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CONSOLATO DI SVIZZERA Palazzo Trevisan degli Ulivi

photo by Anna Zemella©

Campo Sant’Agnese - Dorsoduro 810

#6 6 - 12 MARZO 2017


CONSOLATO DI SVIZZERA Palazzo Trevisan degli Ulivi Dorsoduro 810 Venezia Per raggiungere Palazzo Trevisan degli Ulivi dalla stazione ferroviaria e da Piazzale Roma Linea ACTV 51 fermata Zattere, Linea ACTV 2 e 1 via Canal Grande fermata Accademia per maggiori informazioni tel. : +39 041 5225996 eventisvizzeri@palazzotrevisan.it

I FILM SONO IN LINGUA ORIGINALE CON I SOTTOTITOLI IN ITALIANO TUTTE LE PROIEZIONI SONO AD INGRESSO LIBERO


REALIZZATO DA

COORDINAMENTO Jacqueline Wolf RICERCA FILM E PROGRAMMAZIONE Massimiliano Maltoni

IN COLLABORAZIONE CON

E CON

SOTTOTITOLI E TRADUZIONI Samanta Telleri Massimiliano Maltoni IMMAGINE COORDINATA Elisabetta di Sopra COMUNICAZIONE E PROGETTI SPECIALI Annalisa Grisi SEGRETERIA Caterina Moscherini

Comune di Venezia, Direzione Politiche Sociali, Partecipative e dell’Accoglienza, Servizio immigrazione e Promozione dei Diritti di Cittadinanza e dell’asilo, Progetto Fontego.

SPONSOR TECNICO ri RGB SO: 175-0-30 / GRIGIO: 51-51-51 MEDIAPARTNER

CINEMA SVIZZERO A VENEZIA RINGRAZIA Carlo Montanaro e La Fabbrica del Vedere, Gregory Catella (SRG SSR), Diana Segantini (RSI), Elisa Canton, Pro Helvetia (Rachele Giudici, Sandi Paucic), Swiss Films (Aida Suljicic, Peter Da Rin, Selina Willemse), Solothurner Fillmtage (Seraina Rohrer, David Wegmüller, Stefanie Schüpbach), Locarno Festival (Mario Timbal, Amel Soudani-Marti), Nicolas Wadimoff, Fulvio Bernasconi, Heidi Specogna, Peter Spoerri, Tiziana Soudani, Niccolò Castelli, Nicolas Burlet, Mauro Carraro, Marcel Barelli, Urs Egger, Rolando Colla, Claude Barras, Raffaele Meale, Paolo Lughi, Max Borg, Luca Evangelisti, Maria Roberta Novielli, Massimo Dal Fabbro dimensione minima 8,92 mm


E sono sei!… Se la scorsa edizione, con la quale abbiamo raggiunto il nostro primo quinquennio di attività, è stata quella “della svolta”, quest’anno era d’obbligo ripartire da lì (indietro non si torna!), mantenendo lo spirito di ricerca e curiosità nei confronti del cinema svizzero – così vicino geograficamente, eppure così lontano dagli italici schermi – e proseguendo nella paziente tessitura della rete di relazioni e partnership con il mondo del cinema al di là del Sempione. Con grande piacere (e una punta di orgoglio), presenteremo quindi due giornate del nostro programma in collaborazione con i due principali festival di cinema in Svizzera: il Locarno Festival, che quest’anno raggiunge i 70 anni di attività e le Solothurner Filmtage, due partnership prestigiose, che non vanno intese come un momento estemporaneo, ma su cui costruiremo le nostre future edizioni. Da quest’anno, inoltre, avremo un media partner di eccezione: RSI Radiotelevisione svizzera, che garantirà al nostro evento la copertura mediatica in territorio elvetico. Senza dimenticare Venezia, dove si aggiunge ai nostri partner tradizionali il Centro Donna. Le attività formative, partite lo scorso anno con un workshop a La Fabbrica del Vedere, proseguono con il lancio della Critics Academy, attivata con la complicità di critici professionisti e riservata agli studenti che intendono cimentarsi con lo “scrivere di cinema”, dal tweet alla recensione. E i film?… Non vi deluderanno! Dalla preapertura con i lavori di Matteo Bellinelli (per riallacciarci ai 500 anni del Ghetto di Venezia, caduti lo scorso anno), al ritorno, in apertura, di Stefano Knuchel con un film intimo e travolgente; da due documentari d’autore, Cahier Africain e Jean Ziegler, l’optimisme de la volonté, a un’opera di finzione matura e capace di giocare coi generi come Miséricorde; un’autrice emergente, Klaudia Reynicke e un regista premio Oscar, Xavier Koller; senza dimenticare Gotthard, spettacolare mini-serie frutto di un immenso sforzo produttivo della televisione svizzera, il tuffo al sole della Sicilia (e al cuore!) firmato da Rolando Colla e, semplicemente, il film d’animazione dell’anno. Buon divertimento! Jacqueline Wolf

Massimiliano Maltoni


6 PROGRAMMA LUNEDÌ 6 MARZO - Aspettando Cinema Svizzero a Venezia... ORE 17:30 GHETTO, IL CUORE DELLA MEMORIA di Matteo Bellinelli (Svizzera, 1999 | 59’) ORE 19:00 BIROBIDZHAN – LA MUSICA DELL’ANIMA di Matteo Bellinelli (Svizzera, 2013 | 53’) Presenta il regista Matteo Bellinelli MARTEDÌ 7 MARZO - Evento d’apertura In collaborazione con Solothurner Filmtage ORE 17:30 HABITAT di Marcel Barelli (Svizzera, 2016 | 2’) a seguire QUAND J’ÉTAIS CLOCLO di Stefano Knuchel (Svizzera, 2017 | 105’) Presenta il regista Stefano Knuchel MERCOLEDÌ 8 MARZO ORE 17:30 CAHIER AFRICAIN di Heidi Specogna (Svizzera/Germania, 2016 | 119’) GIOVEDÌ 9 MARZO ORE 17:30 GOTTHARD di Urs Egger (Svizzera/Germania/Rep. Ceca, 2016 / 2 x 90’) Tra i due episodi ci sarà una pausa snack di 30’

VENERDÌ 10 MARZO ORE 17:30 JEAN ZIEGLER, L’OPTIMISME DE LA VOLONTÉ di Nicolas Wadimoff (Svizzera, 2016 | 93’) Presenta il produttore Emmanuel Gétaz ORE 21:00 MISÉRICORDE di Fulvio Bernasconi (Svizzera/Canada, 2016 | 90’) Presenta il produttore Jean-Marc Fröhle SABATO 11 MARZO In collaborazione con Locarno Festival ORE 17:30 SOTTO IL GIGANTE di Niccolò Castelli (Svizzera, 2016 | 6’) Presenta lo sceneggiatore Alessandro de Bon a seguire IL NIDO di Klaudia Reynicke (Svizzera/Italia, 2016 | 75’) Presenta la regista Klaudia Reynicke ORE 21:00 REISE DER HOFFNUNG di Xavier Koller (Svizzera/Italia/Germania, 1990 | 105’) Presenta il regista Xavier Koller DOMENICA 12 MARZO ORE 17:30 LA MIA VITA DA ZUCCHINA di Claude Barras (Svizzera/Francia, 2016 | 66’) ORE 21:00 – film di chiusura SETTE GIORNI di Rolando Colla (Svizzera/Italia, 2016 | 96’) Presenta la produttrice Elena Pedrazzoli


GHETTO, IL CUORE DELLA MEMORIA

LUNEDÌ 6 MARZO 7

Svizzera, 1999 | Colore, 59’ Versione originale italiana

Regia Matteo Bellinelli Fotografia Renato Volger Montaggio Franco Guerini Suono Alberto Buletti Sonorizzazione Daniele Mainardi Interpreti Moni Ovadia Produzione Krysia Binek - RTSI Televisione svizzera/Rebus

Il tempo ha cancellato molte tracce del legame che unisce Venezia ai suoi ebrei. Da una parte gli ebrei, uomini erranti, disperati e testardi, precari e al margine della società; dall’altra Venezia, città di confine, sospesa tra terra e acqua, marginale per assenza e per natura. Le prime, ambigue tracce di ebrei a Venezia risalgono, secondo valutazioni storiche diverse, al 1152, al 1290, al 1314, al 1366 (indicato come l’anno dell’arrivo dei prestatori di denaro ebrei a Venezia), al 1395, anno in cui il Senato della città riconosce che “numerosi ebrei esercitano con lode la medicina a Venezia”. Un campo luminoso, una lunga calle, case sempre più alte e spazi sempre più ristretti accolsero fino a cinquemila ebrei. In pochi decenni nel ghetto sorsero cinque splendide sinagoghe, incastrate e quasi nascoste nelle case, disegnate da raffinati architetti e artigiani. Matteo Bellinelli (Lugano, 1950) Si diploma alla Rio Linda High School di Sacramento, California e si laurea in Filosofia a Parigi nel 1973. Dal 1969 al 1976 collabora con la Radio della Svizzera Italiana e dal 1974 lavora in TSI (Televisione della Svizzera Italiana) come produttore, giornalista e regista. Instancabile viaggiatore, cattura con il suo sguardo storie da ogni continente, alternando la produzione di documentari politici, sociali e culturali, a quella di film di finzione come La terza luna (1997) e Angeli non ne ho mai visti (2004). Al mondo ebraico, alla sua storia e alla sua cultura ha dedicato parecchie opere.


8 LUNEDÌ 6 MARZO

BIROBIDZHAN - LA MUSICA DELL’ANIMA Svizzera, 2013 | Colore, 53’ Versione italiana

Regia Matteo Bellinelli Fotografia Mauro Boscarato Montaggio Emanuela Andreoli Suono Enos Barloggio Musica Daniele Mainardi, Martina Iacoma Produzione Luca Jaeggli - RSI Radiotelevisione svizzera/Storie

La “Terra Promessa” esiste? Per molti ebrei si. Essa però non si trova in “Terra Santa” bensì nell’ultimo lembo dell’Estremo Oriente russo, oltre la Siberia, in un luogo dal nome magico e musicale: Birobidzhan. E’ su quella terra lontana e per molti versi inospitale che il dittatore sovietico Stalin nel 1932 fondò la Repubblica Autonoma Ebraica di Birobidzhan, ideata per accogliere tutti gli ebrei russi che volessero vivere su di una terra “loro”, secondo ideali e valori consoni alla loro storia, alle loro tradizioni, alla loro lingua, lo yiddish. A distanza di 80 anni Birobidzhan è un’isola felice nella quale fedi, lingue, culture e tradizioni diverse convivono in armonia, come in un’autentica “terra promessa”, ospitale e tollerante. Quello che non è stato possibile realizzare con la nascita dello Stato di Israele in Palestina, esiste da quasi un secolo – anche se dimenticato – a Birobidzhan. Matteo Bellinelli (Lugano, 1950) Si diploma alla Rio Linda High School di Sacramento, California e si laurea in Filosofia a Parigi nel 1973. Dal 1969 al 1976 collabora con la Radio della Svizzera Italiana e dal 1974 lavora in TSI (Televisione della Svizzera Italiana) come produttore, giornalista e regista. Instancabile viaggiatore, cattura con il suo sguardo storie da ogni continente, alternando la produzione di documentari politici, sociali e culturali, a quella di film di finzione come La terza luna (1997) e Angeli non ne ho mai visti (2004). Al mondo ebraico, alla sua storia e alla sua cultura ha dedicato parecchie opere.


QUAND J’ÉTAIS CLOCLO

MARTEDÌ 7 MARZO 9

Svizzera, 2017 | Colore e bianco/nero, 105’ Versione originale italiana e dialetto ticinese con sottotitoli in italiano

Regia Stefano Knuchel Sceneggiatura Stefano Knuchel Fotografia Ariel Salati Montaggio Patrik Soergel Suono Riccardo Studer Musica Stefano Knuchel, Sergio De Laurentiis, Zeno Gabaglio Interpreti Nives Knuchel Vacchini, Peter Knuchel, Stefano Knuchel, Antonella Knuchel Produzione Stefano Knuchel - Venus and Beyond (Balerna) Coproduzione Silvana Bezzola - RSI Radiotelevisione svizzera, Marco Bielli - Spaid (Savosa) Distributore Internazionale Venus and Beyond (Balerna) In collaborazione con

“Cosa ha 395 anni ed è sopravvissuta all’alcolismo, alla prigione, alle droghe, alle truffe e alla depressione? La mia famiglia! Mio padre era un truffatore e ho trascorso l’infanzia in fuga dalla polizia, fino al 1981, quando è stato arrestato a Marsiglia. Quegli anni sono stati molto divertenti, ma poi la realtà ci ha fatto pagare il conto. I miei 4 fratelli sono andati alla deriva, mia madre ha chiesto il divorzio, e poi mi padre è morto… Sorprendentemente è tornato in vita dopo 15 anni, anche se malconcio. A quel punto mi sono ricordato che la vita era bella quando ero Cloclo, e che tutto poteva ricominciare.” Knuchel si mette completamente in gioco, riannodando sapientemente i fili della memoria con la complicità della madre e della sorella. Un’analisi spietata dove si ride delle avversità e ci si intenerisce ai ricordi - dolci o amari. Un film travolgente, esilarante, commuovente dove “l’eccezione nella vita è la normalità”. Stefano Knuchel (Locarno, 1966) Studia musica, recitazione e danza, senza mai frequentare la scuola dell’obbligo. Dopo il diploma al Conservatorio di Friburgo, trova lavoro come DJ per la Radio Svizzera, Rete 3. Nel 1998 si trasferisce alla televisione dove è autore e conduttore di programmi sperimentali. Contemporaneamente inizia a dedicarsi alla critica cinematografica. Nel 2004 fonda la società di produzione Venus and Beyond e realizza il suo primo documentario Nocaut. Con Hugo en Afrique (2009) viene selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2012 dirige la Locarno Filmmakers Academy.


10 MERCOLEDÌ 8 MARZO

CAHIER AFRICAIN

Svizzera/Germania, 2016 | Colore, 119’ Versione originale francese, araba, sango con sottotitoli in italiano

©PS Film GmbH : Filmpunk GmbH_Foto Heidi Specogna

Regia Heidi Specogna Sceneggiatura Heidi Specogna Fotografia Johann Feindt Montaggio Kaya Inan Suono Kai Tebbel Musica Peter Scherer Produzione Peter Spoerri - PS Film GmbH (Zurigo), Stefan Tolz - Filmpunkt GmbH (Colonia) Coproduzione ZDF / 3sat Distributore Internazionale Rushlake Media GmbH (Colonia)

Tutto iniziò da un quaderno. Ma invece di essere pieno di compiti, le pagine sono costellate dalle coraggiose testimonianze di oltre 300 tra donne, ragazze ed uomini centroafricani, che rivelano cosa i mercenari congolesi hanno fatto loro dall’Ottobre 2002 al Marzo 2003, a seguito del conflitto armato. Heidi Specogna si concentra sulle storie della giovane musulmana Amzine, di sua figlia Fame, nata a seguito di una violenza, e della cristiana Arlette, ferita gravemente ad un ginocchio da un’arma da fuoco e tornata a vedere il proprio futuro con un minimo di speranza dopo un’operazione a Berlino. Oggi, il quaderno si trova nel caveu della Corte penale internazionale dell’Aia. Un film personale, girato nell’arco di 7 anni, che mostra la fine di ogni ordine e civiltà in un paese martoriato dalla guerra civile, portando alla luce una tragedia che il mondo ha scelto di ignorare. Heidi Specogna (Biel) Studia alla Deutsche Film und Fernsehakademie (dffb) di Berlino. Dal 2006 insegna Regia del documentario alla Scuola di cinema di Baden-Württemberg. Dirige film da quasi trent’anni, collezionando premi nazionali ed internazionali. Tra i suoi film: Tania la guerrillera (1991), Tupamaros (1996), The Short Life of José Antonio Gutierrez (2006) - miglior documentario della Svizzera e Premio Adolf Grimme in Germania -, The Goalgetter’s Ship (2010) - Premio del Pubblico a Duisburg -, Carte Blanche (2011), Esther And The Spirits (2012) - premio German Human Rights. Cahier Africain (2016), presentato ai Festival di Locarno, concorre in tre categorie al Premio del cinema svizzero 2017: Miglior documentario, Miglior montaggio, Migliore musica da film.


GOTTHARD

GIOVEDÌ 9 MARZO 11

Svizzera/Germania/Repubblica Ceca, 2016 | Colore, 2 x 90’ Versione originale svizzero-tedesca, tedesca, francese, italiana con sottotitoli in italiano

Regia Urs Egger Sceneggiatura Stefan Dähnert Fotografia Lukas Strebel Montaggio Benjamin Hembus Suono Noemi Hampel Musica Fabian Römer Interpreti Maxim Mehmet, Miriam Stein, Pasquale Aleardi, Carlos Leal, Maire Bäumer Produzione Lukas Hobi, Reto Schaerli - Zodiac Pictures Ltd. (Zurigo) Coproduzione MMC Zodiac GmbH (Colonia), Wilma Film s.r.o. (Praga), SRF Schweizer Radio und Fernsehen (Zurigo), SRG SSR, RSI, RTS, ZDF, ORF Distributore Internazionale Beta Film GmbH (Monaco di Baviera)

1873. Uomini da tutta Europa si riversano nel piccolo villaggio di Göschenen, nel Canton Uri, per lavorare all’opera più monumentale e spettacolare della modernità: il tunnel del Gottardo. Per resistere in quell’inferno, tre giovani cementano un’amicizia che trascende le differenze di classe. Max è un ingegnere tedesco di buona famiglia, razionale, mediatore nato e timido corteggiatore della figlia del locandiere, Anna. Lei è un’impudente ragazza che sa tutto di uomini e preferisce gli affari veri agli affari di cuore. Poi c’è l’italiano Tommaso, sottoproletario, focoso, incapace di nascondere la propria passione per Anna. Ma giù nel cantiere, la loro amicizia sarà presto messa a dura prova. A pochi mesi dall’apertura del nuovo tunnel del Gottardo, questa spettacolare mini serie ricorda le drammatiche vicende della costruzione del primo tunnel. La più grande produzione nella storia della televisione svizzera Urs Egger (Bern, 1953) Ha lavorato come corrispondente a Los Angeles per il Neue Zürcher Zeitung e altre testate. È stato assistente alla regia per maestri come, tra gli altri, John Frankenheimer, Denis Lewiston, John Glen, Nicolas Gessner e Yves Boisset. I suoi film, sia per il cinema che per la tv, hanno vinto numerosi premi in tutto il mondo. Tra questi, ricordiamo Kinder der Landstrasse (1992), Opernball (1998, Film TV) con protagonista Franka Potente, An die Grenze (2007, Film TV), Das jüngste Gericht (2008, Film TV) trasmesso in Italia col titolo Ten – Omicidi in serie, Der Fall Bruckner (2014, Film TV). E’ attualmente impegnato nelle riprese del suo nuovo lavoro per la televisione, Der Sohn.


12 VENERDÌ 10 MARZO

JEAN ZIEGLER, L’OPTIMISME DE LA VOLONTÉ Svizzera, 2016 | Colore, 93’ Versione originale francese, tedesca, spagnola, inglese con sottotitoli in italiano

Regia Nicolas Wadimoff Sceneggiatura Emmanuel Gétaz, Nicolas Wadimoff Fotografia Camille Cottagnoud, Joseph Areddy Montaggio Karine Sudan Suono Carlos Ibañez-Diaz Musica Bill Laswell Produzione Emmanuel Gétaz - Dreampixies (Vevey) Coproduzione RTS Radio Télévision Suisse, Schweizer Radio und Fernsehen, SRG SSR, ARTE G.E.I.E. (Strasburgo) Distributore Internazionale Autlook Filmsales GmbH (Wien)

Nel 1964, il Che chiese al giovane Jean Ziegler di restare in Svizzera per combattere dall’interno del “cervello del mostro capitalista”. Successivamente, in qualità di scrittore, professore, deputato e collaboratore di Kofi Annan, Ziegler, con i suoi libri e i suoi discorsi, non ha mai smesso di fustigare le ingiustizie, il potere delle oligarchie capitaliste e i responsabili della fame nel mondo. Secondo Ziegler, infatti, “un bambino che muore di fame, è un bambino ammazzato”. Oggi, all’età di 82 anni, mentre i suoi libri si vendono nel mondo intero, si batte ancora, in seno all’ONU, per onorare la promessa fatta al Che. In occasione di un viaggio a Cuba, 40 anni dopo il primo incontro con il Che, le sue idee rivoluzionarie vengono messe alla prova dai cambiamenti che scopre sull’isola. Ma non per questo Jean Ziegler smetterà di lottare contro i “mostri”. Nicolas Wadimoff (Ginevra, 1964) Ex pugile e chitarrista rock, è fondatore dell’associazione Etat d’Urgences con cui gestisce un centro di cultura alternativo a Ginevra. Studia cinema a Montréal, e nel 1990 realizza il suo primo documentario, Le Bol, a cui fa seguito Les Gants d’Or d’Akka su un pugile palestinese. Dal 1992 al 1996 firma reportage per la TSR in Libia, Algeria, Palestina, Ruanda, Chiapas, ecc. Il suo primo film di finzione è Clandestines (1996). Nel 2003 fonda la Akka Films con cui produce tutti i suoi lavori e organizza workshop per giovani registi palestinesi. Con Spartiates (2014) ottiene riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui il Prix de Soleure. Jean Ziegler, è candidato al Premio del cinema svizzero come Miglior documentario.


MISÉRICORDE

VENERDÌ 10 MARZO 13

Svizzera/Canada/Monaco/Francia, 2016 | Colore, 90’ Versione originale francese con sottotitoli in italiano Un camionista senza volto investe Mukki, un giovane nativo americano, e si da alla fuga lasciandolo esanime sul ciglio della strada. Thomas, un turista europeo con l’hobby della pesca rifugiatosi nel profondo nord del Canada, si lancia al suo inseguimento. Il suo comportamento irrita la polizia canadese, in particolare l’ufficiale Laurie Gagnon, che vuole placare i vecchi rancori che minano la riserva indiana. Toccato nell’orgoglio, John, lo zio della vittima, si mette pure lui alla ricerca dell’assassino. Ognuno di loro ignora che la scoperta del camion nero, nella periferia estrema del villaggio, riaprirà delle ferite prima che la giustizia faccia il suo corso. Tra noir e western moderno, una storia esemplare incentrata sul perdono, la colpa e la possibilità della redenzione. Regia Fulvio Bernasconi Sceneggiatura Antoine Jaccoud (in collaborazione con Fulvio Bernasconi) Fotografia Filip Zumbrunn Montaggio Claudio Cea Suono Christophe Giovannoni Musica Nicolas Rabaeus Interpreti Evelyne Brochu, Jonathan Zaccai, Martha Keller, Marco Collin, Marie-Hélène Bélanger Produzione Jean-Marc Fröhle - PoinProd Sa (Ginevra), Nicolas Comeau - 1976 Productions Inc. (Montréal), Michel Merkt - KNM (Montecarlo) Coproduzione RTS - Radio Télévision Suisse (RTS), SRG SSR, RSI - Radiotelevisione svizzera

Fulvio Bernasconi (Lugano, 1969) Dopo la laurea in Scienze Politiche a Ginevra, si iscrive all’ECAL (École Cantonale d’Art de Lausanne) dove si mette in luce con i suoi primi lavori, Voie de Garage (1995) e Bad Trip to Mars (1996). Regista prolifico ed eclettico, lavora si a per la televisione che per il cinema, realizzando documentari e film di finzione. La sua ricchissima filmografia comprende, tra gli altri, La diga (2003), Powerful Men (2005, doc), Fuori dalle corde (2007) – presentato nei festival di tutto il mondo e vincitore del Pardo d’oro a Locarno per la Miglior interpretazione maschile -, Secret bancaire: la mise à mort (2010, doc), Comment la Mafia truque le football (2012, doc), Operazione Lombardia (2014).


14 SABATO 11 MARZO

IL NIDO

Svizzera/Italia, 2016 | Colore, 75’ Versione originale italiana

Cora, una ragazza di 19 anni, è appena tornata a Bucco, il paese della sua infanzia. Lavora con suo papà Michele, sindaco della città, all’organizzazione dell’importante celebrazione della Vergine di Bucco, un evento annuale che attrae molti pellegrini e turisti cattolici. Ma l’arrivo di un uomo misterioso, Saverio, destabilizza l’armonia della città “santa”, portando alla luce oscuri eventi che, nonostante gli sforzi della comunità, riaffiorano prepotentemente dal passato. Presentato nel concorso Cineasti del Presente all’ultimo Festival di Locarno, ed ispirato da un fatto di cronaca nera, il film è incentrato sul senso di appartenenza, sul rifiuto della colpa, sul peso della menzogna e la sua eredità. Regia Klaudia Reynicke Sceneggiatura Klaudia Reynicke, Tianna Majumdar-Langham Fotografia Hélène Louvart Montaggio Carlotta Cristiani, Marie-Hélène Dozo Suono Carlos Ibañez-Diaz Musica Peter Kernel Interpreti Ondina Quadri, Fabrizio Rongione, Diego Ribon, Giovanni Franzoni, Nicola Rignanese Produzione Tiziana Soudani - Amka Films Productions SA (Savosa), Gabriella De Gara - RSI Radiotelevisione svizzera Coproduzione Carlo Cresto-Dina - Tempesta Srl (Bologna), in collaborazione con RAI Cinema Distributore Internazionale The Open Reel (Torino)

Klaudia Reynicke (Lima) È cresciuta fra Perù, Svizzera e Stati Uniti. Prima di dedicarsi al cinema studia arte, antropologia e sociologia. Più tardi segue i suoi primi corsi di regia alla Tisch School of Arts alla New York University. Nel 2010 ottiene il diploma in regia cinematografica all’ECAL (École Cantonale d’Art de Lausanne) dove realizza diversi cortometraggi. Al suo attivo anche i documentari ¿Asi son los hombres? (2013), Il matrimonio (2014), I Love Schauenstein (2016). Il nido (2016) è il suo primo lungometraggio di finzione.

In collaborazione con


SABATO 11 MARZO 15

VIAGGIO DELLA SPERANZA (REISE DER HOFFNUNG) Svizzera/Italia/Germania, 1990 | Colore, 105’ Versione originale svizzero-tedesca, turca, italiana, tedesca con sottotitoli in italiano

Regia Xavier Koller Sceneggiatura Xavier Koller, Feride Çiçekoglu Fotografia Elemér Ragályi Montaggio Daniel Gibel Suono Pavol Jan Jasovsky Interpreti Matthias Gnädiger, Necmettin Çobanoglu, Nur Sürer, Nemin Sivas, Yaman Okay Produzione Alfi Sinniger - Catpics AG (Adliswil), Peter-Christian Fueter - Condor Films AG (Zurigo) Coproduzione Antea Scrl (Roma), Dewe Hellthaler International (Stoccarda), Schweizer Radio und Fernsehen, SRG SSR Distributore Internazionale Catpics AG (Adliswil)

Nel 1988, i coniugi Haydar e Meryem partono da un piccolo villaggio nel sudest della Turchia con uno solo dei loro otto figli, il più sveglio: Mehmet Ali. La loro meta è la ricca Svizzera, in cui sperano di sfuggire alla morsa della povertà. Per finanziare l’impresa, hanno venduto tutto quello che possedevano. Il lungo viaggio li porterà dapprima a Izmir, dove si imbarcano come passeggeri clandestini alla volta di Genova. Raggiunta in qualche modo Milano, i trafficanti di vite umane li portano fino al Passo dello Spluga, sul confine italo-svizzero, dove saranno costretti a proseguire il viaggio a piedi, di notte, in mezzo alla neve e al maltempo. Premio Oscar come Miglior film straniero nel 1991, il film racconta una storia vera. Sconcerta che, a quasi trent’anni di distanza, non abbia perso un grammo della sua drammatica attualità. Xavier Koller (Schwyz, 1944) Dopo un apprendistato da meccanico di precisione, si diploma alla Schauspiel-Akademie a Zurigo. Negli anni seguenti lavora come attore e regista in Svizzera e Germania. Nel 1984 fonda la Catpics AG Production. Realizza spot pubblicitari, serie televisive e lungometraggi per il piccolo e grande schermo. Premio Oscar nel 1991, la sua carriera è costellata di film di grande successo come Der schwarze Tanner (1985), Cowboy Up (2001) con Kiefer Sutherland e Daryl Hannah, Die Schwarzen Brüder (2013), Schellen-Ursli (2015). Dal 1991, vive e lavora a Los Angeles. In collaborazione con


16 DOMENICA 12 MARZO

LA MIA VITA DA ZUCCHINA (MA VIE DE COURGETTE) Svizzera/Francia, 2016 | Colore, 66’ Versione originale francese con sottotitoli in italiano

Zucchina è un soprannome piuttosto inusuale per un bambino di 9 anni, e la sua storia è sorprendentemente universale. Dopo la scomparsa della madre, Zucchina viene mandato a vivere in una casa famiglia. Grazie all’amicizia di un gruppo di coetanei, tra cui spicca la dolce Camille, riuscirà a superare ogni difficoltà, abbracciando infine una nuova vita. Accolto trionfalmente all’ultimo Festival di Cannes, La mia vita da Zucchina è un gioiello del cinema d’animazione realizzato interamente in stopmotion, diretto da Claude Barras e scritto da Céline Sciamma, regista di film di culto come Tomboy. I due firmano un’opera di grande poesia e originalità, premiata ad Annecy come Miglior lungometraggio d’animazione dell’anno ed in piena corsa per gli Oscar 2017. Regia Claude Barras Sceneggiatura Céline Sciamma (in collaborazione con Germano Zullo, Claude Barras, Morgan Navarro) Fotografia David Toutevoix Montaggio Valentin Rotelli Suono Denis Séchaud Musica Sophie Hunger Produzione Max Carli, Pauline Gygax - Rita Productions (Ginevra), Armelle Glorennec - Blue Spirit Productions (Paris), Marc Bonny - Gébéka Films (Lione), Michel Merkt - KNM (Montecarlo) Coproduzione RTS - Radio Télévision Suisse, Rhône-Alpes Cinéma, Canal +, France 3 Cinéma, Hélium Films Distributore Italiano Teodora Film

Claude Barras (Sierre, 1973) Studia illustrazione e computer graphics all’École Emile Cohl di Lione e all’ECAL (École Cantonale d’Art de Lausanne), che produce anche i suoi primi lavori. Grazie al cortometraggio in stop-motion The Genie in a Ravioli Can (2006) ottiene un grande successo nei festival di tutto il mondo, diventando un autore di punta dell’animazione in Svizzera e in Francia. Nel 2008 codirige con Cédric Louis, Au pays des tetês mentre nel 2012 firma Chambre 69, entrambi cortometraggi realizzati in stop-motion. La mia vita da Zucchina (2016) è il suo primo lungometraggio.


SETTE GIORNI

DOMENICA 12 MARZO

Svizzera/Italia, 2016 | Colore, 96’ Versione originale italiana e francese con sottotitoli in italiano Ivan e Chiara si incontrano su un’isola siciliana alla prese con i preparativi del matrimonio del fratello di lui, Richard, con la migliore amica di lei, Francesca. Una forte attrazione travolge i due: Ivan, ancora ferito dal fallimento del suo ultimo rapporto, e Chiara, impegnata con Stefano, decidono di vivere la loro relazione fino all’arrivo degli ospiti per la cerimonia. Nel loro piano non hanno però preso in considerazione l’amore… È davvero possibile rinunciare all’amore e reprimere i propri sentimenti? Nell’assolata e apparentemente desolata isola di Levanzo, Sette giorni racconta la storia di un uomo che ritorna in vita.

Regia Rolando Colla Sceneggiatura Rolando Colla, Olivier Lorelle, Nicole Borgeat, Héloïse Adam Fotografia Lorenz Merz, Gabriel Lobos Montaggio Rolando Colla Suono Jürg Lempen Musica Bernd Schurer Interpreti Bruno Todeschini, Alessia Barela, Marc Barbé, Linda Olsansky, Gianfelice Imparato Produzione Elena Pedrazzoli - Peacock Film AG (Zurigo), Emanuele Nespeca - Solaria Film (Prato) Coproduzione Schweizer Radio und Fernsehen, RSI Radiotelevisione svizzera, ARTE G.E.I.E (Strasbourg), Mario Mazzarotto - Movimento Film (Roma)

Rolando Colla (Schaffhausen, 1957) Figlio di emigrati italiani, cresce e lavora a Zurigo sceneggiando alcuni film diretti dal fratello Fernando Raffaeli Colla (Fiori d’autunno, Onore e riposo, L’alba). Nel 1984 fonda la casa di produzione Peacock con la quale realizza i cortometraggi della serie Einspruch (1999-2012). Nel 1998 dirige Una vita alla rovescia, vincitore di un premio al Festival di Locarno. Oltre il confine (2002) vince numerosi premi, tra cui il Premio Speciale della Giuria al Max Ophüls Preis. Seguono Operazione Stradivari (2004, Film TV), L’autre moitié (2007) - grande successo internazionale - e Marameo (2008, Film TV). Nel 2011 firma Giochi d’estate, presentato fuori concorso alla 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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18 MARTEDÌ 7 MARZO

SABATO 11 MARZO

HABITAT

SOTTO IL GIGANTE

Svizzera, 2016 | Colore, 2’ Versione italiana

Svizzera, 2016 | Colore e bianco/nero, 6’ Versione originale italiana, tedesca, francese, con sottotitoli in italiano e tedesco In collaborazione con

Regia, sceneggiatura e animazioni Marcel Barelli Montaggio Zoltan Horvat Suono Jacques Zürcher Produzione Nicolas Burlet - Nadasdy Film Sarl (Les Acacias) Habitat: 1) modo in cui l’uomo organizza il luogo in cui vive 2) alloggio 3) luogo d’abitazione di una specie animale o vegetale. L’ultimo lavoro del dissacrante disegnatore ticinese. Marcel Barelli (Lodrino, 1985) Si diploma nel 2009 alla HEAD (Haute École d′Art et de Design) di Ginevra, dove insegna come assistente fino al 2012. II suoi lavori - tra cui Gypaetus Helveticus (2011), Vigia (2013), Lucens (2015) - hanno partecipato ad oltre 500 festival raccogliendo una sessantina di premi. Sta lavorando alla serie animata Ralph e i dinosauri.

In collaborazione con

Regia Niccolò Castelli Sceneggiatura Alessandro De Bon, Niccolò Castelli Montaggio Claudio Cea Suono Riccardo Studer Produzione Niccolò Castelli - Paranoiko Pictures (Lugano) Coproduzione RSI Radiotelevisione svizzera, in collaborazione con Cinémathèque Suisse, SBB CFF FFS Un secolo di progetto. Pensato, voluto, ideato, realizzato. Lavoro, tantissimo lavoro, per un buco: “la galleria più lunga del mondo”. Che scomoda Suez e piramidi, che impiega generazioni di braccia e calcoli per vedere la luce, dall’altra parte del Gigante. Niccolò Castelli (Lugano, 1982) Lavora per la RSI Radiotelevisione svizzera dal 1998 come dj. È regista, sceneggiatore e montatore di film di finzione, documentari, cortometraggi e video musicali. Studia cinema all’Università di Bologna dove si laurea nel 2006. Tra i suoi film, Moving Forest (2010), Abilmente diverso (2011) e Tutti Giù (2012), suo esordio nel lungometraggio di finzione con cui partecipa a oltre 30 festival internazionali.


Cinema Svizzero a Venezia #6  

Il programma della 6° edizione della rassegna Cinema Svizzero a Venezia. A Palazzo Trevisan degli Ulivi dal 6 al 12 marzo 2017.

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