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1861 - 2011


Indice •

Il nuovo governo dopo l’Unità d’Italia

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Il Risorgimento

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Il giuramento della giovine Italia

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L’arretratezza delle regioni del SUD

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L’impresa dei mille

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I mille

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Garibaldi

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Cavour

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Mazzini

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Premessa Questo piccolo volume è stato ideato e creato interamente dai ragazzi del primo anno settore meccanico dell’Enaip di Conselve. Il loro lavoro è nato dopo l’osservazione, assistita dall’insegnante, dall’insegnante, della storia del nostro paese. Sono state utilizzate modalità diverse e stimolanti come ad esempio l’utilizzo del testo scritto, del testo virtuale di video e racconti. Il tutto è stato raccolto e condiviso utilizzando la piattaforma Moodle che Enaip utilizza da alcuni anni nell’ambito del progetto di apprendimento collaborativo.

http://fad.enaipveneto.net

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Il nuovo governo dopo l’Unità d’Italia Nel nuovo governo Italiano avevano messo assieme popoli popoli diversi per storia, per la lingua parlata, per le tradizioni culturali e anche religiose, se si guarda al diverso modo di intendere il cattolicesimo. La destra per pagare i costi dell’unificazione e i costi delle infrastrutture vara una politica fiscale, con la prevalenza della tassazione indiretta che colpisce di più la popolazione. Nel 1868 vara la famosa tassa sul macinato, che colpisce la farina, è una tassa che va pagata quando si porta il grano al mulino per essere macinato, e va a colpire soprattutto soprattutto i piccoli contadini. Nel 1869, si verificano le prime agitazioni sociali nel nord Italia, perché le frange povere della popolazione entrano in lotta, con degli scioperi, per manifestare contro la tassa. Tale politica fiscale aveva portato al pareggio del del bilancio nel 1875 parti d'Italia. I rappresentanti del governo mandati da Cavour per una relazione sulle condizioni del Mezzogiorno rimasero scandalizzati di fronte all'arretratezza delle popolazioni meridionali: Luigi Carlo Farini, inviato a Napoli con la carica di Luogotenente, scriveva a Cavour: "Altro che Italia! Questa è Africa. I beduini, a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile».

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Il risorgimento All'indomani del Congresso di Vienna, Vienna, che si tenne nella capitale austriaca tra l’ottobre l’ottobre 1814 e il giugno 1815 allo scopo di ripristinare l'assetto territoriale degli stati europei e restaurare la legittimità dei sovrani al termine delle guerre napoleoniche, l'Austria ottenne in Italia, oltre al LombardoLombardo-Veneto, anche il controllo indiretto indiretto del Ducato di Parma assegnato a Maria Luisa d'Austria, del Granducato di Toscana e del Ducato di Modena e Reggio. Il Regno di Napoli tornò a Ferdinando IV di Borbone e nel 1817, con Sicilie; lie; lo Stato l'acquisizione della Sicilia, andò a formare il Regno delle Due Sici Pontificio fu restituito a papa Pio VII. In seguito alla Restaurazione le aspirazioni di carattere liberalcostituzionale e liberalnazionale trovarono sbocco in una serie di rivolgimenti, dai moti del 1820rivolgimenti, a partire 1820-21 di matrice carbonara, che videro videro il sacrificio di molti patrioti (tra cui Silvio Pellico e Piero Maroncelli), seguiti da quelli del 1831, tutti duramente repressi. L'istanza nazionale fu poi fatta propria, anche con connotazioni più schiettamente democratiche, dal movimento mazziniano volta attuò alcune mazziniano che a sua insurrezioni, di volta in volta represse o abortite sul nascere; subentrò allora a farsi interprete del sentimento nazionale il Piemonte di Carlo Alberto e di Cavour, Cavour, la cui abile politica diplomatica sarebbe stata provvidenziale per la futura unificazione dell'Italia. I moti indipendentistici che percorsero l'Europa nel 18481848-49 ebbero un'eco anche negli stati italiani, dove si formarono governi rivoluzionari rivoluzionari provvisori e nel caso di Venezia e di Roma portarono alla proclamazione della repubblica: la controreazione delle monarchie europee avrebbe comunque stroncato anche queste rivendicazioni. Dopo l'esito vittorioso delle insurrezioni di Milano (le Cinque Cinque giornate di Milano) Milano) e di Venezia, il Piemonte, ormai messosi alla testa del movimento per l'unificazione italiana, combatté, e perse, la prima guerra d'indipendenza contro l'impero asburgico (1848 ’49);la seconda guerra d'indipendenza (1858(1858-59), preceduta preceduta dagli importanti accordi di Plombières con l'imperatore francese Napoleone III, iniziò con alcuni successi militari dell'esercito francofranco-piemontese, (battaglie di Magenta e di Solferino e San Martino) Martino) e dei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi attivi in territorio lombardo, ma 5


l'armistizio di Villafranca (1859) tra Francia e Austria guadagnò al regno sabaudo solo la Lombardia. Seguì un'ondata di insurrezioni in vari territori italiani in favore dell'annessione al Piemonte: l'impresa dei Mille di Garibaldi Garibaldi (1860), dopo aver favorito la liberazione del Sud, permise la riunificazione sotto la corona dei Savoia anche del Centro. Rimanevano esclusi dal nuovo organismo unitario il Veneto e Roma: il primo d'indipendenza nza (1866), in seguito al fu attribuito all'Italia dopo la terza guerra d'indipende conflitto austroaustro-prussiano conclusosi con la vittoria della Prussia; la seconda, dopo la proclamazione del Regno d'Italia (1861), sarebbe stata conquistata nel 1870.

IL GIURAMENTO DELLA giovine ITALIA

La Giovine Italia fu un'associazione un'associazione politica insurrezionale fondata a Marsiglia nel luglio 1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un periodico al quale fu dato lo stesso nome. L'obiettivo di questa organizzazione era quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo i governi dei precedenti Stati Preunitari. La Giovine Italia costituì uno dei momenti fondamentali nell'ambito del Risorgimento italiano. Negli anni 1833 e 1834, 1834, durante il periodo dei processi in Piemonte e il fallimento della spedizione di Savoia, l'associazione scomparve per quattro anni, ricomparendo solo nel 1838 in Inghilterra. Dieci anni dopo, il 5 maggio 1848, l'associazione fu definitivamente sciolta da Mazzini che fondò, al suo posto, l'Associazione Nazionale Italiana. La Giovine Italia entrò, in seguito, a far parte di un'altra associazione politica mazziniana, ovvero la Giovine Europa, assieme ad altre associazioni simili come la Giovine Germania, la la Giovine Polonia e la Giovine Francia.

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L’arretratezza delle regioni del SUD Le imprese del Sud, già penalizzate per l'arretratezza strutturale e molto svantaggiate nella competizione con quelle delle regioni settentrionali ed europee, di fronte al disinteresse dei vari governi che si sono succeduti, hanno bisogno del sostegno incondizionato di tutti i cittadini meridionali per continuare a sopravvivere e produrre ricchezza e sviluppo nel territorio. I prodotti prodotti del Sud, spesso si caratterizzano per qualità e prestigio internazionale: bisogna solo provarli. Dal vino all'olio di uliva, dalle produzioni dolciarie ai prodotti conservieri, dalla pasta di grano duro alle centinaia di altri prodotti, il Mezzogiorno può offrire a tutti i suoi cittadini uno straordinario straordinario repertorio di gusti e di elaborazioni tradizionali.

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l’impresa dei Mille Nel 1860, Garibaldi, Garibaldi, insoddisfatto della prima guerra d’ indipendenza indipendenza e sollecitato dalle richieste dei patrioti siciliani, decise di liberare il sud con l’aiuto di un migliaio di volontari. Il re e Cavour erano al corrente dell’impresa ma non vi aderirono.

ufficialmente per non pagare le conseguenze conseguenze di una sconfitta sconfitta Garibaldi salpò da Quarto, Quarto, presso Genova, e dopo aver fatto rifornimento di armi a Talamone, Talamone, in Toscana,sbarcò Toscana,sbarcò a Marsala, Marsala, in Sicilia. In breve occupò Palermo e vi fondò un governo provvisorio sotto la guida di Francesco Crispi, poi batta gli eserciti Borbonici a Milazzo, Milazzo, passò lo stretto di Messina e si diresse verso Napoli, costringendo il re Francesco II a rifugiarsi nella fortezza di Gaeta. Intanto in Sicilia le masse dei contadini insorgevano chiedendo la distribuzione delle terre di proprietà dei nobili. I garibaldini però temevano che aiutare i contadini significasse inimicarsi l’aristocrazia e spingerla dalla parte dei borboni. Le rivolte 8


perciò furono represse nel sangue, come a Bronte, dove l’esercito di Nino Biro catturò e fucilò tutti gli insorti. insorti. Le notizie dei successi di Garibaldi giungevano in Piemonte: Cavour per evitare che le “giubbe rosse” giungessero a Roma o fondassero uno Stato indipendente dal Piemonte pensò che fosse il momento di intervenire. Vittorio Emanuele II si diresse con l’esercito verso sud occupando al passaggio Marche ed Umbria. Umbria. Nel frattempo i garibaldini sconfiggevano definitivamente le truppe borboniche sul Volturno. A Teano il re incontrò Garibaldi, il quale lo salutò chiamandolo “re d’Italia” e affidandogli tutte le le terre conquistate. Attraverso plebisciti Umbria, Marche, Sicilia e regioni del sud furono annesse al Piemonte.

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I mille La lista con 1090 persone persone fornita dal Ministero della Guerra fu pubblicata nel 1864, dal Giornale Militare come risultato di un'inchiesta istituita dal Comitato Militare di Stato. Questo comitato fu creato per determinare quanti e quali furono i reali partecipanti a quella storica storica spedizione e come avvenne lo sbarco l'11 maggio del 1860 in Marsala. Questa lista con 1090 persone fornita dal Ministero della Guerra fu pubblicata nel 1864, dal Giornale Militare come risultato di un'inchiesta istituita dal Comitato Militare di Stato. Questo comitato fu creato per determinare quanti e quali furono i reali partecipanti a quella storica spedizione e come avvenne lo sbarco l'11 maggio del 1860 in Marsala. Chi partecipò……………………………………… partecipò……………………………………… Il contingente di volontari, che, in un primo momento, prese il nome di "Cacciatori delle Alpi", era così suddiviso: Comandante: Comandante: Giuseppe Garibaldi • Segretario del Comandante: Comandante: Giovan Battista Basso • Stato maggiore comandato da Giuseppe Sirtori: • Francesco Crispi, Crispi, Giorgio Manin, Manin, Salvatore Calvino, Calvino, Achille Majocchi, Majocchi, Giacomo Griziotti, Griziotti, Bocchette, Bocchette, Giacinto Bruzzesi • Aiutanti di campo: campo: Stefano Turr, Turr, Guglielmo Cenni, Cenni, Francesco Montanari, Montanari, Giuseppe Bandi, Bandi, Pietro Stagnetti • Intendenza: Intendenza: Giovanni Acerbi, Acerbi, Paolo Bovi, Francesco Maestri, Maestri, Carlo Rodi • I Compagnia comandata da Nino Bixio • II Compagnia comandata da Vincenzo Orsini • III Compagnia comandata da Francesco Stocco • VI Compagnia comandata da Giuseppe la Masa • V Compagnia comandata comandata da Francesco Anfossi • VI Compagnia comandata da Giacinto Carini • VII Compagnia comandata da Benedetto Cairoli • Carabinieri genovesi comandati da Antonio Mosto •

Imbarcazioni: Piroscafo Piroscafo "Piemonte "Piemonte". Piemonte". Comandante: Giuseppe Garibaldi; Pilota: Salvatore Castiglia • Piroscafo "Lombardo". Comandante: Nino Bixio •

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Garibaldi 18071807-Nasce a Nizza il 4 luglio suddito di Napoleone I. Il padre era originario di Chiavari, la madre di Loano. Autodidatta, si interessa soprattutto di di matematica, astronomia e geografia. Nel porto di Nizza, a contatto con i marinai, apprende tutti i segreti dell'arte nautica. 18241824-1825 - Compie il primo viaggio a Odessa sulla nave "Costanza"; in seguito, sulla "Santa Reparata", di proprietà del padre, naviga lungo le coste francesi. L'anno dopo raggiunge Fiumicino. Di qui visita Roma dove si ferma per un mese. 18491849-1854 - Secondo esilio; nel settembre del 1849 è arrestato a Chiavari e portato a Genova. Si imbarca per Tunisi e Tangeri, dove soggiorna per 6 mesi. Si reca poi a New York, accolto dalla comunità italiana e da esuli socialisti francesi e inglesi. Lavora nella fabbrica di candele di Antonio Meucci. Nuovamente capitano di marina, viaggia lungo l'America centrale, in Estremo Oriente sino in Cina e in Australia. Torna in Italia si ferma a Londra dove incontra Mazzini. 18541854-1855 - Giunge a Genova, durante i colera; si offre volontario per l'assistenza. E' in dissidio con Mazzini (moti del 1854, guerra di Crimea). Comincia a costruirsi la casa a Caprera Caprera (1855). Capitano di prima classe fa viaggi di piccolo cabotaggio 18581858-1859 - Cavour gli conferisce l'organizzazione dell'esercito dei volontari. In casa Camozzi, a Genova, nasce l'Inno di Garibaldi. Dopo la dichiarazione di guerra all'Austria, è nominato nominato generale dell'esercito sardo; opera nella zona del lago Maggiore e del lago di Como, al comando dei Cacciatori delle Alpi. 1861 - 18 febbraio: Garibaldi al Parlamento a Torino ha un dissidio con Cavour per la questione dell'esercito meridionale. Gli è offerto un comando nell'esercito degli Stati Uniti di Lincoln; rifiuta per la politica schiavistica di quel presidente 1866 - Nella III guerra d'indipendenza ha il comando del Corpo dei volontari; suo campo d'azione è la zona tra Verona e il Tirolo, con il il compito di evitare che nuove 11


truppe austriache entrino in Italia. Per la sconfitta dei regi a Custoza, Garibaldi è costretto a ritirarsi, malgrado la sua vittoria di Monte Suello e di Bezzecca. Trasmette il telegramma: "Obbedisco". 1872 - 10 marzo: muore Mazzini; Garibaldi scorda ogni dissenso, particolarmente acuto negli ultimi anni a proposito dell'Internazionale, e si fa rappresentare ai funerali con la bandiera dei Mille. 1873 - Pubblica I Mille.

18791879-1882 - Fonda la Lega della Democrazia con il programma: programma: suffragio universale, confisca delle proprietĂ  ecclesiastiche e abolizione dell'esercito stanziale,sposa Francesca Armosino; sul registro matrimoniale si dichiara

"Agricoltore".Viaggia in Sicilia e in Calabria, poi si ferma a Caprera sino alla morte: 2 giugno 1882.

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Cavour “il primo bene di un popolo è la sua dignità” Camillo Benso conte di Cavour era nato a Torino il 10 agosto 1810 da antica famiglia nobiliare. Il padre era stato polizia izia funzionario napoleonico e successivamente capo della pol torinese negli anni della restaurazione. La madre aveva trasmesso al giovane Cavour i valori dell'etica del lavoro e della libertà di coscienza. Avviato alla carriera militare, lasciò l'esercito nel 1831, dopo essere stato punito per l'entusiasmo dimostrato dimostrato verso la rivoluzione di luglio in Francia. Si dedicò allora a intensi studi di economia, volti in particolare all'analisi dei problemi dell'agricoltura piemontese, e a lunghi viaggi in Europa, nel corso dei quali mostrò un vivo interesse per lo sviluppo sviluppo capitalistico moderno, soprattutto inglese. Ereditata dal padre l'amministrazione del patrimonio familiare, svolse una intensa attività agricola, commerciale e bancaria e si fece promotore dello sviluppo ferroviario nel Regno di Sardegna e fu tra fondatori fondatori della Banca di Torino, della Società per gli asili d'infanzia e dell'Associazione agraria. Verso la fine del 1847, createsi in Piemonte le condizioni per un più attivo impegno politico, fondò con Cesare Balbo "Il Risorgimento" e nel 1848 fu eletto deputato. deputato. Colto, ambizioso, lavoratore instancabile, Cavour si affermò rapidamente negli ambienti politici piemontesi fino a ottenere nel novembre del 1852 la carica di primo ministro, attraverso una spregiudicata alleanza con la sinistra di Urbano Rattazzi. Ammiratore del liberismo inglese e assertore degli indispensabili legami fra progresso economico e progresso civile, Cavour avversò i programmi dei democratici e si presentò come l'esponente di un liberalismo moderato, capace di legare aristocratici e borghesi borghesi in un rassicurante progetto di progresso senza rivoluzioni. Movimentò lo scambio di merci, favorì l'agricoltura con importantissime opere di bonifica, tra questi il canale di irrigazione Cavour, nel 1857 e introdusse nuovi sistemi di coltivazioni. Si occupò anche di aumentare le linee ferroviarie e di migliorare la viabilità stradale. Fu di aiuto anche nella spedizione dei Mille. Si dedicò poi alla risoluzione del problema dei dei rapporti tra stato e chiesa.Morì chiesa.Morì nel 1861, assassinato.

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Mazzini Giuseppe Giuseppe Mazzini nacque a Genova il 22 giugno del 1805 da Giacomo, professore universitario ex giacobino e da Maria Drago. A soli quindici anni fu ammesso all'Università, in un primo tempo venne avviato agli studi di medicina, poi a quelli di legge, ma sin dall'adolescenza dall'adolescenza si mostrò più interessato agli studi politici e letterari. Nel 1826 scrisse il suo primo saggio letterario, Dell'amor patrio di Dante (pubblicato poi nel 1837). Nel 1827 si laureò in legge, e nello stesso periodo entrò a far parte della Carboneria, Carboneria, per la quale svolse incarichi vari di carattere organizzativo in Liguria e in Toscana. Animo rivoluzionario, concepiva la rivoluzione non come rivendicazione di diritti individuali non riconosciuti, bensì come un dovere religioso da attuare in favore favore del popolo. Negli anni seguenti collaborò con l'Indicatore genovese (giornale che verrà soppresso dal governo Piemontese nel 1829), scrivendo articoli e note bibliografiche. Nel 1830 Mazzini iniziò a viaggiare in tutta Italia per trovare nuovi adepti per la carboneria. Tradito e denunciato alla polizia quale carbonaro venne arrestato e rinchiuso nella fortezza di Savona. L'anno seguente, prosciolto per mancanza di prove e quindi liberato, gli venne imposto di scegliere tra il confino, sotto la sorveglianza sorveglianza della polizia, o l'esilio. Scelse quest'ultimo, recandosi a Ginevra dove incontrò altri esuli. In seguito, a Marsiglia, fondò la Giovine Italia, che ebbe come sottotitolo: Serie di scritti dell'Italia,, tendenti alla sua intorno alla condizione politica, morale e letteraria dell'Italia rigenerazione, società con cui propugnò l'unità nazionale in senso repubblicano e democratico. Appena salito al trono Carlo Alberto, gli scrisse per esortarlo a prendere l'iniziativa della riscossa italiana, ma senza ottenere risultati. Allargò poi il suo impegno ideologico con la fondazione della Giovine Europa. Giuseppe Mazzini morì a Pisa nel 1872, con la consolazione di spegnersi in patria, dopo aver vissuto quasi sempre in esilio. 14


Alunni 1MA En.A.I.P. di CONSELVE 1)Barzilovic Novica

12)Girotto Marco

2)Boarolo Nicola

13)Kerrouch Mehdi

3)Bozga Vlad Andrei

14)Michieli Mattia

4)Brondin Samuele

15)Pampo Gianluigi

5)Buza Murat

16)Riezzo Alessandro

6)Casotto Sergio

17)Scarparo Andrea

7)Conforto Davide

18)Zilio Denis

8)El Hari Mohamed

19)Tammasini Alessio

9)Facco Marco

20)Temporin Francesco

10)Fermini Elia

21)Chauhan Bakshish

11)Fortin Stefano

22)Fortin Alessandro

Referente progetto: Prof.ssa. Cinzia Mattiolo Supporto informatico: Prof. Massimiliano Buson , Prof.ssa Cinzia Mattiolo Mattiolo e la prof.ssa Roberta Pellegrin per la realizzazione materiale del libro

CREATO E STAMPATO IL 18 febbraio 2011 15


unità d'italia