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Anno 4 -n.1 Supplemento a ll‘ECO di San Gabrielle - Poste Italiane S.P.A. Stampato in Abril del 2011

2011

Pianta alberi. Difendi la vita!


Editoriale

nno internazionale delle Foreste Lo scorso 21 marzo abbiamo celebrato la giornata internazionale della Foresta, che quest’anno ha un’importanza singolare, dal momento che si tratta di un anno dedicato alla difesa delle foreste. Abbiamo organizzato una giornata di preghiera in tutte le nostre comunità e presso la Curia Generale abbiamo celebrato la “Festa dell’albero”. Nelle fotografie si possono vedere al Padre Generale, Ottaviano D’Egidio, e altri religiosi della Comunità mentre piantano alberi nel parco. Abbiamo piantato quattro alberi (aceri giapponesi), come segno della nostra solidarietà con il popolo giapponese. Gli alberi sono stati piantati dal padre Generale, dal segretario Generale della Solidarietà e Missione, padre Jesús Mª Aristín, dal Superiore della Casa e dal fratello Timoteo, il quale, dopo aver servito la nostra comunità per 37 anni, ritornerà nella sua Provincia per un meritato giubileo. Le foreste ospitano 300 milioni di persone e 1600 milioni di persone vivono di esse. Tuttavia esse sono vulnerabili, dobbiamo usarle con attenzione per assicurarne il futuro. Pianta, utilizza e proteggi le foreste per il bene dell’umanità. È importante riconoscere i legami fondamentali tra le persone, l’acqua, le foreste e le zone umide. Una persona su sei ancora non ha ac-

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cesso all’acqua potabile. Siamo testimoni di un crescente problema di scarsità di acqua e di grande difficoltà circa la disponibilità della stessa, a causa di siccità e inondazioni. Le foreste sono essenziali per un approvvigionamento idrico di qualità. Entro il 2025, 1800 milioni di persone vivranno in regioni dove vi sarà scarsità di acqua, e i due terzi della popolazione mondiale potrà soffrire a causa di mancanza d’acqua. Le foreste trattengono e immagazzinano l’acqua e possono svolgere una funzione importante nell’approvvigionamento dell’acqua potabile per milioni di persone nelle megalopoli del pianeta. L’8% delle foreste del mondo ha come obiettivo principale la conservazione del suolo e dell’acqua. Ogni ettaro di foresta offre un contributo importante alla regolazione del ciclo dell'acqua; nel mondo vi sono circa 330 milioni di ettari di foreste per la conservazione del suolo e dell’ acqua, per il controllo delle valanghe, per la stabilizzazione delle dune e per la lotta contro la desertificazione e la protezione delle coste. Celebrate le foreste per le persone e le persone per le foreste e le foreste per la vita. Pianta alberi, difendi la vita!


Commissione Internazionale della Solidarietà Piantare per gli altri Un signore incontrò il suo vicino, un anziano di 86 anni, che stava facendo buchi nel terreno. • Che stai facendo Giovanni?, gli chiese. • Sto piantando alberi di mango, rispose l’anziano. • Speri di mangiare mango da questi alberi?, disse il vicino prendendolo in giro. • No. Alla mia età so che non lo farò, disse l’anziano. Ma ho mangiato mango per tutta la vita, ma non di un albero che io ho piantato. Non avrei avuto il mango se altri uomini non avessero fatto quello che io sto facendo adesso. Cerco soltanto di ripagare coloro che hanno piantato alberi di mango prima di me. Abbiamo un grosso debito verso chi ci ha preceduto e che ha sofferto molto per darci quello di cui noi ora godiamo. Ognuno di noi paga il debito in qualche modo, facendo adesso quello che altri hanno fatto a loro tempo. Diamo tutto quello che possiamo per assicurare qualcosa alle generazioni future. La terra ci invita a piantare nuovi alberi. Piantare è dare la vita…

Giornate Internazionali per la Solidarietà Insieme alla Giornata Internazionale delle Foreste e dell’Acqua (rispettivamente 21 e 22 marzo), la Commissione Internazionale per la Solidarietà ha stabilito le seguenti giornate da celebrare in tutte le nostre comunità sparse nel mondo: 1. 16 ottobre: Giornata mondiale dell’Alimentazione 2. 10 dicembre: Giornata mondiale dei Diritti Umani 3. 30 gennaio: Giornata dei martiri della non violenza. Il primo gennaio celebriamo con tutta la Chiesa la Giornata mondiale della Pace; dal momento che si tratta di una data che ci vede impegnati in altre attività, abbiamo voluto dedicare l’intero mese di gennaio alla Pace e lo concludiamo con l’anniversario della morte di Gandhi, per sentirci più vicini alla Beatitudine della Pace.

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J P I C i n Af ri ca

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Passionisti in África sono entrati nella dinamica della JPIC. Giustizia, Pace e Integrità della Creato sono argomenti che nel mondo di oggi riguardano tutti gli strati della società. La questione, che oggi ci sembra nuova, in realtà non lo è. Già nell’Antico Testamento questi temi sono stati trattati nei libri sapienziali e profetici. Per molto tempo si è pensato che parlare di giustizia, pace e integrità del creato significasse invadere un campo politico. La Chiesa sta recuperando il cuore della dottrina cristiana che è stato portato dal nostro Salvatore e che sempre è stato considerato come uno “chasse gardée” della politica. Alcune parti del mondo hanno cercato di recuperare questi valori evangelici, centrando la vita cristiana in questo insegnamento che, pastoralmente, è uno sforzo senza precedenti. Gesù non ha mai smesso di proclamare questi valori nel suo insegnamento. Parlare di giustizia e di pace significa denunciare l’ingiustizia, significa essere por-

tatori di pace. Parlare di giustizia e di pace significa entrare realmente nel cuore del messaggio evangelico che è parte integrante della Buona Novella che ha portato Gesù Cristo. Quante volte Lui stesso ha denunciato le ingiustizie, le violenze. Il suo saluto dopo la risurrezione è stato un saluto di pace. Tutto il Vangelo è pieno di questo insegnamento. La mia intenzione non è fare un’analisi sistematica e storica per recuperare e inserire questo insegnamento cristiano nella vita della Chiesa, tantomeno nel mondo passionista, ma invitare i fratelli ad approfondire di più questo argomento e centrare il nostro lavoro pastorale su questo campo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Integrando questi valori nel nostro lavoro pastorale, saremo più vicini alle realtà del nostro popolo. Anche il messaggio evangelico che portiamo sarà attualizzato e vissuto concretamente nella misura in cui lo impegneremo in questo ambito. È anche un modo per sentirci provocati e vicini ai fratelli e sorelle che vivono situazioni di in-

Seminario - Laboratorio di JPIC in Kenya 4


giustizia e violenza. Il nostro Capitolo Generale del 2006 ci ha ricordato con forza l’importanza di questo tema in relazione al nostro carisma passionista. Vivere questi valori di giustizia, pace e integrità della creato, ci dà una nuova visione di come vivere oggi il nostro carisma. L’Ufficio per la Solidarietà e Missione sta attualizzando la raccomandazione (proposta) n.5 del 45°Capitolo Generale, animando le entità giuridiche della nostra Congregazione. Parliamo dell’Africa. L’anno scorso (2010), in giugno, padre Jesus Aristin e padre Vital sono andati in Kenya e in Tanzania, dove hanno animato gli incontri di formazione per i religiosi del vicariato s. Carlo Lwanga in Kenya (si vedano le foto a riva del lago Vittoria) e per i religiosi del Vicariato s. Gemma in Tanzania. La partecipazione dei fratelli è stata totale ed attiva in entrambe le entità. Il seminario-laboratorio è stato aperto a tutta la famiglia passionista: religiosi, religiose, laici... Speriamo che l’esperienza vissuta continui ad essere approfondita dal punto di vista pastorale. Quest’anno l’Ufficio della Solidarietà e Missione andrà nella Repubblica Democratica del Congo, a maggio, con lo stesso obiettivo: animare i fratelli e tutte le persone interessate all’ambito della giustizia e della pace. Sappiamo anche che nelle Diocesi dove stiamo lavorando si organizzano corsi su questo tema e invitiamo i nostri a manifestare il proprio interesse. Ultimamente, a Kinshasa, la capitale del Congo, è stata organizzata una riunione delle chiese dell’Africa, ed è stata fatta una riflessione intorno ad una migliore pastorale di giustizia e pace. P. Vital Otshudialokoka autore dell’articolo

Missionari nella R. D. Congo Educazione e formazione. Come tutte le entità giuridiche della Configurazione Passionista africana, la vice provincia SALV sta cercando con tutti i mezzi di rendersi autonoma sia per quanto riguarda il personale, sia per l’aspetto economico. Il cammino è ancora lungo, ma non mancano impegno e buona volontà. La formazione dei giovani religiosi è sempre una priorità in tutta la Congregazione, soprattutto in questo tempo di ristrutturazione in cui si trova la nostra Congregazione. I costi per la formazione dei giovani sono sempre più insostenibili per la vice provincia, per cui i responsabili locali hanno in programma un progetto di affittare alcuni locali, in modo che il ricavato possa coprire le spese per la formazione. Questo progetto, tuttavia, non ha trovato un finanziamento da parte di nessun Organismo e ciò per diverse ragioni. Alla fine l’Ufficio per la Solidarietà e la Missione si è assunto la responsabilità di finanziare questo progetto per salvaguardare la vita passionista nascente. Speriamo che tutto vada bene! Ai Passionisti del Congo interessa non solo la formazione dei loro giovani, ma anche l’educazione dei giovani congolesi nelle scuole secondarie e tecniche. Abbiamo un progetto per una scuola secondaria tecnica nella Parrocchia di santa Annuarite de Lovo. Anche per questo non abbiamo ancora un riscontro positivo. Gli Organismi richiedono informazioni che mancano nel progetto. Per ottenere l’aiuto finanziario bisogna ottemperare alle condizioni richieste dall’organismo. È un incentivo per lavorare meglio in futuro. P. Vital Otshudialokoka Onasaka 5


La mia esperienza e i contatti con i vari Enti

l nostro abituale contatto con gli enti avviene attraverso Internet e a volte visitando personalmente alcune Istituzioni che hanno una sede fuori Roma. Sono stato due volte in Germania, a Monaco e ad Aquisgrana. Ho visitato Missio-Monaco, Missio-Aquisgrana e Misereor. Sono in contatto con “Les Frères d’Espérance” (Francia), con la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Propaganda Fidei, Caritas italiana, le Sorelle di san Pietro Claver, l’Opera di promozione della Alfabetizzazione nel mondo (OPAM), le Pontificie Opere Missionarie, la Caritas Antoniana (Italia)….in Spagna sono in contatto con Manos Unidas, Summa humanitate; in Inghilterra con Little way e molte altre. Attraverso i contatti ci rendiamo conto che le esigenze sono sempre maggiori. A questo si aggiunge il ritornello senza fine della crisi economica a livello mondiale che stiamo attraversando. A parte l’eccezione di qualche ente, la maggior parte si lamenta per la scarsità di fondi per venire incontro alle numerose richieste che ricevono. Come risultato, diventano più esigenti e limitano il numero di progetti che possono appoggiare. Per alcuni progetti che ci inviano manca la documentazione, altri sono organizzati senza seguire il formulario ufficiale. Normalmente questi progetti vengono rifiutati. Siamo particolarmente interessati quando vi è la presentazione accurata di un progetto, con la speranza di ottenere la dovuta attenzione degli enti. Non è facile ricevere appoggio per i progetti strettamente pastorali e religiosi. Le Istituzioni che si interessano di questo tipo di progetti sono poche ed esigenti. In cambio, per quei progetti che fanno riferimento ad aiuti sociali è più facile. I progetti devono essere ben presentati e documentati. Alcune organizzazioni

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richiedono tutti i dettagli del progetto, come, ad esempio, gli enti spagnoli. Di fatto nessun progetto presentato ad un’agenzia spagnola ha avuto successo. In cambio in Italia, quando la problematica è ben presentata ed è presente tutta la documentazione, si dà sempre una risposta favorevole. È ancora più difficile, per non dire impossibile, per quei progetti che rispondono ad esigenze di trasporto, sebbene ci chiedano di dare la metà della somma di denaro per comprare un veicolo e noi accettiamo. Ad oggi, possiamo dire che il lavoro compiuto nel campo della progettazione sta procedendo bene. Dobbiamo ancora imparare a fare le cose bene, soprattutto farle come vogliono gli enti a cui ci rivolgiamo. Una risposta negativa deve stimolarci a fare le cose ancora meglio. Una cosa è certa: se i promotori dei progetti si impegnano a lavorare secondo le indicazioni degli enti, il nostro lavoro diventa più facile e le ricompense saranno maggiori. Tutti dobbiamo impegnarci a fare le cose per bene. Quando un progetto è stato finanziato, dobbiamo realizzare quello che ci siamo proposti nel progetto e scrivere una relazione finale che renda conto del denaro ricevuto. Non possiamo cambiare il progetto a nostro capriccio. Non bisogna lasciarsi trasportare dalla gioia della sovvenzione e dimenticarsi della responsabilità e della relazione finale del progetto una volta completato. Questo è importante per la nostra credibilità e soprattutto per la nostra continuità. Dobbiamo stare attenti a non chiudere le porte della generosità. P. Vital Otshudialokoka Onasaka


Cinque Pozzi di acqua per Tanzania

O

biettivo: scavare 5 pozzi di acqua

in 5 villaggi del Distretto di Muheza nella Regione di Tanga (Tanzania). I paesi hanno un totale di 13.671 abitanti e sono i seguenti: Songa Kibaoni, Pangamlima, Zeneti, Maguzoni e Songa Batini. La maggior parte degli abitanti non ha accesso all’acqua potabile. Quella che utilizzano per fini domestici è contaminata, quindi diventa la causa principale di malattie. La foto mostra una situazione reale attuale: senza l’accesso all’acqua potabile, un uomo del villaggio di Maguzoni raccoglie l’acqua contaminata da uno stagno. È impressionante l’urgente necessità di acqua che ha l’Africa. Dare da bere all’assetato è Vangelo puro. Tutti abbiamo diritto all’acqua e al pane. I nostri missionari di Veyula (Tanzania) hanno scavato un pozzo che rimane disponibile 24 ore su 24, per dare da bere gratuitamente a tutta la popolazione che deve attendere ore perché arrivi il suo turno (vedere le foto). Per questo abbiamo dato priorità allo scavo di pozzi ed è uno dei progetti più ambiziosi. La Conferenza Episcopale Italiana ci ha sovvenzionato con 70.000 euro. Dio li benedica!

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Alcuni progetti reali ell’ano 2010 abbiamo realizzato 29 progetti nell’ambito dell’educazione alla salute, delle infrastrutture, della promozione della donna, dei diritto del bambino, della difesa dei diritti umani... Alcuni di questi progetti sono in corso. I progetti sono stati realizzati soprattutto nelle seguenti zone del mondo: • Africa: Kenya, Tanzania e Repubblica Dem. del Congo. • Asia: India, Indonesia e Filippine. • Europa: Bulgaria e Ucraina. • America Latina: ci siamo concentrati in modo particolare su Haiti, per aiutare le vittime del terremoto. L’importo totale degli aiuti è stato di

Paese

N

€ 508, 675.62. L’Ufficio per la Solidarietà e la Missione, che include l’antica Segreteria delle Missioni, si è impegnato ad aiutare i missionari e le missionarie a portare avanti i progetti di evangelizzazione e di sviluppo; aiuta a sostenere le attività caritatevoli e sociali di tutti i missionari passionisti del mondo e offre corsi di consulenza e formazione. Padre Vital Otshudialokoka presenta i progetti agli Organismi, alle Istituzioni e alle ONG (organizzazioni non governative), cercando anche sovvenzioni. Il continente africano è quello che ha presentato più progetti ed è senz’altro quello che ha maggiori necessità, sia per quanto riguarda le persone (donne e bambini), sia per quanto riguarda i bisogni fondamentali (cibo, acqua, salute, educazione).

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Pr

HAITI

Terremoto Costruzione d Distretto di Mu TANZANIA Perforazione d qua e Progetto KENYA Restaurazione rale di Sotik KENYA L’emancipazio mezzo del aiut ANGOLA Un Toyota Hilu gota KENYA Costruzione d Rep. Dem. CONGO mazione) Restaurazione munità UKRAINA TANZANIA

Acquisto di 16 Mlowa - dispen

FILIPPINE

Protezione del


zzati nell’ultimo anno

rogetto

di cinque pozzi nel uheza–regione Tanga di un pozzo per l’aco agricolo per il grano e del centro pasto-

one delle donne per to e la formazione ux per il centro Gol-

Sovvenzione

Organismo

70.000 €

L’intera Congregazione passionista Conferenza Episcopale Italiana (C. E. I.)

31.000 €

C. E. I.

16.867 €

C. E. I.

15.000 €

C. E. I. Vice-Provincia VULN (Germania) Ufficio passionista per la Solidarietà e la Missione Ufficio passionista per la Solidarietà e la Missione

300.000 $

15.000 €

di 10 locali (per la for15.000 €

e della casa della Co13.000 €

6 pannelli solari per nsario parrocchiale

12.000 €

l territorio

5.000 €

C.E.I. Ufficio passionista per la Solidarietà e la Missione

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Kenya: vitalità in cooperazione I Passionisti e le Passioniste del Kenya sono impegnati in diverse attività sociali e sono quelli che ultimamente hanno presentato più progetti. Tra questi: la promozione delle vedove, la cura degli orfani, il miglioramento dell’agricoltura, lo sviluppo del bestiame, la ricerca dell’acqua potabile....... Ne voglio evidenziare tre: il lebbrosario e un dispensario medico di Kadem, gli orfani di Tonga e Kadem e la panetteria di Molo. Il più sorprendente è senza dubbio il lebbrosario di cui si prendono cura le missionarie, le quali, come padre Damiano a Molokai, danno la loro vita per i malati di lebbra che non hanno la possibilità di ricevere cure mediche. Le missionarie, con infinita pazienza, puliscono le ferite e danno loro le cure necessarie per la malattia.

La panetteria di Molo aiuta a migliorare la nutrizione della popolazione. Padre Raphael Manguiti, superiore in Kenya, ci mostra il mulino per macinare il mais. L’evangelizzazione e lo sviluppo umano vanno di pari passo. Come papa Paolo VI ci ricordava nella “Populorum progressio”, dobbiamo sempre tenere unita la vita umana e quella spirituale, lo sviluppo e la cura pastorale. I missionari si incontrano sempre con questo problema. Il lavoro missionario non è soltanto la costruzione di cappelle o chiese per la celebrazione dell’eucaristia, ma consiste anche nello stare attenti alle necessità della popolazione e cercare le soluzioni che soddisfino le urgenti necessità che emergono dal punto di vista sociale. Oggi il ministero sacerdotale include anche questa realtà.

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Il lebbrosario e il dispensario medico di Kadem (Kenya). L’AIDS continua a diffondersi in Africa e una delle conseguenze più evidenti è l’aumento degli orfani, a causa della morte per AIDS dei genitori. I nostri missionari gestiscono due orfanotrofi, ma hanno grosse difficoltà economiche, soprattutto per le spese alimentari. Ci hanno presentato un progetto per lo sviluppo del bestiame, in modo da avere carne per i bambini e avere delle entrate per un autosostentamento del centro. Speriamo di trovare chi possa patrocinarlo, per poter dare da mangiare a questi orfani. Un altro grande problema è la mancanza d’acqua, soprattutto nelle stagioni secche dell’anno.

Mulino della panetteria di Molo


Uffici per la Solidarietà “L’azione in favore della giustizia e la partecipazione alla trasformazione del mondo sono una dimensione costitutiva dell’annuncio del vangelo” (Sinodo dei vescovi, “La giustizia nel mondo”, 1971), per questo i nostri missionari ascoltano il grido del loro popolo e “s’impegnano nella promozione della giustizia nell’ambiente sociale dove agiscono” (Vita consecrata, 82). L’evangelizzazione dei nostri missionari va accompagnata da una promozione umana (Evangelii nuntiandi, 31). Questa promozione è stata sviluppata dalle ONG, dai volontariati organizzati e dagli Uffici per la solidarietà. Di seguito una breve enumerazione di alcune iniziative di solidarietà per la promozione umana: 1. È da venti anni che in Spagna esiste la ONG ADECO (Amicizia, Sviluppo e Cooperazione) che si occupa dei progetti presentati dai nostri missionari soprattutto per l’America latina. Negli ultimi anni sono nate le ADECO in Messico, in Perù... 2. Recentemente è sorta la ONG SSPass (Servizio Sociale Passionista) in Honduras 3. Allo stesso modo, da tempo i passionisti italiani hanno le loro ONLUS, per i progetti in Africa (Il villaggio della gioia, Le mamme degli orfani, Solidarietà passionista, Il museo africano...). 4. In Portogallo: Rosto Solidario sta lavorando molto bene, aiutando i nostri missionari in Angola e Mozambico. 5. In Bulgaria: Tavolo dell’amicizia....

Volontariato Le ONG di cui sopra e gli Uffici per la Solidarietà organizzano anche gruppi di volontariato: • Attraverso ADECO in Messico, Perù e Centroamerica. • I Passionisti degli USA hanno il loro Passionist Volunteers, ed aiutano in Giamaica, Haiti e in Honduras. • I Passionisti australiani stanno inviando volontari in Vietnam. • Da anni i Passionisti italiani stanno facendo un lavoro straordinario in Kenya e Tanzania. • I portoghesi aiutano l’Angola e il Mozambico. Si tratta di un gruppo numeroso di laici della Famiglia passionista che, in mdo altruista e disinteressato, è capace di sacrificare un pò di tempo della loro vita, per condividerlo con i più poveri nelle diverse latitudini del pianeta.

Uffici per la Solidarietà in Africa Crediamo stia crescendo la sensibilità verso la giustizia e la promozione umana in Africa; la prova sono i tre nuovi Uffici di JPIC che si sono aperti nell’ultimo anno in Kenya, Tanziania e nella Repubblica Democratica del Congo. • Recentemente la Repubblica Democratica del Congo ha aperto un Uffico di JPIC, che, speriamo, possa dare abbondanti frutti per il bene e lo sviluppo dei villaggi. • In Kenya padre Peter Ochieng è stato designato come responsabile dell’Ufficio e in questo periodo sta seguendo un corso presso l’Università a Nairobi, per poter svolgere ancora meglio la sua attività. • L’Ufficio in Tanzania si chiama PASSOD (Passionist Solidarity and Social Development Office)

Le parole, in swahili, sul poster dicono: Le attività di PASSOD sono: 1. Protezione dell’ambiente 2. Dare le istruzioni e le medicine per la salute 3. Aiutare i diversi gruppi 4. Acqua 5. Promozione delle donne 6. Istruzione 7. AIDS 8. Agricoltura e bestiame 9. Sviluppo locale.

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Il ponte della vita – Daraja mar ngima A padre Claudio Moscatelli, come a tanti altri missionari, in più di una occasione gli è toccato aspettare ai margini di un piccolo torrente o di un fiume, affinché scendesse un pò la quantità e diminuisse la forza dell’acqua, per poter passare all’altra sponda. Le forti piogge cadute in poche ore provocano pericolose inEl Puente de la vida ondazioni, a causa delle quali alcune persone perdono la vita nel tentativo di guadare il fiume. Per questo il ponte di Macalder (Kenya) sul fiume Kuja, lungo 64 metri e largo 3,80, in ceraja mar ngima”. mento armato, permette di giungere all’altra 2. Il ponte ha permesso di unire le due terre di sponda sia a persone che a veicoli. missione di Macalder. La maggior parte Obiettivi della costruzione del ponte: delle scuole e dei negozi si trovano su una 1. Salvare le vite. Durante le piogge il fiume delle due sponde. aveva già mietuto vittime, per questa ra3. Incrementare lo sviluppo del territorio, dal gione lo si chiama “ponte della vita”, “Damomento che era una zona depressa.

Rey Carvyn Ondap “Io sono Rey Carvyn Ondap cp e appartengo alla JPIC delle Filippine. È il mio secondo anno di ministero sacerdotale nella missione cattolica presso i popoli indigeni e sono stato nominato dal nostro provinciale per la animazione della JPIC il 4 dicembre del 2009”. I precedenti: Le Filippine sono uno degli stati più ricchi di minerali ed è anche uno dei cinque stati più conosciuti per lo sfruttamento minerario. Ha la più grande cava del sud-est asiatico e della regione del Pacifico occidentale di nichel, rame e oro. La cosa peggiore è che ha 857 siti di estrazione a cielo aperto abbandonati. Non ha né richiede nessuno studio sulla viabilità, non ci sono notizie circa imposte esigite dal governo e le compagnie minerarie si ritirano come se nulla fosse accaduto. Non c’è alcun risarcimento dei danni causati. La distruzione ambientale è il comune denominatore delle attività di estrazione. Le nostre azioni: • Come JPIC Passionista abbiamo portato avanti una IEC (campagna di informazione e educazione) nelle nostre terre di missione,

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circa lo sfruttamento minerario e il cambio climatico nelle zone colpite. Lo abbiamo fatto collaborando, formando reti e alleanze con le organizzazioni SCAN (“azioni socsargen per il tempo oggi”, con gli avvocati che difendono l’ambiente e le organizzazioni non governative). Abbiamo inoltre agevolato campagne per raccogliere firme contro le cave a cielo aperto. • Come Chiesa: abbiamo fatto mobilitazioni di massa, ricerche e comunicati di coltivazioni agricole e ad altre attività per rendere la vita almeno dignitosa ed abbiamo pensato di promuovere la AMB (progetto di legge per le “cave aletrnative”. Legge sulle cave 7942 del 1995) • I nostri limiti. - Il tema delle cave è un problema troppo grande che non si può affrontare solo a livello locale. Staimo cercando contatti all’esterno. - Abbiamo inoltre limiti per quanto riguarda il personale e il denaro. Che la morte di Cristo in croce possa ispirarci a continuare la lotta per l’ambiente, così come per i diritti dei popoli.”. Si può visitare sul web:www.dadbulol.com


P INTERNATIONAL S S I O N I S T S

Kevin Dance ompiendo la missione specifica di essere “la voce di coloro che non hanno voce”, Passionists International ha presentato una dichiarazione al segretario Generale dell’ONU, a favore delle popolazioni inidigene e dei missionari e missionarie che lavorano per la difesa dei loro diritti. Un lavoro silenzioso che va avanti da decadi e molte volte è incompreso. Passionists International ha chiesto alle Nazioni Unite che vengano riconosciuti i Diritti delle popolazioni indigene e si riconosca e si rispetti il lavoro dei missionari. Ecco, di seguito, una parte di questa meravigliosa dichiarazione: 1. “Alcune recenti relazioni sottolineano che non basta ridurre la povertà al fatto che ci sia o no denaro.... 2. ....L’effetto accumulato delle crisi finanziarie, alimentari, energetiche e del cambio climatico ha ridotto la capacità dei membri più vulnerabili delle nostre società di uscire dalla trappola della povertà. Ciò riveste una particolare rilevanza per le popolazioni indigene, che rappresentano un numero elevatissimo di persone che vivono in “estrema povertà”, con carenze di accesso ai servizi sociali, cura sanitaria ed educazione. 3. ...Il segretario generale Ban Ki-Moon (si veda SG/SM/12848 HR/5013) ha segnalato le allarmanti statistiche estratte dalla relazione sulla situazione delle popolazioni indigene nel mondo. Queste costituiscono un 5% della popolazione mondiale ed un terzo delle persone più povere del pianeta. In molti paesi la speranza di vita di un bimbo indigeno è di 20 anni inferiore rispetto a quella di un non indigeno. Per molti dei 370 milioni di indigeni presenti in più di 70 paesi, la violenza, la brutalità e la discriminazione sono realtà quotidiane. 4. I membri di Passionists International che lavo-

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rano in molti paesi con le popolazioni indigene, ci informano di un evidente incremento di atti di discriminazione e violenza contro i nostri fratelli e sorelle indigeni. 5. Le popolazioni indigene generalmente hanno una connessione con la terra da migliaia di anni. Queste terre sono ricche in biodiversità, risorse naturali, acqua e minerali. A prescindere dal fatto di aver vissuto e di essersi presi cura di queste terre e risorse, raramente prosperano dando i frutti che potrebbero. 6. Una delle lezioni apprese dalla rapidità di voler raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e attuare piani nazionali di sviluppo è che il modello di sviluppo dominante spesso danneggia le persone, le famiglie e le comunità indigene. 7. La popolazione indigena è intrappolata tra la tensione creata dalle richieste di maggiore produzione, conseguenza degli accordi bilaterali per il libero commercio e il loro diritto ad una libera determinazione. Tra gli aspetti che peggiorano la situazione occorre menzionare i seguenti: • L’accaparramento di grandi estensioni di terra indigena per la produzione di biocarburanti, che minaccia la biodiversità. • La violazione dei loro diritti tradizionali della proprietà della terra. • La concessione di permessi di estrazione, che colpisce la loro salute, il benessere e la prosperità. Alcuni membri di Passionists International che sostengono queste popolazioni nella loro lotta, hanno ricevuto minacce di morte e sono stati minacciati con la reclusione o la espulsione dal paese”... L’intera dichiarazione può essere letta andando su : http://www.passionistsinternational.org/noticias.html

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Padre Mario Bartolini “assolto” Dopo mesi di attesa per la lettura della sentenza, padre Mario è stato assolto lo scorso 20 dicembre 2010 da tutte le imputazioni e tra le quali quella di “ribellione”. La sua assoluzione presuppone un riconoscimento del lavoro di evangelizzazione della Chiesa, che accompagna gli indigeni “nel rafforzamento della loro identità e organizzazione, nella difesa del territorio, in una educazione interculturale bilingue e nella difesa dei loro diritti” così come è scritto nel documento finale di Aparecida. Padre Mario ha vissuto anni difficili, di fronte ai quali, fedele alla sua vocazione passionista di seguire il Crocifisso, non si è tirato indietro. Un’intera vita al servizio del vangelo e del popolo. Vogliamo, da queste pagine, che padre Mario si senta sostenuto da coloro che sanno che i poveri sono il volto visibile di Dio sulla terra. “Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,10).

È pericoloso mettersi dalla parte dei poveri Un altro testimone di generosità e di offerta è padre Rey Carvyn Ondap, passionista filippino che sta lavorando nell’isola di Mindanao, nella provincia di Cotabato e lì sta organizzando corsi di formazione per gli agricoltori e sta organizzando le comunità per difendersi dalla multinazionale Sagittarus Mines Incorporated (appartenente a SMI Xstrata), che sta contaminando tutta la zona e, come al solito, cerca solo il proprio beneficio senza pensare al male che può fare al popolo di Cotabato. I padri Mario Bartolini e Rey Ondap sono eredi della fedele tradizione dei maritri, che è tipica di ogni cristiano, e che stanno vivendo pienamente. Entrambi hanno i seguenti elementi in comune: sono in zone povere e dimenticate dai rispettivi governi; sono zone tropicali, invase dalle multinazionali e i nostri missionari non possono restare in silenzio; denunciano l’ingiustizia, si mettono dalla parte dei poveri e questo gli costa persecuzione, cause giudiziarie, calunnie... “Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,10). 14


Volontariato - Testimonianza na delle esperienze che maggiormente mi ha impressionato durante il viaggio in Tanzania è stata la visita a “Il Villaggio della Gioia”. Alla periferia della capitale Dar es Salaam vi è un villaggio che accoglie più di cento bambini con un’età al di sotto dei 13 o 14 anni. Un bambino su 6 ha già perso il padre o la madre a causa dell'AIDS. Quando padre Fulgenzio Cortesi vide tanti bambini orfani e abbandonati a causa della prematura morte per AIDS delle loro madri, gli si intenerì il cuore e decise di fondare questo villaggio. Sono circa 15 anni che ha avuto la brillante idea di fare questa costruzione per accogliere bambini fin dalla più tenera età e cercare di dare loro tutto ciò di cui possono aver bisogno: educazione, vestiti, cibo, cure mediche e soprattutto amore. I bambini vivono in gruppi di 8, 10 o 12 all’interno di casertte e sono accompagnati da una coppia di adulti, alla quale i bambini si rivolgono chiamandoli “mamma e papà”, sentendosi in questo modo una vera famiglia. Si respira veramente un clima di gioia, serenità e pace. Sono rimasto impressionato dalla testimonianza

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Miguel y Mara con il Segretario della Solidarietà e Missione Passionista, all’ombra di un baobab

di Manuel e Mara, due volontari, ai quali ho chiesto di scrivere in poche righe la loro esperienza ed ecco ciò che hanno detto:

“Siamo Manuel e Mara e abbiamo deciso di compiere questo primo anno di volontariato dopo essere stati qui al villaggio altre 4 volte ed ogni volta le permanenza era di 1 mese. Quello che ci ha spinto ogni volta a tornare e’ stato l’amore per i 104 bimbi accolti da padre Fulgenzio come suoi figli. Anno dopo anno li abbiamo visti crescere ed insieme a loro crescevano le strutture del villaggio, sempre piu’ numerose e necessarie. Seguendo il progetto di padre Fulgenzio, in cui crediamo fortemente, cerchiamo di fare del nostro meglio per contribuire a dare loro maggiore dignita’, tramite isruzione, cibo e cure sanitarie e non per ultimo un po’ di affetto. Specificatamente ci occupiamo dei rapporti con l’Italia e della gestione dei volontari, impegnandoci a risolvere piccoli imprevisti all’ordine del giorno, cosi’ comuni qui in Tanzania. Le difficolta’ e le insicurezze per quanto riguarda il loro ed il nostro futuro non mancano, ma sentiamo che la strada e’ quella giusta. Per la nostra vita non potevamo chiedere di meglio, i loro sorrisi valgono molto di piu delle sicurezze che la vita in Italia ci stava offrendo. Con questa convinzione speriamo che questo sia il primo di molti anni… Asante sana baba Fulgenzio!” “Grazie padre Fulgenzio” è il significato delle ultime parole scritte in lingua swahili. Padre Fulgenzio, nonostante i suoi 74 anni, è ancora in grande forma; tuttavia, sono preoccupato per il futuro, di ciò che accadrà dopo di lui. Che Dio ne abbia cura e lo protegga ancora per molti anni.

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Abbiamo la nostra ONG riconosciuta dalla regione Lazio in Italia:

Solidarietà Passionista È la ONG della Curia generale al servizio di tutta la Congregazione e per aiutare i nostri missionari e le missionarie. Ci permetterà anche di presentare progetti ad Organismi civili (comuni, governi regionali...) e coordinarci con le ONG passioniste.

Donazioni per le Missioni Passioniste POTETE INVIARE UN ASSEGNO AL SEGUENTE INDIRIZZO: P. Jesús Mª Aristín. Segretariato Generale della Solidarietà e Missione Piazza Santi Giovanni e Paolo, 13 00184 Roma. ITALIA Teléfono: (39) 06 772711 E-mail: cpmissioni@passiochristi.org TRANSFERIMENTO BANCARIO A: Banca: BANCA POPOLARE DI SONDRIO Direzione della Banca: Agenzia 24 di Roma Via San Giovanni Laterano, 51 A 00184 Roma (RM) Numero Conto: 2650 / 35 IBAN: IT68U 05696 03224 000002650X35 Cidice Bancario: (Swift): POSO IT 22 I donativi possono sgravarsi dalla Dichiarazione dell’IRPEF.

BOLLETINO PER INVIARE DONAzIONI ALLE NOSTRE MISSIONI Nome: ............................................................................................................... Cognome: ......................................................................................................... Indirizzo: ........................................................................................................... CAP: .............................. Città: ........................................................................ Telefono: ........................................................................................................... E-mail: .............................................................................................................. Desidero collaborare con: ................................................................................


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