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anno X | numero 35 | mercoledì 20 febbraio 2013 Roma, Via Cristoforo Colombo 134 | Tel. 06 5124466 | 06 5130299 | info@cinquegiorni.it | Pubblicità: Media Place srl - Tel. 06 95583350-1-2 - e-mail:info@mediaplaceadv.com

LA CRISI DI MAGGIORANZA IN MUNICIPIO XX

p11 e 2

Mozione di sfiducia al presidente. In 13 firmano. Fra loro esponenti di destra

IL PDL SCOPPIA La campagna elettorale si chiude senza riempire le piazze

La Polverini lascia con un mare di nomine

p3

SANITÀ A PEZZI

p14-15

SOS SALUTE MENTALE Pochi medici in servizio e tagli alle provvidenze economiche destinate ai malati psichici. Strutture fatiscenti Il caso di via Montesanto Cronaca Sgominata la banda dei “soliti ignoti”: saccheggiava i ristoranti del centro. Decine di colpi messi a segno pagina 8

Tempo libero

«IL COLOSSEO RISCHIA DI CROLLARE»

I Baustelle stasera sul palco di Santa Cecilia con i brani del loro nuovo album “Fantasma” pagina 18

Sport

Allarme di Italia Nostra e Radicali per i lavori della metro C: il cantiere può causare danni al monumento. Polemica sulla recinzione in allestimento ai Fori Imperiali p12-13

Lo sciopero ferma la metro A e gli ascensori

Lazio, comincia a preoccupare la mancanza di vittorie Domani il ritorno dei sedicesimi di Europa League pagina 20 p6


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ISTITUZIONI REGIONALI

Zingaretti sceglie il teatro Ambra Jovinelli. Per Storace invece un ospedale, il S. Andrea

La campagna si chiude senza riempire le piazze

Quasi pronti gli appuntamenti finali. Continuano le polemiche a distanza tra i due candidati presidente

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a pacifica invasione del popolo di Beppe Grillo in piazza San Giovanni sarà certamente l’evento clou tra i comizi elettorali di questa fine di campagna elettorale. Ma seppur messi in ombra dalle elezioni politiche anche i principali candidati alle regionali, Nicola Zingaretti per il centrosinistra e Francesco Storace per il centrodestra, stanno preparando i loro ultimi discorsi e le rispettive location, per festeggiare la fine della campagna elettorale ciascuno con i propri sostenitori. Finali pieni di euforia ma senza raduni di piazza per i candidati presidenti del Lazio. Finali non per questo senza partecipazione popolare: per Nicola Zingaretti è già pronto il palco del teatro Ambra Jovinelli nello storico e popolare

quartiere multietnico dell’Esquilino. Il candidato del centrosinistra, a partire dalle 16.30 di venerdì, ritroverà accanto a sè i compagni di questa lunga campagna, iniziata praticamente in autunno senza uno sfidante e portata avanti con metodico impegno quotidiano. Con lui sul palco ci sarà il segretario del partito Pierluigi Bersani, già incontrato nei giorni scorsi nel corso di un’affollata assemblea all’ospedale Forlanini. «Il 24 e 25 febbraio siamo chiamati finalmente a dare un nuovo governo alla guida della Regione Lazio e dell’Italia ha commentato il segretario del Pd del Lazio Enrico Gasbarra. Per il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Francesco Storace, la campagna elettorale si chiuderà invece domani, giovedì 21 con un doppio appuntamento. Alle 12.30 concluderà le regionali in un luogo simbolo del suo quinquennio da governatore: l’ospedale S. Andrea. Con lui sul palco importanti alleati della destra romana come Giorgia Meloni e Fabio Rampelli, candidata premier e uomo forte dei “Fratelli D’Italia”.

Poi in serata, alle ore 18, Storace parteciperà all’appuntamento di chiusura della campagna elettorale del Pdl insieme al segretario Angelino Alfano all’Eur nel Salone delle Fontane. Mentre nei comitati elettorali si iniziano a riempire i primi scatoloni, la tensione e le polemiche non calano. Proprio ieri Zingaretti, visitando il Policlinico di Tor Vergata replicava a distanza al ritornello fatto da Storace per tutta la campagna: «Sorrido quando alcuni miei colleghi dicono che vogliono uscire dal piano di rientro. Tutti vogliamo uscirne, però non è che uno si “scommissaria”. Se c’è un commissario è perché qualcuno ci ha commissariato» ha spiegato al pubblico

di medici e dipendenti dell’ospedale e sulla possibilità di rinnovare il modello della sanità laziale ha ricordato: «Se ci muoviamo e lavoriamo insieme possiamo determinare davvero un cambiamento». Dal canto suo Storace, continuando nel suo stile di comunicazione più aggressivo ha rilanciato con una provocazione: «Se Zingaretti è disposto a confrontarsi con me annullo tutti gli appuntamenti: da Latina a Rieti fino all’incontro con Alfano giovedì». Una campagna dunque tesa fino all’ultimo minuto, con i due principali candidati ancora impegnati in incontri a Roma e nelle cinque province laziali. F.U.

MOBILITÀ

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Comizi finali, ecco il piano dei bus Giovedì e venerdì manifestazioni in programma in tutta la città Agenzia per la mobilità comunica quali sono le piazze dei comizi di fine campagna elettorale. Giovedì 21 febbraio dalle ore 17 alle 22 circa, manifestazione de "la Destra", in caso di occupazione da parte dei manifestanti di via dei Cerchi, via Santa Maria in Cosmedin e via Petroselli le linee 30-4481-83-160-170-628-715716-781 potrebbero subire deviazioni o rallentamenti. Giovedi 21 febbraio, dalle

17 alle 20, piazza Cola di Rienzo, Sinistra Ecologia e Liberta’. Non sono previste deviazioni. Venerdì 22 febbraio dalle ore 17 alle 22 circa, manifestazione del M5S (Movimento Cinque Stelle) a

piazza san Giovanni. Le linee 3-8-16-53-81-85-87360-571-590-650-665-810 sono deviate. Venerdì 22 febbraio dalle ore 16 e fino a cessate esigenze, sit-in in piazza Santi Apostoli indetta dal

movimento "Fare per Fermare il Declino", in caso di occupazione di via Cesare Battisti da parte dei manifestanti le linee H-4060-64-70-117-170 potrebbero subire deviazioni o rallentamenti. Venerdi’ 22 febbraio le altre piazze occupate che non prevedono deviazioni per il trasporto pubblico: Piazza Campo de’ Fiori, dalle 18 alle 23, Fratelli d’Italia; Piazza del Popolo, dalle 16 alle 21, Popolo della Liberta’; Piazza della Rotonda, dalle 15 alle 20, Forza Nuova; Piazza santa Maria in Trastevere, dalle 20 alle 23, Centro Democratico; Piazza Pasquino, dalle 14 alle 12, Partito Socialista Italiano.


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istituzioni IL CASO

I mesi finali dell’ “Era Polverini” caratterizzati da una corsa all’ultimo incarico nella galassia regionale

Il Lazio affonda in un mare di nomine Un elenco lunghissimo: dai direttori generali delle Asl ai consiglieri di Ipab, Ater e altri enti regionali

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eri il Radicale avv. Giuseppe Rossodivita esultava alla notizia che anche il gruppo alla Pisana facente capo a Renata Polverini ha restituito 1,8 milioni, imitando quanto fatto con gli oltre 300.000 dalla lista Bonino Pannella. E forte di questo risultato invitava gli altri partiti a fare altrettanto, sempre che sia avanzato qualcosa. Non ci pare tuttavia che i Radicali abbiano strillato più di tanto per le nomine last minute a raffica che Renata Polverini sta facendo anche in queste ultime ore, ma ormai da mesi. Che è un po’ come avvelenare i pozzi a chi verrà dopo di lei al governo del Lazio tanto che voci di protesta si sono levate non solo da Nicola Zingaretti, ma anche dal suo competitor Francesco Storace e

SINDACO Adriano Palozzi, attuale sindaco di Marino è tra i candidati alle elezioni regionali

dalla centrista Giulia Buongiorno. Politici responsabili ed evidentemente consapevoli che quelle nomine anche se impugnate di fronte al Tar o altro organismo giudicante, costeranno alla Regione una paccata di soldi

in liquidazioni, buonuscite e spese legali. Val forse la pena di ricordare la consistenza di questo “tsunami Renata” che passerà lasciando un mare di detriti polemici, mente la ex governatrice Polverini probabilmente occuperà il suo bravo seggio alla Camera per i “meriti” acquisiti nel Lazio. Partiamo dal lontano 26 settembre dello scorso anno quando a poche ore dalle dimissioni la governatrice rinnovava 10 direttori generali, prorogando alcuni in scadenza e chiamando altri dall’esterno, pescando anche tra sindacalisti dell’Ugl, il sindacato che, come noto, la governatrice guidava finché non è stata eletta. La Stampa fa anche i nomi dei nuovi “nominati”: Giuliano Bologna, coordinatore dell’Avvocatura re-

gionale, Raffaele Marra, direttore regionale per il personale, Guido Magrini, direttore della Programmazione economica e sociale, Luca Fegatelli, direttore del Dipartimento per il territorio, Rosanna Bellotti, Raniero Vincenzo De Filippis, Roberto Ottaviani e Maria Chiara Coletti, entrambi direttori ed Ersilia Maffeo, direttore dell’Agenzia del Turismo. La posizione del Marra era tra l’altro già stata bocciata dal Tar per cui si sta pensando di piazzarlo con qualche prestigioso incarico al comune di Roma del quel è già stato direttore al patrimonio, per trasmigrare brevemente in Rai e infine sbarcare in Regione. Ma sotto le sante feste Renata bandiva le mense per un’altra abbuffata. Così a

EX PRESIDENTE L’esperienza di Renata Polverini al vertice della Regione Lazio si è conclusa in autunno

gennaio Enrico Zappacosta, perito tecnico, esponente di “Città Nuove”, ex Ugl, già vicesindaco di Civitavecchia, diventa presidente dell’Istituto Sacra Famiglia: 1.500 euro al mese, assicurati fino al giugno del 2014. A metà dicembre, Mario Orsola, sindaco del comune di Saracinesco (164 anime) diveniva membro del cda del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti. Nemmeno Enrico Bondi, nel suo breve mandato come commissario della Sanità del Lazio, è riuscito a frenare la compulsione alle nomine di Renata. Commissariate le Asl RmA, Rmh e quella di Viterbo, alla Rmh è arrivato Claudio Mucciaccio, ex sindaco di Grottaferrata, e poco dopo pioveva su Bondi il nuovo direttore amministrativo per la Asl RmA Alessandro Moretti, in questi ultimi tre anni capo della segreteria dell’assessorato regionale alla Salute, retto dalla stessa Polverini. In cantiere c’erano anche le nomine di Sabrina Cenciarelli, direttore amministrativo della Asl Roma B in corsa per la poltrona di direttore amministrativo della Asl Rmh dei Castelli. Cenciarelli è la cugina del sindaco di Marino, Adriano Palozzi, il quale, va ricordato, oggi è candidato alla Pisana ma fu ricompensato poco dopo il voto regionale con la poltronissima (124mila euro l’anno) di presidente del Cotral. Ma facciamo un passo indietro. Il 30 novembre, con un decreto presidenziale, Renata Polverini nominava i nuovi revisori dei conti della

Asl Roma A: 4 incarichi relativi ai due membri effettivi e i due supplenti del Collegio Sindacale. Poi a metà dicembre venivano pubblicati due avvisi per la ricerca di dirigenti tra il personale interno e per il personale che volesse trasferirsi al Corecom. Bandi della durata di una settimana che le opposizioni hanno bollato come “opacissimi”. Il 13 dicembre l’Ater di Roma nomina nuovo direttore generale Renato Panella, consigliere provinciale uscente de “La Destra”. A gennaio, come direbbe Renatona, n’antra botta de vita tra nomine di Ipab in tutta la Regione, e altre fra le quali la sostituzione di Palozzi candidato con il “tec-

nico” Vincenzo Surace al Cotral. Ma il 23 gennaio scorso Cotral ha assunto come responsabile dell”area contratti e gare l”ex direttore generale del Comune di Fiumicino, ex consigliere e vicesindaco di Marino, anche lui vicino a Palozzi. Subito dopo il 29 gennaio, è scoppiato il caso di Lazio Ambiente, ennesima società regionale nella quale è stato inserito come amministratore unico Vincenzo Conte, candidato a sindaco sconfitto a Frascati e

presidente del gruppo del Pdl nel consiglio comunale del comune castellano, al costo di 130mila euro l’anno. E arriviamo a questi gioni di campagna elettorale ormai la zona cesarini delle nomine. Ecco l’8 febbraio il decreto per la nomina nel cda dell'IpabRoma Capitale dei cinque consiglieri che per statuto sono designati dal Campidoglio. La Polverini ha dunque recepito i nomi indicati dal sindaco Gianni Alemanno: Giuseppe Del Prete, Simone Massimilla, Massimiliano Monnanni, Mauro Catenacci e Antonino Molinaro, quest’ultimo legato a Giordano Tredicine, consigliere capitolino del Pdl. Segue a ruota Unionfidi: Sviluppo Lazio, come azionista di maggioranza, su indicazione di Renatona sta scegliendo il nome del nuovo presidente in sostituzione di Fabio Forte anche lui candidato alla Pisana. Guarda caso il nome che circola in queste ore è quello di Giuliano Di Luca, capo della segreteria dell’assessore al Bilancio, Stefano Cetica. Ma tre consiglieri su 6 sino a ieri si sono opposti al blitz. Per

EX ASSESSORE Stefano Cetica è stato il delegato al bilancio dell’ultima giunta regionale

non parlare infine delle decine di promozioni e scatti di qualifica per numerosi dipendenti che verranno concessi a pioggia. Se a questo turbillon di nomine si aggiungono tutte le delibere di Giunta promulgate da settembre risulta chiaro il perché Renatona non volesse mollare la poltrona. Vedremo se il vincitore di lunedì prossimo riuscirà a quantificare i danni di quest’ultimo assalto alla diligenza. Giuliano Longo


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istituzioni IL CASO

Cantieri a rilento per l’asse che arriva fino a Tor Pagnotta e Trigoria

Filobus della vergogna Protesta al Laurentino Manifestazione ieri pomeriggio davanti al municipio XII

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ilobus vergogna Capitale” è la scritta che campeggia sullo striscione appeso sulle recinzioni dei cantieri della Filovia “Laurentina -Tor Pagnotta- Trigoria” . Dietro allo striscione sventolano le bandiere del Partito Democratico che ieri sera ha organizzato una manifestazione di protesta nel piazzale del Municipio XII, ai bordi della consolare martoriata dai lavori che sarebbero dovuti terminare un paio di anni fa e invece sono ancora in alto mare. Dopo l’assemblea organizzata sempre dal PD nella sala conferenze dell’American Palace la scorsa settimana, non si fermano le iniziative per tenere alta l’attenzione sullo scandalo che, dopo la confessione da parte degli imprenditori della Fintecna di tangenti elargite alla sua Segreteria e le dimissioni dell'AD di Eur spa, fedelissimo e primo finanziatore della campagna elettorale del Sindaco, sta affondando la Giunta Alemanno. “Andremo avanti con le iniziative fino a quando non sarà data una parola certa sulla fine dei lavori, e soprattutto fino a quando il Comune non costringerà il Consorzio Tor Pagnotta 2 a costruire il ponte sul raccordo senza il quale il

Filobus non potrà entrare nel quartiere dove farà capolinea, né sarà mai completato” dichiarano all'unisono il Coordinatore del Pd romano Marco Miccoli, il Consigliere Comunale Capogruppo PD Umberto Marroni e quello Municipale Andrea Santoro. «Il sit in di oggi in via Laurentina sull'emergenza filobus è il primo di una lunga serie. Staremo nelle piazze e nelle strade, a fianco dei cittadini, fino a quando non avremo risposte certe dal sindaco Alemanno e dal presidente del Municipio Calzetta sui tempi di realizzazione del corridoio della mobilità, e chiarezza sulla vicenda giudiziaria legata a questo progetto» aggiungono i consiglieri. «Durante il presidio di oggi abbiamo parlato con centinaia di cittadini ed automobilisti arrabbiati per i lavori interminabili, e delusi perché quest’opera pubblica sta diventando un monumento allo spreco di denaro pubblico. Abbiamo esposto uno striscione di 15 metri che riassume tutto: ‘Filobus, vergogna capitale». «Noi - con-

cludono Marroni, Miccoli e Santoro - alle vergogne non ci siamo mai rassegnati: l'abbiamo dimostrato, lo dimostreremo». La strada che dovrebbe portare al capolinea è un sentiero costellato da rifiuti, detriti edili e blocchi di cemento, e finora è servita solo a favorire lo sconfinamento dei palazzoni sulle aree destinate a parco pubblico. Ci sta poi un’altra ombra che incombe sulla vicenda: l’IRIFintecna era anche la proprietaria dei terreni sui quali si è sviluppata la lottizzazione di Tor Pagnotta. Su questi terreni ricadono beni monumentali che rendevano l'area vincolata dal Codice per i Beni Culturali ma nonostante ciò le costruzioni sono andate avanti seppure molte sono rimaste incomplete e incombono come giganteschi scheletri di cemento su quella che dovrebbe essere la strada per la filovia. Un’inchiesta è stata aperta anche sui finanziamenti per l’acquisizione dei terreni, mentre i rappresentanti dei comitati hanno denunciato in Procura che in

base alla Delibera del Consiglio Comunale le concessioni non potevano essere rilasciate fino a quando il ponte e le altre opere di viabilità esterna non fossero state realizzate. Questa prescrizione poi non è stata applicata nella Convenzione che il Comune ha sottoscritto con il Consorzio ed è stata ignorata anche la Delibera del Comune di cui Almenno si è fatto vanto, che dal 2009 imponeva la realizzazione della viabilità e delle urbanizzazioni prima del rilascio delle Concessioni (Delibera inutile visto che tale regola era già contenuta nel Piano regolatore). Una seconda denuncia è stata presentata per il mancato adeguamento del contributo del 10,8% del costo della Filovia a carico dello stesso consorzio, calcolata inizialmente su una base presunte di soli 27 milioni contro gli oltre 250 del costo effettivo. Infine i cartelli dei lavori indicano la dicitura Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria quando il tratto fino a quest'ultimo quartiere non risulta ad oggi finanziato. “Filobus di Veltroni spreco di milioni” dichiaravano i cartelloni elettorali del candidato sindaco Alemanno che aggiungeva «se sarò eletto cancellerò il Filobus per sostituirlo con una ben più efficiente metropolitana leggera». Infatti l’opera fu sospesa ma di leggero finora sono arrivate solo le belle parole e pesanti indagini della Procura. Silvio Talarico

L’INCONTRO

Edicolanti dal Prefetto Pecoraro: «Rinviate lo sciopero delle elezioni» «Rinviate lo sciopero». Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, in una nota ufficiale, ha teso la mano agli edicolanti chiedendo di spostare ad altra data la protesta prevista per il periodo che andrà dal 24 al 26 febbraio prossimi. Ieri mattina Pecoraro ha ricevuto in Prefettura i rappresentanti del Sinagi affiliato Slc Cgil, Snag Confcommercio proprio per parlare dello sciopero. Per un verso la categoria rivendica il riconoscimento del proprio ruolo di funzione pubblica con riferimento all’art 21 della Costituzione che sancisce il diritto di informare ed essere informati, dall’altra la necessità di una riforma dell’editoria e di una legge quadro che possa costituire un riferimento unico per ciascuna regione che deve poi normare all’interno di ogni realtà prevedendo una adeguata programmazione territoriale. Pecoraro ha ascoltato

le riflessioni dei rappresentanti sindacali degli edicolanti, ha voluto sottolineare loro l'importante ruolo di pubblico servizio svolto quotidianamente e ha rivolto un formale invito a differire lo sciopero proclamato «in considerazione dello svolgimento nelle medesime date della complessa tornata elettorale». Al tempo stesso il prefetto si è impegnato a promuovere un incontro tra gli edicolanti ed il nuovo governo per un confronto sulle richieste avanzate, non appena i tempi tecnici lo renderanno possibile. Pecoraro ha inoltre auspicato che il suo invito possa essere accolto «proprio nella consapevolezza che l’attività quotidiana degli edicolanti è fondamentale per garantire il diritto costituzionale all’informazione». tipo

IMPRENDITORI

Gli ambasciatori del gelato nel mondo? Nascono a Roma Il club dei migliori maestri gelatieri diffonde nel mondo la conoscenza del vero gelato italiano

La brillante idea di Claudio Pica di fondare un club dei migliori maestri gelatieri italiani denominato “Ambasciatori del Gelato Italiano nel Mondo”, sta avendo consacrazione ed inizia a dare i suoi frutti. Presentata al Sigep di Rimini (la più grande Fiera Mondiale del settore) poche settimane orsono, ha avuto una ulteriore consacrazione con la presenza di Nicola Netti (uno degli Ambasciatori) al Bit di Milano. L’idea è quella di valorizzare una delle eccellenze enogastronomiche italiane che

sta avendo un pressante attacco da parte di multinazionali che con la qualità del prodotto “gelato” hanno ben poco a che fare. E anche le sofisticazioni e la qualità, molte volte scadente per gli intenditori, stanno portando nocumento ad uno dei prodotti d’eccellenza del Made in Italy che Claudio Pica, in collaborazione con L’Accademia della Cultura Enogastronomica, hanno intenzione di tutelare fino al punto di fondare questo “club” formato dai migliori maestri gelatieri italiani. Claudio Pica, attualmente Segretario dell’Associazione Esercenti Bar di Roma e Provincia (la più forte e numerosa associazione di categoria) viene da una famiglia storica nel settore dei bar e delle gelaterie, grande conoscitore del grande valore che il gelato italiano apporta anche al flusso turistico della Capitale ed è insieme al padre Alberto, uno dei fondatori – tra l’altro- dell’Associazione Italiana

Gelatieri. Una vera e propria sfida che sa di marketing ma anche e soprattutto d’amore e passione per l’Italia e per le sue eccellenze enogastronomiche che “fanno gola” (è proprio il caso di dirlo….) a tanti scaltri

imprenditori stranieri che però poco hanno della cultura e della storia di una Nazione che ha prodotti di altissima qualità che però vanno difesi, valorizzati, tutelati e promossi con grande forza in tutto il Mondo. Puntando sulla qualità del prodotto e sulla capacità di scegliere il meglio anche nell’uso delle materie prime, senza calcolare solamente l’aspetto commerciale che in molti caso va a penalizzare direttamente il Made in Italy. Nel Mondo, infatti, molte volte si leggono insegne accattivanti che traggono in inganno milioni di persone, senza che si abbia nulla della qualità e della passione del Gelato Italiano. Questo è l’obiettivo che Claudio Pica intende prefiggersi e i segnali già sono incoraggianti visto che insieme ad affermatissime aziende italiane del settore, si organizzeranno a Roma le Olimpiadi del gelato!


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istituzioni IL DOCUMENTO

Emergenza sovraffollamento e mancanza di personale SANTA SEDE

Lazio, Carceri invivibili Rapporto Cgil-Garante Marroni: «In crisi tutti gli ambiti del pianeta penitenziari»

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ovraffollamento che ha raggiunto quasi il 50% (4.834 i posti disponibili nelle carceri, 7.069 i detenuti effettivi) e sempre più pesanti carenze di organico fra coloro che le carceri le dovrebbero sorvegliare. Questi i dati più allarmanti del rapporto Cgil-Garante detenuti del Lazio presentato ieri a Roma. Secondo “Emergenza Carceri Lazio” nelle 14 carceri del Lazio ci sono il 25% di agenti in meno rispetto a quanto previsto dalla dotazione organica (3.166 effettivi contro i 4.136 previsti). Inoltre il tasso di sovraffollamento è del 46%, con la metà degli istituti con sovraffollamento superiore al 50%. In assoluto, il carcere con più detenuti è Rebibbia Nuovo Complesso, spiega il rapporto «peraltro privo di un direttore effettivo, con 1.768 presente a fronte di 1.218 posti disponibili (45%). In quasi tutte le carceri non ci

sono più i vice Direttori, e a Rebibbia Reclusione, il direttore è a part time perché si occupa anche della Scuola di Polizia Penitenziaria di Via Brava. Il lavoro quotidiano compiuto dagli operatori del Garante (che nel 2012 hanno effettuato quasi 10.000 colloqui con i detenuti) e le testimonianze degli agenti hanno permesso di tracciare un quadro della situazione delle carceri del Lazio che il rapporto non esita a definire “allarmante”. Secondo il rap-

porto, il 93% dei 7.069 detenuti sono uomini; il 40% non è un cittadino italiano. Il 44% dei reclusi è in attesa di giudizio definitivo. In carcere, oltre ai 7.000 detenuti, ci sono anche 17 bambini di età inferiore ai 3 anni, figli di detenute madri. Fra la popolazione maschile sono ricompresi anche 23 transessuali, uomini per l’anagrafe ma donne nel fisico, rinchiusi in speciali sezioni delle carceri maschili per evitare il contatto con gli uomini, con tutte le problematiche che ciò comporta. «Dal rapporto - ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - emerge la crisi di tutti gli ambiti che riguardano il complesso pianeta carcere: dalla sanità all’istruzione, dalla formazione al lavoro fino al delicato tema del reinserimento sociale di chi ha scontato la pena, che comprende la scarsità di comunità alloggio e di case di accoglienza e l’estrema difficoltà a garantire un impiego esterno agli ex detenuti. Una situazione destinata a peggiorare visto che il Prap ha comunicato, per il 2013, tagli di budget per le attività culturali, ricreative e sportive ed alle mercedi dei detenuti lavoranti mentre, per le politiche della tossicodipendenza, non ci sono più stanziamenti».

La denuncia

Comune, niente assunzione per 200 precari storici «200 lavoratori e lavoratrici, tecnici e amministrativi del Comune di Roma, ora Roma Capitale, da anni con contratto a termine. Finalmente pensavano di essere assunti a tempo indeterminato, grazie ad alcuni spazi all’interno della legge di stabilità che prevede una riserva di posti nei concorsi di assunzione per quanti abbiano maturato 36 mesi a tempo determinato con lo stesso ente. E invece no. Il Comune di Roma apre un nuovo bando di concorso senza alcuna garanzia per chi lavora già da tempo con contratti precari. Insomma si parte tutti alla pari. Il sindaco Alemanno deve correggere immediatamente questa pessima procedura, capace allo stesso tempo di mortificare il lavoro e aumentare la precarietà nella stessa struttura comunale. Non vorremmo che l'ipotesi secondo cui questo concorso abbia tale forma al fine di favorire assunzioni amiche sia triste realtà. Alemanno è chiamato subito a dimostrare il contrario.” Lo afferma Claudio Ortale, vice Presidente del Consiglio del Mun. Roma 19.

Ultimo Angelus In arrivo negli alberghi il 10% in più di turisti Comitato per l'ordine e la sicurezza, ieri mattina in Prefettura, in vista degli eventi legati alle dimissioni del Papa e in particolare all'ultimo Angelus, domenica 24 febbraio, dell'ufficializzazione delle dimissioni, il 27 febbraio, e dell'apertura del conclave. «Siamo pronti, ma per partire la macchina ha bisogno di date e tempi certi", ha detto Alemanno al termine dell'incontro. «Non sappiamo quanto dureraà e quale sarà la risposta e non possiamo fare previsioni». «Stiamo aspettando ha proseguito il sindaco - che ci vengano comunicate il prima possibile le date del Conclave in maniera tale da poter programmare tutta la vita della città per il mese di marzo». Ieri il sindaco ha incontrato in Campidoglio il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, in merito al sistema di accoglienza della Capitale in Vista del Conclave . «Ho assicurato al sindaco- ha dichiarato Roscioli- che l'intero sistema ricettivo, dagli alberghi ai servizi di ristoro, sarà assolutamente funzionale ed adeguato. Come sistema alberghiero- è stata la previsione del presidente di Federalberghi Roma- ci aspettiamo un aumento di circa il 10% delle prenotazioni, circa 10 mila persone in più». Intanto il Dipartimento Politiche sociali ha confermato anche per l’ultimo Angelus di papa Benedetto XVI il servizio di navetta gratuita per i fedeli con disabilità motoria che desiderino essere presenti domenica 24 febbraio a Piazza San Pietro. Il servizio sarà in funzione dalle 9.00 alle 14.00 per portare i fedeli a piazza San Pietro e, al termine dell’Angelus, riportarli al punto di partenza. Eventuali ulteriori informazioni potranno essere richieste al numero verde 800.033.929 sabato 23, dalle 9.00 alle 18.00, e domenica 24, dalle 8.30 alle 14.00. Ieri infine è stato il vescovo Agostino Vallini ad invitatre i fedeli romani a partecipare all'ultimo Angelus di Papa Benedetto XVI con un messaggio: « Desidero, pertanto, invitare tutti a partecipare numerosi a questo significativo momento di vita della Chiesa e della nostra diocesi per manifestare ancora una volta il nostro affetto e la nostra devozione al Santo Padre e per pregare con Lui e per Lui il Signore Gesù, Pastore eterno della Chiesa. Per l’ingresso in Piazza San Pietro non è previsto alcun biglietto, proprio al fine di favorire la più ampia partecipazione possibile». cinque

in breve

SOCCORSO

Allarme mezzi per i Vigili del Fuoco I tagli del ministero mettono in crisi il Comando provinciale di Roma. 29 autopompe su 59 ferme in officina Anche il Comando di Roma dei Vigili del Fuoco è al collasso a causa dei tagli orizzontali. Come denunciato dalla Cgil «ad oggi delle 58 autopompe assegnate 29 sono in officina fuori servizio e perlopiù non poche di nuova assegnazione, il che indica che il parco macchine restante, oltre ad essere al limite per garantirne la presenza

nelle circa 30 sedi di Roma e della provincia, rende disponibile sul territorio per la maggior parte automezzi con oltre 20 anni di servizio». Non migliore è la situazio-

ne delle 12 autoscale assegnate al Comando: «4 sono fuori servizio e delle restanti 8 qualcuna è immatricolata negli anni 80, quindi con oltre 25 anni di servizio. L’età avanzata di servizio di questa fondamentale tipologia di automezzi pochi giorni fa ha messo a repentaglio l’incolumità sia di un vigile del fuoco che della persona soccorsa a causa della difficoltà di manovra e della tempistica necessaria all’ allestimento del cestello di salvataggi». Un qualunque osservatore rimarrebbe colpito dalla quantità dei mezzi fermi sul piazzale delle officine

di Via del Calice, alcuni ormai da molti mesi , anche per riparazioni di poche centinaia di euro. Le difficoltà gravano poi anche sui vigili del fuoco addetti alle riparazioni che pur prodigandosi tra mille difficoltà per cercare di tamponare la situazione, si devono arrendere alla mole di lavoro e alle ancor più scarse risorse che rendono impossibile l’acquisto dei pezzi di ricambio. La situazione, con l’arrivo dell’estate e l’intensificarsi delle problematiche legate al caldo e agli incendi, non potrà che rendere più problematica la situazione già incandescente.

Rom, aumentati i campi Nel 2009, prima che fosse avviato il Piano nomadi promosso dall'amministrazione comunale, nella Capitale «erano presenti 7.177 rom e sinti distribuiti su un centinaio di insediamenti. Dopo più di tre anni e in seguito ad un'intensa campagna di sgomberi, i nomadi a Roma hanno raggiunto il numero di 7.400, tra cui 3.900 minori». Lo sostiene l’associazione 21 luglio che ieri alla facoltà di Architettura dell'università di Roma tre ha presentato "Rom (a) Underground. Libro bianco sulla condizione dell'infanzia a Roma". Il volume "boccia" il Piano rom dell'amministrazione comunale poiché «in contrasto con i diritti riconosciuti dalla convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia. In particolare - ha detto l’autrice del libro Angela Tullio Cataldo - il Piano viola il diritto alla salute, all'istruzione, all'alloggio, al gioco e alla non discriminazione». Il volume si basa sulla raccolta di una sessantina di testimonianze dalle quali, secondo la rielaborazione dell'autrice, emerge che «gli alloggi nelle roulotte dei nuovi villaggi attrezzati non sono adeguati».


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CRONACA LO SCIOPERO

Martedì difficile per chi si è mosso con i mezzi pubblici. Disagi per uscire dalle stazioni

Pendolari senza metro A e ascensori IL CASO

Foto d’archivio

Stop alla linea rossa fino alle 14 Bus e tram a singhiozzo. Ferrovie urbane a servizio ridotto Conseguenze alla circolazione stradale: code e traffico

Ztl al Gazomentro I commercianti non ci stanno e chiedono i documenti

M

artedì difficile per i pendolari a causa del doppio sciopero del trasporto pubblico che ha rallentato tram, bus, metro e le ferrovie. L’agitazione indetta da Sul (Sindacato unitario dei lavoratori) ha l’obiettivo di attirare l’attenzione sulla decurtazione degli stipendi dei lavoratori. Ieri i romani hanno dovuto fare a meno della linea A della metropolitana, chiusa dalle 8.30 alle 14. La linea blu, invece, ha viaggiato regolarmente, mentre in strada si sono verificate attese più lunghe del solito alle fermate dei bus e dei tram. Sul versante ferroviario la Roma Lido e la Termini Giardinetti hanno avuto un servizio ridotto, la Roma Viterbo ha viaggiato senza interruzioni. Insomma, i disagi maggiori si sono registrati per i viaggiatori della metropolitana “rossa” mentre gli altri mezzi pubblici hanno offerto praticamente lo stesso servizio di un normale giorno. L’Agenzia della mobilità ha comunicato le adesioni alla protesta: quella del tpl é stata tra i dipendenti atac del 12% tra i dipendenti di Roma Tpl del 19%. Conseguenze più “antipatiche” ci sono state in strada. Le auto-

OSTIA

mobili in giro per la città ieri erano più del solito e molte arterie sono risultate più trafficate, sopratutto nelle ore di punta. Lunghe code hanno rallentato la circolazione sulla via Tuscolana e sulla Tangenziale Est fino a San Giovanni. Traffico sostenuto anche su Lungotevere malgrado l’apertura straordinaria delle zone a traffico limitato. Un altro “inconveniente” è stato provocato dallo stop di ascensori e scale mobili nelle stazioni della metropolitana non appena è

cominciato lo sciopero. Sono rimaste senza le stazioni Eur Fermi-Pietralata-Termini direzione Laurentina, Cavour direzione Laurentina, Circo Massimo-Santa Maria del Soccorso. Risultato: decine di utenti, tra cui anziani e donne incinte, si sono ritrovati a dover fare diverse rampe di scale per poter raggiungere l’uscita. Atac ha spiegato che il disservizio era collegato alla «mancanza del personale addetto». elam

Spuntano divieti e limitazioni di velocità nelle strade dissestate del Municipio XIII

Troppe buche e avvallamenti strade off limits per moto e bici Mancano i soldi per la manutenzione e i vigili sono costretti a ridurre la circolazione. L’ordinanza, entrata in vigore il 1 febbraio riguarda al momento i quartieri di Dragona, Dragoncello, Acilia sud e la zona artigiano-industriale Nuovi cartelli, e nuovi divieti, stanno comparendo qua e là sulle dissestate strade dei quartieri dell’hinterland del municipio XIII. Non che al Lido di Ostia la situazione sia migliore. Si tratta di cartelli che vietano il transito alle moto e alle biciclette su alcune arterie, fissando a 30 km/h il limite di velocità agli altri mezzi. Questi provvedimenti, ovviamente, per tutelare la sicurezza di automobilisti e centauri visto il pessimo stato del manto stradale, pieno di buche e voragini. Dopo la decisione di adottare un analogo provvedimento su viale di Castelfusano,

in attesa di radicali interventi di ristrutturazione per l’eliminazione dei rigonfiamenti provocati dalle radici dei pini, e di chiudere un tratto di via dei Pescatori, nuovamente gli agenti della polizia municipale sono dovuti intervenire istituendo la prima di una serie di nove ordinanze. Mancano i soldi per la manutenzione delle strade e i vigili sono costretti a porre limiti alla circolazione. Benché questo comporti una serie di disagi non da poco per i cittadini. Primo tra tutti la paralisi della mobilità. L’ordinanza, entrata in vigore il 1 feb-

braio ma resa nota soltanto lunedì, riguarda al momento i quartieri di Dragona, Dragoncello, Acilia sud e la zona artigiano-industriale. Interessate via di Dragoncello, via del Fosso di Dragoncello, via F. Donati, via C. Casini, un tratto di via C. Lenormant, un tratto di via di Saponara e di via Acilia, via Macchia Palocco. «E’ una cosa inaudita. Un’indecenza: mai un’amministrazione si è ridotta a questo modo», commenta Gioacchino Assogna, presidente del comitato Sos soccorso cittadino. Maria Grazia Stella

Il passato fine settimana la polizia locale è tornata a presidiare i punti di ingresso alla nuova Ztl istituita tra via del Commercio e via Ostiense ed il traffico è tornato a congestionarsi lasciando semi vuoti molti degli esercizi commerciali inclusi nell’area. Una delegazione degli esercenti aveva già chiesto la settimana scorsa una copia della Determinazione Dirigenziale che aveva dato il via alla sperimentazione, ma sono stati invitati a ripresentarsi il 5 marzo. Martedì mattina la segretaria del coman-

Un barista Mi mandano da un ufficio all’altro e intanto i clienti non possono raggiungere il mio locale dante della polizia locale del Municipio XI, contattata da uno dei richiedenti affermava di averne inviato una copia alla sede municipale ma nel pomeriggio veniva smentita dai fatti. Marco, proprietario di un bar che ha visto dimezzarsi i propri introiti è sul piede di guerra «E’ una farsa - attacca arrabbiato - Mi mandano da un ufficio all’altro per cercare un documento che forse neanche esiste, mi danno informazioni errate e i clienti continuano a non poter venire ad acquistare i miei prodotti». Il commerciante ha richiesto un incontro con il minisindaco Andrea Catarci per cercare una soluzione ma non è stato ancora ricontattato. «A quanto pare - aggiunge il negoziante - è un iniziativa caldeggiata dai residenti attraverso un consigliere che vive in questa strada, ma non c’è stata una discussione previa, è stata solo approvata da un giorno all’altro, stranamente a pochi giorni dalle elezioni». Fioccano proposte alternative, come quella di istituire una zona pedonale sullo stile del Pigneto o di intensificare i mezzi pubblici. Al momento gli unici che sembrano guadagnare dalla nuova Ztl sono i parcheggiatori abusivi che hanno aumentato in tutte le vie limitrofe la “tariffa-estorsione” a quattro euro per vettura. f.e.


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cronaca L’OPERAZIONE

Li hanno presi mentre svaligiavano un locale a Trastevere. Al gruppo attribuiti decine di colpi

Sgominata la banda dei “soliti ignoti” saccheggiavano i ristoranti del centro Forzavano le serrande di bar e locali, arraffavano gli incassi e altri oggetti preziosi e poi sparivano: azioni rapidissime e compiute da veri “professionisti” del mestiere. Tra le strutture “visitate” ci sono i “Tre Scalini” e “Il Panzirone” di piazza Navona, i bar “Calo” sulla Gianicolense e il “Big Bar” di via Conte Verde, il tabacchi “Haijang” di via Principe Eugenio e “La Torre Argentina” di Tiziano Pompili

I ladri ripresi dalle telecamere

L

i hanno acciuffati alle prime ore dell'alba di ieri in un locale di viale Trastevere. I carabinieri della stazione Roma Piazza Farnese hanno sgominato quella che alcuni hanno già ribattezzato la “banda del bucatino”, per fare il verso alla più famosa “banda del buco” e per riferirsi al fatto che tra le tappe preferite di questi ladri c'erano i ristoranti del centro storico della capitale. Cinque persone sono finite in manette: tre sono macedoni, uno è kosovaro e l'altro un cittadino della Bosnia-Erzegovina. Non era facile individuare dove trovarli visto che gli indagati, essendo cittadini extracomunitari irregolari sul territorio nazionale, non hanno una stabile dimora. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto: i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Roma Paola Della Monica che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Paolo D’Ovidio. L’attività investigativa, denominata convenzionalmente “Topi di Bottega”, ha consentito di procedere all’identificazione degli stranieri e di attribuire a questi gravi indizi di responsabilità per numerosi furti, consumati tra agosto e dicembre 2011, nel centro storico di Roma. Di notte forzavano le serrande di bar e ristoranti, arraffavano gli incassi e altri oggetti preziosi e poi sparivano: azioni rapidissime e compiute da veri “professionisti” del mestiere. I carabinieri hanno diramato una lista dei locali che sono stati “visitati” dalla banda, i cui componenti ora sono nel carcere

di Regina Coeli. Tra questi c'è il ristorante “Tre Scalini” di piazza Navona, con tre colpi eseguiti nel giro di poco più di un mese che hanno fruttato circa 15mila euro. Circa seimila euro, invece, hanno fruttato le rapine al ristorante “Il Panzirone” (anch'esso a piazza Navona), al bar “Calo” sito in Circonvallazione Gianicolense e al “Big Bar” di via Conte Verde. Sostanzioso (5mila euro)

anche il colpo al bar tabacchi “Haijang” di via Principe Eugenio e abbastanza ricco (3.200 euro) pure quello al bar “La Torre Argentina” dell'omonima via. Ma i carabinieri riportano anche due tentativi di furto non andati a buon fine da parte della banda e altri tre colpi dal magrissimo bottino. Ora i cinque sono in cella: i locali commerciali del centro storico sono un po' più sicuri.

Medaglie d’Oro

Approfittava delle frenate del bus per colpire Approfittava delle “frenate” dell’autobus per derubare i passeggeri. La donna – una 56enne viterbese – è stata arrestata l’altro pomeriggio dalla polizia. L’episodio che ha permesso la sua individuazione è accaduto intorno alle 14 di lunedì in via delle Medaglie d’Oro nei pressi di una fermata. Sul posto gli agenti del commissariato Monte Mario, in servizio in abiti civili, hanno fermato la donna, in quanto insospettiti dai suoi “movimenti”; infatti è stata notata, in un arco temporale di circa 2 ore, salire e scendere varie volte sempre sulla stessa linea del mezzo pubblico diretta in Vaticano. Saliti a bordo della vettura, i poliziotti hanno notato la donna “appoggiarsi” ai passeggeri al momento delle frenate prima della fermata. Gli agenti l’hanno pertanto fermata per un controllo e identificata; addosso aveva documenti e carte di pagamento intestate a una donna straniera, oltre a vari effetti personali. Contattata, la proprietaria degli effetti ha raccontato alla polizia di essere da poco scesa da quell’autobus e di non essersi accorta di essere stata scippata. Dopo essere stata accompagnata negli uffici del commissariato, sono scattate le manette per furto aggravato. Bloccata invece dagli agenti dell’Ispettorato di polizia del Vaticano una 20enne di origine romena autrice di un tentato furto del portafogli ai danni di un turista in piazza Pio XII. La giovane era ricercata; deve infatti scontare una pena di 1 anno e 6 mesi a causa di altri precedenti furti per i quali era stata condannata. Accompagnata negli uffici del commissariato Borgo, Z.M. è stata arrestata.


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mercoledì 20 febbraio 2013

cronaca MARINO

Momenti di pericolo ieri per un coppo in bilico a San Barnaba

Tegola pericolante sul campanile della chiesa Avrebbe potuto colpire mortalmente i pedoni in corso Trieste. Immediato l’intervento di polizia, vigili del fuoco e protezione civile. Strada transennata e chiusa al transito Decine di curiosi col naso in su hanno affollato la piazza durante l’operazione di recupero di Marco Montini

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eri una grossa tegola è rischiata di cadere sulle teste dei poveri residenti marinesi. Non è un modo dire ma il vero e proprio pericolo (poi scampato) vissuto martedì mattina dai numerosi pedoni in transito lungo Corso Trieste, la principale via del centro storico di Marino a due passi da piazza San Barnaba, dove un coppo dello svettante campanile della omonima basilica è rimasto per molto ore pericolante, in bilico sul cornicione. L'allarme, scattato già in prima mattinata, ha condotto immediatamente sul posto diverse unità della polizia locale di Marino, diretta dal comandante Alfredo Bertini, e i volontari della protezione civile comunale, che hanno transennato l'area e chiuso il senso di marcia di Corso Trieste, quello che da Piazza Matteotti conduce a Piazza Garibaldi, deviando al contempo il traffico veicolare nelle arterie limitrofe (via Garibaldi e via Cavour). Dopo le operazioni di messa in sicurezza,

poco prima dell'ora di pranzo sono giunti dalla Capitale i mezzi dei vigili del fuoco, che, grazie all'ausilio di un poderoso autoscala, sono saliti a oltre dieci metri di altezza per “recuperare” il coppo appoggiato a mezz'aria sulla tettoia del campanile della basilica. L'operazione, a dir la verità non facile, è durata circa un paio d'ore e ha registrato la perfetta sinergia tra gli agenti della polizia locale marinese e i vigili del fuoco di Roma. Nel primo pomeriggio, dunque, l'intervento veniva completato, la strada riaperta al traffico in entrambi i sensi di marcia e i tanti curiosi accorsi in piazza San Barnaba potevano finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo aver tenuto il naso all'insù per ore. Da quanto si apprende, infatti, se il coppo fosse cascato colpendo fatalmente qualcuno, avrebbe potuto far male davvero.

SPINACETO

STRUTTURE INSTABILI E FATISCENTI DA DEMOLIRE Intervento per il decoro in via Salvatore Lorizzo. È cominciata ieri (e durerà circa 3 giorni) l’opera di rimozione delle strutture in disuso e ormai fatiscenti dell'ex Ente comunale di consumo. Lo rende noto il Municipio XII. Si tratta di 2 strutture in lamiera con dimensioni di 5 metri x 11, arrugginite e pericolanti, in prossimità dell'ingresso alle abitazioni. Da anni in stato di abbandono, questi locali erano diventati ricettacolo di rifiuti e terreno fertile per la proliferazione dei ratti. Il lavoro di rimozione sarà seguito da un intervento di Ama, che procederà alla bonifica dell'area con una pulizia straordinaria dell'intera piazzola, circa 800 metri quadrati, e dei marciapiedi perimetrali. È terminato invece ieri lo sgombero di tre insediamenti in Municipio Iv (Rfi Nuovo Salario, la ciclabile di Sacco Pastore a Monte Sacro e Val D’ala Prati Fiscali). La successiva bonifica dell’area è stata portata a termine sempre da Ama.

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cronaca Torvaianica

Paura in mare: una barca affonda, un giovane risulta disperso Una barca da diporto con quattro giovani a bordo è affondata ieri mattina in prossimità delle Secche di Tor Paterno a largo di Torvaianica. Intorno alle 9.30 hanno iniziato ad imbarcare acqua e ancor prima di riuscire a effettuare la chiamata di soccorso il natante si è capovolto. Due ragazzi si sono allontanati e hanno intercettato una barca che ha dato l’allarme. La Capitaneria di Porto di Roma, ricevuto l'sos alle 12.30 circa, ha inviato sul posto i soccorsi. Tre di loro sono stati tratti in salvo e sono stati portati in evidente stato di ipodermia all'ospedale Grassi. Un quarto giovane, invece, che era rimasto nel punto in cui la barca era affondata, non si è più ritrovato e ora il ragazzo, di 27 anni, risulta disperso. Sono impegnate nelle ricerche, dirette dalla sala operativa della guardia costiera di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Marittima del Lazio, 4 motovedette della guardia costiera, alcuni mezzi nautici dei carabinieri, un elicottero dei vigili del fuoco e un locale rimorchiatore d’altura.

LA FRODE

Una banda dell’est svuotava i conti on line e usava i soldi per effettuare scommesse in internet

Erano esperti in clonazione di carte di credito via web: trentuno arresti L’operazione è partita da un cittadino che si è scoperto vittima degli imbrogli in rete. Un sistema che ha permesso all’associazione a delinquere di sottrarre oltre 273mila euro a 350 persone in tutta Italia

Era il mago dei viaggi truffa in Romania

di Diego Cappelli

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lonavano carte di credito acquisendo i dati su internet, quindi utilizzavano i soldi disponibili per ricaricare conti di gioco per scommesse on-line e poi “ripulivano” le somme sottratte accreditando i guadagni su Postepay. Una truffa “subdola”, quella messa in atto da una vera e propria associazione a delinquere composta da 31 persone, tutti romeni e macedoni, da ieri in carcere con l’accusa di frode informatica, riciclaggio, ricettazione e utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento. Le indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria di Roma e coordinate dalla procura della Repubblica di Viterbo, nella cui provincia risiedono 19 dei 31 soggetti colpiti dall’ordinanza, sono state avviate a seguito dell’esposto presentato alla guardia di finanza da un privato cittadino, vittima del cosiddetto phishing, ossia l’acquisizione fraudolenta on line di dati sensibili, poi utilizzati per prelevare contanti o effettuare acquisti. L’uomo si era accorto, nel corso di una transazione sul web, di non aver più disponibilità di denaro sulla propria carta elettronica in quanto svuotata del relativo credito a seguito di un’operazione non autorizzata, effettuata da ignoti su un sito di scommesse: da questo singolo caso i finanzieri del comando provinciale di Roma sono riusciti a individuare la “banda”, che attraverso l’uso di mail “trabocchetto”

Arrestato ad Ardea

e altri accorgimenti informatici riusciva a impossessarsi delle credenziali di numerose carte di credito. Le tessere clonate venivano usate per ricaricare conti di gioco aperti presso la Sisal Match Point, tutti intestati a soggetti dell’Europa dell’Est facenti parte dello stesso sodalizio criminale, sui qualli venivano autorizzate scommesse “sicure”, con l’unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte. L’ultimo passaggio consisteva nella monetizzazione delle somme vinte, che venivano riscosse attraverso accredito su carte Postepay intestate agli stessi malviventi e poi prelevati

presso normali sportelli bancomat postali e bancari. Un sistema che ha permesso all’associazione a delinquere di sottrarre oltre 273mila euro a 350 persone sparse in tutta Italia, attraverso circa 560 operazioni fraudolente su carte di credito, e di prelevare più di 255mila euro. Oltre agli arresti, effettuato ieri nel corso dell’operazione “Transilvania Games”, le fiamme gialle hanno anche sottoposto a sequestro preventivo 30 conti gioco Sisal Match Point illecitamente ricaricati e 32 carte Postepay su cui sono confluite le somme di denaro provento di reato.

Affittava lo stesso appartamento a più persone. Intascava tutti i pagamenti, poi spariva. Questo trucchetto ha rovinato le vacanze di moltissimi turisti che pensavano di passare un periodo di vacanza in una villa all’interno di resort di montagna in Romania, invece si ritrovavano truffati. L’uomo, un 28enne, si presentava come amministratore di una società di viaggi di Ploiest, cercava le persone da “abbindolare” attraverso un annuncio pubblicato su internet e stipulava numerosi contratti commerciali. I clienti una volta sul posto verificavano che la villa era stata già affittata ad altre persone. L’imbroglio è andato avanti per un paio di mesi, tra l’ottobre e il novembre 2010, finchè l’uomo è stato condannato a quasi 4 anni di reclusione dall’autorità giudiziaria romena per frode. Riuscito a scappare ha vissuto da latitante anche nel nostro paese finchè non è stato intercettato e arrestato dai carabinieri della tenenza di Ardea. Il truffatore, infatti, da qualche tempo si nascondeva all’interno di un capannone industriale della cittadina di mare. Ora si trova nella casa circondariale di Velletri in attesa di tutte le operazioni per la successiva estradizione.

IN BREVE

Via Bravetta/1

Pavona

Ardea

Via Bravetta/2

Topo d’auto beccato Camper rubato e pistola in officina da un passante

Cecconi, protesta Botte davanti alla contro smantellamento sala scommesse

Stava armeggiando con un paio di tenaglie all’interno di un’auto parcheggiata quando è stato notato da un giovane che si è allontanato facendo finta di nulla, pronto a chiedere aiuto alle forze dell’ordine. L’uomo, un romano di 45 anni, però, intuendo di essere stato scoperto, l’ha seguito e, una volta raggiunto gli ha mostrato le tenaglie attraverso il finestrino, forse per intimorirlo ed è scappato. La polizia lo ha intercettato poco dopo e arrestato per tentato furto.

Ancora una volta davanti ai cancelli dello stabilimento in cui hanno lavorato per una vita intera per cercare di evitare l’inevitabile: ieri pomeriggio i 42 dipendenti dell’ex salumificio Cecconi, in cgis dal 30 ottobre, hanno inscenato una protesta, mentre il rappresentante della nuova società dava l’incarico ai trasportatori di portare via i macchinari rimasti nell’edificio. Momenti di tensione che non hanno fatto cambiare idea alla proprietà, mettendo così fine ad (mc) un’azienda storica del territorio.

Aveva improvvisato un’officina dove smontava le auto. Anche rubate. Succedeva in un terreno in località Pavona, dove gli agenti del commissariato di Albano hanno trovato un camper rubato, sei motori di auto smontati e diversi apparecchi radio. Le vetture venivano trasportate con un carroattrezzi di proprietà di una società di autodemolizioni facente capo a P.B., 48enne di Ariccia. E’ stata inoltre trovata, nascosta dietro a un termosifone, una pistola rubata in una casa di Genzano.

Ubriachi s stavano prendendo a calci e pugni davanti a una sala scommesse in via Bravetta. Sono stati fermati da un avolante di polizi adel commissariato di Monteverde. Poco dopo, però, il gruppetto, formato da tre uomini, tutti romeni di 35, 36 e 39 anni, ha ricominciato a insultarsi e a darsele di santa ragione. A quel punto i poliziotti hanno dovuto caricarli sulla volante per portarli in commissariato. Una volta arrivati negli uffici sono stati denunciati per violenza e oltraggio a pubblico ufficiale.


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mercoledì 20 febbraio 2013

VOCEDEITERRITORI Febbre da elezioni (- 4 giorni) IL CASO

13 consiglieri presentano una mozione di sfiducia. Il 4 marzo il voto in aula

Municipio XX, catastrofe Pdl Presidente Giacomini in bilico Stigmatizzata una serie di comportamenti: pesa l’allontanamento dei dirigenti Tra i firmatari anche esponenti della maggioranza e dell’Udc di Tiziano Pompili

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ibaltone in vista nel Municipio XX. Proprio a poche ore dalla tornata elettorale che riguarderà il governo nazionale e quello regionale, ieri c'è stata una clamorosa mozione di sfiducia nei confronti del presidente Gianni Giacomini e della sua Giunta. A firmarla tredici consiglieri: tutti quelli del Pd (il vice presidente del Consiglio Alessandro Cozza, il capogruppo Daniele Torquati, Elisa Paris, Francesco Scoppola, Alessandro Sterpa e Marco Tolli) e gli esponenti di Udc (Daniele Massimini, ex Pdl), Sel (Alessandro Pica), Fratelli d'Italia (Giuseppe Calendino, ex Pdl), Casapound (Andrea Antonini). Ma soprattutto “pesano” le firme dei consiglieri di maggioranza del Pdl Simone Ariola (presidente del Consiglio), Giorgio Mori e Federico Targa. Nella mozione di sfiducia, che verrà discussa in aula il prossimo 4 marzo, l'Amministrazione municipale viene accusata di aver causato «una rischiosa assenza di stabilità nella copertura di determinati ruoli», ma anche di aver avuto «problemi di trasparenza degli atti amministrativi» e di non aver combattuto adeguatamente «situazioni di illegalità e abusivismo» nel campo edilizio e commerciale. «La Giunta Giacomini ha le ore contate: dopo anni di battaglie sui contenuti, il gruppo del Pd del XX Municipio, vincerà anche nei numeri» dice Torquati. «In questi quattro anni ne abbiamo viste di tutti i colori: il totale disprezzo per regole

E a Tivoli Gallotti ci ripensa e ritira le dimissioni Pd: «Città allo sbando» In molti se lo aspettavano. Ieri mattina il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti ha ritirato le dimissioni presentate lo scorso 6 febbraio. «Una decisione - ha commentato il primo cittadino - presa in considerazione del fatto che le forze politiche della maggioranza hanno raggiunto un'intesa a sostegno dell'azione politico-amministrativa del sindaco. Come avevo già annunciato, il passaggio delle dimissioni era un atto necessario per procedere serenamente con una verifica di maggioranza». Estremamente critico con Gallotti è il capogruppo del Pd Francesco Luciani. «Era quello che voleva fare, c'è poco da commentare. Il sindaco ha ucciso il Comune di Tivoli che ormai si ritrova senza guida e senza dirigenti, tutti tagliati forse perché poco compiacenti. Gallotti ha svenduto l'anima al diavolo e forse non si rende conto che la città è allo sbando». C'è un dato particolare che risalta agli occhi di molti e che Luciani vuole sottolineare con forza. «Se riuscirà nell'intento del rimpasto, cosa comunque non semplicissima – rimarca l'esponente del Partito Democratico -, questo sarà il sesto in neanche tre anni di amministrazione. Un dato che parla da solo e che conferma che del programma politico di Gallotti, finora, non c'è praticamente traccia». tipo

democratiche, un continuo svilimento del Consiglio e del ruolo dei Consiglieri, la mancanza di trasparenza e una totale incapacità di amministrare il territorio». Sferzanti i commenti anche dagli altri esponenti dell'opposizione. «Giacomini per quasi cinque anni si è atteggiato a ras del Municipio e ora viene silurato dalla sua stessa maggioranza – ha dichiarato Antonini di Casapound -. Nell’atto sono stigmatizzati una serie di episodi e di comportamenti che rappresentano pressoché un unicum all’interno del Comune di Roma, a cominciare dai cinque direttori avvicendatisi e dai dirigenti allontanati perché non in linea con il presidente». Il capogruppo dell'Udc Massimini, nel chiedere a Giacomini di dare le dimissioni, ribadisce che la mozione di sfiducia «è la naturale formalizzazione della situazione che si è venuta a creare nel corso delle ultime settimane: in Aula, più volte, è apparso chiaro che il presidente non ha più i numeri per governare, non gode più dell’appoggio della maggioranza». E la maggioranza? Una dichiarazione ufficiale arriva dal consigliere Pdl Roberto Cantiani secondo il quale la mozione di sfiducia a Giacomini «è il segnale, da parte di qualcuno, che sono cominciate le grandi manovre in vista della campagna elettorale. Poco importa che a farne le spese sia uno dei migliori presidenti di municipio di Roma». Per il deputato Pdl Francesco Giro si è trattato di una «maldestra operazione elettoralistica. Non credo davvero che il presidente Giacomini si possa far intimidire da una simile sortita che ha il chiaro sapore della propaganda».

La protesta

Via l’Inps da Guidonia Dipendenti in piazza Sindaco sotto accusa Bufera a Guidonia per l’annunciato trasferimento dell’Inps. Oggi gli impiegati dell’Istituto, le organizzazioni sindacali e i cittadini si ritroveranno in strada per scongiurare la chiusura dell’ufficio di previdenza. Si tratta del terzo servizio strappato ai cittadini dopo la chiusura dello sportello Ater e degli uffici di Equitalia. Il sindaco ieri si è messo subito sulla difensiva, annunciando la sua partecipazione alla protesta di oggi. «Non posso tollerare che la popolazione pensionata e gli anziani di Guidonia Montecelio siano privati di un presidio sociale e assistenziale così qualificato come quello dell’Inps – dichiara Rubeis – e sarà cura mia personale e di tutta l’amministrazione interporre qualsiasi azione perché ciò non accada». Un sindaco che parla «da cittadino qualunque» per il Partito Democratico. «Non si poteva intervenire prima?» si domanda il consigliere Pd Simone Guglielmo. «La situazione è sfuggita di mano - continua - come del resto molte questioni che stanno a cuore alla cittadinanza. Ne chiederemo conto in Consiglio».

La denuncia

«A Fiumicino attacco ai manifesti del centrosinistra» «Nel Comune di Fiumicino ci sono ormai gli estremi per chiedere l’annullamento di questa tornata elettorale: le plance destinate dal Comune alle affissioni sono letteralmente presidiate da circa cinquanta gruppi di persone che, puntualmente, non lasciano affisso un manifesto di centrosinistra per più di qualche minuto». Lo dichiara in una nota Claudio Cutolo, consigliere comunale di Italia dei Valori a Fiumicino. «La situazione è la stessa nei 24 km di costa limitrofi» continua Cutolo.


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mercoledì 20 febbraio 2013

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Bellezze a rischio

Comitati in agitazione dal Colosseo a Trinità dei Monti contro i progetti del Comune

Al via l’allestimento del cantiere ai Fori Imperiali. Italia Nostra e Radicali lanciano l’allarme per l’Anfiteatro

IL CASO

«Colosseo, sos crolli con la metro C» «Il cantiere, che durerà fino al 2020, rappresenta un rischio per l'erosione e la stabilità delle pareti del monumento». Polemica sulla recinzione: si ridurrà lo spazio residuo per il traffico a due sole corsie Foto d’archivio

di Diego Cappelli

I

l Colosseo è a rischio. Non si tratta di un film di fantascienza, ma di uno scenario possibile, reale. Almeno a sentire i rappresentanti della lista Amnistia Giustizia Libertà che ieri, presso la sede dei Radicali in via di Torre Argentina, hanno indetto una conferenza stampa per esprimere le loro «serissime preoccupazioni causate dagli interventi che stanno per essere avviati a giorni e che riguardano la costruzione della stazione Colosseo della metro C». Su via dei Fori Imperiali verrà recintata un’area immensa, che partendo dai piedi del Colosseo arriverà fino all’altezza di Largo Corrado Ricci. Si ridurrà lo spazio residuo per il traffico a due sole corsie, totalmente addossate al Colosseo. Per i turisti rimarrà solo uno strettissimo corridoio di nemmeno tre metri. All’interno del perimetro tutta via dei Fori verrà scavata e svuotata fino a una profondità di 50 metri: è in quello spazio che verrà costruita la gigantesca stazione della nuova metropolitana, che non vedrà la luce prima del 2020. «L’opera – sostiene Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra rappresenta un rischio per l'erosione e la stabilità delle pareti del monumento, aggravata dalla mancata pedonalizzazione dell'area, mentre non c'è nessunissimo dubbio che al momento non si è assolutamente in grado di garantire che le fondazioni del Colosseo non vengano influenzate dai profondi rimaneggiamenti dei terreni che distano pochissime decine di metri dall’anfiteatro Flavio. È poi c'e' anche la questione della fruizione del monumento, che verrebbe danneggiata dal corridoio strettissimo a disposizione dei turisti con la conseguenza che "non solo verra' a mancare la principale fonte finanziaria della Soprintendenza, ma tutto il turismo romano ne soffrirà pesantemente». Per i Radicali

IL RAPPORTO

non è una questione ideologica ma di merito. «Il sostanziale fallimento dell'opera è certificato dalla Corte dei Conti in termini dinegligenze, errori e illegittimità – continua Carlo Ripa di Meana -. Per questo lanciamo un appello al ministro Ornaghi, alla Soprintendenza, alla direzione generale del ministero per i Beni culturali, alla direzione regionale e al sindaco Alemanno. Altrimenti saranno le Procure a decidere, perchè non si può mettere a rischio il Colosseo. Il progetto per la stazione va ridiscusso». «Noi andremo con loro, dovremmo andare tutti in Procura – ha aggiunto Emma Bonino, vicepresidente del Senato della Repubblica - perchè certamente si sta decidendo di un'opera che impatterà su un tessuto fragile e importante come quello romano per i prossimi dieci anni. Non siamo affatto contrari a un tratto di metropolitana leggera, chiediamo però che sia fatto nel rispetto dei beni culturali, dei cit-

L’Adoc presenta un dossier fotografico nell’area del centro

Buche e degrado a Trinità dei Monti Buche, sampietrini, avvallamenti, cumuli di terra intorno agli alberi. Addirittura sedie agganciate agli alberi con i lucchetti. Non proprio uno scenario edificante, anzi quasi un percorso ad ostacoli, quello che si sono ritrovati davanti turisti e cittadini sabato 9 febbraio, in occasione della celebrazione della Repubblica di Roma, incamminandosi da Trinità dei Monti verso il Pincio. La pioggia, poi, non ha fatto che aggravare la situazione, spingendo molti a desistere

per non rischiare di finire dentro qualche enorme pozzanghera, magari col passeggino al seguito. Una situazione di

estremo degrado in pieno centro, documentata dall’Adoc con un dossier fotografico. «Passeggiare per uno dei più ro-

mantici e storicamente importanti Belvedere di Roma è pressoché impossibile – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Associazione dei consumatori –. Inoltre è altamente rischioso per i pedoni, dato che i lavori di manutenzione e piantumazione del viale sono rimasti in sospeso, lasciando profonde buche rimaste aperte». «Non è possibile rovinare in questo modo uno dei punti più caratteristici e storici di Roma – continua Santini – percorrere a piedi viale della Tri-

IN BREVE

Nemi

Valle del Sacco

Municipio VI

Municipio XIII

Giovedì riapre la strada del lago

Processo, ricorso in Cassazione

Lavori in via Dignano D’Istria

Waterfront, sì a tavolo partecipato

Il prossimo giovedì 21 febbraio, dopo 5 anni di chiusura, a Nemi riapre la strada del Lago, unica arteria che collega il centro del paese allo specchio lacustre. All'inaugurazione interverranno il sindaco di Nemi, Alberto Bertucci, il capogruppo in consiglio comunale e consigliere di amministrazione della Cotral, Giovanni Libanori.

Disastro della Valle del Sacco: il processo era partito il 30 giugno presso il tribunale ordinario di Velletri. Il processo è andato avanti, ma non nel migliore dei modi. Non era presente il PM titolare dell’inchiesta ed il Giudice ha accolto l’eccezione. «Il Codici – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici -  aderisce al ricorso in cassazione del PM per abnormita».

Sono partiti ieri mattina i lavori di rifacimento del manto stradale di via Dignano d’Istria, nel tratto compreso tra via Prenestina e viale della Venezia Giulia. L’intervento è eseguito dal Municipio Roma 6, prevede un pacchetto stradale di 30 centimetri ed il riallineamento in quota dei tombini presenti sulla via. La strada rimarrà chiusa al traffico veicolare.

Si è svolto ieri mattina l’incontro tra l’assessore alle politiche urbanistiche del Comune di Roma Marco Corsini e gli aderenti al Tavolo partecipato sul Waterfront. «Abbiamo ottenuto un buon risultato – spiegano gli aderenti al Tavolo – ovvero quello di essere informati sul progetto del Waterfront che ci è stato illustrato ampiamente dall’assessore Corsini e dall’architetto Crisostomi».


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vocedeiterritori Municipio VI

Centro

Municipio XV

Stop alle barriere a Villa Gordiani

Degrado al mausoleo di piazza Imperatore

Distributore abbandonato Polemiche al Trullo

Sono iniziati i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche degli accessi ai cortili delle case comunali di Villa Gordiani nel Municipio VI. I lavori, realizzati dal Dipartimento Lavori Pubblici di Roma Capitale, riguardano la realizzazione di nuovi scivoli in corrispondenza delle scale di accesso delle case comunali via Cherso e viale Venezia Giulia. L’intervento nasce a seguito di numerose segnalazioni, ricevute diversi mesi fa.

«Il Mausoleo di Piazza Augusto Imperatore, e' in uno stato di abbandono e degrado senza precedenti. Reti rosse, sporcizia, transenne e tubi innocenti danno bella mostra dell'incuria in cui versa uno dei monumenti piu' significativi della Roma imperiale. Che fine hanno fatto le promesse di Alemanno sulla riqualificazione dell'area in tempo per celebrare la morte dell'imperatore Augusto?». E' quanto dichiarato dal consigliere capitolino del Pd Dario Nanni.

tadini, dell'accesso dei turisti e nella trasparenza dei costi». Proprio su quest’ultimo punto hanno posto l’accento Giuseppe Rossodivita, candidato alla presidenza della Regione Lazio ed Elisabetta Zamparutti, deputata dei Radicali e candidata Lista Amnistia Giustizia Libertà in Puglia e Basilicata. «E’ evidente il disastro di una gestione partitocratica di tutto il progetto – hanno dichiarato - costato circa 10 miliardi di euro e realizzato con una tecnologia che tra vent’anni, quando l’opera sarà finita, sarà ormai superata e non in grado di rispondere alle esigenze dei turisti e dei cittadini. Incompetenze, negligenze, errori e illegittimita', oltre ai costi dell'opera che sono schizzati alle stelle, tanto che la metro C viene considerata la piu' costosa del mondo. Ed e' grazie alla Corte dei conti che «all'ultimo momento e' stato sventato un inaudito colpo di mani delle imprese che stavano trattando una proposta di project financing per l'astronomica cifra di 10 miliardi di euro».

LA PROTESTA

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er la fine di aprile, forse all’inizio di maggio o proprio al massimo prima dell’inizio dell’estate. Il countdown per la presentazione ufficiale della “Lucerna”, così come la chiamano gli addetti ai lavori, è già iniziato. Intanto è già possibile vederla, ammirarla e, perché no, esprimere qualche critica. Fuori contesto, gridano in molti, bellissima, dicono altri, che ne apprezzano le linee ondulate e il carattere “fluido” tipico del postmo-

Nieri: «Allarme cemento nel parco dell’Appia antica» «Dopo le vergognose nomine dell’ultima ora della Giunta Polverini, ecco l’ultimo scempio urbanistico e paesaggistico di questo centrodestra che, in poco meno di tre anni, ha causato danni enormi a questa regione. Nell'ultima seduta del 15 febbraio la Giunta ha approvato il Programma integrato "Divino Amore", autorizzando la variante che permetterà una nuova edificazione di 480.000 metri cubi (380.000 destinati a edifici residenziali e 100.000 per la realizzazione di un centro commerciale) in un’area pregiata». E’ quanto denuncia Luigi Nieri, candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Roma. Si tratta, infatti, di un’area nella quale era previsto l'ampliamento del Parco dell'Appia Antica, richiesto dallo stesso Ente Parco nel Piano di Assetto e mai portato in Consiglio regionale dalla Giunta Polverini. «Per salvaguardare quest’area di straordinario valore ambientale, ho presentato, ad inizio legislatura, un’apposita proposta di legge, mai presa in considerazione» - aggiunge Nieri.

Ok in aula a due toponimi Ieri la Commissione ha espresso parere favorevole ai toponimi "12.12 Palazzo Morgana" (XII Municipio) e "19.8 Tragliatella" (XIX). Obiettivo riqualificare aree periferiche della nostra città. Questi ultimi due si aggiungono agli altri piani che a breve verranno discussi in assemblea Capitolina, oltre ai 5 già approvati dall’aula Giulio Cesare.

Associazioni pronte a scendere in piazza contro l’opera di Fuksas

«No alla terza cupola Così si ferisce il Tridente»

LA DENUNCIA

Municipio XII

Un ex distributore presente nell'intersezione tra via del Trullo e via di Monte Cucco abbandonato. E nessun intervento è stato operato dopo le continue segnalazioni dei comitati locali. «Si tratta di un'area ed una situazione che attenzionai in un verbale della commissione controllo e garanzia che presiedo - dice il consigliere del Municipio XV Marco Palma. Inviai una nota al Municipio Roma XV ed al Dipartimento VIII che si occupa di impianti di carburanti».

Adoc Passeggiare per uno dei più romantici e storicamente importanti belvedere di Roma è pressoché impossibile

nità dei Monti è una vera e propria impresa: da un lato file di macchine parcheggiate, dall’altro enormi buche lasciate scoperte e pavimentazione dissestata». La soluzione ci sarebbe: passare in mezzo, dove però si rischia lo scontro con macchine, moto e bus. «I lavori di manutenzione e piantumazione non possono e non devono essere una giustificazione, non possono essere lasciati a metà dell’opera – continua l’Adoc -. Non solo si crea un

pericolo, ma si arreca un danno anche all’immagine della Capitale, alla sua storia e bellezza». Secondo l’associazione anche la tensostruttura adiacente alla Casina Valadier è una ferita enorme alla storia di Roma e dell’Italia. Un pugno in un occhio, verrebbe da dire. «Bisognerebbe rispettare la cultura e la storia del monumento», conclude Santini. Almeno quella è stata sequestrata. E a breve verrà rimossa. dc

derno. Anche se, a pochi metri di distanza, ci sono edifici che hanno sulle spalle secoli di storia. Anche quello che sostiene la cupola o “nuvola”, l’antico palazzo dell’unione militare, che sarà un negozio a quattro piani più piano interrato di Benetton, ne ha più di cento. Di certo la copertura di vetro e acciaio realizzata dalla Stahlbau Pichler, progettata dall’archistar Fuksas insieme con la moglie Doriana, non passa inosservata. E pensare che tra poco, su quei trecento metri quadrati esposti alla luce del sole, sorgerà un ristorante coi fiocchi. Finora il progetto, corredato di tutti i permessi necessari, era stato “osteggiato” solo da un abitante del centro, che aveva respinto la possibilità di vedersi spuntare una specie di “mininuvola” proprio davanti alle finestre richiedendo una modifica della struttura, poi ribassata di alcuni metri e riproporzionata “in maniera molto armonica”, come sottolineò all’epoca lo stesso Fuksas. Adesso, però, a pochi mesi dall’inaugurazione, il clima è totalmente cambiato. L'associazione “Amate l'architettura” proprio ieri ha annunciato una manifestazione di protesta in via del Corso, che si terrà nelle prossime settimane, per dire “no” a «un vero e proprio scempio - sostiene il presidente Giorgio Mirabelli - una sopraelevazione che stravolge e ferisce l'anima del centro storico. Siamo stufi di progetti che continuano a devastare un'area che dovrebbe godere della massima tutela architettonica e urbanistica». Anche il coordinamento residenti Città storica, che riunisce oltre venti associazioni di quartiere, è sul piede di guerra. Non per l’opera in sé, ma per il “peso” urbanistico su una zona di pregio, totalmente sprovvista di parcheggi e infrastrutture. Un nuovo polo commerciale, che andrà a impattare sul già precario equilibrio del cuore della Città Eterna. «Il centro storico di Roma – dichiara in una nota Adriano Labbucci, candidato di Sel alla Regione Lazio - rappresenta un valore e un patrimonio di inestimabile bellezza che, nel suo genere, non ha eguali. Non può essere deturpato per nessuna ragione al mondo, tanto meno di ordine commerciale. La spaventosa cupola di acciaio e vetro che ricopre uno dei palazzi storici di via Tomacelli dove è stato realizzato il megastore “firmato” Benetton, è una vera e propria ferita aperta nel cuore della città. Deve essere assolutamente rimossa». dc


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L’Approfondimento Roba da matti

Salute mentale cenerentola della sanità Pochi medici in servizio nelle strutture ambulatoriali, troppi soldi spesi dalle Asl per i privati accreditati e tagli alle provvidenze economiche destinate ai disagiati psichici di Ester Trevisan

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llo stremo, vittime ormai da anni dei tagli e adesso messi in ginocchio dal colpo di grazia inferto dalla scure della spending review. I dipartimenti di salute mentale di Roma sono al collasso e, come dimostrano i dati, sono la cenerentola della sanità regionale. «A fronte di circa 35mila utenti – spiega Marina Cornacchia, presidente della Consulta cittadina permanente per la salute mentale – i 5 dipartimenti di salute mentale presenti nella capitale dispongono di un organico che rappresenta solamente il 50% di quanto necessario e previsto per legge. Una carenza tale – avverte Cornacchia - da non poter più garantire ai pazienti psichiatrici e alle loro famiglie il rispetto dei livelli essenziali di assistenza nella presa in carico e nella continuità assistenziale». Dietro l’angolo, dunque, c’è il rischio concreto che alcune strutture chiudano i battenti temporaneamente o addirittura in maniera definitiva, «con tutti i risvolti negativi – sottolinea la presidente della Consulta - e di responsabilità penale di interruzione di pubblico servizio che possono derivare». Dal 2000, cioè da quando è cominciato il blocco del turn over, si cerca di colmare i vuoti di organico con i pre-

cari. Una soluzione tampone che di certo non risolve il problema ma semplicemente lo rinvia. «Le richieste di deroghe all’assunzione mirata e al rinnovo dei contratti dei precari – dice Cornacchia non hanno per il momento ottenuto alcuna risposta dalla Regione». E se il personale scarseggia, inevitabilmente aumenta il carico di lavoro che grava sulle spalle dei camici bianchi, costretti loro malgrado a seguire tanti, troppi pazienti: «In alcuni casi – spiega Cornacchia – si arriva a 250 malati presi in carico da un solo medico. In questo contesto naturalmente le liste di attesa “lievitano”: attualmente il tempo medio per ottenere la prima visita di accoglienza è di circa due mesi, ma in passato abbiamo toccato punte di sei mesi». E se i dipartimenti di salute mentale sono con l’acqua alla gola, non se la passano meglio i servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) ospedalieri che soffrono non solo della carenza di organico, ma anche di una distribuzione disomogenea sul territorio. «Spesso da Roma si è costretti a rivolgersi a strutture fuori del territorio cittadino – spiega ancora Cornacchia perché il numero dei Tso (Trattamenti sanitari obbligatori) è in costante aumento:

LE ASSOCIAZIONI

«Giù le mani dalla legge Basaglia» «Giù le mani dalla legge Basaglia». A gridarlo forte e chiaro è Annamaria De Angelis, presidente dell’Aresam, l’Associazione regionale per la salute mentale che dal 1994 riunisce sotto la sua sigla centinaia e centinaia di realtà laziali attive nella tutela delle persone affette da disturbi psichici. De Angelis difende a spada tratta la legge 180 che nel 1978 decretò la chiusura dei manicomi e di revisioni al testo, o peggio ancora di nuove riforme, non vuole proprio sentire parlare. «Si tratta di una legge che non va toccata – afferma la presidente dell’Aresam – ma semplicemente applicata. Modificare la 180 significherebbe facilitare la messa in atto dei trattamenti sanitari ospedalieri e tornare indietro di 40 anni». Sulla situazione in cui versano i servizi dedicati al disagio psichico, De Angelis usa toni gravi: «Nel Lazio gli organici sono in agonia ed è indispensabile restituire ai dipartimenti di salute mentale e ai centri di prossimità fondi e personale per rispondere in maniera adeguata al bisogno di salute di questi pazienti». Il panorama regionale è ovunque drammatico, ma a vivere la situazione peggiore è la Asl Roma G dove il servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) può contare su appena 10 posti letto e 4 medici. “Malato grave” anche la Asl Roma B il cui organico è sotto del 50%. L’unica “isola felice” (ma

non troppo) è rappresentata dalla Asl Roma E che ha a disposizione un numero maggiore di medici grazie alla dismissione dell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà. «I continui piani di rientro che si sono susseguiti negli ultimi anni – sottolinea la presidente dell’Aresam – ci hanno ammazzato. L’unica boccata di ossigeno l’abbiamo respirata nel 2009 con gli 84 milioni di euro erogati dalla giunta Marrazzo e di cui la metà, però, è servita per recuperare l’organico da spalmare su tutte le Asl. Un’operazione che comunque fu po,rtata avanti nel precariato». est

al 31 dicembre 2012 ne abbiamo registrati 949 contro gli 813 dell’anno precedente, con un incremento del 17%». Un altro capitolo scottante riguarda le strutture psichiatriche private accreditate di cui nel Lazio c’è la concentrazione maggiore di tutta Italia «e i cui costi – sottolinea la presidente della Consulta - incidono per circa il 6070% sui bilanci delle Asl». Allo sfacelo sul fronte sanitario, si aggiunge quello riguardante l’aspetto sociale. Anche qui, infatti, il quadro è drammatico: «Secondo quanto rilevato nel corso dei lavori per il nuovo Piano Regolatore Sociale di Roma, nel 2010 alla salute mentale – afferma Cornacchia - veniva destinato il 2,31% del bilancio per le politiche sociali. A rendere la situazione ancora più difficile, sono intervenuti poi gli ulteriori tagli sulla spesa sociale decisi a livello nazionale e regionale. Un esempio è la riduzione di circa il 50% dei finanziamenti destinati alle provvidenze economiche per i disagiati psichici stabilita l’anno scorso dalla Regione». Quasi inesistente, inoltre, risulta l’inserimento lavorativo per pazienti psichiatrici attraverso la legge 68. «L’unica possibilità – prosegue la presidente della Consulta - rimaneva l’accesso al lavoro attraverso le cooperative sociali di tipo B che però, specialmente nel corso degli ultimi anni, anche a causa della crisi generale e delle recenti normative regionali di accentramento dei bandi di gara, non sono più in grado di continuare su questa strada». Per i pazienti psichiatrici, infine, è difficile, se non impossibile, trovare un tetto dopo aver terminato il percorso terapeutico. «Come per il lavoro – afferma Cornacchia – anche nel caso dell’abitazione queste persone sono costrette a fare i conti con un pregiudizio molto forte sulla malattia mentale che stenta ancora a morire. E le istituzioni latitano: il programma comunale di intervento a loro favore, che risale al 2001 e che prevedeva un canale di riserva nelle assegnazioni di alloggi popolari, si è perso nei meandri della cieca e sorda burocrazia». Per risalire la china e offrire ai pazienti un’assistenza a 360 gradi, secondo il presidente della Consulta cittadina serve «un progetto globale che coinvolga Asl, Comune, associazioni e tutti gli attori impegnati a vario titolo in questo delicato settore».


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IL CASO DI VIA MONTESANTO

E i malati finiscono in edifici di serie B L’immobile, che ospita un centro di salute mentale, un centro diurno e una comunità terapeutica e accoglie 400 utenti, ha bisogno urgente di essere ristrutturato. Ma Atac, proprietaria dello stabile, Asl e Comune si rimpallano le responsabilità. E il cantiere non parte

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atiscenti e anche loro, come i pazienti che accolgono, “bisognosi di cure”. Sono gli immobili attualmente in uso ai dipartimenti di salute mentale di Roma che, denuncia Marina Cornacchia, presidente della Consulta cittadina permanente per la salute mentale, «avrebbero necessità di un’urgente riqualificazione. Da troppi anni vengono utilizzate strutture residuali, sempre con la logica del temporaneo senza scadenza. Strutture che negli anni – afferma Cornacchia - stanno ormai mostrando la corda senza che da parte delle istituzioni, regionali e locali, si intervenga adeguatamente, nei tempi e nelle modalità, affinché anche utenti e operatori abbiano sedi dignitose in cui essere seguiti e lavorare». Caso lampante evidenziato dalla presidente è quello dell’ambulatorio di via Montesanto, a Prati. «Lo stabile è di proprietà dell’Atac e negli anni ’80 era

la sede della cassa mutua riservata ai dipendenti dell’azienda di trasporto». Adesso questo palazzetto d’epoca ospita un centro di salute mentale, un centro diurno e una comunità terapeutica per un totale di circa 400 utenti. «L’edificio ha bisogno di interventi di consolidamento e di messa a norma – spiega Cornacchia – e a ribadirlo è stata anche una commissione comunale che ha eseguito alcuni rilievi». Eppure, nonostante l’esito degli studi tecnici, il cantiere non è mai partito a causa del continuo rimpallo di responsabilità. Intanto l’edificio, pur se non pericolante, è stato transennato e da oltre due anni la Consulta fa pressing su Campidoglio e Atac per sbloccare l’impasse. A pesare negativamente sulla vicenda, rischiando di provocare un ulteriore allungamento dei tempi, è il contenzioso sulla proprietà aperto dalla Asl con l’Atac. est

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TEMPOLIBERO

LA NATURA MORTA risorge alla Gnam

Oltre centocinquanta opere in mostra fino al 2 giugno ridanno lustro a un genere a lungo considerato minore dalla critica se non addirittura “femminile”. Fra gli artisti esposti anche De Chirico, Manzù e Morandi

Nell’immagine grande “Aragosta” di Bertoletti Marcelli Pasquarosa A sinistra, dal basso, “Ospedale” di Casorati Felice e il dipinto scelto come copertina de “Il fascino discreto dell’oggetto” A destra “Personaggi” di Peyrot Arturo

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a Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma mette in mostra fino al 2 giugno oltre centocinquanta splendide nature morte che appartengono alle sue collezioni. “Il fascino discreto dell’oggetto. La natura morta dalle collezioni della Gnam 1910-1950” raccoglie una selezione di opere che il museo di viale delle Belle Arti possiede, abbracciando idealmente la prima metà del Novecento e riunendo insieme i lavori di quasi tutti i maggiori artisti italiani del XX secolo. Vera e propria “cartina di tornasole” dell’innovazione dei linguaggi e delle politiche dell’arte italiane, la natura morta è stata non solo un genere fra i più tradizionali ma anche un interessante campo di sperimentazione, amato

anche dalle avanguardie come Futurismo, Metafisica, Astrattismo. Rifiutando l’impostazione classica e la rappresentazione realistica degli oggetti inanimati, le avanguardie hanno sperimentano, destrutturato, stravolto, violentato le regole accademiche per infondere nuova linfa al genere. La critica non è mai stata benevola, considerando a lungo la natura morta come un genere minore e “femminile”. La mostra, a cura di Massimo Mininni con la collaborazione di Flaminia Valentini e Stefano Marson, focalizza la propria attenzione proprio sugli esemplari meno noti, da quelli ignorati dalla critica a quelli più “nascosti”, che hanno riscosso minore fortuna. Tra gli artisti esposti ci sono Giorgio

De Chirico e Manzù ma anche Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Fausto Pirandello, che hanno fatto della natura morta il proprio cavallo di battaglia e per i quali il genere è assurto a scelta linguistica ed espressiva, tra riflessione sulla memoria e dialogo con la propria interiorità. L’esposizione propone poi al pubblico una postazione interattiva che, attraverso diversi percorsi di ricerca, consente di visualizzare tutte le opere, anche quelle che non sono in esposizione, dedicate al tema della natura morta appartenenti alle collezioni della Gnam, fornendo per ognuna di esse informazioni dettagliate e notizie biografiche sugli autori. Chiara Cecchini


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tempolibero “Nel paese di Giralaruota” inaugura la rassegna Italia Doc 9 alla Casa del Cinema

IL DOCUMENTARIO D’AUTORE PARTE DA CALCIOPOLI Al via oggi alla Casa del Cinema la rassegna Italia Doc 9, tradizionale appuntamento con i documentari d’autore selezionati dal critico cinematografico Maurizio Di Rienzo, che spiega: «Oggi il nostro documentario ha un cuore antico ed è pronto per raccontare il domani». Ma il domani passa inevitabilmente per una doverosa presa di coscienza del passato più prossimo (e forse anche più oscuro). Ecco perché la kermesse quest’anno si concentra soprattutto sui temi più caldi dell’attualità contemporanea, dall’immancabile politica (“Pinuccio Lovero yes i can” di Pippo Mezzapesa e “Non mi avete convinto” su Pietro Ingrao di Filippo Vendemmiati) ai temi verdi dell’economia sostenibile (“God save the green” di Michele Mellara e Alessandro Rossi) passando per il recente scandalo di calciopoli in “Nel paese di Giralaruota” di Stefano Grossi, film incaricato di inaugurare l’intero ciclo - proiezioni fino al 20 maggio - questa sera alle ore 19.30. Maggiori info e calendario al sito www.casadelcinema.it.

BAUSTELLE Il Fantasma dell’Auditorium Bianconi e soci stasera alla Sala Santa Cecilia con i brani del nuovo album. «Un lavoro gigantesco» che è quasi un’opera lirica. E che indaga sul senso di una vita moderna «scandita dalla morte»

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ull’onda del successo di un album molto atteso, “Fantasma”, il sesto della loro carriera, arrivano stasera all’Auditorium Parco della Musica (Sala Santa Cecilia, ore 21) i toscani Baustelle. Il disco di Francesco Bianconi e soci, composto da diciannove tracce, compresi brevi temi musicali di raccordo, con tanto di titoli di testa, intervallo e titoli di coda, è stato inciso a Montepulciano, paese d’origine della band, utilizzando l’imponente struttura della Fortezza Medicea. «E’ una produzione singolare ha detto il leader dei Baustelle - ed è stato anche un lavoro gigantesco del quale forse ci rendiamo conto solo adesso

a prodotto finito. Un’opera fatta come si faceva una volta: abbiamo deciso di fare un disco in cui l’orchestra sinfonica fosse l’elemento centrale, e per questo abbiamo cercato di curare di più la qualità del suono registrandolo con tecniche più da musica classica che da musica leggera». L’orchestra di cui parla Bianconi è la FilmHarmony di Wroclaw/Breslavia (Polonia), luogo dove i Baustelle (in tedesco “lavori in corso”) si sono trasferiti per le registrazioni. Dal vivo suoneranno insieme all’Ensemble Simphony Orchestra, formazione che nasce in seno all’Orchestra Sinfonica di Massa e Carrara. Oltre ad alcuni suc-

THE NATIONAL IN ARRIVO A GIUGNO Tornano in Italia i The National a due anni dall’ultima apparizione in quel di Ferrara nel 2011. Sono due le tappe nello Stivale previste nel tour europeo dal gruppo newyorkese: il 30 giugno saranno a Roma all’Auditorium Parco della Musica e il giorno successivo a Milano all’Ippodromo del Galoppo. Ancora nessuna notizia comunque sul nuovo disco, in uscita nei prossimi mesi. L’attesa è grande, anche alla luce del successo dell’ultimo “High Violet”, disco della maturità per la band che dopo gli splendidi inizi wave di “Alligator” ha virato verso soluzioni addirittura post punk. I biglietti saranno disponibili sul sito dell’Auditorium e su quello di ListTicket.

cessi del passato, quali “Charlie fa surf”, protagonisti del concerto (che è andato sold out) saranno tutti i brani del nuovo album, fra cui “La morte (non esiste più)”, singolo di lancio, “Cristina”, la romanesca “Contà l’inverni” e l’intensa “Monumentale”, anima di un album che parla soprattutto del concetto di morte. «Spesso nel mondo che abbiamo costruito, i cimiteri sono meno nefasti e simboli di morte di altri luoghi non cimiteriali», spiega ancora Bianconi. «La morte e i simboli di morte scandiscono la nostra vita tutti i giorni, senza che ce ne rendiamo conto, quindi a volte una passeggiata in un cimitero, come può essere il Monumentale di Milano, è assolutamente più benefica e slegata dal concetto di morte di tante altre esperienze di vita». Un disco raffinato e colto, quello di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini: uno dei lavori più riusciti della musica italiana degli ultimi anni per cura delle melodie e peso specifico dei testi, presentati però senza supponenza. «E’ difficile dare delle ricette, preferiamo sollevare molti dubbi» ama ripetere la band. Simone Fattori (ha collaborato Marta Cagnola)

AGENDA

Circolo degli Artisti

Alexanderplatz

Holy Other Suoni ed emozioni

Luca Velotti Viaggio nel jazz

Suoni onirici, atmosfere malinconiche e nichiliste. Il garage che si macchia di house e poi si fonde con la sensualità dell’r’n’b, di cui ne rallenta i ritmi. E’ un fluido musicale intimo quello che propone il giovane talento Holy Other, sul palco del Circolo per presentare i brani del suo primo album “Held”, uscito nel 2012. Un disco contemporaneo che stabilisce un misterioso clima di complicità con l’ascoltatore. D’altronde è questa la caratteristica primaria dell’astro nascente di Manchester: la capacità unica di concepire gli spazi, i volumi, le vibrazioni in rapporto con la musica. Aprono i Bachi da Pietra.

All’Alexanderplatz la classe e la raffinatezza di un grande musicista come Luca Velotti, sul palco coi suoi immancabili strumenti, il clarinetto e il sax, in un concerto che è un vero e proprio atto d’amore per il jazz. Degno erede di Sidney Bechet e di Bob Wilber, Velotti propone uno spettacolo di altissimo livello insieme al suo Quartet che è un autentico viaggio nella storia del jazz. La cultura musicale dell’artista romano, la sua capacità espressiva e la qualità assoluta delle interpretazioni si esprimono nella rilettura contemporanea senza alcuna nostalgia di alcuni brani del jazz classico.

Il giovane talento inglese presenta i brani di “Held”

Il romano reinterpreta alcuni classici del genere


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tempolibero Alle 18.30 al Palazzo in anteprima il film sull’americano edito da Mondi Visuali

KEN LOACH IL REGISTA DALLA PARTE DEGLI OPERAI Lo scorso novembre la notizia fece il giro del mondo: il regista Ken Loach rifiutò il premio del Torino Film Festival in solidarietà ai lavoratori della Cooperativa Rear licenziati. Qull’evento è divenuto ora un documentario di Rossella Lamina e Nicola Di Lecce (Mondi Visuali) e viene presentato in prima assoluta stasera al Nuovo Cinema Palazzo. “Dear Mr. Ken Loach”, questo il titolo del film, ripercorre la vicenda del rifiuto di Loach, a partire dalla lettera che Federico Altieri (lavoratore licenziato della Coop. Rear) scrisse al regista in quei giorni, per esporgli le condizioni in cui vertevano i lavoratori della coperativa appaltatrice del Museo Nazionale del Cinema. Al film seguirà un dibattito a seguire sull’attuale relazione fra gli artisti, i cineasti, gli intellettuali e i movimenti sociali nel nostro Paese. Fra gli altri, interverranno lo stesso Altieri ed Ettore Scola. Appuntamento alle 18.30. “Sono invitati a partecipare le lavoratrici e i lavoratori, i precari, i disoccupati, i protagonisti delle lotte nella città di Roma.

MAESTRO del sold out Quattro concerti da tutto esaurito per il cantautore siciliano. Che fino a sabato è all’Auditorium di via Conciliazione per presentare l’ultimo disco Apriti Sesamo

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arocco nell’impostazione strumentale, tremendamente all’avanguardia in quella spirituale. Franco Battiato si presenta in questa duplice veste stasera all’Auditorium Conciliazione per il primo dei quattro concerti consecutivi del tour “Apriti Sesamo”, omonimo dell’ultimo album uscito a fine 2012. Quattro live, fino a sabato, da tutto esaurito. D’altronde è stato lo stesso cantautore siciliano, ad ammetterlo alla fine della sua performance pescarese di domenica scorsa, davanti a più di mille spettatori entusiasti: «Questo nuovo disco credo sia uscito molto bene». I testi dei nove brani inediti che il Maestro presenterà dal vivo - accompagnato dalla sua band e dal Nuovo Quartetto Italiano, l’ensemble di archi dal quale non si separa mai - sono stati scritti insieme al filosofo Manlio Sgalambro e compongono,

tutti insieme, quella che è una spietata riflessione intellettuale sul nostro presente storico, tempo di «un mondo orribile» in cui siamo tutti «in cerca di un'esistenza», come cantato nel primo singolo estratto “Passacaglia”, adattamento della composizione “Passacaglia della vita” del sacerdote e musicista seicentesco Stefano Landi e autentico manifesto della poetica di “Apriti Sesamo”. Un lavoro che nella forza e nella durezza del suo messaggio concettuale non nasconde comunque la speranza per una rinascita spirituale collettiva. Un cambiamento doveroso e auspicato più volte nell’album, e che si sublima nel ritorno del Maestro all’utilizzo di una forma canzone più classica (o meno elettronica che dir si voglia): la cornice melodica ideale per dare corpo e consistenza all’esigenza di critica sociale e civile.

Al Dei Satiri

RICCARDO ROSSI Lo show di uno nato per lo show Attore, autore, interprete. Calca con la stessa brillantezza i palcoscenici dei teatri, della tv e del cinema. Può perfino vestire i panni drammatici senza per questo perdere di credibilità. Insomma da Riccardo Rossi ci si può aspettare di tutto, figuriamoci dal suo istrionico “Show” autoreferenziale, in scena da stasera al 3 marzo al Dei Satiri di via di Grottapinta 18. Il popolare comico romano - il preferito di Fiorello, di cui tra l’altro è uno degli autori per Radio 1 - ripercorre in scena alcuni classici del suo repertorio in un vorticoso susseguirsi di sketch divertenti che naturalmente finiscono con l’andare a parare sulle piccole, grandi manie degli italiani di oggi. A cominciare dall’obbligo morale degli anni Duemila: mantenersi in forma costi quel che costi. Perchè non è più vita ormai senza dieta e palestre varie. E poi che dire degli oroscopi? Sono indispensabili per cominciare (bene?) la giornata, almeno quanto i necrologi per finirla: Riccardo ne fa una (ri)lettura esilarante. Non mancheranno poi le strampalate incursioni nella vita privata di Giorgio Armani e Michael Jackson così come un velo di nostalgia per i bei tempi andati, quelli delle straordinarie medicine delle nonne capaci di curare tutto e tutti: come facevano? Insomma, quello di Rossi è un recital in cui si ride con intelligenza e senza volgarità a 360 gradi. Se la palestra non vi ha stancato troppo, una sera andate a vederlo.

Vittoria

Orologio

Gli “Spettri” di Henrik Ibsen

Il dolore dell’amore secondo Cocteau

Messo in scena per la prima volta nel 1883, “Spettri” di Henrik Ibsen è uno dei testi più rivoluzionari del teatro europeo dell’800. In scena fino al 3 marzo al Vittoria con la regia di Cristina Pezzoli, la pièce indaga i lati oscuri della borghesia benpensante con una pulsione inquieta e profonda. Nella vicenda narrata della vedova Alving, del pastore Manders, del falegname Engstrand e dei giovani Osvald e Regine si mescolano follia, colpe irrisolte, incesto, menzogne e verità inconfessabili. Realtà e dimensione onirica, mistero e simbolismo sono gli elementi imprescindibili di questo dramma.

«Una storia che non ha connotazioni temporali, sociali o di genere sessuale». Così la regista Paola Maffioletti definisce il monologo culto della drammaturgia del Novecento “La voce umana” di Jean Cocteau, in scena all’Orologio da stasera al 3 marzo. Reso ancor più celebre dalla trasposizione cinematografica con Anna Magnani diretta da Roberto Rossellini, il testo - interpretato da Alessandro Ercolani - indaga il dolore provocato dall’amore. Un sentimento «che non conosce diversità di sesso» spiega la Maffioletti, che infatti ha scelto di proporre una versione omosessuale della vicenda.

La pièce indaga i lati oscuri della borghesia

In scena il giovane Alessando Ercolani


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IL TWEET DEL GIORNO

SPORT QUI LAZIO

Prime passeggiate per Alessandro Ballan «Oggi (ieri, ndr) prime passeggiate per tornare grande! Il morale è molto alto e la voglia di salire in bici è immensa!». Cinguettio più felice non poteva esserci per Alessandro Ballan, il ciclista classe ‘79 di Castelfranco Veneto, campione del mondo in linea nel 2008 a Varese, che corre per la Bmc Racing Team. A dicembre, infatti, mentre si allenava in Spagna è caduto e si è rotto il femore e tre costole, e gli hanno dovuto asportare la milza e fermare emorragie a rene e polmone. Dopo due operazioni e un lungo ricovero, è tornato in Italia da circa un mese e sta completando la riabilitazione.

Comincia a preoccupare la mancanza di vittorie: 5 turni di digiuno

Dov’è finita la truppa invincibile di Petkovic?

E domani all’Olimpico si gioca il ritorno dei sedicesimi di Europa League

Foto tedeschi

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hiediamo scusa a tutti per la prestazione, questa non era la vera Lazio». Le parole di Petkovic nel post partita di Siena fotografano il momento dei biancocelesti, che sono incappati nella settima sconfitta stagionale senza mai essere realmente in partita. Non è un momento brillante per i capitolini che non vincono da cinque turni e hanno perso tre delle ultime quattro partite. Un calo arrivato forse nel momento meno opportuno della stagione. Infatti, domani la Lazio ospiterà all’Olimpico il Borussia Moenchengladbach dopo il prezioso 3-3 ottenuto in Germania e non bisogna mollare la presa: gli ottavi di finale sono a portata di mano. A Siena ha un po’ deluso anche Petkovic, finora praticamente perfetto, che ha lasciato tutti perplessi con la scelta del 3-5-2 con Gonzalez in cabina di regia e Kozak affiancato a Floccari. L’uruguaiano ha faticato troppo nella costruzione del gioco, la difesa non è sembrata sicura crollando sotto i colpi di Emeghara e Rosina e in avanti i due attaccanti sono finiti per pestarsi i piedi. Curiosa la storia di Kozak che in Europa è un autentico trascinatore, ben sette reti messe a segno compresa la provvidenziale doppietta firmata al Borussia Park, mentre in Italia fatica terribilmente contro le difese schierate e attente della massima serie. Sicuramente hanno pesato le assenze di Radu, Mauri, Ledesma e Klose, praticamente tutta l’ossatura della squadra, ma è normale che i tifosi si chiedano se la vera Lazio sia quella bella spumeggiante che ha spaventato il Napoli e battuto la Juventus, oppure quella confusa e impacciata vista lunedì sera al Franchi. La squadra ha sempre reagito e risposto per le rime dopo le brutte cadute, come i ko a Napoli e a Catania, ed è bene che si torni presto a vincere perché la corsa al terzo posto si è fatta complicata con Milan, Inter e Fiorentina che hanno l’alito sul collo dei biancocelesti e sono pronti a non lasciarsi sfuggire l’occasione per addentare la preda. Fondamentale sarà il recupero di Ederson e l’inserimento dei nuovi Pereirinha e Saha che ancora devono mostrare il loro valore, ma più di tutto Petkovic deve ritrovare la squadra che per quattro mesi ha fatto sognare la tifoseria biancoceleste perché, usando l’espressione di una famosa

pubblicità, “Nothing is impossible”. Infine brutte notizie arrivano dal torneo di Viareggio dove la compagine di Bollini ha ceduto 5-4 ai rigori (0-0 nei 90’ regolamentari) contro l’Anderlecht, decisivi gli errori di Silvagni e Pollace. Antoniomaria Pietoso

IL MURO DEI TIFOSI - murodeitifosi@gmail.com

QUI ROMA

Settore giovanile

Viareggio Cup amara per i giallorossi: squadra eliminata dal Torino ai rigori di Marco Reda

La lotteria dei rigori può far sorridere o disperare. E’ questione di mantenere nervi saldi, avere sangue freddo e non farsi condizionare da niente e nessuno, sia se si tira sia se si difende la porta. Chissà cosa avranno pensato Bumba e Matteo Ricci dopo aver tirato addosso al portiere i due rigori di apertura dell’ottavo di finale di ieri contro il Torino, valido per il Torneo di Viareggio della categoria Primavera. Dopo due tempi regolamentari infatti, terminati 11 con vantaggio romanista al 22' di Matteo Ricci e pareggio al 38' di Gyasi, la Roma di Alberto De Rossi e i granata allenati da Moreno Longo si sono giocati ai penalty la qualificazione ai quarti di finale del torneo e a spuntarla sono stati i piemontesi, autori di cinque reti in altrettanti tiri dal dischetto contro le tre giallorosse (Federico Ricci, Ferri e Carboni dopo i primi due errori dei compagni). E pensare che a tenere maggiormente il pallino del gioco allo stadio “Uzielli” è stata proprio la Roma, capace di mettere in difficoltà il Torino (che in campionato milita nel girone A) e creare diversi pericoli, arrendendosi soltanto dopo un pareggio che genera qualche rimpianto. «Sono orgoglioso della partita strepitosa dei miei ragazzi - ha spiegato il tecnico giallorosso De Rossi a fine partita -. Abbiamo incassato il pareggio per leggerezza, ma abbiamo dominato la gara e potevamo fare di più. Siamo rammaricati». La Roma era arrivata agli ottavi di finale dopo aver battuto nel girone 11 di qualificazione Spartak Mosca (3-0) e Long Island (6-1) e perso con lo Spezia (0-2). Ora la testa andrà soltanto al campionato per recuperare posizioni in chiave playoff. Gli Allievi Nazionali, invece, sono usciti sconfitti dall’ultimo match stagionale disputato domenica scorsa, perdendo in trasferta 3-2 contro il Napoli e scendendo a -4 dalla vetta. Il 3 marzo a Trigoria arriverà la Reggina. I Giovanissimi Nazionali invece hanno battuto l’Aprilia 3-1 tre giorni fa e domenica 24 febbraio affronteranno il Pescara per lo scontro diretto del girone. di Tiziano Pompili

LAZIO

ROMA

«Nessuna scusa, una partita toppata in pieno»

«Er Pupone ha spazzolato il parrucchino di Conte»

Disastro Lazio. Impensabile il capitombolo di Siena e la piazza biancoceleste è molto delusa. Ennio Annio Rollino dà la colpa al modulo: «Sta cavolo di difesa a tre: Dias e Ciani sono troppo lenti. Ovviamente solita fortuna, perché oltre Klose, Ledesma, Mauri, anche Radu fuori. Niente scuse però, partita toppata in pieno». Per Snap85: «Petkovic ha sbagliato dall’inizio la formazione: il 4-1-4-1 è quello più congeniale anche senza Ledesma. Giovedì in Coppa ci arriviamo cotti». Duro Xicolo: «Che brutta Lazio: senza idee, senza stimoli, senza nulla. Solo un episodio? Speriamo, altrimenti mio caro Lotito per l’ennesima volta le tue idee risparmiatrici avranno portato al fallimento». Aspetta a dare giudizi Muslera89: «Si chiamano finti tifosi quelli che dopo una sconfitta come questa attaccano società e giocatori. Si chiamano veri tifosi quelli che il giorno dopo che si perde hanno la testa alta e ancora più amore verso la propria squadra».

Grande esaltazione in casa Roma per la vittoria sulla Juve capolista. Qualcuno torna a fare pensieri “d’Europa”, tanti si godono il Totti formato maiuscolo di sabato sera. Xazazelx ironizza: «Er Pupone ha spazzolato il parrucchino di Conte: daje capitano!». Sulla stessa linea d’onda l’intervento di Drudi2006: «Totti sarà multato, l’autovelox gli ha fotografato il pallone a 114 km orari». Foschi50 riprende una vecchia polemica sul numero 10 della Roma: «Com’era il fatto che il capitano non è mai decisivo?». Asroma prova a guardare avanti ed esalta la prestazione dei giallorossi: «Grandi ragazzi, cuore e corsa. Bravo Andreazzoli, ridacce lo Spalletti bis che sono tre anni che mi arrabbio (abbiamo edulcorato la parola, ndr) tutte le partite». Dellemon, però, pensa pure a quello che poteva essere e non è stato: «Se durante il resto dell’anno avessero corso la metà di quanto fatto con la Juve saremmo primi in classifica».


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sport BASKET/SERIE A

Dopo il ko con Milano, Roma pensa alla sfida di Caserta CONI

Gani Lawal certezza nella Virtus di Calvani Numeri importanti per il centro statunitense che si sta mettendo in mostra in campionato E’ il miglior rimbalzista con 8,3 di media a partita e il 2° nella percentuale del tiro da 2 punti

In Campania

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educe dalla semifinale di Coppa Italia e da due sconfitte in campionato, la Virtus Roma arriva a Caserta per ritrovare la strada dei due punti. Una gara sempre particolare quella che vede di fronte i romani al quintetto campano, un vero e proprio derby del sud, tra le uniche due squadre del Meridione ad aver conquistato almeno una volta il tricolore. La sconfitta arrivata domenica scorsa al PalaTiziano contro Milano (66-79) ha messo in mostra una squadra che, seppur priva del proprio capitano Gigi Datome, ha approcciato la gara in maniera sbagliata, chiudendo il primo quarto con 13 punti di scarto, che i lombardi hanno difeso sino alla fine. I due passi falsi di Cantù e Siena sui parquet di Brindisi

e Pesaro hanno comunque lasciato inalterata la classifica. Tra le poche note positive della gara del PalaTiziano c’è la prestazione di Gani Lawal, miglior marcatore della partita con 24 punti. «Domenica ci aspetta un match difficile, in un ambiente molto caldo come quello di Caserta – commenta il centro della Virtus Roma –. Il nostro avversario è un team solido, e dovremo essere preparati al meglio. Per batterli bisognerà scendere in campo con la testa giusta. Veniamo dalla sconfitta contro Milano dove, come ha analizzato coach Calvani, abbiamo impiegato troppo tempo per entrare in partita. La nota positiva è che la squadra ha combattuto molto, tornando in gioco e rimanendo in gara sino alla fine». In questo campionato il gio-

Foto tedeschi

Domenica ci aspetta una partita difficile, in un ambiente caldo e contro un team solido come quello di Caserta Dovremo scendere in campo con la testa giusta

catore statunitense di origini nigeriane si sta mettendo in mostra con dei numeri importanti, che lo hanno portato a essere il miglior rimbalzista della stagione: con 8,3 rimbalzi di media a partita, il secondo nella percentuale del tiro da 2 punti (67,1 % di media di realizzazione), e il quinto nella classifica delle stoppate, con 1,3 di media per gara. Numeri che hanno portato Gani ad essere costantemente osservato da nume-

rosi club, italiani e non solo. «Ho grandi aspettative per il mio futuro - ha concluso Lawal -. Mi aspetto di dominare e giocare bene, e magari vincere il campionato. Il mio obiettivo è quello di continuare a migliorare. Amo Roma e il modo in cui lo staff e i tifosi mi trattano. Ho grandi uomini per compagni di squadra e sono felice. Aspiro ad arrivare alla Nba, ma alla fine tutto è nelle mani di Dio». Paolo Pizzi

Eletto il presidente

Malagò batte Pagnozzi per pochi voti. Auguri, critiche e speranze per lo sport Forse in pochi se lo aspettavano e invece Giovanni Malagò è diventato il nuovo presidente del Coni, battendo la concorrenza di Raffaele Pagnozzi, che poteva contare sull’appoggio del presidente uscente Gianni Petrucci. Ben 40 i voti a favore contro i 35 di Pagnozzi e una sola scheda bianca. In sostanza hanno deciso pochi voti, e gli stessi presidenti delle varie federazioni sono divisi tra chi è a favore e chi è contro il neo eletto. Si parla di un risultato ribaltato rispetto alla vigilia, di qualche “franco tiratore”, ma tutti si augurano che si possa lavorare in tranquillità (nonostante una non netta maggioranza di voti), soprattutto per il bene e la crescita dello sport italiano. Imprenditore, 54 anni, presidente del CC Aniene e del comitato organizzatore dei Mondiali di nuoto di Roma (assolto per la questione degli abusi edilizi), consigliere nel CO dei Mondiali 2010 di pallavolo, oltre a tutta una serie di altri incarichi sportivi, e membro del comitato d’onore che nel 2020 voleva riportare le Olimpiadi a Roma. E Malagò a quanto pare se ci saranno le condizione economiche nel paese ha tutta l’intenzione di provare a cavalcare ancora questo sogno. Nella giunta entrano i dirigenti Chimenti e Scarso (vicepresidenti), Buonfiglio, Barelli, Abete, Anesi, Pigozzi; e gli atleti Sensini e May. Fabbricini è il nuovo segretario generale. «E’ facile vincere – ha detto Malagò subito dopo la vittoria – ma è più difficile mettersi nei panni di chi non vince. Farò di tutto per onorare la più importante carica del paese». Il suo discorso punta sul coraggio e sulla fiducia, la sua elezione è sicuramente un cambiamento, rispetto alla continuità che invece avrebbe rappresentato Pagnozzi, amareggiato e sorpreso dal risultato, come Petrucci. A Malagò sono arrivati tanti messaggi di auguri da parte di sportivi (Federica Pellegrini e Josefa Idem), società e federazioni, ma anche politici. Tra questi l’abbraccio del candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Lazio Zingaretti: «Ha condotto una battaglia straordinaria con grandissimo coraggio, spinto da una grande voglia di rinnovamento di una parte importantissima dell’Italia». «Lavoreremo insieme - ha invece sottolineato il sindaco Alemanno - per far crescere il ruolo di Roma capitale dello sport e per realizzare l’antico sogno di riportare le Olimpiadi nella nostra città». «L’elezione di Malagò è una sorpresa solo per chi non conosce la sua serietà, professionalità, passione e dedizione per lo sport. Sono convinto che con le sue doti saprà garantire un futuro di crescita allo sport italiano» ha affermato Francesco Carducci, capogruppo Udc in Regione e candidato alle elezioni regionali nella lista Bongiorno. Non solo complimenti, ma anche speranze e critiche. Il presidente nazionale Uisp Fossati auspica elle riforme: «Se ci sarà un Coni al servizio di nuove politiche per la diffusione dello sport e di sostegno al movimento di base e alle difficoltà delle società del territorio saremo suoi sostenitori». Duro il Laboratorio di Urbanistica: «Dopo l’assoluzione nel processo per i Mondiali di nuoto, ecco la scandalosa elezione di Malagò. Per decenza questo signore non si sarebbe neppure dovuto candidare». (cinque)

ALTRE NOTIZIE

Football americano/Ifl

Ciclismo/Nuovo nome per la gara del 3 marzo

Ciclismo/A Colleferro

Roma Maxima, il ritorno del Giro del Lazio

Sabato si presenta Marines, Pedersen l’Asd Nonsoloverde al posto di Anderson

Non si chiamerà più Giro del Lazio, ma Roma Maxima. Dopo quattro anni e mezzo di assenza forzata, la gara di Rcs si è presentata ieri, nella sala delle Bandiere del Campidoglio, con una nuova immagine e con un nuovo tracciato. A fare gli onori di casa il delegato allo Sport Alessandro Cochi. Per il suo battesimo ufficiale, previsto il prossimo 3 marzo, gli organizzatori della corsa hanno scelto la culla storica dei Fori Imperiali, da cui i corridori partiranno a passo turistico fino a via Appia Pignatelli, dove verrà dato il via ufficiale. Il percorso prevede il passaggio a sud della capitale tramite la via Nettunense, uno “sconfinamento” in provincia di Latina, la salita di Rocca Massima a fare una prima selezione per poi percorrere il classico finale con le salite di Rocca Priora, Rocca di Papa, Campi di Annibale e il breve strappo dei Cappuccini tra Albano Laziale e Castel Gandolfo. Quindi la discesa verso Roma, sempre ai Fori Imperiali, dove dopo 180 chilometri verrà incoronato il nuovo “gladiatore”. Tante le iniziative collaterali, realizzate grazie alla sinergia con Federciclismo Lazio, in cui saranno coinvolte le società giovanili del movimento ciclistico regionale. Sedici i team in gara, di cui 8 del circuito World Tour e 8 Professional. Diego Cappelli

Promuovere l’attività ciclistica nei più giovani, restituendo alla disciplina la sua “purezza” e la funzione formativa, sia dal punt di vista sportivo sia soprattutto sociale e umano. Questa la mission della Scuola di Ciclismo Colleferro – Asd Nonsoloverde, che verrà presentata ufficialmente sabato alle 18 nella cornice dell’Auditorium della chiesa Immacolata. Diversi i bambini già iscritti all’associazione che vanno dai 5 ai 13 anni e sono allenati da istruttori federali. Attività ginnica e uscite su strada il “menu” delle sessioni di gioco-allenamento. (dc)

I Lazio Marines hanno dovuto dire addio a Kadarron Anderson, terzo rinforzo americano per la IFL 2013, che ha deciso di far slittare il suo arrivo in Italia di almeno un anno per andare alla Carson Newman, accettando quindi una proposta molto importante. A Roma ad affiancare a Kellen Pruitt e Anthony Gardner, ci sarà però un altro americano Erik Pedersen, che può essere impiegato sia come linebacker che come running back. Buon curriculum sportivo per il neo acquisto romano, diventato pro nell’Indoor F.L. con gli Everett Raptors (Washington). (gds)


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QUESTA SERA... IN TV

L’OROSCOPO ARIETE

21 Marzo 20 Aprile CANCRO

22 Giugno 22 Luglio BILANCIA

Se la giornata lavorativa vi dovesse riservare dei momenti di crisi e di sconforto saprete come distrarvi e come tornare velocemente a sorridere con la Luna favorevole. Forse le vostre emozioni sono troppo intense e non sapete bene come dirigerle. In ogni caso avreste bisogno di riposarvi un po' e dimenticare le preoccupazioni. Le novità di questo periodo riguarderanno soprattutto la vostra vita sociale e mondana. Il dialogo sarà favorito.

23 Settembre 23 Ottobre CAPRICORNO

22 Dicembre 20 Gennaio

TORO

Avrete un canale diretto con il vostro intuito e potrete usarlo per valutare al meglio persone e situazioni che incontrerete.

21 Aprile 20 Maggio LEONE

23 Luglio 22 Agosto SCORPIONE

21 Maggio 21 Giugno

La vostra capacità di emozionarvi come bambini di fronte alle cose che vi piacciono è veramente grande, coinvolgete gli altri.

Potete cominciare a costruire qualcosa di importante in tutti i settori. Il vostro impegno vi premierà.

ACQUARIO

21 Gennaio 19 Febbraio

VERGINE

23 Agosto 22 Settembre SAGITTARIO

22 Novembre 21 Dicembre

24 Ottobre 21 Novembre

La vostra bellezza, un po' algida e mai scontata, colpirà l'attenzione di più di una persona. Starà a voi poi decidere se portare avanti o meno una frequentazione.

GEMELLI

Uscite allo scoperto e rivelate i vostri sentimenti alla persona che vi interessa: potreste ricevere una risposta inaspettatamente positiva.

PESCI

20 Febbraio 20 Marzo

Il movimento e la comunicazione sono due aspetti importanti della vostra vita. Un viaggio vi porterà a scambi culturali interessantissimi e anche molto proficui. La vostra mente in questo momento è in piena ebollizione. Il fermento dei vostri pensieri però potrebbe portarvi a trascurare alcuni dettagli fondamentali. Vorreste concretizzare qualcosa ma per il momento dovrete accontentarvi di sognare ad occhi aperti e di sperare nel futuro.

Oggi vi risulterà difficile uscire da una spirale perversa di pensieri pessimisti.Avete però tutte le possibilità di tirarvi su e sentirvi meglio.

RAI UNO

18.50 - L'Eredità 20.00 - TELEGIORNALE 20.30 - Affari Tuoi

21.10 - Ricatto d'amore 23.00 - Tg1 60 Secondi 23.20 - Porta a Porta

RAI DUE

19.35 - Il Commissario Rex 20.30 - TG 2 - 20.30 21.00 - Elezioni 2013

Conferenza stampa 23.00 - Dark Blue 23.50 - TG 2

RAI TRE

20.10 - Comiche all'Italiana 20.35 - Un posto al Sole 21.05 - Chi l'ha visto?

23.10 - Elezioni 2013 Intervista 23.20 - Ritratti

CANALE CINQUE

20.00 - Tg5 20.25 - Striscia la notizia 20.40 - Champions League

Milan - Barcellona 22.45 - Champions League Speciale

ITALIA UNO

19.20 - C.S.I. 20.20 - C.S.I. 21.10 - Mistero

00.30 - The Vampire Diaries 01.10 - The Vampire Diaries 02.20 - Sport Mediaset

RETE QUATTRO

18.55 - Tg4 - Meteo 4 19.35 - Tempesta d'amore 20.30 - Walker Texas Ranger

21.10 - Io sto con gli ippopotami 23.35 - C'era una volta in Messico

LA 7

20.00 - Tg La7 20.30 - Otto e mezzo 21.10 - Le invasioni barbariche

00.15 - Omnibus Notte 01.20 - Tg La7 Sport 01.25 - Prossima Fermata

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Edizione 20 febbraio 2012  

Quotidiano gratuito di Roma e Provincia

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