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N. 3 - MARZO 2017 - ANNO XXXV - MENSILE Autorizzazione Trib. Perugia n° 660 del 7/03/1983

DIGIUNARE DALLE CHIACCHIERE, NUTRIRSI DELLA PAROLA


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Chiesa Insieme marzo 2017

Editoriale

SOMMARIO

LA PAROLA DEL VESCOVO

Editoriale del vescovo

Una proposta quaresimale - pag. 2

Focus

Nullità del matrimonio - pag. 3

Primo piano

Festa di san Rinaldo - pag. 4-5

Caritas Quaresima di carità - pag. 6

Celebrazioni Anniversario del vescovo - pag. 7

Itinerari francescani

Chiesa Nuova in Assisi pag.8-9

Vita consacrata Festa della Candelora - pag. 10

Famiglie del Vangelo

Ritiro delle CMFV Le CMFV di Valfabbrica - pag.11

Formazione

Attualità del CV II - pag.15

Parrocchie

Regina Pacis - pag.16

Cultura

opera del Museo agli Uffizzi - pag.17

News Terra Santa / varie - pag. 18 - 19

Appuntamenti

marzo / aprile 2017 - pag.20

Digiunare dalle chiacchiere, nutrirsi della Parola Papa Francesco ha più volte parlato di

“terrorismo delle chiacchiere”. L’espressione è forte, ma veritiera. Sì, c’è uno “sport” delle chiacchiere che fa tanto male. È l’abitudine a parlare frequentemente a vanvera, spesso con cattiveria. Ne fanno le spese, nel migliore dei casi, il raccoglimento e la preghiera. Nel peggiore dei casi, anche le persone, sottoposte, senza potersi difendere, a valutazioni impietose, a vere e proprie diffamazioni e calunnie. È peccato tutt’altro che leggero. Nella Scrittura si legge: «Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana» (Gc 1, 26). Tante volte, alla base delle chiacchiere, c’è il nulla! Tutto parte da una parola inventata e proferita ad arte. Moltiplicata di bocca in bocca, genera una illusoria sensazione di verità. È il trionfo del “si dice”, che ti fa sussurrare o insinuare le cose senza assumertene la responsabilità. Magari aggiungendo,

quasi a lenire la cattiva coscienza: io non ci credo, però... Quanta ipocrisia! E così si lascia spazio alla fantasia malata o alle strategie di disinformazione di chi si diverte a inventare bufale. Ne può fare le spese chiunque, spesso con gravi conseguenze. Che tristezza, se ciò non solo ferisce la buona reputazione di persone che hanno responsabilità pastorale, ma pregiudica così anche la loro buona testimonianza e l’efficacia del loro ministero. La quaresima torna provvidenziale per un proposito che tutti possiamo fare: ridurre a zero il chiacchiericcio, e aumentare lo spazio dedicato alla Parola di Dio. È una forma di digiuno forse più meritoria di quelle classiche che pur restano valide. Se facciamo più spazio alla Parola, immettiamo energia positiva e guaritrice, dove invece le chiacchiere avvelenano e uccidono. Ne trae vantaggio la nostra preghiera. Si cresce in comunione e fraternità. Buona quaresima a tutti! + Domenico, vescovo

Notiziario della diocesi di Assisi - Nocera U. - Gualdo T. Direttore responsabile: Vittorio Peri In redazione: Marco Fortebracci Redazione e amministrazione: P.zza Vescovado, 3 06081 Assisi (Pg) Tel. (075) 81.24.83fax: (075) 819.88.05 E-Mail : ufficiostampa@diocesiassisi.it Autorizzazione Tribunale di Perugia n° 660 del 7-03-1983 / sped. in abbonamento postale 50%

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Chiesa Insieme

marzo 2017

Focus

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Inaugurato l’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico, nel 2016 presentate in diocesi 13 cause

Nullità del matrimonio, ecco chi la chiede ASSISI – “Viviamo un tempo speciale dopo la chiusura del grande Giubileo Straordinario della Misericordia, ma lo spirito e le opere della misericordia non sono finite o esaurite nell’anno giubilare: devono continuare. L’idea e l’intento del Santo Padre è stata di risvegliare le coscienze e la consapevolezza di tutti gli uomini di buona volontà che il bene gratuito, la solidarietà e l’operare il bene devono caratterizzare, ispirare e guidare l’azione di ogni credente e persona umana». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu e moderatore del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (TEIU), all’inaugurazione dell’anno giudiziario tenutasi il 20 febbraio a Perugia, che ha visto la partecipazione della gran parte dei vescovi della regione, culminata con la prolusione di monsignor Joaquín Llobell, ordinario di diritto processuale canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce, sul tema: “Questioni sull’appello nelle cause di nullità del matrimonio”, argomento molto attuale alla luce della recente riforma del processo di nullità matrimoniale approvata da papa Francesco. Nella sua relazione il vicario giudiziale del TEIU padre Cristoforo Pawlik non ha fornito solo “numeri” ma ha ribadito che «purtroppo ancora circolano notizie menzognere riguardo ai costi delle cause per ottenere le dichiarazione di nullità matrimoniale, per questo tante persone sono scoraggiate e hanno difficoltà

e diffidenza ad accostarsi al Tribunale ecclesiastico». Inoltre, padre Pawlik ha rilevato che «oltre alla breve durata del processo di nullità si è raggiunta anche una rapida stesura della sentenza a conferma che si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande». Il vicario giudiziale ha anche evidenziato che «dobbiamo ancora migliorare i tempi delle perizie per evitare un protrarsi delle cause oltre i tempi canonici». Nel 2016 le cause di nullità trattate sono state 214, delle quali 104 pendenti dal 31 dicembre 2015. Quelle espletate lo scorso anno sono state compressivamente 121, delle quali 115 chiuse con sentenza affermativa. Le cause pendenti al 31 dicembre 2016 sono 93, undici in meno rispetto all’anno precedente, di cui 9 prossime alla sentenza. Delle 121 espletate nel 2016, la gran parte (103) ha avuto un iter processuale da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno e mezzo. Andando a vedere i dati relativi alla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si evince che nel 2016 sono

CONDIZIONE SOCIALE DELLE PARTI Attrice Disoccupati 7 Pensionati 8 Casalinghe 13 Operai 14 Dirigenti e funzionari 2 Medici e paramedici 11 Imprenditori e industriali 4 Commercianti e artigiani 9 Studenti 1 Impiegati 29 Insegnanti 8

Convenuta 6 7 4 23 1 15 4 13 0 20 8

state 13 le cause espletate dal Tribunale ecclesiastico in leggero aumento rispetto all’anno scorso. Dal 2011 ad oggi l’andamento della diocesi è stato altalenante tra un minimo di 8 cause del 2013 e un massimo di 15 nel 2012. Prima della nostra si piazzano solo la diocesi di Perugia-Città della Pieve con 48 procedimenti e quella di Terni con 26. Vengono poi Spoleto-Norcia e Orvieto-Todi con 11, Foligno con 5 cause, Gubbio con 4 e Città di Castello con 3. Ma chi è che si rivolge al Tribunale ecclesiastico regionale? Sono soprattutto donne che si possono annoverare nella categoria sociale degli impiegati e che hanno una media di età tra i 41 e i 50 anni. L’attore che intenta una causa di nullità del matrimonio non è dunque giovanissimo ma ha alle spalle una convivenza coniugale di oltre dieci anni. 3

ETA’ DELLE PARTI ALL’INTRODUZIONE DEL PROCEDIMENTO

Parte attrice

Parte convenuta

Da 20 a 30 anni

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5

Da 31 a 40

26

26

Da 41 a 50

58

45

Da 51 a 60

21

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Oltre 61

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Chiesa Insieme marzo 2017

Primo piano

Sui passi di san Rinaldo guardiamo

Messa pontificale del vescovo monsignor Domenico Sorrentino. “Rimettiamo al centro Gesù

Alberto Cecconi

GUALDO TADINO - Il futuro di Nocera Umbra passa per la gloria di un passato fatto di santi pastori come San Rinaldo ma anche per la forza di relazioni sempre più autentiche che si ritrovano in Gesù. E’ stato questo il filo conduttore dell’omelia del vescovo della diocesi di Assisi – Nocera

Umbra – Gualdo Tadino in occasione della celebrazione eucaristica di giovedì 9 febbraio alla quale hanno preso parte le massime autorità civili e militari. Con l’apertura dell’urna del santo patrono di Nocera, mercoledì sera, sono iniziati i festeggiamenti per l’ottavo centenario della morte San Rinaldo. Nella omelia monsignor Sorrentino ha messo in evidenza il carisma del vescovo Rinaldo, la sua

opera così come quella di altri pastori che hanno operato a Nocera. Contemporaneamente però ha anche evidenziato alcuni momenti difficili, come il terremoto, che la comunità ha dovuto affrontare. “Se il passato è legato alla storia di questi pastori – ha detto monsignor Sorrentino – il futuro sarà la storia di tutto il popolo di Dio. Dobbiamo rimettere al centro Gesù e ricreare rapporti familiari veri, caldi. Viviamo l’epoca della post verità – ha continuato il vescovo – che sembra non avere alcun punto di riferimento fermo. Per noi questo punto di riferimento c’è ed è Gesù. Ripartiamo da lui, dalla sua parola per rinsaldare le nostre relazioni familiari. Questo presuppone l’impegno di laici e soprattutto di giovani che sono il nostro futuro”. Al termine dell’omelia ha preso la parola il custode della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli padre Rosario Gugliotta per ricordare il legame con San Francesco, che si riferisce al 2 agosto del 1216 quando San Rinaldo era tra i sette vescovi umbri che promulgarono l’indulgenza della Porziuncola. La cerimonia è stata anche l’occasione per far conoscere il libro scritto da monsignor Girolamo Giovannini dal titolo: “L’Antica Madre, un fugace ricordo della chiesa di Nocera e Gualdo nell’ottavo centenario di San Rinaldo”.

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marzo 2017

Primo piano

al futuro con speranza e creiamo relazioni sempre più familiari”

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Un musical di Carlo Tedeschi sul patrono di Nocera

La

festa solenne di giovedì è solo il primo di una serie di appuntamenti in programma in questo anno di celebrazioni ed eventi in onore del santo patrono di Nocera. Il 24 settembre, per esempio, ci sarà una celebrazione presieduta dal cardinale Beniamino Stella. La sua presenza ha una forte rilevanza celebrativa e rievocativa: da un lato perché fu ordinato sacerdote dallo zio Costantino Stella, già vescovo di Nocera Umbra e Gualdo Tadino nel quinquennio 1945-1950 e dall’altro proprio perché nel 1948 il vescovo Stella indisse l’ultimo sinodo a Nocera. Tra le altre iniziative da segnalare c’è un importante progetto con i ragazzi delle scuole del territorio che verranno coinvolti dalla compagnia di Carlo Tedeschi in dei laboratori teatrali per la realizzazione di un musical su San Rinaldo e in particolare sul suo legame con San Francesco. San Rinaldo nacque nel 1157 ed era l’erede del conte di Postignano, Napoleone Trinci; diciottenne abbandonò le sue ricchezze per vivere un’esistenza da eremita prima sul Serrasanta, poi a Fonte Avellana (dove rimase circa 30 anni). Alla morte del vescovo di Nocera Ugo, nel 1218, prese il suo posto fino al giorno della morte. Le leggende circa la sua vita e la sua santità sono molte ma forse, ciò per cui San Rinaldo è più ricordato, era ed è amato dalla popolazione nocerina furono le sue doti morali, l’abbandono della ricchezza, del lusso e la scelta di una vita umile, vissuta in povertà e penitenza.

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Caritas

Quaresima di carità per la Valnerina Dall’Amazzonia lettera di ringraziamento alla diocesi per il sostegno degli anni passati ASSISI - Con una lettera rivolta ai parroci, ai responsabili delle Caritas parrocchiali, agli istituti religiosi e alle aggregazioni ecclesiali il direttore della Caritas diocesana suor Elisa Carta ha lanciato la raccolta fondi per la quaresima 2017 che quest’anno, non sarà destinata alle missioni, bensì in favore dei terremotati. “Si è deciso di finalizzare le offerte di questa Quaresima – scrive suor Elisa - per sostenere un progetto urgente delle Caritas della nostra regione in Valnerina. Tutti sappiamo della grande emergenza per i moduli abitativi per gli allevatori che vogliono restare vicino alla loro stalla, oppure c’è il problema dell’acquisto di stalle provvisorie per la custodia degli animali in attesa della ricostruzione delle stalle definitive la cui realizzazione richiederà molto più tempo”. Per la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si è decisa la 4° domenica di quaresima, ovvero il 26 marzo, come giornata speciale per la raccolta delle offerte. Per la Quaresima del 2018, verrà invece adottato un nuovo progetto “ad gentes” che sarà scelto dal vescovo, resosi disponibile ad accogliere delle proposte da parte dei sacerdoti, delle comunità religiose e dei cristiani della diocesi. Negli anni passati, come ricorda suor Elisa la diocesi ha attuato proprie iniziative di carità a Kasumo, in Tanzania e poi in Amazzonia con il progetto “Javarì” portato avanti dai frati Capuccini umbri. Proprio da parte di padre Carlo Chistolini, uno dei frati impegnati in Brasile è arrivata al vescovo Sorrentino una testimonianza di “gratitudine verso le nostre comunità che hanno sostenuto in qualche modo l’impegno costante dei frati missionari, sia per la promozione umana delle popolazioni dell’Amazzonia, che per l’evangelizzazione”.

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Celebrazioni

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Essere una comunità che canta gioiosa Le parole del vescovo Sorrentino nel giorno del suo undicesimo anniversario in diocesi e alla maniera in cui Egli li intende. Ripartiamo dal Vangelo e facciamolo diventare logica delle nostre famiglie”. Durante l’offertorio sono stati portati sull’altare anche il velo e la giacca dell’Unitalsi, la corona e l’acqua di Lourdes. Al termine della celebrazione dopo che il vescovo Sorrentino ha consegnato la medaglia del primo anno di servizio a Lourdes ad una signora appartenente all’Unitalsi la comunità gli ha consegnato un bellissimo dono. Un suo ritratto sorridente e gioioso. E’ seguito poi un momento di convivialità fraterna.

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ASSISI - “Grazie per aver scritto delle belle pagine di storia per la nostra diocesi”. Con queste parole la comunità ha ringraziato il vescovo monsignor Domenico Sorrentino durante la celebrazione eucaristica di sabato 11 febbraio nella chiesa di Santa Maria Assunta in Valfabbrica nel giorno dell’anniversario del suo episcopato nella diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Presenti alla celebrazione l’Unitalsi, le autorità civili e militari e i fedeli accorsi numerosi per l’occasione. Il vescovo dopo aver ricordato il suo ingresso in diocesi partito proprio dall’Istituto Serafico e dai più deboli ha affermato che “dobbiamo essere una comunità che canta, una comunità gioiosa”. Durante l’omelia poi il vescovo ha sottolineato che “stiamo in un’epoca della libertà e tante volte persino i comandamenti di Dio li percepiamo come un attentato, un freno alla nostra libertà. I comandamenti sono ali con cui la nostra libertà può davvero volare. Senza di essi la nostra vita sbanda. La via dei comandamenti è la via della vita, non osservarli porta a morire. In una società in cui i comandamenti non vengono osservati c’è confusione e tristezza. Bisogna ricostruire famiglie fedeli in cui l’amore sia bello, forte, limpido e perenne. Gesù ci porta alla profondità del cuore. Gesù guarda al cuore e ci vuole puliti, belli, trasparenti; vuole che quando ci sorridiamo tra fratelli ci sia il cielo tra di noi. Dobbiamo tornare ai comandamenti del Signore


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Itinerari francescani

Sui passi del giovane Francesco:

Padre Francesco De Lazzari

QUI “NACQUE AL MONDO UN SOLE” Prima di entrare in Chiesa, a sinistra della porta d’ingresso, una lapide dà il benvenuto a chi entra nel Santuario:

Fratello, sorella, ti aspettavo. Sii benvenuto nella casa dove sono nato, e dove ho vissuto i primi 24 anni della mia vita: le feste con gli amici e i sogni di gloria, l’incontro con il Signore e il cammino della conversione a Lui, il carcere già sperimentato a Perugia e poi qui, in casa mia, il conflitto con mio padre ed, infine, l’uscita da qui. Dio mi chiamava a riparare la sua casa in me, e poi la Chiesa di suo Figlio. Era meglio obbedire a Dio, invece che a mio padre Pietro. Fratello, sorella, fatti pellegrino nella mia casa terrena, ma cammina verso la casa di Dio in te, verso la sua casa, il Paradiso. Alzati e cammina. Ti accompagno con la testimonianza della mia vita, sostengo i tuoi passi con la preghiera. Cammina. Ti aspetto. Dio ti benedica. Francesco di Assisi, tuo fratello

Il

benvenuto – testo di p. Francesco De Lazzari – ha lo scopo di interpretare il messaggio del Santuario, tenendo presenti i primi 24 anni della vita di S. Francesco vissuti nella sua casa, con la sua famiglia. Qui Francesco è nato, ha lavorato nel negozio del padre, ha vissuto i suoi sogni, accarezzato gli ideali, ed, infine, ha accettato che Dio entrasse nella sua vita. Le Fonti Francescane riportano circa una ventina di fatti vissuti da Francesco giovane. Alcuni sono noti altri meno. Alcuni sono storici, altri agiografici. I biografi di S. Francesco, soprattutto Tommaso da Celano e S. Bonaventura, pur con accentuazioni diverse, ci offrono chiare indicazioni sul mondo e sulla vita di Francesco giovane: ricco, re delle feste, gentile e cortese, altruista e generoso, sognatore, amante di ideali umani. A circa vent’anni, Francesco vive la prima esperienza forte della sua vita. Assisi è in guerra con Perugia. Vi partecipa anche lui. Assisi perde. Francesco è fatto prigioniero a Perugia per un anno. Manca la libertà, mancano gli amici, la famiglia, l’essere il re delle feste. Il volto triste dei prigionieri, il suo stesso essere prigioniero lo fanno riflettere sugli orrori della guerra. Cerca di sostenere i compagni, di riflettere, di ingoiare la nostalgia di casa. Dopo un anno il padre lo riscatta. Francesco ritorna ad Assisi, debole, malaticcio, provato nel cuore e nella mente. Curato dalla madre, riprende la vita precedente la prigionia. Ma non è più lo stesso. Così la prima parte della sua vita giovane. Dio lo riservava ad una missione e a ideali più grandi: dagli ideali umani, sotto l’azione dello Spirito Santo, lo conduce agli ideali dello spirito. Dio lo chiamava ad essere Vangelo vivente. Nella seconda parte della sua giovinezza a Francesco è chiesto di compiere i primi passi. Certamente non facili. Certamente mai pensati. Coglie un’occasione per compiere una grande opera a favore dei Luoghi santi. Con alcuni suoi compagni, si unisce al grande condottiero Gualtieri di Brienne e si mette in cammino per le Puglie. Ma anche Dio si serve delle nostre occasioni per intervenire nella nostra vita. A Spoleto, Francesco è fermato


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Itinerari francescani

marzo 2017

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il santuario della Chiesa Nuova da due interrogativi che lo sconvolgono: “Francesco, chi è meglio servire, il padrone o il servo?”. Francesco riflette. Risponde: “Il padrone”. La voce, ancora sconosciuta, prosegue: “E perché servi il servo e non il Padrone?”. Francesco comprende. Pone una domanda: “Chi sei Signore? Cosa vuoi che io faccia?”. Dalle sue labbra esce la sua prima preghiera fatta con il cuore e la mente. La risposta lo spiazza: “Torna ad Assisi e ti sarà detto cosa dovrai fare”. Un ritorno amaro. Una obbedienza amara. Un rientro da sconfitto, da rinunciatario ai sogni di gloria, a diventare cavaliere. E ora? Chi è il padrone? Chi è o che cosa è il servo? E rientra ad Assisi. Deriso e umiliato, inizia una profonda revisione di se stesso. Quasi quattro lunghi anni per arrivare, passo passo, ad una conversione radicale. Perde il sapore di ciò che viveva prima. Eleva la preghiera gridata con le lacrime: “Si ritirava in una grotta del Monte Subasio per implorare la clemenza di Dio”. A S. Damiano effonde una preghiera implorante: “O alto e glorioso Dio, illumina el core mio. Dame fede diricta, speranza certa, carità perfecta, e humiltà profonda, senno e cognoscemento che io serva li toi comandamenti” (FF 276). Passa dallo schifo di vedere i lebbrosi, e fuggire alla loro vista, all’abbraccio e bacio egli stesso. E’ la prima grande vittoria su se stesso, del Signore su di lui. La ricorda per tutta la vita. Nei mesi precedenti sorella morte, alla Porziuncola, detta il suo Testamento. Inizia così: “Il Signore concesse a me, frate Francesco,

di incominciare così a far penitenza, poiché, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo. E poi, stetti un poco e uscii dal mondo” (Test. 1-4; FF110). Dallo stare con i ricchi e i nobili si mette a servizio dei poveri: Si veste da povero e chiede l’elemosina (cfr 2 Cel IV, 8; FF 589); si fa povero e si pone a servizio degli ultimi. Dal silenzio del Crocifisso di S. Damiano finalmente accoglie con gioia e generosità la parola-comando così tanto attesa: “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina” (2 Cel 6,10; FF 593). Dall’essere l’idolo di suo padre, che l’accontentava in tutto, vive il lacerante conflitto fino alle percosse, agli insulti, al carcere domestico. Ma per lui, Francesco, “era meglio obbedire a Dio piuttosto che a suo padre Pietro”. E così, “quando smise di adorare se stesso cominciò a comprendere Dio”. Passo dopo passo, la conversione prende consistenza, giunge ad una prima meta importante, necessaria: esce di casa e si dirige verso il Vescovado per essere processato ed diseredato, per mettersi definitivamente nelle mani di Dio, al suo totale sevizio. Quando Dio ti prende per mano ti tiene stretto. Tu senti il calore della sua mano e del suo amore, e ti lasci condurre. Ti lasci portare dove Lui ti vuole. E tu vivi nella sua gioia. E Dio diventa il “tuo Dio”, il “tuo tutto”.

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San Francesco “converso”

Così la chiamarono gli assisani. Il vero titolo è “S Francesco converso (convertito)”. Secondo una comprovata tradizione, e una sufficiente documentazione, nell’area della chiesa sorgeva la casa paterna e natale di S. Francesco. Un documento del 1300 attesta che, nell’area del presbiterio, una stanza fu trasformata in cappella. E’ facile pensare che fosse la camera dove è nato S. Francesco. I frati da molto tempo cercavano di avere questo luogo. Agli inizi del 1600, per l’interessamento di fra Antonio Trejo, Vicario, prima, e poi Ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, riuscì ad acquistare la casa. Questa fu demolita quasi del tutto e sulla sua area venne edificata la chiesa. Filippo III, re di Spagna, mise a disposizione un consistente contributo, e una raccolta di fondi fu fatta nelle Provincie dell’Ordine. Una solenne processione, Vescovo, clero diocesano, religiosi, una grande folla di popolo e autorità civili, scesero dalla Cattedrale di S. Rufino portando la “prima pietra”, collocata a fondamento di tutto l’edificio. L’architettura della chiesa ricalca un progetto raffaellesco. Costruita in sei anni, fu tutta affrescata dal 1621 al 1631. Vi lavorarono i Giorgetti, padre e figlio, il Sermei e, sembra, qualche altro autore. La cupola fu affrescata nel 1687 da Emanuele da Como. Negli anni 1920-1925 la maggior parte degli affreschi, inspiegabilmente, furono ricoperti con una discutibile scialbatura di finti marmi. Il p. Francesco De Lazzari, nel 2013, tramite una mediazione, riuscì ad entrare in contatto con Sergey Matvienko, fratello ortodosso di San Pietroburgo. Con grande generosità tenendo presente il profondo significato del luogo, ha finanziato il ripristino degli affreschi. E così la Chiesa sta ritornando al suo primitivo splendore architettonico e pittorico. Dentro la chiesa, sul primo pilastro centrale di sinistra si conserva il “carcere” dove Pietro di Bernardone rinchiuse il figlio Francesco. Dal secondo pilastro centrale, sempre di sinistra, si accede alla facciata della casa con gli ingressi. Scendendo e girando a destra, si entra nel negozio dove Francesco, insieme al padre, svolgeva la sua quotidiana attività di commerciante di stoffe ordinarie e pregiate.

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Chiesa Insieme 10 marzo 2017

Vita consacrata

Celebrata a san Rufino la festa della Candelora, momenti di paura per don Bruno Baldoni

In cammino seguendo la luce dello Spirito Suor Maria Rosaria Sorce

ASSISI - Giovedì 2 febbraio celebrata solennemente in cattedrale la “Presentazione di Gesù al Tempio” (Lc 2,22-39) o popolarmente ricordata come “Festa della Candelora”, icona di tutti i religiosi/e e i consacrati che per l’occasione hanno davvero gremito la cattedrale di San Rufino. Alle 16.30 monsignor Sorrentino vescovo della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ha voluto la presenza di tutti i religiosi per un messaggio augurale, ma anche di presentazione del progetto sinodale delle CMFV come elaborato nel libro del Sinodo che è diventato davvero un testo programmatico del rinnovamento sinodale della nostra Diocesi. Durante l’esposizione del vescovo un fatto spiacevole ha creato un po’ di apprensione in tutti i presenti in quanto don Bruno è collassato per un malessere, a soccorrerlo sollecitamente una suora di clausura ospite con la sua comunità ad Assisi a causa del terremoto avvenuto a Macerata dove risiedeva. Il massaggio cardiaco da lei effettuato ha salvato la vita a don Bruno che poi è stato trasportato all’ospedale di Perugia dove si è completamente ripreso. Un segno forse, un invito a riflettere sul valore e sulla bellezza concreta e incarnata nel mondo delle religiose che va oltre quella immagine scontata e passiva che della suora abbiamo o che alcune sovrastrutture vorreb-

bero tale! Pertanto si è proseguito in cattedrale con la celebrazione della santa messa presieduta dal presule e concelebrata da numerosi presbiteri e religiosi. Nella celebrazione liturgica il suggestivo rito di accensione e benedizione delle candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme che era prescritta dalla legge giudaica per i primogeniti maschi nonché il rinnovo dei voti da parte dei consacrati. All’omelia monsignor Sorrentino ha evidenziato che: “le nostre candele accese simboleggiano l’attesa delle vergini sapienti che lo Sposo vuole

incontrare, un incontro che non avviene una volta sola nella vita, ma necessita, in chi l’ha incontrato e conosciuto, una speciale consacrazione al Vangelo e all’annuncio della Parola, in particolare nella condizione attuale in cui viviamo dove si va sempre più annullando il “nome di Gesù. È solo l’abbraccio e l’adorazione di questo Bambino Gesù, la tenerezza del Dio Incarnato, il tesoro di grazia della nostra consacrazione ha evidenziato il presule - che può darci la spinta e lo zelo dell’annuncio, incastonando ciò che già voi religiosi con i vostri diversi carismi siete, per i quali vi sono grato, in un cammino comunitario diocesano: le CMFV”.

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Chiesa Insieme

Famiglie del Vangelo Ritiro delle Famiglie del Vangelo alla Domus Laetitia

“Insieme come fratelli”

Rosella Baldelli

ASSISI - All’insegna di Gesù risorto presente in mezzo a noi ha preso avvio il ritiro diocesano delle Comunità Maria Famiglia del Vangelo (CMFV) il 12 febbraio presso la Domus Laetitia di Assisi. Le riflessioni di Monsignor Domenico Sorrentino sono partite dalla domanda iniziale: come deve tornare ad essere la famiglia? Risposta già insita nel titolo dato al ritiro: la famiglia deve tornare ad essere vista come Chiesa domestica, come famiglia coniugale all’Interno della più grande famiglia ecclesiale. Questa è la famiglia nel disegno di Dio. Tuttavia, analizzando la situazione storica attuale, dobbiamo ammettere con realismo che oggi ci si presenta un disegno divino in crisi: ci si sposa sempre meno e, se questo trend dovesse continuare, si prevede addirittura che nel 2031 non ci saranno più matrimoni religiosi. I cristiani mantengono tuttavia la speranza e confidano in un cambio di tendenze, pur nella consapevolezza che i cambiamenti non avvengono in maniera “magica” la forza di Dio ha infatti bisogno della nostra personale disponibilità. Nell’Amoris Laetitia, L’esortazione apostolica di Papa Francesco, Il rinnovamento parte da Gesù che è il nostro Salvatore. Se Dio ha voluto la famiglia, noi la dobbiamo modellare come Lui la vuole. Solo per la durezza del cuore umano Mosè ha scritto la norma del ripudio (Mc 10,1-11 - Mt 19, 1-9). Nella famiglia voluta da Dio i due non sono più separati, ma una sola carne e all’uomo viene chiesto di non dividere ciò che Dio ha unito. Nel libro della Genesi (GN 1,27) si rac-

conta come Dio creò l’uomo a Sua immagine: maschio e femmina li creò. L’uomo è immagine di Dio in quanto capace di relazioni: Dio che è famiglia si rivela quindi in noi; l’uomo ne è icona vivente nella sua realtà relazionale. L’’essere umano non raggiunge la sua completezza finché non si rispecchia nella donna che diventa carne della sua carne (GN, 2, 23-24). Molto pericolosa è la sfida del Gender che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna che viene annullata da un’opzione individualistica. Il matrimonio nel disegno di Dio è una scelta unica, fatta una volta per sempre. Questo disegno è valido anche per i discepoli di Gesù, per i quali esso è diventato sacramento, segno dell’amore di Dio verso la sua Chiesa. I coniugi stessi con la loro scelta definitiva diventano segno e strumento di questo amore. L’amore matrimoniale si apre naturalmente alla vita che nasce non all’interno della coppia: è così che il grembo materno diventa il santuario della vita. Tutto questo sta nel progetto di una Chiesa vista come famiglia. Dobbiamo rimetterci insieme per sostenerci reciprocamente nella nostra vocazione in questo tempo di grande difficoltà e di dura prova non dobbiamo vivere in solitudine, ma inserirci in un progetto che possa inglobare tutta la Chiesa che è chiamata a diventare Chiesa in uscita e ad intraprendere un cammino missionario. Dopo l’adorazione eucaristica e la condivisione nei gruppi, i partecipanti hanno vissuto un momento di convivialità. Con la Celebrazione Eucaristica si è chiusa la giornata di ritiro.

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L’esempio di Valfabbrica

Alcuni membri delle comunità di Valfabbrica, accompagnati dal loro parroco don Antonio Borgo, hanno offerto all’assemblea un momento di testimonianza sulla loro esperienza all’interno del progetto diocesano CMFV. Partendo da un’unica famiglia originaria formatasi in occasione della visita pastorale di Monsignor Domenico Sorrentino nell’anno 2012, sono nate, nel tempo, altre sette piccole comunità. Nadia è stata la prima a parlare. Proveniente dalla prima cellula originaria, ha raccontato con semplicità di come la sua vita sia cambiata all’interno della famiglia e di come il Vangelo abbia trovato una sua importante collocazione nella riflessione quotidiana, regalando a tutti una nuova armonia di vita e relazionale. Valente, suo marito, ha sottolineato come l’adesione al progetto gli abbia consentito di costruire un rapporto di comprensione più profonda con la Sacra Scrittura. Fabrizio ha raccontato la sua personale evoluzione, dalla titubanza iniziale, fino alla gratitudine attuale verso chi l’ha invitato ad entrare in questo percorso. Ha raccontato di come, da una prospettiva di tristezza esistenziale, sia arrivato ad assaporare la gioia del cuore, una gioia che contagia anche la sua famiglia. Le difficoltà della vita restano, ma cambia il modo di affrontarle. Silvia ha parlato della sua difficile situazione di partenza, visto che proviene da una famiglia ferita e di come la comunione spirituale coi membri della sua famiglia sia riuscita a colmare l’assenza di una comunione sacramentale. Comunità quasi tutta composta di famiglie in difficoltà la sua, è riuscita ad aprirsi all’amore misericordioso. Hanno poi parlato Shadel e Riccardo, raccontando l’esperienza della loro neoformata famiglia. I legami stanno diventando più forti, l’intimità più profonda.

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Chiesa Insieme 12 marzo 2017

san rufino

Parrocchie

L’oratorio Regina Pacis ha il suo logo

Viola Frascarelli ha vinto il concorso per la creazione del simbolo del centro pastorale Suor Maria Rosaria Sorce

ASSISI - È Viola Frascarelli la vincitrice del concorso indetto da don Cesare Provenzi e don Alessandro Picchiarelli, rispettivamente parroco e vice-parroco della cattedrale di san Rufino, per un logo che connotasse l’ormai operosissimo e dinamicissimo “Oratorio Regina Pacis”, diventato un punto saldo e solidale di riferimento per giovani, famiglie, operatori pastorali, giovanissimi educatori e animatori, ma anche per amici che di tanto in tanto vengono ad Assisi per alcuni giorni di ripresa spirituale e relazionale: Giulia da Milano, Silvana da Rovigo, Sharon e Robert dall’America, scegliendo di condividere con questa grande famiglia momenti di agape fraterna le feste solenni del Natale o del Capodanno, di San Martino con le bruschette, le castagne e il vino nuovo, etc... Molteplici le attività dell’Oratorio dalla catechesi, postcresima, corsi di chitarra, campi estivi, grest e attività ludiche a momenti di preghiera e di formazione settimanali alla Parola per i genitori e mensili di formazione professionale sulle più emergenti problematiche che toccano da vicino genitori e educatori nel loro rapporto con i figli adolescenti: dipendenza da media, gender, affettività, salvaguardia del Creato e Nuovi Stili di vita etc. La grande famiglia dell’oratorio si riunisce poi alcune domeniche per un pranzo condiviso cui è invitata tutta la comunità parrocchiale senza distinzione di sorta, inoltre si svolgono attività di beneficenza: cene, vendita di torte e dolci, di arance in

collaborazione con l’operazione Mato Grosso e di alcune docenti e alunni dell’Alberghiero di Assisi. Momenti davvero di alta valenza ed efficacia educativa dove l’oratorio diventa un luogo d’incontro tra territorio-scuolachiesa e istituzioni, tessendo una rete di comunione dove i giovani si trovano insieme, mettendo in gioco abilità e competenze, carismi e doni per un associazionismo dal sapore del volontariato fresco, entusiasta e

generoso. Un oratorio trasformato in quel “villaggio” necessario “per educare un fanciullo”, come affermava Papa Francesco alla giornata dedicata alla Scuola; un oratorio che continua a lanciare quel diffusivo “I Care” milaniano capace di accogliere tutti, fiducioso nella Provvidenza e nella lungimiranza della fede in Cristo e della maternità della Chiesa ovunque fiorisca un germe di bene, bello e onesto. Ebbene la piccola Viola ha avuto un’intuizione tenera, tipica del cuore grande dei piccoli, ha compreso che un oratorio così non può avere che la protezione di Maria Regina della Pace da lei raffigurata nel logo “come una Grande Unica Mamma che allarga le braccia e pone sotto il suo ampio manto l’oratorio -ha detto Viola ai suoi coetanei presenti in gran numero allo scoprimento del logo - cioè tutti noi bambini, genitori e educatori in un clima di vera Pace simboleggiata dalla colomba, dove ci si sta come in una grande casa”. Don Alessandro ha poi ricordato che da questo momento il logo accompagnerà ogni attività dell’oratorio e sarà sempre presente su inviti, manifesti e tutto quanto l’oratorio compie, come un compagno di cammino, ricorderà a tutti la vera identità di questa grande famiglia della “Regina Pacis”. Un Grazie particolare a don Cesare Provenzi che ha coltivato pazientemente questo sogno ormai divenuto segno con la pazienza dell’agricoltore che sa attendere i frutti a suo tempo, il tempo stabilito da Dio.

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Chiesa Insieme

Cultura

marzo 2017

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La tavola del polo assisano sarà esposta alla Galleria degli Uffizi a Firenze

È di Plautilla Nelli l’opera raffigurante Santa Caterina da Siena ASSISI - L’importante opera conservata nel museo diocesano di Assisi raffigurante Santa Caterina da Siena, facente parte della Collezione Perkins, è stata attribuita alla pittrice suor Plautilla Nelli e alla sua bottega. Questo è stato reso noto nel corso della conferenza stampa tenutasi sabato 25 febbraio presso il chiostro del museo diocesano. La scoperta è emersa a seguito degli studi condotti da Fausta Navarro, curatrice della mostra che sarà inaugurata alla Galleria degli Uffizi a Firenze dall’8 marzo al 4 giugno 2017 intitolata: “Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola” e della quale farà parte anche la tavola di Assisi. “Il museo è una realtà che vive” ha affermato don Cesare Provenzi, priore del Capitolo della Chiesa Cattedrale di San Rufino, il quale dopo essersi soffermato sull’importanza della collaborazione delle quattro operatrici del museo, ognuna delle quali nel proprio settore contribuisce a far funzionare la struttura, ha parlato dei progetti in serbo al polo museale tra i quali la prossima apertura del campanile di San Rufino visitabile salendo dalla torre dello stesso e l’allestimento di una mostra di arte contemporanea. “Plautilla Nelli – ha spiegato Francesca

Cerri, direttrice dell’ufficio beni culturali diocesano - è una giovane fiorentina, al secolo Polissena de’ Nelli (Firenze 1524-1588), che all’età di 14 anni entra nell’ordine domenicano con il nome di suor Plautilla e diventa una pittrice così stimata da essere ricordata anche da Giorgio Vasari, nell’edizione del 1568 del suo trattato dedicato a “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”. La chiave che ha consentito alla Navarro di riunire e attribuire alla suora pittrice e alla sua bottega un buon numero di opere, tra cui la tavola del museo diocesano è stato il confronto con il volto di Santa Caterina dipinta da Fra Bartolomeo, pittore attivo nella scuola di San Marco alla fine del ‘400 inizi del ‘500. A questo punto – ha aggiunto la Cerri - è iniziata una ricerca dei ritratti di Santa Caterina da Siena che ha portato al reperimento di altre quattro opere legate a quella del Cenacolo: la tavola del museo diocesano di Assisi, la tela custodita a Perugia nella Galleria nazionale dell’Umbria, la tela conservata a Siena nel convento di San Domenico e la tela, probabilmente più tarda, custodita nel convento di San Marco a Firenze. Applicando all’opera di Assisi il cartone derivato da Fra Bartolomeo è

risultato subito evidente come la suora pittrice si servisse di esso, opportunamente ridotto oppure ingrandito nelle dimensioni, per dipingere le figure femminili di profilo. Il dipinto del Museo ha ancora tanto da dire relativamente alla sua iconografia e in merito allo stile della suora pittrice, con l’uso di quella caratteristica pennellata che va dal centro all’esterno, alle ragioni della presenza del velo scuro il quale, come rivelano le analisi ad infrarossi, è stato aggiunto posteriormente e a quella lacrima che solca il volto della Santa. Di tutto questo e di molto altro - ha concluso la direttrice – si parlerà in un convegno che il museo diocesano sta organizzando per l’estate, dopo il rientro dell’opera dagli Uffizi”. La responsabile mostre ed eventi del museo diocesano, Patrizia Picasso, ha poi reso noti alcuni dati sul museo che conta circa 23.000 visitatori l’anno. “Abbiamo una tipologia di pubblico varia – ha spiegato - ; con una preponderanza di italiani e di sudamericani che vengono prevalentemente per motivi devozionali, in particolare gli argentini vengono sulle orme di Papa Francesco mentre tedeschi e americani sono interessati maggiormente alla parte architettonica.” 3


Chiesa Insieme 14 marzo 2017

News

Dal 9 al 16 settembre itinerario sui passi di Gesù

Pellegrinaggio in Terra Santa Al via le iscrizioni

ASSISI – “Tutti noi siamo uno in Cristo Gesù”. E’ questo il titolo del pellegrinaggio in Terra Santa, organizzato dalla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, che si svolgerà dal 9 al 16 settembre 2017. Un’intensa settimana sulle orme di

Gesù per ripercorrere le tappe della sua vita, morte e resurrezione. Dalla Basilica dell’annunciazione al Tabor, il luogo della trasfigurazione; dal lago di Tiberiade al Tabgha per la visita alla chiesa francescana del primato di Pietro e così via alla scoperta dei luoghi santi dove visse e predicò il Figlio di Dio. Momenti di preghiera, visite, soste ed escursioni sotto la guida di padre Giuseppe Battistelli. Per maggiori dettagli consultare il programma allegato. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a don Giovanni Raia al numero 075/812483 oppure scrivendo all’indirizzo e-mail: ucsd@diocesiassisi.it. 3

Assisi celebra il cinquecentesimo anniversario della riforma Luterana L’appuntamento è fissato per sabato 18 marzo presso il Cefid

ASSISI - - Il Centro francescano internazionale per il dialogo (Cefid) dell’ordine dei frati minori conventuali organizza un incontro sul “500° anniversario della riforma luterana”. L’appuntamento è fissato per sabato 18 marzo a partire dalle ore 16 presso il Cefid di Assisi. Il meeting è suddiviso in due parti, una prima parte di studio e approfondimento sui seguenti temi: “Martin Lutero e la riforma luterana in Germania” con il relatore Jens-Martin Kruse, pastore della chiesa evangelica luterana di Roma; “I movimenti spirituali luterani in Finlandia, spunti storici, teoligici e ecclesiologici”, con il relatore Taneli Ala-Opas, pastore lu-

terano della Finlandia; “I cristiani della riforma, i frati francescani e la città di Assisi” con il relatore padre Silvestro Bejan, delegato generale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Ofm conv. e direttore del Cefid. Alle 17,30 segue il dibattito, moderato da Anna Rita Caponera, docente di ecumenismo e dialogo interreligioso all’Istituto teologico di Assisi e presidente del Consiglio ecumenico delle chiese cristiane di Perugia. La seconda parte dedicata alla preghiera ecumenica prevede alle ore 18 la preghiera comune per la commemorazione ecumenica presieduta da padre Francesco Lenti, rettore del post-noviziato franciscanum e padre Antti Kruus, pastore luterano dalla Finlandia 3

PADRE GAMBETTI CONFERMATO CUSTODE

ASSISI – Si è concluso nei giorni scorso il capitolo custodiale dei frati minori conventuali di San Francesco. Questa è stata la prima parte del Capitolo: la seconda la vivremo a metà giugno prossimo. A giugno saranno eletti i nuovi superiori e gli altri uffici custodiali. In questa prima sessione è stato rinnovato il Definitorio Custodiale. P. Mauro Gambetti, custode confermato per altri 4 anni, P. Domenico Paoletti, Vicario Custodiale, P. Ion Horvat, segretario custodiale, P. Francesco Lenti, definitore ed esattore, P. Alfredo Avallone, definitore, P. Janez Samperl, definitore, Fr. Jorge Fernandez, definitore e P. Mauro Silva, Economo custodiale (non membro del Definotorio). In questa prima sessione si è presa una decisione importante: la Custodia del Sacro Convento ha assunto definitivamente la Fondazione della Nuova Missione dei Frati Minori Conventuali in Cina. 11 sono i frati cinesi già professi solenni. E’ già aperta una casa. Nel quadriennio se ne aprirà una seconda.3

CONVEGNO NAZIONALE DI “MISSIO GIOVANI” A BAGNI DI NOCERA NOCERA UMBRA - “Missio Giovani” organizza il convegno nazionale “La fabbrica delle idee” sul tema “Molte membra, un solo corpo”. Si terrà nella nostra diocesi, a Bagni di Nocera Umbra, dal 22 al 25 aprile prossimi. E’ una bella opportunità per la nostra Chiesa diocesana, in particolare per i nostri giovani. Chi vuole partecipare, può contattare direttamente “Missio giovani” nazionale o il nostro Centro missionario diocesano. Nel sito diocesano la lettera di Missio giovani, il dépliant e il programma3


Chiesa Insieme

marzo 2017

News

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Assisi all’attenzione di papa Francesco Il vescovo Sorrentino incontra sua Santità e parlano del Santuario della Spogliazione ASSISI – Papa Francesco ha ricevuto, nei giorni scorsi in Vaticano, il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino. Si è trattato di un lungo incontro nel corso del quale monsignor Sorrentino ha fatto presente al Papa la recente nascita ad Assisi del Santuario della Spogliazione che ha il suo punto di gravità nel vescovado e nella chiesa di Santa Maria Maggiore. “L’incontro è stato bellissimo – riferisce il vescovo in un’intervista a Radio Vaticana -. Come sempre il Papa è paterno, accogliente… E con me, che avevo qualcosa di importante da dirgli, ci siamo subito intesi. Questo qualcosa di importante – sottolinea monsignor Sorrentino – era per me il Santuario della Spogliazione, che abbiamo recentemente eretto ad Assisi. Questa icona fu incoraggiata proprio dalla visita che il 4 ottobre 2013 Papa Francesco fece ad Assisi sostando anche nella Sala della Spogliazione. Questo Santuario diventa una cassa di risonanza di un gesto clamoroso, profetico, che merita di essere riscoperto in tutta la sua pre-

gnanza di significato e di messaggio per l’uomo di oggi”. Nella lunga intervista a Radio Vaticana (http://it.radiovaticana. va/news/2017/02/24/udienza_del_ papa_a_mons_sorrentino,_arciv_di_assisi/1294787), il vescovo ha approfondito anche altri aspetti che hanno portato all’istituzione del Santuario della Spogliazione. Un’iniziativa, quella della nascita del Santuario che ha tutta la sua valenza spirituale, ma che per certi versi può aiutare i pellegrinaggi in un momento in cui il turismo è in difficoltà. “Assisi non è stata toccata dal terremoto – ha concluso il vescovo - e per questo dobbiamo davvero ringraziare il Signore. Purtroppo Assisi è stata toccata dalla cattiva informazione, perché un’informazione generica sul terremoto in Umbria ha prodotto delle paure in realtà infondate, e noi in questi mesi stiamo riscontrando un calo della partecipazione dei pellegrini e dei turisti. Ma, grazie a Dio, Assisi è stata risparmiata e quindi ci si può venire tranquillamente”.

Convegno regionale per la pastorale familiare

Domenica 19 marzo alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli

ASSISI - La Commissione regionale di pastorale familiare della Regione ecclesiastica Umbria organizza un convegno sul tema “Bellezza e fragilità della famiglia oggi. Accompagnare, discernere, integrare alla luce del capitolo VIII dell’Amoris Laetitia – Linee pastorali nelle situazioni di crisi”. L’incontro si terrà domenica 19 marzo alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli. Il programma prevede alle 9,00 la preghiera e il saluto; alle 9,30 le relazioni di don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio famiglia nazionale Cei e di don Carlo Rocchetta, teologo e fondatore del Centro familiare “Casa della Tenerezza di Perugia”; alle 12 la condivisione e il confronto con i relatori; alle 13 il pranzo. Seguiranno alle 15 la tavola rotonda: “I bisogni delle famiglie ferite”; figli di separati, i gruppi di parola (Gdp - Barbara Baffetti e

Roberta Ricci, conduttrici Gdp); sposi separati fedeli (Paolo Ricci associazione “Fraternità sposi per sempre”); sposi separati, divorziati e in nuova unione (Padre Marco Vianelli, giudice al Tribunale interdiocesano dell’Umbria e parroco di Santa Maria degli Angeli); esperienze di accoglienza (Famiglie del Vangelo di Assisi, Associazione Amoris Laetitia di Terni); alle 17,30 la santa messa alla Domus Pacis. Durante la giornata saranno presenti anche i vescovi delle otto diocesi umbre. La giornata sarà preceduta da un incontro preparatorio, che si terrà sabato 18 marzo a cui parteciperanno tutti gli operatori e i referenti della Pastorale familiare delle varie diocesi, vicarie e zone pastorali. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla diocesi di appartenenza come indicato nel volantino allegato. Si allega inoltre la scheda di iscrizione pranzo. 3

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ALTRO INCARICO PER DON CETORELLI NOCERA UMBRA – Dovendo provvedere alla cura pastorale della Parrocchia “S. Antonino Martire” in Villa Postignano, Comune di Nocera Umbra (PG), resasi vacante in seguito al decesso di don Nello Alunni, vista la disponibilità del presbitero don Ferdinando Cetorelli; visti i canoni 515 e seguenti del Codice di diritto canonico, visto il decreto della Conferenza episcopale italiana n. 800/84 del 06 settembre 1984; il vescovo monsignor Sorrentino ha decretato che al posto di Don Nello Alunni, la cura pastorale della parrocchia “S. Antonino Martire” in Villa Postignano, Comune di Nocera Umbra (PG), facente parte dell’Unità Pastorale “Cattedrale Assunzione di Maria” in seno al Vicariato di Nocera Umbra, viene affidata per nove anni con la qualifica di Parroco e legale rappresentante a Don Ferdinando Cetorelli con tutti gli effetti canonici e civili. Al contempo, don Ferdinando Cetorelli, permane nell’incarico di parroco delle parrocchie “Assunzione di Maria” e “S. Giovinale”, aventi sede in Nocera Umbra. 3


Chiesa Insieme 16 marzo 2017

APPUNTAMENTI - marzo / aprile 2017 13 Lun - 2.a di Quaresima 14 Mar - 2.a di Quaresima 15 Mer - 2.a di Quaresima

Scuola socio-politica presso l’istituto Serafico alle ore 19.00

16 Gio - 2.a di Quaresima 17 Ven - 2.a di Quaresima 18 Sab - 2.a di Quaresima 19 Dom - 3.a Domenica di Quaresima

Convegno Pastorale familiare Regionale - ore 9.00 Domus Pacis

20 Lun - 3.a di Quaresima 21 Mar - 3.a di Quaresima 22 Mer - 3.a di Quaresima

Scuola socio-politica presso l’istituto Serafico alle ore 19.00

23 Gio - 3.a di Quaresima 24 Ven - 3.a di Quaresima

Giornata dei Missionari martiri

25 Sab - ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE 26 Dom 4.a Domenica di Quaresima

- Quaresima di carità - Giornata speciale per la raccolta delle offerte a favore dei terremotati della Valnerina. - Messa san Rufino ore 10.00 in diretta TV su RAI Uno, per il convegno del Movimento Apostolico Ciechi.

27 Lun - 4.a di Quaresima 28 Mar - 4.a di Quaresima 29 Mer - 4.a di Quaresima 30 Gio - 4.a di Quaresima

Scuola socio-politica presso sala consiliare del comune di Assisi alle ore 17.00

31 Ven - 4.a di Quaresima

APRILE 1 Sab - 4.a di Quaresima 2 Dom - 5.a Domenica di Quaresima 3 Lun - 5.a di Quaresima 4 Mar - 5.a di Quaresima 5 Mer - 5.a di Quaresima

Scuola socio-politica presso l’istituto Serafico alle ore 19.00

6 Gio - 5.a di Quaresima 7 Ven - 5.a di Quaresima

Via Crucis del Vicariato di Assisi - ore 20.45 partenza dalla basilica inferiore di San Francesco, arrivo a san Rufino.

8 Sab - 5.a di Quaresima 9 Dom - DOMENICA DELLE PALME 10 Lun - Settimana Santa 11 Mar - Settimana Santa 12 Mer - Settimana Santa

Messa crismale in cattedrale alle ore 16.30

13 Giovedì Santo. - Cena del Signore

Messa nella cena del Signore, ore 17.30 cattedrale san Rufino

14 Venerdì Santo. - Passione del Signore

- Cattedrale di san Rufino, ore 6,45 - Ufficio delle letture e processione - Celebrazione della passione e processione - ore 19.00 cattedrale di san Rufino - Giornata per le opere della Terra Santa (colletta obbligatoria)

15 Sab - Settimana Santa - Veglia Pasquale

VEGLIA PASQUALE, ore 22.30 cattedrale di san Rufino

16 Dom - PASQUA: RISURREZIONE DEL SIGNORE 17 Lun - Lunedì dell'Angelo

IL TUO ABBONAMENTO AL MENSILE CHIESA INSIEME È SCADUTO? ECCO COME RINNOVARLO SUBITO!

c/c postale n. 13999065 intestato a : Curia Diocesana - Amministrazione Chiesa Insieme

€ 15.00 (quindici)

Chiesa Insieme Marzo 2017  
Chiesa Insieme Marzo 2017  
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