__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

Volpin o It alian o n u m er o 3 m aggio 2019

PET LIFE

ESPOSIZIONI

1

ALLEVAM ENTO


VOLPINO ITALIANO PET LIFE In coper t in a:

N°3 ANNO 2020

Zaf f ir a dei Piccoli Gu ar dian i

DIRETTORE: Berenice Del Montefrondoso

di An n a Cat t an eo

REDAZIONE: Cinzia Vicini HANNO COLLABORATO: Glenda Alberti Fabrizio Bonanno Chiara Capanni Lella Corradi Alice Faoro Gianandrea Fasan Luigi Langella Beatrice Morandotti Giulia Orsatti CORREZIONI BOZZE:i Cinzia Vicini Luca Zamboni IM PAGINAZIONE E GRAFICA:

La n ost r a Dir et t r ice:

Cinzia Vicini

Ber en ice Del M on t ef r on doso

2


Eccoci giunti alla terza edizione della rivista, nata un po' per gioco un po' per scommessa. Lo scorso anno il successo dei primi due numeri mi ha spinto a continuare. Aumentano le collaborazioni sia all' interno del mondo del volpino che nella cinofilia generale. L' ambiente del volpino italiano non è certo facile da conquistare, sono pochi gli allevatori ed ancor meno gli espositori.Non c'è quella corsa alla notorietà e il desiderio di pubblicare i propri successi come accade in altre razze e forse è meglio così. L'Italia come tutti sappiamo ha attraversato un momento diffcile a causa dell' epidemia di Coronavirus e anche la rivista ha dovuto reinventarsi un po'. Mancano i reportage delle esposizioni ridotti a pochi eventi. L' uscita di questo terzo numero prevista per Marzo 2020 è stata posticipata a fine Maggio. Oltre agli articoli riguardanti il mondo del volpino italiano in questo numero ci sono più articoli dedicati alla cinofilia in generale ed in particolar modo c'è uno speciale dedicato alle razze da pastore. Purtroppo in questo numero manca totalmente la parte in inglese, continuo a cercare una collaborazione con qualcuno che si renda disponibile per le traduzioni 3


Som m ar io

8

TopDog 2019

16

L' ansiada separazione nel cane

22

Il Caneda pastore MAremmano Abruzzese

28

Il WelshCorgi Pembroke

4

20

Speciale gruppo1

34

Il Pastore Svizzero Bianco


44

49

DisomogeneitĂ Reportagedal di giudizioin Gradiska ring Circuit

54

L'angolodel bagnetto

Bosnia

58

62

il problema dei falsi Rsr

Raduni Razze Italiane

78

86

Presentazione allevamenti

Recensioni

5

70

Mostre speciali e Raduni Atavi

92

Prossimo numero Next number


6


7


8


2019

9


10


Rigoletto Italiano

11


12


13


A l l ev amento Di Roccascura e Di Pl ati no I ri di o

Fabri zi o e Federi ca Bonanno V ol pi no I tal i ano Rosso e Bol ognese M ercal l o (V arese) Ph one: +39 3485802899 M ai l : bonanno@tri pl aw .i t

14


15


L'ansia da separazione nel cane L'ansia da separazione è un problema molto diffuso tra i cani che vivono in appartamento ed è un disturbo psicologico che si manifesta in modi differenti, da vocalizzazioni come pianti, guaiti e abbai, a comportamenti distruttivi verso la casa o se stesso, passando dallo sporcare in casa e addirittura all'impedire al proprietario di uscire mordendolo. A volte viene confuso con la noia, che porta ugualmente a distruzioni e vocalizzi, ma se ne discosta enormemente se si va a registrare ciò che fa il cane in nostra assenza: mentre un cane annoiato prima mangerà eventuali snack lasciati e poi cercherà di richiamare l'attenzione del proprietario puntando a oggetti o cercherà di uscire da solo scavando la porta, un cane con ansia da separazione andrà in ansia subito. Solitamente, infatti, cani con ansia da separazione iniziano a vocalizzare appena il padrone chiude la porta di casa, e spesso già durante i preparativi inizierà ad entrare in stato ansioso sapendo che lo attenderà una separazione forzata. Se è noia la soluzione più semplice per risolvere il problema è spezzare il tempo in cui sta solo con un dogsitter che lo porterà a fare una passeggiata o portare il cane in un asilo per cani a giocare per tutto il tempo della nostra assenza. Ma da dove nasce l'ansia da separazione? Può avere varie cause, ma la fondamentale è l'insicurezza e la bassa autostima, che porta a una estrema dipendenza dal padrone. In caso di distacco precoce dalla mamma e dai fratelli è molto facile che compaia questa patologia, insieme a tante altre componenti psicologiche importanti, per cui voglio ricordare di non prendere mai cuccioli tolti prima dei 60 giorni dalla mamma. 16

Alice Faoro classe 1990 è laureata a pieni voti in Tecniche di Allevamento Animale ed Educazione Cinofila all'Università di Pisa. Educatrice cinofila formata SIAU ed Handler ENCI, lavora da subito dopo la laurea conseguita a soli 23 anni come educatrice cinofila. Cura la carriera espositiva dei soggetti dell' allevamento Z Kanci Hory del compagno Giorgio Navone, oltre a cani di diverse razze affidatile da diversi proprietari e allevatori. Ha portato questi soggetti ad ottenere numerosi titoli tra cui diversi Top Dog, Campionati Europei e Mondiali. Sta aprendo vicino a Genova il resort per cani e centro cinofilo "La Radura degli Elfi" per continuare ed implementare il suo lavoro in ambito cinofilo


L'ansia da separazione si può anche creare col tempo? Si. L'arrivo in famiglia di un nuovo membro potrebbe destabilizzare il cane e creargli ansia, sia il nuovo arrivato un bambino o un adulto, per cui inserimenti sono sempre da fare con attenzione, e potremmo anche essere noi stessi la causa della sua ansia da separazione indotta! Umanizzare troppo il cane, avere pietismo nei suoi confronti per lasciarlo a casa quando andiamo al lavoro, trasmettergli la nostra ansia nel lasciarlo solo con vocine, carezze e coccole eccessive, rientrare festanti quando ci accoglie felice piangendo e simulando il rientro in casa da anni di servizio militare possono facilmente innescare il pensiero nel cane che la lontananza sia qualcosa di spiacevole, non un momento per farsi un bel sonnellino, e che anzi, se lui si agita viene ricompensato al nostro rientro! Penserà dunque che agitandosi anche quando noi siamo fuori poi avrà una ricompensa! Come fare ad abituare il nostro cane al distacco? -

-

-

-

-

-

Dargli un qualcosa da rosicchiare, tipo unghia di bovino o orecchie essiccate, uscire di casa e attendere tempi inizialmente molto brevi, per poi rientrare con cane silenzioso. Se è stato tranquillo allungare a ogni sessione di un poco, aiutandosi con una registrazione video per controllare le azioni del cane in nostra assenza. Se si è mostrato agitato già solo con tempi minimi bisogna lavorare sul distacco prima di tutto a vista: insegnare al cane il comando "resta" permette di insegnargli che torniamo sempre da lui, anche se ci allontaniamo. Usare toni calmi, premiare sempre quando mantiene la posizione e non premiare quando si muove. Una volta che ha capito il comando "resta" sarà utile farlo anche tra stanze diverse, in modo da abituare al non avere a vista il proprietario e essere lo stesso tranquilli. Poi si può ricominciare con le uscite. Un kennel potrebbe aiutare il cane nel momento in cui si lavora il distacco: esso diventerà la sua cameretta in cui sentirsi protetto e in cui andare da solo a farsi un pisolino. Non deve però essere una punizione per il cane! Nel momento in cui si rientra in casa ignorarlo se è agitato, e in generale almeno per un minuto sempre: si rischia altrimenti l'ansia da separazione indotta dalla nostra stessa ansia e dal nostro tono di voce. Alcuni cani vanno in ansia quando si accorgono che facciamo una routine specifica, per cui potrebbero accorgersi di quando andiamo a buttare la spazzatura rispetto a quando usciamo per andare al lavoro in base alle nostre abitudini di abbigliamento, trucco e borse. La soluzione in questo caso è distruggere la dinamica standard iniziando a mescolare le carte: se Fufi sa che la dinamica per la spazzatura è uscire in tuta e ciabatte mentre lavoro è rossetto-tacchi-borsa, sarà utile allora iniziare a mettersi il rossetto e andare in tacchi a buttare la spazzatura, iniziare a prepararsi e ai primi segni di ansia andare a fare altro e uscire in tuta per impegni più lunghi rispetto all'andare fino ai bidoni.

I cani sono intelligenti e riescono ad accorgersi di dettagli che noi magari neanche ci accorgiamo! In caso di problemi consiglio di rivolgersi a un educatore che potrà dare l'aiuto personalizzato in base al singolo soggetto. Alice Faoro 17


Sebasti ano A ttardo Cori gl i ano Cal abro (CS) , Cal abri a Ph one: +39 320 4955949 M ai l : di casaattardo@gmai l .com

18


Su zan n e Lin dsk og & Ru n ar Her ber t sson w w w.m osjon s.se su zan n e.lin dskog@t elia.com m osjon s-ken n el@t elia.com

19


20


Speciale Gr u ppo 1 Can e da past or e M ar em m an o Abr u zzese Cor gi Pem br ok e Past or e Svizzer o Bian co

21


Il Caneda pastore Maremmano- Abruzzese Le razze conduttrici del gregge sono numerose perché furono create con differenze selettive al fine di ottimizzare la funzione del cane adattandola all'indole delle varie razze ovine. Alcuni cani (tra essi ricordiamo il Pastore Bergamasco, il Pastore Tedesco, il Pastore Belga, il Briard, il Beauceron, il Pastore di Piccardia ed altri) sono definiti ?toccatori? perché mordono, con determinazione ma senza eccessi dannosi, i garretti delle pecore che si attardano e che si allontanano dalle altre. Altri cani di minor mole come il Pastore dei Pirenei e il Puli, abbaiano per farsi ubbidire dalle pecore ritardatarie. Con la sua tecnica unica quanto spettacolare si discosta dagli altri il Border Collie che si avvicina alle pecore gattonando da dietro e fissandole intensamente per indirizzarle dove vuole il pastore che gli impartisce gli ordini fischiando con diverse tonalità. Il cane da difesa del gregge opera invece in piena autonomia e indipendentemente dalla presenza del pastore. Infatti può essere lasciato da solo con il gregge al pascolo. Le razze adibite alla difesa delle greggi sono poche e ne è stata selezionata una per ogni area geografica di interesse.

Fabrizio Bonanno, imprenditore agricolo nel settore cinotecnico e giornalista, ha dedicato la sua vita professionale all'allevamento e allo studio del cane iniziando nel 1968 ad allevare i Riesenschnauzer neri e successivamente i Leonberger con l'affisso ?di Roccascura?. Dal 1979 ha iniziato la ricostruzione del Bolognese producendo -con l'affisso ?di Platino Iridio? di cui è titolare la moglie Federica- numerosi campioni sia in Italia che all'estero creando linee di sangue oggi diffuse in tutto il mondo. Dal 1996 si occupa del Volpino Italiano Rosso e dal suo allevamento proviene Febo, il primo campione italiano (e svizzero) nella storia della razza e anche il primo campione italiano con affisso (Isotta di Roccascura). E' socio fondatore e Presidente dell'ATAVI e dell'UMAVI. Dal 1976 è Giudice di Prove di lavoro per Cani di Utilità e Soccorso terrestre.

22


Partendo da ovest verso est, in Francia troviamo il Cane da Montagna dei Pirenei, in Italia il nostro Pastore Maremmano-Abruzzese, in Ungheria il Kuvasz, in Polonia il Cane da Pastore di Tatra, poi il Pastore Slovacco, il Pastore del Caucaso e il Pastore dell'Anatolia.

anche se taluni Autori ipotizzano una discendenza dei grandi molossoidi dal Mastino Tibetano, ma non quello che ammiriamo attualmente nelle esposizioni che è di taglia inferiore (discende dai soggetti allevati dai mandriani), bensÏ quello di maggior mole allevato dai monaci e dai notabili Tibetani.

Verosimilmente tutte queste razze discendono da un unico ceppo e si sono tipicizzate per gli effetti selettivi attuati localmente.

Quando la Cina invase il Tibet perpetrando quell'esecrando processo di secolarizzazione, alcuni di questi esemplari arrivarono in India al seguito dei loro padroni costretti a fuggire dalla propria terra ma si ha notizia che tutti morirono di stenti o di patologie causate anche dalle differenze climatiche.

Sono tutti cani robusti, rustici, forti e di chiara impronta molossoide (lo è un po' meno il nostro) e accomunati dal colore bianco o biancastro. Impossibile stabilire con certezza la genesi 23


Curiosamente, nessun cinologo si è mai posto qualche domanda sui progenitori di questo mitico Mastino Tibetano !

Maremma, vasta area della campagna toscana che si estende anche nel Lazio. Un'altra razza molto simile era il Pastore d'Abruzzo, colà allevato ma presente anche in altre regioni come il Molise, le Marche, l'Umbria e anche parte del Lazio.

Tornando al nostro meraviglioso Cane da Pastore Maremmano-Abruzzese, non è possibile individuarne la genesi e in troppi hanno mandato la fantasia in libera uscita ipotizzando teorie con la sola certezza che nessuna di esse potrà mai essere smentita in mancanza di riscontri oggettivi. Possiamo invece soffermarci sulla denominazione della razza.

La riforma agraria cambiò l'aspetto della Maremma toscana e l'avvento di varie coltivazioni ridusse drasticamente la pastorizia. Le transumanze che avvenivano stagionalmente dalla Maremma all'Abruzzo favorirono la fusione delle due razze o, per meglio dire, delle due varietà a tutto vantaggio di quella variabilità genetica che, non dimentichiamolo mai, è alla base di un corretto sistema di allevamento.

Un tempo questo cane veniva identificato semplicemente come ?Maremmano? e come tali furono iscritti ai Registri Genealogici quattro esemplari nel 1898 e altrettanti nell'anno successivo. I più ignoravano o non tenevano in nessuna considerazione la Cinofilia organizzata e tantomeno i Libri Genealogici, ragion per cui bisogna attendere il 1940 per vedere ben diciassette Maremmani registrati ufficialmente.

Son propenso a usare il termine ?varietà? perché le differenze tra le due tipologie, scrupolosamente annotate nel 1938 da Giuseppe Solaro (valente cinologo ed estensore degli standard delle razze italiane all'epoca ufficialmente riconosciute) erano minime e non individuavano nette caratteristiche di indipendenza razziale.

Come è intuibile, la denominazione deriva dal fatto che la razza era presente in

24


Nel 1951 fu adottata l'attuale denominazione di Cane da Pastore Maremmano-Abruzzese.

altamente specialistico. Un antico idioma popolare abruzzese ?ous pelia? (afferra l'orecchio) testimonia di come era nota la vulnerabilità del padiglione auricolare che veniva mozzato.

La decisione suscitò qualche polemica di troppo, anche perché non suffragata da motivazioni tecniche.

E' opportuno chiarire che il cane difensore del gregge, soprattutto quando esplica la sua funzione, possiede quella normale ritrosia verso gli estranei che devono mantenersi a debita distanza.

La questione del nome è stata rispolverata ai giorni nostri proponendo di cambiare il nome alla razza denominandola ?Pastore Abruzzese?. Mi permetto di esprimere un parere personale: in tutte le nazioni del mondo dove esiste la pastorizia, viene unanimamente apprezzato il Cane da Pastore Maremmano-Abruzzese che sa difendere egregiamente le greggi e in molti casi, come nella vicina Francia, è addirittura preferito alla razza locale, cioè il già citato Cane da Montagna dei Pirenei.

Il Cane da Pastore Maremmano-Abruzzese non concede facilmente familiarità agli estranei ma si affeziona molto al padrone che, rispettando il suo standard caratteriale, dovrà instaurare con lui un rapporto paritetico. Nella usuale quotidianità, chi non possiede un gregge , può godere della compagnia di questo cane straordinario utilizzandolo come guardiano della proprietà ma gli si creerà una situazione psicologicamente vantaggiosa se potrà badare ad altri animali, compresi cani di taglia inferiore, che contribuiranno a mantenere sempre alta la sua indole protettiva.

Alla luce di queste considerazioni, non mi parrebbe opportuno modificare il nome alla nostra gloriosa razza anche perché sarebbe difficile farne comprendere il motivo nell'àmbito internazionale dal cui contesto non possiamo certo essere avulsi.

Queste caratteristiche attitudinali, forgiate sul campo da secoli di selezione anche impietosa, devono assolutamente essere mantenute dall'allevatore perché, in questo caso come non mai, creare separate linee di sangue da bellezza e da lavoro produrrebbe effetti esiziali.

Passiamo ad illustrare le insostituibili qualità dei Pastori Maremmano-Abruzzesi utilizzati contemporaneamente in numero adeguato in rapporto alla consistenza numerica del gregge. Questi strenui difensori non indietreggiano nemmeno davanti al lupo e per questo motivo i pastori li munivano del vraccale (o vreccale), particolarissimo collare di ferro con punte acuminate atte a proteggere la gola in caso di scontro. Questi collari si differenziavano a seconda delle zone perché erano forgiati dai maniscalchi o dai fabbri che venivano pagati in natura per questo lavoro

In talune razze dove questa dicotomia esiste, si sta giustamente cercando di porre rimedio perché il perseverare in questo errore selettivo equivale a un fallimento zootecnico. Fabrizio Bonanno

25


La Vita con il pastore Maremmano- Abruzzese Mi chiamo Langella Luigi e sono un allevatore amatoriale del Cane da Pastore Maremmano Abruzzese. Il mio interesse per la razza nacque quando un signore incontrato per caso a passeggio con una femmina di Pastore Maremmano Abruzzese, mi raccomandò di non portare mai a casa uno di questi cani. Fu così che decisi nel 2012 di condividere la mia vita con Jago. Inutile dire che mi rapì subito il cuore; così fiero, così protettivo e intelligente. Il mio caro amico mi ha lasciato nel 2019 a seguito di una fatalità e il vuoto che ha lasciato è incolmabile. Mi piacque così tanto passare il tempo con lui, che decisi di iniziare pian piano a studiare tutti gli aspetti della razza. Viaggiai in Lazio, Umbria e Toscana conoscendo due dei principali allevatori italiani, Giacinto d?Alessio e Jacopo Simoni, che mi diede la possibilità di conoscere la storia del Pastore Maremmano Abruzzese illustratami gentilmente dal Sig. Francesco Giuntini, cugino di Donna Anna Corsini dell?antico Allevamento Delle Vergherie. Da qui iniziai ad approcciare al mondo delle esposizioni e andai a conoscere di persona i principali allevatori italiani con i quali è nata in seguito una bella amicizia e collaborazione. Oggi trascorro la mia quotidianità con dieci bellissimi esemplari di Pastore Maremmano Abruzzese: Visconte, il capostipite e gigante buono, Dea che ci regala tanti sorrisi, Rosina, sua figlia che sembra una principessa, e ancora Tai, Diana, Camomilla, Aura, Nina e i due cuccioloni Thor e Zeus. Quando mi viene chiesto come è possibile vivere con così tanti cani, rispondo che per me è normalissimo. Non lo scegli,

succede. Passano i giorni e non mi stanco mai di aprire la porta al mattino e vedere code scodinzolanti, sentire mugolii che mi salutano, vedere cani bianchi che mi vengono incontro. Non c?è giorno in cui non abbia voglia di pulire un box, di dar loro da mangiare e da bere, che siano le cinque del mattino o le undici di sera, che sia lunedì o sabato. Siamo una famiglia, dai diversi individui e linguaggi, e coesistiamo serenamente. Viaggiamo assieme, passeggiamo assieme, andiamo al mercato, al mare o in montagna assieme. Ogni weekend abbiamo sempre più di qualche amico che ama passare il tempo con noi e i nostri cani. Assicuro che non c?è mai noia, che i cani fortificano e consolidano i rapporti. Vivere in un branco comporta anche costante attenzione, continuo studio, perché se la razza è unica, ognuno dei nostri cani ha un carattere diverso con esigenze diverse.

26


Non smetto mai di imparare. La mia vita è molto dinamica nonostante alcuni aspetti che rimangono invariati, come ad esempio il tornare a casa dal lavoro e sbrigare le mie faccende sempre assieme ai miei cani oppure cenare con loro che attendono pazientemente qualche bocconcino. Sì, amarli per me significa anche farli entrare liberamente in casa. Non nego che ci sono anche momenti difficili: il soffrire quando ogni tanto qualcuno sta male, dover essere sempre autoritario per far crescere e vivere i miei cani in equilibrio all?interno del nostro ambiente, con gli altri umani, con gli altri cani, lavorare duramente per migliorare sempre le loro condizioni di vita, perché siano sereni. Ormai da otto anni la mia

esistenza è così, e non ho intenzione di cambiarla. I miei Pastori Maremmani Abruzzesi mi completano, sono i miei fedeli amici. Li allevo così, perché voglio che anche altri possano godere degli aspetti più belli e profondi del Pastore Maremmano Abruzzese. Studio con attenzione i pedigree, le genetiche. Metto sempre al primo posto la loro salute. Sento di essere sulla strada giusta. Ammiro così profondamente questa razza che avrò sempre la giusta motivazione per fare in modo che nessuna delle persone che farà affidamento su di me sarà mai costretta a pentirsi di aver portato a casa un Pastore Maremmano Abruzzese? come fece quel simpatico signore con me. Luigi Langella

27


Welsh Corgi Pembroke Ci pr esen t an o la r azza L'allevat or e Gian an dr ea Fasan e la pr opr iet ar ia Giu lia Or sat t i Acquistai il mio primo Corgi nel 1981. Ero poco piu' di un ragazzo e fin dall'infanzia avevo nutrito con tutte le pubblicazioni in materia canina che riuscivo a reperire una grande passione che non potevo esprimere in famiglia, dove non mi era concesso tenere un cane. Cercavo semplicemente un compagno, un cane che condividesse la mia vita. Il mio primo Pembroke ha seguito, scandendo con i tempi lunghi di quella discreta e costante presenza che caratterizza la Razza, la trasformazione di un inquieto giovane metropolitano con forte tendenza al nomadismo in un tranquillo e sedentario uomo di campagna, le cui uniche e faticose "escursioni nel mondo civilizzato" sono esclusivamente dedicate a scopi cinofili. Dei titoli vinti con i miei cani non sempre ho memoria. Ricordo con emozione il primo titolo italiano nel 1984 e quello internazionale, l?anno seguente. Il primo Campione Mondiale, a Dortmund nel 1991 con il cuore in gola e l?ultimo Europeo, nel 2008, perchĂŠ ottenuto con un soggetto frutto di generazioni del mio allevamento Corgilandia. Oggi i miei cani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo e la cosa mi onora, anche se personalmente mi sento ancora molto piĂš simile al ragazzotto italiano che si aggirava per i ring inglesi molti anni fa e chiedeva di tutto a tutti. Gianandrea Fasan

sheepdog Maria Cristina Sgrosso

28


Quando mi sono approcciata al Welsh Corgi Pembroke cercavo un cane attivo ma dalle dimensioni ridotte, e col senno di poi mi rendo conto di aver fatto centro. Ho iniziato ad interessarmi propriamente alla razza agli inizi del 2017, e nel febbraio 2018 è arrivato il mio Whisky dall?allevamento De Kartenhaus. Da quel giorno non ho mai smesso di approfondire, studiando la teoria e partecipando alle expo in prima persona, per ascoltare il parere dei giudici e di allevatori. Nella ?comunità Corgi? ho trovato grandi fonti di ispirazione e mentori che mi hanno aiutata a conoscere la razza e continuano a fornirmi spunti di studio e approfondimento! Giulia Orsatti

In t r odu zion e Il Welsh Corgi Pembroke è un cane che ha origine in Gran Bretagna, in una contea del sud-ovest del Galles chiamata Pembrokeshire. Nel suo nome troviamo importanti informazioni riguardo le sue origini: la parola ?welsh? significa gallese, ossia originario del Galles, laddove cor-gi (o meglio kur ?gi) nell?antica lingua locale significano rispettivamente ?nano? e ?cane?. Questo cane nano, a primo impatto buffo e dall?aspetto baldanzoso, è in realtà un grande lavoratore, intelligente e ricettivo. È un cane pastore nato per la conduzione di bovini, e la sua utilità giustifica le zampe corte che, nel tenere basso il baricentro, gli permettono di muoversi agilmente tra le zampe di questi animali ed evitare calci. Infatti, per spostare le mandrie il Pembroke ?pizzica? i garretti dei bovini con i denti. Nella sua stazza contenuta incarna forza, sostanza e dinamicità. È un cane duttile che viene impiegato in sempre più in discipline sportive come Obedience, Rally-O, sport di ricerca, Dog Balance Fit e Agility. Nonostante sia un bovaro, viene impiegato con successo anche nello Sheepdog.

di M ar ia Cr ist in a Sgr osso

29


di M icaela Fer gola

St or ia Le sue radici si affondano nella notte dei tempi, sempre a metà tra storia e leggenda, perché sempre in terra inglese si sono narrate storie vere e racconti legati a questo particolarissimo cane a gamba corta. La storia ne rinviene i primi reperti in alcune tombe di popolazioni nomadi che si erano stabilite nel sud dell?Inghilterra più di duemila anni fa. Assieme ai resti dei vestiti sgargianti e ai monili con i quali si ornavano quei nomadi divenuti stanziali e a fianco delle loro stesse ossa si sono infatti trovati anche i resti di piccoli cani con le gambe corte e le ossa grosse. Certamente l?aspetto dell?antico progenitore non era quello del Corgi odierno e probabilmente neppure la sua funzione primaria, quella cioè di cane da pastore. In epoche più recenti hanno sicuramente contribuito a fissare il Corgi odierno il Lancashire Heeler, razza inglese sconosciuta in Italia ma anticamente molto diffusa in Inghilterra e il Vasgostaspetz, un ?cugino? scandinavo che spesso accompagnava i navigatori del nord Europa con i quali le popolazioni britanniche hanno avuto contatti sin dalle epoche più remote. Comunque si sia andato formando, questo cane di solida struttura e basso sugli arti per molti anni è stato il ?tuttofare? nelle piccole fattorie gallesi, dove durante il giorno essenzialmente guidava e sorvegliava al pascolo le poche vacche che i contadini possedevano, onere che spesso condivideva con i giovani figli dei contadini che in pratica seguiva ovunque. La sera poi rientrava in casa dove, acciambellato a terra vicino al fuoco si godeva il meritato riposo senza però dimenticare di fare la guardia e segnalare presenze non desiderate. 30


Riconosciuto ufficialmente dalla cinofilia negli anni 30 del secolo scorso, il Corgi è stato quindi diviso in due razze distinte, il Cardigan e il Pembroke, dal nome delle due contee inglesi dove si erano andati formando. Da allora non sono più ammessi accoppiamenti tra le due razze, che hanno ovviamente marcato sempre più, col passare degli anni, le rispettive differenze morfologiche. Entrambe le razze però mantengono ancora ben vive quelle doti di rusticità, solidità, duttilità, addestrabilità unite a una incredibile dolcezza d?animo che hanno reso il Corgi il beniamino di tante famiglie di un tempo e di oggi. Fu forse questo il motivo a spingere, ormai quasi un secolo fa, un padre di nome Edoardo a regalare a sua figlia Elisabetta una coppia di Welsh Corgi Pembroke. Da allora i Corgi non hanno più abbandonato quella bimba, e quando la giovane Elisabetta venne incoronata Regina d?Inghilterra, i suoi piccoli amici a quattro zampe si sono seduti sul trono accanto a lei. E lì sono rimasti fino ad oggi.

Sogget t o im pegn at o in Rally-O f ot o di Et t or e Bar t olozzi 31


Car at t er e Il Corgi Pembroke è un cane da lavoro, e come tale è ricettivo e resistente. È amichevole nei confronti degli estranei e in generale dà l?impressione di essere sempre un cane vivace e gioioso. Da standard è un cane ?estroverso e amichevole, mai nervoso o aggressivo?. Ama condividere tempo ed energie con il suo umano, è sempre pronto all?azione e si adatta bene a qualsiasi stile di vita. Non ha bisogno di sfogare eccessive energie e generalmente sopporta bene le situazioni di stress. È un cane molto intelligente, che ha però bisogno di essere stimolato nel lavoro. Adora fare coppia con il proprio umano ma è anche molto indipendente. Tuttavia, il suo spirito indipendente potrebbe renderlo un cane impegnativo per chi è alla prima esperienza. Ha bisogno di un umano che sappia gestirlo con polso e coerenza, e che non lo spinga a mettere in discussione il suo ruolo nella gerarchia familiare. Questa sua apparente anarchia e mancanza di collaborazione l?ha portato ad essere erroneamente considerato un cane testardo ed ostinato. È sicuramente più difficile da motivare nel lavoro rispetto al cugino Cardigan, che essendo meno ?famoso? ha subito una minore selezione, ma con la giusta spinta dà grandissime soddisfazioni a chi si cimenti con lui nello sport. Fin quando è coinvolto dal proprio umano, il Pembroke non ha problemi adattarsi alla vita d?appartamento, si adatta infatti alla vita di qualsiasi persona sia disposta a condividere con lui tempo ed energie. È un cane duttile, e nei confronti del nucleo familiare è socievole e giocherellone. Inoltre, ha una spiccata sensibilità nei confronti dei più piccoli, verso i quali si dimostra spesso molto attento e affettuoso. Nei confronti di altri animali è curioso e nella maggior parte dei casi convive bene in casa con la presenza di gatti ed altri cani. L?esercizio giornaliero è sempre raccomandato per qualsiasi cane, ma nel Corgi è utile soprattutto ad evitare problemi alla lunga colonna vertebrale. Generalmente è molto vorace e tende a prendere peso facilmente, è quindi importante che gli si dedichi la giusta attività fisica utile al mantenimento della forma fisica e al rafforzamento dei muscoli della schiena.

At t ivit à pr opr iocet t iva Pr esso il cen t r o cin of ilo Il Can e Ut ile

32


33

di Giu lia Gior gin i


PastoreSvizzeroBianco Ci pr esen t a la r azza la giovan e allevat r ice Glen da Alber t i t it olar e dell' af f isso Um br ian Roses Anno 1988. Grande amante degli animali fin da piccola, non avendo il supporto della famiglia, deve aspettare l'etĂ adulta per poter coronare il suo sogno. Nel 2012 si laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e Lode all'UniversitĂ  di Perugia e con i primi stipendi acquista il suo primo esemplare di Pastore Svizzero bianco. Da quel momento in poi continuerĂ  un percorso parallelo di formazione e successi professionali e cinofili. Nel 2016 termina la specializzazione in Medicina Generale e nel 2019 a soli 30 anni ottiene la convenzione come Medico di Famiglia a San Giustino. Nel frattempo si susseguono risultati espositivi e sportivi dei suoi soggetti, che ottengono numerosi titoli e riconoscimenti italiani ed esteri, il tutto non dimenticando la formazione teorica e pratica in ambito cinofilo dove, studiando dai migliori, nel 2016 diventa Giudice espositivo CSAA di bellezza e nel 2018 ottiene il Master Allevatore cinofilo ENCi. Il suo impegno non manca di essere notato in tutta Italia tanto che nel 2018 viene eletta come consigliere per il Pastore Svizzero Bianco Club Italia con la maggioranza assoluta di preferenze. Nel 2020 le viene riconosciuto l 'affisso Umbrian Roses

34


Accen n i di M or f ologia Il Pastore Svizzero è un cane di taglia media,

marrone al marrone scuro e che

i maschi vanno dal 30 ai 40 kg per un altezza

conferiscono uno sguardo ed un espressione

al garrese di 58-66 cm, mentre le femmine

che ti ruba l'anima. I Pastori svizzeri riescono

vanno dai 25 ai 35 kg per una altezza al

a comunicare con lo sguardo come

garrese di 53-61 cm. C'è una certa tolleranza

nessun'altro cane sa fare. Importante la

sulla taglia, infatti esemplari tipici,

pigmentazione, ovvero, le mucose, le rime

leggermente fuori, non vanno scartati. Le

degli occhi, il tartufo e la pelle del cane

proporzioni del corpo sono 12:10 tra

devono essere il più nere possibile, tutto

lunghezza ed altezza, il pastore svizzero è

questo unito ad un candido manto più

infatti un trottatore, capace di percorrere

bianco possibile, una perfetta combinazione

lunghe distanze senza fatica, un cane agile,

Black and White.

performante e polifunzionale. La testa è

Esistono due varieta di pastore svizzero,

potente, asciutta, finemente cesellata e ben

quello a pelo semi-lungo da standard, che

proporzionata al corpo, con assi cranio

poi volgarmente definiamo corto, anche se

facciali paralleli ed orecchie erette,

corto non è in quanto non si tratta di un pelo

posizionate alte a forma di triangolo

raso ma di un bel pelo folto con abbondante

allungato. Importantissima l'espressione,

sottopelo e la varietà a pelo lungo che però

vera chicca di questa razza, infatti gli occhi

non dovrà mai avere una lunghezza

sono a forma di mandorla in posizione

esagerata, ovviamente per mantenere la

leggermente obliqua di colore che va dal

funzionalità del cane.

35


Il Car at t er e Ma veniamo a quella che è la parte più interessante di questa razza, ovvero il carattere. Innanzitutto stiamo parlando di un cane da pastore, ovvero un cane selezionato da millenni per collaborare con l'uomo, questo lo rende facilmente addestrabile, con tanta voglia di compiacere il padrone, estremamente docile e rispetto ad altre razze da pastore, dannatamente intelligente. Nonostante vengano dagli stessi capostipiti, tantissimi che sono passati dal tedesco allo svizzero, o che semplicemente allevano entrambe le razze, hanno notato che i bianchi, fin da piccoli hanno quel guizzo in più che li farà adorare ma che potrebbe anche servirgli per inventare marachelle impensabili. Sono cani dotati di una empatia incredibile, ti leggono l'anima e se ne impadroniscono, questo li rende adatti come cani da pet terapy tra le altre cose oltre a renderli il pastore conduttore più adatto a convivere con i bambini. Il Pastore Svizzero è infatti un cane molto versatile, adatto a praticamente qualsiasi disciplina, infatti troviamo svizzeri in agility, in Canicross, in Obedience, in Utilità e Difesa, in Mondioring, Sheepdog, Rally-o, Soccorso in Acqua, Ricerca Dispersi, Soccorso Antivalanga, Piste, Sleedog, Ricerca esplosivi... insomma davvero qualsiasi cosa, sebbene questa enorme versatilità gli faccia perdere in specificità, ma che vuol dire in parole povere?

Vuol dire che ad esempio se vorrete fare agility con un svizzero avrete difficoltà ad essere competitivi con un piccolo e agile border, se vorrete fare U.D. sarà difficilissimo essere competitivi con un grigione dal morso fermo e dall'alta tempra, anche se ad esempio l'ultimo mondiale IPO-FH, ovvero le "piste" è stato vinto da un Pastore Svizzero Bianco. La razza è stata riconosciuta in via definitiva nel 2012, da pochissimo e ancora c'è tanta variabilità, il destino e l'indirizzo che prenderà dipenderà tanto dagli appassionati che la allevano, la tutelano e la amano. Ma abbiamo parlato di tante discipline che può svolgere lo svizzero dimenticandoci di una molto diffusa, il "divaning"! Ovvero una cosa bellissima di questi cani, molto equilibrati e intelligenti è che non hanno grossi problemi a farsi delle belle dormite sul divano di casa e aspettare pazientemente il padrone che sta lavorando, con la stessa abilità con cui sono capaci di scattare sull'attenti per farsi una bella gita in montagna. Insomma, se siete disposti a dargli tempo e amore, loro saranno disposti ad adattarsi alle vostre passioni. Ovviamente parliamo di cani da pastore, che necessitano di attività fisica e movimento, ma sicuramente più gestibili di alcuni loro cugini che difficilmente si adatterebbero ad una vita moderna in appartamento.

36


La m ia vit a coi Past or i Svizzer i Semplicemente fantastica... sono come le

soldi...quello sì è vero, tenere come si deve,

ciliege, ne prendi uno, si chiama Thor, è

come MERITA un cane eccezionale come il

meraviglioso, il cane perfetto, allora che fai?

pastore svizzero, come qualsiasi cane che

Prendi il secondo! Si chiama Chaina e sei già

riempe la nostra vita, richiede spese, per

pronta al fatto che non potrà mai essere

cibo, veterinario, sport... è una cosa da

come il primo, perchè era già perfetto, e

tenere presente, ma fortunatamente col mio

invece non è così! E' un circolo vizioso, non

lavoro me lo posso permettere, non basta

puoi che tenerti pure la terza e questa è pure

ancora da farmi desistere. Ci deve essere

più brava dei primi due...e no ragazzi qui è

qualcosa...ah si, il pelo! Quanto pelo perdono

una congiura! Urge trovare il motivo per non

durante la muta...e anche non durante la

prendere il quarto...ma non è facile perchè in

muta se vivono in casa, quello è un tasto

vacanza vai tranquillamente, quindi quello

dolente e non si risolve nemmeno con gli

no... ho viaggiato più coi cani...la socialità?

esemplari a pelo "corto" infatti il sottopelo è

Ovviamente tutti questi cani impicceranno, e

molto fitto e chiunque voglia avere nella sua

invece no! Aperitivi, ristoranti, week end al

vita uno svizzero deve armarsi di pazienza,

mare, esposizioni, campi di addestramento...

ed essere preparato a questo. Però io ho

mi hanno fatto fare più amici loro! I danni in

comprato il folletto nuovo, cavoli, mi sa

casa, quelli per forza, tre cani grossi in casa,

proprio che mi toccherà prendere il quarto...

vedrai che macello, macchè! Ok ci sono, i

Glenda Alberti 37


La lunga strada versoil riconoscimentodel Pastore SvizzeroBianco Il Pastore Bianco non è certo una invenzione

avvistabili? Non era il caso, per non parlare

moderna, anzi... in europa è sempre esistita

del fatto che atavicamente l'essere umano

questa variante come pastore conduttore,

teme di più i cani di colore scuro.

infatti, tra i cani prescelti per fondare la razza

Insomma, fu un periodo difficile per i nostri

di cane più diffusa al mondo, ovvero il

beniamini, ma il fatto di essere considerati

Pastore Tedesco, erano presenti anche

indesiderati non fermò l'ascesa di questa

esemplari bianchi, tra l'altro non troppo

razza meravigliosa. E qui inseriamo una

dissimili da quello che è il moderno Pastore

pillola di genetica, che ha permesso al bianco

Svizzero. Ma cosa è successo poi? Come

di sopravvivere assieme all'amore di tanti

siamo arrivati ad avere due razze distinte?

appassionati. Il pastore svizzero bianco, in

Dobbiamo tornare indietro, agli inzi del 900,

realtà non è bianco, ma fulvo chiaro chiaro,

quando nel pastore tedesco, tra i vari colori

dato da una coppia di geni recessevi, che

ammessi c'era appunto il bianco, non

quando presenti, dominano sulla colorazione

particolarmente amato dal colonnello von

nero focata, grigio focata, o nera del pastore

Stephanitz, creatore della razza. In quegli

tedesco. Ovvero detto in parole povere, se

anni in Germania, patria della razza, stava

un maschio focato porta il gene bianco

prendendo il comando un ben famoso Hitler,

recessivo e si accoppia con una femmina

e ci avviavamo alla seconda guerra mondiale.

focata, anch'essa portatrice, un 25% dei

E proprio negli anni 30, lo standard del

cucciolotti nasceranno bianchi! Questo

pastore tedesco fu modificato, togliendo il

nessuna modifica dello standard lo ha

colore bianco, dando così inizio alla

potuto cambiare, e anche al giorno d'oggi è

travagliata storia del moderno Pastore

possibile che questo colore, fondatore della

Svizzero Bianco, ma perchè questo avvenne?

razza, possa saltare fuori in cucciolate di

Le motivazioni sono diverse, al tempo non si

moderni pastori tedeschi. Un tempo quando

conosceva bene la genetica e si pensava

ciò avveniva, i grandi allevatori,

ERRONEAMENTE che i pastori bianchi

sopprimevano tali cuccioli indesisderati per

fossero albini e potessero avere problemi,

non far sapere che le loro linee portassero

inoltre ve la immaginate una incursione

bianco, oppure se più sensibili, li regalavano

notturna per invadere la Francia con dei

a famiglie chiedendo in cambio che mai

bellissimi cani militari tutti bianchi facilmente

rivelassero da dove il cucciolo provenisse. 38


Nel 1921 Von Stephanitz nel suo libro sul Pastore Tedesco, pubblica una fotografia di un celebre Pastore Tedesco Bianco "BERNO" , un esemplare a pelo corto, nato il 24 Marzo 1913 di proprietà del Sig. G.Uebe di Seehausen. Berno era figlio di Tyranin von Mingau e di Gisa Von Kameltal.

Ma cosa avvenne poi? Perchè ancora

definirli Pastori Bianchi Americano Canadesi

qualcuno più anziano li chiama pastori

dato che erano allevati in tutta europa, non si

canadesi? Perchè mentre nell'Europa Nazista

poteva nemmeno chiamarli Pastori Tedeschi

il bianco veniva scartato, in America

Bianchi, pena la furia della società a tutela

appassionati come Anne Tracy continuarono

del Pastore Tedesco, per cui si arrivò a una

a selezionare i Pastori Tedeschi Bianchi e a

soluzione su proposta di diversi kennel club

portarli nelle esposizioni dell'American

europei tra cui proprio quello svizzero, che

Kennel Club fino al 1968, quando il colore

scontentò molti...ma che ha permesso ai

venne squalificato nelle competizioni

bianchi di avere un riconoscimento e un

americane e rimase ammesso solo in

successo che nessuno avrebbe immaginato!

Canada col nome di Pastore Bianco

Così che finalmente nel maggio 2002 il

Americano Canadese. Ed è da questi cani

Comitato Generale della FCI si espresse

che verrà poi reimportato in Europa LOBO,

favorevolmente al riconoscimento della

un bellissimo maschio bianco, considerato il

razza, per poi approvarla definitivamente

progenitore delle moderne linee europee.

durante la sessione di Roma, il 25 novembre

Potrei parlare per ore di quello che accadde

dello stesso anno assegnandole il nr. 347 .La

dopo, ma la farò breve, la società che tutela il

razza del PASTORE SVIZZERO BIANCO fu

Pastore Tedesco non accettò mai e poi mai

quindi riconosciuta dalla FCI in via definitiva

un ritorno del bianco, nonostante tutte le

a Parigi, domenica 4 luglio 2011, alle ore

pressioni, nonostante la storia inseparabile

17:07 quando l'Assemblea Generale della FCI

del pastore tedesco "colorato" e del bianco,

la approvò all'unanimità e senza opposizioni

non ci fu verso, ma la razza si diffondeva. Gli

come 'razza'. Il primo CACIB convalidato fu

amanti del bianco erano tantissimi, i numeri

rilasciato sabato 9 luglio 2011 al World Dog

crescevano e non si poteva continuare a

Show di Parigi. 39


E questa è la storia di una razza che ha lottato per avere riconosciuto il proprio diritto ad esistere, contro mille pressioni e tentativi di negarne l'esistenza e si è evoluta fino al moderno Pastore Svizzero Bianco, ad oggi, secondo lo standard europeo, diverso dal cugino Tedesco, dato che per quasi un secolo si è evoluto in parallelo, evitando quella che è stata la selezione che ha portato il cugino a dividersi in esemplari da Show, spesso iperagolati e poco funzionali ed esemplari da lavoro, performanti per lo sport, ma molto spinti e difficili da gestire per chi non ne abbia le capacità. Lo svizzero si è salvato, rimanendo unico e fedele ai suoi progenitori, cosa che ha portato molti amanti del vecchio pastore tedesco, ormai pressochè scomparso tranne rare eccezioni, a passare al cugino "sbiadito" con grande soddisfazione. Glenda Alberti

Ann Tracy divenne una personalità famosa in tutto il mondo per il contributo fornito alla causa dei Pastori Bianchi. Dapprima membro dell?Associazione Internazionale del Pastore Tedesco, fu una profonda amatrice e conoscitrice della razza. I Pastori Bianchi che giunsero nel suo allevamento erano diretti discendenti dei primi Pastori Tedeschi (Horand e suo mezzo fratello Luchs)

40


A tutela della razza in Italia esiste dal 2006 l?associazione specializzata dal nome ?PASTORE SVIZZERO BIANCO CLUB ITALIA?. Questa realtà, in stretta collaborazione con l?ENCI, sta cercando di portare avanti nel modo migliore la selezione di questa splendida razza lavorando a tutto tondo per ottenere cani, sani, tipici e di ottimo carattere. Il Club infatti organizza oltre ai Raduni di razza , ovvero valutazioni morfologiche per i soggetti, anche una prova denominata Test Caratteriale, in cui i soggetti vengono esaminati da esperti giudici di Prove di Lavoro, che decideranno se il soggetto è idoneo a superare il Test oppure no. Questa prova, oltre che essere obbligatoria per ottenere il Titolo di Campione Italiano di Bellezza, quello di Riproduttore Selezionato e quello di Campione sociale, serve anche ad

aiutare gli allevatori ad orientarsi nel loro importantissimo lavoro di selezione. Oltre a queste attività, a stage di ogni tipo, a seminari su genetica, standard, ortopedia ecc? una delle attività più belle e apprezzate del Club è l?annuale pranzo sociale, che quest?anno abbiamo dovuto rimandare causa COVID, con sommo dispiacere di tutti, perché spesso è l?unica occasione per vedersi con tanti amici ed amanti del Pastore Svizzero sparsi per tutta Italia e non solo. Il sito internet della nostra associazione è : http://www.pastoresvizzerobiancoclubitalia.it/ Sul sito oltre tutti gli eventi organizzati dal club e le informazioni generali, è possibile anche trovare un elenco degli allevatori a noi affiliati e che rispettano il nostro codice etico, oltre che una pagina con le cucciolate disponibili. 41


Ost u n i Allevam en t o Can i Volpin i It alian i di Vit o Lair o

Vit o Lair o Ost u n i (Br in disi) Pu glia Ph on e: 3386624723 M ail: vit olair o@liber o.it

w w w.ost u n iallevam en t ocan i.com

42


Volpin i It alian i e Weim ar an er Di Rober t o ed Elisa Fr an cin i Rigom ago, Sin alu n ga (Sien a) Toscan a Ph on e: 333 469 3836 M ail: in f o@colledegliu livi.com w w w.colledegliu livi.com

43


Disparità nel giudiziodi morfologia Da troppo tempo nelle esposizioni di bellezza tende a prevalere l'aspetto spettacolare (e anche pittoresco se consideriamo come si agghindano certi espositori) che può anche essere valutato positivamente purché il fattore coreografico non sia considerato primario a detrimento della valenza tecnica. La valutazione morfologica è soltanto una delle verifiche zootecniche che l'allevamento del cane di razza comporta, ma soffermiamoci su questa perché è anche la più costosa.

Per non dire che ormai sono una realtà lo svolgimento delle esposizioni in due o anche tre giorni consecutivi. Come è noto, il concetto primario del bello in termini cinognostici si identifica essenzialmente nella funzionalità cui è destinato l'animale e lo standard (in questa sede non consideriamo quello caratteriale) stabilisce gli inerenti canoni di bellezza. Il termine ?cinognostica? è di derivazione greca ed è letteralmente traducibile come ?conoscenza (esterna) del cane?.

Quando un cane consegue il titolo di campione di bellezza, raggiunge un traguardo importante e anche prestigioso per l'allevatore ma, nell'attualità, i costi sono veramente elevati.

Questa branca della scienza studia quindi i caratteri morfologici del cane e ha radici profonde che presuppongono adeguate conoscenze di anatomia, meccanica animale, fisica e fisiologia.

E ? diventano ancor più insopportabili -anche eticamente- quando lo stesso cane, nella stessa giornata espositiva, magari consegue al mattino la qualifica di BUONO e il CACIB al pomeriggio

Il giudice di esposizione deve essere un buon cinognosta in quanto deve saper giudicare anche morfologicamente un cane e valutarlo in base ai dettami prescritti dallo standard di razza.

(o viceversa).

Ne consegue che le esposizioni di bellezza hanno un preciso scopo zootecnico che è quello di individuare nelle varie razze i soggetti migliori e cioè quelli che maggiormente si avvicinano all'ideale di tipicità voluto dallo standard.

Un tempo i regolamenti prevedevano che un cane non potesse essere giudicato due volte nella stessa giornata ma poi, nell'intento di ottimizzare gli oneri economici, si decise di considerare il mattino e il pomeriggio come due L'allevatore seleziona in base a svariati giornate espositive differenti, per cui oggi fattori genotipici e fenotipici e sotto il medesimo cane può essere giudicato quest'ultimo profilo l'esposizione può nella stesso giorno e nello stesso luogo in rivelarsi utile. esposizione (nazionale o internazionale) e 44 in Raduno.


Le mostre canine dovrebbero anche essere una fonte di proselitismo per la Cinofilia e sotto questo profilo ritengo ottima l'idea di aver istituito le esposizioni regionali, utili per avvicinare gradualmente il neòfita alle più competitive manifestazioni a carattere nazionale e internazionale.

Allevatore italiano a identificare i miei cani con i microchip che acquistavo in Svizzera perché all'epoca non erano ancora commercializzati in Italia.

E ci fu anche un oscuro veterinario che mi denunciò all'Enci (ci sono abituato) ma la cosa n.on ebbe ovviamente seguito.

Ho volutamente usato l'espressione dubitativa perché qui iniziano le dolenti note che si concretizzano nell'eccessiva disparità di giudizi cui lo stesso cane talvolta viene sottoposto in un lasso di tempo inesistente se facciamo riferimento ai regolamenti appena citati.

Ma torniamo in argomento formulando una proposta concreta che il Consiglio Direttivo dell'Enci potrebbe innovativamente attuare anche in ossequio a quella professionalità giustamente tanto invocata che oggi non può essere disattesa a nessun livello, compreso il settore cinotecnico stante la rilevanza che ormai lo contraddistingue.

Questa situazione, ormai troppo dilagante, comporta la disaffezione dell'allevatore per le esposizioni e, cosa ancor più grave, l'allontanamento dei neòfiti che rimangono comprensibilmente disorientati e sono indotti a generalizzare ponendosi dubbi sulla professionalità dei giudici, la cui buonafede non è messa in discussione per non uscire dallo schema prettamente tecnico di queste note che volutamente non considerano altri fattori.

Non è certo impossibile convocare quei giudici che hanno espresso giudizi contrastanti affinché possano confrontarsi davanti al cane in questione inequivocabilmente identificabile mediante la lettura del microchip. Mi pare un modo semplice e costruttivo per fare seriamente cinotecnia.

Sorge quindi spontanea la domanda se sussiste la possibilità di porre rimedio a questa situazione.

E che la suscettibilità venga messa da parte una volta per tutte Fabrizio Bonanno

In questo periodo sono stati ripristinati dall'Enci i corsi di aggiornamento per i giudici che avvengono per via telematica e non solo a causa dell'emergenza sanitaria. Giova ricordare che noi dell'ATAVI fummo avanguardistici perché già da anni avevamo istituito le consultazioni telematiche consiliari mai vietate da nessuno Statuto. Con buona pace di coloro che ottusamente ci contestarono l'uso di questa moderna tecnologia. Lieto di aver avuto il consenso della maggioranza dei Consiglieri pro tempore precorrendo ancora una volta i tempi come mi accadde nel 1993 allorquando fui il primo 45


Alt a Cosm esi per volpin i it alian i

3332668698 46


47


48


Gradiska Circuit 2019 Bosnia Herzegovina

Inutile che io vi stia a raccontare ed elencare tutti i risultati conseguiti dai cani in questi due giorni no stop di cinofilia.Vi dirò semplicemente che siamo tornati in Italia pienamente soddisfatti, tutti e 5 i nostri soggetti hanno concluso il campionato Bosniaco e quello della Repubblica Serba nelle loro categorie di età. I rossi, nemmeno a dirlo, non sono stati apprezzati solamente alla speciale, giudicata da un italiano, ma si sa nessuno è profeta in patria.

viaggiamo con più cani del solito, in parte perchè abbiamo con noi anche gli schipperke di mio marito e in parte perchè abbiamo voluto contribuire alla riuscita della speciale dedicata al gruppo 5 iscrivendo un buon numero di cani. Dopo una sosta notturna sulle alpi Slovene Il viaggia fila liscio fino al confine tra Croazia e Bosnia. Alla Dogana ci aspetta una lunghissima fila di 4 ore, per fortuna il camper è confortevole, mio figlio Leon può guardarsi i cartoni, mangiare, giocare coi cani. Visto che la cinofilia in famiglia è affar mio la lunga coda tocca a me e mio marito giustamente se ne va a dormire.

Ma dopo essermi tolta alla svelta il dovere di cronaca dei risultati vi racconto il mio viaggio. La partenza è prevista per il giovedì mattina, ma come al solito partiamo con mezza giornata di ritardo. La nostra prima tappa è il centro cinofilo dove lasciamo a pensione Megera, la maremmana abruzzese, temo sempre che non gradirebbe l'arrivo della dog sitter che si occupa dei cani che rimangono a casa.

Finalmente passiamo la dogana, da quel momento addio internet e addio navigatore ma riusciamo comunque anche con qualche difficoltà ad arrivare a destinazione. Dopo una divertente cena con altri espositori di diversi paesi europei è ora di dormire, la giornata che ci aspetta sarà impegnativa.

Il viaggio è lungo e le soste sono tante, 49


I

Il nostro secondo giudice è il signora Anja Snejegota ero un po' in ansia, non avendola mai visto giudicare ma è andato tutto bene, giudice giovanissima molto gentile coi cani e scrupolosa Ai raggruppamenti Berenice conquista il Best In Show Veterani, I volpini rossi al gruppo d'allevamento, nonostante una nutrita concorrenza, decisamente inusuale vedere tanti gruppi , almeno in Italia, salgono sul secondo gradino del podio, grazie anche all' aiuto di due handler italiani Biagio Nicoli e Fabiana De Francesco Dopo 2 expo complete di raggruppamenti ha finalemtente inizio lo Special Polar SHow Gradiska, ormai si è fatto buio, piove a fa piuttosto freddo ma resistiamo.

l sabato mattina per me sveglia all' alba, ci sono 7 cani da far mangiare, passeggiare, giocare e sfogarsi un po'. Ci aspettano 3 esposizioni in un giorno. Con me ho tutta l'attrezzatura per sistemare bene i cani, in questi paesi è gradita un attenta toelettatura, niente lacche o polveri ma si richiede un cane ordinato e ben presentato. Appena finito di sistemare l' ultimo cane ovviamente inizia il diluvio. Il nostro primo giudice è un mostro sacro della cinofilia internazionale, ex vice presidente della Fci , il signor Gerard Jipping, inutile dire il suo giudizio mi preme moltissmo ed entro in ring fortemente emozionata. Dopo diversi giri di ring il BOB va al mio maschio rosso, non mancano consigli e considerazioni sul lavoro di ricostruzione della varietà. Ammmetto una figuraccia imbarazzante al raggruppamento dedicato ai gruppi d' allevamento, Saria e Ada hanno deciso di litigare e azzuffarsi in ring, sono cose che capitano, sono uscita tra qualche risata. 50


Questa speciale è perfettamente organizzata, bellissimi premi e suggestiva organizzazione del ring. L' organizattore dell' evento è il signor Miroslav Babic, allevatore di samoiedo. Persona assolutamente educata e gentilissima, viene a presentarsi, a ringraziarci per aver preso parte all'evento , si assicura che ci stiamo trovando bene e mi invita a passare più tardi dalla segreteria per ritirare una cosa.E' molto interessato al volpino italiano, fa tante domande, prende in braccio i cani, scherza con mio figlio, insomma ci fa davvero sentire i benvenuti.

decidiamo di fermarci a cena con loro e sperare che nel frattempo la fila si smaltisca. Approfittiamo dell' attesa e del sole, che si fa finalmente vivo dopo due giorni di pioggia, per fare qualche bella foto. A tarda notte dopo una piacevole cena in compagnia ripartiamo, fortunatamente la coda è ormai smaltita e ripartiamo verso casa. In questi tre giorni è andato molto bene anche il nostro Schipperke con 2 terzi posti al gruppo 1 e un simpatico 3 posto allo junior handling con mio figlio

La speciale in realtà va decisamente male per i miei volpini rossi, il giudice Mostura non assegna a nessuno di loro l'eccellente. Innegabile la delusione, soprattutto con giudice italiano, ma in esposizione sono cose che succedono. Il signor Miroslav è dispiaciuto per il nostro risultato ma non ci buttiamo giù, una birra e un panino in compagnia e si torna a sorridere. In fondo Berenice e Gigi con 3 cac hanno già chiuso il campionato. Per i rossi rimane l' expo del giorno dopo per tentare di conquistare l' ultimo cac che gli serve. In segreteria il Polar dogs Club mi consegna un attestato di ringraziamento per il sostegno dato al club, scherziamo un pò sul mio cattivo risultato, facciamo qualche foto insieme e ricevo i complimenti per irisultati del gruppo d' allevamento dei volpini rossi nelle due esposizioni precedenti. L' ultimo giorno ci giochiamo i titoli con i volpini rossi, ma fortunatamente la giudice Miloseva Matejevic apprezza i miei volpini e chiudiamo anche il loro campionato. Prepariamo tutte le pratiche, consengnamo tutto alla segreteria, sistemiamo velocemtne il camper e partiamo, ma arrivati alla dogana ci aspetta una brutta sorpresa, 6 ore di fila. Decidiamo di tornare all' expo dove i nostri amici handler stanno ancora sistemando, 51


52


53


L' angolodel bagnetto tra miti erealtà Almeno una volta nella vita abbiamo ricevuto tutti consigli sull'igiene del nostro amico a quattro zampe, spesso però questi sono errati e troppo di frequente derivanti da vecchie credenze popolari. Dai, sarà capitato anche a voi che vi dicessero che se lavando il cane si elimina il film idrolipidico che lo protegge dagli agenti esterni. Magari vi avranno anche detto che poi il cane puzzerà di più perché deve ricostituire questo strato protettivo. Ecco, sfatiamo una volta per tutte questo mito, è ora no? Il film idrolipidico esiste ed è vero che serve a proteggere la pelle ma non è assolutamente vero che, se lavi il cane, lo elimini. Difatti questa sorta di pellicola si trova anche sulla nostra pelle ma credo che nessuno di noi faccia la doccia massimo due volte all?anno. Il film idrolipidico non è altro che una barriera protettiva formata da sebo e grassi. Tra questi ultimi troviamo anche quei grassi contenuti nei prodotti cosmetici che hanno proprio il compito di rinforzare il film idrolipidico. Se vogliamo proteggere questa barriera dobbiamo compiere due azioni molto semplici: lavare il nostro animale con i prodotti più adatti e somministrare una corretta alimentazione, poiché il corpo non è in grado di produrre tutti gli acidi e alcuni li deve ricavare tali e quali dagli alimenti. Quindi, tornando all'igiene, abbiamo visto che se laviamo il cane non rischiamo di eliminare questo film protettivo. Però tutto ciò a patto di utilizzare prodotti appropriati per il cane . Purtroppo spesso e volentieri sento proprietari affermare di lavare il loro cane con acqua e aceto, shampoo per bambini o prodotti vari. Nulla di più 54 dannoso.

Classe ?96. Diplomata al Liceo Scientifico, Chiara nasce in un allevamento riconosciuto Enci di Siberian Husky e Shiba-Inu. Cresciuta nel mondo cinofilo tra esposizioni e cuccioli da crescere, Chiara inizia a seguire i primi stage di Handling a 12 anni da Richard Hellman. A 19 anni decide di partire per gli Stati Uniti dove vive come ragazza alla pari con due famosi handler: Tim Terella e sua moglie Megan Graham Terella ed ha la possibilità di migliorare nelle tecniche di toelettatura, mantenimento e presentazione del cane da show. Successivamente torna in Italia e senza abbandonare l?allevamento, che ormai gestisce, lavora per 4 anni in negozi altamente specializzati per animali, frequenta stage e percorsi e formativi e, quest?anno, apre una toelettatura professionale a Forlì, incentrata sul benessere dell?animale.


Quando decidiamo di lavare il nostro cane dobbiamo sempre tener conto che il pH della sua pelle è pari a 7, il nostro pH è 5 mentre quello dell?aceto é circa 4, questo comporta che lavare il nostro animale con uno dei prodotti sopra elencati andrà a squilibrare il ph della pelle del cane creando terreno fertile per dermatiti.

questa nuova abitudine A tal proposito ci terrei a sottolineare che al momento non esiste una normativa specifica per per i prodotti cosmetici per animali che regolamenta questi prodotti. L?unica normativa a loro applicabile è la Direttiva 2011/83/UE che però si occupa semplicemente dei diritti dei consumatori dei prodotti di libera vendita. Questo cosa significa? Significa che domani un produttore di detersivo per pavimenti potrebbe svegliarsi, cambiare l?etichetta e vendervi lo stesso identico prodotto come shampoo per il vostro amico a 4 zampe. Quindi non basta acquistare uno shampoo per cani ma è necessario controllare l' INCI e acquistare solo prodotti con componenti dichiarate (in quanto non è obbligatorio inserire la composizione sull?etichetta dei cosmetici per animali) e, se possibile, acquistare solo marche con certificazioni e INCI depositati.

In sostanza cosa è necessario fare per il benessere del manto e della cute del nostro cane? E' mia opinione che l'ideale per l?apparato tegumentario del cane sarebbe programmare un lavaggio ogni 3 settimane e assicurarsi che vengano utilizzati solo prodotti idonei alla cute del nostro cane. Mi rendo conto che questa mia affermazione sia difficile da "far digerire" a chi per anni ha lavato il cane una volta all'anno. Tra l'ideale e le vostre abitudini potreste trovare un compromesso e iniziare a lavare il cane più spesso, probabilmente sarete voi stessi ad accorgervi che il cane presenta una pelle ed un pelo migliore e decidere di continuare con

Chiara Capanni

55


di Ch i ar a Capan n i Vi al e del l 'appen n i n o 43, For l ĂŹ t el ef on o: 393 329 4373 di l an dogt oel et t at u r a@gm ai l .com

56


57


Il problema dei falsi RSR Innanzitutto non dobbiamo mai dimenticare che il Registro Supplementare Riconosciuti (RSR) è un Registro Genealogico italiano ufficialmente riconosciuto dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI). Giova anche ricordare che alla FCI aderisce la maggior parte delle Nazioni ove esiste una Cinofilia organizzata. E la cinotecnia è una cosa seria perché le oltre quattrocento razze canine ufficialmente riconosciute impreziosiscono il patrimonio zootecnico mondiale. Quindi chi manipola artatamente e disinvoltamente i Registri Genealogici con iscrizioni taroccate è persona indegna di permanere nel consesso cinotecnico. Ciò premesso, l'RSR (un tempo denominato LIR, cioè Libro Italiano Riconosciuti) fu istituito principalmente per salvaguardare le razze autoctone. A questo RSR sono iscrivibili i cuccioli nati da genitori iscritti all'RSR da una o più generazioni. Un precedente Regolamento stabiliva che se dopo quattro generazioni il soggetto rientrava nei parametri voluti dallo standard di razza, poteva ottenere in esposizione il CT (Certificato di Tipicità) ed essere iscritto nel Registro dei purosangue (allora LOI, Libro Origini Italiano e oggi ROI, Registro Origini Italiano). Attualmente, con decisione opinabile, i soggetti RSR di quarta generazione sono trascritti automaticamente al ROI. Può essere iscritto come Capostipite RSR quel soggetto appartenente a una razza italiana se gli viene rilasciato in esposizione e da un giudice italiano il CT. Le Società Specializzate preposte alla tutela delle razze italiane possono chiedere all'Enci che il CT venga rilasciato solo nell'àmbito dei Raduni di razza o delle Mostre Speciali. L'ATAVI si è avvalsa di questa facoltà.

Purtroppo, e non solo nella nostra razza, esistono moltiplicatori di cani privi di ogni scrupolo che in totale spregio della zootecnia prima ancora che delle disposizioni vigenti, producono cucciolate da genitori regolarmente iscritti ma per eludere ogni tipo di controllo fiscale vendono in nero la maggior parte dei cuccioli iscrivendone magari uno o due che trattengono per sé. Al turlupinato acquirente consigliano di far conseguire il CT una volta che il soggetto avrà raggiunto l'età prevista dal regolamento. Quando questo si verifica, si immettono in riproduzione soggetti di genealogia ufficialmente sconosciuta ma in realtà è vero il contrario. L'ATAVI si era

58

avvalsa, anni addietro, della consulenza di Vetogene per cercare di individuare un rapporto di parentela tra i possibili nubendi e quindi attuare un miglior utilizzo di taluni soggetti che avevano conseguito il CT e i cui proprietari avevano aderito a una nostra specifica richiesta. E' chiaro che certi moltiplicatori di cani, adusi a commettere un ignobile falso zootecnico sono del tutto inattendibili sotto ogni profilo. Chi delinque in un settore, delinque anche in un altro. Purtroppo le vigenti leggi italiane non consentono adeguati controlli e costoro rimangono impuniti. L'ATAVI, fin dalla sua fondazione, ha attuato con ogni mezzo (anche televisivo) grande opera di sensibilizzazione. E continuerà a farlo. Fare ?terra bruciata? intorno ai cagnari é doveroso anche per tutelare la nostra onorabilità professionale. Fabrizio Bonanno


59


60


di Paol a Cer i sol a f acebook : Kel y n se w w w .k el y n se.com 61


62


Raduni RazzeItaliane AREZZO 21 set t em br e 2019 M ODICA 29 set t em br e 2019

Italian breedsSpecial Show

63


Arezzo settembre2019 Ben 20 tutti bianchi i volpini italiani iscritti a questo evento. Giudice del raduno per il volpino italiano il signor Franco Gatti.

ai raggruppamenti con 3 podi.

Nonostante il buon numero di iscritti non sono stati assegnati i cac ne ai maschi ne alle femmine. Buoni invece i risultati della razza

Secondo posto invece per l'allevamento del Colle degli Ulivi e per la piccola Incanto di Luigino Pellegrini

La coppia di proprietĂ del signor Roberto Francini sale sul gradino piĂš alto del podio.

RISULTATI RADUN O Pisolo del Colle Degli Ulivi BOB Per la del Colle Degli Ulivi BOS Wh isk y BOB veterani In can t o della Volpe Bian ca BOB puppy

64


Modica settembre2019 Quattro i volpini bianchi e 3 i volpini rossi giudicati dal signor Salvatore Tripoli. Nessun soggetto giudicato eccellente per la varietĂ rossa. Tutti eccellenti i nvece i soggetti bianchi che conquistano anche due posi ai raggruppamenti. Terzo posto per la coppia di Cinzia Vicini e Best in Show Veterani per Berenice di 10 anni

RISULTATI RADUN O Diva delle Sen t in elle di Cor t e Cac, BOB Bor n To Win Bali BOS Ber gam ot t o Sicily Par f u m Lu igi Cac Ch icco delle Sen t in elle di Cor t e R. Cac Blu e Blood Pr in cess Bian ca R.cac Ber en ice del M on t ef r on doso BOB veterani

65


Volpin o's R Us by Ter r alea Collin s in USA

t er r alea@volpin osr u s.com

66


Allevam en t o del Volpin o It alian o di Paola e St ef an o Dalla Bar ba

M oden a M ail: dallabar ba@alice.it w w w.volpin o-it alian o.it Ph on e. 059-232437 ? 3351222216

67


68


69


70


Raduni emostrespeciali VolpinoItaliano M oden a 6 gen n aio 2019 Ar ezzo 9 f ebbr aio 2019 Pisa 1 giu gn o 2019 Ren de 18 m aggio 2018

VolpinoItaliano Special Show 71


Non si può certo definire un successone per il Volpino Italiano la tre giorni più importante della cinofilia italiana. Peccato lo scarso numero di iscritti, solo 8, tutti bianchi, giudicati in occasione dell' Enci Winner dal Giudice Pierluigi Buratti. Vincitori del prestigioso titolo Rigoletto Italiano di Lella Corradi e Rosy Del Colle Degli Ulivi di Roberto Francini. Stessi iscritti in occasione dell' Internazionale di Verona che vede vincere Rosy Del Colle Degli Ulivi con il giudice Gianfranco Bauchal. A salvare questa tre giorni ci pensa il raduno giudicato da Anna Albrigo con ben 19 soggetti iscritti, di nuovo Bob Rosy Del Colle Degli Ulivi a confermare le qualità assolute di questo soggetto, Bos per Bella Volpino's Prince dell' allevatrice danese Kristiansen Pia Rodvig. Prince di Pia in questa intensa tre giorni, conquistando il cac dalla classe libera tutti i giorn,i diventa Campione Italiano. Chiude con il raduno il Campionato Italiano Cornelio di Roccascura dopo oltre 10 anni che non si aveva un campione nella varietà rossa. Cinzia Vicini

72


73


Mostra SpecialeImola gennaio2020 Dodici i cani iscritti , dieci i presenti sottoposti al giudizio del signor Alessandro Zeppi. Piacevole sorpresa per tutti i volpinisti la partecipazione dello storico allevatore Andrea Leonini titolare dell'affisso Antica Etruria che con lo stupendo Gastone Dell'antica Etruria conquista il Bob dalla classe giovani, Bos per la bellissima e ormai conosciuta da tutti gli espositori China di Massimo FIorini, giĂ Bob all European Dog Show di Wels. Nessun podio purtroppo per i volpini in questa occasione

RISULTATI Gast on e Dell'An t ica Et r u r ia BOB, JBOB

Er colin o Dell' An t ica Et r u r ia cac, cacib

Ch in a cac, cacib, BOS

Cu r r y Ar t h u r BOB puppy Ribes

r.cac, r.cacib

74


Al l ev am en t o Del l e Sen t i n el l e Di Cor t e di Vi n cen zo M acch i on e

Pian e Cr at i (CS) M ail: vin cen zom acch ion e@vir gilio.it Ph on e: 3475326689-3285544115 75


76


A l l ev amento Del l 'A ntonazzo V ol pi ni I tal i ani Rossi e Bi anch i di A mel i o A zzari to San M i ch el e Sal enti no (BR) Pugl i a Ph one: +39 3208570965 M ai l : amel i o.azzari to1972@gmai l .com

77


78


Presentazionedegli Allevamenti In ogni numero la presentazione di alcuni allevamenti. Per questo primo numero, ci parla di lei : Lella Corradi titolare dell' allevamneto Della Ghirlandina , uno degli ultimi affissi riconosciuti ma che ha giĂ ottenuto numerosi risultati

79


Allevamento Della Ghirlandina Nata e cresciuta per la maggior parte della mia vita nella campagna Emiliana, dove estati torride e inverni gelidi e nebbiosi sono all?ordine del giorno, i miei migliori compagni di vita sono sempre stati cani, cavalli, gatti con cui sono cresciuta. La mia prima conoscenza con la razza del Volpino Italiano risale ai primi anni 90, prima con Pallino 1 poi con Pallino 2, entrambi hanno vissuto in famiglia per lungo tempo, è risaputa la longevità di questa razza. Poi nel 1999 ho avuto finalmente il mio primo Volpino Italiano, Tommy un volpino con un carattere eccezionale, con lui ci ho lasciato definitivamente il cuore. Nel 2014 è iniziata la mia avventura nel mondo delle esposizioni di belezza, prima con Stellapolare della Volpe Bianca e subito dopo con Dakota dei Piccoli Guardiani. Nel 2017 ho fatto la mia prima cucciolata, di cui ho tenuto un maschio Rigoletto Italiano. Ho fatto altre cucciolate nel 2018 e l?ultima nel 2019 dove ho tenuto con me in allevamento una femmina Claretta della Ghirlandina. L?Allevamento della Ghirlandina viene riconosciuto da ENCI/FCI in gennaio 2019 e sempre nello stesso anno sono stata ammessa come Socio Allevatore Enci. Ho presentato i miei Volpini Italiani in Italia e all?Estero innumerevoli volte, ottenendo i titoli di Campione Italiano, Campione Estero , Campione Internazionale, Top Dog 2016 e Top Dog 2019, Campione Umavi nel 2018 e Enci Winner, Latin Winner ed Austrian Winner nel 2019 con Rigoletto Italiano, oltre ad altri titoli in tanti paesi esteri.

1 Clu b Ch am pion 2 It alian Ch am pion 2 Ju n ior It alian Ch am pion 1 Um avi Ch am pion 1 Top Dog ...an d m or e

80


Ho partecipato nel 2018 ai moduli di formazione Master Allevatore Enci a Cremona conseguendo l?attestato di Allevatore Enci riportato nel libro genealogico online Enci dei miei soggetti.

Sono fiduciosa che il Volpino Italiano possa riprendersi il suo giusto posto nel mondo della cinofilia e tornare ad essere il migliore compagno di vita di molte persone. Questa Razza Italiana merita davvero il lavoro che tutti noi allevatori stiamo facendo, selezionando e recuperando antiche linee di sangue.

Ho superato il modulo teorico on line per sostenere quando sarĂ possibile l' esame come addestratore. Il Covid 19 ha interrotto il mio percorso.

Ricordo che il Volpino Italiano esiste nelle tre varietĂ di colore il bianco il rosso e il nero in attesa di riconoscimento Enci.

Sono socia del Club di Razza del Volpino Italiano ? Atavi dal 2014, componente del consiglio direttivo del triennio 2016-2018 e dal 2019 componente del Comitato Tecnico Atavi insieme ad illustri Allevatori storici del Volpino Italiano.

Amico fedele da tempi storici nelle masserie e nelle aie dei nostri nonni. Lella Corradi

81


82


83


84


85


86


Recensioni Le r ecen sion i son o r ealizzat e da Beat r ice M or an dot t i ch e gest isce u n gr u ppo su Facebook " Recen sion i di libr i cin of ili" , gr u ppo in cu i pot et e iscr iver vi e t r ovar e t an t issim i spu n t i per le vost r e let t u r e

87


scritto dalla veterinaria esperta in comportamento animale Barbara Gallicchio, è un libro sul cane a tutto tondo, partendo dalle sue origini lupine e arrivando al cane attuale. L?autrice parte dalla biologia ed etologia lupina e affronta la storia dell'evoluzione dei canidi e in particolare quella del cane, la storia della sua addomesticazione, i suoi rapporti col progenitore selvatico, il suo linguaggio, le razze canine e la loro derivazione. Molto affascinanti i capitoli riguardanti la storia del cane corredati da ricche fonti archeologiche. Ho molto apprezzato i capitoli riguardanti la genetica e l?allevamento delle razze che ho trovato molto equilibrati e ricchi di spunti. Tuttavia alcuni concetti presentati nel libro ad oggi sono stati approfonditi e rivisti da studi successivi. Il libro inoltre è ricco di immagini a colori e illustrazioni della stessa autrice che insieme allo stile semplice e scorrevole rendono la lettura piacevole nonostante gli argomenti a volte complessi. In generale, nonostante ne avessi già sentito parlare bene, questo libro mi ha positivamente stupito e la ritengo un?ottima lettura per ogni cinofilo. Beatrice Morandotti 88


Nel loro libro "Psychodog. Tale cane, tale padrone" Valeria Rossi, addestratrice e allevatrice di lunga esperienza, e Lorenzo Pergolini, psicologo e cinofilo, indagano lo speciale rapporto tra cane e padrone. I due autori, che si alternano di capitolo in capitolo, hanno due stili molto diversi tra loro, quasi contrastanti, che tuttavia convergono nel loro modo di vedere la mente del cane. Il libro mette in evidenza le somiglianze e le differenze tra la mente canina e quella umana e aiuta a comprendere meglio le dinamiche della relazione cane-padrone. Premesso che sono una semplice proprietaria appassionata di cani, trovo che sia un'ottimo libro di psicologia canina. Divulgativo, certo, ma molto piacevole e ben fatto, con tanto di fonti. Scorrevole, interessante e divertente, è un ottimo libro per tutti i proprietari che desiderino conoscere meglio il proprio cane. Beatrice Morandotti

89


90


91


La For t u n a aiu t a gli au daci... n oi ci pr oviam o e con t iam o su lla collabor azion e di t u t t i voi appasion at i! Ci r ivediam o a f in e m ar zo con il pr ossim o n u m er o della r ivist a Se volet e pu bblicar e u n ar t icolo, avet e u n idea, volet e collabor ar e con la r ivist a o sem plicem t en t e pu bblicar e u n in ser zion e su i pr ossim i n u m er i con t at t eci Facebook : Cin zia Vicin i Telef on o: 3278713817 oppu r e 3460691921 M ail: cin zia.dogsh ow @gm ail.com

Nel pr ossim o n u m er o... Tan t i n u ovi ar t icoli su l Volpin o It alian o, dall' allevam en t o alla vit a in f am iglia

Repor t age dalle esposizion i it alian e e dalle piĂš im por t at i m an if est azion i eu r opee

Nu ovi ar t t icoli t ecn ici

Am ar cor d, il volpin o ch e f Ăš , vecch ie st or ie di Volpin i It alian i

92

... e m olt o alt r o


For t u n e f avor s t h e br ave... w e t r y an d cou n t on t h e collabor at ion of all you ! See you at t h e en d of m ar ch w it h t h e n ext issu e of t h e m agazin e

If you w an t t o pu blish an ar t icle, you h ave an idea, you w an t t o collabor at e w it h t h e m agazin e or sim ply pu blish an adver t isem en t on t h e n ext issu e con t act u s Facebook : Cin zia Vicin i Ph on e: +39 3278713817 or +39 3460691921 M ail: cin zia.dogsh ow @gm ail.com

93

Profile for Cinzia Vicini

Volpino Italiano Pet Life numero 3  

Rivista dedicata al Volpino Italiano e alla cinofilia

Volpino Italiano Pet Life numero 3  

Rivista dedicata al Volpino Italiano e alla cinofilia

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded