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Parola per il giorno – 21.03.2020 Il Signore dice: “Io farò sì che la pace regni nel paese; voi vi coricherete e non ci sarà chi vi spaventi.” (Lev.26,6) La pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostro cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. (Fil.4,7) Pace per il nostro paese, finalmente poter dormire in tranquillità – quanto lo desideriamo proprio in questi tempi! Ma la Pace non era mai un dato di fatto nel nostro mondo, al massimo raggiungiamo l’assenza di guerra per un breve tempo e in un territorio limitato. E questo non è il significato della parola “Shalom” che usa la Bibbia. Pace rimane un desiderio, una bramosia profonda. Come il desiderio di salute e della fine del isolamento a cui siamo sottoposti; lo sentiamo molto forte in questi giorni. Gli immagini dal Nord Italia sono orrende, quanto desideriamo un po’ di pace da questi immagini! E dobbiamo riconoscere: Pace è più di un pio desiderio, è una necessità vitale. E non possiamo farlo, ma preparare soltanto la strada. E come? Dobbiamo prima di tutto riconoscere che la Pace è una grande promessa di Dio sopra la nostra vita, e vedendola così la possiamo comprendere – e afferrare. La Pace (Jane Lee Wolfe, YMCA Mondiale, dicembre 2001) La Pace entra liberamente in azione solo quando ci sono grandi calamità, quando succede qualcosa che svelle le sbarre delle nostre divergenze e ci trattiamo gli uni gli altri con l’amore, l’uguaglianza e la dignità che rivelano l’intima essenza del nostro essere. Nei grandi disastri non facciamo attenzione a razza, colore, credo religioso o politico, cultura o ad alcuna delle cose che normalmente usiamo per separarci gli uni dagli altri. Ci vediamo gli uni gli altri in faccia e nel cuore e ci aiutiamo gli uni gli altri a qualunque costo. Dobbiamo far sì che la Pace entri liberamente in azione in momenti diversi da quelli delle tragedie. Dobbiamo permettere a questa meravigliosa creatura di trovare spazio nella nostra vita in modo che possa avere respiro e vivere e mostrare la gioia e la speranza e la libertà di cui è composta.


La Pace è sempre bella, ma è ancora più bella quando è fuori dalle gabbie dei nostri pregiudizi e delle nostre differenze. La Pace è stupenda quando noi siamo stupendi, quando ci accogliamo a cuore aperto, quando non c’è differenza fra il tuo cuore ed il mio. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostro cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Vostra pastora Kirsten Thiele

Wort zum Tag – 21.03.2020 Der Herr spricht: “Ich will Frieden geben in eurem Lande, dass ihr schlaft und euch niemand aufschrecke.” (3.Mose 26,6) Der Friede Gottes, der höher ist als alle Vernunft, wird eure Herzen und Sinne in Christus Jesus bewahren. (Phil.4,7) Frieden unserem Land, wieder ruhig schlafen können – wie sehr wünschen wir uns das gerade in diesen Zeiten! Schon immer aber war der Frieden kein Zustand in unserer Welt, höchstens zeitweilig und räumlich sehr begrenzt haben wir Abwesenheit von Krieg, was aber immer noch nicht den Frieden bedeutet, den die Bibel meint mit dem Wort „Schalom“. Frieden bleibt ein Wunsch, eine tiefe Sehnsucht. So wie die tiefe Sehnsucht nach Genesung und nach Aufhebung der verordneten Isolation die wir jetzt stark spüren. Die Bilder aus dem Norden Italiens erschrecken, wie sehr wünschen wir uns ein wenig Frieden vor diesen Bildern! Und wir erkennen: Frieden ist mehr als ein frommer Wunsch, er ist eine Lebensnotwendigkeit. Und wir können ihn nicht machen, sondern ihm nur den Weg bereiten. Wie das? Indem wir ihn zunächst als große Verheißung Gottes über unserem Leben, über allem Leben sehen und begreifen lernen – und ihn so ergreifen. Frieden (Jane Lee Wolfe, YMCA Welttreffen 2001) Der Frieden tritt nur dann frei in Aktion wenn große Unglücke uns treffen, wenn etwas geschieht, dass die Barrieren unserer Unterschiede aufhebt und wir uns gegenseitig mit Liebe begegnen, mit Gleichheit und mit Würde, die das tiefste Innere unseres Selbst enthüllen. In großen Desastern legen wir keinen Wert mehr auf Rasse, Hautfarbe, religiöses Bekenntnis oder Politik und Kultur oder auf andere Dinge die wir normalerweise benutzen, um uns von anderen abzugrenzen.


Wir schauen uns gegenseitig ins Gesicht und ins Herz und helfen einander um jeden Preis. Wir müssen dafür sorgen dass der Frieden frei in Aktion treten kann, auch in Momenten die nicht von Katastrophen gezeichnet sind. Wir müssen dieser wunderbaren Kreatur erlauben einen Platz zu finden in unserem Leben, damit sie atmen kann und leben und zeigen, woraus sie komponiert ist: aus Freude und Hoffnung und Freiheit. Der Frieden ist immer schön, aber er ist noch schöner außerhalb des Gefängnisses unserer Vorurteile und unserer Unterschiede. Der Frieden ist herrlich wenn wir herrlich sind, wenn wir ihn mit offenem Herzen aufnehmen, wenn es keinen Unterschied gibt zwischen deinem Herzen und meinem. Und der Friede Gottes, der höher ist als alle Vernunft, bewahre eure Herzen und Sinne in Christus Jesus. Ihre/eure Pastorin Kirsten Thiele

Parola per il giorno – 20.03.2020 Il Signore mi nasconderà nella sua tenda in giorno di sventura. (Salmo 27,5) Mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12,10) Il salmista si sente oppresso e attaccato da tutte le parti. Ha la sensazione di dover essere inghiottito con tutto il suo essere. Si sente solo, indifeso e consegnato agli altri. E nonostante ciò rimane sorprendentemente calmo. Niente li può succedere, perché Dio è con lui. Veramente sorprendente, questa calma! Ma si basa sull’esperienza. Dio lo nasconde come in una tenda. Dio non lo consegna ai suoi nemici. Paolo vive la stessa esperienza. Visto da fuori è uno perdente: sta nella prigione e viene maltrattato. E nonostante ciò dice: Quando sono debole, allora sono forte. Cose simili sentiamo dai altri uomini e donne in questi giorni, che si sentono indifesi, deboli e senza protezione. Quello che devono subire minaccia l’anima e corpo. E nonostante ciò si sentono protetti e mantenuti da Dio, Dio conosce la loro sofferenza e proprio questo li fortifica. Dicono: Mi sento molto vicino a Dio e questo mi da forza. Dio è intorno a me, qualunque cosa accada. Anche se la vita è pesante: Dio c’è. Lui mi da forza, posso vedere come Dio si prende cura di me. Questo mi da coraggio e fiducia di superare anche questo giorno.


Signore nostro Dio! Quando la paura ci prende, non lasciarci disperare! Quando siamo delusi, non lasciarci diventare amari! Quando siamo caduti, non lasciarci a terra! Quando non comprendiamo più niente e siamo allo stremo delle forze, non lasciarci perire! No, facci sentire la tua presenza e il tuo amore che hai promesso ai cuori umili e spezzati che hanno timore della tua parola. (Karl Barth) Che Dio ci nasconda nella sua tenda per renderci forti - vostra pastora Kirsten Thiele Wort zum Tag – 20.03.2020 Der Herr deckt mich in seiner Hütte zur bösen Zeit. (Psalm 27,5) Darum bin ich guten Mutes in Schwachheit, in Misshandlungen, in Nöten, in Verfolgungen und Ängsten um Christi willen; denn wenn ich schwach bin, so bin ich stark. (2.Kor.12,10) Bedrängt fühlt sich der Psalmbeter und von allen Seiten angegriffen. Mit Haut und Haar soll er verschlungen werden, so hat er den Eindruck. Er kommt sich allein, hilflos und ausgeliefert vor. Und dennoch bleibt er erstaunlicherweise gelassen. Ihm kann nichts passieren, denn Gott ist um ihn. Erstaunlich, diese Gelassenheit! Doch sie gründet auf Erfahrung. Gott verbirgt ihn wie in einer Hütte. Gott liefert ihn den Feinden nicht aus. Dieselbe Erfahrung macht Paulus. Äußerlich gesehen ist er der Verlierer: er sitzt im Gefängnis und wird misshandelt. Und trotzdem sagt er: In meiner Schwäche bin ich stark. Ähnliches hören wir von Menschen in diesen Tagen, die sich ausgeliefert, hilflos und schutzlos vorkommen. Was sie erleiden beschädigt sie seelisch und körperlich. Und dennoch fühlen sie sich von Gott geschützt und getragen, Gott kennt ihr Leiden und genau das stärkt sie. Sie sagen: Ich fühle mich Gott sehr nahe und das gibt mir Kraft. Gott ist um mich, was immer geschieht. Auch wenn mir das Leben Mühe macht: Gott ist da. Er stärkt mich, ich erlebe wie Gott sich um mich kümmert. Das gibt mir Mut und Zuversicht, auch den Tag heute zu bewältigen. Herr unser Gott! Wenn wir Angst haben, dann lass uns nicht verzweifeln! Wenn wir enttäuscht sind, dann lass uns nicht bitter werden! Wenn wir gefallen sind, dann lass uns nicht liegen bleiben! Wenn es mit unserem Verstehen und mit unseren Kräften zu Ende ist, dann lass uns nicht umkommen! Nein, dann lass uns deine Nähe und deine Liebe spüren, die du ja gerade denen verheißen hast, deren Herz demütig und zerschlagen ist und die Ehrfurcht haben vor deinem Wort. (Karl Barth) Möge Gott uns in seiner Hütte verbergen, um uns zu stärken - Ihre/ eure Pastorin Kirsten Thiele Parola per il giorno – 19.03.2020


Il Signore fece loro grazia, ne ebbe compassione e fu loro favorevole a causa del suo patto con Abraamo, con Isacco e con Giacobbe; e non li volle distruggere; e, fino a ora, non li ha respinti dalla sua presenza. (2.Re 13,23) I doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili. (Romani 11,29) Le storie che raccontano della relazione di Dio con il suo popolo d’Israele sono variegate: Spesso Dio si compiace della loro fede e grande fiducia. Ma altrettanto spesso quelli che guidano il popolo, o anche tutto il popolo, si comportano in modo infedele, ingiusto e senza amore verso se stessi e verso Dio. Forse noi come popolo, o come umanità intera, abbiamo posto la nostra fiducia troppo in noi stessi? Che cosa ci distingue veramente dal popolo d’Israele di allora, quando poneva la sua fiducia in altri dei – la storia del vitello d’oro; quando pensava di poter fare meglio da solo – i patti politici che portavano al esilio; quando la provvidenza di Dio nel deserto, giorno dopo giorno, non li bastava e volevano provvedere loro stessi – la storia del Manna? In tutti paesi la gente corre a fare provviste, non si sa mai se domani ci sarà ancora abbastanza per me. E quindi compro più del necessario (non provviste per qualche giorno, ma per settimane!) – e così poi non basta davvero per coloro che si sono svegliati troppo tardi. Fiducia in Dio? Si, dopo aver fatto la spesa… Sul piano politico si discute animatamente – su livello locale, ma anche su livello europeo. Chi riceve aiuto da chi, chi ha il diritto di ricevere qualcosa, si può aumentare il debito pubblico per salvare il paese dal collasso? I vecchi patti vengono rivalutati – chi pensa mai a quel patto che Dio tempo fa ha stretto con il suo popolo, che in Cristo vale anche per noi – con l’ammonimento: non devi/non hai bisogno di avere altri dei al di fuori di me! Quanti dei abbiamo, ben nascosti e segretamente? Martin Lutero diceva molto chiaro: Dove sta il tuo cuore, là sta il tuo Dio. Forse per tanto tempo non era così importante come in questi giorni: Dove sta il mio cuore, a cosa si aggrappa? Mi manca il contatto con tutti i miei cari che mi stanno a cuore e che non posso vedere o abbracciare. Là non devo mettere il mio cuore, anche se suona duro adesso. Il virus si sta avvicinando sempre di più, quando le prime persone della mia cerchia si ammalano - o se mi ammalo io. Fa paura, non solo per me, ma per tutti quelli che mi stanno intorno e che mi stanno a cuore. Anche qui – non devo mettere il mio cuore nel fatto di restare sana, o che resta sana la mia famiglia. Dio vuole che metto il mio cuore nelle sue mani, in piena fiducia, come dice il Salmo: Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà. (Salmo 37,5) Perché Dio resta fedele al suo patto che ha stretto con il popolo d’Israele. Fino a oggi. E il tempo della Passione e di Pasqua ci fa capire che in Cristo anche noi siamo compresi in quel patto. Il Signore non è – e mai sarà – separato dal suo popolo; rimane la sua consolazione, la sua benedizione, la sua salvezza e pace. Con materna sollecitudine conduce i suoi costantemente.


Date gloria al nostro Dio! (Johann Jakob Schütz)

Wort zum Tag – 19.03.2020 Der Herr wandte sich Israel wieder zu um seines Bundes willen mit Abraham, Isaak und Jakob und wollte sie nicht verderben, verwarf sie auch nicht von seinem Angesicht bis auf diese Stunde. (2.Könige 13,23) Gottes Gaben und Berufung können ihn nicht gereuen. (Römer 11,29) Die Geschichten der Beziehung Gottes zu seinem Volk Israel sind schillernd: Oft freut sich Gott über glühenden Glauben und große Treue. Mindestens ebenso häufig sind jedoch die Führenden oder gleich das ganze Volk untreu, ungerecht und ohne Liebe zueinander und zu Gott. Haben wir uns als Volk, ja als ganze Menschheit, vielleicht doch ein wenig zu sehr auf uns selbst verlassen? Was unterscheidet uns denn wirklich von dem Volk Israel damals, wenn es sich anderen Göttern zuwandte – die Geschichte vom goldenen Kalb ; wenn es meinte, es doch alleine zu schaffen – politische Bündnisse die in der Verschleppung endeten; wenn ihm Gottes Vorsorge in der Wüste, von Tag zu Tag, nicht genug war und sie doch lieber mehr raffen wollten als das Nötige – die Geschichte mit dem Manna? In allen Ländern finden zur Zeit „Hamsterkäufe“ statt, man weiß ja nicht, ob morgen noch genug für mich da sein wird. Deshalb kaufe ich mehr als ich eigentlich brauche (Vorrat nicht für ein paar Tage, sondern für Wochen!) – und damit reicht es dann tatsächlich nicht für die, die halt zu spät aufgestanden sind. Gottvertrauen? Ja, nach dem Einkauf wieder… Auf politische Ebene wird heftig diskutiert – auf Länderebene, aber auch europaweit. Wer bekommt von wem Hilfe, wer hat ein Recht auf Zuwendungen, darf man sich weiter verschulden, um sein Land vor dem Bankrott zu retten? Alte Bündnisse stehen auf dem Prüfstand – wer denkt da schon an das Bündnis, das Gott einst mit seinem Volk geschlossen hat, das in Christus auch uns gilt – mit dem Hinweis: Du sollst/brauchst keine anderen Götter neben mir haben! Wie viele Götter haben wir, still und heimlich? Martin Luther sagte treffend: Woran du dein Herz hängst, dort ist dein Gott. Vielleicht war das lange nicht mehr so wichtig wie in diesen Tagen: Woran hängt denn mein Herz? Ich vermisse den Kontakt mit all den Lieben die mir am Herzen liegen und die ich jetzt nicht sehen, geschweige denn umarmen darf. Mein Herz soll ich nicht daran hängen, auch wenn es jetzt hart klingt. Immer näher kommt der Virus, wenn die ersten Personen in meinem nahen Umfeld krank werden – oder ich selber krank geworden bin. Das macht Angst, nicht nur für mich, sondern auch für all die anderen um mich herum, die mir doch am Herzen liegen. Aber auch hier – mein Herz soll ich nicht daran hängen, ob ich, oder schlimmer noch meine Familie, gesund bleibe oder werde. Mein Herz soll ich an Gott hängen, im Vertrauen auf ihn, wie es im Psalm heißt:


Befiehl dem Herrn deine Wege und hoffe auf ihn, er wird’s wohl machen. (Psalm 37,5) Denn Gott hält fest an dem Bund, den er mit den Volk Israel geschlossen hat. Bis heute. Und die Passions- und Osterzeit stellt uns vor Augen, dass Gott auch uns durch Christus in jenen Bund hineingestellt hat. Der Herr ist noch und nimmer nicht von seinem Volk geschieden, Er bleibet ihre Zuversicht, ihr Segen, Heil und Frieden; Mit Mutterhänden leitet er die Seinen stetig hin und her. Gebt unserm Gott die Ehre! (Johann Jakob Schütz)

Parola per il giorno – 18.03.2020 Tutti quanti aspettano te perché tu dia loro il cibo a suo tempo. Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano, e sono saziati di beni. (Salmo 104,27-28) Davvero avete già gustato che il Signore è buono. (1.Pietro 2,3) Buongiorno! Ogni tanto penso che abbiamo dimenticato di aspettare il Signore. Eravamo abituati di avere tutto e subito: viveri, amici, contatti sociali… Ma oggi leggiamo: Tutti quanti aspettano te perché tu dia loro il cibo a suo tempo. Aspettare…oggi sono uscita a fare la spesa e ormai l’attesa fa parte del fare la spesa. Mia madre, cresciuta negli anni di dopoguerra in Germania, commenta questo fatto: Ah si, lo conosco – ma non è poi così drammatico come era allora, quando dovevamo aspettare anche mezza giornata per avere solo un pezzo di pane. Infatti, gli scaffali nei supermercati sono di nuovo riempiti, devo aspettare un po’, ma trovo tutto quello di cui ho bisogno. Qui a Napoli la gente aspetta con pazienza e disciplina, e la dovuta distanza, il tempo viene sfruttato anche per una piccola chiacchierata e un sorriso viene cambiato volentieri. Potrebbe esser un indizio su cos’altro potremo raccogliere, a parte viveri e medicinali: un sorriso che mi colpisce; buone parole che infondono coraggio; e si, anche il ricordo ai momenti che mi hanno dato forza e che ancora mi possono dare forza: Davvero avete già gustato che il Signore è buono – durante ogni Santa Cena, in ogni culto festeggiato, in ogni incontro che ha lasciato delle tracce nella mia vita. Ricordiamoci anche di quello, raccogliamo questi attimi per trarne forza per questo giorno. Vostra pastora Kirsten Thiele Wort zum Tag – 18.03.2020


Es wartet alles auf dich, Herr, dass du ihnen Speise gebest zu seiner Zeit. Wenn du ihnen gibst, so sammeln sie; wenn du deine Hand auftust, so werden sie mit Gutem gesättigt. (Psalm 104, 27-28) Ihr habt schon geschmeckt, dass der Herr freundlich ist. (1. Petrus 2,3) Guten Morgen! Manchmal denke ich, wir haben vergessen, auf den Herrn zu warten. Wir waren es gewohnt, alles und sofort zu bekommen: Lebensmittel, Freunde, menschliche Kontakte…. Aber heute heißt es: Es wartet alles auf dich, Herr, dass du ihnen Speise gebest zu seiner Zeit. Warten….heute war ich mal wieder einkaufen, da gehört warten jetzt einfach dazu. Meine Mutter, die in den Nachkriegsjahren in Deutschland aufgewachsen ist, meint dazu nur ganz trocken: das kenne ich – ist aber doch noch lange nicht so schlimm wie damals, wo man einen halben Tag anstehen musste nur um ein Stück Brot zu bekommen. Und tatsächlich, die Regale hier sind wieder gefüllt, ich muss zwar etwas warten, bekomme aber doch alles, was ich brauche. Hier in Neapel warten die Leute auch tatsaechlich ganz ruhig und diszipliniert mit dem nötigen Abstand, die Zeit wird durchaus für ein kleines Schwätzchen genutzt und ein Lächeln wird freudig erwidert. Vielleicht ein Hinweis darauf, was wir auch sammeln können, neben den Lebensmitteln und Medikamenten: ein Lächeln, das mir begegnet; gute Worte die mir Mut machen; ja, und auch Erinnerungen an Momente die mir Kraft gegeben haben und immer noch Kraft geben können: Ihr habt schon geschmeckt, dass der Herr freundlich ist – bei jedem Abendmahl, bei jedem Gottesdienst, bei jeder Begegnung die Spuren hinterlassen hat in meinem Leben. Erinnern wir uns auch daran, sammeln wir diese Augenblicke um daraus Kraft zu schöpfen für diesen Tag. Eure Pastorin Kirsten Thiele

Parola per il giorno – 17.03.2020: Al mattino I grandi maestri della meditazione e della vita spirituale danno molta importanza alle prime ore del mattino: prendi in considerazione l’inizio della tua giornata: è il momento in cui puoi toccare l’eternità. In realtà molte malattie e sofferenze riguardanti il nostro corpo e la nostra psiche potrebbero esser evitate se noi ci abituassimo a vivere le prime ore del mattino con tranquillità, senza fretta, lontani da rumori e irritazioni. Il corso della giornata, di solito, non dipenda da noi, lo subiamo. L’inizio della giornata, invece, può essere nostro. Il mattino è il momento adatto per l’attività dello spirito, della fantasia, dei pensieri e delle intuizioni originali. La sera si presta meglio all’apprendimento, alle sensazioni e ai sentimenti. Al mattino si decide se, fra le costrizioni che ci vengono imposte dall’esterno, la nostra giornata potrà essere segnata da un nostro apporto personale.


Possiamo delimitare la nostra giornata entro due pensieri di fondo: al mattino ripensiamo la parola “amore” che orienta la nostra volontà, dà ali alla fantasia e prepara l’azione. Alla sera la parola “pace” che mitiga lo scoraggiamento e le delusioni, la stanchezza e la sovreccitazione. Al mattino possiamo meditare la parole di Gesù: “Io provengo dal Padre” (Giov. 8,42) e la sera il versetto: “Io me ne vado al Padre” (giov.16,10; 14,12; 14,28). Fra questi due versetti si muove l’intera giornata durante la quale Egli ci accompagna, qui, sulla terra. Segue infine la notte, quando, insieme a Lui, ritorniamo “alla casa del Padre” (Giov.14,2). La nostra giornata può essere stata importante o piatta, bella o piena di disgrazie: noi la deponiamo nell’amore e nella pace di Cristo e, alla fine, mettiamo nella sua mano tutto ciò che in essa è avvenuto. Giovanni racconta gli antefatti dell’apparizione di Gesù sul lago, dopo la risurrezione. E’ un testo sul quale possiamo meditare al mattino: “Quando arrivò il mattino, Gesù si presentò sulla spiaggia. Disse loro: gettate le rete dal lato destro della barca e troverete pesce. Essi calarono la rete e non potevano più tirarla su per la grande quantità di pesce.” Giovanni 21, 4.6

Ti voglio lodare, Signore, Tu sei il mattino e la sera, l’inizio e la fine del tempo. Ti ringrazio per il riposo della notte e per la luce di una nuova giornata. Anima e corpo ti appartengono, da Te proviene tutto quanto accade. Signore, Gesù Cristo, luce del mondo, Tu sei la via sulla quale oggi cammino, Tu sei la verità che mi guida, Tu sei la vita che trovo. Concedimi il Tuo amore perché possa trovarti nelle persone. Dammi pazienza e calma, Signore, Spirito di vita, risveglia in me l’intelligenza e il senno, donami chiarezza e fantasia, rendi sensibile la mia coscienza, la parola solidale e adatta e priva di egoismo la mia azione: così potrò operare utilmente, non perderò questa giornata. Signore, mio Dio, voglio accettare quello che mi dai:


successo ed insuccesso, tristezza e gioia. Ti prego per tutti coloro che iniziano con ansia questo giorno, nella paura o nella sofferenza. Accompagnaci, difendici, proteggici. Ti dico grazie per questo nuovo giorno. O Dio, Signore degli anni e dei giorni, mi hai donato molto tempo. Un passato alle mie spalle, un futuro ancora aperto. Il tempo era mio e sarà mio, ma il tempo proviene da Te. Ti ringrazio per ogni istante scandito dal mio orologio, per ogni mattino. Non ti chiedo di darmi più tempo. Ti chiedo di rendermi calmo, disposto a riempire i miei giorni con i tuoi pensieri su di me. Aiutami a riservare un po’ di questo tempo libero da impegni e da doveri per meditare in silenzio; un po’ di tempo per lo svago, un po’ per chi aspetta il mio conforto e lascio spesso ai margini. Ti chiedo scrupolosità e attenzione per non sciupare i giorni e render vano e morto il tempo. Ogni ora è come un piccolo lembo di terra. Vorrei solcarla col mio aratro, gettarvi dentro amore, pensieri e parole che portino frutto. Benedici Tu la mia giornata. Wort zum Tag – 17.03.2020: Morgen Die großen Lehrer der Meditation und des geistlichen Lebens weisen uns immer wieder auf die erste Morgenstunde hin und sagen: Nimm den Anfang des Tages wahr, er ist die Stelle, an der du die Ewigkeit berührst. In der Tat wäre uns in vielen Nöten und Krankheiten des Leibes und der Seele geholfen, wenn es uns gelänge, die erste Morgenfrühe von Eile, von Lärm und Ärger freizuhalten. Der Lauf des Tages hängt im allgemeinen nicht von unseren


persönlichen Vorstellungen ab. Er wird uns aufgezwungen. Aber der Anfang sollte uns gehören. Der Morgen ist mehr die Stunde der seelischen Aktivität, der Phantasie, der originellen Gedanken und Einfälle. Der Abend ist mehr die Zeit des Aufnehmens, der Gefühle und Stimmungen. Wieviel Eigenes wir dem Zwang und der Überfremdung des Tages entgegenzubringen haben, entscheidet sich in seiner Frühe. zwei Gedanke rahmen den Tag: Am Morgen denken wir dem Wort „Liebe“ nach, das den Willen ordnet, die Phantasie beflügelt und die Tat vorbereitet. Am Abend erwartet uns das Wort „Friede“, das Missmut und Enttäuschung, Müdigkeit und Überreiztheit auffängt. Morgens könnten wir dem Wort Jesu nachgehen: „Ich komme vom Vater“, abends sein Wort aufnehmen: „Ich gehe zum Vater“. Dazwischen liegt ein Tag, an dem er uns auf dieser Erde begleitet. Am Ende folgt eine Nacht, in der wir mit ihm heimkehren in das „Haus des Vaters“. Dann mag der Tag wichtig sein oder unwichtig, schön oder voller Last, wir fassen ihn in die Liebe und den Frieden Christi ein und legen am Ende alles, was gewesen ist, in seine Hand. Johannes erzählt eine hintergründige Geschichte von der Erscheinung Jesu am See in der Osterzeit, die wir in der Frühe bedenken können: „Als es aber Morgen wurde, stand Jesus am Ufer. Er sprach zu ihnen: Werft das Netz zur Rechten des Schiffs, so werdet ihr finden. Da warfen sie und konnten es nicht mehr ziehen vor der Menge der Fische.“ Johannes 21, 4.6

Herr, ich preise Dich, Du bist der Morgen und der Abend, der Anfang und das Ende der Zeit. Dir danke ich für die Ruhe der Nacht und das Licht eines neuen Tages. Leib und Seele sind Dein, von Dir ist alles, was geschieht. Herr, Jesus Christus, Du Licht der Welt, Du bist der Weg, den ich heute gehe, Du bist die Wahrheit, die mich leitet, Du bist das Leben, das ich finde. Gib mir die Liebe, dass ich Dich wiederfinde in den Menschen. Gib mir Geduld und Gelassenheit und bewahre mich in Deiner Liebe. Herr, Du schöpferischer Geist, wecke meine Sinne und Gedanken, gib mir Phantasie und Klarheit, ein empfindliches Gewissen, das rechte, helfende Wort und das sorgsame Tun,


dass ich etwas Nützliches schaffe und dieser Tag nicht verloren ist. Herr, heiliger Gott, was du mir schickst, will ich annehmen, Erfolg und Misserfolg, Freude und Mühsal. Ich bitte Dich für alle, die diesen Tag mit Sorge beginnen, mit Angst oder Schmerzen. Begleite uns, schütze uns. Bewahre uns. Ich danke Dir für deinen neuen Tag. Es segne und behüte uns Gott, der Allmächtige und Barmherzige, Vater, Sohn und Heiliger Geist

Parola per il giorno – 16.03.2020: Oggi, se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori. (Ebrei 3,7) Presente, adesso – l’attimo prezioso tra ieri e domani. Il passato ha bisogno della memoria per tornare vivo; il futuro ha bisogno della speranza e della fantasia per prenderci. Il presente ha bisogno di una mente sveglia. Chi è mentalmente e spiritualmente assente lo manca e non lo percepisce. Quindi, non viviamo solo nel passato, dove tutto era “meglio”, il ché spesso non è neanche vero. Appropriamoci del futuro, pieni di speranza e di fiducia. Ma sopratutto viviamo il presente, qui e adesso, oggi, con tutte le difficoltà e tutte le cose belle che preserva per noi. Cade nell’occhio quanto spesso la Bibbia usa la parola oggi, in modo accentuato. “Oggi per voi è nato il Salvatore”, leggiamo nel racconto di Natale. “Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua”, così Gesù grida al famigerato pubblicano. “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”, dice Gesù dopo che Zaccheo lo ha accolto e preso delle decisioni che danno una svolta alla sua vita. “Oggi, se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori.”, leggiamo nella lettera agli Ebrei. Un benedetto inizio di settimana in questo senso vi augura vostra pastora Kirsten Thiele Wort zum Tag – 16.03.2020: Heute, wenn ihr Seine Stimme hören werdet, verstockt eure Herzen nicht. (Hebr.3,7)) Gegenwart, jetzt – der kostbare Augenblick zwischen gestern und morgen. Die Vergangenheit bedarf der Erinnerung, um lebendig zu werden; die Zukunft bedarf der Hoffnung und Fantasie, um uns zu ergreifen. Die Gegenwart braucht waches


Bewusstsein. Wer geistig abwesend ist, verpasst sie und nimmt sie nicht wahr. Lasst uns also nicht nur in der Vergangenheit leben, wo alles „besser war“, was meistens gar nicht stimmt. Lasst uns die Zukunft ergreifen, voller Hoffnung und Zuversicht. Vor allem aber lasst uns in der Gegenwart leben, hier und jetzt, heute, mit allen Schwierigkeiten und allem Schönen die sie zu bieten hat. Es fällt auf, dass die Bibel das Wort heute oft sehr bewusst und betont gebraucht. „Euch ist heute der Heiland geboren“, heißt es in der Weihnachtsgeschichte. „Zachäus, steig schnell herunter, denn ich muss heute in deinem Haus einkehren“, ruft Jesus dem verrufenen Zöllner zu. „Heute ist diesem Haus Heil widerfahren“, sagt Jesus, nachdem Zachäus ihn aufgenommen und entscheidende Konsequenzen für sein Leben gezogen hat. „Heute, wenn ihr Seine Stimme hören werdet, verstockt eure Herzen nicht“, lesen wir im Hebräerbrief. Einen gesegneten Wochenbeginn in diesem Sinne wünscht Eure/Ihre Pastorin Kirsten Thiele Parola per il giorno – 14.03.2020: In te è la forza della vita e per la tua luce noi vediamo la luce. (Salmo 36,9) Chi ha il Figlio ha la vita (1.Giovanni 5,12) In questi giorni prendiamo coscienza del fatto che la vita non si svolge soltanto in strada, soltanto nelle riunioni. Si, la vita umana è progettata per stare in comunione. Dove manca la comunione, la vera vita non è possibile. Ecco perché tante persone soffrono di solitudine proprio adesso – tutte le scappatoie che prima esistevano contro la solitudine: gli incontri settimanali, fare la spesa o anche solo passeggiare in strada; tutto adesso manca, è vietato (con buona ragione!). In te è la forza della vita; chi ha il Figlio ha la vita – così ci sentiamo dire nei versetti per il giorno di oggi. Ricordarsi il fondamento, la sorgente della vita può essere di aiuto in questa situazione. Si, ho bisogno degli altri, ma in principio ho bisogno di Dio. Lui vuole essere amico e aiutante per me, Lui è la mia vita. Anche se cielo e terra cadessero, anche se tutti gli uomini mi lasciassero –come adesso non sono costretti a fare– sei Tu, o Dio, il mio aiuto e la mia salvezza. Chi ha Te, non ha bisogno di altro. Facile da dire, lo so, ma trovo una profonda consolazione in questa promessa da parte di Dio: che Lui non ci lascerà mai soli. A questo ci si deve aggrappare in questi tempi. Altri invece hanno la fortuna, come me, di avere intorno qualcuno dalla famiglia. Per me è un grande regalo avere i miei figli intorno in questi giorni. Ma circolano già le prime “barzellette” su come ci si può liberare del compagno/dei figli per un po’ di tempo – vivere insieme per un periodo così lungo e in modo così ravvicinato può diventare anche una sfida. Non siamo più abituati a restare sempre a casa insieme – i nostri figli sono a scuola e di pomeriggio con gli amici o a fare sport, entrambi i genitori lavorano e tornano a casa tardi, dove poi li aspetta anche il lavoro casalingo. Il tempo insieme come famiglia, o come coppia, nel nostro quotidiano è limitato – e non tutti viviamo la comunione così intensa e


forzata come adesso solo in modo positivo. In questo può essere di aiuto ricordarsi che anche la mia famiglia/ il mio partner è un dono di Dio. Un dono, non un peso! Bisogna trovare in questa ottica nuovi modi di stare insieme, di lasciare o creare spazi anche nelle strette mura di casa, per poter rimanere anche un po’ da soli. Noi viviamo tra il bisogno di comunione con gli altri e il bisogno di stare da soli e in pace. Al momento non ci è più permesso di bilanciarci tra questi due poli in modo libero, le nostre possibilità di fuga (sia dalla solitudine, sia dalla comunione in famiglia) sono tagliate. Tanto più vale: In te è la forza della vita e per la tua luce noi vediamo la luce. Dio è la nostra comunione, ma Lui è anche il nostro luogo di ritiro e di quiete. Dio è la vita, mi darà quello di cui ho bisogno oggi per vivere. Dio è la luce, Lui chiarirà questa giornata, qua a Napoli per esempio con un bel sole primaverile; con la Sua luce e illuminerà la via, per sopportare bene la solitudine e la comunione. Vostra Kirsten Thiele da trovare online su: www.celna.it

Wort zum Tag – 14.03.2020: Denn bei dir ist die Quelle des Lebens, und in deinem Lichte sehen wir das Licht. (Psalm 36,10) Wer den Sohn hat, der hat das Leben. (1.Johannes 5,12a) In diesen Tagen wird uns immer mehr bewusst, dass das Leben sich nicht nur auf der Straße abspielt, nicht nur in Zusammenkünften. Ja, menschliches Leben ist auf Gemeinschaft angelegt. Wo die Gemeinschaft fehlt, ist wahres Leben nicht möglich. Darum leiden viele Menschen unter der Einsamkeit gerade jetzt – alle Auswege aus der Einsamkeit, die wöchentlichen Treffen mit anderen, oder auch nur der Einkauf oder der Spaziergang durch die Straßen: alles fällt weg, ist untersagt (aus gutem Grund!). Denn bei dir ist die Quelle des Lebens; wer den Sohn hat, der hat das Leben – so heißt es in den Texten zum heutigen Tag. Sich erinnern an den Grund, die Quelle des Lebens kann bei dieser Gelegenheit hilfreich sein. Ich bin zwar auf andere angewiesen, aber im letzten Grund bin ich auf Gott angewiesen. Er will mir Freund und Helfer sein, er ist mein Leben. Wenn auch Himmel und Erde vergehen, wenn mich auch alle Menschen verlassen – oder wie jetzt nicht kommen dürfen – so bist du doch, Gott, meine Hilfe und mein Heil. Wer dich hat, braucht nichts anderes. Leicht gesagt, ich weiß, aber es liegt ein tiefer Trost in dieser Zusage


Gottes, dass er uns nie allein lassen wird. Daran muss man sich in Zeiten wie diesen klammern. Manche wiederum haben Glück, wie ich, und jemanden aus der Familie um sich. Ich empfinde es als großes Geschenk, meine Kinder jetzt um mich zu haben. Es kursieren aber auch schon die ersten „Witze“, wie man sich den Ehepartner/ die Kinder für eine Zeit vom Hals schaffen könnte – ein längeres und so intensives Zusammensein kann auch eine Herausforderung werden. Wir sind es nicht mehr gewohnt, ständig zu Hause zusammen zu sein – die Kinder sind in der Schule und nachmittags unterwegs mit Freunden oder zum Sport, beide Eltern arbeiten und kommen spät nach Hause, wo dann auch noch die Hausarbeit erledigt sein will. Die Zeit zusammen als Familie, oder als Paar, ist im Alltag eher begrenzt – und nicht alle empfinden die erzwungene Gemeinschaft jetzt als nur positiv. Da kann es hilfreich sein sich zu erinnern, dass auch meine Familie, mein Partner, auf die/ den ich mich jetzt ganz neu einstellen muss, ein Geschenk Gottes ist. Keine Last, sondern ein Geschenk! In dieser Optik neue Wege des Zusammenseins zu lernen, sich auch zu Hause, auf begrenztem Raum, Freiräume zu schaffen und zu lassen, das gehört dazu. Wir leben zwischen dem Bedürfnis nach Gemeinschaft und dem Bedürfnis nach Alleinsein und Ruhe. Im Moment können wir das nicht frei selber ausbalancieren, unsere äußeren Möglichkeiten der Flucht (sei es aus der Einsamkeit, sei es aus der Gemeinschaft der Familie) sind abgeschnitten. Umso mehr gilt: Denn bei dir ist die Quelle des Lebens, und in deinem Lichte sehen wir das Licht. Gott ist uns Gemeinschaft, er ist uns aber auch Rückzugsort und Ruhepol. Gott ist das Leben, er wird mir geben, was ich heute gerade zum Leben brauche. Gott ist das Licht, er wird diesen Tag, sonnig und frühlingshaft zumindest in Neapel, mit seinem Licht erhellen und uns den Weg erleuchten, um mit Einsamkeit und mit Gemeinschaft richtig umzugehen. Eure Kirsten Thiele online zu finden auf: www.celna.it

Parola per il giorno – 13.03.2020: Non maledirai il sordo, e non metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. (Levitico 19,14) Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo. (Galati 6,2) Già, è così: ognuno/a porta dei pesi. Ogni uomo e donna, ogni mestiere, ogni particella della Creazione. In questi giorni sembra che portiamo ancora più peso del solito, alcuni ancora più degli altri. Gli uni portano il peso dell’isolamento e la seguente solitudine, del mancante contatto anche fisico con le persone. Per


questo cerchiamo, su tutti i fronti, di mantenere e fortificare questi contatti anche in modo diverso. Scuole e istituti imparano in questi giorni il online-learning, che funziona più o meno. La generazione dei miei figli scopre ancora di più i vantaggi della digitalizzazione (internet), con incontri virtuali e giocando insieme online. In quel campo sono molto più avanti di me. Io scopro che queste meditazioni mattutine, che poi condivido con voi, mi divertono e mi danno forza e coraggio – prima non mi prendevo il tempo, perché ero molto più in giro fuori casa. Nei social-network (face book, instagram, whattsApp e altri) stanno girando meno notizie che diffondono panico come nei primi giorni, ma si concentra più sulla solidarietà e sul infondere coraggio, per stare vicini anche senza potersi incontrare realmente. E io non ho mai telefonato così tanto come in questi giorni… Portate i pesi gli uni degli altri – e così portiamo insieme il peso della paura di un contagio, il peso della solitudine, ma anche il peso di coloro che in prima linea combattono contro il virus: tutti gli addetti nei ospedali (noi come comunità siamo anche co-fondatori di un ospedale a Napoli, quindi coinvolti in prima linea), le forze del ordine, si, e anche i politici che finalmente cercano di collaborare tutti insieme, invece di combattersi solo a vicenda. Stiamo arrivando alla conclusione: solo insieme in solidarietà possiamo superare questa “crisi”, che non si definisce solo nel ambito sanitario, senza dover combattere oltre misura con gli “effetti collaterali” che arriveranno. Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo. Anche Dio stesso porta pesi. Se non lo facesse Lui, saremo già stesi a terra. In Cristo porta il peso del mondo, solo per questo per noi è sopportabile, possiamo e dobbiamo scoprire qualcosa di positivo, nonostante tutto, in ogni crisi. Perché Gesù ci sta a fianco, la Sua mano innalza e porta, livella e lisca. Spesso non lo avvertiamo neanche. Dio non ci lascia soli con il nostro peso. Per questo esiste la Sua Chiesa nel mondo. Essere cristiano non significa soltanto essere battezzati e far battezzare i nostri figli, comprare una Bibbia e leggerla, venire ai culti e seguire i comandamenti di Dio, pregare e non maledire, temere Dio. Essere cristiani vuol dire anche, in ogni circostanza, sollevare l’altro dal peso che porta. Per questo un cristiano non può essere mai completamente solo – ci sono sempre e ovunque persone al suo fianco che portano pesi. Ancora rimane questo il metodo migliore di vivere: amare. Significa: amare nella forza che ci viene infusa da Dio ininterrottamente. Con questa forza possiamo portare il peso dell’altro. E la cosa magnifica in tutto questo: Mi trasmette gioia! Che Dio ci accompagna e protegga in questo giorno, vostra Kirsten Thiele

Wort zum Tag – 13.03.2020


Du sollst dem Tauben nicht fluchen und sollst vor den Blinden kein Hindernis legen, denn du sollst dich vor deinem Gott fürchten. (3.Mose 19,14) Einer trage des anderen Last, so werdet ihr das Gesetz Christi erfüllen. (Galater 6,2) Es ist schon so: Jeder trägt Last. Jeder Mensch, jeder Beruf, jedes Teilchen der Schöpfung. In diesen Tagen scheint es so, als ob wir noch mehr Last tragen als ohnehin schon, einige noch mehr als andere. Die einen tragen die Last der Isolation, der daraus folgenden Einsamkeit, der fehlenden menschlichen physischen Kontakte. Wir versuchen daher, auf allen Ebenen, diese Kontakte auf andere Weise zu erhalten und zu stärken. Schulen und Institute lernen gerade das online-learning, was mehr oder weniger funktioniert. Die Generation meiner Kinder entdeckt umso mehr die Vorteile der weltweiten Vernetzung (Internet☺), mit virtuellen Treffen und gemeinsamen online-Spielen. Da haben sie mir etwas voraus. Ich entdecke, dass mir diese morgendlichen Meditationen, die ich mit euch teile, Spaß machen und Mut und Kraft geben – früher habe ich mir dafür keine Zeit genommen, da ich viel mehr unterwegs war. In den social-networks (facebook, instagram, whattsApp usw.) kursieren weniger Panikmachende Notizen als in der ersten Zeit, sondern es schwenkt um zu gegenseitiger Solidarität und Mutmachen, sich nahe sein, auch ohne sich treffen zu können. Und ich habe noch nie so viel telefoniert wie in diesen Tagen….. Einer trage des anderen Last – und so tragen wir gemeinsam die Last der Angst vor Ansteckung, die Last der Vereinsamung, aber auch die Last derjenigen, die in erster Front gegen den Virus kämpfen: das ganze Krankenhaus Personal (wir als Gemeinde sind ja selber Mitträger eines Krankenhauses in Neapel, also in erster Linie involviert), die Ordnungskräfte, ja und auch die Politiker, die endlich versuchen, an einem Strang zu ziehen, anstatt nur gegeneinander zu hetzen. Mittlerweile kursiert die Erkenntnis: nur gemeinsam und solidarisch werden wir diese „Krise“ überstehen, die ja nicht nur medizinisch ist, ohne allzu viele „Nachwirkungen“ im Anschluss zu bewältigen haben. Einer trage des anderen Last, so werdet ihr das Gesetz Christi erfüllen. Auch Gott selber trägt Last. Trüge Er sie nicht, hätte sie uns längst erdrückt. In Christus trägt er die Last der Welt, nur deshalb ist sie für uns erträglich, können und sollen wir dennoch etwas Positives in jeder Krise entdecken. Denn Jesus steht neben uns, seine Hand hebt und trägt, ebnet und glättet. Meistens merken wir es nicht einmal. Gott lässt uns mit unserer Last nicht allein. Dazu hat er seine Gemeinde in dieser Welt. Christ sein heißt also nicht nur: getauft sein und auch seine Kinder taufen lassen, eine Bibel kaufen und darin lesen, Gottesdienste besuchen und Gottes Wort befolgen, beten und nicht fluchen, Gott fürchten. Christ sein heißt unter allen Umständen auch, dem Mitmenschen Last abnehmen. Darum kann ein Christ niemals einsam sein – es gibt nämlich immer und überall Menschen neben ihm, die Last tragen. Es ist nach wie vor die beste Methode, das Leben zu meistern:


lieben. Das heißt, lieben in der von Gott uns ununterbrochen zuströmenden Kraft. Mit dieser Kraft können wir die Last des anderen tragen. Das Wunderbare dabei ist: Es macht einen froh! Möge Gott uns begleiten und behüten an diesem Tag, eure Kirsten Thiele

Parola per il giorno – 12.03.2020: Difendi tu la mia causa e riscattami; dammi la vita secondo la tua parola. (Salmo 119,154) “Signore, difendi…riscattami e dammi la vita…” queste sono parole che invitano a fidarsi di Dio, della Sua promessa. La Sua parola può e vuole incoraggiare di non fermarsi alla malattia, alla paura e alle preoccupazioni, ma di guardare fiduciosi avanti. Di quello parla anche il secondo testo: Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. (Atti8,30-31) E l’eunuco, continua l’episodio, vide dell’acqua e disse: “Che cosa mi impedisce di essere battezzato?” Filippo lo battezzò e sparisce, ma l’uomo “continuò il suo viaggio tutto allegro.” Sapere di essere battezzato e annesso a questo la promessa di Dio ha infondato allegria e fiducia nel uomo. Adesso si sa protetto e accompagnato da Dio. Qualsiasi cosa l’aspetta, in strada, a casa o al lavoro, può fidarsi di Dio, può sentirsi protetto. Proseguire gioioso per la sua strada, vivere la giornata speranzosi e godersela, questo può fare ciascuno/a di noi, nonostante i divieti. Forse potremo usufruire questo tempo regalato e togliere la Bibbia dallo scaffale. L’episodio del Eunuco dalla Etiopia (Atti 8,26-40) è una storia di speranza e di incoraggiamento, che sta a pennello in questo tempo difficile. Vostra pastora Kirsten Thiele

Wort zum Tag – 12.03.2020: „Herr, führe meine Sache und erlöse mich; erquicke mich durch dein Wort.“ (Psalm 119, 154 Losung) „Herr, führe… erlöse und erquicke mich…“ das sind einladende Worte der Zusage Gottes zu vertrauen. Sein Wort kann und will uns Mut machen, nicht bei Krankheit, Ängsten und Sorgen stehen zu bleiben, sondern hoffnungsvoll nach vorne zu schauen.


Davon spricht auch der Lehrtext für den heutigen Tag, in dem es heißt: „Philippus lief hin und hörte, dass der Mann aus Äthiopien den Propheten Jesaja las und fragte: Verstehst du auch, was du liest? Er aber sprach: Wie kann ich, wenn mich niemand anleitet? Und er bat Philippus, aufzusteigen und sich zu ihm zu setzen.“ (Apg 8, 30-31 Lehrtext)   Und der Kämmerer, so heißt es in der Geschichte weiter, sah an dem Weg Wasser und sprach: „Was hindert`s dass ich mich taufen lasse?“ Und Philippus taufte ihn und verschwand, aber der Kämmer, „er zog seine Straße fröhlich weiter!“    Das Wissen um die Taufe und die damit verbundene Zusage Gottes hat den Kämmerer glücklich und fröhlich gemacht. Er weiß sich nun von Gott begleitet und geschützt. Was immer ihn nun auch erwartet, unterwegs, zu Hause oder in der Ausübung seines Dienstes, er kann Gott vertrauen, sich ihm anvertrauen.   Fröhlich seine Straße weiterziehen, hoffnungsvoll und mutig den Tag leben und genießen, dass kann ein jeder und eine jede von uns, trotz aller Einschränkungen. Vielleicht nutzen wir heute auch mal die geschenkte Zeit und holen unsere Bibel aus dem Regal. Die Geschichte vom Kämmerer aus Äthiopien (Apostelgeschichte 8, 26-40) ist eine hoffnungsvolle Mutmachgeschichte, die sehr gut in unsere Zeit passt, Eure Pastorin Kirsten Thiele

Cari membri e amici della comunità! In questi giorni nei quali gli incontri personali sono diventati impossibili, vorrei in questo modo rimanere presente e condividere con voi pensieri o possibilità. Verranno spediti tramite email e whattsApp e condivisi anche sulla nostra pagina internet (www.celna.it ), dove vi terrò informati. I pastori e le pastore della CELI lavorano insieme e regolarmente verranno pubblicati “parole dalla quarantena” sul sito della CELI (www.chiesaluterana.it ), e per le domeniche anche una parola per la domenica, in assenza dei culti veri e propri. Parole per il giorno – 11.03.2020: Tutte le sue opere sono vere e le sue vie giuste, ed egli ha il potere di umiliare quelli che procedono con superbia. (Daniele 4,37) Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo per le anime vostre. (Matteo 11,29)


Questi due versetti ci accompagnano oggi durante la giornata. Quando vado a Napoli per il mio quartiere, per comprare viveri di cui abbiamo bisogno, è uno strano sentimento. Solo poche persone si vedono in giro, tanti negozi sono chiusi, ma le persone sono molto disciplinate e si attengo alle regole imposte. Invece di “procedere con superbia”, come dice il versetto dal libro di Daniele, vedevo le persone più camminare umili e cupi. “Prendere il giogo su di se” e imparare ad essere “mansueti e umili” – questo lo impariamo in questi giorni per bene. Infatti si percepisce una certa quiete e l’anima nostra si calma. Per me è una calma che fluisce dalla sensazione di protezione. Mi sento protetta perché so di essere mantenuta e protetta nella mano di Dio, venga ciò che vuole. “Da potenze benigne prodigiosamente protetti, attendiamo consolati quello che accadrà” scrive Dietrich Bonhoeffer dietro le mura della sua cella in prigione, “Dio ci è al fianco alla sera e al mattino, e certissimamente, in ogni giorno che verrà.” “Dio è con noi…” e ci regala in questi giorni molto tempo per le tante cose che altrimenti nella quotidianità non sarebbero possibile. Così dobbiamo e possiamo scoprire anche qualcosa di positivo in questi giorni. Ci vengono regalati spazi liberi dove possiamo fare delle cose per le quali ci manca il tempo nella vita quotidiana. Un buon libro, un film, la musica, scrivere una lettera a man ad un vecchio amico o una telefonata ai parenti. Non si tratta di far scorrere il tempo, o di “ammazzare il tempo”, come si dice, ma “carpe diem” – usufruire del giorno, del tempo. Perché la quotidianità torna prima che tu te lo aspetti! la vostra pastora Kirsten Thiele Cell: (auch whattsApp): 348-7765612 – ovviamente sono sempre disponibile anche e sopratutto in questi giorni! email: thiele@chiesaluterana.it

Liebe Gemeindeglieder und Freunde der Gemeinde! In diesen Tagen, in denen persönliche Treffen unmöglich geworden sind, möchte ich auf diesem Wege jeden Tag dennoch präsent sein und Gedanken oder Anregungen mit Ihnen/Euch teilen. Sie werden per email verschickt, per whattsApp und auch auf unsere Homepage gestellt (www.celna.it ), wo Sie auf dem Laufenden gehalten werden. Die Pfarrer und Pfarrerinnen der ELKI tun sich zusammen und werden regelmäßig „Worte aus der Quarantäne“ auf der hompepage der ELKI veröffentlichen (www.chiesaluterana.it ), sowie zu den Sonntagen auch eine Art „Wort zum Sonntag“ in Ermangelung der Gottesdienste, die nicht stattfinden dürfen. Worte zum Tag – 11.03.2020: All sein Tun ist Wahrheit, und seine Wege sind recht, und wer stolz einherschreitet, den kann er demütigen. (Daniel 4,37)


Jesus Christus spricht: Nehmt auf euch mein Joch und lernt von mir; denn ich bin sanftmütig und von Herzen demütig; so werdet ihr Ruhe finden für eure Seelen.     (Matthäus 11,29) Diese beiden Verse begleiten uns heute durch den Tag. Wenn ich in Neapel durch mein Viertel gehe, um das dennoch Notwendige einzukaufen, ist das schon ein merkwürdiges Gefühl. Nur wenige Menschen sind unterwegs, viele Geschäfte sind geschlossen, aber die meisten Menschen sind sehr diszipliniert und halten sich an die Vorschriften. Statt „stolz einherschreitend“ wie es in unserer heutigen Losung heißt, empfand ich die wenigen Menschen unterwegs eher bedrückt und demütig. Das „Joch auf sich nehmen…“ und „Sanftmut und Demut lernen…“ können wir in diesen Tagen hier ganz gut. Und in der Tat, wir erleben eine sonderbare Stille und die Seele findet zur Ruhe. Es ist für mich eine Ruhe, die aus der Geborgenheit fließt. Ich fühle mich geborgen, weil ich mich in Gottes Hand geborgen weiß, egal was und wie es kommt. „Von guten Mächten wunderbar geborgen, erwarten wir getrost was kommen mag…“ schreibt Dietrich Bonhoeffer hinter den Mauern seiner Gefängniszelle, „Gott ist mit uns, am Abend und am Morgen und ganz gewiss an jedem neuen Tag.“ „Gott ist mit uns…“ und er schenkt uns in diesen Tagen viel Zeit für Dinge, die uns sonst im Alltag vielleicht nicht möglich wären. So sollen und können wir durchaus Positives für unser Leben auch in diesen Tagen entdecken. Uns werden Freiräume geschenkt, in denen wir Sachen erledigen können, für die uns im Alltag immer die Zeit fehlte. Ein gutes Buch, ein Film, Musik, ein spannendes Hörspiel, ein handgeschriebener Brief an einen alten Bekannten oder der Anruf an die Verwandten, von denen ich längst hören wollte wie es ihnen geht. Es gilt nicht, sich die Zeit „zu vertreiben“ oder gar „totzuschlagen“ wie es im Volksmund heißt, sondern „carpe diem… - nutze den Tag…“, denn die Hektik des Alltages kommt schneller zurück als du denkst!    Ihre/Eure Pfarrerin Kirsten Thiele Cell: (auch whattsApp): 348-7765612 – ich bin natürlich weiterhin jederzeit, und gerade jetzt, für Sie/Euch da! email: thiele@chiesaluterana.it

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