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sport e per organizzare iniziative che possano promuovere un cambiamento. Il tema della partecipazione sportiva della popolazione femminile immigrata o di origine immigrata è estremamente ampio e interseca una serie di tematiche e discussioni correlate che potranno essere solo in parte esplorate in questo report. In primis, parlare di donne immigrate e sport significa unire gli studi sulla segregazione di genere negli sport. Questi studi mirano a comprendere in che modo la partecipazione femminile a certi sport o all’esercizio fisico in generale sia ostacolata da pregiudizi di genere, pratiche comuni o regolamenti sportivi. Simili domande vengono poste negli studi sulla partecipazione della popolazione straniera ad attività fisiche e sportive. Queste ricerche solitamente vertono su interculturalità, integrazione e razzismo e tentano di capire non solo in che modo è possibile facilitare l’accesso delle minoranze allo sport, ma anche in che modo lo sport possa favorire una maggiore integrazione sociale e culturale delle minoranze nelle società contemporanee. Anche se non è possibile scendere nei dettagli rispetto a questa ampia letteratura è importante tenere presente il quadro generale e l’ampio spettro di tematiche, direzioni di ricerca entro cui questo studio si colloca.

Integrazione nello sport e attraverso lo sport: uno sguardo alla letteratura Quando si parla di integrazione e sport ci sono fondamentalmente due aspetti principali che possono essere analizzati: il primo concerne l’integrazione nello sport e cioè la partecipazione di donne e uomini, cittadini stranieri e cittadini italiani all’attività sportiva; il secondo aspetto riguarda come lo sport può portare all’integrazione nella società in generale. Si potrebbe dire, in termini più specifici rispetto al focus di questo studio, che mentre l’analisi del primo aspetto implica rispondere alla domanda “perché le donne immigrate non fanno attività sportiva quanto le italiane?”, l’analisi del secondo aspetto risponde invece alla domanda “In che modo le donne immigrate che praticano sport sono più integrate rispetto a quelle che non lo fanno?”. La prima prospettiva ha come fine l’abbattimento degli ostacoli che impediscono alle donne straniere di accedere allo sport inteso come diritto universale alla salute (cfr. Stelitano, 2009), la seconda prospettiva invece guarda allo sport e l’attività motoria come mezzi per favorire socialità aldilà dei confini di genere e di nazionalità, per superare pregiudizi e per costruire collaborazione a più livelli. Nonostante questi due aspetti siano chiaramente legati a doppio filo, è importante che queste due correnti di studi siano analizzate separatamente. Iniziamo dunque con il primo aspetto. La minore partecipazione della popolazione femminile e delle minoranze nelle pratiche sportive è stata oggetto di diversi studi. In particolare, la presenza 183

infosociale 49

Rapporto immigrazione in Trentino 2016  
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