suo lavoro dalla prestigiosa accademia Arts-Sciences-Lettres di Parigi. Vittorio Sgarbi si è occupato della sua produzione scrivendo una recensione personalizzata sull’arte di Fosli, al pari dell’autore e critico d’arte Costanzo Costantini che l’ha definita “Figlia di Ibsen e Munch”. Heidi Fosli si è laureata in psicologia presso l’Università di Oslo con indirizzo antropologia e sociologia, e ha studiato arte all’Academy of Art negli Stati Uniti. Le sue opere sono presenti in collezioni di musei d’arte permanenti negli Stati Uniti, in Danimarca e in Italia. Dal 2006 Heidi Fosli ha esposto in 26 mostre personali e in più di 70 collettive in musei e gallerie nel mondo, compresa Cina e Stati Uniti. Heidi Fosli lavora con pittura ad olio in senso figurato, astratto e intuitivo, e al centro della sua

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arte si trovano rappresentazioni umane depersonalizzate in stile impressionista. Ispirata a Claude Monet e al simbolismo di Munch con la sua produzione cerca di rispecchiare la società di oggi e di evidenziare le sfide sociali in una prospettiva globale. Le sue opere sono state acquisite da musei e collezionisti di tutto il mondo e restano tra le più vendute in Norvegia.


L’accoglienza degli Ambasciatori del Certamen

Gli Ambasciatori si propongono di tenere alto nel mondo il nome di Arpino e del Certamen Ciceronianum Arpinas, di diffondere i valori della cultura classica e degli insegnamenti del grande oratore arpinate Marco Tullio Cicerone, anche attraverso lo studio di una lingua che è ancora operante nel rivelare le radici linguistiche e culturali di ampia parte della civiltà europea ed occidentale. L’Associazione AMBASCIATORI DEL CERTAMEN, alla quale aderiscono coloro che hanno partecipato ad un’edizione della manifestazione e quanti hanno a cuore il successo della stessa, ha come obiettivo rinverdire e tenere vivi i legami con la Città di Arpino rinsaldando i sentimenti di amicizia fra gli ex studenti liceali e fra i docenti partecipanti al Certamen Ciceronianum Arpinas. A tal fine, mettendo a disposizione l’esperienza dei propri Ambasciatori, collabora all’organizzazione del Certamen al CENTRO STUDI UMANISTICI M.TULLIO CICERONE e del PREMIO ARPINO CITTA’ DI CICERONE, e delle altre attività culturali di respiro europeo inerenti la conservazione della memoria storica, lo svolgimento e la promozione del Certamen Ciceronianum Arpinas. Un caloroso saluto di benvenuto è rivolto a tutti i partecipanti al XXXVIII Certamen dagli AMBASCIATORI DEL CERTAMEN: Valentino GABRIELE (presidente), Marco IAFRATE (WebMaster), Anna BARONCINI, Alessandra BIANCALE, Federico BIANCHI, Francesco BIANCHI, Simona BUTTARAZZI, Luca CARDINALI, Chiara CAPPERUCCI, Alice CASINELLI, Fabrizio CASINELLI, Andrea CHIETINI, Giulia COCCO, Paolo D’ARPINO, Daniele DEL MONACO, Tommaso DE SANTIS, Andrea DI SARRA, Silvia DI VIZIO, Gianluca FRACASSO, Chiara GABRIELE, Gianluca GABRIELE, Lucrezia GABRIELE, Paola GABRIELE, Pierpaolo GRADOGNA, Gianni GRECO, Mara GRECO, Fabrizio IAFRATE, Loredana IAFRATE, Pierluigi MACIOCE, Vincenzo MACIOCE, Michela MARTINO, Vincenzo MAR-

ZIALE, Enzo MASTROIANNI, Greta MASTROIANNI, Antonio MUSCEDERE, Veronica MUSCEDERE, Natalia LOYOLA, Donatella LOIOLA, Marco MARTINO, Ludovica MARCELLI, Marco NOTARGIACOMO, Francesco OTTAVIANI, Gianluca PALLISCO, Eleonora PANICCIA, Marco PARRAVANO, Gerardo PISANI, Enrico QUADRINI, Gianluca QUADRINI, Simona QUAGLIERI, Alessia REA, Carlo REA, Claudio REA, Isabella REA, Luca REA, Luciano REA, Renato REA, Virgilio REA, Antonio REDIVIVO, Domenico REDIVIVO, Emanuele RICCI, Angela ROMANO, Francesco ROTONDI, Giulia ROTONDI, Irene ROVARDI, Giulia SACCHETTI, Sonia SCHIAVO, Cristiano SCIUCCA, Serena SCIUCCA, Luana SEMENTILLI, Claudio SERA, Anna Lucia TUZI, Ettore VOZZA.

Pagina facebook: Ambasciatori Del Certamen email: ambasciatori.ciceronianum@gmail.com

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