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mensile di cultura cinematografica

€ 1,00

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IDFA 2019: un invito alla parita di genere Amsterdam capitale del documentario lancia un grande messaggio

Il festival che hai il dono dell’ubiquità Tante sedi ed eventi per il Piccolo Festival dell’Animazione

Il cinema e i cinema ai tempi dello streaming Oltre 500 esercenti alla 21ma conferenza di Europa Cinemas a Lisbona

Impare guardando Bilancio e prospettive dell’attività didattica di Cinemazero

Tutti i film sotto l’albero Grande cinema d’essai protagonista del Natale di Cinemazero Spedizione in abbonamento postale POSTE ITALIANE SPA L. 662/96 art. 2 comma 20/b filiale di pordenone. Pubblicità inferiore al 45% contiene i.p. e i.r. in caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO di Pordenone per la restituzione al mittente previo pagamento resi

Dicembre

Cento anni di Fellini il grande visionario Dall’8 dicembre in mostra al Magazzino delle Idee di Trieste

19 2019 numero 11 anno XXXIX

CinemazeroNotizie goes green! Dal 1 gennaio 2020 il periodico si trasferisce online


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Dal 1° gennaio il nostro periodico di cultura cinematografica si trasferisce online

Marco Fortunato

Editoriale

CinemazeroNotizie goes green! Anno nuovo, veste nuova. Con il 1° gennaio del 2020, infatti, CinemazeroNotizie cambia veste (ma non vita!) per trasferirsi su una piattaforma online e arricchirsi così di importanti novità. In realtà da molti anni il nostro periodico di cultura cinematografica è già disponibile in versione digitale (sul nostro sito www.cinemazero.it, nella sezione CinemazeroNotizie all’interno della quale è possibile consultare la versione pdf del numero cartaceo) ma, con l’arrivo del nuovo anno, si completerà una parte importante del percorso green che vede Cinemazero impegnato su più fronti per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e, in particolare, limitare il più possibile l’utilizzo della carta. Un cambiamento importante che sarà l’occasione per ampliare i contenuti – ma non la filosofia – di quello che, da oltre trentacinque anni, rappresenta un apprezzato e autorevole strumento di approfondimento per chi vuole provare a comprendere i temi, gli scenari e soprattutto gli orizzonti della settima arte, in tutte le sue declinazioni, senza dimenticare di mettere in evidenza le attività di Cinemazero, molte delle quali spesso anticipano questi cambiamenti. CinemazeroNotizie dunque è destinato a cambiare forma ma non sostanza, con l’obiettivo di mantenere fede alla sua missione che è quella di informare ma anche e soprattutto di “incuriosire” i suoi lettori, siano essi esperti di cinema o semplici appassionati. Un compito non sempre facile, che richiederà, in un’epoca caratterizzata dalla sovrabbondanza di informazioni, la capacità di distinguersi ma che potrà contare, grazie agli strumenti del web, su un nuovo fondamentale contributo: quello del nostro pubblico. Volendo sintetizzare, in una parola, il cambiamento si tradurrà in più “interattività”, che si concretizzerà, per la prima volta, nella possibilità per i lettori di interagire con noi, commentando, condividendo e mettendo i “like” agli articoli di loro interesse. Quest’ultimi saranno sempre più integrati con gli altri supporti comunicativi di Cinemazero, dedicheranno un maggior spazio alle immagini e ai contributi video, alcuni dei quali verranno realizzati appositamente da Cinemazero. In occasione, ad esempio, dell’arrivo di un ospite in sala, la sua intervista – pubblicata magari qualche settimana prima della presentazione – verrà arricchita a posteriori, dalla galleria fotografia e dal video del suo intervento registrato live in sala. Verrà poi ulteriormente implementata l’integrazione tra CinemazeroNotizie e il nostro sito, in particolare per quanto riguarda i servizi di biglietteria. Scorrendo gli articoli sarà quindi possibile, con un semplice click, scoprire quando i film citati saranno in programmazione a Cinemazero e acquistare comodamente il biglietto senza sovrapprezzi. Particolare attenzione sarà data, infine, alla valorizzazione dell’archivio che raccoglie il grande patrimonio accumulato in questi anni. Sarà, infatti, creata un’apposita sezione – al momento in fase di studio - il cui obiettivo sarà quello di consentire non solo la consultazione di tutti i numeri precedenti, ma anche la ricerca tematica per autori, temi e parole chiave. Un altro dei grandi vantaggi resi possibili dal passaggio al digitale che richiederà però un complesso lavoro di indicizzazione dei contenuti e che, per questo, potrà richiedere ancora qualche mese di lavoro. Resteranno, ovviamente, i vantaggi per gli abbonati, che riceveranno sulla propria mail, con cadenza mensile, una speciale newsletter riepilogativa del sommario e delle novità del mese attraverso la quale sarà possibile accedere direttamente ai contenuti di proprio interesse.

In copertina un fotogramma tratto da Pinocchio di Matteo Garrone che sarà in programmazione a Cinemazero dal 19 dicembre prossimo..

cinemazeronotizie mensile di informazione cinematografica Dicembre 2019, n. 11 anno XXXIX ISSN 2533-1655

Direttore Responsabile Marco Fortunato Comitato di redazione Piero Colussi Riccardo Costantini Andrea Crozzoli Sabatino Landi Tommaso Lessio Maurizio Solidoro Collaboratori Lorenzo Codelli Luciano De Giusti Manuela Morana Elisabetta Pieretto Segretaria di redazione Elena d’Inca Direzione, redazione, amministrazione Via Mazzini, 2 33170 Pordenone, Tel. 0434.520404 Fax 0434.522603 Cassa: 0434-520527 e-mail: cinemazero@cinemazero.it http//www.cinemazero.it Progetto grafico Patrizio A. De Mattio [DM+B&Associati] - Pn Composizione e Fotoliti Cinemazero - Pn Pellicole e Stampa Sincromia - Roveredo in Piano Abbonamenti Italia E. 10,00 | Estero E. 14,00 Registrazione Tribunale di Pordenone N. 168 del 3/6/1981 Questo periodico è iscritto alla: Unione Italiana Stampa Periodica


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Magazzino delle Idee, Trieste, 8 dicembre 2019>1 marzo 2020

Andrea Crozzoli

«A chi mi chiede di La dolce vita, come nei test delle associazioni, rispondo subito: Anita Ekberg! Il film, il suo titolo, la sua immagine sono inseparabili da Anita. Era di una bellezza sovrumana ... quella gloria da divinità elementare, quella salute da squalo, quel riverbero da solleone... rispondeva così Federico Fellini a chi gli chiedeva del film, ed aggiungeva: «Se dovessi trovare un precedente stampato a questo mio film, sarebbe stampato in rotocalco.». Furono infatti proprio i rotocalchi una delle sue primarie fonti di ispirazione tanto che, per meglio documentarsi, invitò a cena da Gigetto er pescatore, nel novembre del 1958, un gruppo significativo di fotografi che con i loro scatti alimentavano i giornali dell’epoca con immagini e “volti, atteggiamenti, sbadigli, sorrisi, starnuti, smorfie, bocche aperte verso forchettate di spaghetti, baciamani golosi, genuflessioni sgangherate, espressioni ottuse. volti, atteggiamenti, sbadigli, sorrisi, starnuti, smorfie, bocche aperte verso forchettate di spaghetti, baciamani golosi, genuflessioni sgangherate, espressioni ottuse.”come scrisse lo stesso Fellini. Fra loro c’erano Pierluigi e Tazio Secchiaroli, due protagonisti dell’allora Hollywood sul Tevere, che suggerirono al maestro riminese alcuni episodi vissuti che poi avrebbero formato il corpus de La dolce vita, “diventato un luogo dello spirito, una categoria mentale, una visione del mondo, uno dei tratti costitutivi del carattere degli italiani ” come scrisse acutamenete Tullio Kezich. All’uscita del film, nel febbraio 1960, un coro di fischi accolse Fellini. Si arrivò persino agli sputi a Milano, tanto che sul Corriere della Sera Indro Montanelli i sentì in dovere di scrivere: “... alla resa dei conti, questo ritratto della società romana non ispira che un senso di squallore, di noia, di solitudine, e di pietà per i suoi protagonisti... Se il censore è intelligente (ma può esserlo, un censore?), lasci che questa sconvolgente «cavalcata» proceda senza intoppi fino al traguardo che forse Fellini non si proponeva nemmeno, ma che con sicurezza raggiunge: quello di mostrare al pubblico che la dolce vita è una vita opaca e triste, dove più che ricercare il piacere si fugge la disperazione.” Sarà la Palma d’Oro a Cannes e il grandissimo successo in tutto il mondo a consacrare il film che viene considerato, secondo una classifica della Bbc, una delle cento opere più geniali del ventesimo secolo. Un film assurto a metafora di un momento storico e rappresentazione insuperata dell’Italia e degli italiani alla vigilia del grande boom. Tutto questo, e molto altro, racconterà la grande mostra che Trieste dedica a Federico Fellini per i cento anni della nascita (1920/2020) del maestro riminese al Magazzino delle Idee fino al 1° marzo 2020. Accanto a La dolce vita ci saranno in mostra anche le preziose immagini dell’altro capolavoro assoluto, quella “nevrosi dell’impotenza illustrata da Fellini con una precisione clinica impressionante e, forse, talvolta persino involontaria” come scrisse Alberto Moravia, ovvero Otto e mezzo, la “storia di un uomo ingorgato, proprio bloccato da questi fantasmi dovuti in parte all'educazione e in parte a certe proiezioni di se stessi in ideali irreali ” come scrisse a proposito del film lo stesso Fellini. Con Marcello Mastroianni sempre protagonista, qui più che mai, alter ego di Fellini stesso in un rapporto osmotico dove “solo loro si capivano e si dicevano in un loro misterioso linguaggio se la sera lui avrebbe visto quella là o se lui a Fregene si vedeva con quell'altra lì... La bellezza di ambo i personaggi era questa estrema serenità e infantilismo. E questo forse gli permetteva di essere così semplici. Perché Marcello, per esempio, è stata la persona più semplice del mondo.” ricorda Rossella Falk. Film pluripremiato (fra cui due Oscar), riferimento ineludibile per moltissimi altri registi, punto inarrivabile dell’arte e della poetica felliniana. Opera tentacolare dai due finali, di cui uno conosciuto e copiato, come mai prima, e uno girato e scomparso: “la sequenza del vagone ristorante viene messa da parte, con grandi raccomandazioni di conservarla perché è bellissima; invece dopo un po' nessuno sa più dove è andato a finire il negativo” scriverà puntualmente Tullio Kezich nella sua documentata biografia Federico Fellini, la vita i film. Sono rimaste solo le preziosissime fotografie scattate da Gideon Bachmann a documentare questo finale scomparso, bellissimo e misterioso.

Federico Fellini in mostra

Cento anni di Fellini il grande visionario!


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Dal 20 novembre al 1 dicembre Amsterdam diventa la capitale mondiale del documentario

Riccardo Costantini

IDFA 2019

IDFA 2019: un invito alla parità di genere e all'inclusione Il 32 ° Festival Internazionale del Documentario di Amsterdam (IDFA) si è svolto come di consueto a fine novembre: la capitale olandese è diventata ancora una volta la capitale mondiale del documentario. La regista più giovane del festival 2019, la 21enne canadese-vietnamita Carol Nguyen, ha dato il via alla serata inaugurale con una richiesta di rappresentanza di genere paritaria nell'industria cinematografica: "oggi è il giorno migliore per essere una donna nel cinema. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento della rappresentazione diversificata nei media mainstream. La società e il nostro pubblico sono più consapevoli che mai della mancanza di genere e parità razziale nei film. I festival cinematografici si sono persino prefissati obiettivi di parità di genere. Lo stiamo chiedendo tutti. Per questo motivo, sono ottimista”, ha dichiarato Nguyen, aggiungendo che c'è ancora molto lavoro da fare, ma dobbiamo farlo insieme, proprio anche con l'aiuto del cinema del reale. Anche in questo senso, il direttore artistico dell'IDFA Orwa Nyrabia ha sottolineato l'importante ruolo dei film documentari nei tempi turbolenti di oggi. "Quando ci si ritrova a combattere il razzismo, l'esclusione sociale, l'ingiustizia, l'oppressione o il riscaldamento globale, mentre i sussidi statali per l'arte e la cultura vengono abbattuti in varie parti del mondo, favorendo il dilagare di approcci e discorsi populisti, sembra finita, sembra che non ci sia molta possibilità di riuscire in questa lotta... Possiamo tutti nel nostro piccolo quindi scegliere di sfuggire alla realtà guardando una commedia romantica divertente per dimenticare. Possiamo scegliere di perdere il sonno, cadere nella trappola del panico continuo e guardare un documentario commerciale sensazionalista. Ma, in effetti, abbiamo una terza via: possiamo proteggere la nostra sanità mentale, il nostro equilibrio e la nostra integrità mentale affrontando la realtà, conoscendola con attenzione, partecipazione e profondità. È qui che entra in scena il buon cinema, il grande documentario” Con questi scopi, per 11 giorni consecutivi IDFA ha proposto complessivamente 329 film e progetti di nuovi media provenienti da ben 85 paesi. Il festival ha accolto oltre 3000 ospiti professionisti provenienti da oltre 90 paesi, 17 delegazioni nazionali e 147 prime mondiali e internazionali. Il 32 ° festival ha fatto registrare anche la percentuale più alta di cineaste femminili nella storia dell'IDFA. Di particolare rilievo il film d'apertura di IDFA 2019: Sunless Shadows. Selezionato per il concorso Lungometraggi, il film è diretto dall'iraniano Mehrdad Oskouei, e ci porta nel mondo intimo di cinque giovani donne iraniane, tutte complici dell'omicidio di un membro maschile della loro famiglia. Girato in un piccolo centro di detenzione - sorprendentemente, Sunless Shadows affronta la realtà delle giovani donne che hanno scelto di praticare un ultimo, forse unico, atto di violenza per salvare se stessi e i loro cari dagli abusi in corso. Realizzato con il supporto dell'IDFA Bertha Fund, il film di Mehrdad Oskouei racconta una storia senza tempo di violenza contro le donne...alla quale non può che seguire altra violenza. Visti i temi generali del festival, non poteva esserci scelta più valida per il film d'apertura.


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A NATALE PUOI ...

REGALARE CINEMAZERO !

Per questo Natale dona qualcosa di veramente speciale: regala e regalati il Cinema! Scegli, tra le tante proposte di Cinemazero, quella che più fa per te.

UNA POLTRONA PER ... 3 POLTRONA SUPPORTER (500€) Riservata a privati, associazioni e aziende Sostienici nel fare di Cinemazero un “salotto per la città”: diventando Supporter potrai personalizzare una poltrona per un anno con il tuo nome o il tuo logo. In più potrai garantirti anche l’accesso gratuito a tutti gli eventi speciali per la stagione cinematografica 2020. POLTRONA DONOR (1500€) Riservata a associazioni e aziende Contribuisci alla costruzione delle nuove sale: diventando Donor potrai personalizzare per un anno una fila intera di poltrone delle nuove sale, che riporteranno il nome della tua associazione o azienda. In più 50 ingressi da utilizzare come vuoi per la stagione cinematografica 2020 e una FriendCard per per un anno di cinema gratis. POLTRONA FOREVER (A PARTIRE DA 2000€) Puoi entrare nella Hall of fame e far immortalare il tuo nome, quello della tua associazione o della tua azienda nell’elenco dei benefattori a cui verrà data grande visibilità nel foyer del cinema e resterà indelebile su una poltrona. In più 100 ingressi da utilizzare come vuoi per la stagione 2020, e due FriendCard per un anno di cinema gratis.

House of CinemazeroCards CINEMAZEROFRIEND CARD È una card dal costo di 250 euro, con cui aiutarci nelle nostre attività, condividere un percorso e un progetto culturale riconosciuto e stimato in tutta la regione e non solo, e continuare ad andare a tutte le proiezioni ed iniziative promosse da Cinemazero nel corso dell’anno gratuitamente, oltre ad avere una copia omaggio delle ultime pubblicazioni (libri e dvd) edite da Cinemazero durante l’anno. CINEMAZEROCARD È una card al costo di 15 euro, valida 12 mesi a Cinemazero, al Cec al Cinema Visionario e Centrale di Udine che dà diritto all’ingresso al cinema e alle nostre iniziative a prezzo agevolato. Inoltre, grazie ad un accordo reciproco di collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine il possessore della CinemazeroCard gode dello stesso trattamento dei tesserati Cec al Cinema Visionario e Centrale, fruendo di tutti gli sconti a loro riservati.

E per un natale da 昀lm…

non dimenticare abbonamenti, pubblicazioni e gadget targati Cinemazero. Per info: www.cinemazero.it


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Tre serate ricche di emozione alla scoperta degli elementi della Natura

Paola Bristot

PFA - Piccolo Festival dell’Animazione

Il Festival che ha il dono dell’ubiquità! Nella 12° edizione del PFA assistiamo a una espansione territoriale e a un accavallarsi di richieste di proiezioni che fa ben sperare nel futuro del cinema di animazione. L'edizione del 2019 si contraddistingue però per la presenza di 2 lungometraggi realizzati da due giganti dello storytelling: Lorenzo Mattotti e Igort. Due film molto diversi, per tecnica e approccio narrativo, il primo è un film d'animazione classico tratto dall'omonimo libro di Dino Buzzati: La famosa invasione degli orsi in Sicilia, il secondo è un film con solo alcuni intermezzi animati che parte dal libro dello stesso regista: 5 è il Numero Perfetto. Abbiamo pensato a una comunicazione sul festival proprio come un "Attenti a quei due!" tanto sono paralleli i percorsi artistici di Igort e Mattotti che pure nelle loro diversità di stile si possono considerare due imprescindibili autori nella scena internazionale del fumetto e ora del cinema. Come corollario ai film si sono proposte anche le mostre Dal libro al Grande Schermo, titolo che accomuna la scelta curatoriale che vede esposti materiali relativi ai libri, al back-stage, foto e disegni. Segnaliamo anche la mostra dei disegni della sigla della 74° Mostra del Cinema di Venezia, di Giovanna Durì poi animati da Uolli, aka Tomas Marcuzzi, visitabile dal 23 novembre all'8 dicembre allo studiovivacomix. Per quanto riguarda gli eventi performativi che accompagnano il festival segnaliamo la proposta di una altro fumettista celebre: Davide Toffolo, "Graphic Novel is Back" e poi altri appuntamenti con accoppiate di musicisti e animatori: "Flusso" e "Planet of Falling Paths", dove si esibiranno Cosimo Miorelli con Massimo De Mattia e Stefano Giust e ancora Stefano Giust con Patrizia Oliva e Igor Imhoff. Verrà presentato il progetto "Tesla" al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste che ha visto la partecipazione dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, il Conservatorio e la Faculty of Applied Arts di Belgrado. Poi le presentazioni editoriali di Marco Capellacci, Roberto Paci Dalò e Andrea Martignoni, Roberto Paganelli. Eventi che si rincorrono nelle principali sedi del Festival da Trieste a Pordenone a Udine. I programmi dei cortometraggi vedono la selezione di circa 80 film provenienti da tutto il mondo, molti in prima assoluta per l'Italia. Tra gli autori coinvolti: Regina Pessoa, Theodore Ushev, Danijel Zezelj, Michael Frei, Donato Sansone, Anu Laura Tuttelberg, Luka Toth... Sarà una bella gara per la giuria composta da Andrijana Ružić, Igor Imhoff e Carlo Montanaro. Ai programmi principali si aggiungono Visual&Music il cui vincitore otterrà il Premio Toffolo: un disegno realizzato dall'artista pordenonese. Inoltre i programmi Panorama, Animakids e Animayoung selezionati da Giovanni Sgrò che coadiuva i referenti per le scuole delle organizzazioni partner del Festival per un coinvolgimento degli studenti che è sempre più numeroso e attivo nei laboratori. Saranno presenti lo Studio Bozzetto alle proiezioni a Udine per le scuole, inoltre a ricordare la Storia dell'Animazione, verrà presentato uno degli episodi del celebre Professor Balthazar, il celebra personaggio ideato dall'autore croato Zlatko Grgić e prodotto dalla Zagreb Film. Tra i programmi anche Cosmo dedicato all'anniversario dello sbarco sulla Luna con la presentazione del Fllip Book in Realtà aumentata creato da Jossie Malis con la compositrice Julie Reiner, Apollo 11, basato sui video dello sbarco sulla Luna dagli archivi della NASA, una ricerca durata anni che riprende l'evento in seguenze sincronizzate da più angolazioni. Come finale del Festival segnaliamo a Trieste al Cinema Miela La Festa del Paradiso prodotta da Wundekammer e di cui il PFA è partner, la nostra dedica al genio di Leonardo da Vinci nell'anniversario celebrato quest'anno.


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Quale futuro per la sala cinematografica? Come vincere la sfida del rinnovamento?

Marco Fortunato

Europa Cinemas

Il futuro del cinema (e dei cinema) nell’era dello streaming Sole e pioggia si sono alternati nel cielo di Lisbona che, dal 21 al 24 novembre, ha ospitato la 21ma Conferenza di Europa Cinemas, il network che riunisce le più importanti sale d’essai del continente. Un tempo atmosferico instabile, caratterizzato da luci e ombre, che sembrava quasi voler rispecchiare l’animo con cui molti esercenti – oltre 500 in rappresentanza di 27 paesi – si sono ritrovati a questo importante appuntamento nato per condividere progetti e best practices ma anche problemi, con l’idea che, lavorando insieme, si possano trovare le migliori soluzioni. L’intensa tre giorni di lavori si è aperta con una sessione dedicata al confronto sull’evoluzione dell’esperienza cinematografica e sulle strategie da mettere in campo per valorizzarla e promuoverla sempre di più, in particolare tra i giovani. Tante le idee emerse, la maggior parte delle quali si sono focalizzate sul ruolo della sala cinematografica come luogo di aggregazione sociale e culturale. In un periodo di forte concorrenza con un numero sempre maggiore di competitors – su tutti le piattaforme di streaming – a dover essere messo in primo piano, più che il contenuto, è il contenitore, ovvero lo spazio, che deve sapersi distinguere ed essere in grado di offrire una pluralità di servizi. Molti colleghi di tutta Europa hanno presentato le proprie realtà, disegnando un quadro eterogeneo al cui interno spiccano i risultati di coloro che sono riusciti a fare delle proprie strutture dei veri e propri incubatori culturali che non si limitano a mostrare ma anche a produrre cultura. Cinema moderni, accoglienti, che ospitano, oltre alle sale di proiezione, anche punti di ristoro (da semplici caffetterie a veri e propri ristoranti più o meno caratterizzati), aule studio, aree espositive, spazi per VR e videogames e sono in costante dialogo con le altre realtà culturali della comunità in cui operano. Molto interessanti le strategie elaborate per intercettare il pubblico giovane. La gran parte di esse punta sulle politiche di prezzo con formule di abbonamento flessibili e condivisibili che sfruttano l’attitudine delle nuove generazioni alla sottoscrizione di piani di pagamento a mediolungo termine simili a quelli previsti dalle piattaforme. Emblematico il caso del Kinogruppe di Berlino che offre ai suoi spettatori più giovani delle tessere mensili flat (pagando una quota fissa si può venire al cinema quante volte si vuole) che negli anni hanno dimostrato ottime capacità di fidelizzazione del pubblico. Oltre a questo aspetto i sondaggi hanno dimostrato che i possessori di questa tipologia di tessere presentano una maggior attitudine alla sperimentazione. In altre parole sono più disposti a partecipare ad eventi e proiezioni di opere “minori” (sperimentali o comunque meno conosciute) perché – grazie al concetto del prezzo fisso indipendente dal numero di visioni – le percepiscono come se fossero gratuite e dunque prive di rischi da un punto di vista economico (l’idea è semplice nella sua banalità, siccome ho già pagato posso permettermi di andare a vedere un film anche se non sono sicuro che mi piacerà, tanto non ho nulla da perdere). Ciò è risultato essere un espediente particolarmente efficace nel portare in sala, spesso per la prima volta, il giovane pubblico. Ovviamente è poi necessario fidelizzare questo pubblico, farlo cioè affezionare al cinema, e ciò lo si può fare soltanto grazie alla qualità della proposta. Successivamente l’attenzione si è spostata su una questione solo all’apparenza di natura tecnica: la gestione dei processi d’acquisto dei biglietti online e il monitoraggio dei dati, due aspetti sui quali sembra esserci ancora molto da lavorare. Nel quadro d’insieme è emersa infatti una generale inadeguatezza di molti strumenti informatici attualmente in uso da parte delle sale, la maggior parte delle quali è dotata di siti obsoleti e spesso caotici. Sovrabbondanza di informa-


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zioni, ignoranza delle regole base della comunicazione e scarso senso pratico sembrano essere i difetti più comuni all’interfaccia web di molte realtà. In generale a mancare sembra essere soprattutto l’attitudine a considerare come strategico l’acquisto del biglietto che invece dovrebbe essere, a detta degli analisti, l’obiettivo primario di ogni portale di e-commerce (anche di cinema). Al di là di questo l’importanza primaria di questi strumenti resta comunque la capacità di monitorare i comportamenti del proprio pubblico, i suoi gusti e le motivazioni delle sue scelte. Ciò dovrebbe permettere di raccogliere il maggior numero possibile di dati sulla cui analisi impostare le scelte strategiche della sala, dalla programmazione alla comunicazione passando per le politiche di prezzo. Esistono in questo senso numerosi software che possono aiutare nella gestione e nell’analisi, non sempre immediata, di quelli che tecnicamente sono definiti big data. Ma non di solo web vive il cinema, anzi. Fil rouge dei molti interventi che hanno caratterizzato questo panel, è stata la sottolineatura dell’importanza dell’elemento umano, vero valore aggiunto della sala cinematografica. Nessun sito o modello matematico potrà mai sostituire la cassiera o la maschera, con la loro capacità di interazione strettamente personale con il pubblico. Un esempio da seguire, in questo senso, è quello del cinema Beltrade, un monosala indipendente alla periferia di Milano, che ha fatto del dialogo con i suoi spettatori uno dei suoi tratti distintivi. Sempre attorno al tema del rinnovamento pubblico si sono sviluppati alcuni dei workshop, in particolare quello dal titolo “Getting into the Mindest of New Generations” che ha in qualche modo introdotto il tema forse più atteso, quello della coesistenza tra sala cinematografica e piattaforme streaming. Nel corso di questo laboratorio è stata presentata l’esperienza del Kinodvor di Ljubljana, che ha lanciato un progetto rivolto ai giovani da cui ha tratto ispirazione anche lo Young Club di Cinemazero. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo – che traspariva da immagini e video – degli “spettatori di domani”, ragazzi tra i 16 e i 25 anni, impegnati a seguire la programmazione, l’organizzazione e la promozione di vere e proprie rassegne, dando prova di una passione e una competenza al di sopra di ogni aspettativa. Diverso per contenuti, ma non meno interessante, l’intervento del coordinatore di MUBI, il più importante portale streaming europeo, attivo anche come distributore. Al di là delle caratteristiche specifiche l’unicità di MUBI sta nell’aver sviluppato una forma di partnership con numerose sale cinematografiche con l’obiettivo di mettere in contatto i relativi pubblici. La piattaforma si impegna in attività di marketing volte a promuovere i film in sala e allo stesso tempo offre ai suoi sottoscrittori un biglietto omaggio da usare nelle sale partner per tutti coloro che scaricano la sua app. Con questo carico di informazioni e stimoli si è arrivati – last but not least – alla sessione conclusiva dall’ambizioso titolo “The future of indipendent film in the streaming era” tutta giocata sul rapporto sala-piattaforma. Difficile sintetizzare a parole il momento clou dell’intera conferenza, che ha visto esporre tesi contrapposte circa la possibile convivenza tra le diverse modalità di fruizione. In generale a risultare prevalente è stato un atteggiamento di apertura verso le piattaforme, nella convinzione che, comunque, il ruolo della sala cinematografica possa essere riconosciuto e apprezzato da parte di pubblico che sembra essere ogni giorno più maturo e più “pronto” a comprendere la differenza tra una visione privata e una pubblica. Sarà veramente così? Forse è presto per dirlo ma di sicuro ci si può mettere al lavoro, da subito, per marcare questa differenza, puntando sull’unicità dalla sala e sul suo ruolo sociale oltreché culturale. È una sfida che le sale d’essai, e con esse Cinemazero, sono pronte ad affrontare. Consapevoli che, anche a Lisbona, dopo tante nuvole è uscito il sole.


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Bilancio e prospettive dell’attività didattica di Cinemazero

Manuela Morana

Didattica dell’audiovisivo

Imparare guardando A dicembre, complici le feste, si tira il fiato, sì, ma anche una linea. Si fanno un po’ di conti di quel che si è fatto e registrato a partire da settembre e ci si prepara al nuovo anno che da sempre porta con sé l’avvio di una ricca stagione di proiezioni ed eventi didattici tutta da vivere e scoprire. Dopo le proiezioni-evento di settembre, accompagnate dal commento critico delle voci di Hollywood Party di RadioRai3 targate Alice nella città, nel segno di una nuova collaborazione con Cinemazero che ha visto la partecipazione di centinaia di studenti, dopo le mattinate-evento durante Le Giornate del Cinema muto e dopo la notevole platea concentratasi attorno ai film della rassegna “Trent’anni senza muro” dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino in collaborazione con Le Voci dell’Inchiesta, al film La Famosa invasione degli orsi in Sicilia e ai film dedicati all’ambiente in collaborazione con FridayForFutures, si punta dunque lo sguardo verso il futuro, precisamente a gennaio, e si svelano i nuovi titoli che a Cinemazero consentono di celebrare la Giornata della Memoria in collaborazione col Comune di Pordenone. Tre, quest’anno, sono le opere davvero imperdibili. La prima è un film d’autore con la A maiuscola, portando la firma di Roman Polanski, che rivisita e richiama alla memoria il caso Dreyfus, capitolo della storia politica e giudiziaria che solleva interrogativi sui temi della giustizia, della colpa e più in profondità della verità. Ma non solo: le vicende che hanno visto protagonista il capitano ebreo condannato per essere ritenuto informatore dei nemici tedeschi nel 1895, sono un esempio di come razzismo e intolleranza verso il diverso possano generare effetti distruttivi della dignità umana, come ogni anno, in occasione della Giornata della memoria, non si perde occasione di rilevare attraverso le opere cinematografiche. Il film ha suscitato non poche (e forse, inutili?) polemiche attorno a sè: farà altrettanto nel nostro paese dove le prime settimane di proiezione sembrano celebrarlo come uno dei migliori del maestro polacco? La seconda opera, #AnneFrank. Vite parallele, di Sabina Fedeli e Anna Migotto, coprodotta da l’Anne Frank Fonds Basel, è un’opera documentaria che ripercorre la vicenda di Anna Frank attraverso le pagine del suo diario e di quelle di altre adolescenti deportate nei campi di concentramento. La voce di Helen Mirren, degna di essere ascoltata nella sua versione originale, insegue le vicende di un gruppo di giovani donne e da forma a un messaggio che è una invocazione a resistere e a non cedere di fronte all’attuale diffondersi di razzismo e odio. La terza è il film 1938 - Diversi di Giorgio Treves, ricognizione ancora una volta nella forma del documentario con un ampio utilizzo di materiali d’epoca del percorso che nel nostro paese ha portato dalla genesi alla applicazione delle leggi antiebraiche. Dopo gennaio, il mese di febbraio vedrà l’appuntamento in sala in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo a scuola (7 febbraio) e il Giorno del Ricordo (10 febbraio). A marzo, invece, la proposta cinematografica sarà fortemente dedicata alle donne, in occasione dell’8 marzo. Tra i titoli in programma, c’è anche il lungometraggio di animazione I racconti di Parvana di Nora Twomey, storia di una undicenne che sotto il regime talebano a Kabul, mette in atto un’impresa a dir poco eroica: travestirsi da uomo per lavorare e aiutare la sua famiglia. Spingendo lo sguardo ancora più lontano, scopriremo che ad aprile ritorna il festival Le Voci dell’Inchiesta e insieme un cartellone di eventi per studenti e insegnanti all’insegna dell’attualità, dei diritti umani e dell’educazione civica. Registi, giornalisti e professionisti del mondo scolastico saranno al centro di proiezioni, incontri e workshop per sintonizzarsi sul presente e non perdere l’occasione di approfondire temi e vicende del nostro contemporaneo. Per maggiori informazioni scrivere a didattica@cinemazero.it


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Cinema d’essai protagonista anche a Natale

Marco Fortunato

Con il loro immancabile carico di film le vacanze natalizie sono, per definizione, il periodo più cinematografico dell’anno. Quest’anno non fa eccezione, anzi, tra i tantissimi “film sotto l’albero” (ben 33 in uscita nel solo mese di dicembre, più di uno al giorno) spiccano alcuni titoli molto attesi dagli amanti del cinema d’essai. È il caso del ritorno di Ferzan Ozpetek che con Dea fortuna, prosegue il suo personale percorso di analisi e racconto dei sentimenti e dei tormenti dell'animo umano che rappresenta da sempre la cifra del suo cinema. Al centro della storia Alessandro e Arturo, coppia legata da più di 15 anni ma ormai in crisi. L’improvviso arrivo nelle loro vite di due bambini lasciati in custodia per qualche giorno dalla migliore amica di Alessandro, potrebbe però dare un’insperata svolta alla loro stanca routine. La soluzione sarà un gesto folle, ma d’altra parte “l’amore è uno stato di piacevole follia ", ha sottolineato l’autore nelle note di produzione. Il regista turco, naturalizzato italiano, ha voluto con sé ancora una volta Stefano Accorsi – già protagonista de Le fate ignoranti e Saturno contro – affiancato questa volta da Edoardo Leo e Jasmine Trinca, e gran parte dei suoi storici collaboratori di troupe. Il film, infatti, girato l’estate scorsa tra Roma e Palermo, è stato scritto da Ozpetek insieme Silvia Ranfagni e Gianni Romoli (con il quale il sodalizio è nato fin dai tempi di Harem Suare, il suo secondo lavoro, presentato a Cannes nel 1999) mentre le musiche saranno firmate ancora una volta da Pasquale Catalano, che si è avvalso di una star d’eccezione come Mina. La sua inconfondibile voce accompagna anche il trailer del film con un estratto dell’inedito Luna Diamante, brano scritto e composto da Ivano Fossati e contenuto nel suo nuovo album “Mina Fossati” che esce poche settimane prima del film. Ma il film più atteso è senza dubbio Pinocchio di Matteo Garrone. Una sfida, quella di portare sul grande schermo il capolavoro di Collodi, già tentata molte volte in passato, con approcci molto diversi e alterni risultati. Tra gli oltre dieci adattamenti, che comprendono una versione horror (Pinocchio's Revenge di Kevin S. Tenny) e opere corali (come il film prodotto dalla Walt Disney nel 1940, che fu il primo film d’animazione a vincere un premio Oscar ma non ottenne un grande risultato al botteghino, complice anche la Seconda Guerra Mondiale) il più famoso è senza dubbio quello di Roberto Benigni del 2002. L’attore toscano, che firmò anche la sceneggiatura (con Vincenzo Cerami) e la produzione, realizzò – con circa 45 milioni di euro – il film più costoso nella storia del cinema italiano con il quale tentò anche, senza successo, la corsa all’Oscar. E proprio da Benigni riparte Matteo Garrone, che lo ha scelto come protagonista del suo lavoro, anche grazie – come lui stesso ha dichiarato – a una conoscenza personale di lunga data. I due si incontrarono infatti quando Garrone era ancora un bambino poiché suo padre, il critico teatrale Nico Garrone, fu tra i primi a scrivere di Benigni ai suoi esordi. Dal set blindatissimo è trapelato poco o nulla e sembra che, proprio in questi giorni, si stiano finalizzando gli ultimi dettagli, per essere pronti per la data d’uscita che è stata anche anticipata di una settimana (in origine era stata fissata per il 25 dicembre). Tutta la lavorazione è stata in realtà abbastanza tribolata e condizionata da diversi stop, prima dovuti all’abbandono di Matilda De Angelis che avrebbe dovuto far paste del cast ma poi è stata costretta a rinunciare per altri impegni e poi per l’uscita di Dogman con il quale Garrone ha conquistato, lo scorso anno, una miriade di premi tra cui 7 Nastri d’Argento e ben 9 David di Donatello. Riconoscimenti importanti che si aggiungono alla sua personale bacheca che vanta, oltre a numerosi altri David e Nastri d’Argento, anche due Gran Prix della Giuria a Cannes e un European Film Awards. Con queste premesse non ci resta che darvi appuntamento sugli schermi di Cinemazero, dove il film vi aspetta dal 19 dicembre (e non è una bugia!).

Natale al cinema

Tutti i film sotto l’albero


2019 - Dicembre_CZNotizie_01-GENNAIO_2011 30/11/2019 23.16 Pagina 13

Un film di Richard Linklater. Con Cate Blanchett, Billy Crudup, Kristen Wiig. Or.: usa 2019. Durata: 102’

UNA STORIA VERA E TOCCANTE CON UN DEPARDIEU IN PARTE

QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO

DI PIERRE-FRANCOIS MARTIN-LAVAL Nel maggio del 2011, Nura Mohammad lascia il Bangladesh con suo figlio in cerca di stabilità e speranza. Dietro di lui il resto della famiglia, davanti Fahim, 8 anni e un talento per gli scacchi. Padre premuroso e protettivo, Nura omette al figlio le violenze che agitano il loro paese e giustifica la loro partenza con la promessa di fargli incontrare in occidente un grande maestro di scacchi. Ma arrivati in Francia le cose non sono così semplici. A semplificare la partita e l'amministrazione francese ci pensa il vecchio Sylvain Charpentier, campione di scacchi di grande mole e saggezza. Accolto nella sua aula, Fahim imparerà rapidamente le regole del gioco e della vita. Sette anni fa, la storia di Fahim Mohammad fece grande scalpore. Nel 2012, un ragazzino di dodici anni senza permesso di soggiorno divenne campione di Francia di scacchi under diciotto. Interrogato sulla precarietà amministrativa del giovane campione di origine bengalese, François Fillon, Primo ministro dell'epoca, conciliò il senso proprio e lo spirito della regola, accelerando la sua regolarizzazione e quella della sua famiglia. Toccato dalla sua storia, PierreFrançois Martin Laval cambia registro e firma un feel good movie su un soggetto politico, offrendo una riflessione sulla condizione disperata dei migranti, sul coraggio e l'abnegazione di cui danno prova tra esilio e adattamento al paese di accoglienza. Ma Qualcosa di meraviglioso è anche un film sulle virtù pedagogiche e universali del gioco degli scacchi, sul cameratismo rispettoso e lo spirito, di gruppo e di competizione, di una squadra di ragazzini. Malgrado la mancanza di messa in prospettiva e l'arrotondamento degli 'spigoli', le implicazioni politiche cedono il passo alla lezione di speranza, il film non spinge mai sul pathos e sul miserabilismo. Il regista preferisce concentrarsi sull'aspetto umanistico di questa odissea con una dose misurata di buoni sentimenti e di leggerezza, Miracolosamente in equilibrio tra dramma e commedia, il risultato è un film delicato sulla difficoltà di sognare un domani migliore per sé e i propri cari. L'ADATTAMENTO DEL BEST-SELLER "SCRITTO DA MARIA SEMPLE

CHE FINE HA FATTO BERNADETTE?

DI RICHARD LINKLATER Diretto da Richard Linklater e sceneggiato dallo stesso con Holly Gent e Vince Palmo, Che fine ha fatto Bernadette? porta dentro all'universo di Bernadette Fox, una donna elegante, geniale e autocritica, che - dopo anni passati a far da amorevole madre alla figlia adolescente e a sacrificarsi per la famiglia - decide che è arrivato il momento di riallacciare i ponti con la sua passione creativa, dando avvio a un'epica avventura di riscoperta. Una leggenda nel campo dell'architettura, Bernadette è stata un tempo la più grande arredatrice di Los Angeles, ha vinto un'importante borsa di studio e una delle prime donne a essere ammessa nel novero dei grandi architetti americani, prima di abbandonare la ribalta e scomparire dal campo professionale. Divenuta una casalinga come tante altre, vive a Seattle con la figlia adolescente Bee e con il marito Elgie, guru alla Microsoft. La sua abitazione è circondata da rovi di more, che fungono da protezione per il mondo esterno, fatto in primo luogo da altre mamme, da vicini curiosi e dalla partenza dell'amata Bee per il college in autunno. Bee è l'unica ancora di salvezza di Bernadette e le due insieme sono sempre in stretta sintonia, condividendo sarcasmo, gioie e stranezze che nessun altro riesce a capire. Il giorno in cui Audrey, vicina di casa e "regina delle mamme del quartiere", chiede a Bernadette di potare i rovi, innesca una serie assurda di contrattempi che cambieranno per sempre la vita della donna, che dalla sua abitazione si spingerà fino agli spazi aperti e sconfinati dell'Antartide. Solo ritrovando chi è realmente, Bernadette sarà ritrovata dalla sua famiglia, che finalmente capirà qual'è la sua vera indole. Che fine ha fatto Bernadette? è l'adattamento del romanzo Dove vai Bernadette? di Maria Semple, best seller che si basa su una semplice domanda: Può una donna che ha smesso di creare trovare nuovamente l'ispirazione?. Pubblicato nel 2012, il lavoro della Semple è balzato in breve in cima alla top ten dei libri più venduti del New York Times, dove è rimasto per oltre un anno. Considerato da tutti toccante, commovente e fonte d'ispirazione, il romanzo è stato acquisito già nel 2013 per una trasposizione cinematografica a cui qualche tempo dopo si è avvicinato Richard Linklater. Ha ricordato il regista: "La storia di Bernadette mi ha incuriosito sin dalla prima lettura dal momento che propone il ritratto davvero complesso di una donna di mezza età che non pratica l'arte di cui è un genio assoluto. Tra le righe, però, presenta anche la storia complessa di cos'è la genitorialità, una relazione a lungo termine fatta di alti e bassi. Quello di Bernadette è un personaggio complesso, bello e affascinante: è una donna molto forte che funge da modello per molte persone al mondo. Oltre a ciò, mi interessava la sua vicenda di artista che per una serie di ragioni non sta creando più nulla. Attraversare una fase di crisi creativa è il mio peggior incubo: penso sia triste non poter fare quello per cui si è portati. Per altri versi, poi, Bernadette mi ricorda mia madre: geniale ma un po' instabile, non si sarebbe fatta scrupoli a lasciar la famiglia per inseguire se stessa!"

i film del mese

Un film di Pierre-François Martin-Laval. Con Isabelle Nanty, Gérard Depardieu, Ahmed Assad) Or.: Francia 2019. Durata: 102’


2019 - Dicembre_CZNotizie_01-GENNAIO_2011 30/11/2019 23.16 Pagina 14

Un film di Céline Sciamma. Con Noémie Merlant, Adèle Haenel, Luàna Bajrami. Or.: Francia 2019. Durata: 120’

UNA FAMIGLIA CERCA DI ORGANIZZARE UN MATRIMONIO PRIMA CHE LA NONNA MUOIA

THE FAREWELL - UNA BUGIA BUONA

DI LULU WANG Billi Wang è nata a Pechino ma vive a New York da quando aveva sei anni. Il suo contatto sentimentale con la Cina è Nai Nai, la sua vecchia nonna, ancorata alle tradizioni e alla famiglia. Salda e praticamente indistruttibile, a Nai Nai viene diagnosticato un cancro. La famiglia decide di nasconderle la verità e di trascorrere con lei gli ultimi mesi che le restano da vivere. Figli e nipoti, traslocati negli anni in America e in Giappone, rientrano in Cina per riabbracciarla e per 'improvvisare' un matrimonio che allontani qualsiasi sospetto. Risoluti e uniti nella bugia, trovano in Billi una resistenza. Inconcludente nella vita e insoddisfatta della vita, Billi vorrebbe liberarsi dell'angoscia e rivelare alla nonna la prognosi infausta. Tra oriente e occidente, troverà una sintesi tra due culture e due condotte etiche. C'è qualcosa nel bel film di Lulu Wang che evoca Il banchetto di nozze di Ang Lee, orientale traslocato in occidente come lei. Un'aria 'familiare', il ritorno di una cultura rimossa (nelle forme di una famiglia amata) che produce un quieto terremoto e lascia dietro di sé un nuovo e fertile squilibrio. Conciliata commedia di confronto etnico, The Farewell - Una bugia buona muove dall'America verso la Cina, riscaldando il folclore in un viaggio verso le origini. La diaspora della famiglia Wang, divisa tra Stati Uniti e Giappone, rientra e stringe i suoi 'esuli' al capezzale di una nonna malata. Ed è il protocollo etico-normativo 'della cura', basato in Cina sul "principio della beneficialità" (nell'interesse del paziente in certe circostanze è meglio tacere la verità), il nodo da sciogliere di un racconto che assume in pieno il modello della commedia familiare con la circolazione sentimentale tra i personaggi e il disegno delle loro vite private. Ed è qui che si gioca la novità, l'audacia e la singolare tenerezza di The Farewell, una commedia sorprendente non per il soggetto ma per il tono. Se lo sfondo dell'incontro-scontro tra culture è sovente il disagio, Lulu Wang sceglie la serenità risolta ma non semplificata del rapporto tra prole espatriata e matriarca 'radicata', che ha accettato il destino (straniero) dei propri figli ma non transige sulla Tradizione. Lulu Wang non manca il banchetto di nozze con le sue ricadute umoristiche e il suo svolgimento chiassoso e lievemente degradato. Ma è la malattia, la fragilità del congiunto, l'opportunità (o no) di sapere o di 'forzarlo' all'informazione, l'architrave solido ma mai ingombrante di una costruzione che sa dare rilievo ai pensieri e alle azioni di ogni personaggio.

PREMIO ALLA MIGLIOR SCENEGGIATURA PER LA STORIA DI UN AMORE IMPOSSIBILE

RITRATTO DELLA GIOVANE IN FIAMME

DI CÉLINE SCIAMMA Diciottesimo secolo, Francia, una giovane pittrice, Marianne, è incaricata di fare il ritratto di Héloïse senza che lei lo sappia. Pertanto, Marianne deve osservare il suo modello di giorno per dipingere il suo ritratto di notte. Giorno dopo giorno, le due donne si avvicinano mentre condividono gli ultimi momenti di libertà di Héloïse prima del matrimonio imminente. Céline Sciamma al suo quarto lungometraggio continua la sua ricerca sull'identità sessuale tema nei confronti del quale ha mostrato un'ottima capacità d'indagine in fase di sceneggiatura nonché nel trasferimento sullo schermo. In questa occasione lascia però il presente per rivolgersi al passato. Un passato che di lì a meno di un ventennio vedrà il fuoco della Rivoluzione che cambierà tutto ma non spazzerà via il pregiudizio e le costrizioni. Non è necessario scomodare riferimenti a Jane Austen per apprezzare uno script in cui Sciamma, sin dalle prime inquadrature, ci enuncia il proprio progetto. Sullo schermo/tela bianco una mano munita di carboncino inizia a delineare un'immagine. Ecco: esattamente qui sta il senso del film. In una domanda: quanto le strutture sociali impediscono agli individui di farsi ritrarre (cioè guardare) per ciò che veramente sono? Marianne, pronta a gettarsi in mare per recuperare le tele che poi asciugherà insieme al suo corpo nudo davanti ad un camino, possiede le tecniche per ritrarre gli altri ma si troverà a scoprire un'immagine di se stessa che stava nascosta nei recessi della sua sensibilità. Héloise che rifiuta inizialmente lo sguardo altrui (legato inestricabilmente a una condizione coniugale che non vuole accettare) progressivamente imparerà a guardare oltre e ad accettare di essere vista. Tra di loro, solo apparentemente in un ruolo secondario, la giovane serva che resta incinta sottoponendosi ai più diversi tentativi per abortire. É un film in cui le parole vengono pronunciate solo se e quando sono necessarie perché sono e restano per tutto il tempo le immagini a costituire l'elemento portante della narrazione. La cura nella ricerca non solo dell'inquadratura ma anche degli abiti nonché degli spazi (in particolare gli interni) fa ripensare al Rohmer de La marchesa von.... Là dove la geometria rohmeriana definiva spazi studiati quasi teoreticamente Sciamma cerca anche la nota dissonante del letto sfatto stando però sempre attenta a produrre un equilibrio estetico in cui tutti gli elementi si bilancino. Ciò che deve 'sbilanciarsi' è la vita delle due protagoniste che dovranno progressivamente ammettere (innanzitutto con se stesse) sentimenti nuovi e importanti nei confronti dei quali operare delle scelte fondamentali.

i film del mese

i film del mese

Un film di Lulu Wang. Con Zhao Shuzhen, Awkwafina, X Mayo, Lu Hong (I) Or.: USA 2019. Durata: 98’


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Domani accadrà ovvero se non si va non si vede

RUNNING WITH THE WOLVES. CORRENDO COI LUPI Pordenone, Galleria Sagittaria - Centro Casa Zanussi - fino al 7 dicembre 2019 Un percorso espositivo affidato alla selezione dell’artista estone Viive Noor, con opere di 38 illustratrici provenienti da Estonia, Lettonia, Lituania. Spiega Noor che “il bosco ha sempre un posto nei nostri cuori e, di fronte alla minaccia della sua distruzione, arruffiamo il pelo, nuovamente pronti a lottare”. Un messaggio/appello di non poco conto e grande attualità, legato a un mezzo, quello dell’illustrazione per l’infanzia, ricco di creatività e poesia, con il valore aggiunto di una “presa diretta” capace di favorire una maggiore sensibilità ambientale e conseguenti azioni concrete. A partire dai più piccoli, che possono realmente essere educatori degli adulti. La mostra sarà liberamente visitabile fino al 7 dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 16.00 alle 19.00. Info: www.centroculturapordenone.it/cicp

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CORTO DORICO FILM FEST

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Ancona - fino all’8 dicembre 2019 Da concorso nazionale di cortometraggi Corto Dorico è diventato, nel corso di sedici edizioni, uno degli appuntamenti più attesi dagli autori e dagli amanti non solo dei corti, ma del cinema d’autore in generale e, in particolare, dell’impegno civile. Per nove giorni, quest’anno, Ancona ospita autori provenienti da tutta Italia e dal mondo, autori che saranno protagonisti di proiezioni, incontri e masterclass. Diretto per il quinto anno consecutivo da Daniele Ciprì, il Festival si è caratterizzato negli anni per le sue “scoperte”, in alcuni casi valorizzate anche nelle loro successive evoluzioni e nei loro passaggi dal corto al lungometraggio: Simone Massi, Pippo Mezzapesa e Ivan Gergolet nel 2006, Andrea Jublin nel 2007, Paolo Zucca e Michele Alhaique nel 2008, Antonio Piazza e Fabio Grassadonia nel 2010, Laura Bispuri e Alessio Lauria nel 2011, Enrico Maria Artale, Giovanni Aloi e Gabriele Mainetti nel 2012, Adriano Valerio nel 2013 e ancora, negli anni recenti, Carlo Sironi, Alessandro Capitani, Ciro D’Emilio, Mario Piredda. Dal 2010, proprio per la sua funzione di “scopritore di talenti”, il Festival collabora con il Nastro d’Argento, premio nazionale della critica cinematografica, segnalando i migliori corti in concorso. Info: www.cortodorico.it

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MEMORIAL BENIAMINO GAVASSO

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Pordenone, Teatro Verdi - domenica 8 dicembre 2019 Il Memorial Beniamino Gavasso prevede, come di consuetudine, l’incontro con un artista di fama internazionale che si racconta a teatro. Nel 2019 gli artisti raddoppiano e la musica jazz sarà la protagonista della serata. Sul palco del Teatro Verdi di Pordenone saliranno Paolo Fresu, trombettista e filicornista d’eccellenza, impegnato a livello internazionale per oltre duecento concerti all’anno e Daniele Di Bonaventura, rinomato bandoneonista marchigiano. Al loro fianco, l’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis diretta dal maestro Valter Sivilotti. Vinodentro è il titolo del concerto che andrà in scena: un percorso musicale affidato alla tromba di Fresu, al bandoneòn e al pianoforte di Di Bonaventura con l’accompagnamento dell’orchestra che completerà il quadro. Info: www.accademianaonis.it

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IL MESE DEL DOCUMENTARIO

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Pordenone, Cinemazero - fino al 23 dicembre 2019 Arrivato alla sua VI edizione, Il Mese del Documentario è una delle manifestazioni più rappresentative dedicate alla diffusione del cinema del reale nel nostro paese. Un “festival diffuso” che propone il meglio della produzione documentaristica italiana e internazionale e che giunge a Pordenone con la collaborazione del Festival Le voci dell’inchiesta. Si inizia l’11 dicembre con One child Nation di Jialing Zhang e Nanfu Wang, documentario sulla politica del figlio unico in Cina che per anni ha compromesso moltissime vite. A seguire (19/12) un viaggio nell’arretratezza politica e ideologica nostrana attraverso il ritratto che la regista Valentina Primavera (che sarà presente in sala) fa di sua madre in Una primavera. A gennaio (16/01) Non è un sogno di Giovanni Cioni (anch’egli presente in sala), un film nato da un laboratorio nel carcere di Perugia dalle prove dei dialoghi tra Totò e Ninetto Davoli in Che cosa sono le nuvole di Pier Paolo Pasolini e frammenti di La Vida es Sueño di Calderón de Barca. Infine (23/01) The Cave di Feras Fayyad che documenta le vicende di una squadra di dottoresse siriane che curano instancabilmente le vittime in un ospedale sotterraneo mentre combattono il sessismo sistemico. Info: www.ilmese2019.documentaristi.it

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I Nostri Viaggi di Gruppo 07/12: Venezia–Il Guggenheim e il mercatino di San Maurizio 07-08/12: Immacolata in Treno a Vapore da Grosseto a Siena 07/12: Mercatini di Natale a Vicenza e Cittadella 08/12: Mercatino “Oh Bej – Oh Bej” a Milano 14/12: Le perle delle Dolomiti: Brunico & Cortina 15/12: Faenza e il presepe galleggiante a Cesenatico 21/12: I Mercatini di Chiusa e il Monastero di Sabiona 22/12: I mercatini di Bolzano e il Trenatale del Renon 28/12: Il Presepe Vivente alle grotte di Postumia 29/12 e 08/03: Padova e la mostra “Van Gogh, Monet e Degas” 31/12: Capodanno a Mantova 31/12-01/12: Capodanno a Zagabria 06/01: Epifania a Bologna e la mostra Chagall. Sogno e magia 19/01: “Giapponismo, venti d’Oriente nell’arte europea” a Rovigo 25/01: Venezia – Il Liberty al Lido di Venezia 01-02/02: Il Trenino Rosso del Bernina, Lecco e la Valchiavenna 16/02:Crociera a Venezia con pranzo per il Volo dell’Angelo 22-24/02: Torino, il Lingotto & … 29/02: Venezia -Palazzo Grimani e l’antica stamperia Querini 14-15/03: Toscana insolita, tra ville e antichi borghi nascosti 21/03: Venezia – I luoghi della musica nella Serenissima 22/03: La festa della donna a Brescia alla fiera Cosmo-donna ALCUNE ANTEPRIME DEI NOSTRI TOUR PER IL 2020: APRILE: Il Marocco insolito e la Corsica in tour MAGGIO: Petra, la Giordania e il Mar Morto e l’Andalusia GIUGNO: Matera e la Basilicata e Berlino

Programmi dettagliati e altre proposte in www.atmanviaggi.it ATMAN VIAGGI – SACILE (PN) – TEL. 0434 71980 – cell.393 9337192


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CinemazeroNotizie Dicembre 2019  

mensile di cultura cinematorafica

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