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Quanto è corrotta l’Italia lo dice l’indice della corruzione, che misura il numero di denunce presentate alla magistratura. Incrociandolo con il numero di giudizi definitivi, si scopre che l’Italia non è un paese normale: i cittadini che si ribellano e accusano sono molti, ma le sentenze non arrivano quasi mai. È così che corrotti, concussi e chi ruba soldi allo Stato sono arrivati a costarci 60 miliardi di euro ogni anno. Una cifra che difficilmente le ultime proposte legislative del governo potranno far diminuire. Da Garibaldi fino agli ultimi scandali dei tesorieri di partito, Marco Cobianchi rilegge il malaffare italiano dei primi 150 anni di Unità d’Italia usando come chiave narrativa i numeri e le statistiche. Per farci capire che la corruzione è dentro di noi. Ma non ce la possiamo più permettere. Marco Cobianchi (1966) è nato a Milano ma fino al periodo universitario ha vissuto tra Rimini, Forlì e Ravenna. A diciassette anni inizia il mestiere di giornalista in una radio di Bologna per poi passare al network Odeon Tv e, successivamente, a un quotidiano locale di Rimini. Nel 1990 torna a Milano per assumere il ruolo di viceresponsabile della redazione economica del quotidiano «Avvenire». Con lo stesso incarico passa nel 2000 a «Panorama», dove si occupa di finanza e politica economica. Nel 2001 collabora al libro collettivo Bidone.com (Fazi Editore) scrivendo i capitoli riguardanti la nascita e il crollo delle società internet italiane. Nel 2009 ha scritto Bluff, perché gli economisti non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente (Orme Editore). Nel 2011 ha pubblicato per Chiarelettere Mani bucate e nel 2012 è stato autore e conduttore del programma economico NUM3R1 trasmesso da Rai2. Insiste a essere sposato con Cinzia, con la cui fattiva collaborazione ha messo al mondo Valeria e Nicolò.

Nati corrotti  

Storia d’Italia in 150 anni di mazzette