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PREFAZIONE

Un valore aggiunto del Rapporto Immigrazione del Cinformi, che da anni fotografa la presenza dei “nuovi cittadini” sul territorio provinciale, è l’impegno dei curatori nell’andare oltre il quadro meramente numerico fornendo strumenti di lettura dei dati e chiavi interpretative rispetto alla dimensione puramente statistica. Il Rapporto offre quindi un’analisi non solo quantitativa ma anche qualitativa, proponendo pertanto spunti e indicazioni utili alla dimensione amministrativa come a quella sociale, a chi ha la responsabilità di governare il fenomeno migratorio come a chi lo vive nelle relazioni quotidiane. Una quotidianità che è direttamente influenzata, in termini di percezione, da artefatti di matrice ideologica e fotografie distorte della presenza dei migranti nel contesto locale e nazionale. Di qui l’importanza di offrire alla comunità uno strumento di conoscenza capace di trasmettere la reale immagine dell’immigrazione. In tal senso, anche i dati di questa edizione del Rapporto “ridimensionano” il fenomeno rispetto alla percezione di una sorta di “invasione”, con particolare riferimento al tema dei richiedenti protezione internazionale. L’assoluta rilevanza del tema dell’asilo sul piano umano, sociale e – in chiave geopolitica – internazionale non si accompagna, sul piano delle presenze, ad un “allarme sociale”. Tuttavia questo è il messaggio che, spesso in chiave strumentale, arriva da più fonti alla comunità e che gli stessi cittadini, più o meno consapevolmente, veicolano nella piazza virtuale dei social e nella piazza reale delle grandi città come dei piccoli paesi. È un messaggio scientificamente fuorviante che talvolta spinge i cittadini, allarmati da un infondato “pericolo invasione”, ad ignorare la dimensione umana del fenomeno asilo e il dramma di chi chiede aiuto. È interessante notare come, invece, la componente “asilo” sia assolutamente minoritaria rispetto alla generalità dei migranti presenti in Trentino e in Italia, a dimostrazione di come una percezione basata sul “sentito dire” possa canalizzare, allarmare e fomentare l’opinione pubblica in un dibattito segnato da un’emotività che genera il “nemico perfetto”, in questo caso i migranti forzati. Con questa consapevolezza, il Rapporto anche quest’anno è caratterizzato da una lucida macrovisione dell’immigrazione in Trentino, fenomeno di cui il tema dell’asilo è certamente una componente importante ma non maggioritaria. Ancorché l’attenzione dei più sia orientata ai richiedenti protezione internazionale, lo studio ci spinge responsabilmente a guardare, in termini di analisi e di risposta, anche ai circa 48mila migranti che rappresentano ormai una componente strutturale del “sistema Trentino”. 5

infosociale 49

Rapporto immigrazione in Trentino 2016  
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