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PhotoMagazine Marzo 2018 Vol. 1


Editore Christian Temporiti Fotografi Alice Varotto Maria Grazia Margiotta Filippo Carlot Chris Tempo Main Partner

TIENNElab

per Sponsor ,Collaborazioni , Idee tnlab24@gmail.com


Contenuti Marzo 2018 Vol. 1

A Proposito di ….. Tcleb FotoWorldNews – Notizie dal Mondo I Grandi: HenryCartierBresson VivianMaier Edouard Boubat MariusVieth Esposizioni-Mostre-Concorsi Ospiti : Alice Varotto MariaGrazia Margiotta Filippo Carlot City From the Group #TempoFotoClub XmassClubContest2017

Se Nel Mirino Vedi la Persona , Lascia Perdere e’ il Suo Pensiero che Devi Ritrarre !

Tcleb


A Proposito di …………

Editore Christian Temporiti christian3tempo@gmail.com

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Tutto nasce una Piccola idea di unire in un Tutto nasceda ,come in moltiidea casi, l’succede, da una unico luogo ed esperienze diun questo fantastico piccola ideascatti , un idea di unire in unico luogo mondo fotografico . Tcleb FotoMagazine nasce tutto cio’ che amo in questo fantastico mondo proprio cosi.concentrato nel mettere in risalto profili fotografico Tcleb FotoMagazine nasce proprio cosi Amatoriali, Emergenti e SemiProf. Senza trascurare concentrato nel mettere in risalto gli scatti e le i “Miti” Attuali , del Passato e le esperienze di esperienze di molti fotografi Amatoriali, Emergenti Professionisti , Per poterne captare consigli e e SemiProf. Senza trascurare la presenza di “ Miti” migliorare tecnica ed istinto personali. passati modernimostre, per poterne catturare e In Tcleb etroverete concorsi, condivisioni e condividere segreti e consigli. In Tcleb troverete scatti provenienti dai nostri contests sia “ OnLive” , mostre, concorsi , interviste, e condivisioni organizzati in diverse sedi ,che scatti “OnLine” presso il provenienti dal mio Gruppo Social nostro Gruppo Social #TempoFotoClub , dico nostro #TempoFotoClub e daima vari contests sia “ dei OnLive” perche’ si io l’ho creato solo con l’ aiuto membri che ne “OnLine” organizzati coninlabrevissimo splendidatempo e fanno parte e’ cresciuto crescera’ con le esperienze di altri chedisponibili verranno. , collaborazione di Amici nelle sedi Troverete notizie dal mondo ma sopratutto nostro troverete notizie dal mondo e dal nostrodal stupendo stupendo Paese che di creativita’ fotografica ne e’ una paese fonte inesauribile di creativita’ fotografica. fonte infinita .

La fotografia e’ probabilmente fra tutte le forme d’arte la piu’ accessibile e la piu’ gratificante . Puo’ registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia . Puo’ sorprendere , divertire ed educare . Puo’ cogliere e comunicare emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidita’ e precisione. john Hedgecoe


Le Tcleb 5

Looking Around Us

Foto World News

Dal 2007, Google Street View ha eseguito scatti panoramici di oltre 8 milioni di chilometri di strade, coprendo 45 nazioni e circa 3.000 città in giro per il mondo. L’artista e regista canadese Jon Rafman ha passato molte ore a selezionare queste immagini. Ha fatto degli screenshot delle migliori per mostrarle sul suo blog (senza mai rivelarne la posizione). Il nome “9-Eyes” del suo Tumblr richiama le nove macchine fotografiche utilizzate Dai mezzi di Street View di Google. Le foto ritraggono la bellezza e la stranezza del mondo.


Foto World News La macchina fotografica più cara del mondo: venduta per 2,4 milioni di euro una Leica del 1923

A un'asta di Vienna il pezzo d'antiquariato è stato battuto per la cifra da record. Il prezzo di partenza era di 400mila euro: si tratta di uno dei prototipi creati due anni prima dell'inizio della commercializzazione delle macchine del marchio tedesco La cifra di partenza era 400mila euro. Quella battuta alla fine dell'asta è sei volte più alto, pari a 2,4 milioni. Un prezzo che ha incoronato un'antica Leica del 1923 la macchina fotografica più cara del mondo. L'acquirente è un collezionista privato di origine asiatica, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha precisato la galleria viennese Westlicht, che ha messo in vendita il pezzo. Una delle più importanti, riconosciuta a livello internazionale per le sue vendite prestigiose. La macchina è la Leica 0-series numero 122. Che fa parte di una serie di 25 prototipi creati due anni prima dell'inizio della commercializzazione degli apparecchi fotografici da parte del marchio tedesco. Uno degli unici tre conservati «nel loro stato originale», fanno sapere dalla galleria d'arte. La Leica batte il record precedente di un'altra Leica del 1923, aggiudicata al prezzo di 2,16 milioni di euro nel 2012. La società è stata acquistata nel 2005 dall'austriaco Andreas Kaufmann. Da una drammatica crisi, è riuscito a rilanciare il nome di un marchio legato ai pionieri del foto gionalismo e della fotografia.

Tratto dal “ CorriereDellaSera


Foto World News

Al via a Perugia il festival della fotografia sociale e terapeutica Dal 10 marzo all'8 aprile va in scena Perugia Social Photo Fest, con 18 mostre, workshop, conferenze e altri eventi legati al temaThe skin I live

fotografia di Lee Jeffries, dalla mostra Homeless


The skin I live, la pelle che abito, è il tema portante dell'edizione 2018 di Perugia Social Photo Fest. Il festival, che si terrà dal 10 marzo all'8 aprile a palazzo della Penna e in altre location perugine, vanta ben 18 mostre fotografiche, con autori nazionali e internazionali, che ruotano attorno al tema del festival, più workshop, conferenze, eventi, letture portfolio, laboratori. La rassegna internazionale di fotografia sociale e terapeutica si inaugura venerdì 9 Marzo, alle 18.00 presso il Museo Civico di Palazzo della Penna. Il tema di questa quinta edizione del Perugia Social Photo Fest è la pelle, intesa, si legge nel comunicato stampa, come "totalità di una superficie di confine ed espressione di quella 'imprescindibile' separazione dal nostro ambiente e dal nostro prossimo, che è fondamento dell’essere". Il tema del festival, spiegano gli organizzatori, sarà affrontato portando come testimonianza esempi di fotografia sociale, di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive, mezzo per dar voce agli “esclusi” e quindi strumento di inclusione sociale, e di fotografia terapeutica intesa come mezzo di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale soprattutto laddove c’è una difficoltà di comunicazione per attivare un processo di autocoscienza e di esplorazione del sé. L’edizione 2018 del Perugia Social Photo Fest sarà inoltre ricca di numerosi eventi collaterali, tra cui una Master Class a cura di Judy Weiser, psicologa, arte terapeuta, fondatrice e Direttrice del PhotoTherapy Centre di Vancouver (Canada), considerata l’autorità mondiale in merito alla fototerapia; workshop con Francesca Belgiojoso e Monika Bulaj, una performance con la stessa Bulaj e una serie di presentazione di libri. Confermata anche per quest’anno la conferenza internazionale sull’utilizzo delle fotografie per migliorare il benessere e ridurre l’esclusione sociale dal titolo Experiencing Photography che si terrà sabato 17 e domenica 18. Per saperne di più: perugiasocialphotofest.org


I Grandi

HenriCartier-Bresson:

Regole fondamentali per la Street Photography è il padre indiscusso della street photography. L’amore per la macchina fotografica lo ha portato in molti angoli del pianeta: Cina, Canada, Stati Uniti, Messico, Cuba, India, Giappone e molti altri luoghi. Cartier-Bresson fu il primo fotografo occidentale che riuscì a muoversi liberamente per fotografare in quella Unione Sovietica del dopo-guerra che conservava ancora mille segreti. E’ l’esempio del fotoreport contemporaneo che gira il mondo per fotografare la realtà dalla strada, con lo stesso punto di vista delle persone comuni, ma trovando angoli visuali unici che descrivono interi immaginari sociali e raccontano la storia attraverso le immagini della gente. La sua carriera è diventata un esempio unico ed inimitabile, che ha segnato generazione di fotografi. Ecco i 10 insegnamenti fondamentali che ci ha lasciato.


1. Focalizzarsi sulla geometria Henri Cartier-Bresson, ha sempre considerato la geometria come una forma di poesia. Guardando le sue fotografie, c’è una relazione intima tra angolo verticale, orizzontale e diagonale. Un’armonia perfetta tra figure triangolari, curve, linee ed ombre. La geometria diventa una sorta di struttura immaginifica nella quale incastrare le emozioni, scatto dopo scatto. 2. Essere pazienti Quando parlava di “Decisive Moment” intendeva qualcosa di spontaneo, istintivo che però poteva arrivare soltanto tramite la pazienza. Una sorta di metodo per ricercare la scintilla in quell’unico momento giusto. Non scattava centinaia di foto, ma attendeva sempre l’attimo decisivo nel quale tutti gli elementi assumevano un equilibrio perfetto (persone, sfondi, luci, dettagli visivi). Non andava a caccia compulsiva di immagini, attendeva con pazienza che la scena giusta comparisse davanti alla sua macchina fotografica. E’ proprio la pazienza uno dei suoi insegnamenti fondamentali: è necessario attendere il momento in cui la realtà si configura spontaneamente nel modo ideale per una grande foto. 3. Viaggiare ha viaggiato in tutto il mondo, praticamente in ogni continente, catturando le sfaccettature di luoghi completamente diversi, spesso vivendo direttamente a contatto con le popolazioni locali, entrando nei loro usi e costumi. Per esempio, quando viaggiò in India, si immerse per oltre un anno nella società più povera di quel Paese. E’ solo il viaggio e l’esperienza diretta con popoli diversi che consente di aprire gli occhi e trasformare una normale fotografia in un momemnto indimenticabile che sintetizza una cultura intera. 4. Essere fedeli ad un solo obiettivo Sebbene Henri Cartier-Bresson abbia usato diversi obiettivi durante la sua carriera, aveva una sorta di fede spirituale verso i 50mm, che considerava un’estensione dei propri occhi. Ogni fotografo dovrebbe sperimentare ogni tipo di obiettivo per trovare quello che più rappresenta il suo modo di guardare la realtà, per poi farsi accompagnare da esso in ogni


futuro scatto. E’ fondamentale essere fedeli ad un unico obiettivo con un rapporto quasi intimo tra macchina fotografica e visione oculare.


5. Fotografare i bambini Una celebre foto di Henri Cartier-Bresson presenta un bambino che trasporta sotto le braccia due bottiglie di vino con l’aria di chi ha appena vinto un trofeo. Henri Cartier-Bresson è stato un vero genio delle fotografie ai bambini, riuscendo ad immortalarli in espressioni spesso rare per la loro età. Oggi è sicuramente più complicato scattare liberamente fotografie a minori e bisogna essere sempre molto coscienziosi, rispettosi ed avere le dovute autorizzazioni. I bambini però restano uno dei soggetti fotografici più densi di emozioni e poesia per chi pratica la street photography, perchè riescono a mantenere verità e purezza di fronte ad un obiettivo, cosa che raramente riesce agli adulti. 6. Non essere invadenti Quando Henri Cartier-Bresson scendeva in strada a cercare nuovi scatti, era solito stare in disparte rispetto alle scene che osservava, cercando di non interferire in alcun modo con ciò che aveva intorno. Sembra che addirittura cercasse di camuffare la sua Leica. Per seguire il suo metodo è necessario calarsi nella realtà come un elemento perfettamente integrato ed anonimo, senza spiccare in alcun modo, muovendosi come felini e cercando di non essere notati.


7. Guardare il mondo come un pittore Prima che Henri Cartier-Bresson diventasse un fotografo, il suo interesse principale, al quale poi tornò nell’ultima fase della sua vita, era la pittura. Questa sua passione lo guidava concettualmente anche quando scattava fotografie. Le sue immagini avevano le stesse suggestioni e lo stesso romanticismo della pittura classica. Per diventar un ottimo street photographer, occorre analizzare la realtà come farebbe un pittore. Studiare le tecniche di pittura può fornire un metodo di analisi per osservare il mondo anche dietro un obiettivo, usando il diaframma come un pennello. Secondo Bresson, per diventare un grande fotografo ci si può ispirare direttamente ad un grande pittore. 8. Non Tagliare le foto Henri Cartier-Bresson era assolutamente contrario a qualsiasi forma di manipolazione delle fotografie, in particolare era contro il “cropping” ovvero il tagliare le fotografie dopo averle scattate per migliorare l’immagine definitiva escludendo particolari non desiderati. Secondo Bresson le fotografie dovevano essere tagliare direttamente nella macchina al momento dello scatto. Se la foto si fosse rivelata non perfetta, doveva essere gettata via. Sicuramente questo principio è oggi stato in gran parte abbandonato per via delle macchine digitali in alta risoluzione che consentono di scattare foto ampi e poi tagliarle riprendendo solo i dettagli migliori. L’insegnamento di Cartier-Bresson dovrebbe però essere seguito anche nell’era della fotografia digitale. 9. Non sviluppare le foto da soli Nonostante Henri-Cartier Bresson fosse molto abile in camera oscura, preferiva sempre affidare ad altri lo sviluppo dei suoi scatti. Questo gli consentiva da un lato di guadagnare tempo da dedicare alla fotografia, dall’altro evitava il rischio di interferire arbitrariamente nello sviluppo delle foto. Nell’era moderna sono ormai pochi i fotografi che ancora usano sviluppare analogicamente i loro scatti, ormai affidati all’elaborazione digitale ed al fotoritocco. Questo insegnamento dovrebbe comunque essere preso a cuore, evitando di ritoccare digitalmente le foto dopo averle scattate. Una brutta foto, deve restare tale. 10. Pensare solo alla prossima fotografia Henri Cartier-Bresson non si è mai dimostrato particolarmente affezionato alle sue foto. Nelle sue interviste ha sempre dichiarato che la bellezza di una foto era al momento dello scatto, poi diventava preziosa per qualcun altro, perché lui era affezionato solo alla prossima foto che avrebbe scattato. Sebbene questa posizione sia un po’ estrema, Cartier-Bresson insegna a non mitizzare il proprio lavoro e non cristallizzarsi sul lavoro passato. Un buon portfolio può essere utile e piacevole da possedere, ma la foto migliore che avete mai scattato deve sempre essere la prossima.


I Grandi

Vivian Maier : storia di una tata che rubava attimi di vita Pochi tecnicismi, ma tanto istinto. Quell’istinto che ti fa prendere in mano una macchina fotografica e scattare, immortalare qualunque cosa possa attirare lo sguardo indiscreto dell’obiettivo

Il talento sta nell’immortalare degli attimi unici, irripetibili, perfetti, fugaci e per questo, eterni. Vivian Maier è una fotografa statunitense che, in poche parole, non sapeva di esserlo se non fino a qualche tempo prima della sua morte, avvenuta nel 2009. Sarà John Maloof nel 2007, all’epoca agente immobiliare, ad acquistare durante un’asta parte dell’archivio della Maier, confiscato per un mancato pagamento. Purtroppo non riuscirà mai a conoscerla, ma ha continuato e continua ancora oggi nella ricerca di prezioso materiale riguardante la misteriosa tata-fotografa.


Il vero potere di questa fotografa, che per anni ha vissuto nel silenzio e nell’austerità della sua arte, è quello di saper cogliere e immortalare scene di vita quotidiana senza tempo. Le espressioni dei volti così come i gesti delle persone raffigurate nei suoi scatti, rappresentato la natura archetipica di alcuni caratteri umani, tanto da farli somigliare a delle eccentriche caricature: la fronte corrucciata della ricca signora colta di sorpresa mentre si accinge ad attraversare la strada, lo sguardo profondo degli occhi color nocciola di una donna di colore, l’anziana che si adagia stanca e a occhi chiusi sulla spalla del marito, raccontano prima di tutto delle storie e delle personalità, oltre che tracciare oggi una testimonianza della moda, dello stile e della vita di quegli anni in America. Inutile dire che ci si perde facilmente ammirando le sue opere, ironiche, bizzarre, curiose, perché osservandole attentamente si può scorgere in un vetro il riflesso di Vivian, il particolare di un volto, i cartelloni pubblicitari di un tempo.


A cavallo tra gli anni ’50 e ’70, durante la permanenza negli Stati Uniti, che dà alla luce la sua vasta collezione di scatti fotografici. Scatti per la maggior parte in bianco e nero che raffigurano momenti di vita quotidiana, in una New York che ostenta la ricchezza e soffre per la povertà. Mani che si stringono, donne americane avvolte nelle loro pellicce o nascoste sotto la veletta di un cappello, bambini che piangono, clochard ai bordi delle strade, famiglie sulla spiaggia e tanti autoritratti: lei, la fotografa vestita da tata, riflessa nella vetrina di un negozio di antiquariato o nello specchio di un caffè.


I GRANDI

Edouard Boubat Edouard Boubat è uno dei massimi interpreti della fotografia umanista

francese, capace di ritrarre la vita quotidiana dei cittadini francesi nel dopoguerra in tutta la sua semplicità, comunicando un’intensa joie de vivre. Non a caso Boubat è da sempre rinominato come il poeta della fotografia ed il ritrattista della pace. Il suo intento è sempre stato quello di celebrare la vita, traspare evidentemente in ogni suo scatto, di ricercare la bellezza nella semplicità. Questa è l’arte di Boubat: romantica, sensibile ed ispirata.


I soggetti di Edouard Boubat sono le persone comuni, i bambini, le famiglie di cui vengono rappresentate la crescita, i legami, lo stupore dell’infanzia, la nascita ed anche la solitudine. Il modo in cui Boubat cattura i suoi soggetti, in apparenza, può sembrare casuale ma in realtà queste immagini sono realizzate con sapienza e maestria: ne è un esempio il bambino con gli occhi chiusi che ascolta il suono del mare in una conchiglia o il bambino che guarda l’interno di un negozio attraverso un vetro, o ancora un uomo con un bambino in braccio davanti al mare


Nelle foto di Boubat non c’è mai la ricerca dell’effetto che renda la foto spettacolare ma piuttosto la cattura dell’attimo irripetibile tanto celebrato da Bresson.


I Grandi Gli straordinari scatti urbani di Marius Vieth

Marius Vieth pluripremiato fotografo tedesco di 28 anni specializzato nella Street Photography. Particolarmente interessato ad immortalare l’elemento umano, si tuffa negli ambienti urbani tra le strade delle grandi città presentando i suoi scatti quasi con passione poetica: “Per catturare alcuni incredibili momenti, viaggio in tutto il mondo, ma reputo la splendida città di Amsterdam la mia casa. “La mia arte si concentra sul carpire elementi umani nel mondo urbano. Nel cuore delle città, da New York a Seoul, concedo il palco a personaggi che fanno parte della quotidianità. Qualche volta nell’infatuazione poetica o nell’ammirazione profonda, qualche volta nel surrealismo mistico. In ogni modo nei colori vividi o nel bianco e nero, tutti i miei lavori hanno uno stile unico e distintivo: sono delicati, audaci e intensi” ho qualcosa che mi piace chiamare “ Gear Avoidance Syndrome ”, ossia la “Sindrome di Evitare l’Attrezzatura”: infatti possiedo una sola fotocamera e una lente in modo da pensare il meno possibile agli aspetti tecnici e, concentrarmi per quanto possibile sugli aspetti creativi.


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Esposizioni – Mostre - Concorsi

Fotografia Europea 2018 A Reggio Emilia 13 spazi per le mostre. “Rivoluzioni” il tema

La 13esima edizione del festival di fotografia di Reggio Emilia si estende a luoghi inediti, come la Banca d’Italia, il Battistero e Palazzo del Vescovado, la liberty Villa Zironi e uno spazio commerciale Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie è il tema portante della tredicesima edizione di Fotografia Europea, il festival nato da un progetto della Fondazione Palazzo Magnani e del Comune di Reggio Emilia, interamente dedicato alla forma d’arte della fotografia, in programma a Reggio Emilia dal 20 aprile al 17 giugno 2018, con tre giornate inaugurali previste il 20, 21 e 22 aprile. “Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi insieme e al di là del tradizionale reportage?”, si è chiesto Walter Guadagnini, direttore artistico del Festival. “E soprattutto, che significato può avere oggi il termine rivoluzione, in un mondo complesso, segnato da squilibri sociali sempre più marcati e dalle grandi migrazioni, fattori che minano la stabilità di intere aree geografiche e culturali? Chi è il rivoluzionario, oggi? Difficile figurarsi l’epica di Che Guevara riportata nell’attualità, nel momento in cui il mito rivoluzionario è diventato icona funzionale ad ogni uso: forse anche in questo caso è necessario ripensare non solo le immagini, ma l’immaginario collettivo del mondo odierno”. L’attenzione della rassegna si focalizza, quindi, sulle rivoluzioni come momenti e pratiche della ribellione, del cambiamento, del rinnovamento, che possono avere un immediato riscontro, portare a conseguenze dirette, ma che possono anche mantenere quel carattere utopico che ne caratterizza spesso l’origine ideale. Anche per il 2018, Fotografia Europea allarga, poi, i propri confini verso importanti realtà culturali e artistiche della regione, come la Fondazione MAST di Bologna, il CSAC dell’Università di Parma, la Collezione Maramotti, la Fondazione Modena Arti Visive, cui si unisce l’Osservatorio Fotografico di Ravenna e Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera e ospita – per il secondo anno consecutivo -, gli Stati generali della Fotografia promossi insieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il programma di Fotografia Europea, mai così ricco, si estenderà, infine, a luoghi inediti, come quelli dell’imponente Banca d’Italia, del Battistero e del Palazzo del Vescovado, della liberty Villa Zironi e dell’edificio ad uso commerciale in via San Rocco. Un modo per riscoprire spazi solitamente chiusi e poter apprezzare il valore del patrimonio storico e architettonico della città. Eccoli nel dettaglio. – Claudia Giraud

https://www.fotografiaeuropea.it


Esposizioni – Mostre - Concorsi

MIA PHOTO FAIR LA FIERA INTERNAZIONALE D’ARTE CONTEMPORANEA DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA E ALL’IMMAGINE IN MOVIMENTO Sono stati 25.000 i visitatori della settima edizione di MIA Photo Fair, 80 le gallerie provenienti da 13 diverse nazioni del mondo con 230 artisti esposti, 15 editori specializzati e 20 artisti indipendenti all’interno di una superficie espositiva di 5.000 mq. Durante i giorni della manifestazione 6 sono stati i premi assegnati: il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, un premio acquisti che arricchisce la collezione d’arte della banca, il Premio Proposta MIA, dedicato agli artisti emergenti di Proposta MIA, il Premio Eberhard & Co. ArtOnTime che nasce con la finalità di indagare e promuovere la ricerca all’interno del linguaggio della performance, il Premio speciale Codice MIA dedicato alla lettura portfolio e assegnato da una giuria di collezionisti internazionali, il Premio RaM Sarteano dedicato alla realizzazione di una mostra fotografica con relativo catalogo, presso la Rocca Manenti (sita in Sarteano, Siena) rivolto agli artisti italiani e stranieri Proposta MIA e il Premio Piaceri d’Italia, un premio acquisti a favore dell’attività di artisti emergenti. Questi i numeri di MIA Photo Fair 2017, la fiera dedicata alla fotografia d’arte diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli presso The Mall – Porta Nuova Milano. MIA Photo Fair, nata nel 2011 da un’idea di Fabio Castelli, è la prima e più importante fiera d’arte dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento in Italia. MIA Photo Fair offre ai propri visitatori un percorso esaustivo sulla fotografia d’arte presentando da una parte Solo Show e dall’altra stand collettivi con un progetto curatoriale specifico. MIA Photo Fair nasce con l’obiettivo di evidenziare il ruolo trasversale che la fotografia e l’immagine in movimento hanno assunto tra i linguaggi espressivi dell’arte e del sistema dell’arte contemporanea.

MIA PHOTO FAIR


Esposizioni – Mostre - Concorsi

Mostra Fotografica di Nino Migliori “Lumen Cristo Velato” Castel Nuovo dal 2 Marzo al 2 Maggio 2018

Dedicata al capolavoro settecentesco di Giuseppe Sanmartino L’esposizione, promossa dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e con la Fondazione Nino Migliori, sarà aperta al pubblico fino al 2 maggio 2018. Il fotografo bolognese, autore per oltre mezzo secolo di sperimentazioni su materiali e linguaggi fotografici, cui è stata recentemente dedicata una retrospettiva dalla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, arriva a Napoli con il progetto “Lumen”: una importante ricerca sulla visione, che consiste nel fotografare opere scultoree utilizzando come unica fonte luminosa la luce delle candele. Escursione onirica e viaggio nel tempo, il percorso “a lume di candela” di Migliori si confronta oggi con il Cristo della Cappella Sansevero: il sapiente occhio del fotografo e il movimento delle fiamme fanno emergere dal buio ora alcuni ora altri dettagli della statua, stupendoci e confondendoci tra le pieghe del velo. Cappella Palatina del Castel Nuovo, Piazza Municipio – Napoli Orari mostra: Lun-Sab 10.00-18.00 info@museosansevero.it -www.museosansevero.it


Alice Varotto la Fotografia è “desiderio di scoprire, voglia di emozionare gusto di catturare” Helmut Newton

Questi i tre concetti che riassumono i miei scatti grazie a loro si possono scoprire luoghi unici e soggetti unici ,emozionarci ma anche cercare di emozionare chi guarda dall’esterno trasmettendo un messaggio oltre a quello che si vede, la foto è l’impeto di un attimo, di una determinata scena, una determinata luce, un determinato soggetto, tutto deciso in frazioni di secondo è decidere di catturare una parte di ciò che abbiamo davanti. Alice Varotto Vincitrice del nostro Contest Fotografico #TempoFotoContest2017 che si e’ tenuto sabato 18 novembre 2017 nella citta’ di Rovigo Amante della Street Photography segue in modo Particolare Vivian Maier e David Doubilet .

Alice Varotto Photography


Autunno e l’Acqua Bassano del grappa (Vi)

Alice La Mucca Felice Monte Civetta Belluno (FotoVincitrice)

Non m’intrigo Rovigo

Alice Varotto Photography

Colori D’autunno


Alberi Degli Impiccati Bassano del Grappa (VI)

Il Senso della Vita Bassano Del Grappa (VI)

Alice Varotto Photography

Autunno Fuori Citta’ Rovigo


Maria Grazia Margiotta

LaFototgrafia è “cattura di

emozione colta con una breve osservazione che viene trasmessa con uno scatto”

Maria Grazia Margiotta e’ tra le Partecipanti al nostro Contest Fotografico #TempoFotoContest 2017 che si e’ tenuto sabato 18 novembre 2017 nella citta di Rovigo gia’ espositrice alla “Triennale della Fototgrafia Italiana 2017” a Venezia. Amante della Street Photography segue in modo Particolare Henri Cartier- Bresson , Umberto Pizzi, Toni Thorimbert.

Maria Grazia Margiotta Photography


Aritsti di Strada a Parigi

Artisti di Strada a Parigi

Colonne Indiane

Colori India

Carnevale a Venezia

Maria Grazia Margiotta Photography


Piazza dei Signori Padova

Autunno Fuori Citta’

Rocca in autunno

Taj Mahal riflesso

Maria Grazia Margiotta Photography

Torre Eiffel Parigi


Filippo Carlot

Io

fotografo per necessità, lo sento dentro è la mia parte più profonda che me lo chiede. Sto vivendo emozioni, stati d'animo e avventure continue e le esterno attraverso i miei Scatti . la fotografia è ciò che mi da la forza per continuare a vivere nella società in cui sono costretto a vivere. Partecipante al nostro Contest Fotografico #TempoFotoContest2017 che si e’ tenuto sabato 18 novembre 2017 nella citta’ di Rovigo il genere fotografico che predilige e’ il Ritratto ( Ritrattistico).

Filippo Carlot Photography


Un Viaggio di Scatti

Quando mi è stato chiesto se avevo mai fatto un viaggio fotografico mi è subito apparsa in testa una delle fotografie che ho scattato durante un soggiorno a Nizza. L'occasione di quel viaggio fu "casuale": un amico dovendosi recare proprio a Nizza per un convegno inerente al suo lavoro mi propose di andare con lui ed io ovviamente accettai. Di certo non potevo perdermi l'occasione per scattare qualche bella foto paesaggistica in luogo che mi hanno sempre descritto come da favola. Fu così che ho passato due giorni interi in sola compagnia della mia reflex (visto che il mio amico se ne stava al convegno :) ) a contatto con la città la sua gente, i profumi e i suoni, con le persone che ho incontrato immerso in un panorama a dir poco mozzafiato. ……..

Filippo Carlot Photography


…..Ho visto la pace e l'allegria nelle espressioni della gente, ho percepito la calma e la tranquillità di una città che al mattino si alza tardi e che vive la giornata con estrema tranquillità come se il tempo fosse infinito, ho avuto la sensazione di essere entrato in una dimensione parallela dove potevo godermi il sorriso stampato nel viso della maggior parte delle persone. Alla fine si può veramente passare una vita serena e spensierata! Questo posto me lo ha dimostrato, me lo ha mostrato ed Io ora lo mostro a voi ……. Un luogo dal quale non sarei piu’ tornato indietro!

Filippo Carlot Photography


Filippo Carlot Photography


Street B/N Venezia

Tema Libero Lendinara (Ro)

Autunno fuori citta’ Az.Agricola Gavello (Ro)

Autunno Sull’Acqua Lusia (Ro)

Filippo Carlot Photography


City From The Group

DonghoWon Himeji Castel Joapan

Jhon Renard Anvers Belgio

Yokke Lissia Indriana Mosque

#TempoFotoClub

Tatyana Eremenko Minsk


Come In ogni gruppo fotografico che si rispetti non potevamo farci mancare un concorso Natalizio …. Vincitori del Primo #XmassClubContest2017 !

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1-AnnaSivinska XmassHome 1° Classific. 2-MarcelaBarabasova XmassChild 1°Class. 3-CamilloFalcone XmassFree 1° Classif. 4-LuciaTorri XmassPet 1° Classificato 5- CamilloFalcone XmassPeople 1°Classif. 6-KatiaSacchini XmassLIgths 1°Classificato

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5

6


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1-GunarsGrinbergs XmassCity 1°Classificato 2-CmilloFalcone XmassLigths 2°Classificato 3-CamilloFalcone XmassCity 2°Classificato 4-CristinaBruni XmassPet 2°Classificato 5-CristinaBruni XmassCity 3° Classificato

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5


1

2 3

1-TizianaOLdrati XmassLigths3°Classificato 2-MonikaBerlakovich XmassHome 2°Classific. 3-MonikaBerlakovich XmassPets 3° Classific. 4-CamilloFalcone XmassSM 1° Classificato

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Come Sempre Ringrazio i Membri del Gruppo che Quotidianamente Partecipano a Renderlo Piu’ Grande e Popolare #TempoFotoClub


………. See You Soon

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