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26 GIUGNO 2011 Solennità del Corpus Domini

ANNO I - NUMERO II

PERIODICO RELIGIOSO - CULTURALE DELLA PARROCCHIA MARIA SS. IMMACOLATA DAGALA DEL RE (S. VENERINA - CT) http://chiesa.dagala.it chiesa@dagala.it

l’ Editoriale

SOCIETA’

CULTURA & RELIGIONE

Parrocchia, famiglia ed emergenza educativa

Il valore del gioco e dello stare insieme...guardare al passato per vivere meglio il presente Pag. 2

La colonna votiva dedicata all’Immacolata: frutto di una devozione fiorente Pag. 8

Ringraziamo di cuore Annalisa e Domenico che, a nome della redazione di questo periodico, ci hanno permesso di testimoniare la nostra esperienza da famiglia laica. Ringraziamo dunque, l’intera equipe redazionale per la stima mostrata nei nostri confronti, affidandoci la stesura di questo articolo. E’ lodevole, certamente, la disponibilità al servizio in parrocchia che hanno molti laici sposati, tuttavia restano alcune ombre; si insiste infatti sulla necessità di far “..crescere la consapevolezza di una ministerialità che scaturisce dal sacramento del matrimonio..” (Educare alla vita buona del Vangelo n. 38). Gli sposi cristiani sono chiamati a compiere un servizio (ministerialità) specifico nella Chiesa che consiste nell’ “..aiutare la Parrocchia a diventare famiglia di famiglie” (n 38). La partita più importante tuttavia si gioca in casa; è innanzitutto all’interno del nucleo familiare che la famiglia è chiamata a svolgere il suo compito educativo, principalmente verso i figli affinché possano diventare buoni uomini e veri cristiani. La Chiesa da parte sua ami e, attraverso itinerari specifici, sostenga la famiglia affinché diventi “Chiesa domestica”. Pertanto il servizio in parrocchia qualora venisse fatto in contrasto col CONTINUA A PAGINA 3

PACE…Via alla Santità! Marcia per la Pace delle Comunità Parrocchiali di Santa Venerina

C’è bisogno di te Gesù, tu solo puoi donarci la pace! Con questa esclamazione si è aperto il momento di preghiera che ha fatto da preludio alla Marcia della Pace svoltasi martedì 21 giugno 2011. Organizzata dalle comunità parrocchiali di Santa Venerina in occasione della memoria liturgica di San Luigi Gonzaga la Marcia ha invitato i numerosi fedeli - riunitisi in Piazza Roma per muoversi in cammino verso piazza Immacolata a Dagala - a riflettere sulla necessità di essere sale della terra e luce del mondo per costruire una civiltà della pace. Come essere operatori di pace?

Conditio sine qua non è l’impegno a vivere la nostra specifica santità in famiglia, sul lavoro, a scuola, in tutti gli ambienti di vita. Tutti siamo chiamati alla santità che ci è stata donata nel Battesimo e che dobbiamo mantenere e perfezionare con l’aiuto di Dio realizzando così il progetto che Lui ha stabilito per ognuno di noi. E il progetto di Dio è un “progetto d’amore” perchè Dio è Amore: la santità cristiana è la carità pienamente vissuta. Essere veri discepoli di Cristo significa amare Dio e il prossimo. Sant’Agostino scrive parole bellissime a riguardo: "Sia che tu taccia, CONTINUA ALL’INTERNO


SOCIETA’

26 GIUGNO 2011

Il valore del gioco e dello stare insieme La dimensione ludica come presupposto per un’amicizia reale L’iniziativa del Comitato dei festeggiamenti di Maria SS. Immacolata di Dagala del Re di far rivivere nella piazza del paese i giochi dei ragazzi di diversi decenni fa non deve essere interpretata soltanto come un’ “operazione nostalgia” o una mera rievocazione “storica” della società prevalentemente rurale siciliana che caratterizzò il nostro territorio fino al cosiddetto “boom” economico degli anni Sessanta-Settanta. Volendo rilevare i valori intrinseci del progetto e la sua “ricaduta” positiva nella realtà odierna, dobbiamo evidenziare subito come la vita dei fanciulli, dei preadolescenti e degli adolescenti (e in parte anche degli adulti) del nostro tempo è immersa in contesti nei quali (a parte la scuola) prevalgono i mezzi audiovisivi, i social network, i giochi “tecnologici”, insomma prevale la “realtà virtuale” nella quale le relazioni vengono intrattenute e comprese in modo diverso rispetto al passato. Oggi c’è un’inedita facilità per entrare in contatto con un’altra persona attraverso lo schermo, cioè senza alzarsi dal proprio tavolo per recarsi in casa del proprio amico o partecipare a riunioni settimanali o a giochi in piazza o in cortile assieme ai coetanei. Queste modalità di stare in contatto, oggi sempre meno frequenti, richiedevano un confronto attivo con gli altri, anche attraverso la dimensione ludica, e talora uno sforzo di comprensione nonché l’esigenza di un adattamento sociale corroborante per lo sviluppo della personalità di ciascuno e per la vita stessa della comuCONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; vi sia in te la radice dell'amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene" (cit. Omelia 7, interpretazione della Prima Lettera di Giovanni). Per vivere la santità non è necessario compiere imprese straordinarie, ma vivere come Cristo, facendo

nità locale. Mi chiedo se quella virtuale può essere considerata un’amicizia reale, visto che si sviluppa in modi molto facili che non richiedono fatica. “L’amicizia reale – sostiene Roger Scruton – si mostra nell’azione e nell’affetto. L’amico reale è quello che viene in aiuto nel momento in cui hai bisogno; è colui che c’è come conforto nelle difficoltà e che condivide con te i tuoi successi. Fare questo davanti a uno schermo è difficile … Le amicizie che vengono praticate primariamente attraverso lo schermo non possono decollare facilmente e, quando ci riescono, non vi è la garanzia che possano sopportare ogni tensione”. Non è mia intenzione, tuttavia, di demonizzare internet e i vari social work, che, bene utilizzati, aiutano molto, semplicemente voglio mettere in evidenza che i giochi di una volta, senza tecnologie o con minimo apporto tecnologico, incrementavano la socialità, contribuivano notevolmente alla crescita e allo sviluppo delle capacità sociali, etiche e relazionali in genere. La nostra società ha bisogno di recuperare la piazza, il contatto diretto tra le persone, non solo dei ragazzi, ma anche degli adulti perché nel gioco, nella conversazione, nell’aggregazione ci si scopre sempre più persone reali e non soltanto “virtuali”. I giochi di una volta ci aiutano, allora, a riscoprire non solo il passato, ma la nostra stessa identità psico-fisica e il valore “persona” nella sua integralità. Giovanni Vecchio

nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. "Quelli che egli da sempre ha cono-

sciuto, li ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo" (Rm 8,29). Non dobbiamo temere di aspirare alla perfezione, perché è Dio che ci guida in ogni azione quotidiana mediante lo Spirito Santo. La Chiesa, durante l’Anno Liturgico, ci invita a fare memoria di una schiera di Santi e Beati, semplici

uomini come noi che però hanno vissuto pienamente lo spirito delle Beatitudini amando e seguendo Cristo nella loro vita quotidiana. Poveri in spirito, puri di cuore come fu Luigi Gonzaga che il Beato Giovanni Paolo II definì <<eroico apostolo della carità>>: a lui possiamo guardare come modello per spendere la nostra vita nella costruzione del Regno di Cristo, regno d’amore e di pace. Cristina Cantarella


IL PARROCO RISPONDE

26 GIUGNO 2011

Sulle strade della fede

L’Eucarestia Scuola di vita familiare «...Salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: “Salvaci, Signore, siamo perduti!” Ed egli disse loro: “Perché avete paura, gente di poca fede?”» (Mt 8, 23-25). La piccola barca della famiglia cristiana vive l’ardua missione di solcare il mare in tempesta dell’attuale contesto storico, provocato dai venti e dalle onde del relativismo etico culturale, che alimenta l’individualismo, l’egoismo e l’egocentrismo. L’attuale cultura relativista non parla più di famiglia, intesa come relazione tra un uomo e una donna, fondata sul matrimonio, ma di famiglie al plurale, e quindi di diversi modi di incarnare la realtà familiare, ponendoli tutti allo stesso livello. In questa situazione culturale, la famiglia cristiana, solo se sarà veramente e pienamente se stessa, potrà testimoniare la verità della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio. La coppia cristiana, per vivere questa missione e accogliere l’invito di Gesù, rivolse a Pietro: “Duc in altum”, “prendi il largo”, e cioè il largo nel mare della storia, per evitare di naufragare negli scogli dell’infedeltà, del divorzio o dell’essere “separati in casa”, dovrà fare continuo riferimento ad una spiritualità eucaristica. Nell’Eucarestia che è essere “pane spezzato” per gli altri, troviamo l’essenza più vera della vocazione matrimoniale. I coniugi hanno come vocazione, infatti, proprio quello di affidarsi l’uno CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

coniuge (cristiano) o anche soltanto non in comunione con lui, non sarà mai realmente fecondo almeno non nel senso di quella fecondità che la grazia del sacramento del matrimonio ci abilita ad offrire e cioè: la testimonianza di un amore e di una comunione che scaturisce dalla stessa natura della Trinità (a tal proposito, sublime testimonianza è data dalla fedeltà al sacramento da parte di coloro che subiscono una separazione) infatti, per grazia gli sposi cristiani sono chiama-

all’altro nella verità e nell’amore di Dio; in altri termini, i coniugi sono chiamati a farsi eucarestia l’uno per l’altro, per essere insieme “pane spezzato” per i propri figli e per il prossimo. Questo amore eucaristico costituisce la più bella ed efficace testimonianza ed educazione che i genitori possono donare ai figli. Il farsi eucarestia esige un particolare stile di relazioni familiari. È lo stile della cordialità e della fiducia reciproca. Cordialità è una parola composta da due parole COR - DIALITA’ , e significa dare il cuore all’altro. La stessa etimologia di cordialità è presente nel verbo credere: COR - DO, dare il cuore, mettere il cuore su qualcosa, su qualcuno. Cordialità e credere, quindi, significano mettere il cuore nell’altro, donare il cuore all’altro. Essi sono due atteggiamenti che devono sempre accompagnare le relazioni e i comportamenti della famiglia, perché costituiscono lo stile dell’Amore di Dio. Solo così sarà possibile trasformare la vita famigliare in un altare vivente del banchetto eucaristico. Inoltre, per non meritarci il rimprovero di Gesù “gente di poca fede”, nei momenti di prova e di fatiche che la vita non risparmia a nessuno, con fiducia e umiltà attraverso un insistente preghiera bisognerà sempre “svegliare “ il Gesù eucaristico presente in questa barca che è la Chiesa. Sac. Giuseppe D’Aquino

ti ad essere, nella Chiesa e nel mondo, segno della tenerezza di Dio che attraverso il sacrificio di Cristo ci mostra l’Amore col quale ci ama e col quale vuole che gli sposi si amino; vivendo tale capacità di donazione reciproca, mentre si riconoscono figli amati nella preghiera e nei sacramenti e nel sigillo della comunione tra loro e col parroco, i laici sposati diverranno davvero corresponsabili dell’azione evangelizzatrice della Chiesa. Antonino e Antonella Operatori pastorali della Parrocchia di Zafferana


LA RIFLESSIONE

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L’attualità sotto i riflettori

Il creato, dono di Dio nelle mani «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gen 1,1). La Creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio. Lo sforzo degli uomini nel corso dei secoli di migliorare le proprie condizioni di vita corrisponde al progetto dell’Onnipotente. L’uomo, posto da Dio “nel giardino dell’Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15) deve, però, esercitare la custodia del Creato osservando quelle leggi morali, compendiate nella proibizione di “mangiare il frutto dell’albero” (Gen 2,16), che ne impediscono uso e abuso. Ciò che Dio ci ha donato con assoluta gratuità non può essere monopolizzato né costituire merce di scambio. Il Referendum del 12-13 giugno è servito da spunto per riflettere con grande serietà su temi estremamente delicati e di vitale importanza per le generazioni presenti e future. In particolare, è stata oggetto di una vera e propria “campagna evangelica” la questione riguardante la privatizzazione dell’acqua.

L’acqua, bene comune, dono di Dio, non mercificabile, è una risorsa indispensabile da gestire in modo “solidale”, il cui accesso va garantito a tutti, soprattutto ai più poveri e indigenti. La Chiesa si è schierata nettamente ed adoperata con grande vigore per indirizzare il voto degli elettori. La riposta degli Italiani, credenti e non, è stata forte e matura. Oltre il 95% di coloro che si sono recati alle urne, con il proprio Sì, ha detto No, tra l’altro, alla privatizzazione dell’oro blu e al ritorno del nucleare in Italia. Prova di grande maturità e responsabilità nei confronti dell’ambiente di cui siamo stati nominati tutori. Forse, in un mondo segnato da grandi catastrofi, stiamo prendendo finalmente coscienza della grande reciprocità tra noi, il Creato e Dio e «nel prenderci cura del Creato, noi constatiamo che Dio, tramite il Creato, si prende cura di noi» (BENEDETTO XVI, Se vuoi coltivare la pace, custodisci il Creato, n.13). M.F.

Evangelizzazione e discernimento

“Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” Quante volte in ginocchio, durante l’esposizione del Santissimo abbiamo ripetuto con fede: “sia lodate e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento! ” Non c’è gioia più grande e profonda, che stare un po’ di tempo ai piedi di Gesù Eucarestia. Nell’ultima cena Gesù prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo distribuisce facendo del “pane spezzato” il segno della sua vita donata, per amore, in sacrificio sulla croce. Il vino è scelto da Gesù come il segno del “sangue dell’alleanza, versato per tutti in remissione dei peccati”. Anche gli amici di Gesù, gli apostoli, hanno subito capito che questa è una cena diversa dalle altre, ne hanno conservato il ricordo dentro il loro cuore e, quando Gesù non era più con loro, dopo il suo ritorno al padre, hanno continuato a celebrarla come aveva chiesto lui: “Fate questo in memoria di me”. Oggi la liturgia della chiesa trova il suo centro e la sua più densa e espressione nella celebrazione di questo che è il “sacramento dei sacramenti”. La Chiesa ha scelto la domenica per celebrare l’Eucarestia perché in questo giorno Cristo è risorto ma è anche il giorno in cui, Dio Padre, ha mandato il suo Spirito sugli apostoli e Maria riuniti nel cenacolo. Nel momento della consacrazione è lo Spirito Santo a trasformare (transustanziazione), i segni del pane e del vino, in anima e divinità di nostro Signore Gesù Cristo. Il segno sacramentale del corpo e del sangue non è solo un ricordo di Gesù, ma è la presenza viva e salvifica del ministero della sua passione, morte e resurrezione. “Io sono il pane vivo disceso dal cielo” Gesù offre se stesso, la sua persona, come alimento della vita di ogni uomo, perché vada nel mondo aperto alla condivisione e pronto a rendere ragione della propria speranza. L’Eucarestia ci ricolmi di ogni grazia e benedizione dal cielo, ci fortifica per il pellegrinaggio di questa vita e ci fa desiderare la vita eterna. Nella sua casa Gesù ci accoglierà così: “Venite benedetti dal Padre mio, nella casa preparata per voi fin dalla creazione del mondo”. Noi cristiani abbiamo la certezza assoluta che solo attingendo a Gesù Eucarestia possiamo camminare sulla via della santità con più facilità. Allora, sta a noi, nel nostro piccolo, dare la riparazione, l’amore, l’adorazione, la lode e il ringraziamento per un così sublime dono d’amore: Eucarestia. G.V.


IL TERRITORIO Emergenza cani randagi

Esiste una legge ma... A quanto pare non c’è più bisogno dell’imminenza della stagione estiva per vedere cani abbandonati per strada. Oramai il fenomeno continua a dilagare e le statistiche parlano chiaro. Puntiamo l’attenzione sul catanese: le associazioni, LAV in testa, sono già al collasso e non hanno più disponibilità per accogliere i cani abbandonati. Ma allarghiamo il raggio tenendo in mente la ben nota legge regionale N° 15 del 2000. Essa contiene cinque mosse: iscrizione dei cani presso l’anagrafe canina, sterilizzazione, costruzione di rifugi canili (cioè i famosi canili), promozione di adozioni e sensibilizzazione del rapporto uomo – animale. Nella realtà catanese accade questo: pochi i cani iscritti all’anagrafe; solo 2 gli ambulatori sanitari su 58 che svolgono il servizio di sterilizzazione con file d’attesa interminabili; e se non bastasse sono soltanto 5 i canili presenti nella zona, privati sia chiaro! Per giunta sono strapieni e hanno

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bloccati gli ingressi. Il dato più allarmante è che nessuno dei 58 comuni della provincia ha gettato le basi per la costruzione di un rifugio sanitario per animali abbandonati. Il fenomeno dunque, ha bisogno di essere contrastato in modo lungimirante ed efficace da parte delle amministrazioni locali perché gli animali sono creature da rispettare e rappresentano, purtroppo, un pericolo per la salute dei cittadini. Annalisa Coltraro

Feste religiose nel nostro comune La festa in onore della Madre delle divine Grazie, che si venera nella comunità parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, inizierà con un triduo di preparazione (30/06-2/07). Venerdì 1 luglio sarà celebrata la solennità del Sacro Cuore di Gesù con una processione eucaristica lungo le vie del paese. Domenica 3 luglio è la volta della festa della Madonna delle Grazie: alle ore 8,30 svelata e S. Messa e alle ore 18,30, al termine della S. Messa, solenne uscita e processione del fercolo per le strade di Santa Venerina. Ricco programma religioso quello della festa di Maria SS. del Carmelo, patrona della comunità parrocchiale di Bongiardo. Sabato 16 luglio, solennità della Madonna del Carmelo, alle ore 7 tradizionale svelata e a seguire S. Messa. Alle ore 19 Solenne Pontificale presieduto da S.E.R. Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania. A seguire solenne processione con il simulacro della Madonna per le vie del paese. Il 17 luglio, festa cittadina della Madonna.

Zafferana Etnea

31 maggio tra fede, devozione e rievocazione Come di consueto ogni anno il 31 di Maggio, una processione che parte dalla chiesa Madre si reca nella cappella votiva della Madonna della Provvidenza, posta all’ingresso del Paese. Quest’anno la ricorrenza è stata solennizzata perché ricorrevano i 150° anni della costruzione dell’altarino e la comunità di Zafferana Etnea tutta, si è stretta in preghiera per festeggiare questo evento in un momento di grande fede e devozione. Al termine della messa è stata distribuita un’immaginetta sacra a tiratura limitata realizzata dalla preposta commissione dei festeggiamenti. Lo storico altarino della Madonna della Provvidenza fu costruito nel 1861 ad opera dei fedeli per ringraziare la Vergine del miracoloso arresto della colata lavica dell’eruzione del 1792 alle porte del Paese. Il fronte lavico dell’eruzione dell’Etna, ormai in-

combente sull’abitato si fermò miracolosamente ai piedi del simulacro della Madonna. Una lapide marmorea, collocata ai piedi del simulacro della Madonna, così recita: “A pie di questo simulacro dell’Augusta Vergine della Madonna della Provvidenza la lava Etnea del 1792 prodigiosamente qui ristette i fedeli questo monumento vi eressero nel 1861”.

Francesco Leonardi


LA PARROCCHIA

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Eucarestia: dono d’amore In occasione della solenne festività del Corpus Domini non possiamo non ricordare che nella nostra parrocchia in occasione della conclusione del mese di Maggio abbiamo festeggiato la prima comunione dei bambini di quarta elementare, i quali, avendo portato a termine il cammino catechistico di preparazione, guidati dal parroco, dai catechisti e dagli educatori Acr, sono finalmente giunti a una tappa fondamentale della loro vita spirituale: l’incontro con il loro amico Gesù. Per noi cristiani l’eucarestia è il sacramento istituito da Gesù la vigilia della sua passione e morte durante l’ultima cena. Il termine deriva dal greco “eucaristo” cioè rendimento di grazie. Oggi il momento dell’eucarestia è l’azione sacrificale durante il quale il sacerdote offre il pane e il vino a Dio, che, per opera dello Spirito Santo, diventano realmente Corpo e Sangue offerti da Gesù stesso sulla croce. L’altare è quindi la croce sulla quale in ogni Santa Mesa si avvera lo stesso ed identico sacrificio. Nella chiesa cattolica viene chiamata prima comunione il momento in cui i fanciulli, ma anche le persone di età più mature, si accostano per la prima volta al sacramento dell’eucarestia. Tutta la redazione augura ai bambini che hanno ricevuto la prima comunione e alle loro famiglie di vivere un’estate intensa di emozioni e un arrivederci a settembre! Ecco i nomi dei dodici amici di Gesù: Brischetto Valentina, Casella Giuseppe, Casella Salvo, Contarino Rita, Corvaia Giuseppe, Ferlito Ludovica, Grasso Kevin, Lo Castro Giuseppe, Murtas Sara, Palermo Massimiliano, Patanè Alessia, Trovato Giuliana.

Rosetta Scalia

Approvato lo statuto della Confraternita di Dagala del Re È stato approvato lo scorso 27 maggio dal Vescovo diocesano di Acireale il nuovo statuto della Confraternita Maria SS. Immacolata di Dagala. Di cosa si tratta? Lo statuto è un insieme di norme, obbligatorio per ogni associazione di fedeli (qual è una confraternita), nel quale sono definiti il fine, la costituzione, il governo e il modo di agire (cann. 94 e 304 del Codice di diritto canonico). Lo statuto non è certo un adempimento formale ma il fondamento giuridico e pastorale per l’azione di qualunque associazione. Nello statuto, pertanto, i membri della Confraternita potranno sempre ritrovare i criteri e le finalità della loro associazione; in questo modo lo statuto diventa come il custode dello spirito della Confraternita stessa. Inoltre, lo statuto serve a regolamentare i momenti importanti della vita associativa (come la scelta delle cariche sociali) e anche quelli della quotidiana azione pastorale. Con lo statuto, infine, la Confraternita risponde pienamente al “principio della ecclesialità” perché esso la vincola al Vescovo diocesano, al suo progetto pastorale e alle sue disposizioni. Con il valido aiuto di questo strumento giuridico la Confraternita Maria SS. Immacolata possa svilupparsi e adempiere la sua missione nella parrocchia di Dagala come nella Chiesa intera. don Alfio Privitera Vice cancelliere curia di Acireale


LA PARROCCHIA

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L’AGENDA PARROCCHIALE DI LUGLIO A cura della Redazione AZIONE CATTOLICA DEI RAGAZZI

COMITATO DEI FESTEGGIAMENTI

Insieme pronti a cose grandi!

Torneo di briscola a coppia

Dal 25 al 29 luglio 2011 si svolgerà il campo scuola per i ragazzi dell’ACR della nostra parrocchia, presso “Casa Betania” di Montargano di Mascali. Sarà l’esperienza del popolo d’Israele ad accompagnare i ragazzi durante il campo, per accogliere l’invito ad essere Chiesa e a sentirsi parte di questo popolo chiamato a camminare verso la salvezza e la gioia. Il campo ACR è sicuramente una tra le occasioni formative più significative per aiutare i ragazzi a fermarsi e mettersi in dialogo con Gesù, affinché la sua amicizia illumini e orienti la loro vita.

Inizierà lunedì 4 luglio 2011 alle ore 20.30 il torneo di briscola a coppie presso la piazza “M. SS. Immacolata” di Dagala del Re. È una delle tante attività che il comitato propone per trascorrere insieme gioiosamente le serate estive e ritrovarsi in piazza. L’iscrizione al torneo è di € 20 a coppia. SPIRITUALITA’

Il Santo Rosario per la vita Mercoledì 6 luglio 2011 prima della S. Messa si reciterà il rosario per la vita. L’iniziativa viene dal Centro Aiuto alla

Vita che propone il “Progetto Gemma”. È un servizio per l’adozione temporale a distanza di madri in difficoltà, tentate di abortire il proprio bambino. Il progetto nasce nel 1994 e da allora ha adottato oltre 15.000 mamme, sostenute nei primi 18 mesi di maternità. Con la forza della preghiera e un piccolissimo sostegno di 50 centesimi, raccolte proprio ogni primo mercoledì del mese, si posso salvare delle vite. Un’idea in più in difesa della vita! Mercoledì 29 giugno, ultimo mercoledì del mese, si terrà l’Adorazione Eucaristica alle ore 21. Nei prossimi mercoledì si terrà la “Lectio Divina” alle ore 21.

LA DIOCESI

“Cotto e condiviso”

Incontro dei ministranti

Incontro diocesano ACR

Il 28 giugno a Macchia di Giarre

L’equipe ACR diocesana invita tutti i ragazzi e gli educatori della diocesi di Acireale ha partecipare alla “Festa degli incontri Acr” domenica 3 luglio 2011 presso la parrocchia “M. SS. Assunta” di Fiumefreddo, all’insegna dello slogan: “cotto e condiviso”. Come in un noto programma televisivo l’ACR da il benvenuto ai ragazzi in cucina, luogo di condivisione, collaborazione e comunione che si sperimentano a tavola. E proprio su questo che i ragazzi rifletteranno: affidare a Gesù il tutto che, per quanto possa apparire poco per molti, diventa, nelle mani del Maestro, sazietà per ciascuno e condivisone con il prossimo. Questa è la vera comunione. In questo stile, visibile nella presentazione dei doni della liturgia eucaristica, si scopre la bellezza di fare parte di una comunità che si sforza di essere attenta ai bisogni di tutti; nella collaborazione, l’impegno condiviso di annunciare, insieme agli amici, che Gesù è risorto, che rende più nuova e più bella la vita di ciascuno e ci conduce a creare relazioni autentiche. Gabriele Sciuto

g.s.) Anche quest’anno a fare da eco alla 48° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, si svolgerà la Giornata Diocesana dei Ministanti di Acireale, che si terrà a Macchia di Giarre martedì 28 Giugno 2011. I ministranti sono chiamati a vivere una giornata intensa , scandita da diversi momenti che richiamano il tema proposto dal Centro Nazionale Vocazioni: ”Quanti pani avete? Andate e vedete …”. Culmine della giornata è la celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Pio Vittorio Vigo, preceduta da una solenne processione di tutti i ministranti , che partirà dall’Istituto “Casa dell’Addolorata” alla Chiesa “M. SS. Provvidenza” di Macchia. La giornata si concluderà nel pomeriggio con giochi a squadre presso la villa comunale. Campo scuola per giovani catechisti L’ufficio Catechistico Diocesano propone con entusiasmo il campo che si svolgerà presso il Centro di accoglienza “S. Gerardo” di Piedimonte Etneo dal 25 al 29 luglio 2011. Il campo, sarà guidato da alcuni membri dell’equipe dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Il campo scuola è rivolto principalmente ai giovani catechisti alle prime esperienze di catechesi ma resta aperto anche a tutti i catechisti che volessero approfondire le loro conoscenze o soltanto passare alcuni giorni di fraternità in montagna.


CULTURA & RELIGIONE

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La colonna votiva in onore dell’Immacolata Un risultato di una tenace ambizione e devozione Nell’ambito della manifestazione ricreativa “Jochi di nà vota”, tenutasi lo scorso 19 giugno in piazza Immacolata a Dagala del Re, il Comitato per i festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata e la comunità tutta, hanno voluto ricordare una delle opere più significative che nel passato hanno accresciuto la devozione all’Immacolata. Stiamo parlando della colonna votiva dedicata all’Immacolata posta sulla piazza omonima. Vediamo quali sono stati i principali eventi che hanno scandito il lungo “iter” durato diciotto anni. Nel 1954 fu istituito il “Comitato per l’erigenda colonna votiva a ricordo del 1° centenario della definizione dogmatica”. Il Comitato, istituito dall’allora Arciprete Parroco Salvatore Savoca, annovera fra i suoi membri personaggi tanto cari al paese di Dagala del Re; citiamo a tale proposito l’ing. Alfio Cutuli (1907-1969) che fu uno dei propositori principali dell’opera dando un personale contributo alla progettazione dell’opera. Nel comitato troviamo pure i professori Vincenzo Grasso e Rosario Costa e tanti devoti della Vergine Santissima, uno su tutti il tanto amato Tomasino (Tommaso Pulvirenti) che, così come raccontano le persone che lo ricordano, di mattina presto durante il novenario di preparazione radunava gli abitanti del quartiere “Dagala sottana” (oggi parte di via Trieste e Stabilimenti) per giungere insieme alla novena che, come sappiamo, si celebrava la mattina per ovvie esigenze di lavoro! Questa breve finestra ci ha permesso di capire quanto fosse fiorente quella devozione che ha condotto alla realizzazione di un’opera straordinaria come la colonna votiva. Torniamo all’iter. L’anno dopo, nel 1955, così come si apprende dai documenti d’archivio, furono acquistati i blocchi marmorei della colonna e il blocco che venne in seguito modellato abilmente dallo scultore Sig. Serafino, autore qualche anno prima della statua della colonna votiva di Milo. Il trasporto, effettuato tramite il mezzo treno, fu organizzato dal compaesano sacerdote Cirino Maccarone (19261990), fratello del professore Giuseppe che più avanti torneremo a citare. Tutto sembrava procedere con celerità. Ma non fu così! Appare interessante citare a tale proposito, l’articolo giornalistico di un periodico locale degli anni ’60 dove si fa riferimento alla costruzione di

una nuova piazza entro il 1957 e all’innalzamento di una colonna votiva. In realtà la piazza vide la luce solo alla fine degli anni ’60 e ciò fece slittare la montatura della colonna che rimase, insieme alla statua, per quasi due decenni “posteggiata” nei locali della sacrestia. Nel frattempo il Comitato continuava a raccogliere offerte anche rivolgendosi ai tanti dagalesi (in gergo daaloti) emigrati all’estero. Finalmente costruita la nuova piazza (1968-1969), i lavori ripresero e nel 1972 l’evento inaugurale mise fine al lungo iter iniziato nel 1954. L’inaugurazione si tenne la domenica delle palme con una ricca celebrazione liturgica alla presenza delle autorità civili (era sindaco all’epoca il dott. Giovanni Pappalardo, padre dell’attuale sindaco Enrico), militari (era presenta il comandante Vadalà, padre di Grazia che collabora con questo periodico) e religiose. Due sono i momenti indimenticabili legati a quella domenica che ancora oggi sono rievocati con tanta enfasi. Il primo di questi è legato alla svelata della statua (quella in piazza!) il cui gesto, abbiamo ragione di credere, riempì di immensa gioia i tanti devoti presenti in piazza. Un piccolo incidente tecnico provocò nell’occasione il blocco della tendina creando un clima ancora più fervido e pieno di emozione. A tirare la tendina fu la sig. Maria Ferlito che all’epoca aveva appena nove anni. L’altro momento è stato il discorso conclusivo del professore Giuseppe Maccarone che servì non tanto a ricordare fatiche e gioie avute lungo diciotto anni ma a celebrare l’opera come un risultato di una tenace ambizione e devozione del popolo di Dagala del Re. Per omaggiare l’opera, domenica 19 giugno a termine della Santa Messa vespertina, l’Arciprete Parroco Giuseppe D’ Aquino ha benedetto una targa ricordo che recita: “Il popolo di Dagala del Re eresse nel 1972 per devozione a ricordo del 1° centenario della definizione dogmatica dell’Immacolata”.

Domenico Strano Benedire Tutti i diritti riservati © In attesa di registrazione. Vietata qualsiasi riproduzione mediante fotocopia o riproduzione. Uscita prevista ogni ultima domenica del mese esclusivamente presso i locali parrocchiali (durante l’anno sono previste uscite speciali) SOSTIENICI CON UN’OFFERTA LIBERA MA INDISPENSABILE!

BeneDire Giugno 2011  

PERIODICO RELIGIOSO - CULTURALE PARROCCHIA MARIA SS. IMMACOLATA DI DAGALA DEL RE (S. VENERINA - CT)

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