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maria, hanno individuato come possibili sedi la Fondazione San Vigilio ad Ossana e un’ala del convento dei frati a Terzolas. Anche dal punto di vista ecclesiale non sembrano esserci gli spazi adatti. Ragionando invece in termini di piccoli gruppi di tre o quattro persone, solo il comune di Pellizzano e quello di Malè potrebbero avere una proprietà pubblica da mettere a disposizione.6 I partecipanti alla ricerca hanno però segnalato la presenza, in tutta la valle, di numerosi appartamenti privati ormai sfitti: usufruire di questi spazi potrebbe essere la soluzione adatta anche ad evitare il degrado di tali abitazioni. Sembra infine scartata a priori l’ipotesi di far alloggiare queste persone all’interno di strutture alberghiere. In Val di Sole il comparto turistico ricopre un ruolo di fondamentale importanza e la priorità, per gli addetti di questo campo, è quella di ricercare continuamente modalità per rinnovare e migliorare la propria offerta. A detta dei rappresentanti del settore, il fatto di ottenere un rimborso economico per ospitare i migranti, non potrebbe essere conciliabile con il “modus operandi” dell’imprenditore turistico, perché porterebbe gli operatori ad adagiarsi su certezze economiche e di presenza che diminuirebbero l’interesse nell’investire in servizi di qualità. “Sarebbe un disastro anche per il comparto alberghiero dare la possibilità agli albergatori di ospitare questo tipo di «clientela», in quanto non sarebbero poi stimolati a rinnovare la propria struttura” (Int. 7 - Società civile).

Gli imprenditori turistici, inoltre, ritengono che i clienti non vedrebbero di buon occhio la presenza dei richiedenti protezione internazionale all’interno dei loro stessi alberghi, così come in valle: vi è la convinzione diffusa che tutto ciò sarebbe percepito come un qualcosa di negativo e “squalificante” all’interno della proposta turistica: “Sono convinto che nel turismo quell’evento (l’accoglienza in valle) sarebbe visto male. Sarebbe visto come un minor valore territoriale all’interno della nostra proposta turistica” (Int. 7 - Società civile).

La dimensione numerica del gruppo La quasi totalità degli intervistati è pienamente consapevole del fatto che il processo dei flussi migratori (in particolar modo dei richiedenti asilo) non rappresenti un fenomeno temporale ed emergenziale. Allo stesso modo, le persone che ho invitato a partecipare alla ricerca ritengono che la valle non possa rimanere inerte di fronte alla richiesta di aiuto di queste persone. 6

Nel caso del Comune di Malè la struttura è di proprietà della Provincia.

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Rapporto immigrazione in Trentino 2016  
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