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Fig. 3 - Distribuzione degli stranieri residenti in Trentino per macro-aree geografiche di provenienza, 1990-2015, valori % (fonte: elaborazione Cinformi su dati ISPAT)

60 50 40 30 20 10 0 UE Resto Europa Africa America Asia

1990 31,3 16,1 32,6 13,2 6,7

1994 13,5 42,6 29,4 8,2 6,3

1998 11,1 47,3 28,4 7,6 5,6

2003 5,3 55,5 24,1 7,7 7,4

2009 25,0 40,4 18,6 6,9 9,1

2015 29,6 36,3 16,5 5,7 11,9

Limitando ora l’attenzione al 2015, è possibile tracciare un bilancio demografico della popolazione straniera in cui, come documenta l’ISTAT, il numero delle cancellazioni è superiore a quello delle iscrizioni anagrafiche. Benché il saldo naturale, ovvero la differenza tra nati e morti, sia largamente positivo, ci sono altre voci che spingono nella direzione opposta – in particolare le cancellazioni per acquisizione di cittadinanza italiana.1

1

A questo riguardo, va ricordato che gli archivi ISTAT forniscono dati sistematicamente più elevati rispetto a quelli del Commissariato del governo, che discuteremo nel corso del capitolo. I dati su cui si basa ISTAT, forniti dalla rilevazione annuale del movimento e calcolo della popolazione residente straniera, includono anche le acquisizioni dei minori ai quali il diritto viene trasmesso dai genitori e quelle dei nati in Italia da genitori stranieri che al diciottesimo anno di età decidono di acquisire la cittadinanza. Questo dato non viene conteggiato dalle statistiche del Commissariato. Inoltre il Commissariato non include altre pratiche di cittadinanza che passano attraverso altri canali, principalmente gli ufficiali di stato civile del comune (acquisizione tramite matrimonio di chi risiede all’estero e presenta domanda all’ambasciata; acquisizione di cittadinanza da parte di chi è nato in Italia e ha raggiunto la maggiore età; acquisto per discendenza).

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Rapporto immigrazione in Trentino 2016  
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