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1861 - 2011


Indice Premessa

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• Date ed eventi • La giovine Italia • Speranze e delusioni

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• L’impresa dei mille

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• I mille • Il nuovo Governo dopo l’unità d’Italia • Il Riso Risorgimento

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• Il giuramento della giovine Italia

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• L’arretratezza delle regioni del SUD • Garibaldi • Cavour • Mazzini

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Premessa Questo piccolo volume è stato ideato e creato interamente dai ragazzi del primo anno settore meccanico dell’Enaip di Conselve. Il loro lavoro è nato dopo l’osservazione, assistita dall’insegnante, della storia del nostro paese. Sono state utilizzate modalità diverse e stimolanti come ad esempio l’utilizzo del testo scritto, del testo virtuale virtuale di video e racconti. Il tutto è stato raccolto e condiviso utilizzando la piattaforma FAD che Enaip da qualche anno ci mette a disposizione.

http://fad.enaipveneto.net

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Date ed eventi

1831: 1831: Mazzini Mazzini fonda la giovine Italia 1848: 1848: “cinque giornate di Milano” 1849: 1849: Repubblica romana 1852: 1852: Cavour primo ministro del Regno di Sardegna 1859: 1859: Seconda guerra di indipendenza 1860: 1860: Spedizione dei Mille Marzo 1861: 1861: Vittorio Emanuele II re d’Italia 1870: 1870: Roma viene annessa al Regno d’Italia

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la giovine ITALIA

La Giovine Italia fu un'associazione politica insurrezionale fondata a Marsiglia nel luglio

1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un

periodico al quale fu dato lo stesso nome. L'obiettivo di questa organizzazione era quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo i governi dei precedenti Stati Preunitari. La Giovine Italia costituì uno uno dei momenti fondamentali nell'ambito del Risorgimento italiano. Negli anni 1833 e 1834, durante il periodo dei processi in Piemonte e il fallimento della spedizione di Savoia, l'associazione scomparve per quattro anni, ricomparendo solo nel 1838 in Inghilterra. Inghilterra. Dieci anni dopo, il 5 maggio 1848, l'associazione fu definitivamente sciolta da Mazzini che fondò, al suo posto, l'Associazione Nazionale Italiana. La Giovine Italia entrò, in seguito, a far parte di un'altra associazione politica mazziniana, ovvero ovvero la Giovine Europa, assieme ad altre associazioni simili come la Giovine Germania, la Giovine Polonia e la Giovine Francia.

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SPERANZE E DELUSIONI

Tra il 18 e il 22 marzo

1848

Milano fu teatro di una vittoriosa sollevazione

popolare contro contro gli austriaci. Alla base c’era una situazione di profonda insoddisfazione: il peso delle tasse, l’inadeguatezza delle misure governative contro la crisi economica, la censura, l’atteggiamento autoritario delle truppe austriache a Milano; tutto contribuiva contribuiva a esasperare il clima. La mattina del 18 marzo 1848, quando giunse la notizia della sollevazione di Vienna, migliaia di persone si riversarono nelle strade e gli scontri cominciarono. cominciarono. Dopo cinque giorni di battaglia e 2000 caduti, Milano riuscì a cacciare cacciare le truppe del maresciallo Radetzky.

PRIMA GUERRA D’INDIPENDENZA: Nonostante la momentanea vittoria nessuno si illuse sulla sconfitta degli austriaci, che si stavano preparando a marciare nuovamente su Milano. Si chiese aiuto al Piemonte di Carlo Alberto. Alberto. Allettato dall’idea di annettere ai propri territori anche la Lombardia il Piemonte intervenne il 23 marzo nella guerra che fu chiamata PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA. Parteciparono inviando truppe anche Leopoldo II di Toscana e Ferdinando II di Napoli Napoli e il papa Pio IX. In pochi mesi Carlo Alberto si trovò nelle mani un territorio che comprendeva tutta l’Italia del nord …..ma il successo fu di breve durata perché gli austriaci dopo una serie di vittorie poterono riprendere il controllo della situazione. situazione.

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LA REPUBBLICA DI ROMA: Tra la fine del 1948 e il 1949 scoppiarono nuovi disordini a Firenze e a Roma. A Firenze si formò un governo democratico e a Roma il papa si ritirò nella sua dimora di Gaeta. Fu così che a Roma nacque una

repubblica,, gui guidata repubblica data da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Il comando dell’esercito fu assunto da Giuseppe Garibaldi che aveva combattuto in America Latina per la libertà dei popoli indigeni dalla Spagna. Questo nuovo governo aveva tra i suoi obiettivi: il suffragio universale e la concessione ai contadini poveri delle terre espropriate al clero.

Il vento rivoluzionario del quarantotto fu però di breve durata, infatti l’anno successivo la Repubblica romana venne sconfitta nel luglio 1849 dalle truppe truppe francesi alleate a Pio IX. Truppe capeggiate da Napoleone Bonaparte (futuro Bonaparte III). Nonostante le delusioni la situazione era in fermento infatti si erano largamente diffusi ideali liberali e democratici

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PIEMONTE:: L’IMPORTANZA DEL PIEMONTE TRA IL 1848 1848 E IL 1859 il Piemonte divenne il centro del liberalismo italiano e Torino ospitò numerosi patrioti esiliati dai rispettivi stati a seguito delle varie rivolte. Carlo Alberto non abrogò la costituzione concessa e questo significò molto per i piemontesi perché potevano godere di privilegi sconosciuti agli altri italiani, come l’uguaglianza di fronte alla legge, l’abolizione di privilegi fiscali, una certa libertà di stampa ecc…. . si riuscì addirittura ad abolire antichi privilegi del clero. Fu per queste ragioni che il Piemonte giocò un ruolo straordinario nel compimento dell’unità d’Italia.

L’IMPORTANZA DI CAVOUR PERCHE’ CAVOUR FU COSI’ IMPORTANTE PER L’UNIFICAZIONE? Cavour temeva che la rivoluzione avrebbe cancellato gli stati della penisola, travolgendo travolgendo anche il Piemonte. Se dunque i Savoia volevano evitare la catastrofe avrebbero dovuto mettersi alla testa di questo processo di unificazione e guidarlo in senso moderato. Se le nazioni europee volevano difendere l’ordine costituito ed evitare il problema problema rivoluzione dovevano aiutare il Piemonte e i Savoia. Cavour promosse un’iniziativa diplomatica con Francia e Inghilterra per essere protetto in caso di attacco da parte dell’Austria. Nell’aprile 1959 scoppiò la SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA contro l’Austria l’Austria e la Francia fu costretta ad allearsi con l’alleato sabaudo. La guerra, conclusasi con la sconfitta dell’Austria , non ebbe l’epilogo che Cavour si era aspettato perché la Francia di Napoleone III firmò, senza interpellare l’alleato, di firmare la pace pace di Villafranca nel luglio del 1959. questa pace prevedeva la cessione della Lombardia alla Francia che poi l’avrebbe passata al Piemonte. Obiettivo di Napoleone III non era quello di proteggere il Piemonte ma quello di rendere l’Austria meno forte e di dividere l’Italia in tre territori. Cavour dopo l’armistizio si dimette per rendere palesi le responsabilità della Francia.

RIPR LA RIP RESA DEMOCRATICA E L’IMPRESA DEI MILLE: 8


Dopo il tradimento di Napoleone non fermò il processo di unificazione, infatti nel marzo marzo del 1860 i governi provvisori di Toscana, Parma e Modena e delle legazioni pontifice con uno schiacciante plebiscito entrarono a far parte del Regno di Sardegna. Lo stesso anno (primavera del 1860) anche in Sicilia (Regno delle due Sicilie9 fu scosso da una ricolta separatista che ruppe il delicato equilibrio raggiunto A questo punto le forze mazziniane dell’isola si appellarono a Garibaldi, perché organizzasse una spedizione con l’obiettivo di avviare in Sicilia una rivoluzione democratica. Garibaldi accettò ponendo la condizione di essere appoggiato dai Savoia.

EBBE INIZIO L’IMPRESA DEI MILLE. IL 5 MAGGIO 1860.

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l’impresa dei Mille Nel 1860, Garibaldi, Garibaldi, insoddisfatto della prima guerra d’ indipendenza e sollecitato dalle richieste dei patrioti siciliani, decise di liberare il sud con l’aiuto di un migliaio di volontari. Il re e Cavour erano al corrente dell’impresa ma non vi aderirono.

ufficialmente per non pagare le conseguenze conseguenze di una sconfitta Garibaldi salpò da Quarto, Quarto, presso Genova, e dopo aver fatto rifornimento di armi a Talamone, Talamone, in Toscana,sbarcò Toscana,sbarcò a Marsala, Marsala, in Sicilia. In breve occupò Palermo e vi fondò un governo provvisorio sotto la guida di Francesco Crispi, poi batta gli eserciti Borbonici a Milazzo, Milazzo, passò lo stretto di Messina e si diresse verso Napoli, costringendo il re Francesco II a rifugiarsi nella fortezza di Gaeta. Intanto in Sicilia le masse dei contadini insorgevano chiedendo la distribuzione temevano evano che aiutare i contadini delle terre di proprietà dei nobili. I garibaldini però tem significasse inimicarsi l’aristocrazia e spingerla dalla parte dei borboni. Le rivolte 10


perciò furono represse nel sangue, come a Bronte, dove l’esercito di Nino Biro catturò e fucilò tutti gli insorti. Le notizie dei successi di Garibaldi giungevano in Piemonte: Cavour per evitare che le “giubbe rosse” giungessero a Roma o fondassero uno Stato indipendente dal Piemonte pensò che fosse il momento di intervenire. Vittorio Emanuele II si diresse con l’esercito verso sud occupando al passaggio Marche ed Umbria. Umbria. Nel frattempo i garibaldini sconfiggevano definitivamente le truppe borboniche sul Volturno. A Teano il re incontrò Garibaldi, il quale lo salutò chiamandolo “re d’Italia” e affidandogli tutte le terre conquistate. Attraverso plebisciti Umbria, Marche, Sicilia e regioni del sud furono annesse al Piemonte.

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I mille La lista con 1090 persone fornita dal Ministero della Guerra fu pubblicata nel 1864, dal Giornale Militare come risultato di un'inchiesta istituita dal Comitato Militare di Stato. Questo comitato fu creato per determinare quanti e quali furono i reali partecipanti a quella storica spedizione e come avvenne lloo sbarco l'11 maggio del 1860 in Marsala. Questa lista con 1090 persone fornita dal Ministero della Guerra fu pubblicata nel 1864, dal Giornale Militare come risultato di un'inchiesta istituita dal Comitato Militare di Stato. Questo comitato fu creato per determinare quanti e quali furono i reali partecipanti a quella storica spedizione e come avvenne lo sbarco l'11 maggio del 1860 in Marsala. Chi partecipò……………………………………… partecipò……………………………………… Il contingente di volontari, che, in un primo momento, prese il nome di "Cacciatori delle delle Alpi", era così suddiviso: • • •

• • • • • • • • •

Comandante: Comandante: Giuseppe Garibaldi Segretario del Comandante: Comandante: Giovan Battista Basso Stato maggiore comandato da Giuseppe Sirtori: o Francesco Crispi, Crispi, Giorgio Manin, Manin, Salvatore Calvino, Calvino, Achille Achille Majocchi, Majocchi, Giacomo Griziotti, Griziotti, Bocchette, Bocchette, Giacinto Bruzzesi Aiutanti di campo: campo: Stefano Turr, Turr, Guglielmo Cenni, Cenni, Francesco Montanari, Montanari, Giuseppe Bandi, Bandi, Pietro Stagnetti Intendenza: Intendenza: Giovanni Acerbi, Acerbi, Paolo Bovi, Francesco Maestri, Maestri, Carlo Rodi I Compagnia comandata comandata da Nino Bixio II Compagnia comandata da Vincenzo Orsini III Compagnia comandata da Francesco Stocco VI Compagnia comandata da Giuseppe la Masa V Compagnia comandata da Francesco Anfossi VI Compagnia comandata da Giacinto Carini VII Compagnia comandata da Benedetto Cairoli Carabinieri genovesi comandati da Antonio Mosto

Imbarcazioni: •

Piroscafo "Piemonte "Piemonte". Piemonte". Comandante: Giuseppe Garibaldi; Pilota: Salvatore Salvatore Castiglia Piroscafo "Lombardo". Comandante: Nino Bixio 12


Il nuovo governo Dopo l’Unità d’Italia

Nel nuovo governo Italiano avevano messo assieme popoli diversi per storia, per la lingua parlata, per le tradizioni culturali e anche religiose, se si guarda al diverso modo di intendere il cattolicesimo. La destra per pagare i costi dell’unificazione e i costi delle infrastrutture vara una politica fiscale, con la prevalenza della tassazione indiretta che colpisce di più la popolazione. Nel 1868 vara la la famosa tassa sul macinato, che colpisce la farina, è una tassa che va pagata quando si porta il grano al mulino per essere macinato, e va a colpire soprattutto i piccoli contadini. Nel 1869, si verificano le prime agitazioni sociali nel nord Italia, perché perché le frange povere della popolazione entrano in lotta, con degli scioperi, per manifestare contro la tassa. Tale politica fiscale aveva portato al pareggio del bilancio nel 1875 parti d'Italia. I rappresentanti del governo mandati da Cavour per una relazione sulle condizioni del relazione Mezzogiorno rimasero scandalizzati di fronte all'arretratezza delle popolazioni meridionali: Luigi Carlo Farini, inviato a Napoli con la carica di Luogotenente, scriveva a Cavour: "Altro che Italia! Questa è Africa. I beduini, a riscontro riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile».

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…….qualche informazione in più

Il risorgimento All'indomani del Congresso di Vienna, Vienna, che si tenne nella capitale austriaca tra l’ottobre 1814 e il giugno 1815 allo scopo di ripristinare l'assetto territoriale degli stati europei e restaurare la legittimità dei sovrani al termine delle guerre Lombardo--Veneto, anche il controllo napoleoniche, l'Austria ottenne in Italia, oltre al Lombardo indiretto del Ducato Ducato di Parma assegnato a Maria Luisa d'Austria, del Granducato di Toscana e del Ducato di Modena e Reggio. Il Regno di Napoli tornò a Ferdinando IV di Borbone e nel 1817, con l'acquisizione della Sicilia, andò a formare il Regno delle Due Sicilie; lo Stato Stato Pontificio fu restituito a papa Pio VII. In seguito alla Restaurazione le aspirazioni di carattere liberalcostituzionale e liberalnazionale trovarono sbocco in una serie di rivolgimenti, dai moti del 1820rivolgimenti, a partire 1820-21 di matrice carbonara, che videro il sacrificio sacrificio di molti patrioti (tra cui Silvio Pellico e Piero Maroncelli), seguiti da quelli del 1831, tutti duramente repressi. L'istanza nazionale fu poi fatta propria, anche con connotazioni più schiettamente democratiche, dal movimento mazziniano che a sua volta attuò alcune insurrezioni, di volta in volta represse o abortite sul nascere; subentrò allora a farsi interprete del sentimento nazionale il Piemonte di Carlo Alberto e di Cavour Cavour, our, la cui abile politica diplomatica sarebbe stata provvidenziale per la futura unificazione dell'Italia. I moti indipendentistici che percorsero l'Europa nel 18481848-49 ebbero un'eco anche negli stati italiani, dove si formarono governi rivoluzionari provvisori provvisori e nel caso di Venezia e di Roma portarono alla proclamazione della repubblica: la controreazione delle 14


monarchie europee avrebbe comunque stroncato anche queste rivendicazioni. Dopo l'esito vittorioso delle insurrezioni di Milano (le Cinque giornate giornate di Milano) Milano) e di Venezia, il Piemonte, ormai messosi alla testa del movimento per l'unificazione italiana, combatté, e perse, la prima guerra d'indipendenza contro l'impero asburgico (1848 ’49);la seconda guerra d'indipendenza (1858(1858-59), preceduta dagli importanti importanti accordi di Plombières con l'imperatore francese Napoleone III, iniziò con alcuni successi militari dell'esercito francofranco-piemontese, (battaglie di Magenta e di Solferino e San Martino) Martino) e dei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi attivi in territorio lombardo, ma l'armistizio di Villafranca (1859) tra Francia e Austria guadagnò al regno sabaudo solo la Lombardia. Seguì un'ondata di insurrezioni in vari territori italiani in favore dell'annessione al Piemonte: l'impresa dei Mille di Garibaldi (1860), dopo dopo aver favorito la liberazione del Sud, permise la riunificazione sotto la corona dei Savoia anche del Centro. Rimanevano esclusi dal nuovo organismo unitario il Veneto e Roma: il primo fu attribuito all'Italia dopo la terza guerra d'indipendenza (1866), in seguito al conflitto austroaustro-prussiano conclusosi con la vittoria della Prussia; la seconda, dopo la proclamazione del Regno d'Italia (1861), sarebbe stata conquistata nel 1870.

IL GIURAMENTO DELLA giovine ITALIA

La Giovine Italia fu un'associazione politica insurrezionale fondata a Marsiglia nel luglio 1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un periodico al quale fu dato lo stesso nome. L'obiettivo di questa organizzazione era quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo i governi dei precedenti Stati Preunitari. La Giovine Italia costituì uno dei momenti fondamentali nell'ambito del Risorgimento italiano. Negli anni 1833 e 1834, durante il periodo dei processi in Piemonte e il fallimento della spedizione di Savoia, l'associazione 15


scomparve per quattro anni, ricomparendo solo nel 1838 in Inghilterra. Dieci anni he dopo, il 5 maggio 1848, l'associazione fu definitivamente sciolta da Mazzini cche fondò, al suo posto, l'Associazione Nazionale Italiana. La Giovine Italia entrò, in seguito, a far parte di un'altra associazione politica mazziniana, ovvero la Giovine Europa, assieme ad altre associazioni simili come la Giovine Germania, la Giovine Polonia Polonia e la Giovine Francia.

L’arretratezza delle regioni del SUD Le imprese del Sud, già penalizzate per l'arretratezza strutturale e molto svantaggiate nella competizione con quelle delle regioni settentrionali ed europee, di fronte al disinteresse disinteresse dei vari governi che si sono succeduti, hanno bisogno del sostegno incondizionato di tutti i cittadini meridionali per continuare a sopravvivere e produrre ricchezza e sviluppo nel territorio. I prodotti prodotti del Sud, spesso si caratterizzano per qualità e prestigio prestigio internazionale: bisogna solo provarli. Dal vino all'olio di uliva, dalle produzioni dolciarie ai prodotti conservieri, dalla pasta di grano duro alle centinaia di altri prodotti, il Mezzogiorno può offrire a tutti i suoi cittadini uno straordinario repertorio di gusti e di elaborazioni tradizionali.

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Garibaldi 18071807-Nasce a Nizza il 4 luglio suddito di Napoleone I. Il padre era originario di Chiavari, la madre di Loano. Autodidatta, si interessa soprattutto di matematica, astronomia e geografia. geografia. Nel porto di Nizza, a contatto con i marinai, apprende tutti i segreti dell'arte nautica. 18241824-1825 - Compie il primo viaggio a Odessa sulla nave "Costanza"; in seguito, sulla "Santa Reparata", di proprietà del padre, naviga lungo le coste francesi. L'anno L'anno dopo raggiunge Fiumicino. Di qui visita Roma dove si ferma per un mese. 18491849-1854 - Secondo esilio; nel settembre del 1849 è arrestato a Chiavari e portato a Genova. Si imbarca per Tunisi e Tangeri, dove soggiorna per 6 mesi. Si reca poi a New York, accolto accolto dalla comunità italiana e da esuli socialisti francesi e inglesi. Lavora nella fabbrica di candele di Antonio Meucci. Nuovamente capitano di marina, viaggia lungo l'America centrale, in Estremo Oriente sino in Cina e in Australia. Torna in Italia si ferma a Londra dove incontra Mazzini. 18541854-1855 - Giunge a Genova, durante i colera; si offre volontario per l'assistenza. E' in dissidio con Mazzini (moti del 1854, guerra di Crimea). Comincia a costruirsi la casa a Caprera (1855). Capitano di prima classe classe fa viaggi di piccolo cabotaggio 18581858-1859 - Cavour gli conferisce l'organizzazione dell'esercito dei volontari. In casa Camozzi, a Genova, nasce l'Inno di Garibaldi. Dopo la dichiarazione di guerra all'Austria, è nominato generale dell'esercito sardo; opera nella zona del lago Maggiore e del lago di Como, al comando dei Cacciatori delle Alpi. 1861 - 18 febbraio: Garibaldi al Parlamento a Torino ha un dissidio con Cavour per degli egli la questione dell'esercito meridionale. Gli è offerto un comando nell'esercito d Stati Uniti di Lincoln; rifiuta per la politica schiavistica di quel presidente 17


1866 - Nella III guerra d'indipendenza ha il comando del Corpo dei volontari; suo campo d'azione è la zona tra Verona e il Tirolo, con il compito di evitare che nuove truppe truppe austriache entrino in Italia. Per la sconfitta dei regi a Custoza, Garibaldi è costretto a ritirarsi, malgrado la sua vittoria di Monte Suello e di Bezzecca. Trasmette il telegramma: "Obbedisco". 1872 - 10 marzo: muore Mazzini; Garibaldi scorda ogni dissenso, dissenso, particolarmente acuto negli ultimi anni a proposito dell'Internazionale, e si fa rappresentare ai funerali con la bandiera dei Mille. 1873 - Pubblica I Mille.

18791879-1882 - Fonda la Lega della Democrazia con il programma: suffragio universale, confisca confisca delle proprietĂ  ecclesiastiche e abolizione dell'esercito stanziale,sposa Francesca Armosino; sul registro matrimoniale si dichiara

"Agricoltore".Viaggia in Sicilia e in Calabria, poi si ferma a Caprera sino alla morte: 2 giugno 1882.

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Cavour “il primo bene di un popolo è la sua dignità” Camillo Benso conte di Cavour era nato a Torino il 10 agosto 1810 da antica famiglia nobiliare. Il padre era stato funzionario napoleonico e successivamente capo della polizia torinese negli anni della restaurazione. restaurazione. La madre aveva trasmesso al giovane Cavour i valori dell'etica del lavoro e della libertà di coscienza. Avviato alla carriera militare, lasciò l'esercito nel 1831, dopo essere stato punito per l'entusiasmo dimostrato verso la rivoluzione di luglio luglio in Francia. Si dedicò allora a intensi studi di economia, volti in particolare all'analisi dei problemi dell'agricoltura piemontese, e a lunghi viaggi in Europa, nel corso dei quali mostrò un vivo interesse per lo sviluppo capitalistico moderno, soprattutto soprattutto inglese. Ereditata dal padre l'amministrazione del patrimonio familiare, svolse una intensa attività agricola, commerciale e bancaria e si fece promotore dello sviluppo ferroviario nel Regno di Sardegna e fu tra fondatori della Banca di Torino, della Società per gli asili d'infanzia e dell'Associazione agraria. Verso la fine del 1847, createsi in Piemonte le condizioni per un più attivo impegno politico, fondò con Cesare Balbo "Il Risorgimento" e nel 1848 fu eletto deputato. Colto, ambizioso, lavoratore lavoratore instancabile, Cavour si affermò rapidamente negli ambienti politici piemontesi fino a ottenere nel novembre del 1852 la carica di primo ministro, attraverso una spregiudicata alleanza con la sinistra di Urbano Rattazzi. Ammiratore del liberismo inglese e assertore degli indispensabili legami fra progresso economico e progresso civile, Cavour avversò i programmi dei democratici e si presentò come l'esponente di un liberalismo moderato, capace di legare aristocratici e borghesi in un rassicurante progetto di di progresso senza rivoluzioni. Movimentò lo scambio di merci, favorì l'agricoltura con importantissime opere di bonifica, tra questi il canale di irrigazione Cavour, nel 1857 e introdusse nuovi sistemi di coltivazioni. Si occupò anche di aumentare le linee ferroviarie e di migliorare la viabilità stradale. Fu di aiuto anche nella spedizione dei Mille. Si dedicò poi alla risoluzione del problema dei rapporti tra stato e chiesa. Morì nel 1861, assassinato.

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Mazzini

Giuseppe Mazzini nacque a Genova il 22 giugno del 1805 da Giacomo, professore universitario ex giacobino e da Maria Drago. A soli quindici anni fu ammesso all'Università, in un primo tempo venne avviato agli studi di medicina, poi a quelli di legge, ma sin dall'adolescenza si mostrò più interessato interessato agli studi politici e letterari. Nel 1826 scrisse il suo primo saggio letterario, Dell'amor patrio di Dante (pubblicato poi nel 1837). Nel 1827 si laureò in legge, e nello stesso periodo entrò a far parte della Carboneria, per la quale svolse incarichi incarichi vari di carattere organizzativo in Liguria e in Toscana. Animo rivoluzionario, concepiva la rivoluzione non come rivendicazione di diritti individuali non riconosciuti, bensì come un dovere religioso da attuare in favore del popolo. Negli anni seguenti collaborò con l'Indicatore genovese (giornale che verrà soppresso dal governo Piemontese nel 1829), scrivendo articoli e note bibliografiche. Nel 1830 Mazzini iniziò a viaggiare in tutta Italia per trovare nuovi adepti per la carboneria. Tradito e denunciato denunciato alla polizia quale carbonaro venne arrestato e rinchiuso nella fortezza di Savona. L'anno seguente, prosciolto per mancanza di prove e quindi liberato, gli venne imposto di scegliere tra il confino, sotto la sorveglianza della polizia, o l'esilio. Scelse Scelse quest'ultimo, recandosi a Ginevra dove incontrò altri esuli. In seguito, a Marsiglia, fondò la Giovine Italia, che ebbe come sottotitolo: Serie di scritti intorno alla condizione politica, morale e letteraria dell'Italia, tendenti alla sua rigenerazione, società con cui propugnò l'unità nazionale in senso repubblicano e democratico. Appena salito al trono Carlo Alberto, gli scrisse per esortarlo a prendere l'iniziativa della riscossa italiana, ma senza ottenere risultati. Allargò poi il suo impegno ideologico ideologico con la fondazione della Giovine Europa.

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Giuseppe Mazzini morĂŹ a Pisa nel 1872, con la consolazione di spegnersi in patria, dopo aver vissuto quasi sempre in esilio. ALUNNI ALUNNI 1MA U.O. DI CONSELVE 1)Barzilovic Novica

12)Girotto Marco

2)Boarolo Nicola

13)Kerrouch 13)Kerrouch Mehdi

3)Bozga Vlad Andrei

14)Michieli Mattia

4)Brondin Samuele

15)Pampo Gianluigi

5)Buza Murat

16)Riezzo Alessandro

6)Casotto Sergio

17)Scarparo Andrea

7)Conforto Davide

18)Zilio Denis

8)El Hari Mohamed

19)Tammasini Alessio

9)Facco Marco

20)Temporin 20)Temporin Francesco

10)Fermini Elia

21)Chauhan Bakshish

11)Fortin Stefano

22)Fortin Alessandro

Referente progetto: Prof.ssa. Cinzia Mattiolo Supporto informatico: Prof. Massimiliano Buson , Prof.ssa Cinzia Mattiolo la prof.ssa Roberta Pellegrin per la realizzazione materiale del libro 21


CREATO E STAMPATO IL 18 febbraio 2011

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Enaip Conselve, Unità d'Italia