15 Giorni - Numero 138 - 10 Dicembre 2021

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GUBBIO Il portale web di informazione sull’attualità eugubina VENERDÌ 10 DICEMBRE 2021 ANNO IX NUMERO 138

quindicinale d’informazione www.15giorni.it

RESTA UN SOGNO NIENTE LAVORI E PROSPETTIVE TERRIBILI PER IL TRATTO A OVEST, DA MOCAIANA AL BIVIO PER PIETRALUNGA, DELLA STRADA STATALE PIAN D’ASSINO. L’IMPRESA COLLINI LAVORI SPA È PRONTA A RITIRARSI PERCHÉ L’APPALTO NON BASTA A COPRIRE L’AUMENTO INCONTROLLATO E CONTINUO DEL COSTO DELLE MATERIE PRIME. SONO GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA, DIVENTATA UN DRAMMA ECONOMICO OLTRE CHE SANITARIO

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COPERTINA

AUMENTANO I COSTI, NIENTE LAVORI SULLA PIAN D’ASSINO L’IMPRESA COLLINI LAVORI SPA, CON SEDE A TRENTO, PRONTA A RITIRARSI PERCHÉ I 54 MILIONI DELL’APPALTO NON BASTANO PIÙ. SUL TRATTO APPALTATO, RUSPE MAI VISTE DAL FEBBRAIO 2017 TRA LUNGAGGINI TECNICO-BUROCRATICHE, PRESSIONI E SOLITE PROMESSE FUMOSE DEI POLITICI DI TURNO. LA REGIONE PROMETTE DI INTERVENIRE. E NON SI PLACANO LE PROTESTE PER GLI INTERVENTI INFINITI SUGLI ALTRI TRATTI DI STRADA ATTORNO A GUBBIO Inutile cercare qualche ruspa in azione sulla strada statale Pian d’Assino nel tratto a ovest tra Mocaiana e il bivio per Pietralunga. Non la troverete mai, non c’è mai stata da quando Anas ha appaltato i lavori di ammodernamento su un prospetto progettuale nato peraltro già vecchio ai tempi di Goracci sindaco per le proverbiali fobie della sinistra pseudo ambientalista. C’era da aspettarselo che l’aumento incontrollato e continuo delle materie prime, dopo la folle gestione della pandemia che ha fatto crollare l’economica, avrebbe avuto effetti nefasti sulle opere pubbliche. Arrivano pessimi segnali sulle prospettive per la vecchia decrepita Pian d’Assino, come conseguenza legata al Coronavirus diventata un dramma economico oltre che sanitario. L’impresa Collini Lavori Spa, con sede a Trento, si ritira dopo aver fatto due conti scoprendo che i 54 milioni previsti dal capitolato non sarebbero più sufficienti a coprire le spese per i materiali destinati alla realizzazione del percorso di 3,7 chilometri che comprende il nuovo svincolo di Pietralunga, tre gallerie lunghe complessivamente 1,3 chilometri (circa il 35 per cento del tracciato), quattro viadotti e tre sottopassi. La Regione promette di intervenire per rimediare alla situazione, ma su tempi, modi e prospettive ci sarà nel migliore dei casi da pazientare parecchio. IL CALVARIO Dall’8 febbraio 2017, quando Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’esito della gara d’appalto, non è stato realizzato manco mezzo metro tra le lungaggini tecnico-burocratiche, le pressioni e le solite promesse fumose dei politici di turno. Lo scenario che si sta aprendo è terribile: questa strada, da Mocaiana a Montecorona e all’innesto con la E-45, è ormai diventata una mulattiera prigioniera di mezzi soprattutto pesanti coi pericoli all’ordine del giorno. Le complicazioni economiche stanno diventate insormontabili e il sindaco Filippo Mario Stirati ha informato i consiglieri comunali della situazione. La faccenda è rimasta a lungo nella ristretta cerchia politico-istituzionale, senza prese di posizione ufficiali, lasciando ignara l’opinione pubblica, mentre con Anas restano i rapporti formali del sindaco ben lontani dagli umori fortemente critici popolari per come viene gestita la viabilità del territorio. I BUONI PROPOSITI I lavori non sono stati avviati neanche dopo il superamento dei problemi burocratici del 2017 quando è cessata la validità della Via (Valutazione di impatto ambientale). Da quel febbraio 2017 la Collini aveva a disposizione 40 mesi per completare le opere, Lo svincolo a Mocaiana compresi 120 giorni per

di MASSIMO BOCCUCCI

la redazione del progetto esecutivo poi approvato da Anas. L’appalto è stato aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, considerando oltre al prezzo anche il pregio tecnico, le caratteristiche ambientali, la cantierizzazione e le fasi di lavoro, valorizzando le proposte che hanno previsto di ottimizzare la realizzazione delle gallerie, ridurre il consumo energetico degli impianti tecnologici, migliorare le condizioni di sicurezza, utilizzare materiali con caratteristiche tali da minimizzare le esigenze manutentive e realizzare interventi paesaggistici e ambientali finalizzati al migliore inserimento delle opere nel contesto. Tutte belle parole, seguite da zero fatti e ora a forte rischio di restare tali. Da Mocaiana al bivio per Pietralunga si dovrà sperare in un colpo di scena, mentre non si parla più delle prospettive del tratto dal bivio per Pietralunga a Montecorona. Campa cavallo. SINDACATI ARRABBIATI Anas è nel mirino dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil dell’Alta Umbria (“Siamo fortemente preoccupati per l’ulteriore stop ai lavori”), ritenendo questo tratto di viabilità “fondamentale per lo sviluppo del territorio e per il collegamento infrastrutturale. È necessario che vengano superate le criticità messe in evidenza dalla rinuncia della stessa azienda, trovando soluzioni tecniche e giuridiche utili, con una revisione dei prezzi condivisa, perché i lavori possano partire quanto prima. È altresì necessario che Anas e Regione dell’Umbria agiscano in maniera celere e coordinata, affinché vengano riattivate le procedure per l’assegnazione dei lavori”. APPELLO AI COMUNI Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre che i Comuni di Gubbio, Umbertide e Pietralunga attivino tutte le iniziative necessarie visto che i lavori avrebbero dovuto iniziare nel 2017 e non sono mai partiti. “Insieme alle nostre strutture di categoria - sottolineano i sindacati -, a partire da Fillea Filca Feneal, che rappresentano i lavoratori occupati nei cantieri coinvolti, metteremo in campo tutte le azioni di mobilitazione necessarie a richiamare l’attenzione su questa incompiuta e per sollecitare tutte le soluzioni possibili per lo sblocco delle procedure”. QUANTI PROBLEMI Disagi e proteste per i lavori infiniti lungo le strade che circondano Gubbio tra i cantieri infiniti a est sulla bretella della Perugia-Ancona e verso ovest sulla E45 dopo il lungo risanamento sulla Pian d’Assino alla media di circa un chilometro e mezzo al mese (22 chilometri in 18 mesi). Anas sulla strada statale 318 tiene aperta una sola carreggiata in doppio senso di marcia “per circa tre chilometri al fine di consentire i lavori di consolidamento della carreggiata interessata da una frana e al contempo i lavori di ristrutturazione di un viadotto”.

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ATTUALITÀ

AREA TECNICA, A GENNAIO SI DECIDE IL NUOVO DIRIGENTE PER LA SUCCESSIONE DI LUIGI CASAGRANDE SARÀ ATTIVATA LA CONSUETA FORMULA DELL’INCARICO FIDUCIARIO, IN CARICA PER TRE ANNI. UNA COMMISSIONE FARÀ UNA PRIMA VALUTAZIONE, POI CI SARÀ UN ULTERIORE COLLOQUIO CON I CANDIDATI RITENUTI ADEGUATI. SARÀ DI STIRATI L’ULTIMA PAROLA PER LA SCELTA Niente concorso pubblico, per titoli ed esami, per la successione dell’ingegnere Luigi Casagrande, lo storico dirigente dell’area tecnica che sta consumando gli ultimi giorni di lavoro perché ormai prossimo alla pensione. La Giunta Stirati non ha intenzione di procedere alla sostituzione attraverso il concorso pubIl sindaco Stirati blico per affidare il settore dei lavori pubblici, patrimonio, manutenzioni e aree interne. Ci sarà l’interim di Francesco Pes e poi è attesa la formula della nomina fiduciaria, che la normativa consente con un sistema di spoils system all’eugubina, valutando i curricula degli aspiranti col prescelto che rimarrà in carica tre anni, peraltro quando Stirati terminerà il suo secondo e ultimo mandato che scadrà nel 2024. All’Albo Pretorio online, nella sessione Bandi e concorsi del sito internet del Comune di Gubbio, al link https://gat.to/58k0r, è stato pubblicato un avviso pubblico di selezione per curriculum e colloquio per l’individuazione del dirigente. Gli interessati dovranno far pervenire al Comune, ufficio Protocollo, apposita istanza entro e non oltre il 3 gennaio 2022. Le domande dovranno anche contenere un dettagliato curriculum vitae professionale e formativo. Verrà insediata una commissione e il colloquio si terrà in forma pubblica con la trattazione delle seguenti tematiche: aspetti manageriali; aspetti tecnico-amministrativi generali; aspetti tecnici specifici per l’incarico da conferire, accertamento del livello di conoscenza della lingua inglese, nonché delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse. La commissione relazionerà al sindaco in merito agli esiti della valutazione. Successivamente il sindaco individuerà il contraente fra i candidati appartenenti alla fascia di merito adeguato sulla base di un ulteriore colloquio, riservato solo

di MASSIMO BOCCUCCI

a questi ultimi e mirato a valutare gli aspetti motivazionali legati al conferimento dell’incarico, anche in rapporto agli obiettivi del manL’ing. Luigi Casagrande dato amministrativo. I colloqui con la commissione si svolgeranno presso la sala Trecentesca di palazzo Pretorio il 20 gennaio, mentre quelli col sindaco dei soli candidati che avranno avuto un giudizio di merito adeguato si svolgeranno presso l’ufficio dello stesso Stirati il 31 gennaio. LE STRATEGIE Per il concorso bisognerà dunque attendere almeno il 2024 e non è detto, visto che il prossimo sindaco potrebbe decidere di rinnovare l’incarico fiduciario allo stesso professionista oppure nominarne un altro con un’altra procedura selettiva discrezionale. Si conferma il trend al Comune di non effettuare concorsi pubblici ma di assegnare ruoli e incarichi mediante nomine fiduciarie o attingendo da personale e graduatorie di altri enti, lasciando al contempo al proprio posto, con l’aggiunta di gratifiche di posizione ed economiche, per dipendenti che hanno procedimenti penali in corso. Sull’assenza di concorsi pubblici ha polemizzato l’ex sindaco Orfeo Goracci suscitando gli strali della maggioranza che gli ha ricordato di essere sotto processo con accuse che riguardano pure la gestione del personale comunale. IL QUADRO ATTUALE Con la partenza di Casagrande restano come dirigenti Francesco Pes al settore urbanistica, territorio e ambiente, Raoul Caldarelli sociale, cultura e turismo, Daniela Franceschetti all’economico-finanziario (viene dalle Marche e ha vinto l’ultimo concorso), con Claudia Bianchi segretario generale. L’area tecnica ha già perso per collocamento a riposo l’ingegnere Raffaele Santini (ambiente e patrimonio) che ai tempi di Orfeo Goracci sindaco venne inserito dividendo in tre settori l’area tecnica.

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ATTUALITÀ

LE SFIDE DI ALESSIO TRA UN INTERVENTO E L’ALTRO

di MASSIMO BOCCUCCI

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L’OSPEDALE DI CESENA SEGUE DA VICINO IL GIOVANE RIMASTO USTIONATO NELL’ESPLOSIONE DEL 7 MAGGIO SCORSO A CANNE GRECHE .IL DICIOTTENNE È IMPEGNATO IN UNA LUNGA RIABILITAZIONE CON DIVERSE COMPLICAZIONI

Complicazioni sul percorso di riabilitazione che sta affrontando Alessio Cacciapuoti, il giovane eugubino che l’8 giugno scorso ha compiuto 18 anni e un mese prima è rimasto coinvolto nell’esplosione con incendio costata la vita al diciannovenne Samuel Cuffaro e alla cinquantaduenne Elisabetta D’Innocenti nell’edificio adibito a laboratorio per la cannabis light a scopi terapeutici e olii essenziali dell’azienda Green Genetics a Canne Greche. Da quel 7 maggio la sua vita è stravolta, pur se la capacità di reagire l’ha mostrata già nei momenti più difficili della corsa in ospedale con il trasferimento in elicottero in Romagna. Il ragazzo è dovuto tornare in questi giorni al centro grandi ustionati del nosocomio Bufalini di Cesena per sottoporsi a un intervento chirurgico particolarmente delicato, accanto a un’altra serie di operazioni che erano state già programmate dallo staff sanitario. Accanto a lui i genitori Patrizia e Biagio, con i parenti e tanti amici che gli fanno tanto sentire costantemente affetto e vicinanza. LE PREOCCUPAZIONI L’avvocato Francesca Pieri, che assiste come legale la famiglia, ha fatto sapere dei risvolti legati alle condizioni fisiche e psicologiche per le conseguenze di quella tragedia sul lavoro. Il quadro clinico

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a Cesena e quello riabilitativo a Passignano sul Trasimeno, oltre al sostegno psicologico, sono complessi da gestire. Si attendono invece novità dalle indagini, con gli inquirenti impegnati a risalire alle precise cause e alle responsabilità attraverso il ricorso alle perizie, aspettandosi peraltro un contributo importante dalla testimonianza proprio di Alessio, tornato a casa il 23 luglio scorso dopo aver lottato per vivere a causa delle gravissime ustioni riportate. Il giovane, che ha perso una gamba, è stato un mese in coma farmacologico al Bufalini subendo numerosi interventi chirurgici, sempre sostenuto dai familiari, oltre che dai tanti amici e le istituzioni per l’impegno diretto dell’amministrazione comunale. LE INDAGINI Alessio è un testimone chiave per ricostruire ogni passaggio di quella drammatica giornata, da quanto stava succedendo nel laboratorio dalla prima esplosione a quelle seguenti. La ricostruzione dei fatti ruota molto sulla perizia depositata del professor Aldo Romani, incaricato dalla Procura della Repubblica di Perugia. In quattro sono iscritti sul registro degli indagati. Secondo il professor Romani lo scoppio, per il quale restano in piedi diverse ipotesi sul possibile innesco, sarebbe stato inevitabile per la presenza eccessiva di pentano, un sistema di areazione non adeguato e un uso non corretto delle lavatrici a ultrasuoni utilizzate per il trattamento della cannabis.

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POLITICA

SINDACI E AMMINISTRATORI, GLI STIPENDI AUMENTANO DEL 45 PER CENTO TRA LA PANDEMIA E LA CRISI ECONOMICA, IL GOVERNO DRAGHI FA UN BEL REGALO AI POLITICI DEI COMUNI LOCALI. È LA RISPOSTA NELLA LEGGE DI BILANCIO AL CROLLO DEI VOTANTI ALLE ULTIME RECENTI ELEZIONI AMMINISTRATIVE Piatto ricco, mi ci ficco. Non sappiamo se i votanti aumenteranno, dopo il minimo storico alle ultime recenti elezioni amministrative che hanno eletto sindaci di città alla stregua di rappresentanti di quartiere, ma di sicuro potrebbe esserci un incremento dei candidati. Il governo Draghi ha fatto la mossa più sorprendente. C’è la pandemia? Risolvono tutto il vaccino e il super green pass, mentre l’economia va a picco nel rapporto tra il debito che sale e gli aumenti di Pil solo di rimbalzo dopo aver toccato il fondo. Ma il governo Draghi, definito da taluni il governo dei migliori con riferimento al coinvolgimento di quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale che nel 2018 si sono presentati al corpo elettorale perlopiù gli unici contro gli altri (al di fuori delle alleanze), ha deciso di consegnare l’incremento delle indennità di funzione (stipendi di sindaci e amministratori locali) accogliendo una richiesta trasversale. GRILLINI A TAVOLA In pratica erano d’accordo tutte (o quasi) le forze politiche. Evidentemente l’onda lunga anticasta dev’essersi fermata, specialmente sul fronte grillino dopo che il Movimento 5 Stelle è passato dal voler aprire la famosa scatoletta di tonno a entrarci dentro diventando

di MASSIMO BOCCUCCI

esso stesso un tonno ben oliato. In pratica i grillini hanno subito capito l’aria una volta preso il potere con le relative poltrone e si sono accomodati alla tavola, aiutando gli altri ad apparecchiarla al meglio. Il governo Draghi tra le novità della nuova legge di bilancio ha stanziato risorse anche per questo, con un considerevole aumento del compenso dei primi cittadini. LE CIFRE Gli aumenti scatteranno a partire dal 2022, con le indennità che saliranno in modo graduale fino a raggiungere, nel 2024, un importo parametrato a quanto percepiscono i presidenti delle Regioni, cioè 13.800 euro lordi al mese. Ciascuno stipendio sarà commisurato al numero di abitanti e all’importanza (capoluogo di regione e, oppure, di provincia). Lo scatto in avanti sarà pieno (aumento del 100 per cento) per i sindaci delle città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria). Per le città capoluogo di Regione e di provincia con più di 100mila abitanti l’aumento sarà dell’80 per cento. Fino a 100mila abitanti sarà del 70 per cento. Stipendio in crescita del 45 cento per i sindaci di Comuni non capoluogo inferiori ai 50mila abitanti (tra queste c’è Gubbio); del 30 per cento da 10.001 a 30mila; del 29 per cento da 5.001 a 10mila abitanti; del 22 per cento per i sindaci con popolazione da 3.001 a 5.000 abitanti; del 16 per cento per i sindaci dei Comuni più piccoli, con una popolazione che arriva sino a 3.000 abitanti.

NOMINA Tra qualche mal di pancia interno nella maggioranza, l’esponente socialista sostituirà Stefano Ceccarelli

ZACCAGNI PRENOTA LA POLTRONA IN PROVINCIA

Alla fine serviva qualcuno da candidare per il consiglio CONVERGENZE CERCASI provinciale al posto di Stefano Ceccarelli (che fa il preZaccagni, che con Filippo Mario Stirati si è candidato sidente del consiglio comunale con stipendio annesso) nel 2019 dopo essere stato all’opposizione nel precee la coalizione di centrosinistra ha cercato di trovare dente quinquennio quando aveva sostenuto Ennio la sintesi tra anime, rivendicazioni e qualche veleno. È Palazzari del Pd contro il professore, confida di raccospuntato fuori a sorpresa il nome di Francesco Zaccagliere il pieno di voti nella sua coalizione e spera anche gni nell’asse tra i Socialisti Civici Popolari e Scelgo Gubdi riuscire a pescare consensi dalle minoranze che non bio, con il movimento civico Liberi e Democratici poco esprimono candidature alternative. In sostanza, Zaccaentusiasta della prospettiva pur se consapevole che a Francesco Zaccagni gni cerca le più ampie convergenze possibili per andare fronte degli incarichi in pugno, nonostante la pattuglia degli eletcome rappresentante eugubino in Provincia, sebbene in questi ti si sia dimezzata, non poteva avanzare un proprio candidato. La anni a livello pratico la città non abbia tratto particolari benefici Provincia è sempre lì, nonostante gli annunci a ripetizione sullo dall’azione dell’istituzione provinciale, al di là della singola rapsmantellamento per ridurre i costi della spesa pubblica e della presentanza. politica che anzi ha aumentato i compensi agli amministratori La scelta di un socialista, lista minoritaria nella coalizione di Stianche del 100 per cento pur in una crisi spaventosa. rati, ha portato un po’ di malumori in ordine sparso guardando La Provincia resta e si autogoverna con l’elezione tutta in famiglia anche ai riposizionamenti verso il 2024, nella corsa alla succestra i consiglieri comunali attraverso il meccanismo del voto ponsione per fare il sindaco visto che il professore è al secondo e derato con i coefficienti a seconda della dimensione dei Comuni. ultimo mandato. Per ora si è cercato di occupare una casella e di Una roba tutta in famiglia, senza compensi prestabiliti ma con gratificare l’esponente socialista che è stato candidato nella lista i rimborsi spese. Si vota il 18 dicembre, dalle ore 8 alle 20, nel di Stefania Proietti, sindaco di Assisi. seggio costituito presso il centro congressi Aldo Capitini. M.Boc.

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LAVORI

LOGGE DEI TIRATORI, CANTIERE APERTO PER COLLEGARE LE PIAZZE

di MASSIMO BOCCUCCI

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OPERAI AL LAVORO SUL PROGETTO DI RESTAURO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL COMPLESSO MONUMENTALE CHE DA QUALCHE ANNO ORMAI È PER LARGA PARTE DI PROPRIETÀ DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO

È aperto il cantiene alle Logge dei Tiratori. Prende corpo e sostanza il progetto di restauro e rifunzionalizzazione del complesso monumentale per larga parte di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio, con lo stralcio funzionale del primo piano e per la realizzazione del collegamento tra le piazze San Giovanni e Quaranta Martiri. Prevista l’apertura di un locale che metterà in comunicazione tramite una passerella pedonale le due piazze con l’attraversamento del torrente Camignano. Sul progetto c’è l’autorizzazione della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Umbria del 7 febbraio 2017. Si tratta della prima fase dei lavori di manutenzione ordinaria e le opere interne al primo piano. Il progetto complessivo, che ha una sala conferenze ed espositiva nella parte inferiore dove c’era la Banca dell’Umbria, punta a nobilitare e utilizzare al meglio delle potenzialità il lungo edificio eretto nel 1326, provvisto di porticato e delimitato dalla chiesa di Santa Maria dei Laici detta dei Bianchi e in origine sede dell’ospedale di Santa Maria per iniziativa dell’omonima confraternita. Nel 1505 si sono uniti altri ospedali cittadini,

così l’edificio prese il nome di Spedal Grande restando attivo fino al 1628. Già dalla metà del XV secolo l’arte della lana mirava a costruire, sopra l’ospedale, un locale coperto per “tirare” i panni, cioè per asciugare la stoffa tesa in modo da farle assumere una determinata lunghezza e larghezza. VIA LIBERA DEL TAR Il tiratoio venne realizzato, dopo innumerevoli controversie, solamente all’inizio del XVII secolo, diventando uno dei rarissimi esempi di architettura preindustriale. La sottostante sala convegni, appartenuta alla Banca dell’Umbria, è stata restaurata ed è attualmente adibita a ospitare mostre. Quattro mesi fa il progetto di restauro delle logge ha avuto anche il via libera del Tar dell’Umbria che ha respinto il ricorso di Italia Nostra contro il Comune, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e la Fondazione Carisp, in cui l’associazione ambientalista chiedeva l’annullamento dell’autorizzazione nel progetto approvato nel febbraio 2015 e avallato dal Tar nel 2016. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso dichiarandolo irricevibile e condannando Italia Nostra al pagamento delle spese proprio perché si era già pronunciato nel merito, ritenendo peraltro tardiva l’impugnazione degli altri atti. Rispetto alla modifica dell’intestazione del titolare della concessione, Italia Nostra secondo il Tar non può vantare “alcun apprezzabile interesse”.

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f l e s r u o y e b



LA SCOPERTA

VACCINI ANTI-CANCRO, PIER GIUSEPPE PELICCI VEDE LA STRADA GIUSTA IN UNA LUNGA INTERVISTA CONCESSA A LINDA VARLESE DI HUFFINGTON POST, IL RICERCATORE EUGUBINO SPIEGA COME STANNO RAPIDAMENTE CAMBIANDO LE PROSPETTIVE PER SCONFIGGERE UNO DEI GRANDI MALI DELL’UMANITÀ Una lunga intervista per dire a tutti che nella lotta ai tumori la scienza medica ha fatto passi da gigante e che la prospettiva è nei vaccini. L’eugubino Pier Giuseppe Pelicci, direttore della ricerca e presidente del dipartimento di oncologia sperimentale all’Istituto europeo di oncologia (Ieo), ne ha parlato con il portale Huffpost con Linda Varlese, social media e life editor per HuffPostItalia. “Non è una novità che la comunità scientifica pensi attivamente a utilizzare i vaccini contro il cancro. Ma negli ultimi anni c’è stato uno straordinario, incredibile avanzamento tecnologico che rende più efficace, più fattibile e meno tossica la procedura e quindi assisteremo ad una notevole accelerazione. Anzi, la comunità scientifica si sta scatenando”: comincia così l’analisi del professor Pelicci. Il presupposto è che “una tecnologia per la preparazione dei vaccini c’era già, ma aveva alcune problematiche che ne hanno rallentato lo sviluppo. Negli ultimi anni è stata sviluppata una nuova tecnologia, quella dei vaccini a Rna. È stata usata per il vaccino contro Covid. Ed è sotto gli occhi di tutti quanto rapido sia stato il processo. Certamente possiamo guardare al futuro con più ottimismo. È come dire: la strada per arrivare sulla vetta sarà in salita, sarà dura, ma la conosciamo, sappiamo che c’è, ed è solo una questione di percorrerla. Altra cosa quando lei vede la cima del monte davanti a sé e non si sa dove camminare. La strada potrà essere difficilissima, ci potranno essere mille crepacci, ma la vediamo e la percorreremo. I vaccini a mRna saranno utilizzati tantissimo in futuro. Rappresentano veramente un cambio di marcia rispetto ai vaccini tradizionali e questo per tutta una serie di motivi”. Linda Varlese prosegue. Quale è la differenza rispetto ai vaccini tradizionali? “In primis sono molto meno tossici. I vaccini tradizionali sono fatti di virus attenuati e comportano un certo rischio di malattia, per esempio, invece l’Rna messaggero è non infettivo e trasmette una piccola parte del virus, per cui ha zero possibilità di trasmissione della malattia. Rispetto ai vaccini a Dna, invece, ha il vantaggio di non alterare il genoma dell’ospite. Inoltre sono molto efficaci, perché l’Rna viene modificato in modo tale per cui non si ha nessun effetto di soppressione della cellula, ha una alta efficienza di produrre la proteina di interesse e perché si è imparato in questi ultimi pochi anni, a veicolarlo nelle cellule, comprese quelle che producono gli antigeni per la risposta immunitaria, pertanto funzionano meglio”.

“Negli ultimi anni è stata sviluppata una nuova tecnologia, quella dei vaccini a Rna. È stata usata per il vaccino contro Covid. Ed è sotto gli occhi di tutti quanto rapido sia stato il processo” Inoltre sono più rapidi da produrre... “Esattamente. Una volta che la piattaforma funziona, in mesi si riesce a fare il vaccino, anziché in anni. Inoltre sono poco costosi rispetto ai vaccini tradizionali. E questo è straordinariamente importante, sia per le infezioni emergenti, o per i progetti molto complessi, tipo le terapie contro il cancro, dove se ne devono testare decine per trovare quello giusto. Sa quale è la percentuale di

di MASSIMO BOCCUCCI

fallimento di un farmaco? Intorno al 95 per cento, questo vuol dire che si parte con 100 progetti e ne muoiono 95 per strada. Se ogni progetto è un’avventura eroica che dura dieci anni e che costa milioni di dollari, non arriveremo mai in vetta. Rapidità e basso costo sono due caratteristiche, insieme a non tossicità ed efficacia, che disegnano un nuovo futuro, e mi creda, non c’è enfasi in quello che dico”. Un nuovo futuro anche per le malattie oncologiche? “Esattamente. Chiaramente i vaccini non sono utili solo per le malattie infettive, ma sono potenzialmente utili anche per i tumori. Il meccanismo è simile. Quando si fa un vaccino antivirale il virus infetta la cellula e causa la malattia. Per infettare la cellula produce le sue proteine che sono i pezzi con cui si costruisce il virus. Le proteine sono viste come estranee dall’organismo che quindi monta una risposta immunitaria per uccidere il virus. In pratica il virus entra in una cellula, si riproduce, per riprodursi fa comparire le proprie proteine, le proteine sono viste dai linfociti T come estranee e l’organismo produce gli anticorpi che uccidono la cellula contenente il virus, sperando di eliminare il virus”. Perché il cancro è una situazione molto simile? “Qualsiasi tumore nasce perché si alterano dei geni specifici all’interno del nostro genoma, quindi il tumore non è altro che la conseguenza di queste alterazioni. In parole semplici, ciò significa che in un tumore alcuni geni cambiano un pochettino la loro configurazione e le proteine prodotte da quel geni alterati nel cancro diventano proteine estranee che l’organismo potrebbe riconoscere come non proprie, e montare una risposta immunitaria”. Potrebbe, ma non lo fa... “Sa perché ci viene il cancro? Perché il cancro impara a silenziare, a non far funzionare le cellule immunitarie che dovrebbero riconoscerlo. Ogni volta che insorge un cancro è perché ha fallito il sistema immunitario. Si calcola che ogni giorno noi abbiamo centinaia di cellule che diventano cancro, e che vengono eliminate dal sistema immune. Quell’unica volta che ci ammaliamo è perché il cancro è riuscito ad aggirare il sistema immune. Il tumore ha delle proteine alterate da alterazioni del dna che analogamente hanno la potenzialità di essere riconosciute dal sistema immune. In questo contesto una cellula infettata dal virus o una cellula tumorale sono simili: entrambe hanno proteine alterate che potenzialmente possono essere riconosciute dal sistema immune”. Perciò ecco la similitudine nella cura con i vaccini a mRna... “La base razionale dei vaccini non è una novità, sono 20 anni che ci si lavora, con i problemi di cui parlavamo prima: piattaforme per costruire i vaccini che sono un po’ pericolose, non sono sempre efficaci, costosissime e progetti infiniti”. Come si fa questo vaccino contro il cancro? “Ci sono due vie: una è più sofisticata e l’altra più brutale. Ma mi permetta un passo indietro. Come avviene il riconoscimento delle proteine anomale da parte del sistema immune? In maniera un po’ complicata. La cellula del tumore ha una proteina anomala, l’anti-

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gene; il sistema immunitario non lo riconosce direttamente, non ne sarebbe capace, ma attraverso una cellula che di professione sa “presentare gli antigeni”: si chiama cellula dendritica o macrofaga. Come si comporta? “Mangia” il tumore, processa le sue proteine e le presenta al linfocita T. Perciò il linfocita T non riconosce direttamente la cellula tumorale, ma ha bisogno della cellula dendritica che la processi e dica al linfocita T questo è l’antigene contro il quale ti devi arrabbiare. Ed è quello che succede: il linfocita si attiva e aggredisce la cellula tumorale”.

“Certamente possiamo guardare al futuro con più ottimismo. È come dire: la via per arrivare sulla vetta sarà in salita, sarà dura, ma la conosciamo” Torniamo dunque ai due modi di somministrare il vaccino contro il cancro. “O lo spariamo nel paziente e in qualche modo arriverà a tutte le cellule del corpo compresa quella dendritica, ed è quello più brutale. L’altro è più sofisticato: si prende la cellula dendritica del paziente, in vitro la si carica di antigeni tumorali, e la si ri-infonde nel paziente”. Sembra facilissimo. “La piattaforma è pronta, i due approcci anche e adesso c’è stata quest’accelerata tecnologica. Poi c’è il vaccino personalizzato”. Ci spieghi meglio.

“Purtroppo non c’è un tumore uguale all’altro, quindi è difficile immaginare un vaccino universale. L’esagerazione pessimistica è che avremo bisogno di un vaccino per ogni tumore. In realtà ci sono delle alterazioni in comune tra alcuni tipi di tumore. Non avremo mai un vaccino universale, ma un vaccino che funziona, ad esempio, per il 10 per cento nel polmone, 5 per cento per il melanoma e 4 per cento per il colon, è più ragionevole: perciò, non un vaccino universale, ma una serie di vaccini per una serie di tumori”. Come siamo messi con la ricerca? “Attualmente c’è qualche decina di trial clinici sparsi per il mondo, ancora a metà strada tra il vecchio e il nuovo e le posso garantire, perché vedo il movimento, che ne partiranno molti di più nel prossimo anno”. Anche allo Ieo lavorate a questo tipo di sperimentazioni? “Non stiamo ancora facendo un trial, arriverà presto, ma stiamo lavorando tanto per identificare gli antigeni giusti con cui produrre i vaccini. È la nostra parte. Un nostro contributo originale è sicuramente quello di identificare l’antigene giusto. Nessun gruppo fa ricerca su tutto a tappeto. Ci sono tanti filoni di ricerca su singoli settori: migliaia di laboratori che cercano di ottimizzare l’mRna, migliaia di laboratori che lavorano su come migliorare la cellula lipidica e così via, solo per farle alcuni esempi”.

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A GUBBIO I DATI COVID SONO TRA I MIGLIORI A LIVELLO REGIONALE Se i numeri delle ultime settimane dicono che l’Umbria sia una delle regioni più virtuose in materia di contenimento del Covid, Gubbio se possibile ha saputo fare ancora meglio. Perché la tendenza dell’ultimo scorcio di 2021 è quella di un abbassamento della curva, con la città che non registra ricoveri da ormai tre mesi e che, al netto di qualche focolaio domestico, ha saputo reggere il ritorno dell’ondata autunnale del virus. Gubbio fa meglio della media regionale, ma soprattutto sembra essere riuscita a tenere a bada l’impennata di casi che ha coinvolto il mondo della scuola, tallone d’Achille a livello nazionale. Presto, anzi, prestissimo per cantare vittoria, ma qualche segnale di cauto ottimismo in vista della stagione invernale è lecito attenderselo. Anche perché nel 2020 fu novembre il mese peggiore in assoluto, quello nel quale venne registrato il maggior numero di positivi nel comune (421 il 21 novembre: quest’anno non si è andati oltre i 55 di inizio dicembre). L’invito alla prudenza è sempre il benvenuto, unitamente a comportamenti rispettosi che possano favorire l’interazione sociale nel pieno rispetto delle regole. E Stirati ha voluto mandare un messaggio forte alla cittadinanza ribadendo la volontà di procedere con tutti i controlli del caso per stanare eventuali furbetti del super green pass. Auspicando che le feste non portino sgradite sorprese.


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ATTUALITÀ

LA REGIONE VAGLIA LE ISTANZE DI CEMENTERIE E GRUPPO MAIO TECH SRL PRESENTATE LE RICHIESTE CON LE PROCEDURE SEMPLIFICATE COME CONSENTONO LE NORME. LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE RESTANO SUL PIEDE DI GUERRA Le istanze delle cementerie Barbetti e Colacem finalizzate all’utilizzo nei due stabilimenti eugubini del Css (Combustibile solido secondario) sono al vaglio della Regione, secondo le procedure del decreto semplificazione varato dal governo Draghi e sulla base delle direttive europee legate alla riduzione del consumo di Co2. La Regione sta vagliando la documentazione, mentre le associazioni ambientaliste rilanciano la loro battaglia di lotta al di là di quanto prevedono e consentono le normative europee e nazionali. Una procedura aperta in Regione riguarda anche la Maio Tech Srl che nella frazione di Padule ha raccolto e rilanciato l’attività dell’ex Sirio Ecologica nello smaltimento dei rifiuti speciali e ospedalieri. ASSOCIAZIONI AL CONTRATTACCO Su questa procedura si fa sentire l’avvocato Valeria Passeri che per conto dei comitati No Css nelle cementerie, per la Tutela ambientale della conca eugubina, Gubbio Salute Ambiente e Wwf Organizzazione aggregata della provincia di Perugia, ha trasmesso talune osservazioni con diffida al Servizio Valutazioni ambientali dell’ente, rivolgendosi al responsabile del procedimento Andrea Monsignori, al Servizio Pianificazione e tutela paesaggistica, al Settore Territorio e ambiente del Comune di Gubbio con il sindaco Filippo Mario Stirati e il dirigente Francesco Pes, al Ministero della Transizione eco-

di MASSIMO BOCCUCCI

logica, ad Arpa Umbria, al Servizio Prevenzione della Usl Umbria 1 con il direttore Giorgio Miscetti, all’Istituto Superiore di Sanità, al Servizio Ambiente della Provincia di Perugia, al Comando Carabinieri di Gubbio, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri dell’Umbria e alla Procura Regionale della Corte dei Conti. DIFETTO DI DOCUMENTAZIONE MINIMA Il riferimento è all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) con la richiesta del gruppo Maio di una modifica che ritiene non sostanziale. Le associazioni ambientaliste, che si dicono pronte ad agire in ogni sede, anche penale. si erano già fatte avanti nel marzo scorso e fanno riferimento al parere pro veritate dell’ingegnere Luciano Blois con le contestazioni sulla natura delle modifiche. Vengono operate una serie di osservazioni sull’impatto ambientale delle modifiche richieste e viene esortata la Regione ad annullare la domanda di riesame dell’Aia presentata da Maio Tech e il procedimento di modifica non sostanziale della medesima Aia. L’avvocato Passeri chiede “di archiviare il procedimento per difetto di documentazione minima necessaria a corredo della domanda, anche in merito alla provenienza dei rifiuti, compresi quelli speciali pericolosi, nonché la loro successiva destinazione”, fino a esprimere la volontà di conoscere “se sono previsti processi di inertizzazione dei rifiuti e se l’attività comporterà un aumento di movimentazione dei rifiuti, e come s’intende far fronte all’aumento delle emissioni acustiche stante la prossimità di ricettori sensibili”.

IL CASO Dopo le segnalazioni di parcheggiatori abusivi sui posti dei disabili, nuovi esempi di maleducazione

SOSTA SELVAGGIA SULLE STRISCE PEDONALI DAVANTI L’OSPEDALE DI BRANCA

Dopo il parcheggio abusivo nei posti riservati ai disabili, senza l’intervento punitivo delle forze dell’ordine che si trincerano dietro la burocrazia lasciando impuniti comportamenti del tutto incivili, arrivano altre segnalazioni sul modo scorretto di lasciare in sosta le auto. È la situazione nell’area dell’ospedale di Branca dove c’è chi se ne infischia della segnaletica lasciando la propria auto dove gli capita, senza preoccuparsi delle possibili conseguenze e di danneggiare quanti hanno l’esigenza di servirsi delle strisce pedonali. La segnala-

zione riporta l’immagine fotografica di un’auto in sosta selvaggia sulle strisce pedonali ostruendo il passaggio di pedoni, disabili e persone con carrozzine, bambini e che accompagnano anziani o soggetti con problemi. Anche in questo caso tutto avviene senza alcun controllo in un punto nevralgico come il nosocomio comprensoriale. Mai come in questo caso viene invocato il ricorso alle telecamere per riprendere e monitorare le condotte scorrette e determinare provvedimenti severi per scoraggiare e contrastare i comportamenti incivili.

PARCO RANGHIASCI, LA LEGA INCALZA LA GIUNTA

Torna a far discutere la situazione di abbandono in cui versa Parco Ranghiasci, in particolar modo il Villino Marvardi, sempre più oggetto di atti vandalici. I rappresentati della Lega in consiglio comunale hanno voluto riportare all’attenzione la situazione del parco, che pur accogliendo ogni giorno un numero considerevole di eugubini, in-

tenti a passeggiare nei viali alberati e lontano dai rumori della città, attualmente non vede alcuna associazione o privato addetta alla manutenzione, nonostante non siano mancate manifestazioni di interesse per far tornare a vivere l’intera area. Dall’amministrazione comunale, però, al momento non sono arrivati segnali in alcuna direzione.

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LA STORIA

IL NOME DI QUEI PANINI VA DI TRAVERSO ALLA MCDONALD’S

di MASSIMO BOCCUCCI

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LA CATENA INTERNAZIONALE HA INTIMATO A RED FOOD DI CAMBIARE NOME AD ALCUNE OFFERTE DEL MENÙ. PIERO VIOLA NON HA BATTUTO CIGLIO EVOCANDO WILLIAM WALLACE. STIRATI: “COME DAVIDE CONTRO GOLIA, E IO STO CON DAVIDE”

La guerra dei panini. No, tranquilli: non finisce come la guerra dei Roses. Però state attenti a come chiamate un panino, perché se solo immaginate di mettergli il nome che evoca qualcosa già sul mercato, si potrebbe passare un guaio. Si è mossa la McDonald’s, che ha mobilitato lo studio legale della proprietà intellettuale e industriale in Italia della Mc Donald’s International Property Company Ltd per intimare a un’attività eugubina l’uso dei marchi considerati di famiglia Mc e Mac esplicitamente riconosciuti dalle decisioni di diversi tribunali italiani. La mobilitazione della catena di fast food è scattata quando, monitorando il web, i legali hanno scoperto che Red Food-Il panino, attività tra San Marco e Padule di consumazione sul posto, da asporto e a domicilio, aveva usato Mc per identificare una decina di panini sulla quarantina del menù. NOMI PROIBITI Il titolare Piero Viola si è visto recapitare due pagine di argomentazioni legali con l’invito a rimuovere entro sette giorni le denominazioni incriminate. Non va bene alla McDonald’s che si utilizzino Mc Cheese, Mc Carthy, Mc Coy, Mc Pork e altro per contrassegnare gli hamburger reclamizzati sui social e sul web. E pensare che l’ispirazione di quei nomi non voleva collegarsi al colosso americano, semmai al richiamo di assonanze scozzesi, tanto che Viola ha archiviato la faccenda correggendo il tiro nel sostituire il prefisso Mc

con Red, come dal nome del locale, per lasciare invariato il resto. Ma ha fatto di più, studiando una singolare risposta a distanza a tanto zelo con una buona dose di simpatia e ironia in un manifesto che ritrae l’immagine del condottiero e patriota scozzese William Wallace con l’emblematico “possono toglierci il nome ma non ci toglieranno mai la qualità”. McDonald’s capirà. IL SINDACO Il sindaco Filippo Mario Stirati ha mandato un segnale: “Tra Davide e Golia si è spontaneamente mossi a prendere le parti di Davide. A maggior ragione se Davide, come in questo caso, rappresenta le peculiarità e la qualità del piccolo, in termini di originalità, di prossimità rispetto ai fenomeni di omologazione e di serializzazione che caratterizzano il nostro tempo e lo mortificano”. Stirati ha voluto mostrare vicinanza a Viola: “Solidarizzo con l’attività di Piero Viola e conoscendo anche la sua storia di piccola attività imprenditoriale sono certo del fatto che da parte sua non ci fosse nessuna intenzione di dolo e che davvero l’ispirazione arrivata per i nomi dei panini non voleva collegarsi al colosso americano, ma alle assonanze scozzesi. Gli auguro perciò di proseguire al meglio il suo lavoro, del quale ho personalmente sperimentato la qualità. Starò sempre dalla parte di Davide, soprattutto quando Davide è sinonimo di eccellenza territoriale”.

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ATTUALITÀ

I BLOG E I GIORNALISTI ESALTANO LE BELLEZZE GUBBIO INDICATA TRA LE METE CONSIGLIATE PER I VIAGGI NATALIZI: GIFTSITTER.COM LA COLLOCA SUBITO DOPO NEW YORK E VIENNA. IMPORTANTE INIZIATIVA CON ADDETTI AI LAVORI STRANIERI CHE HANNO VISITATO IL CENTRO STORICO La città offre il meglio di sé per le feste natalizie. È stata chiamate a raccolta la stampa internazionale per incentivare la promozione, mentre il blog specializzato www.giftsitter.com, nel suo inserto speciale dedicato alle destinazioni natalizie, inserisce Gubbio al terzo posto tra le 10 città da visitare per Natale, dopo New York e Vienna, precedendo Amsterdam, Rovaniemi in Lapponia, Londra, Parigi, Mosca, Sydney e Rio de Janeiro. Nel blog c’è una foto con l’Albero di Natale più grande del mondo che domina la città e di cui si fa esplicito riferimento nel testo che accompagna la collocazione sul podio delle mete natalizie. Tutto materiale utile anche per i 27 giornalisti e buyer arrivati da Cina, Russia, Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Ungheria, Olanda, Svezia, Libano, Romania, Repubblica Ceca ed Estonia per visitare il centro storico nel press tour che ha toccato pure la Valnerina, Assisi, Perugia e il lago Trasimeno. A organizzare il tour è stata l’agenzia “Identità Terra”, in collaborazione con la Regione per l’azione 8.7.1 in un programma di valorizzazione delle risorse umbra. Si è trattato di un vero e proprio educational quello che hanno vis-

di CLAUDIA BOCCUCCI

suto i giornalisti che hanno girato, fotografato e raccontato alcuni dei più significativi luoghi del Cuore Verde d’Italia e le meraviglie. Il gruppo di giornalisti è stato accolto dal sindaco Filippo Mario Stirati e dall’assessore al Turismo, Gabriele Damiani, che hanno ricevuto gli ospiti a palazzo Pretorio per poi accompagnarli in visita al palazzo dei Consoli, dove c’è stata una visita guidata riservata fin sopra i merli e la torretta campanaria. I giornalisti hanno potuto anche immergersi anche nelle primizie enogastronomiche del territorio, con un focus sul tartufo e le specialità eugubine a marchio DeCo. Il tour è proseguito con il trasferimento a Costacciaro, dove buyers e giornalisti hanno avuto un incontro con gli operatori del settore turistico, le aziende agricole, le associazioni del territorio del parco del Monte Cucco e dell’eugubino. “L’abbiamo considerata a pieno titolo - spiega l’assessore Damiani - un’occasione preziosa per mostrare Gubbio e le sue bellezze a chi per lavoro racconta in tutto il mondo l’Italia, le città e i borghi agli stranieri con un ritorno d’immagine e turistico oltremodo significativo”.

LE PREVISIONI Tanti camperisti in città per l’accensione dell’Albero, ma l’effetto del super green pass fa paura

TURISMO, GUBBIO CONFIDA NEL PIENONE

L’inizio è stato abbastanza positivo, ma sulle festività 2021-22 pesa come un macigno l’effetto del super green pass voluto dal governo per tentare di contrastare la risalita dei contagi. E anche a Gubbio, come in tutta Italia, hanno cominciato a piovere le prime disdette legate soprattutto ai ponti di Natale-Santo Stefano e capodanno. Una situazione forse sottovalutata dagli organi di governo, ma che rischia di ripercuotersi in un settore già fortemente minato dalla pandemia lo scorso anno, quando di fatto proprio durante le festività si era in regime di lockdown. La preoccupazione tra ristoratori e albergatori non è dunque campata per aria, anche se Gubbio rispetto ad altre realtà limitrofe potrebbe limitare i danni grazie al richiamo dell’Albero di Natale

più grande del mondo, la cui cerimonia di accensione ha avuto una vasta eco su tutti i media tradizionali e sul mondo social. Una vetrina di straordinaria efficacia, anche se risulta difficile capire se tutto ciò possa essere sufficiente per scongiurare il pericolo di numeri al ribasso. Di sicuro ha fatto il pieno il raduno dei camper che proprio a ridosso del ponte dell’Immacolata ha portato a Gubbio migliaia di persone, richiamate non solo dall’Albero ma anche dalle bellezze del territorio e dalla sua tradizione enogastronomica. Quello su ruota in questa particolare fase storica è un mercato capace di rivelarsi alla stregua di un grande traino e il lavoro del Camper Club Gubbio ha rappresentato un forte incentivo per numerose attività del territorio. R.Bar.

IL RICORDO La comunità di Jessup piange la scomparsa di Carole Coccodrilli, molto conosciuta anche a Gubbio

ADDIO CAROLE, EUGUBINA D’AMERICA

Se la ricordano in tanti Carole Coccodrilli, scomparsa a Jessup lo scorso 3 dicembre, simbolo dell’eugubinità in quel lembo d’America. Avrebbe compiuto 82 anni il 6 dicembre: era figlia di Augusto Cacciamani Coccodrilli e di Olga Baldelli Scarabotta, eugubini emigrati a Jessup all’inizio del secolo scorso. L’11 dicembre l’ultimo saluto nella chiesa del Sacred Heart of Jesus a Peckville. Carole è stata una figura fondamentale nel riannodare i fili tra la comunità americana e quella eugubina, peraltro promotrice di numerose iniziative che la videro impegnata dapprima a ripristinare l’organizzazione del St.Ubaldo Day (la rievocazione ceraiola in territorio americano), quindi a prodigarsi per la stipula del gemellaggio tra le due realtà, avvenuta nel 2004. E grazie anche ai “Gubbio Express”, cioè i

viaggi che portavano tanti abitanti della Pennsylvania a Gubbio, ha contribuito a far conoscere questa terra a tantissimi suoi connazionali, di fatto promuovendo la città dei Ceri anche come meta turistica. Ad annunciare la sua scomparsa è stata l’Associazione Eugubini nel Mondo, al quale era molto legata: “La ricordiamo come la grande artefice e protagonista del rafforzamento dei legami tra Gubbio e Jessup. Punto di riferimento per i tanti eugubini che hanno visitato Jessup negli ultimi decenni, ma anche guida per i molti americani giunti a Gubbio”. Era legatissima alle sue origini eugubini, devota a Sant’Ubaldo e innamorata della città, dove aveva stretto tantissime amicizie ed era solita tornare ad ogni occasione utile. R.Bar.

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IL CASO

UNA DISCARICA ABUSIVA CON OLTRE 200 AUTO: SEQUESTRO E DENUCIA A SCOVARLA È STATA LA GUARDIA DI FINANZA DURANTE UN SORVOLO OPERATIVO Una discarica abusiva con oltre 200 auto da rottamare. È scattato il sequestro dell’area nella periferia di Gubbio e la denuncia per il titolare. Su richiesta della Procura della Repubblica presso il tribunale di Perugia, il Giudice per le indagini preliminari, ha emesso decreto di convalida del sequestro eseguito d’urgenza dai finanzieri del Comando Provinciale di Perugia e della Sezione Aerea di Pratica di Mare (Roma), di un’area di oltre 2.600 metri quadrati. L’attività trae origine dallo sviluppo investigativo delle evidenze acquisite, nei mesi scorsi, durante un sorvolo operativo finalizzato al controllo economico del territorio, da parte di un elicottero del Corpo, dotato di innovativi sistemi di telerilevamento. In particolare, nel corso di un sopralluogo aereo, l’equipaggio aveva individuato una porzione di terreno, ubicata in area classificata come agricola, su cui insistevano numerosi autoveicoli in evidente stato di disuso.

Verificata la riconducibilità dell’area a una società operante nel settore del commercio di autoveicoli, i finanzieri hanno appurato, sul posto, la presenza di oltre 200 autovetture da rottamare non bonificate, parti meccaniche e di carrozzeria, filtri per olio e batterie esauste. La maggior parte dei materiali - classificabili come rifiuti pericolosi” - era posta direttamente sul suolo non impermeabilizzato, con il conseguente rischio di contaminazione del sottosuolo e delle falde acquifere. Il legale rappresentante della società è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Perugia per avere esercitato abusivamente le attività di gestione dei rifiuti e di autodemolizione. L’intervento, frutto della sinergia tra il dispositivo terrestre e la componente aeronavale della Guardia di Finanza, consentirà inoltre il recupero della cosiddetta ecotassa, ovvero il tributo speciale previsto per il deposito in discarica di rifiuti solidi, che si applica anche nei confronti di chi illecitamente mette a disposizione aree di terreno adibendole a discariche non autorizzate.

SCUOLA Bel gesto da parte dell’associazione sportiva eugubina, che guarda con forza alle nuove generazioni

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LICEO, DA GROUP CYCLING GUBBIO UNA BIKE PER LO SCIENTIFICO SPORTIVO

Bel segnale dai privati che danno sostegno alle attività di settori pubblici importanti come la scuola. Ne ha mandato uno speciale Group Cycling Gubbio che con Marco Marsili ha consegnato agli studenti dell’indirizzo scientifico sportivo del polo liceale “Giuseppe Mazzatinti” una bike che va a integrare l’attrezzatura della palestra della sede di via dell’Arboreto.

Marsili è stato accolto dagli studenti della seconda classe che hanno anche fatto alcune prove con tanto di foto di gruppo. “Abbiamo ringraziato Marsili e Group Cycling Gubbio - dice Maria Marinangeli, dirigenti del polo liceale eugubino - per questa donazione che consente agli studenti di avere un’opportunità in più nell’attività sportiva curriculare”.

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LIBRI SOTTO L’ALBERO

Alcune proposte natalizie per gli amanti della lettura

ATTUALITÀ La storia di Luca Morelli, che nell’era della pandemia ha deciso di tornare al “fronte”

LA VITA DI UN INFERMIERE ROCK

Luca Morelli parla di sé. La sua storia di imprenditore che torna alle origini mettendosi in gioco per aiutare il prossimo. Tutto questo è il vissuto del libro “Rockilience - La vita di un infermiere rock”. Morelli ci mette l’anima: “L’idea del libro è stata una necessità più che un vezzo. A pensarci oggi, credo che sia stato il desiderio di fissare nel tempo il percorso di una vita che dà voce a più vite. I sogni indefiniti di un ragazzino che prendono forma veleggiando, a volte contro vento, a volte a favore. Le crisi interiori in cui perdi te stesso e poi la magia di ritrovarsi più maturi e consapevoli. E poi la pandemia che segna nella nostra vita un prima e un dopo. La pandemia che lascerà un segno indelebile sulla linea del tempo. Un graffio, una pagina strappata dal diario dei ricordi, che siamo chiamati a riscrivere cercando di dare un senso agli innumerevoli giorni di

solitudine e paura. Il libro che ho scritto parla di tutte queste cose e credo sia facile immedesimarsi leggendole. Volevo anche testimoniare che nei piccoli centri urbani, lontano dal fermento delle metropoli, ci sono anime ribelli che escono dai solchi già tracciati, sfidando abitudini, per valorizzare la bellezza di una terra che ha infinite potenzialità. Lasciare Gubbio per andare nei reparti Covid di Milano, proprio quando il Coronavirus era un nemico totalmente sconosciuto che mieteva migliaia di vittime, è stata la volontà di esserci, puntuale al mio compito. Avrei potuto restare nel B&B a curare i miei affari in attesa che finisse l’uragano e invece ho scelto di far parte, partecipare al destino del mio Paese che nei momenti di pace mi ha donato e mi dona la meravigliosa terra dove accogliere i turisti di tutto il mondo”.

SPORT Il racconto della trionfale spedizione sammarinese ai Giochi Olimpici visti con gli occhi degli inviati

UN PÒ DI GUBBIO A TOKYO 2020

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La storia sportiva è stata scritta dalla Repubblica di San Marino sul campo, quello di tiro a volo dove hanno conquistato il podio Alessandra Perilli e Gian Marco Berti, e il tatami nella lotta libera dove s’è preso di forza la medaglia di bronzo Myles Nazem Amine Mularoni. Le emozioni sono andate anche oltre i risultati, per tutto quello che Tokyo2020 ha rappresentato tra i timori nel contesto internazionale e lo spettacolo che i Giochi della trentaduesima Olimpiade hanno saputo riservare. I giornalisti Massimo Boccucci, responsabile della comunicazione del Comitato Olimpico Nazionale sammarinese, e Lorenzo Giardi, inviato dell’emittente radiotelevisiva di Stato San Marino Rtv, raccontano nel libro “Gli atleti che fecero l’impresa” diciotto giorni incredibili che si possono solo sognare e immaginare, in un diario in cui dominano i sentimenti. Pur pro-

venendo da percorsi diversi del giornalismo, Boccucci e Giardi da molti anni condividono esperienze professionali e con entusiasmo e passione raccontano le gesta degli atleti, con un focus particolare sul movimento sportivo sammarinese. Sono stati testimoni delle imprese della Repubblica più piccola e antica del mondo che, in 15 partecipazioni ai Giochi olimpici, dal 1960 e con l’esclusione del solo appuntamento di Tokyo 1964, con 114 atleti schierati, ha ottenuto nel 2021 in Giappone il primo storico risultato di vincere le prime medaglie. È stata, così, proiettata al settantaduesimo posto nel medagliere, come l’Argentina che conta 45 milioni di abitanti, e al sessantaduesimo per numero di titoli conseguiti, con il primato di medaglie in rapporto al numero di abitanti (una ogni 11.310) come rilanciato dalla stampa internazionale.

LA MOSTRA Inaugurata la temporary gallery Fabrizio Milesi Atelier a palazzo Accoromboni: aperta fino a 9 gennaio

ARTE E MUSICA CON “TIMELAND” IN CORSO GARIBALDI

Linguaggi contemporanei di arte, design, ratteri fisionomici ben delineati ma allo architettura e fotografia in un luogo di stesso tempo creature quasi leggendarie. incontro, confronto e conoscenza delle Nell’effimera struttura di legni intrecciati ricerche di artisti, artigiani e designer. Tuto reti metalliche, essi raccontano l’esatto questo è la temporary gallery “Fabrizio tezza organica delle fiere che abitano i Milesi Atelier” a palazzo Accoromboni in reali paesaggi naturali e l’eco della loro corso Garibaldi. Il biglietto da visita è “Tiesistenza mitologica. La sua opera semmeland”, ovvero una mostra aperta fino bra far rivivere la suggestione degli anial 9 gennaio con il lavoro visuale di Romali delle tradizioni popolari, come a Da sin.: Massimiliano Pambianco (musicista), richiamare la necessità di un ritorno a berto Ghezzi e Antonio Massarutto, e le Roberto Ghezzi (artista), Mara Predicatori sperimentazioni sonore di Massimiliano (critica d’arte e curatrice della mostra), Antonio un’istintualità primigenia. Pambianco, Pambianco. Nata da una idea di Fabrizio Massarutto (artista), Fabrizio Milesi (ideatorer) infine, con i propri algoritmi musicali fatti di modulazioni di suoni e parole restituisce, nella forma astratta Milesi e il suo studio, a cura di Mara Predicatori (storica e critica e concreta a un tempo della musica elettronica, una trama di d’arte), l’esposizione offre un’esperienza estetica capace di far riflessioni attorno ai temi della transizione ecologica e sosteniriflettere su alcuni snodi del rapporto uomo-natura e sul potente strumento del tempo quale matrice che impone nuovi sensi bilità e la più generale trasformazione culturale dei nostri tempi. e visioni anche del naturale. Il progetto Algoritmo è un blog e una serie di brani musicali che Ghezzi mostra una serie di lavori su tela e alcune installazioni arspingono la riflessione sulle possibilità di controllo e previsione dei processi, anche di mutazione ambientale e culturale, ricortistiche derivanti dall’azione diretta di terra, acqua, aria, esseri viventi che la colonizzano e che prendono il nome di naturogradando il debutto nel giugno 2011 al Festival Internazionale della Teverina organizzato da Katia Ricciarelli. fia. Le sculture di Massarutto sono animali realistici e dai caC.Boc.


Concorso Nazionale 2021 per il Miglior Panettone d’Italia

Caffè, Cioccolato e Sambuca

Pesca e Champagne

Produzione Artigianale di Panettoni con:

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classico arancia e uvetta

amarena, ricotta e cioccolato bianco

fichi e noci / uvetta

farine cereali, mascarpone e tre cioccolati

cioccolata e rum pesca e champagne

farine cereali, yogurt e frutti di bosco

frutti di bosco pere e cioccolato

amarena e amaretto

caffè e sambuca

cioccolato e amarena

caramello salato

Pandoro e Pandero (cioccolato)

NOVITÀ 2021

Albero m’briaco

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“Rendiamo più dolce il vostro Natale”

complimenti Il messaggio di io Massari del maestro Igin

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LA BACHECA DI Gli annunci e le segnalazioni dei lettori all’indirizzo redazione@15giorni.it

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FESTA DEI CERI

CERI, È PRONTO IL PIANO DA INVIARE AL PREFETTO STA PER ESSERE PROTOCOLLATO IN COMUNE L’ESITO DEL LAVORO EFFETTUATO DALL’ING. MATTEO COSTANTINI DOPO LE RIUNIONI CON IL TAVOLO CERAIOLO. IL PREFETTO ARMANDO GRADONE, A GUBBIO PER L’ACCENSIONE DELL’ALBERO, DOVRÀ PRONUNCIARSI E RICONTATTARE IL SINDACO PER DECIDERE COSA FARE Due anni senza Ceri posson bastare. E il messaggio deve passare forte e chiaro: Gubbio, gli eugubini e quanti amano la festa in onore di Sant’Ubaldo hanno “pagato” già abbastanza. E pensare di vivere per il terzo anno di fila un 15 maggio all’insegna dei ricordi e dei rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato è quanto di più fastidioso possa insinuarsi nella mente di ogni ceraiolo. Ma rispetto agli anni passati c’è un percorso che si pone come obiettivo quello di riuscire a riconsegnare alla città la propria festa, con qualche inevitabile modifica dettata dalle circostanze destinata però a non produrre effetti sostanziali sul normale svolgimento della festa, fatta eccezione per alcune parti che definire di contorno (o di forma) è abbastanza relativo. Insomma, Gubbio non vuole più farsi cogliere impreparata. E la discussione aperta da tutte le componenti ceraiole che siedono al “tavolo” ha prodotto un primo documento prossimo ad essere protocollato dagli organi amministrativi locali, da girare a stretto giro di posta anche prefetto Armando Gradone per tutte le verifiche del caso. AD OGNI COLORE LA SUA OPZIONE A riprova del fatto che un’apertura sia arrivata anche dal prefetto, basti pensare che per la prima volta ha presenziato alla cerimonia di accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo. Una presenza, a detta di molti, affatto non casuale: Gradone è stato interpellato a più riprese nei mesi scorsi dal sindaco Stirati, che lo ha tenuto costantemente informato anche relativamente al piano portato avanti dal “tavolo ceraiolo”, redatto dall’ing. Matteo

di ROBERTO BARBACCI

Costantini, e prossimo ad essere inviato in Prefettura per essere sottoposto al giudizio delle autorità competenti. Tra le componenti ceraiole trapela un cauto ottimismo: il piano, che verrà poi presentato nelle manicchie e nelle zone di ogni singolo Cero subito dopo le festività natalizie, si pone come un caposaldo per scongiurare l’ennesimo rinvio. E per quel poco che si è potuto capire, contempla più scenari a seconda anche dalla situazione sanitaria in atto, differenziandosi per gli ormai noti colori delle fasce stabilite a livello governativo (quindi, bianca, gialla o arancione). Solo in un ipotetico ritorno in zona rossa si assisterebbe a una oggettiva impossibilità di dar compimento allo stesso, vanificando gli sforzi fatti. UN OCCHIO AI NUMERI Al netto di tutto, risulta chiaro quanto l’andamento della pandemia, aspettando di capire cosa ne sarà dello stato d’emergenza (e se dovessero prendere quota le voci che lo vorrebbero prolungato fino al 30 giugno), si riveli essere l’unico reale indicatore per tentare capire quale direzione potrà prendere il piano per tornare a vivere la Festa dei Ceri il 15 maggio 2022. La volontà di scongiurare un altro rinvio è evidente, l’auspicio è che possa rivelarsi vincente. Mai come stavolta “abbracciare la stanga” è metafora della vita di ogni eugubino.

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LA ROCCA

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IL POTERE ODIA IL NATALE Sono 2021 anni che la nascita di quel bambino nella grotta di Betlemme suscita l’odio viscerale dei nemici di Dio. Fin da quel primo Natale dell’anno zero, intorno al figlio di Maria di Nazareth si scatena la persecuzione e la rabbia del potere. Re Erode infatti, venuto a sapere che era nato il re dei Giudei e una volta capito che i Magi non sarebbero tornati da lui a riferire dove si trovasse, “s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi” (Mt 2,16). La commissione europea che, sotto il pretesto di un linguaggio inclusivo, ha provato in questi giorni a emanare delle linee guida per cancellare la parola Natale e ogni altro riferimento alla tradizione cristiana (perfino i nomi di Maria e Giovanni), è praticamente meno di una dilettante allo sbaraglio rispetto a re Erode, ma è mossa dallo stesso odio viscerale per Gesù Cristo e la vera religione. Un odio che deriva dal fatto che se Dio viene nel mondo, allora il potere politico non può più caratterizzarsi come assoluto, ma deve rispondere a Qualcuno più in alto di tutti. Lo aveva capito Erode, lo capiscono anche i massoni ai vertici dell’Europa: finché c’è Cristo, c’è un limite invalicabile per il potere. Per questo da sempre i poteri del mondo pensano: o noi o Lui…

LO SCANDALO DEL NATALE Come tutte le feste cristiane, anche il Natale ha qualcosa di scandaloso e intollerabile per le orecchie del mondo. Non a caso la neochiesa, ormai totalmente asservita ai poteri mondani e al “politicamente corretto”, cerca in tutti i modi di trasformare il Natale in una festa dei buoni sentimenti e del “volemose bbene”, accettabile anche dal mondo. Ma i figli delle tenebre sono molto più scaltri dei figli della luce e non cadono nella trappola, tanto è vero che cercano comunque di sopprimere il Natale, anche quello newstyle e mondanamente accettabile. I nemici di Dio sanno bene che quel bambino deposto nella mangiatoia di Betlemme non è un fiocco azzurro tra tanti, non è solo la celebrazione della “vita che nasce”, ma è lo scandalo di Dio diventato uomo, della Verità che diventa carne. E a quella Verità dovremo tutti rendere conto un giorno. Non esistono più, dopo la nascita di Colui che ha detto “Io sono la via, la verità e la vita”, una via e una verità alternative. Per guastare ulteriormente le feste, quel bambino ha anche detto: “chi non è con me è contro di me” (Mt 12,30) e ha spiegato che nessuno va in Cielo se non per mezzo di Lui. Sono duemila anni che i nemici di Dio fanno i conti con queste parole scandalose. Dimenticate forse dalla neochiesa, ma non certo dal mondo che combatte la vera religione.

a cura di LUIGI GIRLANDA LA FORZA DEL NATALE L’odio viscerale dei nemici di Dio per Gesù Cristo non risparmia, ovviamente, nemmeno coloro che credono in Lui. Non è un caso che subito dopo la solennità del Natale, la Chiesa abbia inserito nel calendario liturgico la festa di santo Stefano. Egli è il primo martire, ucciso senza pietà proprio per aver osato professare in Israele la fede in Gesù. Il calendario è dunque per ogni cattolico un monito a non dimenticare cosa comporta la fede in Cristo. D’altra parte, il Protagonista dei vangeli non ci è andato tanto per il sottile e ci ha messo tutti in guardia: “Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome” (Lc. 21,16-19). Ogni Natale è dunque un’occasione per riflettere su cosa davvero voglia dire credere in quel bambino deposto nella mangiatoia e la cui sorte non è stata certo quella del successo mondano, ma l’abbandono di tutti e la croce. E quel bambino dice ancora oggi: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per me la salverà” (Lc. 9, 23). Certo fa paura, soprattutto oggi che i nemici di Dio stanno sferrando l’attacco finale. Ma il Natale è la forza di ogni vero cattolico, perché Gesù ha vinto il mondo.

Pillole Letterarie e Dintorni... a cura di ANNALISA BOCCUCCI

RESTO QUI DI BALZANO È IL CORAGGIO DI (R)ESISTERE

UN LIBRO CHE RACCONTA L’AUTENTICITÀ DELL’APPARTENENZA A UN LUOGO E LA FORZA ALTERNATIVA DI RESTARE Quest’opera di Marco Balzano, finalista nell’edizione 2021 del Premio Strega, custodisce la descrizione di un coraggio autentico e insolito: l’attaccamento alle proprie radici e la scelta controcorrente di curare e valorizzare il proprio legame con la terra d’origine introducono una chiave di lettura insolita del tema delle scelte coraggiose, che animano la nostra esistenza e che troppo spesso, soprattutto nella contemporaneità, si legano ad allontanamenti forzati e a sradicamenti dei quali non siamo sempre convinti, che ci conducono all’infelicità cronica e alla sensazione di ricorrente non completezza. La protagonista del racconto è Trina, una maestra che vive a Curon, il caratteristico paese della provincia di Bolzano con il campanile che spunta dal lago. I sogni di questa giovane donna, le sue aspirazioni di emancipazione e il desiderio di vivere una vita libera e indipendente si scontrano con un periodo storico doloroso e buio: la Seconda Guerra Mondiale imperversa sullo sfondo e costringe Trina e il suo burbero e silenzioso marito Erich, a vivere una vita in clandestinità che li porterà a nascondersi nei freddi boschi del Trentino e a sviluppare una simbiosi totale con la natura aspra e spesso crudele di quei luoghi, nei confronti della quale

la donna svilupperà un legame indissolubile che giustificherà la sua caparbia e insistente voglia di restare. In questo racconto l’autore, pur mostrando dei limiti narrativi dovuti alla rapidità con la quale si articola la narrazione, mette in risalto la volontà di valorizzare le proprie radici e di coltivare i fili che legano alla propria terra che, se la si rapporta alla frenetica voglia di fuggire che caratterizza i tempi moderni, si mostra in maniera profondamente originale e insolita: la giovane protagonista, che ricorda nei tratti generali la ragazza di Bube di Carlo Cassola, è una donna decisa, aspra, forte come la sua terra, in grado di mostrare una forma singolare di resistenza che si traduce in tentativo di affermare, in maniera netta e precisa, una sua personale dimensione di esistenza perché resistere ai cambiamenti, alle imposizioni, alle ingiustizie è, in ogni caso, un tentativo di mostrarsi, di far capire che si è conquistato un posto nel mondo, di esistere.


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A NATALE C’È PIÙ GUSTO CON I CAPPELLACCI AL CACAO La pasta fresca ha il gusto dei giorni di festa, delle tradizionali serate in famiglia intorno a una spianatoia con l’aria densa di farina e del fumo del camino scoppiettante. L’ingrediente segreto della pasta fresca sta proprio in questi momenti di convivialità dei giorni precedenti il Natale, le grandi tavolate dove tutti si riuniscono in quello che è un vero e proprio rituale, un momento di unione al quale partecipano anche i bambini. Ricordo ancora quando ero piccolo e stavo lì, con il mio ritaglietto di pasta intento a capire come si chiudessero i cappelletti, osservando ammirato le mani veloci e sapienti degli adulti che, con disinvoltura, ne preparavano a centinaia. I cappelletti come i cappellacci sono diventati tipici della nostra tradizione quanto per quella emiliaIngredienti per 4 persone Per la pasta fresca • 100 gr di farina 00 • 100 gr di farina di semola • 15 gr di cacao di polvere • 2 uova • Mezzo cucchiaino di sale • Un cucchiaino d’olio

Per il ripieno • 100 gr di ricotta • 50 gr Parmigiano Reggiano • 60 gr Pere Abate • Gherigli di noci qp • Noce moscata qb Per la fonduta • 170 gr gorgonzola dolce

Preparazione Preparate la pasta. Mescolate la farina di semola, la farina 00 e il cacao amaro su una spianatoia in legno e formate una fontana con un buco ampio e profondo nel mezzo. Quindi rompete le due uova, aggiungete l’olio e il sale e cominciate pian piano con una forchetta ad amalgamare uova e farina. Quando la consistenza è briciolosa, iniziate a impastare con le mani. Quando la pasta sarà liscia e non più appiccicosa, avvolgetela nella pellicola trasparente o copritela con una ciotola e lasciatela riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. Mentre la pasta si riposa, preparate il ripieno dei cappellacci. Tagliate a dadini la pera (senza buccia), unitevi la ricotta, il parmigiano, la noce moscata e le noci sbriciolate. Lavorate quindi il tutto fino a creare un impasto omogeneo.

na e ferrarese che ne rivendicano la paternità ma la verità è che questa pasta, che tanto ricorda un copricapo, fa parte ormai del panorama gastronomico di tantissime regioni, farcita con diversi ingredienti a seconda delle zone, ma rimane il frutto tutto italiano dell’incrocio tra tradizione e cultura popolare che ha abbinato i prodotti locali con antiche ricette, diventando un must delle feste natalizie. Quest’anno ho pensato a una pasta fresca semplice, quanto insolita, al cacao amaro. Un delicato sentore che si sposa con la dolcezza del gorgonzola e delle pere bilanciando il tutto con la ricotta e le noci che, come tutta la frutta secca fa proprio festa. Con questo ultimo piatto dell’anno, un pò primo un pò dessert voglio augurarvi un felice e dolcissimo Natale. • 30 ml di latte • Un pizzico di noce moscata Tempo di cottura: 10 minuti Costi: medio Preparazione: 30 minuti Difficolta: bassa Procedete con il tirare la sfoglia e preparate i cappellacci con il ripieno. Una volta pronti preparate la fonduta. Mettete il gorgonzola in un tegame dal fondo spesso e accendete il fornello a fiamma molto bassa. Non appena il formaggio inizia a squagliarsi unite il latte a filo, mescolate immediatamente con una frusta per amalgamarlo al formaggio. Cuocete la fonduta al gorgonzola a fiamma bassa per 4-5 minuti, mescolando sempre affinché non si attacchi al fondo del tegame. Il gorgonzola deve sciogliersi completamente e il composto deve addensarsi. Spegnete quindi il fuoco e aggiungete la noce moscata. Ora lessate i cappellacci in abbondante acqua bollente salata. Impiattate con la fonduta e qualche gheriglio di noce.

RUBRICA ALL’INSOLITO POSTO... di CLAUDIA BOCCUCCI

A CASACASTALDA IL PRESEPE PIÙ GRANDE DEL MONDO

Un angolo ideale per chi vuole trascorrere le per l’appunto la Natività, creato dall’artista festività in un paesaggio bucolico immerso messicano Rafael Bustillos. L’idea nasce nella pace assoluta. Casacastalda sorge difatdopo un meditato studio volto a definire e guidare il rilancio e la crescita del turismo loti su una collina di 550 metri e cattura turisti sia in inverno che in estate grazie alla purezza cale, sulla scia di una strategia di marketing e alla tranquillità del suo ambiente incontaterritoriale. Dopo un lungo periodo di fermo a causa della pandemia, il Comune di Valfabminato. A partire da quest’anno, il piccolo L’inaugurazione (Foto Sara Bazzucchi) borgo abitato da circa 850 abitanti, diventerà brica si è adoperato per mettere in campo ancora più suggestivo grazie all’iniziativa dell’associazione turigli strumenti e le strategie adatte ai fini promozionali turistici, rispettando le peculiarità del territorio. stica Pro Loco, patrocinata dal Comune di Valfabbrica, entrambi L’Umbria sotto il periodo natalizio si conferma una regione dalpromotori del progetto Natività. L’installazione luminosa della Natività è disegnata utilizzando luci a led, ricopre un’estensiola forte attrattività da Guinness, ospitando progetti in grado di attirare turisti da tutto il mondo e dimostrando come la collabone di circa 700 metri lineari ed è visibile dal belvedere fino al 6 gennaio. Il progetto prevede di raffigurare ogni anno un disegno razione e lo spirito di squadra possano portare a grandi risultati. diverso, per questo motivo è stato indetto il concorso “Disegna Dopo l’Albero più grande del mondo di Gubbio, c’è il presepe più la Natività”, aperto a tutti coloro che intendono proporre la progrande a Casacastalda, visto come un’esperienza innovativa per una nuova tradizione locale. pria arte. Ad aprire la serie è il disegno stilizzato raffigurante

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CALCIO

IL PADULE SAN MARCO ADESSO FA SUL SERIO di ROBERTO BARBACCI

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CON UNA ROSA INTERAMENTE COMPOSTA DA EUGUBINI LA COMPAGINE GUIDATA DA GIACOMO CALZUOLA SOGNA IN GRANDE. “UN GRUPPO DALLE MILLE RISORSE”

Sorpresa si, ma nemmeno troppo. Perché a Padule in estate i conti li avevano fatti bene: salvezza tranquilla, prima di tutto, ma un occhio a quel che succede nella parte sinistra della clasLo staff tecnico del Padule San Marco sifica, quello ce l’avrebbero buttato volentieri. Certo però che da qui a pensare di ritrovarsi a combattere per il primato al termine del girone d’andata ce ne passava: l’ambizione è il sale della vita, approfittarsene può dar adito a illusioni. “Eppure se siamo lassù è perché il campo ha detto che ce lo meritiamo”, spiega Giacomo Calzuola. Che a 42 anni, dopo una vita da bomber in giro per i campi di mezza Umbria, ha deciso di sobbarcarsi l’onere di guidare un manipolo di ragazzi che stanno vivendo una stagione al di sopra di ogni più rosea aspettativa. “Non dico che non ci credevamo, ma nessuno ci aveva chiesto di competere per il vertice. E basta leggere la classifica per capire quanto il livello del torneo sia alto ed equilibrato, con tante squadre racchiuse in pochi punti, ma capaci di viaggiare a oltre due punti di media a partita. Ciò che stiamo vivendo è bello anche per questo, benché la strada sia ancora lunga e piena di insidie”. DIFESA SUPER, ENTUSIASMO CONTAGIOSO Se c’è una cosa che il Padule San Marco del presidente Alvaro Sannipoli e del diesse Andrea Giacometti ha saputo fare, quella è tro-

vare soluzioni immediate a problemi spesso complicati. E Calzuola, che ricopre il ruolo di allenatore-giocatore, è il primo ad averne beneficiato. Aiutato anche da uno staff collaudato, col vice Marco Milan, il preparatore dei portieri Emanuele Bisciaio e il massaggiatore Claudio Bellucci. “Ho una rosa composta da tanti bravi ragazzi, ma dove non spiccano individualità sopra le altre. Sarei bugiardo se dicessi che ho in mente un undici titolare: ci sono una ventina di giocatori in grado di offrire tutti un contributo valido e sostanzioso quando vengono chiamati in causa. E non è un caso se dopo 14 partite siamo l’unica formazione del torneo ancora imbattuta”. Un gruppo unito e coeso che ha saputo riunire anche una frazione popolosa, che un po’ s’era disamorata del pallone. “I risultati aiutano, ma vedere a ogni partita un centinaio e passa di persone al “Santa Maria” riempie d’orgoglio. E anche in trasferta c’è sempre un gruppo di amici e tifosi che vengono a sostenerci. I risultati ci stanno dando ragione, speriamo di poter continuare a toglierci belle soddisfazioni”. Merito anche di una difesa di ferro (appena un gol subito di media ogni tre partite), capace di sopperire anche a qualche mancanza del reparto avanzato. “Siamo un po’ contati, tanto che essendo l’unica prima punta disponibile mi tocca giocare ogni domenica… vediamo se il mercato porterà qualche nuovo prospetto, anche per allungare un po’ la coperta. Ad ogni modo, ci faremo sempre trovare pronti”. Con un organico interamente composto da giocatori eugubini, vanto di un territorio che negli anni ha perso una marea di realtà dilettantistiche, Padule è pronta a fare la sua parte. In fondo sognare non costa nulla…

C’era una volta... Foto 1 Nel 1818 l’eugubino Tiberio Fonti, da tempo impegnato come giudice nelle Marche, decise di affittare una parte del palazzo di famiglia, posto nell’attuale via Savelli della Porta, al governatore pro tempore di Gubbio Modesto Apolloni. Il governatore, benché sessagenario, si invaghì di Anna Barbara Fabiani, la bella moglie del marchese Filippo Fonti, fratello di Tiberio. L’Apolloni, vistosi respinto, con la complicità della cameriera della marchesa (Maria Corsini) e di un suo servitore (certo Zuccarini), architettò nel 1819 un piano veramente disgustoso. Attraverso vari espedienti (suono dei campanelli, del cembalo ecc.) instillò nelle menti più deboli di casa Fonti l’idea che il palazzo fosse infestato dagli spiriti. Così scriveva il canonico Epifanio Mazzatinti al marchese Tiberio Fonti: “La sua casa è diventata il palazzo di Merlino, essa non è più abitazione d’uomini, ma bensì di spiriti e folletti. Siamo a quattro giorni che il quartiere [appartamento] del Sig. Filippo è tutto in disordine. Questo è di già abbandonato. Il terrore che hanno cagionato i folletti per il tenue divertimento che prendono di suonare di tanto in tanto i campanelli della sala, ne è la cagione. Che suonino non vi è dubbio, chi li suona s’ignora”. Il governatore, con la collaborazione della cameriera, fece aggiungere al cibo somministrato ad Anna Barbara dei composti velenosi che in breve tempo portarono allo sfinimento la marchesa Fabiani e la convinsero ad abbandonare la proprio abitazione. Il dottor Paolucci, una specie di luminare nella Gubbio del tempo, dopo aver visitato la contessa, intuì come stavano veramente le cose e suggerì al Tribunale Ecclesiastico, che aveva

a cura di

FABRIZIO CECE

preso in mano la situazione, di far carcerare la cameriera che subito confessò il piano architettato dal governatore Apolloni e dal suo servitore. Ancora il canonico Mazzatinti: “L’esame della ragazza del giorno dieci ha tolto il velo alla cosa. Gli emissari del Governatore passato ne sono la molla. Il suo servitore, con le chiavi false del quartiere che riteneva s’introduceva in casa e per la scala secreta si portava all’appartamento superiore. Corrotta a forza di belle speranze e rigali, la ragazza era in corrispondenza con costui. Esso fu che nel portare il pangrattato alla Signora ci gettò dentro una cartina di polvere che l’alterò. Lo spavento de’ spiriti doveva nascondere le conseguenze d’un veleno”. Nel novembre 1819, visto il pesante coinvolgimento di un ufficiale governativo, la Cancelleria Vescovile rimise gli atti processuali alla Segreteria di Stato.Il servitore Zuccarini era tra i sospettati principali. Filippo Fonti si mostrò sicuro del fatto che il governatore avesse imposto allo Zuccarini di assumersi tutte le colpe in cambio del mantenimento della sua famiglia. L’Apolloni fu quindi allontanato da Gubbio e destinato ad altra sede. Maria Corsini, liberata nel 1822, fu assunta come cameriera dal nuovo governatore Cinotti che aveva la propria residenza proprio nel palazzo Fonti. Quasi una beffa! (Periodico Gubbio Oggi, 2008). Foto 2 13 Novembre 1451 Il vescovo di Gubbio, con il consenso di papa Nicolò V, vende una piccola vigna, dai modici frutti, a Bettello di Magio Bettelli della villa di Semonte.


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L’EVENTO

AI CAPPUCCINI UNA SERATA NEL RICORDO DEL MAESTRO GIGI SIMONI GIOVEDÌ 16 DICEMBRE TANTI AMICI SI SONO DATI APPUNTAMENTO A GUBBIO PER RICORDARE UN ALLENATORE AMATISSIMO CHE HA LASCIATO OVUNQUE BEI RICORDI. INIZIATIVA DEL COMUNE. INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

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“Serata d’Onore per Gigi Simoni” è l’evento organizzato a Gubbio per giovedì 16 dicembre 2021, alle ore 21, nella sala Europa del Park Hotel “Ai Cappuccini”, per ricordare uno straordinario amatissimo simbolo del calcio italiano. Tanti amici si ritroveranno a Gubbio e saranno protagonisti con un proprio contributo per ricordare Simoni, scomparso a 81 anni il 22 maggio 2020. Gubbio gli rende omaggio ricordando le sue due ultime promozioni consecutive, da direttore tecnico nel 2009, di una luminosa carriera in campo, in panchina e dietro la scrivania. L’iniziativa è guidata da Monica Fontani Simoni, moglie dell’indimenticabile mister, con la stretta collaborazione di Stefano Giammarioli, Massimo Boccucci, Giorgio Bellucci, Giacomo Marinelli Andreoli e Roberto Barbacci, con il sostegno del Comune di Gubbio e del Park Hotel “Ai Cappuccini”. Saranno ospiti Renzo Ulivieri presidente dell’Associazione italiana allenatori, Mauro Balata presidente della Lega di Serie B con Luigi Repace presidente del Comitato regionale umbro della Lega Nazionale Dilettanti e vice commissario nazionale della stessa Lnd, gli ex calciatori Gianluca Pagliuca, Sebastiano Nela e Mauro Milanese, il responsabile degli osservatori dell’Inter Corrado Verdelli, l’ex arbitro internazionale Carlo Longhi oggi referente federale per l’impiantistica, i giornalisti Alberto Cerruti, della Gazzetta dello Sport e opinionista di RadioRai, e Luca Tronchetti de Il Tirreno autore del libro “Simoni si nasce”. Ci saranno collegamenti in diretta con l’ex calciatore Giuseppe Bergomi e il giornalista Matteo Marani di Sky, presidente della Fondazione Museo del Calcio, e un contributo video di Xavier Zanetti, vicepresidente dell’Inter.

L’OMAGGIO DI GUBBIO Sono attese le rappresentanze delle tifoserie dei club che hanno avuto Simoni come allenatore. Parteciperanno i dirigenti del Gubbio, dal presidente Sauro Notari ai suoi più stretti collaboratori, con i presidenti rossoblù del passato, il tecnico di oggi come dell’epoca Vincenzo Torrente e diversi giocatori del biennio d’oro di Simoni in Umbria. Sono coinvolti Simoni assieme a Ronaldo gli studenti dell’indirizzo Scientifico Sportivo del Polo Liceale “Giuseppe Mazzatinti”, l’associazione “Insieme a Riccardo per i giovani e per Gubbio” e il gruppo Sbandieratori. La serata sarà condotta da Massimo Boccucci e Giacomo Marinelli Andreoli. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, con Green pass e mascherina come da normativa di contrasto al Covid-19.

TONINO CAINCA, UNA VITA TRA I GIOVANI E IL ROSSOBLÙ

Spontaneo, simpatico e punto di riferimento di diverse generazioni nell’attività professionale di bidello. Tonino Cainca se n’è andato a 84 anni, portandosi dietro il suo vissuto di persona sempre disponibile anche nel quartiere di San Pietro dove ha vissuto. Ha avuto sempre un debole per i colori rossoblù come supertifoso del Gubbio che seguiva da vicino trasferendo tante passione. Lascia i familiari e il cordoglio di tante persone che l’hanno incrociato.

ARBITRI Si è chiusa in Champions alla Johann Cruyff Arena la carriera internazionale dell’assistente eugubino

MATTEO PASSERI, ULTIMA DA APPLAUSI IN EUROPA SUL CAMPO DELL’AJAX

“Last match in Europe. Grazie a tutti coloro che hanno permesso di realizzare questo sogno”, ha postato sui social il guardalinee internazionale eugubino Matteo Passeri nella sua ultima designazione europea. Passeri il 7 dicembre scorso è stato di scena alla Johann Cruijf Arena di Amsterdam per la gara del girone eliminario del gruppo C di Champions League tra Ajax e Sporting Lisbona, con la vittoria degli olandesi per

4-2 che ha valso la qualificazione agli ottavi di finale come testa di serie avendo chiuso in vetta il girone. Passeri è stato il primo guardalinee con accanto Alessandro Costanzo di Orvieto (anche lui all’ultima presenza) insieme all’arbitro Davide Massa di Imperia, il quarto uomo Fabio Maresca, al Var Paolo Valeri e Avar Massimiliano Irrati. Passeri ha così completato la sua lunga e qualificata esperienza europea.



MUSICA La prima produzione dei Djelem do Mar esalta la cantante, con Fabia Salvucci e altri musicisti eugubini

SARA MARINI CON “VOCI OLTRE” VA NEL CUORE DELLA MUSICA

A Sara Marini piacciono le soronità autentiche rangiamenti vocali, accompagnate da Lorenzo e i suoi progetti musicali vanno tutti quelli direCannelli (pianoforte, laouto cretese, symphozione. L’ultimo disco “Voci Oltre” coinvolge la nia medievale, voce), Paolo Ceccarelli (chitarra cantante e musicisti eugubini nella prima proelettrica, chitarra classica, cavaquinho), Franz Piombino (basso elettrico, basso fretless) e Miduzione dei Djelem do Mar per l’etichetta Maremmano Records. “Quando esce un disco nel chele Fondacci (batteria, percussioni). quale hai partecipato - dice Sara - è sempre una Gli autori dei testi originali sono Riccardo Torgrande emozione. Incidere musica è artigianadoni, Pietro Cernuto, Theodoro MelissinopouSara Marini e Fabia Salvucci to puro, ci metti dentro l’esperienza di una vita los. La produzione ospita Pietro Cernuto (zame contemporaneamente l’eterna inesperienza dell’imprevedibipogna, friscaletto, voce), Theodoro Melissinopoulos (voce), Stefano Saletti (bouzouki, gambrì), Pejman Tadayon (daf, kale. Proprio questo imprevedibile è la vera scintilla che in studio di registrazione può accendere il fuoco più intenso in una meramancheh, ney, setar) e Alessia Salvucci (tamburi a cornice). Stevigliosa esperienza collettiva. In Voci Oltre tutto questo si sente, fano Saletti è il produttore artistico del disco registrato e mixato forte e chiaro”. da Walter Lanzara Al Fondino Studio di Gubbio, con mastering Il disco dei Djelem do Mar è presente su tutte le piattaforme Fabrizio de Carolis presso Reference Mastering Studio Roma, digitali e nel riferimento web https://bfan.link/voci-oltre-1. Le la grafica di Manuela Huber, foto e concept Isabella Sannipoli, voci sono di Sara Marini e Fabia Salvucci, che hanno curato antraduzioni testi di Federica Mauri. che le composizioni originali insieme a Lorenzo Cannelli e gli arM.Boc.

GINNASTICA ARTISTICA Ha 12 anni e un grande talento questo ragazzo eugubino che ha brillato a Baku

MICHELE CECCARINI PROTAGONISTA AI MONDIALI DI TRAMPOLINO ELASTICO 38

Promette sempre di più e meglio, specie adesso che Michele Ceccarini è salito alla ribalta sportiva internazionale da protagonista ai Mondiali di ginnastica specialità trampolino elastico che si sono svolti a Baku, in Azerbaigian, nella cornice della National Gymnastics Arena. Il dodicenne eugubino ha ottenuto l’undicesimo posto, primo degli atleti italiani in gara sui 25 provenienti da più parti dei cinque continenti nella gara individuale della World Age Group Competition dedicata ai ginnasti junior delle diverse categorie di età. Michele ha conseguito un ottimo punteggio mostrando personalità e capacità di confrontarsi con i migliori della specialità. “Sono particolarmente soddisfatto - dice Giuseppe Cocciaro,

NUMERI UTILI Centralino Comunale Centralino Osp. Branca Pronto Soccorso Numero Verde Farmacie Guardia Medica Sez. Croce Rossa Gubbio Soccorso Misericordia Gubbio Carabinieri Vigili del Fuoco Vigili Urbani Cimitero Civico IAT Servizio Taxi Carabinieri Forestali Guardia di Finanza Centrale ENEL Canile Curia Vescovile ACI Soccorso Stradale

075.92371 075.9270801 075.9270744 800.829058 075.9239468 075.9273500 075.9277779 340.3859797 075.9235700 075.9273722 075.9273770 075.9237690 075.9220693 075.9273800 075.9272585 075.9273789 800.900.800 075.9274963 075.9273980 075.9220795 333.5224537

direttore tecnico della Nazionale azzurra - per la prova dei nostri giovani. Archiviamo un’esperienza che rafforzerà le motivazioni e il percorso di crescita che ciascuno di loro può fare”. Il direttore tecnico ha espresso giudizi lusinghieri nei confronti della prestazione di Michele Ceccarini che ha saputo mandare segnali positivi sulle qualità. Michele nel synchro insieme a Federico Tonelli di Fano aveva superato la qualificazione approdando con tutto il carico d’entusiasmo in finale, dove i due giovani sono entrati con l’ottavo punteggio utile per stare con il gruppo dei migliori, per poi cercare di migliorare il piazzamento senza però riuscirci nell’altissimo livello della competizione. M.Boc.

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