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Un progetto di Aldo Cibic e Cibic&Partners A cura di Lucia Tozzi


In Copertina / Coverphoto Photo di Matteo Cibic Photo by Matteo Cibic

A cura di Lucia Tozzi Testi di Aldo Cibic Daniela Spiezio Lucia Tozzi Traduzioni di Jon Marco Church Gemma Malia Progetto Grafico im’zdesign

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore. © 2006 by Skira editore, Milano © 2006 by Aldo Cibic per i testi e le immagini Tutti i diritti riservati Finito di stampare nel mese di maggio 2006 a cura di Skira, Ginevra-Milano Printed in Italy

Referenze fotografiche Matteo Cibic Andrés Otero Ries Straver


Sommario

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PEOPLE AND THE CITY: PROGETTARE NUOVI SPAZI PUBBLICI PEOPLE AND THE CITY: MAKING NEW PUBLIC SPACES di Lucia Tozzi / by Lucia Tozzi

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SHANGHAI: 100 NUOVE STAZIONI DEL METRO SHANGHAI: 100 NEW SUBWAY STATIONS

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LE PORTE DELLA CITTÀ THE GATES OF THE CITY

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CENTRO COMMERCIALE+SPAZI PUBBLICI+... SHOPPING CENTER+PUBLIC SPACES+…

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LA CITTÀ DEGLI ORTI THE VEGETABLE GARDEN CITY


PEOPLE AND THE CITY: PROGETTARE NUOVI SPAZI PUBBLICI di Lucia Tozzi

Today we do not need inebriation or magniloquence, but soberness and efficacy. So, this is my advice, work on small projects, and do many. Joseph Rykwert, The Seduction of Place

Aldo Cibic non subisce in alcun modo il fascino sublime delle rovine metropolitane di Virilio, né tanto meno si appassiona alla retorica dei non luoghi di Augé, o degli spazi residuali: una stazione deserta, un parcheggio spazzato dal vento ai suoi occhi appaiono semplicemente come luoghi degradati da rivitalizzare, da rendere accoglienti. Parole rassicuranti come piacevolezza, calore, comodità costituiscono la cifra interpretativa della sua ricerca, dai primi oggetti disegnati negli anni Ottanta con Memphis agli interni, agli allestimenti e ai progetti a scala ur6


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SMART HOME FITNESS, 1998 FREE CLIMBING THE LORD LAND FREE RIDE SMART HOME FITNESS, 1998 THE CHAISE LONGUE

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bana. Forma e funzione vengono finalizzate alla concezione di oggetti e spazi confortevoli, senza mai ricorrere a stilemi narcisistici ingombranti ma mobilitando risorse, materiali, conoscenze per suscitare una reazione il più possibile empatica ed emozionale nelle persone che comprano, utilizzano, guardano, passano attraverso, entrano in qualunque modo in contatto con questi oggetti e ambienti. Tuttavia l’aspetto “pacificato” del design di Cibic è ingannevole. Sarebbe del tutto fuori luogo interpretare la qualità ironica e armoniosa delle sue realizzazioni come un segno di acquiescenza, come l’espressione di un atteggiamento acritico nei confronti del modello produttivo dominante. Il suo obbiettivo è quello di “progettare il design partendo da esigenze reali. Il contrario di quello che spesso succede oggi, con un’industria che sforna prodotti che quasi sempre il pubblico trova necessari solo in un secondo momento”. Le esigenze in questione non sono esclusivamente quelle che appartengono alle figure canoniche dell’ordine sociale – membri di una famiglia borghese, manager, impiegati e così via – ma anche quelle di persone anziane, giovanissime, solitarie, marginali, precarie. Il lavoro di Cibic consiste nel prendersi in carico questa diversità, indagandone insistentemente le sfumature ed elaborando soluzioni il più possibile alternative al modello del consumo, ma ancora più lontane da schemi rigorosamente razionalistici o ideologici: gli oggetti devono adattarsi a usi imprevedibili, le architetture sono pensate per ospitare persone impegnate in ogni sorta di occupazione. Gettando uno sguardo sui disegni di “Smart Home Fitness”, una mostra del 1998 ideata insieme a Xavier Moulin sul “mobile come strategia esistenziale”, appare subito evidente come gli elementi d’arredo abbiano una funzione di puro supporto al vero oggetto dello sforzo progettuale, e cioè la stimolazione di attività: una libreria con delle maniglie montate sui lati può servire


PEOPLE AND THE CITY: MAKING NEW PUBLIC SPACES by Lucia Tozzi

Today we do not need inebriation or magniloquence, but soberness and efficacy. So, this is my advice, work on small projects, and do many. Joseph Rykwert, The Seduction of Place

Aldo Cibic in no way succumbs to the sublime charm of Virilio’s metropolitan ruins nor the passionate rhetoric of the non-places of Augé and not even to left-over spaces: a deserted station, a dusty windswept car park which to his eyes appear simply as degraded places to be revitalized, ready to be made welcoming. Reassuring words such as charm, warmth, comfort make up the interpretive figures of his investigation, from the first objects co-designed with Memphis in the 1980’s, the interiors, the furnishings up to the urban-scale projects. Form and function are brought together in the conception of objects and comfortable spaces, without ever having to turn to narcissistic and cumbersome stereotypes, but rather using recourses, materials and

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per arrampicarcisi e meditare, una spalliera svedese con uno sgabello accostato si trasforma in una seduta su cui riposare dopo gli esercizi, un lettino da fitness offre un eccellente punto d’appoggio per un coito a tergo o per stravaccarsi davanti alla tv con una bottiglia al fianco. È chiaro che si tratta di proposte, di suggerimenti che in nessun caso potrebbero essere scambiate per l’imposizione, subdola o esplicita, di un determinato stile di vita, e soprattutto non lo vorrebbero. Sono storie che possono essere combinate in diversi modi, ma che non compongono una trama a senso unico. È a questo genere di narrazione per immagini che Aldo Cibic ha affidato l’espressione del proprio pensiero, privilegiandolo largamente rispetto alla scrittura. Dagli anni Novanta Cibic & Partners ha elaborato una grande varietà di disegni-fumetti, modelli, fotografie, animazioni destinati a esporre in mostre e cataloghi i risultati di ricerche, workshop e progetti su questioni di scala sempre più ampia, ma il cui punto di partenza rimane sempre la gente. Qualunque sia il medium utilizzato, i ristoranti, gli appartamenti, i giardini, le stazioni, i negozi rappresentati sono immancabilmente gremiti di persone: e non, secondo la norma, di figurette anonime, bensì di individui modellati uno per uno e caratterizzati fino nei gesti o nelle espressioni facciali. 10


MICROREALITIES, 2004 CENTRO COMMERCIALE+ SPAZIO PUBBLICO+... SHOPPING CENTER+ PUBLIC SPACE+... MICROREALITIES, 2004 SHANGHAI: 100 NUOVE STAZIONI DEL METRO SHANGHAI: 100 NEW SUBWAY STATIONS MICROREALITIES, 2004 LA CITTÀ DEGLI ORTI THE VEGETABLE GARDEN CITY

knowledge to provoke as much as possible an emphatic and emotional response in the people who buy, use, look at, pass by or who enter into any kind of contact with these objects and environments. Nonetheless the “peaceful” aspect of Cibic’s designs is deceptive. It would be completely out of place to interpret the ironic and harmonious quality of his work as a sign of acquiescence, as an expression of a dogmatic attitude towards the dominant productive model. His objective is that of “planning a design starting from real needs. The opposite of what often happens today, in an industry which churns out products which in almost all cases the public only find necessary at a later date”. The needs in question are not exclusively those which belong to the canonical figures of the social order – members of a middle class family, managers, white-collar workers and so forth – but also those of the elderly, the very young, the solitary, the marginalized and the precarious (workers without contracts). Cibic’s work consists in taking on board these diversities, persistently investigating the nuances involved and devising solutions which are as much as possible an alternative to the model of consumption, but much further from rigorously rationalistic or ideological plans: the objects have to adapt themselves to unforeseeable uses, the architecture is designed to house people engaged in all kinds of occupations. 11


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Taking a look at the designs of Smart Home Fitness, an 1998 exhibition conceived with Xavier Moulin “furniture as existential strategy�, immediately it appears evident how furnishing has the function of pure support to the true object of the project, in this case the stimulation of activity: a bookcase with handles fixed on the sides can be used for climbing and meditation; wall bars with a stool placed alongside is transformed into a seat on which to rest after exercise, a workout bench offers excellent support for a sexual act or for sprawling in front of the TV with a bottle by one’s side. It is clear that we are dealing with proposals and suggestions that cannot be mistaken for the imposition, sly or explicit, of a determined lifestyle, and above all they do not want to be. They are stories which can be combined in diverse ways, but which do not constitute a one-way story line. It is in this genre of image narration that Aldo Cibic has entrusted the expression of his own personal philosophy. From the 1990s Cibic & Partners have created a large variety of cartoon-drawings, models, photographs and animations all destined to be displayed in exhibitions and catalogues as the results of research, workshops and projects on an ever bigger scale, although the starting point is always the people. Whatever the medium used, restaurants, apartments, gardens, stations or shops, unfailingly we see crowds of people represented: but they are not, as is the norm, anonymous figures, but rather individuals carefully modelled right down to gestures and facial expressions.

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The Emperor’s New Mall: The popular notion that shopping malls exist on the insides only and have no exterior. The suspension of visual belief engendered by this notion allows shoppers to pretend that the large, cement block thrust into their environment do not, in fact, exist. Douglas Coupland, Generation X

Microrealities è per molti aspetti il più straordinario di questi esperimenti. È un progetto presentato nel 2004 alla Biennale di Venezia e nel 2005 a Graz, nella mostra “M-Stadt”, con quattro plastici e quattro video. Un centro commerciale (Shopping Center+), un nodo di interscambio (Le porte della città), un parco (La città degli orti) e una stazione della metropolitana (Shanghai: 100 stazioni del metrò) si spogliano della loro vocazione monofunzionale per diventare luoghi di socializzazione e di qualità urbana. Cibic parte dal presupposto che per essere vivibile un luogo deve prima di ogni altra cosa essere in grado di generare relazioni: “C’è bisogno di nuovi spazi di aggregazione e di strumenti con cui fare incontrare le persone. E mi piace pensare al design e all’architettura come a una possibilità di incontro, come la scintilla che fa scaturire contatti e rapporti, come il luogo fisico e mentale dove entrano in contatto ceti sociali diversi. L’estetica mi interessa sempre meno in favore del rapporto con gli spazi, preferisco un design che porti con sé qualcosa in più. Se è mera rappresentazione di se stesso finisce per perdere di significato”. 14


The Emperor’s New Mall: The popular notion that shopping malls exist on the insides only and have no exterior. The suspension of visual belief engendered by this notion allows shoppers to pretend that the large, cement block thrust into their environment do not, in fact, exist. Douglas Coupland, Generation X

MICROREALITIES, 2005 M CITY, KUNSTHAUS GRAZ MUSEUM

Microrealities is in many aspects the most extraordinary of these experiments. It is a project presented at the 2004 Venice Biennale and in Graz in 2005, in the exhibition M-Stadt, with four models and four video. A shopping centre (Shopping Centre+), an interchange junction (The gates of the city), a park (The vegetable garden city) and an underground station (Shanghai: 100 underground stations) are stripped of their monofunctional vocation to become quality urban places in which to socialize. Cibic starts from the supposition that for a place to be liveable it has above everything else to be capable of generating relations. “There’s a need for new places to meet and ways to get people to meet. I’d like to think of architecture and design as a possibility to meet, as the spark that ignites contact and relations, such as a physiological space where different social classes come into contact. Aesthetics interest me less: I favour the relation with spaces. I prefer design that has something extra. If the only representation is of itself, it risks losing its meaning.” Leaving aside virtuous engineering, spectacular effects and an exasperating use of metaphoric forms, the four projects are concerned with inserting public spaces, services and forms of entertainment where they are not usually found. The objective is to turn upside down the common perception of a station as a place of pure transit, of a shopping centre as a temple of consumerism or a park as a small oasis of beauty dedicated to strolling: unique functions which are acceptable (and should be safe-guarded) in the already vibrant urban fabric, like that of our 15


MICROREALITIES, 2004 CENTRO COMMERCIALE+ SPAZIO PUBBLICO+... SHOPPING CENTER+ PUBLIC SPACE+... MICROREALITIES, 2004 LE PORTE DELLA CITTÀ THE GATES OF THE CITY MICROREALITIES, 2004 LE PORTE DELLA CITTÀ, HITCH-HIKING TOWER THE GATES OF THE CITY, HITCH-HIKING TOWER

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Lasciando quindi da parte virtuosismi ingegneristici, effetti spettacolari e uso esasperatamente metaforico della forma, i quattro progetti si preoccupano di inserire spazi pubblici, servizi e forme di intrattenimento dove normalmente non sono previsti. L’obbiettivo è stravolgere la percezione comune di una stazione come luogo di puro transito, di un centro commerciale come tempio del consumo o di un parco come piccola oasi di bellezza dedicata solamente al passeggio: funzioni uniche che sono accettabili (e anzi da tutelare) nei tessuti urbani già vitali, come quelli dei centri storici, ma che catalizzano il degrado nelle zone marginali. Il tradizionale big-box mall disseminato in infiniti esemplari sul territorio, un bunker di cemento senza finestre circondato da una distesa di parcheggi, si trasforma nelle mani di Cibic in uno spazio aperto con negozi rivolti verso l’esterno, cinema, biblioteca, nursery, giardino, giochi per bambini, campo di bocce, cinema all’aperto, sale riunioni, uffici, centro sociale, torre panoramica; il parcheggio multilivello (e non esteso) è mascherato da un involucro ricoperto da uno strato di vegetazione e affiancato dalla stazione degli autobus. La “porta della città” è stata concepita come un’ipotesi di conversione di un luogo reale, il desolato nodo d’interscambio di Cascina Gobba


historical centres, but which catalyze the degradation in the marginal areas. The traditional big-box mall disseminated in infinite examples throughout the territory, a cement bunker without windows surrounded by an expanse of car parks, is transformed in Cibic’s hands into an open space with externally facing shops, containing cinema, library, nursery, gardens, children’s games, bowling green, open air cinema, meeting rooms, offices, community centre, panoramic tower; multi-level parking which is disguised by a casing covered with a layer of vegetation and flanked by the bus station. The “gate of the city” was conceived as a hypothesis for the conversion of a real place, the desolate junction of Cascina Gobba in Milan, which intersects a line of the underground and a by-pass. Other than the classic intersection car-bus-underground, the project foresees car-sharing, electric-car-hiring and scooters for those who want to enter the city and bicycles for those who want to get away from the centre and go for a ride in the countryside, and even the possibility to collect information on car pooling and hitch-hiking. A place in which people can converge from inside and outside the city for work or to participate in cultural festivals equipped with meeting areas, supermarket, gardens, florists, a small market, a dog-sitter area to avoid leaving the dog inside the car. The underground stations of Shanghai offer a spectre of activity and services even more articulated because they are destined to instil quality in the immense high-density housing areas built (or yet to be built) in the building boom of recent years, lacking in public space, recognizable streets and places with a sense of belonging and allow for forms of non-forced socialising. The need to create well designed open areas, which give breath to the thick mesh of skyscrapers is accentuated by the fact that these peripheral areas are generally destined for people transferred from very run-down or overpopulated areas, but overall more liveable. The fact that Jane Jacobs sang the praises of urban diversity since the 1970s, and that already even Wal-Mart, the most aggressive chain of


a Milano, che interseca una linea di metropolitana e la tangenziale. Oltre al classico interscambio automobile-bus-metropolitana, il progetto prevede il car sharing, il noleggio di auto elettriche, di scooter per chi vuole entrare in città nel modo più flessibile e di biciclette per chi invece si allontana dal centro per farsi un giro nelle campagne, e persino la possibilità di raccogliere informazioni per il car pooling (la condivisione dell’automobile per tragitti comuni) e l’autostop, ma si pone anche come un luogo in cui le persone possono convergere da dentro e fuori la città per fare incontri di lavoro o assistere a manifestazioni culturali, provvisto di meeting lounge, supermarket, giardini, un fioraio, un mercatino, una postazione dog-sitter per non abbandonare il cane nell’auto. Le stazioni della metropolitana di Shanghai offrono uno spettro di attività e servizi ancora più articolato perché sono destinate a immettere qualità negli sterminati quartieri ad alta densità abitativa costruiti (o ancora da costruire) nel boom edilizio degli ultimi anni, carenti di spazi pubblici, di strade identificabili, di luoghi che suscitino un senso di appartenenza e permettano forme di socialità non coatta. L’esigenza di creare aree aperte e ben 18


MICROREALITIES, 2005 M CITY, KUNSTHAUS GRAZ MUSEUM MICROREALITIES, 2004 SHANGHAI: 100 NUOVE STAZIONI DEL METRO SHANGHAI: 100 NEW SUBWAY STATIONS

shopping centres in America, is beginning to abandon the politics of the big-box in favour of the mixité, take nothing away from the originality of Cibic & Partners’ research. Until today in fact the concept of mixité – or mixed use, even though the term is universally known – has been applied relatively rarely and in a much reduced area, usually exclusively to private and commercial sectors: the cement boxes have assumed more human forms mutating the stereotype of the “urban gallery” or of the “square”; they have abandoned the motorway junctions, and are installed in town centres, housing cinemas, restaurants, bars and exhibition spaces; and stations are filled to overflowing with commercial spaces in order to slow down the transit of the travellers. The huge absence in these structures is public space, understood as free and accessible to everyone: for reasons of management and security these spaces are in fact a kingdom of gates, barriers, closed circuit televisions and security guards. When they are closed they accentuate the sense of anonymity and squalor, which in theory, they should be combating, and the managers have the faculty to send away the people they believe “undesirable” because they are authorized to consider the area as their property. Even taking into account the power of attraction that shops and such hold for people, and the sense of vitality which they undeniably generate, Cibic, more than any other architect in Italy, has reflected upon strategies to mix with other services, places and activities that create a different concept of public, free, open. He does not limit his projects of the square or the street to the assumption of a determined building typology, but understands them as a study of the complexity and the plurality of the uses and the relationships that could take place. A square is alive when it holds at the same time or even at staggered hours people of diverse ages, interests and social classes: in the morning the senior citizens in the 19


progettate, che diano respiro al fittissimo tessuto dei grattacieli, è accentuata dal fatto che queste periferie vengono generalmente destinate a persone trasferite da quartieri magari fatiscenti o sovrappopolati, ma nel complesso più vivibili. Il fatto che Jane Jacobs cantasse le lodi della diversità urbana fin dagli anni Sessanta, e che ormai persino Wal-Mart, la catena di centri commerciali più aggressiva d’America, stia cominciando ad abbandonare la politica del big-box in favore della mixité, non intacca l’originalità della ricerca di Cibic & Partners. Fino ad oggi infatti il concetto di mixité, o mixed-use che dir si voglia, benché a parole universalmente condiviso, è stato applicato abbastanza poco e per lo più in una chiave molto riduttiva, di fatto esclusivamente privata e commerciale: gli scatoloni di cemento hanno assunto forme più umane mutuando le tipologie della “galleria urbana” o della “piazza”, oppure si sono insediati nei quartieri cittadini abbandonando gli svincoli autostradali e hanno accolto al loro interno cinema, ristoranti, bar e spazi espositivi; le stazioni vengono a tal punto stipate di spazi commerciali da impedire il transito dei viaggiatori. Il grande assente in queste strutture è lo spazio pubblico, inteso come libero e accessibile a tutti: per ragioni di gestione e di sicurezza questi spazi sono infatti il regno di cancelli, barriere, telecamere, guardie giurate. Quando sono chiusi accentuano il senso di squallore e impersonalità che teoricamente avrebbero dovuto combattere, e chi li gestisce ha facoltà di respingere persone “non gradite” perché è legittimato a considerare le aree a disposizione come di sua proprietà. Pur tenendo in grandissimo conto il potere di attrazione che negozi e locali esercitano sulle persone, e il senso di vitalità che innegabilmente generano, Cibic ha riflettuto più di chiunque altro in Italia sulle strategie per mescolarli ad altri servizi, luoghi e attività che rientrino in modo diverso nel concetto di pubblico, gratuito, aperto. Il modello della piazza, o della strada, non si limita nei suoi progetti all’assunzione di una determinata tipologia edilizia, ma è inteso come lo studio della complessità e della pluralità degli usi e delle relazioni che vi possono avere luogo. Una piazza è viva quando ospita contemporaneamente o in orari scaglionati gente di età, interessi e appartenenza sociale diversa: la mattina gli anziani al sole, a pranzo i lavoratori in pausa, nel pomeriggio i bambini che giocano all’uscita da scuola, poi i ragazzini con lo skateboard, qualcuno che legge un libro o chiacchiera sotto un albero, la sera chi va a bere, e così via. Un giorno ci può essere un mercatino, un altro un comizio o un concerto, un altro ancora può essere vuota.

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sun, at lunchtime workers on a break, in the afternoon children playing after school, then kids with skateboards, someone reading a book or chatting under a tree, in the evening someone goes for a drink and so on. One day there could be a small market, another day a rally or a concert could take place and on yet another day it could be empty.

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The production of locality is as much a work of the imagination as a work of material social construction. Arjun Appadurai

FAMILY BUSINESS, 1995 DESIGN RESEARCH CITIZEN/CITY, 2003 DESIGN RESEARCH, POSTER PERCHÉ DESIGN?, 2006 DESIGN RESEARCH, SALONE DEL MOBILE DI MILANO

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Il lavoro dello studio Cibic & Partners consiste in prima istanza nell’interrogarsi – e nell’interrogare quante più persone è possibile – su quali potrebbero essere i desideri, le mancanze e le esigenze legati alla città e all’abitare: nell’“inventare domande”, secondo l’efficace formulazione di Andrea Branzi. Ma nello sviluppo del progetto questa pratica dell’ascolto viene sempre accostata a un uso febbrile dell’immaginazione: le informazioni raccolte non vengono considerate elementi vincolanti, ma fungono da stimolo per la configurazione di scenari a volte anche molto eccentrici rispetto al contesto di origine. Citizen/City, del 2003, e Family Business, del 1995, sono due ricerche condotte insieme a Erin Sharp che mostrano chiaramente la complementarità di queste procedure di indagine/analisi e di ideazione, focalizzate nel primo caso sulla città dal punto di vista di quegli individui, come i bambini, gli anziani, gli immigrati, che sono presi meno in considerazione nelle decisioni a livello cittadino, e nel secondo sulla concezione di strutture familiari basate su nuovi tipi di relazioni tra lavoro e tempo libero, tra i membri che le compongono e naturalmente gli spazi, privati questa volta, che occupano. Un altro esperimento dello stesso genere è stato messo in atto durante il Salone del Mobile 2006: in Perché design? una parte dello studio Cibic & Partners è stata inserita per dieci giorni in una vetrina della Rinascente di fronte al Duomo per sottoporre i passanti a tre domande: “Cos’è il design per te?”, “Quale oggetto ami e quale ti manca?” e “Cosa ti piace e cosa vorresti nella tua città?”. Le continue esplorazioni nella sfera del desiderio hanno inevitabilmente condotto Aldo Cibic a occuparsi di uno dei fenomeni più importanti legati alla città: la necessità di “staccare”, di evadere


The production of locality is as much a work of the imagination as a work of material social construction. Arjun Appadurai

The work of the Cibic & Partners studio consists in the first instance in questioning themselves, and then interviewing as many people as possible, on what could be the desires, the shortcomings and the needs tied to the city and its inhabitants: in “inventing questions”, as Andrea Branzi effectively puts it. However, in the project development this practice of listening is always supported by a feverish use of the imagination. The information collected is not considered a binding element, but rather functions as stimulus for the configuration of scenarios, which at times are extremely eccentric in comparison to the original context. Citizen/City (2003) and Family Business (1995) are two documents of an investigation conducted together with Erin Sharp, which clearly demonstrates that these analyses and creative processes complement each other. Citizen/City focused on the city from the points of view of children, the elderly and immigrants, who are usually the last social groups to be taken into consideration in decisions at citizen level. Family Business focused on the conception of the family structures based upon the new types of relationship between work and free time, the members of which they are made up and naturally the spaces, private this time, they occupy. Another experiment of the same genre was put into practice during the Salone del Mobile 2006: in Why design? one part of the Cibic & Partners studio was placed for ten days in the Rinascente department store window in front of Milan cathedral in order to pose the following questions to the passers-by: “What does design mean to you?”, “What object do you 25


per qualche giorno dai suoi fumi e dai suoi ritmi per riposare occhi, cervello e polmoni. Necessità che può essere interpretata in qualunque modo, come nevrosi collettiva o desiderio indotto, puro piacere o scelta consapevole di procurarsi dei brandelli di vita sana, ma che è diventata culturalmente imprescindibile per la maggior parte della popolazione, e allo stesso tempo sempre più lontana dalle sue possibilità finanziarie. Dalla coscienza di questo gap sono nati La città degli orti, l’ultimo progetto di Microrealities, e A Perfect Weekend, una ricerca del 2005 (con Fabrica) sulla perdita del potere d’acquisto della classe media. Entrambi propongono delle soluzioni alternative agli esosi riti vacanzieri fatti di alberghi, seconde case, ristoranti, ski-pass, barche, ombrelloni, e viaggi in automobile quasi sempre uggiosissimi. La città degli orti è quello che si potrebbe definire un parco abitato o un eco-village, cioè un luogo situato nelle immediate vicinanze della città e raggiungibile con un treno locale, provvisto solo di costruzioni “leggere”, alimentato da fonti energetiche rinnovabili, dove è possibile svolgere una serie di attività a basso impatto ambientale: coltivare direttamente un orto, nuotare, passeggiare, fare ginnastica all’aperto, andare in bicicletta, leggere, mangiare slow food, fare il vino, rivenderlo in un micro-mercato oppure, d’inverno, pattinare o tirarsi palle di neve. L’idea fondamentale è quella di offrire un genere di vacanza in cui si possa godere dell’interazione con la natura in tutte le stagioni (il sottotitolo è 26


MICROREALITIES, 2004 LA CITTÀ DEGLI ORTI THE VEGETABLE GARDEN CITY A PERFECT WEEKEND, 2005 DESIGN RESERCH, WEAK ARCHITECTURE

love and what object would you like in your life?” and “What do you like and what would you like to see in your city?”. The continual explorations in the sphere of desire have inevitably brought Aldo Cibic to deal with one of the phenomenons tied to the city: the necessity to “switch off”, to escape for a few days from its fumes and its rhythms in order to rest one’s eyes, brain and lungs. Needs that can be interpreted in many ways, as a collective neurosis, induced desire, pure pleasure or a conscious choice to obtain a few precious moments of the healthy life. The need to escape has become an inexorable cultural necessity for the majority of the population, and at the same time ever further from his economic possibilities. From the awareness of this disparity, The vegetable garden city, the latest project from Microrealities, and A Perfect Weekend, a research conducted in 2005 (with Fabrica) on the loss of the middle class buying-power were born. Both propose alternative solutions to the ritual holiday exodus made up of hotels, holiday homes, restaurants, ski-pass, boats, sun umbrellas and almost always boring car journeys. The vegetable gardens city is that which could be defined as an inhabited park or an eco-village, that is a place situated in the immediate vicinity of the city and easily reachable by regional trains, with only “light” constructions, powered by renewable energy sources, where it is possible to engage in a series of activities at low environmental impact: cultivating at first hand an orchard, swimming, walking, exercising in the open air, cycling, reading, eating slow food, making wine to resell in a micro-market or, in the winter, skating or snowballing. The fundamental idea is that of offering a holiday in which it would be possible to enjoy interaction with nature in all seasons (the subtitle is Living the Seasons) without being forced to take refuge hundreds of kilometres from home in the 27


Living the Seasons) senza essere costretti a rifugiarsi a centinaia di chilometri da casa nell’isolamento più selvaggio, e usufruendo contemporaneamente di attrezzature minimali ma disegnate con cura: serra, biblioteca, cucine comuni e piccole abitazioni in legno o tensostrutture. Lo scopo però non è quello di costruire un parco tematico, una Disneyland ecologica, ma di innescare dei comportamenti sostenibili sia a livello economico che a livello sociale e urbanistico. La sfida è quella di arrivare, attraverso la creazione di luoghi del genere in una fascia suburbana facilmente raggiungibile, a ridimensionare l’esigenza di seconde case, tagliare i tempi e la quantità degli spostamenti in automobile, arginare in una certa misura gli effetti più devastanti del modello turistico dominante sul territorio e sulla città. Questa dimensione macroscopica informa anche gli altri progetti di Microrealities. L’ipotesi di trasformare i generalmente anonimi nodi trasportistici d’interscambio situati in periferia (quello di Cascina Gobba è l’esempio che può fungere da modello per altri interventi) in luoghi ospitali, simboliche Porte della città, è un tentativo di ridurre il volume di traffico e la quantità di parcheggi del centro, sfruttando la posizione intermedia tra le migliaia di pendolari che si riversano ogni giorno dalla provincia e i loro referenti cittadini. Nel caso del centro commerciale l’operazione consiste nel creare qualità

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MICROREALITIES, 2004 LE PORTE DELLA CITTĂ€ THE GATES OF THE CITY MICROREALITIES, 2004 LA CITTĂ€ DEGLI ORTI THE VEGETABLE GARDEN CITY

wildest isolation, and using at the same time minimal equipment but designed with care: greenhouse, library, communal kitchens and small wooden housing or tension structures. However, the objective was not that of constructing a theme park, a type of ecological Disneyland, but rather to favour a behaviour sustainable both at an economic level as well as a social and urban level. The challenge was that of arriving, through the creation of this kind of place, to an easily reachable suburban belt, to reduce the needs of holiday and second homes, to cut the length and the quantity of car journeys, stemming to a certain extent the most devastating effects of the tourist model dominant in the territory and in the city. This macroscopic dimension is involved in the other projects in Microrealities. The hypothesis is to transform the generally anonymous transport interchange junctions situated in the outskirts of cities (Cascina Gobba is the example which can function as the model for other such interventions) into welcoming places, symbolic gates of the city. It is also an attempt to reduce the volume of traffic and the quantity of car parks in the centre, exploiting the intermediate position between the thousands of commuters who every day arrive in the city from the outskirts and the city-dwellers. 29


NEW STORIES NEW DESIGN, 2002 DESIGN RESEARCH, BABY HOTEL NEW STORIES NEW DESIGN, 2002 DESIGN RESEARCH, COOK ROOM

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urbana dove questa manca del tutto concentrando i tradizionali parcheggi asfaltati del mall (i cosiddetti greyfields) in edifici tappezzati di verde e utilizzando gli sterminati vuoti che ne risultano per funzioni miste pubbliche e private, commercio e abitazioni, verde, scuole, poste, e qualunque altro servizio possa concorrere ad animare il luogo e a restituirgli valore, evitando rigorosamente di alimentare il consumo di suolo. In ultima analisi, design delle relazioni e mixité si intersecano continuamente nel lavoro di Cibic, a tratti identificandosi, per inventare infinite nuove modalità di convivenza delle persone con il contesto naturale e urbano che riescano ad essere sostenibili senza essere vessatorie, conservatrici o eroicamente spartane. Dall’individuazione di fantasiose attività microimprenditoriali in grado di promuovere forme di socialità gratificanti – come New Stories New Design, un progetto sviluppato con studenti dello IUAV, del Politecnico di Milano e della Domus Accademy nel 2002, in cui compaiono venditori


In the case of the shopping centre the idea consisted in creating urban quality where it is completely absent, concentrating upon the traditional concrete mall car parks (the so-called greyfields), transforming them into buildings covered in vegetation and using the immense emptiness for mixed functions public and private, commercial and housing, green areas, schools, postal service, and whatever other service needed to bring a place to life and give it back value, rigorously avoiding increasing earth consumption. In the final analysis, design and mixitÊ intersect continually in Cibic’s work, to invent infinite new modalities of people living together within a natural and urban context which are sustainable without being either blisters, conservative or heroically spartan. The discovery of imaginative micro-entrepreneurial activity capable of promoting forms of rewarding socializing as in New Stories New Design, a project developed in conjunction with the students of IUAV, the Polytechnic of Milan and the Domus Accademy in 2002, in which peddlers appeared equipped with goods capable of satisfying all needs; or a network of elderly ladies offering delicious and cheap home-cooked meals inside their own homes; or the urban project that acts as a container of these occupations: Cibic always employs a huge part of his energy devising strategies against monofunctionlity at all levels. A determination which is of fundamental importance if we take into account that it is no longer only this or that urban area to be involved in this phenomenon, but we are already seeing many cities destined to perform a sole function and resembling ever more an office which empties during the weekend or an open-air museum to be used exclusively by tourists. Even though he shares with an important group of artists and architects, philosophers and urban anthropologists, the primary interest for people 31


ambulanti forniti di mercanzie in grado di esaudire qualunque desiderio, oppure una rete di anziane signore che offrono pasti economici e ben cucinati all’interno delle proprie case – al progetto urbano che funge da contenitore di queste occupazioni, Cibic impiega gran parte delle proprie energie a elaborare strategie contro la monofunzionalità, a qualunque livello gli sia dato di trovarla. Una determinazione che risulta di fondamentale importanza se si tiene conto che non è più solo questa o quell’area urbana a essere interessata dal fenomeno, ma oramai alcune città nel loro complesso sembrano destinate ad assolvere a una sola funzione, e assomigliano sempre di più a un ufficio da svuotare nel fine settimana o un museo a cielo aperto a uso esclusivo dei turisti. Pur condividendo con un gruppo consistente di artisti e architetti, filosofi e antropologi urbani, l’interesse primario per le persone e le relazioni, si è tenuto sempre lontano dalle correnti utopistiche o ideologicamente spontaneiste che dominano i dibattiti sull’argomento: il Monumento continuo di Superstudio o la Plug-in City degli Archigram gli sono estranei almeno quanto gli effimeri pranzi collettivi di Rirkrit Tiravanija e le pratiche artistiche assimilate sotto l’etichetta dell’“estetica relazionale” di Nicolas Bourriaud. Cibic non ha mai abdicato alla cultura del progetto: le sue idee, anche quelle in apparenza più paradossali, sono intrinsecamente legate alla possibilità di essere messe in pratica, e sono in grado di fare presa su una gamma di problemi e situazioni pressoché infinita. E se non ambiscono a ricostruire la società dalle fondamenta, sono però concepite per produrre degli scarti significativi in grado di alterare profondamente usi e costumi dati per acquisiti.

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and relationships, he has always kept himself far from the utopian or ideologically spontaneous currents which dominate the debates on this subject: the Monumento continuo by Superstudio or the Plug-in City by Archigram are alien to him at least as much as the collective lunches of Rirkrit Tiravanija and the artistic practices assimilated under the label of “Relational aesthetics� of Nicolas Bourriaud. Cibic has never bowed to the culture of the project: his ideas, even those which in appearance are the most paradoxical, are intrinsically tied to the possibility of being put into practice, and are capable of dealing with a range of almost infinite problems and situations. And if they do not aim at rebuilding society from its foundations, they are conceived to produce significant differences capable of profoundly altering uses and customs in purchasing.

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Che cosa:

L’idea è che molte piccole situazioni, se combinate, possono generare storie più grandi e più significative. Le microrealtà sono situazioni piccole, rappresentano le interazioni delle persone con il loro ambiente. In questi progetti abbiamo studiato queste interazioni con la finalità di scoprirne le potenzialità nascoste. I luoghi come i centri commerciali o i nodi di interscambio nell’infrastruttura urbana sono melting pots che contengono una miriade di storie individuali in un vortice di movimenti quotidiani.

Chi:

Le azioni delle persone possono determinare l’identità di uno spazio.Il progetto propone visioni che, mediante il riordino delle potenzialità e dell’energia, creano le condizioni che stimolano gli incontri e gli scambi. In che modo gli spazi pubblici influenzano il nostro modo di essere? La dinamica dell’interazione fra le persone e i luoghi pubblici è stata investigata mediante l’osservazione, documentando le attività impromptu, conducendo interviste che hanno avuto come risultato la produzione di storyboard e sceneggiature. Non ci sorprende che la conclusione alla quale si è arrivati è che debbano essere le azioni che si svolgono all’interno degli edifici a definirli: le architetture diventano gli abiti delle attività.

Dove:

Paesaggi urbani, suburbani ed ex-urbani. Microrealities propone una creatività nei processi radicati in luoghi reali all’interno delle aree metropolitane delle grandi città e, in questo caso specifico, di Milano e di Shanghai. Questi luoghi particolari si trovano in diversi contesti di densità urbana, sviluppo suburbano e territorio ex-urbano, benché esistano dei denominatori comuni che possono essere riscontrati fra di loro. E’ da qui che si è partiti per sviluppare il progetto.

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What:

The idea is that many small situations, when combined, can generate larger, more significant stories. Microrealities are small situations - interactions of people with their environment. In these projects we have studied those interactions in order to find hidden potentials. Places like shopping centers or commuter transfer nodes in the urban infrastructure are melting pots that contain a myriad individual stories amidst a swirl of quotidian movements – in responding to the particular it is possible to create richer solutions that nonetheless solve the same practicalities of reductivist strategies.

Who:

People’s actions can determine the identity of a space. The project proposes visions that through the reordering of potential and energy create conditions stimulating encounters and exchanges or permit people to find solitude, anonymity, and respite. The process typically recognises existing patterns of use and traditions as well as the need for creating new identities and fostering opportunity. How do public spaces modulate who we are? The dynamic between people and public places was investigated through observation, by documenting impromptu activities, conducting interviews, and resulted in the creation storyboards and scenarios. Not surprisingly the buildings want to be defined by the actions that occur within them – the architectures become clothing for the activities.

Where:

Urban, sub-urban and ex-urban landscapes. Microrealities proposes “a creativity in processes” rooted in actual places within the greater Milan and Shanghai metropolitan areas. These particular places are found in varying contexts of urban density, suburban development, and ex-urban terrain, though there are common denominators; basic human needs and activities were seen to be recurrent even if modified / qualified by their immediate context. These existant places became points of departure for the projects. 35


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Una moltitudine di persone viene spostata dai vecchi quartieri del centro, che vengono demoliti, in grandi palazzi lontano, nelle periferie. Lo spazio personale e il comfort aumentano, ma un universo di valori e di relazioni si perde per sempre. Le linee della metropolitana, con le loro stazioni, diventano un’incredibile opportunità per creare ogni volta il centro di una nuova comunità in cui riconoscersi. Multitudes are moved from the old central neighborhoods, which are demolished, into large buildings in remote peripheral zones. Personal space and comfort are increased, but a universe of values and relations is lost forever. The subway lines, with their stations, become an incredible opportunity to create, case by case, the center of a new community with which people can identify.

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Open Space Le stazioni sono prima di tutto un’occasione per progettare dei vuoti in un contesto urbano ad alta concentrazione edilizia, delle aree di respiro tra le maglie strette dei palazzi. The stations are first of all an occasion to design open spaces in high density urban contexts, breathing spaces within the tightly packed buildings.

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Biciclette Bicycles La mobilità di una metropoli densa ed estesa come Shanghai è saldamente imperniata sulla combinazione di metropolitana e bicicletta. Rastrelliere, griglie verticali e ogni altra soluzione per posteggiare il piÚ alto numero di cicli possibile costituiscono un elemento fondamentale delle stazioni. The mobility in a huge and concentrated city like Shanghai is firmly anchored around a combination of undergrounds and bicycles. Racks, vertical grids, and any other solution for parking as many bikes as possible is an essential component of any stations.

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Spazi vissuti Living spaces La qualità del luogo non è affidata esclusivamente all’aspetto scenografico che l’architettura può assumere, ma alla possibilità di fare cose e incontrare persone diverse tra loro. Un porticato può accogliere un mercatino o un caffè, un prato può essere usato per fare Tai Chi. The quality of place is not only left to the beauty of the architecture, but also to the opportunity of doing a wide variety of activities and meeting a wide variety people. Portico can host a small market or a café; a lawn can be used for practicing Tai Chi.

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NETWORK OF ACTIVITIES

fitness garden grocery market news stand coffee shop rest rooms bicycle parking/repair meeting lounge internet point social center eating

2 min

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nursery theater health point

fitness garden grocery market news stand coffee shop rest rooms bicycle parking/repair meeting lounge internet point social center eating

1,5 min

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fitness garden grocery market news stand coffee shop rest rooms bicycle parking/repair meeting lounge internet point social center eating

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swimming pool secondary school car rental

library basketball court post office 49


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Nursery, scuole e giochi Nursery, schools and playground

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Accessi e banchine Access and platforms Le banchine e gli accessi sono progettati in maniera da consentire un passaggio rapido ma anche una vista il piĂš possibile piacevole o comunque una sensazione di ariositĂ . The platforms and the access routes are designed so as to allow quick passage, but also as pleasant an appearance as possible, or at least a feeling of openness. 52


NEW STATIONS FOR NEW NEIGHBORHOODS

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Vita notturna Nightlife Cinema e teatri all’aperto, bar e semplici punti d’appoggio attraggono gente anche di sera, offrendo un senso di sicurezza piÚ ampio rispetto a qualunque sistema di sorveglianza. Cinema and open-air theaters, bars and simply benches attract people even in the evening, offering a more wide-spread feeling of safety than any security system.

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mercato - loggia aperta al piano terra e galleria di negozi ai piani superiori market - open loggia at groundlevel and shop gallery above mattino: asilo nido - pomeriggio: spazio per eventi sociali am: day care center - pm: social event evenings piazza - chioschi per il pranzo, suonatori ambulanti e festival della birra piazza - lunch vendors, buscars and beer fests stazione della metropolitana - punti di riferimento lungo la fascia di transito metro station - reference points along mass transit network parco giochi e cortile aperto children’s playground and open courtyard giardino per la ginnastica - Tai Chi il giorno e passeggiate con il cane la sera fitness garden - morning Tai Chi and evening dog jog parcheggio per le biciclette e centro riparazioni bicycle parking and repair center bar e struttura per i servizi veloci bar and fast services facilities


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Milano, la tangenziale, una linea del metro che la incrocia: un luogo simbolico con un’incredibile potenzialità di relazioni e di scambi. Una molteplicità di servizi e di occasioni di svago in un posto che ha una posizione strategica e facile da raggiungere. La lounge per lavorare guardando il traffico che scorre, il baby sitting per la mamma che ha un appuntamento di lavoro in città, la possibilità di trovare un passaggio per qualsiasi destinazione, arrivare da fuori in auto e andare in città in motorino...

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Milan: the expressway and a subway line that intersects it. A symbolic place with incredible potential for relations and exchanges. A multiplicity of services and opportunities for recreation in a strategic, easily accessed location. A lounge for working while watching the flow of traffic, a baby sitting service for mothers with work appointments in the city center, the possibility of finding transportation to any destination, of arriving by car and continuing into the city center by moped...

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Movimento Moving Oltre al classico scambio automobile-autobus o metropolitana, viene offerta la possibilità di noleggiare auto elettriche, scooter, biciclette, e sono previsti servizi di car-sharing, car-pooling e un sistema di informazione per l’autostop. In addition to the traditional automobile-bus or underground transfer, one can also rent electric cars, scooters, and bicycles. Services of car-sharing, car-pooling, and an information system for hitch-hiking are also provided.

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Permanenza Permanence L’obbiettivo non è solo quello di alleggerire il traffico automobilistico verso il centro città , ma anche quello di creare un luogo che possa rivelarsi attraente per chi abita nei dintorni o per chi arriva dal centro. Si possono affittare stanze per riposare o fare incontri di lavoro, postazioni informatiche, servizi di baby-sitter o dog-sitter. The aim is not only that of easing the car traffic towards the city center, but also that of creating a place that is attractive for those who live in the neighborhood or arrive from the city center. It is possible to rent rooms to rest or to have business meetings, computer access, baby- and dog-sitting services.

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Truckers Club Una serie di servizi sono pensati per rendere confortevole della sosta piĂš o meno prolungata dei viaggiatori, come le docce o i bar e ristoranti di qualitĂ del truckers club. A range of services has also been foreseen to increase the comfort of the passengers during longer or shorter layovers, such as showers or quality bars and restaurants in the Truckers Club.

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Informazioni Information Chi si muove ha bisogno di conoscere le condizioni del tempo, del traffico, i nomi degli alberghi: informazioni che vengono trasmesse sulle pareti dell’edificio, proiettate in alto sui palloni, visualizzate sulla torre centrale del parcheggio per il car- pooling o l’autostop. When you travel you need to know about the weather, traffic situation, the names of the hotels: this information is communicated on the walls and projected onto balloons above of the building, visualized on a central tower in the car park for hitch-hiking and car-pooling.

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stazione metropolitana - connessione veloce al centro città metro station - fast connections to the city center stazione autobus - città e altre destinazioni bus station - long distance and city routes hotel con affitto di spazi - uffici, letti a ore, chioschi, etc. space-for-rent hotel - office/conference, market stalls, bed/hour scuola materna - area gioco assistita e centro baby-sitting nursery - play-care and baby-sitting center bar/ristorante coffee shop/restaurant palloni per messaggi digitali digital bulletin balloons giardini ad anello - aree per picnic e riposo garden rings - picnic and rest areas noleggio biciclette e veicoli elettrici bicycle and electronic vehicle rental supermercato 24 ore 24 hr. supermarket piazza del mercato con affitto chioschi market square with rental stalls stazione metropolitana metro rail station sosta per auto e torre informazioni elettroniche per autostop car pooling and electronic hitch-hiking info-tower snodo autostradale highway transport node club dei camionisti - area attrezzata (docce, internet, gestione del traffico) truckers’ club - showers, traffic & route IT club dei ciclisti - area di riposo e punto d’incontro bikers’ area - rest area and meeting point fioraio e negozio per regali last-minute flowers and last-minute gift shop parcheggio green parking - grass pavers for low ecological impact “fido park” e strutture per gli animali domestici in vacanza “fido park” and pet facility

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L’idea è di approfittare del centro commerciale per mettere insieme altre funzioni ed elementi propri della vita pubblica: la piazza, i portici, le abitazioni, le scuole, i giardini, l’ufficio della posta, i bar, il mercatino, i negozi, la musica, il cinema….. Luoghi di svago, di incontro, di lavoro che diventano nuovi centri dinamici e vitali. The idea is to make use of the shopping center for other functions and facilities that are a part of public life: plazas, porticos, residences, schools, gardens, post offices, cafes, flea markets, shops, music, cinema… Places for recreation, work and socializing that become new dynamic, vital centers.

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Osmosi Osmosis Al modello della galleria commerciale chiusa si sostituisce un’architettura aperta, fisicamente e visivamente porosa verso l’esterno. The closed shopping mall model is replaced by an open architecture, physically and visually porous to the outside. 78


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Pubblico Public Come in una piazza o una strada, la maggior parte dello spazio è pubblica, libera, senza recinti o divieti particolari. I negozi, i chioschi, i ristoranti e i cinema en plein air affiancano lo spazio senza appropriarsene, sono concepiti come offerte al pubblico. Like in a square or in a street, most of the space is public, free, without particular barriers or prohibitions. Shops, kiosks, restaurants, and en plain air cinemas complement the space without absorbing it, and are conceived as invitations to the public.

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Servizi Services Lo shopping centre è raggiungibile con i mezzi pubblici e prevede servizi pubblici come scuole, poste, biblioteche, attrezzature sportive. The shopping center can be accessed by public transport. The shopping center includes public services such as schools, post offices, libraries, and sport facilities.

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Abitazioni Houses Sullo spazio prima destinato a un parcheggio asfaltato vengono costruite abitazioni private, fondamentali per costruire una vita “urbana” in luoghi altrimenti destinati a essere abbandonati nelle ore di chiusura. The space that once was an asphalt car park, now hosts private houses, fundamental to create “urban” living, in places that would otherwise be abandoned during closing hours.

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case - vicinato - edifici housing - basic neighborhood - building element fermate autobus - con accessibilità facilitata bus stop - broadening accessibility edicola - servizi veloci e venditori di strada news paper stands - fast services and “street-vendor” economies grande schermo - cinema all’aperto e messaggi cittadini projection screen - open-air cinema and town bulletin board ristorante - fast food restaurant - fast food piazza - zona verde, mercatino delle pulci e aree di incontro square - town green, flea market and social center torre panoramica panoramic tower biblioteca - leggere nel parco library - reading in the park parco giochi children’s playground bocciofila bocce-ball court centro commerciale - spazio di vendita al dettaglio shopping mall - flexible retail space centro per anziani e punto d’incontro senior club and meeting point business center scuola materna nursery affitto uffici office rental space strutture area parcheggio concentrated parking facilities

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Uscire dalle città il venerdì sera in auto, in bici, con la metro e, in uno spazio di tempo breve, entrare in un’altra realtà. Una realtà in cui il tempo è scandito dai ritmi della natura. Avere una capanna con il verde intorno. Vivere più da vicino le stagioni e i loro frutti. Imparare a crescere i prodotti della terra. Condividere spazi comuni dove incontrarsi. Un posto dove i più piccoli possano giocare. Attività di svago per rigenerare il corpo e lo spirito. Cercare di conquistare una vita semplice. To leave the cities on Friday evening by car, bicycle or subway, and find yourself in a new reality. A reality where time is paced by the rhythms of nature. To have a cabin surrounded by greenery. To closely experience the seasons and their cycles. To learn how to grow the products of the earth. To share spaces and get to know other people. A place where small children can play. Recreational activities to regenerate body and spirit. To try to attain a simple life.

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Stagioni Seasons La città degli orti è stata pensata per essere vissuta durante tutti i periodi dell’anno, e godere in maniera diversa delle possibilità di interazione con la natura. The garden city was conceived to be lived all year around and to enjoy interacting with nature a variety of ways.

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Primavera Spring Si fanno passeggiate quando il clima è ancora mite, si coltivano fiori negli orti, si legge, si passa il tempo chiacchierando o raccontando storie. People go strolling when the weather is still mild, grow flowers in the gardens, read, and pass their time talking, or telling stories.

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Estate Summer I pannelli solari accumulano energia sufficiente ad alimentare il campo. Le ore piÚ fresche consentono di pensare al raccolto, nel resto della giornata si può prendere il sole, fare un bagno o riposare al fresco degli alberi. Solar panels collect enough energy to water the park. The freshest hours of the day allow collecting vegetables and cutting flowers, the rest of the day one can have sunbathe, go swimming or relax in the shade of the trees.

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Autunno Fall Persino una giornata di pioggia può diventare divertente in questo contesto. Si vendemmia, si fa il vino, si raccolgono le castagne, ci si scambia la frutta e la verdura al mercato. Even a rainy day can become great fun in this context. People can pick grapes, make wine, gather chestnuts, sell fruit and vegetables in the market.

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Inverno Winter L’acqua si ghiaccia e diventa una pista di pattinaggio, si coltivano le piante nelle serre. The water freezes and becomes a skating rink. People raise plants in greenhouses. 100


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ingresso - lasciare la città ed entrare nella natura entry path - leaving the city and passing through nature campi di grano grain fields fiori di campo e flora autoctona wild flowers and autochthonous flora mercato - punto d’incontro centrale ed area di commercio market - central meeting point and trading area officine, magazzino per il raccolto e cucina comune workshops, crop storage and communal kitchen biblioteca - centro educativo per l’ecologia library - ecological education center orti - giardini privati per la coltivazione vegetable gardens - private gardens to grow crops serra e laboratorio greenhouse - laboratory and potting shed pannelli solari - energia sostenibile solar panels - sustainable energy giardini - apprendimento attraverso la coltivazione common gardens - sharing “know-how” through crop cultivation vigneti - per la coltivazione del proprio vino vineyards - producing one’s own wine laghi - nuotare durante l’estate e pattinare durante l’inverno lakes - swimming in the summer and ice skating in the winter attrezzature per campeggio - fine settimana e vacanze estive camping facilities - perfect weekends and summer breaks

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Un progetto di / A project by Aldo Cibic Cibic&Partners In collaborazione con / In collaboration with Domus Academy, Milano Facoltà di Design e Arti - Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) Scuola Politecnica di Design, Milano Tongji University, Shanghai Collaboratori / Collaborators Luca Buttafava Paolo Cazzaro Silvio Cioni Tiziana Cipelletti Fortunato D’Amico Fabrizio Lepore Claudio Moderini Ken Yokomizo Chen Yong Qun Erin Sharp Yin Zheng Sheng Cibic&Partners Chuck Felton Luigi Marchetti Antonella Spiezio Monica Archetti Andrea Argentieri Diego Bassetti Audrey Cadonà Simona Casarotto Tommaso Corà Paola De Francesco Dario Freguia Gianfranco Fumo Danilo Indrio Elisavet Kyriakidou Marissa Morelli Silvia Padoa Elena Panigati Maria Astiaso Pedrosa Sara Piasentin Cristina Reolon Roberta Sartori Joao Silva Daniela Spiezio Jochem Straatman Adil Tyabji Cristiano Urban Daniela Ventura Annette Wolf 106

Studenti / Students Violetta Brusa Nunzia Carbonara Sabrina Cei Yang Chang Daniela Cuhna Yannis Dermitzakis Sandra Farfan Daniel Gassner Stefano Giussani Xie Guan Hua Eun Suk Lee Ji Ling Xu Lu Andrea Marcovici Robert Stevenson Juliana Um Ma Xiao Min Yu Xin An Xu Yan Yan Yu Yuan Ji Wang Zhi Hui Modelli / Models Focus Design Video / Video maker Matteo Cibic Ries Straver Musiche / Music Andres Reymondes Mutti Fotografi / Photographers Matteo Cibic Andrés Otero Ries Straver


Ringraziamo gli sponsor e le persone che ci hanno aiutato a realizzare questo libro We thank sponsors and all those who have helped us realize this book

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Cibic & Partners, noto studio di architettura e design, nasce a Milano alla fine degli anni ottanta. Da oltre dieci anni opera in molte parti del mondo: si tratta di una realtà composita che per scelta e vocazione si occupa di progetti di diversa natura spaziando dall’architettura agli interni, al design e al multimedia. Cibic & Partners è guidato da quattro soci: Aldo Cibic è il nucleo progettuale dello studio insieme a Luigi Marchetti e Chuck Felton a cui sono collegati i gruppi di lavoro dedicati ai diversi progetti. Antonella Spiezio ne è il centro strategico dal quale dipendono l’organizzazione e la gestione delle risorse umane e finanziarie. Sono affiancati da un gruppo di architetti, interior designer, grafici, industrial designer e da un fitto network di collaboratori esterni di estrazione culturale e professionale diversa. Il risultato è un ambiente di scambio intenso di stimoli ed energie, che mira alla realizzazione di progetti solidi e innovativi. Capacità progettuale e organizzativa sono i due aspetti determinanti che fanno dello studio un partner creativo e affidabile per i maggiori Gruppi a livello mondiale. TRA I PROGETTI REALIZZATI: ARCHITETTURA La Rinascente: Department Store, progetto creativo e direzione artistica per le nuove sedi Positec: Quartier generale e impianti produttivi, Suzhou, Cina Microrealities: Design Research Autogrill: Architettura tipo per Autobar Autostrada Fondazione Cariverona: Teatro Ristori, Verona Dalla Verde: Nuova sede, Montecchio Maggiore (Vi) Move In: Centro Polifunzionale, Legnano Concorsi: Concorso di idee per la valorizzazione dell’area ex Enel in Bologna, Quartiere Reno, Bologna Fondazione Casa Natale di Enzo Ferrari: Concorso progettuale, Modena Auchan: Shopping Center La casa più bella del mondo INTERIOR DESIGN Abitare: Nuova Sede Selfridges & Co.: Department Store, Birmingham e Manchester Fondazione Cariverona: Sala Polifunzionale, Verona I.Net British Telecom: Nuova sede, Milano Medusa: Cinema Multisala, Bologna, Lecce, Salerno, Pavia, Legnano, Rozzano, Livorno, Torino Autogrill: Progetto nuova immagine Fast Food Mövenpick: Catena di ristoranti in Germania Move In: Centro Polifunzionale, Legnano Beck’s: Nuova sede, Gallarate (Va) Aeroporto Verona: Area Partenze e VIP Lounge, Verona Habitat: Negozi, Londra Palace Hotel: Roma Una Hotel: Milano

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DESIGN Memphis: Mobili e oggetti Standard: Linea di mobili e accessori per l’arredamento Solid Side: Design Research Family Business: Design Research Smart Home Fitness: Mostra di strumenti alternativi per il fitness New Stories New Design: Design Research Citizen_City: Design Research Not For Sale: Mostra di oggetti Triennale di Milano: Panca per i giardini Artemide: Sistemi di Illuminazione Foscarini: Lampade QBX: Mobili per ufficio Paola C.: Collezioni di oggetti per la tavola Caimi: Design di sedie Cappellini: Sgabello 1x1: Oggetti unici EXHIBITION DESIGN Microrealities: M City, Graz e Biennale di Venezia A Perfect Weekend: Mostra, Studio Cibic&Partners e Mi-Art, Milano Andrea Palladio e la villa veneta. Da Petrarca a Carlo Scarpa: progetto per l’allestimento della Mostra al Museo Palladio di Palazzo Barbaran da Porto, Vicenza New Stories New Design: Biennale di Venezia Una Vita Semplice: Mostra, Abitare il Tempo, Verona “Omaggio a Leo Castelli”: Mostra, PAC, Milano Risanamento: Padiglioni espositivi, Milano e Cannes Whirlpool: Padiglione Hometech 2002, Berlino Telecom: Padiglione, Fiera Mondiale delle Telecomunicazioni, Ginevra Pirelli: Stand, Motorshow, Bologna Pitti Ynformal: Installazione Multimediale di Luci e Suoni, Pitti Immagine, Firenze

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Cibic & Partners, one of the most well known Italian design studios, was established in Milan at the end of the eighties. For over ten years it has operated in many parts of the world. The Studio is a composite reality that by choice and by calling has occupied itself with projects of different nature – ranging from architecture to interiors and from design to multimedia communications. Cibic and Partners is guided by four partners: Aldo Cibic is the design nucleus of the Studio and along with Luigi Marchetti and Chuck Felton, is closely connected to the work groups that are dedicated to the various projects. Antonella Spiezio is the strategic core of the partnership and is responsible for the organisation, administration of financial and human resources. They are supported by a group of architects, interior designers, graphic artists, industrial designers, and a deep network of collaborating consultants of diverse professional and cultural backgrounds. The result is an environment where there is an intense exchange of stimulation and energy, and where the principal aim is the realisation of solid and innovative projects. The capacity for design and organisation are the two determining factors that make the Studio a creative and reliable partner for major business groups world-wide. SELECTED PROJECTS: ARCHITECTURE La Rinascente: Department Store, Redesign of the existing facades for new locations Positec: Corporate headquarters and production facility, Suzhou, Cina Microrealities: Design Research Autogrill: Typical architecture for motorway “Autobars” Cariverona Foundation: Teatro Ristori, Verona Dalla Verde: New Headquarters, Montecchio Maggiore (Vi) Move In: Mixed-use entertainment complex, Legnano Competitions: Ideas competition for the development of the former Enel Electrical Plant in Bologna, Reno Quarter, Bologna Fondazione Casa Natale di Enzo Ferrari: Competition, Modena Auchan: Shopping Center La casa più bella del mondo 111


INTERIOR DESIGN Abitare: New Headquarters, Milan Selfridges & Co.: Department Store, Birmingham and Manchester Cariverona Foundation: Multi-use space, Verona I.Net British Telecom: New Headquarters, Milan Medusa: Multiplex, Bologna, Lecce, Salerno, Pavia, Legnano, Rozzano, Livorno, Torino Autogrill: Design of new Fast Food image Mövenpick: Restaurant chain in Germany Move In: Mixed-use entertainment complex, Legnano Beck’s: New Headquarters, Gallarate (Va) Aeroporto Verona: Departures area and VIP Lounge, Verona Habitat: Shops, London Palace Hotel: Rome Una Hotel: Milan DESIGN Memphis: Furniture and objects Standard: Line of furniture and accessories for interior decoration Solid Side: Design Research Family Business: Design Research Smart Home Fitness: Exhibition of alternative fitness equipment New Stories New Design: Design Research Citizen_City: Design Research Not For Sale: Design Research Triennale di Milano: Bench for the gardens Foscarini: Lamps Artemide: Lighting systems QBX: Office furniture Paola C.: Collections of tableware Caimi: Chairs design Cappellini: Stool 1x1: Unique objects EXHIBITION DESIGN Microrealities: M City, Graz and Biennale di Venezia A Perfect Weekend: Exhibition, Studio Cibic&Partners and Mi-Art, Milan Andrea Palladio e la villa veneta. Da Petrarca a Carlo Scarpa: Exhibition design, Museo Palladio di Palazzo Barbaran da Porto, Vicenza New Stories New Design: Biennale di Venezia Una Vita Semplice: Exhibition, Abitare il Tempo, Verona “Omaggio a Leo Castelli”: Exhibition, PAC, Milan Risanamento: Pavilions, Milan and Cannes Whirlpool: Pavilion at Hometech 2002, Berlin Telecom: Pavilion, World Telecommunications Expo, Geneva Pirelli: Stand, Motorshow, Bologna Pitti Ynformal: Multimedia Lighting and Sound Stand, Pitti Immagine, Florence

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Microrealities  

Un progetto sui luoghi e sulle persone, di Aldo Cibic e Cibic&Partners A project about pleaces and people, by Aldo Cibic e Cibic&Partners

Microrealities  

Un progetto sui luoghi e sulle persone, di Aldo Cibic e Cibic&Partners A project about pleaces and people, by Aldo Cibic e Cibic&Partners

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