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N. 5 GIUGNO 2014 - ANNO XXXII - MENSILE Autorizzazione Trib. Perugia n° 660 del 7/03/1983

SAN FRANCESCO PATRONO D’ITALIA DA SETTANTACINQUE ANNI


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Chiesa Insieme

GIUGNO 2014

Editoriale

SOMMARIO San Francesco

Editoriale

patrono d’Italia

Veglia Il

viaggio in

Focus

Passaparola Carlo Cecconi

- pag. 2 - pag. 3

di preghiera

Terra

Reportage santa

- pag. 4-5

Sinodo

diocesano

diocesano

- pag.6

Celebrazioni ordinato sacerdote

We Care:

il

Papa

- pag.7

Primo Piano incontra la scuola

pag. 8 - pag. 9

Una

Incontro

Formazione

dell’USMI

economia etica è possibile

San Rufino: Campo Beato Angelo

da

Dalle polivalente

Gualdo . Pieve

- pag.10 pag. -11

parrocchie

- Piandarca -

pag. 12

di

Compresseto

pag. 13

Progetti

Pellegrinaggio A.C./ Gustando Assisi - pag. 14 Assisi:

Iniziative & Eventi

i due

Papi

appuntamenti del mese di

LA PAROLA DEL VESCOVO

del vescovo

santi

- pag. 15

Giugno-Luglio

pag. 16

15 giugno 1939 - 15 giugno 2014 DA SETTANTACINQUE ANNI SAN FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

Erano

anni di “regime”. Di lì a poco sarebbero soffiati venti di guerra sull’Europa e sul mondo. Mons. Giuseppe Placido Nicolini, grande vescovo della Città serafica, ebbe l’intuizione di porre l’Italia sotto la celeste protezione di Francesco. Quasi invocazione preventiva di pace. Raccolse adesioni: quelle del mondo francescano, quelle altrettanto calorose dell’episcopato italiano. Si arrivò così al “breve” datato 15 giugno 1939, in cui Pio XII affidava l’Italia all’intercessione del nostro Santo. Accanto a lui, altra grande figura Caterina da Siena. Oggi i settantacinque anni di questo spirituale “patronato” vedono sul soglio di Pietro un papa di nome Francesco. Un colpo d’ala, mentre una grave crisi sociale, morale, economica e politica attanaglia la nostra nazio-

ne e getta una coltre di scetticismo sull’Europa. Cosa ci direbbe oggi il Santo di Assisi? Ci riconsegnerebbe, ancora una volta, il vangelo. Come fece con tutta la sua vita. Dobbiamo tornare alla persona-vangelo che è Gesù. In lui la certezza che il Padre ci ama di un amore immenso e misericordioso. In Lui la possibilità di essere perdonati. In lui la bussola per riprendere la strada maestra e risalire la china dei nostri fallimenti interiori, familiari, sociali, politici. Papa Francesco, nell’Evangelii gaudium, ci ha chiesto di essere una chiesa missionaria che torni ad annunciare con gioia, prima con l’esempio e poi con le parole, la bella notizia di Gesù. Ce lo ripromettiamo come tema centrale del nostro Sinodo. I settantacinque anni di Francesco patrono d’Italia sono un bell’arco di tempo. Meritano di essere riletti in questa chiave. Vengano pure celebrazioni e commemorazioni. Ma Francesco chiede, più che ammiratori, ascoltatori e imitatori. Almeno noi, Chiesa del Poverello, non possiamo tirarci indietro. + Domenico, vescovo

Notiziario della diocesi di Assisi - Nocera U. - Gualdo T. Direttore responsabile: Vittorio Peri In redazione: Marina Rosati Marco Fortebracci

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Abbonamento: Ordinario Euro 15,00 sostenitore Euro 20,00 - Servirsi preferibilmente del c.c.p. n°13999065 intestato a: Curia Diocesana Amministrazione Chiesa Insieme 06081 Assisi Spedizione in A.P. - Art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Filiale di Perugia Stampa: Tipografia Metastasio


Chiesa Insieme

Focus

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Il vescovo monsignor Sorrentino: “I ministri sono servitori, altro che giochi di poltrone”

VEGLIA PER L’ITALIA, MESSAGGIO E BENEDIZIONE DEL PAPA ASSISI – Grande partecipazione sabato sera, 7 giugno alla “Preghiera per l’Italia” indetta dal vescovo della diocesi di AssisiNocera Umbra-Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino congiuntamente alle famiglie francescane e al Comune di Assisi nella notte di Pentecoste. La Basilica Superiore di San Francesco era gremita, personalità del mondo istituzionale, esponenti politici, religiosi e laici si sono ritrovati a pregare per il Paese per intercessione del poverello di Assisi in occasione del 75esimo anniversario della proclamazione di San Francesco patrono d’Italia. Anche Papa Francesco si è unito alla preghiera attraverso un messaggio e una benedizione fatti pervenire al vescovo Sorrentino dal Segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin. “Sua Santità Papa Francesco rivolge il suo cordiale pensiero, esprimendo vicinanza per la lodevole iniziativa – si legge nella lettera – ed unendosi alle speciali preghiere costì innalzate per l’amata nazione italiana, nella considerazione della sua antica e ricca tradizione cristiana e, ricordando con animo grato la continua protezione del poverello di Assisi, affida con rinnovato amore l’intero popolo alla sua celeste intercessione perché si rafforzi nelle famiglie, nelle nuove generazioni e nei credenti tutti fede viva, ferma

speranza e carità operosa. Il Santo Padre – si legge ancora - invoca abbondanti doni del divino spirito su codesta terra santificata da così particolare e misericordiosa presenza perché diventi avamposto luminoso della nuova civiltà dell’amore e, mentre chiede di pregare per lui e per il suo universale ministero di successore dell’apostolo Pietro, per intercessione della Beata Vergine Maria e del celeste patrono, imparte con affetto l’implorata benedizione apostolica, propiziatrice di fecondo cammino sulla via del bene”. Di grande spessore poi l’omelia del vescovo che, partendo dalle letture della veglia di Pentecoste, ha richiamato tutti a un fare sui passi di Francesco. “La nostra cultura globalizzata ci presenta paradossali contrasti: da un lato, enormi potenzialità, sul piano tecnico-comunicativo; dall’altro, grande confusione, stridenti disuguaglianze. Un mondo in cui la violenza è di casa. E siamo così nella torre di Babele: simbolo di un’umanità che s’inebria del suo potere e lo vuole manifestare con una torre che raggiunge il cielo. Una sfida al Creatore. La conseguenza è la confusione delle lingue. Non ci si intende più”. Monsignor Sorrentino è poi entrato nel merito della crisi attuale: “Si era costruita, a livello mondiale, la torre della finanza che pretendeva di crescere sincera e a dismisura. Si è incrinata come una torre

di carta, producendo a catena disastri nell’economia internazionale. Aziende chiuse, lavoratori sul lastrico, famiglie in difficoltà. Dall’economia lo sguardo può portarsi su altre criticità, almeno altrettanto gravi, se non più: dalla crisi della fede, alla confusione dei valori morali, alla fragilità della famiglia, al dissesto ambientale, al difficile incontro tra le diversità, al faticoso rapporto con gli immigrati, alla questione giovani e anziani”. E allora che fare? “La nostra preghiera – ha continuato Sorrentino – si mette alla scuola di Francesco. Ci sintonizziamo in particolare con il suo Cantico, un Cantico pervaso di incanto, dove Francesco ci invita a riconoscere la creazione come un dono”. Parlando poi del conferimento dei ministeri a una cinquantina di presenti delle varie parrocchie della Diocesi monsignor Sorrentino ha fatto riferimento alla politica: “La società, non meno della Chiesa, ha bisogno estremo di uomini e donne che sappiano vivere la vita come servizio. La parola “ministro” significa questo. Altro che gioco di poltrone: dire consiglio dei ministri significa dire consiglio dei servitori”. E poi l’appello finale: "Se vogliamo prendere sul serio il patrocinio di Francesco dobbiamo inaugurare una stagione di vero dialogo civile, culturale, etico e politico”. 3


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Chiesa Insieme

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Reportage

Momenti ed emozioni del pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dalla Diocesi

VIAGGIO NEL “QUINTO VANGELO” Angela Boccali

Sono rientrati entusiasti i 31 pellegrini

che, accompagnati dal vescovo monsignor Sorrentino, insieme a don Girolamo Giovannini, padre Giovanni Raia, padre Luca Paraventi e padre Giuseppe Battistelli, hanno fatto ritorno dalla Terra Santa lo scorso 2 maggio. Prima tappa del pellegrinaggio: Betlemme, menzionata da Luca Evangelista come “la città di David” proprio perché qui nacque il secondo re d’Israele. Qui la Basilica della Natività, il più antico luogo di culto della Terra Santa, racchiude quella grotta, luogo della nascita di Gesù. Curioso il suo ingresso alto solo 1,20 m che porta tutti gli uomini, anche i più importanti della terra a inchinarsi per entrare. Proprio nella Basilica della Natività il nostro vescovo, durante la concelebrazione eucaristica, ha affidato alle preghiere di tutto il gruppo il Cammino sinodale diocesano che trova nell’icona della Sacra Famiglia auspicio e benedizioni. Significativa la sosta dei pellegrini al fiume Giordano, dove meditando sul brano del Vangelo di Giovanni (3,1-16) hanno rinnovato la Grazia del Battesimo ricevuto, sentendosi interpellati, come Nicodemo, a rinascere dall’alto, da Acqua e Spirito facendo morire quell’“uomo vecchio” che è in ognuno di noi. Nella giornata di domenica 27, proprio mentre a Roma i beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II venivano iscritti nell’Albo

dei Santi, il familiare gruppo di pellegrini si spostava nella città di Nazareth. All’interno della Basilica dell’Annunciazione, luogo dove era costruita la casa in cui l’angelo Gabriele parlò a Maria, l’iscrizione “verbum caro hic factum est” ricorda che qui, nel grembo della Vergine, Dio si è fatto uomo. Dopo l’ascesa al Monte Tabor, il monte della Trasfigurazione, dove Gesù ha mostrato per qualche istante la sua divinità ai tre apostoli che aveva condotto con sé, il gruppo ha fatto sosta a Cana di Galilea luogo nel quale Maria comprende come sia finita la sua maternità biologica e iniziata la sua maternità universale. Durante la celebrazione eucaristica, gli sposi presenti hanno rinnovato le promesse matrimoniali con la benedizione e lo scambio A Gerusalemme ognuno ha vissuto in maniera personale la passione di Gesù, ha portato in spalla la Sua Croce attraverso la via dolorosa.

delle fedi. Il pellegrinaggio è proseguito a Tabgha luogo dei tre ricordi evangelici: la moltiplicazione dei pani, l’apparizione di Gesù risorto agli Apostoli e le Beatitudini. Nello stupendo scenario di mare e di monti ha risuonato il Vangelo di Marco (Mc 6,34-44) sulla moltiplicazione dei pani, che ha fatto

meditare sul lato umano di Gesù che prova compassione per quella folla, che vede come pecore senza pastore. Il Vangelo delle parabole è entrato ancora di più nel cuore dei pellegrini quando hanno percorso in barca il mare di Galilea dove Gesù comandò al vento e alle onde e poi rimproverò gli apostoli come “Gente di poca fede...” . La giornata si è conclusa a Cafarnao, “la città di Gesù” luogo dove scelse Pietro e altri Apostoli, vi compì numerosi miracoli, pronunciò nella Sinagoga il discorso sull’Eucarestia e luogo della nascita della prima chiesa domestica; a Cafarnao infatti si trasformò in chiesa la casa del Principe degli Apostoli: Pietro. Ultima tappa del pellegrinaggio è stata Gerusalemme, raggiunta facendo sosta prima nella città di Sicar, l’antica Sichem presso il pozzo di Giacobbe, luogo dell’incontro di Gesù con la samaritana. A Gerusalem-


Chiesa Insieme

Reportage me ognuno dei pellegrini ha vissuto in maniera personale la passione di Gesù, ha portato in spalla la Sua Croce attraverso la via dolorosa, ha rivissuto il tradimento di Pietro nel santuario di San Pietro in Gallicantu, ha sostato accanto alla scala santa percorsa da Gesù condannato a morte. La visita al Santo Sepolcro ha turbato sull’altura del Calvario e fatto gioire nella stanza della Resurrezione, ci ha ricordato Maria nella sua sofferenza di Madre. Al Getsemani, durante la messa nella Dominus Flevit, l’ormai familiare gruppo ha rivissuto il monito di Gesù pronunziato tra le lacrime (Lc. 13,31-35). Si è fatta memoria di come in questo luogo Gesù si ritirò a pregare in colloquio intimo e segreto con il Padre, prima di essere tradito, fustigato, incoronato di spine, denudato, deriso e crocifisso; di come sopra una pietra levigata sudò sangue. Accanto a Gesù, Maria: la visita alla Sua Tomba, luogo anche della Sua Assunzione in cielo, alla Basilica della Dormizione e alla Basilica e cripta della Visitazione ha ricolmato tutti di gioia e speranza. Alla fine di questo pellegrinaggio comune per tutti è stata la convinzione che recarsi in Terra Santa è un’esperienza spirituale unica nel suo genere. Seguendo infatti le orme di Cristo, poiché qui la Parola ha preso corpo, il cristiano può mettersi in diretto contatto con l’ambiente in cui “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14) avvicinandosi di più a Lui e scoprendo le radici della fede cristiana. Giustamente la Terra Santa è stata definita “il Quinto Vangelo”. 3

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La difficile situazione dei cristiani A Gerusalemme il gruppo diocesano ha incontrato il direttore della Caritas Fr. Read Abusahlia e il Patriarca Fouad Twal. Entrambi hanno ribadito la difficile situazione dei cristiani in Terra Santa. L’instabilità politica e la divisione anche geografica che esiste tra israeliani e palestinesi crea tensioni quotidiane che spesso non si riesce a fronteggiare. Gerusalemme in particolare si sta spopolando di cristiani a causa anche delle legislazione israeliana che impedisce la libera circolazione all’interno del territorio minando la comunione tra gli stessi abitanti. Molte speranze sono state riposte nella visita di Papa Francesco apprezzato da tutti i capi religiosi. Il Patriarca affida alle preghiere di tutti noi questo precario equilibrio politico e religioso della Terra Santa. 3

Gerico e la pacifica convivenza Durante la visita alla parrocchia di Gerico il gruppo diocesano ha incontrato il parroco fra Mario Hadchity e fra Antony per un momento di profonda convivialità durante il quale ci hanno fatto testimonianza della loro esperienza di servizio nella complessa realtà di Gerico. Questa cittadina palestinese conta circa 30.000 abitanti, la comunità cristiana è rappresentata da un piccolo nucleo di famiglie (500 persone circa) il resto della popolazione è di religione musulmana, ma questo non impedisce una pacifica convivenza che va addirittura oltre, spingendosi verso la collaborazione in un progetto di educazione comune dei bambini e ragazzi: la Terra Santa School di Gerico di cui padre Mario ne è direttore. Questa scuola accoglie circa 500 allievi (ragazzi e ragazze), di cui solo 36 sono cristiani: in fondo se questi bambini studiano insieme quando sono piccoli riusciranno a crescere insieme senza pregiudizi da grandi. 3


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Sinodo diocesano

PASSAPAROLA SINODALE Padre Francesco De Lazzari *

Siamo

in consultazione. Significa: tutti chiamati a dire la nostra. Ma come cristiani che amano l’esserlo, il praticarlo, il testimoniarlo. Come cristiani che ascoltano la Parola di Dio per parlare delle cose di Dio. Cose alte, rivelate a chi si fa piccolo. A chi non si fa incatenare dall’orgoglio o dal vivere per se stesso. Cose alte rivelate a chi desidera amare davvero, disponibile ad andare oltre l’amore umano e ricevere quello divino. Il Sinodo è dono, è grazia, non solo per sinodali che il prossimo anno affronteranno il tema centrale, l’evangelizzazione, ma per tutti. Tutti siamo Chiesa che riflette su se stessa davanti al suo Signore Gesù. Chiesa che si interroga, si verifica, progetta il suo futuro, programma il suo andare nel mondo, forte nel nome di Colui che la manda. Chiesa che vive e porta il Vangelo, porta Gesù. Dopo averlo ascoltato. Dopo che si è lasciata evangelizzare da Lui. Chiesa in costante desiderio di rinnovarsi in Lui per portarlo nel cuore di ogni battezzato. Per poi portarlo agli altri, che lo hanno smarrito o ancora non lo conoscono, con l’annuncio della Parola, della testimonianza e del servizio. In definitiva si tratta di percorrere le sue orme, essere discepoli che fanno i compiti ovunque vivano. E, così, il dono ricevuto si trasforma in dono per gli altri. Lapidario l’evangelista Giovanni: “Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita, infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò vi diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna...”(1Gv 1,1-2). Ecco il dono, esperienza di grazia. Giovanni incontra Gesù in un’ora che non dimenticherà mai: “ Erano le quattro del pomeriggio” (Gv 1,35). Giovanni e Andrea erano ricercatori di qualcuno che desse senso pieno alla loro vita. Discepoli di Giovanni il Battista, ne accolgono l’indicazione: “ Fis-

sando lo sguardo su Gesù che passava, disse (loro): “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). Un passaparola fecondo. I due lasciano Giovanni Battista e seguono Gesù. Sono frutto di una evangelizzazione– conversione ricevute da Giovanni e accompagnate dalla sua testimonianza. C’è di più. I due vengono introdotti ad un incontro che cambia loro la vita. Per questo ricordano l’ora. Seguono Gesù, e Gesù riconosce i loro passi interiori verso di Lui. Li interroga: “Che cosa cercate”. Gesù non dà una risposta alla loro richiesta “dove abiti”, ma offre un invito: “Venite e vedrete”. La vita è tutta un cercare, parole ed esperienze, fino a quando non arrivi ad ascoltare parole e vivere esperienze nelle quali ti senti chiamato e coinvolto. Per Giovanni erano le quattro del pomeriggio. Insieme ad Andrea entrarono nella casa del Maestro. Entrare in casa di un altro, di chi ti ha invitato, significa entrare nella sua intimità, imparare a vivere la sua esperienza di vita. E, così, Giovanni e Andrea abitano con Gesù. Gesù è affascinante, illuminante, penetrante. Andrea e Giovanni “rimasero con Lui“. Ma non si fermano in casa. Iniziano a partecipare alla sua missione. Camminano con Lui e, come Lui, chiamano. Parlano di Lui, dell’esperienza nuova e appagante che stanno vivendo. Non riescono a contenerla. Lungo il cammino Andrea incontra Simone suo fratello e lo conduce da Gesù. Gesù fissa lo sguardo su Cefa.

Gli cambia nome, Pietro, quasi volesse annunciargli la missione che riceverà. E’ un passaparola, diremmo noi oggi. Poi arrivano Filippo, Natanaele, arrivano gli altri. Sono sempre in aumento. Formano una comunità, una famiglia. Una nuova famiglia. Non di sangue, ma raccolta e formata da Gesù maestro. Con i nuovi discepoli partecipa ad una festa di nozze a Cana di Galilea. C’era anche la Madre di Gesù. C’era Giovanni. a distanza di molti anni ricorda molto bene il dialogo di Maria con Gesù. Ricorda il doppio miracolo: l’acqua trasformata in vino e la fede dei suoi discepoli, “credettero in Lui” (cfr Gv 2,1-11), Gesù. Siamo in consultazione, passaparola del Sinodo. Il passaparola deve funzionare soprattutto quest’anno. Una parrocchia dice all’altra. Un gruppo all’altro, una comunità religiosa all’altra. Un battezzato all’altro. Anche un non credente ad un altro. Dice che cosa? Ciò che pensa, ma soprattutto ciò che propone, dopo aver pregato e riflettuto sugli argomenti fondamentali del Sinodo. Il Sinodo non crea opinioni, non inventa nulla. Indica le strade migliori per vivere il Vangelo oggi guardando in alto e al futuro. Così si diffonde la Parola di Dio. Si scopre il senso di appartenenza alla Chiesa, di corresponsabilità nella Chiesa. Da cristiani muti a cristiani altoparlanti della Parola di Gesù. Non è già questo Sinodo? Il “si è fatto sempre così” e “una volta era così” non funzionano. Il passaparola sì. Perché tutti possiamo partecipare, diventare discepoli, essere passaparola, vivere la nostra appartenenza a Cristo Signore, alla Chiesa, alle nostre famiglie sposate nel Signore, alle nostre comunità parrocchiali, casa del Signore. E questo è già Sinodo. 3 * Segretario del Sinodo


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Celebrazioni

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in cerca dell’amore gratuito

Carlo Cecconi ordinato sacerdote, il suo racconto e i momenti più suggestivi della celebrazione

Suor Maria Rosaria Sorce

ASSISI – “Non ho avuto un incontro speciale come San Francesco con il bacio del lebbroso, è stato tutto un cammino di conversione. Certamente il primo passo è stato l’esperienza del Mato-Grosso; lì, la scelta della missione, quando ho visto le foto dei poveri mi sono chiesto perché io sono ricco, con tutte le scelte possibili, mentre loro non hanno nulla? E dietro questo senso di colpa per la mia ricchezza, il mio cammino di conversione, come il figliuol prodigo. Mi sono sentito il figliuol prodigo”. Così Carlo Cecconi il 24 maggio si è presentato al cospetto dell’amore gratuito, che ha cercato per tutta la vita. La solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Rufino per la sua ordinazione presbiterale è stata presieduta dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino e concelebrata da numerosi sacerdoti tra cui il rettore del seminario regionale di Assisi don Carlo Franzoni. Suggestivi i momenti della consacrazione, il sì

alla chiamata del vescovo; la presentazione del suo cammino di formazione; l’invocazione dell’intercessione dei santi della Chiesa trionfante prostrato a terra consapevole di un vuoto che si ricolma della pienezza di Cristo; l’imposizione delle mani del vescovo e dei confratelli sacerdoti; la consegna del calice e della patena; l’essere rivestito dei paramenti sacri; l’accoglienza e l’abbraccio dei confratelli sacerdoti, in un applauso unisono con la bellezza e la gioia dei canti. Carlo, come ti senti prima di donarti totalmente a Cristo? “Mi sento vuoto, vuoto… e sento di dire: Solo grazie… l’amore gratuito di Dio, l’Amore Gratuito, domani sarò sacerdote e lo saprò”. E la tua famiglia? Che ruolo ha avuto? Abbiamo sentito nella ricostruzione della tua vocazione la loro testimonianza, il loro grazie, il papà è ora anche diacono. “Non è stato facile! La mia famiglia ha messo alla prova la mia vocazione, e la ringrazio per questo. Inizialmente mi ha bloccato ma ora sono contenti. Ricordo quando un giorno venne a casa padre Tobi dell’operazione MatoGrosso e parlò a mio padre della storia di Francesco e Chiara. Lui ascoltò e poi disse: ‘Si capisco tutto quello che dite voi, di Francesco, di Chiara, ma quanto capisco e mi fa pena Pietro Di Bernardone…”. L’esperienza profonda interiore che ha fatto scattare in te la scelta definitiva del sacerdozio, sapresti esprimerla? “Il Signore mi ha condotto per mano, io andavo via di casa, cercando emozioni, successo, omaggi, quale pub o discoteca per passare la serata, ma

in questo cammino di conversione ho incontrato l’amore gratuito che mi ha conquistato. Poi nel Perù preparando i bambini all’Eucaristia ho scoperto che nell’Eucaristia, era l’amore gratuito che cercavo, era tutto lì, non lontano ma vicino a me”. Domanda consueta: un messaggio ai giovani? “E’ difficile, sono tanti e così diversi, a ciascuno ci sarebbero tante cose da dire. Ma l’unico vero messaggio è che Gesù è tutto, è inutile andare in giro, lontano a cercare e trovare emozioni o la spiritualità; l’amore è lì, invece, a pochi passi da te. Lo stesso per i poveri, che ho conosciuto: tanti diversi, da sfamare, ma ho compreso anche che le povertà spirituali sono più grandi, e anche lì Gesù, l’Eucaristia è tutto”. Nelle tue esperienze con i poveri qual è secondo te la povertà più grande? “L’aborto, ammazzare un innocente e con tutte le conseguenze che ho toccato con mano, tante anche in Perù. Quante ragazze ho conosciuto che per questo soffrono tutta la vita, che nemmeno riescono a manifestarlo, che tengono dentro e devi far in modo che esca fuori il dramma”. Quali sentimenti, cosa provi in questo momento? “Gratitudine e basta, solo grazie, non posso lamentarmi più di nulla”. Alla fine una festa di comunità viva, famiglia allargata, che ti ha amato e conosciuto nel senso biblico del termine, al Centro pastorale Regina Pacis come dono del bene che ci hai donato e che ti vogliamo. Auguri Don Carlo!

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Primo piano

“We care” e Papa Francesco in tanti anche dall’Umbria all’ incontro con il

Santo Padre

Anna Maria Bettuzzi

ROMA - Tra una festa di volti, colori, striscioni delle scuole, in un clima di incontenibile gioia, il 10 maggio piazza San Pietro e le zone limitrofe fino a Castel Sant’Angelo si sono riempite di 300.000 ragazzi, insegnanti, genitori. E’ la festa della scuola italiana, nell’incontro con Papa Francesco: la risposta alla convocazione della CEI, numerosa oltre ogni attesa. Ci si stava preparando da un anno all’evento, da cui emerge la grande rilevanza che la Chiesa attribuisce alla scuola.

“We care” La Chiesa per la scuola ricordando don Milani Si rievoca, così, il motto caro a Don Lorenzo Milani: “I care”, “Mi sta a cuore”, scritto, come vivamente scolpito, all’interno della scuola di Barbiana e nel cuore di tanti. Ci troviamo nel vivo del decennio che la CEI dedica all’educazione, e questo incontro di tutta la scuola italiana, statale e paritaria insieme, assume un rilievo di grande importanza. Dalla nostra Diocesi e dall’Umbria sono partiti molti pullman, in rappresentanza delle migliaia di studenti e insegnanti che popolano i nostri istituti. E tanti altri avrebbero desiderato partecipare. Francesco percorre sulla papamobile piazza San Pietro e via della Conciliazione, tra l’esplosione di gioia dei presenti. Infine, il saluto commovente, l’abbraccio, ad uno ad uno, ai molti disabili, ai piedi del sagrato. La presenza del Santo Padre fa sentire quanto l’impegno di studenti, insegnanti e personale tutto sia degno di grande attenzione e affetto. Piazza San Pietro appare trasformata in un’immensa aula scolastica, in attesa di un maestro d’eccezione: Papa Francesco. Al suo arrivo, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, e il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, rivolgono al Pontefice il loro indirizzo di saluto. Personalità del mondo della scuola e dello spetta-

colo, con le loro testimonianze, dense di gioie, di problematiche, di realizzazioni, contribuiscono a creare il clima di attenzione e consapevolezza: molte testimonianze dei rappresentanti delle scuole evidenziano tenacia nel perseguire gli obiettivi, competenze, capacità creative e critiche di altissimo livello. Uno sguardo che ti fa crescere

La scuola apre alla realtà, è luogo di incontro e di confronto

Il Santo Padre così esordisce: “Si vede che questa manifestazione non è “contro”, è “per”! Non è un lamento, è una festa per la scuola!... Sappiamo bene che ci sono problemi, ma siamo qui, perché amiamo la scuola. Io l’ho amata da alunno, da studente, da insegnante e poi da Vescovo”. Francesco sviluppa la sua bellissima lezione in diversi punti, a far comprendere il suo amore per la scuola e la funzione di una scuo-

la vera. “Perché amo la scuola?” Ho un’immagine…Non si cresce da soli. E’ sempre uno sguardo che ti aiuta a crescere”. Ricorda lo sguardo della sua maestra, che mai ha dimenticato. “Lei mi ha fatto amare la scuola”. “Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. Almeno, così dovrebbe essere”. Il Papa continua, quasi a dipingere, a scolpire con grande efficacia e semplicità, indicando altri motivi del suo amore alla scuola: “Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti. E non abbiamo diritto di avere paura della realtà!…Se uno ha imparato ad imparare – questo è il segreto, imparare ad imparare! - , questo gli rimane per sempre. Lo insegnava anche un grande educatore italiano, che era un prete, don Milani. Gli insegnanti sono i primi che debbono restare aperti alla realtà. Se un insegnante non è aperto ad imparare, non è un buon insegnante; i ragazzi “hanno


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Primo piano

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incontra il mondo della scuola nel suo consueto stile diretto e dialogico, lo ripete insieme alla grande classe riunita in piazza San Pietro: “Per educare un figlio ci vuole un villaggio!”.

La missione della scuola:

sviluppare il senso del vero, del bene e del bello

fiuto”, e sono attratti dai professori che hanno un pensiero aperto, “incompiuto”, che cercano un “di più”, e così contagiano... La scuola è un luogo d’incontro. Noi oggi abbiamo bisogno di questa cultura dell’incontro per conoscerci,

amarci, camminare insieme. La famiglia – soggiunge Francesco – è il primo nucleo di relazioni. La scuola è la prima società che integra la famiglia. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte…”. Qui Papa Francesco cita un proverbio africano a lui caro e,

“Amo la scuola perché ci educa al bene, al vero e al bello. L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla… Nell’educazione è sempre più bella una sconfitta pulita che una vittoria sporca. La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, del bene, del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ingredienti. Ecco perché ci sono tante discipline! Lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo. In questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene, il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate. Questi tre elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita. La vera educazione ci apre alla pienezza della vita! Nella scuola non solo impariamo conoscenze, contenuti, ma anche abitudini e valori. Auguro a tutti voi, genitori, insegnanti, persone che lavorano nella scuola, studenti, una bella strada nella scuola, che faccia crescere le tre lingue che una persona matura deve saper parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle mani. Ma, armoniosamente, cioè pensare quello che tu senti e quello che tu fai; sentire bene quello che tu pensi e che tu fai; e fare bene quello che tu pensi e che tu senti…E, per favore, non lasciamoci rubare l’amore per la scuola! Grazie!”. Il Santo Padre termina l’incontro con la richiesta di una preghiera per coloro che lavorano nel mondo della scuola e affidando alla Madonna tutta la realtà scolastica italiana. 3


Chiesa Insieme 10 GIUGNO 2014

Formazione

DONO E MISSIONE: BINOMIO PERFETTO Incontro dell’USMI a Santa maria degli Angeli con don Roberto Repole della diocesi di Torino Suor Jose Dongu *

ASSISI - Il 26 aprile, presso la casa di Spiritualità delle Suore francescane Missionarie di Gesù Bambino a Santa Maria degli Angeli, noi religiose abbiamo vissuto un incontro sulla missione come dono, organizzato dall’Usmi regionale e animato da don Roberto Repole della diocesi di Torino (nella foto). Dopo aver presieduto la celebrazione eucaristica, in cui ci ha ricordato che la nostra fede è autentica se sentiamo l’urgenza di testimoniare Cristo, don Roberto ha tenuto la sua riflessione, soffermandosi anzitutto sul rapporto tra Vangelo e gioia. Diversa dal piacere, caratterizzato dalla sua breve durata, la gioia è insita nel nome stesso del Vangelo: è la notizia per eccellenza del Vangelo, del lieto annuncio rivolto agli uomini. Ha quindi evidenziato come, ai nostri tempi, due fatti manifestino la crisi di fede: da un lato la situazione economica rende evidente una crisi dell’uomo, indotto ormai a sentirsi una cosa, oggetto di scambi commerciali, per

cui Dio è sostituito dall’idolo denaro; dall’altro la crisi culturale diffonde un grave relativismo, anche sul fronte delle idee, ma soprattutto su quello pratico. In tale contesto la Chiesa è chiamata a riformarsi. Nel quadro della secolarizzazione, che sembra segnare la fine della cristianità, solo una Chiesa più sinodale, capace di chiedersi come essere missionaria, può portare efficacemente il Vangelo. È una grande opportunità per riscoprire la categoria del dono, dell’annuncio come offerta, semplice e sempre bella. La Parola,

i sacramenti, soprattutto l’Eucarestia, sono doni: possono risultare anche imbarazzanti, perché facendo un dono si entra nello scambio. Attorno ad ogni dono si stabilisce un’ospitalità reciproca, in cui sia chi dona sia chi riceve con riconoscenza crea uno spazio e ospita l’altro. La Chiesa esiste in forza di un dono doppio: Dio ha donato suo Figlio e il Figlio ha donato la sua vita, esalando lo Spirito. È questo che permette alla Chiesa di esistere. E noi credenti come esprimiamo questa reciprocità? È la fede il nostro contro-dono, che esprimiamo nel rendimento di grazie della liturgia, la quale però non esaurisce lo scambio del dono ricevuto. La liturgia, anzi, ci chiama a continuare a donare ciò che abbiamo ricevuto anche oltre il suo termine. C’è allora da chiederci se anche noi viviamo con gioia il Vangelo come la Buona Notizia, se accogliamo il dono che Cristo ci ha fatto, se viviamo la fede come un atto non statico, ma dinamico, irrinunciabilmente missionario. 3 * Sorelle Francescane della Carità

Il vescovo con i dirigenti scolastici per avviare un percorso sui passi di Francesco UN LABORATORIO DI RICERCA, A PARTIRE DALLA SFIDA EDUCATIVA ASSISI - La “Sala della spoliazione” è divenuta da anni centro degli incontri del vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, e della commissione per l’Educazione e la Scuola con i dirigenti scolastici. Lo stile aperto ed amicale, il confronto costruttivo sui grandi temi educativi, ha rivelato il volto di un’esperienza attesa con interesse ed empatia. Vari appuntamenti hanno segnato il cammino, dopo l’elezione di Papa Francesco, per meglio cogliere il gesto carico di significati dell’accensione, da parte dell’Umbria, della lampada che arde accanto alla tomba di San Francesco. Si avvertiva la possibilità che il Papa giungesse, pellegrino in questa terra, a vivere ad Assisi la festa del Santo, dopo l’elezione al soglio di Pietro. Evento sorprendente, dai connotati non facilmente prevedibili. Così, si rifletteva negli incontri sulla figura di San Francesco, anche alla luce di Papa Francesco e della sua straordinaria carica umana e profetica. Si pensava di approfondire la storia del Santo, ponendola al centro di un percorso nelle scuole, “sui passi di San

Francesco”. Ci si interrogava sulla personalità del nuovo Pontefice, capace di coinvolgere tanti, all’interno della Chiesa e tra i “lontani”. Un “laboratorio” di ricerca, colto dall’elezione di Papa Francesco, venuto “dalla fine del mondo”, ma nel solco della tradizione che affonda le radici nel tempo e nel più recente Concilio Vaticano II. Si ricordava il “Patto delle catacombe”, firmato al termine del Concilio da molti Pastori delle Chiese più lontane


Chiesa Insieme

GIUGNO 2014

Formazione

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UN’ECONOMIA ETICA E’ POSSIBILE Da Assisi un messaggio e un’azione concreta contro il gioco d’azzardo

Marina Rosati

ASSISI - Un nuovo modello di sviluppo, di economia che non si basi sull’autoreferenzialita’, sul mero profitto e il guadagno immediato. Alla luce della crisi che si sta facendo sempre più spazio che da un lato fa vedere il suo volto più cupo nella disoccupazione e dall’altro il lavoro totalitario che assorbe completamente l’esistenza di chi si getta a corpo morto nella propria professione è necessario rimettere al centro la persona e il suo sviluppo integrato. Ed è dall’Umbria che parte un nuovo corso di studi dell’Università di Perugia in Filosofia ed etica delle relazioni con indirizzo proprio in Filosofia ed economia civile, presentato il 30 maggio all’istituto Serafico di Assisi nel corso del convegno dal titolo: “Verso un nuovo modello di sviluppo: etica ed

economia” che ha chiuso la seconda edizione della Scuola diocesana di formazione socio-politica “Giuseppe Toniolo”. Si tratta del primo corso di laurea in Italia su Filosofia ed economia e l’Umbria, anche grazie a questo nuova formazione viene sempre più a qualificarsi quale riferimento in tale ambito. Una serie di interventi specifici, mirati, appprofonditi da un punto di vista sociologico, filosofico ed economico moderati dal presidente dell’Istituto Serafico Francesca Di Maolo, si sono soffermati sul concetto di “bene comune”, sulla necessità di ripensare l’economia in maniera differente ovvero capovolgendo l’idea diffusa che il mercato sia qualcosa di diverso dal civile. A sottolinearlo è stato in prima battuta il vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino e i professori Massimiliano Marianelli e Luigi Cimmino che hanno puntato l’attenzione anche sulla connessione importante, fondamentale con il terzo settore, rappresentato dal presidente di Confcooperative Andrea Fora. Il nesso comune che ha legato i vari interventi, tra i quali quelli del professor Carlo Andrea Bollino e del professor Francesco Russo, parte dalla constatazione che non bisogna proporre un nuovo modello di economia, ma re-

che, dopo una celebrazione alle catacombe di Domitilla, si impegnarono a condividere la povertà del proprio popolo, nella sequela fedele di Gesù. Il futuro Papa Bergoglio aveva condiviso tali stili di vita, nel clima post-conciliare. Si rifletteva sulla valenza del nuovo pontificato: sarebbe accaduto, con Papa Francesco, ciò che alcuni ritenevano possibile, l’abbattimento cioè del muro tra i vari Nord e Sud del pianeta, come

cuperare i suoi valori. C’è bisogno di un mercato e di un welfare che sappiano rispondere alle esigenze reali delle persone, che sappiano riappropriarsi delle relazioni riannodando l’economia al suo fine: l’uomo. E il rispetto dell’essere umano inteso nel senso più ampio del termine è stata al centro anche dell’ultima parte del convegno che ha visto i partecipanti, i relatori e lo stesso vescovo Sorrentino dare vita al primo aperitivo “SlotMob” della città di Assisi nel bar Bibiano, esercizio pubblico di Luigino Rossetti che ha deciso di bandire le slot machines dalla propria struttura. “Un’iniziativa - ha detto una delle referenti della Scuola socio-politica “Toniolo” Stefania Proietti - che è solo un primo inizio per un grande evento contro il gioco d’azzardo che si farà nel territorio”.E per concludere un bel selfie per ricordare questo nuovo corso economico, etico e sociale che è partito da Assisi. 3

era avvenuto con San Giovanni Paolo II che contribuì al crollo del muro tra Est ed Ovest? Si sarebbe sviluppata una viva coscienza in ordine alla “globalizzazione della solidarietà”, per cominciare a sconfiggere le più gravi povertà? In tale spirito, ci si preparava a ricevere il Santo Padre e ci si dava appuntamento in vescovado a marzo, per considerare l’invito del Papa all’udienza del 10 maggio, rivolto alla scuola italiana. Veniva spontaneo, allora, donare ai partecipanti l’Esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium” che vede nell’integrazione sociale dei poveri e nel dialogo per la pace i punti decisivi per il futuro dell’umanità: documento importante, da conoscere almeno sul piano culturale anche da parte di chi, non esplicitamente cristiano, cammini in ricerca della verità. La formazione, intesa come esperienza profonda, che orienti tutta la vita, può offrire un contributo fondamentale a mutare il corso della storia, la storia dei popoli. 3 Anna Maria Bettuzzi


Chiesa Insieme 12 GIUGNO 2014

Dalle Parrocchie UN NUOVO SPAZIO PER I GIOVANI DI ASSISI Campo da calcetto a uso polivalente inaugurato dietro la cattedrale di San Rufino Suor Maria Rosaria Sorce

ASSISI - Lunedì 2 giugno si è svolta l’inaugurazione di un nuovissimo, efficientissimo e simpatico campetto da calcetto e polivalente che per iniziativa del parroco della cattedrale don Cesare Provenzi è stato allestito alle spalle della stessa in via del Turrione. Il vescovo di Assisi Monsignor Domenico Sorrentino, presenti il sindaco Claudio Ricci e la giunta comunale, genitori ed amici della comunità parrocchiale di San Rufino, ha inaugurato la nuova struttura tra l’entusiasmo di tantissimi giovani e giovanissimi del catechismo, del post-cresima e scout. Al vescovo l’onore della messa in campo e del calcio in porta della prima palla, poi un amichevole scontro tra sindaco e vescovo alternativamente in porta e all’attacco; infine, il tradizionale taglio del nastro e la benedizione con le parole paterne del presule il quale rilevava “Domina in questa cornice il verde del campetto e della natura intorno e il verde è il colore della speranza, la speranza che questo luogo sia sempre più spazio vitale di relazioni, di amicizia, di crescita, d’incontro dei più giovani che ci auguriamo possano sperimentare in questo luogo la bellezza e la gioia del sano divertimento sportivo e la freschezza entusiasta dell’aggregazione giovanile”?. Poi il sindaco Claudio Ricci evidenziava quanto sia sempre un momento rilevante e gioioso l’apertura di uno spazio per i ragazzi, un tuffo per molti nei ricordi dell’infanzia.

L’inaugurazione è stata coronata dal primo torneo di calcio organizzato da don Carlo Cecconi con i seminaristi Niccolò e Simone, in canpo i primi a scendere i ragazzi più piccoli del catechismo poi quelli del post-cresima. Intanto il parroco con il vescovo e la Giunta comunale hanno visitato i locali della nuova sede - scout, posta proprio sull’abside della cattedrale “segno – indicava mons. Sorrentino, - di quanto tutto ciò che si compie in questi locali sia sempre un cammino che ci prende la parola a uno scout che a nome di tutti ha voluto ringraziare don Cesare con il dono di un tradizionale bastone antico conservato dall’associazione scout, segno di riconoscenza per avere finalmente una sede ed essere stati accolti da lui proprio come pecore dal proprio pastore ed è in questa veste che gli scout lo sentono vicino al loro cammino. Il pomeriggio è continuato all’insegna del gioco: partita in campo e giochi animati dagli scout all’interno della sede e all’aperto intorno al campo immerso nel verde. Un’oasi di spensieratezza, di profonda attenzione ai giovani le cui solitudini lasciano troppo

spesso indifferenti un mondo in crisi e troppo indaffarato per occuparsi di loro. Un accorato e sentito grazie è sgorgato dalle labbra e dal cuore di tutti, in specie dei più piccoli, a don Cesare Provenzi che con la sua attenzione al mondo giovanile e ai suoi bisogni, per la sua creatività pastorale e sensibilità verso i giovani, ha reso il centro pastorale di San Rufino sempre più un punto di riferimento e di attrazione per le nuove generazioni di Assisi. 3

DA PIANDARCA IL MESSAGGIO SI RINNOVA

Ricordata la fondazione del Terzo ordine francescano e la predica agli uccelli ASSISI - Il 1° giugno, in ricordo della fondazione del Terzo Ordine Francescano e della “Predica agli uccelli”? di San Francesco, si è svolta una partecipata processione a Piandarca. E’ seguita la santa messa all’edicola, celebrata da padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi. Una bellissima giornata di sole, con molte persone presenti, tra cui il neo

sindaco di Cannara, Fabrizio Gareggia e tutta la giunta comunale, il sindaco di Assisi, Claudio Ricci, il comandante della stazione dei carabinieri, il maresciallo Valente. Durante la santa messa hanno emesso la professione perpetua 4 membri della Fraternità OFS di Cannara: Fabrizio, Laura, Vienna, Maria Stella. 3 Fabrizio Cerasa


Chiesa Insieme

Dalle Parrocchie

GIUGNO 2014

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IL BEATO ANGELO E LA RICONQUISTA DEL BIANCOSPINO DI GUALDO TADINO

Iniziative con le scuole per la salvaguardia delle piante e la riscoperta delle tradizioni storiche Alberto Cecconi

GUALDO TADINO - E’ stata una vera e propria festa quella

che ha avuto come protagonisti 70 bambini e bambine delle classi quarte e quinte delle scuole primarie di Cartiere: hanno messo a dimora 20 piante di biancospino del Beato Angelo lungo il percorso che va dall’Eremo al bivio per Casale. L’operazione punta alla salvaguardia delle piante ed alla loro moltiplicazione, per riconquistare quanto è stato perduto e cancellato con l’urbanizzazione che ha visto estirpare nel tempo tanti arbusti che fiorivano in gennaio, ripetendo il miracolo avvenuto per la prima volta nel 1324, al passaggio del corteo che accompagnava le spoglie mortali dell’eremita Angelo, poi eletto protettore della città. Grazie ai bambini del plesso del centro storico, sinora ne erano state messe a dimora circa 200, soprattutto in via del Biancospino col sostegno della pro loco. Ora, con l’impegno degli scolari e delle loro brave insegnanti, con l’ottima, generosa disponibilità ed organizzazione della pro loco “3 C” (Cartiere, Casale, Caselle) presieduta da Lucio Marinelli, oltre al sempre più encomiabile cultore del biancospino, Sandro Sabbatini, il progetto della “riconquista” continuerà anche nei prossimi anni; c’è anche l’impegno del preside Gaetano Ferrara: ha salutato con entusiasmo l’iniziativa che collega il presente al passato per un migliore futuro di tutti.

Il parroco don Franco Berrettini ha benedetto e fornito una chiave di lettura semplice su quanto stava avvenendo in collegamento col passato e con la santità del Beato Angelo. I bambini hanno coperto di terra le radici delle piantine, le hanno contrassegnate con un cartello col nome dei “piantatori”, in qualche modo adottandole, hanno cantato ed ascoltato “poesie” sul tema; hanno conosciuto una storia ed una tradizione che caratterizza il loro ambiente. Sono stati seminatori di valori religiosi e culturali. 3

Conferito il sacramento della Confermazione a sette giovani e a una signora di cannara

UNA GIORNATA DI FESTA A PIEVE DI COMPRESSETO GUALDO TADINO - Domenica 11 maggio presso la chiesa

parrocchiale “Assunzione di Maria” in Pieve di Compresseto, monsignor Domenico Sorrentino ha conferito il sacramento della Confermazione a sette ragazzi e ragazze delle parrocchie di Pieve di Compresseto e Poggio Sant’Ercolano e ad una signora di Cannara. I cresimati si sono preparati con un cammino religioso di due anni culminato con un ritiro spirituale, sabato 10 maggio, presso il santuario del Divino Amore di Gualdo Tadino. I loro nomi sono: Edoardo Anastasi, Caterina Bazzucchi, Chiara Bozzi, Gabriele Lilli, Luca Mariotti, Antonella Piermarini, Gessica Polidori, Samuel Ragni Sevaj. La messa è stata concelebrata dal parroco don Stefano Bastianelli; hanno partecipato anche i diaconi Ivano Parlanti e Francesco Farabi. La chiesa, gremita di fedeli, con la sua splendida architettura ha fatto da cornice alla suggestiva cerimonia religiosa che, animata dal coro e dal suono dell’organo del secolo XVII recentemente restaurato, ha fatto toccare momenti di intensa e vibrante commozione. Il vescovo ha fatto il suo ingresso in chiesa processionalmente con i cresimandi e, dopo una breve esortazione sull’importanza del sacramento

della Confermazione, la celebrazione ha avuto inizio. Al termine della benedizione solenne ha consegnato a ciascuno dei cresimati un dono offerto dalle due parrocchie. Auguriamo a tutti i cresimati di diventare sotto l’azione dello Spirito Santo autentici testimoni di Cristo, forza nuova e lievito della Chiesa e della società, divenendo promotori della comunità ecclesiale e della solidarietà sociale. 3


Chiesa Insieme 14 GIUGNO 2014

Progetti

SULLE ORME DI ABRAMO, PELLEGRINAGGIO DIOCESANO DELL’AZIONE CATTOLICA Giovani in cammino nel percorso Osimo-Recanati-Loreto

che di pregare per le famiglie, in vista del prossimo Sinodo dei vescovi ad ottobre. Il pellegrinaggio, come a Santiago di Compostela, si è protratto verso il mare dove i giovani pellegrini hanno goduto un meritato rinfresco ai piedi in mare .3 ASSISI - Con gioioso entusiasmo e accompagnati da un sole splendente, 25 giovani pellegrini di Azione Cattolica hanno percorso sentieri che collegano Osimo con il Santuario di Loreto. Il cammino esteriore è stato accompagnato da un cammino interiore e di preghiera, con la figura del grande pellegrino, Abramo, padre nella fede. Ad Osimo hanno visitato la tomba di San Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti, e sono stati accolti nella parrocchia della Sacra Famiglia. A Recanati sono stati gioiosamente accolti dai padri cappuccini che hanno condiviso le loro esperienze in terre di missione. Il prelato di Loreto, monsignor Giovanni Tucci, li ha salutati e chiesto anL’INIZIATIVA “GUSTANDO ASSISI” È ARRIVATA ALLA SETTIMA EDIZIONE ASSISI - Sabato 31 maggio alle 9 si è svolta l’iniziativa “Gu-

stando Assisi 2014” alla sua settima edizione che, nonostante la pioggia, non ha affievolito l’entusiasmo di studenti e professori, né ha sminuito la raffinata organizzazione. Un evento che mette insieme una doppia finalità: fare conoscere operativamente le competenze dei nostri allievi e nello stesso tempo far conoscere le meravigliose bellezze di Assisi. I giovani studenti delle classi quinte insieme ai loro insegnanti hanno guidato da ciceroni genitori ed allievi, che hanno scelto la nostra scuola o che vogliono sceglierla, a scoprire le meraviglie di Assisi: la cattedrale di San Rufino e la corrispettiva piazza, piazza del Comune e l’antico anfiteatro romano. Ma, “Gustando Assisi”, è un tuffo anche nell’Assisi dell’arte e nell’enogastronomia; l’evento, infatti, si è concluso con un buffet preparato da studenti e docenti. 3 Suor Maria Rosaria Sorce


Chiesa Insieme

Iniziative&Eventi

GIUGNO 2014

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ASSISI E I DUE PAPI SANTI: SAN RUFINO COME SAN PIETRO La cattedrale ha accolto migliaia di pellegrini, ecco le testimonianze Suor Maria Rosaria Sorce

ASSISI - Prima e dopo la beatificazione unica nella storia di due Papi: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II alla presenza di Benedetto XVI e dell’attuale Papa Francesco Assisi è stata meta di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo e in maggioranza dalla Polonia. Se bellissima e strepitosa è stata la presenza della mondialità ad Assisi, altrettanto magnanima e senza confini è stata l’accoglienza alla cattedrale di San Rufino divenuta i davvero una piccola San Pietro. Nella cattedrale ogni luogo: la cappella del Santissimo, la cappella del pianto, la sagrestia stessa e la navata centrale ha visto avvicendarsi gruppi numerosi dalle cinquanta alle duecento persone di ogni provenienza: Polonia, Argentina, Vietnam, Repubblica Ceca, Usa, Brasile, Canada, Francia, Portogallo, Corea, Nigeria, Navarra, Ucraina, Slovenia, in un commovente alternarsi di messe, in contemporanea anche con gruppi di tutte le età, provenienze e associazioni diverse: Scout, Unitalsi, AC, etc… che sostavano in preghiera dinanzi a Giovanni Paolo II (la cui statua è stata già collocata nella galleria dei quadri a lui dedicata nella sua prima venuta ad Assisi) che rinnovano le promesse battesimali davanti al battistero di San Francesco e Santa Chiara, davanti all’altare principale e persino nell’oratorio di San Francesco o sul sagrato della Cattedrale. Abbiamo raccolto al volo qualche testimonianza. “Perché siete qui ad Assisi?” Una brasiliana risponde: “Perché Papa Giovanni è nel mio cuore e perché lui è stato qui”. “Cosa ti porti nel cuore di Papa Giovanni?”. “Le sue ultime parole prima di morire: Prima io ho cercato voi ora voi cercate me. Sono

parole che ho portato sempre nel cuore, per questo vado a Roma, ora sono io che lo cerco” (Don Luca della Polonia). “Noi portiamo nel cuore Giovanni XXIII, ancora mi commuove la sua frase: portate una carezza ai vostri bambini e dite che è il Papa che gliela manda; ma non posso più parlare perché mi commuovo fino alle lacrime” (una mamma di Lisbona). “È stato un Papa della gente, dell’unità e della comunione, perché sapeva mettere insieme tutte le categorie e tutte le età e che ha fatto un gran pezzo bello della storia e poi Papa Francesco è il top” (giovani da Cuneo). Una frase, un attributo da dare a Giovanni Paolo II? “Non abbiate paura di aprire le porte a Cristo, per me è tutto qui Giovanni Paolo II” (Francesco lupetto scout della Calabria). 3

UN’OPERA CHE RICORDA SAN GIOVANNI XXIII

ASSISI - Semplice ma suggestiva la cerimonia che si è svolta venerdì 23 maggio nella cappella di Casa Papa Giovanni dove è stato scoperto e benedetto un quadro su San Giovanni XXIII dell’artista assisano Lucio Tardioli, donato dal Franciscan Pilgrimage Programs rappresentato da padre Andrea Cirino, alla Casa che porta il nome del Papa buono. Dopo la lettura del Vangelo il vescovo monsignor Domenico Sorrentino, che ha presenziato la cerimonia, ha fatto una breve omelia in inglese, in segno di accoglienza nei confronti dei pellegrini americani presenti, ringraziandoli per il dono ricevuto ed ha benedetto l’opera. 3

IN ONORE DELLA REGINA BEATA ROMA - Anche una delegazione di Assisi ha partecipato a Roma alla “Casa dell’Aviatore” alla cerimonia della XXV edizione del premio letterario “Maria Cristina di Savoia”. La giuria centrale, presieduta da Stefania Rolla Pensa, aveva formulato la cinquina dei libri finalisti, che risulta così composta: 1) Carmine Abate “La collina del vento”, Mondadori; 2) Maria Rosaria Cutrufelli “I bambini della ginestra”, Frassinelli; 3) Giovanni D’Alessandro “La tana dell’odio”, San Paolo ; 4) Franco Di Mare “Il paradiso dei diavoli”, Rizzoli ; 5)Romana Petri “Figli dello stesso padre”, Longanesi. Con la solenne celebrazione del rito della beatificazione di Maria Cristina di Savoia, avvenuta il 25 gennaio presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli, che ci ha colmate di gioia e commozione, il premio letterario biennale che reca il suo nome, dopo cinquanta anni di attività, ottiene un lusinghiero successo. 3 Maria Odoarda Pronti


Chiesa Insieme 16 GIUGNO 2014

APPUNTAMENTI giugno - luglio

13 - Venerdì - 10.a Tempo Ordinario - S. Antonio di Padova (m) - [II]

PRE-ASSEMBELA DIOCESANA - Santa Tecla ore 16.00

14 - Sabato - 10.a Tempo Ordinario - S. Eliseo, Valerio - [II]

PRE-ASSEMBELA DIOCESANA - Santa Tecla ore 9.00 - 12.00

2014

15 - Domenica - Ss. TRINITÀ (s) - S. Germana, S. Vito, Enrica, Everardo - [P] 16 - Lunedì - 11.a Tempo Ordinario - S. Aureliano, Giuditta, Ferruccio - [III] 17 - Martedì - 11.a Tempo Ordinario - S. Gregorio Barbarigo, S. Adolfo, Manuele

Festa del Beato L. Da Casoria ore 11.00 celebrazione eucaristica nella basilica di San Francesco con pranzo al Sacro Convento

18 - Mercoledì - 11.a Tempo Ordinario - S. Marina, Marinella, Marinetta - [III]

Convegno: “San Francesco patrono d’Italia a 75 anni della sua proclamazione” Ore 17.00 Sala della Conciliazione Palazzo comunale di Assisi.

19 - Giovedì - 11.a Tempo Ordinario - S. Romualdo (mf) - [III] 20 - Venerdì - 11.a Tempo Ordinario - S. Silverio papa, S. Ettore, Consolata - [III]

Convivenza Famiglie del Vangelo, dal 20 al 22 presso il Santuario della madonna della Stella a Montefalco.

21 - Sabato - 11.a Tempo Ordinario - S. Luigi Gonzaga (m) - [III] 22 - Domenica - Ss. CORPO E SANGUE DI CRISTO (s) - S. Paolino da N.; 23 - Lunedì - 12.a Tempo Ordinario - S. Lanfranco vescovo, Alice - [IV] 24 - Martedì - 12.a Tempo Ordinario - NATIVITÀ DI S. GIOVANNI BATTISTA (s) - [P] 25 - Mercoledì - 12.a Tempo Ordinario - S. Guglielmo abate, Orio, Oriella, Orietta - [IV] 26 - Giovedì - 12.a Tempo Ordinario - S. Vigilio vescovo, Rodolfo, Elisa, Filippo - [IV] 27 - Venerdì - SACRO CUORE DI GESÙ (s) S. Cirillo d'Alessandria (mf) - [P] 28 - Sabato - Cuore Immacolato di Maria (m) - S. Ireneo (m) - [P] 30 - Lunedì - 13.a Tempo Ordinario - Ss. Primi martiri della Chiesa romana (mf) - [I] 29 - Domenica - 13.a Tempo Ordinario - Ss. PIETRO e PAOLO (s) - [P] LUGLIO 1 - Martedì - 13.a Tempo Ordinario - S. Teobaldo sacerdote eremita - [I] 2 - Mercoledì - 13.a Tempo Ordinario - S. Bernardino Realino - [I] 3 - Giovedì - 13.a Tempo Ordinario - S. TOMMASO (f) - [P] 4 - Venerdì - 13.a Tempo Ordinario - S. Elisabetta di Portogallo (mf) - [I] 5 - Sabato - 13.a Tempo Ordinario - S. Antonio M. Zaccaria (mf) - [I] 6 - Domenica - 14.a Tempo Ordinario - S. Maria Goretti (mf) - [II] 7 - Lunedì - 14.a Tempo Ordinario - S. Edda, S. Claudio, Apollino - [II] 8 - Martedì - 14.a Tempo Ordinario - S. Adriano, S. Priscilla, Elisabetta - [II] 9 - Mercoledì - 14.a Tempo Ordinario - Ss. Agostino Zhao Rong e compagni (mf) - [II] 10 - Giovedì - 14.a Tempo Ordinario - S. Felicita, S. Silvana, Rufina, Seconda - [II] 11 - Venerdì - 14.a Tempo Ordinario - S. BENEDETTO patrono d'Europa (f) - [P] 12 - Sabato - 14.a Tempo Ordinario - S. Fortunato martire - [II]

FESTA DEL VOTO - Cattedrale San Rufino ore 20.30 II Anniversario della morte di mons. Sergio Goretti.


CHiesa Insieme Giugno 2014