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I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA

P AGINA 7

Lode e onore a Te! Lode e onore, innanzitutto a Te, Trinità Santissima, nel cui nome – in questo luogo santo sono stato segnato il 17 Novembre 1955, giorno della mia consacrazione battesimale: in questo giorno, Padre che sei nei cieli, anche se in maniera inconscia Ti ho conosciuto per la prima volta, accompagnato da papà Vincenzo e da mia madre Antonia, esultanti nei primi giorni della loro esperienza di genitori; in questo giorno ho conosciuto Te, Gesù Cristo, l’Amato del Padre, il Pastore Bello e Buono che ti sei offerto di essermi Via, Verità e Vita per tutto il tempo della mia esistenza. In questo luogo santo, il 3 Giugno 1963, nel giorno della Prima Comunione, Ti sei offerto, anche a me, come Pane vivo disceso dal Cielo, mio unico Alimento di grazia durante tutto il mio percorso esistenziale. Gloria a Te, Spirito che soffia dai quattro venti, e che mai smetti di essere mia Forza e mio Ispiratore nel ministero presbiterale. A Te, Trinità Santissima, il mio ringraziamento per questo nuovo cammino pastorale che oggi mi viene assegnato, attraverso il ministero episcopale del mio Padre Arcivescovo Orazio. A Voi, Eccellenza, il mio ringraziamento per la continua fiducia che in questi anni mi state accordando per i tanti impegni pastorali a cui mi avete chiamato nella corresponsabilità e che oggi assommate a quello che stamattina mi pone come Parroco qui a Ravello. Voi mi avete promesso la preghiera: la accetto come Vostro dono incessante, perché i miei sforzi pastorali siano incessantemente rapportati al Cuore dell’Unico Pastore e Maestro della Chiesa, Gesù, il Signore. In questa chiesa, da giovane studente liceale, negli anni ’70 mi accompagnavo al mio papà

Vincenzo, che ha servito come sacrista questo luogo santo per 28 anni, e quante volte mi sono improvvisato cicerone, nella descrizione ai turisti delle bellezze artistiche in esso contenute. Ho imparato qui il senso dell’accoglienza anche verso chi parla una lingua diversa dalla nostra o proviene da un Paese diverso. Quante volte ho aiutato l’architetto della soprintendenza a mantenere appoggiato alle pareti il metro scorrevole

nella ripresa delle misure che servivano al progetto unitario di restauro di questo Duomo, dallo stile barocco a quello romanico. Quante volte ho aiutato il mio papà nei vari servizi per il decoro di questo luogo santo o in prossimità delle celebrazioni. Quante volte mi sono portato verso il Monastero di santa Chiara dalle Suore Clarisse per prelevare le ostie che servivano per la celebrazione eucaristica e che esse stesse preparavano con devozione e competenza.

Mai potrò dimenticare l’esperienza vissuta, sempre al seguito di mio padre, presso il Convento di San Francesco, negli anni ’60, quando – essendoci il collegio serafico dei fratini che qui a Ravello frequentavano la prima media – davo una mano nel pulire il refettorio dei fratini, nell’innaffiare i fiori del chiostro, nell’andare a fare la spesa dei generi alimentari, nel pranzare nella cucina del convento insieme al frate refettoriere, fra Donato, il quale vedendomi piccolo per poter lavare le stoviglie nel lavatoio alto della cucina, mi dava come rialzo lattine grandi di pomodori pelati, sulle quali montavo per poter svolgere il servizio: quanti piatti, quanti piatti ricordo di aver lavato … Quanti volti di Padri Conventuali che sono nei miei ricordi e che mi hanno trasmesso la semplicità francescana che ho lasciato sedimentare, almeno un po’, nella mia vita: Padre Andrea Sorrentino; padre Giovanni Ricciardi, Padre Beniamino Manzo, Padre Antonio Gallo, Padre Agostino Ciappetta, Padre Raffaele, Miele, Padre Alfonso Giuliani che in questa chiesa mi fece la Prima Comunione e tanti altri. Saluto fra Bonaventura, fra Marcus, Padre Francesco, gli attuali padri ai quali chiedo fin da oggi di affiancarmi nel mio compito di pastore e guida di questa chiesa ravellese. Il mio saluto al Beato Bonaventura da Potenza, mio maestro spirituale fin dall’infanzia, quando l’ho conosciuto leggendo tantissimo la sua biografia. Il mio pensiero va alle sorelle Clarisse che questa mattina compartecipano, dal loro luogo di clausura, questo momento di esultanza. Grazie, Sorelle, anche a voi per la vostra vicinanza spirituale e grazie per la preghiera che mai fate mancare presso il volto di Dio per noi Sacerdoti e per questa Parrocchia.

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Incontro numero speciale 2018  
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