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Accanto a queste misure europee, anche a livello nazionale sono stati promossi programmi e iniziative che promuovono lo sport in quanto strumento di inclusione sociale. In particolare, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dal 2014 messo in atto un programma di collaborazione con il CONI su “Sport e Integrazione”.4 Questo programma intende sostenere le pari opportunità in campo sportivo attraverso campagne di sensibilizzazione come quella di “Fratelli di Sport”,5 e attraverso un’attività sistematica nelle scuole e nelle organizzazioni sportive. Anche a livello locale, la Provincia di Trento ha recentemente affermato nella legge sullo sport del 2016 l’importanza di valorizzare “l’attività sportiva e l’attività motoria quali fattori di crescita, di parità di accesso per donne e uomini, di socializzazione, di tutela della salute e di sviluppo del benessere psico-fisico”. Tuttavia, tutto ciò rappresenta solo l’inizio di un lungo cammino verso l’uguaglianza e l’integrazione nello e attraverso lo sport. Nonostante la moltiplicazione di dichiarazioni di intenti, documenti programmatici e iniziative pratiche, recenti dati continuano a riportare divari nella partecipazione di donne e immigrati e in particolare di donne immigrate nella pratica sportiva. Tra i fattori più spesso considerati alla base di questo divario ci sono gli svantaggi socioeconomici di queste popolazioni, le condizioni legali o organizzative dei club sportivi, gli stereotipi della società locale e gli ostacoli culturali che le donne, non solo quelle immigrate, devono affrontare per praticare attività fisica. All’interno di questo quadro politico e sociale, grazie al contributo della Provincia autonoma di Trento all’interno del bando per progetti di pari opportunità tra donna e uomo, ATAS onlus in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento e l’Unione Italiana Sport Per Tutti – UISP Comitato Territoriale Trento ha intrapreso una ricerca per comprendere in che modo queste dinamiche generali di diseguaglianza si realizzano a livello locale nella provincia di Trento. Sulla base di un piccolo campione di interviste con donne immigrate ed esperti del settore, un focus group con insegnanti di educazione fisica di alcune scuole primarie e secondarie locali e la raccolta dei dati esistenti sul fenomeno, questo studio descrive ostacoli e opportunità del fare sport o attività motoria per le donne immigrate (di prima e seconda generazione) in Trentino. Dopo una breve analisi della letteratura disponibile sul tema e la presentazione del contesto statistico della popolazione immigrata in Trentino, il report descrive in dettaglio la metodologia utilizzata per raccogliere i dati. Quindi sulla base dei contributi raccolti, vengono analizzate opportunità e ostacoli per le donne straniere che fanno sport in Trentino. Infine la relazione si chiude sottolineando l’importanza di considerare le voci delle protagoniste per comprendere le condizioni che determinano la partecipazione femminile straniera nello 4 5

http://www.integrazionemigranti.gov.it/Progetti-e-azioni/Pagine/Accordo-di-programma-MLPS-CONI-.aspx http://www.fratellidisport.it/images/Presentazione-conferenza-stampa-04022015.pdf

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Rapporto immigrazione in Trentino 2016  
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